SPAZIO REALE:DOTT.GIUSEPPE CIANCIMINO/FATTI INTERN

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 230 »

1 SETTEMBRE 2015:VERGOGNA,LE IPOCRESIE DEL PAPA

MercoPress - South Atlantic News Agency

Sabato, mese di agosto 29th il 2015 – 06:05 UTC

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Vergogna su di voi padre Benedettini: il poster con il manifesto “Malvinas-dialogo” era reale

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Vergogna e doppia confessione del vice portavoce padre Ciro Benedettini del Vaticano: ora è chiaramente emerso che Papa Francesco era ben consapevole che teneva in mano un poster che chiede “il dialogo Malvinas tra Regno Unito e Argentina”, e inoltre, il Santo Padre ha incoraggiato l’uomo per installazione sul palco e cosi  continuare con piu forza la campagna.

Padre Benedettini ha said che "la foto has been scattata dal contesto Durante l'udienza generale a cui molte PERSONE Danno Elementi al Santo Padre".

Hoyo ha Pubblicamente Ammesso Che when il Papa Passava, "ho spiegato cosa si trattasse e lui gentilmente Preso il cartello e ha ottenuto la foto scattata"

In Seguito il quadro, Hoyo ha Ammesso Che il Papa in modo Efficace Gli Disse di continuare un 'Fortemente' con la campagna Malvinas-Dialogo.

In Bolivia, in Un'altra Situazione difficile Che coinvolge un crocifisso Sulla base di Di Una falce e martello Che divenne virale, Francesco ha sentito il bisogno di Spiegare l'incidente

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In effetti, quando la diffusione con comunicazione istantanea al mondo l’immagine di Francesco e il suo poster messaggio,manifesto: “E ‘tempo di dialogo Malvinas tra l’Argentina e il Regno Unito”, la maggior parte degli argentini tra cui il presidente Cristina Fernandez è impazzito, felice e come previsto gli Islanders Falkland erano furiosi.

Tuttavia è comprensibile che il Papa Peronista avrebbe dovuto passivamente accettare di avere l’immagine nell’istante trasmesso al mondo, anche se non in modo imprevisto da Gustavo Hoyo, l’uomo dietro la campagna ‘dialogo’ è stato per lungo tempo alla ricerca di tali messaggi forti.

Mr. Hoyo ha pubblicamente ammesso che quando il Papa passava, “ho spiegato di cosa si trattasse e lui gentilmente ha preso il cartello e ha ottenuto la foto scattata. Avrebbe potuto scegliere di non farlo, ma lui l’ha fatto. ”

Non solo, padre Benedettini, il signor Hoyo ha ammesso che dopo la messa a punto, il Papa efficacemente gli disse di continuare ‘fortemente’ con la campagna Malvinas-dialogo.

Ma per il portavoce Benedettini (vergogna su di voi) per sostenere poi solennemente che “il Santo Padre non ha ancora saputo che aveva questo oggetto nelle sue mani. Egli ha scoperto questo solo ora dopo aver visto la fotografia “, è un po ‘troppo.

Il portavoce ha aggiunto: “la foto è stata scattata nel contesto durante l’udienza generale in cui molte persone danno elementi al Santo Padre”.

Benedettini continuò: il Santo Padre ama mantenere il contatto fisico con la gente nelle udienze e molto spesso riceve, regali, oggetti, abbraccia e bacia, e perfino parti mate (infuso di tè sudamericano).

Gli interessi di Francesco in conflitti diplomatici non è una novità in quanto pare che ha giocato un ruolo chiave nel riunire Cuba e l’amministrazione americana del presidente Barack Obama, che deve essere applaudito, ma in altre occasioni, non è stato così efficace.

In effetti durante il suo recente pellegrinaggio in Ecuador, Bolivia e Paraguay si è rivolto all’aspirazione di un territorio  senza sbocco sul mare della Bolivia a una presa del Pacifico, sperando in un accordo, ma i cileni cortesemente li hanno ricordato che era una questione bilaterale e certamente non così semplice come l’ex Arcivescovo di Buenos Aires ha creduto .

Anche in Bolivia Francesco è stato presentato con un crocifisso sulla base del martello e falce,l’emblema del comunismo che è stato scolpito da un sacerdote assassinato, un gesuita come se stesso.

Dopo che la foto è stata ampiamente condivisa su Internet Francesco ha sentito il bisogno di spiegare che, mentre ammirava il prete, non condivideva le sue idee rivoluzionarie. Ha aggiunto che non si è offeso per la croce di ispirazione marxista, ma evidentemente era ben consapevole di un tale impatto per la Polonia cattolica e i cattolici statunitensi.

Purtroppo questo non si può aspettare che accada con il manifesto ‘Malvinas-dialogo’ perché la demografia parla, ma comunque, padre Benedettini, vergogna su di voi per fuorviare un pubblico mondiale: doppia confessione Domenica prossima.

http://en.mercopress.com/2015/08/29/shame-on-you-father-benedettini-malvinas-dialogue-poster-support-was-real

REAZIONE:INSOMMA ERA TUTTO VERO:HA ACETTATO CHIEDERE PUBBLICAMENTE IL DIALOGO GB-ARGENTINA SULLE “MALVINAS”.

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1 SETTEMBRE 2015:VENTI DI GUERRA FRA SPAGNA E GRAN BRETAGNA IN EUROPA

MercoPress - South Atlantic News Agency

Sabato, mese di agosto 29 2015 – 05:41 UTC

MP Rosindell: Tempo per la Spagna di fare marcia indietro, tempo per la Gran Bretagna di proteggere Gibilterra

La Gran Bretagna non può consentire alla Spagna di continuare ad ignorare il diritto internazionale e agredire Gibilterra, ha detto MP Andrew Rosindell dopo l’ultima incursione in acque di Gibilterra, questa volta un equipaggio doganale spagnolo che in realtà ha sparato colpi su una crociera di pesca britannica di Gibilterra.

"La realtà di Madrid deve accettare è che Gibilterra è fermamente britannico. E 'stato per centinaia di anni, e le persone non hanno alcun desiderio di diventare parte della Spagna ".

Il ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Garcia-Margallo, ha dichiarato di recente che le politiche ostili spagnoli verso Gibilterra erano 'dando i suoi frutti'.

Nell'ultimo incidente provocatorio l'equipaggio di una nave doganale spagnola effettivamente sparato colpi e gettò mattoni in un crociera di pesca britannica di Gibilterra.

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“La realtà che Madrid deve accettare è che Gibilterra è fermamente britannico. E’ stato così per centinaia di anni, e le persone non hanno alcun desiderio di diventare una parte della Spagna. Nel 2002, hanno fermamente respinto la prospettiva di condividere la loro sovranità con la Spagna “, ha aggiunto MP Rosindell.

In una pesante dichiarazione formulata dal rappresentante elettorale per Romford ha detto che “ancora in settimana, un’altra incursione. Sembra ora che a malapena passa una settimana senza un’altra storia di violazioni spagnoli della sovranità britannica su Gibilterra. Questa settimana, però, le tensioni sono stati gravemente in escalation quando l’equipaggio di una nave doganale spagnola ha effettivamente sparato colpi e gettò mattoni su una crociera di pesca britannica di Gibilterra.

“Questi incidenti sono diventati così comuni nel corso dell’ultimo anno che sempre meno persone in Gran Bretagna danno alcuna attenzione a loro. Ma immaginate se la guardia costiera francese iniziassi lo speronamento di navi inglesi che escono dal porto di Dover,il popolo britannico sarebbe giustamente indignati! Non possiamo permettere che la Spagna continui ad ignorare il diritto internazionale e fare il prepotente su Gibilterra. Esso costituisce un cattivo precedente per le frontiere marittime ovunque, e sta sempre di più facendo che i cittadini-marinari di di Gibilterra si sentano sicuri nel loro territorio.

“La realtà che Madrid deve accettare è che Gibilterra è fermamente britannico. E ‘stato così per centinaia di anni e le persone non hanno alcun desiderio di diventare una parte della Spagna. Nel 2002 hanno fermamente respinto la prospettiva di condividere la loro sovranità con la Spagna, dimostrando al mondo che non sono spagnoli e non vogliono esserelo.

“I successivi governi spagnoli, però, hanno fatto della recuperazione  del territorio sovrano di Gibilterra un obiettivo dichiarato. Infatti,il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel García-Margallo, ha dichiarato di recente che le politiche ostili spagnoli verso Gibilterra stavano ‘dando i suoi frutti’. La Spagna sta continuamente spingendo la questione della sovranità di Gibilterra in conferenze internazionali, ed ha anche una squadra nel suo Ministero degli Affari esteri dedicata alla prepparazione del briefing,analisi e proposte sul riprendere il controllo del territorio.

“Le incursioni territoriali che abbiamo visto nelle ultime settimane sono parte di una politica concentrata da parte dalla Spagna di agire come se Gibilterra è già di loro. La loro speranza è che la gente di Gibilterra alla fine rinunciano alla lotta e accettino la sovranità spagnola come lo stato di fatto delle cose. Non possiamo permettere che ciò accada, e il governo di Sua Maestà deve resistere a Madrid.

“La risposta britannica a incursioni nelle acque di Gibilterra nel corso dell’ultimo anno o giù di lì è stata debole. Dobbiamo accettare che la Spagna non si fermera nella sua determinazione a prendere il controllo di Gibilterra, e quindi non possiamo continuare a rispondere alle incursioni nelle acque di Gibilterra con gli stessi vecchi luoghi comuni diplomatiche. La Gran Bretagna deve fare una prova di forza,solo possiamo dire alla Spagna che cosa fare da una posizione di forza. La presenza della Royal Navy a Gibilterra deve essere potenziata, e dobbiamo dimostrare allo spagnolo che il continuo disprezzo per il diritto internazionale non sarà tollerato “.

http://en.mercopress.com/2015/08/29/mp-rosindell-time-for-spain-to-back-off-time-for-britain-to-back-up-gibraltar

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REAZIONE:BENE GB PERO DOVREBBE AVERE LA STESSA PRESA DI COSCIENZA SUI SUOI TERRITORI DI OLTREMARE ANCHE NELL’ATLANTICO SUD DOVE PORTA AVANTI UNA POLITICA REGIONALE AMBIGUA ED ERRATICA.QUESTI SONO I RISULTATI E L’APROCCIO DEL PAPA(VEDI SOPRA) E SARKOZY(VEDI SOTTO) VERSO LE FAULKLAND LI FANNO DI CONTORNO.

-APPENDICE:SULLO STESSO GIORNALE ONLINE

Falklands /Malvinas: Sarkozy disposto a mettere insieme le parti per risolvere il problema

REAZIONE:DISGRAZIATA PRESA DI POSIZIONE DI SARKOZY.NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE SBAGLIA SUGLI APROCCI CON LA REALTA ESTERA.E QUESTO LI HA COSTATO PERDERE LE ULTIME ELEZIONI.PIU TOSTO DI APOGGIARE CAUSE PERDUTE DOVREBBE CERCARE DI SPIEGARE COSA FACEVANO GLI EXOCET IN MANO DI GALTIERI.NON INSISTA SU QUESTA VIA:”DURA COSA VI E’ DARE CALCI SUL PUNGOLONE”

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-1 SETTEMBRE 2015:”MUERA LA CULTURA”

–TITOLARE LA REPUBBLICA:Siria, foto satellitari confermano -   foto   distruzione Tempio di Bel a Palmira   video

Siria, foto satellitari confermano – foto distruzione Tempio di Bel a Palmira video

Foto I templi nel deserto: le foto di fine Ottocento

Video E a Mosul l’Is annuncia il conio di una nuova moneta

Libia: a Sirte arrivano 200 combattenti di Boko Haram per unirsi all’Is. Stato Islamico finanzia trafficanti uomini dal Niger

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-2 SETTEMBRE 2015:BENE,L’IS HA IMPARATO

-SU LA EPUBBLICA:

30 agosto 2015

Terrorismo, Netanyahu: “Iran minaccia più seria di Isis”

“La ferocia dell’Isis ha catturato l’attenzione del mondo”  ma “una minaccia più seria è portata da un altro stato islamico, lo stato islamico dell’Iran e specificatamente la sua ricerca sul nucleare”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Firenze ha parlato di terrorismo islamico ed Isis. Sul fronte dell’immigrazione, Netanyahu – che durante il suo discorso ha più volte chiamato il premier italiano “Matteo” – ha parlato di “tragedia” ma anche di “grande sfida”, nella quale “Israele e Italia possono aiutarsi a vicenda”

video di Andrea Lattanzi

LEGGI L’ARTICOLO
*Terrorismo, Renzi: “Italia al fianco di Israele per la pace”

http://video.repubblica.it/edizione/firenze/terrorismo-netanyahu-iran-minaccia-piu-seria-di-isis/210353

REAZIONE:QUESTA SI CHE E’ BELLA:LO STATO ISLAMICO HA IMPARATO DELLA SOHA,L’EUROPA NO.

E MENTRE CON RENZI  VISITA L’EXPO TIRA IN BALLO BUSH E IL SUO RANCH CON QUI VORREBBE CONNETTARLO:BUSSNESS ARE BUSNESS!

(MENO MALE CHE JEB HA PRESO DISTANZE DAL SUO FRATELLO E PADRE)

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2 SETTEMBRE 2015:IL NEW LABOUR SOTTO ACCUSA

-LA REPUBBLICA:

Gb, rapporto sulla guerra in Iraq pieno di errori. Slitta a metà 2016

Il dossier conclusivo subisce un nuovo rinvio provocando l’ira di David Cameron, rivela il Sunday Times. Sul banco degli imputati l’ex premier laburista Tony Blair, principale alleato di George Bush

0 agosto 2015

Gb, rapporto sulla guerra in Iraq pieno di errori. Slitta a metà 2016

L’ex premier britannico Blair in un discorso alle truppe, nel 2004 (ansa)

LONDRA – E’ un rapporto attesissimo dai parenti dei 179 soldati britannici morti in Iraq e dai quasi 6.000 feriti. Temuto – a dir poco – dai politici dell’epoca, a partire dall’ex premier Tony Blair, e dai responsabili dell’intelligence e delle forze armate. Il dossier conclusivo sulla guerra in Iraq non sarà pubblicato prima di giugno 2016, ossia a 6 anni dall’inizio dell’inchiesta, voluta dall’allora primo ministro laburista e rivale di Blair, Gordon Brown. Lo rivela il Sunday Times.

ll giornale spiega che i continui ed ingiustificati rinvi della pubblicazione del rapporto Chilcot – dal nome del responsabile dell’inchiesta, sir John Chilcot – sono la conseguenza di grossolani errori commessi dalla commissione. In particolare i vertici delle forze armate dell’epoca hanno denunciato che Chilcot e altri membri della commissione hanno attribuito ai militari scelte di esclusiva responsabilità politica.

Generali ed ammiragli dicono di essersi limitati, spesso controvoglia, a obbedire a un ordine legale e legittimo dato dal governo laburista di Blair (all’epoca soprannominato da una parte della stampa britannica “Bush’s Poddle”, barboncino dell’allora presidente George W. Bush). Secondo il giornalista investigativo Tom Bowwer, i militari hanno lamentano che la bozza del rapporto (loro anticipata) cita decine di documenti del governo che nessuno ha loro mostrato. Tanto che a questo punto è lecito dubitare della loro esistenza. La commissione ha così deciso di riesaminare tutte le prove. In pratica, di cominciare una nuova inchiesta. Chicolt, sotto pressione di Downing Street, si è dovuto scusare con i parenti delle vittime.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/08/30/news/gb_rapporto_sulla_guerra_in_iraq_pieno_di_errori_slitta_a_meta_2016-121868965/?ref=HREC1-15

REAZIONE:BROWN SEGNO LA SVOLTA NEL LABOUR CACCIANDO I MEBRI DEL NEW LABOUR DI TONY BLAIR IN MAGGIORANZA MEMBRI DELL’OPUS DEI.E  BROWN SEGNO L’ESSORDIO DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA IN GRAN BRETAGNA E LA COMMON WEALTH.

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2 SETTEMBRE 2015:QUALE RIPRESA?:RENZI DA I NUMERI

-SU “NOTIZIE MICROSOFT”(NOTA PRESA DI LA REPUBBLICA)

Renzi sfida i dissidenti: “Chi ferma le riforme blocca anche la ripresa”

Il premier: “Se vince il no, si vota e addio alla crescita”. Il governatore Rossi: “Io segretario Pd? Perchè no?,di FRANCESCO BEI

Renzi sfida i dissidenti: "Chi ferma  le riforme blocca anche la ripresa"
Matteo Renzi (ansa)

ROMA – “Con i dati dell’Istat che certificano la crescita dei posti di lavoro voglio vedere chi si assumerà la responsabilità di mandare tutto all’aria e bloccare la ripresa”. Gasato per la buona notizia sull’occupazione, dopo il disastro comunicativo del ministero del Lavoro, Matteo Renzi guarda alla sfida che si aprirà al Senato la prossima settimana, quella sul disegno di legge costituzionale. Lo spettro delle elezioni anticipate resta sullo sfondo, anche se più come spauracchio per intimidire la fronda interna al partito. E intanto il report, aggiornato giorno dopo giorno da Luca Lotti, quello con i nomi dei senatori su cui contare, è finalmente arrivato sulla scrivania del premier. Che compulsando la lunga serie di volti che lo compongono si è soffermato sul dato finale: “Sulla carta ne abbiamo 185. Anche se scomputiamo la minoranza ce la possiamo fare”.

Tanti infatti sono i voti che la maggioranza, in teoria, potrebbe raggranellare sul ddl Boschi. Una quota stratosferica, che significativamente considera nella colonna dei ” Si” anche i voti di quei 25 (o 29) senatori della minoranza dem che non sono mai scesi dalle barricate. Oltre agli apporti dei fuoriusciti forzisti, grillini e Gal. È questa la quota di partenza dal quale inizare a sottrarre per arrivare a una cifra realistica. Ed è proprio quel numeretto, scritto in fondo al report, all’origine della spavalderia che il premier mostra con chiunque lo interroghi sul tema: “I voti li abbiamo comunque, ma certo sarebbe meglio se la minoranza del partito guardasse il merito e alla fine considerasse quanto possiamo offrire”.

Centottantacinque voti, meno i venticinque dissidenti del Pd, e si arriva a centosessanta. Solo un voto in meno della maggioranza assoluta necessaria nella terza votazione. Se davvero le cose andassero così per il capo del governo sarebbe una prova di forza.
L’ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E SU REPUBBLICA +

http://www.repubblica.it/politica/2015/09/02/news/renzi_sfida_i_dissidenti_chi_ferma_le_riforme_blocca_anche_la_ripresa_-122037218/?ref=pmsk

REAZIONE:HA FINITO IL FERRAGOSTO E I POLITICI TORNANO.TORNANO E CI DANNO I NUMERI.CONTANO CON LA SMEMORIA CHE QUALCHE COLPO DI CALDO ABBIA FATTO SULLA POPOLAZIONE IN ESSODO SULLE SPIAGGE.E COSI QUANTO FINO A IERI ERA MOTIVO DI PREOCUPAZIONE OGGI,VACANZE E SOLE MEDIANTE,SI HA TRANSFORMATO IN MERAVIGLIA,TUTTO E’ ROSE E FIORE,DI RITORNO DAL MARE PARACADUTIAMO NEL PAESE DI ALICE :IL PIL CRESCE,LA DISOCUPAZIONE CALA,LA JOBS ACT FUNZIONA,IL DEFICIT FISCALE HA CALATO ANCHE,L’EXPO,NON IMPORTA SE LA CORRUZIONE COINVOLGE DALLA COMPAGNE AL COMMANDO COMPRESO MARONI IN GIU,E’ UN SUCCESSO,L’UE SI AVVIA A METTERE IN ATTO LE IDEE DI RENZI SULLE QUOTE E IL “DIRITTO EUROPEO DI ACCOGLIENZA,L’ENI SI ATTINGE A VERNICIARE DI PETROLEO L’EGITTO CHE DIVENTERA L’OTTAVA MERAVIGLIA E SI TRANSFORMARA NEL COLOSSO DEL PETROLEO IN MEDIO-ORIENTE,E…SECONDO LE PAROLE DI RENZI CHE VEDETE SOPRA,LA RIPRESA C’E.INSOMMA,IL FUTURO VI SORRIDE ITALIANI.

E I SONDAGGISTI TORNANO ANCHE A FUNZIONARE,FATE I GIOCHI SIGNORI:SALVINI E BERLUSCONI INSIEME BATTONO GRILLO.IL PD CALA MA RENZI NO.QUESTO CI DICONO I SONDAGGI E QUESTOI CI DICONO I TITOLARI DELLE PRINCIPALI NOTIZIE.

APROFITTANDO CHE HO INSTALLATO,COME TUTTI VOI,IL WINDOWS 10 DI MICROSOFT STO USANDO LA NUOVA SEZIONE “MICROSOFT NOTIZIE”.NON LI HO CONTATI QUANTI TITOLARI VENGONO RECENSITI SL SITO PERO SI VI POSSO ASSICURARE CHE DI TUTTI QUANTI IL 40 PER CENTO RIGUARDAVANO SOLO RENZI,IL SOCIO DI NADELLA NEL “DIGITAL VENEZIA”.40 PER CENTO DI TITOLARI SU RENZI E TUTTI “ROSE E FIORI” COME QUESTO CHE VEDETE SOPRA,INOLTRE TUTTI PORTANO LA SORRIDENTE FOTO DEL TELEMACO CHE VEDETE SOPRA,ORMAI IN CAMPAGNA ELETTORALE:FATTE GIOCO SIGNORI,RENZI DA I NUMERI.BASTA CREDERCI.NON SI ACCONTENTA CHI NON VUOLE.

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VOCE DI MATTEO RAVAZZI:”Iena” è il nuovo singolo e videoclip della band fiorentina dei Kelevra estratto dal disco “Beati voi che non capite niente” (Vrec/Audioglobe).

 

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 229 »

29 agosto 2015
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29 AGOSTO 2015:DOVE LI DANNO LI PRENDONO….(“LE BOTTE”, NATURALMENTE)

lemonde.fr
La Suisse italienne stigmatise ses travailleurs frontaliersA la frontière entre Côme, en Italie, et Chiasso, dans le Tessin suisse.
A la frontière entre Côme, en Italie, et Chiasso, dans le Tessin suisse. © Denis Balibouse / Reuters

Longtemps, la petite commune de Claro, à l’extrême sud de la Suisse, n’a été connue que pour la quiétude de ses sentiers pédestres situés sur les sommets environnants. Mais son maire, Roberto Keller, lui a fait gagner une notoriété nouvelle en proposant, il y a quelques mois, de créer un autocollant destiné aux entreprises.

La vignette, disponible pour 10 francs suisses (9 euros) à l’hôtel de ville, précise combien de frontaliers l’entreprise emploie parmi son personnel. A Claro, plusieurs devantures sont désormais ornées de cette étrange signalisation. En Italie, la presse a aussitôt dénoncé un « apartheid » et comparé la mesure avec les panneaux antisémites du régime nazi.

Mais, dans le canton du Tessin, où plus d’un salarié sur quatre vient chaque jour de l’Italie voisine, cette initiative n’a guère soulevé de protestations. Le Parlement cantonal étudie même la généralisation de ce système.

Sentiment anti-frontaliers

Le sentiment anti-frontaliers s’est banalisé, depuis l’entrée en vigueur de la libre-circulation entre l’Union européenne et la Suisse, qui, dès 2002, a permis d’ouvrir progressivement les frontières du pays. Collé à l’Italie, le canton est celui qui a été confronté le plus fortement, proportionnellement à ses 346 000 habitants, à un afflux de travailleurs étrangers. Il compte plus de 61 000 frontaliers, soit plus d’un quart de la population active, contre quelque 35 000 il y a dix ans.

Pour Marco Chiese, élu au parlement cantonal pour l’Union démocratique du centre (UDC), une formation populiste, ces immigrés économiques ne viennent…

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A la frontière entre Côme, en Italie, et Chiasso, dans le Tessin suisse.

La Suisse italienne stigmatise ses travailleurs frontaliers

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 http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/08/25/la-suisse-italienne-stigmatise-ses-travailleurs-frontaliers_4736085_3214.html
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REAZIONE:PECCATO CHE IO NON SONO ABBONATO DI LE MONDE MA QUANTO LETTO SOPRA E SUFFICENTE PER UN ARGOMENTO CHE NON E’ NUOVO IN QUESTE MIE PUBBLICAZIONI.MI DISPIACE PER I LAVORATORI MA L’ACCUSA DI APPARTHEID E ANTISEMITISMO NAZI MI PARE UN’ESSAGERATO SPROPOSITO:TENIAMO CONTO CHE QUELLE ZONE DI FRONTIERA “STIMMATIZATE” SONO AREE LEGHISITI E QUESTI LAVORATORI I SUOI POTENZIALI  SOSTENITORI.
SI DISSOLVA LA LEGA NORD CHE SU QUESTO HA “MESSO IL GRIDO IN CIELO” MA HA TRACCIATO UNA LINEA DIVISORIA IN ITALIA E  PRETENDE STIMMATIZARE IL MERIDIONE,PER NON DIRE CHE OFFENDE L’ITALIANITA TUTTA,E QUESTE PAGINE FARANNO PREDICA PER TOGLIERE IL COLLANTE DELLE IMPRESE SVIZZERE.LA NUOVA ERA PUO,QUELLO DEL TITOLO.

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29 AGOSTO 2015:ERIKA,NIENTE PAURA

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-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA

STATI UNITI

Florida in stato d’emergenza per l’arrivo della tempesta Erika Foto

Ai Caraibi, nell’isola di Dominica, ha già provocato 12 vittime e molti dispersi. Venti fino a 85 chilometri orari, si è spostata a Puerto Rico ed è diretta a ovest

REAZIONE:E’ INIZIATA ALL’ISOLA DI SAN MARTIN NELLE MARTINIQUE FRANCESI,PASSARA PIU IN FRETTA CHE L’URAGANO TRUMP,DONALD,E FARA MENO DANNO.

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29 AGOSTO 2015:CONTO ALLA ROVESCIA PER RENZI

-NOTIZIE MICROSOFT

4 NOTE SU IL GIORNALE:”AL CONTATTO TELEFONICO”

-NOTA 1:

ilgiornale.it
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La procura di Firenze ora indaga su Renzi: “Favorito da Adinolfi”

Luca Romano – Ven, 28/08/2015 – 12:16

La spada di Damocle della magistratura pende sulla testa di Matteo Renzi. Secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, i rapporti tra il generale della Guardia di Finanza, Michele Adinolfi, e il premier sono finiti sotto la lente di ingrandimento della procura di Firenze che ha aperto una inchiesta per il reato di omissione di atti d’ufficio.

Le conversazioni intercettate tra i due avrebbero rivelato una certa intimità e soprattutto, quando Adinolfi era comandante interregionale di Emilia e Toscana tra il 2011 e il 2014, molte denunce contro l’allora sindaco di Firenze potrebbero essere finite nel dimenticatoio. Ed è proprio su questo che si concentra l’indagine della magistratura.

