SPAZIO REALE:DOTT.GIUSEPPE CIANCIMINO/FATTI INTERN

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31 LUGLIO 2015:TITOLARI DEL GIORNO

1-SU LA REPUBBLICA:

Rai, lo schiaffo a Renzi dei ribelli Pd

Governo battuto sul canone, 19 contrari

In aula riprende l’esame della riforma live tv

Zavoli: “Riforma possibile se i partiti arretrano”

di ANNALISA CUZZOCREA

Lotti: “Pugnalata”. Boschi: “Parte Pd ancorata a passato” vd

BLOG Colpa mia, colpa tua di MARCO BRACCONI

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*| Beppe Grillo

-TITOLARE 3:SU LA REPUBBLICA:.

CALCIO#RepMercato: Milano è orientale
Vd Top 5 / Bidone / Morata geloso-EPILOGO:TITOLARE SU THE WASHINGTON TIMES

Papà abbatte drone volando sopra cortile – dove figlie stavano prendendo il sole

WDRB 41 Louisville News

1 AGOSTO 2015:MA QUALE VACANZE……!!!!!

-TITOLARE SU GOOGLE NEWS:

Inflazione stabile, su i prezzi delle vacanze

Il Sole 24 Ore  - ‎31 minuti fa‎
A luglio l’inflazione misurata dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) scende dello 0,1% su base mensile e aumenta dello 0,2% nei dodici mesi, mantenendo la stessa velocità tendenziale del mese di giugno. Anche a livello di Eurozona, del
Inflazione, a luglio stabile allo 0,2%
Inflazione »
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REAZIONE:QUELLO DI SOPRA E’ UN DATO CHE RISPECCHIA LA LEGGE DELL’OFFERTA E LA DOMANDA DEL MERCATO:MENO VACANZE PREZZI PIU ALTI.E STA BENE CHE SIA COSI,MALGRADO L’IRRESPONSABILITA DELLA GRANDE  STAMPA COME LA REPUBBLICA IL CORRIERE E LA STAMPA  IL POPOLO ITALIANO SI COMPORTA IN MODO RISPONSABILE.
DALLE MIE PARTE IN LOMBARDIA LA GENTE NON STA ANDANDO  IN VACANZA,ALCUNI SI PRENDONO 15 GIORNI E A VOLTE I DIVERSI PROVEDORI DI SERVIZZI SI TURNANO.CI SI LIMITA A FARE IL BAGNO ALLA SPIAGGIA IN LAGO DOPO L’USCITA DEL LAVORO.SI E’ RISPONSABILE,SI HA COSCIENZA DI SACRIFICIO COLLETTIVO:C’E’ L’AUSTERITY DA FARE.
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2 AGOSTO 2015:ACCORDO NUCLEARE DA DIFENDERE
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SU LA STAMPA:
esteri
Obama adesso mobilita gli attivisti: “Difendete l’intesa nucleare con l’Iran”
paolo mastrolilli
REAZIONE:ANCHE L’EGITTO SI AVVI A L’ACCORDO CON USA.
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2 AGOSTO 2015:SI SPEZZA L’UNITA NAZIONALE ANTICOLONIALISTA ARGENTINA
Mercopress - South Atlantic News Agency

Merco Press. En Español

Lunedi, Luglio 27 2015 – 06:08 UTC

Dichiarazioni passate Malvinas ‘, aperto nuovo fianco a Buenos Aires sindaco Macri

“E ‘pericoloso dimenticare ciò che (Mauricio) Macri ha detto circa il Malvinas, che rappresenterebbero un deficit per l’Argentina”, Alicia Castro, ambasciatore argentino in Gran Bretagna è stato citato dai media di Buenos Aires, a seguito di dichiarazioni del sindaco della capitale argentina e candidato alla presidenza in riferimento alle isole Falkland.

"Non molto tempo fa Macri ha anticipato che le Isole Malvinas rappresenterebbe un deficit significativo per l'Argentina", ha ricordato l'ambasciatore Castro

"Non ho mai capito le richieste di sovranità di come grande paese come il nostro. Non abbiamo un problema di spazio come Israele, ad esempio ", Macrì è stato citato.

Il suo candidato sindaco Rodriguez Larreta, appena riuscito a racimolare attraverso il 19 luglio, contrariamente alle aspettative di una vittoria di polverizzazione

Due domeniche fa candidato sindaco di Macri per la Città di Buenos Aires, Horacio Rodriguez Larreta appena riuscito a cavarsela nel ballottaggio dopo aver sopraffatto il suo secondo posto nel primo turno e fiducioso di un ampio vittoria secondo i sondaggi d’opinione liberati portando a domenica 19 luglio.

Da allora Macri, il pro-business, economia ortodossa, politicamente candidato conservatore ha perso il suo fascino e la spinta iniziale ha innescato quando ha annunciato che era candidato alla presidenza nelle elezioni di prossimo ottobre.

Da allora anche il presidente Cristina Fernandez, ministri, e anche suo figlio e legislatore speranza Maximo Kirchner hanno preso a turno per colpire Macri per la sua brutta figura e il fatto che in seguito alla vittoria deflusso molto sottile della sua città candidato sindaco, ha annunciato alcuni dei le cose ‘, ha farebbero’ se eletto presidente e questi includono rispettando molte delle politiche dell’amministrazione attuale.

Così arriva lungo la volta dell’ambasciatore Castro.

“Non molto tempo fa Macri ha anticipato che le Isole Malvinas rappresenterebbe un deficit significativo per l’Argentina”, ha ricordato Castro e ora “cambia il suo discorso e politici annunci in base a ciò che i sondaggi mostrano, questo è molto grave e di più preoccupazione”.

“Penso che sia più preoccupante che Macri dovrebbe minimizzare il valore della sovranità di un paese, che è ciò che consente a un paese di avere la sovranità economica e stabilire alleanze strategiche. È preoccupante ascoltare quello che ha da dire sulle relazioni internazionali ”

“Pretesa sovranità argentina sulle Isole Malvinas è una delle pochissime questioni su cui l’establishment politico, con sfumature diverse, quasi impercettibile d’accordo. Ma i record possono essere sorprendenti e possono complicare la gente, e questa volta è stato il turno di Macri “, ha sottolineato l’ambasciatore Castro.

L’ambasciatore a Londra ha ricordato che nel 1997, Macri è stato intervistato sulla questione e la sua risposta ha sorpreso tutti. Ha minimizzato il reclamo e ha dichiarato: “Non ho mai capito le richieste di sovranità di come grande paese come il nostro. Non abbiamo un problema di spazio come Israele, ad esempio “.

Ma a quanto pare non si è fermato lì: in effetti come un uomo pro-business e fedele all’economia ortodossa, l’erede di una conglomerata industriale e reale ha aggiunto: “per quanto ne so che costa un bel po ‘al Tesoro inglese per mantenere le Isole Malvinas “, così se sono recuperati per l’Argentina,” Malvinas diventerà un disavanzo aggiuntivo per i conti del paese “.

http://en.mercopress.com/2015/07/27/malvinas-past-statements-open-new-flank-for-buenos-aires-mayor-macri

REAZIONE:IL FRONTE ANTICOLONIALISTA REGIONALE DEL MERCOSUR E ANCHE QUELLO LATINOAMERICANO DELLA UNASUR AL DI LA DELLA RETORICA DELLE DICHIARAZIONI FORMALI SI HA SPEZZATO GIA E SI COMMERCIA CON GB,E DOPO LE LEZIONI FORSE ANCHE QUELLO INTERNO: A NOVEMBRE SI VOTA E LA KISCHNER,DICONO I SONDAGGI,PERDERA LE ELEZIONI.LA NUOVA ERA HA AVUTO RAGIONE,MALGRADO UN PAPA ARGENTINO.

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26 LUGLIO 2015:LA NUOVA ERA DOMINA

-NOTA 1:

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-SU LE MONDE:

lemonde.fr
Le référendum sur le « Brexit » pourrait avoir lieu en juin 2016
David Cameron, le 20 juillet à Birmingham.

David Cameron, le 20 juillet à Birmingham. PAUL ELLIS / AFP

Le premier ministre britannique David Cameron a l’intention de fixer à juin 2016 le référendum qu’il s’est engagé à convoquer sur l’appartenance de la Grande-Bretagne à l’Union européenne, affirme le journal Independent on Sunday.

Lire aussi : David Cameron contre le reste de l’Europe

Une porte-parole de Downing Street, les services du premier ministre, a refusé de commenter l’article de l’Independent. Le journal assure que le chef du gouvernement compte annoncer la date du référendum pendant la conférence annuelle de son Parti conservateur en octobre. Il n’a pas été possible d’obtenir immédiatement une réaction du Parti conservateur.

Le ministre des finances à Paris

M. Cameron a promis aux Britanniques de renégocier les termes de l’appartenance de la Grande-Bretagne à l’UE avant de convoquer un référendum sur le sujet d’ici à la fin de 2017. Le ministre britannique des finances George Osborne commence une visite à Paris pour tenter d’obtenir un soutien français aux propositions de réformes de l’UE avancées par Londres.

Lire aussi : « Brexit » : les arrière-pensées de la France

Le gouvernement conservateur de M. Cameron a annoncé qu’il ferait campagne pour la poursuite de l’appartenance de la Grande-Bretagne à l’Union européenne, mais il réclame des réformes portant notamment sur la capacité des citoyens d’autres pays de l’UE à obtenir des aides sociales en Grande-Bretagne, sur des pouvoirs accrus de Londres et sur la possibilité de s’exempter d’une plus grande intégration politique éventuelle.

Une « opportunité » pour « l’ensemble de l’UE »

« Le référendum en Grande-Bretagne est une opportunité pour la cause des réformes dans l’ensemble de l’UE », doit déclarer M. Osborne dans un discours prévu à cette occasion, dont des extraits ont été diffusés à l’avance. M. Osborne souhaite que l’UE devienne « plus compétitive et plus dynamique afin de faire en sorte qu’elle fournisse prospérité et sécurité à tous ».

Selon l’Independent on Sunday, l’actuelle crise grecque et la possibilité que la Grèce quitte la zone euro ont joué un rôle dans la décision de M. Cameron de convoquer le référendum britannique plus tôt que prévu. Les premières dispositions législatives préalables à la convocation du référendum ont été prises en juin, mais elles doivent encore être approuvées par la Chambre des lords.

 http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/07/26/le-referendum-sur-le-brexit-pourrait-avoir-lieu-en-juin-2016_4698979_3214.html
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REAZIONE:LA NUOVA ERA C’ENTRA(E ANCHE LA MAGNA GRECIA)
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-NOTA 2:

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-SU LE MONDE:

lemonde.fr
Berceau de Nokia en Finlande, la ville de Salo sinistrée par les licenciements

Le Monde.fr | 23.07.2015 à 14h36 , Mis à jour le 23.07.2015 à 17h26 | Par Romain Geoffroy (Salo, envoyé spécial)

L’ancien centre de développement de Nokia à Salo, racheté il y a un an par Microsoft, va fermer. 1 100 postes d’ingénieurs sont ainsi menacés.
L’ancien centre de développement de Nokia à Salo, racheté il y a un an par Microsoft, va fermer. 1 100 postes d’ingénieurs sont ainsi menacés. Le Monde.fr

La zone industrielle de Salo semble presque abandonnée. Le vaste parking qui fait face à l’ancienne usine Nokia est quasiment vide. Quelques vélos sortent bien de temps à autre du bâtiment réinvesti par Microsoft, mais pour combien de temps ? Les 1 100 ingénieurs qui travaillent ici savent qu’ils vivent leurs derniers mois sur le site, qui était auparavant l’ancien centre de développement de Nokia.

Le logo de la marque finlandaise n’apparaît même plus sur la façade, remplacé par un logo américain après le rachat en avril 2014 de la branche mobile par Microsoft. Il y a encore huit ans, près de 5 800 personnes travaillaient pour Nokia dans cette ville de 54 000 habitants. Le contexte a radicalement changé, alors que Microsoft (qui vient d’annoncer la plus importante perte trimestrielle de son histoire) a révélé début juillet vouloir restructurer ses activités dans le mobile, passant par la suppression de près de 7 800 postes dans le monde.

Lire aussi : Microsoft prend acte de son échec dans le mobile et licencie 7 800 personnes

Hausse spectaculaire du chômage

Dans la petite ville du sud-ouest finlandais, le chômage a considérablement augmenté, passant en huit ans de 6 % à 15 %
Dans la petite ville du sud-ouest finlandais, le chômage a considérablement augmenté, passant en huit ans de 6 % à 15 % Le Monde.fr

De son côté, l’économie finlandaise a déjà beaucoup payé les frais de la chute de Nokia dans le marché du mobile depuis l’apparition de l’iPhone d’Apple en 2007. Longtemps, la Finlande et ses 5,4 millions d’habitants ont été dépendants du fleuron national. Au début des années 2000, la société a représenté jusqu’à 4 % du produit intérieur brut (PIB) et réalisait à elle seule plus de 25 % des exportations nationales.

Salo, ex-laboratoire miniature de Nokia, connaît mieux que personne les dangers d’une telle dépendance. C’est dans cette ville du sud-ouest de la Finlande que le premier modèle de téléphone mobile de la marque a été conçu à la fin des années 1980. Le site de Salo était alors l’un des poumons de l’économie locale. En 2015, l’entreprise a complètement déserté la ville. Seuls les habitants défient la tendance mondiale du marché des mobiles en arborant fièrement leur Nokia.

Antti Rantakokko, maire depuis 2009 de cet ancien « Nokialand », évoque difficilement les chiffres tant ils sont dramatiques. Depuis le départ de Nokia, en 2012, le chômage a considérablement augmenté dans la ville, passant en huit ans de 6 % à 15 %, contre 10 % dans tout le pays. Les finances municipales ont elles-mêmes subi de grosses pertes : avant le départ de Nokia, les recettes fiscales prélevées sur les entreprises atteignaient les 60 millions d’euros, elles sont aujourd’hui en dessous de 10 millions. « Pour palier cette baisse de revenus, on a dû fermer des écoles et d’autres services publics, regrette le maire. Des congés sans solde ont été imposés et on a surtout diminué le personnel par des départs à la retraite non remplacés dans les services municipaux. »

Solidarité entre les habitants

Maija Lehtinen est préoccupée par le sort de son mari. Licencié par Nokia il y a trois ans, il avait finalement été réembauché par Microsoft.
Maija Lehtinen est préoccupée par le sort de son mari. Licencié par Nokia il y a trois ans, il avait finalement été réembauché par Microsoft. Le Monde.fr

Maija Lehtinen ne cache pas son inquiétude face à ces nouveaux licenciements. La restauratrice de 31 ans est particulièrement préoccupée par le sort de son mari. Licencié par Nokia il y a trois ans, il avait finalement été réembauché par Microsoft. Aujourd’hui, l’histoire se répète. Son restaurant, lui, survivra. Elle pense avoir passé le pire. Avant le départ de Nokia, les cadres de l’entreprise affectionnaient particulièrement le décor moderne de son établissement, le Ravintola Salon Seurahuone, et n’hésitaient pas à y organiser des dîners d’affaires. « On a vite compris qu’il faudrait se diversifier après la fermeture de l’usine, explique la jeune femme, l’une des rares dans la ville à utiliser… un iPhone. Alors on est également devenus traiteurs et on essaye de se tourner vers les fêtes familiales en remplacement des dîners d’affaires. »

Les habitants ont rapidement pesé les conséquences gravissimes qu’aurait le départ du champion déchu des télécoms, alors ils se sont serré les coudes. Preuve de solidarité pour Maija Lehtinen, « ils ont plus tendance à se tourner vers les commerces de proximité qu’avant ».

Sur la place du marché à Salo, une quinzaine d’étals doivent se serrer autour de la piste cyclable centrale.
Sur la place du marché à Salo, une quinzaine d’étals doivent se serrer autour de la piste cyclable centrale. Le Monde.fr

A quelques encablures de la mairie, une quinzaine d’étals se serrent autour de la piste cyclable qui traverse la place du marché. Certains marchands semblent peu affectés par la situation actuelle. « On parle toujours de Salo quand Nokia, ou maintenant Microsoft, licencie », s’insurge Lida Laine derrière son stand de fruits et légumes. La jeune fille de 25 ans a grandi à Salo, elle travaille aujourd’hui dans un supermarché, en attendant de reprendre ses études :

« Il y a plein d’autres chômeurs dont on ne parle jamais ici, je vois bien au magasin par exemple, il y a de plus en plus de clients qui viennent faire les courses munis d’une calculatrice. »

Avant d’être réembauché par la firme Microsoft, Timo Rouvali, représentant syndical (Pro) et ingénieur, avait travaillé plus de vingt ans chez Nokia. Comme la plupart de ses collègues, il savait bien que ça ne durerait pas, le déclin des mobiles au logo bleu était déjà bien entamé. Le quadragénaire ne cache pas son amertume : « On est d’autant plus déçu par l’annonce de ces licenciements qu’au moment du rachat de Nokia, la direction de Microsoft avait assuré qu’elle laisserait jusqu’à fin 2016 pour voir les résultats. Là, mi-2015, on nous abandonne sans même nous avoir laissé une chance. »

« On savait qu’il y aurait de la casse »

Timo Rouvali a travaillé plus de 20 ans chez Nokia à Salo avant le départ de la firme finlandaise, il est aujourd'hui ingénieur et représentant syndical sur ce même site, détenu par Microsoft.
Timo Rouvali a travaillé plus de 20 ans chez Nokia à Salo avant le départ de la firme finlandaise, il est aujourd’hui ingénieur et représentant syndical sur ce même site, détenu par Microsoft.

Aujourd’hui, la mairie cherche activement une entreprise qui voudrait réinvestir les lieux. Toute l’équipe municipale a d’ailleurs interrompu ses vacances pour trouver un remplaçant à Microsoft. Après l’annonce des licenciements, le premier ministre s’est rendu sur place pour assurer que le gouvernement ferait tout ce qui est en son possible pour faire revenir les entreprises dans la ville, alors le maire feint d’être confiant.

Pour M. Rantakokko, la situation est en tout cas moins dramatique qu’il y a trois ans, quand les ouvriers peu qualifiés de l’usine avaient perdu leur emploi. « Aujourd’hui, ce sont des ingénieurs qui risquent d’être licenciés, c’est tragique mais ils sont qualifiés et je ne doute pas qu’ils puissent retrouver un emploi », confie l’édile. Ces annonces faites par Microsoft début juillet, il s’y attendait un peu. « On savait qu’il y aurait de la casse, on voyait bien que la part de marché de Microsoft dans les smartphones n’allait pas en s’améliorant, regrette-t-il. On s’attendait à des licenciements, mais pas à ce que tout le site ferme. »

Les négociations entre les syndicats et la direction ne font que commencer. Mais le fait que Microsoft plie bagage ne fait plus de doute. Contactée par Le Monde, la firme américaine n’a pas souhaité faire de commentaire à ce stade des discussions. Selon le syndicat Pro, près de 200 personnes sur les 1 100 employés pourraient être mutées sur le site d’Espoo, en banlieue d’Helsinki, où l’entreprise d’informatique est toujours présente. « Il s’agit d’ingénieurs très qualifiés qu’on ne trouve pas ailleurs », signale Timo Rouvali. Natif de Salo, il craint pour sa part de devoir quitter la ville : « Ceux qui se retrouveront sans emploi devront sûrement partir, le chômage est trop important ici. » Déménager, cela signifierait vendre sa maison. Mais le marché immobilier ne se porte pas à merveille. « Je me demande qui voudra encore acheter ici. »

Lire aussi : Nokia, de retour (ou presque) dans les smartphones

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http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/07/23/berceau-de-nokia-en-finlande-la-ville-de-salo-sinistree-par-les-licenciements_4695593_3234.html
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-REAZIONE:LA CADUTA  DI NOKIA,IL GRANDE MARCHIO FINLANDESE,E’ OPERA DELLA NUOVA ERA.
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-NOTA 3:
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-SU LA REPUBBLICA:
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Microsoft conferma: taglierà altri 7.800 posti lavoro

Sarà coinvolta anche la divisione telefonia che lo scorso anno era stata acquistata per 7,2 miliardi da Nokia. Il mese scorso si era già dimesso l’ex ad del gruppo finlandese
08 luglio 2015

Microsoft conferma: taglierà altri 7.800 posti lavoro
(afp)

MILANO – Microsoft annuncia la riduzione di 7.800 posti lavoro, la maggior parte nella sua divisione di telefonia: sarà quindi coinvolto anche il comparto smartphone rilevato lo scorso anno per 7,2 miliardi da Nokia. Redmond ha dunque confermato le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni secondo cui la società sarebbe stata pronta ad annunciare una nuova ondata di licenziamenti. I tagli confermati oggi, infatti, sono in aggiunta ai 18mila esuberi pianificati l’anno scorso. La compagnia al momento impiega oltre 118 mila persone a livello mondiale.

I licenziamenti arrivano alla vigilia del lancio, il 29 luglio, di Windows 10, il primo sistema operativo multipiattaforma per computer, smartphone e tablet con cui Microsoft punta ad attrarre gli sviluppatori di app e a rilanciarsi nel mercato ‘mobile’, dove la casa di Redmond continua a perdere quote di mercato a vantaggio delle piattaforme iOS di Apple e Android di Google. Il mese scorso Stephen Elop, ex Ceo di Nokia diventato top manager di Microsoft nella divisione mobile dopo l’acquisizione, ha annunciato l’abbandono della compagnia.

Sempre il mese scorso Microsoft ha reso nota la cessione ad Aol delle attività pubblicitarie online, e la vendita a Uber di parte delle sue attività nelle mappe. La mossa è l’ennesima con cui l’amministratore delegato Satya Nadella mostra la sua volontà di ritirarsi dalle attività con performance deboli per rendere Microsoft più concentrata su quelle strategiche.

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http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/07/08/news/microsoft_conferma_tagliera_altri_7_800_posti_lavoro-118632486/
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-REAZIONE:IL DOMINIO DELLA NUOVA ERA,E LA VERITA SCIENTIFICA,SI ESTENDE ALL’ITALIA MALGRADO CERTI ACCORDI DI MICROSOFT CON RENZI.MA LUI E’ LA COSIDETTA GENERAZIONE TELEMACO(BUFFONATA)SARA  SCONFITTA.VEDI NOTA DI SEGUITO.
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-NOTA 4:
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-SU LA REPUBBLICA.
Educazione digitale nelle scuole, è polemica sul patto tra Miur e Microsoft
Educazione digitale nelle scuole, è polemica sul patto tra Miur e Microsoft

Un accordo siglato tra il Ministero dell’istruzione e della ricerca e l’azienda Usa prevede dei corsi di formazione gratuiti organizzati dal colosso hi-tech a dirigenti scolastici, docenti e alunni. Ma la partnership non piace al mondo italiano del software libero. Ecco perché

di ROSITA RIJTANO

29 maggio 2015

UN accordo per promuovere l’educazione digitale tra i banchi di scuola. A firmarlo, da un lato, c’è il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca che si impegna a recepire le priorità dettate dal documento La Buona Scuola, cioè “il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’innovazione”; dall’altro c’è Microsoft, il colosso hi-tech statunitense tra le cui mani dovrebbe passare l’istruzione informatica di alunni e docenti. Una partnership che però non piace (“Si tratta solo di una strategia commerciale”) al mondo italiano del software libero. Spiega Italo Vignoli, presidente della Document Foundation, l’organizzazione no-profit fondata per lo sviluppo di sistemi operativi open source: “La colpa non è di Microsoft, che fa il suo lavoro e porta avanti i suoi interessi, ma del Ministero. Per correttezza, avrebbe dovuto fare un’informazione trasversale su questi temi, dove esistono più voci, meritevoli di un identico spazio. E non firmare un’intesa con un’unica azienda”.Più nel dettaglio, il testo pubblicato lo scorso 15 maggio definisce alcuni impegni reciproci. Il Miur deve sponsorizzare ogni attività organizzata nell’ambito del programma attraverso Protocolli in Rete: il portale online dedicato ai patti stipulati tra le scuole e le fondazioni private. Con l’obiettivo di migliorare la dotazione tecnologica dei nostri istituti. In cambio, la multinazionale fondata da Bill Gates ha il compito di preparare dei corsi di formazione per dirigenti scolastici, insegnanti e studenti. Certo, tutti gratis. E senza prevedere alcun tipo di esclusività (“la clausola di adesione prevista dal Protocollo consente ad altri operatori di aderirvi con le stesse finalità”) né vincolo formale nell’adozione successiva di determinati software. “Però”, prosegue Vignoli, “ascoltare un’unica campana, significa creare nei ragazzi la convinzione che esiste un solo prodotto in grado di lavorare in una certa maniera, un solo standard per i documenti e un solo modo di fare information technology. Quando, invece, non è assolutamente vero”.Per non parlare del fatto che durante i corsi, molto probabilmente, gli allievi dovranno usare dei prodotti di Microsoft. A scuola come a casa. Con le relative spese famigliari e il rischio assuefazione. Aggiunge Stefano Sabatini, membro di Wikimedia Italia e tra gli autori del blog Marco’s Box: “Una persona che cresce imparando una determinata piattaforma, difficilmente ne adotterà un’altra in seguito”. Ma il problema non è solo l’educazione. “Ci si potrebbe chiedere: qual è l’utilità del progetto per la società di Redmond?”, suggerisce l’avvocato Francesco Paolo Micozzi. “E diventa chiaro se si ha ben presente l’articolo 68 del codice dell’amministrazione digitale che detta alla Pubblica Amministrazione le regole da seguire per l’acquisizione di software”. La prima scelta deve ricadere d’obbligo sui sistemi operativi open source, o sulle soluzioni di riuso. A meno che non venga motivata l’impossibilità di adottarli, il tutto stimando una serie di spese tra cui: costo delle licenze, aggiornamento e formazione dei dipendenti. “Se facciamo un passo indietro e pensiamo al protocollo siglato tra il Miur e Microsoft, è vero: l’educazione digitale a dirigenti, insegnanti e alunni sarebbe gratuita. Ma quando la Pubblica amministrazione dovrà decidere l’acquisto di un nuovo prodotto, quello di Microsoft risulterà avere delle spese di formazione sostanzialmente azzerate. Un vantaggio non di poco conto in sede di valutazione comparativa”. E pensare che l’open garantirebbe agli uffici statali un bel risparmio. Lo dimostra la cronaca. Saranno sei i milioni che il comune di Torino salverà dicendo, semplicemente: “Bye, bye Windows”.Abbiamo chiesto al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca di spiegare questo accordo. Ci ha risposto con una nota ufficiale. Eccola:
“Il Protocollo con Microsoft è uno dei 7 protocolli d’intesa/accordi operativi che il Miur ha stipulato con associazioni, aziende, enti e fondazioni per sostenere il processo d’innovazione digitale nel mondo della scuola. Accordi che non prevedono alcun onere per il Ministero e  lo Stato, essendo le attività e le forniture previste completamente a carico dei partner privati. La novità è che con la piattaforma protocolli in rete, il Ministero si è dotato di un meccanismo di controlli sul modo in cui viene data attuazione agli obiettivi contenuti negli accordi. L’amministrazione riceve numerose richieste di sottoscrizione di protocolli da parte di imprese e fondazioni, perseguendo così un duplice obiettivo: da un lato, attrarre investimenti aggiuntivi verso la scuola; dall’altro, rendere trasparente il rapporto tra scuola e impresa. Il numero dei protocolli attivati è dunque in crescita e la varietà degli interlocutori dimostra che il mondo della scuola è aperto a ogni tipo di soluzione. Nello specifico, infatti, il Protocollo con Microsoft prevede di destinare, a titolo gratuito, percorsi formativi rivolti a dirigenti scolastici, docenti e studenti su tematiche relative all’ICT nella didattica, management delle risorse e all’educazione ai media. L’accordo non prevede, tuttavia, alcun vincolo di esclusività in favore della stessa Microsoft e permette quindi, attraverso la clausola di adesione prevista

 dal Protocollo stesso, ad altri operatori del settore di aderirvi con le stesse finalità. L’accordo è, inoltre, un rinnovo di un precedente accordo che si è reso necessario per poter procedere alla sua pubblicazione sulla piattaforma dei protocolli in rete.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/05/29/news/accordo_miur_microsoft-115578889/
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REAZIONE:QUESTA E’ L’INIZIO DELLA SCONFITTA DI RENZI,LA TELEMACO E GLI ACCORDI CON RENZI IN ITALIA.LA DIGITAL VENEZIA CADRA.
PD:IN PROTESTA A QUESTI ACCORDI NEL MIO COMPUTER NON ADOTTERO IL WINDOWS 10,L’ULTIMA VERSIONE DEL SISTEMA OPERATIVO WINDOWS.
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-NOTA 5:
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-SU LE MONDE:
Les ruines du monde grec. Récit multimédia Les ruines du monde grec
-NOTA 6:
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-SU CORRIERE DELLA SERA:
corrieredelmezzogiorno.corriere.it
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Valle dei Templi blindata per una notte: arriva il colosso Google
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agrigento
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Mezzogiorno, 25 luglio 2015 – 15:42

AGRIGENTO – La Valle dei Templi apre le porte al colosso del web Google. L’area archeologica, patrimonio dell’Umanita, è stata affittata per una notte al costo di centomila euro. Si svolgerà qui, lunedì 27 luglio, l’esclusivo meeting delle star della rete. Porte chiuse dunque per i turisti a partire dalle 18 per dare spazio ai preparativi dell’esclusivo gala. La Sicilia dev’essere particolarmente amata da Sergey Brin e Larry Page, fondatori del motore di ricerca per eccellenza. Scelgono infatti l’isola per la seconda volta. Già l’anno scorso il “Google Camp” aveva fatto tappa a Sciacca. E di nuovo quest’anno, fino al 30 luglio, i vertici del colosso di Cupertino saranno al “Verdura golf resort” della cittaddina agrigentina. Con una novità in più: la Valle dei Templi blindata per una notte, appunto. La lista degli ospiti è segretissima ma rumors danno tra gli invitati: Bill Gates, Giorgio Armani, Arianna Huffington, Alicia Keys e David Beckham.

shadow carousel

La Valle dei Templi
Misure di sicurezza
I fondatori di Google

Misure di sicurezza straordinare sono state comunicate dalla Capitaneria di Porto per l’occasione: all’interno dell’area demaniale marittima lungo il tratto di litorale compreso tra la foce del fiume Verdura e località Torre Verdura (Comune di Sciacca), e nell’antistante specchio acqueo fino ad una distanza di 500 metri dalla linea di costa, a persone, veicoli, unità navali e velivoli estranei alla manifestazione «è fatto divieto di transito, sosta, navigazione, ancoraggio, pesca, balneazione, sorvolo (a una quota inferiore a 200 metri), atterraggio ed ogni altra attività di superficie e subacquea».

25 luglio 2015 | 15:42

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/arte_e_cultura/15_luglio_25/valle-templi-blindata-una-notte-arriva-colosso-google-61c62822-32ce-11e5-b678-cba043437fc9.shtml

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REAZIONE:GOOGLE,L’AVANGUARDIA DELLA NUOVA ERA,E L’ALTRO GIGANTE DELLE TELECOMUNICAZIONI CONVERTITO ALLA NUOVA ERA NELLA MAGNA GRECIA.NON SI PUO CHIEDERE DI PIU.

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-NOTA 7(SCRITTO PRESO DAL POST ANTERIORE):

-APPENDICE:IL GIORNO DOPO
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-E DALL’EUROPA ARRIVA LA CONFERMA,NON C’E’ FIDUCIA IN RENZI
lastampa.it
“L’Italia ha già avuto lo sconto”. Bruxelles fredda sul piano Renzi

«Un giudizio sul piano fiscale è molto prematuro», taglia corto Pierre Moscovici. In effetti, quando gli pongono il quesito, il commissario Ue per l’Economia ammette di non aver ricevuto comunicazioni da Roma sul nuovo pacchetto di tagli alle imposte, di non averne parlato col governo, e di non aver neanche letto l’intervista in cui il ministro Padoan rivela di puntare sulla clausola europea della flessibilità, e sui maggiori margini fiscali che essa consente, per finanziare la fine di Tasi & Co. «L’Italia ne ha già chiesto l’attivazione e, non a caso, l’ha ottenuta», dice il francese, con la frase che contiene la domanda del giorno: se abbiamo già avuto lo sconto 2016, di quale sconto si sta parlando?

Ma la riforma non pensa ai più giovani di Massimo Russo

«C’è un quadro intellettuale e politico in cui formeremo il nostro giudizio», filosofeggia Moscovici, per dire che la porta è aperta e la corsa lunga. Sabato Matteo Renzi ha annunciato un programma di forte riduzione delle tasse che vale 45 miliardi nel 2016-18. I tecnici della Commissione rivelano di aver scoperto l’intenzione dai giornali, anche «con qualche sorpresa», perché il percorso di risanamento su cui l’Italia ha camminato sinora con successo appare virtuoso ma povero di margini per deviazioni. Roma ha fruito della clausola flessibilità di Bruxelles nel 2015, causa cattiva congiuntura. Il lieto evento si è riprodotto nel 2016, stavolta grazie al sostanziale processo di riforme avviato dal governo: è stata consentita una correzione del deficit strutturale da 0,1 punti di Pil, invece dello 0,5 canonico, il che ha liberato 6 miliardi. «Quando parlano di flessibilità – ragionava ieri una fonte europea – non è chiaro a cosa si riferiscano. La clausola per il 2016 è già stata usata». Il «quadro intellettuale», e non solo, si basa su tre pilastri. Moscovici, elaborando sul dossier Italia, ha ripercorso le regole fissate dalla Commissione in gennaio. «Un Paese che investe (e ha il deficit sotto il 3% del Pil) va incoraggiato», uno che fa le riforme «può guadagnare del tempo», mentre si può tenere conto del ciclo sfavorevole «perché se l’economia è in difficoltà lo sforzo di bilancio non può essere lo stesso» di un Paese che cresce bene. Il francese ritiene che il caso italiano sia il secondo. «Lo valuteremo in funzione di ciò che propone l’Italia», ribadisce

Passaggio stretto. Ricordano le fonti europee, la Commissione ha rinviato all’autunno la definizione o meno di «rapporto secondo l’art.126.3 del Trattato», una prima messa sotto accusa del debito che, sebbene al picco, resta sopra il 130% del Pil. E’ una mano legata. La seconda è vincolata dalla volontà del governo di disinnescare le clausole di salvaguardia per il rispetto degli obiettivi europei, già computate nella tabella di marcia concertata con Bruxelles. Sono 16,2 miliardi da trovare per non aumentare Iva (al 24%) e accise. Scendono a 10 se si valuta che 6 sono coperti dalla clausola di flessibilità avuta in maggio. E il resto? Le parole di Padoan fanno supporre che il rapporto fra deficit e Pil, previsto all’1,8% nel 2016 potrebbe slittare verso il 2,5%. Chi legge i giornali, nelle istituzioni, ritiene che il secondo sconto auspicato sia questo: i circa 5 miliardi necessari per Tasi e Imu agricola l’anno venturo. «Nessun pregiudizio, siamo pronti ad aiutare, ma vogliamo essere convinti», assicurano ai piani alti della Commissione. Può funzionare se tutto va, le riforme, le briglie al debito, la crescita sempre magra da noi.

 http://www.lastampa.it/2015/07/23/economia/litalia-ha-gi-avuto-lo-sconto-bruxelles-fredda-sul-piano-renzi-VoZlaoyzfZmtKhqtesD6aK/pagina.html
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COMMENTO:LA CONFERMA DELLA MANCANZA DI FIDUCIA IN RENZI E,IN QUESTO CASO, IL SUO PIANO PER RIDURRERE LE TASSE FRA CUI QUELLA DELL’IMU CHE NUOCE I COMUNI,ARRIVA NIENTE DI MENO CHE PER BOCCA DEL COMMISARIO PER L’UE PER L’ECONOMIA,IL SOCIALISTA FRANCESE MOSCOVICI,PIERRE.
COME CONSEGUENZA RENZI SI LA PRENDE CON L’UE(BRUTTA SEGNALE PER IL SUO FUTURO POLITICO):”L’EUROPA NON FACCIA SOLO LA MAESTRINA,COLLABORI”.VEDI TITOLARE SU LA STAMPA:

Renzi: “L’Europa aiuti chi vuole ripartire, non sia solo maestrina con la matita rossa e blu”
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-APPENDICE:
-A):*26 LUGLIO 2015:HILLARY,BENGAZI
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-TITOLARE SU THE WASHINGTON TIMES:
Top News
Hillary Clinton agrees to testify before Benghazi panel in October
By Associated Press 291 Shares

Hillary Rodham Clinton’s presidential campaign says the former secretary of state will testify Oct. 22 before the House committee investigating the deaths of four Americans in the attacks in Benghazi, Libya, in 2012.

TRADUZIONE:
Top News
Hillary Clinton accetta di testimoniare davanti al pannello Bengasi nel mese di ottobre
Questo 23 Gennaio 2013, archvio di foto mostra il Segretario di Stato Hillary Rodham mentre testimonia a Capitol Hill a Washington prima dell’udienza della  Commissione Affari Esteri del Senato sulla attacco mortale sulla missione diplomatica degli Stati Uniti a Bengasi, in Libia. (AP Photo / Pablo Martinez Monsivais) ** FILE **
da Associated Press
La campagna presidenziale di Hillary Rodham Clinton dice che l’ex segretario di Stato testimonierà il 22 ottobre davanti alla Commissione Parlamentare che sta indagando la morte di quattro americani negli attacchi a Bengasi, in Libia, nel 2012.
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-B):TITOLARI SU LA REPUBBLICA:
Obama in Kenya tra lotta a jihadisti e difesa diritti gay: “L’Africa corre, è in crescita”

La Repubblica‎ – 1 giorno fa
Barack Obama, in primo piano, con affianco il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta …
L’arrivo di Obama in Kenya. Per la prima volta da presidente Usa
La Repubblica‎ – 2 giorni fa
Kenya, Obama balla la Lipala Dance
La Repubblica‎ – 2 ore fa
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Altre notizie su la repubblica,obama in kenya


Alle “radici” di Obama. In Kenya per la prima volta da …

www.repubblica.it/esteri/2015/07/…/usa_obama_in_kenya-119758832/

giorni fa – In Kenya per la prima volta da presidente Usa All’arrivo a Nairobi, Obama abbraccia la sorellastra Auma sotto lo sguardo del presidente del …

L’arrivo di Obama in Kenya. Per la prima volta da presidente …

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2 giorni fa – In sequenza, i primi momenti del viaggio che riporta Barack Obama nel Kenya che diede i natali a suo padre. Prima tappa di una “missione

EPILOGO:NEL PRESENTE LA NUOVA ERA DOMINA.E LA MAGNA GRECIA ANCHE,”OF COURSE”.

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-ANESSO 1(28 LUGLIO 2015):SU BBC

UK Politica

 Referendum UE: George Osborne ha speranza in un accordo ‘win-win’
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*27 luglio 2015,Media caption(VIDEO NON RIPORTATO)
George Osborne ha detto che e’ fiducioso  che “saremo in grado di ottenere un  buon accordo per la Gran Bretagna”

George Osborne ha detto che è fiducioso di un accordo “win-win” tra il Regno Unito e il resto dell’Unione europea nei colloqui sulla sua futura adesione.

Parlando a Parigi in un incontrò con omologhi francesi il cancelliere ha detto che c’era “buona volontà di impegnarsi” con gli argomenti britannici.

Ma non sarebbero stati disegnati  in relazione di un referendum che  potrebbe essere portato avanti nel 2016, se i negoziati saranno conclusi rapidamente.

Osborne ha in programma di visitare altre capitali europee nei prossimi mesi.

La sua visita è avenuto mentre le università del Regno Unito hanno lanciato la loro campagna per un “sì” in un futuro referendum sull’uscita dell’UE, che si terrà entro la fine del 2017.

Osborne, che sta tenendo incontri con il ministro dell’Economia francese Emmanuel Macron, il suo ministro delle Finanze Michel Sapin e il ministro degli Esteri Laurent Fabius, ha detto che tutte le parti “hanno voluto andare avanti e parlare”.

Analisi, dalla orrisspondete della BBC a Parigi Lucy Williamson

George Osborne

Dopo tutto il parlare di posti di blocco e delle differenze, l’incontro di oggi ha un’atmosfera piuttosto diversa. Sia l’onorevole Osborne che il sig Macron hanno parlato di “un approccio win-win” a proposte di riforma della Gran Bretagna per la UE.

Vogliamo un’Europa che funziona per tutti i suoi cittadini, ha detto il cancelliere, aggiungendo che la Francia ha accettato gli interessi dei paesi della zona euro e non come la Gran Bretagna dovrebbe essere protetto.

Il suo ospite francese ha tenuto a sottolineare la necessità di una riforma. Gli avvertimenti contro un Europa “a la carte” non c’erano più.”Penso che abbiamo la base di un accordo comune”, ha detto Macron. “La Francia vuole riforme che rafforzino l’Europa, non riforma che l’indebolisce. Ma oggi non ho sentito nulla di incompatibile con quello.”

Il dialogo, naturalmente, sarà sul dettaglio di tali riforme. Alla domanda su un calendario per il referendum britannico, il signor Osborne non ha escluso di stare tenendolo presto. Ma un ampio consenso sulla necessità di una riforma è una cosa che 28 paesi dovranno firmare a specifiche misure di un’altra.

Ha detto alla BBC: “Io non conosco nessuno che rivendicano che i negoziati saranno semplice, ma si sente un sacco di buona volontà qui e la volontà di impegnarsi perché tutti noi vogliamo vedere l’Europa lavorare meglio per i cittadini di tutta l’Unione europea.

«E ora si sente politici francesi riconoscendo che ci deve essere un trattamento equo per i paesi che non sono nell’euro come per la integra zona euro e vi è la possibilità di un accordo win-win”.

La visita del signor Osborne segna una nuova fase nel processo negoziale in cui il dettaglio tecnico delle richieste del Regno Unito sono allo studio.

David Cameron, che ha visitato Parigi, Berlino e altre capitali europee sulla scia della vittoria elettorale di maggio per definire grandi obiettivi del suo governo, ha detto che le discussioni sono state “procedendo abbastanza bene, ma ci saranno un sacco di difficoltà e problemi e blocchi stradali avanti per ottenere il tipo di accordo che credo sia necessario “.

Parlando in Indonesia, dove si trova per un viaggio commerciale, David Cameron ha detto che non ha avuto una data per il referendum in mente, dopo le notizie che i ministri hanno favorito il prossimo giugno: “Quando la negoziazione è completa quindi imposteremo la data per il referendum, “lui ha detto.

Che cosa significa la rinegoziazione?

French Economy and Industry Minister Emmanuel Macron (L) and British counterpart, British Chancellor of the Exchequer George Osborne (R)

Ministro dell’Economia francese Emmanuel Macron, a sinistra, con il signor Osborne

Il primo ministro non ha illustrato in dettaglio ciò che vuole, ma le sue richieste principali sono:

*Una uscita per nucleo  UE con l’obiettivo di “unione sempre più stretta”

*La sovranità dei parlamenti nazionali potenziati in modo che gruppi di essi siano in grado di bloccare le proposte legislative dell’UE

*Salvaguardare la City di Londra e altri centri finanziari al di fuori della zona euro

*Frenare  l’immigrazione dell’UE tagliando benefici

*Rendere l’UE più snella e competitiva

Per ottenere ciò che vuole il Regno Unito ritiene che sarà necessario riscrivere i trattati concordate tra tutti i 28 Stati membri dell’UE.

Q & A: previsto il referendum del Regno Unito sull’UE

Nel frattempo, il gruppo Universities UK – di cui fanno parte 133 capi esecutivi delle istituzioni universitarie del Regno Unito – hanno detto che sostiene l’adesione della Gran Bretagna all’Unione europea. Rettori hanno lanciato un “sì” alla campagna accanto al segretario ombra per gli affari Chuka Umunna e il pro-europeo Tory MP Damian Green.

Dame Julia Goodfellow, presidente di Universities UK, ha detto alla manifestazione di Londra che devono “alzarsi in piedi ed essere prese in conto”.

“E ‘chiaro che l’adesione del Regno Unito dell’Unione europea ha un impatto estremamente positivo sulla ledearship della nostra università a livello mondiale, rafforzando la ricerca universitaria e l’insegnamento”, ha detto.

“Il caso per stare in Europa è di assicurare la futura prosperità del Regno Unito, si tratta di massimizzare le possibilità di nuove scoperte che migliorano la società in cui viviamo, si tratta della posizione del Regno Unito nel mondo.”

UKIP, che sta conducendo una campagna per un voto “No” al referendum, ha criticato le Universities UK per entrare nel dibattito.

Capo vice Paul Nuttall, un docente universitario ed ex deputato europeo, ha dichiarato: “Dato che le università dovrebbero essere i bastioni di apprendimento di mentalità aperta, mi sembra sbagliato che un’istituzione che disciplinano gli interessi dell’istruzione britannica dovrebbe coinvolgere se stesso in un dibattito politico che ha visto persone che hanno negato qualsiasi approccio democratico basato su come la Gran Bretagna dovrebbe essere governata per 40 anni. ”

E il conservatore euroscettico John Redwood ha detto che i tentativi di presentare un voto Sì, come lo “status quo friendly” erano fuorvianti.

“Lo scopo è di eseguire una campagna sostenendo che … Sì,è l’opzione priva di rischi, e che NO comporterebbe tutta una serie di futuri terribili con bugie e storie di spavento”, ha scritto sul suo blog.

http://www.bbc.com/news/uk-politics-33671359

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ANESSO 2:MERCATI E IL FARO EST DELLA NUOVA ERA

-BBC:

UK Politica

Analisi: Perché David Cameron sta girando per il Sud Est Asiatico?

Da Ben Wright corrispondente politico, BBC News
*27 luglio 2015
 David Cameron

Si sarebbe potuto pensare che David Cameron avrebbe segnato l’inizio della stagione delle vacanze politici con una birra e granchio fredda panino accanto il surf in Cornovaglia.

Dopo tutto, l’elezione sgobbare della primavera ha consegnato una maggioranza conservatrice a sorpresa e il primo ministro si ha raramente visto così sicuro o fiducioso nel lavoro.

Ma invece di chillaxing di una settimana, David Cameron sta salendo su  un aereo con i leader aziendali per dirigersi verso gli angoli più nascosti del Sud Est asiatico.

Al di là della UE

Il suo itinerario stipato prenderà Indonesia,Malesia,Vietnam e Singapore su una missione commerciale whistle-stop, il primo di questo Parlamento. Così che cosa il primo ministro spera di ottenere dal viaggio?

La scorsa settimana, David Cameron ha detto che la Gran Bretagna aveva bisogno di andare “fino agli estremi confini della terra” per vendere la sua merce.

Mentre l’UE rimane il principale partner commerciale della Gran Bretagna, David Cameron è stato chiaro su che il Regno Unito ha bisogno di guardare al di là dell’Europa, un’ambizione che rispecchia la frustrazione a livello di competitività e di regolamentazione dell’UE.

Queste sono le priorità nella rinegoziazione di David Cameron sull’adesione della Gran Bretagna con l’UE. E come tale va avanti, il ministro principale sta inviando un chiaro segnale su che Gran Bretagna deve anche guardare ad est.

Non solo per l’India e la Cina; ma per il potenziale in gran parte inutilizzato del Sud-Est Asia. Entro il 2030, la regione dovrebbe essere il quarto più grande mercato unico del mondo.

Offensivo Charm

Come ha detto David Cameron la scorsa settimana, la Gran Bretagna sta ancora vendendo più in Ungheria che in Indonesia, anche se l’Indonesia è 25 volte più grande.

La Gran Bretagna fa più scambi con il Belgio di quanto non faccia con l’Indonesia, Malesia, Vietnam e Singapore combinati.

Indonesian President Joko Widodo

Nuovo presidente indonesiano Joko Widodo è appassionato di commercio estero

Il governo ha l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni britanniche verso 1000000000000 £ entro il 2020 e vede le economie in espansione ad est come i mercati prugnare di beni e servizi britannici, nonché fonte di investimenti diretti nel Regno Unito.

Ad esempio, l’Indonesia è il quarto paese più popoloso del mondo, con un’economia più o meno con le stesse dimensioni della Gran Bretagna. La classe media è in rapida crescita e il nuovo Presidente Joko Widodo è molto appassionato di attrarre investimenti esteri.

Estremismo

E’ una storia simile in Vietnam e David Cameron sarà il primo premier britannico a visitare il paese, che ha la classe media in più rapida crescita nel Sud Est Asiatico.

E’ già in un’offensiva di fascino sul commercio in Malesia, di nuovo nel 2012.

Difesa e l’istruzione sono le aree d’affari britannico che sta spingendo duro.

Ma è a doppio senso, e una delegazione che rappresenta il “Powerhouse Nord” sarà anche in questo viaggio, nella speranza di tentare investitori di rigenerazione e di infrastruttura opportunità.

Ma, così come gli affari, altri problemi sono suscettibili di caratterizzare questo viaggio. Sia l’Indonesia che la Malesia stanno cercando di affrontare l’estremismo islamico.

Indonesia, la più grande democrazia a maggioranza musulmana nel mondo, ha visto tra 200 e 500 dei suoi cittadini aderire al cosidetto Stato islamico (IS) in Siria e in Iraq.

Tensioni diplomatiche

Tra 60 e 150 malesi si stima di aver fatto lo stesso e, all’inizio di quest’anno un video di reclutamento in lingua Malay ha emerso con ragazzi impegnati nella formazione delle armi tenuto in territorio.

Il paese ha recentemente introdotto nuovi poteri anti-terrorismo e il premier rischia di parlare con i leader di entrambi i paesi di quello che può fare di più per affrontare IS e il movimento di combattenti stranieri.

Ci potrebbe anche essere tensioni diplomatiche in Indonesia quando – o se – Cameron solleva il caso di Lindsay Sandiford, un 58tenne da Cheltenham che è stato nel braccio della morte nel paese dal 2013 dopo essere arrivati ​​a Bali dalla Thailandia trasportando cocaina con un valore di mercato di £ 1,6 milioni.

Lindsay Sandiford

Lindsay Sandiford, da Cheltenham, è nel braccio della morte in Indonesia

Chiamate del governo britannico contro la sentenza sono stati finora ignorati e la signora Sandiford è dovuto essere giustiziato tramite fucilazione.

Nel mese di aprile, sette cittadini stranieri sono stati giustiziati per reati di traffico di droga e decine di altri sono nel braccio della morte.

Il presidente Widodo ha detto di recente che l’Indonesia era in una “emergenza droga”.

Mentre accordi commerciali reciprocamente vantaggiosi sarà la zavorra del viaggio, questi nuovi mercati presentano i propri ostacoli.

http://www.bbc.com/news/uk-politics-33670116

REAZIONE:QUALCUNO DUBBITA CHE QUESTO VIAGGIO C’ENTRA CON LA BANCA DELLA NUOVA ERA,LA BANCA CINESE DI SVILUPPO ASIATICA  E QUELLO SPAZIO DI AFFARI IN ASIA INESPLORATO DALLE ISTITUZIONI DI CREDITO COME FMI,BANCA MONDIALE E BANCA DI SVILUPPO ASSIATICO?

QULCUNO DUBITA CHE LA NUOVA ERA DOMINA?QUELLO DEL TITOLO.

PD:LA NAZIONE INDONESIANA E’ AMICA AL “QUARTIERE DELLA NUOVA ERA”,IN BOCCA AL LUPO.

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aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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16 luglio 2015
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16 LUGLIO 2015:CRISI GRECA,GERMANIA E MEDITERRANEO,COMPRATE USA NON KENYA

-SULLA BBC:

Chi sta invitando la gente al ‘Boicottaggio della Germania’?

BBC Trending cosa popolare e perché
*15 lug 2015

Marchi e prodotti tedeschi sono l’ultima destinazione di attivisti politici arrabbiato per il salvataggio della Grecia.

#BoycottGermany Stata la prima volta su Twitter in connessione con la crisi greca durante il fine settimana, ma ha iniziato raccogliendo il Lunedi. L’hashtag è stato poi usato più di 30.000 volte, guidato le classifiche trend in tutta Europa da voci di sinistra e anarchici.

Alcuni sono invitando la gente a evitare i prodotti con i codici a barre che iniziano con una sequenza di numeri che indica origine tedesca:

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Tuttavia, i codici si riferiscono solo alla posizione della casa madre, non il luogo di fabbricazione . Un elemento con un codice a barre che inizia 401 potrebbe essere stato fatto in Francia, Gran Bretagna – o anche la Grecia.

Uno dei messaggi più retweeted viene da David Graeber, un anarchico attivista e professore di antropologia americana presso la London School of Economics. Si fa riferimento alla cancellazione della seconda guerra post-mondiale di debiti accumulati da parte del regime nazista:

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Altri chiedono specifico orientamento dei beni di lusso tedeschi. “Non comprare che Volkswagen o Miele,” un utente dice . Manifesti di propaganda anti-nazista sono ampiamente diffusi:

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Ma l’hashtag è anche ampiamente utilizzato in Germania, e molti sono stati rispondendo di nuovo alle richieste di un boicottaggio.

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Giornalista tedesco Thomas Walde tweets sarcastico: “Ha la richiesta greca per l’introduzione della moneta #BoycottGermany aiuto tedesco n Bene che va bene, allora?».

Anche se il primo ministro greco Alexis Tsipras ha definito l’accordo di salvataggio “irrazionale”, egli sta spingendo per il parlamento del paese di ratificare l’accordo entro la fine del Mercoledì. Tra le condizioni per il salvataggio sono tasse più alte e l’aumento dell’età pensionabile . La BBC è in funzione una pagina dal vivo che contiene tutti gli ultimi sviluppi, che potete trovare qui .

VIDEO CANCELLATO
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Media caption #ThisIsACoup trended worldwide – it started with a movement of left-wing activists in Spain

All’inizio della settimana il #ThisIsACoup hashtag è tendenzialmente in tutta Europa come una reazione contro l’accordo di salvataggio, e uno degli attivisti spagnoli dietro quel hashtag – è stato ampiamente utilizzato dalla sinistra spagnola – è stato anche uno dei primi a twittare a sostegno della un boicottaggio.

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Da parte loro, le imprese tedesche non sembrano essere troppo preoccupati per l’appello al boicottaggio . “Stiamo prendendo questo sul serio, ma non c’è motivo di panico,” Volker Treier, a capo del Commercio Estero della Camera di Commercio tedesca, ha detto a Reuters il Martedì. “Ci sono stati tali telefonate, di tempo e di nuovo a partire dall’inizio della crisi greca. Sono in gran parte esaurirsi senza alcun effetto.”

E alcuni stanno reagendo alla hashtag con umorismo, e strambate sulla Grecia:

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Blog by Joty Chopra, Mukul Devichand e Mike Wendling

Storia seguente: Che cosa è successo quando due uomini attraversarono Mosca … mano nella mano?

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Un ancora da un video di YouTube dal gruppo burlone ChebuRussiaTV che è stato visto più di 3 milioni di volte

L’ultimo video “esperimento sociale” per decollare a livello mondiale mostra una coppia apparentemente gay mano nella mano nel centro di Mosca -. E la ricezione di duro abusi omofobici LEGGI TUTTO

Puoi seguire BBC Trending su Twitter BBCtrending , e ci trovate anche su Facebook . Tutte le nostre storie sono a bbc.com/trending .

http://www.bbc.com/news/blogs-trending-33538098

REAZIONE:CHIARIMENTO SUBITO

LA NUOVA ERA NON INVITA A BOICOTEARE I PRODOTTI TEDESCHI.CERTO OPPORTUNISTI POLITICI CI SONO SEMPRE E NE POTREBBERO APROFFITARE PER TIRARE AQUA SUL SUO MOLINO……….:QUELLO DEL TITOLO.

PERO IO PRENDEREI SUL SERIO LA POLITICA ECONOMICA E  LE “AQUISIZIONI AGRESIVI” RIGUARDANTE I PAESI DEL MEDITERRANEO PER PARTE DELLA GERMANIA.DOPO TUTTO CHI PER PRIMO HA DETTO PUBBLICAMENTE CHE LA GERMANIA STA PORTANDO AVANTI LA TERZA GUERRA MONDIALE COI SOLDI E NON CON LE ARME E’ STATO QUALCUNO INSOSPETTATO DI ANARCHISMO:MARTINO MARTINI,IL MINISTRO DI DIFESA ITALIANO DEL GOVERNO MONTI, NELL’ANNO 2012……E LA GERMANIA COMPRO IL RADAR  TURCO,VOLEVA AQUISTARE IL CIPRO,LA GRECIA E L SICILIA(MARTIN SHULTZ FECE CAMPAGNA ELETTORALE ITALIANA A PALERMO LODANDO LE RADICI STORICI TEDESCHI DELLA LEGA)

PER QUANTO RIGUARDA LA VICENDA RADAR LA NUOVA ERA NON INVITA BOICOTTERARE I PRODOTTI USA PER QUELLI DEL KENYA O DEL MESSICO,E HA CONDANNATO I NO-MOUS.(E NE MENO INVITA GLI UTENTI CONSUMIRE LA YERBA MATE DELLE PAMPE E FARE IL “TEA PARTY” ANZI CHE IL “TEA DELLE FIVE O’CLOCK” NEL CONFLITTO DELLE FAULKALND)

PERO LA NUOVA ERA SI INVITA BOICOTTEARE LA MERCKEL:I SUOI NUMERI ELETTORALI NO LA ABILITANO A  OCCUPARE DEMOCRATICAMENTE QUEL PROTAGONISMO.

E PER FINIRE RICORDARE ORA CHE I BENEFICI DEL MERCATO RIGURDANTE LA NUOVA ERA(CHE NON FURONO PENSATE PER USO MILITARE) SONO FONDAMENTALMENTE PROPIETA “MADE IN NUOVA ERA” E NON DELLA MERCKEL,LI USI BENE.

PD:DAVID CAMERON ASSECONDA LA PREDICA DELLA NUOVA ERA IN QUESTO SENSO APOGGIANDO IL RUOLO DELLA SICILIA AUTONOMA NELLA LOTTA AGLI SBARCHI DEL MEDITERRANEO CON NAVI E SOLDI,DIRETTAMENTE ALL’ISOLA.DAVID CAMERON COMPRA LA MAGNA GRECIA.

