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30 APPRILE 2015:RENZI,CRONACA DI UNA FINE ANNUNCIATA

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Giovedì 30 Aprile 2015

Breaking News

Italicum: sinistra Pd ‘vede’ urne e prepara alternativa a Renzi

Italicum sinistra Pd  vede  urne e prepara alternativa a Renzi

20:40 29 APR 2015

(AGI) – Roma, 28 apr. – Saranno tra i trenta e i quaranta i deputati del Pd che, alla fine, non voteranno l’Italicum. A parlare non e’ un esponente della minoranza, ma un membro della segreteria dem. Trentaquattro, piu’ precisamente, la cifra che circola dalle parti del Nazareno dove in queste ore non si finisce mai di far di conto. Non certo una vittoria per la minoranza, visto che a contarli, solo in Area Riformista, i democratici ‘non allineati’ sono circa 70. Di questi, una quarantina hanno firmato il documento in cui si annuncia il voto a favore del governo. Voto politico, lo definiscono, ribaltando l’interpretazione data da Pierluigi Bersani e Roberto Speranza per i quali “il governo non c’entra niente”.
E’ un fatto, invece, che lo “strappo di Renzi ha innescato un processo politico “irreversibile e indipendente” come spiega Alfredo D’Attorre in Transatlantico. Non si tratta di scissione ne’ di lavorare a un soggetto, una coalizione esterna al Pd stesso. Tutt’altro: si tratta di dare risposta alla domanda che arriva dai territori, dai circoli e che parla di un Pd che ritrovi le sue radici di sinistra. Insomma, una alternativa di sinistra a Matteo Renzi, ma dentro il partito. Il congresso, d’altra parte, potrebbe essere meno lontano del dicembre 2017.
“Sarebbe da ingenui pensare che, di fronte a quanto si e’ visto in queste ore, il termine prefissato per la fine della legislatura rimanga il 2018″, spiega un esponente della minoranza dem. “E’ altrettanto chiaro”, aggiunge, “che se la legislatura dovesse terminare prima della scadenza naturale, si renderebbe necessario un congresso per decidere come e con chi presentarsi alle elezioni”. Un concetto ribadito, in serata, anche da Gianni Cuperlo che vede drasticamente “tagliati i tempi di durata della legislatura”. Certo, al momento quella della minoranza dem appare come una sconfitta. “Ma solo se si ragione secondo le etichette di corrente”, ragiona un esponente di Sinistra dem: “In realta c’e’ un disagio, per usare un eufemismo, che percorre trasversalmente tutto il Partito Democratico e che nasce dalla constatazione che al centralismo decisionale di Roma corrisponde un disinteressamento totale di quanto avviene sui territori. A questo si aggiunga il malcontento per scelte incomprensibili agli occhi dei nostri iscritti, come i decreti al Jobs Act o la fiducia alla legge elettorale”. La prospettiva in cui si muove la sinistra del Pd e’ quella di preparare l’alternativa a Renzi al prossimo congresso. E di scegliere l’uomo giusto da contrapporre al presidente del consiglio. La riunione di Area Riformista che si e’ tenuta ieri ha certificato le forze in campo: da una parte i quaranta responsabili che hanno firmato il documento con cui si impegnano a votare la fiducia all’Italicum. Dall’altra ex segretari e competitor di Renzi (anche vittoriosi) alle primarie, come Pierluigi Bersani, Guglielmo Epifani e Gianni Cuperlo; un ex premier come Enrico Letta e un giovane, Roberto Speranza, che ha mostrato “lealta’ alla ditta” fino al momento in cui non ha potuto piu’, come lui stesso ha spiegato durante la riunione di ieri, “guidare un gruppo in una direzione che io stesso non condivido

http://www.agi.it/politica/notizie/italicum_sinistra_pd_vede_urne_e_prepara_alternativa_a_renzi-201504292040-pol-rt10253

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REAZIONE:DA UN PO’ VENGO ANNUNCIANDO I SEGNALI DELLA FINE DEL PERIODO RENZI,ECCO UN’ALTRA.GLI ITALIANI SI PREPARINO.RENZI DOVEVA PREGARE A SANT’ANTONIO.

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1 MAGGIO 2015:LA NUOVA ERA DESIDERA SALUTE A TUTTI I LAVORATORI NEL SUO GIORNO.

1-MAGGIO 2015:EXPO,NO PROVOCAZIONI NE VIOLENZE

-TITOLARE CORIERE DELLA SERA:

MILANO

Espone il Tricolore al balcone
No Expo lanciano uova foto|video
Corteo, tensioni e proteste-Video

Il proprietario e la bandiera italiana presa di mira da alcuni partecipanti al corteo degli studenti. L’episodio in centro, in via Bianca Maria

REAZIONE:LA NUOVA ERA INVITA AI SUOI OPERATORI E SIMPATIZZANTI A BOICOTTEARE L’EXPO MA NON ACOMPAGNA NE PROVOCAZIONI NE MANIFESTAZIONI DI VIOLENZA:RACCOMANDO AL SIGNORE  METTERE LA BANDIERA DEL MILAN E AI MANIFESTANTI DI RISPARMIARE  ESTERNAZIONE AGRESSIVE.

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PRIMO MAGGIO 2015:MIGRAZIONE MEDITERRANEA,LA LIBIA MI DA RAGIONE

-SU LA STAMPA:

,OPINIONI
Libia, Ambasciatore all’Onu: “Raid contro barconi sono quasi impossibili. Occorre riprendere il controllo di Tripoli”

Dabbashi lancia l’allarme sul richio pirateria nel Mediterraneo

«Azioni mirate contro i barconi sono di difficile attuazione, occorre stroncare il traffico di esseri umani aiutando il governo legittimo a riprendere il controllo di tutto il territorio, coste e porti compresi». Sentito da Palazzo di Vetro per La Stampa rilancia la sua sfida Ibrahim O. Dabbashi, ambasciatore libico alle Nazioni Unite e rappresentante dell’esecutivo di Tobruk, il quale si sofferma su un altro rischio quello di una «nuova pirateria» nel Mediterraneo.

Ambasciatore, mentre all’Onu si rilancia sulla necessità di una soluzione politica per la Libia, con un governo di unità nazionale, in Europa si profila in maniera sempre più nitida l’ipotesi di un intervento di forza per stroncare il fenomeno del traffico di esseri umani. Cosa ne pensa?

«Mi permetta di iniziare con una premessa, la questione dei migranti del Mediterraneo non è solo un problema dell’Europa ma della Libia. Questa situazione fluida nel nostro Paese, con le milizie che controllano la parte occidentale del territorio, e con molti tratti della costa fuori controllo, rappresentano un incentivo per i trafficanti».

Allora condivide la necessità di operazioni militari o di polizia?

«Il numero di persone in fuga dalla disperazione è in aumento ogni mese, non penso che misure di sicurezza, come il dispiegamento di unità navali o il rafforzamento di Triton possano risolvere il problema. Il fattore discriminante è stabilizzare la situazione politica in Libia, il punto è che il metodo con cui la comunità internazionale sta procedendo in questo momento non porterà da nessuna parte. L’embargo impedisce all’esercito libico di armarsi e quindi di estendere il controllo del governo legittimo sul resto del territorio».

Quindi nemmeno l’uso di droni di sorveglianza e raid mirati può funzionare?

«Non è così semplice individuare e distruggere i barconi prima che prendano il largo. Si tratta di imbarcazioni molto semplici che persone del posto costruirscono per 200 dollari, in cantieri clandestini, e rendono operative nel giro di una notte. Senza collaborazione da terra, senza informazioni di intelligence su chi gestisce questo traffico dubito che un’operazione militare, o di polizia che dir si voglia, possa funzionare».

Chi gestisce questi traffici?

«Sono persone che hanno legami con le milizie che controllano la parte occidentale del Paese. I porti sono quelli di Zuara e Homs, un centinaio di km ad est di Tripoli, tutti sanno che questi sono i principali hub. Sono criminali che hanno collegamenti con le milizie, versano a loro parte dei denari in cambio di protezione. Le milizie più forti di Tripoli potrebbero fermarli facendo pressione sui gruppi periferici, ma non lo fanno per avere il loro appoggio e il controllo territoriale».

Insomma servono informazioni all’origine, ma come si fa?

«Chi fa questi affari è ben conosciuto, anche dalla gente comune, tutti sanno. Se si va in questi porti, in un attimo si sa chi è che porta la gente in mare, si paga un minimo di mille dollari e nel giro di qualche giorno si parte. Il punto è che la gente del posto non vuole cooperare, hanno paura, sono collusi o sostengono le milizie che hanno tutto l’interesse a mantenere vivo il racket».

Quindi?

«Quindi serve un accordo con la Libia, ma solo quando in Libia il governo legittimo avrà il controllo completo del territorio. Ciò non si può ottenere tuttavia se continua a esserci l’embargo e in assenza di aiuto della comunità internazionale, in particolare delle forze aeree di cui avremmo bisogno per riprendere Tripoli».

Nel caso sareste pronti a collaborare con Italia ed Europa?

«Certo, avvieremmo subito una cooperazione, consentendo di operare sul nostro stesso territorio, perché come dicono alcuni in Italia, il fenomeno va combattuto partendo dall’Africa».

Continua ad essere diffidente sull’operato di Bernardino Leon?

«Ci sono molti negoziati in corso, ma sta passando del tempo utile, se non si arriva alla stabilizzazione di cui parlavo si consentirà a queste persone disperate di imbarcarsi per tentare impossibili traversate che sempre più spesso si rivelano una condanna a morte. E questo dopo che hanno già sfidato il destino attraversando il deserto per migliaia di chilometri, prima di giungere in Libia. Il governo di unità nazionale, di cui si auspica tanto la nascita, rimane un miraggio, siamo noi di Tobruk che dobbiamo riprendere il controllo della capitale il prima possibile, altrimenti continuerà a dominare il caos».

Parliamo del fenomeno dei barchini, come quelli che hanno fermato un peschereccio italiano, a bordo ci sono uomini che si definiscono militari, a chi fanno capo?

«Sono unità fuoriuscite dalla vecchia Marina militare, supportati sovente da facoltosi uomini di affari di Misurata, persone che hanno miliardi di dollari e hanno anche l’appoggio delle milizie. Sono la banca centrale dei nuovi pirati e delle milizie stesse. Uno di loro è ben conosciuto si chiama Ali Dabaiba, controlla a vario titolo oltre cento società al di fuori della Libia. Gestiva i progetti pubblici nel Paese, ed aveva stretti legami con i figli di Gheddafi. Sta tentando di creare una sorta di esercito parallelo, con persone che operano in diversi teatri di guerra».

Dobbiamo temere la pirateria nel Mediterraneo?

«E’ la direzione dove stanno andando».

http://www.lastampa.it/2015/04/30/blogs/palazzo-di-vetro/libia-ambasciatore-allonu-raid-contro-barconi-sono-quasi-impossibili-occorreriprendere-il-controllo-di-tripoli-NtGuZqvckNqDa6B9OzdviI/pagina.html

REAZIONE:PRENDERE TRIPOLI PER ANNIENTARE GLI SCAFFISTI.QUELLO DEL TITOLO.

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PRIMO MAGGIO 2015:ECCO,NIENTE TESORETTO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Pensioni, Consulta boccia il blocco  degli adeguamenti 2012-2013  Si apre buco da 5 miliardi in 2 anni

Elsa Fornero

Pensioni, Consulta boccia il blocco degli adeguamenti 2012-2013

Si apre buco da 5 miliardi in 2 anni

Viceministro Morando: “Importo va versato”

Così svanisce il sogno del “tesoretto” di F. FUBINI

Ex ministro: “Quella norma non è figlia mia”

Video Quando Fornero pianse per la riforma

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-LA NOTA COMPLETA:

Così svanisce il sogno di un “tesoretto”, ora rischiamo un deficit fuori controllo

di FEDERICO FUBINI
.Così svanisce il sogno di un “tesoretto”, ora rischiamo un deficit fuori controllo
L’ex ministro Elena Fornero e l’ex premier Mario Monti (ansa)
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ROMA - Se nel dicembre 2011 i mercati avessero capito che un muro portante della riforma pensioni era incostituzionale, e destinato a cadere, le conseguenze si sarebbero viste subito: probabilmente l’Italia avrebbe fatto default, o avrebbe chiamato la Troika, e quegli adeguamenti previdenziali strappati ieri grazie alla Corte costituzionale sarebbero parsi quasi irrilevanti. La difficoltà a monte sarebbe stata la stessa che hanno conosciuto milioni di greci: incassare gli assegni di cui da ieri 5,5 milioni di italiani attendono, con buoni argomenti legali, una nuova rivalutazione.

Ma è noto che la storia non si fa né con i “se”, né con il senno di poi. Pochi del resto ieri hanno pensato che, senza la rete di sicurezza della Banca centrale europea, dopo la sentenza della Consulta di ieri lo spread sui titoli di Stato si sarebbe di nuovo impennato. Ciò che conta ora è tutti i pensionati sopra i 1.450 euro lordi al mese  -  più di un terzo dei 16,3 milioni di italiani a riposo  -  andranno indennizzati. Sul passato, e sul futuro. Aspettano i rimborsi per il mancato adeguamento sul 2012, per quello del 2013, quindi gli interessi per entrambi gli anni e da ora potranno ricalcolare gli adeguamenti futuri del valore del loro trattamento di quiescenza a partire da una base più alta.

L’impatto è a più stadi. Il costo della sentenza per il contribuente è così complesso che anche il Tesoro ieri sera faticava a calcolarlo, o a capire come coprire l’ammanco. Le rivalutazioni il 2012 e 2013 valgono 4,8 miliardi, gli interessi di mora li portano a cinque, il ricalcolo degli adeguamenti futuri può valere (nel tempo) altre decine di miliardi. A sentenza ancora calda, nei cor- ridoi di Palazzo Chigi qualcuno ieri dava sfogo al fastidio per una decisione che mette la Corte costituzionale sopra al potere esecutivo e del parlamento su una materia così vitale. Ma l’ira non è una politica. Di certo, quando si depositerà nelle prossime ore, Palazzo Chigi e il Tesoro metteranno avvocati e tecnici al lavoro per cercare di opporsi, compensare, rimediare, coprire. È tutt’altro che certo che ci riusciranno, perché le falle aperte dai giudici costituzionali sulla previdenza sono almeno tre.

La più immediata è politica: Matteo Salvini ha incardinato la “politica economica” della Lega sull’assalto alla riforma pensioni cui Elsa Fornero, allora ministro, dette il nome e l’impianto. Il testo di quel provvedimento, inserito nel decreto “salva-Italia” del 22 dicembre 2011, si appella alla “contingente situazione finanziaria” di allora per congelare per due anni gli scatti sulle pensioni almeno tre volte più alte del minimo. Secondo i giudici costituzionali (la cui età media è 70 anni, otto su dodici in età di pensione) “le esigenze finanziarie del governo “  -  evitare il collasso allora imminente ed evidente  -  “non sono illustrate in dettaglio”. Quel tassello della riforma dunque “valica i limiti di ragionevolezza e proporzionalità “. Si sa che la Consulta può solo decidere sulla base della Costituzione in merito a un ricorso specifico, senza doverne calcolare le conseguenze finanziarie o politiche. Ma da ieri Salvini ha un’arma in più da brandire, anche lui senza curarsi delle conseguenze.

C’è poi una falla di bilancio di impatto immediato. Se saranno da sborsare subito, quei cinque miliardi rischiano di cancellare qualunque discussione su un eventuale “tesoretto” e alzare il deficit di quest’anno dal 2,6% del Pil verso il 2,8%. Molto dipenderà da come il governo, come si anticipa in queste ore, riuscirà a “sterilizzare” l’impatto della sentenza della Consulta. Se non sarà possibile, o solo in parte, sarà ancora più difficile scrivere la Legge di stabilità da presentare in ottobre con un pacchetto di tagli di spesa. Servirà una manovra da almeno 15 miliardi, per evitare che scattino gli aumenti dell’Iva già previsti.

L’alternativa è una Finanziaria in deficit, ma ciò inizierebbe a rivelare la terza falla. È la meno visibile, ma la più profonda e pericolosa. Prima della sentenza di ieri, in base alle stime del Documento di economia e finanza, il costo delle pensioni in Italia sta esplodendo. Passa dai 248,9 miliardi del 2012 ai 283,9 miliardi del 2019. Un salto di 35, o meglio ora almeno 40 miliardi. Dal 2014 al 2019, il peso della previdenza cresce già ora oltre il doppio più in fretta del prodotto interno lordo (calcolato includendovi l’inflazione). Con la sentenza di ieri lo squilibrio può solo peggiorare. È il segno di un Paese che invecchia in modo impressionante. L’anno scorso sono nati in Italia appena mezzo milione di bebé, la metà del 1964 e il livello più basso da inizio ’700. In Liguria ci sono già quasi 50 pensionati ogni 100 persone in età da lavoro, di cui metà inattive, e questo è il futuro di tutt’Italia. Matteo Renzi ha promesso di non toccare le pensioni e da ieri sappiamo che la Costituzione è dalla sua parte. Ma neanche i giudici della Consulta, nella loro saggezza, sanno come conciliare la biologia di una nazione con la sua Carta fondamentale.

 http://www.repubblica.it/economia/2015/05/01/news/cosi_svanisce_il_sogno_di_un_tesoretto_ora_rischiamo_un_deficit_fuori_controllo-113277098/?ref=HREA-1
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-APPENDICE:I NUMERI
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-SU LA REPUBBLICA:
La Consulta boccia il blocco delle pensioni della Fornero: lo stop pesa 5 miliardi
La norma del Salva Italia ha congelato l’adeguamento degli assegni al costo della vita per i trattamenti superiori di tre volte il minimo. Inps: 64 pensioni su 100 sono inferiori a 750 euro. In media, cresce l’importo medio erogato a 825,06 euro

30 aprile 2015

La Consulta boccia il blocco delle pensioni della Fornero: lo stop pesa 5 miliardi

Tito Boeri, presidente dell’Inps (lapresse)

MILANO – La Corte Costituzionale boccia la norma Fornero del 2011, contenuta nel Salva Italia del governo Monti, che bloccava l’adeguamento delle pensioni al costo della vita per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps (1.443 euro). E’ una decisione pesante che, per l’Avvocatura dello Stato, ha un impatto sui conti pubblici di circa 1,8 miliardi per il 2012 e altri 3 miliardi per il 2013. Il blocco della perequazione per le pensioni oltre tre volte il minimo “non fu scelta mia”, dice oggi Elsa Fornero ricordando che fu una decisione “di tutto il Governo” presa per fare risparmi in tempi brevi. “Vengo rimproverata per molte cose – dice ma quella non fu una scelta mia, fu la cosa che mi costò di più”.

Le reazioni. Sindacati attaccano: “Restituire tutto subito”

Il no alla Fornero. La norma ha stabilito, per il 2012 e 2013 e “in considerazione della contingente situazione finanziaria”, che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita. Questo passaggio è dunque incostituzionale. “L’interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio”, afferma la Corte nella sentenza 70 depositata oggi, di cui è relatore il giudice Silvana Sciarra. A sollevare la questione erano stati diversi organismi, dal tribunale del lavoro di Palermo alla Corte dei Conti.

Nel dispositivo, si specifica che “la censura relativa al comma 25 dell’art. 24 del decreto legge n. 201 del 2011, se vagliata sotto i profili della proporzionalità e adeguatezza del trattamento pensionistico, induce a ritenere che siano stati valicati i limiti di ragionevolezza e proporzionalità, con conseguente pregiudizio per il potere di acquisto del trattamento stesso e con irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività”. Ne consegue che sono “intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36 Costituzione) e l’adeguatezza (art. 38)”.

Immediata la reazione di politica e sindacati, con questi ultimi che chiedono di “restituire il maltolto ai pensionati”. Stesso discorso da parte di Manageritalia e Federmanager, le organizzazioni che hanno ricorso contro il blocco delle perequazioni, che per bocca dei presidenti Ambrogioni e Carella chiedono “che si arrivi in tempi rapidi a trovare il modo per compensare le migliaia di persone danneggiate dal provvedimento e auspichiamo che da oggi in poi l’abitudine di utilizzare le pensioni per fare cassa venga definitivamente accantonata, smettendo così di far vivere nell’incertezza i pensionati”.

I dati Inps. La notizia arriva nel giorno in cui l’Inps ha aggiornato la fotografia del sistema pensionistico italiano. Dai dati, emerge che il 64,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Secondo l’Osservatorio dell’Istituto, “per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 è del 45,2%, mentre per le donne è del 78,2%. Delle 11.595.308 pensioni con importo inferiore a 750 euro, 5.322.007 (il 45,9%) beneficiano di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, quali integrazione al trattamento minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile”.

A livello di sistema, torna far parlare di sé la Fornero: la riforma che porta il suo nome porta a confermare il trend decrescente degli ultimi anni del numero di prestazioni erogate. Passano da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015: “Una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali (pensioni agli invalidi civili e pensioni/assegni sociali), che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015″.

Cresce invece l’importo medio mensile erogato, passando da 780,14 euro nel 2012 a 825,06 euro nel 2015. “Ciò è dovuto essenzialmente agli effetti della perequazione automatica delle pensioni e all’effetto sostituzione delle pensioni eliminate con le nuove liquidate che presentano mediamente importi maggiori, anche in relazione alle recenti riforme pensionistiche cha hanno aumentato i requisiti di accesso per il pensionamento”, dice l’Inps. Delle 18.044.221 pensioni vigenti all’1.1.2015, 14.312.595 sono di natura previdenziale, cioè prestazioni che hanno avuto origine dal versamento di contributi previdenziali (vecchiaia, invalidità e superstiti) durante l’attività lavorativa del pensionato. Le rimanenti prestazioni, erogate dalla gestione degli invalidi civili e da quella delle pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale.

Ancora, guardando alle tipologie di pensioni, le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 65,6% da pensioni della categoria Vecchiaia, di cui poco più della metà (55,2%) erogate a soggetti di sesso maschile, per il 7,9% da pensioni della categoria Invalidità previdenziale (il 47,7% erogato a uomini) e per il 26,5% da pensioni della categoria Superstiti, di cui soltanto l’11,8% è erogato a soggetti maschili. Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 22,7% da pensioni e assegni sociali (di cui il 35,2% a soggetti maschili), mentre il restante 77,3% è costituito da prestazioni erogate ad invalidi civili sotto forma di pensione e/o indennità (di cui il 39,7% ad uomini). Le prestazioni legate all’invalidità sono 3.273.751 e costituiscono l’87,7% del complesso delle prestazioni assistenziali.

Distribuzione territoriale. Il 48,2% delle pensioni è percepito nell’Italia settentrionale (305 pensioni ogni 1000 residenti), il 19,1% al centro (281 su 1000) e il 30,3% al Sud e Isole (262 su 1000). Il restante 2,4%, 427.597 pensioni, è erogato a soggetti residenti all’estero. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli importi erogati, si osserva che il 55% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate all’Italia settentrionale, il 24,7% all’Italia meridionale e isole, il 19,7% all’Italia centrale e lo 0,6% ai soggetti residenti all’estero. L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.098 euro, con un valore più elevato al Nord, pari a 1.174,25 euro.

Distribuzione per età. L’età media dei pensionati è 73,6 anni, con una differenziazione per genere di più di 4 anni (71 per gli uomini e 75,4 per le donne). Per la categoria vecchiaia, il 22,3% delle pensioni è erogato a soggetti di età compresa tra 65 e 69 anni. Il 47,1% dei titolari di sesso maschile delle pensioni di invalidità previdenziale ha un’età compresa tra 50 e 69 anni, mentre le donne hanno per il 61,1% un’età superiore o uguale a 80 anni. Per quanto riguarda l’invalidità civile, il 53,3% dei titolari di sesso maschile ha un’età inferiore a 60 anni; percentuale che scende al 31% per le donne, che invece presentano una concentrazione molto alta nelle età avanzate (47% per età uguali o superiori a 80 anni). Da segnalare l’aumento dell’età di pensionamento nel periodo 2009-2015, sia per le pensioni di vecchiaia sia per quelle di anzianità. Per le prime, il dato più significativo riguarda le donne, con una differenza di 2,9 anni (si passa infatti da un’età media alla decorrenza di 61,3 anni nel 2009 ai 64,2 anni del 2015). Più contenuto l’aumento per gli uomini, che passano dai 65,7 anni del 2009 ai 66,4 del 2015, con una differenza di 0,7 anni. La differenza di età per la pensione di anzianità è invece di 1,1 anni per gli uomini (che passano dai 59,4 anni del 2009 ai 60,5 del 2015) e di 0,8 anni per le donne (59,1 anni nel 2009 e 59,9 anni nel 2015).

http://www.repubblica.it/economia/2015/04/30/news/pensioni_inps-113227390/?ref=HREA-1
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REAZIONE:MA IN QUALE TESTA ENTRA CHE LE PENSIONI NON DEVONO ESSERE ADEGUATI ALL’INFLAZIONE?IN QUALE PAESE SI HA VISTO QUESTA COSA?E NE MENO,COME SUGGERISCE LA NOTA,SI PENSA BENE A UGUALARE LE PENSIONI AL RIBASSO.CHE POI 1.400 EURO NON FANNO LA FORTUNA DI NESSUNO.

LE PENSIONI NON SONO UNA CARITA.LE PENSIONI NON SONO SOLDI DEL GOVERNO MA DI CHI LI HA GENERATO. DOPO UNA VITA DI LAVORO IL GOVERNO SOLO LI AMMINISTRA.BASTA FARE AUSTERITI SULLE SPALLE DEI VECHIETTI,RENZI INDENNIZZI SUBITO I PENSIONATI ALTRO CHE TESORETTO:QUESTA COSA E’ IMMORALE.

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(ANCHE SE TU NON CI CREDI)

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3 MAGGIO 2015:EXPO,NO ALLA VIOLENZA

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

-A Milano la rivolta anti-violenti    fotoracconto

A Milano la rivolta anti-violenti fotoracconto

Il reportage di Gad Lerner / Video I filmati della polizia

Roberto Saviano: una lezione chiamata Diaz

Diario black bloc: “Così li beffiamo” / Fermati e rilasciati

Scontri Expo, Renzi: “Teppisti figli di papà”. Alfano: rischiato altro G8 Grillo e Salvini contro il governo / Video Dal balcone: “Peggio dell’Is”Video Campo di guerra / Sequenza Black bloc pestano agente a terra,di CARLO BONINI e PAOLO BERIZZI

REAZIONE:LA NUOVA ERA CONDANNA PROVOCAZIONI E VIOLENZE PROVENGANO DA DOVE PROVENGANO.E LO HA FATTO IN ANTICIPO.LA NUOVA ERA INVITA A BOICOTTEARE L’EXPO AGLI OPERATORI DELLE TELECOMUNICAZIONI,E ALLE MASSE NON PARTECIPANDO MA MAI E POI MAI PER METODI VIOLENTI.PERO MI SA CHE C’E’ CHI STA ESSAGERANDO L’ACCADUTO IN MODO POLITICAMENTE STRUMENTALE.NON CI SONO STATI MORTI.

DI FRONTE ALLE RICHIESTE DI SALVINI VA DETTO CHE RENZI E ALFANO SI DEVONO DIMETTERE PERO PER ALTRI MOTIVI CHE HO LUNGAMENTE SPIEGATO IN QUESTE PAGINE,MA SE PER FATTI DI VIOLENZA LA VOGLIAMO SI DEVONO DIEMMETERE PERCHE DEFFICENTI RESPONSABILI DI MIGLIAIA DI MORTI NELLE IMBARCAZIONI  DEL MEDITERRANEO AL TEMPO STESSO CHE LA LEGA,MARONI-BERLUSCONI-BOSSI,DEVONO ESSERE PORTATI AL TRIBUNALE INTERNAZIONALE DELL’AIA PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA.

E SE SI CERCANO RISPONSABILI DI QUESTI FATTI DI VIOLENZA DOBBIAMO DIRE CHIARO E’ TONDO CHE L’ITALIA TUTTA E IL MONDO INTERO ABBIANO VISTO COSA SI NASCONDE DIETRO QUESTA EXPO:NON BASTA TUTTO QUESTO BLOG PER PARLARE DELLA CORRUZIONE DI TUTTI QUANTI ORGANIZZARONO QUESTA EXPO:FORMIGONI,MARONI,IL CLAN MORATTI,L’INTERA COMPAGINE DIRIGENZIALE E TUTTA LA CUPOLA PUZZANO DI CORRUZIONE E NEPOTISMO INAMMISIBILE IN UNA REPUBBLICA COME QUELLA ITALIANA.MA…. DI FRONTE A QUESTA NAUSEABONDA IMMORALITA SENZA FINE NON SI ASPETTAVANO UNA REAZIONE COME QUELLA AVVENUTA PER PARTE DELLE MASSE?DEFFICENTI ANCORA UNA VOLTA RENZI E ALFANO.

BENE LA POLIZIA ANCHE NON PIACIA A SALVINI:NON CI SONO STATI MORTI.

-APPENDICE 1:GUERRILLA IN ITALIA

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Primo piano

01/05/2015 08:15

L’Esposizione Universale della paura

Si inaugura l’Expo, antagonisti italiani e stranieri pronti a rovinare la festa

L'Esposizione Universale della paura

Black bloc in corteo, muniti di estintori a vernice, imbrattano vetrine di negozi e banche: ma è solo l’antipasto

Il D-day è arrivato. Venerdì primo maggio (su coraggio), è il giorno della cerimonia di inaugurazione dell’Expo. Il conto alla rovescia è partito, semaforo verde: si parte. Le frecce tricolore sono pronte a sfilare, Milano si veste a festa. Per un evento maestoso che fino ad oggi ha fatto parlare di sé solo per le inchieste che lo hanno investito. E ancora, le tangenti rosse e le proteste. Mazze ferrate, martelli, picconi, bombe molotov, bastoni con la punta d’acciaio, fionde, punteruoli e maschere antigas. Quello che la Digos in queste ore continua a scoprire (e sequestrare) parla di un vero e proprio arsenale da guerriglia pronto ad abbattersi sull’Esposizione Universale. Pericolo terrorismo, ma non solo. Si respira un vero e proprio clima di odio e tensione con la minaccia sempre più probabile di possibili assalti da parte dei black bloc italiani e stranieri.

Sui tavoli della Procura meneghina, senza sosta, arrivano informative sull’area dell’antagonismo. Quella che punterebbe a trasformare la kermesse in un nuovo G8 di Genova. C’è chi vuole trasformare la Capitale della moda in un inferno.

Il livello di allerta così come la tensione è alle stelle. Cresce la paura di attentati non solo al sito di Expo, ma al Teatro alla Scala e alla Borsa valori. E ancora, al Duomo. I luoghi simbolo della città che anziché godersi una rassegna all’insegna della festa è costretta a vivere questo evento con la paura addosso.

I maggiori pericoli potrebbero arrivare dalla galassia antagonista. Di soggetti pronti a “riciclarsi” e fondersi in base alle manifestazioni più importanti. Che si uniscono con l’obiettivo ben preciso di creare disagi e innescare violenze.

Arriveranno a Milano da tutta Italia. Dalla Val di Susa, con gli antagonisti No Tav pronti a cogliere la palla al balzo. Non mancheranno certamente all’appello quegli esponenti dei centri sociali più temuti. Che atterreranno da Torino, Bologna, Roma, Napoli. Ma anche dall’estero. Con attivisti spagnoli, ellenici e tedeschi pronti a far degenerare la situazione.

Nuove leve e cattivi maestri, un mix che potrebbe rivelarsi letale. Nel mezzo giovani studenti che ieri sono saliti sulla struttura dell’Expo Gate e hanno affisso uno striscione con la frase “grande evento, uguale grande bufala”. E altri che hanno sfilato lungo le vie del centro – tra urla e spintoni, muniti addirittura di estintori a vernice – per protestare anche contro l’agenzia Manpower. Imbrattate pure vetrine di negozi e banche. Ma è solo l’antipasto.

La sfera dei delinquenti è a dir poco variegata. Gli antagonisti promettono battaglia, il grande giorno è arrivato. Con l’Esposizione Universale che rischia di trasformarsi in un teatro di vergogne e violenze.

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cronaca/864942/L-Esposizione-Universale-della-paura.html

REAZIONE:AVETE IMPORTATO UN PAPA DEL TERZO MONDO,AVETE IMPORTATO ANCHE I SUOI PROBLEMI.

IL PAPA,PROTAGONISTA DEGLI ANNI DI PIOMBO NEL CONO SUD, HA IMPEGNATO FORTEMENTE IL VATICANO IN QUESTA MOSTRA.

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4 MAGGIO 2015:LOTTA ALL’EBOLA

lunedì 04 maggio 2015

Sei in,»Primopiano

L’allarme

22/08/2014 11:06

Ebola, la Lorenzin ci ripensa e si adegua

Il ministero della Salute invia circolare ai medici: “Attenti ai sintomi sospetti”. Ma due mesi fa ignorava il pericolo

Ebola, la Lorenzin ci ripensa e si adegua

Cambia velocemente idea il ministero della Salute, segno che quando dà un giudizio, lo fa in maniera affrettata e approssimativa. L’ultimo esempio, a tal proposito, riguarda il virus che sta terrorizzando il mondo intero, l’ebola. Se soltanto due mesi addietro Beatrice Lorenzin si era sbilanciata nel rigettare al mittente qualunque ipotesi relativamente alla possibilità che il virus arrivasse in Italia, oggi dal ministero correggono il tiro e fanno sapere che è “altamente improbabile, ma non impossibile”. Già, perché creare terrorismo psicologico non serve a nulla, ma è quantomeno doveroso prendere in considerazione il fatto che potrebbero esserci persone infettate dal virus in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone che poi raggiungono l’Italia. Il periodo d’incubazione del virus varia infatti da due a ventuno giorni, quanto basta per avere brutte sorprese.

Ecco perché, neppure per la prima volta, il ministero fa un cambio di marcia e invia una circolare rivolta a tutti i medici di base affinché, di fronte ad un sospetto caso clinico di MVE, inviino immediatamente il paziente ad un ospedale con reparto di malattie infettive, come il Policlinico Gemelli, nel caso di Roma. Dal Ministero fanno sapere, inoltre, che in ogni caso “la capacità di risposta del Sistema Sanitario Nazionale, nell’ipotesi del verificarsi di casi di Malattia da Virus Ebola sul nostro territorio, è adeguata ad individuarli e confermarli, e ad isolarli, per interrompere la possibile trasmissione anche di questo agente patogeno altamente infettivo”.

Qualora un sospetto dovesse rivelarsi confermato, il protocollo prevede che i medici agiscano in collaborazione con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, per confrontarsi sulla diagnosi e per l’eventuale gestione del paziente e per il prelievo e l’invio di campioni biologici al laboratorio a più elevato livello di biosicurezza, presso lo stesso Istituto.

Giuseppe Giuffrida

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/primopiano-focus/857519/Ebola–la-Lorenzin-ci-ripensa.html

REAZIONE:E PARE CHE CI SIANO INFESTATI PURE I NUOVA GUINEA.MA QUESTI NON ENTRANO IN AUSTRALIA MA IN ITALIA.E IL GOVERNO RENZI OBLIGATO A PRENDERNE ATTO CHE L’EBOLA C’E':DEFFICENTE,IMPARI DI TONY ABBOTT.

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5 MAGGIO 2015:EXPO,PASTICCIO ALL’ITALIANA

-SU  LE MONDE,Europe:

Exposition universelle de Milan, un chantier à l’italienne

Le Monde | 29.04.2015 à 10h54,Mis à jour le 01.05.2015 à 10h29 | Par Philippe Ridet (Rome, correspondant)

Les invitations étaient prêtes à partir. Mercredi 29 avril aurait dû avoir lieu une visite de l’Exposition universelle de Milan pour les médias. L’occasion pour les organisateurs de lever le voile sur le résultat final de ce gigantesque chantier s’étalant sur plus d’un million de mètres carrés et qui, pendant près de sept ans, a noirci des milliers de pages de la presse italienne.

Lire aussi : Nourrir la planète, le défi de l’Exposition universelle

Dans toutes ses rubriques : architecture, justice, consommation. Enfin, nous allions découvrir ce Decumano et ce Cardo, nom des anciennes rues romaines où s’exposent les pavillons de 145 nations. Et savoir à quoi servent les 1,2 milliard d’euros d’argent public, 300 millions d’investissements privés, 350 millions de sponsoring et 1 milliard des Etats participants. Près de 3 milliards d’euros dépensés entre deux bretelles d’autoroute à l’entrée nord-ouest de la capitale lombarde – pour une très noble cause : nourrir la planète.

Mais la visite a été annulée. Motif : il faut laisser les 9 000 ouvriers présents sur le site travailler vingt-quatre heures sur vingt-quatre, jusqu’à la dernière seconde du dernier jour. Les truelles et les pinceaux ne seront remis dans les boîtes à outils que lorsque les officiels, les délégations et les premiers des 20 millions de visiteurs attendus viendront couper le ruban, vendredi 1er mai. Pas question d’aller poser des questions à un grutier. Il y a un mois, les responsables de la logistique de l’événement ont passé un dernier appel d’offres d’un montant de 2 millions d’euros pour trouver une entreprise spécialisée dans le « camouflage » des chantiers en cours.

Les responsables du pavillon français sont néanmoins parvenus à organiser in extremis une visite, mercredi 29 avril, pour les médias tricolores. L’invitation précise que « les images du reste du site ne sont pas autorisées ». « Tout ne sera pas prêt », reconnaît Giuseppe Sala, le commissaire général de l’événement. « Après tout, on a le temps, l’Expo dure six mois », relativise le président de la région Lombardie, Roberto Maroni.

Matteo Renzi, le président du conseil italien, veut croire qu’une fois encore, les Italiens se montreront à la hauteur de leur réputation et qu’un dernier coup de reins évitera à son pays de faire « brutta figura » (« mauvaise figure »). D’autant que les retards les plus importants se sont accumulés dans la construction du pavillon transalpin. Prudent, le nouveau président de la République, le sage Sergio Mattarella, a choisi de ne pas participer à l’inauguration. Et pourtant, tout avait si bien commencé…

Sur 1,55 milliard d’euros de travaux attribués en 2014, 474 millions l’ont été grâce à des dérogations au code des marchés

Le 6 avril 2008, des dizaines de milliers de Milanais fêtent leur triomphe avec leur maire, Letizia Moratti (droite). L’élue, soutenue par la région et par le gouvernement alors dirigé par Romano Prodi (centre gauche), a déposé la candidature de la capitale de Lombardie à l’organisation de l’Exposition universelle deux ans plus tôt, pour marquer le centenaire de la première Expo de Milan. « Ce sera mieux que les Jeux olympiques ou un mondial de foot », jurent en chœur les promoteurs de ce succès pour lequel 6 millions d’euros ont été déjà dépensés en campagne de communication.

Cinquante mille arbres seront plantés, des kilomètres de pistes cyclables créés, les vieux canaux de la ville redeviendront navigables, de nouvelles lignes de métro seront ouvertes, 70 000 emplois assurés… Milan rêve tout éveillée. Seul dans son coin, l’atrabilaire chanteur Adriano Celentano tord le nez. L’auteur d’Il ragazzo della via Gluck, qui, il y a cinquante ans déjà, dénonçait le bétonnage de sa ville, écrit sur son blog : « Ce pourrait être une grande occasion pour le monde entier, si le projet était confié à d’autres mains. »

« Trois années perdues »

C’est la crise économique, dès 2008, qui est la première à s’inviter à l’Expo 2015, douchant l’enthousiasme des débuts. L’année aussi où Silvio Berlusconi revient pour la troisième fois au pouvoir, accompagné de l’inamovible Giulio Tremonti au ministère des finances. Ce dernier, qui n’est pas favorable à ce projet qu’il juge dispendieux dans le nouveau contexte d’austérité, réduit la participation de l’Etat.