L’esposto è stato presentato da Alessandro Maiorano, un dipendente del Comune di Firenze (assistito in questo caso dall’avvocato Carlo Taormina) che dal 2011 ha presentato numerose denunce contro Renzi tanto da essere querelato per diffamazione dal premier.

Entrando nel merito delle conversazioni, l’11 gennaio 2014, Renzi confidava al generale delle Fiamme Gialle l’intenzione di far dimettere Enrico Letta da presidente del Consiglio in quanto “incapace”. La risposta di Adinolfi è questa: “Stronzo”.

 http://www.ilgiornale.it/news/politica/procura-firenze-ora-indaga-su-renzi-favorito-adinolfi-1164203.html
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-NOTA 2:
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ilgiornale.it
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L’inchiesta sfiora il governo Intercettati pure Renzi e Lotti

Massimo Malpica – Mer, 01/04/2015 – 08:07

Roma – La «scossa» al Pd nel golfo di Napoli ha sollevato un’onda sinistra che ha mandato dietro le sbarre il sindaco dem di Ischia e una manciata di manager del colosso delle coop rosse Cpl Concordia.

Oltre a far arrabbiare Massimo D’Alema, non indagato ma ampiamente e ripetutamente citato nell’ordinanza per gli acquisti dei suoi vini e dei suoi libri fatti dalla coop.

Tanto che presto «Baffino» potrebbe essere sentito a Napoli come persona informata.

Ma lo tsunami partenopeo ha finito inevitabilmente per lambire anche il governo di Matteo Renzi. Nella rete di intercettazioni non omissate (molto è stato espunto per coprire le indagini ancora in corso) e finite nell’ordinanza del gip Amelia Primavera, infatti, viene pescato – solo de relato – anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, fedelissimo renziano fin da quando Matteo era sindaco a Firenze e Lotti suo capo di gabinetto. Nell’inchiesta sulla metanizzazione, lo tira in ballo proprio il sindaco finito in manette, Giosi Ferrandino, considerato vicino al renziano Lorenzo Guerini. Il sindaco al telefono con un’amica del fratello spiega di essere a Roma in vista delle europee (sarà primo dei non eletti del Pd) e che «deve parlare con Luca Lotti».

L’altro componente dell’esecutivo citato nelle intercettazioni è la senatrice Ncd Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico con Letta e poi con Renzi. Il capo relazioni istituzionali di Cpl, Franco Simone (arrestato lunedì), a novembre 2013 manda una mail al presidente della coop sulla legge di Stabilità approvata al Senato «in cui sono stati previsti – scrive il manager – su impegno del sottosegretario Simona Vicari e su nostra indicazione, 20 milioni di euro per anno per i prossimi 7 anni per il completamento delle opere di metanizzazione al sud». Simone aggiunge che «è impegno della Vicari togliere la parola “nei limiti” (relativa all’importo, ndr ) nella presentazione e approvazione alla camera dei deputati». L’uomo delle Pr della coop conclude: «La sottosegretario si è detta disponibile a farci visita in Cpl». Se il meeting ci sia stato o no, il provvedimento del gip non lo racconta. La Vicari, ieri, ha precisato che il ministero non aveva alcun ruolo nella fase degli appalti, rivendicando invece il merito dello stanziamento per il metano al Sud.

Ma se questo è quanto riporta l’ordinanza, altre intercettazioni agli atti dell’inchiesta riguarderebbero direttamente sia Lotti che il premier Renzi. Registrati, entrambi, mentre parlano al telefono con il generale delle fiamme gialle Michele Adinolfi, intercettato perché la procura di Napoli l’aveva indagato per corruzione proprio per l’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia sfociata negli arresti di lunedì scorso.

La procura partenopea, all’epoca, sospettava che la Cpl Concordia si fosse rivolta ad Adinolfi (in alcune intercettazioni di parlava di un favore fatto da «un generale», che sarebbe peraltro stato retribuito per il disturbo) per far bonificare la propria sede dalle microspie, avendo gli indagati scoperto di essere intercettati dopo le iniziali perquisizioni e interrogatori. Così sotto ascolto è finito anche l’ex capo di Stato maggiore della Gdf, e di conseguenza le sue chiacchiere con Renzi (su un’utenza intestata alla fondazione BigBang, poi Open, come confermato ieri dal presidente della stessa, Alberto Bianchi) e Luca Lotti. Nel frattempo, però, Adinolfi si è presentato a Napoli in procura dai pm per chiarire la sua posizione. E la versione del finanziere dev’essere stata convincente a sufficienza, perché Henry John Woodcock, che coordina l’indagine insieme ai pm Celestina Carrano e Giuseppina Loreto, avrebbe già da un po’ provveduto ad archiviare il generale, che così è uscito dall’inchiesta.

E le intercettazioni tra Adinolfi, il premier e il suo vice? Quelle chiacchierate al telefono, che i pm napoletani avevano da subito ritenuto di nessuna rilevanza per l’indagine ischitana, sono state trasmesse a Roma, dove riposano in cassaforte. Che cosa ci sia dentro quei brogliacci, cosa si dicano Renzi, Lotti e il generale, e se le conversazioni contengano qualche elemento di possibile imbarazzo per l’esecutivo, lo sa solo il procuratore capo capitolino, Giuseppe Pignatone.

 http://www.ilgiornale.it/news/politica/linchiesta-sfiora-governo-intercettati-pure-renzi-e-lotti-1111982.html
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-NOTA 3:
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ilgiornale.it
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Lo strano silenzio di Renzi sull’amicizia col generale

Roberto Scafuri – Lun, 13/07/2015 – 08:45

Nessun cinguettio. Neppure un frinire, un pigolio, un bubolare (che poi sarebbe il verso del gufo, e dell’allocco).

Niente. A Matteo Renzi questa questione delle intercettazioni con il generale della Guardia di Finanza va proprio storta, dunque è vietato parlarne. Motivo in più per occuparsene. Molte delle considerazioni emerse sono assodate: la scarsa stima nei confronti dell’ex premier Enrico Letta, l’intreccio di circostanze (oscure o poco edificanti) che portarono il segretario del Pd a veder l’Italia cadere ai suoi piedi, saga dei Napolitanos compresa, i singolari e intimi rapporti con i graduati della Finanza (ma non solo) che l’ex sindaco di Firenze intratteneva. È proprio quella dell’amicizia con il generale Michele Adinolfi una delle piste più inquietanti venute alla luce. Anche perché è proprio al premier che il generale si rivolge subito, l’altra mattina, appena lette le intercettazioni pubblicate dal Fatto . «Mi ha detto di stare sereno», dichiara Adinolfi a Repubblica , cercando di far passare per «rapporti istituzionali» quelli intrattenuti con Renzi e Lotti in qualità di «comandante interregionale di Toscana, Emilia e Marche. Con chi avrei dovuto discutere…? Colpa mia se poi è diventato premier?». Tutto bene, madama la marchesa. Sì, ma anche no. Perché Adinolfi era all’epoca il comandante di un corpo di polizia giudiziaria investito di indagini che hanno lambito l’ex presidente della Provincia di Firenze e poi sindaco di Palazzo Vecchio, «il mio sindaco» come lo chiama lui. Per esempio, quella sui finanziamenti a due associazioni, Noi Link e Festina Lente (fino a pochi mesi fa sconosciute), e a due fondazioni, Big Bang e Open , che hanno foraggiato la scalata renziana. Il Fatto le definisce le «casseforti di Renzi», visto che in poco più d’un lustro hanno raggranellato un tesoretto di quasi cinque milioni di euro: soldi versati da imprenditori che hanno avuto modo di essere ripagati da appalti pubblici o altre utilità? E di che tipo di imprenditori si trattava, visto che tra i benefattori della Bing Bang c’era persino il Buzzi di Mafia Capitale ? E che rapporti avevano alcuni di questi imprenditori siciliani, che Renzi premeva per portare al governo, con lo stesso Adinolfi, che è stato comandante GdF anche a Catania? E questa Big Bang , cui era intestato persino il cellulare con il quale Renzi parla con Adinolfi nell’intercettazione, gestita da Marco Carrai, amico fraterno di Matteo, che ruolo ha nell’intreccio vorticoso di relazioni tra politica, affari e apparati dello Stato? Un’inchiesta scattata già nel febbraio 2014 giace da allora alla Procura di Firenze, senza aver fatto passi in avanti. Collegata a essa, la denuncia di un ex usciere di Palazzo Vecchio, Alessandro Maiorano, a proposito della mansarda in cui è stato residente Renzi, nonostante fosse pagata da Carrai. Altro troncone finito misteriosamente nel nulla (sul caso pare che l’avvocato Taormina s’appresti a presentare denuncia alle Procure generali della Corte d’appello di Firenze e della Cassazione).

Di sicuro uno dei «controllori», come avrebbe potuto essere il generale Adinolfi, non era al di sopra di ogni sospetto. «Se qualcuno è in grado di dimostrare che io sia venuto meno ai miei doveri di ufficio nei confronti dei politici con cui nel tempo ho avuto necessariamente rapporti, sono pronto a pagare duramente», dice Adinolfi. Quasi un’ excusatio non petita , oggi che sembrerebbe avere un ombrello che lo mette al riparo da tutto. Forse l’«ombrello» comincia a far gocciolare qualche verità. Forse piove.

 http://www.ilgiornale.it/news/politica/strano-silenzio-renzi-sullamicizia-col-generale-1150991.html
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-NOTA 4:
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ilgiornale.it

Le confidenze dell’allora neosegretario Pd al generale amico svelano le trame del rottamatore per la scalata a Palazzo Chigi, poi riuscita a febbraio del 2014

Anna Maria Greco – Sab, 11/07/2015 – 07:00

Roma

Solo ora si capisce che cosa c’era dietro il gelo della «cerimonia della campanella» del 22 febbraio 2014, quella in cui un cupo Enrico Letta passò le consegne al nuovo premier Matteo Renzi, senza mai guardarlo negli occhi.

«Lui non è capace – diceva un mese prima l’attuale capo del governo al comandante interregionale della Guardia di finanza Michele Adinolfi, in una telefonata intercettata e pubblicata in prima pagina da Il Fatto quotidiano – non è cattivo, non è proprio capace. E quindi… però l’alternativa è governarlo da fuori…».

Renzi si riferisce a Letta, naturalmente, e concorda con il generale che «sarebbe perfetto» per il Quirinale. Ma di mezzo c’è l’età, perché ha 46 anni e un presidente della Repubblica deve averne almeno 50. «L’unico problema – dice il leader Pd- è che… bisogna aspettare agosto del 2016. Quell’altro non c’arriva, capito? Me l’ha già detto». Qui si tratta di Giorgio Napolitano, chiamato «il numero uno», che «vuole andar via» ed è contrario a favorire la staffetta. La proposta verrà rifiutata da Letta, che non si fida, e tutto salta.

In questa clamorosa telefonata dell’11 gennaio 2014, giorno in cui Renzi compie 39 anni, i carabinieri del Noe di Roma ascoltano i due perché Adinolfi in quel momento è indagato (poi ci sarà l’archiviazione) e intercettato dal pm di Napoli Henry John Woodcock, per una presunta fuga di notizie, nell’inchiesta sulla Cpl Concordia per la metanizzazione di Ischia che ha portato all’arresto del sindaco Pd Ferrandino. Il «rottamatore» è amico di Adinolfi che alle 9 e 11 lo chiama sul suo cellulare (intestato alla fondazione Big Bang) per fargli gli auguri. Sono tanto in intimità che, tra battute sul calcio, Renzi gli rivela il piano che sta seguendo e si sbilancia nel suo pesante giudizio su Letta, precisando che Silvio Berlusconi, al contrario di Napolitano, sarebbe d’accordo sull’ipotesi di offrire a Letta il Quirinale, perché si faccia da parte senza troppe storie. Una contropartita.

«Cosa penso delle frasi e dei comportamenti di #Renzi rivelati dal fattoquotidiano oggi? Si commentano da soli», è il commento aspro su Twitter dell’ex premier definito «incapace». Letta non dice altro e il suo silenzio è carico di risentimento.

Le intercettazioni pubblicate dal Fatto fanno parte del voluminoso materiale trasferito per competenza dal tribunale del Riesame di Napoli alla procura di Modena. «Non hanno alcuna rilevanza penale – precisa il procuratore aggiunto reggente di Modena, Lucia Musti – né tantomeno riguardano l’inchiesta sulla metanizzazione d’Ischia della quale ci occupiamo». Però, nessuno ha stralciato ciò che non serviva, né sono stati messi degli omissis nelle 500 pagine del rapporto finale, trasferito per intero e a disposizione delle parti senza più alcun segreto. «Con gli atti – spiega la Musti- è stata inviata un’informativa conclusiva dei carabinieri, nella quale si dava contezza della complessiva attività investigativa svolta e, dunque, anche delle intercettazioni effettuate che, a volte, vengono registrate al fine di assicurare la continuità anche se non hanno rilevanza penale». Forse, adesso che ne è diventato vittima pure lui, Renzi farà presto la riforma contro l’abuso delle intercettazioni.

È il giorno, del 2014, in cui l’allora segretario del Pd Matteo Renzi lancia su Twitter l’hashtag #enricostaisereno, per tranquillizzare il premier rispetto ai boatos che dicono che lui sta per silurarlo. La telefonata intercettata tra Renzi e Adinolfi è dell’11 gennaio

È il giorno, del 2014, in cui Enrico Letta, altro che «staisereno», presenta le dimissioni da Palazzo Chigi. A sfiduciarlo, costringendolo di fatto alla resa, è la direzione del suo partito, il Pd, il cui segretario, Matteo Renzi, è pronto a prendere il suo posto

Sono i giorni di Enrico Letta presidente del Consiglio. Il governo Letta, arrivato dopo quello guidato da Mario Monti, è cominciato il 28 aprile del 2013 e si è concluso ufficialmente il 22 febbraio del 2014, col passaggio di consegne tra Letta e Matteo Renzi

Sono le volte da ministro di Enrico Letta, senza contare l’interim di poche settimane all’Agricoltura mentre era premier. È stato alle Politiche comunitarie tra il 1998 e il 1999 e all’Industria tra il 1999 e il 2001. È stato pure sottosegretario alla presidenza del Consiglio

 http://www.ilgiornale.it/news/politica/confidenze-dellallora-neosegretario-pd-generale-amico-svelan-1150637.html
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REAZIONE:EH….PIOVE SI,……..SI FACCIA IN FRETTA.
-2 NOTE SU LA STAMPA:SI  VOTA
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-NOTA 1:
lastampa.it
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Cade il velo, è pronto il piano B di Renzi
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È del tutto possibile, naturalmente, che la motivazione ufficiale dell’annunciato tour in 100 teatri italiani sia anche la ragione vera dell’iniziativa messa in campo ieri da Matteo Renzi: cioè, il governo comunica male le tante cose che fa ed allora è il premier stesso che si impegna a spiegarle in 100 incontri in altrettante città italiane. È una motivazione che sembra sconfessare quella che è stata fin qui considerata la miglior qualità del giovane segretario-presidente (la capacità, appunto, di comunicare) ma, come detto, ci può stare.

La faccenda cambia un po’, però, se al primo annuncio si aggiunge il secondo: la riproposizione – con il chiarimento, stavolta, che l’iniziativa riguarderà tutti – del taglio di Imu e Tasi a partire dal 2016. Cos’ha in testa, insomma, Renzi? Cento teatri nei quali spiegare le riforme varate dal governo o cento comizi per cavalcare il promesso taglio delle tasse, in una sorta di lunga ed itinerante campagna elettorale che potrebbe portare l’Italia al voto appunto nel 2016?

Gli uomini più vicini al premier ieri si sono affannati a gettare acqua sul fuoco.

Ma non fino al punto da rassicurare davvero i tanti preoccupati da una fine anticipata della legislatura: «Renzi – hanno spiegato – è pronto a tutto. Governare fino al 2018 resta l’obiettivo principale; se però fuori e dentro il Pd ripartisse la guerra e si giocasse duro, il premier sarebbe certamente pronto ad accettare la sfida: del resto è sempre il leader del 40%». Traducendo e semplificando, la si potrebbe dunque mettere così: c’è un piano A – governare fino alla scadenza della legislatura – al quale adesso si aggiunge un piano B: andare al voto nella primavera prossima se l’azione di logoramento del governo (a cura soprattutto della minoranza Pd…) dovesse continuare.

Si può naturalmente annotare come quella avviata ieri da Matteo Renzi non sia precisamente una ripartenza rassicurante: contemporaneamente, però, appare difficilmente contestabile il fatto che molti elementi contribuiscano a rendere politicamente legittimo anche il cosiddetto piano B. Molto di quanto accadrà, naturalmente, dipenderà dalle dinamiche che segneranno l’autunno: e in particolare dai ritmi della crescita, dalla quantità di nuovi posti di lavoro che si creeranno, dall’evoluzione dei flussi migratori dall’Africa e – nient’affatto ultimo – dal tasso di litigiosità all’interno del Partito democratico.

Le premesse, in verità, non sono incoraggianti, soprattutto per quel che riguarda il confronto interno al Pd e lo stillicidio di sbarchi di migranti ad ogni ora del giorno e della notte. Su entrambi questi fronti, infatti, la situazione va appesantendosi. Ieri, per esempio, Vannino Chiti – capofila della minoranza Pd in Senato – ha definito «battute da avanspettacolo» i passaggi dedicati da Renzi alla riforma del bicameralismo perfetto; e per quanto siano sempre più grevi (e dunque più facilmente contrastabili) gli affondo di Salvini in materia di immigrazione e l’aumento esponenziale degli arrivi di migranti, lascia presagire una crescita ulteriore delle tensioni anche nel nostro Paese.

La tentazione di scartare di fronte alle difficoltà che si profilano all’orizzonte, potrebbe dunque farsi forte: e il fatto che per la prossima primavera sia già in calendario una importante tornata elettorale (da Milano a Torino a Napoli, passando – probabilmente – per Roma e la Sicilia…) potrebbe accrescere quella tentazione. Dipenderà dalle novità che porterà l’autunno. Per conto suo, il premier ha messo subito in chiaro di non aver paura. Ha un tema classicamente elettorale da cavalcare (il taglio delle tasse) ed un programma di intervento sul territorio già definito: il tour in cento teatri italiani. Cento: proprio come «le 100 cose da fare nei primi 100 giorni» che fu lo slogan con il quale Renzi vinse le sue primarie da candidato a sindaco di Firenze…

 http://www.lastampa.it/2015/08/26/cultura/opinioni/editoriali/cade-il-velo-pronto-un-piano-b-eQxz81HaEWj5dMF4eBdemN/pagina.html
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-NOTA 2:
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lastampa.it
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Con il “tour dei 100 teatri” il premier Renzi prepara la sua nuova campagna

Nel grandissimo «Padiglione B3» della Fiera di Rimini i seimila ciellini ridono alle battute di Matteo Renzi, applaudono, ma sul più bello lui spiazza tutti: «Ve lo devo dire con franchezza, non volevo venire al Meeting…», «io non sono uno di voi…». Ma a quel punto, presa la distanza «giusta», Renzi sciorina le affinità elettive che invece lo hanno indotto, ennesimo premier, a parlare davanti al popolo ciellino. Lui, spiega, i ciellini li ha conosciuti e apprezzati al liceo, in parrocchia, in consiglio provinciale. Alla fine parte un applauso caldo, ma proprio nelle modalità che voleva Renzi: è scattato il feeling ma senza abbracci plateali. Come quello, da apoteosi, che nel 2002 salutò Silvio Berlusconi.

Cade il velo, è pronto un piano B (di Federico Geremicca)

Per come viene vissuta Cl a sinistra, Renzi sospettava che un eccesso di affetto sarebbe stato soffocante? Passano due ore e si capisce che il sospetto è fondato: in una manifestazione del Pd a Pesaro, organizzata nei giorni scorsi in gran segreto, il presidente del Consiglio ha fatto lì il discorso politico importante della giornata. La promessa di azzerare le tasse sulla casa e l’annuncio di un giro d’Italia «in cento teatri». Un giro che Renzi spiega con la sua aneddotica da strapaese: «Questa estate, durante le vacanze, sono stato nel bar di quando ero piccolo, uno di quei bar dove ti conoscono per quel che sei, e una signora mi ha detto: non le state raccontando bene le cose che state facendo, dovete fare di più».

Ma l’annuncio del giro d’Italia, sommato alla promessa di azzerare le tasse sulla casa, indirettamente confermano una tentazione che Renzi oramai coltiva da qualche settimana: quella di prepararsi ad una campagna elettorale anticipata. Nella testa di Renzi non esiste un’ora x, un mese sul quale puntare, ma alcuni ragionamenti: più tempo passa e più possibilità ci sono che il centrodestra si riorganizzi, che il Cinque Stelle aumenti il suo appeal su elettori di sinistra e di destra che finora avevano ritenuto Grillo invotabile, che il Pd si logori, perdendo consensi o restando al palo.

Ecco perché Renzi ha deciso, costi quel che costi, di cancellare le tasse sulla casa nel corso del 2016. Per tutti, anche per gli abbienti. Renzi sa che si tratta di una promessa che non può non mantenere e farà di tutto per farcela. Per ora prepara il terreno. E lo fa la con una tecnica retorica tutta sua, quella di esplicitare lui il sospetto coltivato da chi lo ascolta: «C’è l’idea che il governo abbassa le tasse solo per il consenso e c’è un pregiudizio: chi fa il premier è solo per garantirsi un proprio futuro. Noi siamo abituati ai politici che stanno per generazioni ed invece noi dopo due mandati lasceremo». Come fosse scontato che lui vincerà le prossime due elezioni politiche.

Per vincere le prossime, Renzi si prepara ad una lunga campagna elettorale, che si svilupperà in «cento teatri», dunque non in cento piazze, luoghi da prendere con le molle per un leader che oramai polarizza molto, come dimostra la protesta dell’Aquila. Ma quando si aprirà la prima finestra elettorale? Dopo il giugno 2016, utilizzando l’Italicum che diventa legge solo allora? O prima, cambiando la legge elettorale? Tutte domande, per ora, senza risposta, ma intanto Renzi sta preparando il racconto che espliciterà nella sua campagna. Come ha spiegato al Meeting con un discorso in gran parte ripetitivo ma con una novità. Renzi ha sostenuto che fino all’inizio degli anni Novanta «tra mille contraddizioni, in Italia è stato permesso di agire a chi aveva voglia di farlo. Poi, nella Seconda Repubblica, tutto si è bloccato», con gli eccessi del «berlusconismo e dell’antiberlusconismo», che con le loro risse «hanno messo il tasto “pausa” al Paese». Un elogio del «lasciar fare» dell’ultima Dc (quella dell’assalto alla spesa pubblica), che è diventato programma quando Renzi ha sintetizzato: «Liberiamo l’Italia». Più libertà, un refrain anche berlusconiano, che Renzi arricchisce con l’indicazione di un nemico dal quale liberarsi: i detrattori, chi racconta l’Italia come il «regno del male». Un calderone infernale nel quale il presidente del Consiglio continua ad infilare anche i detestatissimi talk-show televisivi.

http://www.lastampa.it/2015/08/26/italia/politica/con-il-tour-dei-teatri-il-premier-renzi-prepara-la-sua-nuova-campagna-8HRl2FfB4mpYtc3CQg0E5H/pagina.html
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REAZIONE:ITALIANI PREPARATIVI AL VOTO IN TEMPI STRETTI.NESSUNO DUBBITI SU CHE RENZI NON TORNERA PREMIER DOPO IL VOTO.LA GENERAZIONE TELEMACO STA CADENDO MISERABILMENTE.
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*31 AGOSTO 2015:STOP A RIESPEDIZIONI MIGRANTI
corriere.it
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Migranti, Londra: «Schengen causa stragi, stop anche agli europei»Riunione d’emergenza il 14 settembre
giro di vite
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Milano, 30 agosto 2015 – 13:47

(Getty Images/Court)
(Getty Images/Court)

L’accordo di Schengen, che consente di muoversi liberamente nell’Ue – tranne che in Gran Bretagna – è responsabile della morte di centinaia di migranti che scappano dalla Siria per finire nelle grinfie dei trafficanti di esseri umani. Proprio per questo va fatto a pezzi. Così Il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, ha scritto una letter al Sunday Times in cui, a parte le polemiche contro gli altri Paesi Ue, anticipa un nuovo giro di vite sui migranti, clandestini o regolari che siano, proprio per il successo – involontario – con cui Londra li attira. La richiesta è quella di messa al bando per chi entra nel Regno Unito senza avere un lavoro. La presidenza lussemburghese dell’Unione Europea intanto ha annunciato che è stata fissata una riunione d’emergenza sull’immigrazione «per rafforzare la risposta europea» al fenomeno. La convocazione per i ministri sarà il 14 settembre a Bruxelles.

8 milioni

Le ultime cifre evidenziano un arrivo di 330.000 persone all’anno, in un Paese dove vivono già oltre 8 milioni di stranieri. Tra le nuove misure che Downing Street intende adottare, stop quindi allo sbarco di europei alla ricerca, o meglio alla ventura, di un posto di lavoro. Non sarà più consentito loro di sbarcare nel Regno se non avranno un contratto di lavoro pronto. «Lo scorso anno 4 su 10 migranti dall’Ue, 63,000 persone (su 269.000, ndr) sono arrivate qui senza neanche uno straccio di accordo per qualunque tipo di lavoro», ha lamentato May.

Gli italiani

Non solo. Il ministro guiderà una stretta contro gli studenti stranieri che restano in Gran Bretagna, senza fare nulla, dopo aver finito i corsi. Per May bisogno «rompere il legame» tra lo studiare in Gran Bretagna ed il diritto a restarci. Nella sola Londra risiedono circa 250.000 italiani, in tutto il Kingdom sono oltre 600.000.

Ancora tragedie in mare

Nel Mediterraneo continua l’emergenza. Domenica un nuovo naufragio davanti alle coste libiche: almeno 7 i cadaveri ritrovati sulle spiagge davanti a Khoms, un centinaio di chilometri a est di Tripoli. Lo riferiscono fonti locali su Twitter.