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16 LUGLIO 2015:BBC NEI GUAI

-SU LA REPUBBLICA:

Gran Bretagna, scrittori e artisti a Cameron: “Non toccare la Bbc”

Tra i firmatari della lettera aperta al premier britannico Daniel Craig, Judy Dench, J. K. Rowling, Rachel Weisz. L’iniziativa dopo una serie di provvedimenti del governo contro l’emittente pubblica,dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Gran Bretagna, scrittori e artisti a Cameron: "Non toccare la Bbc"
(ansa)

LONDRA -  “Una Bbc dimezzata significherebbe una Gran Bretagna dimezzata”. E’ il monito e il grido di protesta di decine di stelle del cinema, dello spettacolo e della cultura d’Inghilterra, davanti alle misure prese o minacciate dal governo di David Cameron nei confronti della mitica radiotelevisione britannica. Con una lettera aperta al premier britannico, un folto gruppo di attori, scrittori, registi e intellettuali del Regno Unito chiedono a Downing street di astenersi da iniziative e richieste che diminuirebbero il valore di “una grande istituzione britannica”, la cui autorevolezza e il cui prestigio rappresentano un bene nazionale da proteggere. I firmatari includono Daniel Craig, l’attore che interpreta l’agente 007 sul grande schermo, l’attrice Rachel Weisz, sua moglie, un’altra grande attrice inglese quale Judi Dench, la scrittrice J. K. Rowling, autrice dei romanzi su Harry Potter, lo sceneggiatore e regista Richard Curtis, il regista Stephen Fry, lo storico Simon Schama, lo scienziato Brian Cox, il celebre documentarista David Attenborough, lo chef Jamie Oliver, oltre a numerosi presentatori e giornalisti radiotelevisivi.

“La Bbc è un’istituzione preziosa, che ha i suoi difetti ma rimane un’immensa forza creativa che tende al bene, amata e considerata affidabile dal popolo britannico così come ci viene invidiata dal resto del mondo”, afferma la lettera, pubblicata ieri dai maggiori giornali del regno. “L’indebolimento della Bbc si tradurrebbe semplicemente in una Gran Bretagna più debole, è augurabile che non venga fatto niente per limitarla o trasformarla in un media più piccolo”, osserva il documento, concludendosi con l’esortazione al governo a “non toccare” il servizio radiotelevisivo pubblico diventato così familiare ai cittadini britannici da guadagnarsi l’affettuoso nomignolo di “zietta”.

L’allarme dato dalle stelle dello show-business e del mondo culturale arriva dopo svariati segnali inviati alla British Broadcasting Corporation dal governo. Prima è venuto un avvertimento politico pronunciato dal primo ministro Cameron durante la campagna elettorale di questa primavera, in cui il partito conservatore si era lamentato di presunte simpatie per la sinistra da parte dei servizi giornalistici: “Se vinceremo le elezioni, dopo il voto le staccherò la spina”, si sarebbe lasciato scappar detto il premier, secondo quanto riportato da Nick Robinson, uno dei più noti cronisti dell’emittente. Quindi il ministro del Tesoro George Osborne ha annunciato che la Bbc dovrà rinunciare a 650 milioni di sterline di canone tivù finora pagato dal ministero del Lavoro per gli abbonati al di sopra dei 75 anni.

Allo stesso tempo il governo ha esortato la Bbc a ridurre la sua presenza sul web, un servizio di informazione gratuito di cui si è spesso lamentato Rupert Murdoch, l’editore del Times, del Sun e di Sky, schierato da anni con i Tories. I tagli al finanziamento pubblico hanno già indotto la direzione dell’azienda a prevedere una drastica riduzione del personale, licenziando circa 1000 dei suoi 18 mila dipendenti. E Downing street minaccia pure di abolire completamente il canone quando verrà il momento di ridiscutere la Charter, il contratto di servizio che regola le attività della Bbc. Non tutti condividono la protesta dei divi: un rapporto nota che i salari delle stelle della tivù sono aumentati del 20 per cento in un anno. “Con la loro lettera di protesta”, scriveva ieri il Daily Telegraph, “le stelle del video in pratica difendono se stesse”. Ma per la maggior parte degli inglesi la Bbc rappresenta ancora un’icona nazionale da proteggere. E il resto del mondo, quando vuole una notizia di cui fidarsi, si sintonizza su quelle magiche parolette: “This is the Bbc”.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/15/news/gran_bretagna_scrittori_e_artisti_a_cameron_non_toccare_la_bbc_-119098128/?ref=search

REAZIONE:A VOLTE LA BBC ABRACCIA “CAUSE PERDUTE”:HA MONTATO UNA INDEGNA CAMPAGNA PROPAGANDISTICA A FAVORE DI LUIS SUAREZ IL CALCISTA URUGUAYANO CONDANNATO PER RAZZISMO DALLA GIUSTIZIA INGLESE OGGI NELLE FILE DEL BARCELLONA.GIOCATORE CHE DOPO,PARADOSSALMENTE E’ RISULTATO IL BOIA CHE HA FATTO FUORI PRESTO LA SELEZIONE INGLESE NEL MONDIALE DI BRASILE RECENTEMENTE GIOCATO.E SUAREZ….”HO SOGNATO QUESTO MOMENTO”.

-

16 LUGLIO 2015:PIANO DELIRANTE,LA GRECIA

lemonde.fr
« Délirant », « irréaliste »… Des économistes jugent le plan d’aide grec

LE MONDE ECONOMIE | 15.07.2015 à 09h43 , Mis à jour le 15.07.2015 à 17h21 | Par Marie Charrel

Au total, les hausses de taxes et baisses de dépenses publiques prévues dans les contreparties au plan d'aide à la Grèce représentent une contraction budgétaire de plus de 6 milliards d’euros en 2015 et 2016, soit 3,4 % du produit intérieur brut (PIB).

Au total, les hausses de taxes et baisses de dépenses publiques prévues dans les contreparties au plan d’aide à la Grèce représentent une contraction budgétaire de plus de 6 milliards d’euros en 2015 et 2016, soit 3,4 % du produit intérieur brut (PIB). Petros Giannakouris / AP

Punitif, bancal, risqué. Alors que sa version finale n’est pas encore adoptée, les économistes sont nombreux à s’interroger sur les chances de succès du compromis conclu entre Athènes et ses partenaires européens lundi 13 juillet. Et, en particulier, sur sa capacité à relancer vraiment la croissance grecque. « Certains volets sont prometteurs, mais je suis très pessimiste quant à l’impact réel qu’il aura sur l’économie grecque », analyse Gabriel Sterne, économiste chez Oxford Economics et ancien du Fonds monétaire international (FMI).

En échange d’un troisième plan d’aide de 86 milliards d’euros, Athènes s’est engagée à adopter, mercredi 15 juillet, un ensemble de mesures draconiennes : réforme des retraites, hausse de la TVA, privatisations… Sous réserve que l’accord soit adopté par les autres pays membres de la zone euro, la Grèce devra également instaurer un mécanisme de coupes automatiques dans les dépenses publiques si les objectifs budgétaires ne sont pas tenus.

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Enfin, les institutions partenaires (l’ex-« troïka », FMI, Banque centrale européenne, Commission européenne) auront un droit de regard sur les législations-clés votées par le pays. Une ingérence qu’une partie de Syriza et de la gauche européenne qualifie d’une intolérable « mise sous tutelle ».

Un point de vue partagé par nombre d’experts. Pourtant, ce programme présente au moins deux avantages, jugent-ils. D’abord, il a écarté la menace imminente du « Grexit ». « Il comporte également nombre de réformes structurelles susceptibles de renforcer positivement l’économie grecque », ajoute Diego Iscaro, économiste chez IHS Global Insight. A l’exemple de l’ouverture des professions protégées ou de la lutte contre la corruption.

Lire aussi : Grèce : les raisons derrière l’ultimatum du FMI sur la dette

Des effets positifs, mais à long terme

L’ennui, c’est que l’effet positif sur la croissance de telles réformes ne se ferait pas ressentir avant des années. Or, le plan comporte également des mesures qui, à court terme, auront un effet très négatif sur l’activité. Au total, les hausses de taxes et baisses de dépenses publiques représentent en effet une contraction budgétaire de plus de 6 milliards d’euros en 2015 et 2016, soit 3,4 % du produit intérieur brut (PIB). « Un objectif délirant, d’autant que la Grèce est retombée en récession fin 2014 », commente Eric Dor, économiste à l’Iéseg.

Paradoxalement, ces mesures de rigueur contribueront donc, dans un premier temps, à augmenter le poids de la dette publique dans le PIB (177 % aujourd’hui), puisque ce dernier continue de se contracter. « Ce plan reproduit les mêmes erreurs que les précédents, avec une austérité très mal dosée : la troïka n’a rien appris », regrette M. Iscaro. En 2013, le FMI avait pourtant lui-même reconnu avoir sous-estimé l’impact récessif des mesures de rigueur demandées. « Mon angoisse est que ce plan prolonge l’agonie de l’économie grecque au lieu de l’écourter », assène M. Sterne.

D’autant que celui-ci s’applique dans un contexte plus délicat encore qu’en 2010 ou 2012. « Les banques sont fermées et au bord de l’asphyxie, les PME n’ont plus accès à aucun financement, la méfiance des investisseurs envers la Grèce n’a jamais été aussi élevée », explique Ludovic Subran, chez Euler Hermes. Et le risque du « Grexit » occupe de nouveau tous les esprits.

Lire aussi : En attendant le plan de sauvetage, la Grèce cherche d’urgence une bouée

Un objectif « irréaliste » pour les privatisations

Le doute des économistes porte également sur la création d’un fonds de privatisation. Selon l’Eurogroupe, son objectif sera d’engranger 50 milliards d’euros : 25 milliards serviront à restructurer les banques, tandis que les 25 autres iront au service de la dette et aux investissements. « Cette cible de 50 milliards d’euros est irréaliste et inatteignable, car les prix des actifs privatisables ont beaucoup chuté avec la récession », commente M. Iscaro. Une analyse partagée par le FMI lui-même. « Sans parler de la lenteur du système judiciaire et des fortes résistances, notamment des syndicats, qui freineront chaque projet de privatisation », ajoute M. Iscaro.

Lenteur, résistances, opposition… L’application des réformes demandées par les institutions européennes se heurtera au même genre d’obstacles. Leur adoption par le Parlement grec ne suffira en effet pas à garantir leur mise en œuvre sur le terrain. « C’est l’un des problèmes les plus complexes à résoudre auquel est confrontée la Grèce », explique M. Sterne. Surtout : après six ans de douloureux sacrifices, la tolérance du peuple grec à accepter de nouveaux efforts est très affaiblie.

Reste une question-clé : l’accord permettra-t-il, à terme, de restaurer la soutenabilité de la dette publique hellène ? L’Eurogroupe s’est engagé à envisager, si nécessaire, d’allonger la maturité des obligations détenues par les créanciers publics. Mais pas à réduire son montant. « Pas sûr que cela suffise », redoutent les analystes de RBS.

Le FMI lui-même ne dit pas autre chose. Dans un document transmis samedi 11 juillet aux dirigeants européens, qui a fuité mardi 14 juillet dans la presse, le Fonds estime que la dette est « totalement non viable » et devrait frôler les 200 % du PIB d’ici deux ans. Dans tous les cas, une chose est sûre : l’économie grecque, exsangue, ne se relèvera pas avant de longs mois.

Lire aussi : Trois futurs sujets de tension entre Athènes et ses créanciers

 http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/07/15/les-economistes-doutent-de-la-pertinence-du-nouveau-plan-d-aide-a-la-grece_4683645_3234.html
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REAZIONE:E L’FMI RICONOSCE CHE IL DEBITO GRECO E’ IMPAGABILE PREMENDO PER TOGLIERNE UNA PARTE.
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*16 LUGLIO 2015:SUD
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2 TITOLARI GOOGLE NEWS:
Prima pagina

“Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre”, è giallo sulla

TGCOM  - ‎26 minuti fa‎
Secondo L’Espresso, la frase è stata detta dal primario Tutino ma il medico del governatore nega e la procura di Palermo smentisce: “Intercettazione non agli atti”. Il settimanale: “La telefonata c’è, è secretata”. Crocetta si è autosospeso. google. 0
Caso Crocetta-Borsellino, il presidente: “Mi hanno ammazzato”
Il medico a Crocetta: Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre. E
Rosario Crocetta » Paolo Borsellino » Sicilia »

 

REAZIONE:CROCCIETTA COME TUTTI.E’ CAPACE DI FARE FUORI LA MADRE A BASTONATE ANCHE.DEVE DIMMETERSI.
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TITOLARE 2:RIFIUTI IN CAMPANIA
Rifiuti in Campania, la Corte Ue condanna l’Italia: multa da 20 milioni
Il Sole 24 Ore  - ‎4 ore fa‎

La Corte di giustizia Ue ha condannato oggi l’Italia al pagamento di una multa di 20 milioni di euro per il mancato adeguamento alle regole Ue del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Campania. La multa sarà inoltre maggiorata di 120.000 euro ..

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REAZIONE:VOGLIA DI MARE?MA SALVINI A NAPOLI QUESTA VOLTA NON E’ VENUTO
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*17 LUGLIO 2015:TERRA  DI CAMPIONI
-SU GOAL
CASUALMENTE DOPO AVERVI PARLATO DI CALCIO SOPRA,NEL TARDO POMERIGGIO SFOGLIANDO LE GOOGLE NEWS MI TROVO CON QUESTA NOTIZIA:

16/lug/2015 23.50.31

Il calcio perde uno degli ultimi fuoriclasse degli anni ’50, in Uruguay si è spento Ghiggia. Clamorosamente scompare 65 anni esatti dopo aver zittito il Maracanà.

Cosa si può dire? Come lo si può spiegare? Il destino, il fato, la grande mano a volte è veramente assurda. In poche ore, dal ricordo al ricordo. In Uruguay si festeggiava l’anniversario del Maracanazo, quando la nazionale celeste schiantò il Brasile padrone di casa vincendo i Mondiali. Si è passati a piangere il simbolo di quel torneo, Alcides Ghiggia .

A 88 anni Ghiggia si è spento in Uruguay a causa di un attacco cardiaco. Veramente clamorosa la data della sua morte, avvenuta proprio 65 anni dopo la partita più importante della sua carriera: in quel 1950, nella finale del Maracanà tra il Brasile e la sua nazionale segnò il goal vittoria, dopo aver inoltre propiziato il pareggio di Schiaffino.

“Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracanã: Frank Sinatra , papa Giovanni Paolo II e io” dirà Ghiggia in seguito. Rappresenta un paese intero, ha ispirato, e continua ad ispirare, film, canzoni, libri. Per l’Uruguay la sua storia è come una favola, troppo bella e particolare per essere vera. Troppo brutta, dall’altra parte. Creò il Maracanazo, spezzò i sogni dei 200.000 del leggendario stadio brasiliano, ammutolì un popolo incredulo. Un popolo che non riusciva a crederci, tanto da lasciarsi andare a gesti estremi come rivolte e suicidi.

Ghiggia venne addirittura aggredito da parte di alcuni teppisti brasiliano: rientrò in Uruguay da eroe, ma zoppo. Fu costretto alle stampelle e con la gamba sinistra malconcia; rimase inattivo per quasi tutto l’anno. Anche lui però non era proprio il più santo dei santi: venne squalificato otto per mesi per aver aggredito un arbitro, dopo che questi aveva deciso di annullargli una rete.

Lasciato il Peñarol sbarcò in Italia, per divenire leggenda della Roma: in giallorosso giocherà tra il 1953 e il 1961, vincendo la Coppa delle Fiere nell’ultimo anno capitolino. In città non potè far altro che farsi trascinare dalla Dolce Vita, dalla vecchia fantastica capitale. Meno impegno in campo, più attenzione in completo elegante. Per Ghiggia ci sarà ancora posto però in Serie A: quattro presenze con il Milan nel 1961/1962 e Scudetto in tasca.

Nel frattempo Ghiggia aveva sposato anche la causa italiana , sulla base delle regole dell’epoca: dopo l’Uruguay e il Mondiale 1950 vinto la maglia azzurra, che vestì tra il 1957 e il 1959: cinque presenze e un goal, con tanto di qualificazioni al mondiale 1958 giocate. Ai più giovani non dirà niente, ma è stato tra i più grandi di sempre, un simbolo, un eroe, l’uomo più amato e odiato. Tanti calciatori hanno lasciato il segno negli ultimi novanta anni. Lui ha lasciato un cratere.

Il Brasile, qualche anno fa decise che Ghiggia meritava un posto nella Walk of Fame dello stesso Maracanà , nonostante quella gara, quell’evento. Quegli eventi, quel disastro. Ala destra rapida, fulminea, un piccolo razzo sulla corsia esterna, uomo assist, fantasia al potere, tocco magico, prolunga dell’istinto killer dei suoi compagni uruguagi e italiani. Se ne va lo stesso anno di Eduardo Galeano, cantore del calcio, connazionale. Quella cosa chiamata destino.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, dopo aver allenato, dopo aver intrapeso il mestiere di croupier, ha vissuto con estrema umiltà a Las Piedras, dipartimento di Canelones, venti minuti dal centro di Montevideo. Una pensione minima, interviste a pagamento per sopravvivere. Nel 2006 è stato premiato con il Golden Foot ed ha immediatamente venduto il premio: all’asta ha guadagnato 26.000 dollari, con i quali ha comprato un terreno per moglie e figli.

Nel 2014 il Brasile ha nuovamente, come noto, organizzato un mondiale. E’ andato in scena il Mineirazo, tra lacrime e angoscia. I verdeoro hanno concluso la competizione quarti, senza mai convincere. Un torneo che non ha mai visto Ghiggia in tribuna: “Nessuno è riuscito a trovarmi un biglietto o un accredito. Il problema, forse, è stato la pessima organizzazione. O più semplicemente c’è rancore nei miei confronti” evidenziava dal Brasile, da San Paolo.

Con la morte di Juvenal nel 2009, Ghiggia era l’unico sopravvisuto di quei 22 uruguagi, di quel gruppo dell’anno domini 1950. Lui, il fantasma del Maracanà. Lui, metà Clark Gable, metà Garrincha. Baffetto, veloce, amante della bella vita, del rum, delle donne, del calcio, della vita. Delle leggende e di eccezionali storie da raccontare. Mai come la sua, non trovate?
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http://www.goal.com/it/news/7078/cronaca/2015/07/16/13651762/lutto-nel-mondo-del-calcio-%C3%A8-morto-ghiggia-esattamente-65
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REAZIONE:NON MI OCCUPO DI CALCIO MA IL SUO DESTINO DI CAMPIONE IN QUESTO CASO E ANCHE UN DESTINO ITALIANO.HO LETTO LA NOTIZIA PERCHE MI COLPI LA STRANEZZA DELLA SUA MORTE:LO STESSO GIORNO DEL MARACANAZO.”MORIRE E’ UNA ABITUDINE CHE DI SOLITO HA LA GENTE” DICE UN POETA ARGENTINO MA MORIRE COSI NON HA NULLA DI ABITUALE,LA DATA CI DICE CHE E’ UN ARTIFICIO DELLA GLORIA.CHE E’ ABITUDINE CALCISTICA IN QUEL PAESE ASPRO E LONTANO.”VOCE NAO ACHA”?:QUELLO DEL TITOLO.
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*19 LUGLIO 2015:SOS GATTINI,RINGRAZIAMENTI PUBBLICI
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RINGRAZIAMENTI A “ANIMALESSINHOGAR” PER DARCI UNO SPAZIO DOVE RIVOLGERSI PUBBLICAMENTE PER TROVARE ANIMALI DOMESTICI PERDUTI.IN QUESTO CASO PER TROVARE IL MIO GATTINO NON C’E’ STATO BISOGNO PERO E’ UNA GARANZIA RASSICURANTE POTERE PUBBLICARE LO SMARRIMENTO.
http://www.animalessinhogar.net/servlet/ficha?URUGUAY,54689
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“BENIAMICCIA”(ALIAS “PIOJITA”)LA MIA ATIGRATA GATTINA DI 6 MESI L’HO RIPORTATA A CASA DOPO SOPRAVIVIVERE AD UNO SCHIACCIAMENTO PER PARTE DELLA MOTOCICLETTA DI UN VICINO,E ALLO SMARRIMENTO(POSTERIORE ALLA FUGA DELLA TRASPORTATRICE DOVE ERA INGABBIATA CAMMINO AL VETERINARIO)CHE L’HA FATTO STARE TUTTA UNA GELIDA NOTTATA D’INVERNO ALLO SCOPERTO.VISTA DAL VETERINARIO HA ACCERTATO BUONE CONDIZIONI DI SALUTE.INCREDIBILE PERO NON MORIRA,SI HA SALVATO.SOLO ZOPPICA DELLA ZAMPA POSTERIORE DESTRA MA SI RIMETTERA.
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*19 LUGLIO 2015:RENZI E BERLUSCONI E IMU,STESSO SCONTRO STESSA SOLUZIONE

1-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Renzi: “Via la tassa sulla prima casa”fotovideo

Manovra da 45 miliardi, un rebus le coperture

Il premier, all’assemblea Pd, promette la ‘rivoluzione copernicana’ del fisco

di ROBERTO PETRINI

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2-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Il premier: unioni civili una legge entro il 2015 La Cei insorge: "Altre le vere emergenze"

Il premier: unioni civili una legge entro il 2015

La Cei insorge:”Altre le vere emergenze”

Scalfarotto interrompe il digiuno

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REAZIONE:RENZI,IL BURATTINO DI BERLUSCONI,TORNA SUI SUOI STESSI CAPRICCI,IN QUESTO CASO SI TRATTA DELL’IMU,VI LO RICORDATI?

E SI LANCIA,COME ALLORA BERLUSCONI,CONTRO LA CEI COME SI VEDE SOPRA.IMMAGINATE COME ANDRA A FINIRE ADESSO.

NATURALMENTE,RENZI FINIRA COME BERLUSCONI.

IO VI RICORDO ORA CHE BERLUSCONI,CON QUESTA INIZIATIVA CONTRASTAVA QUELLE ISTITUZIONI SENZA FINE DI LUCRO FAVVOREGGIATI DALL’ESSENZIONE DI QUELLA IMPOSTA PROPIZIATI DALL’UE,FRA QUI LA CHIESA.E,NATURALMENTE ANCHE LA NUOVA ERA IN QUANTO QUESTE PUBBLICAZIONI E I SUOI CONCETTI SCIENTIFICI VENGONO FATTE SENZA FINE DI LUCRO APPUNTO.

PROPONEVA INOLTRE PRENDERE I SOLDI PER FINANZIARE L’ABOLIZIONE DELL’IMU CON DIVERSE INIZIATIVE INDIRIZZATI  A TASSARE DEI VIZI SPECIFICI:GIOCO D’AZZARDO,ALCOL E CIGARETTE.

VI PARE BENE?NO,NIENTE AFATTO,BERLUSCONI NULLA DICEVA SU FINANZIARE L’IMU ANCHE CON IL RICAVATO DELLA PROSTITUZIONE,IL PIU ANTICO DEI VIZI.E COSI,DOPO,SONO “APPARSI” DIVERSE INIZIATIVE AL RIGUARDO E BERLUSCONI FINI PROCESSATO PER PROSTITUZIONE.RENZI VORRA FARE LA STESA FINE?

LA CONSIGLIO,ANCORA UNA VOLTA,PREGARE AI SANTI  CHE DEVE PREGARE.

(E I MIEI GATTINI POTRANNO CONTINUARE A GIOCARE NEL GIARDINO DELLA CHIESA PARROCHIALE DI CREBBIO(1),SANT’ANTONIO)

(1)NEL GIARDINO E NON SUL PRATO:PER CHI CONOSCE IL POSTO NEL CUORE DELLA LOMBARDIA SA CHE ACCANTO ALLA PARROCHIA,SITUATA NELLA PENDINE A 45 GRADI DI UNA MONTAGNA ALTA PIU DI 700 METRI E FITTA DI UN BOSCO CON POSTI DOVE L’UOMO ANCORA NON HA MESO PIEDE,C’E’ UN PRATO CON TANTO DI SELVAGGIUME.L’HO PORTATO A GIOCARE LI MA IL SIGNOR PARROCO MI HA AVVERTITO CHE LA GENTE SI FASTIDIA E MI HA AMABILMENTE OFFERTO IL GIARDINO DELLA CHIESA.

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*22 LUGLIO 2015:INSISTO,PROCESSO E NON SOLO!!!!!,SI VOTA LA LOMBARDIA

-LA REPUBBLICA:

Inchiesta Maroni, la richiesta della Procura: “Il governatore sia processato”

Il pm Eugenio Fusco chiede il rinvio a giudizio anche per altri 5 soggetti, tra cui la società Expo. L’accusa è di indebite pressioni per far assumere due sue ex collaboratrici. Lui: “Accuse ridicole, è una buffonata”
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21 luglio 2015
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Inchiesta Maroni, la richiesta della Procura: "Il governatore sia processato"
Roberto Maroni 

Spetterà ad un giudice decidere se il governatore lombardo, Roberto Maroni, debba finire ‘alla sbarra’ per le presunte pressioni esercitate per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici. Il pm di Milano Eugenio Fusco, infatti, ha inoltrato al gup Chiara Valori la richiesta di rinvio a giudizio per l’esponente della Lega e altri cinque indagati, tra cui la società Expo 2015 spa e il suo dg Christian Malangone. E l’udienza preliminare è fissata per il prossimo 30 settembre.

LE TELEFONATE DEL SUO BRACCIO DESTRO

“Me l’aspettavo e sono tranquillissimo”, ha commentato Maroni, aggiungendo che “si tratta di accuse ridicole (la promessa di un viaggio mai fatto, costo per la Regione: zero euro) destituite di ogni fondamento o rilevanza, formulate da un magistrato mosso da un evidente pregiudizio politico e incattivito dal clamoroso flop delle sue precedenti inchieste su Lega e Finmeccanica”. Nei giorni scorsi, il legale del governatore, l’avvocato Domenico Aiello, aveva depositato al pm Fusco un’istanza di archiviazione, accompagnata anche da un regalo: la copia di un libro scritto da Piero Tony, ex procuratore generale di Firenze, e intitolato ‘Io non posso tacere. Confessioni di un giudice di sinistra. Un magistrato contro la gogna giudiziaria’.

Il pm Fusco, in ogni caso, dopo aver chiuso le indagini lo scorso giugno, ha valutato che sussistono gli elementi per andare a dibattimento e ha chiesto il processo anche per Andrea Gibelli, segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano, per Mara Carluccio, ex collaboratrice al Viminale di Maroni, e per il capo della segreteria del Governatore, Giacomo Ciriello.

L’inchiesta era scattata la scorsa estate a Busto Arsizio (Varese) dall’analisi di alcune intercettazioni nell’indagine su Finmeccanica e poi era stata trasmessa per competenza a Milano. Sotto la lente degli inquirenti era finita, in prima battuta, una presunta raccomandazione che avrebbe portato Maria Grazia Paturzo (non è indagata), altra collaboratrice di Maroni quando era ministro dell’Interno, ad ottenere un contratto come ‘temporary manager’ in Expo. I due, tra l’altro, come scrive il pm negli atti e come emergerebbe, secondo l’accusa, da alcuni sms, sarebbero stati “legati da una relazione affettiva”. L’indagine, partita dai sospetti sul contratto (vicenda ora non più contestata nell’imputazione), è virata sul capitolo di un viaggio a Tokyo (30 maggio-2 giugno 2014) nell’ambito del ‘World Expo Tour’.

Secondo gli inquirenti, Maroni avrebbe voluto che Paturzo fosse inserita nella delegazione della Regione per il viaggio e che fosse spesata da Expo. Da qui le sue presunte ‘pressioni’ su Malangone, attraverso Ciriello, e l’accusa di induzione indebita. “Christian – aveva scritto Ciriello in un sms a Malangone – il Pres ci tiene acché la delegazione per Tokyo comprenda anche la società Expo (attraverso la dottoressa Paturzo). Puoi parlarne con Sala o autorizzare la missione?”.

Nel secondo filone dell’inchiesta, invece, Maroni è accusato di aver turbato la gara per favorire l’assegnazione di un contratto di collaborazione con Eupolis, ente di ricerca della Regione, a Mara Carluccio, altra ex collaboratrice. Per l’avvocato Aiello, però, “più che un processo alle intenzioni sembra la consolidata e irriducibile intenzione di mandare comunque Maroni a processo”. L’esponente leghista, tra l’altro, in caso di condanna, anche solo di primo grado, rischierebbe di dover lasciare la carica di Governatore in applicazione della sospensione prevista dalla legge Severino. Intanto, per il gruppo Pd al Pirellone il caso “mette ancora una volta in cattiva luce la Regione Lombardia dopo anni di scandali”, mentre per il M5S in caso di rinvio a giudizio Maroni dovrebbe rassegnare “immediate dimissioni”. Per il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, invece, “la vicenda è circoscritta e sono certo che il presidente Maroni saprà spiegare le proprie ragioni”
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http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/07/21/news/inchiesta_maroni_la_richiesta_della_procura_processate_il_governatore_-119520898/?ref=HREC1-19

REAZIONE:NO,NON E’ UNA BUFFONATA.ANZI, E’ LA NUOVA OPPORTUNITA ABORTITA NEL 2012(1)DI RIPULIRE LA POLITICA LOMBARDA .E ANCHE LA SEVERINO C’E',E NON E’ GIOCO,ESSISTE LARGA INTESA PER APPLICARLA,ALTRO CHE…..

(1)QUESTA REGIONE DOVEVA STARE FUORI DEL DOMINIO DEL DUETO LEGA-BERLUSCONI GIA NEL 2012 QUANDO SCOPPIO IL PROCESSO A FORMIGONI.PERO COSTUI CON UNA AZZARDATA MANOVRA POLITICA IN QUI PUR DICENDO CHIAMARE A ELEZIONE ANTICIPATE ALLUNGO IL MANDATO FINO ALL’ORLO DELLA SCADENZA NATURALE E RIUSCI,CON APOGGIO SORPRESIVO DI ULTIMO MOMENTO AL PROPIO MARONI,RITENERLA PER UNA MANCIATA DI VOTI.

QUINDI NON SI TRATTA MICA DI UNA PERSECUZIONE A MARONI MA DI SOSTRARRE LA POLITICA DALLA CORRUZIONE,DI QUELLA DI ALLORA,DI OGGI E DI SEMPRE IN QUESTO CLAN LOMBARDO.IL BRACCIO DELLA GIUSTIZIA E LUNGO E…..PRESENTE TUTT’ORA.

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22 LUGLIO 2015:HA VINTO LA DEMOCRAZIA,HA VINTO LA GIUSTIZIA

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Il tribunale dà di nuovo ragione a De Luca  "Può fare il governatore"

Il tribunale dà di nuovo ragione a De Luca

“Può fare il governatore”

Sospesa la sospensione che già era stata congelata

REAZIONE:IMPORTANTISSIMA VITTORIA PER LA DEMOCRAZIA:DE LUCA E’ UN RAPRESENTANTE DELLA “MINORANZA” DEL PD,MA CHE E’ QUELLA MAGGIORANZA CHE GLI ITALIANI HANNO VOLUTO IN ELEZIONI DMOCRATICHE LIBERRIME.

E NON DANDO LUOGO ALLA SEVERINO HA  VINTO ANCHE LA GISUTIZIA IN QUELLA LOTTA CONTRO BERLUSONI E QUELLI POLITICI CHE HANNO VOLUTO CONTRAPORRERLA ALLA POLITICA:LA GIUSTIZIA NON HA BISOGNO DI NESSUNO CHE LI EMMENDI LA PAGINA.
E HA PERSO RENZI.E HA PERSO PIU VOLTE:
-HA PERSO PERCHE HA FATTO OSTRUZZIONISMO PERCHE DE LUCA NON SI PRESENTASSI.
-HA PERSO PERCHE LA VITTORIA ELETTORALE DI DE LUCA SIA NELLE INTERNI PD CHE NELLE REGIONALI HANNO SMENTITO QUELLE BRAVUCONATE DI RENZI DOPO LE EUROPEE.
-HA PERSO PERCHE ORA OLTRE A NON PIU POTERE FARE OSTENTAZIONE DEL SUO 40 PER CENTO ALL EUROPEE DOVRA CONVINCERE TUTTO IL SUO PARTITO CHE L’ITALICUM NON FAVORIRA IL CENTRODESTRA:COL CAVOLO 40 PER CENTO AL PD.SI DOVRA RIFARLA O SEMPLICEMENTE LASCIARE CHE IL REFERENDUM L’ABOLISCA?
-E,FINALMENTE,HA VINTO LA MAGNA GRECIA E LA SUA LEADERSHIP DEI VALORI DEMOCRATICI DELL’ANTICHITA GRECA NEL PRESENTE.CON IL TRADITORE PATTISTA TSIPRAS,LA GRECIA ODIERNA COME L’ITALIA DI RENZI NON E’ NE DEMOCRATICA NE MODERNA.
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-APPENDICE:I 4O.OOO DI RENZI,”COL CAVOLO”
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-SU BBC
translate.googleusercontent.com
EU decide al ribasso sulla redistribuzione dei migranti
- BBC News
Migranti sbarcano dal traghetto da isola di Lesbo in porto del Pireo nei pressi di Atene. 11 Luglio 2015
 Grecia sta lottando per far fronte con il numero di migranti che arrivano sulle sue coste

I ministri dell’UE hanno deciso al di sotto dell’obiettivo dei 40.ooo al concordare la redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia e in Grecia.

In un incontro a Bruxelles hanno deciso di avviare il trasferimento di poco più di 32.000 nfino al mese di ottobre.

L’assegnazione del resto sarà deciso entro la fine dell’anno, hanno detto i funzionari.

Circa 150.000 i migranti in fuga da guerre e povertà, si stima che abbiano raggiunto l’Europa finora quest’anno.

La maggior parte sono arrivati ​​in Grecia e in Italia dove vengono allogiati in traboccante campi.

Entrambi i paesi hanno invitato altri Stati dell’Unione europea a condividere il fardello.

La cifra di 40.000 è stato proposto dalla Commissione europea a seguito di un naufragio nel Mediterraneo nel mese di aprile che ha lasciato quasi 800 morti.

*Aumento del 149% dal 2014

*63.000 immigrati hanno raggiunto la Grecia via mare

* 62.000 migranti hanno raggiunto l’Italia via mare

*10.000 al confine Ungheria / Serbia maggio

Ma mentre gli Stati dell’UE hanno deciso di aiutare , sono stati aspramente divisi sui dettagli di qualsiasi redistribuzione.

Lussemburgo, che detiene attualmente semestre di presidenza dell’Unione europea, ha detto che i ministri degli affari interni avevano concordato di trasferire 32.256 siriani, eritrei, iracheni e somali.

Il commisario degli affari interni dell’UE Dimitris Avramopoulos ha detto ai giornalisti: “Siamo quasi arrivati e ​​il ​​restante di 8.000 sarà assegnato entro la fine di quest’anno, entro dicembre..

“Sono deluso che questo non è accaduto oggi, ma è stato un passo avanti molto importante.”

Spanish home affairs minister Jorge Fernandez Diaz said Spain was critical of the relocation plan “because it will create a pull factor” attracting more migrants to Europe. Il ministro Spagnolo degli affari interni Jorge Fernandez Diaz ha detto che la Spagna ha criticato il piano di delocalizzazione “perché crea un fattore di attrazione”,attrarre più immigrati in Europa.

La Germania ha offerto il maggior numero di posti – 10.500 per i richiedenti asilo e 1.600 per i migranti, seguita dalla Francia con 6.752 posti per i richiedenti asilo e 2.375 per i migranti.

Il Regno Unito, la Danimarca e l’Irlanda sono stati autorizzati a rinunciare al programma in virtù trattati dell’UE, ma l’Irlanda ha accettato di prendere 600 richiedenti asilo e rifugiati 520 mentre la Danimarca e la Gran Bretagna hanno deciso di accettare 1.000 e 2.200 rifugiati, rispettivamente.

Graph of migrant arrivals in Europe

 Nel frattempoil gruppo di aiuti Medici Senza Frontiere (MSF) ha avvertito che migliaia di migranti e richiedenti asilo sono bloccati in cattive condizioni in diverse isole greche.

Ha detto che circa 5.000 persone, per lo più provenienti da Siria, Afghanistan e Iraq, erano arrivati ​​sull’isola di Lesbo in questi ultimi giorni e che il centro di accoglienza era “sull’orlo del collasso”.

Ha detto che sull’isola di Kos, circa 700 persone sono state stipate in un edificio fatiscente, con una capacità massima di circa 200.

“Lasciando la gente a badare a se stessi in un edificio abbandonato o un campo pieno di immondizia dove non c’è quasi nessuna acqua o latrine è semplicemente inaccettabile”, ha detto Elisabetta Faga, MSF emergenza coordinatore in Lesbo.

MSF ha chiesto all’Unione europea di fare di più per aiutare la Grecia.

http://www.bbc.com/news/world-europe-33602021

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REAZIONE:FORSE NEL VIA VAI DI NOTIZIE AL RIGUARDO DELL’IMMIGRAZIONE DEI PROFUGHI SUL MEDITERRANEO,E ALL’INFLUENZIA DELLA GRANDE STAMPA,SI POTRA NON ACCORGERSI DELLA PORTATA DI QUESTO DATO:QUESTO DATO SIGNIFICA CHE RENZI,CHE DOPO LE EUROPEE AVEVA PARTITO ALL CONQUISTA DELL’EUROPA,NON E’ STATO SODISFATTO SEMPLICEMENTE E’ STATO “DELUSO”.IN CAMBIO LA SICILIA E LA MAGNA GRECIA HANNO AVUTO QUALCHE APOGGIO PER LA GESTIONE DEI MIGRANTI.QUESTO SIGNIFICA CHE LE’EUROPA COME L’ITALIA IN RENZI,COME ALLORA PER BERLUSCONI,NON HA FIDUCIA.MA LORO FANNO FINTA DI NON ESSERSI ACCORTI,VIVONO IN UNA NUVOLA.RENZI,COME ALLORA BERLUSCONI,PER QUESTO CADRA.
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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO
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-E DALL’EUROPA ARRIVA LA CONFERMA,NON C’E’ FIDUCIA IN RENZI
lastampa.it
“L’Italia ha già avuto lo sconto”. Bruxelles fredda sul piano Renzi

«Un giudizio sul piano fiscale è molto prematuro», taglia corto Pierre Moscovici. In effetti, quando gli pongono il quesito, il commissario Ue per l’Economia ammette di non aver ricevuto comunicazioni da Roma sul nuovo pacchetto di tagli alle imposte, di non averne parlato col governo, e di non aver neanche letto l’intervista in cui il ministro Padoan rivela di puntare sulla clausola europea della flessibilità, e sui maggiori margini fiscali che essa consente, per finanziare la fine di Tasi & Co. «L’Italia ne ha già chiesto l’attivazione e, non a caso, l’ha ottenuta», dice il francese, con la frase che contiene la domanda del giorno: se abbiamo già avuto lo sconto 2016, di quale sconto si sta parlando?

Ma la riforma non pensa ai più giovani di Massimo Russo

«C’è un quadro intellettuale e politico in cui formeremo il nostro giudizio», filosofeggia Moscovici, per dire che la porta è aperta e la corsa lunga. Sabato Matteo Renzi ha annunciato un programma di forte riduzione delle tasse che vale 45 miliardi nel 2016-18. I tecnici della Commissione rivelano di aver scoperto l’intenzione dai giornali, anche «con qualche sorpresa», perché il percorso di risanamento su cui l’Italia ha camminato sinora con successo appare virtuoso ma povero di margini per deviazioni. Roma ha fruito della clausola flessibilità di Bruxelles nel 2015, causa cattiva congiuntura. Il lieto evento si è riprodotto nel 2016, stavolta grazie al sostanziale processo di riforme avviato dal governo: è stata consentita una correzione del deficit strutturale da 0,1 punti di Pil, invece dello 0,5 canonico, il che ha liberato 6 miliardi. «Quando parlano di flessibilità – ragionava ieri una fonte europea – non è chiaro a cosa si riferiscano. La clausola per il 2016 è già stata usata». Il «quadro intellettuale», e non solo, si basa su tre pilastri. Moscovici, elaborando sul dossier Italia, ha ripercorso le regole fissate dalla Commissione in gennaio. «Un Paese che investe (e ha il deficit sotto il 3% del Pil) va incoraggiato», uno che fa le riforme «può guadagnare del tempo», mentre si può tenere conto del ciclo sfavorevole «perché se l’economia è in difficoltà lo sforzo di bilancio non può essere lo stesso» di un Paese che cresce bene. Il francese ritiene che il caso italiano sia il secondo. «Lo valuteremo in funzione di ciò che propone l’Italia», ribadisce

Passaggio stretto. Ricordano le fonti europee, la Commissione ha rinviato all’autunno la definizione o meno di «rapporto secondo l’art.126.3 del Trattato», una prima messa sotto accusa del debito che, sebbene al picco, resta sopra il 130% del Pil. E’ una mano legata. La seconda è vincolata dalla volontà del governo di disinnescare le clausole di salvaguardia per il rispetto degli obiettivi europei, già computate nella tabella di marcia concertata con Bruxelles. Sono 16,2 miliardi da trovare per non aumentare Iva (al 24%) e accise. Scendono a 10 se si valuta che 6 sono coperti dalla clausola di flessibilità avuta in maggio. E il resto? Le parole di Padoan fanno supporre che il rapporto fra deficit e Pil, previsto all’1,8% nel 2016 potrebbe slittare verso il 2,5%. Chi legge i giornali, nelle istituzioni, ritiene che il secondo sconto auspicato sia questo: i circa 5 miliardi necessari per Tasi e Imu agricola l’anno venturo. «Nessun pregiudizio, siamo pronti ad aiutare, ma vogliamo essere convinti», assicurano ai piani alti della Commissione. Può funzionare se tutto va, le riforme, le briglie al debito, la crescita sempre magra da noi.

 http://www.lastampa.it/2015/07/23/economia/litalia-ha-gi-avuto-lo-sconto-bruxelles-fredda-sul-piano-renzi-VoZlaoyzfZmtKhqtesD6aK/pagina.html
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COMMENTO:LA CONFERMA DELLA MANCANZA DI FIDUCIA IN RENZI E,IN QUESTO CASO, IL SUO PIANO PER RIDURRERE LE TASSE FRA CUI QUELLA DELL’IMU CHE NUOCE I COMUNI,ARRIVA NIENTE DI MENO CHE PER BOCCA DEL COMMISARIO PER L’UE PER L’ECONOMIA,IL SOCIALISTA FRANCESE MOSCOVICI,PIERRE.
COME CONSEGUENZA RENZI SI LA PRENDE CON L’UE(BRUTTA SEGNALE PER IL SUO FUTURO POLITICO):”L’EUROPA NON FACCIA SOLO LA MAESTRINA,COLLABORI”.VEDI TITOLARE SU LA STAMPA:

Renzi: “L’Europa aiuti chi vuole ripartire, non sia solo maestrina con la matita rossa e blu”
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E SUBITO PARTE LA REPUBBLICA E I SUOI SONDAGISTI AL RISCATTO DI RENZI:”MICA E’ L’EUROPA CHE DEVE AVERE FIDUCIA IN RENZI,SIAMO NOI CHE NON L’ABBIAMO SULL’EUROPA”.VEDI TITOLARE LA REPUBBLICA DI SEGUITO:
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Sondaggio Cgil: cala fiducia italiani nella Ue. Ma pochi lascerebbero l’Euro
Per il 55% degli intervistati evoca immagine negativa
E per il 49,6% le istituzioni europee hanno troppo potere,di GIOVANNI CEDRONE
REAZIONE:BUFFONATA.IL SOLO SONDAGGIO VALIDO E’ QUELLO DELLE URNE.MA RENZI I NUMERI NON C’E’ L’HA,E’ UN GOLPISTA CHE FA IL PREMIER CON I VOTI DI SINDACO DI FIRENZE,I VOTI DELLE INTERNE PD E LE EUROPEE COME E’ STATO DIMOSTRATO,NON C’ENTRANO.
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EPILOGO:MAGNA GRECIA VERSUS ATENE
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COME DERIVA COLATERALE  DELL’ALLINEAMENTO DI MOSCOVICI CONTRO RENZI,VAROUFAKIS IL MINISTRO DIMISSIONARIO DELL’ECONOMIA GRECO CHE AVEVA VINTO IL REFERNDUM POI TRADITO DA TSIPRAS,E CHE SI AVEVA MANIFESTATO CONTRO L’ACETTAZIONE DELL’AUSTERITY PER PARTE DI QUELLO,CAMBIA IDEA E DICHIARA ESSERE A FAVORE DEL PIANO DI AIUTI DELL’UE ALLA GRECIA.PER DIRLA CON ALTRE PAROLE,SI METTE ACCANTO A TIPRAS E  IL SUO OMOLOGO ITALIANO RENZI.LA GRECIA ATTUALE E’ FUORI DELL’EREDITA STORICA,INSOMMA.E LA MAGNA GRECIA AVANZA NELLA SUA AUTONOMIA IN ITALIA E SARA REFERENTE NEOCLASICO DELLA DEMOCRAZIA:CROCIETTA SI STA DIMETTENDO A PRESTO,LO HA DETTO LUI.

LUGLIO 2015:MAGNACCIO 3,ATTUALIZAZIONE
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-MAGNACCIO PINOCCHIO,FARA LA FINE DI BILL CLINTON
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SU LA REPUBBLICA:
Ruby ter, Berlusconi verso il processo. Ma il pm: “Per Ghedini e Longo archiviazione”
Oltre ai due storici legali dell’ex cavaliere, i pm chiedono di archiviare la posizione di una decina di altre persone: tra loro l’europarlamentare Licia Ronzulli, il caposcorta e il padre di Karima

Ruby ter, Berlusconi verso il processo. Ma il pm: "Per Ghedini e Longo archiviazione"

Karima El Mahroug 

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per 13 persone indagate nell’inchiesta cosiddetta Ruby ter, tra cui gli storici legali di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Per altre 32 posizioni, invece, tra cui quella del leader di Forza Italia, accusato di corruzione in atti giudiziari, si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. Sull’archiviazione deciderà il gup Stefania Donadeo. L’accusa per i due legali di Berlusconi era concorso in corruzione in atti giudiziari.

La riunione ad Arcore. Il fatto contestato era la riunione del 15 gennaio 2011, giorno in cui l’ex presidente del Consiglio e i suoi due avvocati convocarono ad Arcore tutte le ragazze che erano state oggetto il giorno prima di una perquisizione negli appartamenti di via Olgettina a Milano. “In seguito a questa riunione – scrivevano i giudici nelle motivazioni della sentenza Ruby bis – tutte le ragazze, testimoni del nostro processo, iniziavano a percepire almeno la somma di 2.500 euro al mese ciascuna”.

Soldi, foto e minacce: così Berlusconi si è scoperto ricattabile di P. Colaprico

Ruby Ter, 34 indagati: i protagonisti dell’inchiesta

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Le accuse a Berlusconi. L’ex Cavaliere è accusato di corruzione giudiziaria, per aver stipendiato una ventina di ospiti del Bunga Bunga per dire il falso al processo sulle “cene eleganti” di Arcore. La tesi della generosità non regge. E per lui si prospetta un nuovo processo. “Un altro tentativo della Procura di Milano di costruire contro di me delle accuse basate sul nulla – aveva commentato Berlusconi a suo tempo – confido nell’imparzialità e nel buon senso dei magistrati giudicanti, che già mi hanno assolto per le stesse vicende con formula piena.

Richiesta di archiviazione per 13. Oltre ai due avvocati, i pm chiedono l’archiviazione anche per l’ex viceministro degli Esteri Bruno Archi, l’ex deputato Valentino Valentini, il capo scorta di berlusconi Giuseppe Estorelli. E ancora: il padre di Ruby, Mohammed El Marough, l’ex fidanzata di Luca Risso, Serena Facchineri, la colombiana Diana Iriarte Osorio, la modella Cinzia Molena, l’amico di Ruby Antonio Passaro e il marito di Licia Ronzulli, Renato Cerioli.

Cambio di direzione per Ronzulli. Gli inquirenti hanno cambiato idea sul destino giudiziario dell’europarlamentare di Forza Italia che avrebbe partecipato ad almeno due serate organizzate dall’ex premier nella sua residenza di Villa San Martino: non appena chiuse le indagini, l’orientamento era quello di chiedere l’autorizzazione a procedere all’europarlamento, passaggio obbligato in vista di una richiesta di rinvio a giudizio. Dopo aver vagliato con attenzione la sua posizione, si è invece deciso di chiedere l’archiviazione anche per lei.

Per 32 si va verso il processo. Scende così a 32 il numero degli indagati che rischiano di finire sotto processo. Oltre che per Berlusconi (che secondo l’accusa avrebbe corrotto con 10 milioni di euro le cosiddette ‘olgettine’ per ‘comprare’ il loro silenzio e spingerle a rendere falsa testimonianza nei processi Ruby, dove il premier è stato assolto,e Ruby bis) i magistrati milanesi sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio anche per una ventina di ragazze, per la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, per il cantante Mariano Apicella, per il giornalista Carlo Rossella e e per il funzionario di polizia Giorgia Iafrate.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/07/24/news/ruby_ter_verso_il_processo_ma_il_pm_archiazione_per_ghedini_e_longo_-119741300/?ref=HREC1-21
REAZIONE:BERLUSCONI RICATTABILE?MA VA….CHI HA PRESSIONATO LA POLIZIA PER RITENERE RUBY?
SAPEVO CHE LA GIUSTIZIA NON POTEVA PERDONARE BERLUSCONI SIN DALL’INIZIO QUANDO QUELLA SENTENZA ASSOLUTORIA.ORA SI PARTE DA ZERO E LA PARABOLA BERLUSCONI SI AVVIA VERSO IL DECLINO FINALE:BILL CLINTON NON FU CONDANNATO PER ADULTERIO MA PER BUGGIARDO,BERLUSCONI FARA LA STESSA FINE.SI SPARA A ZERO.
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*25 LUGLIO 2015:IMU IL GIORNO DOPO,SI APPROFONDISCE LO SCONTRO CEI-RENZI
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-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
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IL CASO SOLLEVATO A I LIVORNO
Ici per le scuole religiose, la Cei: «Sentenza pericolosa» Vota
Il governo: «Presto chiarimento»

La denuncia di monsignor Galantino: «Basta con l’ideologizzazione esasperata». Il ministro Giannini: «Sull’Ici alle paritarie c’è da riflettere»
*Livorno, la Cassazione: anche scuole religiose paghino l’Ici

-E COSI SU LA  STAMPA:

cronache

Le scuole cattoliche devono pagare l’Ici

Ira dei vescovi: “Così si limita la libertà”
Vota- Chi ha ragione: i giudici o la Cei?

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REAZIONE:ICI-IMU,STESSO CANE CON DIVERSO GUINZAGLIO:

NON POTENDO BERLUSCONI,RENZI E LE LARGHE INTESE ABOLIRE L’IMU COME VANTAVANO INVENTARONO UN IMPOSTA CON UN NOME NUOVO FATTA SULL’AMUCCHIAMENTO DI PIU TASSE PER “METTERE A TACERE” IL FALLIMENTO IMU.

IL GIORNO DOPO LO SCRITTO CHE VEDETE SOPRA SULL’IMU(IO SONO TESTARDO,ALL’ANTICA”,CONTINUO A CHIAMARLO IMU)LA  CASSAZIONE HA SENTENZIATO A PAGARE L’IMU DELLE SCUOLE RELIGIOSE PRIVATI E QUESTO HA RIACCESO DI BRUTTO LO SCONTRO CON LA CEI.OCCHIO.

PD.LA DOMANDA DELLA STAMPA
E’ UNA DOMANDA CON TRABOCCHI:LO SCONTRO NON E’ CON LA GIUSTIZIA MA CON BERLUSCONI-RENZI E LE LARGHE INTESE.CERTO C’E’ QUESTA SENTENZ PUNTUALE DELLA GIUSTIZIA IN UN POSTO SOLO DELL’ITALIA.CERTO LE SCUOLE CATTOLICI  A VOLTE HANNO FINE DI LUCRO MA PRETENDERE GENERALIZZARE A TUTTA LA CHIESA E’ UNO SPROPOSITO.IO RISPONDEREI CON ALTRA DOMANDA:GLI ALBERGHI CATTOLICI PER DONNE STUDENTE SOLE,DOVREBBERO PAGARE L’IMU?
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 221 »

9 luglio 2015
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*9 LUGLIO 2015:BERLUSCONI,SPESE PAZZE,TRUFFA COLLOSALE

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lastampa.it
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“Berlusconi ha corrotto un senatore”, condannato a tre anni insieme a Valter Lavitola

Condannato. Tre anni di carcere per Silvio Berlusconi (e Valter Lavitola) per aver corrotto un senatore della Repubblica, Sergio De Gregorio. Tre anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici. Una condanna temuta, anche se adesso, per dirla con il suo legale, Niccolò Ghedini, «Berlusconi farà ricorso in Appello per essere assolto». Processo destinato comunque alla prescrizione, che interverrà il 6 novembre anche se bisognerà ricalcolare i suoi termini esatti (un paio di mesi, insufficienti comunque per una sentenza definitiva).

Per i giudici napoletani, il leader di Forza Italia aveva pagato Sergio De Gregorio con tre milioni di euro, due in contanti e al nero – che il faccendiere Valter Lavitola consegnò in diverse tranche al leader di Italiani nel Mondo – e uno ufficialmente, attraverso un accordo tra Forza Italia e il movimento di Italiani nel Mondo.

IL PATTO SCELLERATO

Nella requisitoria finale, i pm Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock, avevano sostenuto: «Il saldo legame ammesso dal De Gregorio e comprovato dal fondamentale ritrovamento della missiva informatica indirizzata dal Lavitola al Berlusconi costituisce espressione certa della contrarietà agli atti tipici della funzione parlamentare degli impegni di voto assunti dal De Gregorio nell’ambito del patto illecito con il Berlusconi».

Prima due fax trovati a De Gregorio, che lasciavano intravedere un passaggio anomalo di fondi (ipotesi di riciclaggio). Poi una lettera ritrovata in un computer del faccendiere Lavitola indirizzata a Silvio Berlusconi nella quale chiedeva all’allora Cavaliere cinque milioni di euro in prestito, ricordando tutti i servigi resi (un ricatto, nei fatti): «Era in debito per aver io comprato De Gregorio, tenuto fuori dalle votazioni cruciali Pallaro, fatto pervenire a Mastella la notizia della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Ciò dopo essere stato io a convincerlo a tentare di comprare i senatori necessari a far cadere Prodi. Ciò in viaggio verso Reggio Calabria in aereo, per partecipare a una manifestazione di Sergio De Gregorio».

Dopo quel ritrovamento della lettera «confessoria», l’indagine della procura napoletana subisce un’accelerazione. E con i riscontri trovati dalla Finanza, le posizioni di Berlusconi e di Lavitola sembrano compromesse. Arriva la confessione dello stesso senatore De Gregorio che dà il colpo finale: «La considero la peggior storia di malcostume politico della vita repubblicana e io, proprio io, me ne sono fatto portatore».

Oggi lo stesso De Gregorio, che ha patteggiato una condanna per corruzione a un anno e otto mesi, commentando la sentenza che ha condannato Berlusconi e Lavitola, si rivolge a Palazzo Chigi: «Mi appello al presidente Renzi – dice l’ex senatore corrotto – perché faccia approvare il pacchetto anticorruzione che contempla una norma che impedisce la prescrizione in caso come questi».

LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA

È la prima volta nella storia repubblicana che un leader politico viene riconosciuto colpevole di essersi comprato un senatore per far cadere il governo avversario. La sentenza ha condannato anche Forza Italia, che dovrà risarcire il Senato in sede civile. L’ex presidente del Consiglio Prodi, in carica dal 2006 al 2008, sentito dai pm Piscitelli e Woodcock ammise di non aver mai avuto le prove di quel mercato dei voti.

Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, il pm Woodcock ha ricordato che l’oggetto del processo riguardava «un banale contratto illecito, una questione di vile pecunia». Mica vero, analisi minimalista, a sentire le reazioni.

 http://www.lastampa.it/2015/07/09/italia/politica/berlusconi-ha-corrotto-un-senatore-CcKlreYR5UNiKVRF4urQCO/pagina.html
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REAZIONE:
1-ECCCO IL “PERSEGUITATO POLITICO”.ECCO COME “VINCE” LE ELEZIONI.
2-PRESCRIZIONE?ASPETTIAMO.VI LO FARO PRESENTE QUANDO SI ARRIVI AI TERMINI.
3-”accordo tra Forza Italia e il movimento di Italiani nel Mondo”:LI C’ERA IL SENATORE ARGENTINO DI NOME LUIGI CHE CON IL SUO VOTO HA PERMESSO IL COLPO DI GRAZIA AL GOVERO PRODI.
4-LAVITOLA:VI LO RICORDATE QUESTO PERSONAGGIO COINVOLTO CON BERLUSCONI IN UN AFFARE DI APPALTI PER UN NUOVO CANALE IN PANAMA DOVE HANNO FREGATO IL CONCORRENTE AMERICANO A FAVORE DELLA DITTA SPAGNOLA?

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*9 LUGLIO 2015:GRECIA,PARLIAMO DI POLITICA
L’Europa sta soffiando fuori la Grecia,e nessuno sembra in grado di fermarlo
Il primo ministro Alexis Tsipras non si aspettava di vincere il referendum di Domenica. Ora è intrappolato e sfreccia verso il Grexit

La gente che celebra la vittoria del “no”- 5 luglio Foto: IBL / Rex Shutterstock
Ambrose Evans-Pritchard

Con Ambrose Evans-Pritchard , Atene

08:35 BST 7 luglio 2015

Come una tragedia di Euripide, la lunga lotta tra la Grecia e i poteri creditori dell’Europa sta raggiungendo una fine catastrofica che nessuno ha previsto, nessuno sembra in grado di sfuggire, e che minaccia di distruggere il maggior ordine europeo nel processo.

Premier greco Alexis Tsipras non si aspettava di vincere il referendum di Domenica a condizioni bail-out UEM, e tanto meno a presiedere una rivolta nazionale ardente contro il controllo straniero.

Chiamò il voto a scatto con l’aspettativa – e l’intenzione – di perderlo. Il piano era quello di mettere su una buona lotta, accettare la sconfitta onorevole, e consegnare le chiavi del Maximos Mansion, lasciando ad altri per attuare il “ultimatum” 25 giugno e soffrire gli obbrobri.

*crisi Grecia vivere il Mercoledì

Questo ultimatum fu uno shock al mobile greco. Pensavano di essere sul punto di un accordo, male anche se era. Signor Tsipras aveva già preso la decisione di acconsentire alle richieste di austerità, riconoscendo che Syriza non era riuscita a portare cartello dei membri dell’UME meridionali dei debitori e aveva giudicato male seriamente l’umore tutta la zona euro.

Invece sono stati confrontati con un testo dai creditori che alzato la posta, chiedendo un aumento dell’IVA su hotel turistici da 7pc (de facto) per 23pc in un colpo solo.