En 2011, c’est au tour de Letizia Moratti de céder son fauteuil à Giuliano Pisapia (gauche), qui modifie le projet initial. Enfin, deux ans plus tard, la Ligue du Nord, peu favorable elle aussi à l’événement, remporte la présidence de la région. « De 2008 à 2011, les politiques n’ont strictement rien fait. Trois années perdues », explique le journaliste Gianni Barbacetto, qui, avec son confrère Marco Maroni, vient de publier un livre intitulé Il gran ballo dell’Expo (« Le grand bal de l’Expo », Chiarelettere, non traduit).

Un exemple : le choix du site. C’est finalement Rho et Pero, deux communes des faubourgs de Milan, qui sont désignées pour accueillir les pavillons. « L’endroit le plus moche du monde », assure le populiste Beppe Grillo, le fondateur du Mouvement 5 étoiles. Ces terrains agricoles appartiennent à la fondation déficitaire Foire de Milan, dont la région Lombardie et la ville sont actionnaires.

Gianni Barbacetto estime leur coût entre 20 et 25 millions d’euros. Sous pression du Bureau international des expositions, qui s’impatiente à Paris, les organisateurs créent une société mixte qui finit par les acheter en 2011, pour un montant de 142,6 millions d’euros. A la fois vendeuse et acheteuse, la région compte rembourser son investissement, voire faire des bénéfices, lors de la revente de ces terrains désormais bonifiés, à la fin de la foire. Un pari risqué.

Passons maintenant au choix de la personne, mi-démiurge mi-contremaître, qui saura coordonner et faire avancer le plus grand chantier d’Italie. Pas facile dans un pays où aucune nomination d’importance ne peut se passer d’un soutien politique. Ils sont trois à se succéder en moins de trois ans à la tête du conseil d’administration de l’Expo. D’abord un fidèle de Letizia Moratti. « Il ne comprend rien à l’entreprise », disent ses détracteurs.

Puis, un ancien ministre de l’innovation de Silvio Berlusconi. Il a des exigences : installer ses bureaux dans un immeuble historique avec vue sur le Dôme. Le loyer est modeste : 1 million d’euros par an. Il est remercié. Arrive, enfin, l’actuel responsable de la machinerie Expo, Giuseppe Sala. Le 25 juillet 2011, le premier appel d’offres portant sur la bonification du site est lancé. Trois ans et quatre mois après le choix de Milan.

Contre-feux

Mais un nouveau coup d’arrêt se produit le 20 mars 2014. Alors que les premières grues s’élèvent, ce sont les carabiniers, visiteurs inattendus, qui débarquent. Après trois années de stagnation, l’événement est devenu une urgence comme s’il s’agissait d’un tremblement de terre ou d’une inondation. Et qui dit urgence dit moins de contrôles des appels d’offres. Une première enquête est diligentée dès 2012. Des entreprises proposent de faire pour 50 millions d’euros des travaux estimés à 100. Tope là ! Elles se rattraperont sur les contrats de réajustement quand il s’avérera que l’enchère était trop basse et les délais trop courts, comme pour le pavillon italien dont le coût est passé de 60 millions d’euros à 90 millions.

Ce matin du 20 mars 2014, les pandores arrêtent, entre autres, trois hommes d’influence soupçonnés d’avoir piloté, moyennant commissions, l’attribution de certains marchés pour en faire bénéficier des entreprises amies. Deux d’entre eux sont connus : Gianstefano Frigerio, ancien député de Forza Italia, et Primo Greganti, ex-membre du Parti démocrate, exerçaient déjà leur talent de « facilitateurs » d’affaires à l’époque de l’opération « Mains propres » au début des années 1990.

Le troisième n’est autre qu’Angelo Paris, responsable de l’Ufficio contratti de l’Expo, autrement dit le directeur des travaux, le bras droit de Giuseppe Sala. « Moi, ce que je veux, explique l’un des corrupteurs à un entrepreneur, c’est être à l’abri pour les sept ou huit prochaines années. Pour ça, je te donnerais tous les chantiers que tu souhaites. » « Ce qui choque le plus, souligne Gianni Barbacetto, c’est que la corruption soit ordinaire, presque naturelle. »

Seul le pavillon italien restera

Immédiatement, Matteo Renzi se rue à Milan et rattrape par le veston Giuseppe Sala qui souhaite démissionner. Le premier ministre, qui veut faire de l’Expo la vitrine de la nouvelle Italie dynamique et honnête, se retrouve confronté aux vieux démons transalpins. D’abord rassurer les investisseurs, les sponsors et les pays invités. « Nous arrêtons les voleurs, pas les travaux », lance-t-il. Puis, chercher à installer des contre-feux. Le chef du gouvernement nomme l’incorruptible magistrat Raffaele Cantone, directeur de l’Autorité nationale anticorruption (Anac) nouvellement mise en place après le scandale des travaux de la digue géante de Venise, « tuteur » de l’Expo.

Sous son autorité, plusieurs dizaines de personnes épluchent désormais tous les appels d’offres restants avant de recevoir l’imprimatur du juge. Un peu tard peut-être : sur 1,55 milliard d’euros de travaux déjà attribués en 2014, 474 millions l’ont été grâce à des dérogations au code des marchés… Toutefois, le magistrat reste prudent. « Nous avons fait tout ce qui était en notre pouvoir, dit-il. A chaque fois que nous avons émis des doutes, les organisateurs nous ont suivis. Mais je ne peux pas garantir aujourd’hui que l’Expo est à 100 % indemne de magouilles. »

Le 31 octobre, lorsque l’événement fermera ses portes et que les ouvriers commenceront à démonter les installations, il ne restera que deux vestiges de l’Expo universelle. En 1906, l’Italie avait légué le tunnel du Simplon, toujours en activité entre le Valais (Suisse) et le Piémont. En 2015, l’Expo ne laissera en héritage que le pavillon italien, le seul qui restera sur place. Et l’Autorité nationale anticorruption, désormais bien aguerrie. Elle peut toujours servir : Rome est candidate à l’organisation des Jeux olympiques de 2024.

 Philippe Ridet (Rome, correspondant)Journaliste au Monde Suivre
 http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/04/29/chantier-a-l-italienne_4624919_3214.html
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REAZIONE:CRONACA ABBASTANZA RIDOTTA DI UN GRANDE PASTICCIO E UNA NON MINORE CORRUZIONE.

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4 MAGGIO 2015:NUOVA ERA IN  GB

-TITOLARE LA STAMPA:

Gran Bretagna, giovedì si vota: ecco chi sono i cinque sfidanti
alberto simoni, inviato a londra
analisi  E Londra dice addio al bipartitismo emmot

REAZIONE:MA IN ITALIA RENZI E IL CENTRO-DESTRA IL BIPARTITSMO LO VOGLIONO RISTABILIRE.E TORNA A PARLARE DI STABILITA:A RENZI NON PIACE NE LA DEMOCRAZIA,NE IL PARLAMENTARISMO E NATURALMENTE NE MENO LA NUOVA ERA. A RENZI PIACE IL GOLPE,ECCO IL CAMBIAMENTO DI RENZI.

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-APPENDICE:”NO PATTO DEL NAZARENO”?,BALLE

Sei in»,Politica

pasticcio alla siciliana

10/03/2015 14:10

Il patto del Nazareno ad Agrigento dura ancora

Asse Pd-Forza Italia per le elezioni. E Crocetta benedice…

Il patto del Nazareno ad Agrigento dura ancora
Altro che patto del Nazareno. Forza Italia e Pd corrono insieme ed è una realtà che arriva da un remoto angolo d’Italia, ma anche e soprattutto da una regione che nei decenni ha spesso funzionato da “laboratorio politico”, cioè la Sicilia. Inevitabile che a stretto giro di posta tutti gli occhi dei più maliziosi tra gli analisti delle faccende del Bel Paese saranno puntati su Agrigento, dove la stranissima coalizione sta prendendo forma tra privati imbarazzi e pubblici battesimi. A far da padrino (di battesimo, non si pensi male parlando di Sicilia) è stato addirittura il presidente Rosario Crocetta, che evidentemente sulla base dell’accordo agrigentino potrebbe voler fondare un nuovo scenario per la sua sempre traballante maggioranza.
Presenti in un noto albergo della città di Pirandello, oltre al presidente, a suggellare l’accordo c’erano Giuseppe Zambito, segretario provinciale del Pd, la vicepresidente della Regione e assessore alla Formazione della Sicilia, Mariella Lo Bello, Maria Iacono (ex assessore alla Formazione), Nelli Scilabra, oggi nella segreteria di Crocetta, il deputato Angelo Capodicasa, Salvatore Cascio, Piero Macedonio, Riccardo Gallo Afflitto, vicesegretario regionale di Forza Italia in Sicilia, vicinissimo a Gibiino, e altri esponenti politici locali.
Tutto bene, tutto liscio? Insomma. I fini osservatori della politica siciliana si stanno dando gomitate sull’assenza rumorosa di alcuni attori della scena regionale, in primo luogo del presidente del Pd Marco Zambuto, che di Agrigento è pure ex sindaco. Tuttavia i bene informati frenano: anche lui sarebbe d’accordo.
Chi sicuramente non è d’accordo è l’Udc, ancora forte nelle aspre terre sicule. Il sindaco di Porto Empedocle, centro strategico della provincia di Agrigento, si è scagliato con poco moderata violenza contro l’accordo: si chiama Calogero Firetto e ha mandato a dire che “avrebbero voluto anche me in questo calderone ma ho detto no. In provincia di Agrigento non ci saranno primarie tranne ad Agrigento città e guarda caso Forza Italia correrà con la coalizione di centrosinistra. Vi dico che vincerà con assoluta certezza il candidato di Riccardo Gallo, Silvio Alessi, vedrete che ho ragione. Dunque il candidato del Pd sarà un esponente di Forza Italia”. In silenzio è invece rimasto un altro agrigentino illustre, Angelino Alfano. Il suo Ncd farà parte del minestrone in salsa azzurro-Pd o si schiererà con l’Udc? Vedremo. Intanto, tenendo d’occhio le profezie di Firetto, ad Agrigento le primarie si terranno il prossimo 22 marzo. Saranno quattro i candidati del centrosinistra: Silvio Alessi, uomo di Riccardo Gallo Afflitto, numero due di Forza Italia in Sicilia e vicino a Michele Cimino, Epifanio Bellini, esponente del Pd, Piero Marchetta, ex assessore provinciale e Peppe Vita, outsider di sinistra.

Altro che patto del Nazareno. Forza Italia e Pd corrono insieme ed è una realtà che arriva da un remoto angolo d’Italia, ma anche e soprattutto da una regione che nei decenni ha spesso funzionato da “laboratorio politico”, cioè la Sicilia. Inevitabile che a stretto giro di posta tutti gli occhi dei più maliziosi tra gli analisti delle faccende del Bel Paese saranno puntati su Agrigento, dove la stranissima coalizione sta prendendo forma tra privati imbarazzi e pubblici battesimi.

A far da padrino (di battesimo, non si pensi male parlando di Sicilia) è stato addirittura il presidente Rosario Crocetta, che evidentemente sulla base dell’accordo agrigentino potrebbe voler fondare un nuovo scenario per la sua sempre traballante maggioranza. Presenti in un noto albergo della città di Pirandello, oltre al presidente, a suggellare l’accordo c’erano Giuseppe Zambito, segretario provinciale del Pd, la vicepresidente della Regione e assessore alla Formazione della Sicilia, Mariella Lo Bello, Maria Iacono (ex assessore alla Formazione), Nelli Scilabra, oggi nella segreteria di Crocetta, il deputato Angelo Capodicasa, Salvatore Cascio, Piero Macedonio, Riccardo Gallo Afflitto, vicesegretario regionale di Forza Italia in Sicilia, vicinissimo a Gibiino, e altri esponenti politici locali.Tutto bene, tutto liscio? Insomma. I fini osservatori della politica siciliana si stanno dando gomitate sull’assenza rumorosa di alcuni attori della scena regionale, in primo luogo del presidente del Pd Marco Zambuto, che di Agrigento è pure ex sindaco. Tuttavia i bene informati frenano: anche lui sarebbe d’accordo. Chi sicuramente non è d’accordo è l’Udc, ancora forte nelle aspre terre sicule. Il sindaco di Porto Empedocle, centro strategico della provincia di Agrigento, si è scagliato con poco moderata violenza contro l’accordo: si chiama Calogero Firetto e ha mandato a dire che “avrebbero voluto anche me in questo calderone ma ho detto no. In provincia di Agrigento non ci saranno primarie tranne ad Agrigento città e guarda caso Forza Italia correrà con la coalizione di centrosinistra. Vi dico che vincerà con assoluta certezza il candidato di Riccardo Gallo, Silvio Alessi, vedrete che ho ragione. Dunque il candidato del Pd sarà un esponente di Forza Italia”. In silenzio è invece rimasto un altro agrigentino illustre, Angelino Alfano. Il suo Ncd farà parte del minestrone in salsa azzurro-Pd o si schiererà con l’Udc? Vedremo.Intanto, tenendo d’occhio le profezie di Firetto, ad Agrigento le primarie si terranno il prossimo 22 marzo. Saranno quattro i candidati del centrosinistra: Silvio Alessi, uomo di Riccardo Gallo Afflitto, numero due di Forza Italia in Sicilia e vicino a Michele Cimino, Epifanio Bellini, esponente del Pd, Piero Marchetta, ex assessore provinciale e Peppe Vita, outsider di sinistra.

robert vignola

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/863286/Il-patto-del-Nazareno-ad-Agrigento.htmlREAZIONE:E CHI HA DETTO CHE SI E’ ROTTO IL PATTO DEL NAZARENO?EVIDENTEMENTE UNA STRATEGIA ELETTORALE DELLE LARGHE INTESE CHE NON SI CORRISPONDE CON LA REALTA E LA VERITA.-4 MAGGIO 2015:MONARCHIA INGLESA E LA FRANCIA

-TITOLARE LA STAMPA:

È Charlotte Elizabeth Diana
il nome della Royal girl (Foto)
maria corbi
REAZIONE:NATA LA PRINCIPESSINA DAL NOME FRANCESE
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4 MAGGIO 2015:LA FRANCIA E LE MONARCHIE DEL GOLFO
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-TITOLARE LE MONDE.
François Hollande à son arrivée à Riyad.

François Hollande s’affiche en allié des pays du Golfe

Le chef de l’Etat tente de renforcer les relations entre la France et les pétromonarchies sunnites, qui s’inquiètent de l’émergence de l’Iran.


En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#iZgfbHY

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6 MAGGIO 2015:RENZI E ALFANO DEFFICENTI

-SU THE HUFFINGTON POST

Su Mare Nostrum Tutti Contro Matteo Renzi: Dal Parlamento Ue a Jean Claude Juncker All’Onu: “Un Errore Smantellarlo”

Pubblicato: 29/04/2015 15:47 CEST Aggiornato: 29/04/2015 18:36 CEST

RENZI

 

All’epoca dello smantellamento di Mare Nostrum, nell’autunno 2014, l’allora commissaria europea agli Affari interni Cecilia Malmstrom lo ripeteva un giorno sì e l’altro pure: la decisione di rottamare la missione umanitaria è tutta italiana, non europea.

Quelle parole ora riecheggiano nel duro discorso del nuovo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker: “È stato un grave errore aver interrotto Mare Nostrum, ha provocato gravi perdite di vite umane”. Il rimprovero di Juncker, espresso agli europarlamentari in plenaria a Strasburgo, non è diretto soltanto a Matteo Renzi ma anche ai leader europei che nei giorni successivi all’ultimo terribile naufragio si sono riuniti in fretta e furia per dare una risposta al dramma umanitario, una soluzione che ora il presidente della Commissione reputa “insufficiente”: “Triplicare Triton è stato un solo ritorno alla norma, anormale è stato lasciare sola l’Italia”.

Leggi anche:

La lettera della bambina del Gambia ai profughi: “Non partite, in mare c’è la morte”

Dopo il rimbrotto di Juncker, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che chiede – non alla sola Italia ma all’Europa – la costituzione di una missione sul modello di Mare Nostrum, “forte e permanente”: nel documento (approvato con 449 voti favorevoli, 130 contrari e 93 astensioni) si prevede anche la ripartizione dei rifugiati. La soluzione invocata dalla maggioranza degli europarlamentari europei invoca la collaborazione di tutti gli Stati, e non solo del governo italiano.

Si ritorna dunque all’eterno inghippo: la Commissione Ue non ha il potere di decidere sull’immigrazione, e può soltanto invocare la generosità dei singoli Stati. Aumentare in maniera consistente le risorse per Triton – missione coordinata da Frontex – non modifica infatti la questione del salvataggio in mare visto che i mezzi di Triton si fermano a 30 miglia da Lampedusa e non arrivano, come faceva Mare Nostrum, fino alle acque libiche.

(continua oltre la gallery)

Mare Nostrum

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Juncker va oltre il salvataggio dei naufraghi e annuncia che il 13 maggio sarà presentata l’agenda della Commissione europea sulle migrazioni, che prevederà un sistema di quote per ripartire i rifugiati tra gli Stati membri. Ma il problema non verrà risolto, aggiunge il presidente della Commissione, se i governi europei non aumenteranno gli aiuti destinati alle zone dalle quali provengono i profughi.

Il fatto è che il rimprovero di Juncker su Mare Nostrum chiude il cerchio intorno a Matteo Renzi, isolandolo a livello internazionale. Il premier italiano, infatti, non ha mai mostrato segnali di un possibile ripristino della missione, e nelle ore successive al naufragio dei 900 ha voluto puntualizzare che la tragedia sarebbe avvenuta anche se il dispositivo della Marina militare italiana fosse ancora in vigore.

Anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha espresso tra le righe la delusione per la mancanza di Mare Nostrum. Se è vero che Matteo Renzi dopo l’incontro la scorsa settimana con Ban Ki-Moon ha esultato dicendo che “l’Onu sta dalla parte dell’Italia”, è altrettanto certo che nelle ore seguenti il colloquio con il premier italiano il portavoce delle Nazioni Unite ha chiarito come la priorità rimanga quella del salvataggio delle vite umane in mare e la rimozione delle cause che fanno aumentare a dismisura il numero dei profughi.

L’Onu, così come Juncker e il Parlamento di Bruxelles, non sono convinti che la soluzione perseguita tenacemente dall’Italia e da Federica Mogherini – colpire gli scafisti – porti alla diminuzione dei richiedenti asilo o comunque a sgonfiare la crisi umanitaria. E cresce sul fronte interno – prima Enrico Letta, poi Romano Prodi – la richiesta al governo di ripensare la missione umanitaria che le stesse Nazioni Unite lodarono, insieme al Vaticano e a tutte le istituzioni europee. Certo, l’Italia non può finanziare da sola una nuova Mare Nostrum.

http://www.huffingtonpost.it/2015/04/29/mare-nostrum-matteo-renzi_n_7169676.html

REAZIONE:L’ERRORE E’ ALLO STESSO TEMPO CHE GROSSOLANO COSI MOSTRUOSO E GRAVE CHE SOLO LA MANCANZA DI VERGOGNA E UN COLPO DI STATO SPIEGA LA SUA MANCATA RINNUNIA O RIMOZIONE.IN UN PAESE CIVILE QUESTI DUE NON RIMARREBERO IN CARICA NE UN SOLO MINUTO IN PIU.

PERO I TRIBUNALI INTERNAZIONALI CI SONON E PRIMA O POI DOVRANNO ESSERE CHIAMATI A RESPONSABILITA PER QUELLA FOSSA COMUNE DEL MEDITERRANEO

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 208 »

27 APRILE 2015:FIDUCIA E’ COLPIRE IL PARTITO ITALIA

-SU THE HUFFINGTON POST

Michele Esposito, Ansa
Pubblicato: 26/04/2015 21:38 CEST Aggiornato: 26/04/2015 21:38 CEST
RENZI

Lunedì, ore 10: lo scontro finale sull’Italicum va ‘ufficialmente’ in scena. Uno scontro che vede ai ferri corti la maggioranza di governo e tutto l’arco delle opposizioni e che continua a creare tensione anche nel Pd, dove l’eventualità di una fiducia sul testo – è l’avvertimento della minoranza Dem – rischia di acuire il logoramento interno al partito. E oggi, a dirlo, è Roberto Speranza, che dopo un lungo silenzio conferma il suo addio all’incarico di capogruppo e affonda: “la fiducia sarebbe una violenza vera e propria al Parlamento italiano”.

Un Parlamento che si prepara a giorni di fuoco. Lunedì inizierà la discussione generale sul testo (il voto finale non si terrà comunque questa settimana) e martedì ci sarà il primo snodo, quello delle pregiudiziali di costituzionalità e di merito (che saranno accorpate) già annunciate da FI. Il voto, salvo colpi di scena, dovrebbe tenersi martedì a scrutinio segreto mentre resta ancora in ‘stand by’ la decisione del premier Matteo Renzi di mettere la fiducia (superando così il voto segreto). Più probabile, invece, che la fiducia venga messa sugli articoli del ddl. Ed è su questo punto che la minoranza Pd alza le barricate.

“Io fino all’ultimo istante proverò a fare il possibile” perché la fiducia non venga messa, perché “creerebbe condizioni di vero logoramento al nostro interno”, rimarca a In Mezz’Ora su RaiTre l’ex capogruppo che, sulla scia di quanto affermato nei giorni scorsi da Pier Luigi Bersani, definisce “sbagliato”, da parte di Renzi, legare il destino del governo a quello dell’Italicum. Pronta la replica del renziano Ernesto Carbone: “Fermarsi ora perché la minoranza non vuole è irrispettoso nei confronti del partito”.

Ma il tema nel Pd di Renzi, osserva Speranza, va oltre la legge elettorale. “Sono dell’idea che non debba esserci un partito della Nazione in cui c’è dentro di tutto” e che, si allontana dal mondo del lavoro “imbarcando” pezzi di ceto politico del centrodestra, spiega, mettendo sul piatto un altro punto di attrito tra renziani e minoranza. Minoranza che, sulla scelta del voto, resta divisa tra le posizioni di chi, come Rosy Bindi (porre la fiducia significherebbe “tradire la nostra vita democratica”) o Alfredo D’Attorre che uscirà dall’Aula al momento della fiducia votando ‘no’ al testo, chi, come Ginefra o Damiano, la fiducia la voterà e chi, proprio come Speranza, al momento sceglie di non esporsi.

E mentre Ap prosegue nel tentativo di mediare proponendo ai gruppi di non chiedere il voto segreto e agli alleati di governo di non mettere la fiducia è invece netta la battaglia delle opposizioni. “Renzi fa delle pressioni inaccettabili, se cade il governo non finisce la legislatura”, tuona il capogruppo FI Renato Brunetta mentre ambienti azzurri si dicono non preoccupati del dissenso filo-renziano dei verdiniani. E mentre Sel definisce l’ipotesi fiducia “un’aberrazione” il M5S, con Alessandro Di Battista, si prepara ad “azioni extraparlamentari perché il Parlamento è totalmente esautorato”. L’aria, insomma, è quella dello scontro totale. Un muro contro muro che solo lo scenario di un voto senza fiducia potrebbe attenuare. Il governo “onestamente sta facendo di tutto e di più per evitare di arrivare alla fiducia”, è lo spiraglio del vicesegretario del Pd Debora Serracchiani. Alle prossime ore il difficile verdetto.

http://www.huffingtonpost.it/2015/04/26/italicum-rush-finale_n_7147384.html?1430077097

REAZIONE:”Sono dell’idea che non debba esserci un partito della Nazione in cui c’è dentro di tutto” e che, si allontana dal mondo del lavoro “imbarcando” pezzi di ceto politico del centrodestra, spiega, mettendo sul piatto un altro punto di attrito tra renziani e minoranza.”

ECCO QUI C’E’ LA CONFERMA DI TUTTO QUANTO VENGO DICENDO:

1-C’E’ UN “PARTITO NAZIONE”,E CIO’E’ UN PARTITO UNICO DI CARTTERE “SATLINISTOIDE”

2-”C’E’ DENTRO DI TUTTO”,”SI ALLONTANA DEL MONDO DEL LAVORO IMBARCANDO PEZZI DI CETO POLITICO DEL CENTRO-DESTRA”,E CIO’E’ LA POLITICA DI RENZI,TUTTA LA SU AZIONE GOVERNTIVA E’ FRUTTO DEL PATTO CON IL CENTRO-DESTRA ACCORDATO AI TEMPI DI NAPOLITANO.E CIO’E’ E’ LA POLITICA DI BERLUSCONI-LEGA:VENDETTA CONTRO I GIUDICI(LEGGE DI RESPONSBILITA),VENDETTA CONTRO IL SENATO(REO DI SFRATTARE BERLUSCONI),IMPOSIZIONE DEL PRESIDENZIALISMO(O AUTORITARISMO CHE E’ PIU O MENO LO STESSO,E CONVIENE ALLO STALINISMO),IMPOSIZIONE DEL FEDERALISMO(SOSTITUZIONE DEL SENATO DEMOCRATICO PER UNO NON ELETTIVO INTEGRATO DAI GOVERNATORI SENZA DISTINZIONE DI AUTONOMIE),LE MACROREGIONI(CHE STANNO PASSANDO IN SORDINA),AFFONDAMENTO DEI COMUNI,IMPOSIZIONE DEL NEOLIBERALISMO ECONOMICO,JOBS ACT,POLITICA  BANCARIA,SVENDITA DEL PAESE A CAPITALI NEOLIBERALI(TELEFONICA,ALITALIA),E PASSA:INSOMMA RENZI STA FACENDO IL LAVORO SPORCO DI FARE PSSARE QUELLO CHE NO E’ RIUSCITO A FARE BERLUSCONI-LEGA.POVERO DIAVOLETTO.

3-”la fiducia sarebbe una violenza vera e propria al Parlamento italiano”.,ALLORA RICONOSCIMENTO IMPLICITO DEL CARATTERE GOLPISTA DEL “GOVERNO” RENZI.

4-”Renzi fa delle pressioni inaccettabili, se cade il governo non finisce la legislatura”, tuona il capogruppo FI Renato Brunetta”.ALLORA BERLUSCONI MENTRE DICE DISCOSTARSI DEL PATTO DEL NAZZARENO E GIOCA ALL’OPOSIZIONE PER CONVENIENZE DI CIRCOSTANZA ELETTORALE LEGATO ALLE PROSSME REGIONALI,QUESTA E’ LA VERITA:BERLUSCONI E’ CADAVERE POLITICO,LO SA E NON VUOLE ELEZIONI TANTO COME NON LE VUOLE RENZI

5-LA SERRACHINI?QUANTA TRISTEZZA!!!!!GIOVANE PROMESSA POLITICA DI  COERENZA E ONESTA LOGORATA:DOPO CHE SI ERA SPESO PUBBLICAMENTE CONTRO BERLUSCONI E IL CENTRO-DESTRA HA RIENTRATO SOTTOMESSA ALLA DISCIPLINA STALINIANA DI NAPOLITANO-RENZI.NON E’ PIU NUOVA ERA.LEI E LA SUA VENEZIA NON VANNO INSIEME CON LA NUOVA ERA.NESSUNO SI CONFONDA,E’ FUORI.

EPILOGO:IL “PARTITO ITALIA” HA FIDUCIA,NE BENE E NEL MALE,DI QUELLA MAGGIORANZA CHE HA VOTATO DEMOCRATICA E LIBERRIMAMENTE E NON AD UNA “MAGGIORANZA” INTERNA DEL PARTITO UNICO(PD)CHE L’HA ABORTITO E STERILIZZATO.

LA MAGGIORANZA DEL PARTITO ITALIA E’ QUELLA VERA USCITA DALLE URNE E NON QUELLA DEL PARTITO-NAZIONE GOLPISTA DI RENZI.

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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

BAGARRE SULLA LEGGE ELETTORALE

Italicum, Renzi mette la fiducia Vota|Foto

Il Pd si spacca. Bersani: non la voto|videoRosi Bindi e Pierluigi Bersani alla Camera (Lapresse)Rosi Bindi e Pierluigi Bersani alla Camera (Lapresse)

La legge elettorale avanza, respinte le pregiudiziali di costituzionalità. Ma il premier non rischia e blinda il testo (Boschi dà l’annuncio). Civati, Fassina, Speranza e Letta: «Non la votiamo». Sel lancia crisantemi dai banchiVideo
Napolitano: è un garbugliovideo
Grillo: «Mattarella tace su scempio»
di Alessandro Sala
Insulti a Boldrini

REAZIONE:IN GIOCO LA DIGNITA DEL PD?NON C’E’ DIGNITA NEL MALE COSI COME NON C’E ONORE FRA DELINQUENTI.NESSUNO SI SENTA LEGATO A QUESTA FIDUCIA MA ALLA DEMOCRAZIA E L’ITALIA,LA NOSTRA BARCA COMUNE SENZA DI QUI NE TIRI NE TROIANI ESSISTIREBBERO.

E DOPO TUTTO QUESTA LEGGE NON FAVORIRA GLI INTERESSI DEL PARTITO DEMOCRATICO MA DEL CENTRO-DESTRA.GRAVISSIMO ERRORE SE PASSASI.

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 28 APRILE 2015:NO ALLA PENA DI MORTE
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-CORRIERE DELLA SERA:
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LA STORIA

Indonesia, fucilati 8 stranieri condannati per droga|foto

Due australiani, quattro africani, un brasiliano
e un indonesiano accusati di traffico di stupefacenti
Nell’isola-prigione di Nusakambangan erano già arrivate
le ambulanze con le bare bianche vuote

REAZIONE:LA PENA DI MORTE E ‘ L’ESSEMPIO PIU COMPIUTO DELLA SCONFITTA DELL’UOMO.

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29 APRILE 2015:CORRUZIONE LEGHISTA IN LOMBARDIA

-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:

CONSIGLIO REGIONALE

Spese pazze in Lombardia, Bossi jr e Minetti a giudizio Le foto

L’udienza preliminare: dei 64 ex consiglieri 56 a giudizio, tre prosciolti, tre condannati, un assolto. Processo
al via il 1° luglio Le spese pazze dei consiglieri, due milioni spesi a tavola
Bruxelles, Buonanno con l’ombrello in Aula attacca le banche

-LA NOTA COMPLETA:

udienza preliminare

Spese pazze Lombardia, rinviati a giudizio Bossi jr e Nicole Minetti

Dei 64 ex consiglieri 56 a giudizio, tre prosciolti, tre condannati, un assolto. Il processo comincerà il 1° luglio davanti ai giudici della X sezione penale

di Redazione Milano online

Renzo Bossi e Nicole Minetti nell’aula del consiglio regionale, 11 maggio 2010 (foto Angela Quattrone)
Renzo Bossi e Nicole Minetti nell’aula del consiglio regionale, 11 maggio 2010 (foto Angela Quattrone)
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Il gup di Milano Fabrizio D’Arcangelo ha rinviato a giudizio 56 ex consiglieri lombardi accusati a vario titolo di peculato e truffa per le presunte spese «allegre» con i rimborsi regionali. Altri tre sono stati condannati in abbreviato a pene tra i 18 e i 24 mesi. Tre prosciolti e un assolto. Il processo inizierà il primo luglio. Per quella data, tra gli altri, dovranno affrontare il processo davanti ai giudici della decima sezione penale anche gli ex assessori della giunta Formigoni Romano Colozzi, Massimo Buscemi e Giulio Boscagli, l’ex presidente del consiglio regionale Davide Boni e l’ex consigliere Stefano Galli (entrambi in quota al Carroccio), tutti all’epoca dei fatti esponenti della maggioranza. Per le opposizioni sono stati rinviati a giudizio Chiara Cremonesi, Luca Gaffuri ed Elisabetta Fatuzzo. Dei quattro imputati che avevano scelto il rito abbreviato, il gup ha condannato a due anni di reclusione sia Carlo Spreafico (Pd) sia Alberto Bonetti Baroggi, eletto nelle liste del Pdl e che ha restituito alla Corte dei Conti la cifra contestata, e a un anno e mezzo di carcere Angelo Costanzo (Pd). Assolto invece per un vizio procedurale Guido Galperti, attuale deputato del Partito Democratico. Prosciolti sempre per vizio procedurale gli ex assessori Gianni Rossoni e Mario Scotti e l’ex capogruppo del Pd Carlo Porcari.

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Quei 2 milioni spesi a tavola dai consiglieri della Lombardia
Quei 2 milioni spesi a tavola dai consiglieri della LombardiaQuei 2 milioni spesi a tavola dai consiglieri della LombardiaQuei 2 milioni spesi a tavola dai consiglieri della Lombardia
Nicoli Cristiani

Stralciata invece la posizione dell’ex assessore Franco Nicoli Cristiani che ha chiesto di patteggiare una pena di oltre 2 anni in continuazione con la condanna già patteggiata per la vicenda della discarica di Cappella Cantone. La sua richiesta verrà valutata da un altro gup il prossimo 30 aprile. Il giudice D’Arcangelo depositerà le motivazioni degli abbreviati entro 15 giorni.

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Nicole Minetti consigliera e imputata
Nicole Minetti consigliera e imputata
Le accuse

Gli ex consiglieri – pochi sono ancora in carica – sono accusati di aver utilizzato, tra il 2008 e il 2012, i fondi pubblici assegnati ai singoli gruppi regionali per spese personali, tra le quali l’acquisto di torroni, gratta e vinci o cartucce da caccia, e per pagare cene a base di aragosta e sushi oppure merende con piadine e nutella. Il tutto per circa tre milioni di euro.

8 aprile 2015 | 13:56.© RIPRODUZIONE RISERVATA
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_28/spese-pazze-lombardia-rinviati-giudizio-bossi-jr-nicole-minetti-9ce0bb1a-ed9c-11e4-91ba-05b8e1143468.shtml
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-APPENDICE:Mme BOVARI

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

Nicole Minetti consigliera e imputata

 

NDR:IN PASSARELLA CON I  COLORI DELLA BANDIERA ARGENTINA SOTTO LA GIACCA.

(Ansa)

/ 7,Slide Show,Start

Nicole Minetti, 30 anni a marzo, igienista dentale, ex valletta tv, ex consigliera regionale per il PDL durante la XVI Legislatura (2010-2012) della Regione Lombardia eletta nel cosiddetto listino di Formigoni alle elezioni del 2010: è stata rinviata a giudizio con altri 55 ex consiglieri per peculato e truffa. Coinvolta nella vicenda Ruby, condannata in primo grado dal Tribunale di Milano nell’ambito del processo Ruby bis a 5 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni con l’accusa di favoreggiamento alla prostituzione (foto Ansa)

REAZIONE:EVIDENTEMENTE QUESTA “SCHIAVA POST-MODERNA” DEVE ESSIBIRSI COME SIMBOLO DELL’ERA BERLUSCONI.QUESTA E’ UNA FIORENTINA PROVINCIANA CHE NON AVEVA NE LA “STOFFA” NE LA PREPARAZIONE PER ALTERNARE FRA I PESCI GROSSI DELLA POLITICA E QUESTA E’ LA FINE CHE HA FATTO:QUELLO DEL TITOLO.

CAPITA LO STESSO CON TANTI STAR DEL CALCIO CHE DELLA NOTTE AL MATTINO SI VEDONO CON FAMA E SOLDI MA CHE NON BENE ATTREZZATI ANIMICAMENTE,PSICOLOGICAMENTE,SOCIALMENTE E CULTURALMENTE FANNO UNA BRUTTA FINE.

MA SDRAMATIZIAMO,NIENTE INGENUITA,DUE ANEDOTTI AL RIGUARDO:

1-HO SENTITO DIRE CHE ARISTOTELE ONASI,L’ARMATORE NAVIERO GRECO, NON METTEVA MAI IL CAPOTTO QUANDO ANDAVA AL RESTAURANTE PERCHE AVREBBE DOVUTO DARE CENTO DOLLARI DI MANCIA AL COMESSO DELL’ABIGLIAMENTO CHE LO AIUTAVA A  TOGLIERSILO DI ADOSSO:EVIDENTEMENTE NON AVREBBE MAI PORTATO MINETTI A CENA.

2-QUANDO MI SONO LAUREATO HO CONOSCIUTO UNA GIOVANE PROVENIENTE DI UN PICCOLO PAESINO DI MONTAGNA CHE ERA ALL’INIZIO DEGLI STUDI.ERA ROZZA MA,OLTRE A CARINA,GRINTOSA E DESIDEROSA DI FARE CARRIERA.UN GIORNO HO DECISO TOGLIERLA DALLE OMBRE E PORTARLA A CENA CON DEI COLLEGHI.SIAMO ANDATI A MANGIARE SELVAGGINA IN UN LUSSUOSO RESTAURANTE NELLE MONTAGNE DEGLI INTORNI DI VICENZA.QUANDO SIAMO USICITI MI SONO SENTITO RIMPROVERARE,QUELLA RAGAZZINA CHE NON SAPEVA COMPORTARSI A TAVOLO MI HA FATTO FARE UNA BRUTTA FIGURACCIA.E “LASCIALA CHE NON E’ PER TE.)”

TEMPO DOPO HO DECISO LASCIARLA LIBERA PERCHE SI DEDICASSI IN CORPO E ANIMA AI SUOI STUDI SENZA “DISTRAZIONI MONDANE”:IN QUESTI OCCASIONI PREFERISCO UNA RELAZIONE “PLATONICA”  AD ALLIEVARE UNA MADAME BOVARY.HO SAPUTO CHE ERA RIUSCITA A LAUREARSI E SPOSARSI MA CHI SA SE AVRO AVUTO FORTUNA,NON L’HO PIU RIVISTA.

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-MADAME BOVARY?VEDETELA,PERDETE UN POCO DI TEMPO,NE VALE LA PENA

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NDR:MADAME BOVARY E ENRRIETTE,LA PROFESSORESSA DI PIANO FORTE,NON SI SONO MAI CONOSICUTI

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MADAME BOVARY ERA UNA RAGAZZINA DI PROVINCIA E SOGNAVA CON LE LUCI DI PARIGGI CHE APPRENDEVA DELLE SUE LETTURE.E PER RIUSCIRE A SCAPPARE DELLA SUA TRISTE E GRIGGIA REALTA BUCCOLICA DI PROVINCIA PENSO AL MATRIMONIO CON UN MEDICO,CHARLES BOVARY.NON LO AMAVA E LE CONSEGUENZE SONO LE VICENDE DEL SUO MALANDATO MATRIMONIO.EMA BOVARY ERA UN PERSONAGGIO DELLA VITA REALE DOVE SI ISPIRO GUSTAVE FLAUBERT PER IL SUO ROMANZO.

QUEL ROMANZO SUGLI AMORI ADULTERI DI MADAME BOVARY RISULTO SCANDALOSO PER LA MORALE IMPERANTE ALL’EPOCA E FLAUBERT FU PERSEGUITATO E PORTATO A PROCESSO PER SCRIVERLO.

IL PROCESSO A GUSTAVE FLAUBERT E’ STATO,SECONDO GLI ESPERTI,IL  PROCESSO AL PRIMO LIBRO MODERNO ED E’ STATO CONDANNATO PER SCRIVERE ROMANZI CHE “PERVERTIVANO” LA MENTE DELLE FANCIULLE DI PROVINCIA.LUI,UN ARISTOCRATA PER NULLA VOLEVA ESSERE CONSIDERATO TRASGRESSORE E SI DIFESE ARGOMENTANDO CHE LO AVEVA SCRITTO PROPIO PER MOSTRARE E DIMOSTRARE A COSA SERVONO I ROMANZI MODERNI:A PRODURRERE DEI MADAME BOVARY.

EPPURE SENZA VOLERLO FALUBERT,UN ARISTOCRATA,RISULTO IL “RIVOLUZIOANARIO” INIZIATORE DI UN MEZZO DI COMUNICAZIONE MODERNO E DE UN GENERE LETTERARIO MODERNO:IL LIBRO E LA NOVELLA(ROMANZO IN ITALIANO).AVEVA SUCCESSO’ CHE AVEVANO CAMBIATO I TEMPI,UNA EPOCA MORIVA E UNA NUOVA ERA INIZIAVA.

.