30 agosto 2015 (modifica il 30 agosto 2015 | 18:48)

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http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_30/migranti-londra-schengen-causa-stragi-stop-anche-europei-da3442ae-4f0b-11e5-ad01-b0aa98932a57.shtml?cmpid=PA178012501DCOR&refresh_rum

 REAZIONE:SONO ASSOLUTAMENTE DI ACCORDO CON LONDRA.COSI SI EVITANO LE RISPEDIZIONI DI MIGRANTI DIRETTI AL NORD E RICATTI ALL’EUROPA E OCCIDENTE.
RISPEDIZIONI E RICATTI INAUGURATO DALLA LEGA E BERLUSCONI E CHE IN ITALIA CONTINUANO TUTT’OGGI SOTTO IL MANTO DI IPOCRISIA DEL GOVERNO DELLE LARGHE INTESE DI RENZI.IPOCRESIA CHE OGGI PER OGGI SI ESPRIME NEI RICATTI DELLE QUOTE E ORA DEL “DIRITTO DI ASILO” OLTRE AD UNA POLITICA DI IMMIGRAZIONE “EUROPEA” PER NON PARLARE DEGLI INTENTI PER MUTARE LA MAPPA POLITICA AFRICANA E MEDIOORIENTALE RIDANDO LE CARTE.L’IMMIGRAZIONE E’ UNA RISPONSABILITA DEI GOVERNI NAZIONALI.
BENE ANCHE LA RICHIESTA EUROPEA DI REGISTRO DEI IMMIGRANTI NEL POSTO DI ARRIVO.
BENE ANCHE IL MURO UNGHERESE.
IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE IN ITALIA QUALCOSA HA CAMBIATO DOPO IL PRONUNCIAMENTO DELLA CEI E L’APOGGIO DI  CAMERON ALLA SICILIA.E VOCI SI ALZANO ANCHE RICONOSCENDO IL GENOCIDIO DEL MEDITERRANEO.
L’IMMIGRAZIONE VA EVITATA PRIMA DI NASCERE CREANDO LE CONDIZIONI NEL SUOLO DI PARTENZA E COMBATTENDO I BARCONI DEGLI SCAFFISTI,MA UNA VOLTA SCATTATA NON SI DEVE CONVERTIRE IL MEDITERRANEO,E NON SOLO(ORA ANCHE L’AUSTRIA),IN UNA FOSSA COMUNE NE SFRUTTANDOLA PER SCOPI ECONOMICI E POLITICI.
-APPENDICE:COSI LA VEDE LA STAMPA
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lastampa.it
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Londra dichiara guerra agli emigranti italiani “Entra soltanto chi ha un contratto di lavoro”

Stop agli europei – e quindi anche agli italiani – che arrivano a Londra e nel resto del Regno Unito senza un lavoro. E basta anche a tutti quei “continentali” che si trasferiscono in Gran Bretagna solamente per «sfruttare» il welfare fatto di assegni di disoccupazione, sanità gratuita e aiuti alle famiglie. Questo è quanto chiede il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, dalle colonne del Sunday Times in edicola, alla quale replica Bruxelles: “Le regole ci sono già basta applicarle”.

LA FINE DELL’EUROPA?

Il governo Cameron auspica di fatto restrizioni a uno dei principi cardine dell’Europa comunitaria. Nell’interpretazione della titolare dell’Home Office, non si tratta tuttavia di attentare a un diritto che a Bruxelles tutti (o quasi tutti) considerano ormai basilare. Semmai di tornare alle origini, prima di quegli accordi di Schengen che May indica come la causa scatenante della crisi odierna. Quando fu inizialmente sancita – sentenzia il ministro britannico dalle colonne del goiornale – «libera circolazione significava libertà di spostarsi per lavorare, non libertà di attraversare le frontiere per cercare un lavoro o usufruire dei benefici» sociali altrui.

A Londra tanti italiani quanti a Verona: 250 mila (di Francesco Maesano)

L’italiana a Londra: “È perché siamo in tanti che il mercato è competitivo”

(di Alessandra Rizzo)

“SITUAZIONE INSOSTENIBILE”

May definisce quindi l’attuale livello d’immigrazione «non sostenibile», in quanto mette troppa «pressione sulle infrastrutture, come case e trasporti, e sui servizi pubblici, come scuole e ospedali». Secondo i suoi dati, il flusso dagli altri Paesi comunitari è più che raddoppiato rispetto al 2010 ed «è per questo che la volontà del governo di rinegoziare la relazione della Gran Bretagna con l’Ue è così importante». Fra le righe torna il timore del governo di Londra di un possibile assalto di persone intenzionate a tentare la sorte dal continente e magari ad approfittare dei vantaggi (pur ampiamente ridimensionati dalle politiche di questi anni) del welfare britannico. Per Cameron e il suo team, il picco di 330.000 migranti in più censiti in Gran Bretagna nell’ultimo anno, a dispetto della linea dura promessa dall’esecutivo, è stato in effetti uno smacco.

IL PRESSING SU BRUXELLES

I controlli rivendicati dalla May per impedire almeno il prolungamento “semiclandestino” dei soggiorni di giovani europei sbarcati nel Regno Unito con visti da studenti sono solo parte del problema. A testimoniarlo in questi ultimi mesi è fra l’altro quella che viene presentata come «l’emergenza» dei migranti e dei rifugiati di Calais, che continuano a cercare di attraversare la Manica nonostante i pattugliamenti, i reticolati e i cani. Un dossier che il governo Cameron appare adesso deciso a imporre in sede europea: non solo con la riunione operativa appena invocata e subito per il 14 settembre dalla stessa May in un appello congiunto con i colleghi di Berlino e di Parigi, Thomas de Maizie’re e Bernard Cazeneuve, ma anche al tavolo complessivo che il primo ministro tory intende aprire con Bruxelles per ottenere una revisione dei rapporti con l’Ue prima dell’annunciato referendum sulla cosiddetta Brexit. Tavolo sul quale non potrà essere certo messa in discussione la libera circolazione in quanto tale (altri, Germania in testa, hanno fatto sapere da tempo che si tratta di una “linea rossa” non negoziabile). Ma che nelle intenzioni di Londra dovrebbe se non altro autorizzare maglie più strette per la concessione di benefit sociali e previdenziali agli ospiti.

 http://www.lastampa.it/2015/08/30/esteri/londra-dichiara-guerra-agli-emigranti-italiani-entra-soltanto-chi-ha-un-contratto-di-lavoro-CAUxASKPYRQlJXpJLs0efP/pagina.html
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*31 AGOSTO 2015:AMICIZIA FRA VIRGOLETTE,CONTATTO CON K
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-SU LE MONDE:
lemonde.fr
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ENI annonce la découverte du « plus grand » gisement de gaz en Méditerranée de l’histoire
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Le Monde.fr avec AFP Le 30.08.2015 à 17h17, Mis à jour le 30.08.2015 à 19h11
Le PDG du géant de l'énergie italien ENI, Claudio Descalzi, le 20 janvier 2015.Le PDG du géant de l’énergie italien ENI, Claudio Descalzi, le 20 janvier 2015. Crédits : Andrew Medichini / AP

Le géant italien de l’énergie ENI a annoncé dimanche 30 août la découverte du « plus grand » gisement offshore de gaz naturel en Méditerranée dans les eaux territoriales de l’Egypte.
Le gisement, surnommé « Zohr », pourrait représenter un potentiel de 850 milliards de mètres cubes, sur « un secteur de 100 kilomètres carré », assure la compagnie, précisant que cette découverte, « après son développement total », va aider à couvrir « les besoins en gaz naturel de l’Egypte durant des décennies ».

« Il s’agit de la plus grande découverte de gaz jamais faite en Egypte et en mer Méditerranée », affirme ENI dans un communiqué, précisant que cette découverte pourrait également « devenir l’une des plus grandes de gaz naturel au monde ».

ENI, qui détient la licence d’exploitation du gisement à 100 %, s’est lancé dans l’exploration de cette zone à la suite d’un appel d’offre remporté en janvier 2014. L’entreprise italienne, principal producteur d’hydrocarburants d’Egypte, a creusé jusqu’à 4 131 mètres de profondeur, avant de trouver ce gisement à 1 450 mètres.

Elle va délimiter au plus vite le gisement pour assurer son développement rapide en utilisant au mieux les infrastructures déjà existantes, en mer et à terre. Les opérations de développement devraient durer quatre ans.

Le président du conseil italien Matteo Renzi a téléphoné dans la foulée à son « ami » le président Abdel Fattah Al-Sissi pour « discuter ensemble de l’impact de cette découverte sur la stabilité énergétique de la Méditerranée et sur les perspectives de développement de la région ». Le PDG d’ENI, Claudio Descalzi, a estimé que « cette découverte historique sera en mesure de transformer le scenario énergétique d’un pays entier qui nous accueille depuis 60 ans ».

Cette découverte est égaloement une bonne nouvelle pour le gouvernement égyptien. L’exploitation de ce gaz en offshore pourrait en effet permettre de garantir une certaine sécurité au moment où l’Egypte est le théâtre d’une vague d’attentats perpétrés par la branche locale de l’organisation djihadiste Etat islamique (EI). Selon certains experts, l’EI aurait en effet pour projet de toucher l’Egypte d’Al-Sissi au portefeuille, en effrayant touristes et investisseurs internationaux.

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 http://www.lemonde.fr/afrique/article/2015/08/30/eni-annonce-la-decouverte-du-plus-grand-gisement-de-gaz-en-mediterranee-de-l-histoire_4740677_3212.html
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REAZIONE:PERCHE AMICIZIA FRA VIRGOLETTE?NON E’ FORSE VERO CHE RENZI E’ “AMICO” DI ABEL AL-SISSI?SI CONOSCONO?
QUESTA NOTIZIA,TUTTA DA ADEBITARE “A FUTURO”,ARRIVA IN UN MOMENTO DI PARTICOLARE DIFFICOLTA PER RENZI PERCHE IL SUO GOVERNO GOLPISTA NON DECOLLA(E NON LO FARA MAI POI DIPENDE DAI VOTI CHE RENZI NON HA NE AVRA),PERCHE IL SUO RUOLO NELL’UE HA FALLITO E PERCHE PRINCIPALEMNTE IN QUESTI GIORNI DI RIPRONUNCIAMENTI DELLA CEI NON FAVOREVOLI A RENZI,PER LA PRIMA VOLTA SI SONO CONOSCIUTI PARTICOLARI INQUETANTI PER RENZI COINVOLTO IN  UNA INDAGINE GIUDIZIARIA PER CORRUZIONE NEGLI APPALTI PER LO SFRUTTAMENTO DEL METANO NELLA MAGNA GRECIA.PER DIRLA CHIARA SI TRATTA SOLO DI UN COLPO PROPAGANDISTICO PER DARE UN  PO’ DI FIATO ALL’IMMAGINE DI RENZI.E QUESTO SI VEDE NEL TONO CONDIZIONALE DELLA NOTA.UNA OFFENSIVA PROPAGANDISTICA DI QUI SI FA ECCO LA GRANDE STAMPA ITALIANA(LA STAMPA,CORRIERE E LA REPUBBLICA)INSIEME AD UN PRETESO RILANCIAMENTO DEL RUOLO DI RENZI NELL’UE CON MOTIVO DELLA RIUNIONE UE CHIESTA PER IL 14 SETTEMBRE DA GERMANIA,GRANBRETAGNA E FRANCIA CHE HO GIA SPIEGATO NELLO SCRITTO DI SOPRA E DOVE CERTAMENTE IL RUOLO DI RENZI CONTINUA ESSENDO MARGINALE.
DOBBIAMO TENERE CONTO CHE QUESTA NOTIZIA INOLTRE HA LA PRETESA DI INCIDERE  NEGLI EQUILIBRI DELLLO SCHIACHERE MEDITERRANEO(SOPRASAHARIANO E MEDIORIENTALE) IN UN MOMENTO DOVE LE LARGHE INTESE NELLA SCIA DELLA LEGA E BERLUSCONI CERCANO DI RIPOSIZIONARSI RIMESCOLANDO LE CARTE DOPO IL FALLIMENTO DEL DIVERSIVO BELICO PER DISTRARRERE L’ATTENZIONE DELLE DIFFICOLTA INTERNE ,PROVATO IN LIBIA.
DOBBIAMO CHEDERCI INOLTRE FIN DOVE QUESTA NOTIZIA NON CERCA DI INFLUENZIARE I PREZZI E IL MERCATO DEL PRETOLEO IN UN MOMENTO DELLA SUA DEPREZIAZIONE.
EGITTO HA ANCHE UN IMPORTANTE RUOLO NELLO SCHIACHERE MEDIORIENTALE.EGITTO E’ ATTUALMENTE UN ALLEATO DELLA RUSSIA A QUI SI HA AVVICINATO DOPO CHE AL-SISSI SI HA ALONTANATO DALL’AMMMINISTRAZIONE OBAMA,MA ANCHE DI OCCIDENTE DA QUANDO HA STRETTO FILE CON LA FRANCIA E PRESO UN RUOLO DI PRIMO ORDINE NELLA LOTTA ALLO IS DEI FRATELLI MUSSULMANI E DIFESA DEL CRISTIANESIMO NEI PAESI MUSSULMANI.
EGITTO HA ANCHE BISOGNO DI COLPI PROPAGANDISTICI E INSIEME A QUESTA NOTIZIA NEI GIORNI SCORSI ABBIAMO VISTO ANNUNCIARE L’INGRANDIMENTO DEL CANALE DI SUEZ.
INSOMMA NOTIZIA DA RELATIVIZZARE,PROPAGANDA E DUBBI SULLA VERA PORTATA DI QUESTA “SCOPERTA” E QUESTA “AMICIZIA”:QUELLO DEL TITOLO.
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AGOSTO 2015:UKRANIA,VITTORIA DELLA NUOVA ERA
-SUL CORRIERE DELLA SERA:
corriere.it
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Kiev, scontri davanti ParlamentoAlmeno una vittima, decine di feriti
LA PROTESTA

Milano, 31 agosto 2015 – 15:43

Scontri a Kiev (Afp)
Scontri a Kiev (Afp)

Violenti scontri davanti al Parlamento ucraino di Kiev: almeno un morto e 90 persone, in maggioranza poliziotti e volontari della Guardia nazionale ucraina, sono rimasti feriti da ordigni lanciati dallo schieramento degli ultra-nazionalisti che protestano contro la bozza di riforma costituzionale votata lunedì mattina in prima lettura. La vittima, ha spiegato il ministro dell’Interno Arsen Avakov, è un agente di 24 anni ucciso da una scheggia che l’ha colpito al cuore. Tra i feriti ci sono anche due giornalisti, uno dei quali francese.

La riforma contestata

Gli scontri sono scoppiati durante le proteste dei nazionalisti esplose subito dopo l’approvazione in prima lettura da parte del Parlamento della bozza di legge sulla decentralizzazione, che prevede anche l’istituzione di uno status speciale per alcune parti delle regioni di Donetsk e Luhansk, elemento centrale questo degli accordi di pace di Minsk raggiunti a febbraio con la comunità internazionale. Chi si oppone a questa proposta sostiene che lascerà parti del territorio ucraino in mano alla Russia e porterà l’Ucraina a perdere il controllo del Donbass, nome questo con cui si indica l’est industrializzato, che adesso è in parte controllato dai separatisti.

Le proteste dei nazionalisti

Il ministro dell’Interno, Arsen Avakov, ha riferito su Facebook che i manifestanti appartenenti al partito nazionalista Svoboda hanno fatto detonare «diversi» ordigni, ferendo una novantina di persone, tra cui alcune sono in condizioni critiche. Testimoni oculari hanno visto persone a terra, ricoperte di sangue, con ferite a braccia e gambe. Lacrimogeni sono volati da entrambe le parti, mentre un fumo denso si è alzato sulla zona. Più di 30 manifestanti sono state arrestati dalla polizia, ha aggiunto Avakov.

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Ucraina, scontri a Kiev tra polizia e nazionalisti

31 agosto 2015 (modifica il 31 agosto 2015 | 17:21)

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 http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_31/kiev-scontri-parlamento-feriti-vittime-372a592e-4fe5-11e5-8a95-dfd606371653.shtml
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REAZIONE:L’ACCORDO DI MINKS TIENE,IL DONBASS SARA TERRITORIO LIBERO.VI FACCIO PRESENTE CHE IL DONBASS HA HA PRESO LE DISTANZE ANCHE DALLA RUSSIA,MA QUESTO NON PUO ESSERE APREZZATO DALL’ESTREMISMO NAZIONALISTA DEI GOLPISTI.INIZIATE A PENSARE CHE LA NUOVA ERA HA UN NUOVO IMPORTANTE TERRITORIO IN EUROPA ORIENTALE,LA NUOVA ERA AVANZA:QUELLO DEL TITOLO.
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25 agosto 2015
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25 AGOSTO 2015:IL PAPA E I VALDESI,”NESSUNO E’ PROFETA NELLA SUA TERRA”(LA STORIA CHE NESSUNO VI RACCONTERA)

-TITOLARE LA STAMPA:cronache

I valdesi al Papa: “Perdono impossibile”
domenico agasso jr
Il no del sinodo a due mesi dalla visita di Francesco

-6 NOTE SU “LA STAMPA” PER CAPIRE

-NOTA 1:I VALDEI NON PERDONANO AL PAPA

lastampa.it
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I valdesi al Papa: “Non possiamo perdonare”
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«Caro fratello in Cristo Gesù, il Sinodo della Chiesa evangelica valdese riceve con profondo rispetto, e non senza commozione, la richiesta di perdono da Lei rivolta, a nome della sua Chiesa, per quelli che Lei ha definito “gli atteggiamenti non cristiani, persino non umani” assunti in passato nei confronti delle nostre madri e dei nostri padri». Ma l’esordio non inganni, perché nella lettera di risposta al Papa c’è anche un «però» che pesa: «Questa nuova situazione non ci autorizza a sostituirci a quanti hanno pagato col sangue o con altri patimenti la loro testimonianza alla fede evangelica e perdonare al posto loro».

La missiva indirizzata al Pontefice è stata approvata oggi dai 180 sinodali (riuniti fino a venerdì a Torre Pellice, in provincia di Torino). È la replica alle parole pronunciate dal Pontefice lo scorso 22 giugno nella sua visita – la prima in assoluto di un papa in un luogo di culto valdese – al tempio di Torino.

«Il dialogo fraterno che oggi conduciamo è dono della misericordia di Dio – hanno scritto – che molte volte ha perdonato, e ancora perdona, la sua e la nostra Chiesa, invitandole al pentimento, alla conversione e a novità di vita, permettendo loro così di assumere ogni giorno di nuovo il compito di servirlo».

I valdesi accolgono le parole di Francesco «come ripudio non solo dalle tante iniquità compiute ma anche del modo di vivere la dottrina che le ha ispirate. Nella Sua richiesta di perdono cogliamo inoltre la chiara volontà di iniziare con la nostra Chiesa una storia nuova, diversa da quella che sta alle nostre spalle in vista di quella “diversità riconciliata” che ci consenta una testimonianza comune al nostro comune Signore Gesù Cristo. Le nostre Chiese sono disposte a cominciare a scrivere insieme questa storia, nuova anche per noi».

Poi aggiungono: «La nostra comune fede in Cristo ci rende fratelli nel Suo Nome, e questa fraternità noi già la sperimentiamo e viviamo in tante occasioni con sorelle e fratelli cattolici: è un grande dono che ci viene fatto e che speriamo possa essere condiviso da un numero crescente di membri delle due Chiese».

Tuttavia, «questa nuova situazione non ci autorizza a sostituirci a quanti hanno pagato col sangue o con altri patimenti la loro testimonianza alla fede evangelica e perdonare al posto loro. La grazia di Dio, però, “è sovrabbondata, là dove il peccato è abbondato” (Romani 5,20), e questo noi crediamo e confessiamo, certi che Dio vorrà attuare questa sua parola anche nella costruzione di nuove relazioni tra le nostre Chiese».

 http://www.lastampa.it/2015/08/24/italia/cronache/i-valdesi-al-papa-non-possiamo-perdonare-Ko1fO2u7RAe3BMbFaRgh3O/pagina.html
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-NOTA 2:
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lastampa.it
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Sinodo, freddezza dei valdesi per le parole del Pontefice
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Lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: nell’aula del Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi esplode l’applauso. Lettura del messaggio di papa Francesco, sempre da parte del moderatore della Tavola Eugenio Bernardini: attimi di silenzio, non pare vero che sia «così breve e formale», qualche sguardo perplesso, qualche risatina, brusio, poi sì, arriva l’applauso, ma meno caloroso del precedente.

A Torre Pellice, nell’assise della comunità che durerà fino a venerdì, i temi in agenda sono i migranti, la crisi e il dialogo, ma soprattutto la richiesta che Francesco ha espresso a Torino il 22 giugno: «Perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che abbiamo avuto contro di voi».

Mentre ci si sposta nel tempio per il culto d’apertura c’è chi, come Alessandra S., 65 anni, afferma di essere «confusa, perché non so se fidarmi del Papa, e soprattutto di chi gli è vicino». Saro S., genovese di 80 anni, non ha dubbi: «La richiesta è stata un gesto apprezzabile, però la interpreto più come un’iniziativa del Papa e meno della Chiesa come apparato». Gabriele C., 24 anni, dice che le parole di Francesco «sono genuine, l’avvicinamento c’è, ma il cammino per un punto d’incontro è ancora lungo». Renato A., 64 anni, evidenzia la «volontà di pacificazione, ma noi valdesi dobbiamo stare attenti». Insomma, la freddezza nei confronti del Papa c’è.

Però «non deve sorprendere», assicura il pastore Paolo Ricca, teologo, figura valdese di spicco. «Dobbiamo ricordare la storia: il papato è stato l’istituzione che più di ogni altra ha cercato di sterminare i valdesi. Questo ovviamente appartiene al passato, ma è comprensibile che lasci tracce nell’animo di molti. Anzi stupisce che non tutti abbiano questo atteggiamento, che siano una minoranza». Ricca ricorda il calore con cui è stato salutato Francesco nel tempio: «Mai i valdesi prima avevano applaudito un pontefice». Questo perché Papa Bergoglio ha detto qualcosa di nuovo: «La Chiesa cattolica non era mai stata coinvolta direttamente in una richiesta di perdono, invece a Torino è successo».

Sulla risposta che darà il Sinodo, Ricca ha le idee chiare: «Io direi così: noi non possiamo perdonare per i nostri antenati. Però l’animo di Francesco è una cosa bellissima, perché vuol dire dissociarsi da quel passato». Ecco che «dobbiamo riflettere: siamo d’accordo a cominciare una storia nuova col Papa? È una sfida grossa, vediamo se il Sinodo la raccoglierà. Io spero di sì».

Il pastore Luca Maria Negro, direttore della rivista «Riforma», è certo della «sincerità di Francesco: l’evento torinese l’ho sentito non come atto dovuto ma come un momento sofferto e autentico». Negro è «convinto che il Papa così in sintonia con la “base” cattolica produrrà effetti positivi nell’ecumenismo e con i valdesi».

Letizia Tomassone, pastora coordinatrice della Commissione per il Dialogo interreligioso, ha «piena fiducia nel Papa e in chi è impegnato nell’ecumenismo, meno in diocesi e vescovi poco aperti al dialogo».

 http://www.lastampa.it/2015/08/24/cronaca/sinodo-freddezza-dei-valdesi-per-le-parole-del-pontefice-uvbsRzqVAoisfsE0wGeZdO/pagina.html
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-NOTA 3:”COME UN FRATELLO”, I VALDESI RICEVONO IL SUO PERSEGUITORE
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lastampa.it
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Noi “eretici” perseguitati lo accogliamo come un fratello
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La prima visita di un Papa, in oltre ottocento anni, alla Chiesa valdese è un fatto che, per quanto abusato, merita l’aggettivo «storico». Il fatto che questa visita avvenga nella cornice del tempio di Torino suggerisce poi l’aggettivo «significativo».

Significativo perché questo è il primo tempio che i valdesi poterono costruire (nel 1853) nella capitale del Regno che aspirava unire l’Italia intera, e dunque fuori dal «ghetto» delle valli del Pinerolese in cui erano stati costretti a rifugiarsi. Varcando quella soglia, papa Francesco tende la mano a una comunità di «eretici» che hanno pagato un duro prezzo alla coerenza della loro fede. In questo senso crediamo che questo gesto assuma un «significato» più generale, non soltanto per i valdesi e gli altri evangelici.

Dopo quella ebraica, quella valdese è la comunità di fede di minoranza di più antico radicamento in Italia; negli anni delle crociate e della Controriforma ha subito persecuzioni che l’hanno costretta a un temporaneo esilio; negli anni in cui si costruiva l’Italia unita è stata la prima confessione non cattolica a ottenere i diritti civili per i suoi membri. Negli anni della Resistenza, molti valdesi salirono sulle loro montagne per difendere non solo la loro libertà, ma quella di tutti gli italiani e di tutte le italiane; così come nel dopoguerra furono in prima fila a rivendicare il pieno diritto alla libertà religiosa e alla laicità dello Stato tutelata dalla Costituzione repubblicana.

In tempi più recenti, la Chiesa valdese si è trovata unita ad affermare, anche in controtendenza e talora in contrasto con la Chiesa cattolica, principi di libertà di coscienza e diritti civili negletti o trascurati, sino alla stipula della prima Intesa con lo Stato nel 1984. Questa storia Papa Francesco la conosce bene, e per questo riteniamo che la sua visita abbia un significato che trascende l’omaggio a una Chiesa evangelica: è l’incontro con una componente spirituale e culturale della società italiana che, per quanto piccola, ha cercato di contribuire alla crescita morale e civile del Paese.

Entrando in una chiesa valdese, papa Francesco mostra di riconoscere quel pluralismo delle religioni e delle culture che altri – che spesso cattolici non sono o lo sono soltanto nelle «feste comandate» – avversano nel nome di presunti valori tradizionali. E lo fa nel suo linguaggio, quello di un pastore e di un credente che tende la mano ai suoi fratelli e alle sue sorelle nella fede. Questo è quello che la visita di papa Francesco dice a noi valdesi ma crediamo anche a tutti gli italiani: a chi crede, a chi non crede e a chi crede in termini non convenzionali.

Quanto a noi, lo accoglieremo come un fratello in fede, con la sobrietà che ci contraddistingue ma anche con il calore di chi apprezza le parole e i gesti di un Papa che ha detto e fatto cose importanti nel rapporto con le altre religioni, che mostra di saper ascoltare anche gli ultimi, che ci ha appena consegnato un testo di grande intensità sull’etica verso il creato e le risorse che esso contiene. Gli diremo ciò che già ci unisce e gli ricorderemo quello che ancora ci divide. Ma intanto, insieme, avremo fatto un passo in avanti sulla strada dell’ecumenismo.

*Moderatore della tavola valdese

 http://www.lastampa.it/2015/06/21/cultura/opinioni/editoriali/noi-eretici-perseguitati-lo-accogliamo-come-un-fratello-8PFm6EGeVDYb93bqFqnOuL/pagina.html
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-NOTA 4:I VALDESI E IL LAICISMO
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lastampa.it
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Valdesi: niente crocifisso nelle scuole
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L’ultimo strappo è stato servito ieri mattina, a chiudere il Sinodo dei valdesi che ha scelto una guida tutta al femminile per la chiesa protestante che ha epicentro a Torre Pellice – confermata la pastora Maria Bonafede nel ruolo di moderatore, eletta la laica Daniela Manfrini come sua vice e Alessandra Trotta alla guida dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia -: no al crocifisso nelle aule scolastiche, sulla scia della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

I valdesi l’hanno messo nero su bianco, in un ordine del giorno che plaude alla decisione dei giudici, difende il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose, biasima la scelta del governo che ha presentato ricorso, e soprattutto «l’uso strumentale che del crocifisso è stato fatto e continua a essere fatto: non può essere considerato simbolo della civiltà e della cultura italiana».

Dura da digerire, per i cattolici, per di più al culmine di due giorni in cui i valdesi hanno impresso un’accelerata sui temi etici, schierandosi su posizioni diametralmente opposte rispetto alla chiesa romana. Prima il «sì» alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, ai registri per il testamento biologico e, seppur in maniera condizionata e dopo mille mediazioni, alla benedizione alle coppie omosessuali; infine la presa di posizione contro il crocefisso nei luoghi pubblici.