I creditori hanno insistito su ulteriori tagli alle pensioni di 1pc del PIL entro il prossimo anno e di una fase di assistenza sociale (CFSL) per i pensionati più poveri, anche se le pensioni sono stati già tagliati da 44pc.

Hanno insistito sulla stretta fiscale pari al 2pc del PIL in un’economia scossa dalla sei anni di depressione e isteresi devastante . Hanno offerto alcuna riduzione del debito. Gli europei sono intervenuti dietro le quinte per sopprimere un rapporto del Fondo Monetario Internazionale convalidare affermazione della Grecia che il suo debito è “insostenibile”. Il FMI ha concluso che il paese ha bisogno non solo un taglio di capelli 30pc a ripristinare la redditività, ma anche € 52 miliardi di denaro fresco di strappare la sua via d’uscita dalla crisi.
chart (2)
Hanno rifiutato greca intende collaborare con l’OCSE sulle riforme del mercato, e con l’Organizzazione internazionale del lavoro sulle leggi di contrattazione collettiva. Hanno bloccato rigidamente al loro copione, rifiutando di riconoscere in alcun modo che le proprie prescrizioni dickensiani sono stati screditati da economisti di tutto il mondo.”Semplicemente non vogliono farci firmare. Avevano già deciso di spingere noi fuori”, ha detto il ministro delle finanze ormai defunto Yanis Varoufakis.Così Syriza chiamato il referendum. Per la loro costernazione, hanno vinto, accendere la grande rivolta greca del 2015, il momento in cui il popolo finalmente emesso un urlo primordiale, imbrattato loro colori di guerra, e formò la falange oplita.Signor Tsipras è ora intrappolato dal suo successo. “Il referendum ha una sua dinamica. La gente si ribelleranno se torna da Bruxelles con un compromesso scadente”, ha detto Costas Lapavitsas, un Syriza MP.”Tsipras non vuole prendere la strada della Grexit, ma penso che si rende conto che questo è ora quello che ci dritto davanti a sé”, ha detto. Alexis Tsipras arriva a Bruxelles per un vertice di emergenza dopo il suo referendumChe cosa avrebbe dovuto essere una festa nella notte di Domenica trasformato in una veglia funebre. Signor Tsipras era depresso, sezionare tutti gli errori che Syriza ha fatto da quando ha assunto il potere nel mese di gennaio, a parlare fino alle prime ore.

Il primo ministro è stato riferito, ha detto che era giunto il momento di scegliere, o si dovrebbe cogliere sul momento del voto 61pc frana, e portare la lotta per l’Eurogruppo, o cedere alle richieste dei creditori – e dare la volatilità Mr Varoufakis in il processo come un segno di buona fede.

“Semplicemente non vogliono farci firmare. Avevano già deciso di spingere noi fuori”
Yanis Varoufakis

Tutti sapevano che cosa una lotta significherebbe. Il mobile interno ha discusso i dettagli di una settimana prima in una riunione tesa dopo che la Banca centrale europea ha rifiutato di aumentare la liquidità (ELA) per il sistema bancario greco, costringendo Syriza di imporre controlli sui capitali.

Era un piano tripla. Avrebbero “requisizione” della Banca di Grecia e licenziare il governatore nelle legislazioni nazionali di emergenza. La stima € 17 miliardi di riserve ancora nascosti in vari rami della banca centrale sarebbe sequestrati.

Avrebbero emettere liquidità e in stile californiano cambiali parallele in euro per mantenere il sistema bancario a galla, sostenuto da un appello alla Corte di giustizia delle Comunità europee per lanciare l’altro equilibrio off side, per tutto il tempo affermando pieni diritti legali della Grecia come membro della la zona euro. Se i creditori costretti Grexit, essi – non la Grecia – agirebbe illegalmente, con implicazioni per i contratti di responsabilità civile a Londra, New York e anche Francoforte.

Avrebbero impongono un taglio di capelli a € 27 miliardi di titoli greci detenuti dalla BCE, e ritenuta “debito odioso” di alcune a partire dagli acquisti originali sono state intraprese dalla BCE per salvare le banche francesi e tedesche, prevenendo una ristrutturazione del debito di mercato che altrimenti sarebbe successo .

“Stavano cercando di strangolare noi alla sottomissione, e in questo modo avremmo reagire,” ha detto un ministro. Signor Tsipras ha respinto il piano. Era troppo pericoloso. Ma una settimana più tardi, che è esattamente quello che può avere a che fare, a meno che non preferisce accettare un ritorno forzato alla dracma.

Syriza è nel caos più totale per 36 ore. Martedì scorso, la parte greca alzato per un vertice make-or-break a Bruxelles senza piani a tutti, anche se la Germania ei suoi alleati li ha avvertito fin dall’inizio che questa è la loro ultima possibilità per scongiurare l’espulsione.

Il nuovo ministro delle finanze, Euclid Tsakalotos , vagamente offerto di venire con qualcosa da Mercoledì, quasi certamente una versione rejigged di piani che i creditori hanno già respinto.

Gli eventi sono ormai fuori controllo. Le banche restano chiuse. La BCE ha mantenuto il suo congelamento della liquidità, e attraverso la sua inazione è asfissiante il sistema bancario.

Le fabbriche stanno chiudendo in tutto il paese, come le scorte di materie prime si esauriscano e contenitori completa delle importazioni di vitale necessaria intasare porti greci. Le aziende non possono pagare i loro fornitori perché i trasferimenti esterni sono bloccate. Valute scrip private stanno iniziando a comparire in quanto le imprese si ritirano a semi-baratto fuori del sistema bancario.

“Dobbiamo mettere i nostri piccoli egoismi, nel mio caso un grande ego, via, e affrontare la situazione che abbiamo di fronte”
Jean-Claude Juncker

Eppure, se la Grecia è in subbuglio, anche l’Europa. L’intera leadership della zona euro ha avvertito prima del referendum che un “no” porterebbe alla espulsione dall’euro, non supponendo che essi potrebbero dover affrontare esattamente questo.

Jean-Claude Juncker, capo della Commissione europea, ha avuto l’intelligenza di fare luce del suo ritiro. “Dobbiamo mettere i nostri piccoli egoismi, nel mio caso un grande ego, via, e affrontare la situazione che abbiamo di fronte”, ha detto.

Il primo ministro francese, Manuel Valls ha detto che Grexit e la rottura dell’unione monetaria devono essere evitati come il più alto imperativo strategico. “Non possiamo lasciare la Grecia lasci la zona euro. Nessuno può dire oggi quali sono le conseguenze politiche sarebbero, quale sarebbe la reazione del popolo greco”, ha detto.

Leader francesi stanno lavorando di concerto con la Casa Bianca. Washington sta portando il suo immenso potere diplomatico per sostenere, chiedendo apertamente l’Unione europea a mettere “la Grecia su un percorso verso la sostenibilità del debito” e risolvere il problema suppurazione una volta per tutte.

La spinta franco-americano è sostenuta da Italia di Matteo Renzi, che ha detto che la zona euro deve tornare al tavolo da disegno e ripensare tutta la sua dottrina di austerità dopo la rivolta democratica in Grecia. Anche lui ora sostiene la riduzione del debito.

Presidente (LR) della Banca centrale europea Mario Draghi, il presidente francese Francois Hollande, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, primo ministro greco Alexis Tsipras e il primo ministro italiano Matteo Renzi prendere parte a una zona euro EU summit i leader di emergenza Il primo ministro greco Alexis Tsipras e italiano Matteo Renzi prendere parte a una zona euro nell’UE leader emergenza vertice Foto: Reuters

Eppure, 15 dei 18 governi ora seduto in giudizio sulla Grecia o schiena posizione intransigente della Germania, o sono sporgendosi verso Grexit in una forma o nell’altra. I tedeschi stanno già pensando al di là di Grexit, discutendo i piani per gli aiuti umanitari e il sostegno alla bilancia dei pagamenti per la dracma.

Mark Rutte, il premier olandese, ha parlato per molti nell’insistere che la zona euro deve sostenere la disciplina, quali che siano le conseguenze finanziarie. “Io sono al tavolo qui oggi per garantire l’integrità, la coesione, i principi alla base della moneta unica sono protetti. Spetta al governo greco di presentare proposte di vasta portata. Se non lo fanno , quindi penso che sarà finita in fretta “, ha detto.

Le due parti stanno parlando accanto all’altra, aggrappandosi a narrazioni lungo radicata, non più disposti a mettere in discussione i propri assunti. Il risultato potrebbe essere costoso. RBS mette le perdite finanziarie dirette per la zona euro da un default greco a € 227bn, rispetto a € 140bn se si mordono il proiettile su una ristrutturazione del debito in stile FMI.

Nella foto: il costo umano della crisi del debito della Grecia

Ma questo è un dettaglio rispetto al danno al progetto politico europeo e l’alleanza della Nato se la Grecia è gettato ai lupi contro la strenua opposizione di Francia, Italia e Stati Uniti.

E ‘difficile immaginare che cosa rimarrebbe di condominio franco-tedesca. Washington potrebbe iniziare a voltare le spalle alla Nato con disgusto, lasciare la Germania e gli Stati baltici a difendersi da soli contro la Russia di Vladimir Putin, una adeguata punizione per tale perdita di visione strategica in Grecia.

Mr Lapavitsas detto sopravvivenza dell’Europa come forza di civiltà nel mondo è ciò che è veramente in gioco. “L’Europa non è mostrare molta saggezza nel corso dell’ultimo secolo. E ‘lanciato due guerre mondiali e doveva essere salvato dagli americani”, ha detto

“Ora, con la creazione dell’Unione monetaria ha agito con tanta stoltezza, e ha creato un tale disastro, che sta mettendo il sindacato molto in dubbio, e questa volta non ci sarà salvezza. E ‘l’ultimo tiro di dadi per l’Europa , “lui ha detto.

http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11724924/Europe-is-blowing-itself-apart-over-Greece-and-nobody-can-stop-it.html

REAZIONE:QUESTA E’ UNA VITTORIA DELLA NUOVA ERA,E’ QUALCOS’ALTRO CHE NUMERI,C’E’ IN GIOCO IL FUTURO DEL CONTINENTE E  LE DECISIONI A VENIRE RIGUARDANO COSE MOLTO GRAVI.INSOMMA:PARLIAMO DI POLITICA CON LA LEGGITTIMITA DEMOCRATICA AL CENTRO,PARLIAMO DI MARE NOSTRUM,PARLIAMO DI QUESTA GERMANIA E DI QUELLA DI IERI(1).E DELLA GRECIA…..

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(1)VORREI DIRE CHE OBAMA STA OFFRENDO BEN POCO ALL’EUROPA:ARMI E SOLTANTO ARMI PERCHE NOI METTIAMO I MORTI:NON PIU SPARGIMENTI DI SANGUE IN SUOLO EUROPEO.

PER QUANTO RIGUARDA AL RUOLO DEGLI USA IN EUROPA DURANTE LE DUE GUERRE LI SIAMO RICONOSCENTI AVERCI PORTATO LIBERAZIONE PERO BISOGNA DIRE CHE AMERICA HA ENTRATO NEI DUE CONFLITTI BELICI NELLA FASE FINALE,QUANDO LA SORTE DELLA GUERRA ERA DECISA.HA CONCENTRATO I SUOI FORZI NEL PACIFICO.IN EUROPA IL PESO MAGGIORE DELLA GUERRA L’HANNO AVUTO GLI EUROPEE STESSI E I RUSSI.

PER QUANTO RIGUARDA ALL’OGGI L’IS E’ BEN POCO CONTRASTATO.

-APPENDICE:DIVISIONI PERICOLOSE

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Queen warns of ‘dangerous’ Europe division

25 June 2015 Last updated at 10:15 BST

The Queen has warned of the “danger” of division in Europe, in a speech to German and UK leaders.

Speaking at a state banquet in Berlin, she said the “irreversible change” in the relationship between the UK and Germany in the 50 years since her first visit to the country was for the better.

Her speech was made in the presence of German Chancellor Angela Merkel and Prime Minister David Cameron, who wants to reform the UK’s EU membership.

Read more

*Queen speaks of need for unity in Europe
*David Cameron says EU summit is ‘milestone’ for reform plans

TRADUZIONE:Regina avverte della divisione dell’Europa come ‘pericoloso’
25 Giugno 2015 Ultimo aggiornamento alle 10:15 BST
La regina ha messo in guardia contro il “pericolo” della divisione in Europa, in un discorso al tedesco e leader del Regno Unito.
Parlando ad un banchetto di Stato di Berlino, ha detto che il “cambiamento irreversibile” nel rapporto tra il Regno Unito e la Germania nei 50 anni da quando la sua prima visita al paese è stato per il meglio.
Il suo discorso è stato fatto alla presenza del cancelliere tedesco Angela Merkel e il primo ministro David Cameron, che vuole riformare l’adesione del Regno Unito nell’UE.
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regina parla di necessità di unità in Europa
David Cameron dice vertice Ue è ‘pietra miliare’ per il piano di riforma

http://www.bbc.com/news/uk-33266090&post_id=10206000344240521_10206000344200520

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9 LUGLIO 2015:SIA CHIARO,NIENTE PIU PENSIONE

-SU LA REPUBBLICA:

Stop vitalizio a Berlusconi, insorge Forza Italia

Stesso provvedimento per 10 ex deputati e 8 ex senatori. Tra loro Cecchi Gori, De Lorenzo e Di Donato. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “Ci sono oltre 1500 parlamentari che continuano a percepirlo ingiustamente”. “Giallo” sui parlamentari ultraottantenni, che non appaiono nel casellario giudiziario

9 LUGLIO 2015

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Stop vitalizio a Berlusconi, insorge Forza Italia

Luigi Di Maio (fotogramma)

ROMA – La questione dei vitalizi agli ex parlamentari condannati in via definitiva torna a scuotere la politica italiana. Dopo la determinazione degli uffici di presidenza di Camera e Senato dello scorso maggio, che fissava i criteri, oggi gli stessi organismi hanno provveduto a stabilire quali deputati dovesse essere applicato lo stop ai vitalizi.

La sorpresa riguarda il Senato: non avranno più vitalizio l’ex premier Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e altri sei ex senatori condannati con sentenza definitiva. Si tratta di Vittorio Cecchi Gori, Pasquale Squitieri, Antonio Franco Girfatti, Vincenzo Inzerillo e Franco Righetti, Giorgio Moschetti. Hanno votato a favore Pd, Ap e Sel, FI è uscita senza votare e anche Lucio Barani per Gal ha protestato.Lega e M5S si sono astenuti.

Dieci invece gli ex deputati oggetto della norma alla Camera: Massimo Abbatangelo, Giancarlo Cito, Robinio Costi, Massimo De Carolis, Francesco De Lorenzo, Giulio Di Donato, Pietro Longo, Raffaele Mastrantuono, Gianstefano Milani e Gianmario Pellizzari.

Ma è sul nome del fondatore di Forza Italia che si scatena la polemica: i senatori azzurri non hanno partecipato alla riunione presieduta da Pietro Grasso. Per l’ex Cav, dopo la condanna di ieri a tre anni del Tribunale di Napoli per la compravendita di senatori, si tratta di un’altra doccia gelata. Il senatore azzurro Lucio Malan ha spiegato: “Non avevamo partecipato al voto sulla delibera di maggio ritenendola irrazionale, inefficacia e facile preda dei ricorsi di vario genere. Coerentemente oggi non partecipiamo, in protesta soprattutto per il nome che conoscete tutti. In ogni caso grazie alla delibera ora lui avrà subito tutti i contributi versati e parliamo di una bella cifra considerando che è stato parlamemtare per oltre 20 anni alla Camera e al Senato”. L’ex Cav è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per frode fiscale a quattro anni di reclusione, di cui tre coperti da indulto.

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Stop al vitalizio per 18 tra ex deputati e senatori: tra loro Berlusconi, Dell’Utri e De Lorenzo

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“Il ministero della Giustizia ha comunicato alla Camera che dei 1.202 ex deputati che prendono il vitalizio sono dieci i condannati in via definitiva ad una pena superiore a due anni per reati gravi come mafia, corruzione, terrorismo, peculato o concussione. Oggi, sulla base di questi dati, l’Ufficio di presidenza ha deciso la revoca del loro vitalizio”, ha scritto su Facebook la presidente della Camera, Laura Boldrini.

I nomi usciti dall’ufficio di presidenza della Camera non hanno convinto i Cinque Stelle. All’attacco il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio su Facebook: “Ricordate la sospensione del vitalizio agli ex parlamentari condannati? Oggi in ufficio di presidenza alla Camera abbiamo saputo quanti saranno coloro a cui si applicherà quella norma. Su 1543 ex deputati che stanno percependo ingiustamente un vitalizio, anche oltre i 3000 euro al mese, solo 10 avranno il vitalizio sospeso. 10 Sfigati che non avevano nessun partito a proteggerli, mentre tanti altri condannati – i cui reati non furono inseriti nella delibera – sono tutti salvi. Quei 10 mi fanno quasi pena”.

Sia alla Camera che al Senato c’è il problema degli ultraottanteni, per i quali la legge prevede di cancellare i nomi dal casellario giudiziario. Per gli ex onorevoli che hanno superato gli 80 anni non è stato quindi possibile individuare chi, condannato, non ha più diritto al vitalizio. Al Senato, tra loro, Giuseppe Ciarrapico e Cesare Previti. Per questo, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno inviato due lettere, una per il rispettivo ramo del parlamento, alla Corte di Cassazione per cercare di capire chi ha ricevuto condanne e provvedere in seguito allo stop del vitalizio.

“L’impegno del Parlamento continua, c’è un’ulteriore verifica in corso su altri 346 ex deputati che hanno più di 80 anni”, assicura Boldrini. In realtà poi l’elenco trasmesso da via Arenula era stato di 11 ex deputati ma solo per dieci di loro è stata disposta la cessazione dell’erogazione del vitalizio: sull’undicesimo, un condannato a 2 anni e 9 mesi per reati che non rientrano tutti nelle fattispecie della delibera dell’ufficio di presidenza, è stato disposto un ulteriore accertamento richiedendo la sentenza di condanna.

Forte l’indignazione dei Cinque Stelle. “Quei 10 mi fanno quasi pena – prosegue Di Maio – quella ridicola delibera che fu festeggiata come la fine di tutte le ingiustizie, riguarda solo lo 0,6 % di tutti quei politici che con tre giorni in Parlamento si sono guadagnati una pensione da sceicco!”. Quindi la proposta: “Noi proponiamo che tutti i vitalizi scompaiano. Punto. Servono 10 minuti di tempo e una maggioranza del Movimento 5 Stelle per votarla”.

http://www.repubblica.it/politica/2015/07/09/news/vitalizi_di_maio_saranno_sospesi_solo_a_10_sfigati_-118691660/?ref=HREC1-1
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9 LUGLIO 2015:PIEMONTE,HA PERSO LA LEGA

-SUCORRIERE DELLA SERA.

corriere.it
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Salva la giunta Chiamparino, il Tar: «Ricorsi inammissibili»
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piemonte

Milano, 9 luglio 2015 – 18:20

(LaPresse)(LaPresse)

Il Tar del Piemonte ha dichiarato inammissibili i ricorsi elettorali (per le presunte firme false) contro alcune delle liste che hanno sostenuto la candidatura di Sergio Chiamparino a presidente regionale nel 2014. Il procedimento continua per una sola lista ed è stato aggiornato al 29 ottobre. Il Tar del Piemonte ha dichiarato ammissibile solo il ricorso sulla lista provinciale di Torino del Pd «Chiamparino Presidente», mentre ha dichiarato inammissibili i ricorsi sulle altre tre liste, tra cui il listino del presidente. In particolare, per la sola la lista del Pd di Torino, i giudici amministrativi hanno concesso ai ricorrenti i termini per proporre querela di falso in sede civile. Respinti invece i ricorsi sulle altre tre liste presentati dalla ex consigliera leghista, Patrizia Borgarello. «Continuo ad esercitare il mandato che ho ricevuto dagli elettori», ha detto Chiamparino a caldo. «Il nostro mandato è pieno dal punto di vista formale e politico – ha proseguito Chiamparino – e sarebbe un tradimento nei confronti dei piemontesi prendere ogni altra decisione».

Le opposizioni: «Si dimetta»

Critico Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, che parla di «sentenza ad personam» per Chiamparino: «Se veramente c’erano le firme false, non ci resta che constatare che in questo Paese non conta che cosa si fa, ma chi lo fa». Secondo Alessandro Benvenuto, consigliere regionale della Lega Nord, «Chiamparino oggi avrebbe dovuto rassegnare le proprie dimissioni» perché, «pur essendo stati dichiarati inammissibili i ricorsi su listino del presidente e su lista provinciale del Pd di Cuneo e del Monviso, non mi pare siano state eliminate tutte le ombre». «Il Partito Democratico di Torino è ancora in ballo», sottolinea Benvenuto. Anche il Movimento Cinque Stelle chiede le dimissioni «subito» di Chiamparino: «Da una parte – afferma – i giudici amministrativi hanno accolto i rilevi sulla correttezza della lista torinese del Pd, fissando una nuova udienza per il 29 ottobre. Dall’altra, nonostante siano stati respinti i ricorsi su listini, per lista Pd a Cuneo e lista Monviso resta sempre in piedi il possibile ricorso al Consiglio di Stato, che sovente ha ribaltato le decisioni del TAR Piemonte».

9 luglio 2015 | 18:20,© RIPRODUZIONE RISERVATA

 http://www.corriere.it/politica/15_luglio_09/salva-giunta-chiamparino-tar-ricorsi-inammissibili-251b0b8e-2655-11e5-9a08-f80f881ecc8e.shtml

REAZIONE:LA LEGA CHE HA PERSO IL PIEMONTE IN CIRCOSTANZI SIMILARI A QUELLE ODIERNE DI CHIAMPARINO,VOLEVA FARE RIVOTARE LA REGIONE.

INVECE FORSE SI SI VOTERA IN LOMBARDIA QUANDO A MARONI LI VENGA APPLICATA LA SEVERINO.

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*10 LUGLIO 2015:RENXIT,QUESTE SEGNALI VEDRAI PRIMA DELLA FINE

3 NOTE:

-NOTA 1:SU LE MONDE:

italie.blog.lemonde.fr
Battu aux élections partielles, Renzi II à la recherche de Renzi I

Matteo Renzi, le 10 juin à Milan. Antonio Calanni/AP

Matteo Renzi, le 10 juin à Milan. Antonio Calanni/AP

Le slogan d’une vieille publicité pour un rasoir à main disait : “La première lame coupe le poil, la deuxième le recoupe avant qu’il ne se rétracte”. Mais la troisième ?  Tentons de nous faire comprendre. Dimanche 31 mai, les élections régionales partielles permettaient au Parti démocrate (PD, centre gauche) de Matteo Renzi sinon de crier victoire, du moins de sauver les meubles : une région perdue (la Ligurie), une gagnée (la Campanie). Première lame.

Dimanche 14 juin, au soir du second tour des élections municipales, la situation devenait plus inconfortable pour la gauche qui abandonnait ses forteresses de Venise et d’Arezzo à la droite. Deuxième lame.

Lundi 15 juin, le doute n’était plus permis à la fermeture des bureaux de vote en Sicile (où le scrutin se déroule sur deux jours) : Enna et Gela tombaient à leur tour. La première au profit de la droite, le seconde dans l’escarcelle du Mouvement 5 étoiles, autre vainqueur (avec la Ligue du Nord) de ces scrutins. Troisième lame.

Ces trois jours de scrutin sont devenus trois défaites pour le PD et Matteo Renzi, qui restaient sur un triomphe au élections européennes de mai 2014 (40 % des suffrages), rasant au plus près les espoirs du président du conseil qui voulait faire de ces consultations une nouvelle occasion d’affirmer son autorité politique. N’avait-il pas réformé le marché du travail (Job Act) et mené à bien la nouvelle mouture de la loi électorale (Italicum) ? Qu’est-ce qui a bien pu clocher ?

Se confiant au journaliste du quotidien La Stampa Massimo Gramellini, le chef du gouvernement explique : “Ces élections montrent clairement que le “Renzi II” ne séduit pas.” ”Renzi II” ? Laissons s’expliquer le premier ministre. Dans son esprit, il y aurait eu, un “Renzi I”, celui qui a pris avec panache les rênes du PD en décembre 2013,  puis qui aurait avec machiavélisme accédé au pouvoir en mars 2014. Celui-ci, qui prônait la “mise à la casse” des vieux caciques de la politique, plaisait aux Italiens et faisait souffler un air nouveau.

Mais voilà, le “Renzi II”, celui des institutions, du pouvoir enfin conquis, des réformes, des compromis, des avancées, des reculs, des désillusions aussi, a fait oublier l’original. La nouveauté qu’il représentait s’est ternie. Selon lui, le “Renzi II” a fait trop de concessions en acceptant ici ou là des candidats (désignés par des primaires) qui ne lui plaisaient pas mais qu’il a soutenus (du bout des lèvres) pour ne pas provoquer de fractures au sein du parti. Bref, il aurait été trop gentil, trop conciliant, trop politique…

En 2016, on votera à Naples, Milan, Turin, Bologne et peut-être à Rome, si le conseil municipal devait être dissout. La quatrième lame déjà? D’ici là, Matteo Renzi aura peut-être retrouvé le modèle original de ses premiers succès, ce “Renzi I” qui s’est perdu sur les chemins escarpés du pouvoir. En italien, “schizophrénie” se dit schizofrenia.

Philippe Ridet

PS. Vous vous souvenez certainement de Paolo Micheli, le candidat de gauche qu’avait soutenu “par erreur” Silvio Berlusconi à Segrate (Lombardie), la ville où Mediaset a son siège ? Eh bien, il a gagné. Avec 59 voix d’avance… Qui a dit que le “Caïman” était mort ?

http://italie.blog.lemonde.fr/2015/06/16/battu-aux-elections-partielles-renzi-2-a-la-recherche-de-renzi-1/

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-NOTA 2:SU L’ESPRESSO

Talk show

Matteo Renzi fa il coach di telegenia ai dem Lista dei buoni e dei cattivi per andare in  tv

Lezione di comunicazione ai parlamentari Pd con 15 slide dove spunta un mega-gufo. Proprio nel momento di minor splendore, dopo la tracotanza della playstation, il premier-segretario spiega agli altri come si fa

di Susanna Turco

Matteo Renzi fa il coach di telegenia ai dem Lista dei buoni e dei cattivi per andare in  tv

Lezioni a suon di slide per spiegare come “passare all’attacco”.  Lista di chi è bravo e chi no a stare in tv ma anche una riflessione su quei talk “dove tutto è puntato contro di noi”. L’esortazione: “Dobbiamo comunicare meglio le cose fatte, a partire dalle riforme del governo”. Insomma, nel momento di sua maggior difficoltà comunicativa, Matteo Renzi balla sull’orlo del berlusconismo più classico. E nella notizia che abbia radunato i suoi deputati e senatori all’ultimo piano del Nazareno, per far loro da coach e spiegare come bisogna “cambiare schema”, il premier segretario differisce solo in una cosa dall’originale: che all’epoca Berlusconi non faceva direttamente il premier-coach, non era lui in persona a tenerle, quelle lezioni (semmai dava consigli in privato).

Altro dettaglio: al posto dei “gufi”, per l’allora Cavaliere c’erano i “comunisti” (in fondo, a pensarci, si allude all’incirca allo stesso gruppo umano). L’ufficio stampa Pd ha poi smentito l’esistenza di una lista dei buoni e dei cattivi per la tv, ma insomma un’indicazione di massima non sarebbe uno scandalo: anche Berlusconi, del resto, aveva una precisa lista di telepromossi e telebocciati, certo variabile nel tempo ma comunque inflessibile (l’esimio Sandro Bondi a un certo punto fu tra gli esclusi, e se ne dolse assai), in base alla quale era lo stesso quartier generale di via del Plebiscito – stile filtro – a convocare questo o quell’altro alle varie trasmissioni.
Ma c’è, in questo caso, una circostanza a rendere più peso il tutto. Se Berlusconi considerava comunque il talk show qualcosa di alieno da sé, in qualche modo il regno naturale della sinistra semmai da conquistare, tanto da arrivare a pensare di potersene liberare pronunciando il famoso editto di Sofia contro Biagi Santoro e Luttazzi, Matteo Renzi ha un problema diverso, e forse maggiore: che il pubblico dei talk show è il suo elettorato. Non li deve portare dalla sua parte: deve riuscire a non perderli. Così, un pezzo dell’arringa del coach davanti ai parlamentari dem se ne è andato per spiegare anche ciò che non va in quelle trasmissioni che “non possono parlare solo di quello che va male, ma anche bene”. “La nostra strategia – riferisce chi ha partecipato – deve essere tale per cui non possiamo andare in talk nei quali tutto è puntato contro di noi”. Dunque certamente un problema di chi viene invitato – e coi dem Renzi è stato durissimo, tanto che nessuno ha tentato di replicar qualcosa – ma anche un problema di confezione, ritenuta talvolta (curiosamente) troppo ostile.
Ed è certo un passaggio molto contorto quello in virtù del quale, giusto nel suo periodo di minor splendore comunicativo, Renzi si metta a far lezione agli altri, spiegando di lasciar perdere “il catenaccio” e partire col “tiki taka”, “partire all’attacco e tenere il possesso di palla”. Qualcuno, per tentare una periodizzazione, ha individuato nella tracotante fotografia con Matteo Orfini e Playstation, diffusa giusto la sera delle comunali, quell’atto di hybris a partire dal quale l’immagine del premier è parsa meno lucidata, e lui stesso meno presente e pronto. Anche l’altro giorno, per dire, il messaggio sul voto greco s’è fatto attendere per tutta la mattina, come mai prima era accaduto al rottamatore-twittatore.

Spicca peraltro, tra le quindici slide proposte ai parlamentari Pd, quella con il maxi gufo, e soprattutto la scritta “i nostri avversari sono quelli che sperano nel fallimento dell’Italia. Il loro nido è il talk show, non il Parlamento”. Insomma, la tv sarebbe il lazzaretto, il luogo in cui il male si contagia, “un grande pollaio senz’anima” come l’aveva definito giorni fa. E a dirlo è proprio Renzi, che deve originariamente sua ascesa proprio all’essere un perfetto prodotto da talk show, che ha avuto uno come Giorgio Gori come primo consulente. E che un tempo, al termine di un servizio-inchiesta, poteva da amministratore locale permettersi di dire al conduttore: “Vede, questo a Roma non lo capiscono”. Adesso, invece, anticonformista diventato conformista, rimprovera agli altri di non essere abbastanza di “rupture”. Salvo far eleggere capogruppo alla Camera l’ottimo Ettore Rosato, certamente preparato ma non altrettanto sinteticamente votato ai tempi tivvù.

© Riproduzione riservata 07 luglio 2015
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/07/07/news/mateo-renzi-fa-il-coach-di-telegenia-e-preparare-la-lista-dei-buoni-e-dei-cattivi-per-andare-in-tv-1.220237?ref=HRBZ-1
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-NOTA 3:SU L’ESPRESSO:

Analisi

Matteo Renzi in difficoltà, il grande comunicatore perde smalto e pezzi

Il premier interviene alle Camere ma non ritrova la verve di un tempo. Con le trincee in Europa, le barricate per la scuola, l’assedio sui territori, Civati e Fassina che salutano il partito qualcosa si è rotto. E le paure dei renziani prendono forma

di Marco Damilano

24 giugno 2015

Matteo Renzi in difficoltà, il grande comunicatore perde smalto e pezzi

C’era una qualche curiosità alla vigilia: che Renzi sarebbe stato quello chiamato a parlare per la prima volta davanti alle Camere dopo la sconfitta delle elezioni amministrative? Renzi Uno il Rottamatore o Renzi Due l’Istituzionale, secondo le stesse auto-definizioni del premier? La domanda circola già alle nove del mattino a Palazzo Madama, quando l’inquilino di Palazzo Chigi si prepara a intervenire per esporre la linea del governo italiano al Consiglio europeo dei prossimi giorni. Occasione solenne: un anno fa Renzi si era presentato fresco di trionfo alle urne, era il signor Quaranta per cento, aveva segnato il cambio di linea, via i cento giorni e il cronoprogramma dei primi tre mesi di governo, l’annuncio dei mille giorni e dell’Italia da cambiare passo dopo passo.

In aula ci sono Giorgio Napolitano e Mario Monti. Ai banchi del governo Maria Elena Boschi saluta tutti, Angelino Alfano arriva in ritardo e fa alzare la ministra Stefania Giannini dal posto accanto al premier. Paolo Gentiloni ingobbito. Renzi comincia, al solito, premendo sull’acceleratore, parla a braccio con un occhio sugli appunti con i post-it gialli, rossi e verdi: la Grecia sta messa peggio di noi italiani, per la prima volta l’Italia non è sul banco degli imputati o tra gli studenti che devono fare i compiti (cosa che gli costerà una velenosa correzione di Monti: “la procedura di infrazione fu chiusa nel 2013”, durante il governo tecnico), le riforme strutturali sono il nostro fondo salva-Stati, la nostra vera clausola di salvaguardia…

Giulio Tremonti lo ascolta in piedi, come tormentato da un rovello. La senatrice grillina Paola Taverna va su e giù per i banchi, inquieta, L’ex Forza Italia Manuela Repetti è già traslocata nel gruppo misto, dalle parti del Pd. Il Senato è già lo specchio di una situazione politica mutata. Sabbie mobili che avanzano. Effetti speciali che non incantano più. E quando arriva a parlare dell’immigrazione Renzi mostra tutte le sue difficoltà a fronteggiare sul piano comunicativo l’ondata della Lega di Matteo Salvini: “Non mi spaventano i toni demagogici”, avverte, “una classe dirigente deve saper trovare le parole giuste per trasmettere al Paese la giusta via tra la paura e il cedimento strutturale al buonismo”. Renzi ne pronuncia una, rivolto a sinistra: rimpatrio. Ma la giusta via il grande comunicatore di Palazzo Chigi non la trova neppure oggi. Spariscono dalle dichiarazioni della vigilia le quote obbligatorie di accoglienza dei profughi nei vari paesi europei, la necessità di rivedere il trattato di Dublino che obbliga i richiedenti asilo a restare nel paese di prima accoglienza (“non c’è oggi il consenso in Europa per cambiarlo e non ci sarà domani”, ammette Renzi), anche la guerra agli scafisti sparisce dall’agenda.

Nel pomeriggio alla Camera, se possibile, il dibattito è ancora più grigio. Dai banchi della maggioranza e del Pd arrivano quattro flebili applausi in mezz’ora. Renzi prova ad accelerare. Contro l’Europa e la sua inconcludenza, il premier si dice euro-deluso: “Il quartetto dei presidenti della Ue non brilla per ambizione. Sta facendo manutenzione dell’esistente. Non vola alto”. La premessa, forse, per rovesciare il tavolo in caso di conflitto con gli altri governi. E contro i talk show, i sondaggi, “le forme banali di un tweet”, i media che diffondono la paura dell’immigrazione, i muri che si rialzano mentre nell’89 i muri erano caduti… E intanto nuovi, invisibili muri si alzano in Parlamento: tra la maggioranza e le opposizioni, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega, all’interno del Pd, perché tra un discorso di Renzi e l’altro, all’ora di pranzo, anche Stefano Fassina ha annunciato l’addio. E le paure dei renziani prendono forma dentro e fuori l’aula di Montecitorio.

Fuori, in Transatlantico, il testo più citato tra i deputati del Pd è l’articolo del professor Roberto D’Alimonte di ieri sul “Sole 24 Ore” in cui il politologo ipotizza di rivedere la legge elettorale Italicum appena approvata, nel punto che vieta la possibilità per i partiti di fare alleanze tra il primo e il secondo turno: “Improvvisamente molti si sono accorti che il Movimento 5 Stelle potrebbe andare al ballottaggio e addirittura vincere”. Dentro l’aula in quel momento sta parlando il deputato di M5S Alessandro Di Battista. Un discorso ben scritto e ben interpretato, il possibile candidato sindaco per il dopo-Marino infila il suo miglior intervento della legislatura e definisce il Movimento “alternativa di governo”. E per la prima volta non suona come un artificio retorico.

Alla fine di una giornata cominciata alle nove del mattino a Palazzo Madama e terminata nel pomeriggio nell’aula di Montecitorio l’immagine del premier in partenza per il Consiglio europeo rispecchia le difficoltà di questo momento. In trincea in Europa, sul fronte immigrazione. Sulle barricate al Senato dove le votazioni sulla buona scuola fotografano una maggioranza che regge ma fa catenaccio. Con un Pd che perde i pezzi, ieri Civati, oggi Fassina, domani chissà. E assediato sui territori, dalla Campania di Vincenzo De Luca alla Roma di Ignazio Marino. Così, alla fine di una giornata trascorsa nel limaccioso terreno di gioco dei “signori del Parlamento”, come li chiama il premier, la domanda iniziale resta senza risposta. Oggi non c’è Renzi Uno e neppure Renzi Due, forse un Renzi Tre. Evasivo. Nebuloso. Sospeso. Disperso in un cloud.

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/06/24/news/matteo-renzi-il-grande-comunicatore-in-difficolta-perde-lo-smalto-e-i-pezzi-1.218673

Il numero in edicola»

Copertina L'Espresso

REAZIONE:DOPO LE EUROPEE DOVEVA CONQUISTARE L’EUROPA MA INVCE E’ STATO IGNORATO SE NON RIDICOLIZATO SULL’IMMIGRAZIONE DOPO QUELLA MANOVRA DIVERSIVA CON BERLUSCONI SULLA LIBIA.

IGNORATO E’ STATO ANCHE SULLA GRECIA.

POI A LIVELLO NAZIONALE E’ STATO BATTUTO ALLE AMMINISTRATIVE,LA MINORANZA PD CONQUISTA POSTI COME QUELLO DELLA CAMPANIA,E IL SUO PARTITO PERDE PEZZI IMPORTANTI PER NON PARLARE DELLA GRANDE VITTORIA DEL PARTITO DEL NON VOTO.

IN QUESTO CONTESTO DI FRANCA DISCESA IL CHIERICHETTO TELEMACO ALLIEVO DI BERLUSCONI E BURATTINO DEL CENTRODESTRA FA APELLO A QUELLO CHE FANNO APELLO(FORSE LUI E’ GIOVANE E NON LO SA?)TUTTI QUELLI GOVERNI CHE SONO NELL’ANTESALA DELL’USCITA:”NON COMUNICHIAMO BENE LA NOSTRA OPERA” E’ LA FORMULA RETORICA DI CHI NON HA NULLA STIMOLANTE DA COMUNICARE .LA LUNA DI MIELE E’ FINITA,QUELLO DEL TITOLO.

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*12 LUGLIO 2015:CRISI GRECA,TSIPRAS SI CALA LE BRAGHE(I PANTALONI
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-SU LA REPUBBLICA:
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Eurogruppo vuole riforme entro sette giorni
Moscovici, Stubb e Dombrovkis parlano con Dijselbloem durante l’Eurogruppo
Eurogruppo vuole riforme entro sette giorni
Grecia, non c’è accordo. Riunione aggiornata alle 11 liveblog
Berlino non esclude Grexit a tempo, per 5 anni. No della Ue
Sì al piano Tsipras dal Parlamento greco / Syriza divisa – video
Video In migliaia per il No all’austerity: la piazza vista dal drone
dai nostri inviati E.LIVINI e M.PUCCIARELLI, di G. BALESTRERI, R.RICCIARDI, M.SCACCHIOLI. Video di F.GILIOLI e A.NASSO
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REAZIONE:INACETTABILE LE RIFORME PROPOSTE DALLA MERKEL PERCHE NON IN LINEA CON LO SPIRITO DELLA NUOVA ERA:SI CENTRANO NELL’ATTACO AI PENSIONATI(NO ALL’AUMENTO DA 65 A 67 ANNI),IN UNA IPERVORACITA ESSSAUTORA,PARTICOLARMENTE CON L’AUMENTO DELLE TASSE CHE RIGUARDANO AL VALORE AGGIUNTO,UNA GROSSA OFFENSIVA CONTRO LA RICHEZZA DEGLI IMPRENDITORI VINCOLATI AL MARE,E ALLA PRESSIONE PER TAGLIARE LE SPESE DELLA DIFESA CHE SERVE COME DETTERRENTE ALLA TURCHIA.QUESTA PROPOSTA DI RIFORME E’ UNA CHIARA IMPUDICA AGRESSSIONE AL MEDITERRANEO NELLA STESSA LINEA DELL’ASSALTO A QUESTI REGIONI CHE VIENE FIN ORA PRATTICANDO LA GERMANIA.

UN TRADIMENTO AL POPOLO E’ ALL’ELETTORE(OLTRE CHE ALLA DEMOCRAZIA NELLA CONCEZZIONE MODERNA,NEOCLASSICA CIO’E’ “ALLA GRECA” A SCAPITO DI QUELLA DEL PROFONDO SUD AMERICANO,OLTRE CHE A ALL’OCCIDENTE DA UNA VOLTA PER SEMPRE DELIMITATO DAI GRECI NELLA BATTAGLIA DI TROIA)CHE LO HA APOGGIATO COL REFERNDUM E’ IL NUOVO PIANO DI TSIPRAS SANCITO PER IL PARLAMENTO MAlGRADO ABBIA LA BENEDIZIONE DI HOLLANDE:QUELLO DEL TITOLO.
VIA TUTTE DUE,LA MERCKEL E TSIPRAS:GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM
PD:LA GRECIA DOPO LA RINUNCIA DEL MINISTRO DELLE FINANZE,VERO VINCITORE DEL REFERENDUM CHE AVEVA CONTORTO IL BRACCIO DELLA MERCKEL E JUNKER,STA PERCORRENDO IL CAMMINO GOLPISTA DELL’ITALIA QUANDO E’ STATO ESTROMESSO,COLPITO,BERSANI PER SOSTITOIRLO CON RENZI
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-APPENDICE 1:

-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Se l’accordo non si fa l’Unione si spaccherà in 28 pezzi

Editoriale,di EUGENIO SCALFARI

REZIONE:SI SPACCHI,IN EUROPA C’E UNA NUOVA ERA.

-APPENDICE 2:SUL CORRIERE DELLA SERA:

I RISCHI POLITICI PER LA CANCELLIERA

I giorni difficili di Angela e la scelta impossibile: rompere col suo partito o con l’Europa

Qualsiasi strada imbocchi, dovrà poi giocare la carta del futuro della Ue. La minaccia di uscita dalla Ue della Gran Bretagna apre un altro rischio esistenziale di Danilo Taino Video

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REAZIONE:SI ROMPA COL SUO PARTITO,HA PERSO E DEVE INIZIARE A  COMMANDARE LA MANO DELLA NUOVA GROSSE KOALITION.INIZIAMO LA NUOVA ERA ANCHE IN GERMANIA,NO A “STABILTA” ANTIDEMOCRATICHE.VIA A CASA LA MERCKEL E COMPAGNIA BELLA,CHE GIA NON SONO TANTO IMPORTANTE. VIA DAL DITO VECCHIE ALLEANZE NEOLIBERALI PIGNIORIAMOLLE.

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-APPENDICE 3:”IL MEDITERRANEO IN FIAMME”(LA REPUBBLICA EMULA IL MIO PENSIERO)

-SU LA REPUBBLICA:

Dalla Tunisia alla Libia  i conflitti incrociati  bruciano il Mediterraneo

Dalla Tunisia alla Libia i conflitti incrociati bruciano il Mediterraneo

Lo scenario. Nuove nazioni, e un Iran più forte in caso di accordo sul nucleare di BERNARDO VALLI

Libia, firmato accordo Onu ma solo da Tobruk, senza Tripoli

 REAZIONE:LA VECCHIA GRECIA HA ABDICATO DELLA SUA TRADIZIONE DEMOCRATICA E OCCIDENTALE,QUINDI COME NELL’ERA CLASSICA DELL’IMPERO GRECO,LA MAGNA GRECIA PRENDA IL COMMANDO.C’E’ UNA “NUOVA( GIOVANE) ERA,INIZIAMOLA GIA.
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LUGLIO 2015(22:27,ORA ITALIANA):IL GIORNO DEL PAPA
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-TITOLARE LA REPUBBLICA:
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Un milione in Paraguay per il Papa "Non si può impedire l'accoglienza"
Un milione in Paraguay per il Papa
“Non si può impedire l’accoglienza”
L’ultima messa in Sud America, poi il rientro
Foto Nella baraccopoli tra gli studenti
Video “Politici corrotti non possono svolgere il loro ruolo”
Articoli correlati

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Ue, Giscard rifiutò lettera Wojtyla su radici cristiane di P. ROD

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REAZIONE:OGGI E’ “IL GIORNO DEL PAPA IN SUDAMERICA”.
HO GIA COMMENTATO L’ITINERARIO,NON E’ ANDATO DA NESSUN PAESE SUDAMERICANO VERO E PROPIO MA NEI “TAPONES”,ZONE NEUTRE.
PER QUANTO RIGUARDA ALL’AGENDA SOLO VORREI DIRE :
-CHE TRANNE UNA BREVE VISITA ALLA SEDE DELL’UE IL PAPA SOLO HA FATTO VIAGGI IN PAESI SOTTOSVILUPPATI:IN EUROPA NON ENTRA.
-LA MANCANZA DI VISTA A PAESI VERI E PROPIE C’ENTRERA QUALCOSA CON:
-IL FATTO CHE IL PAPA DEVA CONSEGNARE I PRETI PEDOFILI ALLA GIUSTIZIA DEI PAESI OSPITI DELLA CHIESA(VISTA I NOLTRE LA TENDENZA AUTARCHICA E DILATORIA DEL VATICANO IN TEMI DI PEDOFILIA CLERICALE)?
-O SARA PER EVITARE FLOP DI ACCOGLIENZA FRA LA GREGGE CATTOLICA?
-O SARA PER EVITARE FIGURACCIE COME QUESTA CHE LI HA FATTO PASSARE EVO MORALES,IL LEADER INDIGENA DELLA BOLIVIA?
(SI SA “OF THE RECORD” CHE AL PAPA LO SI HA VISTO SGRIDARE “QUESTO NON STA BENE” QUANDO MORALES LI HA PRESENTATO UNA CROCE DI LEGNO A FORMA DI FALCE E  MARTELLO).VEDETELO SU YOU TUBE:
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*13 LUGLIO 2015:CRISI DEL DEBITO GRECO,ATTUALLIZAZZIONE
-SOTTOTITOLO:IL FANTASMA DI VLADIMIR……….
-TITOLARE SU BBC:
Monday, 13 July
Angela Merkel, Alexis Tsipras and Francois Hollande in Brussels on 12 July 2015
Leaders try to thrash out Greek dealEurozone leaders talk through the night in Brussels in a bid to agree terms for a new bailout for Greece and stop it crashing out of the single currency.TRADUZIONE:Lunedi, 13 luglio
Angela Merkel, Alexis Tsipras e Francois Hollande a Bruxelles il 12 luglio 2015I leader cercano di sviscerare l’affare greco
I leader dell’Eurozona hanno parlato per tutta la notte a Bruxelles nel tentativo di concordare i termini per un nuovo piano di salvataggio per la Grecia e fermarlo schiantarsi fuori dalla moneta unica.-TITOLARE SU LE MONDE:Crise grecque : des négociations tout le week-end et toujours pas d’accord Live

image: http://s1.lemde.fr/image/2015/07/13/644×322/4680907_3_3b5a_les-chefs-d-etat-de-la-zone-euro-discutent_5895996f55f8693bc544d123824cdbe8.jpg

Les chefs d'Etat de la zone euro discutent depuis plus de 14 heures sur la cas de la Grèce. Pour l'instant, aucun compromis n'a été obtenu.

Les chefs d’Etat de la zone euro discutent depuis plus de 14 heures sur la cas de la Grèce. Pour l’instant, aucun compromis n’a été obtenu.

En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#s0J0s1EJ1TSLTqmg.99

REAZIONE:SECONDO SIGMAR GABRIEL,IL PRESIDENTE DELLA SPD TEDESCA IL REFERENDUM GRECO DOVREBBE AVUTO VERSARE SU RESTARE O NO NELL’EUROZONA.ECCO CIO CHE C’E’ IN GIOCO IN QUESTO SUMMIT.LA GERMANIA ED ALTRI DICONO NON AD UN ACCORDO A QUALSIASI PREZIO,CIO’E’ PERSISTONO NEL VOLERE UMILIARE LA GRECIA ANCHE AL COSTO DI UNA GREXIT,STATI UNITI PREME PER FARLO RESTARE NELL’EURO,SI TEME CHE LA GRECIA CADA NELLE MANI DI VLADIMIR……..
MA SE LA GRECIA DOVESSI USCIRE DELL’EUROZONA FORSE UNA ALTERNATIVA C’E’ L’HA:LA CINA.
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*13 LUGLIO 2015:MITO E REALTA DI VLAD III,IL CONTE DRACULA
LA PELLICULA:
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REAZIONE:DOBBIAMO AL CATTOLICO IRLANDESE BRAM STOKER E IL SUO LIBRO “DRACULA” PUBBLICATO NEL 1897 LA DEMONIZAZZIONE DI  VLAD III “, PRINCIPE DELLA VALACCHIA COSI COME LA CONOSCIAMO OGGI IN OCCIDENTE.
DRACULA HA VERAMENTE ESSITITO:SI LEGGE NELLA PUBBLICAZIONE ONLINE “LA VERA STORIA DI DRACULA”
“Vlad III “Tepes” Principe della Valacchia, ecco chi era Dracula, adesso conosciamo meglio chi era Dracula e che è veramente esistito!
Vlad III nasce nel 1431 a Sighisoara in Transilvania, secondogenito di Vlad II Dracul principe della Valacchia e membro del sacro ordine del Drago,
Ordine fondato dall’Imperatore Sigismondo nel 1418, con il compito di proteggere la cristianità del sacro romano impero dalle continue minacce della potenza Ottomana”
http://www.giovannict.altervista.org/Laverastoriadidracula.html

-E IN UNA PUBBLICAZIONE TURISTICA SUL CASTELLO DOVE VIVEVA ATTUALMENTE ESSISTENTE IN RUMANIA SI LEGGE:

La verità storica:
Il principe Vlad Tepes ha condotto la Valacchia per tre volte (1448, 1456-1462, 1476), essendo un principe crudele e autoritario perche usava tecniche dure di  punizione: gli infami veniva pelati, bolliti, decapitati, impiccati, bruciati vivi, accecati, impalati, e proprio per queste crudeltà che prese il nome di Tepes. In virtù dei suoi metodi drastici ristabilì ordine nel paese. “Straniero di pietà e di compassione” come ha affermato storico romeno A.D.Xenopol.

Ha combattuto, a fianco dei turchi  nella campagna del 1462 guidati di Mohamed II rescindo spaventarsi ucigando 20.000. Perche rimane senza neanche un aliato si ritrato alla Targoviste, la capitala di Valahia  dove Matei Corvin, re di Ungarica fare prigioniera e chiude alla Visegrad 12 anni.
Niccolo Modrussa un delegato del papa Paulus II il quale ha visto su Vlad Tepes descriverlo come un nobile di mistero essendo ”…non tropo alto di statura, ma molto forte e robusto, freddo e terribile di aspetto, con un gran naso aquilino, narici larghe, un volto magro e rossiccio, con grandi occhi verdi spalancati e incorniciati da nere ciglia, molto folte e lunghe, che davano agli occhi un aspetto terrificante. Il viso e il mento erano rasati, ma portava i baffi. Le tempie larghe aumentavano l’ampiezza della fronte. Un collo taurino univa la testa alle sue larghe spalle coperte da ciocche nere dei suoi lunghi capelli neri.”
In 1476 Vlad Tepes morirà nella battaglia con Basarab III, tornato con un esercito di turchi, dopo un periodo in cui si era rifugiato prima a Bucarest e poi in Turchia. Vinta la battaglia Basarab III, probabilmente colui che uccise personalmente Vlad Tepes, inviò poi la testa di quest’ultimo al sultano turco presso la corte di Costantinopoli. Vlad Tepes venne poi sepolto nel monastero di Snagov, e i suoi resti non verranno mai ritrovati.

Leggenda:
Il “vampiro dei Carpazi” più comunemente conosciuto come “Dracula”, è nato da un mito, da una immagine che è stata mediatizzata dal 1488 con “Le favole tedesche di Dracula voivoda” apparsa a Norimberga e illustrata da xilografie. Questa esagerazione del personaggio è merito degli ecclesiastici appartenenti all’ordine dei benedettini, cappuccini e altre, i quali si sono rifiutati al subordinamento per le leggi dello stato imposte dal grande principe. Il monaco Iacob, autore del manoscritto trovato nel 1462 nel monastero di San Galin in Svizzera, sembra questo il più vecchio documento sulla campagna anti-dracula.

Dalla fusione di favole tedesche e folclore, Vlad Tepes-Dracula, è divenuto il più famoso personaggio della Transilvania del XV secolo.

L’irlandese Bram Stoker (1847-1912) ha usato diverse informazioni sulle risorse locali della Transilvania e anche inglese per creare il suo romanzo “Dracula”, il primo vampiro della storia della letteratura con il libro “Del Principe di Valacchia e Moldavia” (1820) dove veniva fatta menzione del principe Dracula e della sua lotta contro i turchi. Quello che era importante per Stoker (sopra al nome c’era la nota dell’autore) il quale precisa che “Dracula” significa in romeno “il diavolo”, benché avesse avuto l’intenzione nominare il personaggio “Il conte Vampire”, il nome di Dracula era piu adatto.
Nella cinematografia Dracula e la Transilvania luogo dove sorge il misterioso castello con i vampiri nel bel mezzo di una fitta e buia foresta, è diventato il set di oltre 750 produzioni tra film e documentari. Quello più famoso, realizzato dal regista Francisc Ford Coppola “Dracula”, (1992) ha realizzato un vero e proprio capolavoro, destinato a vincere il tempo e la conoscenza universale.
Le leggende hanno ristabilito la verita su Vlad Tepes ed è citato, nel libri storici, come un personaggio corretto, giustiziere, il principe del quale, nel periodo del suo regno, potevi bere acqua dalla fontana della fortezza Targoviste, con un coppa d’oro massiccio senza avere il timore che potesse essere rubata, cosi come confermano gli storici rumeni.

http://www.ilcomuneinforma.it/viaggi/11/romaniail-castello-di-draculatra-leggenda-e-verita/

NON E’ DEL CASO APROFONDIRE CUA SU QUESTA LEGGENDA MA DI TOGLIERLA DI ATRRIBUTI FANTASIOSE:VERE O NO LE CRUDELTA DEL PERSONAGGIO STORICO RESTA IL FATTO CHE PER EUROPA DELL’EST,PIU PRECISAMENTE LA RUMANIA, CIUSESCU LO INALZO A EROE NAZIONALE IN QUANTO LA SALVO DELL’INVASIONE TURCA.E PER OCCIDENTE? AL DI LA DELLA LEGGENDA DI STOKER FORSE SE NON SAREBBE STATO PER LUI,IL PERSONAGGIO STORICO DI CARNE E OSSA, L’EUROPA OGGI SAREBBE DOMINATA DAI TURCHI OTTOMANI.MA NON HA STATUE COME SALVATORE DELLA CRISTIANITA.

PD:I DRAGHI NELLA MITOLOGIA NON SONO PRECISAMENTE IL DIAVOLO.I SERPENTI SONO ESSERI DIAVOLICI IN QUANTO CONDANNATI A VIVERE NEGLI “INFERI”,CIO’E’ TRASCINANDOSI IN TERRA.

CONTRARIAMENTE GLI ANGELI SONO ESSERI SUPERIORI IN QUANTO POSSIEDONO ALE  PER ELEVARSI.MA COSA SUCCEDE SE AD UNA SERPENTE GLI METTIAMO LE ALI?IL DRAGO.UN ESSERE CHE PUO ESSERE USATO ANCHE DA DIO.DAL DIO DEI CRISTIANI APPUNTO:ORDINI DEI DRAGHI.

*13 LUGLIO 2015:CRISI DEL DEBITO GRECO,BERLUSCONI VS SARKOZY

2 NOTE:

-NOTA 1,SU LA REPUBBLICA:

Svolta di Berlusconi: “In caso d’emergenza, ok alle larghe intese”

Se la Grecia uscisse dall’eurozona e ci fossero ricadute pesanti sull’Italia, sarebbe necessaria un’assunzione di responsabilità, dice l’ex premier. Che è offeso con Palazzo Chigi perché ha sempre respinto aiuti sulla politica estera,di CARMELO LOPAPA
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Svolta di Berlusconi: "In caso d'emergenza, ok alle larghe intese"

Silvio Berlusconi (lapresse)

ROMA. «Io una mano d’aiuto a Renzi la do, ma solo se la situazione precipita, non certo per fare le riforme che vuole lui». Silvio Berlusconi dal ritiro di Arcore osserva quanto accade in queste ore tra Bruxelles ed Atene con un’interessata apprensione. Non prevede «nulla di buono» per l’Italia a trazione renziana, teme le ricadute di una Grexit ancora probabile sull’economia e le borse del nostro Paese, che tanto per cominciare colpirebbero le sue aziende. Così come segue con preoccupazione, racconta chi lo ha sentito, l’escalation delle minacce dell’Isis contro Roma, culminate con l’autobomba del Cairo contro il consolato italiano. «La mano d’aiuto che più volte abbiamo offerto al premier in politica estera non è mai stata presa in considerazione», si lamenta il Cavaliere. Il divorzio consensuale con Denis Verdini (pronto a sostenere il governo) è la conferma di quanto Forza Italia ormai vada in altra direzione. Ma solo uno scenario potrebbe invertire la rotta. «Se la situazione economica precipitasse o se ci fosse un attacco diretto contro l’Italia noi, con responsabilità, ancora una volta, potremmo dare il nostro contributo – è il ragionamento estremo di Berlusconi – Anche entrando in un governo di emergenza nazionale, se necessario». Ma con altrettanta schiettezza non nasconde il suo scetticismo sull’«umiltà di Renzi». Di quel famoso “tavolo” per gli affari esteri, offerto per affrontare nodi pesanti come l’esodo dalle coste libiche, in questi mesi il governo non ha avvertito alcuna esigenza. Figurarsi se il clima è di dialogo sui dossier interni, riforme in testa.

I mediatori che in questi tre giorni hanno cercato di convincere Denis Verdini a recedere dalla decisione ormai presa di abbandonare il partito e il leader hanno fallito. Il senatore toscano non ne vuole più sapere, l’amarezza per il rapporto logorato ha avuto la meglio su tutto. «Non ho altra scelta», è stata la risposta agli ultimi pontieri. Con una chiosa: «Spero un giorno Silvio ricordi chi gli riempì la piazza sotto casa domenica 4 agosto 2013, dopo la condanna Mediaset». I fedelissimi del toscano non fanno ormai mistero dell’imminente scissione dal gruppo al Senato. «La data spartiacque sarà il 31 luglio, il giorno in cui scade il termine per la presentazione degli emendamenti al testo delle riforme costituzionali», spiega il senatore Lucio Barani, uno dei dodici coivolti nel progetto. E si sbilancia: «Al momento siamo a 15 adesioni».