-VEDI Mme MADAME BOVARY E LA SUA VERSIONE NELLA VITA REALE NEL GIUDIZIO A FLAUBERT IN UNA SERIE DELLA RAI(SEI PUNTATE)

-PRIMA PUNTATA:PRESENTAZIONE,GIUDIZIO,MATRIMONIO CON CHARLES BOVARY

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-SECONDA PUNTATA:LI NASCE UNA FIGLIA,CAMBIA PAESINO TRASLOCCANDO A YONVILLE(INIZIA L’ARRAMPICATA  VERSO LE LUCI DELLA GRANDE CITTA),SI INNAMORA DI LEON

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-TERZA PUNTATA:Mme BOVARY DIVENTA ADULTERA:LEON PARTE PER STUDI A PARIGGI,E DA PERMESSO A RODOLPHE DI ESSERE SEDOTTA

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-QUARTA PUNTATA:RODOLPHE NON L’AMAVA,SOLO UNA AVVENTURA.LA LASCIA E LEI SI AMMALA,FA UNA CRISI MISTICA DELLA QUALE ESCE QUANDO CHARLES,CHE TRATTA IN TUTTI I MODI DI CONFORTARLA,LA PORTA ALL’OPERA DI ROAN DOVE SI INCONTRA CON IL GIOVANE LEON CHE AVEVA FINITO GLI STUDI A PARIGI ED ERA TORNATO PER STABILIRSI NEL CAPOLUOGO PER FARE IL NOTAIO.LEON SEMBRA INNMORATO DI LEI.INIZIA UNA RELAZIONE.UN CAMBISTA GLI AVVOLGE FRA I DEBITI.

C’E’ LA FAMOSA SCENA DELLA CARROZELLA CHE E’ UNA “PIECE” MAESTRA DELLA LETTERATURA.

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QUINTA  PUNTATA:LE VICENDE DEL RAPPORTO CLANDESTINO CON LEON,PIU GIOVANE E PIU POVERO DI LEI.VIENE SOPRAFATTA DAI DEBITI E SPODERATA DALLA MAMMA DI CHARLES .

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SESTA PUNTATA:ACCOSATA DI DEBITI SI VEDE ABANDONATA DAL SUO CAMBISTA,DA LEON E DISPERATA CERCA AIUTO IN RODOLPHE E ALTRI MA FINALMENTE RIFIUTATA DA TUTTI LA SUA DEBOLE ANIMA CROLLA E  DECIDE AVVELENARSI.NON SENZA SCOPRIRE PRIMA CHE NE ANCHE LEI AVEVA AMATO I SUOI UOMINI MA SOLO UN FANTASMA USCITO DAI SUOI DESIDERI ALIMENTATI DALLE LETTURE.FALUBERT,E PER TANTO IL SUO LIBRO,VIENE ASSOLTO DALL’ACCUSA DI OLTRAGGIO ALLA MORALE E LA RELIGIONE.RESTA IL MISTERO DELLE SUE CONTRADIZIONI:CHI E’ STATO VERAMENTE Mme BOVARY?.

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30 APRILE 2015:STRAGE DEL MEDITERRANEO,AUSTRALIA E UNIONE EUROPEA MI DANNO RAGIONE

-TRE NOTE:

-NOTA 1:SU GOOGLE NEWS

.IT

Immigrati: premier Australia, l’Ue segua il nostro esempio

Immigrati premier Australia  l Ue segua il nostro esempio

07:59 21 APR 2015

(AGI/AFP) – Sydney, 21 apr. – Il premier australiano, Tony Abbott, ha invitato l’Unione europea a seguire il modello inaugurato dal suo governo per fermare l’arrivo dei barconi di migranti. “Abbiamo centinaia, forse migliaia di persone che annegano nel tentativo di arrivare dall’Africa all’Europa”, ha osservato il conservatore Abbott, “l’unico modo di fermare le morti e’ quello di fermare i barconi”.
L’Australia non ammette per principio sul suo territorio alcun migrante che arrivi via mare su barconi. E’ la politica “stop the boats”, che con l’ausilio della Marina militare in 18 mesi ha praticamente azzerato gli sbarchi che prima erano quotidiani. Chiunque si avvicini alle coste o sia sorpreso a sbarcare viene rispedito inderogabilmente nel Paese di origine oppure e’ deportato in campi attrezzati nella vicina Papua Nuova Guinea, separata dall’Australia dallo stretto di Torres, 153 chilometri d’ampiezza (il canale di Sicilia e’ largo circa 155 chilometri) o a Nauru o in Cambogia, tutti Paesi poveri della regione con cui l’Australia ha stretto accordi bilaterali. Per le organizzazioni per i diritti umani, pero’, in questo modo Canberra viene meno ai suoi obblighi internazionali in quanto vengono deportati anche quanti avrebbero titolo per ottenere l’asilo politico. “Dobbiamo risolvere questo terribile problema e l’unico modo per fermare le morti e’ quello di fermare i traffici di esseri umani”, ha dichiarato Abbott, “per questo e’ cosi’ urgente che i Paesi europei adottino politiche molto forti che metteranno fine ai traffici di esseri umani nel Mediterraneo”.
(AGI) .

http://www.agi.it/estero/notizie/immigrati_premier_australia_l_ue_segua_il_nostro_esempio-201504210759-est-rt10015

REAZIONE:QUALCUNO HA PENSATO CHE SCHERZAVO?I MIGRANTI RESTERANNO BLOCCATI IN ITALIA E QUESTO E’ QUELLO CHE SI DEVE FARE.QUESTO E’ CIO CHE IN SOSTANZA HA DECISO FARE L’UNIONE EUROPEA, E QUESTO E’ QUELLO CHE SI FARA:L’ITALIA DEVE PRENDERSI LE SUE RISPONSABILITA DELLE SUE EX-COLONIE.E COSI I BARCONI VANNO BLOCCATI E NON ENTRERANNO IN EUROPA FIN CHE NON SI DECIDA A METTERE FINE AL CAOS LIBICO ANNIENTANDO TRIPOLI,E ALLORA I BARCONI POTRANNO ESSERE DISTRUTTI O BLOCCATA LA LORO PARTENZA PER EUROPA SUL PROPIO TERRITORIO LIBICO.

IMPARINO RENZI E ALFANO DEFFICENTI.SI ANCHE ALFANO DEFFICENTE.IL PRIMO INSIEME A BERLUSCONI VOLEVANO FARE UN ATTACO INTERNAZIONALE SULLA LIBIA PER DISTRARRERE SUL GOLPISMO DELLE LARGHE INTESE,E IL SECONDO HA RESPINTO MARE NOSTRUM

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-APPENDICE 1:HA TORNATO MARE NOSTRUM,ALFANO DEFFICENTE

-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:

Juncker: errore chiudere Mare Nostrum

Mogherini in Usa: “Lavorare con Libia”

Foto All’Europarlamento i simboli della tragedia

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 207 »

24 APRILE 2015.A CHI PRETENDE INTIMIDIRE?
-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:
IL PREMIER A “OTTO E MEZZO “
Renzi: “O Italicum passa o governo cade”
Poi lo schiaffo a Prodi su Gheddafi Foto

Il premier lancia un duro avvertimento alla minoranza sulla legge elettorale:
«Martedì decidiamo sulla fiducia. Non sono qui per tenere la poltrona attaccata alle terga»

Sull’ex premier: «Mediatore in Libia? Troppi rapporti con l’ex Raìs, l’Onu non lo voleva»

Attacco a Letta:
«Mi critica? Ha libro in uscita»

REAIONE:MEGLIO COSI.A CHI PRETENDE INTIMIDIRE?A PROPIE O ESTRANI?COL CAVOLO CHE IL PD CON LUI AVRA IL 40 PER CENTO,E’ PASSATO IL SUO QUARTO DI ORA DI LUNA DI MIELE CON L’ELETTORATO.LA FIDUCIA SAREBBE UNA CONFERMA PALESE DEL SUO CARATTERE GOLPISTA E IL POPOLO ITALIANO NON DESIDERA ALTRO CHE METTERE FINE A QUESTO GOVERNO E RESTITUIRE AD INTEGRUM LA VITTORIA ELETTORALE DEMOCRATICAMENTE AVUTA NELLE URNE ALLA NUOVA ERA:IO NON MI ACCORDO,AVANTI TUTTA, SI INVITA A NON FARE PASSARE QUESTO EVERSIVO E AUTORITARIO GOLPISMO SAREBBE COME AFFONDARE L’ITALIA STESSA.

SCHIAFFO A PRODI?E COSA FAREBBE A BERLUSCONI?

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4 APRILE 2015:PILLOLE

-TITOLARI SU BBC:

-TERRORISTA,LO STATO ISLAMICO CON BOKO HARAM

Man claimed to be Boko Haram fighter

Come lo Stato Islamico rafforza i legami con Boko Haram

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2:CON LE FOTO?

Amnesia

What’s it like to forget all your past?

Com’è dimenticare tutto il tuo passato?

3-”SPERO BENE NELL’ONU”
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-TITOLARE SUL CORIERE DELLA SERA:
PALAZZO DI VETRO

Crisi in Siria, l’appello della Jolie:
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L’attrice, inviata Onu per i rifugiati, al Consiglio di Sicurezza: «Emergenza che mostra la nostra incapacità di trovare una soluzione diplomatica»

 

5 APRILE 2015:L’IMPORTANZA DELLA NUOVA ERA,IO MI ACCORDO

-SU ANSA.it:

10 marzo, 18:13 Mondo

Kate fa pace con nonno Carlo

Principe aveva lamentato di non vedere abbastanza il nipote

-VEDI VIDEO CUA:

http://spaziorealedottciancimino.over-blog.com/2015/04/faites-internes-1-continuation-331.html

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REAZIONE:VEDIAMO:GRAN BRETAGNA HA “VIRTUALMENTE” DUE RE,ELIZABETTA REGINA D’INGHILTERRA  E IL PRINCIPE CARLO CHE E’ STATO NOMINATO DA SUA MADRE PRESIDENTE DELLA COMMON WEALTH.

PERO GRAN BRETAGNA HA ANCHE UN FUTURO RE CHE E’ IL PRINCIPE WILLIAMS,E,QUELLO HE IO CONSIDERO, UNA COPPIA “NUOVA ERA” DAL SUO MATRIMONIO CON LA DUCHESSA DI CAMBRIDGE,KATERINA MIDDLETON.GRAN BRETAGNA HA UNA NUOVA ERA.

BENE,LA COMMON WEALTH VA “MALUCCIA” A CAUSA DELLE INTRECCI DI DAVID CAMERON CON IL NEOLIBERALISMO,MOLTI DEI SUOI IMPORTANTI STATI SI SONO MESSI,SECONDO ME ANCOR, DALLA PARTE DELLA NUOVA ERA E L’HANNO,SE NON BOICOTTEATA,AL MENO “DELLUSA” IN GRANDE.(1)

PUO LA COMMON WEALTH FUNZIONARE SENZA LA NUOVA ERA?CERHIAMO DI NON ACCERTARLO MA FATTO E’ CHE KATE MIDDLETON(“REGINA” DELLA NUOVA ERA)VIENE IN SOCCORSO DI “RE CARLO” E QUINDI DELLA COMMON WEALTH.QUELLO DEL TITOLO,E IO MI ACCORDO.

(1)NIENTE PIU CHE L’INDIA E IL CANADA E ANCHE ALTRI HANNO DISERTATO GLI ULTIMI SUMMIT.L’USCITA DI QUESTE DUE IMPORTANTI MERCATI DA SOLI BASTEREBBERO,SE NON PER AFFONDARLA.AL MENO FARLA TREMARE.

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5 APRILE 2015:E PERCHE NO?

-TITOLARE LA STAMPA:

cronache
I migranti resteranno bloccati in Italia: ecco perché il piano Ue non funzionerà
Marco Zatterin
ANSA

+  Altre 228 persone salvate dalla Guardia Costiera nel Canale di Sicilia

.REAZIONE:E PERCHE?CREDETE CHE L’ITALIA DI RENZI,BERLUSCONI,SALVINI,ALFANO,BERGOGLIO E COMPAGNIA BELLA SIA MEGLIO DI PAPUASIA(PAPUA,NUOVA GUINEA!!!) E CAMBOGGIA?

PENSAVATE MERITARE DALL’EUROPA,DOVE RISPEDITE LI SFOLLATI,UN ACCORDO MIGLIORE DI QUELLO DELL’AUSTRALIA CON PAPUASIA E CAMBOGGIA ?

MA CERTO,RENZI HA DETTO CHE VOLEVA CONQUISTARE ANCHE L’EUROPA DOPO IL VOTO ALLE EUROPEE.E’ UN BUON ALLIEVO DI BERLUSCONI:STESSA MEGALOMANIA,STESSE FANFARRONATE,FARA LA STESSA FINE.

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*27 APRILE 2015.PRIMA GUERA MONDIALE,COMMEMORAZIONE

Gallipoli centenario: In immagini

*25 aprile 2015

*Dalla sezione UK

Gallipoli cerimonie del centenario sono in corso nel Regno Unito, Australia, Turchia e Nuova Zelanda per segnare l’inizio della campagna di otto mesi sulla penisola di Gallipoli, 100 anni fa.

Famiglia Reale al Cenotafio

Il Duca di Edimburgo, la regina Elisabetta II e il duca di Cambridge partecipano alla Commemorazione Nazionale del centenario della campagna Gallipoli e Anzac Day al Cenotafio di Whitehall, Londra

David Cameron e australiano procuratore generale George Brandis dietro la Regina al Cenotafio

David Cameron e l’australiano procuratore generale George Brandis dietro la Regina al Cenotafio

Leader di partito politico Nick Clegg e Ed Miliband

Leader di partito politico Nick Clegg e Ed Miliband alla parata memoriale

Il principe Harry parla con il principe Carlo

Il principe Harry parla con il principe Carlo nel corso di una visita al Nek, una stretta striscia di crinale sul campo di battaglia Anzac sulla penisola di Gallipoli

Il primo ministro australiano Tony Abbott e il principe Carlo

Il primo ministro australiano Tony Abbott e il principe Carlo partecipno a una cerimonia a Anzac Cove, Gallipoli, Turchia

Servizio ANZAC Day Alba

Maggiore John Titley del Royal Australian Regiment 3 fuma la pipa mentre aspetta la mattina presto Servizio Anzac Day Alba

Hyde Park Corner memorial

membri del pubblico hanno partecipato il servizio di mattina presto al Wellington Arch a Londra, Hyde Park Corner.

Danzatori maori a Hyde Park Corner

Ballerini Maori hanno preso parte al servizio all’alba a Londra

*27 APRILE 2015:TESTIMONIO,LA SICILIA NON PUO MANTENERE PIU IMMIGRANTI

-SU LE MONDE:

La Sicile, terre d’immigration désemparée face à l’afflux des clandestins

Un faitout de sauce bolognaise bouillonne sur le coin du feu. Plus loin, des paquets de penne attendent d’être mis à cuire. Dans le réfectoire, une demi-douzaine de femmes tranchent, emplissent et emballent des paninis à la chaîne. Tout doit être prêt à 18 h 30, l’heure à laquelle le centre de Caritas ouvre ses portes. Dans ce modeste local situé face à la gare sont distribués chaque soir 400 repas chauds et 70 sandwiches aux sans-abri de Catane, mais aussi aux migrants, toujours plus nombreux à affluer dans cette ville de près de 300 000 habitants, sur la côte est de la Sicile, l’une des régions les plus pauvres d’Europe. « Les deux mondes se côtoient sans se parler. Ce sont les deux faces de la crise », explique Don Piero Galvano, président de l’association catholique Caritas Catane.

Les silhouettes frêles et sombres qui se pressaient devant la porte entrent par petits groupes, s’assoient sans ôter leur manteau ou leur bonnet et avalent leur repas sans traîner. « On les voit deux ou trois jours, une semaine au maximum. On leur donne aussi des vêtements chauds, mais ils ne demandent pas d’autre aide et ne veulent surtout pas donner leur nom, explique Valentina Cali, qui s’occupe du centre d’accueil. Ils affirment tous qu’ils sont majeurs, mais par exemple ces deux garçons, dehors, n’ont en fait que 16 et 17 ans. » S’ils sont identifiés comme mineurs, ils seront pris en charge par les pouvoirs publics dans des centres. Les adultes seront forcés de déposer une demande d’asile ici, en Italie. Or tous ont l’espoir d’atteindre les pays riches du nord de l’Europe – Grande-Bretagne, Allemagne ou Danemark.

« Nous n’avons pas les moyens de les aider »

Ces migrants au visage fermé ont déjà parcouru des milliers de kilomètres et traversé la Méditerranée sur des embarcations de fortune pour arriver ici. « Je perçois leur douleur et ça me met en colère. Ils sont marqués par ce qu’ils ont vécu, mais nous n’avons pas les moyens de les aider. Il leur faudrait des psychologues mais l’idée même de consulter leur est étrangère », déplore Valentina. Le père Don Piero est aussi partagé entre désarroi et indignation. « Nous avons ouvert le centre en 2006. On servait 30 repas par jour. Aujourd’hui, on peut aller jusqu’à 500. On a le projet de doubler la taille du réfectoire. Il y a toujours des bénévoles pour aider. La générosité des Catanesi est grande, mais l’aide des institutions manque. »

En attendant de prendre un train ou un car vers le nord, ils errent dans la ville, dorment dans la rue ou dans une usine désaffectée toute proche. Le bâtiment de brique, éventré, menace de s’écrouler. De vieux tissus étendus couvrent par endroits le sol jonché de débris et d’éclats de verre. « Ils sont environ 200 à y venir chaque nuit, toute l’année, explique Sebastiano Cavalli, qui tient une guérite juste en face. Surtout des Africains, de plus en plus jeunes. Je peux comprendre leur situation. Moi aussi, je suis parti d’ici quand j’avais 16 ans pour trouver du travail à Genève. » Carmelo, 32 ans, qui travaille devant la gare, voit passer de plus en plus de ces jeunes Africains taciturnes. « Quand on en arrête un ou deux, ils fuient, et on ne les revoit plus. Mais il n’y a pas de contrôle, ils peuvent propager des maladies », s’inquiète le jeune homme.

« Sans action en Libye, le flux ne s’interrompra pas »

Pour aider ces migrants en errance, des maraudes nocturnes sont organisées par la Croix-Rouge. Jusqu’à un millier de bénévoles se relaient pour tenir un standard téléphonique d’information pour les familles à la recherche d’un proche, et pour fournir une assistance sanitaire et psychologique lors des sauvetages en mer – 290 en Sicile pour l’année 2014,et déjà plus de 60 en 2015. Après le naufrage et la mort de 800 migrants au large de la Libye samedi, Francesco Rocco, directeur de la Croix-Rouge italienne, s’est déplacé à Catane pour lancer un cri d’alarme à l’attention des responsables politiques. « Il faudrait pacifier la Libye et engager un corridor humanitaire plus fort en Afrique. Sans action là-bas, nous ne pouvons pas croire que le flux s’interrompra. »

Francesco Rocco, directeur de la Croix-Rouge italienne

Depuis le début de l’année, 16 900 migrants ont débarqué en Italie, et 1 776 ont trouvé la mort. Mercredi 22 avril, à Augusta, à quelques encablures au sud de Catane, un navire militaire a débarqué 446 migrants, dont 95 femmes et 59 enfants. De son balcon, qui surplombe la baie, Giuseppe Scarpato, 70 ans, observe les vaisseaux de l’opération « Triton ». « La semaine dernière, il y a eu 422 arrivées, parfois ils sont des milliers… La plupart sont envoyés dans des centres. Les autres restent par ici. Ils ne créent pas de problème, à part quelques tensions entre les différentes communautés. Ils sont très tranquilles, n’embêtent pas les filles. Les gens leur donnent à manger. » A grands renfort de gestes, le retraité explique que les Siciliens ont « un cœur gros comme ça », parce qu’ils sont depuis longtemps une terre de passage et d’émigration. « Ici, nous avons eu les Sarrasins, les Austro-Hongrois, les Français, les Espagnols… énumère Giuseppe. Il y a aussi des Siciliens partout dans le monde : en Europe, au Brésil ou aux Etats-Unis – Al Capone par exemple ! On sait que les gens fuient la misère. »

Mais les navires de sauvetage arrivent parfois trop tard. Au fond du cimetière municipal d’Augusta, derrière des rangées d’imposants caveaux, un carré de pelouse rassemble de simples monticules de terre, surplombés de stèles blanches où sont gravés « Inconnu n°7 retrouvé le… » ou « Extracommunautaire inconnu n°12 ». « Leurs parents ne peuvent même pas savoir où ils sont morts », déplore Maria Bonafede, 75 ans, venue fleurir la tombe de son mari. « Nous sommes désolés pour ces gens, c’est triste, mais nous, ici, nous n’avons rien. Pas de travail, pas d’argent. Que pouvons-nous faire ? » La vieille dame aux cheveux courts se dit fatiguée de ces jeunes garçons ou de ces femmes avec des poussettes qui « envahissent » la ville et font la manche devant les supermarchés depuis le début du printemps. Elle dénonce aussi le système mis en place par l’Etat face au manque de structures d’accueil : 30 euros par jour et par migrant sont versés à des centres privés, souvent des hôtels ou résidences reconverties. Une manne qui engendre parfois détournements ou corruption. « Il n’y a pas de contrôle de cet argent, qui n’aide pas non plus les Siciliens. Ce n’est pas la bonne solution. »

La longue attente des migrants de Mineo

Si les établissements dédiés aux migrants se multiplient dans l’île, c’est parce que le centre d’accueil de demandeurs d’asile de Mineo, pourtant le plus grand d’Europe, ne suffit plus. L’ancienne base militaire américaine de Sigonella, reconvertie en 2011, héberge aujourd’hui 3 200 migrants de 35 nationalités. Les maisonnettes alignées se détachent en bandes ocre et roses dans le paysage agricole vallonné, à une heure de route de Catane. Autour du camp grillagé, des collines à perte de vue, des orangers, des oliviers, et un berger qui mène ses moutons le long des grilles, ignorant les militaires qui gardent l’entrée du centre, les journalistes qui accourent de toute l’Europe et les migrants qui bavardent pour tuer le temps. Ils sont libres de sortir dans la journée, mais pour aller où ? Difficile de rejoindre Catane, sauf à payer un chauffeur improvisé, qui entasse six personnes dans sa voiture pour 5 euros chacune. Faute d’argent, certains se contentent de parcourir à pied ou à vélo les 7 kilomètres qui les séparent du village de Mineo.

La route est longue et escarpée pour atteindre cette cité médiévale qui surplombe la vallée. « Ici, en haut, à Mineo, nous sommes quatre ou cinq mille habitants, autant qu’eux, en bas. S’ils venaient tous, ce serait un problème, expliquent Erica et Mirella, deux jeunes filles de 22 ans qui se promènent sur la place centrale. Mais ça va. Ils saluent, ils viennent au supermarché. A part une histoire de temps en temps, ils ne causent pas d’ennuis. » Certains commerçants y trouvent même leur compte, comme Andrea, 29 ans, gérant de Meneo Market. Dans sa supérette, en contrebas du centre historique, les migrants peuvent dépenser les bons d’achat distribués par le centre. « Les migrants sont une ressource économique pour moi, explique le jeune homme devant sa caisse automatique. Au niveau humain, je n’ai rien à en dire, je n’ai pas de relations avec eux. On ne peut pas les faire travailler, ils n’ont pas de papiers. De toute façon, il n’y a de travail pour personne ici. »

Lotissements du centre d’accueil de demandeurs d’asile de Mineo.
L’ancienne base militaire américaine de Sigonella, reconvertie en 2011, héberge 3 200 migrants de 35 nationalités.
sheeps
Photos et vidéos Karim El Hadj
Texte Anne-Aël Durand
http://www.lemonde.fr/europe/visuel/2015/04/24/la-sicile-terre-d-immigration-desemparee-face-a-l-afflux-des-clandestins_4619314_3214.html
REAZIONE:
I SICILIANI SENSIBILMENTE IMPOVERITI DOPO ANNI DI GOVERNO BERLUSCONI-LEGA NON POSSONO ACCOGLIERI PIU IMMIGRANTI.
IN OGNI MODO NON RESTANO,VANNO A FINIRE AI PAESI DEL NORD EUROPA.
LA SOLUZIONE E’ INTERVENIRE DENTRO LA LIBIA STESSA COME E’ SATATO FATTO CON LA “NO FLY ZONE”.
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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 206 »

22 APRILE 2015:CORRUZIONE,EXPO INDAGATA,E MARONI

-SU LA REPUBBLICA:

Lombardia, anche la società Expo è indagata nell’inchiesta in cui è coinvolto Maroni

Il governatore è accusato di induzione indebita per un contratto di collaborazione con Expo ottenuto da una sua ex collaboratrice. E ha fatto nominare nel cda il suo avvocato difensore

22 aprile 2015

Lombardia, anche la società Expo è indagata nell'inchiesta in cui è coinvolto Maroni

Il governatore Roberto Maroni

Anche la società Expo 2015 spa è indagata nell’inchiesta della Procura di Milano in cui il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, è accusato fra le altre cose di induzione indebita per presunte pressioni in relazione a contratti affidati a due sue ex collaboratrici. Expo è indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. L’articolo 5 della legge 231 del 2001 stabilisce che “l’ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio” da persone “che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente”. Sotto inchiesta, come è già emerso, è finito, il direttore generale di Expo, Christian Malangone.

Nell’inchiesta, coordinata dal pm milanese Eugenio Fusco e condotta dai carabinieri del Noe, Maroni è accusato di induzione indebita, assieme a Malangone e ad altre persone, in relazione a un contratto di collaborazione con Expo ottenuto in passato da Maria Grazia Paturzo, ex collaboratrice di Maroni al ministero dell’Interno. Maroni è difeso dall’avvocato Domenico Aiello, che lo stesso governatore ha fatto nominare nel consiglio di amministrazione di Expo.

Gli inquirenti hanno effettuato verifiche anche su presunte pressioni relative a un viaggio a Tokyo nell’ambito del ‘World Expo Tour’, tra fine maggio e i primi giorni dello scorso giugno. In quell’occasione la società Expo fece presente che non poteva pagare le spese del viaggio anche a Paturzo. Maroni decise all’ultimo momento di cambiare programma e di recarsi per un altro appuntamento istituzionale a Berna: al suo posto la Regione Lombardia venne rappresentata da una delegazione guidata da Mario Mantovani.

L’altra tranche dell’inchiesta riguarda un contratto di collaborazione con la società Eupolis che Maroni, attraverso il capo della sua segreteria Giacomo Ciriello (anche lui indagato), avrebbe fatto ottenere a un’altra sua ex collaboratrice: Mara Carluccio.

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http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/04/22/news/lombardia_anche_la_societa_expo_e_indagata_nell_inchiesta_in_cui_e_coinvolto_maroni-112598659/?ref=HREC1-26
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3 APRILE 2015:LETTURA WEB,”PILLOLE”
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-TITOLARI SU LE MONDE:
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-TITOLARE 1:NO,PERVERSA DEGENERAZIONE  DELLA NE,DEVONO PAGARE

image: http://s2.lemde.fr/image/2015/04/22/312×156/4620762_3_9537_la-commercialisation-de-l-apple-watch-la_6d14657af33a2f35cd1cee9e69e69fd9.jpg

La commercialisation de l'Apple Watch, la montre connectée d'Apple, débutera le 24 avril.

Apple Watch : de l’attente naît le plaisir, ou pas

A la veille de la commercialisation de la montre connectée, les fans n’ont qu’une inquiétude : seront-ils livrés vendredi ou devront-ils patienter ? Une « angoisse » palpable sur les réseaux sociaux.

En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#kkB1hAlOwTuGPZTY.99

-REAZIONE:LO SMARTWATCH ALTRO NON E’ CHE UNA ESTENSIONE DEL MIO CONCETTO DI INTEGRAZIONE DELL’ESPRESSIONE TECNOLOGICA A DISTANZA(TEECOMUNICAIONE)DEGLI ORGANI DEI SENSI IN UN SOLO SUPPORTO PERSONALE E MOBILE.NON SONO LORO,IN QUESTO CASO APPLE,GLI INVENTORI,NON HANNO PROPIETA INTELLETUALE E PER TANTO DEVONO PAGARE LA PATENTE SCIENTIFICA(BREVETTO)PER POTERLI FABRICARE E VENDERLI.
E DOVREBBERO PAGARE DI PIU PERCHE E’ UN INTENTO DI PERVERTIRE LA NUOVA ERA:GRAZIE ALLA NUOVA ERA L’ORARIO E’ INTEGRATO IN TUTTI I SUOI ESPRESSIONE TECNOLOGICHE.VOI TROVATE L’ORARIO SULLO SMARTPHONE,SULLA TABLET,SU OGNI OGETTO CONNESSO E PERFINO NELLA SEGNALETICA STRADALE.OGGI NON C’E’ PIU BISOGNO DI COMPERARE UNO OROLOGGIO PER SAPERE IN QUALE ORA VIVETI,BASTA GUARDARE IL VOSTRO SMARTPHONE(O CELLULARE).PERO L’INDUSTRIA DELL’OROLOGIO,ORMAI UN OGETTO ELITTISTA DI STATUS DEMODE(IO GRAZIE ALLA NUOVA ERA ATTUALMENTE NON HO BISOGNO DI COMPRARMI UN PATEK-PHILIPS DI ORO),SULL’ORLO DEL FALLIMENTO ED ESTINZIONE NON HA AVUTO MIGLIORE TROVATA CHE USARE COME SUPPORTO UN OROLOGGIO E METTERE TUTTI I SERVIZI INTERNET MOBILI DELLA NUOVA ERA A LUI SOTTOMESSI.EVIDENTEMENTE UN TENTATIVO PERVERSO DI PLAGIO,DI COPIA:QUINDI DEVONO PAGARE PATENTE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA E INOLTRE MOLTIPLICATA ALL’ENNESIMA POTENZA IN QUANTO L’INDUSTRIA DELL’OROLOGERIA SI STA SALVANDO DELLA ESTINZIONE.AVETE CAPITO?:PATENTE GIGANTESCA DEVONO PAGARE.TANTA COME QUELLA DI APPLE PIU QUELLA DELL’INDUSTRIA DELL’OROLOGERIA SOMMATE.NIENTE ADDOLCIMENTI,NON PRENDERE IN GIRO LA NUOVA ERA.
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-TITOLO 2:VERSO L’AGIUSTIZIAMENTO DEGLI “AUSTRALIANI”
image: http://s2.lemde.fr/image/2015/04/23/92×61/4621421_7_1a15_serge-atlaoui-a-vu-son-ultime-recours-rejete_1bc24af7eb0446b40a62db6a75f9888a.jpg
Serge Atlaoui a vu son ultime recours rejeté par la Cour suprême indonésienne.
Condamnés à mort en Indonésie : l’ordre a été donné de préparer les exécutions

En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#kkB1hAlOwTuGPZTY.99

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-TITOLARE 3:STRAGE MEDITERRANEA,AFFONDARE LA SALO LIBICA TRIPOLI SE NON VOLETE CHE PARTANO I BARCONI
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image: http://s2.lemde.fr/image/2015/04/23/92×61/4620917_7_99f3_ill-4620917-7537-000par8155404_fda12d89506341321799b77484ad66bc.jpg
« Europe, sauve les vies », est-il inscrit sur cette feuille brandie lors d'une manifestation contre la politique migratoire de l'Europe à Athènes le 22 avril.
L’Europe face à la tragédie migratoire en Méditerranée

-TITOLARE 4:CORROTTA,LA LE PEN ALLA GIUSTIZIA ANCORA UNA VOLTA

image: http://s1.lemde.fr/image/2015/03/29/92×61/4605119_7_13a7_au-siege-du-front-national-le-29-mars_148f9bb6149ed157b4b2d8ca600b5e4a.jpg

Au siège du Front national le 29 mars.

Nouvelle mise en examen dans l’affaire du financement des campagnes du Front national

En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#qcGEj8x2dqZV7Jmo.99

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24 APRILE 2015:LA STRAGE SUL MEDITERRANEO NELL’UE

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-E FINALMENTE RENZI HA AVUTO IL SUO SUMMIT.VI RACCOMANDO LA SEGUENTE RACCOLTA DI NOTIZIE MA L’ESSITO SI POTREBBE SEMPLIFICARE IN POCHE PAROLE:

1-LA MARINA MILITARE IN TRITON NON AGIRA PIU DA SOLA,VENIAMO TANTE ALTRI CON I NOSTRI MEZZI.

2-VI DIAMO UN POCO DI SOLDI ANCORA MA….TRITON DEVE ANCHE SALVARE E ACCOGLIERE IMMIGRANTI

3-GLI IMMIGRANTI ACCOLTI VI LI DOVETE TENERE VOI(DDOVE ARRIVANO) A CASA VOSTRA,NIENTE INVIARLI FUORI DELL’ITALIA IN GIRO PER L’EUROPA(A CALAIS ARRIVANO).PER QUESTO,NOI EUROPEE, VI DIAMO I SOLDI COME L’AUSTRALIA GLIELI DA A PAPUASIA E CAMBOGIA.PIU O MENO E’ LO STESSO.(COME DICONO GLI SPAGNOLI:”PEREZ ANDA GIL CAMINA,TONTO ES EL QUE NO ADIVINA”)

4-NIENTE AFFONDARE I BARCONI IN PARTENZA.CI VUOLE UN MANDATO DELL’ONU E PUTIN CHI SA SE CI STA.

5-NIENTE INTERVENTO ARMATO INTERNAZIONALE IN LIBIA COME VUOLE LA MOGHERINI(E VOILA CHE INSISTE!.MA QUANTO TESTARDA E’.)

6-PRESO NOTA CHE LA CAUSA DEGLI SBARCHI E’ POLITICA E LEGATA AL “CAOS DELLA LIBIA” COME HA ESPRESSO OBAMA,LA SOLUZIONE MILITARE CHE DEVE ESSERE INTERNA E LA DOVRA DARE IL GOVERNO DI MISURTA,PUO IMPEDIRE L’AZIONE DEI BARCONI.C’E’ GIA STATO L’INTERVENTO MILITARE INTERNAZIONALE ALL’EPOCA DELLA “NO FLY ZONE”,NIENTE RIDARE LE CARTE COME PRETENDE  BERLUSCONI: INSOMMA NIENTE GOVERNO DI UNITA NAZIONALE.

EPILOGO:E RENZI(E LA MOGHERINI) HA AVUTO IL SUO SUMMIT UE.PER COSA?ORA,TI ACCORDI O……

AVANTI,LEGETTI:

-TITOLARI LA REPUBBLICA:

1-

Renzi: "Fondi triplicati per Triton"   video     Ue, No a distribuzione dei rifugiati   video

Renzi: “Fondi triplicati per Triton” video

Ue, No a distribuzione dei rifugiati video

Confermato piano attacchi armati contro scafisti

Francia accoglie 700 profughi siriani – documento

Migrante ucciso perché si era alzato in piedi sul gommone
Yossef: “Io prigioniero in Libia, vivo senza speranze”Audio

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appello Aprite le frontiere, i flussi non crescono” di A. GINORI
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-

2-

Vertice Ue, Renzi: Non possiamo obbligare Paesi ad accogliere migranti
Vertice Ue, Renzi: “Non possiamo obbligare Paesi ad accogliere migranti”

REAZIONE:QUESTO TITOLARE DEL PASQUINO LA REPUBBLICA MENTE:NON SI HA ACCORDATO NESSUN PIANO DI ATTACO A NESSUN SCAFISTA,COMMANDA L’ONU.VEDI DI SEGUITO:

-SU LE FIGARO:

Immigration : l’Europe envoie ses navires en Méditerranée

Home ACTUALITE International

Par Manon Malhère

Mis à jour le 24/04/2015 à 00:39

Publié le 24/04/2015 à 00:01

L'UE étudie la possibilité d'une opération militaire pour détruire les bateaux utilisés par les passeurs.

INFOGRAPHIE – Réunis jeudi soir à Bruxelles en sommet extraordinaire, les dirigeants européens ont annoncé qu’ils allaient tripler les moyens alloués à la recherche et au sauvetage en mer face à l’afflux de migrants.

En réponse au drame migratoire en mer Méditerranée de dimanche dernier qui a fait 800 morts, les dirigeants de l’Union européenne réunis à Bruxelles ont décidé jeudi soir de tripler – et non de doubler comme cela était initialement envisagé – les moyens financiers des opérations de surveillance maritime en Méditerranée «Triton » pour les côtés italiennes et maltaises, et «Poséidon» pour les côtes grecques. Des actions coordonnées par l’agence européenne de sécurité aux frontières (Frontex) pour accroître les possibilités de sauvetage en mer de migrants. Le budget alloué à la mission «Triton », qui proviendra du budget européen, devrait ainsi avoisiner les 9 millions d’euros par mois en 2015 et 2016. Soit le même montant que celui alloué à la mission italienne «Mare Nostrum » que Rome avait finalement interrompue l’année dernière.

Quant aux capacités matérielles de «Triton », qui sont extrêmement limités, quinze États dont la France, le Royaume-Uni, l’Allemagne et la Finlande se sont engagés à fournir bateaux, hélicoptères, navire ou encore officiers en soutien à cette mission. «Nous voulons agir vite », a déclaré la chancelière allemande, Angela Merkel.

La France va aller à l’ONU

L’objectif est «humanitaire » mais vise aussi à «dissuader un certain nombre de trafics », a insisté le président François Hollande. À cet égard, la haute représentante Federica Mogherini est appelée à étudier la possibilité d’une opération militaire dans le respect du droit international pour détruire les bateaux utilisés par les passeurs et autres trafiquants d’êtres humains, ce qui pose des questions tout autant juridiques que politiques. «Cela ne peut se faire que dans le cadre d’une résolution du Conseil de sécurité de l’ONU, et la France prendra une initiative », a fait savoir François Hollande, ajoutant que «le Royaume-Uni est également partie prenante de cette volonté ». Reste que le Conseil de sécurité comprend également la Russie comme membre permanent, et ses relations avec l’UE sont très tendues. «Si nous voulons avoir ce mandat, il faut être très clair sur l’objectif et les moyens de l’atteindre », a insisté le président français, qui a annoncé qu’il s’entretiendrait ce vendredi avec Vladimir Poutine sur ce sujet.

Cliquez ici pour agrandir l’infographie

Les dirigeants n’ont toutefois pas de quoi se féliciter. En matière d’accueil des migrants, aucun chiffre n’a finalement été fixé quant au nombre de réfugiés issus de pays tiers comme la Syrie que les pays européens seraient prêts à accueillir sur une base volontaire. L’accueil d’«au moins » 5000 réfugiés avait été avancé. Certains États veulent aller plus loin et espèrent l’engagement du plus grand nombre. La France serait prête à en accueillir entre 500 et 700.

Le «partage du fardeau » entre les États européens pour traiter les demandes d’asile reste quant à lui un sujet extrêmement sensible qui ne sera pas réglé demain. Pourtant, les pays situés en première ligne, à commencer par l’Italie, font face à l’afflux de milliers de personnes sur son territoire. Face à une situation qui devient de plus en plus intenable, les dirigeants peuvent difficilement continuer à fermer les yeux sur les limites du «règlement Dublin ». Celui-ci stipule que c’est l’État dans lequel un individu arrive qui doit traiter la demande d’asile.

Les gouvernements européens sont restés très prudents. Ils proposent de «considérer les options en vue d’un mécanisme de réinstallation d’urgence » entre les États européens «sur une base volontaire », selon le projet de déclaration finale.

La rédaction vous conseille :

*Les options militaires de la guerre contre les trafiquants d’êtres humains

*L’anarchique surveillance des côtes libyennes

*En Italie, les critiques fusent sur la mollesse de l’Europe

http://www.lefigaro.fr/international/2015/04/24/01003-20150424ARTFIG00001-immigration-l-europe-envoie-ses-navires-en-mediterranee.php

-VEDIAMO ANCHE I CONSIGLIATI:

A-Les options militaires de la guerre contre les trafiquants d’êtres humains

*Home ACTUALITE International

*Par Alain Barluet

*Mis à jour le 23/04/2015 à 22:54

*Publié le 23/04/2015 à 19:54

Des militaires français participant à l'opération «Atalante», modèle d'opération européenne conjointe, qui pourrait inspirer l'UE dans sa lutte contre les trafiquants d'êtres humains

L’Union européenne entend renforcer la surveillance en Méditerranée mais la mise en place d’opérations militaires s’annonce compliquée.