Troppo per i cattolici, e soprattutto per le gerarchie ecclesiastiche. Troppo anche per monsignor Piergiorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo, membro della commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo e, per vicinanza geografica, persona attenta al mondo valdese. Dopo l’affondo sul crocifisso, ieri, il vescovo – che ogni anno partecipa all’inaugurazione del Sinodo – ha rotto gli indugi e firmato una nota densa d’amarezza, che forse mette fine ad anni di confronto pacato: «Mi addolorano profondamente le conclusioni cui è giunto il Sinodo. L’orizzonte attuale, così confuso, ci spinge a ribadire, con forza e senza compromessi né cedimenti, valori etici irrinunciabili come la sacralità della vita dal suo concepimento sino alla sua naturale conclusione e il concetto di famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna».

Nel documento, Debernardi bolla le fughe in avanti dei valdesi, sottolinea come siano state decise nonostante la contrarietà di alcuni delegati. Il Sinodo di Torre Pellice, in effetti, si chiude lasciando in eredità una spaccatura tra la maggioranza del popolo valdese e un’esigua ma battagliera minoranza conservatrice, in aperto contrasto con molte delle scelte degli ultimi giorni. Il senatore del Pdl Lucio Malan, ad esempio, tra i cinque membri della chiesa ad aver promosso un appello contro la benedizione alle coppie gay, trasuda amarezza: «Nonostante gli appelli pacati e accorati alla prudenza, si è imposta l’ala che fa del politically correct la propria sacra scrittura. Le istanze di coloro che si opponevano sono state dileggiate con affermazioni teologiche di straordinaria leggerezza. Insomma, un colpo di mano rozzo, imposto ai membri del Sinodo con irragionevole fretta».

Difficile dire se lo strappo verrà ricucito, nonostante sulle coppie gay, ad esempio, il documento finale lasci ampio spazio di manovra alle singole comunità. Al vescovo Debernardi e a Malan, però, nel pomeriggio è arrivata l’indiretta replica della moderatora Maria Bonafede, confermata per un altro anno alla guida della Tavola valdese: «Il Sinodo ci ha dimostrato che il giusto modo di procedere è quello di non perdere mai di vista il valore dell’accoglienza, che è fonte di arricchimento. Vogliamo essere una chiesa che vive nel confronto e del confronto, senza mai mettere un punto ai ragionamenti, semmai una virgola».

 http://www.lastampa.it/2010/08/28/cronaca/valdesi-niente-crocifisso-nelle-scuole-fFju92ePrw6t665vW4jo2M/pagina.html
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-NOTA 5:COPPIE OMOSESSUALI,TESTAMENTO BIOLOGICO, CELLULE STAMINALI EMBRIOLOGICI E I VALDESI
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lastampa.it
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Testamento biologico e coppie omosessuali. Lo strappo dei valdesi
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Per imprimere una svolta epocale basta un giorno solo: via libera alla benedizione delle coppie omosessuali (seppur con riserva e dopo mille riflessioni), ai registri per il testamento biologico e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Tre «sì» che trasformano in faglia la frattura tra valdesi e cattolici d’Italia.

A Torre Pellice, nel Torinese, dove ogni fine d’agosto gli eredi del mercante Pietro Valdo – in Italia sono 30 mila – celebrano il Sinodo, ritrovo delle chiese evangeliche e metodiste, ci sono voluti due giorni, tre sessioni e decine d’interventi per trovare il punto d’incontro sul tema più spinoso: la benedizione alle coppie gay. Ne è uscito un ordine del giorno votato a maggioranza (105 sì, 9 no, 29 astenuti): saranno riconosciute dalle chiese valdesi anche in Italia, dove nessuna legge prevede matrimoni omosessuali né disciplina le unioni civili. Spetterà a ogni comunità stabilire tempi e modi, «laddove si sia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni».

«Un passo in avanti chiaro e netto, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito, soprattutto nel rapporto tra le chiese e le coppie omoaffettive», spiega il presidente del Sinodo, l’ex magistrato Marco Bouchard. Nei paesi che prevedono le nozze gay i valdesi hanno già scelto. Si trattava di stabilire cosa fare in uno Stato dove non esistono leggi sul tema. Il verdetto è un «sì» nel rispetto delle diverse sensibilità di tutti e una posizione netta: no all’omofobia e alle discriminazioni, subito norme sui diritti delle coppie di fatto.

Colmare vuoti normativi. È la stessa logica che a Milano ha portato a raccogliere 500 firme sul registro per il testamento biologico. Un modulo, compilato e firmato davanti a un avvocato e due testimoni, tutti volontari: a Milano quasi tutti i firmatari erano laici. «Vuol dire che le persone ne sentono la necessità», riflette Giuseppe Platone, pastore della chiesa valdese meneghina, la prima ad aver istituito il registro. Una scelta simbolica, e «un segnale al Parlamento per una nuova legge sul fine vita che riconosca il diritto inalienabile alla decisione».

I valdesi si erano già espressi tre anni fa, con un appello al Parlamento. Oggi lanciano un segnale ancora più forte, che non viene dal Sinodo, visto che il tema non è all’ordine del giorno, ma da molte comunità. Sulla scia di Milano a Torino, Bologna, Trieste e Napoli hanno istituito il registro. Altre città l’avranno presto, «là dove non esiste un servizio analogo fornito da amministrazioni pubbliche: una risposta alla domanda sulla dignità della vita e del fine vita e una testimonianza di laicità», afferma il pastore Platone.

L’ispirazione arriva dalla Germania: dal 2003 esiste un modulo con cui si possono esprimere le proprie volontà, accompagnato da una riflessione sul fine vita elaborata dal pastore evangelico Manfred Kock e dal cardinale Karl Lehmann, all’epoca presidenti del Consiglio delle chiese evangeliche di Germania e della Conferenza episcopale tedesca. «Il pensiero evangelico dice che ognuno di noi ha la facoltà di decidere; il testamento biologico si colloca su questa linea», spiega la pastora Erika Tomassone, membro della Commissione bioetica, la stessa che, sempre ieri, dopo un lavoro di due anni, condotto da un pool di teologi, giuristi, medici, scienziati e ricercatori, ha approvato un documento in favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali.

 http://www.lastampa.it/2010/08/27/cronaca/testamento-biologico-e-coppie-omosessuali-lo-strappo-dei-valdesi-rFaRAyyofQhR5FNcAfc8pL/pagina.html
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-NOTA 6:CHI SONO I VALDESI
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lastampa.it
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Chi sono i valdesi?
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La Chiesa evangelica valdese prende il nome da Pietro Valdo, mercante di Lione del XII secolo che abbandonò i suoi beni e si diede a predicare il Vangelo tra i poveri. Invitato dall’arcivescovo di Lione Guichard ad astenersi da ogni forma di predicazione e di spiegazione delle Scritture, Valdo rifiutò e con tutti i suoi seguaci fu espulso dalla diocesi di Lione.

Nel 1532 i valdesi aderirono alla «Riforma protestante» nata da personalità come Lutero e soprattutto Calvino. In seguito a sanguinose persecuzioni, dal XVI secolo i valdesi sopravvissero nelle valli del Piemonte finché, ottenuti i diritti civili il 17 febbraio 1848 per volontà di re Carlo Alberto – che lo stesso anno concesse i diritti civili e politici anche agli ebrei – si diffusero in tutta Italia. Ancora oggi festeggiano la data del 17 febbraio. In Italia i valdesi sono circa 30mila, sono presenti anche in Argentina. In Piemonte contano 41 Chiese (120 in tutta Italia) di cui 18 nelle Valli Valdesi: ed hanno il loro centro a Torre Pellice, in provincia di Torino. Da ricordare l’isola linguistico-religiosa di Guardia Piemontese in Calabria, fondata nel XII secolo da rifugiati valdesi. A Guardia Piemontese la popolazione, pur non professando ormai la fede riformata valdese a seguito della strage del 1561, parla ancora un dialetto provenzale.

Il mondo valdese ha espresso nel corso del tempo grandi personalità, quali, per fare solo pochi esempi, il pastore Tullio Vinay, il regista Luigi Comencini, lo storico Giorgio Spini. Spesso impegnati nel mondo del sociale e della cultura, radicati nella lettura biblica, eredi di una tradizione di sobrietà liturgica e responsabilità personale, nel corso del tempo hanno espresso non di rado posizioni distanti dalla Conferenza episcopale italiana e del Vaticano su tematiche di attualità come la bioetica o questioni teologiche più fondamentali.

Anche con papa Francesco dal mondo valdese sono giunti elogi, sin dalla sua elezione, e qualche appunto. Il teologo valdese Paolo Ricca ha parlato per esempio di «sorpresa e delusione» per una conferenza del 1985 su Giovanni Calvino, recentemente ripubblicata, nella quale Bergoglio, che rievocava la contrapposizione tra Gesuiti e calvinisti all’epoca della Riforma, criticava il «calvinismo scismatico». In un colloquio con il fondatore della Repubblica Eugenio Scalfari, peraltro, il Papa, all’interlocutore che notava il suo impegno per integrare la cattolicità con gli ortodossi, con gli anglicani, aggiungeva: «Con i valdesi che trovo religiosi di prim’ordine, con i pentecostali e naturalmente con i nostri fratelli ebrei».

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 http://www.lastampa.it/2015/06/22/italia/cronache/chi-sono-i-valdesi-XSDEP0zwovncOFd51XVnFJ/pagina.html
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REAZIONE:IL PAPA,PRIMO PONTEFICE ISPANO-SUD AMERICANO CONSAPEVOLE DELLA SUA “ABNORMITA” SIA NELLA CHIESA CATTOLICA IN QUANTO GESUITA,CHE NELLA CULTURA EUROPEA CONTINUA CON LA SUA “OPERAZIONE LEAFTING” IN MODO DI “FARSI ACETTARE” NEL MONDO CIVILIZZATO.OPERAZIONE CARROGNA DIREI PERCHE NON HA SCRUPOLI NELL’AVICINARSI AGLI “ETERODOSSI”,ESCLUSI DELLA CHIESA CATTOLICA PER NON DIRE NEMICI,CERCANDO DI SNATURALIZZARE SIA I PROPI ITALIANI ED EUROPEI ,MA SOPRATUTTO LO FA CERCANDO DI COMPARARSI COI MERIDIONALI DOVE CREDE LUI CHE MALGRADO LE SUE CARENZE TROVERA TERRENO FERTILE PER I SUOI  SCOPI E LE “ERESSIE” DEI SUOI INSEGUITORI.
IN QUESTO CASO L’OPERAZIONE LEAFTING CERCA,NEL CONTESTO SOPRA DETTO,DI AVVICINARSI AI PROTESTANTI DELLA REGIONE DOVE LE RADICI DEI SUOI ANTENATI PROVENGONO,E CIO’E’ IL PIEMONTE.MA A QUANTO VEDETE SOPRA L’OPERAZIONE IN PIEMONTE NON HA DATO TANTI RISULTATI,ANCHE I VALDESI PIEMONTESI RESPINGONO L’ABNORMITA DE PAPA VENUTO DAL C….DEL MONDO.E SI,SUCCEDE CHE QUELLO CHE IL PAPA INVOCA COME RADICI ITALIANI E PIEMONTESI NON SONO TALI,SONO SOLO UN ACCIDENTE DELLA STORIA:IL PAPA DI ITALIANO HA SOLO IL NOME,MA IL PAPA ,COME L’ENORME MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI APRODATI IN ISPANOAMERICA NEI SECOLI SCORSI SI SONO TRANSFORMATI IN “UN’ALTRA COSA” CHE FINO AL PRESENTE SOLO HANNO DERISO E  PRESO IN GIRO GLI ITALIANI A QUI CONSIDERAVANO “COSA DELL’ALTRO MONDO”,DEI POVERETTI MIGRANTI DA SFAMARE.FINO AL PRESENTE PERO, IN QUI L’IATLIA HA USCITO DELLE MACERIE DEL DOPO GUERRA PROTAGONIZZANDO IL COSI DETTO “MIRACOLO ECONOMICO ITALIANO” E SEDUTO AL TAVOLO DEI BIG.E CERTO,SE DI MIRACOLO SI TRATTA IL PAPA NON DEVE ESSERE ESCLUSO.MA IL PAPA INSOMMA DI ITALIANO SOLO HA IL NOME RIPETO,UN NOME CHE SOLO E’ UN ACCIDENTE GRAMATICALE,E LUI E’ UN GESUITA BORBONICO CHE PARLA,PENSA E SENTE COME UN ISPANOAMERICANO  DEVOTO DELLA REAL ACADEMIA ESPAGNOLA.E I VLDESI NON SONO MICA SCEMI.
L’ALTRA SPONDA DI QUESTA VISITA:DUE ASPETTI DA DISTACCARE.CI DICE LA NOTA CHE I VALDESI SONO ANCHE IN ARGENTINA,E QUESTO E’ IL PRIMO ASPETTO.L’ALTRO: PINEROLO.
IL PRIMO ASPETTO: SI E’ VERO CHE I VALDESI SONO IN ARGENTINA MA NON SOLO,SONO IN TUTTO IL RIO DE LA PLATA,E CIO’E’ ANCHE IN URUGUAY DOVE HANNO UNA COLONIA CHIAMATA APPUNTO “COLONIA VALDENSE”.TUTTI QUESTI VALDESI SI SONO MANTENUTI A LUNGO DEI SECOLI AL MARGINE DELLA IDIOSINCRAZIA DI QUELLI PAESI DEL SUD CONSERVANDO LE SUE CREDENZE E COSTUMI,UN PO’ COME SUCCEDE CON L’ITALIA.E QUINDI COME “FRATELLI PIEMONTESI”  PRESENTI IN ARGENTINA A POCO LI SERVONO.
PINEROLO:PINEROLO E’ UNA PAROLA CHE PROVIENE DEL LATINO “PINUS AEROLUS”.QUESTO IN ITALIA POCO IMPORTA MA IN SUDAMERICA PINEROLO SI HA TRANSFORMATO IN “PEGNAROL” UNA SQUADRA DI CALCIO  FONDATA DAGLI INGLESI VINCOLATI AL TRENO E LE FERROVIE DA LORO FONDATO IN QUEL PAESE CON IL NOME DI “MONTEVIDEO CRICKET CLUB”.NOME CHE DOPO I LAVORATORI LEGATI A QUELLE FERROVIE,EMIGRANTI PIEMONTESI E GENOVESI, HANNO CAMBIATO PER L’ATTUALE PEGNAROL.UNA SQUADRA DI CALCIO CON GRANDE TIFOSERIA POPOLARE:

PERO,LA TRADIZIONALE RIVALTA FRA ARGENTINI E URURGUAYANI CHE IN QUESTO MOMENTO LI VEDI FORTEMENTE CONFRONTATI PER DEI LIMITI SUL FIUME DI FRONTIERA FRA ENTRAMBE PAESI,SI ESTENDE ANCHE AL CALCIO E QUESTA SQUADRA E’ AVVERSARIA DEL SENTIRE CALCISTICO(OLTRE CHE RELIGIOSO)DI PAPA BERGOGLIO.

INSOMMA,OPERAZIONE LEAFTING FALLITA DIREI:IL PAPA IN EUROPA NON ENTRA!!!.
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*26 AGOSTO 2015:SOGNI FOLLI DI UNA NOTTE DI STATE
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-TITOLARE LA STAMPA:
foto e video
Per Berlusconi notte di festa con Vespa, Smaila e Apicella
-APPENDICE SU LA STAMPA:
Silvio ancora indeciso se lasciare gli alfaniani a Renzi
Ugo Magri
L’eterno ritorno del Cavalier Nostalgia che sogna ancora il ’94
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*26 AGOSTO 2015:BASTA INTOCCABILI DELL’INDIA,LA CASTA
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TITOLARE LE MONDE:
image: http://s1.lemde.fr/image/2015/08/26/92×61/4736669_7_2d4f_au-moins-un-demi-million-de-manifestants-de-la_3b0e55acd98442efb8d06d858f3651cf.jpg
Au moins un demi-million de manifestants de la communauté Patidar ont paralysé la grande ville d’Ahmedabad pour réclamer l’accès aux quotas réservés aux classes inférieures.
Inde : une caste veut la fin des quotas réservés aux « intouchables »
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#1pbhEVBSx5jpCbxA.99
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*26 AGOSTO 2015:CALDEROLI A BERGAMO
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Riforma Senato, emendamenti in cambio di una grazia: la seconda ‘porcata’ di Calderoli – Il Fatto Quotidiano

Luisella Costamagna

Luisella Costamagna
Giornalista e autrice
CALDEROLI-675Caro Roberto Calderoli, chirurgo maxillo-facciale, in questi anni dalla sua bocca è uscito di tutto. I borborigmi razzisti – l’ultimo contro l’allora ministro Kyenge, apostrofata con un elegante “Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango”, e per cui è ora imputato per diffamazione aggravata dall’odio e dalla discriminazione razziale – hanno in queste ore lasciato il posto a una proposta di scambio degna di un suk maghrebino (dove però mercanteggiare è legittimo): nella ridente cornice della Bèrghem Fest di Alzano Lombardo, ha annunciato che se il ministro della Giustizia Orlando manderà al Quirinale gli atti per la grazia ad Antonio Monella, ritirerà i suoi 600 mila emendamenti alla riforma del Senato (tranne 4). In un colpo solo ha polverizzato i valori della legalità, della giustizia e del Parlamento. Un record.Monella è l’imprenditore che nel 2006 uccise con un colpo di fucile un ladro albanese di 19 anni, Ervin Hoxha, che era entrato nella sua villetta e stava allontanandosi dopo aver rubato il Suv parcheggiato in cortile. È stato condannato definitivamente a 6 anni e 2 mesi di reclusione. Sarà pure un’ottima persona, sarà pure stato esasperato dai furti, qualcuno vorrà sostenere che sia stata legittima difesa (ma il nostro codice prevede che la difesa sia proporzionata all’offesa), ma ha tolto la vita a un ragazzo: merita la grazia? In un Paese che ha già seri problemi di legalità e di non rispetto della magistratura perché spendersi così tanto per chi ha violato la legge e ha ucciso, perché calpestare le sentenze che l’hanno giudicato colpevole (con tutte le attenuanti del caso), e rischiare di incentivare ulteriormente giustizieri-fai-da-te? Con tutte le battaglie di civiltà che potrebbe fare la politica, questa vicenda merita davvero concessioni della Lega? Non sarebbe stato meglio battersi per i lavoratori, i precari, gli insegnanti, i giovani… messi in difficoltà dal governo Renzi?Accanto alle obiezioni di merito, ci sono poi quelle di forma – e siamo al suk (che a lei, chirurgo maxillo-facciale leghista, dovrebbe far venire una paresi mandibolare): perché ridurre il ruolo dell’opposizione, che è appunto quella di proporre emendamenti a una legge che non piace sulla base del patto con gli elettori (forse è il caso di ricordarglielo), a un mercanteggiamento da retrobottega di tappeti?Cosa c’entra la grazia per un omicida con l’architettura delle nostre istituzioni e le obiezioni che legittimamente lei e la Lega muovete alla riforma del Senato? Non sono campi da gioco profondamente diversi? O vuole confermare – come, per la verità, pensiamo da tempo – che la politica e il parlamento altro non sono che luoghi di scambio di interessi, in cui una pera e una mela, una legge e una poltrona, un disoccupato e un vitalizio, pari sono? (Anzi, i secondi valgono un po’ di più…)Caro Calderoli, quando l’ho sentita fare quella proposta – la cito – “non ho potuto non pensare, anche se non dico che lo sia”, a una “porcata”. E non è manco la prima…Un cordiale saluto.Il Fatto Quotidiano, 25 Agosto 2015
 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/25/riforma-senato-600mila-emendamenti-in-cambio-di-una-grazia-il-baratto-di-calderoli/1981532/
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REAZIONE:MADONNA CHE FACCIA BRUTTA,CHE PORCATA
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*-26 AGOSTO 2015:GOSSIP MA NON TROPPO,SIAMO IN ATTESA DEL FIGLIO DI JUSTIN
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-SU MICROSOFT NOTIZIE
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ilgiornale.it
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Jennifer Aniston: dopo il matrimonio, un figlio

Francesco Russo – Lun, 24/08/2015 – 18:50

Jennifer Aniston: dopo il matrimonio, è già tempo del primo figlio.

È questa l’indiscrezione che da diversi giorni si sussegue sulle riviste di gossip statunitensi, non ancora ufficialmente confermata dall’attrice hollywoodiana. A solo un mese dalle tanto attese nozze con Justin Theroux, celebrate in gran segreto a Bel Air e senza alcuna avvisaglia sui media, la coppia potrebbe presto ricevere la visita della cicogna. Sulla possibile gravidanza in corso, secondo alcune testate già al quarto mese, non vi sarebbero però prove incontrovertibili.

Jennifer Aniston e Justin Theroux fanno coppia ormai da diversi anni, un amore concretizzatosi lo scorso mese con una cerimonia in gran segreto e la successiva luna di miele in quel di Bora Bora, in Polinesia. I due hanno deciso di invitare un discreto numero di amici, tra cui molti rappresentanti dello showbiz americano, con la scusa di una festa di compleanno: invece, tra lo stupore di tutti, si sono presentati in abiti nuziali pronti al fatidico “sì”. L’evento è rimasto lontano dagli occhi indiscreti dei paparazzi, tanto che a quasi quattro settimane di distanza non è ancora emerso il look della sposa né alcuno scatto dell’abito scelto per l’occasione. La gravidanza è stata annunciata dal settimanale New Idea, così come riportato da AdnKronos, sulla base di alcune fonti anonime. «Mentre lo annunciavano a tutti – avrebbe spiegato la fonte – Justin teneva la mano dolcemente poggiata sul ventre di lei. Il viso di Jen era illuminato dal sorriso».

 http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/jennifer-aniston-matrimonio-figlio-1162984.html
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*26 AGOSTO 2015:RENZI IMPOPOLARE,GRASSO NOSTALGICO
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-2 TITOLARE SU GOOGLE NEWS:

Italia »

‘Renzi vattene’, uova e sassi a L’Aquila, ultime news: ‘Non faccio annunci show’

Blasting News  - ‎51 minuti fa‎
Matteo Renzi è stato duramente contestato nella città abruzzese, ancora duramente provata dal terremoto del 6 aprile 2009. Renzi contestato duramente a L’Aquila. Pubblicità. ‘Renzi vattene’. Finisce male la prima visita del Presidente del Consiglio

Pietro Grasso: «Mafia a Roma presenza negata come a Milano»

Corriere della Sera  - ‎8 ore fa‎
«A Roma non si e’ mai voluta affrontare la presenza della mafia. A Roma come a Milano, quando ci sono state le polemiche fra il ministro dell’Interno Maroni e chi diceva che la mafia c’era anche a Milano». Lo ha detto il presidente del Senato Pietro

REAZIONE:RENZI INSISTE CON L’ABOLIZIONE DELL’IMU E DIFFENDE BERLUSCONI:NON LO SA CHE HA LA LEPRA?ORMAI IL TEMPO DI RENZI STA GIUNGENDO A DESTINO.E SI VEDE.E LUI LO AMETTE:GIA PENSA AL VOTO E STA FACENDO UN TOUR IN CAMPAGNA.

GRASSO,E NON SOLO,SOGNA COI BEI TEMPI DI MANI PULITE E MAXIPROCESSI DIMENTICANDO PERO L’ENORME CORRUZIONE DELL’EXPO,MOSE,FINMECCANICA,SANITA E INFRASTRUTTURA LOMBARDA,LA CUPOLA,ECC,ECC,TUTTA QUELLA DELLA LEGA E LE  LARGHE INTESE INSOMMA.FARA LA STESSA FINE DI DI PIETRO E GLI ALTRI CHE HANNO CONFUSO GIUSTIZIA E POLITICA.L’OROLOGIO NON TORNA IN DIETRO.

PD:NON E’ SEMPLICE MA GRASSO CONOSCE MONTESQUIEU?LA SA LA DIFFERENZA COL GIACOBINISMO?E QUELLA FRA GIUSTTIZIA E INQUISIZIONE?

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*26 AGOSTO 2016:LA NUOVA ERA DEI BUSH,GIUSTIZIA

-SU THE WASHINGTON TIMES:

Jeb Bush distances himself from brother, father on judicial nominations

By David Sherfinski – The Washington Times

TRADUZIONE:Stesso Jeb Bush prende distanze dal fratello e padre sulle nomine giudiziarie
da David Sherfinski – The Washington Times

NOTA COMPLETA CUA:*Congresso,Notizie,Politica

Lo Stesso Je b Bush prende distanze da fratello e il padre sulle nomine giudiziarie

L’ex governatore della Florida Jeb Bush ha detto che i presidenti del passato – che egli non ha nome, ma negli ultimi due repubblicani alla Casa Bianca erano suo padre e suo fratello – hanno scelto candidati giudiziari “che non hanno una comprovata” perché .. . di più>

By David Sherfinski – The Washington Times – Martedì 25 agosto 2015

L’ex Florida Gov Jeb Bush ha cercato di mettere una certa distanza tra sé e la storia sua famosa famiglia di nomine giudiziarie, dicendo che avrebbe solo guardare potenziali scelte che hanno un “comprovata”, piuttosto che inchinandosi a considerazioni politiche.

Ha detto che i presidenti del passato – che egli non ha nome, ma negli ultimi due repubblicani alla Casa Bianca erano suo padre e suo fratello – sono persone colte “che non hanno una comprovata”, perché sono stati troppo preoccupato di fronte un sempre più sanguinoso processo di conferma del Senato.

“Vagano, e si va, ‘Come può essere?’” Mr. Bush ha detto in una riunione municipio di questo mese a Keene, New Hampshire.


FOTO: Migliori pistole da tasca per l’auto-difesa


“Perché siamo in questo ambiente partigiana ora dove ognuna di queste nomine, sarà una grande battaglia enorme, e così, credo che abbiamo bisogno di avere persone di esperienza, di una comprovata, una filosofia giudiziaria coerente che so perché l’hanno fatto più e più e più volte, e quindi si ha a lottare come l’inferno per assicurarsi che viene passato, e questo è il mio impegno “, ha detto l’ex governatore.

Carrie Severino, capo consulente legale e direttore della politica presso l’giudiziaria Crisis Network, un gruppo di difesa legale conservatore, ha detto il signor Bush sentimento s ‘è “perfettamente ragione, a mio parere.”

Se il presidente George HW Bush aveva seguito questa politica, nel 1990, ha detto, che avrebbe potuto impedire una delle scelte giudiziarie meno preferiti conservatori, la giustizia David H. Souter.


FOTO: I conservatori a Hollywood: Personaggi che si appoggiano a destra


Conosciuto come il candidato “stealth” a causa della sua documentazione pubblica sottile, signor Souter è stato assicurato per essere una scelta facile per i conservatori dal capo della Casa Bianca di personale. Ma nel corso dei prossimi due decenni, la giustizia Souter ripetutamente schierata con giudici nominati dai democratici sulle principali decisioni.

“Jeb Bush commenti s ‘davvero affrontare il classico problema Souter, come la gente lo vede,” ha detto la signora Severino. “Se il presidente Bush 1 aveva seguito il consiglio di suo figlio, al momento, non avremmo avuto un Souter.”