Berlusconi – che non intende più muoversi da Arcore, salvo che per qualche puntata in Sardegna, ma deciso a tenersi lontano ormai da Roma – osserva i movimenti interni senza intervenire. Giovedì Raffaele Fitto consumerà lo strappo definitivo anche alla Camera coi suoi 14 in uscita. L’ex premier passa dalla reazione stizzita («Era ora che Verdini e Fitto facessero chiarezza e ci liberassero») a momenti di preoccupazione per il futuro. «Indietro non si torna e non ci sarà più alcuna riedizione del patto del Nazareno, questo è evidente a tutti», sottolinea la portavoce Deborah Bergamini. Il leader tiene la linea dura ma manda in avanscoperta altri per tenere aperto uno spiraglio. Il capogruppo al Senato Paolo Romani parla a più riprese col collega pd Luigi Zanda e riferisce al capo di «segnali buoni per ottenere modifiche alla riforma e anche all’Italicum». Non ha sortito altrettanti effetti, a quanto risulta, l’approccio tentato con Palazzo Chigi da Gianni Letta per un paio di questioni che lo interessavano personalmente. In assenza di Verdini i ponti sono saltati del tutto.

Il leader forzista è arrivato a una conclusione, anche alla luce dei 25 dissidenti sui quali Renzi non potrà più contare al Senato. «A settembre potremmo accettare di sedere al tavolo della riforma costituzionale solo a una condizione – è la confidenza rassegnata ai più fidati – se Matteo accettasse di rivedere l’Italicum, introducendo il premio alla coalizione anziché alla lista o quanto meno la possibilità di apparentamento tra il primo e il secondo turno». I portoni di Palazzo Chigi, per adesso, restano però sprangati. E non solo per Gianni Letta.

http://www.repubblica.it/politica/2015/07/13/news/svolta_di_berlusconi_in_caso_d_emergenza_ok_alle_larghe_intese_-118948937/?ref=HREC1-1

REAZIONE:BERLUSCONI ORMAI NO DOVREBBE ESSERE NOTIZIA.PER IL MOMENTO E A CONTO DI PIU VOGLIO RICORDARE ORA CHE QUESTA CRISI DEL DEBITO GRECO LO RIGUARDA IN QUESTI DUE VICENDE:L’AMICIZZIA CON VLADIMIR PUTIN E LA NOMINAZIONE DI DRAGHI ALLA BCE CHE E’ STATA  LUI A PROPORLA.

L’AMICIZZIA CON VLADIMIR PUTIN(OGGI VENUTA A MENO)?SI INSERISCE NELLA VISIONE ODIERNA DELLA RUSSIA,ANZI DELLA “FEDERAZIONE RUSSA”,SCATURITA DI UNA ECLETTICA REVISIONE STORICA DEL PAESE IN CHIAVE ORTODOSA,ANZI,UNA REVISIONE PIU CHE ECLETTICA CONTRADITTORIA NON CHE RELATIVA(1):COME ALLACIARE DALLA CODA QUESTE DUE MOSCHE?:PUTIN FESTEGGIA LA VITTORIA RUSSA CONTRO L’IMPERO NAPOLEONICO PERO RIVINDICA IL RUOLO DELLA RUSSIA ZARISTA IN QUANTO POTENZA LIBERALE,SI PROPIO “LIBERALE”,NELLA GRANDE GUERRA.QUELLA GUERRA CHE PROPIO IN QUESTI GIORNI LE POTENZE OCCIDENTALI HANNO CONMEMORATO SU SUOLO TURCO.

PD:BERLUSCONI DA PER CERTO DATI ANCORA CONTRASTANTI:PER L’EGITTO NON E’ ANCORA ACCERTATO CHE SIA STATO L’IS E LA BOMBA ERA DESTINATA AL GIUDICE CHE PASSAVA DA QUEL POSTO PROPIO IN QUEL MOMENTO E NON ALL’AMBASCITA ITALIANA(ERA CHIUSA E NON CI SONO STATI NE MORI NE FERITI.SI C’E’ UN ITALIANO INDAGATO).

ALTRE VOCI DICONO CHE I FRATELLI MUSSULMANI VANNO IN GIRO UCCIDENDO POLIZIOTTI.STAREMMO A VEDERE.

(1)PUTIN PER FARE QUESTA REVISIONE HA COMPARATO LA RUSSIA ZARISTA CON LE POTENZE MONARCHICHE OCCIDENTALI DI ALLORA:L’ITALIA CON RE VITTORIO EMANUELE E LA CORONA BRITTANICA.MA E’ POSSIBILE COMPARARE UN MONARCA ASSOLUTO COME QUELLO ZAR DELLA FEDERAZIONE RUSSA CON IL RE ITALIANO DI ALLORA,UNA FIGURA SIMBOLO DELL’UNITA RISORGIMENTALE,O LA MONARCHIA IGLESE ANCHE SIMBOLICA DOVE IL RE REGNA MA NON GOVERNA?

INSOMMA,REVISIONE CON-TRA-DI-TO-RIA PIU CHE ECLETTICA.CONTRADITTORIO O NO,ECLETTICO O NO, PUTIN E’ COERENTE CON L’IDIOSINCRAZIA RUSSA E DELLA STORIA RUSSA:NON HA MAI CONOSCIUTO LA LIBERTA E LA DEMOCRAZIA.INFATTI SIA LA RUSSIA ZARISTA CHE L’UNIONE SOVIETICA, DOVE LUI ERA UN IMPORTANTE MEMBRO DELLA KGB NELLA GERMANIA OCCUPATA AI TEMPI DELLA CADUTA DEL MURO,NON HANNO CONOSCIUTO LA LIBERTA E LA DEMOCRAZIA.E PUTIN SEGUE QUESTO SPIRITO SIA NELLA REVISIONE STORICA CHE ATTUALMENTE:QUANDO AVEVA VINTO DEMOCRATICAMENTE LA NUOVA ERA CON DIMITRIV MEDVEDIEV LO HA SFRATTATO E SI HA INSEDIATO IN MODO VITALIZIO COME UN VERO E PROPIO MONARCA RUSSO ESSERCITANDO LA SUA “VOTOCRAZIA” CON MANO DI FERRO .

-NOTA 2,SU LE MONDE:

lemonde.fr
Grèce:Nicolas Sarkozy demande à François Hollande de se «ressaisir »
Nicolas Sarkozy lors d'une conférence de presse commune avec Mariano Rajoy (PP) à Madrid, le 29 juin.
Nicolas Sarkozy lors d’une conférence de presse commune avec Mariano Rajoy (PP) à Madrid, le 29 juin. ANDREA COMAS / REUTERS

Alors que s’ouvrait, dimanche 12 juillet, à Bruxelles, un sommet des chefs d’Etat de la zone euro sur la Grèce, l’ancien président de la République Nicolas Sarkozy a critiqué la gestion de ce dossier par son successeur. « Ce fut une erreur de laisser à penser, comme l’a fait M. Hollande depuis sept mois, à M. Tsipras qu’il pouvait avoir un chèque sans conditions de la part de ses partenaires de la zone euro sans faire les réformes dont nous avons besoin », a estimé M. Sarkozy, qui s’exprimait au sortir d’une réunion du Parti populaire européen (PPE), dont est membre son parti, Les Républicains (ex-UMP).

Il a également déploré les divergences qui sont apparues entre Paris et Berlin ces derniers jours. « Jamais l’Europe n’a eu autant besoin d’unité, jamais elle n’a eu autant besoin d’un leadership, d’un leadership franco-allemand. Et ces divisions n’ont pas de sens, compte tenu de la gravité de la situation. (…) Il faut que M. Hollande se ressaisisse et reconstitue une unité avec la chancelière allemande [Angela] Merkel », a déclaré M. Sarkozy.

« TSIPRAS A MENTI À SON PEUPLE »

L’ancien président de la République s’est clairement dit opposé à l’option d’une sortie de la Grèce de la zone euro, indiquant que même « s’il ne devait pas y avoir de compromis, d’autres solutions devront être mises sur la table ». « La question n’est pas tant la question des modalités du plan que la question de la confiance », a estimé M. Sarkozy, qui a de nouveau attaqué le premier ministre grec Alexis Tsipras : « [Il] a menti à son peuple avant les élections et aujourd’hui est en train d’expliquer aux différents gouvernements européens qu’il est prêt à accepter ce qu’il a lui-même demandé aux Grecs de refuser il y a huit jours. »

Dans une tribune adressée au chef de l’Etat et publiée dimanche matin par le JDD, l’ancien premier ministre de Nicolas Sarkozy, François Fillon, avait, lui aussi, reproché à François Hollande sa conduite du dossier grec : « Une solution aurait peut-être été possible plus tôt si vous n’aviez pas joué un trouble jeu : rigoureux en compagnie d’Angela Merkel, complaisant en coulisses avec Alexis Tsipras. »

 http://www.lemonde.fr/politique/article/2015/07/12/grece-nicolas-sarkozy-demande-a-francois-hollande-de-se-ressaisir_4680494_823448.html
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*13 LUGLIO 2015:CRISI DEL DEBITO GRECO,ATTUALIZAZZIONE
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SOTTOTITOLO:HA PERSO L’EUROPA
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*1-TITOLARE LA REPUBBLICA:
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Grecia,  accordo  unanime: piano da oltre 80 mld    Ma Syriza  si spacca: "Ci hanno umiliati"
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Grecia, accordo unanime: piano da oltre 80 mld
Ma Syriza si spacca: “Ci hanno umiliati”
Varoufakis contro Tsipras: “Io estromesso, non avrei ceduto”
Le Borse festeggiano / dossier video / liveblog / fotostoria
E nella notte Alexis si tolse la giacca: “Volete anche questa?”
dagli inviati E.LIVINI e M.PUCCIARELLI, di G. BALESTRERI, R.RICCIARDI. Video di F.GILIOLI e A.NASSO
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Articoli correlati

RepTv D’Argenio / Eurosummit, comunicato finale

dall’inviato E. LI.
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REAZIONE:HA PERSO L’EUROPA,STRACCIATO IL NEOLIBERALISMO
1-IN QUANTO E’ STATA ADOTTATA LA SOLUZIONE “TECNICA”,CIO’E’ MONETARIA A SCAPITO DI QUELLA POLITICA HA PERSO L’EUROPA:COSI L’UE CONTINUA A ESSERE UNA UNIONE SOLO MONETARIA A SCOPI ECONOMICI.MA PER ESSERE EUROPEO NON BASTA SOLO QUESTO.(MENO MALE CHE NON LI SONO STATE ACETTATI LE RADICI CRISTIANI
2-HA PERSO L’EUROPA PERCHE QUESTA SOLUZIONE “TECNICA” CHE SI TRATTA DI UN VERO E PROPIO TRADIMENTO DI TSIPRAS PERMETTE CONTINUARE L’ASSALTO DELLA GERMANIA AL MARE NOSTRUM.
INFATTI LA SOLUZIONE ECONOMICA PREVEDE L’ATTACO ALLE PENSIONI,LE TASSE AL VALORE AGGIUNTO E SOPRATUTTO L’AQUISIZIONE,LA SVENDITA INSOMMA,DELLE IMPRESE DELLO STATO TRAMITE LE PRIVATIZAZZIONI.
3-ANCHE SE STRACCIATO,LA SITUAZIONE E’ TUTT’ORA IN CORSO DINAMICO,IL NEOLIBERALISMO NE ESCE CONFERMATO IN QUANTO I PRINCIPALI PRIVILEGIATI SARANNO LE BANCHE GRECHE.STESSA SOLUZIONE CHE NELLA SPAGNA E IN SUDAMERICA.BANCHE PER DI PIU DESTINATI A ATTIVITA SPECULATORIE:PER DIRLA PIU CHIARO,CAPITALISMO SELVAGGIO.
4-TRISTE,MISERA,FIGURA DI TSIPRAS CHE PERO POTRA GODERE COME RAJOY DEL PRIVILEGGIO DI NON AFFRONTARE IL POPOLO,DI NON METTERE LA FACCIA ALL’AUSTERITI.POTRA NASCONDERSI DIETRO LA FACCIATA DELLE BANCHE NEOLIBERALI.MA LA GRECIA ORMAI SI AVVIA AD UNA SITUAZIONE TUTTA SIMILARE AL GOLPISMO ITALIANO DI RENZI E LE LARGHE INTESE.E GIA…! IL NEOLIBERALISMO NASCOSTO DIETRO I BURATTINI RENZI O TSIPRAS CHE SIA I DEBITI DI SOLDI MAL AVUTI CON LA COMPLICITA DEI CREDITORI E MALAMENTE SPESE,LI DEVE PAGARE SI,MA NON A SCOPO DELLO SMANTELLAMENTO DELLO STATO E LA CONTINUITA DELL’ASSALTO AL MARE NOSTRUM CHE LI PERMETTE IL PATTISMO DEI GOVERNI DI “UNITA NAZIONALE”,LE LARGHE INTESE INSOMM.
5-IN QUESTO SENSO TOCCHERA ALLE REGIONI PARTENOPEE ITALIANE,LA MAGNA GRECIA,LA DIFESA DEI VALORI STORICI DELLA DEMOCRAZIA NEOCLASSICA E L’ELLENISMO CHE LA GRECIA ODIERNA CON TSIPRAS E ALBA DORATA HA ABDICATO.SIAMO PRONTI,IN ITALIA L’AUTONOMIA E AUTODETERMINAZIONI DI QUELLI REGIONI HA AVANZATO(AUTONOMIA SICILIANA GIUDIZIARIAMENTE RISTABILITA,LA CAMPANIA ALLA MINORANZA PD,CHE PERO E’ LA MAGGIORANZA DEMOCRATICAMENTE ELETTA DAGLI ITALIANI(E DUE VOLTE ELETTA,SIA A LIVELLO NAZIONALE CHE REGIONALE MALGRADO L’OSTRUZIONISMO DEL GOLPISTA PD RENZIANO),ECC,ECC.E LA LEGA E COMPAGNIA BELLA,SENZA LA QUALE,QUEL AVANZO NON AVREBBE SENSO,HA PERSO.E’ IN VIA DI DISSOLUZIONE.

-APPENDICE:AUSTRIA SI,GRECIA NO

huffingtonpost.it
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La Germania dice no a Tsipras, ma intanto taglia 1,5 miliardi di debito all’Austria

L’Huffington Post

“Sappiamo che un taglio del debito pubblico non è possibile secondo i Trattati europei”. Parola di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze del governo di Angela Merkel. E tanti saluti alla Grecia. Peccato che, se si tratta dei vicini germanofoni dell’Austria, la musica sia completamente diversa.

È stato infatti raggiunto un accordo politico fra il land tedesco della Baviera e la vicina Carinzia per una ristrutturazione da quasi 1,5 miliardi di euro per evitare il fallimento dello Stato federale austriaco.

Scrive il magazine specializzato in questioni europee Eunews:

La notizia l’ha data il quotidiano economico francese La Tribune. Dopo una lunga e controversa vicenda, lo Stato federale della Carinzia e il land tedesco della Baviera hanno trovato un accordo per tagliare di più della metà il debito del primo nei confronti del secondo. La cifra “scontata” sarebbe di 1,45 miliardi di euro, di poco inferiore ai 1,6 miliardi che la Grecia non ha rimborsato entro il 30 giugno scorso al Fondo monetario internazionale, con tutte le conseguenze che ben conosciamo.

La ristrutturazione del debito è diventata inevitabile e dopo settimane di negoziati fra i rispettivi ministeri delle Finanze, Austria e Bavaria sono finalmente giunti a un accordo politico. Secondo La Tribune, l’intesa prevede che la BayernLB accetti di ricevere solo 1,3 miliardi dei 2,75 dovuti. E in Baviera c’è addirittura chi propone di andare oltre e annullare il debito austriaco. Chissà cosa direbbe Tsipras se lo sapesse.

Insomma. Quel che per Atene non si può fare, per i vicini di casa non è stato un problema.

http://www.huffingtonpost.it/2015/07/11/grecia-berlino-taglia-debito-austria_n_7776082.html?utm_hp_ref=italy&utm_hp_ref=italy

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*14 LUGLIO 2015,ORA ITALIANA 11:15 AM:NO A QUESTA “RIFORMA” SANITARIA IN LOMBARDIA
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-TITOLARE SU GOOGLE NEWS:

Sanità, battaglia sulla riforma Maroni: dibattito a oltranza

Corriere della Sera  - ‎1 ora fa‎
Poli ospedalieri e Asl: parte l’iter di approvazione in Consiglio regionale. Le opposizioni presentano oltre 20 mila tra emendamenti e ordini del giorno. di Pierpaolo Lio. di. MI INTERESSA. gli argomenti. MI INTERESSA. A-A+. La mole di emendamenti …
Riforma sanità, al Pirellone parte la maratona: ambulatori e Asl i
Lombardia » Partito Democratico »
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REAZIONE:E’ NOTTE INOLTRATA DA DOVE MOMENTANEAMENTE IO ORA MI TROVO E SCRIVO QUANDO HO LETTO QUESTA NOTIZIA CHE MI PRENDE DI SORPRESA.HO SONNO E DEVO ANDARE A DORMIRE PER CUI LA COMMENTERO DOPO,DOMANI UNA VOLTA CHE APPROFONDISCA. PERO MI VENGONO IN MENTE ALCUNE IDEE FIUME:

1-MI DOMANDO FIN DOVE E’ POSSIBILE COSTITUZIONALMENTE FARE QUESTA “RIFORMA” AUTARCHICA IN LOMBARDIA:L’ITALIA NON E’ UN PAESE FEDERALE.
2-DA QUANTO HO CAPITO NON E’ UNA VERA RIFORMA MA UN “IMBIANCAMENTO”,METTIAMOLO COSI,DI QUANTO FATTO AL RIGUARDO DA FORMIGONI,E IL SUO ASSOCIATO IN CORRUZIONE(IL DELINQUENTE CARLO DACCO ORA IN PRIGIONE).CHE PERO VA DETTO:HA VOTATO MARONI.
3-MI AUGURO L’OSTRUZIONISMO ABBIA SUCCESSO NELLA SPERANZA CHE ARRIVI PRIMO LA GIUSTIZIA E IN APPLICAZIONE DELLA SEVERINO SI POSSA VOTARE IN LOMBARDIA.
4-QUESTA AZIONE PORTATA AVANTI DA QUANTO VEDO PER SEMPLICIONI IMPROVISATI SI TRATTI DI UNO SPROPOSITO CON FINALITA CHE NON SONO QUELLI DI  MIGLIORARE LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE.

5-COSTATO ANCORA UNA VOLTA CHE ALFANO E IL SUO NCD SONO DEGLI “OSSEQUENTI” DI BERLUSCONI E LEGA
6-ALCUNE DENUNCIE E SUGERIMENTI:
-NO ALLA SANITA PRIVATA,NON SOLO IN LOMBARDIA MA IN TUTTA ITALIA.
-NO ALL’USO DELLE STRUTTURE SANITARIE DELLO STATO A PAGAMENTO O CON FINE DI LUCRO
-RICORDARE ORA CHE ALCUNI SERVIZI PRIVATI O PARASTATALI DEI MOBILI COLLEGATI AL 118 VENGONO FATTI DA PERSONALE NON SANITARIO
-CHE C’E’ UNA ASSOLUTA CARENZA DI PERSONALE MEDICO DI INTERVENTO DI URGENZA SUL TERRITORIO.(A)
-RICORDARE ORA CHE SI TROVA UNA DIFFUSA CORRUZIONE,MANCANZA DI ONESTA INTELLETUALE-TECNICA FRA ALCUNI SPECIALISTI.
-RICORDARE ORA CHE C’E’ MANCANZA DI ACCESIBILITA AL PERSONALE MEDICO SPECIALIZZATO.
-INSOMMA SPERO,VISTO CHE SI PARLA DI ACCORPARE SALUTE E FAMIGLIA CHE SAREBBE AUSPICABILE VENGA ESTESO,NO SOLO A TUTTA LA LOMBRDIA MA ANCHE ALL’ITALIA IL SERVIZIO SANITARIO GRATUITO PER GLI ANIMALI DOMESTICI.

-CONTINUERA.
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*14 LUGLIO 2015:NO ALLA CANDIDATURA DI HILLARY CLINTON
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-TITOLARE SU THE WASHINGTON TIMES

Question of the Day

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What is Hillary Clinton’s biggest tall tale?

Question of the Day
 
 
 
 
 
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REAZIONE:LA NUOVA ERA NON FA POLITICA,E TANTO MENO PARTITISTICA,MA VORREI RICORDARE ORA CHE MALGRADO QUANTO IMPORTANTE SIA STATO PER LA DIFUSSIONE DELLA NUOVA ERA HILLARY CLINTON,PERCHE IN CONESSIONE COL NEOLIBERALISMO,NON LA RAPRESENTA PIU E INOLTRE DOVREBBRE CHIARIRE(PENTIRSI DIREI)IL SUO DUBBIOSO RUOLO NEI FATTI DI BENGAZI IN LIBIA DOVE HA IN QUALCHE MODO GIUSTIFICATO, COLPEVOLIZZANDO IL WEB E HOLLYWWOD,QUEL ASSASINIO DELL’AMBSCIATORE USA E RIVOLTA MUSSULMANA.
NO AL TERRORISMO IN NESSUNA DELLE SUE FORME.
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-TITOLARE SULLO STESSO GIORNALE:
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LA SONDA NEW HORIZON HA INCONTRATO PLUTONE
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This July 13, 2015 image provided by NASA shows Pluto from the New Horizons spacecraft.  The United States is now the only nation to visit every single planet in the solar system. Pluto was No. 9 in the lineup when New Horizons departed Cape Canaveral, Fla, on Jan. 19, 2006  (NASA via AP)

PLUTO IS RED!

Read more: http://www.washingtontimes.com/#ixzz3fsjF9vK1
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REAZIONE::LA TERRA NON HA FRONTIERE,NON PIU.E FINALMENTE SAPREMO COME VERAMENTE SIA QUESTO PIANETA “NANO”,IL PIU PICCOLO E LONTANO DEL SISTEMA SOLARE  CHE TANTO HA INFIAMMATO L’IMMAGINAZIONE DI TUTTI NOI.
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29 giugno 2015
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29 GIUGNO 2015:LA COSA GRECA,UE E LEGITTIMITA DEMOCRATICA

-SU LE MONDE:

lemonde.fr

La BCE prise entre deux feux

LE MONDE ECONOMIE | 29.06.2015 à 06h59 , Mis à jour le 29.06.2015 à 12h14 | Par Marie Charrel

Le pire cauchemar de Mario Draghi, le président de la Banque centrale européenne (BCE), est peut-être sur le point de se réaliser. Dimanche 28 juin au soir, le premier ministre grec, Alexis Tsipras, a placé l’institution sur le banc des accusés, aux côtés des ministres des finances de la zone euro. « Les récentes décisions de l’Eurogroupe et de la BCE n’ont qu’un objectif : réprimer la volonté du peuple grec », a dénoncé M. Tsipras sur Twitter, peu après avoir annoncé la fermeture des banques et l’instauration du contrôle des capitaux.

Une accusation terrible. Mais est-elle justifiée ? Question de point de vue. Pour certains observateurs, la décision prise par la BCE, un peu plus tôt dans l’après-midi, à savoir de maintenir les financements d’urgence (les « ELA ») accordés aux banques grecques mais sans les augmenter, a cristallisé les difficultés du système bancaire et contraint Athènes à instaurer le contrôle des capitaux.

Ces dernières semaines, l’institution avait régulièrement relevé le plafond des liquidités d’urgence (jusqu’à 89 milliards d’euros), de manière à ce qu’elles couvrent les fuites des dépôts, plus élevées de jour en jour. Mais elle a changé de ton dimanche, en cessant de remonter ce plafond.

Lire aussi:La semaine folle où l’Eurozone est passée du plan A au plan B

La BCE n’a pas eu le choix

Mais quoi qu’en dise le gouvernement Tsipras, la BCE n’a pas tellement eu le choix. « Elle ne pouvait pas continuer de tenir à bout de bras les banques en dehors de tout cadre contractuel européen », estime Jean Pisani-Ferry, le patron de France Stratégie. L’institution, en somme, était obligée de prendre acte de la brutale interruption des négociations entre Athènes et ses créanciers ce week-end, et de l’annonce, vendredi 26 juin, d’un référendum sur la poursuite ou non du plan d’aide européen par M. Tsipras.

Lire aussi : Le choix cornélien de la BCE

Le choix du gouvernement grec de faire campagne pour le « non » a soulevé l’ire de la Bundesbank, la banque centrale allemande, qui milite pour que la BCE suspende totalement les ELA. Ce n’est pourtant pas la stratégie que M. Draghi a choisi de suivre. Depuis l’arrivée de la gauche radicale de Syriza au pouvoir, en février, l’institution tente de minimiser le rôle politique et central qu’elle occupe malgré elle dans le dossier grec.

Le 4 février, elle avait coupé son principal robinet de financement aux banques hellènes – mais tout en leur garantissant l’accès aux ELA –, pour éviter que les politiques européens ne se défaussent sur elle. Son pari était alors qu’en les mettant au pied du mur, elle contraindrait les partenaires de la zone euro à prendre une décision au plus vite.

Lire aussi : Comment la Grèce et la zone euro font face à l’urgence

Rester sur la même ligne

« Malgré les critiques du gouvernement Tsipras à son égard, elle se montre bien plus conciliante qu’elle ne l’avait été avec l’Irlande ou Chypre », estime Frederik Ducrozet, au Crédit agricole CIB. L’institution ne veut surtout pas être celle qui tirera sur la gâchette en poussant Athènes hors de la zone euro.

Que fera-t-elle ces prochains jours ? Selon toute vraisemblance, elle restera sur la même ligne : tenter de regagner les coulisses en laissant les politiques européens sur le devant de la scène, dans l’espoir qu’un accord de dernière minute soit conclu. D’après une source européenne, aucune nouvelle décision sur les ELA ne devrait être prise avant mercredi 1er juillet.

La veille, la Grèce aura probablement échoué à rembourser le 1,6 milliard d’euros qu’elle doit au FMI. « Mais cela ne changera rien pour la BCE, qui a déjà intégré ce scénario, estime Nicolas Véron, économiste au think tank Bruegel. Pour elle, la véritable échéance sera le référendum du 5 juillet, s’il a bien lieu. »

« Stand-by »

D’ici là, la BCE devrait rester en « stand-by ». Si le « oui » l’emporte (que les Grecs votent pour la poursuite des réformes et le maintien dans la zone euro), l’institution poussera un soupir de soulagement et maintiendra, voire relèvera le plafond de ses ELA. Si, en revanche, les Grecs votent « non », elle n’aura pas d’autre choix que de réviser sa position.

« En théorie, les ELA ne peuvent être accordées qu’à des banques solvables », rappelle Eric Dor, économiste à l’école de management Iéseg. Jusqu’ici, M. Draghi s’est engagé à les maintenir tant qu’un accord serait en vue. Un « non » au référendum, cumulé au non-remboursement du FMI, changerait la donne. « La solvabilité des banques grecques serait de fait dégradée », explique M. Dor.

Maintenir les ELA mettrait alors en péril la santé financière de la banque centrale, comme sa crédibilité. Sur un vote à la majorité des deux tiers du conseil des gouverneurs, elle déciderait probablement de durcir les conditions d’accès aux ELA. Puis de les réduire. Pour continuer à payer les fonctionnaires et verser les retraites, la Grèce, privée de liquidités, n’aurait alors pas d’autres choix que d’imprimer une ou plusieurs monnaies parallèles. Un premier pas vers le « Grexit »…

 http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/06/29/la-bce-prise-entre-deux-feux_4663556_3234.html
REAZIONE:CIO CHE C’E’ IN GIOCO E’ BEN PIU CHE IL DEBITO E POSSIBILE DEFAULT GRECO,CIO CHE E’ IN GIOCO E’ LA LEGITTIMITA DEMOCRATICA IN EUROPA:SI E’ ARRIVATA A QUESTA SITUAZIONE PERCHE TSIPRAS HA CAPITO E MESSO IN GIOCO LA LEGITTITA DEMOCRATICA DEI PRINCIPALI ATTORI DI QUESTE NEGOZIAZIONI,LA MERCKEL E DRAGHI.
NOTORIAMENTE NE UNO NE L’ALTRO C’E L’A HANNO.
DRAGHI E’ ARRIVATO ALLA PRESIDENZA DELL’UE FRUTTO DI UN CHANTAGE,QUELLO DELLA LEGA NORD ALL’UE SULLA QUESTIONI DEGLI SBARCATI.E MALGRADO IL GOVERNO BERLUSCONI E LEGA HANNO PERSO DI BRUTTO OGNI APOGGIO ELETTORALE E NON SOLO DRAGHI SI MANTIENE SUL POSTO.
EVIDENTEMENTE UN ANACRONISMO ANTIDEMOCRATICO.
LA MERCKEL HA PERSO LE ELEZIONI,LA GERMANIA AVREBBE POTUTO FORMARE GOVERNO SENZA DI LEI MA E’ RIMASTA IN CARICA.E GODE DELLA BUONA VOLONTA DI BRUXELLES.
SAPPIAMO CHE LA PERMANENZA DELLA MERCKEL E’ LA CONTINUITA DELLA POLITICA TEDESCA DI ACCESSO AL MARE NOSTRUM MEDIANTE L’INDEBOLIMENTO DELLA SOVRANITA E IL SACHEGGIO DELLE SUE IMPRESE OLTRE CHE DELLE ISTITUZIONI TRAMITE IL RICATTO DEL DEBITO.DEBITO ECCESIVO FATTO SENZA UNA ADEGUATA GARANZIA,E A VOLTE TRUCCATA(GOLDMAN AND SUCHS) CON LA COMPLICITA DEI POLITICI GRECI.
QUESTA MANCANZA DI LEGITTIMITA DEMOCRATICA E RAPACITA TEDESCA HA DATO FORZA AL NEGOZIATO E IL CHIAMATO AL REFERENDUM DI TSIPRAS.DOVREBBE ESSERE LODATO PER QUESTO,IL POPOLO DECIDERA,MA LA LEGITTIMITA DEMOCRATICA DI TSIPRAS E ANCHE DUBBIOSA POICHE E’ ARRIVATO AL GOVERNO E GESTITO I NEGOZIATI CON UN PATTO CON GLI ESTREMISTI DI ALBA DORATA ED ALTRI COMPAGNI DI ROTTA GOLPISTI COME RENZI E LE SUE LARGHE INTESE.
IL POPOLO DIRA NO.FORSE LA GRECIA ANDRA FUORI DELL’EURO E CADRA IL GOVERNO TSIPRAS MA NON MENO PROBLEMI AVRA DOPO DRAGHI:PER EVITARE IL CONTAGGIO PROFONDIZERA IL QE,E CIO’E’ PIU DI UN PAESE DOVRA INDEBITARSI DI PIU CON UN COSTO MOLTO SUPERIORE PER LA BC DI QUELLO SE AVREBBE ACCORDATO CON TSIPRAS.E QUESTO FARA LA PERMANENZA DI DRAGI IN  QUEL POSTO INSOSTENIBILE.
SAPIAMO CHE LA BUNDESBANK NON APOGGIA QUESTA GESTIONE DI DRAGHI E HA INIZIATO PIU DI UNA PROCEDURA LEGALE PER ALLONTANARLO MA…..MA C’E’ LA MERCKEL.
USA E GB APOGGIANO LA PERMANENZA DI GRECIA NELL’EURO E IL PROSEGUIMENTO DEI NEGOZIATI SUL DEBITO MA BRUXELLES DA UNA PARTE E TSIPRAS,INVOCANDO FRANKLIN DELANO ROOSVELT E L’ORGOGLIO DELLA RESISTENZA GRECA DI FRONTE AL FASCISMO ITALIANO DI PRIMA(MUSSOLINI)E DI ORA CON DRAGHI,DALL’ALTRA,SI SONO IRRIGIDITI:AVEVA RAGIONE CAMERON AD OPPONERSI A JUNCKER.NON HA RAGIONE TSIPRAS AD APOGGIARSI NEL NAZIONALISMO ESTREMISTA
LA SOLA SOLUZIONE A QUESTA SITUAZIONE,CON O SENZA TSIPRAS,CON O SENZA GRECIA NELL’EURO E’ DEMOCRATIZZARE L’UNIONE EUROPEA:LA NUOVA GROSSE KOALITION PUO FARLO.
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ILLUSTRAZIONE:UNIONE EUROPEA

ph Ignazio Mortellaro/Courtesy Planeta

Riserva Naturale delle Macalube d’Aragona (Agrigento), settembre 2014
(terra sgretolata)
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*30 GIUGNO 2015:MAGNACCIO
-SU LA REPUBBLICA:
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Ruby Ter, Berlusconi verso un nuovo processo con altri 33: “Fino a ieri ha comprato per il silenzio delle Olgettine”

Una ventina le ragazze coinvolte, l’accusa: “Pagate con 10 milioni per tacere e mentire sulle serate a casa dell’ex premier. Sette 7 milioni alla sola Karima che per questo ha negato i rapporti sessuali”. L’ex premier: “Accuse basate sul nulla”
di EMILIO RANDACIO

Ruby Ter, Berlusconi verso un nuovo processo con altri 33: "Fino a ieri ha comprato per il silenzio delle Olgettine"
L’ex premier Berlusconi 

“Pagate fino a ieri per il loro silenzio”. Pagate con 10 milioni di euro, sette dei quali per Ruby Rubacuori, la giovane marocchina che ha fatto scoppiare lo scandalo e in cambio dei soldi “ha falsamente negato di aver avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi”. La procura di Milano ha ufficialmente chiuso l’indagine a carico dell’ex premier per il cosiddetto Ruby ter. L’ex Cavaliere è accusato di corruzione giudiziaria, per aver stipendiato una ventina di ospiti del Bunga Bunga per dire il falso al processo sulle “cene eleganti” di Arcore. La tesi della generosità non regge. E per lui si prospetta un nuovo processo. “Un altro tentativo della Procura di Milano di costruire contro di me delle accuse basate sul nulla – questo il suo commento – confido nell’imparzialità e nel buon senso dei magistrati giudicanti, che già mi hanno assolto per le stesse vicende con formula piena”.

Ruby Ter, 34 indagati: i protagonisti dell’inchiesta

Navigazione per la galleria fotografica

L’ex premier avrebbe versato appunto circa 10 milioni di euro alle sue ospiti, 7 a Ruby, per ‘comprare’ la loro falsa testimonianza nel processo in cui era accusato di concussione e prostituzione minorile, concluso con la sua assoluzione definitiva. Pagamenti – versamenti di denaro, regali, case a disposizione, pagamenti di bollette e spese mediche – effettuati “fino a ieri”, come si legge dall’avviso di conclusione delle indagini. Le ospiti delle serate – è scritto – avrebbero accettato la “promessa corruttiva” dal “23 novembre 2011 alla data odierna”, cioè ieri.

LE MENZOGNE SUL SESSO CON LA MINORENNE
Secondo la procura di Milano, Silvio Berlusconi e la minorenne Ruby avrebbero avuto rapporti sessuali in incontri avuti ad Arcore. Di questo sono convinti i pm di Milano, Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, che lo evidenziano nell’avviso di conclusioni indagini recapitato all’ex premier e ad altri 33 indagati. Ruby, scrivono i pm nel loro atto “falsamente negava di aver mai avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi”. Non solo, la testimone, “falsamente negava di aver accettato la promessa di Berlysconi di ricevere ingentissime somme di denaro per “passare per pazza”, ossia per mentire nel corso dei dibattimenti”.

Ruby ter: “Dieci milioni da Berlusconi alle olgettine per comprarne il silenzio”

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GLI INDAGATI - Insieme al Cavaliere, i pm  vogliono processare altre trentatré persone, accusate a vario titolo di concorso in corruzione giudiziaria e falsa testimonianza. Diciannove le ragazze che rischiano il processo; ci sono anche Carlo Rossella e l’avvocato Luca Giuliante, il presunto corruttore della giovane marocchina per conto di Berlusconi. Tra gli indagati – tra cui figurano la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi e il cantante Mariano Apicella – anche la funzionaria di Polizia, Giorgia Iafrate, accusata di aver detto i falso su come fu affidata Ruby a Nicole Minetti la sera di maggio 2010, dopo un arresto per furto.

LE OLGETTINE A LIBRO PAGA
Numerose le ospiti alle feste di Arcore incriminate: Lisney Barizonte; Iris Berardi; Roberta Bonasia; Francesca Cipriani; Concetta ed Eleonora De Vivo; Aris Espinosa; Barbara Faggioli; Manuela e Marianna Ferrera; Maria Esther Garcia Polanco; Miriam Loddo; Giovanna Rigato; Raissa Skorkina; Alessandra Sorcinelli; Elisa Toti; Silvia Trevaini; Iona Visan. La posizione di Michelle Conceicao è stata stralciata per competenza a Brescia perché è accusata di calunnia. Agli atti dell’indagine, ci sono anche file audio rintracciati dagli investigatori della sezione di Pg della polizia, in cui sono registrate le richieste di denaro che le ospiti delle serate di Arcore facevano a Berlusconi per testimoniare il falso.

INCHIESTA FIGLIA DEI PROCESSI RUBY E RUBY BIS

- Nel comunicato firmato dal procuratore Edmondo Bruti Liberati, si spiega che l’indagine è nata dalla trasmissione alla Procura da parte del Tribunale di Milano dei verbali dei processi ‘Ruby’ e ‘Ruby bis’, il primo a carico di Silvio Berlusconi, il secondo di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. I giudici che si sono occupati di questi procedimenti hanno individuato “la falsità delle dichiarazioni di numerosi testi escussi in merito a una presunta attività prostitutiva nel corso delle feste a casa di Silvio Berlusconi”.

Ruby ter, Silvio a Karima: appartamenti, ristoranti e un pastificio tra Messico e Dubai

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VERSO L’ARCHIVIAZIONE PER GHEDINI E LONGO
Stralciate le posizioni dei due legali storici dell’ex premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo. Per loro, la procura proporrà l’archiviazione. E così dovrebbe succedere anche per altri indagati che non compaiono nel 415 bis. Tra questi, il padre di Ruby, l’ex fidanzata di Luca Risso, Serena Facchinetti, e Valentino Valentini, già consigliere per le relazioni internazionali dell’ex premier.

CONTESTATO IL RICICLAGGIO 
Una delle novità, però, è la contestazione del reato di riciclaggio all’ex compagno di Ruby, Luca Risso: quando era fidanzato con la giovane, avrebbe cercato di ‘pulire’ il denaro versato da Berlusconi alla compagna di allora con trasferimenti – non inferiori ai due milioni di euro – in Messico. A Ruby sarebbero andati 7 milioni di euro: 2 dei quali investiti a Dubai. Secondo i pm, avrebbe intascato dall’ex premier soldi in contanti, tra cui 800mila euro tra metà 2013 e metà 2014. “Amministratore e custode” di questo ‘tesoretto’? L’avvocato Giuliante.

LA PROMESSA: “5 MILIONI PER IL SILENZIO”
“Ruby riceveva da Berlusconi promessa di 5 milioni di euro per testimoniare il falso”, dice l’accusa. Il suo silenzio sarebbe stato pagato 5 milioni di euro. E questa la cifra “promessa” da Berlusconi – secondo le carte della procura di Milano – alla giovane marocchina. Denaro che sarebbe ricevuto da Ruby attraverso “contanti per il tramite dell’avvocato Luca Giuliante e di altre persone allo stato non identificate”. Tra i pagamenti che la sezione di Pg della Polizia di Stato, ha sicuramente accertato ci sono 320 mila euro usati per finanziare il trasferimento in Messico di Ruby e del suo compagno Luca Risso (data prossima al giugno 2013)”. Ma ci sono anche 250 mila euro “custoditi da Luca Giuliante per le spese correnti da aprile 2014″, 100 mila euro e tutto “consegnati da Silvio Berlusconi per il tramite di Giuliante; 80 mila euro consegnati da Berlusconi tramite Mario Risso, padre di Luca (gennaio 2014); 10 mila euro consegnati a Mario Risso, tramite Giuliante”. Per arrivare alla cifra di 5 milioni, secondo la tesi della procura, Berlusconi avrebbe anche effettuato “versamenti su conti esteri e fino alla concorrenza della somma sopra evidenziata (5 milioni,ndr)”.

NON REGGE LA TESI DELLA GENEROSITA’ – “Il materiale probatorio è tale che vanifica l’ipotesi difensiva”, che è sempre stata quella dell’atto di generosità nei confronti delle ospiti dell’ex premier. Di questo materiale probatorio, farebbero parte “intercettazioni, documenti contabili, filmati coi telefonini, contratti di lavoro”. Un “coacervo documentale”, a dire dei magistrati.
@randacio

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/06/30/news/ruby_ter-117989802/?ref=HRER1-1

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REAZIONE:NON ERA MINORENNE………,”GRANDE SILVIO!!!!!!
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PD:LA SCHIAVITU NON E’ PATRIMONIO DELL’IDENTITA STORICO CULTURALE DELL’EUROPA.IN EUROPA NON HA MAI ESSISTITO LO SCHIAVISMO.BISOGNA SMANTELLARE A TUTTI I COSTI QUESTA PRATTICA FORANEA CHE COPRE DI VERGOGNA E DISONORE L’ITALIA E L’EUROPA TUTTA.BISOGNA SMANTELLARE QUESTA RETE DI SCHIAVITU POST-MODERNA IMPORTATA CHI SA DA QUALE LONTANE TERRE STRANIERE.A QUALSIASI COSTO,A QUALSIASI PREZZO.
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*1 LUGLIO 2015:NUOVA ERA E UE,IL MEDITERRANEO IN FIAMME
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-SU LA  REPUBBLICA:
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L’assessore Borsellino verso le dimissioni, rischio caos in giunta
La responsabile della Salute della Regione pronta a lasciare il suo incarico. La svolta dopo l’arresto di Matteo Tutino. Nel fine settimana potrebbe ufficializzare la scelta. Sarebbe il terzo assessore in pochi giorni che lascia il governo di Crocetta. Il dem Cracolici: “Si stanno spegnendo le luci a Palazzo d’Orleans”,di ANTONIO FRASCHILLA

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L'assessore Borsellino verso le dimissioni, rischio caos in giunta
L’assessore alla Salute Lucia Borsellino 

Nelle prossime ore l’assessore alla Salute della Sicilia, Lucia Borsellino, potrebbe annunciare la rinuncia al suo incarico. L’assessore ha comunicato ad alcuni componenti del suo staff dell’assessorato l’intenzione di dimettersi.  Lei poi ha lasciato l’assessorato ed è tornata a casa con il suo staff per concludere l’iter amministrativo di alcuni procedimenti aperti. I suoi collaboratori più vicini comunque assicurano che entro questa settimana o al massimo entro la prossima rassegnerà il mandato. Crocetta sta cercando in tutti i modi di farle cambiare idea e da Palazzo d’Orleans il pressing è forte. Ma al momento la Borsellino sembra irremovibile:  “Non so nulla delle dimissioni della Borsellino, l’ho sentita ieri e non mi ha detto nulla. Capisco la sua sofferenza, è stata tirata spesso in ballo in vicende che non la riguardavano. Soffro nel vederla soffrire, in molti non vogliono che rimanga al suo posto per far spazio ai malfattori”.

La scelta delle  dimissioni arriva all’indomani dell’arresto del primario dell’unità di Chirurgia plastica e maxillo facciale dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, Matteo Tutino, accusato di peculato e truffa perché, tra l’altro, avrebbe eseguito interventi di chirurgia estetica non previsti dai Lea e quindi esclusi dalle strutture pubbliche. Tutino è il medico personale del presidente della Regione, Rosario Crocetta, ed è a lui molto legato. Lucia Borsellino è una delle figlie del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio e prima di diventare assessore era dirigente dell’assessorato alla Salute.

Già ieri la figlia del giudice Paolo Borsellino aveva fatto trasparire la sua intenzione a uscire dalla giunta Crocetta: “Non vedo più i motivi per restare”.  I malumori dell’assessore risalgono allo scorso inverno, dopo la morte della piccola Nicole, la neonata di Catania. Già all’epoca Lucia Borsellino aveva annunciato le sue dimissioni poi ritirate.

La scelta ormai imminente della Borsellino rischia di gettare nel caos il governo Crocetta, perché sarebbe il terzo assessore a gettare la spugna nell’arco di pochi giorni. La scorsa settimana hanno rassegnato le dimissioni Ettore Leotta e poi Nino Caleca, in polemica con la scelta di Crocetta d’indicare nella squadra di governo il segretario dell’Udc Giovanni Pistorio. L’ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, commenta amaro: “E’ evidente che si stanno spegnendo le luci nella Regione Siciliana”

 http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/06/30/news/l_assessore_borsellino_annuncia_le_dimissioni-117995541/?ref=HREC1-30
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REAZIONE:PRIMA E’ STATO LA GIUSTIZIA ITALIANA A RISTABILIRE L’AUTONOMIA SICILIANA TRADITA DA CROCIETTA NEI CONFRONTI DELLA “LOBY DI ROMA” ALLORA COMMANDATA DA MONTI NELL’AFFAIRE MOUS.ORA QUESTE RINUNCIE CHE GETTANO OMBRE SULLA CONTINUITA DEL GOVERNO CROCIETTA.
POI E’ STATA LA VOLTA DELLA “RIBELIONE” DEL CIPRO NEI CONFRONTI DELLA POLITICA ECONOMICA DELL’UE DI AQUISTI SUL MARE NOSTRUM.
POI E’ STATA L’ORA DELLA RIVOLTA TSIPRAS NELL GRECIA CON SIMILE OBIETTIVO.
ANCHE LA TURCHIA STA ASSISTENDO ALLA DECLINAZIONE DI ERDOGAN COME SI HA VISTO NELL’ULTIMO VOTO:QUELLO DEL TITOLO.
E NON DOBBIAMO DIMENTICARE COME FA LA GRANDE STAMPA ITALIANA E EUROPEA LO SCONTRO SU GIBILTERRA FRA LA SPAGNA E LA GB.
MA NON E’ VERO CHE SI STANNO SPEGNENDO LE LUCI,ANZI STANNO  INIZIANDO A SPLENDERE QUELLE MARINE.
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*2 LUGLIO 2015:LA TARTARUGA NON C’E’ LA FA
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-TITOLARE LA STAMPA:
esteri
Le Pen vince la sfida con la figlia Marine “Ritorni presidente del Front National”
leonardo martinelli

fotostory  La saga della famiglia dell’ultradestra

-REAZIONE:LA TARTARUGA NON HA AVUTO IL MEGLIO SULL’UOMO BIANCO ED ETROESSUALE(ACHILLE):IL PARRICIDIO NON PAGA!!!!!!!
PRENDANO NOTA I TELEMACI CHE NON HANNO PREGATO AI SANTI CHE DEVONO PREGARE:ULISSE TORNA.
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*2 LUGLIO 2015:MAGNACCIO 3
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-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:
Ruby Ter, "Karima fu pagata  per non testimoniare"
Ruby Ter, “Karima fu pagata per non testimoniare”
Il suo ex disse a Berlusconi: “Pericoloso darle biglietti da 500 euro”
La lettera
Foto I regali del Cav alla ragazza
Articoli correlati

-APPENDICE 1:LETTERA DI UN MAGNACCIO AD ALTRO

-SU LA STAMPA:
lastampa.it
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La lettera dell’ex di Ruby a Berlusconi: “Pericoloso darle tagli da 500 euro”

«Si ricorderà che le dissi, e diverse volte, di stare attento a non dare banconote da 500 euro a Ruby perché era pericoloso, perché andava in giro con buste piene di banconote da 500 e non si preoccupava di farle vedere». È un passaggio della lettera scritta a Silvio Berlusconi da Luca Risso, ex compagno di “Rubacuori”, e depositata tra gli atti dell’inchiesta Ruby ter.

“Oltre 10 milioni alle ragazze per non parlare delle serate di Arcore” (di Paolo Colonnello)

«I TAGLI PICCOLI»

Nella lettera , che risale al periodo in cui i rapporti tra Ruby e l’ex compagno erano arrivati a un punto di rottura, Risso non solo chiede al leader di Forza Italia di ricordarsi «di quello che mi promise, e perlomeno mi aiuti come può» ma gli ricorda anche alcuni consigli che gli diede in precedenza. «Le dissi di dargli meno soldi – prosegue la missiva – e tagli più piccoli e magari di avvalersi dell’aiuto di Giuliante visto che io ormai ero fuori gioco. E comunque qualsiasi cosa fosse accaduto, i soldi a Ruby li davo io… cosa che anche Ruby doveva dire».

ANSA

IL VIAGGIO IN MESSICO

«La mia vita lavorativa prese il colpo di grazia nel novembre 2012 quando Lei, per non far testimoniare Ruby a dicembre, ci chiese di andare via e tornare dopo il 10 gennaio». Risso, che risulta indagato per riciclaggio, nella missiva ricorda quel che sarebbe accaduto per evitare che Karima, alla fine del 2012, si presentasse in aula a deporre come parte offesa al processo di primo grado in cui l’ex premier era imputato per concussione e prostituzione minorile. Processo per cui dopo una condanna a sette anni di carcere inflitta dal Tribunale il leader di Forza Italia è stato assolto in appello e in Cassazione. «Così, dopo aver visto Maria Rosaria Rossi che ci diede i soldi per andare via, partimmo per il Messico – prosegue la missiva – e io fui costretto a vendere anche l’ultimo locale che gestivo (al signor Belsito, in quel tempo segretario della Lega Nord, che mi ha pagato con un assegno vuoto!!)».

L’illusione del gran ritorno: il fortino di Arcore è di nuovo sotto assedio (di Ugo Magri)

RUBY TER

Nell’ambito del processo Ruby Ter, la Procura di Milano sta per chiedere il rinvio a giudizio per 34 persone: molte le “Olgettine”, ma anche personaggi come Carlo Rossella, l’ex massaggiatore e consigliere regionale Giorgio Puricelli o la funzionaria della Questura Giorgia Iafrate, nonché l’avvocato Luca Giuliante, considerato una sorta di “amministratore occulto” dei soldi consegnati a Karima El Marhoug per mentire ai processi che videro Berlusconi imputato e, infine, assolto. Questa volta, l’ipotesi di reato nei confronti dell’ex premier è corruzione in atti giudiziari relativa al pagamento delle testimoni.

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 http://www.lastampa.it/2015/07/02/italia/cronache/pericoloso-darle-tagli-da-euro-la-lettera-dellex-di-ruby-a-berlusconi-SW9tO4eurDKbQzcZwkBFAJ/pagina.html
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REAZIONE:CI VOGLIONO PRESENTARE BERLUSCONI COME UN RICCO MANAGER DI SUCCESSO,IL GRAN GATSBY ITALIANO, DEDICATO ALLA FILANTROPIA:NIENTE DEL GENERE,SOLDI MAL AVUTI PER PAGARE IL SILENZIO COMPLICE DELLE SUE SCHAVE.
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-APPENDICE 2:DELLE STELLE ALLE STALLE
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-SU LA STAMPA:
lastampa.it
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L’ex Cavaliere e l’illusione del gran ritorno. Il fortino di Arcore è di nuovo sotto assedio

Nuovamente Arcore è sotto assedio. L’illusione di avere ricacciato indietro le procure ha avuto vita brevissima, nemmeno quattro mesi da quando la Suprema corte di Cassazione diede ragione a Silvio proprio su Ruby. Centodieci giorni, per l’esattezza, in cui l’ex Cavaliere è ritornato libero grazie al buon esito dei servizi sociali e ha ricominciato a coltivare propositi politici di «grandeur». Ma ora Berlusconi torna a sentirsi braccato, come nei suoi incubi più angosciosi. Tre colpi in rapida sequenza: il primo da Napoli, con la richiesta dei cinque anni di galera per la presunta (tale rimane fino a condanna definitiva) corruzione dei senatori ai tempi di Prodi; il secondo da Bari, con l’ordinanza di accompagnamento coatto davanti ai giudici, in piedi tra le guardie come Pinocchio; infine la mazzata di ieri, a sentire chi se ne intende quella più densa di cupi presagi, forse l’unica potenzialmente in grado di stendere al tappeto un combattente come Berlusconi e di spianare la strada al già lanciatissimo Salvini. Accusa che in parte poteva essere evitata, poiché fa leva su un peccato d’origine che, tornando indietro, l’uomo forse mai più commetterebbe: quello di presentarsi all’inizio della vicenda Ruby da Vespa e di giurare sui propri figli che solo di feste eleganti si trattò, nulla di «men che commendevole». Fu un errore tragico di «story telling», come usa dire adesso, perché il quattro volte premier così mise la propria parola e dunque la sua stessa reputazione nelle mani (e che mani!) di chi partecipava a quei festini.

+ Ruby ter, “da Berlusconi oltre 10 milioni alle ragazze per non parlare delle serate di Arcore” PAOLO COLONNELLO

L’ira

«Accuse basate sul nulla», è stata ieri la sua reazione a mezzo stampa, «un altro tentativo della procura di Milano» di costruire un teorema come tanti in passato. Berlusconi viene raccontato come è facile immaginare, cioè costernato e ferito, adirato e avvilito, ma anche pronto a reagire. Già confida «nell’imparzialità e nel buon senso dei magistrati giudicanti, che già», osserva speranzoso nel comunicato, «mi hanno assolto per le stesse vicende con formula piena». Molto più vibrante il tono dei suoi capigruppo, Romani e Brunetta e Romani, che in una dichiarazione scritta a quattro mani denunciano la «vicenda grottesca», l’«ennesimo processo politico», la «violenza inaudita da parte della Procura». Tacciono gli avvocati Ghedini e Longo, che in passato sempre si erano fatti sentire: stavolta un atto di eleganza da parte loro, visto tra l’altro che i pm li scagionano dalle accuse. Anna Maria Bernini, numero due del gruppo senatoriale, coglie un segno di degrado nella conferenza stampa indetta dai pm: «Un tempo i magistrati parlavano per sentenza, adesso invece si pronunciano direttamente davanti alle telecamere…».

RETROSCENA – Classifica di “presenze” delle Olgettine ad Arcore (di P.Colonnello)

Poca eco

Rispetto a occasioni analoghe, non si è udito il coro assordante dei «peones» berlusconiani che nessuno, stavolta, ha sollecitato a dichiarare. Un tweet del neo-governatore della Liguria Toti («Non riusciamo a diventare un Paese normale»), l’indignazione della Gelmini, la solidarietà da Ncd di Cicchitto e poco più. I tempi sono cambiati.

http://www.lastampa.it/2015/07/01/italia/politica/lex-cavaliere-e-lillusione-del-gran-ritorno-il-fortino-di-arcore-di-nuovo-sotto-assedio-w287izyFBREyS6mCGKdqsI/pagina.html
REAZIONE:CI VOGLIONO PESENTARE BERLUSCONI COME UN POLITICO DI SUCCESSO PERSEGUITATO DALLA GIUSTIZIA CHE PERO…ERA INNOCENTE E SI VA VERSO UN REVIVAL:NIENTE DEL GENERE.PRIMA CON IL CASO DE GREGORIO ABBIAMO VISTO COME ACCEDI AI GOVERNI.SECONDO NON DOBBIAMO DIMENTICARE CHE MALGRADO IL GOVERNO RENZI SIA UN GOVERNO GOLPISTA NATO DA UN PATTO CON LUI DA ALLORA IN POI CI SONO STATE PERECCHIE VOTAZIONI PARZIALI PER QUI BERLUSCONI E’ ANDATO SEMPRE PIU PERDENDO IL SUO CAPITALE ELETTORALE SENZA NE MENO RITENERE QUEL MAGRO 15 PER CENTO DEL ULTIMO VOTO NAZIONALE.IL VOTO IN LIGURIA?NATO DI UNA UNIONE CON LEGA,MA SOPRATUTTO NATO DA UNA RIVOLTA COMPLICE DEL PD RENZIANO.ANCHE PER QUESTO FUNZIONANO LE LARGHE INTESE.
MA SOPRATUTTO NON DOBBIAMO DIMENTICARE CHE BERLUSCONI HA EVITATO IN TUTTI I MODI E AD OGNI COSTO LA DISSOLUZIONE DELLE CAMERE E TORNARE ALLE URNE IN ELEZIONI NAZIONALI CHE SONO QUELLI CHE CONTANO.
INSOMMA,E’ UN INSULTO AGLI ITALIANI PRETENDERE CHE IL POPOLO POSSA ESSERE VOTANTE DI UN MAGNACCIO. NIENTE REVIVAL.
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LUGLIO 2015:PARTE LA BANCA DELLA NUOVA ERA IN ASIA
La Cina lancia la sua Banca per gli investimenti, Italia 12esimo azionista
La Cina lancia la sua Banca per gli investimenti, Italia 12esimo azionista
(lapresse)
Cerimonia di presentazione della Asian Infrastructure Investment Bank, che ha irritato la Casa Bianca perché è un pericoloso concorrente di Fmi e Banca Mondiale. La Cina avrà diritto di veto, ma non la schiacciante maggioranza di voti (26% con il 30% del capitale), l’Italia al 2,62%

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MILANO - La Cina ha deciso di lanciare ufficialmente la Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib) “principalmente per soddisfare la domanda di infrastrutture in Asia ma anche per rispondere al bisogno il desiderio di tutti i Paesi di approfondire la loro cooperazione”. Con queste parole il presidente cinese Xi Jinping ha salutato oggi i rappresentati dei Paesi che hanno deciso di partecipare alla creazione della Aiib riuniti nella Sala dell’Assemblea del Popolo di Pechino per firmare lo Statuto della banca. Lo Statuto, che disegna la struttura dirigente dell’Aiib, dovrà poi essere ratificato dai Parlamenti dei Paesi firmatari. Secondo i media cinesi l’Aiib dovrebbe essere attiva prima della fine del 2015.

La Cina avrà il 30% del capitale, ma solo il 26% dei voti, cosa che non gli consentirà di dominare l’istituzione, che per la decisioni importanti avrà bisogno di una maggioranza del 75% dei voti, ma di mantenere il potere di veto. Gli altri azionisti principali saranno l’India (con l’8,52% del capitale), la Russia (6,66%) la Germania (4,57%) e la Corea del Sud (3,81). L’Italia, col 2,62% del capitale, è al dodicesimo posto.