La «guerre» déclarée aux trafiquants d’êtres humains par les dirigeants européens, jeudi à Bruxelles, aura-t-elle lieu? Cela supposerait la mise sur pied d’une opération militaire – une première dans la lutte contre l’immigration clandestine – dûment planifiée et dotée de moyens importants. Dans leur projet de déclaration finale, les Vingt-Huit s’engagent à tout faire «pour identifier, capturer et détruire les bateaux avant qu’ils ne soient utilisés par les trafiquants».

Si le renforcement de la surveillance en mer et l’augmentation des moyens de la mission «Triton» devraient se traduire rapidement en actes, il n’en va pas de même …

Cet article a été publié dans l’édition du Figaro du 23/04/2015 . 81% restent à lire.

http://www.lefigaro.fr/international/2015/04/23/01003-20150423ARTFIG00345-les-options-militaires-de-la-guerre-contre-les-trafiquants-d-etres-humains.php

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B-L’anarchique surveillance des côtes libyennes

*Home ACTUALITE International

*Par Maryline Dumas

*Publié le 23/04/2015 à 19:03

Les garde-côtes libyens viennent secourir un bateau de migrants qui menaçait de couler au large des côtes

REPORTAGE – Faute de moyens, les garde-côtes libyens ne peuvent surveiller efficacement leur littoral et empêcher les migrants de tenter de rallier l’Europe

Alors qu’environ 1300 migrants seraient morts en Méditerranée en ce mois d’avril, la surveillance des côtes libyennes est à l’image du pays: anarchique et chaotique. On aurait pu imaginer les garde-côtes libyens sur le pied de guerre, au vu des derniers drames en Méditerranée. Il n’en est rien. Les abords du bureau de la Force de sécurité maritime de Tripoli, dans le port de la capitale, sont bien calmes.

Cette force est censée surveiller 200 kilomètres de côtes, de Zawyia, à l’ouest de la capitale, jusqu’à Khoms, à l’est. Constitué de 95 rebelles, ce groupe s’est formé après la révolution de 2011, explique son chef, Mohamed Baithi. En d’autres termes, il s’agit d’une brigade, placée sous les ordres du ministère de l’Intérieur, qui fait office de garde-côtes. «Il y a bien une autre unité de garde-côtes …

Cet article a été publié dans l’édition du Figaro du 23/04/2015 . 79% restent à lire

http://www.lefigaro.fr/international/2015/04/23/01003-20150423ARTFIG00302-l-anarchique-surveillance-des-cotes-libyennes.php?redirect_premium

REAZIONE:E’ OVVIO CHE E’ SU QUESTA “SALO” CHE SI DEVE AGIRE SE SI VUOLE NEUTRALIZZARE I BARCONI.

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C-En Italie, les critiques fusent sur la mollesse de l’Europe

Home ACTUALITE International

*Par Richard Heuzé

*Mis à jour le 24/04/2015 à 00:03

*Publié le 23/04/2015 à 19:03

Président de la fondation Migrantes,Mgr Giancarlo Perego ne ménage pas ses critiques envers les dirigeants européens

La réaction de l’Union européenne face aux naufrages de migrants en Méditerrannée est jugée «trop faible» et inadaptée.

Budget inadéquat, mandat trop restrictif, stratégie incertaine: les critiques ne manquent pas en Italie contre les mesures soumises au Conseil européen extraordinaire sur l’immigration qui s’est tenu hier à Bruxelles, à l’initiative de Matteo Renzi.

Le censeur le plus sévère est l’Église. Mgr Giancarlo Perego, président de la fondation Migrantes, chargée des dossiers d’immigration de la Conférence épiscopale italienne, n’y va pas par quatre chemins. Il s’indigne que «l’Europe n’accueille dans l’ensemble de ses 28 pays que 650.000 immigrés …

Cet article a été publié dans l’édition du Figaro du 23/04/2015 . 79% restent à lire

http://www.lefigaro.fr/international/2015/04/23/01003-20150423ARTFIG00301-en-italie-les-critiques-fusent-sur-la-mollesse-de-l-europe.php?redirect_premium

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TITOLARE SU LE MONDE:

image: http://s2.lemde.fr/image/2015/04/24/312×156/4621775_3_e866_reunie-en-sommet-extraordinaire-pour-repondre_5670153d16bf3a51c23130b9d4e70e2a.jpg

Réunie en sommet extraordinaire pour répondre à la tragédie migratoire en Méditerranée, l’Union s’est, comme souvent, contentée d’un compromis minimal.
L’UE se contente d’un compromis minimal en réponse à la dramatique crise migratoireL’accord auquel sont arrivés les Vingt-Huit jeudi pour faire face aux naufrages à répétition en Méditerranée manque d’ambition.
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En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#OszbZo7jwdTKZsU3.99
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–E COSI LA NOTA COMPLETA:
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-SU LE MONDE,Europe:RENZI DEFFICENTE
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L’UE se contente d’un compromis minimal en réponse à la dramatique crise migratoireLe Monde | 24.04.2015 à 00h41,Mis à jour le 24.04.2015 à 04h37 | Par Jean-Pierre Stroobants (Bruxelles, bureau européen)

 Réunie en sommet extraordinaire pour répondre à la tragédie migratoire en Méditerranée, l’Union s’est, comme souvent, contentée d’un compromis minimal.

Un sommet « extraordinaire » ponctué par une formule de Jean-Claude Juncker, le président de la Commission européenne : « J’aurais voulu que nous soyons déjà plus ambitieux. » Juncker faisait allusion au manque de solidarité entre Européens, en partie confirmé au cours de cette rencontre tenue à Bruxelles et qui devait apporter une réponse forte aux drames survenus récemment en Méditerranée. L’Union s’est, comme souvent, contentée d’un compromis minimal.

Les Vingt-Huit s’en tirent au moins avec un résultat concret : le budget de l’opération Triton est triplé, passant de 2,9 à 9 millions d’euros mensuels. Soit un retour aux moyens consacrés antérieurement par l’Italie à Mare Nostrum, l’opération de sauvetage arrêtée en octobre 2014 parce qu’elle aurait, selon certaines capitales, facilité la tâche des passeurs en recueillant des milliers de personnes…

Lire : Naufrages en Méditerranée : Frontex et sa mission « Triton » mises en cause

Plus de ressources pour Frontex

Pour l’avenir, le Royaume-Uni, l’Allemagne, la Belgique et la France ont déjà annoncé une participation accrue aux opérations conduites par l’agence Frontex. Paris enverra un navire patrouilleur, un remorqueur en haute mer et doublera le nombre de ses experts engagés, a indiqué le président François Hollande. Jusqu’ici, la France avait mobilisé deux bateaux et un avion dans Triton. Le mandat de l’opération n’est pas modifié mais ses possibilités d’intervention dans les sauvetages se trouvent étendues, affirment les conclusions du sommet : il fallait fixer un objectif humanitaire sans offrir aux trafiquants la certitude que les occupants de leurs bateaux seraient à chaque fois sauvés. À noter que les navires du Royaume-Uni — qui n’est pas membre de Frontex — se déplaceront où ils l’entendent dans la zone entre les côtes libyennes et italiennes.

Un autre objectif proposé par la Commission européenne était la saisie et la destruction des embarcations utilisées par les réseaux criminels. Il se heurte, comme prévu, aux contraintes du droit international : les Européens veulent obtenir l’aval du Conseil de sécurité des Nations unies. François Hollande doit évoquer, ce vendredi, la question avec Vladimir Poutine — la Russie est l’un des membres permanents de ce Conseil — et semble convaincu qu’il peut le convaincre de ne pas opposer son veto, « à condition que nous soyons très clairs sur nos objectifs et les moyens utilisés ». Dans l’intervalle, la Haute représentante Federica Mogherini doit présenter les options pratiques d’une telle intervention.

Il reste le volet de la solidarité et, sur ce plan, on a assisté à un recul par rapport au projet de conclusions qui circulait avant le sommet. La réforme de « Dublin II », qui force l’Etat dans lequel arrive le migrant à traiter seul son dossier du début à la fin ? « Une perspective, nous allons y travailler », explique le président Hollande. Le « projet pilote » visant à accueillir 5 000 réfugiés syriens supplémentaires, répartis dans toute l’Union ? Le chiffre est oublié et une répartition ne se fera que sur une base volontaire, comme l’a exigé le premier ministre britannique David Cameron. Oubliée l’idée de « quotas » obligatoires, évoquée par l’Allemagne. François Hollande a indiqué jeudi que la France accueillerait entre « 500 à 700 » personnes.Le premier ministre italien Matteo Renzi, la chancelière allemande Angela Merkel, le président français François Hollande et le premier ministre britannique David Cameron à Bruxelles, le 23 avril.

Manque d’ambition

Le Parlement européen attendait, à l’évidence, une action plus ambitieuse. « J’ai été surpris, ce matin, par leur sentiment dominant lors d’une réunion des présidents de groupe. C’était celui de la colère », expliquait le président de l’assemblée, Martin Schulz. Habituellement modéré, le groupe conservateur du PPE lance : « Assez de mots, pas de simple séance photo, il faut des réponses concrètes. » Le groupe en appelle à une politique d’asile commune aux Vingt-Huit et à l’instauration d’un système de quotas contraignant pour répartir les réfugiés entre tous les pays.

« Ce qui se déroule aujourd’hui n’est rien d’autre que la conséquence de ce que l’Europe n’a pas voulu faire », enchaîne le chef du groupe libéral et démocrate, Guy Verhofstadt. À savoir, selon lui, « appuyer une mission onusienne de stabilisation en Libye, aider l’opposition démocratique syrienne, faire de Frontex une véritable agence de protection des frontières avec une contribution obligatoire des États, développer un système de visas humanitaires qui n’obligerait pas les gens à s’en remettre à des réseaux criminels ». L’ancien premier ministre belge conclut : « Comme l’Europe a refusé d’intervenir dans son voisinage, elle affronte aujourd’hui le problème du djihadisme et celui des réfugiés. Si elle persiste, elle devra affronter d’autres drames. »

Fallait-il, en réalité, convoquer ce sommet extraordinaire, sans être certain qu’il pourrait formuler une réponse qui soit vraiment à la hauteur de l’enjeu ? « La tenue du sommet ne pouvait être la réponse en soi. Nous attendons maintenant le plan pour l’immigration que la Commission annonce pour la mi-mai », explique M. Schulz.

Attendu à Strasbourg, mercredi 29 avril, le président du Conseil, Donald Tusk doit redouter un accueil peu chaleureux.

 Jean-Pierre Stroobants (Bruxelles, bureau européen)
Journaliste au Monde

http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/04/24/l-ue-se-contente-d-un-compromis-minimal-en-reponse-a-la-dramatique-crise-migratoire_4621777_3214.html#

-REAZIONE:PER FARE COSA HA CONVOCATO RENZI QUESTO SUMMIT?QUELLO DEL TITOLO.

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-E PER FINIRE UNA OPINIONE SU LE FIGARO:

“NON E’ IN AUSTRALIA CHE VANNO”

L’Union européenne et la crise de l’immigration en Méditerranée : le bal des hypocrites

Home FIGARO VOX Vox Monde

Par Henri Labayle

*Mis à jour le 23/04/2015 à 08:33

*Publié le 22/04/2015 à 13:09

FIGAROVOX/ANALYSE – Henri Labayle dénonce le double langage et l’inconsistance de l’Union européenne face au drame de l’immigration.

Henri Labayle est professeur agrégé des facultés de droit françaises, en poste à la faculté de Bayonne, à l’université de Pau. Il dirige le CDRE, laboratoire de recherches spécialisé en matière européenne et notamment en matière de droits fondamentaux, d’immigration et de sécurité intérieure. Il est également membre du réseau Odysseus et directeur du GDR «Droit de l’espace de liberté, sécurité, justice».


Rien ne change. Les minutes de silence au sein des institutions européennes ne se comptent plus face à la litanie des morts et des disparus lancés en Méditerranée.

Comme il y a près de vingt ans à Douvres devant les cadavres de 54 clandestins chinois, les États membres et les institutions de l’Union promettent que cette fois-ci est la dernière, qu’enfin des mesures efficaces seront prises pour faire face à l’inacceptable: des centaines de morts en quelques semaines, des milliers à venir en quelques mois si l’indifférence persiste. Faute de reconnaître son échec, l’Europe est incapable de changer d’approche en affrontant autrement la réalité. Au bal des hypocrites, le carnet de chacun est donc bien rempli.

Le double langage des États membres

L’environnement de l’Union est devenu extrêmement dangereux, troublé par une multitude de conflits. Graves autant que nouveaux, ils engendrent des mouvements de personne quasiment impossibles à réguler, pour partie imputables d’ailleurs à l’imprudence des interventions militaires occidentales, en Irak ou en Libye.

Les populations persécutées par Daesch comme par Bachar El Assad appellent la protection autant que celles fuyant la guerre en Erythrée, lorsqu’elles se jettent dans l’exode. Quoi que les politiciens prétendent aux opinions publiques nationales, cette protection leur est due et l’Union européenne n’en est pas la cause. Nous l’avions décidée bien avant, inscrite dès 1946 dans notre constitution et dans la Convention de Genève comme nos voisins depuis 1951. Notre indifférence contemporaine à la misère humaine ne peut occulter un choix qui est partie intégrante de nos valeurs. Les dévoiements tout aussi indiscutables du droit d’asile ne peuvent le masquer. N’est pas australien qui veut.

Quelle est l’attitude individuelle comme collective des États européens devant ce constat? Une fuite devant leurs responsabilités et le refus de tirer les conséquences de leur impuissance matérielle et budgétaire à garantir isolément leurs frontières respectives. Ceux qui proclament le contraire en réclamant leur rétablissement ont-ils oublié l’échouage d’un cargo turc transportant des immigrants kurdes sur une plage corse et imaginent-ils ce qu’il adviendrait demain d’une vague semblable à celle de la Sicile?

Ce refus s’est traduit d’abord, en Méditerranée. Sous couvert de soulager l’Italie qui avait lancé à grands frais l’opération de sauvetage «Mare nostrum» après une première catastrophe, les États membres lui ont substitué l’opération conjointe «Triton». Elle a divisé les coûts par trois et couvert une zone moindre, aux seules fins de surveillance de la frontière commune. Les 4 avions et 21 bateaux alloués par une vingtaine d’États, dont certains ne sont pas membres de l’Union, illustre bien le peu d’enthousiasme étatique à défendre la frontière commune avec Frontex, noté d’ailleurs par le Sénat …

L’opération n’illustre d’ailleurs pas les clichés habituels. Si la Roumanie (tenue à l’écart de Schengen) ou la Slovénie et la Lettonie répondent présentes, tel n’est pas le cas de la Hongrie, pourtant consommatrice de crédits de l’Union dans ce registre, ou de l’Irlande et du Royaume Uni. Certes, le refus de ces derniers de participer à l’espace Schengen est connu mais on sait tout autant qu’une partie importante de ces demandeurs de protection se retrouvera en fin de compte à Calais, dans l’espoir d’un passage … En attendant, c’est un navire islandais, le Tyr, qui est au rendez vous du canal de Sicile.

Passé les mots de l’émotion, le cynisme l’emporte donc largement. L’opposition à Mare Nostrum était ouvertement menée au moyen d’un argument glaçant de réalisme: sécuriser le passage en sauvant les naufragés serait un appel d’air au commerce des passeurs…

Les attitudes individuelles ne sont guère plus glorieuses. Les envolées françaises sur le droit d’asile, tradition de notre pays, et les déclarations martiales du chef de l’État appelant à régler des «questions devenues insupportables» ne dissimulent pas le double langage.

Celui par exemple des résistances de la diplomatie française lorsqu’il fallut, en 2014, réglementer le cadre de la surveillance des frontières maritimes extérieures conformément aux grands principes. Pas davantage que n’est infirmé le bien fondé des remarques de la Cour des comptes et du Sénat sur le projet en discussion relatif au droit d’asile qui prétend faire mieux en n’octroyant aucun moyen nouveau.

D’autant que le couplet habituel sur une France «terre d’asile» appelle modestie: quatrième État européen à enregistrer des demandes d’asile (62.000), nous sommes devancés par l’Allemagne (plus de 200.000), la Suède et l’Italie, en 2014. Et pour ce qui est de leur acceptation, nous ne dépassons pas 15.000 dossiers … trois fois moins que l‘Allemagne, autant que les Pays Bas qui sont bien moins sollicités, 20% qui se situent largement au-dessous de la moyenne européenne.

C’est bien là que le bât blesse: comment l’Union européenne peut-elle sérieusement prétendre à une solidarité quelconque quand l’essentiel de la pression pèse sur un dixième de ses membres, 3 États seulement? Que font les autres?

L’inconsistance de l’Union européenne

Elle n’est que le prolongement de la volonté de ses maîtres, les États. Mais il ne faut pas se tromper de cible. Ce n’est pas l’Union qui transforme la Méditerranée en «vaste cimetière» comme le prétend le Haut Commissaire des Nations Unies aux droits de l’Homme. Ce sont les assassins de Daesch, les soldats syriens et les passeurs de toutes nationalités qui redonnent une actualité contemporaine au trafic d’esclaves.

L’Union européenne, ici, compose avec l’impuissance individuelle de ses membres et leur aveuglement à ne pas s’engager plus avant dans la gestion commune d’un défi majeur, bien au delà du pauvre mémorandum en 10 points établis par le Conseil des ministres. Doubler l’appui financier accordé à Frontex établira-t-il un barème morbide de l’action européenne, évaluée au cadavre? Combien en faudra-t-il encore pour aller de l’avant?

Agir au plan extérieur, d’abord, est impératif. En soutien financier évidemment des pays limitrophes des foyers de violence, à l’appui des pays de transit notamment et y compris au moyen de programmes de réinstallation de réfugiés vers les États membres de l’Union européenne. Tout ou quasiment reste à faire. Le coût budgétaire de l’immigration mal régulée, pour chaque État membre, ne justifie-t-il pas cet effort? Quand assimilera-t-on le fait qu’empêcher le départ, au besoin avec des incitations financières, est toujours plus simple que d’obtenir un retour hypothétique?

Agir aussi contre le crime, ceux des passeurs qui trouvent un théâtre d’opération dans une Libye désertée par son État et que Daesch menace désormais d’investir en lançant sur la mer des milliers de réfugiés. Comme hier au large de la Somalie à propos de la piraterie que l’opération Atalanta avait mis à mal, l’Union doit accepter ici de se vivre comme une puissance, ce que nombre de ses membres refusent encore. Si d’aventure, la France n’était pas intervenue au Mali et ne soutenait pas les efforts des pays africains contre Boko Haram, quelle serait la situation migratoire aujourd’hui, au Sud de la Méditerranée?

En l’espèce, bien loin d’une intervention en bonne et due forme, trop risquée, ou même d’un blocus des cotes libyennes, c’est sans doute de l’usage de la force contre les trafiquants qu’il sera question désormais, comme hier à propos de la piraterie. On le devine dans le mémorandum des ministres.

Au plan interne, remédier aux carences de la solidarité entre les États membres et faire face aux besoins des demandeurs de protection est maintenant une nécessité à laquelle il est douteux que les États se résolvent, malgré son évidence. La preuve est faite que l’attitude de fermeture prévalant jusqu’ici n’empêche rien et l’accueil des demandeurs de protection est un devoir pour l’Union, on l’a dit. Répartie sur l’ensemble des Etats, rapportée aux 500 millions d’habitants de l’UE, cette charge de quelques dizaines de milliers de demandeurs n’est pas insupportable si elle est gérée équitablement et rigoureusement de manière à éviter le fameux «appel d’air».

Étudier, comme l’Italie l’envisage, la possibilité d’employer ici la «protection à titre temporaire» en cas «d’afflux massif de personnes déplacées» que l’on a créée à la suite des guerres de Yougoslavie et du Kosovo mérite l’attention. Déjà évoquée à propos de la crise syrienne, le jeu de cette législation aurait pour principal mérite de soulager la pression qui s’exerce sur les pays limitrophes en ouvrant la voie à un partage de la charge au sein de l’Union.

Derrière en effet, un programme de réinstallation d’urgence devrait être envisagé malgré le blocage évident qu’il suscite chez les États. Il imposerait à l’immense majorité d’entre eux de s’impliquer. Une répartition des bénéficiaires identifiés entre les États membres contraindrait l’Union à donner enfin une réalité au principe de la répartition des charges et au principe de solidarité inscrit dans les traités. Mais en connaît-elle seulement le sens?

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  • «L’Europe ne peut pas faire grand chose devant le raz-de-marée de clandestins»
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http://www.lefigaro.fr/vox/monde/2015/04/22/31002-20150422ARTFIG00179-l-union-europeenne-et-la-crise-de-l-immigration-en-mediterranee-le-bal-des-hypocrites.php

REAZIONE:QUESTO ARTICOLO E’ STATO PUBBLICATO IL GIORNO PRIMA DEL SUMMIT.QUELLO DEL TITOLO IL GIORNO DOPO?:SE L’EUROPA FOSSE L’AUSTRALIA,DA ORA IN POI GLI SFOLLATI NO, NON ANDRANNO PIU IN EUROPA MA IN CAMBOGGIA E PAPUASIA(ITALIA).QUESTO SI,NON GRATIS,RENZI HA INCASSATO.STIA AGLI IMPEGNI UMANITARI E NON ALL’IPOCRESIA PERO.

-E VORREI FINIRE QUESTA RACCOLTA SULL’ARGOMENTO CON UN APELLO:I MORTI CI SON,ED E’ STRAGE,E CI SONO RISPONSABILI:MI PIACEREBBE SAPERE QUALE E’ LA “CONECTION” FRA GGLI SCAFISTI-KADAFY E BERLUSCONI(MARONI-BOSSI),ED EVENTUALMENTE PORTARLI SU UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE O EUROPEO.INSISTO,BASTA IPOCRESIA L’ITALIA NON PUO CHIUDERE GLI OCCHI E SOSTRARSI ALLE SUE RISPONSABILITA STORICHE VERSO GLI EX-COLONIE.E NE MENO L’UNIONE EUROPEA,TUTTO HA UN LIMITE,VA BENE DIFFENDERE LE FRONTIERE COMUNI MA NON A QUESTO PREZZO.MOSTRUOSO IL PASSAGIO DI MARE NOSTRUM A TRITON FINO AD OGGI:NON ALLA STRAGE,NON AL RAZZISMO. E L’UE NON COPRA L’UE NON COPRA BERLUSCONI(FRATTINI,MARONI,BOSSI,DRAGHI,ALFANO,ECC).NON E’ MAI STATO DALLA PARTE DELLA SOLUZIONE MA  DEL PROBLEMA.SPERIAMO BENE DELL’ONU.

24 APRILE 2014:IL TEMPO PASSA

-1 TITOLARE SU LA REPUBBLICA:Blitz contro al-Qaeda: 18 arresti  "Indizi su attentato in Vaticano"

Blitz contro al-Qaeda: 18 arresti

“Indizi su attentato in Vaticano”

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di ALBERTO CUSTODERO e PAOLO GALLORI

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ARCHIVIO Oltre cento morti a Peshawar

REAZIONE:NOTIZIE MOLTO AMBIGUE,CONFUSE E SENZA CONFERMA SU UN PRESUNTO ATTACO AL VATICANO,POI SMENTITO PROPIO DALLA CHIESA,E SUL COLLEGAMENTO DI QUESTI TERRORISTI CON  IL TRAFICO DI ESSERI UMANI E LO SBARCO IN SISCILIA.ALFANO,ETERNO OSSEQUENTE DI BERLUSCONI E LEGA CHE INOLTRE NON HA PIENO CONTROLLO DELLA POLIZIA, NON E’ CREDIBILE.QUESTO PARE UN COMUNICATO STAMPA CHE INSEGUE FINI POLITICI PER INCIDERE NELLA SITUAZIONE ATTUALE DELLE TRATTATIVE CON L’UE SULL’IMMIGRAZIONE.

CON COERENZIA,QUANDO CI SIANO PROVE CONCRETE CI LO FACCIA SAPERE LA POLIZIA.NEL FRATEMPO LA PISTA CHE SI DEVE INDAGARE E’ QUELLA CHE HA RIVELATO LA POLIZIA SICILIANA E PORTA IL TRAFICO DI ESSERI UMANI E GLI SBARCHI DA KAFAFY A BERLUSCONI E LEGA.SAPIAMO GIA CHE QUESTA ORGANIZAZZIONE POLITICO-PARAMILITARE HA UNA IMPRONTA TERRORISTA.

INOLTRE NON CI SONO PROVE NE DI UN PRESUNTO ATTACO DELL’IS A BERLUSCONI,NE DI UN PRESUNTO ATTACO DELL’IS AL PAPA O AL VATICANO,NE DI UN COINVOLGIMENTO DIRETTO DEGLI SBARCHI NEL MEDITERRANEO CON IL TERRORISMO,E CREDO PIU TOSTO CHE SI TRATTI DI “EFETTI FUMOGENI” PROPAGANDISTICI.VEDI BBC NEWS:

In Italia investigatori dicono che c’e’ collegamento fra Vaticano e arresti ‘al-Qaeda’

24 aprile 2015

Dalla sezione Europe

 Una visione d'insieme mostra Papa Francesco rivolgendosi alla folla dalla finestra del Palazzo apostolico si affaccia sulla piazza di San Pietro
La polizia ha detto di non avere prove, ma sospetto “forte”.C’era stato un complotto per colpire il VaticanoEstremisti sospetti oggetto di indagine in Italia di piu legami con al-Qaeda che potrebbe essere stato progettati attacchi in Vaticano nel 2010, dicono i Pubblici Ministeri.Un anello di militanti è stato trovato per essere operativo in Sardegna, e c’erano stati possibili piani di indirizzarli alla Santa Sede, secondo gli investigatori.Il Vaticano ha minimizzato l’importanza delle rivendicazioni.

Alcuni dei sospetti si ritiene di aver organizzato nel 2009 bombardamenti al mercato a Peshawar in Pakistan.

I media locali hanno detto che due degli uomini avevano previsto una protezione per l’ex leader di al-Qaeda Osama Bin Laden.

Intercettazioni

La polizia ha emesso 20 mandati e fatti nove arresti in raid il Venerdì.

Il Procuratore Mauro Mura ha detto in una conferenza stampa a Cagliari, in Sardegna, che intercettazioni indicano che le sospetti terroristi stavano progettando un attentato in Vaticano nel marzo 2010.

C’erano stati “segnali di una certa preparazione per un possibile attacco”, tra cui l’arrivo di un attentatore suicida a Roma, l’Associated Press ha citato al sig Mura come dicendo  questo.

“Non abbiamo prove, abbiamo il forte sospetto”, ha detto il capo della polizia Mario Carta.

Ma il portavoce vaticano Federico Lombardi ha rilasciato una dichiarazione dicendo: “Da quello che sembra, si tratta di un ipotesi che risale al 2010, che non si è verificato.

“Non si ha quindi alcuna rilevanza oggi e nessun particolare motivo di preoccupazione.”

La polizia ha detto che in precedenza gli arrestati provenivano da Pakistan e Afghanistan e l’operazione era in corso.

I sospetti sono stati accusati di mettere in scena gli attacchi contro il governo in Pakistan.

Più di 100 persone sono state uccise quando un enorme un’autobomba strappato attraverso un affollato mercato a Peshawar, in Pakistan, nel mese di ottobre 2009.

L’anello militante italiano è stato anche detto di essere impegnati nel traffico di immigrati clandestini dal Pakistan e Afghanistan per l’Europa, fornendo loro documenti falsi.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha elogiato l’operazione, iniziata nel 2009, dicendo che non aveva solo smantellato una “rete di trafficanti di esseri umani”, ma anche arrestato diverse persone accusate di aver cospirato con i “terroristi”.

“Il nostro sistema funziona”, ha detto.

http://www.bbc.com/news/world-europe-32447603

-2 NOTA SU LE MONDE,Blog:

1 avril 2015
La quasi totalité du gouvernement Aznar version 2002 inquiétée par la justice

C’est ce qu’on appelle un tir groupé. Depuis l’arrestation jeudi 16 avril de Rodrigo Rato, ministre de l’économie espagnol dans le gouvernement Aznar (2002-2003), la presse n’a pas manqué de faire cet étonnant calcul : sur les 14 ministres que comptait alors ce gouvernement conservateur, 11 sont aujourd’hui en prison ou dans le viseur de la justice.

Passons sur le cas de M. Rato, qui après son passage au gouvernement a été président de la banque Bankia et patron du FMI, et est soupçonné de fraude fiscale et de blanchiment de capitaux dans au moins trois affaires. Expulsé du Parti populaire (PP), il est actuellement en prison. Jaume Matas, ancien ministre de l’environnement dans le même gouvernement, a lui été reconnu coupable de trafic d’influence et se trouve derrière les barreaux depuis 2014.

L’ancien chef du gouvernement M. Aznar est lui-même soupçonné par la justice espagnole d’avoir bénéficié d’une caisse noire du parti entre 1990 et 1996 pour un montant de 782 695 euros. Huit autres ministres d’alors sont soupçonnés d’avoir fait de même :

- Federico Trillo (défense)

- Miguel Arias Cañete (agriculture, actuel commissaire européen au climat et à l’énergie),

- Ángel Acebes (justice)

- Ana de Palacio (affaires étrangères, actuelle avocate de Silvio Berlusconi)

- Javier Arenas (administrations publiques)

- Francisco Álvarez Cascos (équipement, vice-président)

- Cristobal Montoro (finances, occupe actuellement le même poste)

- Pilar del Castillo (éducation, actuellement députée européenne)

Sans oublier l’actuel premier ministre espagnol, Mariano Rajoy, qui a occupé divers ministères et la vice-présidence sous M. Aznar, et qui est soupçonné, lui, d’avoir empoché 1,58 million d’euros entre 1990 et 2001. Le site Publico a ressorti une photo de l’époque et s’est amusé avec un crayon rouge.

publico

L’accumulation de scandales et d’affaires explique, sûrement en partie, les mauvais sondages pour le PP avant les élections législatives de l’automne, après des résultats médiocres aux élections régionales andalouses du 22 mars. Elle explique, sans aucun doute, l’émergence de nouvelles formations politiques comme le nouveau parti de centre-droit, Ciudadanos (citoyens) ou Podemos.

Lire notre reportage interactif : En Espagne, Podemos à la croisée des chemins

4581922_6_d8f3_manifestation-de-podemos_034a1b5ef7fd52d2481c6e685c7be529

http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2015/04/21/78-de-lex-gouvernement-de-jose-maria-aznar-dans-le-viseur-de-la-justice/

REAZIONE:PIU O MENO COME QUELLO DI BERLUSCONI-LEGA,NELL’ALLEANZA ALL’EPOCA.E NON MIGLIORE FORTUNA POLITICA HANNO AVUTO  BLAIR E BUSH.IL TEMPO PASSA E LAVORA PER LA NUOVA ERA,NE PIU NE MENO.UNA NUOVA GENERAZIONE

https://docs.google.com/document/pub?id=1M9_V5kfyBpYZXV-Lw9X_PrTm4a58ffNAC6ysQ9TSt7U

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-APPENDICE:PAKISTAN,IL LEADER E 8 CACCIA SCORTA
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-TITOLARE SUL CORIERE DELLA SERA:

Pakistan, la scorta in volo dei caccia militari per il leader cinese Guarda il video

24 aprile 2015

REAZIONE:ANCHE LA HILLARY CI ANDAVA E FACEVA AFFARI SUL CONTO DELLA NUOVA ERA INSIEME.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 205 »

17 aprile 2015
0

*15 APRILE 2015:VULNERABILE ANCHE LUI

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA

IL PRESIDENTE DELLA BCE

Grida e coriandoli, l’ex Femen «attacca» Draghi | Il video
«No alla dittatura Bce» | foto
Tutti gli «attacchi» ai leader

FotosequenzaDraghi scherza «Ricomincio positivo»

REAZIONE:POTEVA ESSERE PEGGIO

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*16 APRILE 2015:MA QUALE TESORETTO?

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Def, tecnici Senato: a rischio  il pareggio di bilancio per l'uso del "tesoretto"  e le mancate riforme

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E ALLORA VA IN CAMPANIA,NON PUO CREDERCI,HA CERCATO DI FARE BULLISMO SU DE LUCA PERCHE NON SI CANDIDASSI E NON RIUSCENDICI VUOLE STARE LI PURE LUI.INUTILE RAGAZZOTTO,LA NUOVA ERA,CHE SI E’ DICHIARATO IN CAMPAGNA ELETTORALE VERSO IL REFERENDUM DELLE RIFORME,COME A LETTA HA GIA COMMINCIATO A DERODERLI LA SUA POPOLARITA,LA SUA FINE E’ VICINA E …SI LA STA FACENDO SOTTO.POVERO DIAVOLO.
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VNews24

Renzi Mattarella Italicum

Matteo Renzi non torna indietro sull’Italicum e il Partito Democratico si spacca. Secondo il premier, la legge elettorale va approvata così com’è. Tuttavia, all’assemblea del gruppo i dissidenti non hanno partecipato al voto e Roberto Speranza si è dimesso dalla carica di capogruppo alla Camera. La nuova legge elettorale si trova al passaggio decisivo: dopo l’approvazione al Senato, manca solo il “sì” definitivo della Camera. Renzi non vuole apportare nessuna modifica al testo, che altrimenti dovrebbe essere nuovamente discusso ed approvato al Senato, dove il Partito Democratico non gode più di una maggioranza solida dopo la rottura con Silvio Berlusconi. Per questo motivo, il Presidente del Consiglio cerca di ricucire lo strappo e offre alla minoranza del Partito Democratico la possibilità di apporre modifiche alla Riforma del Senato. Categorico, invece, per quanto riguarda l’Italicum: “Nessuna modifica: questo governo è legato a questa legge elettorale nel bene e nel male”. Poi Renzi sottolinea: “La legge funziona, impedisce il consociativismo sul modello della Grande coalizione”.

Se la minoranza del Partito Democratico votasse contro l’Italicum, il rischio è quello di non raggiungere la maggioranza necessaria per approvare la legge elettorale. Così, il premier Renzi sta pensando di porre la questione di fiducia sul voto dell’Italicum. In questo modo, infatti, il Presidente del Consiglio compatterebbe il proprio partito perchè, nel caso in cui l’Italicum non fosse approvato, verrebbe meno anche il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento e Renzi sarebbe costituzionalmente obbligato a rassegnare le dimissioni, andando a elezioni senza una nuova legge elettorale. Proprio questa ipotesi, porta sul piede di guerra le opposizioni: i capigruppo di Forza Italia, Sel e Lega Nord hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendogli di intervenire nei lavori della Camera: “Il voto di fiducia sarebbe un vero e proprio golpe istituzionale“. Ma cosa può fare concretamente il Presidente della Repubblica? Respingere al mittente gli appelli delle opposizioni oppure rivolgersi al Presidente del Consiglio. In questo caso, sono due le strade percorribili: cercare di convincere Matteo Renzi a non porre la questione di fiducia o rivolgere un messaggio al Parlamento, ricordando l’esigenza di un’ampia convergenza sulla legge elettorale.

L’ex capogruppo del Pd Roberto Speranza

L'ex capogruppo del Pd Roberto Speranza
REAZIONE:PROBLEMI SOLO CON LA MINORANZA?E,FRA L’ALTRO, COME RASSICURERA IL RESTO DEL PD CHE SI OTTERRA LA MAGGIORANZA VOTANDO CON L’ITALICUM? QUESTO GOVERNO NON SI SOSTIENE PIU.

DALTRONDE NON CREDO ALLA ROTTURA DEL PATTO:QUESTO COINVOLGE NON SOLO L’ITALICUM MA TUTTA L’AZIONE DI GOVERNO E SE COSI FOSSE ALLORA RENZI DOVREBBE ANDARE AL VOTO SUBITO COSA CHE EVIDENTEMENTE NON VUOLE
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*18 APRILE 2015:RENZI QUINTA COLONNA DELL’ITALIA BENESTANTE DEI COMUNI

-SU GOOGLE NEWS:
Sblocca Italia:sindaci,contro le comunità non si potrà agire

Documento dell’assemblea di Napoli. ‘Enti locali delegittimati
15:55 – 18/04/2015

(ANSA) – NAPOLI, 18 APR – “Contro le comunità non si potrà agire”. Questo il messaggio lanciato dai sindaci riuniti a Napoli nell’assemblea convocata dal primo cttadino del capoluogo campano, Luigi de Magistris, contro lo Sblocca Italia. Al termine della discussione, è stato redatto un documento in cui i sindaci si impegnano a convocare Consigli comunali aperti alla cittadinanza per recepire contributi, creare un coordinamento per definire le proposte da sottoporre al Governo e indire una manifestazione a Roma.

Nel testo, i sindaci evidenziano che lo Sblocca Italia “delegittima gli enti locali, le rappresentanze democratiche e le comunità imponendo scelte non condivise che hanno effetti devastanti sul paesaggio e sulle aree protette”. Gli amministratori locali denunciano che “con la previsione di varianti urbanistiche automatiche e l’attribuzione ai privati di un ruolo che va a detrimento del controllo dell’interesse pubblico, si escludono le amministrazioni dalla gestione, dalla tutela e dalla valorizzazione dei propri territori”.

Con la redazione del testo, i sindaci intendono “riaffermare con forza la volontà di decidere del futuro delle loro comunità” e ribadiscono il no alle scelte poste alla base dello Sblocca Italia che – si legge nel documento – “accentra le decisioni nelle mani di ministeri, commissari e soggetti attuatori”.

Concordi nel no alla legge del Governo Renzi anche i comitati del Nord e del Sud.

Sindaci e cittadini chiedono all’esecutivo di puntare su “uno sviluppo diverso che ha nella difesa del paesaggio e del patrimonio culturale le occasioni di crescita economica, per un turismo sostenibile, per un’imprenditoria giovanile diffusa alla quale offrire un lavoro che nasca dalla messa in rete delle tante realtà locali”. Secondo sindaci e comitati, lo Sblocca Italia propone un modello di sviluppo “inaccettabile”, mentre lo sviluppo auspicato ha come fondamento “uno scenario che punti alla decarbonizzazione e che accompagni il Paese verso un’economia basata su fonti rinnovabili ed efficienza delle reti esistenti”.