La signora Severino ha detto il record del presidente 41esimo comprendeva anche una vittoria con la nomina di giustizia Clarence Thomas, per la quale la signora Severino clerked, e che è stato tra i la maggior parte dei membri conservatori della corte.

Più di recente, i conservatori hanno messo in discussione la nomina 2005 del presidente della Corte Suprema John G. Roberts Jr. dal presidente George W. Bush, dopo due sentenze che sostengono il nucleo di Obamacare come costituzionale e legale. Il presidente ha scelto il suo 43 ° anche proprio avvocato, Harriet Miers, per riempire un seggio Corte Suprema, ma ha ritirato la candidatura dopo oltraggio dai conservatori e invece prese giustizia Samuel A. Alito Jr., che è stato valutato un successo dai conservatori.

Kristy Campbell, un Jeb campagna di portavoce 2016, ha citato il record di suo capo come governatore della Florida in una risposta per il Washington Times.

“Come evidenziato dal suo record in Florida, il governatore Bush avrebbe nominato e lottare per confermare gli individui con una chiara, comprovata radicata nella rigorosamente interpretare la legge, non legiferare dalla panchina, e rispetto dei limiti della Costituzione sulle autorità di governo”, ha detto .

Tuttavia, che la storia della famiglia ha qualche sulla destra interroga su Jeb Bush.

Mark Meckler, co-fondatore dei Tea Party Patriots, ha detto il signor Bush parole ‘s suonano bene, ma lui è ancora in gran parte affidamento sugli stessi consiglieri, come suo fratello e padre.

“E ‘difficile dire se è a parole”, ha dichiarato Meckler.

Bush, l’ex governatore della Florida, ha detto che era deluso in due sentenze di alto profilo della Corte Suprema nel mese di giugno, che ha confermato una disposizione fondamentale di Obamacare e affermati matrimonio omosessuale come un diritto costituzionale.

Parlando di conduttore radiofonico Hugh Hewitt a fine giugno, il signor Bush anche parlato di una necessità per le persone che hanno una “comprovata di non legiferare dalla panchina.”

Alla domanda su Chief Justice Roberts, il signor Bush ha detto: “Beh, mi piaceva una delle sue sentenze, e non mi piaceva l’altro, ma lui è una persona di integrità irreprensibile e di grande intelligenza, e ho incontrato un paio di volte. E lui è un ragazzo impressionante di sicuro “.

Il signor Hewitt ha anche chiesto Mr. Bush come si eviterebbe nominare qualcuno come Justice Souter.

“Penso che il modo di fare è che si concentra su persone che sono qualificati per essere giudici della Corte Suprema che hanno una comprovata di moderazione giudiziaria,” Mr. Bush ha detto. “E così io penso che si debba essere tutto per lottare per le persone che hanno un record, perché oggi in America, il minuto si dispone di un record, sei soggetto ad attacchi. Ma questo è il modo migliore per dimostrare che qualcuno ha una consistenza a loro avviso di, in termini di filosofia giudiziaria. ”

Bush non è l’unico repubblicano che è stato premuto recentemente sulla questione delle nomine giudiziarie. Governatore del New Jersey Chris Christie è stato criticato per quello che alcuni conservatori dicono fosse nomine liberali alla panchina nel suo stato.

Christie ha difeso il suo record dicendo che doveva fare compromessi con uno democratico Senato dello stato, ma ancora ha nominato giudici che credono non c’è spazio per l’attivismo giudiziario o legiferare dalla panchina.

“Quello che ho fatto è stato Ho tre repubblicani conservatori in cambio di un democratico. Questo è un buon affare “, ha detto nel corso di una” intervista Fox News Domenica “ultimo mese in cui ha discusso i suoi appuntamenti alla più alta corte dello stato.

“Se avessimo avuto questo tipo di giustizie e più di loro non avremmo avuto la decisione di matrimonio omosessuale che abbiamo avuto la scorsa settimana e non avremmo avuto la decisione Obamacare”, ha sostenuto. “Così, se il tipo Christie dei giudici era stato su tale giudice nella maggioranza, avremmo vinto i casi presso la Corte Suprema piuttosto che perso.”

Attivisti conservatori contestano la tesi del signor Christie, sostenendo che nessuno dei suoi incaricati alla Corte Suprema di Stato hanno dimostrato di essere veri conservatori.

“Ha rotto la sua promessa. … La corte rimane liberale “, dice il Judicial crisi di rete in un annuncio che ha salutato il governatore del New Jersey in alcuni stati primarie iniziali.

http://www.washingtontimes.com/news/2015/aug/25/jeb-bush-distances-self-from-george-w-bush-george-/

http://www.washingtontimes.com/news/2015/aug/25/jeb-bush-distances-self-from-george-w-bush-george-/?page=2

-REAZIONE:GIUSTIZIA DA CAMBIARE,TROPPO “LIBERAL”(NEL SENSO SINISTROSO DEGLI USA).DICE CHE LE NOMINAZIONI DI GIUDICI DAL SUO FRATELLO E PADRE(SENZA NOMINARLI PERO)HANNO PERMESSO LA OBAMACARE E IL MATRIMONIO OMOSESSUALE.E DICE CHE SI DEVONO NOMINARE GIUDICI DI CARRIERA E DI PROVATA IDONEITA MORALE PIUTOSTO CHE IN BASE A COMPROMESSI POLITICI SUL SENATO.INSOMMA,PIU SEPARAZIONE DI POTERI.E SECONDO ME IN ITALIA E’ NECESARIO ORA LO STESSO,ANZI L’ABBIAMO GIA FATTO MALGRADO CERTI NOSTALGICI E MI CONGRATULA CHE JEB LA PENSI COME ME.

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28 AGOSTO 2015:BILL CONTRO NUTELLA

madame.lefigaro.fr
À New York, manifestation topless pour le droit d’aller seins nus
Quelques dizaines de femmes se sont réunies dimanche pour défendre le droit d’être torse nu dans l’espace public, au même titre que les hommes. Au centre, Rachel Jessee, porte-parole du mouvement GoTopless.Photo AFP / Getty Images North America / Kena Betancur
Quelques dizaines de femmes, dont certaines la poitrine dénudée, ont manifesté dimanche après-midi pour défendre le droit des femmes d’être torse nu dans l’espace public. Dans leur viseur, le maire de la ville, Bill de Blasio, qui a annoncé vouloir lutter contre la présence de performeuses seins nus sur Times Square.

Elles ont souhaité faire à leur manière un rappel à la loi. Les quelques dizaines de manifestantes topless qui ont défilé dimanche dans les rues new-yorkaises ne risquaient pas d’être poursuivies pour exhibitionnisme : depuis 1992, il est parfaitement légal d’aller seins nus dans l’État de New York. Mais selon les militantes, ce droit reste menacé, le téton féminin étant toujours moins toléré que son homologue masculin. Rassemblées sous l’égide du mouvement GoTopless, qui organisait sa parade annuelle dans une soixantaine de villes dans le monde, elles ont donc manifesté pour revendiquer la « fierté topless » et défendre une vision désexualisée de la poitrine des femmes au nom de l’égalité des sexes.

Elles ont aussi fait entendre leur voix contre la récente prise de position du maire de New York, Bill de Blasio, au sujet des « desnudas » de Times Square, ces femmes qui se peignent les seins aux couleurs du drapeau américain et posent au côté des touristes contre quelques dollars. Mardi 18 août, l’édile démocrate avait déclaré que leur activité représentait une nuisance. « Nous allons nous y attaquer de façon très agressive », avait-il assuré, émettant l’idée de rouvrir certaines places piétonnes à la circulation pour faire cesser le business des divers performers du quartier. Le gouverneur de l’État, Andrew Cuomo, avait lui aussi fustigé les « desnudas ». « C’est une affaire sérieuse. Cela commence à me rappeler le temps où Times Square était mal famé », avait-il expliqué sur la chaîne de télévision locale NY1.

Interdiction des seins nus pour usage commercial

Nadine Gary, l’une des porte-parole du collectif Go Topless, a rétorqué que ce type de déclarations contribuait à la répression des femmes seins nus dans l’espace public. « (Le maire) exacerbe la situation et renforce la stigmatisation », a-t-elle expliqué au Wall Street Journal. « Elles ne sont pas nues. C’est de la peinture, c’est de l’art », a renchéri une manifestante, citée par The New York Times. Le quotidien rappelle que la loi en la matière autorise d’aller seins nus et de mendier, mais interdit de faire un usage commercial de l’exposition de ses seins en public.

Plusieurs mouvements, à l’instar de Free the Nipple, revendiquent la liberté de circuler seins nus et considèrent que l’interdiction de se promener topless est une discrimination sexuelle. Ils dénoncent tantôt la censure (qui a été levée) des photos d’allaitement sur Facebook, tantôt le non-respect de la législation en vigueur. À New York, comme au Canada, plusieurs femmes ont été interpellées ou sommées de se rhabiller. En France, une femme seins nus dans l’espace public peut, en théorie et selon le contexte, être poursuivie pour exhibition sexuelle.

À découvrir : la nouvelle appli Madame Figaro

Plus de news, de coulisses, nos sélections mode, nos conseils beauté et bien-être, et les photos envoyées par nos lectrices.

À lire aussi :

A-t-on le droit de se balader seins nus ?
Le topless sur la plage est-il encore un acte féministe ?
Se dénuder pour ses idées : est-ce encore efficace ?

MA ORMAI QUESTA LOTTA DELLE TETTE LIBERI PER DESESSUALIZZARE IL NUDO IN PUBBLICO E’ COSA SUPERATA E LA GALLERIA DELLE SFIDE DELLE ATTIVISTE E’ ORMAI RICCA :C’E CHI SENZA PROBLEMI MOSTRA IL LATO B ,C’E’ CHI VA IN GIRO NUDA(NEL CENTRO DEGLI USA ADIRITTURA TUTTO UN INTERO PAESINO E’ DATO A QUESTA PRATTICA QUOTIDIANA), E PERSINO CHI FA IL SESSO SUL BUS.
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 227 »

22 agosto 2015
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22 AGOSTO 2015:FAULKLAND E GIBILTERRA,SCONTRO ARGENTINA,SPAGNA,GRAN BRETAGNA E LA CHIESA?

-NOTA 1:E’ TEMPO DI DIALOGO ARGENTINA-REGNO UNITO

-SU LA REPUBBLICA:

Il Papa con il cartello per il dialogo sulle isole “Malvinas”

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Slideshow

Il Papa con il cartello per il dialogo sulle isole "Malvinas"

Il Papa con il cartello per il dialogo sulle isole "Malvinas"

Al termine dell’udienza generale papa Francesco tiene un cartello con su scritto: “E’ tempo di dialogo tra Argentina e Regno Unito sulle Malvine”. Le isole dell’Atlantico meridionale contese tra i due Paesi (Falkland per i britannici) sono citate con il nome spagnolo. Il cartello è stato passato al Pontefice da Gustavo Hoyo, coordinatore della campagna sulla risoluzione Onu 2065 di 50 anni fa, che invita Buenos Aires e Londra a dialogare. Le isole sono territorio d’oltremare del Regno Unito e sono storicamente rivendicate dall’Argentina

-NOTA 2:MA NON E’ COSI,IL POVERETTO PAPA 2 VOLTE FREGATO DAL COMUNISMO

Mercopress - South Atlantic News Agency

Giovedi, Agosto 20th 2015 – 07:30 UTC

Papa Francesco annulla qualsiasi tentativo di favorire il dialogo Falklands/Malvinas

Papa Francesco è stato risucchiato inella disputa argentina con la Gran Bretagna per le isole Falkland dopo che un attivista mostra un segno nelle sue mani chiedendo il dialogo tra i due paesi e il presidente Cristina Fernandez colse l’occasione per ravvivare la lotta.

Il Portavoce del Papa ha said Che il manifesto e Stato consegnato nel corso di Una Riunione pubblica settimanale when molte PERSONE Gli Danno Le cose e "non AVEVA idea di che cosa l'articolo era"

"La foto has been scattata Durante l'udienza generale in cui molte PERSONE Danno Elementi per il Santo Padre", ha said padre Ciro Benedettini

Cristina ha costantemente Fatto Pressioni al Papa di intervenire un please di Argentina, ma il Vaticano e Stato chiaro Che Non VUOLE Essere coinvolto Nella disputa.

Cristina Fernandez ha twittato una foto del Papa, l’ex arcivescovo di Buenos Aires, tenendo il cartello, che fa parte nell’occasione del 50 ° anniversario di una risoluzione delle Nazioni Unite che chiede che i due paesi tengno colloqui sulla controversia delle Faulkland.

Il Papa ha rapidamente annullato il tentativo di collegarlo alla causa dopo che il suo portavoce ha detto che il piccolo manifesto è stato consegnato nel corso di una riunione pubblica settimanale quando molte persone gli danno delle cose e che non aveva idea di che cosa sia stato l’articolo.

“Il Santo Padre non si ha nemmeno reso conto che aveva questo oggetto nelle sue mani. Egli ha scoperto questo solo ore dopo aver visto la fotografia: “Padre Ciro Benedettini ha detto in un’intervista telefonica il Mercoledì. “La foto è stata scattata durante l’udienza generale in cui molte persone danno oggetti al Santo Padre”.

Il presidente argentino ha costantemente fatto pressioni al Papa di intervenire a favore del suo paese, ma il Vaticano è stato chiaro che non vuole impegnarsi nella disputa.

Le tensioni tra i due paesi è culminato in guerra nel 1982, dopo che le forze argentine invasero le isole Falkland. Più di recente, la scoperta del petrolio al largo delle coste dell’arcipelago ha spinto la Argentina di presentare accuse penali contro le compagnie petrolifere che operano nella zona.

Cristina Fernandez ha detto che un annuncio da Premier Oil e Falkland Oil and Gas nel mese di aprile su una scoperta di petrolio è stata una “provocazione”. Ha anche indicato che, mentre le isole, saranno argentino, prima o poi, la nazione sudamericana non è una minaccia per la Gran Bretagna e le Falkland e l’Argentina continuerà a premere per un dialogo costruttivo per risolvere la disputa.

Londra ha sostenuto che ogni dialogo con l’Argentina per le Falkland deve avere il consenso dei Islanders e in tal caso essa includerà tre lati: Regno Unito, Argentina e gli isolani Falkland.

Argentina rifiuta tale opzione sostenendo che i residenti nelle Falklands sono una popolazione impiantata, ‘non esistono in quanto tali’ e nelle parole di Cristina Fernandez sono ‘abusivi’.

http://en.mercopress.com/2015/08/20/pope-francis-quashes-any-attempt-to-foster-falklands-malvinas-dialogue

REAZIONE:POVERO PAPA VITTIMA DEL BULLISMO COMUNISTA:DUE VOLTE COLSO NELLA SUA INGENUITA DA CHI VUOLE FARE SCANDALO A SUA INSAPUTA,UNA VOLTA CON LA CROCE DI LEGNO A FORMA DI FALCE E MARTELLO DI EVO MORALES IN BOLIVIA,E ADESSO DALLA CRISTINA FERNANDEZ A ROMA.

-NOTA 3:MA NON LA PENSA COSI ANIBAL FERNANDEZ E ATTACA

Mercopress - South Atlantic News Agency

Giovedi, Agosto 20th 2015 – 07:30 UTC

Venerdì, Agosto 21 2015 – 05:54 UTC

Malvinas pic polemica: “Francesco ha parlato con il suo tono basso ma forte voce”

Nonostante le polemiche generate Mercoledì dall’immagine che ha mostrato Papa Francesco in possesso di un banner che chiede il dialogo tra il Regno Unito e l’Argentina sulle Isole / Malvinas Falkland, e in seguito il licenziamento di un portavoce del significato della incidenza, la migliore definizione di ciò che è realmente accaduto sembra provenire da capo gabinetto argentino Anibal Fernandez nella sua conferenza stampa quotidiana, “il pontefice”, ha detto, ha parlato con il suo “tono basso ma con forte voce”.

"Con il suo tono basso ma forte voce ha chiesto solo per il Regno Unito e l'Argentina per sedersi al dialogo", ha detto il capo gabinetto Anibal Fernandez

"E 'stato in Kosovo, ha parlato della necessità di creare uno Stato palestinese", e con Cuba e gli Stati Uniti,' si è sempre pronunciato a favore del dialogo '

Padre Benedettini ha sostenuto il Papa "non ha nemmeno conto che aveva questo oggetto nelle sue mani. Egli ha scoperto questo solo ora dopo aver visto la fotografia ".

“Oggi non c’è paese al mondo che riconosca i diritti del Regno Unito sulle Malvinas e quello che il Papa ha fatto semplicemente, è di chiedere ciò che è stato chiesto in tutte le sedi, che è(Argentina e Regno Unito) sedersi al dialogo,” il capo dei ministri ha detto Giovedi mattina.

“Con il suo tono basso ma forte voce ha solo chiesto per il Regno Unito e l’Argentina di sedersi al dialogo,” Fernandez assicurò, quando ha messo in discussione il diputato dell’opposizione del partito PRO Laura Alonso che il Mercoledì dopo l’uscita del quadro controverso detto in un twitter che il Papa “è di nuovo sbagliato.”

“Quello che questo prova è un disprezzo, una totale mancanza di rispetto nei confronti di un pastore che ha 1,2 miliardi di seguitori in tutto il mondo e sta solo dicendo che abbiano di nuovo dialogo”,anche il candidato del Fronte per la Vittoria (FPV) per Buenos Aires, governatore della provincia,ha dichiarato: aggiungere commenti di Alonso ha risposto a sua opinione personale “,e’ qualcuno che dice solo sciocchezze.”

“Il Papa non è solo una persona; quando vede cose che non sono di destra, interviene “, il capo di gabinetto ha sottolineato sottolineando che il capo della Chiesa cattolica romana” è andato in Kosovo, per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente,e ha parlato della necessità di creare uno Stato palestinese e, in ciò che ha a che fare con Cuba e gli Stati Uniti, si è sempre pronunciato a favore del dialogo “.

“Con il suo tono basso ma la sua voce molto forte, quello che ha fatto è quello di esprimere la necessità di un dialogo e questo è un fatto molto importante di per sé”

Mercoledì scorso dopo l’incidente del quadro, padre Ciro Benedettini, che è stato identificato come un portavoce di Francesco disse “il Santo Padre non si ha nemmeno reso conto che aveva questo oggetto nelle sue mani. Egli ha scoperto questo solo dopo aver visto la fotografia “.

Egli ha aggiunto che “la foto è stata scattata durante l’udienza generale in cui molte persone danno oggetti al Santo Padre”.

http://en.mercopress.com/2015/08/21/malvinas-pic-controversy-francis-spoke-with-his-low-tone-but-strong-voice

-NOTA 4:E’ TEMPO DI DIALOGO SPAGNA-GIBILTERRA GB

Mercopress - South Atlantic News Agency

Venerdì, Agosto 21 2015 – 06:05 UTC

“A che fine hanno servito gli ultimi quattro anni di insulti verso Gibilterra ?”

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel García-Margallo,messo sotto critiche dal PSOE all’opposizione per i suoi commenti ‘frivoli e inappropriate’ circa Gibilterra,i quali sono stati calificati di ‘franchiste’ da un politico socialista,riporta il Gibraltar Cronichle.

Salvador de la Encina, PSOE deputato della provincia di Cadice, descritto come dichiarazioni "inappropriate assolutamente infelice e" di García-Margallo su Gibilterra

García-Margallo scagliato sulle vendite di tabacco del rock, che ha detto non possa essere giustificato ", anche se tutti i bambini e le bertucce di Gibilterra fumato".

"Invece di fare battute a buon mercato, ha accettare la responsabilità che il dialogo è l'unica possibilità che abbiamo", ha detto Jiménez Barros

Salvador de la Encina,diputato del PSOE della provincia di Cadice,ha  descritto come “assolutamente infelice e inappropriata” una dichiarazione di García-Margallo su Gibilterra all’inizio di questa settimana.

Stava reagendo dopo che García-Margallo si ha scagliato sulle vendite di tabacco del pegnon, che ha detto non possono essere giustificati “, anche se tutti i bambini di Gibilterra fumassero”.

Parlando in un’intervista televisiva il Martedì, García-Margallo ha parlato del dialogo quando egli attaccò l’economia di Gibilterra e ha sostenuto che era dannosa per la Spagna.

“Sembra una barzelletta franchista,” de la Encina ha detto, mettendo in discussione come un ministro di governo cercando il dialogo potesse pronunciare tali osservazioni poco diplomatiche. Ha detto che García-Margallo stava cercando di “coprire il fallimento assoluto della sua gestione” dei rapporti con Gibilterra.

“A Che fine hanno ervito gli ultimi quattro anni di insulti verso Gibilterra?» chiese de la Encina. “Abbiamo ottenuto miglioramenti per le migliaia di lavoratori spagnoli a Gibilterra?” “Ci abbiamo già evitato lunghe code, o il miglioramento della cooperazione regionale per sfruttare al meglio le sinergie tra Gibilterra e il Campo di Gibilterra?”

“Abbiamo evitato controversie e confronto sulla giurisdizione delle acque?”. E lui ha sottolineato: “La risposta è un no a titolo definitivo”.

Quel sentimento ha fatto eco in Manuel Jiménez Barrios, il vice presidente della Junta de Andalucia, che ha detto su García-Margallo “fa l’errore di essere frivolo” su Gibilterra.

“Invece di fare battute a buon mercato deve prendere la decisione e accettare la responsabilità che il dialogo è l’unica possibilità che abbiamo attraverso il quale trovare l’un l’altro”, ha detto a Cadena SER.

Jiménez Barrios ha detto che non era credibile per il ministro spagnolo di parlare di riunioni ad hoc tecnico quando il suo governo era rimasto silenzioso sulla questione per oltre due anni.

Egli ha detto che la giunta avrebbe sempre di sostenere il governo centrale sui crediti di vecchia data su Gibilterra ma che differiva su altre questioni come la fluidità di confine. Egli ha aggiunto che Gibilterra e il Campo di Gibilterra sono Stati “costretti a capirsi”.

http://en.mercopress.com/2015/08/21/what-purpose-has-the-past-four-years-of-insults-toward-gibraltar-served

-NOTA 5:E’ TEMPO DI GUERRA:ASTUTO,ROYAL NAVY D’ATTACCO

Mercopress - South Atlantic News Agency

Venerdì, Agosto 21 2015 – 11:35 UTC

Terzo sottomarino d’attacco della Classe Astute della Royal Navy pronto per le prove in mare

Artful, il terzo dei nuovi sottomarini d’attacco classe Astute del UK Royal Navy, è arrivato al suo porta di base scozzese da dove effettuerà le prove in mare prima di entrare in servizio entro la fine dell’anno, il Ministero della Difesa britannico ha annunciato.

Artful può circumnavigare il mondo sommerso, la produzione di ossigeno dell'equipaggio e l'acqua dolce dall'acqua di mare come vanno.

Sommergibili Astute classe hanno la capacità di operare segretamente e rimangono inosservati, nonostante sia il 50% più grande rispetto agli attuali sottomarini Trafalgar Class.

Ministro Phillip Dunne con il Vice Ammiraglio Simon Lister

La Artful di 7.400 tonnellate metriche, 97 metri di lunghezza e’ nel cantiere “Artful BAE Systems” a Barrow-in-Furness, Cumbria,da parecchi giorni fa prima di salpare per la sua nuova casa la base navale di Sua Maestà (HMNB) Clyde.

HMNB Clyde diventerà una casa-base per i sottomarini della Royal Navy e il supporto associato entro il 2020,con la creazione di un centro sottomarino di specializzazione. La base è tra i più grandi datori di lavoro single-site in Scozia, con 6.700 personale militare e civile, in aumento secondo le attuali piani del governo britannico a 8.200 entro il 2022.

“L’arrivo di Artful a HMNB Clyde mostra chiaramente che il governo britannico è fermamente impegnato per il futuro della difesa in Scozia, questa è l’ultima aggiunta a quella che sarà la casa-base di tutti i sottomarini della Royal Navy entro il 2020″, ha detto il ministro della Difesa, Philip Dunne.

“Il programma sottomarino Astute è una parte fondamentale del nostro piano di echipamento di £ 163 billioni che sta rafforzando l’impegno di aumentare la spesa per la difesa e soddisfare l’impegno NATO di due per cento del nostro reddito nazionale per il resto di questo decennio.

“La classe Astute sono tra i sottomarini più avanzati che operano nel mondo di oggi e fornira la Royal Navy con la capacità di cui ha bisogno per difendere gli interessi del Regno Unito in patria e all’estero.”

Dotato della più recente tecnologia a propulsione nucleare, Artful può circumnavigare il mondo sommerso con la produzione di ossigeno dell’equipaggio e l’acqua dolce presi dall’acqua di mare. La sua resistenza immersione è limitata solo dalla quantità di cibo che possono essere immagazinato e la resistenza dell’equipaggio.

Armati di missili da crociera Tomahawk, Artful sarà in grado di colpire obiettivi fino a 1.200 chilometri dalla costa con estrema precisione.

La classe Astute è la prima classe di sottomarini della Royal Navy che non deve essere dotato di periscopi ottici e invece impiegano specifica alta tecnologia. Le immagini sono consegnati nella sala di controllo sottomarino tramite cavi in ​​fibra ottica. Circa 110 chilometri di cavi e tubi sono installati a bordo Artful.

La suite sonar del Sonar 2076 montato a bordo Artful ha la potenza di elaborazione di 2.000 computer portatili. Ha il maggior numero al mondo di idrofoni, fornendo la Royal Navy con le “grandi orecchie” di qualsiasi sistema sonar in servizio oggi.

Capo della Materiel Fleet, il vice ammiraglio Simon Lister ha descritto l’arrivo di Artful a suo porto come una pietra miliare nel programma di classe dei sottomarini Astute. “La costruzione dei primi due sommergibili classe Astute ci ha insegnato molte lezioni, Lister ha detto. “Artful potra presto iniziare le operazioni come il nuovo sommergibile della Royal Navy.”

Le lezioni apprese dalla costruzione di HMS Astute e HMS Ambush permetteranno Artful progressare al Contractors’ Sea Trials in uno stato materiale significativamente avanzato sui suoi predecessori.

http://en.mercopress.com/2015/08/21/royal-navy-s-third-astute-class-attack-submarine-ready-for-sea-trials

REAZIONE:HA “la capacità di cui ha bisogno per difendere gli interessi del Regno Unito in patria e all’estero.”

QUINDI POTREBBE SERVIRE SIA IN GB CHE NEI MARI DEL SUD ATLANTICO O IL MARE NOSTRUM.E….”SIAMO PRONTI…….”

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23 AGOSTO 2015:OGGI,DOVE SONO I VIOLENTI?

-TITOLARI LE MONDE:

-TITOLARE 1:E’ TEMPO DI RICONCILIAZIONE

image: http://s2.lemde.fr/image/2015/08/23/312×156/4733992_3_6458_l-ambassade-de-grande-bretagne-a-teheran_7803657886973aaecd8b948c41840007.jpg

L’ambassade de Grande-Bretagne à Téhéran avait été fermée en novembre 2011 après sa mise à sac par des manifestants islamistes.