Il capitale della banca sarà di 100 miliardi di dollari. Dei 57 Paesi che hanno aderito all’ iniziativa solo 50 hanno firmato oggi. Mancano all’appello Danimarca, Kuwait, Malaysia, Filippine, Olanda, Sud Africa e Thailandia, che non hanno ancora completato le formalità per la partecipazione. Parlando alla cerimonia della firma, il ministro della finanze di Pechino Lou Jiwei ha sottolineato che la creazione dell’Aiib e “un’importante iniziativa proposta dalla Cina per assumersi maggiori responsabilità a livello internazionale per lo sviluppo economico dell’Asia e del mondo in generale”.

La valanga di adesioni dalla banca – che intende avere il centro delle sue attività in Asia – rappresenta un indubbio successo diplomatico per Pechino. L’Aiib viene infatti ad occupare uno spazio lasciato libero dalle istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionali, per i quali rappresenterà una pericolosa concorrente. Nonostante il parere contrario di Washington, infatti, un gran numero di Paesi europei ha deciso di aderire all’Aiib: oltre a Germania ed Italia, sono infatti presenti tra i membri fondatori il Regno Unito (con grande irritazione della Casa Bianca), la Francia e la Spagna.

http://www.repubblica.it/economia/2015/06/29/news/la_cina_lancia_la_sua_banca_per_gli_investimenti_italia_12esimo_azionista-117937396/?ref=HRLV-6

REAZIONE:”LA VALANGA DI ADESIONI DALLA BANCA?PERCHE LA CINA SI HA CONVERTITA ALLA NUOVA ERA.

NON CREDO SIA PERICOLOSO CONCORRENTE PERCHE SOLO VIENE A RIEMPIRE UN VUOTO,”ad occupare uno spazio lasciato libero dalle istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionali”,MA NON SIGNIFICA “PENSIONARE” QUELLI.PROVA E’ CHE IL GIAPPONE IN QUALCHE MODO HA GIA ADERITO TRAMITE LA SUA PRESIDENZA DELL BANCA ASIATICA DI SVILUPPO.E USA FORSE ADERIRA NEL DOPO OBAMA.INVITATO E’ STATO.

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4 LUGLIO 2015:DRAGUL,RE DEI DEMONI

-TITOLARE SU THE TELEGRAPH

Greece crisis live: Referendum ‘no’ vote would trigger Armageddon

Head of European parliament says country faces total meltdown if it rejects creditor demands

*Whether Greece votes yes or no, the euro is dead, and rightly so

*Greeks pack away drugs and fuel for ‘long siege’

TRADUZIONE:Grecia crisi dal vivo: Referendum ‘no’ farebbe scattare Armageddon
Un ‘No’ manifesto di Atene raffigurante il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble legge ‘Per cinque anni sta bevendo il tuo sangue, ora gli dica NO’ ‘

Capo del Parlamento Europeo dice che il paese deve affrontare crisi totale se respinge le richieste dei creditori
Sia Grecia vota sì o no, l’euro è morto, ed è giusto così
Greci imballare via farmaci e carburante per ‘assedio lungo’

REAZIONE:VIA LA MERKEL,I DEBITI VANNO PAGATI(QUANDO SONO GENUINI E NON INVENTATI) MA……GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM

-APPENDICE,TITOLARE SU THE TELEGRAPH:L’ANGELA MAI VISTA

Hollywood stars as you’ve never seen them before

George Holz unearthes unpublished images of Angelina Jolie and others

TRADUZIONE:Star di Hollywood come non hai mai visto prima
George Holz immagini inedite di Angelina Jolie e altri

REAZIONE:NON E’ LA MERCKEL PERO……E’ ANGELINA

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-APPENDICE SU LA REPUBBLICA:

Il Papa: “Diavolo entra dal portafogli”

E mette in guardia dai leader ‘a vita’ Foto

Incontra Rinnovamento nello Spirito e prega per unità cristiani: “Persecuzioni ci accomunano”

Video Bocelli e Noa cantano inno ecumenico

Neocatecumenali, tra polemiche e ritorno alle origini

di ANDREA GUALTIERI e PAOLO RODARIREAZIONE:HA RAGIONE JORGE BERGOGLIO,CACCIAMOLO:VEDI TITOLARE INGLESE SOPRA.
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5 LUGLIO 2015:BERGOGLIO,”BACK TO  THE FUTURE”
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-SOTTOTITOLO:VIAGGIO DA NESSUN PAESE MA ALL’ORIGINE DELLA MODERNITA SUDAMERICANA.
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-SU LA REPUBBLICA:
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Papa Francesco oggi in Sud America per il più lungo viaggio del suo pontificato
In sette giorni passerà dalle Ande alla zona amazzonica
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CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa parte alle nove di oggi dall’aeroporto romano di Fiumicino, diretto a Quito, prima tappa del suo nono viaggio internazionale, che lo porterà prima in Ecuador, poi in Bolivia e Paraguay, con rientro a Roma lunedì 13 luglio. Fino a questo momento è il più lungo viaggio del pontificato, ed è la prima volta che il papa latinoamericano va di sua iniziativa nel suo continente: è stato a Rio nel 2013, ma per la Gmg che aveva convocato Benedetto XVI.Nei giorni in sud America il Pontefice passerà dalle Ande alla zona amazzonica, cambiando diverse volte altitudine, per esempio con i 2.800 metri di Quito, i 40 di Guayaquil, i 4.000
di El Alto, l’aeroporto internazionale più alto del mondo. Il Pontefice incontrerà popoli di diverse etnie, indigeni, meticci, figli dell’immigrazione europea. Ascolterà diverse lingue, da quelle andine al guaranì che con lo spagnolo è  delle lingua ufficiale Paraguay. Cambierà tre fusi orari.L’arrivo a Quito è previsto alle 15 ora locale, le 22 in Italia. Il Papa parteciperà alla cerimonia di benvenuto nell’aeroporto Mariscal Sucre e poi percorrerà circa 40 chilometri in papamobile per raggiungere la nunziatura, in quello che presumibilmente sarà il primo bagno di folla di questo viaggio.Lunedì papa Francesco si recherà nella città sull’Oceano Guayaquil, dove celebrerà la messa nel santuario della Divina misericordia; pranzerà con la comunità dei gesuiti del collegio “Javier”, tornerà a Quito (sempre in aereo) per la visita al presidente della Repubblica nel palazzo presidenziale, visiterà la adiacente cattedrale.Martedì il pontefice incontrerà i vescovi dell’Ecuador, celebrerà la messa  nel Parco del Bicentenario, incontrerà il mondo della cultura e dell’università della Pontificia università cattolica, incontrerà la società civile nella chiesa di San Francesco e compirà una visita privata alla Chiesa della Compagnia, cioè dei gesuiti.Mercoledì visiterà la casa per gli anziani di Madre Teresa, incontrerà il clero, e alle 12 partirà da Quito per La Paz, in Bolivia. Atterrerà all’aeroporto El Alto, dove ci sarà la cerimonia di benvenuto, nel pomeriggio compirà la visita di cortesia al presidente della Repubblica, incontrerà le autorità civili nella cattedrale di La Paz e partirà per Santa Cruz de la Sierra.Giovedì il Papa celebrerà al mattino la messa Santa Cruz nella pizza del Cristo Redentore, nel pomeriggio incontrerà i sacerdoti e ancora dopo parteciperà al II incontro mondiale dei movimenti popolari nel centro fieristico Expo Feria.Venerdì visita al centro di rieducazione di Palmasola, subito dopo incontro con i vescovi della Bolivia, nella parrocchia di Santa Cruz, e cerimonia di congedo dalla Bolivia, all’aeroporto di Viru Viru.
Alle 15 il Pontefice parte per Asuncion, dove viene accolto con una cerimonia di benvenuto direttamente all’aeroporto “Silvio Pettirossi”. La stessa sera compie una visita di cortesia al presidente, nel palazzo presidenziale della capitale paraguayana, nel cui giardino, subito dopo, incontra le autorità e il corpo diplomatico.Sabato Il Papa visita un ospedale pediatrico, subito prima di celebrare la messa nel piazzale del Santuario di Caacupé. Nel pomeriggio incontra i rappresentanti della società civile, e poi celebra i vespri in cattedrale, con i seminaristi e i rappresentanti dei movimenti cattolici.Domenica Papa Francesco visita la baraccopoli di Banado Norte, celebra poi la messa nel campo grande di Nu Guazù e in nunziatura incontra i vescovi del Paraguay. Alle 17 incontra i giovani sul lungofiume Costanera e alle 19 ora di Asuncion riparte per Roma, dove l’arrivo è previsto alle 13,43 di lunedì 13 luglio, all’aeroporto di Ciampino.http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/05/news/papa_francesco_oggi_in_sud_america_per_il_piu_lungo_viaggio_del_suo_pontificato-118371908/?ref=HRER2-2REAZIONE:IL SUDAMERICA HA 11 “PAESI”.LE VIRGOLETTE CORRONO PER CONTO SUL FATTO CHE DI QUELLI 11 CI SONO 5 CHE NON SONO PAESI VERI E PROPIE MA “TAPONES”,TAPPO,ZONE NEUTRE.PAESI VERI E PROPIE DEL SUDAMERICA SONO: BRASILE,ARGENTINA,CILE,PERU,VENEZUELA E COLOMBIA.I “TAPONES” SONO I PICCOLI STATI DI LAS GUYANAS(G.FRANCESE,G.OLANDESE E G.INGLESE),L’ECUADOR,BOLIVIA,PARAGUAY E URUGUAY.LA MAPPA DEL SUDAMERICA E’ STATA TRACCIATA NELL’EPOCA MODERNA DOPO LE GUERRE RIVOLUZIONARIE DI INDEPENDENZA(COMPRESA QUELLA DEGLI STATI UNITI), SULLE MACERIE DEL VECCHIO ORDINE COLONIALE BORBONICO DELLA CONQUISTA FONDATO SUI VI-RREINATI(1),”L’ANCIEN REGIME” A DETTA DEI FRANCESI.QUALCUNO DICE CHE QUESTA MAPPA DI STATI MODERNI E’ STATA TRACCIATA A TAVOLINO IN UNO  STUDIO LEGALE DI LONDRA E CHE UN SIGNORE CONSULE DEL REGNO UNITO IN BRASILE ALL’EPOCA,LORD PONSOMBY(2) QUALCOSA HA AVUTO A CHE FARE,E CHE LA FUNZIONE DI QUESTI  “PAESI TAPPO” SIA QUELLA DI SEPARARE FRA DI SE I GRANDI  VERI E PROPIE STATI-PAESI PER EVITARE CONFLITTI FRA DI LORO,CIO’E’ SONO ZONE NEUTRALI.QUESTI “PAESI-TAPPO” SAREBBERO QUALCOSA DEL GENERE COME IL TESSUTO CONNETTIVO DELLA COSTRUZIONE SUDAMERICANA,E SONO SENZ’ALTRO DEPOSITARI  DELL’ARCHITRAVE DEL NUOVO ORDINE A FILOSOFIA LIBERALE CHE HA MOSSO QUELLE GUERRE DI INDIPENDENZAFACENDO QUESTO VIAGGIO,TUTTI “PAESI TAPONES”,SENZA DUBBIO BERGOGLIO MARCA LA PRESENZA GESUITICO-BORBONICA PROPIO ALL’ORIGINE DELLA MODERNITA SUDAMERICANA,LI DOVE E’ STATA SCACCIATA.SENZA DUBBIO UN VIAGGIO ANTI-STORICO CONTRO LA MODERNITA MARCANDO LA PRESENZA NEO-BORBONICA ODIERNA:COME DIRE, “IL FUTURO CI HA DATO RAGIONE,ANCORA SIAMO QUI”,QUELLO DEL TITOLO.(1)QUESTI VIREINATI OGGI NEL REVIVAL NEOLIBERALE DELLA CORONA BORBONICA IN SUDAMERICA SONO LA BASE DELLA POLITICA DEL REGIONALISMO CHE PRETENDE LASCIARE INDIETRO I MODERNI STATI-NAZIONI E SOSTITOIRLI PER LE ASSOCIAZIONI REGIONALI.SE LA MEMORIA NON MI  TRADISCE I VIRREINATI IN SUDAMERICA ERANO 3:QUELLO DEL MESSICO,OGGI A.L.C.A.,QUELLO DEL PERU,OGGI PATTO ANDINO,A.L.B.A. ECC,E QUELLO DEL RIO DE LA PLATA,OGGI MERCOSUR.(2)VERO O NO STA DI FATTO CHE ALL’EPOCA QUASI TUTTI I PRINCIPALI  CAUDILLOS(LIDERI) LIBERTARIE SUDAMERICANI SI RECAVANO PERIODICAMENTE A LONDRA,DA SAN MARTIN A BOLIVAR,O’HIGINS,ECC.E ANCHE IL NOSTRO GARIBALDI,IL COSI DETTO “EROE DEI DUE MONDI”(3).A FARE COSA….?(3)DOPO LI VEDREMMO INSIEME ANCHE IN EUROPA:DURANTE LA RIVOLUZIONE DEI MILLE IN SICILIA LA FLOTTA INGLESE ERA DI STANZA A MARSALA APOGGIAANDO LE TRUPPE RIVOLUZIONARIE.LO RIFERISCE LEONARDO SCIASCIA PARLANDO DI QUELLA RIVOLUZIONE IN UNO DEI SUOI RACCONTI BREVI..EPILOGO:IL PAPA ABBANDONA EUROPA E FA QUESTO VIAGGIO PROPIO QUANDO NEL NOSTRO CONTINENTE,PIU PRECISAMENTE NEL MEDITERRANEO,IL MARE NOSTRUM,SI LIBERANO BATTAGLIE PER PIU,MIGLIORE E IL TIPO DI DEMOCRAZIA CHE VOGLIAMO.LA GRECIA FA PUNTA.

(DOMANI E’ IL MIO COMPLEANNO E IO MI TROVO ORA IN SUDAMERICA.)

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6 LUGLIO 2015:GRECIA E UE

huffingtonpost.it
Merkel e Hollande, ora è nelle loro mani il futuro della Grecia (e dell’Europa)

Gianni Del Vecchio
Gianni Del Vecchio Headshot

Pubblicato: 06/07/2015 00:38 CEST Aggiornato: 06/07/2015 00:38 CEST

TSIPRAS HOLLANDE MERKELAnsa

Angela Merkel e Francois Hollande. Nelle loro mani, e solo nelle loro, v’è il futuro della Grecia, e di conseguenza quello che vorrà essere l’Europa dei prossimi decenni. Non è nelle mani di Alexis Tsipras, che pure esce rafforzato dal No di sei greci su dieci. Né nelle mani dei falchi tedeschi e dell’Est Europa, che anche nell’immediato post referendum hanno volato su piazza Syntagma. Né tanto meno in quelle del nostro premier Renzi, che in nottata ha fatto filtrare alle agenzie una certa irritazione per la riproposizione dell’asse franco-tedesco. Sarà solamente la cena fra Angela e Francois a Parigi lunedì sera a delineare la linea che verrà poi discussa – o meglio forse “ratificata” – l’indomani pomeriggio dall’Eurosummit con tutti gli altri paesi dell’Eurozona.

Di solito si dice che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E i due hanno iniziato a farlo subito, non appena hanno capito che l’ “Oxi” avrebbe vinto a mani basse ad Atene. Sono le sei di pomeriggio e sono appena usciti i primi phone poll che sorridono tutti a Tsipras, quando le agenzie battono la notizia del vertice d’emergenza a due Merkel-Hollande in cui “si valuteranno le conseguenze della consultazione popolare greca”. Un incontro volto a “evidenziare la volontà di Parigi e Berlino di adottare una posizione comune in merito”, sottolinea una manciata di minuti più tardi una nota dell’Eliseo. E non è un caso che da lì a poco il presidente francese decide di prendere un primo contatto telefonico con il premier greco fresco di vittoria e di legittimazione popolare. Solo dopo un paio d’ore, a serata inoltrata, Angela e Francois convocano infine un Eurogruppo con tutti gli altri paesi dell’area Euro, previsto però martedì pomeriggio e cioè quando tutto sarà già concordato dall’asse franco-tedesco.

Anche la Bce, salvo clamorose sorprese, lunedì mattina quando sarà chiamata a confermare o meno la liquidità d’emergenza alle banche greche, non farà altro che congelare la situazione in attesa di uno sblocco politico dell’impasse in cui si trova l’Europa. Secondo le indiscrezioni battute in nottata dalla Reuters, Mario Draghi intenderebbe mantenere la liquidità d’emergenza alle banche greche al livello attuale. Il che significa non cedere alle richieste elleniche di un innalzamento né a quelle dei falchi tedeschi di una restrizione. Quindi né salvataggio né Grexit immediato. Ma soprattutto significa che neanche domani e martedì gli istituti greci potranno riaprire i battenti e cioè fino all’Eurosummit e forse anche dopo. Se fosse confermata, la mossa di Draghi potrebbe essere interpretata come una chiamata alla responsabilità “politica” della soluzione del caso greco. Insomma, non sono i tecnici a poter decretare l’uscita o meno di un paese dall’Euro. C’è bisogno di una decisione che venga adottata da chi è stato democraticamente eletto.

Berlino e Parigi, quindi. Ancora una volta così lontane ma così vicine. Ancora una volta è dalla linea rossa che unisce queste due capitali che passa la storia europea. Con buona pace di chi, come il nostro premier, si è illuso non più tardi di cinque giorni fa di stringere una special relationship con la Cancelliera d’Europa.

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 REAZIONE:LA NUOVA ERA HA AVUTO RAGIONE,DOPO IL REFERENDUM LA DECISIONE SARA POLITICA E NON PIU TECNICA:LA LEGITTIMITA DEMOCRATICA AL CENTRO DEL DIBATTITO.
RIBADISCO,GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM.
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*7 LUGLIO 2015.ORA ITALIANA,07:58:BERLUSCONI NON PORTATO CON LA FORZA PUBBLICA IN TRIBUNALE
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-SU LA REPUBBLICA:
Processo escort, revocato a Bari l’accompagnamento coatto per Berlusconi. E lui: “Ci sarò”
L’ex premier citato come testimone per la vicenda ragazze portate dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle sue residenze fra il 2008 e il 2009. L’udienza è fissata per venerdì 10 luglio

06 luglio 2015

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Processo escort, revocato a Bari l'accompagnamento coatto per Berlusconi. E lui: "Ci sarò"

Silvio Berlusconi (ansa)

Il tribunale di Bari ha revocato l’accompagnamento coattivo per Silvio Berlusconi, citato come testimone nel ‘processo escort’ sulle ragazze portate dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residente dell’ex premier fra il 2008 e il 2009. Nell’ultima udienza Berlusconi non si era presentato per un impegno a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin. E in quella precedente era a Lugano per la cessione del Milan. L’ex premier ha assicurato però che sarà a Bari per l’udienza di venerdì prossimo 10 luglio.

Accogliendo la richiesta presentata dallo stesso Berlusconi e dalla difesa, gli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, il presidente della seconda sezione penale del tribunale, Luigi Forleo, ha revocato il provvedimento. Nell’istanza l’ex Cavaliere e i suoi avvocati chiariscono che l’impegno a Mosca da Putin era antecedente rispetto alla notifica della citazione nel processo barese. Per evnerdì prossimo alle 12 Berlusconi ha assicurato quindi la sua presenza a Bari per partecipare all’udienza del processo in cui sono imputati per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e altre sei persone (suo fratello Claudio, Sabina Beganovic, le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, e gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia).

Nella scorsa udienza i giudici baresi avevano definito l’impegno in Russia “non legittimo impedimento” ribadendo che “un imputato in procedimento connesso”, con riferimento al processo barese in cui Berlusconi risponde di induzione a mentire in concorso con Valter Lavitola, “può avvalersi della facoltà di non rispondere ma ha comunque l’obbligo di presentarsi dinanzi al giudice”. Nell’udienza precedente Berlusconi non si era presentato a Bari per un altro impegno a Lugano relativo alla cessione delle quote del Milan. Pur avendo annunciato tramite i suoi difensori che si avvarrà della facoltà di non rispondere, dunque, il tribunale di Bari ritiene la sua testimonianza “rilevante e ammissibile”.

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http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/07/06/news/processo_escort_revocato_a_bari_l_accompagnamento_coatto_per_berlusconi_e_lui_ci_saro_-118470968/?ref=HREC1-8
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REAZIONE:MA COME SIAMO LONTANO DEI FELICI GIORNI DEI LEGITTIMI IMPEDEMENTI:UN MAGNACCIO E’ UN MAGNACCIO.
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FEDE DI ERRATA(11/07/2015):CONTRARIAMENTE A COME HO SCRITTO PRIMA BERLUSCONI NON SARA PORTATO IN MODO COATTO.COMUNQUE NON CAMBIA LA SOSTANZA DEL COMMENTO,VEDI COME E’ ANDATA A FINIRE LA VICENDA SU LA STAMPA:
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lastampa.it
Processo escort, Berlusconi a Bari si avvale della facoltà di non rispondere

«Preferirei avvalermi della facoltà di non rispondere». Dopo aver fornito le proprie generalità, nome, cognome e residenza, Silvio Berlusconi – come già anticipato – ha detto al presidente Luigi Forleo e ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Bari di non intendere rispondere alle domande. Citato come testimone nel processo `escort´ in corso a Bari, Berlusconi non è tuttavia un teste puro in quanto imputato in un procedimento connesso, quello per induzione a mentire.

Stando alla ipotesi accusatoria dei magistrati baresi, l’ex premier in concorso con l’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, avrebbe indotto Gianpaolo Tarantini a rendere dichiarazioni mendaci ai pm che indagavano sulle escort. Berlusconi si è trattenuto per meno di due minuti nell’aula di giustizia del Tribunale di Bari. Ha detto di aver deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere su consiglio dei suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto.

Patrizia D’Addario è arrivata nel palazzo di giustizia di Bari proprio mentre Silvio Berlusconi se ne andava da un’uscita laterale. «Sono arrivata tardi apposta – ha detto ai giornalisti all’ingresso Patrizia D’Addario – perchè non volevo incontrarlo». «La mia vita – ha aggiunto la donna – è stata rovinata e questo messaggio glielo invierò in una lettera».

«Avrei così tante cose da dirgli che preferisco non vederlo». Patrizia D’Addario è scoppiata in lacrime alla domanda sul perché non abbia voluto incontrare Berlusconi. «Io ho solo raccontato la verità rispondendo alle domande di magistrati – ha detto la donna – e invece mi dipingono come la escort che lo ha inguaiato. Ne vogliono fare un santo con l’aureola. Questo non è giusto. Io sono l’unica ad aver subito in tutti questi anni. Non sono una escort – ha concluso Patrizia D’Addario con la voce rotta dal pianto – e ho sempre detto la verità».

 http://www.lastampa.it/2015/07/10/italia/cronache/processo-escort-berlusconi-a-bari-si-avvale-della-facolt-di-non-rispondere-wHtOT6QBNtd1VkjWEbiX2N/pagina.html
REAZIONE:DOVRA RISPONDERE PER LA STESSA ACCUSA,INUZIONE A MENTIRE,NEL PROCESSO RUBY PIU 26 RAGAZZE.LA D’ADDARIO PIANGE PERCHE NON E’ UNA ESCORT E SI SENTE VITTIMA E NON “INGUAIATRICE”?:PERMETTETEMI FARE UNA BOUTADE:!!QUESTA SI CHE E’ BELLA IMITATRICE DEI COCODRILLI.ALLO ZOO DOREBBE ANDARE”.
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*7 LUGLIO 2015:CALCIO,NON SOLO I MASCHI
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Le Monde
Football : les Américaines championnes du monde
LA NOTA COMPLETA CUA:
http://www.lemonde.fr/football/article/2015/07/06/football-les-etats-unis-remportent-le-mondial_4671770_1616938.html#xtor=RSS-3208
-APPENDICE:Vidéo

image: http://s1.lemde.fr/image/2015/07/06/92×61/4672285_7_4b95_un-supporter-japonais-lors-d-une-retransmission_687b8018e11bcd0a00bf185fbc1effea.jpg

Un supporter japonais lors d'une retransmission du match opposant son équipe à celle des Etats-Unis, dimanche 6 juillet à Tokyo.

Football : liesse aux Etats-Unis, mines déconfites au Japon

En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/football/article/2015/07/05/mondial-au-qatar-blatter-charge-sarkozy-et-platini_4671151_1616938.html#oGGkvz9MGkwzQSVX.99

-APPENDICE 2:PECCATO BLATTER NON CI SIA STATO

Alors qu’il a renoncé à assister à la finale du Mondial féminin au Canada, programmée dimanche 5 juillet entre les Etats-Unis et le Japon, le Valaisan explique qu’il n’entreprendra « aucun voyage à risque tant que tout n’est pas clarifié » sur le plan judiciaire. Craint-il d’être interpellé ? Le président de la FIFA a néanmoins indiqué qu’il serait présent à Saint-Pétersbourg, le 25 juillet, lors du tirage au sort des qualifications au Mondial 2018, organisé en Russie. Il compte notamment sur le soutien de Vladimir Poutine, l’un de ses plus fervents alliés.
LA NOTA COMPLETA CUA:
http://www.lemonde.fr/football/article/2015/07/05/mondial-au-qatar-blatter-charge-sarkozy-et-platini_4671151_1616938.html
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REAZIONE:ALLE BRAVE RAGAZZE DEL CALCIO AMERICANO,SALUTE
(ALLA FINALE HANNO VINTO AL GIAPPONE IN CANADA)
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aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 219 »

23 giugno 2015
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23 GIUGNO 2014:ACCORDO USA-PACIFICO,SI CAMBIA

-Mercopress - South Atlantic News Agency

Sabato, Giugno 20 2015 – 08:59 UTC

US Camera bassa approva disegno di legge commercio controverso: Senato prossimo ostacolo

Gli Stati Uniti Camera dei Rappresentanti ha approvato un disegno di legge del commercio controverso sostenuta dal Presidente Obama, appena una settimana dopo democratici hanno votato in giù. Il disegno di legge dà al presidente il diritto di negoziare accordi commerciali a livello mondiale, con il Congresso solo in grado di approvare o respingere un accordo, ma non modificarlo.

Obama è un passo più vicino a passare la Trans-Pacific Partnership, un accordo tra gli Stati Uniti e 11 altre nazioni di eliminare o ridurre gli ostacoli al commercio e agli investimenti esteri.

Il ‘fast-track’ fattura commerciale deve ora passare al Senato per l’approvazione, che non è affatto assicurato. Democratici e sindacati credono che porterà alla perdita di posti di lavoro negli Stati Uniti.

La misura, che è stata approvata da 218-208, è stato modificato per togliere un compagno di legge che mirava a fornire un sostegno per i lavoratori americani feriti dalle importazioni.

Ci vuole il presidente Obama un passo più vicino a passare la Trans-Pacific Partnership (TPP) – un accordo tra gli Stati Uniti e 11 altre nazioni a eliminare o ridurre gli ostacoli al commercio e agli investimenti esteri.

L’accordo dovrebbe includere il Giappone, Malesia, Vietnam, Singapore, Brunei, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Messico, Cile e Perù.

Le aziende sostengono il TPP, perché sostengono che avrebbe aperto nuovi mercati per loro. Unioni, d’altra parte, si preoccupano l’effetto sui posti di lavoro.

http://en.mercopress.com/2015/06/20/us-lower-house-approves-controversial-trade-bill-senate-next-hurdle

REAZIONE:STAREMMO A VEDERE

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-APPENDICE SULLO STESSO GIORNALE:OBAMA E IL PAPA CON L’AMBIENTALISMO

Jun 20th 2015

 “We have a profound responsibility to protect our children, and our children's children, from the damaging impacts of climate change,” Obama said.

Obama and Democrats support Pope’s climate message, but Republicans dissented

TRADUZIONE:”Abbiamo la responsabilità profonda di proteggere i nostri figli e i figli dei nostri figli, dagli effetti dannosi del cambiamento climatico”, ha detto Obama.
Obama e dei Democratici sostengono messaggio clima del Papa, ma i repubblicani dissentino

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*24 GIUGNO 2015:COLLAGE UTILE PER CAPIRE

-TITOLARI LA REPUBBLICA:

-TITOLARE 1:

Salvini, tre ore da Berlusconi ad Arcore
“Insieme per alternativa a Renzi”
E su Alfano: “Non pervenuto” video
-TITOLARE 2:

-Berlusconi-Lario, tribunale "A Veronica assegno  da 1,4 milioni al mese"

Berlusconi-Lario, tribunale

“A Veronica assegno da 1,4 milioni al mese”

Lei chiedeva 3 milioni

REAZIONE:

A-HA CADUTO L’ALTO ANDAMIO COSTRUTO DA BERLUSCONI PER ANNULLARE LA SEVERINO NELLA CORTE DEI DIRITTI DELL’UOMO EUROPEA

B-HA CADUTO LA MASCHERA E LEGA E BERLUSCONI TORNANO INSIEME.MA UNITA DEL CENTRODESTRA NON C’E’.COSI ALFANO E CASTIGLIONE NON CADONO(A ROMA,IN SICILIA SIAMO AUTONOMI):VEDI TITOLARE DI SEGUITO

Mafia capitale, no a sfiducia a Castiglione

la maggioranza salva il sottosegretario

Anche Fi vota per salvarlo. Pd: “È solo indagato”

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C-E CHI HA DETTO CHE L’ITALIA NON E’ UN PAESE…..”CIVILE”

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-TITOLARE 3:

Usa, svolta di Obama sugli ostaggi le famiglie potranno pagare i riscatti 

James Foley, ostaggio Usa ucciso dall’Is in Siria

Usa, svolta di Obama sugli ostaggi

le famiglie potranno pagare i riscatti

I parenti non saranno più perseguibili

L’Amministrazione faciliterà i contatti

Video Obama ai musulmani: “Siamo un’unica famiglia”

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 218 »

19 giugno 2015
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19 GIUGNO 2015.ORA 8:20:SEVERINO CHE MI HAI FATTO MALE E PURTROPPO TI VOGLIO

-2 NOTE SU LA REPUBBLICA:

NOTA1:DE LUCA,PER LUI CI SARA SEVERINO?

De Luca proclamato presidente della Regione Campania, ma non si insedia a Palazzo Santa Lucia

Il neo presidente non si presenta in aula. Sel e Movimento 5 Stelle chiedono sospensione immediata. Il Pd: “Proclamazione si perfeziona con insediamento Consiglio”. Intanto Stefano Caldoro lascia Palazzo Santa Lucia, nessuno scambio di consegne,di OTTAVIO LUCARELLI

18 giugno 2015

De Luca proclamato presidente della Regione Campania, ma non si insedia a Palazzo Santa Lucia

Nella sala Arengario, a Palazzo di Giustizia, il presidente corte appello, Antonio Buonajuto,  proclama Vincenzo De Luca presidente della Regione Campania. Il neo governatore, atteso in aula, a sorpresa non si presenta. Né si presenta nella sede della Regione in via Santa Lucia per il tradizionale passaggio di consegne. Il presidente uscente Stefano Caldoro, intanto, lascia la Regione e lo annuncia con un tweet.

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Vincenzo De Luca proclamato presidente della Regione Campania
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De Luca ha atteso a Salerno che l’ufficio elettorale centrale della Corte d’Appello di Napoli proclamasse la sua elezione. Potrebbe arrivare a palazzo Santa Lucia più tardi o domani. Secondo quanto si è appreso, il neo governatore campano attende che gli venga notificato a casa il verbale letto oggi pomeriggio nell’aula Arengario. Verbale che l’onorevole Fulvio Bonavitacola, deputato fedelissimo a De Luca, ha chiesto di poter ricevere per delega.

Notifica che dovrà essere consegnata anche alla prefettura di Napoli, dove l’ufficio che dovrà materialmente stilare la comunicazione da inviare alla presidenza del Consiglio dei Ministri è allertato da giorni. Dal tribunale di Salerno gli atti relativi alla condanna in primo grado per abuso d’ufficio sono già stati consegnati alla prefettura di Napoli. All’ufficio di Governo partenopeo spetta infatti la comunicazione che darà il via alla procedura di sospensione per effetto della legge Severino. Non è escluso che De Luca abbia visto anche i suoi avvocati, impegnati nello studio di una soluzione “giudiziale” per il nodo della Severino, basata sul fatto che la sentenza di condanna non è arrivata dopo la candidatura o l’elezione, ma le precedeva.

Intanto nell’aula del tribunale in cui è avvenuta la proclamazione sono presenti diversi eletti ed attivisti. Il delegato del candidato alla presidenza della Regione Campania Valeria Ciarambino (Movimento Cinque Stelle) presenta “un’annotazione al verbale di proclamazione” del nuovo presidente Vincenzo De Luca, stilato dall’ufficio elettorale regionale della Corte d’Appello di Napoli. Nell’annotazione si rimarca che “la sospensione è immediata, avviene in maniera automatica e qualsiasi atto a sua firma è nullo”.

Stessa linea per Sel. Nella richiesta, firmata da Giovanni Mugavero, rappresentante del candidato a presidente di Sel Salvatore Vozza, si legge che “l’atto di proclamazione faccia ricognizione, ai sensi dell’art. 8 del decreto legislativo 235/2012 (la legge Severino ndr), dell’immediata conseguente automatica sospensione di diritto dalla carica di presidente della giunta regionale della Campania, dott. Vincenzo De Luca, con ogni conseguenza anche in ordine agli atti – nulli – che lo stesso nella qualità di presidente sospeso, potrò eventualmente adottare”.

Paolo Persico del Pd invece consegna una dichiarazione secondo la quale “la proclamazione di De Luca si perfezionerà soltanto quando si insedierà il Consiglio regionale”.

Intanto anche  Forza Italia chiede la sospensione immediata: “Altrimenti lo denunciamo”.  Renato Brunetta nel corso di una conferenza stampa a Montencitorio annuncia: “Se Renzi perde o prende tempo in merito alla sospensione che deve essere immediata del governatore Vincenzo De Luca abbiamo già pronta una denuncia per il presidente del Consiglio che rischia di commettere l’abuso d’ufficio”.  “Non pensi Renzi di prendere in giro gli italiani”, conclude.

E appena termina la cerimonia di proclamazione, Stefano Caldoro, il governatore uscente, lascia Palazzo Santa Lucia. Nessun passaggio di consegne.E su Twitter scrive: “Proclamazione avvenuta. Avviate le procedure per il passaggio di consegne. Nessuna risposta. Come da prassi lascio il Palazzo”.

Adesso la prima mossa spetta al Tribunale di Salerno, per avviare l’Iter di sospensione previsto dalla legge Severino, il tribunale di Salerno deve trasmettere al prefetto di  Napoli la condanna. Il neogovernatore dovrà essere sospeso, infatti,  in virtù della condanna per abuso d’ufficio riportata in primo grado nel processo sulla nomina del project manager del termovalorizzatore di Salerno.

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-NOTA 2:MARONI,SI VOTA IN LOMBARDIA O PURE NO?

Inchiesta

Roberto Maroni, consulenze per le amiche

Non solo la Regione, le due donne al centro dell’inchiesta sulle pressioni di Maroni ebbero molti contratti anche dal Viminale. E il prefetto Caruso ricorda: «Segnalazioni pure per gli incarichi dell’emergenza immigrati»,di Piero Messina e Francesca Siron

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e due donne per le quali Roberto Maroni avrebbe chiesto, secondo la Procura di Milano, contratti di favore in Expo spa e in una partecipata di Regione Lombardia, hanno alle spalle una lunga carriera all’ombra del leader leghista, ricostruita da “l’Espresso” nel numero in edicola domani.

C’è Mariagrazia Paturzo, la giovane con cui Bobo avrebbe scambiato messaggini “a tutte le ore”, che nel 2010 viene assunta dall’Agenzia per i beni confiscati alla mafia, alla cui guida Maroni aveva appena nominato l’attuale capo dell’Immigrazione Mario Morcone.

ESPRESSO+ LEGGI L’ARTICOLO INTEGRALE

Ma soprattutto c’è Mara Carluccio, salita nelle stanze del potere quando era ministro del Lavoro e che durante il suo mandato agli Interni, fra il 2008 e il 2011, colleziona ben dieci incarichi e poltrone, consulenze da 30mila euro l’anno e ruoli di prestigio, senza – stando al suo curriculum depositato agli atti – essere neppure laureata.

In quel periodo il ministro è ospite frequente a casa sua e del marito, Gioacchino Gabbuti, ex amministratore Atac che secondo la Procura di Roma proprio in quegli anni sottraeva fondi alla società capitolina per consulenze fittizie a San Marino.

Che Maroni a volte suggerisse segnalazioni preferenziali lo ricorda poi a “l’Espresso” il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, nel 2011 commissario straordinario per l’emergenza migranti: «Mi venne chiesto di arruolare due signore indicate dal ministro Maroni. Non ricordo come si chiamassero, ma quell’episodio mi diede un po’ fastidio: in quei giorni avevo un’emergenza da affrontare…»

L’articolo integrale su “l’Espresso” in edicola da venerdì 19 giugno e da oggi su Espresso+

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REAZIONE:L’ALTRO GIORNO ABBIAMO VISTO RENZI PRESENTARSI ALLA EXPO INSIEME A MARONI,UN SUO ORGANIZZATORE POSSEDENTE IL 20 PER CENTO TRAMITE LA REGIONE.PRIMA LO AVEVAMO VISTO INSIEME A DELUCA MALGRADO ABBIA PRIMO FATTO PRESSIONE PERCHE NON SI PRESENTASSI CANDIDATO ALLE REGIONALI ORMAI VINCENTE.

LA LEGGE SEVERINO E’ STATA SANCITA DURANTE UN GOVERNO BERLUSCONI E APPLICATA NEL GOVERNO MONTI PROPIO SU DI LUI.PER VENDETTA HA IDEATO INSIEME A RENZI LA RIFORMA DEL SENATO E L’ITALICUM(CHE PASSERANNO SOLO DOPO DUE REFERENDUM.PASSERANNO?)

PER FARE FUORI IL SENATO CHE LO AVEVA CACCIATO E PURTROPPO OGGI CHIEDE VENGA USATA SU DE LUCA:COSA VUOLE FARE IL BURATTINO DEL CENTRO-DESTRA, RENZI?UN SALVATUTTI O SI ANDRA VERSO UNA SOSPENSIONE DI DE LUCA(COME VUOLE BERLUSCONI) E IL VOTO IN LOMBARDIA VISTO CHE SI APPROFONDISCONO E DIVENTANO FERME LE ACCUSE CONTRO MARONI?

FINO ADESSO LI HA ACCONTENTATO UN PO’ TUTTI:A BERLUSCONI FACENDO FUORI IL SENATO.A MARONI “PRESENTANDOSI IN SOCIETA” INSIEME ,E A DE LUCA PROPIZANDO LA SUA CANDIDATURA,MA BERLUSCONI VUOLE DI PIU,TANTA E’ LA SUA SETE DI VENDETTA:”CHIEDO PERMESSO SIGNORI”,L’HANNO APPLICATA A ME,LA CORTE DEI DIRITTI DELL’UOMO EUROPEA NON L’HA VOLUTO ABOLIRE,L’APPLICHINO ALLORA ANCHE A DE LUCA:QUELLO DEL TITOLO.

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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO

-SU LA REPUBBLICA:

Berlusconi invita Salvini: “Fi e Lega insieme per le prossime elezioni”

Berlusconi invita Salvini: "Fi e Lega insieme per le prossime elezioni"(ansa)

In un’intervista al Giornale, l’ex premier ribadisce il suo ‘piano’ di riunire il centrodestra. Ed esclude un Nazareno-bis, pur lasciando aperto uno spiraglio sulle riforme

ROMA – L’obiettivo è chiaro ormai da tempo e Silvio Berlusconi non ne fa più mistero: il centrodestra per tornare competitivo deve rimettere insieme i suoi pezzi. Un progetto che Cavaliere, in un’intervista al Giornale (il quotidiano di famiglia) spiega meglio in alcuni dettagli. E alla vigilia dell’incontro con Matteo Salvini chiama in causa proprio il Carroccio: “Occorrerà – spiega l’ex premier – realizzare un contenitore più ampio, del quale Fi e la Lega siano parte, che si rivolga non solo ai partiti ma anche alle associazioni, ai gruppi, ai movimenti d’opinione”.

L’argomento sarà sul tavolo del faccia a faccia ad Arcore in programma per martedì. Un incontro in cui l’obiettivo del leader azzurro è iniziare a lavorare in maniera più concreta al riavvicinamento di tutte le anime del centrodestra magari partendo della prossime elezioni comunali in programma nel 2016 da usare come test nazionale. Un appuntamento importante anche per Salvini visto che tra le città chiamate alle urne c’è anche Milano. Ed è proprio in vista della prossima tornata elettorale che Berlusconi è pronto ad impegnarsi concretamente a patto però che tutti gli altri ex alleati rinuncino alle loro convenienze: “Il nostro primo obiettivo è ridare un motivo serio per tornare a votare agli italiani. Per riuscirci mi impegnerò personalmente, ma – avverte -  tutte le forze che si riconoscono nel centrodestra devono saper rinunciare a qualche loro convenienza per imboccare un cammino comune”.

Rinsaldare l’asse del Nord è dunque una priorità ed è per questo che l’ex premier sgombra ancora una volta il campo dai dubbi rispetto all’atteggiamento da tenere nei confronti di Matteo Renzi. Il Cavaliere, smentisce l’ipotesi di un Nazareno bis “Forza Italia è all’opposizione”, ma non esclude la possibilità che Forza Italia possa votare a favore delle riforme: “se il Partito Democratico presentasse in Parlamento qualche miglioramento della legge elettorale o della riforma costituzionale noi voteremmo a favore di quella norma”.

Nessun soccorso azzurro, almeno ufficialmente, ma una linea chiara a cui tutto il partito si deve attenere.

Nessuna defezione dunque anche perché sul punto, Berlusconi è altrettanto tranchant: “E’ chiaro che in un movimento possano esserci opinioni diverse” ma “la minoranza deve adeguarsi alla maggioranza altrimenti lasciare il partito”.
(ANSA)

 http://www.repubblica.it/politica/2015/06/21/news/berlusconi_al_giornale_fi_e_lega_insieme_per_le_prossime_elezioni_-117384064/?ref=HREC1-4
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REAZIONE:GIA SAPETE LA MI OPINIONE.QUESTA E’ UNA LEGGE INQUISITIVA CHE INOLTRE LEDE LA SEPARAZIONE DI POTERI NELLO SCONTRO POLITICA-GIUSTIZIA E PER TANTO VA ABOLITA,MA MENTRE CHE C’E’ VA APPLICATA.
.

19  GIUGNO 2015:LA NUOVA ERA SI PRENDE LA DANIMARCA

-SU LA STAMPA:

lastampa.it
In Danimarca trionfano i populisti

Un pugno di voti ha regalato alla Danimarca l’ennesimo successo della destra in Europa e il concreto risultato di portare al centro della scena un partito populista xenofobo ed euroscettico che peserà molto, che entri o meno nella futura coalizione di governo.

Le urne danesi hanno sentenziato la vittoria sul filo di lana del blocco `blu´ (destre) guidato dal 51 enne Lars Lokke Rassmussen con circa il 52% dei consensi e 90 seggi su 175. Il prossimo premier è un politico navigato, toccato da qualche scandalo, e leader di un partito, Venstre, che sorprendentemente è stato penalizzato dagli elettori che lo hanno relegato al terzo posto dopo i socialdemocratici e coloro che sono considerati i vincitori morali di queste elezioni, il Partito del popolo danese, balzato al 21,1%.

I socialdemocratici di Helle Thornig-Schmidt restano, con il 26,3%, il primo partito danese, ma alla prima premier donna della Danimarca che ha racimolato con i suoi alleati solo 85 seggi, non è rimasto che riconsegnare il mandato nelle mani della Regina Margharete ed evitare di far dichiarazioni oltre al doveroso riconoscimento della sconfitta. Eppure era stata lei a ottenere buoni successi economici, strappando la Danimarca alla crisi internazionale, attenuando l’austerità, non mostrandosi troppo tollerante nei confronti dell’immigrazione selvaggia. Però gli immigrati hanno continuato ad arrivare e in più il terrorismo islamico ha sconvolto il Paese con i due attentati di Copenaghen, e con le partenze di molti giovani indottrinati per unirsi all’Isis.

I danesi si sono svegliati quindi questa mattina in un Paese che è tornato dopo quattro anni alla destra, riconsegnando il potere a colui cui Thorning-Schmidt l’aveva strappato nel 2011. Nel frattempo gli scandali in cui è rimasto impigliato Venstre e che hanno inficiato il suo risultato, consegnano un potere enorme nelle mani dei populisti di Kristian Thulesen Dahl che ha giocato tutta la sua campagna sull’anti immigrazione, l’anti austerità, l’anti Europa. Quasi nessuno dei partiti populisti emergenti in Europa hanno deciso di entrare nei governi che si sono nel frattempo formati: dai Cinque Stelle di Beppe Grillo in Italia, al Front National di Marine Le Pen in Francia, dall’Ukip di Nigel Farage in Gran Bretagna, al Partito della Libertà di Geert Wilders in Olanda, ai democratici svedesi di Jimmie Akesson.

Solo in Finlandia e nella extra Ue Norvegia gli estremisti di destra hanno fatto un passo nel cuore dei governi: il finlandese Timo Soini dei Veri Finlandesi ha dovuto darsi un tono più moderato per essere preso a bordo a Helsinki, e la norvegese Siv Jensen ha fatto lo stesso e ha fatto guadagnare al suo partito, il Partito del Progresso, dicasteri chiave come quello del Petrolio, della Giustizia, del Lavoro.

La questione dell’immigrazione, dramma che ha investito in quest’ultimo anno un continente `distratto´ che ha avuto bisogno delle immagini dei corpi annegati nel Mediterraneo e della voce grossa dell’Italia per accorgersi che alla sua frontiera meridionale sta accadendo qualcosa, sta diventando forse il discrimine politico di questa epoca. I Paesi nordici, su molti dei quali si sono riversati i flussi, e che hanno fatto dell’accoglienza una loro caratteristica, si trovano ora a restringere le maglie, costruire muri – reali o virtuali – avvalersi di “clausole” di esclusione, fredda denominazione per indicare che il problema devono risolverlo altri. Al massimo, come ha detto il leader britannico David Cameron, sono disposti ad aiutare l’intelligence anti scafisti in Sicilia.

 http://www.lastampa.it/2015/06/19/esteri/centrodestra-avanti-alle-elezioni-in-danimarca-smMTYOs7sZvSpua6m38hSL/pagina.html
REAZIONE:LA NUOVA ERA SALUTA IL TRIONFO DEL PARTITO LIBERALE DANESE NELLA PERSONA DI RASMUSSEN CORAGGIOSO EX-CAPO DELLA NATO.
PER QUANTO RIGUARDA ALLA QUESTIONE IMMIGRAZIONE,FERMO RESTANDO CHE NON SI PUO SPACCIARE COSI ALLEGRAMENTE IL PROBLEMA FACENDO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO DICENDO CHE I PARTITI ANTI-IMMIGRATI E ANTI-UE SONO ESTREMISTI DI DESTRA(NON LO E’ L’UKIP DI FRAGE,NON  LO E’ GRILLO,E NON LO SONO ALTRI TRANNE LEGA NORD,FRONT NAZIONALE DI LEPEN),LA SVOLTA SULL’ACCOGLIENZA E’ CERTAMENTE UNA CONSEGUENZA DOVUTA ALLA CATTIVA GESTIONE DEI BARCONI FATTA DALLA LEGA OLTRE CHE AI TRANSFUGA DELL’IS .IN QUESTO SENSO DICHIARO CHE LA NUOVA ERA ACCOGLIE CON BENEPLACITO LA PROPOSTA DI CAMERON DI COLLABORARE CON L’INTELLIGENZA SICILIANA PER COMBATTERE LE BANDE DELLE AUTORITA DELLA SALO LIBICA DI TRIPOLI ED EVITARE LE PARTENZE DEI BARCONIN SUL MARE NOSTRUM,VEDE ANCHE CON BUONI OCCHI LA COLLABORAZIONE ECONOMICA ALLA SICILIA PER GESTIRE QUELLI CHE RIESCONO A SALPARE PERCHE E’ LA REGIONE CHE DI PIU DEVE SOPPORTARLI,PERO NEL FRAINTESO CHE QUESTO NON DEVE VEDERSE COME I SBARCATI CONFINATI IN SICILIA:L’IMMGRAZIONE SELVAGGIA VA RESPINTA COME FA LA FRANCIA MA L’ITALIA E’ TUTTA UNA.IN QUESTO SENSO LA VISITA DI CAMERON E’ CONFUSA POICHE COSI FACENDO DA UNA SPALLEGIATA AD UN GOVERNO GOLPISTA COME QUELLO DI RENZI E LE LARGHE INTESE DISPOSTO SPUDORATAMENTE A DARE SOLDI ALLE REGIONE DEL NORD PER LA SUA ACCOGLIENZA:LE REGIONI LEGHISTI DE-VO-NO STARE APERTE(1) PERCHE MOLTISSIMI DI QUESTI IMBARCATI PROVENGONO DI EX-COLONIE ITALIANE IN AFRICA,E CAMERON DEVE ESSERE CHIARO SULLA FACENDA.
LA NUOVA ERA CONDANNA LA SUA VISTA ALLA EXPO E ANCHE QUELLA DI MICHELLE OBAMA E PUTIN DUE NOTI SIMPATIZZANTI NEOLIBERALI COME LO E’ CAMERON,E TORNA A DIRE A TUTTE 4:IL TESORETTO DEI PENSIONATI NON SI TOCCA.VIA RENZI E COMPAGNIA BELLA,GIA.

(1)IN LOMBARDIA GLI IMMIGRANTI(NON PROPIAMENTE SBARCATI PERO)SONO AMICI MIEI UGUALI AL MASSIMO DI TANTI FALSI “ITALIANI”.

-

20 GIUGNO 2015:DANIMARCA E UNGHERIA,LE COSE A POSTO

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

corriere.it
Danimarca e Ungheria, l’onda populista che avanza in europa
VENTO DEL NORD
Milano, 19 giugno 2015 – 08:11Budapest dimentica l’agosto dell’89 quando istituì il primo campo profughi per accogliere i tedeschi dell’Est. Le elezioni danesi, appena concluse, sono state fortemente condizionate dal tema dell’ostilità ai migranti

A ll’indomani dell’annuncio, da parte dell’Ungheria, di un piano per costruire una barriera per arrestare l’immigrazione, un’altra barriera – non fisica, ma di forte significato politico – salta fuori dalle urne in Danimarca, con l’affermazione del Partito del popolo, un nuovo segnale del seguito di movimenti populisti in tutto il Vecchio Continente. Il fatto che ciò avvenga nei Paesi ricchi e di solida tradizione democratica come in quelli in difficoltà economiche conferma che la paura dell’«invasione», reale o percepita, è parte del nostro vissuto e condiziona l’agenda politica delle nostre democrazie. L’immagine simbolo dei profughi aggrappati agli scogli di Ventimiglia resta confinata nel pietismo senza seguito. Quasi rimossa.
I mig ranti, respinti fisicamente o dalla politica condizionata, hanno un terribile nemico, la mancanza di memoria storica, di riferimenti al passato che potrebbero favorire una valutazione meno emotiva dei fenomeni.
Da 26 anni, gli ungheresi ricordano «il giorno dell’accoglienza». Era il 14 agosto del 1989, quando venne allestito il primo «campo profughi» per migliaia di tedeschi dell’Est in fuga dal regime della Rdt, la Germania comunista. In poche settimane, ne arrivarono decine di migliaia che si sarebbero riversati nella Germania occidentale. Qui, all’accoglienza, si sommava la solidarietà attiva di offerte di lavoro e ospitalità. Tre mesi prima, il 2 maggio, le autorità ungheresi, con il beneplacito di Mosca, avevano deciso di aprire la Cortina di Ferro, i 350 chilometri di filo spinato e campi minati che separavano il Paese dal mondo libero. Si abbattevano le statue dei gerarchi e ricompariva quella di Sissi, l’imperatrice d’Austria, a simboleggiare un ideale romantico di appartenenza al cuore dell’Europa.
Quella decisione fu storicamente più significativa dell’abbattimento del Muro di Berlino, perché la gloriosa notte del 9 novembre fu la conseguenza logica dello sgretolamento di un sistema.
Sarebbe utile un bagno di memoria oggi, nel momento in cui l’Ungheria europea decide di alzare un nuovo Muro per respingere le migrazioni dai Balcani e in sostanza rinchiudersi, in una spirale di nazionalismo ideologico sparso a piene mai dai suoi nuovi leader. È fondamentale che se ne ricordino ungheresi e danesi, e con loro le generazioni di europei nate dopo il Muro. Certo, l’esercizio della memoria non risolve i problemi dei nostri giorni né moltiplica i centri di accoglienza. Ma dovrebbe stimolare un sussulto di responsabilità e coraggio, rispetto al rimpallo di polemiche e rifiuti a ogni livello, dall’Europa fino ai più piccoli municipi.
Allora, nessuno in Europa era spaventato dall’«invasione», mentre la grande maggioranza accarezzava un sogno di libertà e un ideale di Continente riunificato nella democrazia, con istituzioni comuni e una stessa moneta. Gli «invasori» erano in parte disperati, molti si lasciavano dietro tutto, ma venivano accolti. Vien da chiedersi, forse perché erano bianchi, di religione cattolica o ortodossa? O forse che la fuga da un regime comunista meriti più solidarietà che la fuga dalla fame e dalla guerra?
Allora non si facevano troppi calcoli economici sul costo dell’«invasione» e, se si facevano, si guardava anche al tornaconto dei nuovi mercati. Un leader lungimirante come il cancelliere Helmut Kohl decise di colpo che il marco dell’Ovest valeva un marco dell’Est, un cambio economicamente folle, ma con enormi conseguenze storiche. La riunificazione tedesca, la nuova Europa, l’euro.
Oggi la lungimiranza è venuta meno. L’agenda della politica è dettata dalla paura dei movimenti xenofobi, dal rigurgito nazionalista, dai calcoli contabili che ostacolano persino decisioni al ribasso. L’atteggiamento verso le migrazioni è speculare alla gestione tentennante e senza sbocco della crisi greca: narrazione contabile, senza vedere il rischio catastrofico della Grexit.
La rappresentanza «politica» della solidarietà e della società civile, peraltro ancora capace di forti slanci, sembra lasciata a Papa Francesco. Il ricatto populista sul contingente impedisce di osservare con maggiore consapevolezza il medio periodo, ossia i flussi demografici, il «bisogno» di più immigrazione per garantire il nostro modello di sviluppo.
Certamente i danesi non costruiranno barriere fisiche come gli ungheresi. Ma hanno già cominciato ad alzare nuovi steccati culturali, sociali e politici. Del resto, senza che nessuno l’abbia notificato, il modello Schengen è stato abbattuto a Ventimiglia.

mnava@corriere.it

19 giugno 2015 | 08:11,© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/opinioni/15_giugno_19/danimarca-ungheria-l-onda-populista-che-avanza-europa-bd1b8764-1648-11e5-9531-d169a57fe795.shtml

REAZIONE:IL TRIONFO DELLA POLITICA ANTI-IMMIGRATORIA IN EUROPA E’ IL TRIONFO DELLA NUOVA ERA.LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO NON FU OPERA NE DEI BIANCHI NE DEI CATTOLICI NE DEGLI ORTODOSSI MA DELLA LIBERTA,DEL DESIDERIO DI LIBERTA.E COSI LO HANNO CAPITO QUESTI PAESI CHE HANNO DECISO ESPELERE I NEOLIBERALI IMPOSTORI CHE INVASERO QUELLO SPAZIO,ALLORA ANCORA CAOTICO,E HANNO INTRAPRESO LEGAMI,PATTI E LACCI CHE CI HANNO “FATTO CADERE IL MURO ADOSSO” AGLI OCCIDENTALI.

ED E’ SINTOMATICO CHE L’UNGHERIA ADOTTI QUESTI MISURE GIORNI DOPO LA VISITA DEL PAPA A KOSOVO:L’HANNO CAPITO E DECISO METTERE ORDINE NEL CAOS.DELLO STESSO PARERE SONO OLTRE ALLA DANIMARCA LA POLONIA,E LE REGIONI EST DELL’UKRANIA.E ALTRI NE SEGUIRANNO CERTAMENTE:LE COSE A POSTO.IL MODELLO DI SVILUPPO CHE CONVIENE E QUELLO DELPROGRESSO,DELLA LIBERTA E IL LAVORO E MICA QUELLO DEL SOTTOSVILUPPO SUDAMERICANO E IL RITORNO ALL’OSCURANTISMO  MEDIEVALE DEI REAZIONARI E BORBONI INSEDIATI A ROMA.NON VENTO MA REALTA BEN CONCRETE. NO ALLA CONTINUITA DI NEOLIBERALI E ORTODOSSI NELL’”IMPERO ROMANO DI ORIENTE”,ANCHE CONSTANTINOPLA STA PER CADERE MALGRADO LO STATO ISLAMICO.NO A CARLO V E I SUOI AMBITI SPAZI “DOVE IL SOLE MAI TRAMONTAVA”.

MEMORIA

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21 GIUGNO 2015:SOS GATTINI E CANI

-SU THE HUFINGTON POST:

huffingtonpost.it

“Fermiamo il massacro di cani e gatti”

Maria Alessia Biancalana, l’Huffington Post

Pubblicato: 20/06/2015 12:47 CEST Aggiornato: 20/06/2015 12:47 CEST

Prima vengono rapiti e maltrattati. Sono randagi e talvolta anche hanno un padrone dai quali vengono strappati con violenza e di nascosto. Sono stipati in gabbie troppo strette e anguste, senza ricevere né cibo né acqua. Poi vengono torturati, picchiati a morte o scuoiati vivi. Infine, dopo tutta questa sofferenza e crudeltà, vengono macellati e portati in tavola. Lì, su mense imbandite, vengono serviti come spezzatino di carne da mangiare. Una carneficina che non conosce pietà e in cui ogni anno, in media, perdono barbaramente la vita 10 mila animali, tra cani e gatti. Un massacro indegno che comincerà domenica 21 giugno con il solstizio d’estate e proseguirà per un’intera settimana nella piccola e sconosciuta città di Yulin, nella regione autonoma di Guangxi nella Cina Sud-orientale. Un eccidio che viene celebrato come se fosse una grande festa: è lo “Yulin Dog Meat Festival”.