Nel documento i sindaci affermano che “criminale non è chi lotta per i propri territori, ma chi attraverso leggi incostituzionali favorisce il dilagare di fenomeni corruttivi e le cricche del malaffare”.(ANSA)

http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=213421
REAZIONE:L’HO SCRITTO IN QUESTE PAGINE,IL VERO POTERE DELL’ITALIA RISIEDE NELLA STRUTTURA CAPILARE DEI COMUNI.ED E’ UN BENE CHE COSI SIA:SONO LORO CHI STANNO A CONTATTO COI CITTADINI E LA COMUNITA,COL POPOLO CHE CONTA,QUELLO CHE OGNI MATTINA VA A LAVORARE SENZA PROTESTARE.CONOSCONO I SUOI BISOGNI,LE SUE SODISFAZIONI,LE SUE GIOIE E LE SUE SOFFERENZE.I POLITICI DI PROFESSIONE LI VEDONO ALLA TV E ASSISTONO PASSIVI AI SUOI SPORCHI GIOCHI DA FINE IMPERO A ROMA.COSI ERA AL MENO FINO A QUANDO I POLITICI CENTRALI A ROMA HANNO DECISO METTERE FINE A QUESTO STATO DI COSE.CI HA PROVATO PRIMA CALDEROLI CON IL SUO ENGENDRO DEL MINISTERO DELLE SEMPLIFICAZIONI,DOPO MONTI CHE CON PRETESTI ECONOMICI HA VOLUTO FARE UN RIORDINAMENTO TERRITORIALE SOFFOCANDO FRA ALTRE DIVISIONI AMMINISTRATIVE I COMUNI.NON CI SONO RIUSCITI MA NON HANNO MOLLATO E ORA IL GOLPISMO DELLE LARGHE INTESE CON IL PATTO DEL NAZARENO DI SFONDO E RENZI,IL SINDACO QUINTA COLONNA DEI SINDACI E  COMUNI CHE STA FACENDO IL LAVORO SPORCO DEL CENTRO DESTRA(BERLUSCONI-LEGA),TORNA ALLA CARICA.E QUESTO CHE VEDETE SOPRA E’ IL RISULTATO.MI AUGURO CHE SIA LA VAL D’AOSTA A FARE QUESTA PUBBLICAZIONE:CONOSCO LA VAL D’AOSTA,CI SONO STATO UNA SETTIMANA MOLTI ANNI FA.E’ LA REGIONE BENESTANTE CON MIGLIORE QUALITA DI VITA DI TUTTA ITALIA,LIVELLI SVIZZERI DI CONVIVENZA.COSI ERA AL MENO PRIMA DELLA PIAGA DELL’ERA BERLUSCONI-PRODI CHE CONTINUA CON RENZI.ORA NON SO.
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19 APRILE 2015:EUROPA
-TITOLARE LA REPUBBLICA:

I burocrati di Bruxelles parlano tedesco: marginalizzati gli altri
EUROBAROMETRO
I burocrati di Bruxelles parlano tedesco: marginalizzati gli altri
-BBC:
Arcivescovo Welby in ‘visita di condoglianze’ per assassinati cristiani egiziani
*37 minutes ago
*Dalla sezione UK
Justin Welby

Arcivescovo di Canterbury Justin Welby si è recato in Egitto per una “visita di condoglianze” dopo gli omicidi di 21 cristiani copti egiziani in Libia.Il gruppo di lavoratori migranti sono stati rapiti e decapitati per Stato islamico (IS) militanti nel mese di febbraio.L’Arcivescovo incontrerà i leader religiosi e politici leader nella sua visita, tra cui la cristiana copta Papa e il Grand Imam.Egli ha chiesto maggiore sostegno per i cristiani che affrontano persecuzione.Egli è anche la speranza di incontrare il presidente egiziano Abdul-Fattah al-Sisi, dice a BBC affari religiosi il giornalista Alex Strangwayes-Booth.Mr Sisi ha pubblicamente sostenuto le comunità cristiane copte nel suo paese.Nel suo messaggio pasquale, l’arcivescovo ha sottolineato la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente e Africa, tra cui le 148 vittime di un attacco all’università del Kenya all’inizio di questo mese.Ha detto che coloro che vivono in una società pacifica dovrebbero “stare come testimone” di ciò che stava accadendo ai cristiani altrove.BBC capo corrispondente internazionale Lyse Doucet ha detto l’Arcivescovo aveva avvertito che il trattamento dei cristiani è stato il peggiore dato dal 13 ° secolo.Aveva appoggiato l’azione militare contro i combattenti dello Stato Islamico in Iraq, ma anche messo in chiaro il loro appello ai giovani musulmani in molti luoghi, tra cui Gran Bretagna, doveva essere affrontato in altri modi, il nostro corrispondente ha aggiunto.Egitto ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale dopo la decapitazione di 21 cristiani copti in Libia

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http://www.bbc.com/news/uk-32370699

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20 APRILE 2015:LA FOSSA DEL MEDITERRANEO,CRIMINE CONTRO L’UMANIATA

-TITOLARE  LA STAMPA:

Strage di migranti, l’Ue pensa a più fondi per Triton
I superstiti: ci siamo aggrappati ai morti Foto/ Vid
grazia longo
Giovedì vertice europeo. Renzi: fermare gli scafisti. 900 vittime al largo della Libia
AFP
OPINIONI  Una politica comune in 3 mosse dassù  /  +  L’Italia pensa all’intervento Onu guido ruotolo
+  Così funziona la catena di montaggio dei trafficanti PACI  /  QUIRICO  Un popolo senza patria in fuga

PREMIUM  Intervista a Mogherini  /  timeline  I precedenti  /  grafico   /  medialab  Odissea in mare

-NOTA SUL CORRIERE DELLA SERA

IL BLITZ

Tratta immigrati, 24 in manette
Guadagni fino a 80mila euro a testa
Sgominata una rete che gestiva il traffico di esseri umani fra Italia, Eritrea, Sudan, Somalia e Libia: «Si occupavano di tutto, dalla partenza all’arrivo in Nord Europa»,di Felice Cavallaro
Foto di archivio di una barcone stipato di migranti (Ansa)
Foto di archivio di una barcone stipato di migranti (Ansa)
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Una vera e propria «agenzia di viaggi» con trafficanti di braccia umane pronti a vantarsi di guadagnare «anche 80 mila euro a testa» per un barcone con duecento migranti stipati su carrette e gommoni spesso in avaria, col rischio di naufragi messi cinicamente nel conto. Come si capisce da agghiaccianti conversazioni intercettate dalla polizia che, su mandato della magistratura di Palermo, arresta all’alba 24 spregiudicati faccendieri al centro di una rete con basi a Milano, Roma, Bari, Catania e nei centri accoglienza di Mineo, vicino a Caltagirone, e di Siculiana, a due passi da Agrigento. Mediatori e «picciotti» di questa «associazione a delinquere transnazionale» si annidano infatti proprio ai margini dei centri attivati nel nome di una solidarietà di cui questa «agenzia» si fa beffa. Con relazioni e collegamenti diretti fra Italia, Eritrea, Sudan, Somalia e Libia.

Tariffe e guadagni

Nell’indagine avviata dopo lo sbarco del 3 ottobre 2013 davanti alle coste di Lampedusa, in cui persero la vita almeno 366 migranti. sono coinvolti anche due personaggi da tempo noti agli inquirenti: Ermias Ghermay, etiope, e Medhane Yehdego Redae, eritreo, ritenuti tra i più spregiudicati trafficanti di migranti impegnati sulla cosiddetta «rotta libica».
Sono i cardini dell’inchiesta «Glauco II», coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Maurizio Scalia, seguito di quella avviata nel giugno 2014. Allora era già emerso che una carretta del mare strapiena di migranti poteva fruttare all’organizzazione anche 1 milione di euro. Si è accertato infatti che ogni migrante paga infatti complessivamente fino a 3600 dollari per attraversare il Mediterraneo a questi «spedizionieri». Se ne parla durante una conferenza stampa convocata in Procura a Palermo, presenti magistrati e funzionari di polizia coordinati dal questore Guido Longo.

Inshallah per le vittime

Particolarmente inquietante la figura di Ghermay, l’etiope che di quella drammatica traversata del 2013 è ritenuto organizzatore e responsabile. Operativo fra Tripoli e Zuwarah, latitante dal luglio del 2014, quando nei suoi confronti fu emesso un provvedimento cautelare, esteso anche in campo internazionale, senza alcuno scrupolo e con glaciale determinazione di lui resta impressa una intercettazione eseguita subito dopo il naufragio dei 366 migranti. Solo un commento: «Inshallah! (Così sia per Allah!)».

Lo schiavista: «Lavoro bene, io li accontento»

Sono le parole e le risate di Mared Medhaine, uno degli schiavisti smascherati dagli uomini del capo della Mobile di Palermo Maurizio Calvino, a lasciare sgomenti: «Dicono di me che ne faccio salire sempre troppi sui barconi, ma sono loro che vogliono partire subito e io li accontento». Ha 34 anni e si fa chiamare «il generale»: «Sono forte, come Gheddafi». E si vanta del bilancio: «Ho lavorato bene quest’anno. Ne ho fatti partire 7 mila, forse 8 mila». Stessa stoffa di Ghermay che gli fa da spalla nel descrivere come comportarsi con i migranti: «Noi facciamo un lavoro sporco, non possiamo aiutare e ascoltare tutti. Vogliono partire e noi li facciamo partire».

Allarme per l’Europa

Sorprendente l’arroganza e la certezza dell’impunità ostentata da figuri pronti ad assicurare agli ospiti del Cara di Mineo o di un albergo-accoglienza di Siculiana i trasferimenti «soprattutto per Germania, Olanda, Svezia e Norvegia», come spiega uno dei sostituti procuratori di Palermo più impegnati nell’inchiesta, Geri Ferrara, appena rientrato in Sicilia da Bucarest per un’operazione legata al riciclaggio internazionale, deciso a insistere sulla proiezione del fenomeno nel Nord Europa: «Questi Paesi dovranno adesso capire che si conferma come gli arrivi dei migranti, dopo il primo spesso luttuoso impatto sulle nostre coste, riguarda più loro che noi».

Cinquanta trafficanti

Una rete che, oltre i 24 individui raggiunti dal provvedimento restrittivo, comprenderebbe altri 25 trafficanti in via di identificazione, tutti impegnati nel recupero del «cliente» che finisce per pagare tre volte questo esodo biblico. Prima, per raggiungere dal centro dell’Africa la Libia. Poi, per i trafficanti di Tripoli e dintorni, per il soggiorno in casermoni dove si attende la traversata. E, infine, arrivati in Sicilia, ecco venir fuori gli ultimi «agenti» che vendono il trasferimento a Milano o Roma per poi proseguire verso il Nord Europa. Con diverse tariffe. Crescenti, secondo la scelta del transfer: treno, pullman o auto, anche per passare il confine con la Germania.

Nove anni di carcere

Per la prima vola si contesta anche l’aspetto economico, come spiegano i magistrati del Procuratore Franco Lo Voi: «Abbiamo contestato l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina collegando ogni nome e ogni episodio al singolo sbarco…». E Geri Ferrara: «L’aspetto inedito è la ricostruzione dei flussi finanziari attraverso società di ‘transfer money’ che ci ha permesso di contestare la ‘raccolta abusiva del risparmio’, una forma di riciclaggio sanzionata dal testo unico bancario e dalla normativa antiriciclaggio, l’articolo 132 del decreto legislativo 386 del 1993 che prevede fino a 9 anni di carcere».

0 aprile 2015 | 06:31,© RIPRODUZIONE RISERVATA
http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_20/tratta-immigrati-24-arresti-guadagni-fino-80mila-euro-testa-c3913b2c-e6e4-11e4-aaf9-ce581604be76.shtml

REAZIONE:LA CAUSA DEGLI SBARCHI E’ POLITICA E LA SOLUZIONE DEVE ESSRERE POLITICA E DI FONDO

QUESTI SFOLLATI SONO TUTTI DI EX-COLONIE ITALIANI CHE,QUALSIASI SIA IL MOTIVO CHE LI SPINGE,PER AFFINITA SOCIO-CULTURALI E STORICHE CERCANO UN FUTURO MIGLIORE IN ITALIA,E L’ITALIA NON DEVE SOSTRARSENE ALLE SUE RISPONSABILITA.NON FINIRANNO GLI SBARCHI FIN CHE NON SI AGISCA SERIA E RISPONSABILMENTE ASSUMENDOSENE LE PROPIE RISPONSABILITA.

LA SOLUZIONE NON E’ TRITON,LA SOLUZIONE NON SONO PIU SOLDI,LA SOLUZIONE NON DEVE DARLA L’EUROPA LA RISPONSABILITA DELLE NOSTRE FRONTIERE E TUTTA NOSTRA.

BENE LA POLIZIA SICILIANA CHE FA IL SUO DOVERE MENTRE RENZI E IL PAPA IPOCRITAMENTE,COME NEL CASO DEI CRISTIANI COPTI SGOZZATI DALL’IS,CERCANO DI SFRUTTARE LA SITUAZIONE. CON UNA MANOVRA DIVERSIVA PER DISTRARRERE L’OPINIONE PUBBLICA DEI GUAI INTERNI E GRIDANDO ORA ALLA GUERRA AGLI SCAFFISTI IL PRIMO E SCOPRENDO L’ALTRO “LE NUOVE FORME DI SCHIAVITU”:E ORA SE NE ACCORGE?PENSI ALLA PROSTITUZIONE ARGENTINA PIU TOSTO.

ORA ACCERTARE SE QUESTA ORGANIZAZIONE DI SCAFFISTI CON BASE A MILANO E ROMA CHE SI RIFFA A KEDAFFY,ALLEATO CCON I SUOI CLANI TRIBALI AL CLAN BERLUSCONI-BOSSI,NON ABBIA LEGAMI CRIMINALI CON BERLUSCONI,MARONI(PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELL’INTERNO RISPETTIVAMENTE ALL’EPOCA)PER COSI RACATTARE L’EUROPA PER PIU SOLDI ED ALTRI VANTAGGI POLITICI.PIU O MENO COME CONTNUA A FARE ALFANO E QUESTO GOVERNO LARGHE INTESE.PORTARLI A TUTTE DUE ED EVENTUALMENTE GLI ALTRI(COMPRESO FRATTINI)SUL TRIBUNALE DELL’AIA PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA.

-APPENDICE:LA CASA BIANCA POCO DOPO

Casa Bianca: situazione preoccupante

Secondo la Casa Bianca “è chiaro che la situazione in Libia è sempre più insostenibile”, anche “con gravi riflessi umanitari”. A dirlo è il portavoce del governo americano, Josh Earnest, che parla di “preoccupazione” e ribadisce l’impegno che a livello Onu si sta portando avanti alla ricerca di una soluzione diplomatica.

Pm: “Non ci risultano coinvolgimenti della mafia”

“Non ci risulta che ci siano collegamenti con la mafia nel traffico di migranti, ma c’è l’ipotesi di reato sullo sfruttamento degli affari nella gestione dei centri accoglienza”. Lo ha detto il procuratore di Catania Giovanni Salvi, sottolineando che “non ci sono collegamenti tra l’inchiesta sul naufragi e quella della procura di Palermo che ha portato all’esecuzione di provvedimenti restrittivi al Cara di Mineo”.

LEGGI DIRETTAMENTE CUI:

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/strage-dei-migranti-le-salme-a-malta-un-milione-sta-per-partire-dalla-libia-_2106899-201502a.shtml?refresh_cens

-APPENDICE:

-SU LE MONDE,Europe:

Le Monde.fr | 20.04.2015 à 18h19 , Mis à jour le 20.04.2015 à 20h23 | Par Jean-Pierre Stroobants (Luxembourg, envoyé spécial)

La chef de la diplomatie européenne, Federica Mogherini, s'entretient avec les ministres des affaires étrangères et de l’intérieur de l'UE, lundi 20 avril, à Luxembourg.

Un sommet extraordinaire des chefs d’Etat et de gouvernement aura lieu jeudi 23 avril, à Bruxelles, pour étudier une réponse aux drames à répétition qui se sont déroulés ces derniers jours en Méditerranée. Au moment de cette annonce, les ministres des affaires étrangères et de l’intérieur s’étaient réunis en urgence au Luxembourg pour débattre de ces tragédies et des éventuels moyens de les empêcher.

Face à une situation qui empire, avec 35 000 personnes qui ont traversé la Méditerranée depuis le début de l’année et au moins 1 600 victimes – selon le Haut-Commissariat aux réfugiés de l’ONU –, les responsables européens devraient mettre fin à dix ans de tergiversations. C’est un « devoir moral », a déclaré, lundi matin, la chef de la diplomatie européenne, Federica Mogherini. Elle évoquait la nécessité d’une plus grande présence des Européens en mer ainsi qu’un partage des responsabilités pour l’accueil des migrants et des réfugiés.

Lire aussi : En 2015, un migrant meurt toutes les deux heures en moyenne en Méditerranée

« Les événements nous ont dépassés »

Outre les éventuelles « actions ciblées » contre les trafiquants évoquées par les dirigeants italiens, les Vingt-Huit ont débattu lundi de diverses options. Elles devraient se retrouver, à des degrés divers, dans les conclusions du sommet de Bruxelles, qui ne pourra pas se conclure seulement sur l’affirmation d’un nouvel ensemble de bonnes intentions. Un plan en 10 points anticipe également la « stratégie » que devait présenter, à la mi-mai, la Commission de Bruxelles. « Les événements nous ont dépassés », a avoué le commissaire à l’immigration, Dimitris Avramopoulos.

Le renforcement de l’opération « Triton » de surveillance des frontières est à l’ordre du jour, avec un doublement des moyens alloués à l’agence Frontex et une possible extension de sa zone d’intervention.

Lire aussi : Qu’est-ce que l’opération « Triton » ?

La capture et la destruction des bateaux des trafiquants sont également évoquées, ainsi qu’un projet pilote avec la répartition, entre les Vingt-Huit agissant sur une base volontaire, de 5 000 réfugiés. Les responsables s’engageraient également à « renforcer les mécanismes de demandes d’asile » et à accélérer les renvois des personnes dont les demandes d’asile sont rejetées. Le renforcement de la coopération avec une série de pays, dont la Libye et le Niger, est également mentionné.

Une bonne partie de ces idées, avancées antérieurement par la Commission de Bruxelles, avaient reçu jusqu’ici un accueil glacial de la part d’une majorité de pays membres.

 Jean-Pierre Stroobants (Luxembourg, envoyé spécial) Journaliste au Monde

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Immigration
*Des survivants du naufrage en Méditerranée sont arrivés en Sicile, deux arrestations
*En 2015, un migrant meurt toutes les deux heures en moyenne en Méditerranée
*Il manque « un réel programme de sauvetage européen » Vidéo Édition abonnés Contenu exclusif
*La Libye, un ancien eldorado transformé en chaos
*Fermer les frontières « n’arrête pas un migrant prêt à risquer sa vie »
*Mer de civilisation ou cimetière marin ?
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http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/04/20/face-aux-naufrages-en-mediterranee-les-vingt-huit-convoquent-un-sommet-extraordinaire_4619467_3214.html

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REAZIONE:GOVERNO DI UNITA NAZIONALE IN LIBIA?BLOCCO NAVALE?SCIOCHEZZE(1),NEUTRALIZZARE TRIPOLI,LA SALO LIBIO-ITALIANA IN ESSILIO.
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(1)SALVINI,AUTORE DELLA PROPOSTA DEL BLOCCO,INSIEME A BERLUSCONI,MARONI ,BOSSI,ABITANTI TUTTI DELLA REGIONE DELLE FRONTIERE SECCHE DELLA LOMBARDIA,E ANCHE RENZI E COMPAGNIA BELLA, IL SOLO POSTO DOVE POTREBBERO NAVIGARE,OLTRE AL GIRO D’ITALIA IN  CROCIERA DELLA CAMPAGNA DI BERLUSCONI,E’ NELLA VASCA DA BAGNO,EPPURE AFFONDEREBBERO.
PROVE AL CANTO:HANNO AVUTO OCCASIONE DI FARLO AI TEMPI DI BERLUSCONI PREMIER E MARONI ALL’INTERNI E LA SOLA COSA CHE SONO RIUSCITO A FARE E’ STATO DARE IL COMMANDO DELLE NOSTRE MOTOVEDETTE NEL MEDITERRANEO A KADAFY OLTRAGGIANDO LA NOSTRA SOVRANITA(LORO SI CHE SONO LUPI DI MARE MICA I SICILIANI)OLTRE A DARLI SOLDI PER UN COLONIALISMO STORICO FASSULLO IN QUANTO LIBIA ERA NAZIONE ALLINEATA A MUSSOLINI, E FARE GIOCO DI SQUADRA CON LUI PER RICATTARE EUROPA DANDO DOCUMENTI AGLI SBARCATI CON LA CONDIZIONE DI RISPEDIRLI IN FRANCIA E GERMANIA(NON IN AUSTRIA) E COSI FARE SALTARE LO SPAZIO SHENGHEN.E MENTRE KADAFY GRIDAVA AL RICATTO EUROPEO FRATTINI GIURAVA E STRAGIURAVA CHE MAI E POI MAI L’ITALIA SAREBBE ENTRATA IN GUERRA CON LA LIBIA.DA QUALE PARTE STANNO BUFFONI,DEFFICENTI?VADANO A FARE IL BLOCCO NEL LAGHETTO.
SONO CON EGITTO E LA FRANCIA,AFFONDARE TRIPOLI GIA.L’ONU E IL SUO MEDIATORE E’ STATO RESPINTO DAL GOVERNO LEGITTIMO E INTERNAZIONALMENTE RICONOSCIUTO DI MISURATA.RENZI E LA MOGHERINI NON INSISTANO CON L’UNITA NAZIONALE.
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-APPENDICE:CARA,INUMANA E INTRASCENDENTE

-SU LE MONDE,(QUELLI CHE SE NE INTENDONO):

Les décodeurs
L’Australie évite les naufrages de migrants, mais à quel prix ?
Le Monde.fr|21.04.2015 à 17h14,Mis à jour le 21.04.2015 à 18h14|

Un bateau transportant des demandeurs d'asiles sur la côte nord de l'Australie.

L’Europe fait face à une série noire de naufrages d’embarcations de migrants en Méditerranée. De son côté, l’Australie est citée en exemple par certains : Canberra se vante qu’aucun migrant n’a péri en mer en 2014 et en 2015, attribuant ce changement au tour de vis migratoire adopté par le gouvernement conservateur de Tony Abbott.
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Euryanthe)) ن @Rede_Freiheit Suivre

#Méditerranée / #Australie :

Quelle solution est la plus humaine ? #Immigration cc @nicolasbayfn

0:11 – 15 Avr 2015

Peut-on pour autant s’inspirer de l’exemple australien ?

« Zéro mort » en mer depuis 15 mois

« Pas question, vous ne serez pas chez vous en Australie ». Le message imprimé en gros caractères rouges sur les affiches publiées par le gouvernement australien est destiné à décourager les candidats à l’immigration. Réfugié politique ou non, absolument aucun ne sera admis sur le territoire sans un visa.

Affiche du gouvernement australien destinée à décourager l'immigration illégale.

C’est le premier ministre, Tony Abbott, qui a mis en place cette opération appelée « Frontières souveraines » à son arrivée au pouvoir en septembre 2013. Plus aucun boat people, bateau portant à son bord des migrants – la plupart originaire du Sri Lanka, d’Iran, d’Irak, d’Afghanistan ou du Vietnam –, n’est désormais accepté dans les eaux territoriales. Une politique très stricte assurée par l’aide musclée de l’armée, que l’Australie revendique elle-même comme « la plus dure jamais mise en place en matière de protection des frontières ».

A méthode radicale, résultat radical : zéro arrivée maritime illégale enregistrée sur le sol australien ces derniers mois, selon les chiffres publiés par le gouvernement en janvier, février et mars 2015.

Après 18 mois d’application de cette politique, le ministre de l’immigration, Peter Dutton, compare son bilan avec celui des 18 derniers mois du gouvernement travailliste précédent : « Seul un boat people est arrivé en Australie, tous les autres ont échoué » alors que « 534 entrées illégales de bateaux avec à leur bord 35 000 arrivants » avaient été enregistrées précédemment.

Et, surtout, le ministre souligne qu’aucun mort en mer n’est à déplorer depuis 15 mois. A titre de comparaison, en juin 2013, le département de l’immigration australien du précédent gouvernement estimait qu’environ 1 000 personnes avaient trouvé la mort dans les eaux australiennes depuis 2001, soit environ deux morts par mois.

Mais ce qui se passe précisément dans ces eaux est difficilement vérifiable : Tony Abbott compare son combat contre les arrivées illégales à une situation de guerre et les informations concernant l’opération sont classées « secret défense ».

Zéro mort mais pas zéro migrant

Si aucun bateau n’a débarqué, cela ne veut pas dire qu’aucun ne l’a tenté. Toujours selon les statistiques publiées par le gouvernement, 908 bateaux ont été reconduits hors des frontières ces quinze derniers mois. Ces décomptes ne précisent pas combien de personnes étaient à leur bord à chaque fois.

Les migrants arrêtés en mer ont le choix entre retourner dans leur pays d’origine ou être transférés en centre de détention offshore, c’est-à-dire hors du territoire dans des pays partenaires. Là, ils sont retenus indéfiniment le temps que leur dossier de demande d’asile soit étudié. Mais même en cas d’autorisation, ils ne fouleront pas le sol australien. Ils seront au mieux autorisés à s’installer dans ce pays « partenaire ».

L’Australie a passé des accords avec différents territoires.

*L”île de Manus, en Papouasie-Nouvelle-Guinée, abrite un centre qui accueillait près de 1 000 migrants en mars 2015. Créé en 2001 sous un autre gouvernement conservateur, il a été rouvert en 2012 après avoir été fermé par les travaillistes en 2007.  Le premier ministre de Papouasie-Nouvelle-Guinée a expliqué avoir accepté cet arrangement moyennant l’octroi par l’Australie de centaines de millions de dollars destinés à des projets d’infrastructure.

*La petite île de Nauru a également accepté d’accueillir les migrants clandestins australiens en août 2013 en échange d’une contrepartie financière. Elle abrite depuis 2001 un centre de détention, qui a lui aussi rouvert en 2012, où on comptait 718 migrants en mars 2015.

*Après des mois de négociation, le Cambodge a accepté en 2014 que les réfugiés de l’île de Nauru puissent s’installer sur son territoire en échange d’une somme totale de 40 millions de dollars (30 millions d’euros). Les réfugiés volontaires pourraient notamment y profiter d’une allocation pendant douze mois. Cette décision a fait réagir les organisations humanitaires, qui estiment que le Cambodge, un des pays les plus pauvres d’Asie du Sud-Est, n’a pas les capacités nécessaires pour accueillir ce millier de réfugiés.

Le nombre de personnes recensées en centre de détention à Manus et Nauru permet de se faire une idée des vagues de migrants arrivant en Australie : ils étaient 1 627 au total en septembre 2013, 1 707 en mars 2015 avec un pic à 2 453 en mars 2014.

Des droits de l’homme bafoués

L’Australie est signataire de la convention des Nations unies sur le statut de réfugié de 1951. Pourtant, en refoulant les migrants à sa frontière, elle manque à ses obligations et décharge sa responsabilité sur d’autres, estime Amnesty International.

Fin 2013, Amnesty dénonce également les conditions « inhumaines » dans lesquelles sont détenus les migrants. Placés en détention illimitée « sans évaluation au cas par cas », seuls « 55 demandeurs d’asile sur plus d’un millier ont pu entamer des démarches pour demander le statut de réfugiés ». Les conditions de vie y sont « effroyables et humiliantes » : surpopulation, violences verbales et physiques, abus sexuels, services de santé et de communication insuffisants.

La protection des enfants n’est pas non plus assurée. Une fillette de 6 ans est devenue en septembre 2014 le visage de cet enfer des camps. « Ce système (…) vise délibérément à pousser les gens à repartir vers la situation désespérée qu’ils ont fuie », dénonce Claire Mallinson, directrice nationale d’Amnesty International Australie.

Dans un rapport qui doit être soumis au Conseil des droits de l’homme de l’ONU, le rapporteur spécial sur la torture des Nations unies a effectivement estimé que l’Australie violait la Convention contre la torture.

Face à ces attaques, Canberra réagit violemment et met en avant sa volonté de mettre fin au trafic des passeurs. L’opposition travailliste en revanche se fait plus silencieuse : alors qu’elle était encore au pouvoir en 2012, elle s’était elle-même résignée à rouvrir ces camps de détention utilisés entre 2001 et 2007 par le précédent gouvernement conservateur.

Des millions dépensés

L’absence d’information publique sur les ressources exactes déployées pour l’opération « Frontières souveraines » rend difficile l’estimation exacte de son coût financier, mais il s’agit dans tous les cas d’une entreprise coûteuse.

Un think tank australien estimait en juillet 2013, donc avant même que les opérations de protection des frontières s’intensifient, que la part du budget de la défense qui leur était attribuée s’élevait à 262 millions de dollars par an. Le budget des douanes, public lui, permet aussi de se faire une idée : 342 millions ont été alloués à la surveillance des frontières pour 2013-2014.

La campagne de communication assurée par le gouvernement pour décourager les migrants a explosé son budget : en octobre 2014, elle avait déjà coûté 20 millions de dollars en un an, soit le budget initialement prévu pour quatre ans.

Il faut ajouter à cela les accords avec les pays sous-traitants. En plus de l’accord à 40 millions de dollars signé avec le Cambodge, l’Australie s’est engagée en juillet 2013 à prendre en charge les coûts liés à la mise aux normes des centres de Papouasie et au déplacement des migrants.

 Une politique inapplicable à l’Union européenne

Coûteuse, vraisemblablement contraire aux droits de l’homme et finalement impuissante à apporter une réponse sur le long terme au flux de migrants qui se lancent au péril de leur vie dans la traversée des mers, la fermeture totale des frontières aux immigrations illégales est définitivement inapplicable à l’Union européenne.

En outre, aucun pays voisin à l’UE n’est prêt à accepter un accord impliquant de garder sur son territoire des migrants contre une aide financière, à l’image de la Papouasie ou du Cambodge.

Leila Marchand

Journaliste au Monde

CHI SONO LES DECODEURS( “QUELLI CHE SE NE INTENDONO”)?

Les décodeurs, mode d’emploi

Les décodeurs du Monde.fr vérifient déclarations, assertions et rumeurs en tous genres ; ils mettent l’information en forme et la remettent dans son contexte; ils répondent à vos questions.

http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2015/04/21/l-australie-evite-les-naufrages-de-migrants-a-coup-de-millions-et-de-camps-offshore_4620026_4355770.html

REAZIONE:

POLITICA CONTRARIA AI DIRITTI DELL’UOMO SI,MA COSA DIRE DELLA STRAGE MEDITERRANEA?

ORA UN PO’ DI UMORE:”IMMIGRATI,SARETI A CASA VOSTRA MEGLIO CHE IN AUSTRALIA”

VEDIAMO:CHE VE NE PARE  UN ACCORDO CON LA FRANCIA E LA GERMANIA PER L’ACCOGLIENZA CONTRO UN AIUTO FINANZIARIO ANZI CHE PASARE IL CAPELLO ALL’EUROPA?NO?BHE,EVIDENTEMENTE L’ITALIA NON E’ L’AUSTRALIA.

MA NIENTE RIDERE:PUO DARSI CHE NON SIAMO L’AUSTRALIA MA I NOSTRI FURBETTI DI QUARTIERI SI DANNO DA FARE PIU DI QUELLA:LA FRANCIA E LA GERMANIA NON SONO LA PAPUASIA E LA CAMBOGIA CERTAMENTE MA PER NOI SONO MOLTO MENO COSTOSI:NOI I BARCONI CON  EMIGRATI GLIELI RIESPEDIAMO GRATIS.ANCHE PIU AL NORD. E ANCHE IN GRAN BRETAGNA ARRIVANO(CAMERON NON NE VUOLE PIU SAPERE):QUELLO DEL TITOLO.VIENE DA GRIDARE “GOD SAVE THE QUEEN” VERO?

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15 aprile 2015
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15 APRILE 2015:L’UNIONE EUROPEA ATTACA LA NUOVA ERA

Économie

Bruxelles accuse Google d’abus de position dominante

LE MONDE ECONOMIE | 15.04.2015 à 07h54 ,Mis à jour le 15.04.2015 à 16h26 | Par Cécile Ducourtieux (Bruxelles, bureau européen)

Aux Etats-Unis, la Federal and Trade Commission a blanchi Google d’abus de position dominante, en 2013.

Aux  Etats-Units la Federal and Trade commision a blanchi Google d’abus de position dominante en 2013.AP/MARCIO JOSE SANCHEZ

Pour Google, c’est un coup dur. Après près de cinq ans d’enquête sur un éventuel abus de position dominante, la Commission européenne a finalement décidé, mercredi 15 avril, d’envoyer au groupe Internet américain ce que l’on appelle dans le jargon bruxellois une « communication de griefs », c’est-à-dire un acte d’accusation en bonne et due forme. Est tout particulièrement visé le service « Google shopping » et le fait que Google privilégie systématiquement ce service par rapport aux autres services/comparateurs de prix en ligne

« Je crains que l’entreprise n’ait injustement avantagé son propre service de comparaison de prix, en violation des règles de l’Union européenne en matière d’ententes et d’abus de position dominante », a déclaré, mercredi à mi-journée, la commissaire européenne en charge de la concurrence, la Danoise Margrete Vestager.

La Commission craint que les utilisateurs de Google « ne voient pas nécessairement les résultats les plus pertinents en réponse à leurs requêtes ».

La direction de Google a déclaré qu’elle a « hâte de discuter avec la Commission européenne ».

Si cette décision ne préjuge pas d’une sanction ultérieure contre Google, c’est la première fois dans son histoire que le groupe américain est reconnu coupable d’avoir enfreint la loi antitrust. De quoi écorner un peu l’image de ce géant, fondé en 1998, dont la domination, sur la recherche en ligne, le mobile, le traitement des données personnelles de manière générale inquiète de plus en plus, surtout en Europe.

Aux Etats-Unis, la Federal Trade Commission (FTC), responsable des questions de concurrence et de protection du consommateur, avait finalement blanchi Google d’abus de position dominante, en 2013.

Lire aussi : Le Sénat américain va enquêter sur Google

Par ailleurs, Bruxelles a aussi annoncé, mercredi, avoir décidé de lancer une enquête formelle sur d’éventuelles infractions à la loi antitrust concernant Android, le système d’exploitation du groupe américain. Une enquête informelle était en cours depuis des dépôts de plainte, en 2013.

Deux mois pour se défendre

La trentaine de plaignants (dont Microsoft) qui accusent la multinationale de mettre davantage en avant ses services que les leurs dans les résultats de recherche des internautes sur son moteur et réclamaient depuis longtemps la « manière forte » contre Google se réjouit, logiquement, de cette décision.

« Cette notification des griefs représente un pas significatif pour faire stopper les pratiques anticoncurrentielles de Google, qui ont nui à l’innovation et au choix des consommateurs », avaient d’ailleurs réagi, par avance, mardi 14 avril, une des associations de plaignants, FairSearch Europe, dans l’attente de la confirmation de la décision de Bruxelles.

A dater de l’envoi de cette notification, Google dispose de deux mois (pouvant être prolongés d’un mois) pour préparer sa défense. Puis pourrait suivre une audition organisée par la Commission. Cette dernière ne rendra sa décision qu’à l’issue de ces étapes, c’est-à-dire au plus tôt fin 2015.

Un accord négocié n’est pas à exclure

Le géant de l’Internet risque une amende pouvant aller jusqu’à 10 % de son chiffre d’affaires mondial (soit plus de 6 milliards d’euros). Mais ce ne serait pas le pire pour un groupe aussi riche (66 milliards de dollars de chiffre d’affaires en 2014, soit 62 milliards d’euros, pour 14 milliards de dollars de profits).

La Commission pourrait surtout lui imposer des actions « correctives » de nature à transformer son modèle économique. « Peut-être une séparation radicale, dans le résultat des recherches, entre les liens sponsorisés et les autres résultats de recherche », suggère un bon connaisseur bruxellois du dossier.

Bruxelles ira-t-elle jusqu’à recommander un démantèlement du géant américain, comme l’ont demandé les eurodéputés, qui ont voté, symboliquement, en novembre 2014, en faveur d’une scission entre le moteur de recherche et les autres services commerciaux du groupe ? C’est très peu probable, estime une source proche du dossier.

Mais il n’est pas non plus exclu que, malgré l’envoi de la notification de griefs, Google et la Commission parviennent quand même à un accord négocié, dans les mois qui viennent, sans sanction ni imposition d’actions correctives, Google s’engageant à prendre des mesures de son propre chef. Le groupe américain étant très soucieux de préserver sa réputation en Europe, cette voie est tout à fait possible.

Lire aussi : Un nouveau front s’ouvre contre Google en France

David Wood, l’avocat d’Icomp, un syndicat de sociétés Web regroupant des plaignants contre Google (dont la britannique Foundem et Microsoft), reconnaît que cette option est plausible. Mais, estime-t-il, « le fait d’envoyer une notification de griefs à Google donne quand même à la Commission une bien meilleure position de négociation pour parvenir à un accord sur des mesures correctives ».

Rupture dans l’approche européenne

La décision prise par Mme Vestager et les services de la puissante « direction générale à la concurrence » de la Commission européenne marque une rupture complète avec la politique suivie ces quatre dernières années par Bruxelles vis-à-vis de Google.

Depuis l’ouverture formelle de l’enquête, en novembre 2010, à la suite de trois plaintes initiales de petites sociétés (l’allemande Ciao, la britannique Foundem et la française Ejustice.fr), Joaquin Almunia, le prédécesseur de Mme Vestager, n’a jamais voulu en arriver à un acte d’accusation et a cherché, par trois fois, la voie de la conciliation.

Mais il a fini par renoncer à cette stratégie, sous la pression des plaignants, de quelques politiques (notamment le ministre de l’économie allemand Sigmar Gabriel et son homologue français Arnaud Montebourg, montés en première ligne mi-2014) et d’autres commissaires au sein de la précédente Commission Manuel Barroso (dont l’allemand Gunther Oettinger, actuel commissaire chargé du numérique, très remonté alors contre Google).

Tous estimaient que les améliorations proposées par le géant de l’Internet à la Commission ne corrigeraient qu’à la marge, voire, au contraire, aggraveraient la situation dominante de son moteur sur le Web. Aujourd’hui, en Europe, plus de 80 % des recherches en ligne sont toujours effectuées en utilisant Google.

Lire aussi : Opération séduction de Google France

La décision de Bruxelles concernant Google est sans précédent, depuis les jugements européens concernant Microsoft, au début des années 2000, qui a dû au total verser plus de 2 milliards d’euros d’amendes. Cela va donner de l’eau au moulin de ceux qui disent que l’Europe « en veut » à Google et plus généralement au high-tech américain.

L’acte d’accusation de la Commission s’ajoute en effet à une série, ces dernières années, de réactions des Européens contre de nouveaux « modèles économiques » : interdiction d’Uber dans certains pays, instauration de taxes « anti-Google » en Allemagne et en Espagne, enquêtes européennes sur des aides d’Etat illégales qui auraient bénéficié à Apple (en Irlande) ou à Facebook (au Luxembourg)…

 Cécile Ducourtieux (Bruxelles, bureau européen) Correspondante à Bruxelles

http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/04/15/bruxelles-accuse-google-d-abus-de-position-dominante_4615967_3234.html

REAZIONE:COSI COME AI TEMPI DI MONTI COMMISARIO ANTITRUST DELL’UNIONE EUROPEA LA NUOVA ERA NON HA APOGGIATO LE SANZIONI A MICROSOFT PERCHE ERA UN ATTACO ALLA NUOVA ERA PER SCOPI POLITICI,OGGI NON APOGGIA QUESTA AZIONE DELL’UNIONE EUROPEA.ECCEDE LA PUNIZIONE DEL MOTORE DI RICERCA E IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI PRETENDENDO ANCHE PUNIRE GLI ASPETTI CONCETTUALI SCIENTIFICO-TECNICI E LA SUA VISIONE DEL MONDO PER LA QUALE  GOOGLE E’ AVANGUARDIA ,QUANDO SI RIFERISCE A ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE ANCHE “DEL MOBILE:”domination, sur la recherche en ligne, le mobile, le traitement des données personnelles de manière générale”
NO,SUL MOBILE GOOGLE E’ AVANGUARDIA E NON ABUSATORE DI UN BEL NIENTE.
OVVIAMENTE NELL’UE IL NEOLIBERALISMO NON POTEVA NON FARE SENTIRE LA SUA VOCE.
PER QUANTO RIGUARDA ALLE RICERCHE,LA PUBBLICITA E IL TRATAMENTO DEI DATI PERSONALI NON RIGUARDANO DIRETTAMENTE ALLA NUOVA ERA NEI SUOI ASPETTI CONCETTUALI MA ALLA PARTE AMMINISTRATIVA ED ECONOMICA E HO GIA FATTO SAPERE LA MIA OPINIONE RIFIUTANDO LA RISOLUZIONE DELLA FTC USA NEL 2013 COSA CHE IL SENATO AMERICANO STA RIVEDENDO ATTUALMENTE ALLO STESSO MODO CHE IL PARLAMENTO FRANCESE.
ANCHE SULLE TASSE MI SONO ESPRESSO A LUNGO CONSIDERANDO IL SISTEMA IDEATO DAL SIGNOR SMITH CENTRALIZATO NELL’IRLANDA E BRUXELLES UNA DEVIAZIONE DEI PROFITI DELLA NUOVA ERA VERSO IL NEOLIBERALISMO.
CONDANNO ANCHE CON VEEMENZA E NON CONDIVIDO QUESTO APOGGIO DI MICROSOFT ALL’ATTACO DELL’UNIONE EUROPEA VERSO ANDROID:OLTRE A DIFENDERE IL SUO MOTORE  DI RICERCA BING,FINIREBBE PER FAVORIRE GLI USURPATORI DEL GOVERNO GOLPISTA ITALIANO DI RENZI E I SUOI TELEMACI CHE STANNO PORTANDO AVANTI CON L’AUSPIZIO DI MICROSOFT LE INIZIATIVE DEL “DIGITALVENEZIA” E ALTRE DEL GENERE.
.
-E COSI SU LA REPUBBLICA,TITOLARE:
L'antitrust Ue accusa Google   video   "Abuso di posizione dominante"
L’antitrust Ue accusa Google video “Abuso di posizione dominante”
E nel mirino c’è anche Android / Come funziona
L’azienda: siamo fortemente in disaccordo
Reptv Bonanni: “Intesa ancora possibile”
Dalla privacy alle tasse: tutti i fronti aperti in EuropaRischia multe per 6 miliardi di dollari di E. AVESANI e S. COSIMI

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13 aprile 2015
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-13 APRILE 2015:IL FARO ASSIATICO DELLA NUOVA ERA,”IL PONTE VIA UKRANIA EST” E LA CINA DI SHANGAI:L’ALTRO OCCIDENTE

-SU LE MONDE, Blogs:

← Ne nous réjouissons pas trop vite d’un euro faible. C’est le dollar qui est fort
(← Non dobbiamo essere compiacenti con un euro debole. È il dollaro che è forte)
6 avril 2015, par Georges Ugeux

La Chine secoue le monde des banques de développement et met les Etats-Unis en échec.