L’Iran et le Royaume-Uni vont rouvrir leurs ambassades

L’ambassade de Grande-Bretagne à Téhéran avait été fermée en novembre 2011 après sa mise à sac par des manifestants islamistes

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-IL GIORNO DOPO,SU LE MONDE:

L’Union jack flotte de nouveau sur l’ambassade britannique à Téhéran

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-TITOLARE 2:SE L’HANNO PRESO A CANNONATE SULLA FRONTIERA COMUNE

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Les négociations à Panmunjom sont dirigées par le conseiller sud-coréen à la sécurité nationale, Kim Kwan-Jin, et son homologue nord-coréen, Hwang Pyong-So, un proche collaborateur de Kim Jong-Un.

Les deux Corées vont reprendre les discussions en vue de résoudre la crise

Les émissaires des deux Corées se retrouvent ce dimanche en vue de trouver une solution à la crise qui a placé la péninsule au bord d’un conflit armé.

*L’escalade verbale et militaire se poursuit entre les deux Corées

*Après deux jours de tensions, les deux Corées prêtes à dialoguer

*Pyongyang et Séoul se défient mutuellement

En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#AX0VbfIMRemQVAym.99

-REAZIONE:HA COMMINCIATO LA NORD COREA FASTIDIATA DALLA PROPAGANDA DEL SUD CON ALTOPARLANTI SULLA FRONTIERA.
-TITOLARE 3:
Israël se vengerait-il de la reconnaissance de la Palestine par le Vatican ?
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#AX0VbfIMRemQVAym.99
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REAZIONE:LA LUNA DI MIELE BERGOGLIO-PEREZ E’ FINITA O NO?
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COMMENTO FINALE:INIZIATA L’AMMINISTRAZIONE OBAMA CON I CLINTON AL DIPARTIMENTO DI STATO SI HA DELINIATO UN PANORAMA GLOBALE DOVE USA E RUSSIA HANNO FIRMATO LO START 2 E SI SONO SEGNALATI COME PAESI VIOLENTI DA PORTARE SUL TAVOLO DELLA DENUCLEARIZAZIONE E LA PACE SOLO 2 STATI:LA COREA DEL NORD E L’IRAN.POCO TEMPO DOPO INIZIA LA PRIMAVERA ARABA NEI PAESI AFRICANI SOPRA-SAHARIANI E IN MEDIO ORIENTE.PRESTO LA RUSSIA SI HA DEMARCATO E HA TRACCIATO UNA LINEA ROSSA DA DOVE LA PRIMAVERA NON POTEVA PASSARE:MINACCIAVA IL SUO SPAZIO VITALE.SI TRACCIARONO NUOVE ALLEANZE E SI SCONVOLSE L’EQUILIBRIO INIZIALE DELL’ERA OBAMA.
DOPO SONO AVVENUTI LE VICENDE DI BENGAZHI IN LIBIA E LA NASCITA DELLO STATO ISLAMICO E ALLORA ANCHE USA SI DEMARCO DEGLI EQUILIBRI E ALLEANZE INIZIALI FINO A CONCLUDERE UN ACCORDO CON IRAN.LA NORD COREA PERO CONTINUA A NEGARSI DI SEDERSI SUL TAVOLO DELLE NEGOZIAZIONI E RINUNCIARE AL NUCLEARE E LA VIOLENZA.OVVIAMENTE NE MENO L’IS E LA PALESTINA HANNO RINNUNCIATO ALLA VIOLENZA.
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 226 »

16 agosto 2015
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16 AGOSTO 2015:LO VOGLIAMO IN PLUTON

-TITOLARE CORRIERE:

LA FESTA DELLA LEGA A PONTE DI LEGNO

Migranti, Salvini non arretra: «Ci sono vescovi che fanno politica»

Il leader del Carroccio torna a polemizzare con la Chiesa e poi annuncia: «A settembre vado in Nigeria»

REAZIONE:CON QUANTI VOTI PRETENDI ESSERCITARE QUESTO PROTAGONISMO MEDIATICO?L’ITALIA NON HA BISOGNO DI LUI:PIU TOSTO VADA IN PLUTON.E NON TORNI.

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19 AGOSTO 2015:LA NUOVA ERA VA IN CHIESA

-SU CORRIERE DELLA SERA:

corriere.it

Chiesa e migranti, Mons Galantino:«Politica, harem di cooptati e furbi» L’intervento che avrebbe letto: «Non cercate voti sulla pelle degli altri»

Milano, 18 agosto 2015 – 13:05La decisione dell’alto prelato arriva dopo le critiche ricevute da più parti, ma in particolare dalla Lega Nord, per le posizioni dei vescovi in materia di immigrazione
Monsignor Nunzio Galantino (Ansa)Monsignor Nunzio Galantino (Ansa)

Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ha deciso di non prender parte all’evento pubblico su Alcide De Gasperi, in agenda a Pieve Tesino in Trentino, dove avrebbe dovuto pronunciare un intervento il cui contenuto era stato già reso pubblico. Si scusa con la Fondazione per la decisione, «soppesata con cura al fine di evitare, con la mia sola presenza, di contribuire a rafforzare polemiche» in «un clima invano esasperato».

La decisione

Una scelta che arriva dopo le critiche ricevute da più parti, ma in particolare dalla Lega Nord, per le posizioni della Cei in materia di immigrazione. «Mi sono convinto che la disponibilità a fare un passo indietro a volte sia la via migliore affinché alcune idee di fondo e alcuni valori si accreditino, puntando ad affermarsi» dice Galantino, nella nota in cui spiega perché non parteciperà all’evento pubblico su Alcide De Gasperi. «Questa fiducia è rafforzata dalla consapevolezza che, se con parole forti ho potuto urtare la sensibilità di qualcuno, l’ho fatto per un’istanza che continuo a credere esclusivamente evangelica».

«Politica è piccolo harem cooptati e furbi»

Pur non andando, Galantino ha inviato il testo della Lectio degasperiana al convegno. Monito severo, quello del monsignore. La politica di Alcide De Gasperi «non è quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all’interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi». E ancora: «Un popolo non è soltanto un gregge, da guidare e da tosare». «Il popolo è il soggetto più nobile della democrazia e va servito con intelligenza e impegno, perché ha bisogno di riconoscersi in una guida – sottolinea il vescovo – solo sbanda e i populismi sono un crimine di lesa maestà di pochi capi spregiudicati nei confronti di un popolo che freme e che chiede di essere portato a comprendere meglio la complessità dei passaggi della storia». «Pensiamo spesso che il buon cattolico sia un uomo a metà, una via di mezzo tra gli ambiziosi e i disperati e non è vero. Pensiamo che un cattolico – scrive Galantino – sia un uomo con il freno a mano, che non possa godere del successo della scienza o dei frutti della ricchezza, ma sono bestemmie perché non c’è nessun motivo che ci spinga a rinunciare ad offrire al Signore il meglio dell’intelligenza e dello sviluppo economico e tecnologico».

Santanché: «Da che pulpito viene la predica»

Le repliche, tutte dal centrodestra, non si fanno attendere. Prima fra tutte Daniela Santanché, parlamentare FI. «Da che pulpito viene la predica! Quelle di Galantino sono offese gratuite nei confronti di chi si impegna per la cosa pubblica. In quanto a cooptati, harem e furbi, evidentemente Galantino in quanto capo dei vescovi se ne intende assai». Poi Francesco Giro, senatore FI: «Ho subito espresso solidarietà a monsignor Galantino per gli attacchi, oltretutto sciocchini, del quale è stato vittima e oggi mi accorgo più di ieri che rispetto ai tanti politici che lo attaccavano monsignor Galantino non solo si è dimostrato un osso duro, ma anche molto abile nel marketing delle sue idee». «Rinunciando ad andare al convegno commemorativo su de Gasperi ha ottenuto da un lato altro clamore sulla sua persona, e dall’altro un’attenzione oltre ogni previsione sul contenuto della sua lectio magistralis, certamente maggiore se si fosse presentato a leggerla

18 agosto 2015 (modifica il 18 agosto 2015 | 19:38)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/cronache/15_agosto_18/monsignor-galantino-rinuncia-convegno-de-gasperi-evitare-nuove-polemiche-immigrati-f37cdc04-4596-11e5-a532-fb287b18ec46.shtml

 REAZIONE:”Pensiamo che un cattolico – scrive Galantino – sia un uomo con il freno a mano, che non possa godere del successo della scienza o dei frutti della ricchezza, ma sono bestemmie perché non c’è nessun motivo che ci spinga a rinunciare ad offrire al Signore il meglio dell’intelligenza e dello sviluppo economico e tecnologico».”
COSI LA NUOVA ERA SI SENTE RICONOSCIUTA,SI METTE LA PELLICIA E VA IN CHIESA.
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APPENDICE 1:
-SU LA REPUBBLICA:
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Cei, Galantino accusa tutti: “Politica harem di furbi, i populismi sono un crimine”
Il segretario Cei: voglio evitare di esasperare il clima. Ma poi la relazione su De Gasperi scatena la bufera,di SILVIO BUZZANCA

Cei, Galantino accusa tutti: "Politica harem di furbi, i populismi sono un crimine"

il segretario generale della Cei, Mons. Nunzio Galantino (ansa)

ROMA. Monsignor Nunzio Galantino ha pensato, soppesato, valutato, e alla fine, per evitare nuove polemiche con il mondo politico, ha deciso di disertare l’appuntamento trentino di Pieve Tesino. Doveva tenere una lectio magistralis su Alcide De Gasperi, ma il segretario della Cei ha optato per il passo indietro.

Ha spiegato agli organizzatori di volere evitare “con la mia sola presenza, di contribuire a rafforzare polemiche o anche semplicemente di allontanare il momento del rasserenamento di un clima invano esasperato”. Così ha deciso di affidare l’intervento che aveva preparato alla lettura del professore Giuseppe Tognon. Ma quando in sala si è ascoltato il passo dove monsignor Galantino scrive che politica di De Gasperi “non è quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all’interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi”, la strategia della distensione è andata in frantumi.

Ancor di più quando il prelato ha spiegato che “il popolo da solo sbanda e i populismi sono un crimine di lesa maestà di pochi capi spregiudicati nei confronti di un popolo che freme e che chiede di essere portato a comprendere meglio la complessità dei passaggi della storia”. Il vivace eurodeputato leghista Gianluca Buonanno commenta subito che “alla fine Galantino si pone come il Giuda degli anni 2000. Un traditore dell’Italia”.

Ma naturalmente la reazione politicamente più pesante è quella di Matteo Salvini, il politico con cui il segretario della Cei ha incrociato i guantoni negli ultimi giorni. “Non so da quale uovo di Pasqua sia uscito Galantino”, dice il leader della Lega. E a chi gli chiede se il vescovo sia l’interprete della linea di Papa Francesco, Salvini risponde: “Galantino ha sproloquiato, non mettiamo sullo stesso piano la cioccolata con qualcos’altro”. Salvini affonda i colpi. “Non è un problema Salvini contro i vescovi, è un problema di questo Galantino e pochi altri che sono più a sinistra di Rifondazione comunista. Non ce l’ho con la Chiesa. Ce l’ho con due o tre vescovi che dovrebbero andare in giro con la bandiera rossa, invece che mettere la tonaca” .

Salvini incassa l’appoggio di Daniela Santanché: “In quanto a cooptati, harem e furbi, evidentemente Galantino in quanto capo dei vescovi se ne intende assai”, dice la deputata forzista. Ma questa volta prende le distanza da Galantino anche Fabrizio Cicchitto che nei giorni scorsi lo aveva difeso. “Non possiamo fare a meno di marcare il nostro dissenso.Ci aspettiamo da Galantino analisi più serie, culturalmente più fondate, e più capaci di comprendere la realtà nella sua complessità e nelle sue contraddizioni e non battute a effetto” dice il deputato del Nuovo centrodestra.

http://www.repubblica.it/politica/2015/08/19/news/cei_galantino_accusa_tutti_politica_harem_di_furbi_i_populismi_un_crimine_-121211782/?ref=HREA-1
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REAZIONE:
-BUONANNO:PERVERSO DIRE CHE GALANTINO TRADISCE L’ITALIA.E NON E’ VERO COME DICE SALVINI CHE SIA SOLO:LA QUESTIONE E’ FRA ITALIANI E ANTI-ITALIANI,E CIO’E’ CONTRO IL SEPARATISMO LEGHISTA.L’ITALIA E’ UNA SOLA E LA LEGA NON HA IL DIRITTO DI PARLARE NEL SUO NOME.NON DIMENTICATEVI DI BERLUSCONI EX-PREMIER.
-SALVINI:CAPITO,NON LI PIACE IL UOVO DI PASQUA.
SAREBBE BELLO CHIEDERE A MONSEGNOR GALANTINO COSA NE PENSA DI FARSI PER ANDARE IN GIRO UN BODYPAINTE CON CON LA NUTELLA(CON CICCOLATA E “SENZA TONACA” INSOMMA)
INCONCEPIBILE CHE SALVINI,GRANDE AMICO DELLA NORD-COREA,OLTRE CHE DI PUTIN E LA RUSSIA, SVENTOLI ANCORA LO SPAURACCHIO DELL’ANTI-COMUNISMO:OLTRE CHE CONTRADITTORIO E’ UN PO’ DEMODE NON VI PARE?
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-3-CHIQUITTO:ANZI CHE FARE QUESTE PERVERSE DICHIARAZIONI  OPPORTUNISTICHE PERCHE NON CI PROVA LUI A RISPOSTE CULTURALMENTE FONDATE COSI CAPIAMO QUANTO ILLUSTRATI,INTELLETUALI,REALISTI E NON POPOLISTI SIANO I FORZISTI DEL PATRON DEL MILAN?
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-APPENDICE 2:.
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-SU LA REPUBBLICA:
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Galantino, il prelato che spiazza le sacrestie e il Palazzo. Il Pd: ingiusto con noi
Il segretario della Cei ha scelto da solo, convinto di essere in pieno nella linea di papa Francesco. Palazzo Chigi colpito da giudizi ritenuti “ingenerosi”.di FRANCESCO BEI e PAOLO RODARI19 agosto 2015
Galantino, il prelato che spiazza le sacrestie e il Palazzo. Il Pd: ingiusto con noi

(ansa)

ROMA. Francesco gli uomini di Chiesa li vuole così. Capaci di parlare chiaro e comprensibile, e soprattutto che sappiano stare lontani dai giochi della politica. E fa niente se possono creare sconcerto anche dentro la stessa Chiesa, provocando non poca irritazione nel governo e tra i renziani. “È il Vangelo  -  dice un uomo di curia vicino al Papa  -  che esige che le carte vengano sempre sparigliate. Il Vangelo, del resto, sta sempre all’opposizione mai col potere”. Per questo ieri, la rinuncia del plenipotenziario di Francesco in Cei, il segretario generale Nunzio Galantino, a pronunciare personalmente la lectio degasperiana a Trento, non ha significato un arretramento sui contenuti. La Chiesa italiana, dopo anni di ammiccamenti coi governi di turno, non fa cordate, non promuove sottobanco accordi con nessuno, semplicemente dice quello che pensa. In questo caso, parole di fuoco per la classe politica tout court: “Un piccolo harem di cooptati e di furbi”.

Galantino ha maturato la scelta di non presentarsi a Trento da solo. Non ha chiesto il placet del Vaticano e nemmeno della presidenza della Cei. E l’ha fatto proprio per essere fedele alla linea del Papa. Dal suo punto di vista, infatti, se fosse andato a Trento non si sarebbe potuto sottrarre alle domande dei media presenti e il contenuto di una lectio studiata a tavolino da giorni avrebbe corso il rischio di passare in secondo piano. Il messaggio è chiaro: per la Cei la politica, tutta la politica, non ha a cuore gli interessi del popolo, ma soltanto i propri. Una condotta che deve avere una fine.

Certo, a parlare in questo modo c’è il rischio di farsi non pochi nemici. Ma così fu anche per De Gasperi, indicato ieri da Galantino come un “modello” da seguire. La bomba sganciata ieri da ha  prodotto scosse che sono arrivate fino a Roma. Anche se Renzi ha impartito ordine di non replicare, preferendo mantenere il governo fuori dalla polemica, il malumore nel Pd è palpabile per un giudizio considerato “ingeneroso ” e soprattutto espresso in maniera grossolana, senza fare distinzioni.

L’ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E REPUBBLICA+

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http://www.repubblica.it/politica/2015/08/19/news/il_prelato_che_spiazza_le_sacrestie_e_il_palazzo_pd_ingiusto_con_noi-121212088/?ref=nrct

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-APPENDICE 3:CEI,NO AI PRETI PEDOFILI,SI ALLA GIUSTIZIA

-SU LA STAMPA:

lastampa.it
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Dovere di collaborare coi magistarti anti-abusi: la Cei di Galantino

Il vescovo ha il “dovere morale” di collaborare con i magistrati che indagano sugli abusi sessuali del clero. Sono state rese note oggi (in occasione della conferenza stampa del segretario generale della Cei, Nunzio Galantino alla conclusione dei lavori del Consiglio episcopale permanente) le ”linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici” predisposte dalla Conferenza episcopale italiana.

Linee guida che datano gennaio 2014, e che illustrano i profili canonistici di fronte a notizie di condotte illecite da parte di presbiteri e che prevedono lo svolgimento di una ”indagine previa” e le modalità di procedura in caso di riscontrata veridicità dei fatti con la conclusione delle eventuali misure canoniche da applicarsi nei confronti di un chierico riconosciuto colpevole dell’abuso sessuale su un minore e che vanno dalla restrizione del ministero pubblico ”in modo completo” escludendo i contatti con i minori alle pene ecclesiastiche ”fra cui la più grave è la dimissione dallo stato clericale”.

Un particolare capitolo è dedicato, poi, alla cooperazione con l’autorità civile. In questo caso si conferma che non esiste, da parte del vescovo l’obbligo di denuncia anche perchè, si sottolinea, ”i vescovi sono esonerati dall’obbligo di deporre o di esibire documenti in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragioni del proprio ministero” così come stabilito da Codice di Procedura penale e dal Concordato lateranense. Eventuali informazioni su un procedimento giudiziario canonico, quindi, possono essere richiesti dall’autorità giudiziaria ”ma non possono costituire oggetto di un ordine di esibizione o di sequestro”. ”Nell’ordinamento italiano il vescovo – si sottolinea ancora nelle linee guida – non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, nè di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico – salvo il dovere morale di contribuire al bene comune – di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti”.

Intanto, d’accordo con papa Francesco, il nuovo segretario della Cei monsignor Nunzio Galantino, da mercoledì scorso non più ad interim ma “ad quinquennium”, resterà anche vescovo di Cassano allo Jonio. A una domanda su quanto sarà ampia la rosa dei candidati alla presidenza della Cei da sottoporre al Papa per la scelta del nuovo presidente, se le modifiche allo statuto andranno in questa direzione che risulta maggioritaria tra i Vescovi, Galantino ha risposto: “Non è stato deciso, ma molti dicono, ed è l’idea prevalente, `dopo la votazione in Assemblea portiamo tutte le schede al Papa´, in modo che il Papa ci dica ‘andate bene’ o ‘vi dico dove dovete andare’».

Galantino ha aggiunto che nella consultazione di base tra i vescovi in merito alle proposte di modifica dello Statuto della Cei «sono emerse opinioni diverse, ora armonizzate tra loro». «Dunque – ha spiegato il segretario Cei – abbiamo orientamenti comuni, ma quello che il Consiglio permanente ha partorito va ora in Assemblea e il discorso è aperto: in Assemblea potrebbero emergere proposte diverse. In quel caso ci sarà un confronto serio perché non ci sono posizioni preconcette».

Tra gli orientamenti del Consiglio permanente, oltre alla maggiore ampiezza della rosa da sottoporre al Papa (le ipotesi precedenti erano di inviare una terna o addirittura l’elenco dei quindici primi votati) Galantino ne ha anticipato almeno un altro: i vescovi impediti a partecipare all’Assemblea potranno votare per posta alla “consultazione di base” sui candidati alla presidenza. Galantino ha precisato che nella consultazione di base tra i vescovi in merito alle proposte di modifica dello Statuto della Cei “sono emerse opinioni diverse, ora armonizzate tra loro”. “Dunque – ha spiegato il Segretario Cei – abbiamo orientamenti comuni, ma quello che il Consiglio Permanente ha partorito va ora in Assemblea e il discorso è aperto: in Assemblea potrebbero emergere proposte diverse. In quel caso ci sarà un confronto serio perché non ci sono posizioni preconcette»”.

Galantino poi si è espresso sul governo Renzi: “Siamo ai primissimi passi: non abbiamo definizioni precise di quello che si vuol fare. Il giudizio sarebbe, come quello di Obama, sulle intenzioni, la verve, le progettualità. E non sui fatti”. “I fatti – ha continuato – ancora non ci sono. A parte la promessa degli 85 euro, sulla quale ci sono giudizi discordanti. Dunque: abbiamo bisogno di più elementi per dire ‘viva Renzi’ o ‘abbasso Renzi’. Ma è comunque importante che ci si muova. Il recuperato dinamismo – ha scandito il presule – è un valore da solo”. Inoltre, il complesso tema del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto ”non è il tipo di argomento nel quale deve decidere la chiesa. È lo Stato, invece, che deve fare i suoi passi”.

Il “numero due” della Chiesa italiana ha, quindi, auspicato ”un vero dibattito e una seria discussione” anche su questo tema perchè, ha dichiarato, ”in una società democratica si possono non condividere alcune scelte ma debbono essere frutto di un dibattito. Non è possibile – ha poi aggiunto – che ancora qualcuno debba dire: ‘Grazie di farmi esistere’ mentre, denuncio, vi è il rischio serio in Italia che le soluzioni di temi importanti come questi siano il frutto di lobby senza una seria e diffusa discussione. Ricordo infine che problemi complessi non si risolvono con semplificazioni e che la complessità non si dipana con le semplificazioni ma riscoprendo anche la bellezza delle differenze senza omologazioni”.

I vescovi italiani, poi, esprimono ”preoccupazione” per quelle che definiscono le ”forzature che rischiano di colpire pesantemente la famiglia e di associare in maniera indebita religione e omofobia”. I vescovi tornano nel loro documento, ad attaccare quella che definiscono ”l’ideologia del genere” così come espressa nei tre opuscoli promossi da Lunar destinati alla scuola primaria e alle secondarie di primo e secondo grado intitolati ”Educare alla diversità a scuola” con le ”linee guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze”.

In realtà i vescovi denunciano, in questi testi, una ”lettura ideologica del genere e una vera dittatura che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni”. In particolare, oggi, il segretario generale Galantino ha messo in evidenza come le famiglie non siano state affatto interpellate sulla diffusione di questi volumi così come i consigli di istituto delle diverse scuole.

Galantino ha poi ricordato che lo stesso Ministero dell’Istruzione si è poi detto estraneo alla diffusione dell’opuscolo che era stato, invece, promosso dal Ministero delle pari Opportunità sotto il governo Letta.

“Un titolo splendido, contro il bullismo e ogni forma di discriminazione, che ti faceva venir voglia di andarli ad abbracciare. Ma poi il contenuto era solo dare la colpa alla Chiesa. Ma i genitori erano stati avvertiti. E al ministero lo sapevano?”. Si chiede Galantino sull’iniziativa dei libretti, finanziati con denaro pubblico e diffusi nelle scuole, che propagandano la cultura del Gender.

“Non è – ha osservato Galantino – che vince chi grida di più. Sono le lobby che procedono così. Sono persone rispettabilissime, ma invece di bussare alle porte le hanno prese a pedate”. Galantino, che incontrerà nei prossimi giorni il ministro dell’Istruzione Giannini, ha criticato con forza quanti hanno ipotizzato che nello stop del governo Renzi all’iniziativa ci sia lo zampino dei vescovi: “Il ministero si è piegato alla Chiesa? Ma che ci azzecca la Chiesa? Qui è questione delle famiglie»”, ha detto ai giornalisti. “I membri del Consiglio permanente – afferma la nota ufficiale diffusa oggi – hanno ampiamente ripreso, approfondito e rilanciato gli appelli del presidente della Cei a reagire all’erosione e alla corruzione dell’impianto culturale umanistico”, fra tutti, “la lettura ideologica del `genere´”. Circa “l’ideologia del ‘genere’”, puntualizza il comunicato, «l’analisi, contenuta nella prolusione, prende spunto dall’iniziativa di tre opuscoli – destinati alla scuola primaria, alla secondaria di primo grado e a quella di secondo grado – intitolati ‘Educare alla diversità a scuola’ e recanti `Linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze´. Il confronto all’interno del Consiglio ha messo in risalto la preoccupazione dei vescovi per forzature che rischiano di colpire pesantemente la famiglia, di associare in maniera indebita religione e omofobia, di presentare come pacifico l’assunto circa l’indifferenza della diversità sessuale dei genitori per la crescita del figlio e di spingere verso il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso»”. I vescovi, si legge nel comunicato, “avvertono la necessità d’investire nella formazione, risvegliando le coscienze di genitori, educatori, associazioni, consulte di aggregazioni laicali e istituzioni d’ispirazione cristiana” su “una questione antropologica” urgente.  Infine sarà Francesco ad aprire la prossima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana che si terrà nel maggio prossimo.

Infatti ”l’invito del cardinale Angelo Bagnasco ha incontrato la pronta disponibilità del Santo Padre, che aveva in animo la medesima intenzione”. Galantino ha rivelato di essersi incontrato ieri insieme al presidente Cardinale Bagnasco con il Papa per oltre un’ora. ”La preoccupazione costante del Papa – ha riferito – è sempre che tutto ciò che la Chiesa dice e fa abbia un impatto immediato sulla gente. Da lui ci viene sempre un richiamo costante alla vicinanza con il nostro popolo”.