Continua a leggere oltre il tweet: Una barbarie che gli animalisti di tutto il mondo stanno cercando di impedire, mobilitando tutte le loro forze e moltiplicando le campagne di sensibilizzazione sui social network, per far sì che il Festival venga cancellato. Un appello disperato, una lotta contro il tempo che scorre inesorabile, per salvare la vita di migliaia di cani e gatti. Una battaglia fatta di iniziative e petizioni in tutte le lingue per convincere il governo centrale cinese e le stesse autorità locali a impedire l’imminente massacro. Così su Twitter scorrono veloci e si sono ormai diffusi in tutti i Paesi del mondo hashtag come #StopYulin2015, #StopYulinTorture e #BanYulin2015. E tra coloro che si oppongo con maggior forza e determinazione a questo atto di inciviltà ci sono tantissimi cinesi che, in questi ultimi giorni, stanno comprando disperatamente più cani e gatti possibili per evitare la loro morte. Uomini e donne che non si riconoscono in questa crudele tradizione e che chiedono al governo centrale di intervenire per bandire questo massacro.

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/17/animalisti-contro-festival-yulin-cina_n_7603772.html?utm_hp_ref=italy

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REAZIONE:QUESTE PUBBLICAZIONI E LA NUOVA ERA SI SOMMANO ALL’APELLO,SONO UN FRANCO SOSTENITORE DI GATTI E CANI.(1)
E NE COLGO L’OCASSIONE PER LANCIARNE UN’ALTRO APELLO A CHI NE ABBIA LA POSSIBILTA E LA VOLONTA DI PORTARLO AVANTI:
ISTITUIRE E/O ESTENDERE L’ASSISENZA SANITARIA UNIVERSALE E GRATUITA IN TUTTI LE ASL DELL’ITALIA PER ANIMALI DOMESTICI COME ACCADE IN ALCUNI CENTRI DEL NORD E PARTICOLARMENTE IN LOMBARDIA(MANDELLO LARIO).
PER CHI VOGLIA CONTATTARMI IL MIO TELEFONO E’ 3315686636(MOBILE), O 23227064(IN URUGUAY),E IL MIO MAIL: dottcianciminotortorici@gmail.com
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(1)QUESTI ANIMALETTI VIVEVANO FELICI NELL’EQUILIBRO DELLA NATURA,BOSCHI I CANI E SELVA I GATTI,E SIAMO STATI NOI HA DOMESTICARLI PER ALIMENTARE IL NOSTRO ORGOGLIO DI SPECIE SUPERIORE.
MA ORMAI NON SI PUO TORNARE INDIETRO E SE QUESTI ANIMALETTI VENISSERO BUTTATI NEI BOSCHI O LA SELVA NON SOPRAVIVEREBBERO,ORMAI NON SONO LUPI O GATTI SELVAGGI MA ANIMALI DOMESTICI E DIPENDE DI NOI IL SUO BENESSERE E LA SOPRAVIVENZA COME SPECIE:DIAMO CI DA FARE ALLORA,COMPORTIAMOCI,COME SPECIE SUPERIORE,CON RESPONSABILITA.
PERO NON SI DEVE COLPEVOLEZZARE LA CINA MA L’IGNORANZA:NON TUTTA LA CINA HA ANCORA APRODATO NELLA MODERNITA E RIMANGONO FASCIE DELLA POPOLAZIONE CHE ANCORA SONO INCORPORATI ALLE CREDENZE DELL’INCARNAZIONE.E DI CERTO VEDONO IN QUESTI POVERI ANIMALETTI CATTIVE ANIME INCARNATE DI PERSONE MORTE,ED E’ CONTRO QUELLI CHE SI ACCANISCONO.
2014-12-28_10-18-57-
*21 GIUGNO 2015:LAVORATORI DELLE REGIONI LEGHISTI NEI GUAI
economia

L’Italia contro la Svizzera: “Discrimina i nostri lavoratori”

Roma chiede all’Ue di aprire una procedura di infrazione: nel mirino il regime fiscale

Il confine
Ad attraversare la frontiera con la Svizzera, ogni giorno, sono quasi 70 mila lavoratori italiani: un numero destinato ad aumentare

0/06/2015
giuseppe bottero

L’Italia lancia un’offensiva europea contro la Svizzera: nel mirino c’è il regime fiscale che, partire dal gennaio 2015, il Canton Ticino applica ai frontalieri. Secondo quanto risulta a La Stampa, Roma ha chiesto alla Commissione Ue di aprire una procedura d’infrazione nei confronti di Berna, accusata di penalizzare i nostri connazionali che, ogni giorno, attraversano il confine per lavorare. Questione di tasse, e di un aumento che violerebbe «l’accordo sulla libera circolazione delle persone» nella Confederazione: documento che deve garantire ai cittadini stranieri le stesse condizioni di vita, di occupazione e di lavoro di cui godono gli svizzeri. L’intesa, che risale al 1999, prevede una «protezione contro le discriminazioni fondate sulla nazionalità».

La misura contestata

E invece, sostiene il governo, la Svizzera discrimina eccome, per lo meno quando si parla di buste paga: da inizio anno il Canton Ticino ha aumentato al 100% il moltiplicatore comunale per le imposte, cioè l’indicatore che i Comuni utilizzano per calcolare l’importo delle trattenute sui redditi dei frontalieri. Prima dell’aumento, la percentuale variava da Comune a Comune, con un coefficiente medio – applicato ai sensi dell’accordo firmato tra Italia e Confederazione nel 1974 – che ammontava al 78%. Ora la cifra è schizzata verso l’alto, ovunque: la misura, approvata tra le contestazioni della sinistra, garantisce 20 milioni di franchi (19,1 milioni di euro) di entrate in più all’anno. Il tutto a spese dei quasi 70 mila italiani che ogni giorno attraversano la frontiera, sfavoriti rispetto ai residenti temporanei.

Il popolo del confine

Il numero dei pendolari, tra l’altro, sembra destinato ad aumentare: gli stipendi, a pochi chilometri dal confine, sono praticamente doppi, le offerte di lavoro in crescita. Anche se non è una vita facile: ore in macchina, contratti individuali, meno tutele. E il balzo del moltiplicatore, messo nel mirino da Roma, non è neppure la stangata più temuta. «Su uno stipendio da 5000 franchi, a fine mese pesa per 120-130 franchi. Pensavamo l’effetto fosse peggiore», dice Antonio Locatelli, presidente del Coordinamento provinciale frontalieri del Verbano Cusio Ossola.

A spaventare di più, spiega, «è la proposta di tassare annualmente il permesso dei frontalieri. Quello sarebbe un vero problema». L’ennesimo, dopo il referendum «contro l’immigrazione di massa» del febbraio 2014 e le polemiche sugli stipendi seguite al nuovo tasso di cambio. «La crisi ha colpito anche in Svizzera – racconta Stefano, comasco occupato nel settore agricolo -. Siamo in un’isola felice ma ci sentiamo sempre più accerchiati».

La mossa a Bruxelles

Ora l’Italia è pronta a intervenire, e si rivolge all’Unione Europea, convinta di trovare una sponda: il regime svizzero di imposizione alla fonte a Bruxelles piace poco e, a quanto si apprende, ci sono parecchie possibilità che venga giudicato discriminatorio. A quel punto a Berna non resterebbe che trattare.

http://www.lastampa.it/2015/06/20/economia/litalia-contro-la-svizzera-discrimina-i-nostri-lavoratori-wHGoW2FGLJPKT9SAwYoT1K/pagina.html
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REAZIONE:VIOLAZIONE DI «l’accordo sulla libera circolazione delle persone»?: E CHI LO DICE…….?,DOVE LI DANNO LI PRENDONO.
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LA PRINCIPALE RISORSA DELLA SVIZZERA SONO I SOLDI E LA PREDICA DI ROMA,BERGOGLIO E BENDETTO,NON LA FAVORISCE.
CASO MAI I LAVORATORI ITALIANI DELLE REGIONI LEGHISTI NON SONO VITTIMA DELLA SVIZZERA CHE LI ACCOGLIE E LI DA LAVORO MA DELLA CATTIVA GESTIONE DEI SUI GOVERNANTI.
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BENE LA SVIZZERA DUE VOLTE:NELLA QUESTIONE DELL’EVASIONE DELLA TASSE E CORRUZIONE DELLA COMPAGINE SUDAMERICANA DELLA FIFA,E ANCHE NEI CONFRONTI DEI NOSTRI LAVORATORI.
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-APPENDICE:NOTA EVERSIVA DELLA STAMPA
verbano cusio ossola

La dogana di Cannobio

lastampa.it
Più tasse per i frontalieri: l’arma del Canton Ticino per ridurre i lavoratori italiani

Aumenteranno le imposte che i frontalieri pagano «alla fonte», ossia che vengono detratte mensilmente dalla busta-paga? L’interrogativo è quanto mai attuale, almeno in Canton Ticino. E trova un’ampia adesione da parte di quasi tutte le forze politiche. Il numero dei lavoratori che varcano quotidianamente il la frontiera è in costante aumento.

Crescono i problemi legati al traffico sulle strade di confine e cresce il disappunto degli svizzeri che si vedono soffiare il posto di lavoro dagli italiani. I disoccupati elvetici hanno meno possibilità di impiego: «I posti vacanti a disposizione del nostro mercato occupazionale sono sempre meno. Colpa della crisi, ma anche di una propensione sempre più forte nel cercare manodopera estera» dice Sergio Montorfani dell’ufficio cantonale del lavoro.

Intanto di fronte alla necessità di recuperare nuove entrate finanziarie e nel tentativo di frenare questi flussi dall’Italia, rendendoli meno attrattivi, si pensa di toccare i frontalieri nel portafoglio. Finora l’aliquota delle imposte versate alla fonte sono valutate sull’indice medio di quelle che vengono pagate dai cittadini del canton Ticino, che variano da comune a comune secondo la loro solidità finanziaria. Chi è ricco paga mano tasse. La nuova proposta è di portare quelle dei frontalieri al tetto massimo, cioè circa il 10% in più rispetto a oggi. C’è però il timore che, di fronte a un ricorso, questa manovra possa essere bocciata dal Tribunale federale.

Ne conseguirebbe comunque una maggiore entrata per le casse cantonali, ma anche un aumento dei ristorni che il Canton Ticino riversa all’Italia, pari a poco meno del 40% dell’introito totale. Questa percentuale, in vigore dal 1974, ora viene messa in discussione dalla Svizzera ed è oggetto di trattativa nell’ambito della commissione italo-elvetica impegnata nel trovare un accordo bilaterale sui rapporti fiscali. Bisogna aggiungere però che i ristorni non vengono girati integralmente da Roma ai paesi di frontiera. Infatti il governo italiano ne trattiene il 40%. Dove finiscono questi milioni? «Sicuramente nel calderone romano», dicono i sindaci del Vco. Però c’è una novità. Le Province di Varese, Sondrio, Como e Vco hanno chiesto un incontro con il governo per ottenere che il versamento dei ristorni venga fatto direttamente ai comuni di frontiera senza passare da Roma.

6/02/2014
“Anche il governo Renzi deve difendere i ristorni dei frontalieri”
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L'articolo integrale0/01/2015
La benzina a basso costo non attrae più i “frontalieri” del pieno
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7/10/2014

Frontalieri, aumentano le tasse in busta paga

http://www.lastampa.it/2013/11/27/edizioni/verbania/cronaca/pi-tasse-per-i-frontalieri-larma-del-canton-ticino-per-ridurre-i-lavoratori-italiani-4454U9h2rKJdGNBsAqakdM/pagina.html

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REAZIONE:DARE I SOLDI DEI RISTORNI ALLE REGIONI LEGHISTI E NON A ROMA?INAMMISIBILE,EVERSIVO,L’ITALIA NON E’ UN PAESE FEDERALISTA.E POI:

*1-ROMA TRAMITE BERGOGLIO E PRIMA BENDEDETTO XVI FA PREDICA CONTRO IL DENARO,PRINCIPALE RISORSA DELLA SVIZZERA
*2-LE RICHIESTE DI INTERVENZIONE PER DISCRIMINAZIONE A BRUXELLES ALLORA PERCHE NON LI FANNO LE REGIONI LEGHISTI ANZI CHE ROMA?
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*22 GIUGNO 2015:I CENTRO-SUDAMERICANI PRETENDONO PASSARE “OLIMPICAMENTE” IL CONFINE DEGLI STATI UNITI COL MESSICO
-SU THE WASHINGTON TIMES:
I migranti che viaggiano attraverso il Messico presi di mira da bande armate

Amnesty International chiede degli Stati Uniti per l’aiuto

I migranti centroamericani caravanning attraverso il Messico cercano una maggiore protezione per i migranti in transito, come decine di migliaia di persone sono scomparsi rendendo il loro viaggio attraverso il Messico, dove sono vulnerabili alle estorsioni e abusi da parte della polizia e bande. (Associated press)

I migranti centroamericani  in carovana attraverso il Messico cercano una maggiore protezione per i migranti IN TRANSITO,ma decine di migliaia di persone sono scomparsi fcendo il loro viaggio attraverso il Messico, dove sono vulnerabili alle estorsioni e abusi da parte della polizia e bande. (Associated Press) di più>

Per Stephen Dinan – The Washington Times – Domenica, 21 Giugno 2015

Centinaia di migranti sono stati attaccati da bande armate che indossavano divise in stile militare quando hanno cercato di attraversare il Messico questo mese,ha dichiarato Amnesty International in un nuovo avvertimento circa il pericoloso viaggio che molti centroamericani stanno facendo per cercare di recarsi agli Stati Uniti

Decine di migranti sono scomparsi, e alcuni sono stati uccisi negli attacchi,ha detto il gruppo per i diritti umani chiedendo al governo messicano di svolgere indagini per andare a fondo sugli attacchi.

” il Messico è diventato una trappola mortale per i migranti, con bande criminali viziosi ad ogni angolo in attesa della loro opportunità per attaccarli per un paio di dollari, mentre le autorità a livello statale e federale sono più desiderosi di deportare le persone che di salvare vite umane “, ha detto Erika Guevara-Rosas, Direttore Americhe di Amnesty International.

Il gruppo ha evidenziato due attacchi particolarmente sfrontati.

Il 12 giugno degli uomini armati di pistole, fucili e machete hanno attaccato chiedendo soldi da un gruppo di circa 100 centrali americani che avevano salito su un treno merci che si fa strada attraverso il sud del Messico .

Dieci giorni prima uomini armati in divisa stile militare hanno attaccato un gruppo di circa 120 immigrati che sono stati caranovati nel nord del Messico verso gli Stati Uniti,in questo caso gli uomini armati si sono avvicinati e hanno sparato “indiscriminatamente”.

I migranti dispersi dove decine ancora mancano e si teme di essere stati rapito,ha detto Amnesty.Gli investigatori hanno trovato più tardi tre corpi e due veicoli bruciati nella scena, ha dichiarato Amnesty International.

L’impennata della scorsa estate di centroamericani che cercavano di raggiungere gli Stati Uniti ha cambiato il volto dell’immigrazione clandestina sia negli Stati Uniti e il Messico,anche se il flusso verso gli Stati Uniti si ha dissipato notevolmente quest’anno.

Il Segretario alla Sicurezza Nazionale Jeh Johnson ha rivendicato il credito per la maggior parte della vicenda, dicendo che gli Stati Uniti rivindicano l’applicazione delle sue priorità e ha implementato più risorse al confine, portandoli via lontanoverso altri destini, dal momento che un minor numero di deportazioni avvengono all’interno degli Stati Uniti, grazie alla l’amnistia del presidente.

I vicini meridionali hanno anche intensificato i loro sforzi, con il Guatemala, Honduras e El Salvador,i tre paesi d’invio della maggior parte dei clandestini,tutte le misure che corrispondono, sotto sollecitazione dagli Stati Uniti, per cercare di mantenere i loro cittadini a casa.

Parte di questo coinvolge l’avvertimento dei pericoli del viaggio, che è notoriamente pericoloso.

I “Coyotes”, o contrabbandieri, prendONO regolarmente i migranti in ostaggio e fanno domanda di più soldi dalle loro famiglie per rilasciarli, e le relazioni di stupro sono comuni. Alcune donne e ragazze si preparano a fare il viaggio per ottenere il controllo delle nascite, colloquialmente nota come il ” Messico pillola, “in attesa di essere violentata e sperando di evitare una gravidanza da esso.

Anche coloro che non sono vittime di coyote o compagni di viaggio hanno da sopravvivere al terreno duro con poca acqua.

Messico,sotto la pressione degli Stati Uniti e sempre più preoccupato per le violenze e ha intensificato il proprio controllo del confine meridionale per cercare di arginare il flusso di persone che attraversano il suo territorio.

L’Associated Press ha riferito la scorsa settimana che il Messico ora deporta più centroamericani che gli Stati Uniti grazie a una spinta delle autorità messicane effettuate dopo l’impennata della scorsa estate degli immigrati clandestini

” il Messico sta facendo il lavoro sporco, il lavoro molto sporco, per gli Stati Uniti, “Tomas Gonzalez, un frate francescano che gestisce un rifugio per i migranti, ha dichiarato all’Associated Press.

L’ambasciata messicana a Washington non ha risposto alle domande circa sia la violenza o l’aumento delle deportazioni.

Amnesty ha chiesto il governo messicano faccia di più per indagare sugli incidenti e il numero crescente di incidenti gravi.

Dal punto di vista degli Stati Uniti il comitato della Camera di Vigilanza e di governo il Reform Presidente Jason Chaffetz ha sollevato la questione di crescente violenza, con il Dipartimento di Stato, mettendo in discussione se l’amministrazione stia facendo abbastanza per proteggere i suoi impiegati consolari che lavorano in zone pericolose di Messico .

Ha anche messo in dubbio Mr. Johnson e le sua asserzione su che il confine è sicuro.

“Ho un grande rispetto per lui, ma lui sta facendo a questo paese un disservizio dicendo alla gente che le apprensioni sono diminuiti,quindi è più sicuro.Vado a mostrare, in ogni luogo che vuole, dove sono in grado di attraversare a centinaia giornalmente “, ha detto Chaffetz su C-SPAN.

http://www.washingtontimes.com/news/2015/jun/21/migrants-traveling-in-mexico-attacked-by-armed-gan/?page=2

REAZIONE:SE VOGLIONO ANDARSENE DEVONO FARE I CONTI CON I COYOTES CHE LI PRENDONO IN OSTAGGIO,VIOLANO LE DONNE,CONTROLLANO LA SUA NATALITA,LI SFRUTTANO EONOMICAMENTE E POI LI UCCIDONO,QUELLO DEL TITOLO.

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aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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16 giugno 2015
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*15 GIUGNO 2015:VITTORIA BALOTAGGIO

-SU LA REPUBBLICA:

Ballottaggi, Brugnaro nuovo sindaco di Venezia. Il Pd perde anche Arezzo. Affluenza al 47%

Ballottaggi, Brugnaro nuovo sindaco di Venezia. Il Pd perde anche Arezzo. Affluenza al 47%

Luigi Brugnaro (lapresse)

Elezioni comunali, 78 città al secondo turno. Il centrosinistra perde la città lagunare, ma anche Arezzo, Matera, Fermo e Nuoro. Solo nelle città siciliane si vota anche di lunedì, fino alle 15,di ALESSIO SGHERZA
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ROMA – Brutte notizie per il centrosinistra dai ballottaggi delle elezioni comunali: Venezia, Arezzo e Matera passano al centrodestra, Fermo a un candidato di due liste civiche e Nuoro alla coalizione guidata dal Partito Sardo d’azione. Il Pd da parte sua riconquista Trani e Mantova. Dopo il voto per le regionali di due settimane fa, nuova frenata di consensi per il centrosinistra a guida dem, con risultati tutt’altro che brillanti.La sfida più importante e politicamente significativa era quella di Venezia, dove Luigi Brugnaro sarà il nuovo sindaco. Il centrodestra al ballottaggio riconquista così la città lagunare, battendo Felice Casson, vincitore delle primarie di centrosinistra. Lo scandalo Mose e l’arresto del sindaco Orsoni hanno spalancato – come era stato ipotizzato – la strada a Brugnaro. Lo scarto tra i due non è stato enorme: 53% a 47%, ma è la certificazione che a Casson non è bastato il pur netto vantaggio del primo turno (38% a 28%), visto che su Brugnaro si sono riversati i voti dei vari candidati di centrodestra, quello leghista in primis.Il centrosinistra a sorpresa è stato battuto anche ad Arezzo, dove Matteo Bracciali (Pd e civiche) dopo un lungo testa a testa ha ceduto al suo sfidante Alessandro Ghinelli per circa 600 voti. Addirittura, dopo 87 sezioni scrutinate su 97, i due avevano un identico numero di preferenze. Arezzo è una roccaforte della sinistra, con il sindaco ‘rosso’ eletto al primo turno nelle ultime due tornate: già un testa a testa così stretto equivaleva a una sconfitta. Inoltre Matteo Renzi si era speso più di una volta per Bracciali, anche durante i comizi per le Regionali, come in quello di chiusura con Rossi.Ma per il centrosinistra arrivano altre brutte notizie: a Matera Raffaello Giulio De Ruggieri batte il sindaco dem in carica; a Nuoro, la coalizione regionalista con Partito Sardo d’azione e La Base strappa la città al Pd, riuscendo a eleggere Andrea Soddu; a Fermo poi Paolo Calcinaro (sostenuto da due liste civiche) supera nettamente il candidato di centrosinistra, che così perde anche il comune marchigiano.A Lecco Virgino Brivio (centrosinistra) ha vinto il ballottaggio con quasi il 55%. Anche a Trani il centrosinistra ottiene la vittoria (la città era amministrata dal centrodestra), con Amedeo Bottaro che tocca il 75% delle preferenze. Il centrosinistra vince anche a Mantova (con Mattia Palazzi) e a Macerata (con Romano Carancini). Il Veneto si conferma una regione ‘no’ per il centrosinistra: oltre a Venezia, Rovigo va a Massimo Bergamin (sostenuto da Lega e Fi). Il centrodestra conferma anche Chieti, con Umberto Di Primio.Tre città vanno al Movimento 5 Stelle: i candidati grillini vincono in tre comuni superiori, ovvero Porto Torres, Quarto e Venaria Reale.
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SPECIALE COMUNALI / CAPOLUOGO / SUPERIORI
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Affluenza sotto il 50%. Alle urne erano chiamati quasi due milioni di italiani per i ballottaggi in 78 Comuni, di cui 12 capoluoghi di provincia, in una domenica contrassegnata dal maltempo al Nord e dal sole al Sud. Ma di quei due milioni, sole o pioggia che fosse, meno della metà sono andati effettivamente a votare. Si conferma così l’unica costante delle ultime elezioni italiane: l’affluenza bassissima. Per i ballottaggi oggi solo a Matera e Chieti (tra i capoluogo) si è superato il 50% dei partecipanti al voto. L’affluenza complessiva si è fermata al 47,1, con il picco negativo a Trani, fermo al 37%.Ancora più netta la flessione in Sicilia, dove però si vota anche domani: alle 19 aveva votato nell’isola solo 17,86%, contro il 36% del primo turno.
Curiosità: a Venezia problemi con l’alta marea. La punta massima di mare a 95 centimetri a Venezia durante ha portato all’allagamento parziale dell’androne dell’istituto Algarotti, seggio elettorale, sprovvisto di passerelle. Per consentire ad alcune persone di recarsi al voto una signora ha portato un carretto per le merci e si è improvvisata traghettatrice per consentire di superare il tratto d’acqua alta.http://www.repubblica.it/politica/2015/06/14/news/comunali_ballottaggi_venezia_arezzo_lecco_mantova_risultati_casson_brugnaro-116866843/?ref=HREA-1REAZIONE:1-HA VINTO PER CRESCENTE MARGINE IL PARTITO DEL NON-VOTO:GRAZIE ITALIANI2-ALLA PROVINCIA DEL MIO PAESE,LECCO,NON HA VINTO LA LEGA:GRAZIE ITALIANI.3-LA LUNA DI MIELE DEL PD RENZIANO CON L’ELETTORATO E’ FINITA:GRAZIE ITALIANI.E NELLA SUA PREDICA ELETTORALE BILOGICAMENTE OTTIMISTICA  A SOSTEGNO DEL SUO “GOVERNO”(NON ANCORA DECOLLATO,PERO)SOLO DA I NUMERI.Immagine anteprima YouTube-*16 GIUGNO 2015:EMIGRANTI,RENZI BURATTINO LEGHSITA SPUDORATO-SU CORRIERE DELLA SERA:

corriere.it
Parigi: no ai migranti, se ne occupi l’Italia. Renzi: «Facciamo da soli»
migranti

Milano, 15 giugno 2015 – 13:37

Il ministro dell’Interno francese: «Si creino centri per distinguere profughi da altri». Il premier italiano: «Da Paesi amici una posizione muscolare». Salvini: «Che fenomeno!»

Migranti in attesa a Ventimiglia (Afp)
Migranti in attesa a Ventimiglia (Afp)

Dall’inizio dell’anno «abbiamo avuto circa 8.000 passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6.000 migranti. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen»: lo ha detto lunedì il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve, in un’intervista a radio Rmc e a Bfm-Tv. «Nel 2014 – ha poi spiegato Cazeneuve – abbiamo proceduto a 15mila riaccompagnamenti alla frontiera. Il fenomeno si è accelerato dall’inizio dell’anno». Per il ministro di Parigi, «se vogliamo garantire che l’accoglienza dei rifugiati sia sostenibile, bisogna essere fermi nei confronti degli altri». Il muro innalzato dalla Francia è una risposta indiretta a quello che il premier italiano Matteo Renzi ha definito il «piano B», ovvero l’ipotesi di una serie di provvedimenti di emergenza che prevedono anche la concessione di un permesso temporaneo che consenta ai migranti di circolare in tutto il territorio europeo, in base alle regole previste dal trattato di Schengen.

«L’Europa è a un bivio»

Alle parole del ministro francese, il premier ha poi replicato: «L’Europa ha il dovere di affrontare il problema immigrati tutti insieme. Per noi questo è il piano A. L’atteggiamento muscolare che alcuni ministri di Paesi esteri stanno avendo va nella direzione opposta». Al termine dell’incontro con il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, il premier italiano ha constatato: «L’Europa è a un bivio: se vuole essere comunità di persone come noi l’abbiamo sognata, immaginata e costruita deve farsi carico di risolvere tutti insieme il problema dell’immigrazione. Se così non sarà, faremo da soli: questo è il piano B. Siamo un grande Paese, con una forza e solidità che nessuno mette in discussione. Ma questa sarebbe una sconfitta per l’Europa». E ancora: «L’immigrazione è una vicenda complessa che si gestisce con la solidità di un Paese come il nostro che non può consentire alla Francia di avere navi nel Mediterraneo e lasciare» i migranti «in Italia. Nessun egoismo nazionale può chiudere gli occhi».

La reazione di Salvini: «Renzi è un fenomeno…»

L’opzione del «faremo da soli» ha scatenato la risposta del leader del Carroccio, Matteo Salvini, che dai microfoni di Radio Padania ha replicato al premier: «Renzi è un vero fenomeno. Adesso scopre che cosa è l’Europa…Adesso dice che l’Italia fa da sola? Straordinario… È un anno che noi lo diciamo prendendoci solo insulti…». Come soluzione il numero uno della Lega Nord, intervenendo a Otto e mezzo su La7, ha invece proposto: «Se fossi al governo, non userei le navi militari come aiuto scafisti. Sarei a discutere con le tribù in Libia, in Marocco».

«Soluzioni umanitarie, non polemiche»

«Il mio obiettivo – aveva puntualizzato ancora il ministro Cazeneuve – è trovare situazioni umane e umanitarie, non fare polemiche». «Le regole del diritto di asilo devono essere rispettate. Quando i migranti arrivano in Francia dopo essere passati per l’Italia ed essersi lì registrati, si applica la legge europea, e ciò significa che essi devono tornare in Italia». «Non hanno il diritto di passare e vanno gestiti dall’Italia», ha aggiunto il ministro. «Ho proposto una legge per ridurre da 24 a 9 mesi il dossier dei richiedenti asilo. La legge è in corso di adozione in parlamento. Senza aspettare che venga approvata, abbiamo creato quasi diecimila posti per i richiedenti asilo. Devo fare in modo che di fronte a questo problema mondiale ci si occupi collettivamente di trovare delle soluzioni», ha concluso il ministro di Francois Hollande.

L’Ue: «Tutti devono rispettare Schengen»

La Commissione Ue «è al corrente dei controlli alle frontiere di Francia, Austria e Svizzera» con l’Italia e sta «verificando» la situazione, ha commentato nel frattempo Natasha Bertaud, portavoce del Commissario Ue all’Immigrazione. «Ricordiamo che tutti devono rispettare Schengen e le regole del sistema di asilo europeo», ha aggiunto. Bertaud ha difeso il piano presentato dalla Commissione per la redistribuzione di richiedenti asilo da Italia e Grecia verso altri Paesi, definendolo «equilibrato», e ha ribadito che l’Esecutivo Ue difenderà le sue proposte sia martedì al consiglio dei ministri degli Interni di Italia, Francia e Germania a Lussemburgo – , sia al summit dei leader Ue il 25 e 26 giugno.

Onu: la Ue compia «passi coraggiosi»

L’Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein ha esortato l’Unione europea a compiere «passi coraggiosi» in materia di immigrazione: l’Ue dispone delle capacità per «dare rifugio, su un certo numero di anni, a un milione di rifugiati sfollati dai conflitti in Siria e altrove», ha affermato Zeid.

15 giugno 2015 | 13:37,© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/esteri/15_giugno_15/immigrazione-ue-stiamo-verificando-rispetto-schengen-3ea44ffa-1351-11e5-8f7b-8677cfd62f52.shtml?refresh_rum

REAZIONE:CHE DIFFERENZA C’E’ FRA QUESTA PREDICA DI RENZI E QUELLA DI BOSSI AI TEMPI DI BELUSCONI-FRATTINI-MARONI-KADAFY?

FINALMENTE RENZI,IL BURATTINO DEL CENTRODESTRA NELLE LARGHE INTESE SI HA TOLTO LA MASCHERA E NON NASCONDE PIU NE MENO L’INTENZIONE DI FARE SALTARE LO SHENGHEN E CON CIO L’EUROPA SE NON L’ACCONTENTANO NELLE SUE RICHIESTE CON L’ARIA DI RAGAZZINO CAPRICCIOSO.

PERO………..BOCCIATO:DEVE RISPETTARE LE LEGGI EUROPEEE,E LE LEGGE EUROPEE OGGI PER OGGI DICONO CHE I RICHIEDENTI ASILO VANNO TENUTI NEL PAESE DOVE LO FANNO E BASTA.

E DOPO TUTTO NON HA FATTO LE PRGHIERE A SANT’ANTONIO:UN PADRE NOSTRO E UN AVE MARIA.

SALVINI?MI VIEN’ DA PIANGERE.NON VALE LA PENA SPENDERE QUESTE  DUE PAROLE…..:E PERCHE NON DISCUTE CON LE TRIBU LOMBARDE DEL CLAN BERLUSCONI-BOSSI PER TORNARE ALL’ACCORDO KADAFIANO E DARE LE NOSTRE MOTOVEDETTE NEL MEDITERRANEO PERCHE I CLAN LIBICI DI TRIPOLI GESTISCANO I MIGRANTI?

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APPENDICE:I RISULTATI DEL BALOTAGGIO IN SICILIA

-TITOLARE LA STAMPA:politica

Il Pd sconfitto in Sicilia. 2 sindaci al M5S
I partiti sono stati messi ko dai candidati civici
Ma la paura del centrosinistra è una destra unita
carlo bertini e marco bresolin
Grillo: abbiamo fatto filotto. I risultati dei ballottaggi
+  L’imprenditore «apartitico» che ha espugnato la Laguna IACOBONI

REAZIONE:”CANDIDATI CIVICI” E’ UN EUFEMISMO PER DIRE “CANDIDATI DELLA NUOVA ERA”:GRAZIE SICILIANI.ORA RIMANDIAMO RENZI A CASA.VADA A FARE IL SINDACO DI FIRENZE,I SUOI VERI VOTI BASTANO SOLO PER QUELLO.

-E COSI SU CORRIERE DELLA SERA:

-TITOLARE 1:BALLOTTAGGI IN SICILIA

A Gela e Augusta trionfo 5 Stelle

Il pd Crisafulli sconfitto a Enna

Grillo: «Abbiamo fatto il filotto»

Sconfitta del Pd nella città di Crocetta, fermato anche l’ex senatore Crisafulli
Di Maio: «5 vittorie, dove eravamo in corsa abbiamo asfaltato gli altri»
Dati a lungo non consultabili online: il fornitore ha spento il server

REAZIONE:IL RISULTATO CHE IMPORTA E’ QUELLO DI ENNA.

-TITOLARE 2:

L’EDITORIALE DEL DIRETTORE

I ballottaggi consegnano un panorama politico nuovo

La sfida al Pd sembrava impossibile. Cosa ha fatto cambiare il vento così rapidamente? di Luciano Fontana

REAZIONE:SI DICE CHE IN POLITICA LA SCONFITTA E’ ORFANA E LA VITTORIA HA MOLTI GENITORI:ORA SULL’ALBERO CADUTO TUTTI PRETENDONO TRARRERE VANTAGGI E TIRARE AQUA PER IL SUO MOLINO:BERLUSCONI PRETENDE ALZARE LA TESTA(CON QUALE SQUADRA?),ALFANO DICE CHE UNA DESTRA SENZA LA LEGA E’ POSSIBILE(VEDI IL VOTO A VENEZIA),GRILLO VUOLE LA SUA PARTE PERO I SUOI VOTI SONO QUELLI DEL “NON-VOTO”,E PERFINO A SALVINI LO SI VEDE PIU CHIACHERONE E FINTO OTTIMISTA.PERO TUTTI QUESTI SONO STATI INSIEME FINO ALLE VESPRE DEL VOTO E DOPO,ORA,SI SONO TORNATI AD AMMUCHIARE MENTRE QUESTE PAGINE NON HANNO MAI CAMBIATO LA SUA PREDICA CONTRARIA ALLE LARGHE INTESE,E QUINDI LA VERITA E’ CHE TUTTI HANNO PERSO E’ SOLO HA VINTO IL PARTITO DEL NON-VOTO E FRA QUELLI CHE VOTARONO LI HANNO FATTO “SCENDERE” UN PO’ A TUTTI.

PERCIO,CHI VERO HA VINTO,ANCORA UNA VOLTA,E’ LA NUOVA ERA:GRAZIE ITALIA.

-TITOLARE 3:

I DEMOCRATICI E IL VOTO

Renzi e il Pd battuto: basta mediare, tornerò a fare Renzi

Il bilancio del premier dopo la frenata alle amministrative:
«C’è chi mi vorrebbe spianare, a Venezia la sinistra ha perso»

Meli,AMMINISTRATIVE: TUTTI I RISULTATI

EPILOGO:VERBIGRAZIA,TORNERA A FARE IL SINDACO DI FIRENZE

16 GIUGNO 2015:L’ORA FINALE DEL GOLPE  STA PER SUONARE

-TITOLARI LA REPUBBLICA.

-TITOLARE 1:

Il premier: "È il momento  più difficile della legislatura ma arriveremo a 2018"

Il premier: “È il momento più difficile della legislatura ma arriveremo a 2018″

E candida Rosato a capogruppo scheda

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Il commento del direttore:entrate nel cuore del giornale

REAZIONE.EH……SE LO DICONO LORO!!!!!SONO DISPERATI.
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-TITOLARE 3:EUROPA DECIDE
Ventimiglia, sgomberati i migranti    Alfano : "Pugno all'Europa"  -   foto   -   video
Ventimiglia, sgomberati i migranti
Alfano: “Pugno all’Europa” – fotovideo
Ministro: ‘Quote vincolanti, numeri da discutere’
ImmaginiMani in faccia / La foto Quei volti Video “Che ne sarà di noi” – Fuga / Foto Pulizia
di D. ALFONSO, G.FILETTO, Z. DAZZI, M.SMARGIASSI. Video di M. BILLECI, G.DESTEFANIS, A.MARZOCCHI, A.NASSO,Articoli correlati
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7 giugno 2015
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7  GIUGNO 2015:SCAFFISTI,CENTRI DI ACCOGLIENZA,ALFANO,MARONI E………

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it

Mafia Capitale, altri indagati: anche un sottosegretario siciliano e un ex assessore di Alemanno

Mafia Capitale, altri indagati: anche un sottosegretario siciliano e un ex assessore di Alemanno

Sotto inchiesta Giuseppe Castiglione (Ncd) per la gestione del Cara di Mineo, l’ex responsabile all’Ambiente del Pdl in Campidoglio e Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto di Zingaretti che già si era dimesso tre mesi fa. Nuove perquisizioni alle coop, sia cattoliche che rosse,di MARIA ELENA VINCENZI e GIOVANNA VITALE

Mafia Capitale e business dei migranti, dopo gli arresti una nuova ondata di 21 provvedimenti tra indagati e perquisizioni. Tra questi Marco Visconti, ex assessore all’Ambiente della giunta capitolina allora guidata da Gianni Alemanno. Ma c’è anche il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione (Ncd), che risulta sotto inchiesta per turbativa d’asta in un’altra indagine, della Procura di Catania, sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo assieme ad altri cinque, tra cui Luca Odevaine. Castiglione ha replicato: “Si ripete la stessa storia di sei mesi fa, apprendo dalla stampa di essere indagato ma io non ne so nulla. Tutta questa vicenda è semplicemente assurda”.Nuovo provvedimento anche per Maurizio Venafro, ormai ex capo di gabinetto del governatore Zingaretti che si era già dimesso tre mesi fa dopo aver appreso di essere indagato dalla Procura di Roma “in un’inchiesta relativa ad una gara d’appalto della Regione”. E Calogero Salvatore Nucera, ex capo segreteria di Francesco D’Ausilio quando era capogruppo del Pd in consiglio comunale a Roma. C’è Patrizia Cologgi, ex capo del dipartimento della protezione civile comunale. Sono questi alcuni dei nomi degli indagati della seconda tranche di Mafia Capitale che ha portato ieri all’arresto di 44 persone. Dirigenti comunali e politici che ieri sono stati perquisiti dai carabinieri del Ros su mandato del procuratore aggiunto Michele Prestipino e dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli.

Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha appena inviato al Consiglio comunale la richiesta di sospensione dalla carica delle persone colpite ieri dagli arresti. “Stiamo già procedendo, per noi basta l’ordinanza di custodia cautelare. Ho firmato le lettere al consiglio comunale. La procedura è in atto – ha detto il prefetto Franco Gabrielli a Radio Roma Capitale all’interno della trasmissione – Questa seconda parte dell’inchiesta la definirei un aftershock più che un terremoto, perché il vero terremoto fu a dicembre”.

Interrogatori di garanzia. Intanto, è iniziata la prima tornata di interrogatori di garanzia per i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare. Oggi sono sentiti dal gip Flavia Costantini tutti coloro che sono stati reclusi a Regina Coeli: tra questi Mirko Coratti, già presidente dell’Assemblea Comunale, che al gip ha detto: “Non ho commesso reati”. “L’interrogatorio è andato bene – ha spiegato l’avvocato lasciando il carcere – Non sono ottimista ma sono consapevole che Coratti non ha commesso reato, si tratta di dimostrarlo. Siamo nelle mani della giustizia”. Poi sono stati ascoltati Francesco Ferrara, dirigente della cooperativa “La Cascina”; il dirigente comunale Angelo Scozzafava e l’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo. “Con Buzzi – ha detto il suo legale Danilo Leva – aveva rapporti di natura esclusivamente politica, Buzzi era un iscritto al suo circolo da diversi anni”. L’accusa di aver preso tangenti “non è assolutamente fondata” ha aggiunto il legale, che è anche deputato del Pd.

Domani, sabato, sarà la volta di tutti gli indagati portati ieri nel carcere di Rebibbia.

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Mafia Capitale, 44 nuovi arresti: c’è anche Luca Gramazio

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Nuovi indagati. Avvisi di garanzia anche a Clelia Logorelli, responsabile parchi e giardini di Eur Spa, e a Mirella Di Giovine, ex direttore del Dipartimento Patrimonio. Indagato anche Silvio Praino, imprenditore alberghiero riconvertito da anni nelle strutture di accoglienza dei migranti: è accusato di avere usato la sua amicizia con Odevaine per trasformare il suo hotel in un centro di accoglienza. Indagato pure Antonio Pulcini, padre del costruttore Daniele, ieri colpito da misura cautelare e Maurizio Marotta, presidente della cooperativa Capodarco. E ancora: Fabrizio Amore, Ettore Lara e Gabriella Errico, presidente della cooperativa sociale “Un sorriso” finita nell’occhio del ciclone qualche mese fa in seguito alle tensioni nel quartiere romano di Tor Sapienza tra i residenti e gli immigrati del centro di accoglienza di via Morandi. Le intercettazioni acquisite, si legge nella documentazione della procura, indicano che Buzzi, personalmente e attraverso i suoi collaboratori, aveva avviato “un’attività intesa a contattare gli altri concorrenti, per definire reciproci accordi di desistenza sulle diverse gare ovvero per spingere i loro rappresentanti a non partecipare alla gara”. Pulcini, in particolare, avrebbe chiuso un accordo con Buzzi per il subaffidamento di servizi in cambio della sua non partecipazione.

Che le cooperative, bianche o rosse, fossero la rete per aggiudicarsi una serie di appalti milionari era chiaro: non a caso, tra le società perquisite compaiono sia diverse del gruppo La Cascina, storicamente vicina a Comunione e Liberazione, sia la Cooperativa Edilizia Deposito Locomotive Roma San Lorenzo, da sempre vicina al centrosinistra. Anche Abitus, Casa della Solidarietà, Domus Caritatis, L’Oliveto Import-export, La Cascina Global service, Segni di Qualità. “La cooperativa La Cascina ritiene di dover evidenziare che i provvedimenti che hanno interessato alcuni propri dirigenti non riguardano in alcun modo reati di mafia”, afferma, in una nota, il presidente del Consiglio di amministrazione, Giorgio Federici.

Le carte. Scrivono i pm: “Visconti era assessore all’Ambiente, assessorato che ha un contratto di servizio con Ama e un forte potere di indirizzo verso la stessa azienda municipalizzata. Nell’assessorato vi era un dirigente preposto ai rapporti con Ama. Franco Panzironi, nella sua qualità di presidente di Multiservizi, si era recato presso l’assessorato per riunioni con Visconti e gli altri operatori, tra i quali, alcune volte, Buzzi. In uno di questi incontri, verso la fine di settembre 2012, il citato assessore lo aveva chiamato in forma riservata e gli aveva detto che Buzzi era interessato a contribuire per le campagne elettorali del sindaco Alemanno e di Visconti medesimo con una cifra complessiva di 400mila euro da dividersi a metà tra Alemanno e Visconti. Originariamente Visconti gli aveva chiesto di far transitare tali somme attraverso la Fondazione Nuova Italia, della quale lui era segretario e Alemanno presidente. A Visconti i soldi dovevano arrivare in contanti, in ragione del fatto che si sentiva attenzionato da organi investigativi per vicende legate alla moglie. I soldi Buzzi li avrebbe portati in Fondazione dove poi Visconti sarebbe passato a prenderli. Gli appuntamenti per le consegne avvenivano all’esterno della Fondazione, ma per telefono. Effettivamente, nel 2013 avvennero tali consegne, circa 10  -  probabilmente 9 in vista delle elezioni regionali, 1 in vista della comunali. La prima volta Buzzi gli aveva detto che nel plico che gli consegnava vi erano 15mila euro. La dinamica della consegna a Visconti era sempre identica. Veniva Buzzi, consegna i plichi e successivamente venivano Visconti, il suo capo segreteria o un suo rappresentante a ritirarlo”.

Su Venafro, invece, i magistrati scrivono: “La faccenda riguarda la gara d’appalto per i Cup (centralino unico di prenotazione) della Regione Lazio da oltre 1 milione di euro. Nel gruppo economico riconducibile a Buzzi, con azioni ispirate dallo stesso Buzzi, Testa e Carminati e direttamente condotte da Gramazio, lui è intervenuto sulle intese raggiunte (per l’assegnazione del bando) modificandole e ottenendo a garanzia da Venafro la nomina della commissione aggiudicatrice di Angelo Scozzafava, ormai interlocutore dell’organizzazione all’interno delle istituzioni, che ha comunicato a Buzzi il contenuto dei lavori della commissione e ne ha orientato le scelte per ottenere il risultato”.

Mafia Capitale, Odevaine a Bruera: “30 mila euro in contanti da versare frazionati”

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Odevaine e i soldi in Venezuela. Luca Odevaine aveva ricevuto 30 mila euro da Mafia Capitale per il suo ruolo nel Tavolo nazionale per i richiedenti asilo e aveva il problema di portare il denaro all’estero, in Venezuela, senza incappare nella legge italiana. E’ quanto documenterebbe un video realizzato dal Ros carabinieri con una telecamera nascosta nello studio dell’ex vice capo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni in Campidoglio, arrestato per associazione mafiosa. Odevaine è seduto davanti a un tavolo pieno di carte accanto a Marco Bruera, suo collaboratore finito ieri ai domiciliari. Mentre parla Odevaine maneggia delle mazzette di denaro. “Mi raccomando ti chiedo massima riservatezza – dice -, dopo di che m’hanno dato dei soldi…che devo versare e poi rimandare in Venezuela. Me li hanno dati ieri sera questi soldi, per cui io stamattina so’ andato in banca…e non me li fanno… cioè non li posso versare tutti sennò mi fanno la segnalazione all’antiriciclaggio”.

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Mafia capitale, Odevaine a Buzzi :”La Cascina mi deve un sacco di soldi”>

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In un’altra conversazione con Buzzi, Odevaine, a proposito delle difficoltà a farsi dare denaro dalla cooperativa “La Cascina”, dice: “Non mi pagano, non mi pagano, non so più che c…. Fare. Non sanno come darmeli, perché sono paranoici, hanno paura di tutto perché non vogliono neanche lontanamente possa risultare qualche collegamento tra me e loro”.

Ipotesi scioglimento Comune di Roma. La decisione del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, su un eventuale scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose avverrà entro i 45 giorni successivi al 15 giugno, giorno in cui la commissione incaricata dalla prefettura di verificare se la criminalità è entrata in Campidoglio o meno renderà nota la sua relazione, che al momento è già “corposissima” e composta da “oltre 700 pagine”. In caso affermativo si passerà comunque per un’istruttoria del ministro dell’Interno, prima della decisione finale da parte del Consiglio dei ministri. “Il mio predecessore – ha spiegato Gabrielli intervenuto a Radio Roma Capitale – a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare, e di una evidente ipotesi di infiltrazioni del Consiglio comunale” della prima parte di Mafia Capitale, “attivò la procedura attraverso la costituzione di una commissione di accesso che aveva 3 mesi di tempo. Poi questi tre mesi sono stati prorogati dal 15 di marzo al 15 giugno, termine che la commissione anche in conseguenza di questa ulteriore e corposa appendice si prenderà tutto”. Ma, ha aggiunto il prefetto, “non vorrei che passasse l’idea di Fabio Quinto Massimo il temporaggiatore. Le carte dovranno essere ponderate”.

Intanto, la giunta Marino si schiera dalla parte del sindaco. “Il sindaco non si dimetterà, né la giunta né nessun altro”, e “noi andiamo avanti perché chi ci ha preceduto ha creato questo danno mentre noi abbiamo contribuito a combatterlo e andiamo avanti con l’azione di liberazione della città di Roma dal malaffare – ha detto l’assessore capitolino ai lavori pubblici, Maurizio Pucci – Roma se la sono già mangiata e la verità è che dobbiamo liberarla definitivamente da questa gente che in questi anni se l’è mangiata”, ha continuato Pucci, assicurando che “il sindaco rappresenta la vera novità della città, e la giunta si è stretta attorno a lui e con lui va avanti”. Sel ha incontrato il primo cittadino in Campidoglio e il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio ha detto: “Sel ribadisce la propria vicinanza al sindaco e non è coinvolta dall’inchiesta”.

Nella prima riunione d’Aula utile la prossima settimana intanto verrà convalidata la sostituzione temporanea dei quattro consiglieri indagati e sospesi con i primi quattro non eletti nelle rispettive liste: Alessandro Cochi (ex delegato allo Sport di Alemanno, non indagato ma citato nelle carte) al posto di Giordano Tredicine, Cecilia Fannunza al posto di Pierpaolo Pedetti, Daniele Parruci al posto di Massimo Caprari e Liliana Mannocchi al posto di Mirko Coratti. Avviata anche la procedura per la sospensione di Luca Gramazio dal consiglio regionale (che dovrebbe essere sostituito da Luca Malcotti) e del sindaco di Castelnuovo.

Le reazioni. Quanto avvenuto a Roma “è molto inquietante e dobbiamo tutti provare molto dolore e vergogna: non si può giocare sulla pelle delle persone più deboli e fragili – ha commentato il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti – Non deve passare l’idea che il mondo del sociale sia tutto così, perché ci sono migliaia di realtà che lavorano in modo pulito”. Ad ogni modo “alcuni mesi fa avevo detto, fra lo stupore di qualcuno, che ne avremo viste delle belle. Non è un atto di accusa a nessuno ma chi come noi opera all’interno di certi settori aveva già percepito alcune cose. Ma non ci siamo mai sottratti quando abbiamo avuto elementi dal consegnarli agli inquirenti”.

I sindacati hanno organizzato “una fiaccolata contro le mafie, per la legalità e la rigenerazione delle classi dirigenti della nostra città. In seguito agli ultimi avvenimenti che stanno investendo la politica romana invitiamo la cittadinanza, i lavoratori, i pensionati, i giovani a partecipare alla fiaccolata che stiamo organizzando e che si terrà mercoledì 10 giugno, alle ore 17.30, in piazza Santi Apostoli”, ha spiegato in una nota il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio di Berardino, il responsabile della Cisl di Roma Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica.
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http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/06/05/news/mafia_capitale_altri_21_indagati_c_e_anche_venafro_ex_capo_di

_gabinetto_del_governatore_zingaretti_e_l_ex_assessore_viscon-116079852/?ref=HREA-1
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REAZIONE:DALL’INCHIESTA SULLA MAFIA ROMANA CHE HA COLPITO POLITICI DELLE LARGHE INTESE(CENTRO-DESTRA E CENTRO-SINISTRA INSIEME)C’E DA DISTACCARE L’INDAGINE SULLA PISTA CHE PORTA IL TRAFICO DI MIGRANTI DAI CENTRI DI ACCOGLIENZA DIRETTAMENTE AD ALFANO E MARONI,RISPONSABILE DEL MINISTERO DELL’INTERNI ALL’EPOCA.VEDI DI SEGUITO:

-APPENDICE SU THE HUFFINGTON POST

Mafia Capitale, Giuseppe Castiglione indagato per il Cara di Mineo. Il braccio destro di Alfano è sottosegretario all’Agricoltura

Redazione, L’Huffington Post
Pubblicato: 05/06/2015 11:22 CEST Aggiornato: 05/06/2015 12:06 CEST
GIUSEPPE CASTIGLIONE

C’è anche il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione (Ncd), tra i sei indagati per turbativa d’asta nell’inchiesta della Procura di Catania sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo. Lo si rileva dagli atti dell’inchiesta. Castiglione è uno degli uomini più vicini al ministro dell’Interno Angelino Alfano.

“Si ripete la stessa storia di sei mesi fa. Apprendo dalla stampa di essere indagato ma io non ne so nulla. Tutta questa vicenda è semplicemente assurda” ha detto all’Adnkronos il sottosegretario Giuseppe Castiglione commentando la notizia sull’indagine a suo carico. “Già sei mesi fa quando venne pubblicata la notizia sull’inchiesta a mio carico caddi dalle nuvole – dice – ora ci risiamo. Ma di cosa stiamo parlando poi?”. E sulla gara d’appalto per Mineo dice: “Feci una gara in piena emergenza”. Su Luca Odevaine dice: “Quando l’ex ministro Maroni mi chiamò per l’emergenza immigrati chiamai Odevaine. In quel momento era il direttore della Polizia provinciale in carica a Roma, una persona autorevole, cosa avrei dovuto fare?”.

La notizia anticipata dal quotidiano La Sicilia di Catania ha trovato riscontro nel decreto di perquisizione eseguito ieri da carabinieri del capoluogo etneo negli uffici comunali di Mineo, compresa l’acquisizione di tutti gli apparecchi informatici e i supporti digitali negli uffici in uso diretto e indiretto del sindaco, ed emesso dal procuratore Giovanni salvi e dai sostituti Raffaella Agata Vinciguerra e Marco Bisogni.

Nel decreto di sette pagine, che vale anche come informazione di garanzia, ci sono i nomi dei sei indagati: Giuseppe Castiglione, che è anche deputato nazionale e coordinatore del Ncd in Sicilia, “nella qualità di soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo”; Giovanni Ferrera, “nella qualità di direttore generale del Consorzio tra Comuni, Calatino Terra di Accoglienza”; Paolo Ragusa, “nella qualità di presidente della Cooperativa Sol. Calatino”; Luca Odevaine “nella qualità di consulente del presidente del Consorzio dei Comuni”, e i sindaci di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra.

Nel decreto la Procura ipotizza che gli indagati “tubavano le gare di appalto per l’affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l’affidamento e prevedevano gara idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara di appalto 2014″.

La Procura di Catania mantiene il massimo riserbo sull’inchiesta, limitandosi a richiamare quanto aveva scritto ieri durante le perquisizioni di carabinieri del Ros di Catania “finalizzate a verificare se gli appalti per la gestione del Cara siano stati strutturati dal soggetto attuatore al fine di favorire l’Ati condotta dalla cooperativa catanese Sisifo, così come emerso anche nelle indagini della Procura di Roma, con la quale è costante il coordinamento delle indagini”.

“Mi dispiace per il provvedimento della Procura di Catania, ma dico anche finalmente: così sarò in grado di potere fare chiarezza e dimostrare la mia assoluta estraneità ai fatti” afferma il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, confermando di avere avuto notificato da carabinieri del reparto operativo di Catania un decreto di perquisizione, che vale come informazione di garanzia, nell’inchiesta sulla gestione del Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara). “Provo molta amarezza – aggiunge il sindaco – non ho commesso alcun reato, né commesso illeciti. E se per caso c’è stato qualcuno che ha agito alla mie spalle, a mia insaputa, è giusto che la magistratura lo accerti e agisca di conseguenza”.

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/05/giuseppe-castiglione-indagato-per-il-cara-di-mineo_n_7517272.html?1433496180&utm_hp_ref=italy

-APPENDICE 2:SULLA STESSA PUBBLICAZIONE

Alessandro De Angelis
alessandro.de.angelis@huffingtonpost.it
Mafia Capitale, Matteo Renzi garantista su Giuseppe Castiglione, indagato per il business dei migranti
Pubblicato: 05/06/2015 21:10 CEST Aggiornato: 05/06/2015 21:59 CEST
RENZI E ALFANO

Il ministero dell’Interno si trasforma in una trincea di resistenza per Angelino Alfano. A metà pomeriggio da Palazzo Chigi è partito un tentativo di moral suasion per ottenere un passo indietro da Giuseppe Castiglione, diventato nell’immaginario collettivo già “l’impresentabile” sul business dell’immigrazione. Per Renzi Castiglione è già un caso “politicamente imbarazzante”. Però Angelino resiste: “Castiglione non si tocca”. E a fine giornata da Palazzo Chigi trapela: “La linea per ora è garantista. Siamo all’inizio, appena oggi si è saputo dell’indagine. Aspettiamo di vedere quello che succede”. Già, quello che succede: nell’inchiesta ma anche sui giornali nei prossimi giorni.

Ecco: da un lato Angelino Alfano. Dall’altra Renzi. Come sul caso Lupi. Anche allora si partì su una linea garantista, e poi Renzi si irrigidì. La differenza, fanno notare dentro Ncd, è che Castiglione non è uno qualunque. È il braccio destro di Alfano, colui che nelle zone dove prolifera il business dell’accoglienza rastrella un consenso del 40 per cento per Ncd. Per un partitino come quello di Alfano, dicono i ben informati, Castiglione e suo suocero, l’ex parlamentare Firrarello, altro rastrellatore di voti, sono figure vitali. Gli portano l’uno per cento di voti su scala nazionale grazie ai voti in quelle zone. Per questo, per tutta la giornata i senatori siciliani di Ncd, il grosso della pattuglia, si è attaccata a telefono: “Angelino, Castiglione non si tocca, va difeso”. Non si contano le dichiarazioni di Schifani sul “polverone mediatico” attorno al sottosegretario.

Il panico però c’è. Perché, dicono a microfoni spenti quelli che hanno parlato con Alfano, “Castiglione è un punto di attacco che rende vulnerabile Angelino. Sarà costretto a un passo indietro per allontanare gli spettri dal Viminale, perché politicamente su Cara Mineo Alfano è responsabile quanto Castiglione”. Già prevedono un “sacrificio”, magari non subito, magari tra 48 ore, per salvare la ditta. Anche perché l’assedio è partito. Con Sel che ha già annunciato una mozione parlamentare “di censura” al sottosegretario. Pure i Cinque Stelle stanno valutando una mozione di sfiducia. E l’imbarazzo dentro il Pd è tangibile. Gianni Cuperlo, ospite dell’Aria che tira, ci va giù duro. “La posizione di Castiglione è insostenibile. Penso che sia una conseguenza abbastanza logica che rimetta le sue deleghe e il suo mandato”. Pure Civati è pronto a dare fuoco alle polveri: “Renzi – dice – non si può voltare dall’altra parte. La vicenda di Cara Mineo è grave e già arrivare dopo la magistratura è stato un errore della politica e del governo. Ora che cosa si deve su Castiglione? Mi auguro che si dimetta immediatamente”.

Per ora i fedelissimi del ministro dell’Interno lasciano trapelare la linea del momento: Castiglione sarà difeso fino alla morte. Ma, al tempo stesso, si capisce che c’è un problema che riguarda lo stesso Alfano: “Avrà la forza di difenderlo?” è la domanda che aleggia. Perché davvero mai il ministro è stato in una posizione così difficile. Il titolare del Viminale, responsabile della sicurezza nazionale, colui che col prefetto dovrà gestire l’eventuale scioglimento di Roma, si ritrova indagato tutto il suo “cerchio magico”, tutto siciliano. Simona Vicari, sottosegretaria allo Sviluppo Economico, è indagata, come rivelò il Fatto, per concorso in falso dal momento che avrebbe fatto favori all’ex presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro, in carcere. Indagato per corruzione Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars e oggi segretario regionale del partito di Alfano. Indagato Castiglione nell’ambito di quella che dentro Ncd viene vissuta come “la madre di tutte le inchieste”. Nelle carte proprio attorno Castiglione si configura un intreccio stretto tra Ncd e il “sistema Odevaine”. È stato proprio Castiglione, quando era presidente delle province italiane (Upi), a nominare Odevaine come esperto al Tavolo di coordinamento nazionale per l’emergenza Nord Africa 2011 aperto presso il ministero dell’Interno. Fu sempre Castiglione a nominarlo consulente del centro di accoglienza di Cara Mineo. E Castiglione è indagato per turbativa d’asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, in quanto soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo.