Shanghai, 31 mars 2015
La clôture de la liste des membres fondateurs de l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) aujourd’hui est une remarquable victoire pour son initiateur : la République Populaire de Chine. A travers le monde, les besoins d’infrastructure ne peuvent être couverts exclusivement par des capitaux nationaux ou des financements privés. L’objet et l’ambition de l’AIIB sont parfaitement légitimes et utiles.
La Chine ne se contentera pas d’un strapontin dans le développement de l’Asie.
Les institutions de Bretton Woods créées à la fin de la seconde guerre mondiale ont attribué aux pays occidentaux (l’Amérique du Nord et l’Europe occidentale) la part du lion et le contrôle sans mélange du Fonds Monétaire International et de la Banque Mondiale ainsi que des banques régionales de développement.
Les tentatives de la Chine et de l’Inde de voir leur importance économique reconnue par une augmentation de leurs quotas ont été accueillies avec la sympathie et un refus poli des grands occidentaux.
La nomination de Christine Lagarde à la tête du Fonds Monétaire International a été une démonstration de cette situation qui se justifie par le fait que ce sont les Occidentaux qui sont les bailleurs de fonds. Les pays émergents n’ont pas été capables de produire un candidat de consensus et la candidature du Gouverneur Agustin Carstens de la Banque centrale du Mexique n’a pas empêché l’Europe de conserver la direction générale qu’elle détient depuis 1946. Qui plus est, personne n’a osé s’opposer à la France, malgré le fait que cette succession était le résultat des errements de Dominique Strauss-Kahn.
La Chine aurait pu présenter un candidat, et ne l’a pas fait. Elle avait déjà conclu qu’il n’y a avait rien à espérer d’institutions dont la représentativité était à tout le moins anachronique. La seule manière pour elle était de tenter d’entrer en force dans le club des banques de développement.
L’Europe avait elle-même créé depuis longtemps sa banque de développement, la Banque Européenne d’Investissement à Luxembourg. Lorsqu’il s’était agi de la Banque Africaine de Développement à Abidjan, les pays occidentaux ont eu la part du lion en raison des besoins de capitaux qui les pays africains ne pouvaient pas rencontrer. La Présidence est africaine. La Banque Interaméricaine de Développement, même si elle est située à Washington, est présidée par le représentant d’un pays latino-américain.
L’Occident ne sera pas le fer de lance du développement de l’Asie.
Il existe une Banque Asiatique de Développement à Manille qui est, contrairement aux apparences, dominée par le Japon qui en assure la présidence.
La Chine, troisième économie mondiale a donc décidé de remettre les pendules à l’heure. Pour ceux qui l’auraient oublié, au Boao Forum de 2013, le Président Xi Liping a fait un discours sans ambiguïté. Nous sommes sortis de cette salle de conférence avec un message clair : la Chine entend assurer son leadership en Asie et a clairement fait savoir qu’elle n’accepterait pas que certains pays perturbent sa paix (il visait la Corée du Nord) et prendrait les moyens nécessaires pour établir ce leadership.
La Chine a mis sur pied en Asie une institution de développement qui sera son outil pour les financements asiatiques.
Les pays occidentaux en ordre dispersé et les Etats-Unis en déroute.
La réaction américaine a été aussi ridicule qu’impérialiste. Comment la Chine osait-elle mettre en question et faire sécession en créant sa propre banque internationale? Cette erreur diplomatique et économique des USA lui coute cher.
Non seulement, les Etats-Unis ont accueilli l’initiative chinoise avec une rhétorique hégémonique qui ignore le changement des économies mondiales, mais ses propres alliés les ont lâchés.
C’est par l’allié le plus proche, la Grande Bretagne que la première salve est venue. Le Royaume Uni n’était pas prêt à se laisser marginaliser par la Chine en Asie : « if you cannot beat them, join them », dit le dicton. Elle a annoncé la première sa candidature comme membre fondateur de l’AIIB. Plusieurs pays occidentaux ont suivi. La France et l’Allemagne se sont jointes du côté européen.
Face à cette réaction en ordre dispersé, 21 pays asiatiques avaient déjà signé un protocole en octobre 2014. Le Japon a préféré garder sa prééminence de la BAD. La « trahison » la plus douloureuse pour les Etats-Unis a été la décision de la Corée du Sud, qui doit son existence et sa défense aux USA : elle ne pas prendre le risque d’être marginalisée par la Chine, notamment face à la Corée du Nord. Le pire est cependant la demande de Taiwan, qui commerce abondamment avec la Chine, et ne doit son existence qu’aux Etats-Unis.
« Tu quoque fili mi » clame César à Brutus qui l’assassine. Les Etats-Unis doivent se sentir trahis mais c’est leur impérialisme qui les a aveuglés. Quant à l’Europe, elle a manqué une occasion historique de se positionner collectivement face à l’Asie comme un partenaire économique collectif. La Chine a réussi, comme elle le fait systématiquement, à traiter avec les pays européens en ordre dispersé.
Vu de Shanghai où je passe la semaine, Xi Liping sourit…Il a réussi à isoler les Etats-Unis même de ses plus proches alliés.

————————

A propos de l’auteur

La finance au-delà des mythes et des mystificateurs : le blog de Georges Ugeux, PDG de Galileo Global Advisors, une banque d’affaires internationale a New York. De 1996 a 2003, il a été Executive Vice President International du New York Stock Exchange. Il donne un séminaire à la Columbia Law School sur les systèmes bancaires et financiers européens. Il est également l’auteur de La trahison de la finance, chez Odile Jacob.
.

http://finance.blog.lemonde.fr/2015/04/06/la-chine-secoue-le-monde-des-banques-de-developpement-et-met-les-etats-unis-en-echec/

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REAZIONE: DISSENTO IN PARTE SULLA VISIONE DI QUESTO ANALISI ,QUESTA CINA NON E’ LA CINA DEL COMUNISMO ORTODOSSO MA UNA NUOVA CINA CONVERTITA ALLA NUOVA ERA DOPO CHE HA ABANDONATO IL TRANSFORMISMO E ADOTTATO LE SUE LIBERALIZAZIONI E RIFORME.
DISSENTO CON L’AUTORE CHE OCCIDENTE SI SIA “SENTITO MARGINALIZATO DI QUESTO SVILUPPO ASIATICO VOLUTO DALLA CINA CON QUESTA BANCA AIIB,E LA PROVA E’ L’ADESIONE DI GB(1),FRANCIA,GERMANIA.E ANCHE IN CHIAVE OCCIDENTALE DOBBIAMO VEDERE L’ADESIONE DI COREA DEL SUD E TAIWAN.E LA MENZIONE ALLA “PAX-CINESE” C’ENTRA PIU TOSTO CON IL DIFFERENDO CON IL GIAPPONE E LE ISOLE CONTESE CHE LA COREA DEL NORD PIU ALINEATA CON LA RUSSIA CHE CON LEI.
ALLORA,ALTRA CINA E ANCHE “ALTRO OCCIDENTE”.
DA TEMPO INDIETRO IN QUESTE PAGINE PARLO DEL FARO OCCIDENTALE DELLA NUOVA ERA PUNTATO VERSO L’ASIA E IL “PONTE EUROASIATICO”,QUINDI MALGRADO QUESTO PONTE “FACCIA CAPO ALLA CINA”,SEMPRE PONTE E’.
DA TEMPO INDIETRO DI PROPOSITO DEL CONFLITTO UKRANIANO E LE TENSIONI FRA OCCIDENTE E LA RUSSIA PARLO DI EMARGINARE IL COLPO DI KIEV,RICONOSCERE LE RPEUBBLICHE DI DONESTK E LUGHANS DEMOCRATICAMENTE FORMATE,E LO FACCIO  CON QUESTO APELLO:”L’OCCIDENTE NON SIA IL FAR WEST”.(2)E BENE DAL MOMENTO DELLA FORMAZIONE DI QUESTA BANCA “SINO-OCCIDENTALE”,LO SVILUPPO DELL’ASIA  CAPEGIATO  DALL’OCCIDENTE DEGLI STATI UNITI DI OBAMA(UN “NON-NUOVA ERA” MA NEOLIBERALE),CIO’E’ IL FAR WEST DEL PACIFICO USA,DOVRA ESSERE “PENSIONATO” E CONDIVISO CON QUESTO “ALTRO OCCIDENTE”.
IL CAMMINO PIU CORTO FRA DUE PUNTI E LA LINEA RETTA:SE OCCIDENTE SENZA OBAMA FA PARTE DI QUESTA BANCA DI SVILUPPO PERCHE PARLARE DI UNA SUA ESCLUSIONE?NO,L’ESCLUSO E’ OBAMA E IL SUO FAR WEST CHE ORA DOVRA CONDIVIDERE L’EGEMONIA ECONOMICA IN ASIA E IL PACIFICO CON “ALTRO OCCIDENTE.O GB,FRANCIA E GERMANIA NON SONO OCCIDENTE?
E SE QUESTA BANCA,NATA NELLA SHANGAI DI QUELLA EXPO DI SUCCESSO,E’ UNA BANCA “SINO-OCCIDENTALE” PERCHE PARLARE DI UNA CINA CHE NON SI CONTENTA DI ESSERE UN “strapontin dans le développement de l’Asie.”MA NO,LO “STRAPONTIN”SI CHE C’E,LUI STESSO LO DELATA.QUESTO “STRAPONTIN”,PRIMA DEI SUCESSI DELL’UKRANIA DOVEVA PASSARE PROPIO DA LI,E LA CINA AVEVA AFITTATO UN VASTO TERRITORIO DOVE COSTRUIRE INFRASTRUTTURE PER LA PRODUZIONE INDUSTRIALE:PERCHE QUESTO “STRAPONTIN” ORA NON POTREBBE PASSARE DA “DONESTK E LUGHANS”?
ALLORA,OCCIDENTE C’E NELL’AIIB,E LO “STRAPONTIN” ANCHE,MAGARI CON UN FLUSSO DI CIRCOLAZIONE INVERSA,PERO TUTTAVIA “STRAPONTIN” E’.CHI NON C’E’ E’ OBAMA,E’ LUI LO SCONFITTO,NON USA.NON A CASO I REPUBBLICANI,GIA IN CAMPAGNA ELETTORALE PARLANO CON UN CERTO COMPIACIMENTO DI QUESTA SCONFITTA DI OBAMA,E NON A CASO LA CINA HA INVITATO ANCHE USA E GIAPPONE(CHE DOPO TUTTO HA DATO UNA “MEZZA ADESIONE” DAL POSTO DELLA SUA PRESIDENZA DELLA BANCA DELLO SVILUPPO ASIATICO,BAD)A FORMARNE PARTE:CHI SA SE DOPO LE PROSSIME ELEZIONI L’AMERICA NON VOGLIA ENTRARE,DOPO TUTTO NESSUNO DEVE DIMENTICARE CHE DOBBIAMO PROPIO A UN REPUBBLICANO USA L’APERTURA DI OCCIDENTE ALLA CINA,QUEL RICHARD NIXON COLPITO DAL WATERGATE DEMOCRATICO.
ANCORA,SE QUALCUNO PENSA CHE QUESTA BANCA SIA QUALCOSA DI NUOVO SBAGLIA:GIA AI TEMPI DI SARKOZY E’ NATO IL G20 PROPONENDOSI UN NUOVO ORDINE ECONOMICO MONDIALE CON L’ABBANDONO DEL NEOLIBERALISMO E L’INGRESSO DELLE ECONOMIE EMERGENTI FRA QUI LA PROPIA CINA.LUI STESSO ACENNA A QUESTO QUANDO CI DICE CHE OBAMA HA REAGITO CON “une rhétorique hégémonique qui ignore le changement des économies mondiales”.CHI SA QUESTA BANCA NON SIA LA LOGICA TERMINAZIONE DI QUEL PROCESSO DOPO CHE LE ISTITUZIONI BANCARIE GLOBALI CAPEGGIATI DALL’USA DEL NEOLIBERALE OBAMA,L’EUROPA E IL GIAPPONE HANNO NEGATO O OSTACOLATO L’INGRESSO IN POSTI DI DECISIONE PIU INFLUENTI DELLE ECONOMIE EMERGENTI.

INSOMMA,LA AIIB E’ LA VITORIA DELLA NUOVA ERA,DELLA SUA VISONE DEL MONDO E LA SUA PREDICA CONTRO IL NEOLIBERALISMO,ED E’ LA SCONFITTA DI QUESTO E ORA OBAMA NEL SUO FAR WEST OLTRE PACIFICO,IN ASIA DOVRA CONDIVIDERE L’EGEMONIA FINANZIARIA CON “L’ALTRO OCCIDENTE”.
HO LA SENZAZIONE CHE QUESTO ANALISI ZOPPICHI DELLA GAMBA SINISTRA E SENTIMENTI ANTI-AMERICANI E POCO C’ENTRI L’ANTI-IMPERIALISMO,IL “TRADIMENTO” E L’ISOLAMENTO USA(UNA NOSTALGICA RETORICA DA GUERRA FREDDA),MA PIU TOSTO LA SCONFITTA DEL NEOLIBERALISMO E LA VITTORIA DELL’EGEMONIA DELLA NUOVA ERA.
E MEGLIO SE IN QUESTO “ALTRO OCCIDENTE ” “NON C’E L’EUROPA DELL’UNIONE EUROPEA ANCORA TROPPO INFLUENZIATA DAL NEOLIBERALISMO COME SI STA VEDENDO NEI FATTI DELL’UKRANIA.NON OSTANTE OBAMA DOVRA PRENDERE NOTA E RISPETTARE L’EUROPA E…LA DEMOCRAZIA.
-
(1)COME ABBIAMO VISTO NELLO SCRITO DEL POST ANTERIORE “LA MALVINA NO ES ARGENTINA”(“IL MIO REGNO E’ DI QUESTO MONDO”),LA GRAN BRETAGNA HA BUONE RAGIONI PER DISSENTIRE CON OBAMA.

(2)L’ESPRESSIONE “FAR WEST”,CREDO NON CI SIA BISOGNO CHIARIRLO,HA IL DOPPIO SENSO FIGURATO E REALE:OBAMA DA QUASI 4 ANNI CONTINUA A GOVERNARE PER DECRETO O METTENDO VETI ALLE INIZIATIVE PARLAMENTARI,MERITANDOSI DUE PROCEDURE PER ABUSO DI POTERE NEL CONGRESSO.
IN QUESTI GIORNI SI HA LANCIATO LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL 2016.IL CANDIDATO PRESIDENZIALE DEL SUO PARTITO SOLO OGGI,E NON PRIMA,HA ANNUNCIATO LA SUA INTENZIONE DI FARE CORSA.
QUALCOSA DI SIMILE SUCCEDEVA CON CAMERON CHE E’ STATO ELETTO SENZA MAGGIORANZA PROLUNGANDOSI TUTTO IL PERIODO MA IN QUESTI GIORNI SONO IN CAMPAGNA PER MAGGIO.
DIVERSA E LA SITUAZIONE DELLA FRANCIA,IL SOLO PAESE OCCIDENTALE DOVE LA VOLONTA POPOLARE VIENE RISPETTATA ASSOLUTAMENTE.LA GERMANIA VOTA,LA MERCKEL HA PERSO PERO SI LA CAVA PER RICEVERE INCARICHI.

PERO,BISOGNA DIRLO,NESSUNA “FORZATURA”  DELLA COSTITUZIONE IN GERMANIA E GB.

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*13 APRILE 2015:ACHILLE E LA TARTARUGA

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Francia, media: “Marine Le Pen stoppa candidatura del padre”

…PARIGI -  È sempre più forte la crisi nel Front National, un dramma tanto politico che familiare. Dopo un ennesimo disaccordo, l’attuale leader Marine Le Pen ha bloccato la…

-TITOLARE 2:

Francia: Jean Marie Le Pen  rinuncia a candidatura  "Lascio, non voglio  danneggiare mia nipote"

Francia: Jean Marie Le Pen rinuncia a candidatura

“Lascio, non voglio danneggiare mia nipote”

REAZIONE:PARRICIDIO POLITICO

*13 APRILE 2015:IRAN,RUSSIA E PUTIN METTONO IN PERICOLO L’ACCORDO NUCLEARE

-TITOLARE THE WASHINGTON TIMES

Top News

Russia shields Iran from airstrikes, puts Obama nuclear deal in political peril

Israeli officials said the decision by Russian President Vladimir Putin to allow the sale was a clear sign that Tehran is already cashing in on a tentative nuclear deal with world powers, a deal that includes an easing of sanctions on the Iranian economy and faces a deadline of the end of June for a final deal. (Associated Press)
By Guy Taylor – The Washington Times 167 Shares

Russia on Monday gave the green light to a long-stalled $800 million deal to deliver an advanced anti-missile rocket system to Iran, bringing sharp criticism from the White House and Israel and new political peril for President Obama’s prospective nuclear deal with Tehran.

Related:
*Russia, China among countries lining up to cash in as Iran sanctions relief looms

TRADUZIONE:Top News
Russia protegge Iran da attacchi aerei, mette accordo nucleare di Obama in pericolo politico
funzionari israeliani hanno detto che la decisione del presidente russo Vladimir Putin di consentire la vendita è stata un chiaro segno che Teheran sta già incassando in su un affare nucleare sperimentale con le potenze mondiali, un accordo che prevede un alleggerimento delle sanzioni sull’economia iraniana e affronta una scadenza di fine giugno per un accordo finale. (Associated Press)
da Guy Taylor – The Washington Times
169 Azioni
Russia il Lunedi ha dato il via libera ad una lunga fase di stallo di un accordo di 800 milioni dollari per fornire un sistema avanzato di razzo anti-missile per . Iran, portando aspre critiche da parte della Casa Bianca e Israele e nuovo mettendo in pericolo politico l’accordo nucleare futuro del presidente Obama con Teheran
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Russia e la Cina tra i paesi allineati per incassare quando cada l sipario sulle sanzioni all’Iran.

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-ANESSO:TITOLARE TWT
Iran sanctions relief has Russia, China, Turkey lining up to cash in
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REAZIONE:RUSSIA,PUTIN E IL TURCO INVITATI DI PIETRA”,”IL TERZO SCOMODO”:CHI LI  HA INVITATO A METTERE IL BECCO?
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*14 APRILE 2015 :OMOSESSUALE,LA FRANCIA INSISTE
TITOLARE LA REPUBBLICA:
Parigi insiste su Stefanini "Aspettiamo risposta della  Santa Sede su ambasciatore Ha le qualità necessarie"

Parigi insiste su Stefanini,”Aspettiamo risposta della
Santa Sede su ambasciatore.
Ha le qualità necessarie”
“Respinto perché omosessuale”
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*14 APRILE 2015:GOSSIP(MA NON TROPPO)
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-TITOLARE THE WASHINGTON TIMES:

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DRIVING MISS HILLARY
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*14 APRILE 2014:GENOCIDIO ARMENIO E LA STORIA,FUMO NEGLI OCCHI
-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
TENSIONE
Erdogan «condanna» il Papa sull’Armenia: non ripeta l’errore

il presidente turco: «Quando politici e religiosi fanno gli storici non dicono verità, ma stupidaggini»Il papa aveva detto: «Primo genocidio del XX secolo»Il genocidio degli armeni: 100 anni di silenzio su una tragedia

REAZIONE:FINALMENTE MI SENTO DIRE QUALCOSA DI INTELLIGENTE SULL’ARGOMENTO:HA RAGIONE ERDOGAN.LO SVENTOLAMENTO DEL GENOCIDIO ARMENIO E’ UNA CORTINA DI FUMO CHE GETTANO I VETERANI DELLA GUERRA FREDDA OGGI DENOMINATI NEO-NAZI PER MINIMIZZRE LE COLPE STORICHE DELLA SOHA.MA LA POSSIBILE INNOCENZA STORICA DI ERDOGAN NON LO SCAGIONA DELLE SUE IMPLICANZE E COLPE ATTUALI.LO STRANNO DEL CASO E’ CHE I SUPERSTITI STORICI DELLA SOHA NULLA DICONO SULL’ARGOMNENTO E OGGI PERFINO C’E’ FRA DI LORO  CHI ACETTA SPLICITAMENTE LE COLPE STORICHE DELLA TURCHIA E L’ISLAM NEL GENECIDIO ARMENIO .INSOMMA,NEONAZI(FRA CUI NON MANCANO PAPANATI CATTOLICI)E SIONISMO D’ACCORDO NEL METTERE LE COLPE STORICHE DELLA SOHA E IL GENOCIDIO ARMENIO SULLO STESSO PIANO MA FUORI ADDICENDO LE COLPE A QUALCUN ALTRO.E QUESTO SUCCEDE QUANDO POLITICI E RELIGIOSI FANNO DELLA STORIA UN PRESENTE.
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-APPENDICE:IL PASSATO CHE TORNA,MANI SPORCHE
-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI
Mafia, Strasburgo su Contrada:«Non andava condannato»
E lui: «La mia vita devastata» foto
Contrada libero dai domiciliari per fine pena, nel 2012 (Fotogramma)
Contrada libero dai domiciliari per fine pena, nel 2012 (Fotogramma)

Contestato il concorso esterno in associazione mafiosa. Stabilito risarcimento di 10 mila euro . L’ex 007: ora l’Italia riconosca la mia condanna da innocente
Il legale di Contrada: «Concorso esterno è un reato che non esiste» Video

REAZIONE:UN ERRORE DEL PASSATO NEL PRESENTE CHE TORNA:COSA SUCCEDE QUANDO “IL CONCORSO ESTERNO” NON E’ MAFIOSO?

LE COLPE SONO DELLE MANI SPORCHE DEI PASADARAM DELLE MANI PULITE.

SI DEVE RISARCIRE COI SOLDI E COL TEMPO.

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*14 APRILE 2015:QUANDO IL TEMPO E’ GENTILUOMO,INNOCENTI MA NON TROPPO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA 1:

MAFIA

Strage Rapido 904, assolto Riina «Non è il mandante» Fotostoria

(Ansa)

(Ansa)

Il pm aveva chiesto l’ergastolo: «Con la sua autorizzazione fornito l’esplosivo a Calò» Guarda 23 dicembre 1984, ore 19.08: la strage IL VIDEO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA 2:

MILANO

Caso Mediaset, il tribunale: «Pena estinta per Berlusconi»

Via l’interdizione dai pubblici uffici, resta l’ineleggibilità. L’ex premier potrà riavere il passaporto. Intanto, torna a Cesano La visita da uomo libero

REAZIONE:ILTEMPO A VOLTE E’ GENTILUOMO,BERLUSCONI E RIINA SONO QUELLO CHE SONO E’ CI RESTANO,MA NON PIU DI QUESTO.E IL TEMPO E’ GENTILUOMO MA ANCHE UMANO:IO RIVEDREI IL 41 BIS,SI ALLA GIUSSTIZIA NON ALL’INQUISIIONE.NON FARE LEGNO DEGLI ALBERI CADUTI.E LA PREGO,NON FARE PIU CONFUSIONI FRA SICILIANO E MAFIOSO,AUTONMIA E MAFIA.E’ GRAVE FARLO.

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*14 APRILE 2015:ONORE,L’ALBERO E IL BOSCO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

Strage in tribunale, aperta la camera ardente     

Slide Show

(Fotogramma)

È stata aperta alle 16 di martedì la camera ardente per commemorare due delle tre vittime della strage a Palazzo di Giustizia: il giudice fallimentare Fernando Ciampi, 71 anni, e l’avvocato Lorenzo Claris Appiani, di 37, uccisi entrambi da Claudio Giardiello. Presenti la madre del legale ucciso, Alberta Brambilla Pisoni, anche lei avvocato, e la sorella Francesca Appiani, giudice, Le visite saranno allesse fino alle 19, per riprendere poi mercoledì, dalle 9 alle 14. Sempre mercoledì, i funerali di Stato in Duomo officiati dal cardinale Angelo Scola. Alla cerimonia parteciperanno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso (Fotogramma)

-REAZIONE:L’ALBERO NON CI IMPEDISCA VEDERE IL BOSCO,QUESTA FUNERALE DI STTO  NON DIMINUISCA LE RESPONSABILITA DI BERLUSCONI,RENZI,MATTARELLA E LE LARGHE INTESE IN GENERE CHE CON I SUOI ATTACHI ALLA GIUSTIZIA,CON LA RICENTE RIFORMA APPROVATA E CON LE DICHIARAZIONI DI MATTARELLA NELL’ASSUMERE LA CARICA HANNO CREATO QUESTO CLIMA DI OSTILITA E LE CONDIZIONI PER FINIRE DI ISOLARLA.SPERIAMO CHE QUESTA NON SI INTIMIDISCA E NON MOLLI SULLE CAUSE DI CORRUZIONE DELLA CUPOLA,ECC,ECC.

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*15 APRILE 2015:IL “PAPA-LIFTING OFFENDE LA DIGNITA DEGLI ITALIANI

 :: martedì 14 aprile 2015

/04/2015
La Santa Sede all’Expo di Milano: «Non di solo pane»

Il padiglione della S. Sede all'Expo 2015

©Ansa) Il padiglione della S. Sede all’Expo 2015

Presentato il padiglione: tre milioni da Vaticano, Cei e diocesi di Milano. Ravasi: sobrietà in linea con papa Francesco. Sarà ospitato Nicolas Hulot

Iacopo Scaramuzzi
Città del Vaticano

All’esposizione universale del 1964 la Santa Sede, presente con un «immenso padiglione», inviò a New York addirittura la Pietà di Michelangelo. «È l’unica volta che l’opera migrò», racconta oggi il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e commissario vaticano per l’Expo 2015 di Milano. «Per motivi di sicurezza, fu scolpita una copia, una perfetta controfigura, e per il suo viaggio si comunicò che era la vera Pietà, mentre la vera, invece, era in un container anonimo per evitare qualsiasi pericolo». Sono passati molti anni da allora. E oggi, nel nome di papa Francesco, la partecipazione vaticana all’Expo, spiega Ravasi, sarà «sobria, per certi versi minimalista».

Il padiglione della Santa Sede è stato presentato oggi in una conferenza stampa in Vaticano. «Non di solo pane» è il tema, biblico ed evangelico, che verrà sviluppato. Un giardino da custodire, un cibo da condividere, un pasto che educa, un pane che rende presente Dio nel mondo sono i «capitoli» nei quali si organizza il percorso espositivo basato su diversi linguaggi artistici, dai più tradizionali a quelli innovativi. E il tema del cibo è occasione di riflessione ed educazione sulla fede, la giustizia, la pace, i rapporti tra i popoli, l’economia, l’ecologia. In un mondo, per dirla con Ravasi, diviso tra chi fa la «fame» e chi fa la «dieta» per eccesso di cibo male utilizzato.

Il padiglione è promosso, realizzato e gestito in collaborazione dal Pontificio Consiglio della Cultura, espressione della Santa Sede, dalla Conferenza episcopale italiana e dalla diocesi di Milano. «Sono tre enti paritari dal punto di vista economico», ha spiegato Ravasi, «ognuno ha dato un milione e i costi saranno all’interno dei 3 milioni» non ci saranno altre erogazioni, salvo il contributo mecenatistico della Cattolica Assicurazioni per l’allestimento delle due opere d’arte che verranno esposte, due ultime cene, una del Tintoretto e una di Rubens trasposta su arazzo. Oltre agli strumenti tecnici e tecnologici la risorsa principale è quella umana: ciascuno – ha sottolineato in conferenza stampa monsignor Luca Bressan, vicario per la Cultura dell’Arcidiocesi di Milano – sarà accolto personalmente e accompagnato lungo il percorso. Il padiglione è un blocco costituito da un unico materiale, quasi come fosse una pietra, alla cui soglia, elemento caratteristico, si trova una enorme vela gialla in tessuto che maschera l’ingresso, colora la luce e contribuisce a rendere la facciata simile alla bandiera Vaticana. Presenti nel padiglione una parete fotografica e un tavolo interattivo. Tra i numerosi eventi previsti, l’11 giugno 2015, il «Cortile dei Gentili», preceduto dal National Day Santa Sede, al quale interverrà anche Nicolas Hulot, rappresentante del presidente francese Francois Hollande per la XXI conferenza Onu sul clima che si svolgerà a Parigi a dicembre prossimo. La Santa Sede, ha spiegato Ravasi in risposta alle domande dei giornalisti, non ha subito particolari ritardi nella preparazione ad Expo né, tantomeno, è stata coinvolta in scandali finanziari, «siamo assolutamente nella linea dell’appello di papa Francesco contro la corruzione che io e i miei collaboratori condividiamo pienamente».

«La nostra – ha detto Ravasi – sarà una presenza di eccezione, non per la grandezza, ma perché anziché proporre una produzione o un prodotto, proporremo un messaggio». Attraverso il padiglione, la Santa Sede vuole concentrare l’attenzione dei visitatori sulla rilevanza simbolica del nutrire e sulle potenzialità di sviluppo antropologico che questa attività racchiude. Inoltre, il padiglione della Santa Sede chiederà un contributo ai visitatori che verrà destinato «per le attività di carità del Papa». Monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei, ha sottolineato che l’impegno della Chiesa italiana è dovuto al fatto che in questi anni «l’azione ecclesiale contro la fame è andata crescendo», con tanto di raddoppio degli interventi anti-crisi nelle diocesi italiane: «Oggi in Italia oltre 4 milioni di persone (di cui il 70% cittadini italiani) sono sotto la soglia della povertà alimentare e il numero degli indigenti alimentari in Italia è in continuo aumento. Queste persone vengono sostenute nei loro bisogni primari da quasi 15mila strutture caritative territoriali che attraverso i pacchi alimentari, le mense o altre forme di intervento più innovative offrono aiuto a chi ne ha bisogno». Alla conferenza stampa sono intervenuti anche monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, Pier Sandro Cocconcelli, direttore del Laboratorio Ucsc ExpoLAB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, oltre all’architetto Michele Reginaldi che ha realizzato il padiglione. La Santa Sede ha aperto per l’evento sia un sito internet, expoholysee.org, che un profilo Twitter @expoholysee.

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/expo-ravasi-40389/

.REAZIONE:BERGOGLIO INSISTE NEL FARSI UN LIFTING PER GIUSTIFICARE LA PRESENZA DI UN PAPA DEL TERZO MONDO NEL VATICANO.QUESTO LIFTING OFFENDE,O MEGLIO PRETENDE OFFENDERE LA DIGNITA DELI ITALIANI:

1-INSISTO CHE IN ITALIA NON HO MAI VISTO UN BARBONE O CLOCHARD COME LI CHIAMA LUI.

2-SE CI SONO O SI TROVANO SONO IMMIGRANTI NEI PRIMI TEMPI DELL’ARRIVO IN ITALIA E DI QUESTE NESSUNO FA LA FAME PERCHE COME BENE SPIEGA MONSEGNOR RAVASI LA CARITA FUNZIONA.IO LA HO VISTO SIA NEI MIEI CONNAZIONALI CHE NELLA CHIESA,IO HO CONDIVISO UNA MENSA FRANCESACANA DI MILANO CON GLI SFOLLATI DI BOSNIA E KOSSOVO.

3-NON CREDO AI NUMERI SOPRA MENZIONATI:

«Oggi in Italia oltre 4 milioni di persone (di cui il 70% cittadini italiani) sono sotto la soglia della povertà alimentare e il numero degli indigenti alimentari in Italia è in continuo aumento.

ALTRI NUMERI NON NE HO PERO A QUESTI NON CI CREDO,VEDIAMO :

PERCHE DIFFERENZIARE “POVERI DI ITALIA” DI “POVERI CON CITTADINANZA TALIANA”?OVVIO,PERCHE FRA QUESTI PRESUNTI 4 MILIONI DI “POVERI ALIMENTARI” CI SONO IMMIGRANTI. QUANTI SONO IMMIGRANTI E QUANTI ITALIANI?NESSUN ITALIANO,TUTTI IMMIGRANTI I 4 MILIONI PERCHE LA POSESSIONE DI UNA CITTADINANZA ITALIANA NON TOGLIE CHE SIANO IMMIGRANTI,ANZI ESSISTE UNA ENORME MASSA DI ITALIANI ALL’ESTERO CHE FANNO LA FAME E UN GIORNO RIESCONO A TORNARE.PERO AVERE UNA CITTADINANZA ITALIANA SIA ALL’ESTERO CHE IN ITALIA NON ASSICURA CHE SIA ITALIANO PERCHE DOVUTO ALLE NUOVE LEGGI DI CITTADINAZA SONO TANTISSIMI GLI STRANIERI CHE RIESCONO AD AVERLA.QUINDI,I NUMERI NON MENTONO PERO QUELLI CHE FANNO I NUMERI DICONO QUESTE BUGGIE PER ACCONTENATARE UN PAPA CHE LEDE LA DIGNITA DEGLI ITALIANI VERI.DI QUELLI ALL’ESTERO E MOLTO DI PIU A QUELLI DI ITALIA.E TUTTO PER GIUSTIFICARE LA PRESENZA DI UN PAPA INADEGUATO DENTRO DELLO STATO ITALIANO.

4-PERCHE IL CONTRIBUTO DEI VISITATORI DEVE ESSERE DESTINATO «per le attività di carità del Papa» E NON DELLA CHIESA?OVVIO PERCHE DI LIFTING SI TRATTA.MI PRIMA AVEVA SUCCESSO CHE LA CARITA DELLA CHIESA VENISSE DESTINATA A UN PAPA CHE AIUTERA AI “CLOCHARD ITALIANI”.ANZI LA CHIESA E’ FITTA DI ORGANIZAZIONI CARITATIVI PER L’AIUTO AI POVERI DEL TERZO MONDO E I NOSTRI GIOVANI SI ALTRUISCONO E SPENDONO LA LORO VITA IN QUESTA CARITA.ANCHE A QUESTA NOSTRA IDEALISTA GIOVENTU OFFENDE QUESTO ROZZO PAPA NON ALL’ALTEZZA DELLA CIVILTA EUROPEA.

5-IL PAPA NON COINVOLTO IN SCANDALI FINANZIRIE?E COME CHIAMEREBBEMO LA NOMINAZIONE DI BATTISTA RICCA ALLO IOR?

EPILOGO:NELL’ANTICO TESTAMENTO APPRENDIAMO LA STORIA DI GIUSEPPE,UN EBREO CON ALTRI 6 FRATELLI CHE PER MITIGARE LA FAME DELLA SUA FAMILA LO HANNO VENDUTO A DEI MERCANTI EGIZIANI.IN EGITTO GIUSEPPE EBBE IL FAVORE DEL FARAONE PER LE SUE DOTI INDOVINATORIE CHE SALVO IL POPOLO EGIZIANO DELLA FAME SPIEGANDO IL SOGNO DELL MUCCHE MAGRE E QUELLE GRASSE CHE SPINSE AI GOVERNANTI A PREVEDERE UN PERIODO DI SCARSA PRODUZIONE DI CIBO E PROCURARASI IN ANTICIPO L’ADEGUATO RISPARMIO.

COSI GIUSEPPE,PER I DONI INDOVINATORIE DEI SOGNI DEL SUO DIO DIVENTO IL GOVERNANTE MASSIMO DELL’EGITTO SECONDO SOLO AL FARAONE.UNA SPECIE DI “PAPA” DI QUELLI TEMPI.ARRIVATO A QUELLA CIMA GIUSEPPE PORTO IN EGITTO LA SUA FAMIGLIA E ALTRI EBREI.C’ERA LA FAME FRA IL POPLO EBREO E IN EGITTO PROSPERARONO NELL’ABONDANZA.GIUSEPPE SALVO IL POPOLO EGIZIANO DELLA FAME PERO EBBE L’UMILTA DI RICONOSCERE CHE LUI ERA UNA SCHIAVO AFFAMATO COME LA SUA FAMIGLIA E IL SUO POPOLO.TUTTI LO AMARONO:EBREI E EGIZIANI.NON E’ IL CASO DI QUESTO PAPA CHE VENUTO DALLA FAME,IL SOTTOSVILUPPO E L’IGNORANZA PRETENDE PRESENTARSI COME IL SALVATORE DI UNA FAME ITALIANA CHE NON C’E. E PENSO AI MIGLIAIA E MIGLIAIA DI ARGENTINI CHE VENGONO DI UN MODO E L’ALTRO VENDUTI COME SCHIAVI POSTMODERNI IN ITALIA.DA QUELLI PORTATE CON INGANNO A FARE LA PROSTITUZIONE AI LAVORATORI MESI IN NERO O A QUELLI CHE VAGEGGIANO DI ALBERGO IN ALBERGO SFRUTANDO IL NOSTRO WEALFARE,NESSUNO DI LORO SARA ORGOGLIOSO DI QUESTO SUPERBIO PAPA COME NON LO SIAMO NOI GLI ITALIANI VERI.

PER QUESTI MOTIVI FACCIO APELLO AGLI ITALIANI E SIMPATIZANTI DELLA NUOVA ERA A NON VISTARE QUESTO PADIGLIONE E NON  LASCIARE NESSUN CONTRIBUTO.

E,TRATTADOSI DI ALIMENTARI INVITO A MANTENERSI ALLERTI CHE I PROFITTI E BENEFICI DI QUESTO PADIGLIONE NELLA EXPO NON FINISCANO NELLE MANI DEGLI OLIGARCHI RIOPLATENSI(AGENTINI E URUGUAIANI)E ISPANOAMERICANI(OGGI ACCOMUNATI CON LE FORZE DI SINSTRA), ALLEVATORI ED ESPORTATORI DI BESTIAME A QUI IN ULTIMA RATIO PROMUOVE E PROPAGANDEA QUESTA AZIONE DI BERGOGLIO.

AL RIGUARDO VORREI CREDERE CHE LA GASTRONOMIA ITALIANA E SPECIALMENTE LA DIETA MEDITERRANEA SARANNO ADEGUATAMENTE DIFESE IN QUESTO PERIODO DELLA DURATA DELLA EXPO.VORREI RICORDARE ORA CHE LA DIETA MEDITERRANEA E’ RICONOSSCIUTA DA TUTTI,DALLA GASTRONOMIA ALLA SCIENZA COME LA MIGLIORE DI TUTTE E PIU ESTESA AL MONDO.