Qui il comento di Andrea Tornielli.

http://www.lastampa.it/2014/03/28/esteri/vatican-insider/it/dovere-morale-di-collaborare-coi-magistarti-antiabusi-la-nuova-cei-di-galantino-eCGW6tlV93iUqKs5JI8pVP/pagina.html

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REAZIONE:COME QUESTE PAGINE VENGONO CHIAMANDO DA MOLTO TEMPO INDIETRO FINALMENTE LA CEI ESPRIME CHE IN MATERIA DI PEDOFILIA  LA CHIESA DEVE COLLABORARE CON LA GIUSTIZIA DEI PAESI OSPITI:DA DOVE E’ PARTITA LA PEDOFILIA,ORMAI DIVENTATA STRUTTURALE?(1)
-RENZI?NON HA ANCORA DECOLLATO,”I FATTI ANCORA NON CI SONO”,DICE MONSIGNOR GALANTINO.
-LETTA?:NO.E NO ALLE LOBY E’ UN GRIDO PERMANENTE DI QUESTE PAGINE,E TUTTI SAPIAMO DI CHI PARLIAMO.
 -COPPIE DI FATTO E IDENTITA DI GENERE?NON SONO  ASTRAZIONE MA UN FATTO NATURALE.
INSOMMA QUESTA CEI CHE SI TERRA NON E’ QUELLA CHE AVEVA AVANZATO QUEL “ASSAGGIO” DI BERGOGLIO CON I SUOI BATTISTA RICCA E IL SUO “CHI SONO IO PER….”?.IO SONO LA NUOVA ERA E QUESTA SI DICHIARA SODISFATTA DALLA CHIESA ITALIANA IN QUESTI ASPETTI SENSIBILI PER LA SUA VISIONE DEL MONDO.
(1)LA CEI SI RIFA AI PATTI LATERANESI.BENE MA MUSSOLINI ALTRO NON HA FATTO CHE SEGUIRE I SEGNI DEI TEMPI:LA SEPARAZIONE CHIESA-STATO E’ STATA UNA CONSEGUENZA DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE E LA FONDAZIONE DEGLI STATI MODERNI IN TUTTO IL MONDO ALL’USCITA DEL MEDIOEVO E IN ITALIA ERA UNA MATERIA PENDENTE DAI TEMPI DEL RISORGIMENTO.MA NESSUNO CREDA CHE SIA SOLO UNA CONSEGUENZA CHE RIGUARDA SOLO AL CRISTIANESIMO,TUTTE LE RELIGIONI MONOTEISTI SEPARANO CHIESA DI STATO,COSI SUCCEDE CON L’ISLAM A LA MECA E COSI SUCCEDE CON L’EBRAISMO IN ISRAELE.E’ LA MODERNITA.(SCUSATE,TUTTI TRANNE CHE LO STATO ISLAMICO E L’ANACRONISMO GESUITICO DI BERGOGLIO PERCHE IN ARGENTINA NON C’E QUESTA SEPARAZIONE.SONO NOSTALGICI DEL BORBONISMO DA QUI VOGLIONO FARE IL REVIVAL,VANNO COMBATTUTI.-
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21 AGOSTO 2015:CADUTO IL RENZI GRECO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Grecia, a settembre elezioni anticipate   vd    Tsipras si dimette : "Chiusa fase più dura"

Grecia, a settembre elezioni anticipate vd

Tsipras si dimette: “Chiusa fase più dura”

A leader opposizione mandato per nuovo governo

Fotostoria Alexis: un incarico tutto di corsa

Anche l’Esm dice sì, Atene rimborsa in tempo la rata Bce

Borse in rosso per timori su Cina: Milano cede il 2,6%. L’Europa brucia 162 miliardi / Mercati in diretta

di RAFFAELE RICCIARDI
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REAZIONE:QUANDO VEDA LA BARBA DEL TUO VICINO BRUCIARE METTI QUELLA TUA  A SCAQUARE”

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21 AGOSTO 2015:LA LE PEN INSISTE

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Francia, il Front National  espelle Jean-Marie Le Pen

Francia, il Front National espelle Jean-Marie Le Pen

Ma lo scontro con la figlia Marine finirà di nuovo in tribunale

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REAZIONE:LA NOTIZIA COSI PRESENTATA E’ UNA PROVOCAZIONE DEI PATTISTI,CHE ANCHE IN FRANCIA CI SONO MALGRADO ABBIANO PEGGIORE FORTUNA CHE ALTROVE. QUESTO CASO E’ COSA GIA GIUDICATA.E QUESTA ALTRA VOLTA L’ULTIMA PAROLA L’AVRA ANCORA LA GIUSTIZIA.E LA GIUSTIZIA HA GIA SENTENZIATO A FAVORE DEL PADRE.SE LA SOCIA DI SALVINI INSISTE POTREBBE FINIRE IN CARCERE E IL SUO PARTITO A PEZZI O FUORI LEGGE.NON POCHI GUAI PER CORRUZIONE E SOSPETTI DI  CONNIVENZA CON IL TERRORISMO HANNO GIA LEI E I SUOI COMPLICI DI PARTITO.

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22 AGOSTO 2015:CEI APPENDICE 4,”NO AL NEOLIBERALISMO”

Meeting Cl, Galantino contro i politici: “Scelte pubbliche sono guidate da interessi immediati e non da progetti”

A Rimini torna in pubblico il numero due della Cei che non arretra dopo le polemiche. Mette in guardia dall’istinto a “difendersi dagli altri” e da “un mondo a due velocità”. E alla Chiesa dice: “Papa Francesco ci vuole missionari e c’è ancora tanto da fare”,di ANDREA GUALTIERI

Galantino al Meeting Cl di Rimini: "Scelte pubbliche sono guidate da interessi immediati e non da progetti"
Nunzio Galantino al Meeting Cl di Rimini (ansa)

Nunzio Galantino non arretra dalle sue posizioni. Contesta le “scelte, individuali e pubbliche” del nostro tempo, che, dice, “sono guidate per lo più dal perseguimento di interessi e fini immediati e poco meditati, dettati spesso dalla ricerca dell’utile e meno da un progetto consapevole e a lunga scadenza”. E chiede che “chi sperimenta qualche forma di difficoltà venga integrato e non scartato” e che “quanti sono ai margini dello sviluppo siano coinvolti e le loro potenzialità messe a frutto”. L’atteso discorso che il segretario Cei pronuncia al Meeting di Comunione e Liberazione è un ragionamento antropologico, ma in controluce nasconde tutte le risposte alle polemiche dei giorni scorsi, dopo le sue frasi che hanno innescato una fibrillazione nei rapporti con il mondo politico e all’interno della stessa Conferenza episcopale.

Il presule scherza con i fotografi ma scansa i cronisti nel giorno del suo ritorno in pubblico, dopo il forfait all’appuntamento trentino dedicato ad Alcide De Gasperi nel quale il suo messaggio scritto etichettava la classe politica contemporanea come un “harem di cooptati e furbi”. E se aveva fatto discutere in precedenza l’appellativo di “piazzisti da quattro soldi”, rivolto a chi “specula sul dramma dei migranti”, a Rimini Galantino parte teorizzando un umanesimo basato sull’equilibrio tra senso del limite e fascino delle frontiere, ma arriva, in forma più felpata e filosofica, a ribadire il concetto di accoglienza e condivisione come contraltare all’”istinto a difendersi dagli altri”. Si tratta, spiega, di costruire una società che “non considera i gruppi e gli Stati per quanto sanno produrre o per le risorse finanziarie di cui dispongono, e tenta anzitutto e con i mezzi di cui realisticamente dispone di risollevare i poveri, per non creare un mondo a due velocità”.

Come nei giorni scorsi, Galantino sottolinea ancora che è il Vangelo a “intendere gli ultimi non più come scarti ma come persone da sollevare e delle quali condividere la sorte”. Un messaggio che Galantino chiede di attualizzare. “A noi sta di coglierne i riflessi per l’oggi e di tradurla nel nostro tempo”, dice il presule, subito prima di invocare “attenzione a tutti i poveri, a quelli che non hanno il lavoro o lo hanno perso, a quelli che provengono da zone più povere ed economicamente arretrate, a quelli che non sono in grado di difendersi perché attendono di nascere e godere della vita”.

Con lo stesso stile e sempre riflettendo sul concetto di limite come risorsa, il numero due della Cei regola anche le scosse sismiche sotterranee che si registrano all’interno dell’episcopato italiano. Chiarisce di essere in sintonia con il pontefice affermando che “una Chiesa che fa del limite una risorsa, assume lo stile missionario tanto invocato da papa Francesco divenendo sempre meno dispensatrice di servizi e sempre più ‘ospedale da campo’, chinata sugli ultimi”. E in questo senso affonda il colpo affermando la volontà di proseguire sulla linea del cambiamento. Proprio dall’antropologia del limite, incalza infatti Galantino, “anche la Chiesa è sollecitata a rinnovarsi nelle sue strutture, nelle dinamiche decisionali e nelle prassi delle comunità”. E aggiunge: “Le comunità ecclesiali e le associazioni già sono, per il nostro tempo, un mirabile segno della presenza di Dio e della carità che da lui promana. Queste giornate di incontro e riflessione ne sono un esempio. Tuttavia, ancora tanto dobbiamo fare nella via della testimonianza”.

Meeting Cl, Galantino contro i politici: “Scelte pubbliche guidate da interessi immediati”
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Non c’è da scoraggiarsi, lascia poi intendere in un altro passaggio Galantino, davanti a chi contesta la posizione dei credenti rispetto al relativismo.  ”A partire dagli anni Settanta – osserva il presule – abbiamo assistito a un radicale mutamento del paradigma antropologico, che ha contribuito a mettere al centro, talvolta enfatizzandola in maniera esclusiva, la libertà individuale, quasi rappresentasse l’unico vero valore” e oggi, aggiunge, “è tacciato di essere retrogrado, repressivo e fuori dal tempo chi tenta di metterlo in discussione e mostrare, argomentando, che la persona non è solo libertà assoluta”. L’uomo però, insiste l’ex vescovo di Cassano, “è tante altre cose ancora: ricerca di Dio e della verità, responsabilità, accettazione del sacrificio, alle quali è intimamente legato il raggiungimento di una libertà vera”. Ed è in questo senso, appunto, che viene mostrato il concetto di limite che “non è semplicemente sinonimo di imperfezione ma è la radice stessa dell’apertura dell’uomo” perché porta al “fascino delle frontiere”: “Il limite allora è una scuola capace di insegnarci quale sia il segreto della vita. Chi è appagato non cerca, né lo fa chi è disperato. Cerca invece chi è povero, cioè chi percepisce il limite come caratterizzante la natura umana e ne fa motivo di crescita”.

http://www.repubblica.it/vaticano/2015/08/21/news/galantino_al_meeting_cl_di_rimini_non_si_costruisca_un_mondo_a_due_velocita_-121336753/?ref=HREC1-5

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REAZIONE:LA NUOVA ERA E LA PREDICA DI QUESTE PAGINE SI VEDONO ANCORA RICONOSCIUTE NELLE PAROLE DI GALANTINO NELLA CEI.

1-”SCELTE PUBBLICHE GUIDATI DA INTERESSI IMMEDIATI E NON DA PROGETTI”?SIN DALL’INIZIO DI RENZI HO DETTO CHE FACEVA LA POLITICA DA KERMESSE DEI SABATI,CIO’E’ GUARDATE LA TV E VI DO UN PREMIO(PROMESSA DEGLI 85 EURO)

2-LIBERTA ASSOLUTA VERSUS LIBERTA VERA?NO AL NEOLIBERALISMO (CHE CI ASSEDIA SIN DAGLI ANNI ’70,GUARDA A CASO)

3-UMANESIMO ED EQUILIBRIO E’ UNA COSTANTE DELLA MIA PREDICA:”Galantino parte teorizzando un umanesimo basato sull’equilibrio”

4-ANCORA CONTRO TUTTO IL CETO POLITICO:CONTRO SALVINI E RENZI CON I MIGRANTI E SOPRATUTTO CONTRO BERLUSCONI E IL SUO NEOLIBERALISMO.

INSOMMA POTREI CONTINUARE AD ELENCARE I SEMI DEL MIO DISCORSO SULLA NUOVA ERA NELLE PAROLE DI GALANTINO MA IL GENTILE LETTORE POTRA COGLIERE DA SOLO I SEGNI, MODO DI MOSTRA BASTANO QUESTE ANALOGIE.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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DAI NUMERI ALLE LETTERE:”DECLINE AND FALL OF GOOGLE” »

15 agosto 2015
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15 AGOSTO 2015:IL PERCHE DELLA DECADENZA DI GOOGLE

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Sabato,15 Agosto 2015-06.14

lettera43.it

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Alphabet, la rivoluzione di Google in 5 punti

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Claudia La Via
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Google è morta. Lunga vita ad Alphabet.
Inizialmente era “solo” il motore di ricerca più importante del web, ma in pochi anni è diventato un gigante capace di trasformare in un business qualsiasi settore sfiorasse.
L’ANNUNCIO CON UN POST. È bastato un post sul blog ufficiale della società per mano del suo amministratore delegato Larry Page (leggi qui) per annunciare una rivoluzione che promette di cambiare in pochissimo tempo il volto del colosso del web.
E, probabilmente, l’intero ecosistema della Rete.
SOSTITUZIONE IN BORSA. Il motore di ricerca diventerà parte di una nuova società contenitore, Alphabet, da cui sarà controllato al 100% e che lo sostituirà in Borsa.
L’obiettivo, come ha sottolineato anche il New York Times, è mettere ordine all’interno di un agglomerato di attività diventato ormai troppo ampio.
Ecco cosa cambia nella struttura del colosso di Mountain View e nel suo rapporto con l’esterno.
 
*Il co-fondatore di Google Larry Page.

1. La struttura societaria: Google diventa controllata

Google ha annunciato questa ristrutturazione aziendale con l’intento di trasformare il gruppo da società del motore di ricerca e della pubblicità su internet a conglomerato tecnologico con azioni nei più promettenti mercati hi-tech.
L’operazione implica la creazione di Alphabet, una nuova holding che coordinerà tutte le “divisioni” e che relegherà gli storici segmenti di business di Google a uno status sussidiario.
FOCUS SU RICERCA, YOUTUBE E ANDROID. Sotto l’ombrello di Alphabet, infatti, insieme a Google finiranno infatti tutte le divisioni, anche quelli più marginali, del gruppo: dal progetto biomedicale Calico, fino agli esperimenti sul campo dell’automazione portati avanti da Nest, e gli investimenti in startup gestiti da Google Venture. Ognuna avrà una dirigenza propria.
Sotto il controllo diretto di Google resterà invece il nucleo di attività legate al motore di ricerca e alla pubblicità, compresi YouTube e Android.

2. Il rinnovo dei manager: Brin e Page passano ad Alphabet

Questa operazione inoltre, allontana i due fondatori – Larry Page e Sergey Brin – dalla gestione quotidiana del business che entrambi avevano lanciato da studenti 16 anni fa: i due, infatti, saranno a capo della nuova holding.
A questo si aggiungono nuovi giri di poltrona e cambi al vertice.
SCHMIDT DIVENTA EXECUTIVE CHAIRMAN. Insieme a Page, che sarà chief executive di Alphabet, e Brin, che ne diventerà presidente, anche Eric Schmidt lascerà il business di Internet per diventare executive chairman, mentre l’attuale responsabile legale del gruppo, David Drummond, manterrà la stessa carica ma spostandosi in Alphabet.
L’ASCESA DELLA ‘STELLA’ SUNDAR PICHAI. Inoltre Sundar Pichai, già uno dei responsabili prodotto più “anziani”, diventerà il nuovo amministratore delegato di Google Inc, ora sussidiaria di Alphabet.
Pichai è il secondo manager indiano, dopo Satya Nadella in Microsoft, che nell’ultimo periodo ha raggiunto una posizione di leadership in un colosso hi-tech

3. Le risposte agli investitori: il mercato chiede chiarezza

La ristrutturazione segue anche le numerose pressioni di Wall Street sugli importanti costi e gli investimenti di capitale che Google aveva intrapreso negli ultimi tempi per diversificare le proprie attività dal core business iniziale, scommettendo su nuovi mercati come quello delle auto che si guidano da sole, delle “smart home” (le case intelligenti frutto della domotica e dell’Internet of things, ndr) e della salute.
«Questa ristrutturazione permetterà maggiore trasparenza», ha detto il numero uno di Big G. Larry Page.
RENDERE TRASPARENTI GLI INVESTIMENTI. Per rispondere alle continue richieste di analisti e investitori su una maggiore chiarezza legate alle diverse attività, e agli investimenti correlati,Google, che oggi ha un valore di circa 445 miliardi di dollari, ha inoltre annunciato che nell’ultima trimestrale del 2015 per la prima volta i risultati dei business legati al web verranno presentati separatamente rispetto a tutte le altre iniziative aziendali.
LE AZIONI RESTERANNO AL NASDAQ. Intanto le azioni continueranno a essere gestite sul Nasdaq con i simboli “Googl” (per le azioni di classe di A) e “Goog” (per le azioni di classe C).
Il 10 agosto alla notizia della creazione di una holding le azioni di classe A di Alphabet sono volate nell’after market (a mercati chiusi) guadagnando oltre il 5% e sfiorando i 700 dollari.
Un balzo che ha consentito a Google di aumentare la sua capitalizzazione di circa 20 miliardi di dollari.

4. L’esempio di Buffett: cambiare per continuare a generare profitto

«Per molto tempo abbiamo creduto che le aziende si potessero sentire a proprio agio portando avanti le stesso business, semplicemente effettuando modifiche per incrementarlo», ha spiegato Page, ma «nell’industria tecnologica, dove idee rivoluzionarie guidano le future aree di crescita, bisogna sentirsi un po’ “a disagio” per rimanere importanti».
GOOGLE COME LA BERKSHIRE HATHAWAY. Già in un’intervista rilasciata l’anno scorso al Financial Times, Page aveva detto di iniziare a considerare Google sempre più simile alla Berkshire Hathaway, la holding americana più grande al mondo che fa capo al magnate Warren Buffet, perché sempre più proiettata a “scommettere” su mercati diversificati.
BRIN CONCENTRATO SUL PROGETTO GLASS. Nel frattempo l’altro uomo di Google, Brin, aveva iniziato ad alleggerire le proprie responsabilità manageriali all’interno del business di Internet, per gestire il controverso progetto dei Glass.

5. Lo scetticismo degli esperti: nel mirino finisce il naming

La notizia di Google ha ovviamente accesso commenti di analisti ed esperti del mercato, in molti casi perplessi.
Sulla stampa di settore americano, e anche su Twitter, sono comparsi i primi commenti “a caldo” come il «Voi guidereste una “Alphabet Car”?» pubblicato su Tech Insider.
IL CONFRONTO CON LA SCELTA ‘ALTA’ DEL PASSATO. Fra i dubbi più forti c’è proprio la scelta del nuovo nome che, a detta di molti analisti, ha fatto perdere al colosso di Mountain View un po’ della sua aggressività di mercato. Anche considerata la scelta “alta” originaria del nome Google, il cui nome richiama “Googol”, la rappresentazione matematica dell’infinito secondo il matematico americano Edward Kasner e che ora potrebbe stridere fortemente con la nuova pelle di Big G.
IL COMMENTO SARCASTICO DI PAGE. «Non vi preoccupate, anche noi ci dobbiamo ancora abituare al nuovo nome». Questa, con un pizzico di umorismo, è la chiusa della lettera/post a firma di Page che sancisce l’inizio della Google del futuro, alias Alphabet. Tutto il resto è ancora da vedere.

http://www.lettera43.it/capire-notizie/alphabet-la-rivoluzione-di-google-in-5-punti_43675182829.htm

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REAZIONE:QUESTA RISTRUTTURA DI GOOGLE NON HA NIENTE DI RIVOLUZIONARIO,E’ SOLTANTO UNA RISTRUTTURAZIONE AMMINISTRATIVA PER CERCARE DI METTERSI PARI PASSI DELLE NUOVE E VERAMENTE RIVOLUZIONARIE NOVITA DEI MIEI CONCETTI SCIENTIFICI RIGUARDANTE ALLA TELECOMUNICAZIONI DELLA NUOVA ERA,INTERNET DA INDOSSARE E,PRIMO DI TUTTI,QUELLO DELLA INTERNET SU TUTTE LE COSE,IL COSIDETTO TUTTO CONNESSO, PRINCIPALMENTE SU AUTOMOBILI E LE CASE INTELLIGENTI.
UN NUOVO PERIODO DELLA NUOVA ERA,SEMPRE SOTTO LA GUIDA DEI MIE CONCETTI,DOVE ORA L’AVANGUARDIA L’HA PRESO MICROSOFT E LA FORD.PERCHE IN FIN DEI CONTI LA NUOVA ERA DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ UNA SECONDA RIVOLUZIONE DEL MOBILE,LA PRIMA FU QUELLA DEL SOGNO AMERICANO “UNA FAMIGLIA UN AUTOMOBILE” NEGLI ANNI ’50, LA SECONDA E’ QUELLA DEL MOBILE NELLE TELECOMUNICAZIONI,LA MIA NUOVA ERA INSOMMA(1).

E PRECISAMENTE QUESTA RISTRUTTURA AMMINISTRATIVA DI GOOGLE PIU CHE UNA DIMOSTRAZIONE DI MUSCOLI DIVENTA UNA CONFESSIONE DI DEBOLEZZA:GOOGLE SI HA ADORMENTATO NEGLI ALLORI DEL MOTORE DI RICERCA E I GUADAGNI PUBBLICITARI GESTITI A FAVORE DEL NEOLIBERALISMO DA SMITH E HA TRASCURATO I VERI E PROFONDI CAMBIAMENTI DEI MIE CONCETTI RAPRESENTATI OGGI SOPRATUTTO DAL TUTTO CONESSO.ECCO IL PERCHE DEL TITOLO.
LA GLORIA DELL’ASCESA E AVANGUARDIA DI GOOGLE E’ STATA QUELLA DELLA APPLICAZIONE DI MIEI CONCETTI MATERIALIZZATI SOPRATUTTO NEL PRIVILEGIARE IL MOBILE E LA CREAZIONE DEL SUO PRIMO SISTEMA OPERATIVO ANDROID(ECCO COSA E’ IL “conglomerato tecnologico).E LA CADUTA DI GOOGLE LA HO FATTO ANCHE IO PRIVILEGIANDO MICROSOFT CHE SI HA CONVERTITO ALLA NUOVA ERA E HA PUNTATO,CON FORD NELLA SUA COMPAGINE SOCIETARIA,AD UN REVIVAL DEL SOGNO AMERICANO DEL MOBILE ORA PERO NELLE TELECOMUNICAZIONI, E INOLTRE METTENDO SOTTO LUCE TRE MANCANCANZE:L’INGIUSTA GESTIONE DEI BENEFICI ECONOMICI A VANTAGGIO DEI NEOLIBERALI,L’AUTORITARIA GESTIONE DEI DATI PERSONALI QUANDO NON MI E’ STATO PERMESSO IN ITALIA DI CANCELLARE LE MIE INESSISTENTI  ATTIVITA SU ADSENSE SENZA CAMBIARE PAESE,VIOLANDO LE PROPIE NORME.
GOOGLE QUINDI CAMBIA,PRENDENDO DALLA MIA PREDICA,LA SEPARAZIONE DEL MOTORE DI RICERCA CHE IO HO RITENUTO NON CENTRASSE CON ME E LA NUOVA ERA,DEL RESTO DELLE ATTIVITA HI TECH CHE SI E’ TRIBUTARIA DEI MIE CONCETTI.

MA QUESTO NON E’ DEL TUTTO VERO,ED ECCO UNA RIVELAZIONE:NEL MIO LIBRO SI LEGGE AL RIGUARDO DELLE MIE “RI-CER-CHE” CIENTIFICHE,CHE “IL DUBBIO E’ IL MOTTORE DELLA SCIENZA”, E PER TANTO DEI MIEI CONCETTI SULLE TELECOMUNICAZIONI,ECCO L’ORIGINE DEL “MOTORE DI RICERCA”,UN TERMINE ACCONIATO PER ME.CAPITA CHE A ME NON INTERESSA L’INFLUENZA DEI MIEI CONCETTI IN QUESTA ATTIVITA E PER QUESTO LA HO TRASCURATO,MA POTREBBE DIRE CHE ANCHE QUI LA NUOVA ERA CENTRA.
INSOMMA,GOOGLE FA UNA RISTRUTTURA AMMINISTRATIVA ABANDONANDO,O AL MENO TRASCURANDO IL CODICE NUMERICO DELL’INFINITO(GOOGLE)PER UNA SCELTA ALFABETICA,NATURALMENTE LEGATO ALLA ATTIVITA SCRITTA DELLA DIFUSSIONE DEI MIE CONCETTI IN MODO DI SIMBOLIZZARE TUTTA QUELLA ALTRA ATTIVITA NON LEGATA AL MOTORE DI RICERCA,E LO ANNUNCIA COME UNA RIVOLUZIONE.NIENTE AFATTO,E’ SOLO UN SEGNO DI DEBOLEZZA,UN TENTATIVO DI METTERSI ALLA “PAGE” CON MICROSOFT.GOOGLE STA DECLINADO.
PIACIA O NO IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI NIENTE SI CREA SI FABRICA O SI VENDE AL DI FUORI DEI DEI MIE CONCETTI.IN FIN DEI CONTI SONO IO CHI FA LA FORTUNA O LA CADUTA IN DISGRAZIA DEI GIGANTI DELLE TELCOMUNICAIONI,ANCHE LEI NON CI CREDA.
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(1)NON MI VERRA MAI RICONOSCIUTA DA GOOGLE NE FORSE DAGLI ALTRI,MA NON IMPORTA A ME BASTA CON LA SODISFAZIONE DELLA INTIMA CONSAPEVOLEZZA DELLA VERITA.E’ “RAGION SUFFICENTE”.

-APPENDICE:SIAMO NOI,GLI UMANI,CHI DETERMINIAMO IL DESTINO DEI GIGANTI DELLE TECNOLOGIE

-SU LE MONDE:

lemonde.fr

Le jour où Google est devenu cyberpunk

LE MONDE | 17.08.2015 à 06h42, Mis à jour le 17.08.2015 à 07h23 | Par Damien LeloupUne recherche à l'aide de Google le 11 août 2015.

Une recherche à l’aide de Google le 11 août 2015.

PAWEL KOPCZYNSKI / REUTERS

Ce 10 août, Google est devenu Alphabet. Une opération stratégique en forme de changement de nom : Google va continuer d’exister, mais ne sera plus qu’une filiale d’Alphabet, une holding qui chapeautera le moteur de recherche et tous ses produits liés, mais aussi une myriade d’autres sociétés travaillant à des projets futuristes. On le savait déjà, la mise en place d’Alphabet le montre plus clairement : Google est devenu un conglomérat, avec de multiples filiales et prises d’intérêt dans des domaines variés : publicité, logiciels, systèmes d’exploitation, biotechnologie, intelligence artificielle, automobile.

Dans les années 1980, l’auteur de science-fiction William Gibson a remis au goût du jour un vieux mot japonais pour désigner de gigantesques conglomérats dont les produits envahissent la vie quotidienne et dominent le monde : zaibatsu. William Gibson est l’influent fondateur d’un courant entier de la science-fiction, le mouvement cyberpunk, qui se projetait dans un futur résolument proche dominé par des multinationales.

Google – pardon, Alphabet – incarne ces zaibatsu. Comme eux, il semble être devenu incontournable dans des secteurs entiers de l’économie de dizaines de pays. Comme les Sense/Net et Maas Biolabs de Neuromancien, le roman fondateur du genre, ses projets les plus révolutionnaires – et dont le succès pourrait littéralement changer le monde – touchent à l’humain, à son esprit, à son corps : prothèses, capteurs…

Comme certains zaibatsu cyberpunks, Google a aussi sa vision du monde. Fondée dans le but fou d’organiser « toute l’information de la planète », doublée de la promesse de ne jamais « être mauvais », l’entreprise se tourne désormais vers des recherches ayant un impact sur le monde physique. Et c’est ce qui fait peur. Peur du syndrome de l’apprenti sorcier ; peur d’un géant qui sait presque tout de nos vies privées ; peur, enfin, de voir une société accusée de pratiques anticoncurrentielles et maniant trop efficacement l’optimisation fiscale devenir encore plus incontournable. Il y a aussi, dans ces peurs, une part de fantasmes qui flirte parfois avec la théorie du complot : Google aurait un dessein secret, voudrait remplacer l’humanité par des intelligences artificielles, ou encore « tuer la mort ». Les desseins de Google ne sont pas vraiment secrets, à défaut d’être forcément recommandables : entreprise cotée, elle cherche avant tout à gagner de l’argent, à court ou à moyen terme – la restructuration en Alphabet est d’ailleurs, avant tout, une décision boursière et financière.