E adesso Alfano rischia di uscire azzoppato davvero dalla vicenda. Con le opposizioni che già gli chiedono di riferire in Aula. Chi lo conosce dice: “Rispetto al caso Lupi dove ci fu una frizione, con Castiglione non è immaginabile un contrasto. Castiglione e Alfano sono una cosa sola. Giuseppe sarà costretto a lasciare perché altrimenti il bersaglio diventa Alfano, ma la mossa sarà concordata”. Per ora però in trincea Alfano resiste. E Renzi attende. Ma dentro Ncd in parecchi scommettono che Castiglione, prima della direzione del Pd, avrà già mollato.

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/05/alfano_0_n_7521056.html?1433531458&utm_hp_ref=italy

REAZIONE:SUL MEDITERRANEO E I MIGRANTI QUESTE PUBBLICAZIONI STANNO AVENDO RAGIONE.SAPPIAMO CHE ALCUNI SCAFFISTI APPARTENGONO ALLE MILIZIE MUSSULMANI FEDELI A KADAFY.SAPPIAMO CHE KADAFY E FRATTINI-BERLUSCONI-BOSSI-MARONI AGIRONO ALL’UNISONO UTILIZZANDI I EMIGRANTI NELLA POLITICA ESTORSIVA,DI RICATTO VERSO L’EUROPA.C’E’ UN NESSO CAUSALE FRA SCAFFISTI,CENTRI DI ACCOGLIENZA E LA POLITICA DI ESTORSIONE SIA TRAMITE LE TANGENTI E CORRUZIONE LOCALE CHE VERSO L’EUROPA PRATTICATA ALLORA DA BERLUSCONI-BOSSI-MARONI-FRATTINI E CHE CONTINUA OGGI ALFANO( OSSEQUENTE PRIMA E ALLORA DI QUESTI),FINO AD OTTENERE LA DEROGA(MA DOPO RIPRISTINATA  DALL’UE)DI MARE NOSTRUM  E FINO ARRIVARE A TRITON?LA RISPOSTA E’ NELLA DOMANDA E MI SEMBRA PALESE CHE L’OGETTIVO ERA ATTACARE LO SPAZIO SHENGHEN PIU GB(VENTIMIGLIA E CALAIS NE SONO LA PROVA)RISPARMIANDO LA COSA AUSTRIACA.

STAREMMO A VEDERE.

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7 GIUGNO 2015:MARONI ED EXPO CORRUZIONE,TUTTO VERO

-SU LA REPUBBLICA:

Inchiesta Maroni, il governatore intercettato: “I carabinieri ci rompono sul contratto”

Nelle 80 pagine di intercettazioni dell’inchiesta del pm di Milano ci sono le fasi che hanno portato all’assunzione in Expo ed Eupolis di Maria Grazia Paturzo e Mara Carlucciodi SANDRO DE RICCARDIS, EMILIO RANDACIO

06 giugno 2015

Inchiesta Maroni, il governatore intercettato: "I carabinieri ci rompono sul contratto"

“Il problema siamo io e te”. Il 14 luglio scorso, l’inchiesta sulle presunte assunzioni illecite del pm Eugenio Fusco è ai primi passi. Mara Carluccio e Mariagrazia Paturzo, le due presunte favorite dal governatore Maroni, cercano di capire perché la Procura s’interessi a loro. “L’avvocato mi ha detto che a Busto ci sono due grosse inchieste, una è Finmeccanica e l’altra Expo – dice Carluccio alla sua amica – La cosa mi traquillizza”. Poco dopo Paturzo avvisa Maroni. “Siamo state contattate dai carabinieri, volevo avvisarti di questo”. “Sì, sì – risponde Maroni- ci stanno rompendo i coglioni sul contratto “. Nelle 80 pagine di intercettazioni dell’inchiesta per induzione indebita e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, emergono tutte le fasi che hanno portato all’assunzione in Expo ed Eupolis di Paturzo e Carluccio.
Milano, inchiesta Maroni: i protagonisti della vicenda

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“Si è esposto troppo”. Isabella Votino, fedelissima di Maroni e sua portavoce, è preoccupata “per la vicenda di Maria Grazia”. “Io, quando mi sono incazzata, gliel’ho detto a Bobo – dice a Giacomo Ciriello, capo della segreteria di Maroni – quella storia lì della Maria Grazia. Mi è stato riferito da persone che non potevano sapere, che c’è questa qui.. Allora, dico io, non va bene per te, perché prima o poi, viene fuori.. Gli ho detto solo “secondo me hai fatto una cazzata” “. D’altronde il rapporto di Votino con Paturzo non sembra affatto amichevole. “Ci hai portato pure la iena?”, chiede la Votino a Carluccio, quando questa le parla dell’ufficio al 35esimo piano.

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Chiuse indagini su Maroni, il governatore: “Mai fatto pressioni per nessuno”

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“Per Sala siamo alieni”. Il 15 gennaio 2014 il manager di Expo, Christian Malangone comunica a Ciriello che Giuseppe Sala, commissario di Expo, si è opposto a pagare le spese della trasferta di Paturzo a Barcellona. “Ciriè, dammi una mano ” dice apprensivo – Cerchiamo di gestire.. io lei non la chiamo.. “. Ciriello chiama Roberto Arditti, ex direttore comunicazione e relazioni esterne di Expo, poi agli Affari Istituzionali. “Beppe ha una formazione diversa dalla nostra – dice Arditti quello che per noi è normale nel pianeta politico istituzionale, per Beppe è piu difficile da maneggiare. Lui ci guarda un po’ tutti come alieni”.

 http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/06/06/news/inchiesta_maroni_le_intercettazioni_i_carabinieri_rompono_sul_contratto_-116179885/?ref=HREC1-14#gallery-slider=115957075
REAZIONE:TUTTO VERO,LA RELAZIONE SENTIMENTALE C’E’ STATA,IL CONTRATTO E I SOLDI PER IL VIAGGIO(ALLA PERSONA E NON ALLA ISTITUZIONE EXPO)ANCHE, E LE PRESSIONI ANCHE.AVANTI CON LA SEVERINO(E’ DA ABOLIRE MA MENTRE CHE C’E VA APPLICATA,LO FARANNO I GIUDICI)E LA NUOVA AZIONE PENALE.
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8 GIUGNO 2015:FALSA COMPARTIMENTAZIONE,SIPARIO FUMOGENO DELLA LEGA
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Il Viminale: “Prefetti contro le regioni ribelli”

Lombardia, Liguria e Veneto: no agli immigrati
Quasi 6000 salvati nel Mediterraneo in due giorni foto video
Il premier: “La Ue non fa abbastanza”   / Video Maxisbarco a Palermo
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-E COSI SU THE HUFFINGTON POST:
IL NORD A TRAZIONE LEGHISTA CONTRO I MIGRANTI

IL NORD A TRAZIONE LEGHISTA CONTRO I MIGRANTI

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REAZIONE:QUESTO E’ UN SIPARIO FUMOGENO DEI LEGHISTI PER SCAPPARE ALLE RESPONSABILITA DELLA  POLITICA CRIMINALE CONTRO GLI SBARCATI DETTATA DALL’ASSE LEGA-BERLUSCONI-LOMBARDO IN TUTTI QUESTI ANNI,E ORA DA ALFANO.
LO HA DETTO CHIARO CASTIGLIONE PER CHI LO VUOLE CAPIRE:E’ STATO MARONI ALLORA MINISTRO DELL’INTERNO DEL GOVERNO BERLUSCONI BOSSI A DETTARE GLI ORDINI.ALFANO ALTRO NON E’ STATO CHE UN OSSEQUENTE BURATTINO DI  BERLUSCONI E IL RIFIUTO DI MARE NOSTRUM E DOPO L’INTERVENTO UE IN TRITON RIFLETTE LA LINEA DI BOSSI,FRATTINI E BERLUSCONI QUANDO INSIEME A KADAFY RICATTAVANO L’UE E LI RISPEDIVANO GLI IMMIGRATI CON DOCUMENTAZIONE PROVISORIA VIA VENTIMIGLIA.LO HANNO SEMPRE DETTO:”GLI SBARCATI NON VENGONO PER RESTARE IN ITALIA”.E L’EUROPA FA APELLO PER NON LASCIARE SOLA LA SICILIA DI FRONTE A QUESTA EMMERGENZA.
I GOVERNATORI INOLTRE NON HANNO LA FACOLTA CONSTITUZIONALE DI “GOVERNARE” LE SUE REGIONI.L’ITALIA NON E’ UN PAESE FEDERALE:VANNO SOTTOMESSE ANCHE MANUS MILITARIS QUAL’ORA NON SMETTANO QUESTI GIOCHETTI DI FALSI COMPARTIMENTI.LE LARGHE INTESE SONO…….LARGHE INTESE E ALFANO SOLO UN LORO ID…UTILE.

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-APPENDICE:COSI SU LA REPUBBLICA:

Il Viminale a Maroni: “Fu lui a inventare le quote. Ora i prefetti in campo contro le Regioni ribelli”Il Viminale a Maroni: "Fu lui a inventare le quote. Ora i prefetti in campo contro le Regioni ribelli"

Il salvataggio dei migranti nel mar Mediterraneo

Il sospetto di Palazzo Chigi: alza la voce per reagire allo scandalo dei posti per le collaboratrici,di ALBERTO D’ARGENIO e VLADIMIRO POLCHI

ROMA – “Se Maroni proverà davvero a bloccare i migranti la reazione del governo sarà durissima “. Tra Palazzo Chigi e il Viminale i giudizi che si sprecano sul presidente lombardo sono tutt’altro che benevoli. Il sospetto di Matteo Renzi, ieri impegnato nel G7 in Baviera, e di Angelino Alfano è che l’offensiva sui rifugiati dell’ex numero uno della Lega miri a “reagire” allo scandalo giudiziario, legato ai viaggi e ai contratti di lavoro ottenuti dalle amiche dei governatore, che negli ultimi giorni ha rumorosamente invaso il circuito mediatico italiano.

Eppure l’esecutivo prende sul serio la minaccia di Maroni, dettata o meno da ragioni di immagine, di tagliare i fondi ai sindaci che accoglieranno i migranti. Al punto che più di un ministro nei contatti telefonici domenicali garantiva che di fronte ad una “ritorsione istituzionale” dei governatori del Nord “si aprirebbe un contenzioso istituzionale di massima gravità al quale reagiremmo con misure straordinarie “. Praticamente forzando le regioni ribelli  -  oltre a Maroni sul piede di guerra ci sono anche il veneto Zaia e il ligure Toti  -  a farsi carico degli stranieri in arrivo dalle coste del Mezzogiorno.

D’altra parte al ministero degli Interni si ricorda che la direttiva che impone la spartizione dei migranti risale al 2011 e fu firmata proprio da Roberto Maroni, ai tempi ministro dell’Interno di Berlusconi. “E come allora, nemmeno oggi possiamo lasciare da soli i sindaci solidali, per nessuna ragione al mondo”, era il ritornello che ieri Alfano andava ripetendo ai collaboratori sbalordito per la sortita del suo predecessore al Viminale. Proprio oggi il ministro parlerà con i presidenti dell’Anci e della Conferenza delle regioni, Fassino e Chiamparino, per fare il punto della situazione, convinto che i governatori ribelli non abbiano i poteri per bloccare l’accoglienza dei migranti.

La minaccia oltretutto  -  almeno questa è la convinzione del governo  -  danneggia l’immagine dell’Italia proprio mentre Renzi è impegnato nella battaglia europea per distribuire tra tutti i partner dell’Unione i migranti che sbarcano in Italia e in Grecia. Oggi Alfano riceverà a Roma il commissario europeo all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, la cui visita era già fissata da giorni. Ma il ministro ne approfitterà per rassicurarlo sulla capacità italiana di gestire la situazione per poi rilanciare sul piano approvato da Bruxelles proprio su spinta del responsabile greco e ora al vaglio dei governi.
L’ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E SU REPUBBLICA +

 http://www.repubblica.it/cronaca/2015/06/08/news/il_viminale_a_maroni_fu_lui_a_inventare_le_quote_ora_i_prefetti
_in_campo_contro_le_regioni_ribelli_-116344236/?ref=HREA-1

REAZIONE:MARONI SI FACCIA RISPONSABILE DI TUTTA LA SUA POLITICA IMMIGRATORIA DI QUESTI ANNI NON SOLO DELLE QUOTE.

RENZI E ALFANO ORA FANNO FINTA DI CADERE DALLE NUVOLE E ACCUSANO I RIBELLI DELLA LEGA NELL’INTERNO MA VANNO IN EUROPA A PORTARE LE LORO DIRETTIVE.LA POLITICA IMMIGRATORIA DEVE ESSERE GESTITA SOLO DALL’ITALIA COME IN AUSTRALIA E GB.E CHI E’ STATA LASCIATA SOLA E’ LA SICILIA.

MA CERTO CHE LE REGIONI NON HANNO POTERI, NON SOLO DI IMPEDIRE GLI IMMIGRATI MA NE MENO DI CONDIZIONARE ECONOMICAMENTE I COMUNI:MANUS MILITARIS SE C’E’ BISOGNO.E’ SI UNA FUGA IN AVANTI DI MARONI CHE HA FIFA.

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*5 GIUGNO 2015:DIRITTO DI SANGUE +DIRITTO DI SUOLO

-SU LE MONDE,”GLI INTENDITORI”:

« Revenir au droit du sang » : pourquoi l’idée de Ciotti est compliquée

Le Monde.fr | 05.06.2015 à 18h24 | Par Samuel Laurent

Eric Ciotti en avril à Nice.

Familier, comme son homologue niçois, Christian Estrosi, des prises de positions « musclées », Eric Ciotti se dit désormais partisan de « revenir au droit du sang ». Avec cette justification, donnée jeudi 4 juin lors d’un discours à Cannes :

« La nationalité ne peut pas s’acquérir par hasard (…) ceux qui veulent devenir français doivent s’assimiler, adhérer aux valeurs de la République. »

La question du droit du sol et du droit du sang revient régulièrement dans le débat à droite. Toutefois, M. Ciotti effectue un pas supplémentaire : jusqu’ici, la volonté de revenir au droit du sang était surtout un élément programmatique du Front national.

La France pratique déjà le droit du sang

La législation sur la nationalité diffère selon les pays, mais on peut distinguer deux modes d’acquisition distincts :

- Le « droit du sol » (jus soli, pour les latinistes) : je suis français car je suis né en France.

- Le « droit du sang » (jus sanguinis) : je suis français car mes parents le sont.

Contrairement à une croyance répandue, la France n’a pas choisi le seul « droit du sol ». En réalité, les deux coexistent dans notre pays : un enfant né de parents français possède, dès sa naissance et sans besoin d’aucune démarche, la nationalité française par filiation. Donc par « droit du sang ».

Un enfant né sur le sol français de parents étrangers obtiendra automatiquement la citoyenneté française à sa majorité, à certaines conditions : posséder un certificat de naissance en France, résider effectivement en France, et y avoir vécu durant au moins cinq ans depuis l’âge de 11 ans. La citoyenneté peut être accordée avant la majorité de l’enfant au prix d’une démarche administrative.

Enfin, la France reconnaît le « double droit du sol » : si un parent étranger, mais né en France, a un enfant en France, celui-ci bénéficie du droit du sol et donc de la nationalité française dès sa naissance.

Un droit du sang datant de Napoléon

M. Ciotti évoque un « retour » au droit du sang, laissant entendre que ce seul principe a été la règle à un moment de notre histoire. Ce qui n’est pas faux, mais remonte assez loin : comme le rappelait le philosophe et écrivain Yves Roucaute dans une tribune au Monde en octobre 2013, dès Clovis, le droit du sol apparaît, mais c’est en 1515 qu’il sera formalisé : naître et résider en France suffit à devenir un « sujet du roi ».

La Révolution française transformera le sujet en citoyen, mais conserve le principe du droit du sol : la Nation est composée des citoyens qui y résident. C’est en réalité Napoléon qui sera le premier à remettre en cause le droit du sol, sans toutefois l’abandonner. Le code civil de 1802 précise ainsi (art.9) :

« Tout individu né en France d’un étranger pourra, dans l’année qui suivra l’époque de sa majorité, réclamer la qualité de Français pourvu que dans le cas où il résiderait en France, il déclare que son intention est d’y fixer son domicile, et que, dans le cas où il résiderait en pays étranger, il fasse sa soumission de fixer en France son domicile et qu’il s’y établisse dans l’année. »

Le durcissement est alors réel : il faut justifier de « grands services [rendus] à l’Etat » pour obtenir la nationalité française lorsqu’on est étranger. Néanmoins, note Thierry Lentz dans le tome 3 de sa « Nouvelle Histoire du premier empire », « pendant toute la période, on ne remit pas en cause le droit pour un étranger d’élire domicile en France, à condition qu’il présentât un passeport ou un titre prouvant qu’il n’était pas un vagabond ».

Même Napoléon n’avait donc pas totalement supprimé le droit du sol au profit du droit du sang. Et la IIe, puis la IIIe République reviendront, en 1851 et 1889, sur ces restrictions, et rétabliront la situation antérieure.

L’automaticité en cause

Que veut, concrètement, faire M. Ciotti ? En réalité, sa proposition est plus modeste que le ronflant intitulé de « rétablir le droit du sang » : celui-ci n’a jamais été aboli.

Le président du conseil départemental des Alpes-Maritimes souhaite en réalité quelque chose de plus modeste, comme il le précisait à Paris Match en mai : « Je suis favorable au rétablissement du droit du sang pour que la naturalisation ne soit plus automatique pour les personnes nées sur le territoire français de parents non ressortissants de l’UE. »

On l’a vu, un enfant né en France de parents étrangers devient actuellement automatiquement français à ses 18 ans, s’il vit dans notre pays et s’il y a vécu plus de cinq ans. Cela n’a pas toujours été le cas. En 1993, le gouvernement Balladur avait supprimé le caractère automatique de l’acquisition de nationalité pour un enfant né en France de parents étrangers : il devait en faire la demande à sa majorité. La loi a été supprimée par le gouvernement Jospin en 1998. La Droite forte, courant droitier de l’ex-UMP, avait proposé de la rétablir en 2010.

Une question symbolique avant tout

M. Ciotti veut donc remettre en place ce principe, car, selon lui, « ceux qui veulent devenir français doivent s’assimiler, adhérer aux valeurs de la République ». Un argumentaire qui peut surprendre : on ne parle pas ici d’adultes venus de l’étranger et demandant la nationalité, mais d’enfants, nés en France, qui ont effectué leur scolarité dans notre pays avant leurs 18 ans.

Mais on est ici dans un registre bien plus symbolique, semblable à l’argumentaire du FN, qui propose lui aussi de « supprimer » le droit du sol depuis longtemps. Car si l’on regarde les chiffres, on constate que le « droit du sol » n’est pas le premier pourvoyeur de nouveaux citoyens français.

Le « droit du sol » ne concerne en effet que les personnes nées en France de parents étrangers. Or, si l’on regarde le détail des acquisitions de nationalité, ce sont les naturalisations (donc le fait pour des étrangers résidant en France et justifiant de certains critères d’obtenir la nationalité française par décret) qui sont largement en tête : 40 941 adultes et 16 669 enfants ont obtenu la nationalité ainsi en 2014.

Les acquisitions de nationalité par déclaration anticipée, donc de mineurs nés en France de parents étrangers, représentaient seulement en 2013 un peu plus de 25 000 cas. Les acquisitions de nationalité par mariage arrivent ensuite, avec 19 725 personnes l’an dernier.

 Samuel Laurent,Journaliste au Monde

http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2015/06/05/revenir-au-droit-du-sang-pourquoi-l-idee-de-ciotti-est-compliquee_4648562_4355770.html

REAZIONE:QUANDO QUESTE PAGINE SI RIFERISCONO AGLI “ITALIANI” SOLO SI PARLA DI ITALIANI PER DIRITTO DI SANGUE(PADRE E MDRE ITALIANI) E DIRITTO DI SUOLO.TUTTE DUE INSIEME.PER ME NON SONO ITALIANI QUELLI CHE NON HANNO QUESTE DUE REQUISITI TRANNE CHE PER GLI ITALIANI NATI ALL’ESTERO DI PADRE E MADRE ITALIANI CHE SI  AVVICINANO IN PATRIA PRIMA DI CERTA ETA.NEL NOSTRO PAESE HA PREMINENZA IL DIRITTO DI SANGUE SUL DIRITTO DI SUOLO DA QUANDO SIAMO NATI COME PAESE.MA POI COSI E’ NORMALE IN TUTO IL MONDO.IN TUTTO IL MONDO TRANNE CHE NELL’ITALIA DI BERLUSCONI-PRODI IN POI DOVE GENROSSISIME LEGGI DA CITTADINANZA HANNO NUOCIUTO LA DIGNITA DI ESSERE ITALIANO.PER DIRLA PIU CHIARO C’E’ STATA UNA VERA ONDATA MIGRATORIA SOTTERRANEA,DI QUI NON SI PARLA.PER LO PIU SI TRATTA DI ISPANICI E SONO QUELLE CHE IO CHIAMO LA “CLANDESTINITA INCARTATA”.IMMIGRAZIONE LEGALE DICONO CHE SONO MA IN REALTA QUESTI LEGGI DI CITTADINANAZA SONO STATE “AD PERSONA”,E TANTE VOLTE SI HA FATTO GIROTONDO CERCANDO DI RAGGIRARE LE LEGGE A REALTA IRREGOLARI DI FATTO:CITTADINANZA PER MATRIMONIO CON UNA ITALIANA,DOPPIA CITTADINANZA,MODIFICAZIONI DEL DIRITTO DI SANGU PATERNO PER QULLA ANCHE MATERNA,ECC,ECC,ECC.UNA VERGOGNA PER QUI GLI ITALIANI ERI SIAMO DIVENTATI STRANIERI NELLA PROPIA PATRIA E GLI STRANIERI,CHE DELL’ITALIA NON VOLEVANO PROPIO SENTIRE QUANDO ERAVAMO “POVERI”,ITALIANI A TUTTI GLIE EFETTI DOPO QUELLI ANNI DI BOOM ECONOMICO E SVILUPPO.

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-APPENDICE(8/GIUGNO 2015):VIA GLI ISPANI DEGLI USA

-SU THE WASHINGTON TIEMS:

Top News

Obama derides judge who blocked amnesty

U.S. President Barack Obama speaks during a media conference at the conclusion of the G-7 summit at Schloss Elmau hotel near Garmisch-Partenkirchen, southern Germany, Monday, June 8, 2015. The two-day summit  addressed such issues as climate change, poverty and the fight against terrorism. (AP Photo/Markus Schreiber)
By Stephen Dinan – The Washington Times 68 Shares

President Obama scoffed at the “individual district court judge” who blocked his deportation amnesty, insisting Monday that he still believes his policy is legal despite repeated legal setbacks and vowing to push ahead where he can on aiding illegal immigrants.

TRADUZIONE:Top News
Obama deride giudice che ha bloccato l’amnistia
US, Il presidente Barack Obama parla nel corso di una conferenza stampa a conclusione del vertice del G-7 a Schloss Elmau hotel vicino a Garmisch-Partenkirchen, Germania meridionale, Lunedi 8 giugno 2015. Il vertice di due giorni ha affrontato questioni come il cambiamento climatico, la povertà e la lotta contro il terrorismo. (AP Photo / Markus Schreiber): profilo di Stephen Dinan – The Washington Times
68 Azioni
Il Presidente Obama beffa il “distretto individuo corte giudice” che ha bloccato la sua amnistia all’espulsione, insistendo Lunedi che ancora crede che la sua politica è legale, nonostante le battute d’arresto di legge ripetute e giurando di andare avanti dove può aiutare a immigrati clandestini.

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REAZIONE:QUESTA STESSA IMMIGRAZIONE E’ QUELLA CHE LE REGIONI LEGHISTI PROTEGONO.PERO RESPINGONO I ROM E BUTTANO IN MARE GLI AFRICANI(MA SOPRA-SAHARIANI)
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9 GIUGNO 2015:EMIGRANTI,IL GIORNO DOPO

-NOTA 1:SU LA REPUBBLICA:

Governatori del Nord contro immigrati: “Stop ai nuovi arrivi”. Renzi: “Basta demogagia e scaricabarile”

Maroni diffida i sindaci lombardi dall’accogliere altri arrivi: “Altrimenti subiranno conseguenze”. Toti: “Non accoglieremo altri migranti”. Zaia: “Esodo biblico, basta”. E il premier replica: “Anche colpa loro, aiutino qualcuno di loro ha scritto regole che non funzionano”. Chiamparino: “Posizione illeggitima”. Fassino: “Inaccettabile”

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Governatori del Nord contro immigrati: "Stop ai nuovi arrivi". Renzi: "Basta demogagia e scaricabarile"

Roberto Maroni (fotogramma)

“Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza”. La minaccia lanciata da Roberto Maroni agli amministratori lombardi ha aperto il fronte dei no dei governatori del Nord sull’emergenza migranti. Ma allo stop di Maroni ai migranti replica il premier Matteo Renzi chi auspica da parte dei Governatori del nord un “atteggiamento istituzionale” anche perché aggiunge “qualcuno di loro era al governo quando si sono scritte le regole che non stanno funzionando”. L’Italia, ha accusato Renzi, “ha scelto una strategia, e Maroni dovrebbe saperlo, che ha portato agli accordi di Dublino e alle attuali regole che non sono capaci di dare soluzioni, perchè lasciano l’Italia da sola”. E poi l’invito: “mi piacerebbe che tutti riconoscessero che il problema dell’immigrazione è una sfida di tutto il paese e cercassero di aiutare a risolvere il problema invece di lucrare mezzo voto. Noi siamo disponibili a cercare una soluzione anche con chi fa demagogia”. E aggiunge: “Le risposte sull’emergenza” immigrati arrivate fino a qui dall’Unione Europea “sono giudicate dall’Italia largamente insufficienti”.

Maroni: “Taglieremo i fondi i ai sindaci che accolgono migranti”

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Alle parole di Maroni (che ha lanciato anche un sondaggio su Twitter per interpellare i cittadini sulle gestione degli arrivi) hanno fatto eco quelle di Luca Zaia al Corriere Della Sera: “Siamo alla follia, con un governo inadeguato che sui documenti ufficiali ci invita a gestire ‘la fase acuta’ dell’immigrazione. Quando invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica”. Il governatore del Veneto ha poi aggiunto: “Smettiamola con l’illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico”, precisando che “le vite umane si salvano, senza se e senza ma, non si discute”. Però “In Veneto abbiamo 514 mila immigrati regolari, pari a quasi l’undici per cento della popolazione. Di questi, 42 mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Basta”.

Al coro si è aggiunto anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “Noi non accoglieremo altri migranti come fanno Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24 -  il provvedimento di Maroni di oggi è legittimo. Io non lo posso ancora fare perchè non sono ancora in carica”.

Intanto nelle ultime ore sono sbarcati tra Palermo e Trapani oltre 1.400 migranti. Nei porti delle due città siciliane sono arrivate le navi tedesche con 860 e 548 persone. Secondo l’Unhcr, “Nelle ultime ore sono arrivate dieci richieste di aiuto dai telefoni satellitari”. Ieri i mezzi della guardia costiera hanno raggiunto 15 imbarcazioni.

Il quotidiano inglese Guardian, citando come fonte il comandante della Hms Bulwark, la grande nave d’assalto anfibio della Royal Navy impegnata nell’opera di salvataggio nel Mediterraneo, scrive oggi che In Libia ci sarebbero “tra 450.000 e 500.000 migranti” che attendono il momento di prendere il largo su carrette del mare alla volta dell’Europa.

L’iniziativa di Maroni ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico. Il vice ministro dell’Interno, Filippo Bubbico (Pd), ha definito “Illeggittimo” l’intervento del presidente lombardo: “Il problema dobbiamo risolverlo alla radice: bloccare le partenze. Ma fino a quando le partenze ci sono, sino a quando le persone rischiano di morire in mare noi abbiamo il dovere di salvarle e di aiutarle”.

Per Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci, “non è nei poteri di un presidente di regione decidere quale politica di accoglienza di profughi persegue il nostro paese. Tanto meno è accettabile che si minaccino in modo ritorsivo, e illegalmente, riduzioni di risorse ai comuni che ospitano profughi”.

“Mi sembra evidente la strumentalità politica di Maroni sull’immigrazione e forse bisognerebbe avvertirlo che la campagna elettorale è finita”, afferma il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, sottolineando che “un’eventuale interruzione dei trasferimenti ai Comuni sarebbe oggetto di innumerevoli ricorsi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini.

Giusi Nicolini: ”Raccapricciante, Comuni reagiscano”

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Maurizio Landini definisce “barbaro” il modo con il quale si sta discutendo e affrontando il tema dell’immigrazione. “Non si può adottare una logica di condominio – ha detto a margine dell’assemblea della Coesione sociale – chiudere la porta del condominio e risolvere il problema”.

Migranti, Landini: “Stop Maroni? Modo barbaro di affrontare problema”

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Il capogruppo dei deputati di Sel Arturo Scotto ha affidato la sua replica a Twitter .”Maroni ricatta i sindaci della Lombardia con metodi mafiosi. Niente trasferimenti ai comuni lombardi che accolgono immigrati. Il governo intervenga”.
Sempre su Twitter,  la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a Palazzo Madama, ha scritto:”Sos sbarchi in Italia è reale. 500.000 in arrivo da libia. Quote migranti ue: virtuali. Urge blocco navale subito. #Renzi+coraggio-chiacchiere”.

Intervenendo a L’Intervista di Maria Latella, a proposito della questione migranti, il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha commentato: “Chiuderei l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) che non serve a un accidente, se non a Boldrini e ai suoi successori”.

http://www.repubblica.it/politica/2015/06/07/news/governatori_del_nord_contro_immigrati_stop_ai_nuovi_arrivi_-116298992/

-NOTA 2:SU LA STAMPA:

lastampa.it
Migranti, Salvini: pronti a bloccare le prefetture. Renzi: “Incentivi ai Comuni che li accolgono”

La Lega Nord alza ancora il tiro sull’immigrazione, mentre gli sbarchi continuano ad aumentare. «Siamo pronti a bloccare le prefetture», minaccia Matteo Salvini. Il premier Matteo Renzi invoca «serietà» a promette incentivi ai Comuni che accolgono. Intanto, visita a Roma del commissario europeo Dimitris Avramopoulos, che ha visto il ministro dell’Interno Angelino Alfano. «L’Italia non è sola», assicura. Anche il titolare del Viminale, da parte sua, replica duramente a che chiude la porta all’accoglienza: «è un atteggiamento insopportabile di odio verso il Sud dire ad alcune regioni sbrigatevela da soli».

RENZI: “GUAI CAUSATI DA CHI OGGI STA URLANDO”

Proseguono, dunque, gli sbarchi – superata quota 55mila arrivi nel 2015 – ed anche le polemiche. «Come Lega – annuncia Salvini – siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini». Non si fa attendere la replica di Renzi, dalla riunione del G7 in Germania. La questione immigrazione, ricorda, è rimasta «colpevolmente aperta per troppi anni. Ci vorranno settimane, è un lavoro di serietà. È facile dire “occupiamo le prefetture”. Si tratta di risolvere guai causati da chi oggi sta urlando. Nomi e cognomi sono gli stessi. La situazione – aggiunge – non è da toni apocalittici, i numeri sugli sbarchi sono leggermente più alti dell’anno scorso ma il nostro sistema sta mostrando una grande, straordinaria capacità. Chi vuole insistere tutti i giorni sui temi dell’immigrazione lo fa per non parlare di altro».

Il premier risponde anche al governatore della Lombardia Roberto Maroni, che ha minacciato la riduzione dei trasferimenti regionali ai Comuni che accolgono migranti. Il premier ha ricordato che l’Italia sta proprio «usando il metodo Maroni, dividendo in tutte le Regioni. Il nuovo metodo è lavorare sulla cooperazione e coinvolgere l’Europa, che non è stato fatto in passato per scelta». «La decisione di dividere i migranti per le varie regioni – attacca il premier – è stata presa dal ministro Maroni: serve buonsenso». E ribalta quindi la minaccia del presidente della Lombardia: «dobbiamo dare incentivi, anche nel patto di stabilità, a quei Comuni che ci danno una mano» nel gestire l’accoglienza dei migranti. Sostenuto da Alfano, che propone «l’esclusione dal Patto di stabilità interno delle spese sostenute dai Comuni per l’accoglienza».

CHIAMPARINO: “IGNORARE LE POSIZIONI DI MARONI”

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, sottolinea che «chi ha ruolo istituzionale deve agire sempre con senso di responsabilità». Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, invita il Governo ad «ignorare la posizione di Maroni e dare disposizione ai prefetti perché tutte le Regioni diano accoglienza ai migranti». Maroni si dice tuttavia deciso ad andare avanti: «io farò quello che devo, non rispondo né agli insulti né alle parolacce». Gli dà man forte il neo governatore della Liguria, Giovanni Toti: «dovremo agire con politiche che siano incentivanti e disincentivanti. Sarà la prima cosa che faremo appena ci insedieremo». Ed il presidente del Veneto, Luca Zaia, ribadisce che nella Regione «il fronte è compatto contro nuovi arrivi».

Renzi ribadisce poi la sua insoddisfazione per il piano europeo sull’immigrazione, valutandolo «insufficiente». «Bisogna prendere atto – spiega – che la situazione così com’è non va. Ci siamo dati una tempistica da qui al Consiglio europeo di fine mese, cercheremo di portare a casa dei risultati». Anche Alfano è critico: «è difficile – osserva – immaginare che 24mila migranti via dall’Italia in due anni siano una cifra giusta e che questi debbano essere solo eritrei o siriani. Lavoreremo per ottenere di più e confermare che il meccanismo di solidarietà deve essere presente in tutti i Paesi dell’Unione».

Da parte sua, Avramopoulos, esprime il suo appoggio alle richieste di Roma. «Sono qui – afferma – per lanciare un messaggio forte: in questo periodo difficile, con una pressione migratoria così forte, l’Italia non è da sola. La Commissione Europea sarà qui per sostenerla. L’Agenda per l’immigrazione è un test per l’Europa e non torneremo indietro: siamo impegnati e determinati ad andare avanti»

RETROSCENA – Il Viminale ora pensa ai campi profughi (Ruotolo)

 http://www.lastampa.it/2015/06/08/italia/cronache/migranti-la-lega-pronti-a-bloccare-le-prefetture-YiFiAFmWUT3J4Ejsq4ULJI/pagina.html
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-NOTA 3:SU CORRIERE DELLA SERA:
corriere.it
Al Viminale passa la linea dura Già partiti pullman per il Nord
Il vertice
Milano, 9 giugno 2015 – 08:12Il no di Liguria, Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta, che può sfruttare lo statuto speciale
I migranti soccorsi e portati a Taranto dalla nave irlandese «Le Eithne» che lunedì ha sbarcato 399 persone (78 donne e 41 minorenni). Dopo le procedure di identificazione, la maggior parte  è stata smistata con i bus verso altre località del Nord Italia (Ap/ Gaetano Lo Porto)
I migranti soccorsi e portati a Taranto dalla nave irlandese «Le Eithne» che lunedì ha sbarcato 399 persone (78 donne e 41 minorenni). Dopo le procedure di identificazione, la maggior parte è stata smistata con i bus verso altre località del Nord Italia (Ap/ Gaetano Lo Porto)

La linea dura è passata. Mentre i governatori del Nord protestano e annunciano rivolte, dal Sud partono i pullman carichi di migranti. Vanno in Lombardia, Veneto, Liguria, Valle d’Aosta. Arrivano lì dove il governo ha deciso di far rispettare le quote fissate con la circolare del 1° giugno scorso per garantire un’equa distribuzione. Gli stranieri vengono portati nelle strutture indicate dai prefetti al termine della riunione convocata al Viminale. «In questa materia non accettiamo alcun tipo di sfida», ribadisce il ministro Angelino Alfano. E poco dopo dispone la divisione per Regione. Il clima è teso, i colloqui con il commissario all’immigrazione dell’Unione Europea Dimitris Avramopoulos cementano l’intesa, ma i successivi confronti con la delegazione tecnica francese marcano la distanza, un accordo appare sempre più complicato da raggiungere. E dunque bisogna attrezzarsi per affrontare un’estate che si preannuncia difficilissima, con sbarchi continui e il rischio di nuove tragedie del mare.

Lombardia e Veneto

La scelta del Viminale era di non interferire in alcun modo nella campagna elettorale per le Amministrative, tantomeno di alimentare lo scontro in quelle aree dove si votava per il rinnovo dei governatori. Per questo si è stabilito di inviare la direttiva per la sistemazione di 8.406 profughi giunti sulle coste italiane nell’ultima settimana a urne chiuse e spoglio terminato. In base a quelle disposizioni la quota per la Lombardia era fissata a 2.116 persone e quella per il Veneto a 1.926. Rispettivamente ieri si è deciso di mandare nella prima 450 migranti e 630 nella seconda.
I pullman sono partiti ieri sera da Reggio Calabria e Vibo Valentia alla volta di Milano. «I centri di accoglienza sono abbastanza pieni, ma siamo sempre pronti a fare la nostra parte in termini di solidarietà», ha chiarito il prefetto Francesco Paolo Tronca. Un segnale inviato al direttore del Dipartimento Immigrazione Mario Morcone e a tutto lo staff che ormai da mesi sta cercando di far quadrare i conti proprio per evitare di gravare troppo su alcune aree e per nulla su altre.

Liguria e Valle D’Aosta

Regioni «ribelli» sono certamente la Liguria che dovrebbe accogliere 599 persone e ne ospiterà 350, e la Valle D’Aosta che a fronte di una quota pari a 141 ne prenderà 100. Questa almeno è la disposizione del Viminale, ma non è affatto scontato che sarà rispettata perché lo statuto speciale prevede che sia il governatore a fare le funzioni del prefetto e finora il muro eretto è apparso invalicabile. Nell’aprile scorso, di fronte a una massa di arrivi che aveva congestionato i centri di accoglienza, la richiesta del ministero prevedeva l’invio di 50 stranieri. La risposta fu lapidaria: «Al massimo prendiamo una persona».
Ben diverso l’atteggiamento degli altri: 400 stranieri vanno in Piemonte, 250 in Toscana, 150 in Campania, 115 in Abruzzo, 92 in Molise, 55 nelle Marche, 50 in Emilia-Romagna e in Basilicata. È soltanto la prima fase, altri viaggi saranno organizzati nei prossimi giorni quando si avrà un quadro completo della situazione e si valuterà la necessità di «sfollare» alcune strutture.

Italia e Francia

Il piano viene aggiornato in base agli arrivi tenendo conto di chi ha fatto lo sforzo maggiore. Non a caso Alfano sottolinea come «la decisione di incentivare i Comuni che mostreranno disponibilità era già stata attuata nei mesi scorsi in Sicilia». Ma anche perché è consapevole che la collaborazione dell’Europa certamente non sarà sufficiente a supportare il nostro Paese nella gestione di un’emergenza che nei prossimi giorni rischia di diventare drammatica.
Alfano ne ha avuto contezza al termine degli incontri con le varie delegazioni internazionali che si sono succedute ieri al Viminale. Molto teso rimane il clima con i francesi che ieri hanno ribadito la propria posizione: i richiedenti asilo devono rimanere chiusi nelle strutture fino al termine della procedura. Una linea che per l’Italia è inaccettabile, soprattutto perché l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiato dura almeno tre mesi ed è impossibile trattare queste persone come se fossero in custodia.
fsarzanini@corriere.it

9 giugno 2015 | 08:12,© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/cronache/15_giugno_09/migranti-nord-pullman-governo-e7d7777c-0e6b-11e5-89f7-3e9b1062ea42.shtml

REAZIONE:SBAGLIA RNZI:NON C’E’ BISOGNO DI NESSUN INCENTIVO NE NESSUN PROVEDIMENTO SPECIALE PER QUESTA SITUAZIONE.E NON TOCCA A LUI DECIDERE SUL TESORETTO,NON INSISTA.NON SONO I SUOI SOLDI MA DEI PENSIONTI.PENSI PIU TOSTO AD ANDARSENE,HA FALLITO:SE SI E’ ARRIVATO A QUESTA SITUAZIONE E’ PERCHE QUESTO E’ UN GOVERNO LARGHE INTESE E GOLPISTA.E SI SA, FRA TRASGRESSORI NON C’E’ ONORE.E’ PER QUESTO CHE I RIBELLI SI RIBELLANO.COSI MEGLIO ALFANO.
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-IL GIORNO DOPO:ALFANO NON FUSIBILE MA PIEDESTALLO
-SU THE HUFFINGTON POST:
huffingtonpost.it

La “bomba” Castiglione pronta ad esplodere nel governo

Alessandro De Angelis

È stato quando nel corso dei lavori della commissione d’inchiesta sul sistema d’accoglienza è stato pronunciato il nome di Giuseppe Castiglione che è sceso il gelo. E il Pd ha preso tempo. Alla richiesta del parlamentare di Sel Erasmo Palazzotto di una immediata audizione del sottosegretario indagato per turbativa d’asta su Cara di Mineo, il presidente Migliore ha risposto stabilendo un iter più lungo. Prima Pignatone, poi il sottosegretario. Tempo, perché attorno allo scandalo di Cara Mineo aleggia un fantasma che fa davvero paura. Quello della crisi di governo. In molti, nelle stanze che contano del Pd, hanno vissuto come profetiche le parole, minacciose, che Buzzi ha consegnato ai pm: “Mi ci dovete far pensare un attimo… perché su Mineo casca il governo”. E ancor più minacciose sono le notizie che arrivano da altri interrogatori. Perché non ha iniziato a parlare uno qualunque, ma quello che dalle carte emerge come il “genio criminale” di Mafia Capitale, Luca Odevaine. Su Roma, ma anche sulla vicenda del Cara.

Per questo attorno agli sviluppi dell’inchiesta aleggia un alone di panico. E di insofferenza. Nel quartier generale renziano il nervosismo è palpabile. Perché il primo a sapere che la posizione del sottosegretario è imbarazzante è Renzi. È stato proprio Migliore un paio di settimane fa, dopo che era andato in Sicilia con la sua commissione per una verifica diretta, a consegnare al premier un giudizio assai preoccupante: “Castiglione – questo il senso del ragionamento – ci sta dentro fino al collo”. Pochi giorni dopo è arrivata la seconda puntata di Mafia Capitale. Il problema però è che, in questa storia, le responsabilità di Castiglione portano alla “copertura politica” della casella più delicata del governo, quella di Angelino Alfano: “Castiglione – ripetono i renziani – è Alfano. E se salta a quel punto salta Ncd, nel senso che si sfaldano i gruppi e il governo non ha più certezza dei numeri”.

E allora, per capire l’entità della bomba pronta ad esplodere, bisogna mettere in fila gli elementi che emergono, oltre che dalle carte dell’inchiesta, dai “dossier” politici consegnati a Migliore da parecchi che sono stati auditi dalla Commissione nel corso della sua visita siciliana. Che dal Cara di Mineo portano direttamente al titolare del Viminale.

Il sistema Castiglione
Si parte dal “sistema Castiglione”. Un sistema che nasce nel 2011, quando al governo c’era ancora Berlusconi, e ministri erano Maroni all’Interno e Alfano alla Giustizia. Nell’ambito della gestione dei profughi a Mineo viene stabilito un modello “unico” rispetto al resto d’Italia. Mentre infatti in tutti i Cara italiani (Bari, Crotone) il soggetto attuatore è il viceprefetto vicario del capoluogo di Regione – dunque un funzionario del governo – a Mineo viene indicato non il viceprefetto di Palermo ma il presidente della provincia di Catania. E cioè Castiglione, braccio destro (e sinistro) di Alfano in Sicilia e presidente dell’Upi (unione province italiane) ruolo che gli consente di indicare Odevaine al tavolo del ministero che gestisce i flussi dei profughi. L’unicum prosegue anche successivamente. Perché Castiglione resta “soggetto attuatore” anche quando non ricopre più la carica di presidente della Provincia, in una fase di transizione. Fase in cui si procede per affidamenti diretti a quelle imprese, come “La Cascina global service”, che poi si ritrovano nell’inchiesta di Mafia Capitale e i cui manager sono finiti in carcere.

La terza tappa del “sistema” Castiglione, esempio di come a Mineo le regole si piegano al potere, è quando si arriva alla Gara d’Appalto di 100 milioni. Anche in questo caso un unicum, rispetto al resto d’Italia. Nel feudo siciliano del partito del ministro dell’Interno, dove raggiunge percentuali del 40 per cento un partito che su scala nazionale prende il tre per cento, accade questo: mentre in tutti i Cara d’Italia le gare d’Appalto le indice la prefettura, a Mineo viene inventato un nuovo soggetto istituzionale, il Consorzio Calatino Terre di Accoglienza, un consorzio dei comuni della zona. E viene stabilito un regime di “convenzione” della prefettura col Consorzio per la gara d’appalto. E questo è uno snodo cruciale nel business. Perché la convenzione, ad esempio, prevede un costo per lo Stato. Nella convenzione è previsto che il Consorzio riceva 40 centesimi al giorno ad immigrato (dallo Stato, ovviamente senza gara) il che in tre anni corrisponde a una cifra attorno al milione e mezzo di euro, su cui la Corte dei Conti ha sollevato più di un interrogativo. Perché è chiaro che il sistema della “convenzione” determina un incremento dei costi per la pubblica amministrazione.

Prima ancora che penale è tutta politica la responsabilità di Castiglione che a fronte di un fiume di denaro che arriva sul Cara di Mineo non ha mai risposto sul fatto che numerose inchieste giornalistiche (e non solo) hanno documentato che gli immigrati, di fatto, si trovano in una fogna. E Castiglione del Consorzio è stato presidente, nella fase transitoria, per poi passare la mano ad Anna Aloisi, sindaco Ncd di Mineo, feudo di Ncd. La prefettura, che dipende dal Viminale, ha giustificato la “convenzione” dicendo che – essendo il centro di Mineo molto grande – si rende necessario chiedere il Coinvolgimento dei comuni perché hanno il personale necessario (geometra, ingegnere, giardiniere…). Nella pratica, però, come in parecchi hanno raccontato a Migliore, non è mai stato utilizzato il personale dei comuni consorziati.

Castiglione e Odevaine
E non solo il personale dei Comuni non viene utilizzato, ma sulla madre di tutte le gare, quella dei cento milioni di euro, arrivano i rinforzi. E viene assunto proprio Luca Odevaine. Un’operazione, anche questa, condotta dagli uomini di Castiglione. Ecco cosa succede: prima della gara il direttore generale del Consorzio Calatino, Giovanni Ferrera (già dirigente della Provincia di Catania ai tempi di Castiglione e suo uomo di fiducia) determina una modifica della dotazione organizzativa del Consorzio introducendo una nuova figura: “l’esperto di finanziamenti europei”. Incarico affidato a Luca Odevaine, prima come consulente esterno poi assunto dal consorzio. È una casella fortemente voluta dall’uomo di fiducia di Castiglione. Che fa di tutto per far assumere Odevaine. In un dossier consegnato a Migliore nel corso delle audizioni in Sicilia è scritto: “Prima dell’assunzione, il consiglio di amministrazione del Consorzio chiese, in una delibera, che il direttore generale verificasse se vi fossero figure professionali idonee allo scopo tra i funzionari dei comuni consorziati per poi riferire al medesimo cda che in ultima istanza si era riservato la facoltà di esprimere l’assenso sull’assunzione. L’assunzione in questione, invece, venne disposta senza un nuovo passaggio nel cda e tale modo di procedere risulta del tutto inspiegabile. Ciò vieppiù ove si consideri che tale forzatura è stata perpetrata pochi giorni prima della nomina della commissione della gara d’appalto necessaria all’individuazione del soggetto gestore del centro e subito dopo la sua assunzione, Odevaine è stato nominato membro di tale commissione”.
Dunque Odevaine, su volere dei colonnelli di Castiglione, viene assunto non perché esperto di fondi europei, ma perché esperto di immigrazione. Da assunto e da componente del tavolo tecnico presso il ministero degli Interni che gestiva i flussi dei migranti è inserito nella commissione di gara che avrebbe dovuto aggiudicare un servizio di circa 100 milioni di euro.

La gara d’appalto “illegittima”, lo scontro con Cantone e il silenzio di Alfano
È chiaro che su questi presupposti la gara è vinta, come è scritto nell’ordinanza, dalle società che la dovevano vincere. Fondamentale pare essere stato il contatto tra Odevaine e Castiglione. Nella carte si legge un episodio illuminante. Parlando con Stefano Bravo, il suo commercialista, Odevaine racconta: “Giuseppe Castiglione… quando io ero andato giù… mi è venuto a prendere lui all’aeroporto, mi ha portato a pranzo… arriviamo al tavolo… c’era un’altra sedia vuota… dico eh chi?… e praticamente arrivai a capì che quello che veniva a pranzo con noi era quello che avrebbe dovuto vincere la gara”. È quando dopo la gara entra in campo Cantone che si manifesta in tutta la sua solidità il legame strettissimo tra Castiglione e il ministro dell’Interno. Il 25 febbraio 2015 Cantone firma un parere sulla gara vinta dal Consorzio comprendente la Cascina: “illegittima” perché “in contrasto con i principi di concorrenza, proporzionalità, trasparenza, imparzialità e economicità”. Parole che lasciano indifferenti la Aloisi, presidente del Consorzio, il direttore generale Ferrera, ovvero i Castiglione boys, e lasciano indifferenti anche Castiglione e il ministro dell’Interno Alfano. Anzi, accade che il prefetto Mario Morcone, che ha un rapporto stretto col ministro dell’Interno, dice davanti ai parlamentari del comitato Schengen: “Ho qualche dubbio sulla decisione del presidente Cantone”. A quel punto i Castiglione boys, il 13 aprile, chiedono a Cantone il riesame del parere. Cantone il 6 maggio risponde che la gara è illegittima, ma nonostante questo Ferrera firma e pubblica la determina perché l’Anticorruzione ha solo parere consultivo. Ecco che il 27 maggio Cantone scrive ad Alfano una lettera, come documentato dal Fatto che l’ha pubblicata.

Le domande ad Alfano che fanno tremare il governo
Ed è a questo punto, dopo la seconda retata di inizio giugno che il caso diventa una bomba per il governo. Perché, è la tesi di Migliore, “Castiglione c’è dentro fino al collo”, ma pure Alfano non può dirsi estraneo alla gestione politica della vicenda. Perché il ministro dell’Interno non può non rispondere a poche, semplici, domande. 1) Perché tra gli arresti di Mafia Capitale 1 e Mafia Capitale 2, non spiega che a Cara di Mineo è stato creato un sistema unico, sin dall’inizio, teso a garantire un sistema di potere? 2) Perché Alfano non spiega il perché il Viminale fa, per tramite della prefettura, una convenzione che porta ad aumentare le spese? 3) E perché Alfano non spiega come mai, dopo Mafia Capitale 1, e preso atto che Odevaine (arrestato) era componente della Commissione che ha aggiudicato la gara, non ha fatto alcun atto a Cara di Mineo, tipo ispezioni e controlli? 4) E perché il ministro dell’Interno resta silente dopo che Cantone dice che la gara è illegittima? 5) E perché non risponde alla lettera del 27 maggio di Cantone, che in sostanza chiede: che cosa ne pensa il ministro dell’Interno dell’appalto di Mineo per il quale Odevaine pretendeva mazzette di 10-20mila euro mensili, dai manager della Cascina grazie a una gara “illegittima”? 6) È possibile che al Viminale nessun funzionario lo avesse informato del ruolo di Odevaine? 7) Si sente di escludere quello che Odevaine dice nelle intercettazioni e cioè che il “sistema Castiglione” al Cara di Mineo serviva a finanziare il suo partito? 8) E sarebbe pronto a dire che, se fosse arrivato un solo euro direttamente o indirettamente al suo partito da “La Cascina” sarebbe pronto a dimettersi? È in queste domande, oltre che nella posizione processuale di Castiglione, la bomba sotto il governo: “Se salta Castiglione – ripetono i bel informati – salta Ncd e al Senato si balla. E soprattutto la valanga stavolta rischia di travolgere Alfano”.

 http://www.huffingtonpost.it/2015/06/09/mafia-capitale-castiglione-alfano_n_7545248.html?1433871112&utm_hp_ref=italy
REAZIONE:CATANIA E LA SEDE DELL’ASSE LOMBARDO-FINI-BERLUSCONI-BOSSI(MARONI).
E’ OVVIO CHE ALFANO E’ IL “SUPPORTER” CHE SOSTIENE TUTTO IL SISTEMA E NON SOLO UN FUSIBILE DA RICAMBIARE CHE E’ QUELLO A QUI PUNTANO LE REGIONI LEGHISTI(COMPRESA LA LIGURIA DI TOTTI-BERLUSCONI-LEGA)CON QUESTA BUFFONATA DEL SIPARIO,LA FALSA COMPARTIMENTAZIONE DI QUESTE REGIONI.
CADA “SANSUNI CU TUTTU LU CUMPAGNONI”,CIO’E’ QUEL VECCHIO ASSE CHE DIEDE LUOGO DOPO ALLE LARGHE INTESE,COMPRESO RENZI.CADA TUTTO IL SISTEMA INSOMMA.
ITALIANI PREPARATEVI AL VOTO A LIVELLO NAZIONALE E IN LOMBARDIA.
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*9 GIUGNO 2015:NUOVA ERA ALLA CINA,IL SOFT POWER AL POTERE
-SU LE MONDE:
Économie
Pékin aurait « un droit de veto » à la Banque asiatique d’investissement

Le Monde.fr avec AFP | 09.06.2015 à 09h26 ,Mis à jour le 09.06.2015 à 09h37

lemonde.fr

Pékin aurait « un droit de veto » à la Banque asiatique d’investissement

Pékin doit apporter presque 30 milliards de dollars sur les 100 milliards du capital initial de la BAII, ce qui lui assurera entre 25 % et 30 % des droits de vote, soit « assez pour bloquer des décisions », poursuivait le "Wall Street Journal".

Pékin doit apporter presque 30 milliards de dollars sur les 100 milliards du capital initial de la BAII, ce qui lui assurera entre 25 % et 30 % des droits de vote, soit « assez pour bloquer des décisions », poursuivait le “Wall Street Journal”. REUTERS/PETAR KUJUNDZICì

La Chine, en tant que principal pays contributeur, aura de facto un « droit de veto » sur les principales décisions de la future Banque asiatique de développement, lancée à son initiative, rapportait mardi 9 juin le Wall Street Journal. La Banque asiatique d’investissement dans les infrastructures (Asian Infrastructure Investment Bank, AIIB), qui compte cinquante-sept membres fondateurs, doit être opérationnelle d’ici à la fin de l’année et contribuera à financer des travaux d’infrastructures en Asie, où les investissements font cruellement défaut.

Après l’avoir lancée en grande pompe à la fin de 2014, la Chine a réussi à rallier nombre de pays occidentaux au projet — dont la France, mais ni les Etats-Unis ni le Japon —, et avait assuré ne réclamer aucun pouvoir de veto au sein de l’organisation. Mais, selon le Wall Street Journal, qui cite des personnes proches du dossier, la structure décisionnelle au sein de la AIIB offrira à la Chine « la haute main » sur l’institution en tant que principal contributeur, avec de facto un pouvoir de veto.

Lire (édition abonnés) : Les Chinois rallient les Européens à leur banque

Pékin doit apporter presque 30 milliards de dollars sur les 100 milliards du capital initial de l’AIIB, ce qui lui assurera entre 25 % et 30 % des droits de vote, soit « assez pour bloquer des décisions », poursuivait le WSJ, se référant aux règlements — non publiés — de l’institution. La structure très allégée de l’AIIB, sise à Pékin, sera supervisée par un conseil d’administration non rémunéré et non permanent, écrit également le journal.

Lire (édition abonnés) : Faut-il avoir peur de la Banque asiatique d’investissement ?

Washington a exprimé de vives réserves vis-à-vis de l’AIIB, s’inquiétant de ses critères de gouvernance, de sa rivalité avec des organisations existantes, ainsi que du risque que Pékin utilise cette infrastructure pour ses propres intérêts géopolitiques et économiques. L’AIIB se veut de fait un contrepoids au contrôle exercé par les Etats-Unis sur la Banque mondiale et sur la Banque asiatique de développement – aux côtés du Japon. Contribuant au « soft power chinois », elle pourrait aussi profiter aux firmes chinoises en quête de nouveaux débouchés.

Lire : Washington inquiet du soutien à l’AIIB

http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/06/09/pekin-aurait-un-droit-de-veto-a-la-banque-asiatique-d-investissement_4650074_3234.html

REAZIONE:QUESTA E’ LA BANCA DEL “SOFT POWER” DELLA NUOVA ERA IN ASIA,AFRICA,INDIA E ISPANOAMERICA.LA CINA SI HA CONVERTITO,LE GRANDE POTENZE INDUSTRIALI DI OCCIDENTE E NON SOLO HANNO ADERITO PRESTO E FERVENTEMENTE E LA NUOVA ERA VEDE IN LEI UNA ISTITUZIONE A BASSO RISCHIO NEOLIBERALISMO.FORSE PRESTO ANCHE USA E GIAPPONE VORRANO ADERIRE:NON DIMENTICARE MAI CHE E’ STATO LA MANO DI RICHARD NIXON CHI CI HA MARCATO LA VIA DELL’APERTURA OCCIDENTALE ALLA CINA,DOPO EMULATO DALLA GRAN BRETAGNA CEDENDO HONG KONG.

E IL FARO DI MARCO POLO PUNTA A QUELLA DIREZIONE.

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11 GIUGNO 2015:SALVARE NOI MICA IL PIANETTA

-SU LE MONDE,Blog:

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Ce n’est pas la planète qu’il faut sauver. C’est nous…

Pierre Barthélémy

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Indien d’Amérique photographié par Edward S. Curtis.

C’est peu de dire que le climat et la protection de l’environnement ont été au cœur de l’actualité ces derniers jours. Entre la journée mondiale de l’environnement le 5 juin et celle des océans ce 8 juin, entre l’engagement pris par le G7 pour limiter le réchauffement climatique et l’intensification de la préparation de la conférence internationale sur le climat (COP-21) qui se tiendra à Paris à la fin de l’année, ces grandes thématiques sont de retour à la fois dans l’agenda des décideurs et dans les journaux. Et, dans la bouche ou sous la plume des uns des autres, revient sans cesse le même argument : il faut agir pour, je cite, “sauver la planète” (quelques exemples tirés de ces derniers jours, ici, là, là ou encore là…). Un argument choc… mais biaisé, que j’avais déjà dénoncé en 2011 dans un “coup de gueule” dont je me permets de retranscrire la majeure partie ci-dessous.