E’ EQUILIBRATA,PRODUCE MENO CONESEGUENZE TOSSICHE PER LA SALUTE E  PRODUCE ESSERE UMANI LONGEVI,OLTRE D ESSERE SQUISITAMENTE GUSTOSA.INVECE QUELLA DELLE CARNE ROSSE E’ LA PEGGIORE AL MONDO.E’ QUELLA CHE PIU INCIDENZA DI COLESTEROLLLO E MALATIE CONNESSI AL SITEMA CRDIOVASCOLARE PRODUCE.OLTRE AD ESSERE NOCIVA ANCHE PER IL SISTEMA DIGESTIVO CON DISPEPSIE DI TUTTI I GENERI,MALATTIE BILIARI E PERFINO IL CANCRO DI STOMACO.PER NON PARLARE DELLE MALATTIE INFETTIVE ENDEMICHE COME IL QUISTE IDATICO.OLTRE AD ESSERE POCO SAPORITA E DURA.

IO SONO MEDICO,HO STUDIATO E LAVORATO DA QUELLE PARTE E POSSO DIRLO CON PROPIETA.

SUCCEDE CHE QUESTA CARNE ROSSA PROLIFERA SOTTO VARIE SCUSE COME LA MANCANZA DI PROTEINE E IL SCIACALLAGIO.LA MANANZA DI PROTEINE ERA UN PROBLEMA DEI SECOLI SCORSI FINO ALLO SVILUPPO DELLA SCIENZA.OGGI IL MONDO DISPONE DI PROTEINE DI BUONA QUALITA IN ABBONDANZA PER NUTRIRE TUTTI E AVANZA.PERO QUESTI ALLEVATORI SONO CONSERVATORI E PRETENDONO CHE IL MONDO DI OGGI SIA COME NEL MEDIOEVO.PER QUANTO RIGUARDA AL SCICALLAGIO SI TRATTA DI CHE QUESTI ALLEVATORI SONO “SIGNORI DELLA GUERRA”(IL SUO MESTIERE) ED E’ IN SITUAZIONE DI CONFLITTI BELICI QUANDO,SICURAMENTE PIU PROSPERANO VENEDENDO I SUOI PRODOTTI AI BELIGERANTI,TIRIE E TROIANI INDISTINTAMENTE,CHE DISTORCIONO IN QUELLI MOMENTI L’INDUSTRIA E ALTRE FORME DI LAVORO VERSO LA PRODUZIONE BELICA.

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 202 »

10 aprile 2015
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10 APRILE 2015: OMOSESSUALITA

-SUL CORRIERE DELLA SERA:LA NOSTRA IPOCRESIA DI OGNI GIORNO

esteri
Media francesi contro il Vaticano: “Negato l’ok all’ambasciatore gay”
Scoppia la bufera sulla nomina di Laurent Stefanini
(SECONDO IL CORRIERE DELLA SERA SI TRATTA DI UNA PROVOCAZIONE DELLA FRANCIA)

-E COSI SU LA REPUBBLICA:

Vaticano, media francesi: “Accredito negato al nuovo ambasciatore perché è omosessuale”

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 201 »

8 aprile 2015
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8 APRILE 2015:PESANTE IPOTECA SULLA GOLPISTA GENERAZIONE TELEMACO

1-TITOLARE LA STAMPA:

-blog
La Corte dei conti europea lancia l’allarme: Garanzia giovani inefficace e costa troppo
walter passerini

-NOTA COMPLETA:
OPINIONI

Blog   Lavori in corso
La Corte dei conti europea lancia l’allarme: la Garanzia giovani costa troppo ed è inefficace
Il monito viene dall’audit realizzato su cinque paesi: Italia, Francia, Irlanda, Lituania e Portogallo
walter passerini
/04/2015

L’allarme lanciato dalla Corte dei conti europea sul possibile flop della Garanzia giovani è pesante. Ogni paese dovrà fare i compiti a casa e “fornire un quadro d’insieme chiaro e completo del costo di tutti gli interventi pianificati per contrastare la disoccupazione giovanile; promuovere un insieme di caratteristiche qualitative che i lavori, i tirocini e gli apprendistati devono possedere per godere del sostegno dell’Ue; porre in essere un sistema di monitoraggio completo del sistema di Garanzia per i giovani, comprendente sia le riforme strutturali sia le misure indirizzate ai singoli individui”. Il monitoraggio è stato eseguito su Francia, Irlanda, Italia, Lituania e Portogallo: speriamo che da noi qualcuno non affermi che “mal comune è mezzo gaudio”.

La Corte dei conti europea individua in particolare tre fattori che rischiano di ostacolare l’attuazione nell’Ue della Garanzia per i giovani, iniziativa dotata di 12,7 miliardi di euro di fondi Ue: l’adeguatezza del finanziamento complessivo, il modo in cui viene definita una “offerta qualitativamente valida” e il modo in cui la Commissione monitora i risultati del sistema e li comunica. “La disoccupazione giovanile è una sfida considerevole che impegna oggi la maggior parte dei paesi dell’Ue. L’Unione europea ha risposto istituendo un importante strumento (nominato “Garanzia per i giovani”), con il quale si intende ricondurre su un percorso virtuoso circa 7,5 milioni di giovani europei né occupati né impegnati in attività di studio o formazione, consentendo loro di fornire un contributo positivo alla società”. Lo ha dichiarato Iliana Ivanova, il membro della Corte responsabile della relazione, che prodegue. “Si tratta di un sistema oneroso da realizzare, ma l’alternativa è continuare a sostenere elevati costi socio-economici in termini di prestazioni di disoccupazione nonché di redditi e gettito fiscale non realizzati; secondo le stime dell’agenzia dell’Ue Eurofound, tali costi ammontano a 153 miliardi di euro l’anno, cioè oltre l‘1% del Pil dell’Ue. Ciò detto, il futuro successo della Garanzia per i giovani non è scontato, dal momento che restano senza risposta interrogativi importanti.

Nell’Ue-28 erano disoccupati quasi 5 milioni di giovani (di età inferiore ai 25 anni), di cui 3,3 milioni vivono nell’area dell’euro. Si tratta di un tasso di disoccupazione giovanile del 22 % nell’Ue, dove più di un giovane presente nel mercato del lavoro su cinque non riesce a trovare lavoro; in Grecia e Spagna l’incidenza percentuale è di uno su due. C’è una differenza di quasi 50 punti percentuali tra lo Stato membro con il tasso più basso (la Germania con il 7,8 % nel giugno 2014) e quello con il tasso più elevato di disoccupazione giovanile (la Spagna con il 53,4 % alla stessa data).

Nel 2013 il Consiglio dei ministri dell’Ue e il Consiglio europeo hanno adottato un sistema di Garanzia per i giovani. Secondo questo sistema, gli Stati membri dovrebbero far sì che, entro quattro mesi dall’uscita dal ciclo d’istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione, i giovani di età inferiore ai 25 anni possano trovare un lavoro “qualitativamente valido” in linea con le loro conoscenze, competenze ed esperienza oppure possano acquisire le conoscenze, le competenze e l’esperienza per trovare in futuro un lavoro attraverso un apprendistato, un tirocinio o il proseguimento degli studi. Il sistema è finanziato dal bilancio dell’Ue e dai bilanci nazionali. Questi finanziamenti pubblici possono essere integrati da finanziamenti privati (quali investimenti di imprese in programmi di apprendistato oppure programmi di formazione finanziati da fondazioni private).

La relazione speciale (n. 3/2015) intitolata “La Garanzia per i giovani nell’Ue: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione” valuta se la Commissione abbia fornito un sostegno adeguato agli Stati membri nell’istituzione del sistema di Garanzia per i giovani ed esamina i rischi che potrebbero avere un impatto sull’attuazione del sistema. L’audit è stato incentrato sulla valutazione, da parte della Commissione, dei piani di attuazione della Garanzia per i giovani elaborati da un campione di cinque Stati membri: Francia, Irlanda, Italia, Lituania e Portogallo.

http://www.lastampa.it/2015/04/07/blogs/lavori-in-corso/la-corte-dei-conti-europea-lancia-lallarme-la-garanzia-giovani-costa-troppo-ed-inefficace-UumsQ3jO8E437MZojOz6lL/pagina.html

REAZONE:QUESTO ALLARME E’ DA VERO PESANTE.IL GOLPE DELLE LARGE INTESE E’ PARTITO ALL’INSEGNA DEI GIOVANI E IL LAVORO PER I GIOVANI,LO RICORDIAMO TUTTI NELLE PAROLE DI NAPOLITANO,DI BERLUSCONI,DI LETTA E ORA RENZI.ALL’INSEGNA DEI GIOVANI IL PATTO DEL NAZARENO E ALL’INSEGNA DEI GIOVANI LA BUFFONATA DELLA GENERAZIONE TELEMACO DI RENZI,SALVINI E COMPAGNIA BELLA.MA IL TEMPO PASSA LE COSE CAMBIANO E ARRIVANO QUESTI NOTIZIE DOVE APPRENDIAMO CHE IN REALTA I GIOVANI NE LAVORANO NE STUDIANO ANCORA,SEMPLICEMENTE SI SONO SOVRASTIMATI E SOLO CONTINUANO DISOCCUPATI SFRUTTANDO DEL NOSTRO WELFARE

DA VERO PESANTE QUESTO,E SECONDO ME E’ UNALTRA SEGNALE CHE PRESAGGIA LA FINE :I PIANI DI LETTA E RENZI HANNO FALLITO.

ANCHE IL GOVERNO BERLUSCONI E’ INIZIATO A CADERE DOPO QUALCHE SCOMUNICA  DELL’UNIONE EUROPEA.

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(E PERCHE NON SE NE VA?NON E’ MIA)

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-APPENDICE:

-SU LE MONDE,Europe:

édition abonné

Un scandale fragilise le gouvernement Renzi

LE MONDE | 18.03.2015 à 11h28,Mis à jour le 18.03.2015 à 11h31 | Par Philippe Ridet (Rome, correspondant)

Le ministre italien des transports, Maurizio Lupi (au centre), lors d'une séance à la chambre basse du Parlement à Rome, le 2 octobre 2013.

Les ministres italien des transports Maurizio Lupi(au centre)lors dìune seance a la chambre basse d parlement a Rome,le 2 octobre 2013.ANDREAS SOLARO/AFP

Après Milan (Exposition universelle 2015), Venise (construction de la digue géante), Rome (affaire Mafia capitale), le Giro d’Italie de la corruption a fait étape lundi 16 mars à Florence. Les limiers du parquet de Toscane ont fait arrêter ce jour-là Ercole Incalza, ex-responsable du département technique du ministère des transports qui, depuis les années 1990, a supervisé les grands travaux sous sept ministres différents, ainsi qu’un de ses amis entrepreneurs, Stefano Perotti, propriétaire d’une villa suffisamment sublime pour avoir servi de décor à une publicité de lingerie avec Julia Roberts…

Pendant deux décennies, Ercole Incalza, mis à la retraite le 1er janvier, a géré environ 25 milliards d’euros d’investissements en privilégiant l’entreprise de son ami et associé, lequel prélevait au passage sa dîme de 3 % du montant des travaux.

Complicités politiques ?

Comment Ercole Incalza a-t-il pu prospérer aussi longtemps sans être inquiété, alors que son nom est apparu dans 14 procédures judiciaires au cours de ces dernières années ? A-t-il bénéficié de complicités politiques ?

Les écoutes téléphoniques…

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REAZIONE:NON SAPIAMO LA FINE DI QUESTO ARTICOLO PERO DA QUELLO CHE SE VEDE L’ELENCO DELLE CORRUZIONI,QUASI TUTTI RICONDUCIBILI ALLA LEGA NORD E BERLUSCONI,RESTA INCOMPLETA:METTA SUL CONTO IL VENETO(GIAN CARLO GALAN IN GALERA),PIEMONTE(L’AFFAIRE COTA),L’EMILIA ROMANIA(SPESE PAZZESCHE),FINMECCANICA,E COSI VIA.

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*8 APRILE 2015:RAZZISTI

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

Salvini: "Campi rom? Li abbatterei"  Vaticano: "Frasi stupide e assurde"

Salvini: “Campi rom? Li abbatterei”

Vaticano: “Frasi stupide e assurde”

Nella giornata internazionale dei rom e sinti

M5s: li finanziò Maroni. Boldrini: inquietante

Vergognosi commenti di appoggio al leghista

Rapporto Nomadi tra odio, pregiudizi e baraccopoli

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Portavoce rom: “Ci avete segregati, ora volete ruspe” Ass. 21 luglio: “No a linguaggio da guerra

-APPENDICE:TITOLARE SU LA STAMPA:
La Chiesa dei poveri di Francesco Ora i vescovi assistono i clochard
andrea tornielli
REAZIONE:DA RIFLETTERE
A ROMA E SAN MARINO CI SONO “CAMPI GESUITICI” DI EMARGINATI(CLOCHARD):”MISIONES  JESUITAS” LI CHIAMANO IN PARAGUAY,”VILLAS MISERIA” IN ARGENTINA, “CANTEGRIL” IN URUGUAY E “FAVELAS” IN BRASILE,PERCHE NON LI ABBATTE?QUELLO DEL TITOLO.
STESSI CAMPI CI SONO IN AMERICA(SOPRATUTTO BAMBINI)E IL CONGRESSO HA DISPOSTO,ANCHE SE OBAMA NON VOLEVA(PERCHE SONO I SUOI VOTANTI ISPANICI),BUTTARLI VIA DA DOVE SONO VENUTI,”MANUS MILITARIS”.
“NON CI SONO CAMPI ROM NEL RESTO DI EUROPA”,DICE SALVINI:NELL’AEROPORTO DI MADRID DOVE SONO STATO IN TRANSITO PROVENENTE DA MILANO VIA SUDAMERICA MIA MADRE E IO ABBIAMO SOFFERTO IL BULLISMO DI UNA BIONDA GRASSA SUDICIA RUMENA IMMIGRANTE NON ANCORA LEGALIZZATA DEFINITIVAMENTE, FUNZIONARIA AEROPORTUALE  CHE CI HA TOLTO LA MANCIA PER PORTARCI I BAGAGLI:PERCHE LA SPAGNA CONTRARIAMENTE A SALVINI INTEGRA QUESTI………?QUELLO DEL TITOLO.
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*9 APRILE  2015:HILLARY CLINTON HA DISANGUATO IL SUO MARITO DOPO CHE HA SAPUTO DEL SUO RAPPORTO NASCOSTO CON MONICA LEWINSKY
-SU THE WASHINGTON TIMES:
Hillary insanguinato Bill Clinton, costringendolo a ottenere punti dopo aver appreso di Monica Lewinsky
Hillary e Bill Clinton (Associated Press)

Con Dave Boyer – The Washington Times – Lunedi, April 6, 2015

Proprio come Hillary Rodham Clinton si prepara a lanciare la sua campagna presidenziale, un nuovo libro dietro le quinte della vita alla Casa Bianca sta fornendo un sguardo nuovo le aspre lotte con il marito-presidente Bill Clinton per la vicenda di Monica Lewinsky, tra cui un scontro sanguinoso in camera da letto al primo della coppia.

“C’era sangue dappertutto il presidente e letto first lady”, scrive l’ex Casa Bianca giornalista Kate Anderson Brower . “Un membro del personale residence ricevuto una chiamata frenetica dalla cameriera che ha trovato il caos. Qualcuno doveva venire rapidamente e ispezionare il danno. Il sangue è stato Bill Clinton s ‘. Il presidente ha dovuto ottenere diversi punti di sutura alla testa. ”

“Il Residence: all’interno del mondo privato di The White House , “uscirà Martedì dalle editore Harper, ma estratti cominciato a fare il giro lunedì. Ms. Brower è un ex giornalista di Bloomberg News.

Storie diffuse dopo la lotta 1998 la Casa Bianca che Mrs. Clinton aveva brained il marito con una lampada in una furia sulle rivelazioni della sua relazione sessuale con la signorina Lewinsky, una Casa Bianca stagista. Ma secondo il libro, Casa Bianca personale ipotizzato che la signora Clinton ha colpito il marito con una delle decine di libri che teneva sul comodino.

Clinton “ha insistito che si sarebbe fatto male in esecuzione nella porta del bagno nel mezzo della notte,” Ms. Brower scrive. “Ma non tutti erano convinti. ‘Siamo abbastanza sicuri che lei lo cronometrato con un libro,’ ha detto un lavoratore. … L’incidente è avvenuto poco dopo relazione del presidente di una Casa Bianca stagista divenne di dominio pubblico … E c’erano almeno venti libri sul comodino … tra cui la Bibbia. ”

Un portavoce di Mrs. Clinton non ha risposto a una richiesta di commento.

In un altro passaggio del libro, Casa Bianca fiorista Ronn Payne ha ricordato la testimonianza di una discussione aspra tra la prima coppia.

“Stava arrivando l’ascensore di servizio … come i Clinton hanno sostenuto violentemente con l’altro. … [H] e udì la first lady soffietto ‘bastardo maledizione!’ al presidente – e poi sentì qualcuno lanciare un oggetto pesante attraverso la stanza, ” Ms. Brower ha scritto. “La voce tra il personale era che lei ha gettato una lampada. I maggiordomi, Payne ha detto, è stato detto di ripulire il pasticcio. In un’intervista con Barbara Walters, la signora Clinton fatta luce della storia … ‘Ho un buon braccio … Se avessi gettato una lampada a qualcuno, penso che avresti saputo.’ … ‘Hai sentito tanto turpiloquio’ nel Clinton Casa Bianca , [Payne] ha detto. … ”

La signora Clinton avrebbe consolarsi su relazione del marito ordinando Casa Bianca pasticcere Roland Mesnier per cuocere le torte moka preferiti.

La signorina Lewinsky ha detto che aveva rapporti sessuali con Mr. Clinton da novembre 1995 al marzo 1997. Ma la vicenda è stata una sorpresa per Casa Bianca personale, che ha visto il presidente da solo con la stagista così spesso che hanno cominciato a spettegolare quando avevano un “Lewinsky avvistamento.”

Clinton è stato punito dalla moglie in altri modi.

“Per tre o quattro mesi, nel 1998,” Ms. Brower scrive, “il presidente dormiva su un divano in uno studio privato collegato alla loro camera da letto al secondo piano. La maggior parte delle donne sul personale residence pensiero ha avuto quello che si meritava “.

E molto prima che la polemica su Mrs. Clinton server di posta elettronica privato s ‘durante il suo mandato come segretario di Stato, il libro dice che i Clinton erano ossessionati con la segretezza. I Clinton avevano la Casa Bianca circuiti del sistema telefonico riavvolto in modo che non avrebbe dovuto chiamare l’altro attraverso un centralino.

“‘Preoccupazione segreto reso i rapporti con il personale’ I Clinton caotica ‘per i loro interi otto anni di mandato, [in pensione Casa Bianca Usher Skip] Allen ha detto, ” Ms. Brower scrive. “Almeno un lavoratore residenza, Fioraio Wendy Elsasser, attribuisce loro ansia alle preoccupazioni dei genitori: ‘Penso proteggere il Chelsea può aver avuto molto a che fare con, in mancanza di un termine migliore, la loro standoffishness con il personale.’”

Nella ricerca il libro, la signora Brower ha intervistato più di 100 lavoratori della Casa Bianca residenza, così come aiutanti presidenziali e membri primi della famiglia.

La signora Clinton dovrebbe annunciare la sua candidatura presidenziale 2016 a fine mese. Lei è l’aggiunta al team di stampa per la campagna anticipata, selezionando Karen Finney per servire come consulente di comunicazione strategica e portavoce senior e Oren Shur come direttore dei media a pagamento, la CNN ha riferito Lunedi.

Ms. Finney servito come vice addetto stampa per la signora Clinton quando era first lady, e lavorò anche Mrs. Clinton campagna s ‘per il Senato nel 2000. E’ stata un host su MSNBC.

I Clinton non sono l’unico esaminato nel libro prima famiglia. Ms. Brower scrive di infedeltà note di John F. Kennedy alla Casa Bianca , tra cui il nuoto nudo in piscina con il personale femminile.

Tre figli adulti del presidente Jimmy Carter erano noti per fumare marijuana dal bong alla Casa Bianca . Il personale ha detto il signor Carter e la sua famiglia piangevano per due settimane subito dopo aver perso la sua offerta per la rielezione nel 1980.

Una Casa Bianca usciere, Nelson Pierce, ricorda testimoniando Nancy Reagan rimproverare il presidente Reagan mentre se ne stava nella loro camera perché era arrabbiato perché stava guardando il 23:00 notizia invece di andare a letto.

Il presidente George HW Bush e la first lady Barbara Bush sono ricordati dagli Casa Bianca dipendenti come prima coppia preferita. Membri dello staff ha detto che i Bush li ha trattati come familiari e li ha incoraggiati a andare a casa presto.

E Casa Bianca dipendenti dire il presidente Obama e la first lady Michelle Obama hanno avuto un rapporto relativamente lontana con il personale.

Usher Worthington Bianco ricorda portando documenti alla loro camera prima notte di Obama in carica, e sentendo lui nuovo presidente dice, “ho ottenuto questo, ho ottenuto questo. Ho avuto l’interno in questo momento. “Allora,” la musica prese, ed era Mary J. Blige. ”

Gli Obama – la first lady indossava pantaloni della tuta e una T-shirt – sono stati a ballare hit Blige, “Real Love”.

“‘Scommetto che non hai visto niente di simile in questa casa, vero?”, Ha detto Obama mentre ballavano.

“‘Posso dire onestamente che non ho mai sentito alcun Mary J. Blige si gioca su questo piano,’ rispose il signor Bianco”, secondo il libro.

http://www.washingtontimes.com/news/2015/apr/6/hillary-bill-clinton-fights-white-house-detailed-n/?

-REAZIONE:MA QUANTO E’ INGRASSATA!!!
-ILLUSTRAZIONE MUSICALE:PAPPO
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*10 APRILE 2015:TERRORIFICO,COLPA DI MATTARELLA,RENZI,BERLUSCONI E LE LARGHE INTESE
-3 TITOLARE LA REPUBLICA:
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-TITOLARE 1:
Tribunale Milano, imputato bancarotta fa strage foto videoracconto
Arrestato dopo fuga: “Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato” foto
Video esclusivo: fuga dal tribunaleuscita / Interattivo: la dinamica
Il killer ha ucciso giudice, avvocato e coimputato / Bruti: “Forse entrato con falso tesserino”
Chi sono l’omicida e le vittimefoto / Giardiello / video / Foto Soccorsi / Polizia in corridoio
di SANDRO DE RICCARDIS, ANDREA MONTANARI e MICHELA SCACCHIOLI con DAVIDE BANFO, ANNALISA CAMORANI, PIERO COLAPRICO e LUCIA TIRONI
REPORTAGE VIDEO di FRANCESCO GILIOLI, GIULIA COSTETTI, ALBERTO MARZOCCHI, TIZIANO SCOLARI, ELENA PERACCHI, interattivo di PAOLA CIPRIANI
Tribunale Milano, imputato bancarotta fa strage   foto     videoracconto    Arrestato dopo fuga: "Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato"   foto      Video esclusivo :  fuga dal tribunale   -   uscita  /   Interattivo:  la dinamica
,7mila condivisioni
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-TITOLARE 2:
Mattarella: "Fare piena luce    video   basta discredito su magistrati" Polemiche sulla sicurezza 
Mattarella: “Fare piena luce  video
basta discredito su magistrati”
Polemiche sulla sicurezza
Renzi: “Falle evidenti nel sistema” video
Alfano: andava a uccidere altra personaVideo Testimone: “Nascosti sotto scrivanie
Rep tv L’inviato: “La gente urlava e scappava”
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7 commenti
-TITOLARE 3:
Esclusivo  I guai finanziari di Giardiello     il  'Conte Tacchia':  fra soci e conti in nero
Giardiello dopo l’arresto
Esclusivo I guai finanziari di Giardiello il  ‘Conte Tacchia’: fra soci e conti in nero,di WALTER GALBIATI
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-TITOLARE 4:
 
Rep tv Gherardo Colombo: “Ciampi ,un altro amico magistrato ucciso

Brutto clima, le toghe sono svalutate”
Così il giudice ucciso parlava dei suoi esordi,di LAURA PERTICI

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REAZIONE:CHI HA GETTATO DISCREDITO SUI MAGISTRATI?A CHI IMPUTARE LE FALLE DEL SISTEMA?HO GIA MARCATO UNA CONSEGUENZA DELL’APROVAZIONE DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZZIA FATTA PER ACCONTENTARE BERLUSCONI E I SUOI ATTACHI ALLA GIUSTZIA QUANDO I POLIZZIOTTI COINVOLTI NELL’ARRESTO DI RIINA E LE TRATTATIVE STATO-MAFIA HANNO CHIESTO L’ASSOLUZIONE,E QUESTO ATTACCO TERRORIFICANTE EVIDENTE E’ UN’ALTRA DELLE CONSEGUENZE DEL CLIMA CHE HA ISTAURATO LE RIFORME DI RENZI E LE LARGHE INTESE.
L’ASSUNZIONE DI MATTARELLA HA COINCISO CON L’APPROVAZIONE DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E LE SUE PRIME DICHIARAZIONI,SE NON LA PRIMA,E’ STATO UN ATTACO PROPIO ALLA GIUSTIZIA CHE EVIDENTEMENTO STA FACENDO PIAZZA PULITA SUI CORROTTI DELLE LERGHE INTESE(EXPO,MOSE,AUTOSTRADE,LA SANITA,FINMECCANICA,ECC),E ORA DOBBIAMO SOPPORTARE CHE LE NOSTRE ORECCHIE SI SENTANO DIRE QUESTE COSE DA MATTARELLA E RENZI:QUESTE PAROLE ALTRO NON SONO CHE AMMETTERE CHE HANNO SBAGLIATO.E’QUALCOSA IN PIU DI IPOCRISIA,HANNO SBAGLIATO.
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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1 aprile 2015
0
1 APRILE 2015:CARLO AMBIENTALISTA?FUMO NEGLI OCCHI
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-SU GOOGLE NEWS:
La stampa britannica contro Carlo d’Inghilterra e il suo scarso rispetto dell’ambiente
di Redazione
In Gossip e Tv
31 marzo 2015
Commenti: 0
In un momento di grande tensione mediatica fra i tabloid e i reali d’Inghilterra, dopo un appello al rispetto dell’ambiente, il principe Carlo ha utilizzato un elicottero per uno spostamento di soli cento chilometri

Non si ferma la guerra tra la stampa britannica e il principe Carlo d’Inghilterra: il rapporto con i media negli ultimi tempi è stato particolarmente teso, e resta tale dopo i servizi pubblicati nella giornata di martedì e che puntano l’indice contro l’uso dei mezzi aerei che i reali, e Carlo in particolare, sono abituati ad avere.

Ad alimentare la polemica, ci hanno pensato le ultime dichiarazioni di Carlo d’Inghilterra, che alla fine della settimana scorsa si è esposto in prima persona per chiedere di limitare l’emissione di agenti inquinanti ed anidride carbonica da parte di aerei, elicotteri ed altri mezzi volanti. Un appello che era stato lanciato in una conferenza internazionale in favore dell’ambiente, e nel corso della quale Carlo aveva sottolineato le problematiche riguardanti proprio i mezzi aerei e il danno procurato all’ecologia.

Una posizione valutata dalla stampa inglese come il tipico predicar bene e razzolare male, visto che i tabloid hanno sottolineato come, a sole ventiquattro ore di distanza dal sentito discorso durante la conferenza dell’ambiente, Carlo abbia pensato bene di utilizzare un elicottero per percorrere una distanza inferiore a cento chilometri. Uno spostamento che avrebbe prodotto circa una tonnellata e mezza di anidride carbonica, uno sproposito rispetto a quanto si sarebbe potuto produrre spostandosi semplicemente in automobile o, meglio ancora, in treno: in tal caso, si sarebbe risparmiata energia sufficiente per riscaldare un intero condominio per otto settimane.

E’ stato in particolare il conosciuto tabloid ‘The Sun’ a scagliarsi contro Carlo d’Inghilterra, sottolineando sia il frivolo motivo che avrebbe comportato lo spostamento in elicottero (una riunione di corse di cavalli ad Ascot), sia il fatto che la giustificazione arrivata dalla Casa Reale abbia parlato di ‘viaggio regolarmente autorizzato’. Peccato che secondo il ‘The Sun’ non era l’autorizzazione al viaggio ad essere in discussione, ma l’impatto sull’ambiente in termini di inquinamento, soprattutto dopo l’appello pro-ecologia lanciato ventiquattro ore prima dallo stesso Carlo.

Britain Royal Baby

http://www.befan.it/la-stampa-britannica-contro-carlo-dinghilterra-e-il-suo-scarso-rispetto-dellambiente/
REAZIONE:E A VOI  VI PARE CHE CARLO SIA AMBIENTALISTA?A ME LUI NON MI PARE,QUELLO DEL TITOLO
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APRILE 2015:MAGNACCI

-SU LA STAMPA:

Sigilli al residence del segretario leghista L’accusa: si prostituiscono ragazze romene

L’esponente del Carroccio indagato dalla Procura: “Non ne so nulla, è tutto in regola”

settimo tornese

Il nome è già tutto un programma «Residence dell’amore». Il proprietario è il segretario cittadino della Lega Nord. Il residence è stato chiuso perchè qui si sarebbero prostituite alcune ragazze romene. È bufera a Settimo Torinese, dove un’operazione congiunta di carabinieri e polizia ha portato alla chiusura della struttura ricettiva per una serie di irregolarità amministrative. «Non ne so nulla», commenta il proprietario, l’esponente del Carroccio Gianluigi Cernusco, 66 anni, che è stato denunciato alla Procura. «Per altro – aggiunge – io sarei pure favorevole all’apertura delle case chiuse».

Ospita anche la sede della Lega

I controlli che hanno portato alla chiusura del «Residence dell’amore», al numero 57 di via Torino, sono scattati su disposizione della procura di Ivrea, che ha coordinato l’inchiesta e ha disposto la sospensione dell’attività commerciale. «Cado dal pero – è la reazione del proprietario, che nel residence aveva pure la sede del partito -. Ricordo soltanto che a febbraio la polizia ha controllato tutte le stanze. Poi sono andati via senza dirmi nulla. So solo che abbiamo dovuto adeguare la struttura alla normativa sulla prevenzione antincendio, ma non mi risulta affatto che nel residence ci fossero delle prostitute».

http://www.lastampa.it/2015/04/03/cronaca/sigilli-al-residence-del-segretario-leghista-laccusa-si-prostituiscono-ragazze-romene-n1rKl44LRgy5jqMt9HVWaJ/pagina.html

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-E COSI SUL CORRIERE DELLA SERA:
Settimo Torinese
Leghista anti-immigrati denunciato per favoreggiamento prostituzione: lucciole straniere nel suo albergo
Stanze a tempo nell’hotel di Gianluigi Cernusco, 66 anni, leader del Carroccio nel comune piemontese che si era candidato con lo slogan: «Prima gli italiani»

di Elisa Sola

Gianlugi Cernusco, 66 anni
Gianlugi Cernusco, 66 anni
shadow

La «lotta ai clandestini» è stato per anni il cavallo di battaglia della sua politica e propaganda elettorale. Nel 2014 ha scatenato una polemica nel centrodestra durante la campagna per le comunali a Settimo Torinese, presentandosi con una lista chiamata «Prima gli italiani, No privilegi a zingari e immigrati». Ma alla fine, è stato proprio per via dei suoi presunti legami con belle e giovani ragazze «straniere», che Gianluigi Cernusco, 66 anni, storico leader locale della Lega Nord di Settimo (è stato anche segretario della sezione cittadina), è finito nei guai. Dopo mesi di osservazioni e indagini i carabinieri di Settimo lo hanno denunciato per favoreggiamento della prostituzione. E la struttura di cui è proprietario, il residence Sogere di via Torino 57, uno stabile anni Sessanta di quattro piani, è stata chiusa.

Prostitute e clienti a qualsiasi ora del giorno e della notte

Cernusco è il titolare dell’albergo, che, almeno dallo scorso autunno, era frequentato da prostitute e clienti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Gli incontri avvenivano nelle stanze pagate a seconda del tempo di utilizzo. In media le camere venivano affittate per un’ora, al massimo per due. Ma sul registro delle presenze non veniva segnalato alcun movimento relativo alla «attività ad ore». Nessun nome doveva comparire. Quando i carabinieri hanno effettuato il blitz nel residence, hanno trovato al lavoro una prostituta rumena di 24 anni. Anche lei fermata. Era arrivata al residence guidando una Smart e aveva fornito ai militari una patente falsa. L’auto è stata sottoposta a fermo amministrativo. A dare il via all’indagine, trasmessa alla procura di Ivrea, sono stati alcuni residenti del paese, che da mesi avevano notato un via vai sospetto nell’albergo del leghista. Fondamentali sono state le testimonianze delle stesse prostitute, quasi tutte rumene o di paesi dell’Est europeo, che hanno confermato come il So.ge.re fosse diventato la loro casa chiusa.

Il candidato-sindaco di centrodestra prese le distanze

La polizia (che ha fatto i controlli amministrativi) inoltre, dopo una serie di controlli, ha verificato come il residence non fosse a norma, dal punto di vista della sicurezza e della normativa antincendio. Con un’ordinanza la struttura è stata chiusa. Cernusco, incensurato, che sulla pagina Facebook posta foto e manifesti di Salvini – questo lo slogan: «in casa nostra decidiamo noi: la clandestinità è un reato» – Cernusco ha guidato la Lega di Settimo per molti anni. Nel 2014 aveva messo fortemente in imbarazzo la coalizione di centro destra che sosteneva il candidato sindaco Pino Palena perché si era presentato con una lista chiamata: «No agli zingari, no agli immigrati». Tanto che lo stesso Palena si era dissociato da alcune dichiarazioni di Cernusco, considerate razziste. Inoltre, le frequentazioni del leghista con esponenti di Forza nuova e l’estrema destra, avevano contribuito a «isolare» il politico dal centro-destra.

«Clandestino è reato», «Clandestino e delinquenti fuori»

La lista contro gli immigrati di Cernusco non ha avuto successo alle scorse amministrative e il leghista non è stato eletto. Ha continuato comunque la sua attività politica. In molte immagini è immortalato in piazza a Settimo davanti alle bandiere della Lega su cui campeggiano le scritte: «Clandestino è reato», «Clandestino e delinquenti fuori». Non basta. Il 24 marzo 2014 Cernusco, ignaro di quel che sarebbe accaduto, su Facebook scriveva: «Gli italiani in mezzo alla strada, i clandestini in albergo .Che schifo!!» riferendosi al fatto che alcuni degli immigrati sbarcati a Lampedusa e arrivati in Piemonte venivano ospitati in varie strutture torinesi tra cui un albergo di Settimo, in periferia, piuttosto fatiscente.3 aprile 2015 | 18:31,© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_03/leghista-anti-immigrati-denunciato-favoreggiamento-prostituzione-5caa0088-da19-11e4-9d46-768ce82f7c45.shtml
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REAZIONE:CLANDESTINO NON E’ PIU REATO.
CLANDESTINO NON E’ PIU DELINQUENTE.
LUI DELINQUENTE,PIU DEGLI “OSPITI” DELL’ALBERGO.
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*4 APRILE 2015:EXPO,INNEFFICENZA E CORRUZIONE TUTTA MILANESE-LOMBARDA
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-SU LA STAMPA:

Expo, il rischio di mostrare il peggio

01/04/2015
michele brambilla

Tra un mese esatto comincia l’Expo e a Milano ci si sta dando da fare affinché tutto sia pronto. O meglio, affinché tutto sembri pronto. Dire che siamo indietro, infatti, sarebbe poco. Il 74 per cento dei padiglioni è ancora in costruzione, altri sono in fase di collaudo o verifica amministrativa, solo il 9 per cento è ultimato.

Così, il 26 marzo scorso è stato chiuso l’appalto per il «camouflage», modo elegante per dire camuffamento. In pratica saranno costruiti dei pannelli mobili – che sempre in modo elegante vengono chiamati «exthernal exhibition elements» – i quali serviranno a non far vedere, ai visitatori, le opere ancora incompiute, i cantieri aperti, insomma il brutto del provvisorio. L’inaugurazione del primo maggio a qualcuno ricorderà probabilmente quella della casa «a comparti mobili» del decaduto conte Mascetti in «Amici miei», con il Necchi-Duilio Del Prete che dice «pare che non c’è nulla invece c’è tutto», e il Mascetti-Ugo Tognazzi che risponde amaro «pare che c’è tutto invece non c’è nulla».

Come si sia arrivati in dirittura d’arrivo in queste condizioni, è presto detto, anche se resta un mezzo mistero, vista la fama di efficienza che ha, o meglio che aveva, Milano. Il tempo per far meglio, sinceramente, non mancava. Dell’Expo s’era cominciato a parlare addirittura nel 2006. Un paio di anni più tardi il Comune di Milano se l’era aggiudicato formalmente, grazie all’impegno della giunta Moratti. Poi, qualcosa è successo e, come sempre in questi casi, un po’ di colpa è anche della sfortuna. Infatti a un certo punto è arrivata, imprevista, la grande crisi economica, e il governo – ministro Tremonti – ha cominciato a tagliare a Milano un certo numero di finanziamenti. Poi, ancora più imprevisto, è arrivato il terremoto de L’Aquila, e i fondi per la costruzione della quarta linea della metropolitana milanese sono stati dirottati in Abruzzo.

Ma la sfortuna, come sempre, non basta a spiegare. L’amara verità è che Milano ha commesso molti errori. A cominciare dal fatto che non ha saputo fare squadra. Ci sono stati litigi infiniti, e del gruppo dirigente iniziale è rimasta solo Diana Bracco, la presidente: gli altri sono cambiati tutti. Poi ci sono stati problemi per l’acquisizione delle aree. Poi ci sono stati gli episodi di corruzione, e le inchieste. E qua verrebbe da dire: è vero che la corruzione è un virus onnipresente, ma è anche vero che quando si è in ritardo, e si forzano le procedure per gli appalti per fare in fretta, il virus prende forza.

È mancata anche, come si usa dire, «una visione d’insieme». Beppe Grillo è Beppe Grillo, e quindi esagererà anche quando dice che ci si è limitati a far palazzi «nel luogo più brutto del mondo», fra Pero e Rho, cioè fra l’autostrada e le raffinerie. Però è innegabile che un Expo si fa per mostrare al mondo un Paese intero, non un quartiere. La cultura del cibo, in Italia, è ovunque, i visitatori avrebbero dovuto avere la possibilità di raggiungere facilmente ogni regione, invece saremo ancora qui, tanto per fare un esempio, con la vergogna della Milano-Torino a due corsie, per giunta piene di curve e di camion e delimitate da paratie mobili che quando fai un sorpasso raccomandi l’anima a Dio.

Questo giornale non è, e non è mai stato, «contro» l’Expo. Anzi. Abbiamo sempre pensato che sarebbe stata una grande opportunità per metterci in mostra e per ripartire. Ma per come siamo arrivati impreparati all’appuntamento, il timore è che in mostra metteremo, oltre gli «exthernal exhibition elements», il peggio dell’approssimazione italiana.

http://www.lastampa.it/2015/04/01/cultura/opinioni/editoriali/expo-il-rischio-di-mostrare-il-peggio-gWsyK43dQXNzE89GECbI6H/pagina.html

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REAZIONE:ANCORA NON PIOVE PER C’E’ CHI APRE L’OMBRELLO.DESACRALIZIAMO:

-VIENE MINIMIZZATO IL RUOLO DELLA CORRUZIONE E/O AGGIUDICATA AD ALTRI MOTIVI:LA CORRUZIONE E’ STRUTTURALE E NON A CAUSA DELLA FRETTA .

LA CORRUZIONE ANCHE SE  E’ PRINCIPALMENTE LOMBARDO-VENETA C’E’ ANCHE UNA CUPOLA CHE FA CAPO A TUTTO IL GOVERNO DELLE LARGHE INTESE SENZA RISPAMIARE PARTITI.

LA CORRUZIONE ECCEDE LA SOLA EXPO(OLTRE A INFRASTRUTTUR LOMBARDE,MOSE,SANITA,AUTOSTRADE,FINMECCANIC,ECC,ECC).

LA CORRUZIONE SARA LA CAUSA PRINCIPALE DEL FALLIMENTO INSIEME  AL’INEFFICENZA DI CLAN MILANESI CHE L’HANNO ORGANIZZATO E NON LA CATTIVA FORTUNA DELLA CRISI(E CHI L’HA FATTO?)O IL DIROTTAMENTO DI SOLDI FUORI REGIONE A CAUSA DI MALI NATURALI.

UN MODO DI DIRE:A L’AQUILA GLI AIUTI,L’ELEMOSINA ESTERA(SI ASPETTAVA PRINCIPALMENTE QUELLA FRANCESE E AMERICANA)NON C’E’ STATA E QUINDI ABBIAMO DOVUTO DIROTTARE SOLDI MILANESI DELLA EXPO.IN REALTA NON VA DIMENTICATO CHE C’ERA LA CORRUZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE,LO SPRECO E IMPROVISAZIONE  DELLA “COMMEDIA DELLA MADALENA” CON IL G8 SPOSTATO ALL’AQUILA  ALL’ULTIMO MOMENTO E IL RIDICOLO SONTRO CON L’EFFICENZA DEGLI AIUTI NEL TERREMOTO DI HAITI.IN VERITA TUTTO POCO DIGNITOSO PER L’IMMAGINE DELL’ITALIA.

-ORA ALL’ULTIMO MOMENTO PREVEDENDO GIA IL FALLIMENTO SI PRETENDE TOGLIERE RESPONSABILITA ALL’ORGANIZAZZIONE MILANESE E LOMBARDE DELLE LARGHE INTESE DECENTRALIZZANDO L’EXPO A TUTTA L’ITALIA:NO,ANCHE SE IL GOVERNO CENTRALE SI HA PRESO LA RESPONSABILITA IN PRIMA PERSONA,NON E’ MAI STATA PRESENTATA COME UNA EXPO-PAESE MA UNA EXPO MILANESE-LOMBARDA,COMUNE E REGIONE.NON CERCARE ORA DI DISTRIBUIRE LE COLPE DEL FALLIMENTO:SE ANDAVA BENE I MERITI ERANO DI MILANO E LA LOMBARDIA,SE VA MALE LA COLPA E’ DI TUTTA L’ITALIA?

-LA CORRUZIONE E’ SOLO L’IMPLOSIONE DEL SISTEMA ORGANIZZATIVO,LA NUOVA ERA ANCORA NON HA ENTRATO IN CAMPO.DA QUESTE PAGINE HO FATTO APELLO AL BOICOTAGGIO PERO DEGLI OPERATORI NUOVA ERA FRA I QUALI QUELLE DELLA TELECOMUNICAZIONI,E QUESTI SI VEDRANNO DOPO L’INIZIO E ALL’ORA DI TIRARE LE SOMME.

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*5 APRILE 2015:PATTO CHE NON  E’ NUOVA ERA

-SU LE MONDE:

Politique
Le FN embarrassé par une nouvelle affaire russe

Le Monde | 03.04.2015 à 11h22 ,Mis à jour le 03.04.2015 à 14h19

image: http://s2.lemde.fr/image/2015/04/03/534×0/4609165_3_a473_une-delegation-du-front-national-dont-marine_0b3e4471c725f5da6dced92e88fafa0eUne délégation du Front national, dont Marine Le Pen et Louis Aliot, à Moscou, le 19 juin 2013.

Le Front national a-t-il été financièrement remercié par le Kremlin pour ses positions pro-russes au moment du référendum de Crimée en mars 2014 ? La divulgation de milliers de SMS émanant d’un cadre de l’administration présidentielle de Vladimir Poutine, révélée par Mediapart jeudi 2 avril, jette un trouble sur les relations entre le parti d’extrême droite et le pouvoir russe.

Piratées par des hackers se réclamant d’« Anonymous International » sur un site russe –bloqué dans le pays par les autorités – 1 187 pages de messages privés ont été rendues publiques mardi 31 mars. La cible : Timour Prokopenko, alors adjoint du chef du département de politique intérieure au sein de l’administration présidentielle de Vladimir Poutine, dont plusieurs dizaines de milliers de textos, de 2011 à 2014, ont été publiés.

Noyés dans ce déballage de messages rarissime en Russie, plusieurs concernent la présidente du Front national, Marine Le Pen, via un « contact français » que les pirates identifient comme étant Konstantin Rykov – nommé ici par le diminutif de son prénom en russe, « Kostia ». Ce dernier, élu en 2007 député de la Douma (la chambre basse du Parlement) sous l’étiquette du parti au pouvoir Russie Unie, est un fervent partisan du chef de l’Etat dont il a soutenu les campagnes électorales par le biais de plusieurs sites Internet. Selon l’opposant Alexeï Navalny qui avait publié des documents en français à son sujet sur son site de lutte contre la corruption, Konstantin Rykov posséderait une villa à Mougins, dans les Alpes-Maritimes, achetée 2 millions d’euros,…

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image: http://s1.lemde.fr/image/2015/04/03/92×61/4609165_7_6479_une-delegation-du-front-national-dont-marine_c68e1bbea30f29cdbdb3e5517814e257.jpgUne délégation du Front national, dont Marine Le Pen et Louis Aliot, à Moscou, le 19 juin 2013.

Le FN embarrassé par une nouvelle affaire russe

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http://www.lemonde.fr/politique/article/2015/04/03/le-fn-embarrasse-par-une-nouvelle-affaire-russe_4609167_823448.html

REAZIONE:ANCHE LA LEGA,AFFINE AL FN DI LE PEN, HA PATTUITO CON PUTIN E SALVINI IN UN COMIZIO A GENOVA HA AMESSO ESSERSI RECATO IN RUSSIA E RICEVERE FINANZIAMENTI.NATURALMENTE QUESTO NON E’ NUOVA ERA,NE MENO IN CRIMEA.

BERLUSCONI PURE SI E’ ESPRESSO A FAVORE DI PUTIN E “CONTRO OCCIDENTE” NEL DIFFERENDO DELL’UKRANIA.NON HA DETTO SE ERA A FAVORE O CONTRO KIEV.NATURALMENTE NESSUNO DI QUESTI ATTORI SONO A FAVORE DELLE ZONE LIBERATE DELL’EST UKRANIANO.
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*5 APRILE 2015:IO VITTIMA DI PRESSIONI PER PARTE DELLA PPUBBLICITA DI GOOGLE,PORTATO A PROCESSO IN FRANCIA E USA
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INRODUZIONE:VEDI DI SEGUITO DUE NOTE STAMPA SU LE MONDE E DOPO IL MIO COMMENTO:
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1-SU LE MONDE,Pixels
Un nouveau front s’ouvre contre Google en France

LE MONDE ECONOMIE | 04.04.2015 à 10h26, Mis à jour le 04.04.2015 à 10h28 | Par Anne Eveno

De l'autre côté de l'Atlantique, un sénateur américain a annoncé vouloir entendre l’agence fédérale américaine chargée de faire respecter le droit de la consommation  sur l’abandon d’une enquête pour anticoncurrence qui visait Google en 2012.

Les feux se concentrent sur Google. Cette fois, l’offensive part du Palais du Luxembourg. Plusieurs sénateurs ont déposé, jeudi 2 avril, un amendement au projet de loi Macron pour la croissance, l’activité et l’égalité des chances économiques, dont l’examen aura lieu la semaine prochaine. Les auteurs, tous élus de l’opposition – Catherine Morin-Desailly (UDI-UC, Seine-Maritime), Bruno Retailleau (UMP, Vendée), Jean Bizet (UMP, Manche), Jean-Claude Lenoir (UMP, Orne) et Chantal Jouanno (UDI-UC, Paris) –, estiment urgent de se donner les moyens d’encadrer les pratiques des moteurs de recherche : « Cet objectif passe par la mise en place d’une régulation ex ante [au préalable] », expliquent-ils dans l’exposé des motifs de l’amendement.

S’ils ne nomment pas Google explicitement dans le texte, c’est bien le géant américain qui est dans le collimateur des parlementaires. « Nous avons la conviction que Google favorise ses propres services et nous estimons qu’il faut réguler cette situation, sinon les autres entreprises ne peuvent se développer », explique au Monde Catherine Morin-Desailly.

L’initiative sénatoriale – qualifiée de « première mondiale » par ses promoteurs – intervient dans un moment particulier pour Google, qui détient sur le marché de la recherche sur Internet une part ultra-dominante, 77 % aux Etats-Unis et plus de 90 % en Europe. De l’autre côté de l’Atlantique, un sénateur américain a annoncé vouloir entendre l’agence fédérale américaine chargée de faire respecter le droit de la consommation…

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image: http://s1.lemde.fr/image/2015/04/04/92×61/4609718_7_c72b_de-l-autre-cote-de-l-atlantique-un-senateur_c1bba49bc0ac76608bafd725d18d2e7b.jpgDe l'autre côté de l'Atlantique, un sénateur américain a annoncé vouloir entendre l’agence fédérale américaine chargée de faire respecter le droit de la consommation  sur l’abandon d’une enquête pour anticoncurrence qui visait Google en 2012.

Un nouveau front s’ouvre contre Google en France

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-NOTA 2:
Économie
Le Sénat américain va enquêter sur Google

Le Monde.fr | 31.03.2015 à 08h21,Mis à jour le 31.03.2015 à 10h10 | Par Corine Lesnes (San Francisco, correspondante)

La commission sénatoriale veut en savoir plus sur les contacts entre Google et l’administration Obama pour établir si celle-ci a aidé la firme à éviter les sanctions en faisant pression sur la FTC, l’agence fédérale chargée de la défense des consommateurs.

Le Sénat américain va se pencher sur les pratiques de Google, et sur les conditions dans lesquelles le moteur de recherche a été blanchi, en 2013, des accusations d’abus de position dominante par la FTC, l’agence fédérale chargée de la défense des consommateurs.

Le 20 mars, le Wall Street Journal avait révélé que les commissaires de la FTC avaient décidé de classer le dossier, alors que les experts de sa division de la concurrence avaient recommandé d’engager des poursuites. Le quotidien avait eu accès à un rapport préliminaire, qui n’aurait pas dû être rendu public mais qu’il avait obtenu dans le cadre d’une requête invoquant la loi sur la liberté de l’information.

Lire aussi : Révélations sur les drôles de pratiques de Google

Ce rapport, daté de 2012, concluait que le géant de Mountain View favorisait ses propres services dans ses référencements, qu’il copiait les données de ses concurrents, comme Yelp ou Tripadvisor, et exerçait des pressions sur les annonceurs pour qu’ils choisissent sa propre régie publicitaire, AdWords.

Le sénateur républicain de l’Utah, Mike Lee, qui préside le comité anti-trust de la commission des lois du Sénat, a indiqué, lundi 30 mars, au National Journal, qu’il s’intéresse aux différents aspects du dossier : « Comment la FTC a-t-elle pu laisser filtrer un rapport confidentiel, et quelles conversations, le cas échéant, la FTC ou Google ont-ils eues avec la Maison Blanche sur les investigations en cours ? »

230 visites à la Maison Blanche

Il ne s’agit pas, dans l’immédiat, d’enquêter sur le fond de l’affaire elle-même, à savoir la plainte pour abus de position dominante portée par Microsoft et d’autres concurrents de Google, a précisé le sénateur. L’élu républicain souhaite en savoir plus sur les contacts entre Google et l’administration Obama pour établir si celle-ci a aidé la firme à éviter les sanctions en faisant pression sur la FTC, agence statutairement indépendante.

La semaine dernière, le Wall Street Journal a révélé que des employés de Google avaient été reçus quelque 230 fois à la Maison Blanche depuis l’élection de Barack Obama en 2008, soit une fois par semaine en moyenne. Le PDG de Google, Eric Schmidt a soutenu M. Obama depuis les débuts et il a joué le rôle de conseiller informel auprès du président.

Google a réagi au décompte du Wall Street Journal par la voix de sa vice-présidente pour les communications, Rachel Whetstone. Celle-ci a affirmé qu’il n’avait en aucun cas été question de la plainte portée devant la FTC dans les conversations des employés de la firme à la Maison Blanche.

 Corine Lesnes (San Francisco, correspondante)

Correspondante du Monde aux Etats-Unis basée à San Francisco

http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/03/31/le-senat-americain-va-enqueter-sur-google_4606211_3234.html

COMMENTO:IO HO SUBITO UNA GRAVE PRESSIONE PER PARTE DI GOOGLE A SCOPO DI NON SMETTERE DI FARE PUBBLICITA IN ADSENSE E ADWORD.MI E’ STATO IMPEDITO DI CANCELLARE IL MIO ACCOUNT,INATTIVO INOLTRE DA MOLTI ANNI,MALGRADO LA PROCEDURA SIA PREVISTA NEL CONTRATTO AL MOMENTO DI APRIRE L’ACCOUNT.CONCRETAMENTE IL MIO ACOUNT E’ STATO APERTO IN URUGUAY,SUDAMERICA,DOPO NEL 2012 MI SONO TRANSFERITO IN ITALIA E AL MOMENTO DI CAMBIARE LA SEDE DELL’ACCOUNT MO E’ STATO IMPEDITO:COSA DOVEVO FARE,RITORNARE IN URUGUAY?SI,QUESTO HO DOVUTO FARE E PURTROPPO ANCORA NON MI E’ STATO CANCELLATO L’ACCOUNT.TALMENTE GRAVE E’ L’INFRAZIONE E VIOLAZIONE DI GOOGLE DELLE SUE PROPIE NORMATIVE.

DI SEGUITO VI FACCIO VEDERE LA DENUNCIA PUBBLICATA DAL 2012 IN UN DOCUMENTO PUBBLICO RIPORTATO IN UN LINK DI UN MIO BLOG:

A-CLICCA PER VEDERE IL BLOG:

http://cianciminotortorici.blogspot.com/?mkt=it-it

-DOPO CLICCA SUL LINK INTITOLATO:

EPILOGO:RIASSUNTO DI EBAY E MERCADO LIBRE(PIU ANEXO PUBBLICITA)

-O CLICCA QUI L’INDIRIZZO PER VEDERE DIRETTAMENTE IL DOCUMENTO PUBBLICO:

https://docs.google.com/document/d/1n-9GSBoNJyh-xNi34XdJNVNBVSMP1ECGvPyhaSYHA14/preview

VORREI DISTACCARE CHE L’ACCUSA NULLA TOGLIE ALL’AVANGUARDIA DI GOOGLE DELLA NUOVA ERA IN QUANTO E’ INDIRIZZATA AL MOTORE DI RICERCA DI QUI QUELLA NON FA PARTE.L’ACCUSA INSOMMA NON E’ ALLA PARTE TECNICA,SCIENTIFICA E CONCETTUALE DELLA NUOVA ERA ADOTATTA DA GOOGLE MA AL SUO MOTORE DI RICERCA E ALLA GESTIONE IMPRESARIALE ED ECONOMICA PRESIEDUTA DA ERIC SMITH.

-E COSI SU “LA STAMPA” DI ITALIA:
http://www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

tecnologia
Google e Antitrust Usa: tattiche monopoliste denunciate nel 2012, spunta il rapporto

Ma la Federal Trade Commission decise di non procedere. L’azienda: “Le speculazioni su potenziali danni a concorrenti e consumatori si sono rivelate totalmente sbagliate”
WASHINGTON
La Federal Trade Commission degli Stati Uniti aveva concluso nel 2012 che Google usava tattiche anticompetitive e abusava dei suo status di monopolio, ad esempio privilegiando nei risultati delle ricerche link e indicazioni che portassero ai suoi stessi servizi. È uno dei giudizi più duri finora espresso sul comportamento di Google, rivela il Wall Street Journal, sottolineando tuttavia che la Commissione decise all’unanimità di non procedere oltre dopo che Google aveva acconsentito a operare alcuni cambiamenti. L’indagine ha richiesto 19 mesi e analizzato 9 milioni di pagine di documenti, oltre a svariate ore di testimonianze.Si tratta comunque, scrive il giornale, di uno dei documenti più severi sull’argomento e che avrebbe potuto innescare un caso legale di alto profilo, paragonabile alla causa lanciata dal dipartimento di Giustizia contro Microsoft negli anni ’90.Dalla documentazione della FTC emergerebbe che il comportamento di Google era dannoso sia per gli utenti online, sia sul piano dell’innovazione per quanto riguarda i mercati della ricerca del marketing online.
Google replica così: ”Speculazioni su potenziali danni a concorrenti e consumatori si sono rivelate totalmente sbagliate. Da quando l’indagine si è conclusa due anni fa, le modalità in cui le persone accedono all’informazione online sono cresciute in maniera sostanziale, offrendo ai consumatori una possibilità di scelta più ampia che mai. E i nostri concorrenti stanno prosperando. Per esempio, Yelp si definisce il motore de facto per le ricerche locali e ha fatto registrare una crescita dei ricavi del 350% negli ultimi 4 anni. TripAdvisor dichiara di essere il più grande marchio travel del mondo web e ha quasi raddoppiato i suoi ricavi negli ultimi 4 anni”.http://www.lastampa.it/2015/03/25/tecnologia/google-e-antitrust-usa-tattiche-dannose-denunciate-nel-spunta-il-rapporto-voXbPZGNyu4ml3kJs9EksI/pagina.html——————————————————-

-ATTUALIZAZZIONI CHE COMPLETANO IL PANORAMA INFORMATIVO:

SULL’ARGOMENO OLTRE A USA E FRANCIA SI OCCUPA ANCHE  L’UNIONE EUROPEA.C’E’ MOLTISSIMA LETTERATURA GIORNALISTICA AL RIGUARDO.IO HO SCELTO ALCUNE NOTE SU “LA STAMPA”  SOLTANTO PERCHE SONO QUELLE CHE MI SONO CAPITATE PER PRIMA:
-NOTA A:
http://www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

tecnologia

“L’Antitrust Ue pronta ad aprire una procedura contro Google”
La notizia è stata pubblicata sul Wall Street Journal. Sulla questione era intervenuto anche il presidente americano Obama
francesco zaffarano
Tra poche settimane l’antitrust europea potrebbe aprire una procedura contro Google. È la notizia con cui questa mattina apre il Wall Street Journal, citando alcune fonti secondo le quali la Commissione europea avrebbe chiesto alle aziende che hanno denunciato Google il permesso di pubblicare alcune informazioni depositate inizialmente in via confidenziale.Il provvedimento contro Google sarebbe il più grosso da quello intentato ai danni di Microsoft, che enl 2012 ha pagato all’Unione Europea 1,7 miliardi di euro di multe.La notizia riportata dal Wall Street Journal, però, potrebbe diventare un caso anche a livello politico. Neanche un mese fa, infatti, il presidente americano Barack Obama era intervenuto sulla questione (su cui in Europa si dibatte da anni), accusando il vecchio continente di non saper stare alle regole del mercato: «Gli Stati Uniti hanno creato e perfezionato Internet – aveva detto Obama – mentre voi sapete solo tassare».http://www.lastampa.it/2015/04/02/tecnologia/lantitrust-ue-pronta-ad-aprire-una-procedura-contro-google-fMtfiZV70JfjW8DSVGnDbK/pagina.html

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-NOTA B:
http://www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

economia
L’Antitrust europea pronta a multare Google
La decisione il 15 aprile. Facebook nel mirino per violazioni della privacy

Mountain View (California), il quartier generale di Google

marco zatterin
corrispondente da bruxelles
Gli uomini dell’Antitrust europeo non commentano e non è una sorpresa. Davanti alla notizia rimbalzata dall’America secondo cui la Commissione Ue sarebbe entrata nell’ultima fase dell’inchiesta per abuso di posizione dominante contro Google, i portavoce rispondono che «l’indagine è in corso e non c’è nulla da dire». Il Wall Street Journal ha scritto che il contenzioso sarebbe sul punto di maturare e una decisione, con possibile multa annessa, sarebbe prossima. «È la foto attuale del caso», conferma una fonte Ue. Il collegio, aggiunge, potrebbe esaminare il dossier in aprile: «Forse già nella riunione del 15, ma dipende come procederanno i contatti nei prossimi giorni».La multinazionale di Mountain View rischia grosso. Tre anni fa Microsoft si è guadagnata una sanzione da 1,8 miliardi di dollari per non aver dato agli utenti di Windows una reale libertà di scelta sul browser per Internet. La presunta colpa che vede Google sotto inchiesta da 5 anni sarebbe in questo caso triplice: avrebbe utilizzato contenuti di aziende concorrenti e no spacciandoli per propri; avrebbe fatto apparire nelle ricerche le cose di casa rispetto alle altre; avrebbe tratto vantaggi sfruttando la sue posizione dominante. Gli interessati, naturalmente, negano. L’approssimarsi della fine, secondo le indiscrezioni, sarebbe segnalata dal fatto che la Commissione Ue avrebbe chiesto alle aziende che hanno denunciato Google il permesso di pubblicare le informazioni depositate, dati e prove che inizialmente avevano un carattere confidenziale. Secondo fonti industriali, alle società sarebbe stato domandato di rispondere «in qualche giorno», indice dell’urgenza con cui Bruxelles intenderebbe avanzare.Google ha un contenzioso aperto anche sul diritto all’oblio che una sentenza della Corte Ue del maggio scorso vuole sia garantito a chi lo desidera. Lo scorso novembre l’Europarlamento ha approvato un parere non vincolante secondo cui i motori di ricerca dovrebbero essere separati dall’industria dei servizi, il che comporterebbe lo spezzatino di Mountain View. «Per la questione Antitrust – spiegano comunque a Bruxelles -, la Commissione cercherà un accomodamento, prima di agire in modo punitivo». A metà mese la questione potrebbe essere chiarita.Nel frattempo, si scopre dal Financial Times che anche la Apple sarebbe finita sotto i riflettori dell’Ue che starebbe esaminando gli accordi di Cupertino con le case discografiche finalizzati alla diffusione dei brani sulla piattaforma iTunes: i colloqui avverrebbero nell’ambito dell’inchiesta dei servizi musicali in streaming.
Rischia pure Facebook, sospettata di violare la privacy degli utenti. Sei Paesi hanno lanciato un’inchiesta sulla regina dei social media, con Francia, Spagna e Italia che si sarebbero unite all’azione già avviata da Germania, Olanda e Belgio. Si vuole fare luce sulla gestione dei dati personali di oltre 300 milioni di utenti continentali che sarebbero intrecciati con quelli di Instagram e WhatsApp per affinare l’invio di pubblicità. Galeotto sarebbe il «like» che si decreta per le cose di proprio gusto. I garanti della Privacy pensano che possa non essere solo un click fine a se stesso.

http://www.lastampa.it/2015/04/03/economia/lue-pronta-a-multare-google-pHwlThO70CxKqio8bcHx1I/pagina.html

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-NOTA C:
http://www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

tecnologiaObama e l’economia del web: “L’Europa ci combatte con le leggi perché non può competere sul mercato”
Il presidente americano attacca le proposte comunitarie su privacy e trasparenza fiscale, ma Bruxelles puntualizza: le regole sono uguali per tutte le imprese, sia nazionali che globali

Il presidente americano Barack Obama
marco zatterin
Corrispondente da Bruxelles
Barack Obama non crede alla buona fede dell’Antitrust a dodici stelle che, da anni, tiene sotto osservazione i giganti americani del pianeta Internet, Google, Facebook e Amazon. Bruxelles si muove per comprendere le dinamiche che sovrintendono alla gestione dei miliardi e miliardi di dati che i colossi della grande rete tengono nei loro computer. È uno duello intenso, senza esclusione di colpi. La casa di Mountain View si è persino rifiutata di dire alla Corte di Giustizia Ue dove sono situati fisicamente i centri in cui immagazzina numeri, indirizzi, gusti e ricerche. C’è chi dice che il coinvolgimento di Google, insieme con Amazon, nell’inchiesta sui possibili aiuti di stati ottenuti dal Fisco in Irlanda e Lussemburgo non sia casuale, ma solo l’ennesima battaglia nella grande quella per il controllo del web.Il presidente degli Stati Uniti ha qualche dubbio e non ha problemi ad ammetterlo. «Talvolta la risposta europea è guidata più da intenti commerciali che ad altro», ha affermato in una intervista concessa a Re/code , una delle principali testate tecnologiche del globo terracqueo. «Ci sono paesi come la Germania – ha spiegato – che alla luce del passato con la Stasi (la polizia segreta della Germania Est, ndr) sono molto sensibili alla questione della riservatezza». Tuttavia, ha insistito, «qualche volta le loro aziende che non riescono a competere con le nostre cercano semplicemente di alzare degli ostacoli per impedirci di essere ben presenti sul mercati».Un’azione ispirata dalla politica, dunque, una politica commerciale di contenimento, cosa che viene seccamente negata dai portavoce della Commissione. A Bruxelles si risponde che «l’idea che l’Ue cerchi di proteggere le sue aziende non riflette la realtà», perché l’Europa si batte per fare in modo che «tutti possano stare sul mercato con le medesime regole». Il tutto, non senza qualche evidente fastidio e difficoltà. Soprattutto per la dote straordinaria delle multinazionali di profittare i buchi nei sistemi fiscali e usare l’Europa quasi come fosse un paradiso fiscale. Colpa degli stati, certo. Perché le istituzioni, potendo, sarebbero liete di archiviare le anomalie.Il clima è cambiato. La «Google tax» antielusione da applicare sui maggiori protagonisti del web annunciata in dicembre nel Regno Unito lo conferma. Potrebbe essere un esempio per tutti. La Commissione europea investiga da anni la possibilità che Google usi e abusi della sua potenza per fare accordi di ricerca con le imprese. Ora il colosso si è impegnato a modificare alcuni meccanismi. E’ un passo avanti che, però, non ha ancora convinto del tutto i critici della motore di ricerca più amato. Il parlamento europeo ha anche approvato un testo non vincolante che suggerisce la possibilità che Google sia spacchettata, da un lato le ricerche e dall’altro i servizi. Agli americani non è piaciuto.Nel programma della nuova Commissione uscito prima di Natale si legge che l’Europa intende rinegoziare le regole secondo le quali le compagnie americane possono esportare i dati riservati e no dei cittadini europei, ipotesi che sembra essere molto gradita dai consumatori e clienti che vivono dalle nostre aperti. I governativi americani assicurano che non ci sono rischi di irregolarità, ma è un argomento che raccoglie relativi consensi. A Bruxelles si studia con metodo come e quando intervenire.Nel frattempo, si tende la mano. «Il nostro ruolo è quello di garantire che le imprese che lavorano nel nostro continente giochino con le stesse regole – ha spiegato un portavoce Ue -, non se ne può fare a meno se si intende tutelare gli interessi dei cittadini». Al contempo, si punta a incoraggiare le imprese a investire in un mercata da 500 milioni di consumatori, piuttosto che in ventotto paesi guidati da regole diverse. Insomma, è la teoria, si lavora perché tutti siano uguali come dice la Costituzione americana. Anche se, si scopre spesso, certe multinazionali sono più uguali di altre.
http://www.lastampa.it/2015/02/25/tecnologia/obama-e-leconomia-del-web-leuropa-ci-combatte-con-le-leggi-perch-non-pu-competere-sul-mercato-pg9DD31o9azF0f91K62lIL/pagina.html
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-NOTA D:
http://www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif
tecnologia
Google ci fa credere di essere più intelligenti di quello che siamo
Gli strumenti di ricerca via web causano confusione “tra ciò che effettivamente si sa e ciò che si crede di sapere”. Lo afferma uno studio della Yale University

carlo lavalle
Google fa credere alle persone di essere più intelligenti di quanto non siano realmente. Sono le conclusioni cui giunge un’accurata indagine condotta da tre ricercatori in psicologia della Yale University, pubblicata sul Journal of Experimental Psychology.Avere a portata di mano Internet e i motori di ricerca può determinare negli individui un’errata percezione della propria conoscenza, sopravvalutando le proprie capacità – sostengono nel loro studio Matthew Fisher, Mariel K. Goddu, e Frank C. Keil che hanno sottoposto ad una serie di test con domande, diverse centinaia di adulti, divisi in gruppi.Di norma, il soggetto riesce a distinguere abbastanza chiaramente quando un’informazione è presa da una fonte esterna, come un libro e un esperto, o, invece, è frutto del suo sapere memorizzato.
Internet, che amplia in maniera potenzialmente infinita l’accesso alla conoscenza, tende però a causare un effetto sistematico di confusione “tra ciò che effettivamente si sa e ciò che si crede di sapere”.Nell’individuo, che si avvale di Google o Yahoo, si crea un’illusione di sapere che lo porta a non essere più in grado di rendersi conto di quanto il proprio conoscere derivi da sé stesso o dalla tecnologia online. D’altro canto, tra chi ricorre agli strumenti via web è stata anche riscontrata l’attitudine a pensare che i loro cervelli siano più attivi rispetto ad altri che utilizzano metodi differenti.La diffusione di smartphone e tablet può aggravare questo problema mettendo a disposizione, ovunque e continuamente, la connessione a Internet. A rischiare di più sono i bambini che crescono immersi in un ambiente in cui è sempre possibile reperire informazioni online.Ma, sovrastimare la propria conoscenza, secondo i ricercatori, può comportare pericoli anche in campo politico e, in generale, in quei settori dove si assumono decisioni ad alto livello. “In questi ambiti, – sottolinea Matthew Fisher – è importante essere consapevoli delle proprie conoscenze e non presumere di sapere qualcosa che non si sa. Internet implica grandi benefici ma può rendere ancora più difficile raggiungere l’obiettivo di una conoscenza personale”. Risultato già di per sé non facile da ottenere nella vita.http://www.lastampa.it/2015/04/06/tecnologia/lillusione-di-essere-pi-intelligenti-grazie-a-google-ZazTPZRBVxQwHyw8KR7Q3J/pagina.html
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COMMENTO FINALE:IN PRINCIPIO IO HO VISTO LE PROCEDURE DELL’UNIONE EUROPEA CONTRO LE NUOVE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAZIONI COME UN ATTACO ALLA NUOVA ERA CHE NEL MEDESIMO TEMPO CERCAVA DI SFRUTTARE POLITICAMENTE A VANTAGGIO DI CERTE FIGURE POLITICHE E MI SONO NEGATO A DARE IL MIO CONSENSO A TALE PROCEDURE.COSI E’ STATO NEL CASO MICROSOFT NEI TEMPI CHE MONTI ERA IL COMMISARIO DELL’ANTITRUT EUROPEO,O NEL PROPIO CASO GOOGLE CON LO SPAGNOLO ALMUDIA AL SUO POSTO.
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OGGI LA SITUAZIONE E’ CAMBIATA:DA UNA PARTE SONO VENUTI FUORI LE MANIPULAZIONI INTERNAZIONALI,E PARTICOLARMENTE IN EUROPA,DEL SISTEMA IMPOSTIVO CIO CHE EVIDENTEMENTE SIGNIFICA UNO SFRUTTAMENTO DEI BENEFICI ECONOMICI,E NON SOLO,A FAVORE DEL NEOLIBERALIMO PER PARTE DEL SIGNOR SMITH;DA UN’ALTRO CANTO CON IL PASSO DEL TEMPO E IL MUTAMENTO DELLE SITUAZIONI POLITICI IN DIVERSI STATI,A FAVORE DI CONTROLLARE QUESTA SITUAZIONE SI SONO SOMMATTO ALTRI PAESI E LA PROTESTA E DIVENTATA GENERALIZZATA IN EUROPA,E PER FINIRE PER ME LA COSA IMPORTANTE E’ STATA CHE NELLE INTENZIONI PUNITIVI DEI DIVERSI PAESI HA SPUNTATO LA SEPARAZIONE DELLA COSA AMMINISTRATIVA ED ECONOMICA DALLA PARTE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA,E IN QUESTO SENSO ANCORA MEGLIO,LA SEPARAZIONE DEL MOTORE DI RICERCA SU QUI LA NUOVA ERA NON HA PARTE,DAGLI ASPETTI SCIENTIFICO-TECNICI E CONCETTUALI(FRA QUI LA VISIONE DEL MONDO SENZA LA QUALE OGGI GLOBALMENTE NULLA SI CREA,SI FABRICA O SI VENDE),NON TOCCANDO ALLORA IL MIDOLLO DELLA NUOVA ERA PRESENTE NEI GIGANTI DELLE TELECOMUNICAZIONI.E ALLORA SI,PURE MANTENENDOMI SCETTICO SULLE PROCEDURE ANTITRUST DELL’UNIONE EUROPEA,E CONTRARIO AD UNO SCONTRO USA-EUROPA IN QUESTO SENSO(1)HO DECISO SOMMARMI ALLA PROTESTA.E CHIEDO RISPETTO E RICONOSCIMENTO PER L’EUROPA(NON MI RIFERISCO ADESSO ALL’UE):NON SI DIMENTICHI CHE IL WEB E’ UNA CREAZIONE INGLESE E CHE IL SUCCESSO DELLE GRANDI AZIENDE DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ DOVUTO IN GRAN PARTE SE NON TUTTO,ALLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA E I SUOI CONTRIBUTI SCIENTIFICI-TECNOLOGICI.LA NUOVA ERA NON VENGA SFRUTTTA NE POLITICAMENTE NE ECONOMICAMENTE DAI SUOI AVVERSARI SIA IN EUROPA CHE NEGLI STATI UNITI INSOMMA.
A MODO DI RIASSUNTO FINALE DIRO CHE NESSUNE DI QUESTE PROCEDURE CONTRO GOOGLE RIPORTATI SOPRA NUOCIONO NE L’ESSENZA DELLA NUOVA ERA NE LA AVANGUARDIA DI GOOGLE.(1)MI SONO NEGATO ANCHE SIA AD UNA LOTTA DI MERCATI USA-EUROPA CHE AI TRATTATI DI LIBERO SCAMBIO PERCHE CONSIDERO CHE ESSISTE GIA UNA COLABORAZIONE USA-EUROPA,E NON SOLO IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI, E PER TENTO QUELLI ACCORDI SOLO AVREBBERO COME RISULTATO SNATURALIZZARE E MINIMIZZARE L’INCIDENZA DELLA NUOVA ERA SIA NELLA SUA ESSENZA CHE NEI SUOI BENEFICI.

-VEDI ANCHE CUA:

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*5 APRILE 2015:BUONA GIORNATA DI PASQUA A TUTTI GLI ITALIANI,E MIGLIORE PASQUETTA ANCORA

NDR:LI IN ITALIA DOVE IO RISIEDO,CREBBIO PARROCHIA DI SAN ANTONIO IN LOMBARDIA,E’ GIA PASQUETTA.DA DOVE IO SCRIVO ORA  E’ ANCORA GIORNATA DI PASQUA(DOMENICA DI RISURREZIONE)MA LA PASQUETTA NON LA CONOSCONO.

Pasqua 2014  / La Redenzione  / Past. Antonella Lombardo

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*6 APRILE 2015:I TEMPI CAMBIANO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Fuga dalla clausura, la suora per la prima volta in scooter

REP TV / ROMA
Fuga dalla clausura, la suora per la prima volta in scooter
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*7 APRILE 2015:AUSTRALIANI IN DISGRAZIA
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-SU LE MONDE,Asie-Pacifique:
L’Indonésie rejette le recours des Australiens condamnés à mort

Le Monde.fr avec AFP et Reuters | 06.04.2015 à 09h35 ,Mis à jour le 06.04.2015 à 10h22

Andrew Chan, à gauche, et Myuran Sukumaran, ont été jugés coupables de trafic d'héroïne en 2006.

Une cour indonésienne a rejeté, lundi 6 avril, un nouveau recours de deux Australiens condamnés à la peine de mort pour trafic de drogue, ouvrant la voie à leur exécution prochaine en Indonésie, où d’autres étrangers dans le même cas attendent des décisions de justice.

Le gouvernement australien et les avocats d’Andrew Chan et Myuran Sukumaran, condamnés à mort en 2006 pour avoir dirigé un réseau de trafiquants d’héroïne entre l’île de Bali et l’Australie, ont multiplié ces derniers mois les initiatives pour éviter leur exécution. Ils contestaient cette fois la décision du chef de l’Etat de leur refuser une grâce présidentielle. Mais la cour administrative de Jakarta a estimé lundi qu’il n’était pas de son ressort de se prononcer sur la grâce, qui est une prérogative du président de la République.

Lire aussi, en édition abonnés : Justice à géométrie variable à Djakarta

Un Français toujours dans l’attente

Le Français Serge Atlaoui, condamné à mort pour trafic de drogue, a également saisi la cour administrative de Jakarta pour contester la décision de rejet de grâce présidentielle. Parallèlement, il a saisi la Cour suprême pour demander un procès en révision, recours qui doit être examiné prochainement.

Serge Atlaoui, 51 ans, avait été arrêté en 2005 dans un laboratoire clandestin de production d’ecstasy dans la banlieue de Jakarta, et condamné en 2007 à la peine capitale pour trafic de drogue. Il s’est toujours défendu d’être un trafiquant de drogue, affirmant qu’il n’avait fait qu’installer des machines industrielles dans ce qu’il croyait être une usine d’acrylique.

Lire aussi : En Indonésie, un Français condamné à mort risque d’être exécuté

Un autre étranger dans le couloir de la mort, le Ghanéen Martin Anderson, attend lui aussi une décision de la Cour suprême après une demande de procès en révision.

Le gouvernement indonésien a promis d’attendre la fin de toutes les procédures en cours avant d’annoncer la date d’exécution et les noms des détenus sur la prochaine liste, après celle de janvier.

Arrivé au pouvoir en octobre dernier, le président Joko Widodo a promis d’être intransigeant avec le trafic de drogue et six personnes dont cinq étrangers ont été exécutées en janvier dernier pour des infractions liées aux stupéfiants. Les dix condamnés doivent être passés par les armes devant un peloton d’exécution.

http://www.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2015/04/06/l-indonesie-rejette-le-recours-des-australiens-condamnes-a-mort_4610056_3216.html

REAZIONE:L’INDONESIA E’ UN IMPORTANTANTE PAESE DI DIFUSSIONE DELLA NUOVA ERA.

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-APPENDICE:AUSTRALIANI GRAZIATI

Video:

Warm welcome for Prince Harry

Prince Harry, who has arrived in Australia for a four-week placement with the country’s defence forces, laid a wreath at the Tomb of the Unknown Australian Soldier in Canberra before officially reporting for duty.

TRDUZIONE:Accoglienza calorosa per il principe Harry
principe Harry, che è arrivato in Australia per uno stage di quattro settimane con le forze di difesa del paese, ha deposto una corona di fiori presso la Tomba del Milite Ignoto australiana a Canberra, prima  attivita ufficialmente segnalata in compimento del dovere(NDR:Militare)

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*7 APRILE 2015:I CRISTIANI DEL PAKISTAN

-TITOLARE LE MONDE:

Les chrétiens du Pakistan ont célébré dimanche la fête de Pâques sous la protection des forces de sécurité dans un pays régulièrement ensanglanté par les violences communautaires, trois semaines après un double attentat taliban à Lahore.

Les chrétiens du Pakistan célèbrent Pâques sous haute sécurité

*7 APRILE 2015:L’ONU DEMANDA

-TITOLARE BBC:

UN demands access to Damascus camp

Yarmouk, 6 April

The UN demands humanitarian access to “desperate” Palestinian refugees in the Yarmouk camp in Damascus, amid an assault by Islamic State.

TRADUZIONE:L’ONU chiede l’accesso umanitario ai “disperati” rifugiati palestinesi nel campo di Yarmouk a Damasco, in mezzo a un assalto da parte dello Stato islamico.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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