Au fil des dernières années, se sont multipliées les campagnes médiatiques pour “sauver la planète”. Pour “sauver la planète”, ne mangeons plus de viande car une vache élevée, c’est x hectolitres d’eau, y tonnes de CO2, z flatulences et éructations remplies de méthane. Pour sauver la planète, préférons le vélo à l’auto sur les petits trajets. Pour sauver la planète, isolons bien nos maisons et ne les chauffons qu’à 19°C. Pour sauver la planète, préférons des appareils électro-ménagers moins gourmands en électricité ou des ampoules basse consommation. Pour sauver la planète, recyclons nos déchets. Pour sauver la planète, lavons-nous moins souvent et nos vêtements aussi. Pour sauver la planète, consommons local. Pour sauver la planète, sortons du capitalisme (pour reprendre le titre d’un livre de mon ex-confrère du Monde Hervé Kempf). Etc.

A lire tous ces slogans, j’ai envie de dire une chose. Ceux qui les ont écrits se trompent de sauvetage. Ce n’est pas la planète qu’il faut sauver en agissant ainsi, mais bien l’humanité et, plus précisément, si on enlève l’hypocrisie, notre style de vie très confortable : je doute en effet que la majorité des humains mangent de la vache tous les jours, roulent en voiture, chauffent leurs maisons, aient quantité de grille-pain, de mixers et de machines à laver. Pour être très clair : la planète n’est pas à sauver parce que ce n’est pas elle qui se trouve en danger. Même si certains considèrent que nous sommes entrés dans une nouvelle ère géologique, l’anthropocène, marquée par la capacité de l’homme à bouleverser son écosystème, à le polluer, à modifier la composition atmosphérique, à détruire massivement des espèces et des ressources naturelles, à créer des tremblements de terre, la planète n’en a cure. Pour la simple raison qu’elle a connu des révolutions bien plus profondes, des changements climatiques drastiques, cinq grandes extinctions de masse, des hivers nucléaires sans nucléaire mais avec volcans, des perturbations orbitales, des bombardements de météorites ou d’astéroïdes, des glaciations incroyables, des dislocations de continents, et qu’elle s’en est toujours remise. La vie a toujours repris ses droits même lorsque, il y a 250 millions d’années, 96 % des espèces marines ont disparu ainsi que 70 % des vertébrés terrestres.

Pourquoi ? Parce que ce système naturel qu’est la Terre s’ajuste aux conditions qui lui sont imposées. Dans le cas du réchauffement climatique, la planète retrouvera, dans quelques siècles, dans quelques millénaires, un équilibre. Simplement, il sera bien loin de celui que nous connaissons et nos descendants risquent d’y laisser des plumes : parce que les extrêmes climatiques seront plus fréquemment atteints, parce que les villes côtières seront fragilisées par la montée des océans quand elles ne disparaîtront pas, parce que l’accès aux ressources naturelles de base telles que l’eau potable et la nourriture sera nettement plus problématique voire une source de conflits, parce que les services rendus gratuitement par la nature seront réduits en raison de la perte de biodiversité.

Invoquer la sauvegarde de la planète pour inciter les gens à un mode de vie plus respectueux de l’environnement est un argument défectueux. Ne pas expliciter qu’en ayant dépassé les limites de notre biosphère nous mettons en péril la survie même de notre propre espèce s’avère une manière de fermer les yeux sur nos responsabilités et sur les défis qui nous attendent. C’est interposer la planète entre nous et nos actions, comme pour les masquer. En somme une façon étrange de nous extraire de notre écosystème et d’oublier que nous constituons l’une des “cibles” des changements globaux, parce que nous sommes fragiles. C’est bien l’humanité qu’il faut sauver. La planète, elle, se sauvera toute seule.

Pierre Barthélémy (suivez-moi ici sur Twitter ou bien là sur Facebook)

http://passeurdesciences.blog.lemonde.fr/2015/06/08/ce-nest-pas-la-planete-quil-faut-sauver-cest-nous/

 REAZIONE:I TRE MAGGIORI INQUINATORI SONO USA,EUROPA E CINA.LA CINA DICE CHE NON PUO SACRIFICARE IL LORO SVILUPPO NELL’ALTARE DELL’AMBIENTALISMO.E DI FARLO CHIEDE UN COMPENSO AI PAESI PIU INDUSTRIALIZZATI,ERGO AGLI USA.USA E’ DIVISA FRA DUE SPONDE:I CONSERVATORI CHE NEGANO IL FENOMENO DEL RISCALDAMENTO GLOBALE E I DEMOCRATICI(OBAMA) CHE LO VOGLIONO COMBATTERE IN TUTTI LE FORME PERO CHIEDONO ALL’EUROPA DI FARSI CARICO DEI COSTI DEI PIATTI ROTTI:VERBIGRAZIA DI PAGARE ALLA CINA.E’ PER QUESTI MOTIVI CHE TUTTE LE CONFERENZE PER RIDURRERE I GAS SERRA RIMANGONO ARENATE E IN UN CERTO MODO RIMARRIAMO ANCORATE A QUEL INSUFFICENTE E OSSOLETO PROTOCOLO DI KYOTO.
MA C’E’ ALTRA POSIZIONE,QUESTA:POSSIAMO CHIEDERE DI FARE SACRIFICI PER PER SALVARE IL PIANETA A CHI LI VIENE NEGATO L’ACCESSO A QUELLO SVILUPPO CAUSANTE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE,E CIO’E’ ALLA MAGGIORANZA DELLL’UMANITA?:NO,NON PIU.BASTA IPOCRESIE.BASTA “SALVARE IL PIANETA”.SAREBBE UNA PERVERSA MOSTRUOSITA.
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1 GIUGNO 2015:NIENTE ACCORDO COMMERCIALE CON OBAMA
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Traité transatlantique : le Parlement européen se divise et reporte son vote

Le Monde | 10.06.2015 à 07h34,Mis à jour le 10.06.2015 à 11h51 | Par Claire Gatinois (Strasbourg, envoyée spéciale)

Manifestation contre le traité transatlantique à Vienne, le 20 janvier. En quelques mois, le traité transatlantique s’est transformé en épouvantail pour une opinion publique de plus en plus eurosceptique et inquiète de voir son mode de vie revisité à la sauce américaine.

Il y eut d’abord le spectre du poulet au chlore, puis la peur du bœuf aux hormones et celle des OGM, et enfin l’affolement face à des tribunaux d’arbitrage censés permettre à une entreprise lésée d’attaquer un Etat. Machine à fantasmes ou source d’inquiétudes légitime, le projet de traité transatlantique de libre-échange (TTIP) entre l’Europe et les Etats-Unis sème la pagaille au Parlement européen.

Mardi 9 juin, les députés européens, soucieux de la tournure des négociations sur le TTIP menées par la Commission, se sont accrochés sur la question de ces tribunaux, qualifiés par les plus radicaux d’« attentat contre la démocratie ». Et, faute de position commune, le vote a été reporté.

Tout est parti d’une résolution fixant des lignes rouges à la négociation en cours (neutralisant, notamment, la question des tribunaux) qui devait être soumise au vote du Parlement mercredi. Finalement, les députés ne voteront ni pour ni contre ce texte. Officiellement en raison d’un nombre trop élevé d’amendements formulés. En réalité, il s’agit de « ne pas faire exploser la grande coalition », susurre Pervenche Berès, eurodéputée socialiste.

Faute de compromis entre sociaux-démocrates (S&D) et conservateurs (PPE) européens, Martin Schulz, président du Parlement de Strasbourg, a préféré reporter le vote. Un nouveau rendez-vous devrait être fixé en juillet. D’ici là, l’objectif est que les parlementaires de gauche et de droite puissent s’entendre sur la résolution. Mais rien n’est moins sûr.

Les tribunaux d’arbitrages ne sont qu’une partie du « problème TTIP ». En quelques mois, le traité transatlantique s’est transformé en épouvantail pour une opinion publique de plus en plus eurosceptique et inquiète de voir son mode de vie revisité à la sauce américaine. Certains eurodéputés redoutent une bombe à retardement.

A Strasbourg, hormis quelques férus de libre-échange, rares sont ceux capables d’assumer le projet à 100 %. « Les lignes ont beaucoup bougé ces derniers mois », constate Franck Proust (PPE). Favorable au TTIP, ce dernier accompagne son aval de mille et une précautions, réclamant, notamment, la transformation radicale des « ISDS », acronyme anglo-saxon pour désigner les tribunaux d’arbitrage. « On sait ce que l’on veut et ce que l’on ne veut pas. Le temps de la naïveté de l’Europe est révolu. L’Europe doit se faire respecter, dit-il. C’est ça ou rien. »

Une attitude de « faux-cul », accuse l’écologiste José Bové, estimant qu’il faut aller bien plus loin dans la remise en cause du TTIP.

« Il y a un tel niveau de défiance vis-à-vis de l’Europe. Les gens pensent que le TTIP est une sorte d’OTAN économique. Et ils ont raison », lâche Emmanuel Maurel (S&D). A l’écouter, M. Schulz a fait une erreur en reportant le vote de mercredi. Attendre, dit-il, ne fera que radicaliser les positions des uns et des autres. Or si le vote de mercredi n’était que consultatif, in fine, le Parlement aura le dernier mot lorsqu’il s’agira d’avaliser, ou non, le traité. « Moi je fais comme si”, mais ce truc n’aboutira pas », pense déjà M. Maurel.

Les anti-TTIP de la première heure, comme les Verts ou la gauche radicale, ne cachent pas leur satisfaction de voir le sujet virer à l’aigre. « Deux ans après le lancement avec youyous et un soutien très fort du Parlement, on est sorti de cet enthousiasme un peu béat des débuts », sourit Yannick Jadot (Verts). Quant à José Bové, croisé de la lutte anti-OGM, il prédit déjà au TTIP de « s’éteindre de sa belle mort », même si la bataille, reconnaît-il, n’est pas encore terminée.

 http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/06/10/traite-transatlantique-le-parlement-europeen-se-divise-et-reporte-son-vote_4650809_3234.html
REAZIONE:OGNI POPOLO SECONDO LE SUE IDIOSINCRAZIE SOCIO-CULTURALI-STORICHE-NATURALI SVILUPPA UN SUO MODO DI STARE INSIEME,DI ESSERE SOLIDARI E RICONOSCERSI IDENTIFICATI IN UN SENSO DI APPARTENENZA.
QUELLO DELL’EUROPA NON E’ LO STESSO DI QUELLO DELLE AMERICHE.QUELLI SONO POPOLI “VECCHI”,QUESTI NUOVI.CIO CHE VA BENE PER USA NON VA BENE PER EUROPA IN QUESTO SENSO:
IN AMERICA L’IMPRENDIMENTO PRIVATO E IL FERREO SENSO DI APPARTENENZA ALLA COMUNITA CON LO SPIRITO DI RESPONSABILITA CIVILE CHE NE DERIVA E CHE POSSIAMO COLLEGARLO ALLA MORALITA POTESTANTE,E’ IL SUO MODO DI ESSERE SOLIDARI.QUESTA E’ LA LORO IDIOSINCRAZIA.
IN EUROPA SI HA IDENTIFICATO UN FORTE SENSO DI APPARTENEZA E SOLIDARIETA  NELLO STATO.RISPETTARE L’IDIOSINCRAZIA E RISPETTARE LA TRADIZIONE SOLIDARIA DEI POPOLI:NO ALL’ARBITRIO PRVATO DEGLI AFFARI PUBBLICI IN EUROPA.
D’ALTRONDE COME SEMPRE DETTO ANCHE I RAPPORTI USA-EUROPA HANNO CREATO A LUNGO DELL’ISTORIA UN COMUNE SENSO DI APPARTENENZA CHE IN UN CERTO MODO SI RIFA ALLA FILOSOFIA NEOCLASSICA E NON C’E’ NE BISOGNO DI INNOVAZIONI IN QUESTA MATERIA CHE ALTRO NON FARANNO CHE INSABBIARE LA DIFUSSIONE DELLA NUOVA ERA.NON E’ NECESSARIO FARLO,ARGINARE QUESTI PIANI,NIENTE ACCORDI COMMERCIALI CON GLI AMERICANI.
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*12 GIUGNO 2015:ECO,LA STAMPA ONLINE E VOLTAIRE
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-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Umberto Eco e la polemica sui social
“Danno la parola a legioni di imbecilli”
“Ma per altri aspetti il fenomeno è positivo”
Foto La reazione degli utenti su Twitter
FOTO Nel suo libretto universitario un 27 in letteratura
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REAZIONE:HA RAGIONE IL MAESTRO,E L’ESSEMPIO SONO I LETTORI DELLA GRANDE STAMPA ITALIANA(LA REPUBBLICA,IL CORRIERE DELLA SERA,LA STAMPA ECC)CHE SONO RIDOTTI IN QUELLO STATO DI INCURANTE INNOCENTE CANDIDA FELICITA DAL  “MIGLIORE DEI MONDI” FANTASTICATO NELLE SUE FIABBE.BASTA DARE UNA OCCHIATA ALLA SEZIONE COMMENTI DEI LETTORI PER CAPIRLO.
IO OGNI GIORNO CERCO DI DARNE TESTIMONIO,DI SMISTIFICARLA,DI FARLI LA SEMIOSI COME LUI CI HA IMPARATO A FARE COI FUMETTI,INSOMMA.
-PROVE AL CANTO:
-SI LEGGE SUL CORRIERE DELLA SERA:
corriere.it

I migranti, paradosso italiano

Milano, 6 giugno 2015 – 08:33

Immaginate di essere Cameron, il premier britannico, che ha il referendum sull’Europa a breve. O Rajoy, il suo collega spagnolo, che ha le elezioni a novembre. Oppure Hollande, bocciato nei sondaggi da 8 francesi su 10; o il suo primo ministro Valls, che ogni volta non sa se ritroverà la poltrona. O sua maestà Merkel, che tra tante debolezze rischia il delirio di onnipotenza. Vi è appena arrivata dall’Italia l’ennesima richiesta di aiuto sull’immigrazione: navi da impiegare nel Mediterraneo, quote di africani e siriani da accogliere, denari da spendere. E nello stesso momento vi è arrivata la rassegna stampa con le notizie dalla capitale italiana sulla banda bipartisan — destra e sinistra in società — che dall’immigrazione trae la sua ricchezza.

Le intercettazioni tradotte dal romanesco perdono un po’ di virulenza linguistica, ma il quadro è chiaro: la politica dell’accoglienza in Italia è in mano (anche) ad avanzi di galera, che si fanno pagare due euro al giorno preferibilmente in nero per ogni migrante, che possono scendere a un euro se i migranti sono almeno cento; tanto le cifre variano a piacimento, perché di nessuno viene registrata l’identità; non sono persone, sono numeri su cui speculare. Che figura ci facciamo? Quale Paese è un Paese che finisce sui giornali del mondo con notizie così? Con quale credibilità possiamo chiedere soccorso all’Europa? Come non capire che in questo modo forniamo un alibi perfetto agli egoismi delle altre nazioni?

Intendiamoci: l’Europa non ha la coscienza pulita. Di fatto i Paesi confinanti con l’Italia hanno sospeso gli accordi di Schengen, e gli stranieri sbarcati a Lampedusa e in Puglia vengono bloccati a Ventimiglia e al Brennero; per tacere della nuova emergenza, i profughi in arrivo sulla frontiera orientale. Di fronte a un evento destinato a segnare la nostra epoca, la risposta europea è fiacca e meschina.

Cameron offre navi per salvare i naufraghi — che vanno salvati sempre, s’intende — purché finiscano tutti in Italia. Hollande e Valls ricordano il vecchio Arafat, che all’estero parlava di pace in inglese e a casa rinfocolava le folle in arabo: quando vengono in Italia si profondono in assicurazioni e promesse, subito dimenticate al rientro in patria. Il governo fa bene a protestare e a insistere: sull’immigrazione si gioca popolarità e credibilità. Ma vicende come quelle di «Mafia Capitale» indeboliscono l’intero Paese. Nessuno scandalo potrà far dimenticare l’umanità degli abitanti di Lampedusa, il gran lavoro dei marinai e degli altri uomini in divisa, la generosità dei volontari, la mobilitazione del mondo cattolico. Ma non basta limitarsi a dire che chi ha sbagliato deve finire in galera. È un sistema politico che dev’essere rifondato, all’insegna della legalità e dell’efficienza.

Fino a quando l’Italia sarà la terra della corruzione e dell’impunità del male, sarà sempre l’anello debole dell’Europa. Per contare qualcosa nella comunità internazionale non bastano la fantasia, l’estro, la bellezza, il genio; occorre anche un po’ di onestà. Gli altri europei non sono meno corrotti di noi per natura (come dimostra la penosa vicenda Fifa); sono soltanto più rigorosi con la corruzione. E non mancheranno di rinfacciarcelo.6 giugno 2015 | 08:33

http://www.corriere.it/editoriali/15_giugno_06/i-migranti-paradosso-italiano-1721e4de-0c0c-11e5-81da-8596be76a029.shtml
COMMENTO:COSI DICE IL CORRIERE..
“Per contare qualcosa nella comunità internazionale non bastano la fantasia, l’estro, la bellezza, il genio; occorre anche un po’ di onestà. Gli altri europei non sono meno corrotti di noi per natura (come dimostra la penosa vicenda Fifa); sono soltanto più rigorosi con la corruzione. E non mancheranno”
MA COME SI FA A DIRE CHE LA VICENDA FIFA E’ UNA CORRUZIONE EUROPEA?
-TUTTI GLI IMPUTATI SONO SCENDENDO ALL’EQUATORE, SUDAMERICANI,ACCUSATI DI PESANTISSIMI REATI COMMESSI IN AMERICA NON CHE IN EUROPA.
-LA FIFA E’ UNA ISTITUZIONE EUROPEA?

-IL SIGNOR BLATTER,(SANTO CHE NON E’ DELLA MIA DEVOZIONE)UNO SVVIZZERO(CIO’E’ DI UN PAESE CHE NON FA PARTE DELL’UNIONE EUROPEA)E’ PARTE LESA,DENUNCIANTE.

NON POTEVA NON SAPERE?FORSE MA E’ STATO LUI A PORTARE ALLA GIUSTIZIA SVIZZERA IL DOSSIER DI UN RICERCATORE USA,POSTERIORMENTO BASE DELLE ACCUSE,CONTRATTATO PER  LA PROPIA FIFA A TALE FINE.
NON E’ FACCENDO ACCUSE INFONDATE E DIFFONDENDO LA CULTURA DEL SOSPETTO CHE SI FA PER LA VERITA E LA REALTA.LA CORRUZIONE FIFA IN QUESTO CASO E’ UNA CORRUZIONE TUTTA SUD-ISPANOAMERICANA E QUESTO NON SOLO E’ FANTASIOSO,NON SOLO E’ DISONESTO,E’ DIS-INFOR-MA-ZIONE.E DOVREBBE ESSERE UN REATO PERSEGUIBILE PENALMENTE.
-ANCORA:E nello stesso momento vi è arrivata la rassegna stampa con le notizie dalla capitale italiana sulla banda bipartisan — destra e sinistra in società — che dall’immigrazione trae la sua ricchezza.
BANDA BIPARTISAN DELLA CAPITALE ITALIANA I QUI CAPI SI TROVANO NEL NORD LEGHISTA:LEGA NORD(MARONI-BOSSI) E BERLUSCONI TRAMITE I SUOI BURATTINI ALFANO E CASTIGLIONI.
-ANCORA:Intendiamoci: l’Europa non ha la coscienza pulita. Di fatto i Paesi confinanti con l’Italia hanno sospeso gli accordi di Schengen, e gli stranieri sbarcati a Lampedusa e in Puglia vengono bloccati a Ventimiglia e al Brennero; per tacere della nuova emergenza, i profughi in arrivo sulla frontiera orientale.
GLI STRANIERI SBARCATI VENGONO BLOCCATI A VENTIMIGLIA E CALAIS PIU CHE NEL BRENNERO CHE NON E’ IN AUSTRIA CHE BOSSI-MARONI-BERLUSCONI-KADAFY E COMPAGNIA BELLA LI RISPEDIVANO CON DOCUMENTAZIONE PROVISORIA.
COSI SUL CORRIERE DELLA SERA PER NON PARLARE DEGLI EDITORIALI DEL SIGNOR SCALFARO CHE CI PRESENTA UN PAPA “GESUITA DEI BUONI”(QUANTI C’E’ NE SONO?)CHE STA FACENDO UNA RIVOLUZIONE.
IL MITO DEL BUON SALVAGGIO,SE MAI E’ STATA RISOLTA QUESTA CONTRADIZIONE,NON E’ VESTE CHE LI STA A MISURA AL SEGNOR BERGOGLIO,IL “PAPA BUENO”.E SE NON E’ VERO CHIEDETELO DOVE LO CONOSCONO,NEL SUO PAESE.
E ANCORA PER NON PARLARE DELLE FANTASIOSE CRONACHE HIG  TECH DI LA STAMPA.E COSI VIA.
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*12 GIUGNO 2015:PROSTITUZIONE,STRAUSS-KAHN E LA GIUSTIZIA DELLA CONCORDIA
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-TITOLARE LE MONDE:
Procès du Carlton : Dominique Strauss-Kahn est relaxé
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#K3uApi0iitlwR6Yr.99
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REAZIONE:L’EX UOMO FORTE DELL’FMI ERA ACCUSATO DI ESSERE IL CAPO DI UNA BANDA DEDICATA ALLA PROSTITUZIONE.LA BANDA DEL FMI?
PERO IN QUESTO CASO HA AVUTO UN LIETO FINE:IN FRANCIA NON E’ REATO LA CONDOTTA DI CLIENTE.
IN GB NON E’ REATO AVERE RAPPORTI CON MINORENNI SE QUELLA E’ CONSAPEVOLE E CONSENTE(DONETTE BIRICHINE INSOMMA)
BENE,IN FRANCIA NON E’ REATO ESSERE CLIENTE E IN GB NON LO E’ I RAPPORTI CON MINORENNI,E IN ITALIA?PIU O MENO LO STESSO, E SE NON PENSATE A BERLUSCONI.
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3 GIUGNO 2015:NIENTE ACCORDI COMMERCIALI CON IL PACIFICO
-SU LA REPUBBLICA:
Schiaffo a Obama, la Camera boccia l’accordo di libero commercio con il Pacifico
In corso le trattative per l’accordo ‘gemello’ tra Usa e Ue
Schiaffo a Obama, la Camera boccia l'accordo di libero commercio con il  Pacifico

(afp)

NEW YORK – La Camera dei rappresentanti del Congresso americano ha detto ‘no’ a Barack Obama che chiedeva un mandato per accelerare la chiusura della Trans-Pacific Partnership (TPP), l’accordo commerciale con i Paesi dell’area del Pacifico. Uno schiaffo per il presidente Usa su una delle priorità assolute del suo secondo mandato.

Sono in corso anche negoziati per il Ttip trattato per il libero commercio tra Ue e Usa, considerato un accordo gemello sul versante atlantico di quello appena bocciato dalla Camera Usa. All’ultima riunione del G7 i sette grandi avevano chiesto di chiudere il negoziato entro l’anno.

http://www.repubblica.it/economia/2015/06/12/news/schiaffo_a_obama_la_camera_boccia_l_accordo_di_libero_commerio_con_il_pacifico-116728063/?ref=HREC1-15
REAZIONE:LE TRATTATIVE CON L’UE PER IL Ttip SONO SOSPESE E LA REPUBBLICA MENTE.
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PERO…”NO C’E’ NIENTE DI MEGLIO CHE ESSERE UN SIGNORE DI QUELLI CHE HANNO VISTO I MIEI NONNI”,……”DESDE LUEGO”.
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-APPENDICE:SIAMO IN CAMPAGNA
Il primo comizio di Hillary Clinton -   video
Il primo comizio di Hillary Clinton – video

“Basta privilegi per pochi e diritti alle donne”
30 condivisioni

-E COSI SU BBC:

Saturday, 13 June

US Democratic presidential candidate Hillary Clinton delivers her "official launch speech" at a campaign kick off rally in Franklin D. Roosevelt Four Freedoms Park on Roosevelt Island in New York City, US, 13 June 2015 Clinton rally woos working AmericansUS Democratic front-runner Hillary Clinton vows to help “everyday Americans”, in the first major rally in her presidential campaign.

TRADUZIONE:

Sabato 13 Giugno
US,candidato democratico alla presidenza Hillary Clinton offre il suo “discorso lancio ufficiale” presso una campagna che prenderà il via alla manifestazione del Franklin D. Roosevelt Four Freedoms Park Roosevelt Island a New York City, Stati Uniti, 13 giugno 2015

Clinton raduno corteggia i lavoratori americani
US
Democratica front-runner Hillary Clinton promette di aiutare gli americani “tutti i giorni”, nella prima grande manifestazione nella sua campagna presidenziale.
REAZIONE:E SI VEDE,QUELLO DEL TITOLO.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 215 »

31 maggio 2015
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31 MAGGIO 2015:BOICOTTEARE LE ELEZIONI

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-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

ELEZIONI REGIONALI E COMUNALI

Amministrative, seggi aperti fino alle 23

Renzi: non è test su di me. Lite sul silenzio

Si vota per eleggere i presidenti di 7 Regioni e i sindaci di 742 Comuni: quasi 22 milioni alle urne

Il premier parla da Trento, Forza Italia insorge: «Violato il silenzio elettorale»

Berlusconi-Renzi, duello tv a distanza

LO SPECIALE
Tutti le liste e i candidati. Lo spoglio in diretta

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REAZIONE:LA NUOVA ERA INVITA AGLI ITALIANI A NON  RECARSI ALLE URNE.QUESTO GOVERNO E’ UN GOVERNO GOLPISTA ALLA SUDAMERICANA:NON LEGITTIMIAMO QUESTA FARSA ELETTORALE.

E SI INVITA A EVITARE PARTICOLARMENTE QUALSIASI FAVOREGGIAMENTO AI RAPRESENTANTI DELLA “FRODE TELEMATICA” CHIAMATA “GENERAZIONE TELE-MACO”:

RENZI,SALVINI,FITTO,TOSI,BERLUSCONI,ZAIA,ECC,ECC,ECC

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31 MAGGIO 2015:RENZI LADRO DEI NOSTRI VECCHIETTI

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Rimborsi per le pensioni tribunale di Napoli dà ragione a un pensionato  "Inps paghi". Governo frena

Rimborsi per le pensioni tribunale di Napoli dà ragione a un pensionato”Inps paghi”. Governo frena

REAZIONE:RENZI E PADOAN FACCIANO SUBITO LA DEVOLUTION DEI SOLDI DEI PENSIONATI O SARANNO GUAI,NIENTE TESORETTO.

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31 MAGGIO 2014:REFERENDUM GB,PARLIAMO CHIARO

-Mercopress - South Atlantic News Agency

Merco Press. En Español

Mercoledì, Maggio 27 2015 – 05:29 UTC

Scozia propone che tutte le quattro nazioni del Regno Unito devono essere d’accordo, in caso di referendum di uscita su adesione all’UE

Il Capo dello Scottish National Party (SNP) Nicola Sturgeon ha confermato il Martedì che la Scozia non vuole lasciare l’Unione europea (UE), quando il referendum sulla permanenza del Regno Unito all’interno del blocco avviene.

Sturgeon propone che le quattro nazioni del Regno Unito: Inghilterra, Scozia, Galles e Nord Irlanda-, dovrebbero lasciare l'Unione europea solo se tutti sono d'accordo a farlo.

Dopo la vittoria Tory nelle recenti elezioni in Gran Bretagna, il primo ministro David Cameron ha sottolineato il suo impegno per chiedere un referendum prima del 2017

Data questa situazione, Sturgeon ha proposto un meccanismo di protezione per le quattro nazioni che compongono il Regno Unito, -Inghilterra, Scozia, Galles e Nord Irlanda-, di lasciare l’Unione europea solo se tutti sono d’accordo a farlo.

L’idea è quella di proporre una modifica a tale principio della doppia maggioranza, al fine di includerla nella proposta di legge referendaria che verrà presentato il Giovedi a Westminster.

“Io non credo che sia positivo celebrare un referendum su di permanenza del Regno Unito nell’Unione europea, ma dato che è un problema ineludibile lavoreremo per tutelare gli interessi della Scozia”, ​​ha affermato Sturgeon.

Dopo la vittoria del partito conservatore nelle recenti elezioni in Gran Bretagna, il primo ministro David Cameron ha sottolineato il suo impegno per chiedere un referendum prima del 2017.

Con questo sondaggio,i cittadini britannici saranno in grado di scegliere se restare o lasciare l’Unione europea dopo che il governo aveva negoziato una riforma che dia a Londra di nuovo il suo potere in alcuni settori, come l’immigrazione.

Lunedi ‘Cameron ha tenuto un primo giro di colloqui con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker sottolineando che “gli inglesi non sono soddisfatti dello status quo” in Europa.

Il presidente della Commissione europea “, ha ribadito che voleva trovare un accordo equo per il Regno Unito”, ha detto un portavoce del No 10 di Down Street dopo i colloqui. Il PM ha promesso di tenere un referendum “in-out”, entro la fine del 2017.

http://en.mercopress.com/2015/05/27/scotland-proposes-all-four-uk-nations-must-agree-in-the-event-of-an-in-out-referendum-on-eu-membership

REAZIONE:GB NON E’ MAI STATO UN PAESE AMANTE DELL’EUROPA.PREFERISCE ALTRE GEOGRAFIE.LA SCOZIA E’ FORSE DELLE 4 NAZIONI DELLA GRAN BRETAGNA IL MENO EUROPEISTA E IL PIU ROTTURISTA.E CAMERON TUTTO IL CONTRARIO,A DISPETTO DEL SUO PROPIO PARTITO IL CONSERVATORE TORY.

MA LA SCOZIA NON VUOLE ESSERE TRASCINATA FUORI DALL’EUROPA DAGLI INGLESI,VUOLE L’INDIPENDENZA, QUINDI QUESTA POSIZIONE E’ SOLO CIRCOSTANZIALE IN MEZZO AD UN TIRA E MOLLA SU QUELLA.D’ALTRONDE NE MENO ORA DICE DI NON VOLERE USCIRE DALL’EUROPA,E UFFICIALMENTE NON SI E’ MAI SPESO CHIARAMENTE A FAVORE DI UNA ADESIONE ALL’UE SE IL REFERENDUM INDEPENDENTISTA FOSSE STATO POSITIVO.

ALLORA NE APROFITTERA IL REFERENDUM DI CAMERON PER RIPROPORRERE UNO NUOVO SULL’INDIPENDENZA SE QUELLO “INGLESE” RISULTA ROTTURISTA.INSOMMA LA SCOZZIA CONDIZIONA L’USCITA DELL’UE DELLA GB SE VENGONO RISPETTATE LE PROMESSE DI PIU AUTONOMIA.UN PO’ UNA RIVINCITA SU CAMERON CHE HA CONDIZIONATO IL REFERNDUM SULL’USCITA DELL’UE A SE VENIVA RIELETTO.

SECONDO ME E’ LA SCOZIA CHI VERAMENTE VUOLE USCIRE DELL’UE E NON CAMERON:CAMERON NEGAVA IL REFERENDUM ROTTURISTA  E ALLORA LA SCOZIA NE FECE UNO PER ANDARSENE DELLA GB.COME SI VEDE UN COMPLICATO GIOCO DI SCACCHI.

COMUNQUE SIA DA QUESTE PAGINE LA NUOVA ERA NON HA MAI DETTO CHE LA GB O QUALUNCHE ALTRO PAESE EURPEO DOVEVA LASCIARE L’EUROPA,MA QUESTA UNIONE UROPEA:E IN FIN DEI CONTI NE GLI INGLESI NE GLI SCOZZESI POSSONO TRASLOCCARE CONTINENTE NE NEGARE L’IDENTITA STORICA E CULTURALE EUROPEA.

COME HO APOGGIATO LA RIELEZIONE DI CAMERON,SONO DI ACCORDO CON QUESTA “DOPPIA  POSIZIONE REFERENDARI DI NICOL”,NON SIA COSA CHE GLI INGLESI TRASCININO LA SCOZIA VERSO ALTRE SPONDE SENZA RISPETTARE GLI INTERSSI DEGLI ALTRE 3.SE COSI FOSSE LA SCOZIA “ABORTERA” IL REGNO UNITO CON UN’ALTRO REFERENDUM INDEPENDENTISTA E,FORTE DI QUESTA ULTIMA VOTAZIONE NAZONALE SARA LIBERA DI ANDARE DOVE VUOLE:E ANCHE DI RESTARE IN EUROPA.COSA CHE NON FREBBERO GLI INGLESI.

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1 GIUGNO 2015,ORA 04:37:ELEZIONI PARZIALI,VINCE IL “NON-VOTO”

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Elezioni, verso il 5-2.  La  Liguria  va a Toti    foto   proiezioni: vince De Luca, ma spoglio fa tremare     Umbria  a Marini . Affluenza crolla: solo 52%  foto

Elezioni, verso il 5-2. La Liguria va a Totifoto

proiezioni: vince De Luca, ma spoglio fa tremare

Umbria a Marini . Affluenza crolla: solo 52%foto

Balzo della Lega al Centro e al Nord. Forza Italia in netto calo

Speciale / Segui lo spoglio in diretta / Dalle 9 speciale su Rep Tv

di MICHELA SCACCHIOLI, ALESSANDRA BORELLA, ALESSIO SGHERZA. A cura di EVA CSUTHI e FABRIZIO TOGNONI
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REAZIONE:ANCORA NON E’ FINITO LO SPOGLIO ED E’ PRESTO PER CONCLUSIONI FERME,PERO IL DATO CHE IMPORTA E’ GIA STATO EMESSO:HA VINTO IL PARTITO DEL NON VOTO.E GIA SPIANATA LA STRADA PER FARLA FINITA CON LE LARGHE INTESE.GLI ITALIANI HANNO COSI ESPRESSO IL SUO RIFIUTO.
GLI ALTRI DATI SONO ACCESORIE.
GLI ITALIANI HANNO ASCOLTATO IL MIO APELLO A NON VOTARE:GRAZIE ITALIA.
-APROFONDIAMO QUESTI DATI:
Tutte le notizie di Rai News – ultime notizie in tempo reale – home page, logo rai news Torna su Menu Video Foto Blog
POLITICA
Alle urne il 51,8 per cento degli aventi diritto
Regionali, crolla l’affluenza: al voto un elettore su due. Calo del 10 percento
L’affluenza tiene solo in Veneto dove si assesta intorno al 57,2 per cento, comunque in calo rispetto al 66 del 2010. Puglia al 50 per cento, marche al 49,8, Toscana al 48,2. Per quanto riguarda i comuni l’affluenza è stata del 64,96 per cento rispetto al dato precedente del 73,56
Roma
1 giugno 2015 I
l dato più allarmante ma anche quello più previdibile riguarda l’affluenza. Sarà stato il sole o il ponte alle porte ma alle urne si è recato solo un elettore su due. In Liguria, Umbria e Campania si è registrato addirittura un meno dieci percento rispetto alla tornata elettorale precedente.
La media nelle sette regioni si è fermata al 51,8 per cento. Il dato migliore in Veneto con il 57,2 per cento. Maglia nera a Marche e Toscana sotto la soglia del 50.
Regionali, crollo di 10 punti
Dati negativi in Liguria dove alle urne si è recato il 50,7 per cento degli aventi diritto, il 10,2 per cento in meno delle precedenti consultazioni (60,92%). In Umbria l’affluenza definitiva si è attestata al 55,4 per cento, meno 9,97 per cento rispetto al 2010. Un dato che rischia di penalizzare il Pd, da anni al potere nella regione. Meglio il Veneto dove l’affluenza è stata del 57,2 per cento, comunque in calo rispetto al 66,4 del 2010. In Campania il dato si è fermato a 51,9 in picchiata rispetto al 62,97 delle precendenti. Al 50 per cento l’affluenza in Puglia, al 49,8 le Marche, al 48,2 la Toscana.
Comunali: ha votato il 65 per cento
È stata del 65 per cento l’affluenza alle urne rilevata alle 23 per le elezioni comunali in 512 centri chiamati al voto (il dato diffuso dal Viminale, non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia). Nelle precedenti omologhe, quando si votò in due giorni, l’affluenza si era attestata al 73,6. Il calo è stato di circa 7 punti. -
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Regionali-crolla-affluenza-al-voto-un-elettore-su-due-In-Liguria-Umbria-e-Campania-meno-10-657a5efe-4517-4db5-89d3-35e01c4a024b.html?refresh_ce
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REAZIONE:POTREBBE DIRSI GROSSO MODO CHE IL 50 PER CENTO DEGLI AVENTI DIRITTO NON SONO ANDATI A VOTARE:
IMPRESSIONANTE PLEBISCITO CONTRO RENZI E LE LARGHE INTESE.
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-APPENDICE:A SPOGLIO FINITO LA REPUBBLICA COMMENTA COSI QUESTO DATO:
Intanto, sul fronte dell’affluenza il dato – definitivo – si ferma al 52,2 per cento dei votanti. Una percentuale che testimonia la disaffezione forte nei confronti della politica. Basti pensare che alle regionali del 2010 andò alle urne il 64,19 per cento degli aventi diritto (e nel 2005 fu il 72 per cento). Lo scorso anno, alle europee, l’affluenza fu del 58,7 per cento. Nel dettaglio delle singole regioni, la partecipazione più bassa si rileva in Liguria col 50,67 per cento (in calo di 10 punti). A seguire c’è la Campania col 51,93 per cento (-11 punti percentuali rispetto alla tornata precedente).
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E NELLA NOTA COMPLETA I RISULTATI FINALI COSI:
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Regionali 2015: finisce 5-2. Pd perde la Liguria, conquista la Campania. Ma è uno stop per Renzi
Regionali 2015: finisce 5-2. Pd perde la Liguria, conquista la Campania. Ma è uno stop per Renzi
Regionali 2015: Vincenzo De Luca, candidato alla guida della Campania, al voto (ansa)

In Toscana Rossi si è assicurato la vittoria al primo turno. In Puglia successo per Emiliano. Il Veneto saldo nelle mani della Lega, flop Moretti. Nelle Marche tiene il Pd. In Umbria conferma in extremis per il centrosinistra. Boom del Carroccio che supera Forza Italia. Affluenza si ferma al 52% (calo di 11 punti): forte disaffezione nei confronti della politica

di MICHELA SCACCHIOLI

ROMA – Alla fine il risultato è un 5-2. Con diversi motivi di preoccupazione per il Pd. Il partito del premier conserva la guida della Regione in Marche, Puglia e Toscana. Mantiene l’Umbria, ma con  un margine risicato, al di là di ogni previsione. Perde sonoramente in Veneto, regione che resta saldamente nelle mani della Lega. Strappa la Campania al centrodestra, con il successo di De Luca (che però dovrà vedersela con la legge Severino). Ma soprattutto perde la Liguria, dove lo strappo con la minoranza interna si fa sempre più avvelenato. Nel complesso – secondo le ultime proiezioni dell’Istituto Piepoli – il Pd è il primo partito con il 23,7%; secondo è il M5s con il 18%, terzo la Lega al 12,5%. Forza italia è al 10,7%, Fratelli d’Italia al 4,2%, Area popolare al 3,5%.In Campania, dunque, il candidato del Pd, Vincenzo De Luca – secondo gli ultimi dati – vince le elezioni con quasi il 40 per cento. Ha un vantaggio di quasi tre punti su Stefano Caldoro, governatore uscente in quota centrodestra. Al terzo posto, Valeria Ciarambino (M5s). Ma per l’ex sindaco di Salerno (impresentabile’ secondo la lista nera stilata dalla commissione Antimafia) ora si apre la partita della possibile decadenza legata alla legge Severino.In Liguria Giovanni Toti – con l’appoggio dell’intero centrodestra – strappa la Regione al centrosinistra, diviso e in preda a rancori e recriminazioni. Toti ottiene il 34 per cento; Raffaella Paita si ferma intorno al 28%; Alice Salvatore, Movimento 5 Stelle, sfiora il 25 per cento.In Toscana il governatore uscente Enrico Rossi (Pd) ha superato il 40% necessario ad assicurarsi la vittoria al primo turno, conquistando 48 per cento. Al secondo posto Claudio Borghi, candidato della Lega Nord, intorno al 20 per cento.

GUARDA Lo speciale elezioni / Lo spoglio in diretta

Il centrosinistra ha anche rischiato di perdere un’altra sua roccaforte, l’Umbria. C’è stato un testa a testa tra la presidente uscente dem, Catiuscia Marini e lo sfidante di centrodestra Claudio Ricci. Alla fine però la governatrice uscente risulta in vantaggio con il 42 per cento contro il 39 del principale avversario.

In Veneto, il presidente uscente Luca Zaia (Carroccio) riconquista la regione con quasi il 50 per cento. Molto distanziata la candidata del Pd Alessandra Moretti (23,9%): un flop per il partito. Al terzo posto Jacopo Berti (Cinque Stelle) con più dell’11 per cento. Quarto Flavio Tosi, ex Lega, oltre il 10.

In Puglia, Michele Emiliano (Pd) si attesta intorno al 47% seguito dalla candidata grillina Antonella Laricchia, sotto il 20. Seguono Francesco Schittulli (fittiani, FdI e moderati di Area Popolare), Adriana Poli Bortone (Fi e Noi con Salvini) al 12,7 per cento. Emiliano, che sulla riforma della scuola di Renzi non ha lesinato critiche, ha poi annunciato che intende nominare Laricchia assessore . “Io lo farò – ha detto – vediamo se lei accetterà”. Ma dall’esponente Cinque Stelle è già arrivato un secco rifiuto.

Nelle Marche, il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli supera quota 40% delle preferenze. Al secondo posto Gianni Maggi (M5s) col 21 seguito da Francesco Acquaroli (centrodestra) intorno al 19 e soltanto al quarto posto Gian Mario Spacca, governatore uscente, eletto nel 2010 col Partito democratico e oggi di nuovo in corsa per il suo terzo mandato con l’appoggio di Forza Italia. A lui appena il 13% dei voti.

Intanto, sul fronte dell’affluenza il dato – definitivo – si ferma al 52,2 per cento dei votanti. Una percentuale che testimonia la disaffezione forte nei confronti della politica. Basti pensare che alle regionali del 2010 andò alle urne il 64,19 per cento degli aventi diritto (e nel 2005 fu il 72 per cento). Lo scorso anno, alle europee, l’affluenza fu del 58,7 per cento. Nel dettaglio delle singole regioni, la partecipazione più bassa si rileva in Liguria col 50,67 per cento (in calo di 10 punti). A seguire c’è la Campania col 51,93 per cento (-11 punti percentuali rispetto alla tornata precedente).

Sul versante elezioni comunali, invece, è stata del 65% l’affluenza alle urne rilevata alle 23 (il dato diffuso dal Viminale, non tiene conto delle amministrative in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia). Nelle precedenti omologhe, quando si votò in due giorni, l’affluenza si era attestata al 73,6. Il calo è di circa 7 punti.

Ma, a scrutinio ancora in corso, lo scontro in casa Pd è già esploso con accuse reciproche: tra Cofferati e il renziano Ernesto Carbone, tra la sconfitta ligure Paita e il candidato della sinistra Pastorino. All’alba Debora Serracchiani, numero due del Pd, riassume: “Siamo soddisfatti per la Campania, ma amareggiati per la Liguria. E’ evidente a tutti all’interno del Pd che le scelte di qualcuno hanno fatto vincere il centrodestra”. La resa dei conti sembra essere appena cominciata. Potrebbe essere l’inizio di una resa dei conti. L’intenzione di Renzi e dei suoi potrebbe essere ora quella di rivoluzionare il partito non solo sul territorio. E di andare fino in fondo in una rottamazione che in alcune regioni non è mai cominciata.

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni-regionali-edizione2015/2015/05/31/news/elezioni_regionali_2015_exit_poll_proiezioni_risultati-115749082/
REAZIONE:SAREBBE BELLO SAPERE A CHI FA DISPETTI LA SERRACHINI CON QUESTA CARICA.
PER ME,OLTRE AL RINGRAZAMENTO AGLI ITALIANI,DISTACCO:

1-BENE DE LUCA.LE EUROPEE NON C’ENTRANO.PER RENZI,NE MENO LA SEVERINO E L’ANTIMAFIA.
2-FI VERSO LA SCOMPARSA.
3-I NUMERI DELLA LEGA SONO SEMPRE QUELLI.C’E’ CHI GRIDA AL BOOM MA  MA TRATTANDOSI DI RINNOVO SALVINI I DATI SONO PIU CHE DELUDENTI:IN PASSATO LA LEGA E’ ARRIVATA A FARE IL 13(E SENZA TENERE CONTO CHE QUESTI ERANO ELEZIONI PARZIALI,DI MEZZO TERMINE E NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA NEL NORD).12 PER LUI E’ SCONFITTA.NEL SUD NON ESSISTE E AL NORD NON RIESCE AD AVERE LA LIGURIA DA SOLA.INOLTRE NON HA RIPETUTO I NUMERI DELLE EUROPEE.INSOMMA ANCHE LA LEGA IN VIA DI ESTINZIONE,NON DECOLLA IL “FENOMENO SALVINI”.

LEGA PIU VOTI DI FI?:REGOLAMENTO DI CONTI INTERNI(1) E SCONFITTA DEL CENTRODESTRA.

5 A 2 PER IL PD?SI MA NON PER RENZI.RENZI HA FATTO PRESSIONE PERCHE DE LUCA NON SI CANDIDASSI MA A ULTIMO MOMENTO VISTO CHE GIA ERA VOX POPULI CHE DE LUCA AVREBBE VINTO LA CAMPANIA DECISI APOGGIARLO.MA NON E’ LA SUA REGIONE,E’ QUELLA DELLA NUOVA ERA E LUI SOLO SI HA INTROMESSO IN UN BEL PASTICCIO.

VENETO?HO GIA DETTO CHE IO NON APOGGIAVO LA MORETTTI.COME LA SERRACHINI SAREBBE FINITA NELLE ZAMPE DELLA DISCIPLINA STALIANIANA DEL PD E QUINDI NELLE LARGHE INTESE DI ZAIA.E HO ANCHE SEMPRE DETTO CHE IN VENETO,LA REGIONE STORICAMENTE PIU EVERSIVA DA DOVE E’ PARTITA LA LEGA NORD, C’E’ ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE.E MOLTO TERRORISMO DA SVENTARE.STAREMMO A VEDERE.

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(JE SUI TERUN)

EPILOGO:HANNO PERSO TUTTI,HA VINTO IL RIFIUTO.

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(1)E’ UN CLAN.IL CLAN BERLUSCONI-BOSSI.

IL COGNOME DELL’EX MOGLIE DI BERLUSCONI,MADRE DEI  FIGLI DEL SECONDO MATRIMONIO OGGI IN PROCEDURA DI DIVORZIO,E’ “LARIO-BOSSI”.

E’ UN CLAN E C’E’ UN REGOLAMENTO DI CONTI INTERNI A TUTTO CAMPO E IN VARI LIVELLI:EREDITA POLITICA,IMPRENDITORIALE,CALCISTCA ECC FRA BERLUSCONI E LE EX-MOGLIE,E FRA FIGLI DELLE DUE MOGLIE.
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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO:
-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:
STRASCICHI GIUDIZIARI

Campania, dal M5S esposto
in Procura contro De Luca:
«Deve essere subito sospeso»

Il documento invita al rispetto della legge Severino ed è indirizzato anche a Renzi e Alfano, «completo di dossier sull’esponente Pd».
De Luca: «La Campania non sarà mai più associata alla parola camorra»

REAZIONE:LA SEVERINO E’ UNA LEGGE INQUISITORIA IN VIA DI ABOLIZIONE,VOLUTA E APPROVATA DURANTE IL GOVERNO BERLUSCONI.LA GIUSTIZIA NON HA BISOGNO CHE LA POLITICA LI EMMENDI LA PIANA,COME DIMOSTRA LA RECENTE DECISIONE DI NON AFFIDARE AL TAR MA AI GIUDICI L’INTERPRETAZIONE E APPLICAZIONE DI QUESTA LEGGE COME E’ DOVEROSO IN UN MODERNO REGIME DEMOCRATICO GELOSO DELLA DIVIDISIONE DI POTERI.E GRILLO E’ SOLO UN COMICO CHE GIA NON FA RIDERE .UN ESSEMPIO POST-MODERNO DEI MEDIEVALI BUFFONI DI CORTE.UNA FABRICA DI DIRE CAZZATE.

ABOLIRE LA SEVERINO BENEFICIA BERLUSCONI?MICA VERO,BERLUSCONI E’ INTERDETTO AGLI UFFICI DALLA GIUSTIZIA.E LA GIUSTIZIA,RIPETO,NON HA BISOGNO CHE LA POLITICA LI EMMENDI LA PIANA.

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1 GIUGNO 2015,ORA 19:40:ALCUNI TITOLARI DEL GIORNO DOPO SU LA STAMPA:

-TITOLARE 1:È 5 a 2. Renzi: “Risultato positivo, avanti determinati”

GRAFICI – Ecco i flussi elettorali: Pd e M5S pagano l’astensionismo, la Lega prosciuga Fi
ANALISI – Chi ha vinto e chi ha perso / I dem “sgonfiati”: 15 punti in meno delle Europee
michele brambilla, marco bresolin e fabio martini
Salvini: noi l’alternativa. Grillo: premier ridimensionato. De Luca sorvola sulla decadenza / SPECIALE: TUTTI I RISULTATI
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ANSA
+  Liguria, Pd sconfitto dopo 10 anni IACOBONI  /  +  Emiliano trionfa in Puglia LA MATTINA  /  +  De Luca più forte dei volti nuovi FELTRI  /  +  Zaia doppia Moretti
intervista   Parla il leader della Lega “Non siamo più solo il partito del Nord” mattioli  /  commento  Adesso governare sarà più difficile Marcello Sorgi
REAZIONE:
*1-HA PERSO RENZI,HA VINTO BERSANI.
*2-NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE,LE COSE TORNANO A POSTO:NE RISULTA UN PANORAMA POLITICO POLARIZZATO FRA LA COSIDETTA “MINORANZA PD”,CHE E’ LA MAGGIORANZA VOLUTA DALLA DEMOCRAZIA NELLE ELEZIONI SCORSE,E LEGA(BERLUSCONI).PIU FACILE DI VINCERE CHE IL BERLUSCONI(LEGA) DI ALLORA.

*3-LEGA AL SUD NON ESSISTE.E AL NORD POCO E NIENTE AVEVA POCO E NIENTE RESTA.NON SIAMO UN PARTITO SOLO DEL NORD?NCORA DEVE DIVENTARE UN PARTITO.E’ IN VIA DI ESTINZIONE.NIENTE PROPAGANDA.NON E’ GRIDANDO PIU FORTE E A SPROPOSITO CHE CAMBIERA LA REALTA.

LEGA VINCITRICE AL CENTRO?E CHI HA DETTO CHE C’E’ UN CENTRO-ITALIA?NON PRETENDERE RILANCIARE DI NUOVO LA MAPPA: LA GEOGRAFIA POLITICA NON COINCIDE CON QUELLA TOPONIMICA,ORMAI GRAZIE ALL’ERA BERLUSCONI-PRODI E LE LARGHE INTESE CHE E’ UNA SUA CONTINUAZIONE,ZONE ROSSE CI SONO DA PER TUTTO,ANCHE IN SICILIA E NELLE FRONTIERE NORD DA OVEST A EST.L’ITALIA MAI STATA COSI ROSSA COME CON BERLUSCONI,PRODI,BOSSI,FINI,SALVINI,ALFANO,ECC,ECC
*4-EMILIANO UOMO DI FITTO,EMILIANO UOMO DELLA GENERAZIONE TELE-MACO.NON AVRA VITA FACILE CON QUESTI RISULTATI.

*5-RENZI IN AFGHANISTAN?BHE DOVE E’ CHE NON E’ ANDATO? ORMAI FA IL GLOBE TROTTER.VADA ANCHE NELLA FIFA:VOLEVA CONQUISTARE EUROPA,ORA RICONQUISTI ANCHE LA COPPA DEL MONDO CHE HA PERSO ALL’INIZIO DELLA SUA GESTIONE.

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-TITOLARE B:
Berlusconi sorride per Toti ma Forza Italia crolla al 10%
La Stampa Tv – Cosa cambia

ugo magri e antonella rampino

REAZIONE:GIA DETTO,FORZA ITALIA SCOMPARE.

-APPENDICE 1:JE SUIS TERUN

-SU “IL FATTO QUOTIDIANO”:

Nei due Comuni capoluogo, Lecco e Mantova, Pd in vantaggio. A Lecco il sindaco uscente Virginio Brivio ha ottenuto il 39,2% dei voti, Alberto Negrini appoggiato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si è fermato al 26,53% (ma l’ex leghista Lorenzo Bodega appoggiato fra gli altri da Ncd è arrivato al 20%).

LA NOTA COMPLETA CUA.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/01/elezioni-comunali-2015-risultati-ballottaggio-a-mantova-lecco-matera-e-nuoro/1738107/

REAZIONE:IN LOMBARDIA,A LECCO,LA MIA PROVINCIA DI RESIDENZA,CITTA DI REFERENZA E CAPOLUOGO(NON SONO PIU UN UOMO DEL SUD)(1)LA LEGA NON C’E’ LA FA,MA SI ANDRA AL BALOTAGGIO.

(1)BHE PER DIRE IL VERO TRANNE I MIEI PRIMI 5 ANNI DI VITA,IN ITALIA HO SEMPRE VISSUTO NEL NORD.LI HO IMPARATO A PARLARE ITALIANO(VENETO),LI HO FATTO I MIEI STUDI POSTGRADUATORI UNIVERSITARI,LI ABITA LA MIA FAMIGLIA(LOMBARDA),E LI SONO PIU NORDICO DI MOLTI NORDICI:L’ITALIA E’ SOLO UNA E LA LEGA NON RISPECCHIA LA REALTA QUOTIDIANA DEL NORD,DELLA VERA ITALIA INSOMMA.

GLI ALTRI MIE DUE RIFERIMENTI ANAGRAFICI SONO,IL MIO COMUNE DI APPARTENENZA ABBADIA LARIANA(PROV. DI LECCO)E COMUNE DI NASCITA,RIBERA IN PROVINCIA DI AGRIGENTO,SICILIA,MA IN VIRTU DELLA RIFORMA AMMINISTRATIVA LA MIA COMUNA DI NASCITA NON DIPENDE DELLA PROVINCIA DI AGRIGENTO.

-APPENDICE 2:IL “PARTITO DEL NON VOTO” NOMINA 6 SINDACI

QUESTO E’ UN DATO CURIOSO SE SI VUOLE MA CHE NON DEVE RESTARE TRASCURATO:IN QUATRO COMUNI DELLA LOMBARDIA(A VARESE,BERGAMO E PAVIA)  PERCHE NON SI E’ RAGGIUNTO LA SOGLIA DI 50 PER CENTO DI VOTANTI I CANDIDATI PROPOSTI NON SONO STATI ELETTI E SARANNO GESTITI DA UN COMMISSARIO,MALGRADO ERANO 4 CANDIDATURE UNICHE.VEDI SULLA STESSA PUBBLICAZIONE:

E in quattro piccoli Comuni – Brezzo di Bedero, nel Varesotto, Filago e Locatello nel Bergamasco e Giussago (Pavia) – arriverà un commissario prefettizio perché meno della metà degli elettori è andato a votare e quindi, anche se c’era un solo candidato sindaco, non è stato eletto.

STESSA COSA A SAN LUCA E CASTELVECCHIO CALVISIO IN ABRUZZO:

A San Luca, paese della faida, non è stato raggiunto il quorum, come a Castelvecchio Calvisio (Abruzzo): solo 5 votanti su 277 aventi diritto.

COSI ESTESA E’ STATA LA NON CONCORRENZA ALLE URNE.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/01/elezioni-comunali-2015-risultati-ballottaggio-a-mantova-lecco-matera-e-nuoro/1738107/

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3 GIUGNO 2015.BAUDEVILLE ALLA FIFA

-SU LE FIGARO:

Football

Fifa : Sepp Blatter démissionne

Réélu vendredi dernier pour un cinquième mandat à la tête de la Fifa, Sepp Blatter a présenté ce mardi sa démission. Il restera en poste jusqu’au déroulement d’un Congrès extraordinaire entre décembre 2015 et mars 2016.

Coup de théâtre dans le monde du football. Joseph Blatter démissionne. Lors d’une conférence de presse ce mardi à Zurich, le président de la Fifa a annoncé son départ de l’instance internationale et ce après avoir été réélu pour un cinquième mandat vendredi dernier. «J’aime la FIFA et le football plus que tout. Je veux faire au mieux, a-t-il annoncé en guise d’introduction à son allocution. J’avais décidé de me représenter parce que je pensais que c’était la meilleure option. Les votes sont clos mais les affaires continuent. Mon nouveau mandat n’a pas le soutien de tout le monde du foot. C’est pourquoi j’en appelle à l’organisation d’un Congrès exceptionnel pour procéder à l’élection de mon successeur.

Un congrès qui aura lieu entre décembre 2015 et mars 2016, afin de mettre en place de nouvelles élections et donc un nouveau président. Élection à laquelle il ne se présentera pas. Jusqu’au déroulement de cette assemblée, il tiendra son poste. La Fifa «face à des défis qui ne s’arrêtent pas, a besoin d’une profonde restructuration», a déclaré Blatter en conférence de presse.

Je suis sûr que d’autres mauvaises nouvelles sont à venir

— Sepp Blatter

«Les prochains mois ne seront pas faciles pour la FIFA. Je suis sûr que d’autres mauvaises nouvelles sont à venir», déclarait Blatter vendredi dernier au moment de sa réélection suite à sa victoire sur son opposant, le Prince Ali de Jordanie. Autant dire que le dirigeant historique, président de la Fifa depuis 1998, voyait l’étau se resserrer au fil des inculpations survenue ces derniers jours et de l’enquête menée par les Etats-Unis. Cette démission intervient quelques heures à peine après de nouvelles accusations du New York Times visant cette fois le Français Jérôme Valcke, secrétaire général de la Fifa et bras droit de M. Blatter.

Le quotidien américain a accusé M. Valcke d’être le responsable d’un virement de 10 millions de dollars sur des comptes gérés par l’ancien vice-président de l’organisation Jack Warner, mis en cause par la justice américaine dans un scandale de corruption. Dans un communiqué mardi matin, la Fifa avait tenté de dégonfler ces accusations en affirmant que M. Valcke n’était en rien en cause dans ce virement et qu’il ne s’agissait que d’un projet d’aide à la diaspora africaine dans les Caraïbes, au nom de l’Afrique du Sud. Un scandale de plus qui aura définitivement précipité la chute de Blatter. Et de tout un système.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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