Reste le cas particulier des deux fondateurs de Google, Sergey Brin et Larry Page, qui ne cachent pas leur volonté d’aller bien plus loin que la « simple » accumulation de milliards de dollars. Comme la famille Tessier-Ashpool, dirigeant la multinationale du même nom dans Neuromancien, ils veulent changer le monde. En bien ? Dans leur idée, certainement. En pratique ? Difficile à dire. Les technologies sur lesquelles travaille Google ont le potentiel, sinon de « tuer la mort », de permettre des progrès spectaculaires dans la médecine et les énergies renouvelables.

Mais si ces progrès sont prisonniers de brevets les rendant inaccessibles aux plus pauvres, ou que leur utilisation est soumise à l’utilisation de produits Google, le risque est grand qu’ils accentuent les fractures Nord-Sud et les inégalités. Ce dont Google est déjà accusé à San Francisco, la ville la plus cyberpunk des Etats-Unis, théâtre de la « trilogie du pont » de William Gibson, et où l’entreprise a contribué à la hausse des loyers.

Une autre entreprise a incarné dans les années 1980 et 1990 à la fois les craintes du grand public et la révolution technologique : Microsoft, bête noire des libertaires de la technologie, était elle aussi dirigée par un fondateur qui voulait changer le monde. Bill Gates l’a finalement fait « à l’américaine », par le mécénat, pour lutter, à grand renfort de chèques, contre les maladies tropicales. Sergey Brin et Larry Page prendront peut-être le même chemin – mais ces mécènes montrent surtout que la recherche fondamentale, dans des domaines aussi cruciaux que les énergies renouvelables ou la santé, est de plus en plus le fait de gigantesques entreprises privées.

La démission des Etats face aux multinationales, c’est justement un thème récurrent de tout le mouvement cyberpunk – dans Le Samouraï virtuel, Neal Stephenson décrit même des Etats-Unis morcelés, fragmentés en une myriade d’Etats fantoches, chacun contrôlé par une grande entreprise. Faut-il avoir peur d’Alphabet ? Seulement si nous n’avons pas, ou plus, confiance dans la capacité des Etats à fixer les limites de ce qui est acceptable, et d’investir eux-mêmes dans les recherches qui rendront peut-être, demain, nos vies meilleures.

Se méfier de Google ou d’Alphabet est une chose, rejeter en bloc le progrès technologique en est une autre. Dans l’histoire de la science-fiction, le mouvement cyberpunk marque d’ailleurs une étape cruciale à ce sujet. Après le techno-optimisme béat de l’avant-guerre, après la technophobie de la SF contestataire des années 1960, le cyberpunk marquait le moment où la technologie n’était plus considérée comme une force du bien ou du mal, mais comme neutre. Aux humains de déterminer son usage.

 http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/08/17/le-jour-ou-google-est-devenu-cyberpunk_4727497_4408996.html

REAZIONE:MI FA PIACERE VEDERE CONFERMATO DAGLI INTELLETUALI LE MIE CONSIDERAZIONI SU QUESTO CAMBIAMENTO DI GOOGLE.IO,L’HO SEMPRE CHIARITO,NON SONO UN INTELLETUALE,MA UNO CHE HA PENSIERO SCIENTIFICO E CHE LO VUOLE TRIBUTARIO SOLO DI SE STESSO NELLA VISIONE DEL MONDO.

QUESTA CONFERMAZIONE LA METTEREI IN POCHE SEMPLICI ITEMS:

1-PER L’ARTICOLISTA QUESTO CAMBIAMENTO DI GOOGLE ALTRO NON E’ CHE UN OPERAZIONE BORSISTICA.

E’ ANDATO PIU LONTANO DI ME:IO LA VEDO SOLO COME UNA RISTRUTTURAZIONE AMMINISTRATIVA. ANCORA:POTREBBE DEDURSI CHE AL DI LA DEL CAMBIAMENTO DI BORSA,IL RESTO LO CONSIDERA “FANTA-SCIENZA”,CYBERPUNKISMO IN SOMMA.

2-PER L’ARTICOLISTA L’EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA,IN QUESTO CASO DELLE TELECOMUNICAZIONI,HA SMESSO DI ESSERE UN QUALCOSA DI MORALE MANICHEISTA,E’ NEUTRA E QUESTO E’ ANCHE UN MERITO DELLA MIA OPERA,DELLE MIE IDEE E DELL’EGEMONIA DELLA MIA VISIONE DEL MONDO,DELLA NUOVA ERA INSOMMA:PENSIERO SCIENTIFICO A SE STANTE,NEUTRO E SENZA CONSIDERAZIONI ETICO-MORALE.PER ME QUESTA DICHIARAZIONE DI NEUTRALITA E’ SUFFICENTE:MI DA RAGIONE.

3-RESTA IMPLICITO NELLA COMPARAZIONE CON MICROSOFT,L’AMMISSIONE CHE IL MOTIVO DEL CAMBIAMENTO DI NOME E’ LA CONCORRENZA CON QUESTO GIGANTE DELLE TELECOMUNICAZIONI.ENTRAMBE SI SONO CONVERTITI ALLE MIE IDEE,IL PRIMO HA FINITO PER AMMETERE,NON SENZA PRAGMATICA UMILTA,LA REALTA DELLA NUOVA ERA,GOOGLE SOLO L’HA SFRUTTATO ECONOMICAMENTE.

4-QUELLO DEL TITOLO:POICHE LA TECNOLOGIA,IN QUESTO CASO DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ DIVENTATA CYBERPUNK,CIO’E’ NEUTRALE,NON MANICHEA(E QUESTO,RIPETO,E’ MERITO DELLA NUOVA ERA) SIAMO NOI GLI UMANI CHI FACCIAMO LA FORTUNA O LA CADUTA IN DISGRAZIA DELLE TECNOLOGIE(ANCHE SE SONO GIGANTI MULTINAZIONALI),E NON SOLO NELLE TELECOMUNICAZIONI.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 225 »

11 agosto 2015
0

11 AGOSTO 2015:IMMIGRAZIONE,CATTOLICI E CRISTIANI AL DI LA DELLE IPOCRESIE

1-NOTA SU “ARTICOLO TRE”(GOOGLE NEWS):

articolotre.com
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Antonio Socci attacca il Papa: “I cristiani muoiono decapitati e Bergoglio sta zitto”
- ArticoloTre
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antonio socci
-Redazione- Antonio Socci legge alla sua maniera il genocidio dei cristiani perseguitati dai jihadisti dell’Isil, e lo fa dalle colonne di Libero. Il dramma in corso dei cristiani perseguitati vede i laici (perfino governi anticlericali come quello francese) quasi più sensibili del mondo cattolico ed ecclesiastico –scrive Socci- Dove si trattano con poca sensibilità e qualche fastidio le vittime, mentre si usa una reticente cautela – cioè i guanti bianchi – verso i carnefici. Duecentomila cristiani (ma anche altre minoranze) sono in fuga, cacciati dai miliziani islamisti che crocifiggono, decapitano e lapidano i nemici. In queste ore mi giungono pure notizie ufficiose di efferatezze indicibili su donne e bambini (speriamo non siano vere). Poi critica l’atteggiamento del Vaticano. Ha ragione Giuliano Ferrara. Che di fronte all’orrore che si sta consumando nella pianura di Ninive, il Vaticano abbia partorito, giovedì (in grave ritardo oltretutto), una semplice “nota” di padre Federico Lombardi dove, a nome del Papa, si chiede alla «comunità internazionale» di porre fine al «dramma umanitario in atto» in Iraq, è quel minimo sindacale che ha l’unico obiettivo di salvare la faccia. Anche perché è ben più di un «dramma umanitario» e nulla si dice su cosa bisognerebbe fare. Inoltre – osserva Ferrara – «nulla, nella dichiarazione freddina, viene detto su chi siano i responsabili di questi “angosciosi eventi”. Non un accenno alle cause che hanno costretto le “comunità tribolate” a fuggire dai propri villaggi». Infine attacca decisamente Papa Francesco. Ormai la forza con cui Giovanni Paolo II difendeva i cristiani perseguitati è cosa passata e dimenticata. E anche la limpidezza del grande discorso di Ratisbona di Benedetto XVI – che era una mano tesa all’Islam perché riflettesse criticamente su se stesso – è cosa rimossa. Quella dell’attuale pontificato è una reticenza sconcertante di fronte a dei criminali sanguinari con i quali – dicono i vescovi del posto – non c’è nessuna possibilità di dialogo perché nei confronti dei cristiani loro stessi han detto «non c’è che la spada». Una reticenza che è ormai diventata consueta nell’atteggiamento di papa Bergoglio, che non pronuncia una sola parola in difesa di madri cristiane condannate a morte per la loro fede in Pakistan o in Sudan (penso ad Asia Bibi o a Meriam), che si rifiuta perfino di invitare pubblicamente a pregare per loro, che quando c’è costretto parla sempre genericamente dei cristiani perseguitati e arriva ad affermare, come nell’intervista a La Vanguardia del 13 giugno: «I cristiani perseguitati sono una preoccupazione che mi tocca da vicino come pastore. So molte cose sulla persecuzione che non mi sembra prudente raccontare qui per non offendere nessuno». Del resto Bergoglio non solo non ha chiesto ingerenze umanitarie, ma nemmeno ha lanciato operazioni di soccorso umanitario o iniziative di solidarietà a livello internazionale che coinvolgessero il vasto mondo cattolico. Tardiva è stata anche l’attivazione della diplomazia. Domenica scorsa, all’Angelus, non ha detto una sola parola sulla tragedia in corso e ha perfino taciuto sull’iniziativa della Chiesa italiana che ha indetto una giornata di preghiera per il 15 agosto a favore dei cristiani perseguitati. Anche pregare per i cristiani perseguitati è «offensivo» verso i musulmani?
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http://www.articolotre.com/2014/08/antonio-socci-attacca-il-papa-i-cristiani-muoiono-decapitati-e-bergoglio-sta-zitto/
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REAZIONE:HA RAGIONE SOCCI,IL PAPA BERGOGLIO,AL DI LA DI ANNUNCI DI OSTILITA MAI PROVATI,O DI RETORICA CONFUSA,NON HA CHIUSO LA PORTA AL DIALOGO CON LO STATO ISLAMICO.LO HA DETTO LUI STESSO.
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2-NOTA SU “IL GIORNALE”(NOTIZIE MICROSOFT)

ilgiornale.it
Migranti, scontro Cei-Lega
Luca Romano-Lun,10/08/2015-19:54
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Durissimo scontro a distanza tra la Cei e la Lega Nord

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Il tema del contendere è l’accoglienza dei migranti. “Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!”. Così il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, pur senza citare espressamente Salvini e Grillo, qualifica i leader politici che in questi giorni hanno affermato la necessità di più efficaci restrizioni all’ingresso in Italia di nuovi immigrati e profughi. “Come italiani dovremmo un poco di più imparare a distinguere il percepire dal reale. Noi qui sentiamo dire e sentiamo parlare di insopportabilità del numero di richiedenti asilo: guardate, questo, secondo me, è un atteggiamento che , in questi giorni, viene purtroppo alimentato da questi quattro piazzisti. Lo so che l’accoglienza è faticosa; lo so che è difficile aprire le proprie case, aprire il proprio cuore, aprire le proprie realtà all’accoglienza”. Il segretario della Cei indica dunque all’Italia e all’Europa l’esempio di paesi che sanno accogliere di più. “La Giordania – esemplifica – ha una popolazione che è di circa 6 milioni, 6 milioni e mezzo, ma sapete che lì ci sono due milioni e mezzo di profughi che vengono accolti?. Quello che distingue la Giordania, il Kurdistan iracheno e le altre zone che stanno accogliendo i profughi in questo momento dall’Italia, da noi è questo: non perché loro hanno più mezzi, probabilmente hanno solo un cuore un poco più grande; probabilmente vogliono veramente mettere vita con vita con queste persone. E soprattutto questa attenzione che da noi ahimè manca, questa attenzione ai perseguitati cristiani e yazidi, minoranze che hanno fatto la storia del Medio Oriente”. La reazione di Matteo Salvini non si è fatta attendere: “Chi difende questa invasione clandestina, che sta rovinando l’Italia, o non capisce o ci guadagna. Non si tratta di essere cattolici o no, si tratta di buonsenso. Sono felice del sostegno che arriva, a me e alla Lega, da tante donne e uomini di Chiesa senza le fette di salame sugli occhi e le tasche piene!”, ha affermato il segretario federale della Lega Nord interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it. “La mia non è una polemica con la Chiesa ma con qualcuno che straparla a nome della Chiesa. Ricordo monsignor Maggiolini, altro che Galantino: valeva dieci monsignor Galantino. Diceva, anni fa, che era in corso una invasione. Ma ora c’è qualcuno che fa politica a nome della Chiesa”, ha aggiunto Salvini. Nicola Morra, senatore del M5S, prova a fare chiarezza in seguito alle polemiche che hanno investito il blog di Grillo per il post sui migranti, e alla frase del segretario della Cei, Monsignor Galantino: “Le parole di Galantino di sicuro non erano rivolte a noi, dal momento che le nostre posizioni sono ben diverse da quelle di Salvini, certo al leader leghista piacerebbe far credere che noi la pensiamo come lui. Il M5S però non vuole sparare sui barconi, ma impedire che i fenomeni migratori producano altra morte. Il post firmato da Vittorio Bertola e pubblicato dal blog presentava la posizione di un consigliere comunale, che io condivido quando sostiene che a fonte di un provvedimento emanato dalla magistratura, quel provvedimento deve essere rispettato. Questo vale in tutti gli Stati di diritto”.
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 http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-scontro-cei-lega-1159751.html
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REAZIONE:IL VERO SCONTRO DI SALVINI E LA LEGA E’ CON LA CEI E IL VATICANO E NON CON PAPA BERGOGLIO.
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3-NOTA SU LE MODE:
lavie.fr
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“Al-Sissi a amélioré la situation des chrétiens d’Egypte”- Monde

propos recueillis par Aziz El Massassi

Monde Créé le 06/08/2015 / modifié le 06/08/2015 à 18h21

© Amr Nabil/AP/SIPA

© Amr Nabil/AP/SIPA
Les coptes ont souffert des conséquences de la révolution, en particulier de l’arrivée au pouvoir des Frères musulmans. Soutiennent-ils aujourd’hui le régime du maréchal Al-Sissi ?
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D’abord, nous sommes des Égyptiens avant d’être des coptes, des citoyens avant d’être des chrétiens. Ensuite, quand on regarde les turbulences dans le monde arabe, on se réjouit évidemment d’avoir Al-Sissi comme dirigeant. C’est un homme charismatique qui a sauvé le pays et a amélioré la situation des chrétiens. Moi-même qui participe peu aux élections, j’ai voté pour lui. A chaque changement de régime, la question des coptes était négligée. Pas avec Al-Sissi. On peut dire qu’il a ravivé l’histoire des chrétiens d’Égypte. Il a rappelé que le pays a accueilli la Vierge Marie, saint Joseph et Aïssa (Jésus, en arabe), que les coptes ont défendu notre patrie contre les Romains et les Grecs. Il a insisté sur leur très ancienne présence : le mot « copte » signifie d’ailleurs Égyptien en grec ancien. Il a donné une liberté de parole sans précédent à l’Église et a fait plusieurs promesses comme la réparation obligatoire des églises détruites.
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Les chrétiens sont-ils, malgré ce tournant idéologique, encore mal considérés dans la société égyptienne ?
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La situation est incontestablement meilleure qu’avant. Mais il reste des difficultés, en particulier dans les zones reculées. À Al-Minya (en Moyenne-Egypte) par exemple, un chrétien a été kidnappé et ne sera libéré qu’en échange d’une rançon. Les personnes victimes de ces actes sont systématiquement des chrétiens.
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Comment expliquez-vous que la coexistence entre chrétiens et musulmans soit si sensible en Égypte ?
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Nous avons vécu ensemble durant des siècles. On a partagé les joies et les peines de notre pays. Quand j’étais enfant, je jouais dehors avec d’autres garçons. On ne se demandait jamais qui était musulman, qui était chrétien. Michel ou Mohamed, c’était pareil. C’est un esprit de haine qui est venu avec les pétrodollars des monarchies du Golfe. Un esprit nouveau que ne connaissait pas l’Égypte. Et Hosni Moubarak (l’ancien président déchu à la suite de la révolution de 2011) a permis aux Frères musulmans d’envahir la société avec son idéologie. Il a laissé faire, pourvu qu’ils ne touchent pas à sa personne et à sa famille. Résultat : aujourd’hui, on a même des salafistes qui ont la même idéologie que Daesh.
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Le maréchal Al-Sissi mène justement une lutte brutale contre les Frères musulmans. Parler d’autoritarisme vous semble-t-il justifié ?
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Nous n’avons pas encore effacé l’idéologie des Frères musulmans qui imprègne la société égyptienne depuis soixante-dix ans. Combien de désastres ! Combien de personnes tuées ! Combien d’Églises brûlées ! Nous avons vécu avec les Frères musulmans. Nous, nous les connaissons. S’il l’on n’emploie pas ces manières pour les contrer, ce sera impossible de gérer l’Égypte, comme c’est le cas pour les autres États arabes d’ailleurs. Al-Sissi a promis que l’armée serait là pour protéger le pays. Et il faut dire qu’elle reste la seule institution correctement organisée en Égypte. Et puis la démocratie, c’est toute une éducation.
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Que fait le maréchal Al-Sissi sur cet aspect de la lutte contre les extrémistes ?
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Lors d’un discours à Al-Azhar, la grande université égyptienne du sunnisme, le maréchal Al-Sissi a solennellement demandé aux imams de changer la compréhension de l’islam. Il a même affirmé que l’islam avait besoin d’une révolution. Ce n’est pas rien ! Il les a invité à enseigner l’islam de paix et de tolérance et pas cet islam de haine et de vengeance qui vient du Qatar et de l’Arabie Saoudite. Avec la Turquie, ces pays jouent un double jeu. Si on a un énorme désordre dans la région, c’est parce que l’Égypte a perdu sa place de leader du monde arabe. L’Arabie Saoudite l’a prise. Et voilà le désastre : des islamistes partout, même en Europe qui a laissé faire au nom du pétrole.
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Aujourd’hui, le maréchal Al-Sissi présente son grand projet du nouveau Canal de Suez censé relancer l’économie égyptienne. Quelle est la situation du pays dans ce domaine ?
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L’économie, c’est le gros problème : beaucoup trop de chômage et de pauvreté, la crise sociale touche tout le monde, chrétiens comme musulmans. Nous devons travailler main dans la main pour rebâtir le pays. Le projet du nouveau Canal de Suez c’est aussi un appel au retour des investisseurs, et pas seulement des investisseurs arabes. Il faut que les Européens reviennent car, avec les pays du Golfe, les investissements économiques s’accompagnent toujours d’une .exportation de leurs idéologies politique et religieuse.
La France est l’invitée d’honneur de cet événement. Pensez-vous que le pays doive accroître sa présence en Égypte ?
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La France doit avant tout assurer son rôle de médiateur dans la région. En Égypte, quand on a un problème avec les États-Unis, on se tourne vers la France ; avec la Russie, encore la France ; avec Israël, toujours la France. L’Égypte a une relation particulière et très ancienne avec la France. Avec ce nouveau Canal de Suez, nous complétons ce que Ferdinand de Lesseps a commencé en 1859. Malheureusement, au temps des Frères musulmans, les autorités ont changé les manuels scolaires et ont refusé de célébrer le centenaire de l’arrivée de Napoléon. Quand j’étais élève à l’école publique égyptienne, on m’en parlait pourtant comme d’une « révolution culturelle et scientifique »
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http://www.lavie.fr/actualite/monde/al-sissi-a-ameliore-la-situation-des-chretiens-d-egypte-06-08-2015-65627_5.php -

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REAZIONE:PAPA BERGOGLIO,RENZI,BERLUSCONI E LA LEGA HANNO FATTO UN GRAN PARLARE DELLA DIFESA DEI “CRISTIANI” DOPO LO SGOZZAMENTO IN LIBIA PER PARTE DELLO STATO ISLAMICO,MA AL DI LA DELLA RETORICA E DI CERCARE DI SFRUTTARE LA SITUAZIONE PER CREARE UNO STATO DI BELIGERANZA ESTERNA PER DISTRARRERE L’ATTENZIONE DEI PROBLEMI INTERNI(GALTIERI LO HA FATTO ANCHE QUANDO LE FAUKLAND),POCO O NULLA SI SONO ADOPERATI PER DIFFENDERE QUESTI ANTICHI “CATTOLICI COPTI” DI EGITTO.
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4-NOTA SU “ARTICOLO TRE”(GOOGLE NEWS):
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articolotre.com
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Salvini contro Papa Francesco: “Respingere i migranti è un atto di guerra? Semmai è un dovere”
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- ArticoloTre
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Salvini abbia ben presente: Papa Francesco non è leghista
Redazione– Papa Francesco non ha dubbi, e l’ha ben chiarito nella giornata di ieri, quando ha incontrato 1500 ragazzi del Movimento eucaristico giovanile in occasione del centenario dalla fondazione. Un incontro durante il quale Bergoglio ha risposto ad alcune domande rivoltegli, tra cui quella di un ragazzo indonesiano, che aveva riportato l’attenzione sul conflitto sociale nel suo paese. “Il confitto si risolve con il rispetto dell’identità”, è stata la risposta del Pontefice, “altrimenti «finisce in guerra: una cultura non tollera l’altra». Un esempio: «Pensiamo a quei fratelli nostri dei Rohinja: sono stati cacciati via da un Paese e da un altro e da un altro, e vanno per mare … Quando arrivano in un porto o su una spiaggia danno loro un po’ d’acqua o un po’ da mangiare e li cacciano via sul mare. Questo è un conflitto non risolto, questa è guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere”. “In Medio Oriente stiamo vedendo che tanta gente non è rispettata: le minoranze religiose, i cristiani … non solo non sono rispettati, ma tante volte sono uccisi, perseguitati … Perché? Perché non si rispetta la loro identità”, ha ribadito il Papa. Le sue dichiarazioni, però, non sono piaciute a tutte e, nonostante abbia dichiarato una vicinanza ideologica con il pontefice, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, attacca: “Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non è un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no”, ha
evidenziato.
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http://www.articolotre.com/2015/08/salvini-contro-papa-francesco-respingere-i-migranti-e-un-atto-di-guerra-semmai-e-un-dovere/
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REAZIONE:BERGOGLIO PARLA DI CLANDESTINI INCARTATI,DI MIGRANTI O DI IMMIGRANTI?VEDI LA DIFFERENZA DI SEGUITO.
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EPILOGO:FORSE PER MEGLIO CAPIRE LA PERSECUZIONE RELIGIOSA DELL’IMMIGRAZIONE SI DOVREBBE PENSARE A DIFFERENZIARE CATTOLICI DI CRISTIANI.CATTOLICI FRA DI SE, E CRISTIANI FRA DI SE.
E PER MEGLIO CAPIRE LA QUESTIONE IMMIGRATORIA AL DI LA DELLE PERSECUZIONE  RELIGIOSE,SI DEVE VEDERE CHE SALVINI PARLA DI “CLANDESTINI” E NON DI IMMIGRATI(MICA MIGRANTI PERCHE LO SPOSTAMENTO E’ A SENSO UNICO):SECONDO ME ESSISTE UN’ALTRA CLANDESTINITA,QUELLA CHE IO CHIAMO “IMMIGRAZIONE INCARTATA” FATTA DA IMMIGRAZIONE “LEGALE” RISULTATA DELLE MODIFICHE ABUSIVI DELLA  LEGISLAZIONE DI CITTADINANZA APROVATI IN QUESTI 30 ANNI DI PROTAGONISMO DEI GOVERNI BERLUSCONI-LEGA-PRODI.DI QUESTA SALVINI E LA LEGA NON PARLANO MAI,E’ SOPRATUTTO ISPANOAMERICANA E SECONDO ME  NON E’ PIU LEGITTIMA DI QUELLA “CLANDESTINA” PROVENENTE DELLE EX-COLONIE ITALIANE IN AFRICA, AFFONDATA IN MARE O RISPEDITA AL RESTO DI EUROPA.
PER FINIRE,INTERESSANTE POSIZIONE DI CAMERON.SI HA DIFFUSO A PROPOSITO DELLA LOTTA AL TERRORISMO E L’IMMIGRAZIONE DEGLI SFOLLATI L’IDEA CHE LE GUERRE CONVENZIONALI  NON BASTANO PIU:CAMERON HA DISPIEGATO L’ESSERCITO NELLE STRADE PER COMBATTERE IL TERRORISMO,E NEI CONFINI PER CONTENERE L’IMMIGRAZIONE DI MASSA A VOLTE INFILTRATA O PROPIZIATA DAL TERRORISMO.

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12 AGOSTO 2015:CONTRO LONDRA-SPAGNA SUL MARE NOSTRUM
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-NOTA 1:
globalist.it

Gibilterra: scintille fra Londra e Madrid

World

Ieri una imbarcazione e un elicottero della Guardia Costiera sono entrati secondo il Regno Unito nelle acque del territorio britannico inseguendo dei contrabbandieri.

 


lunedì 10 agosto 2015 17:42


Ancora tensioni fra Londra e Madrid. Ieri una imbarcazione e un elicottero della Guardia Costiera sono entrati secondo il Regno Unito nelle acque del territorio britannico inseguendo dei contrabbandieri.

Londra ha protestato, denunciando una “chiara violazione delle leggi marittime internazionali” e della sovranità britannica. Fonti del ministero degli esteri di Madrid hanno respinto le accuse sostenendo che “non c’è stato un incidente” in quanto “la Spagna riconosce queste acque come spagnole”. Londra e Madrid si confrontano periodicamente sullo statuto di Gibilterra, situata sulla punta meridionale della penisola iberica, assegnata al Regno Unito dal Trattato di Utrecht del 1713, ma rivendicata dalla Spagna.

La questione delle acque territoriali attorno alla Rocca rimane particolarmente sensibile fra i due paesi, in quanto Madrid sostiene che il Trattato di Utrecht non le ha assegnato ai britannici.

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 http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=77282&gibilterra-scintille-fra-londra-e-madrid-
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-NOTA 2:
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en.mercopress.com

“Spain acting as an aggressor and not a European partner” with Gibraltar

Gibraltar’s Conservative MEP Ashley Fox is compiling a dossier of constituent complaints and experiences of crossing the border in and out of Gibraltar. Mr Fox will hand the dossier to the EU Commission and says it will show Spain is acting “as an aggressor and not a European partner”, according to a report from the Gibraltar Chronicle.

MEP Ashley Fox said ”border problems like this are fast becoming an annual event and enough is enough”

The irony is that it is not just inconvenient for Gibraltar but also causing huge problems for the thousands of Spanish who work in Gibraltar

The dossier will use real life experiences of people who suffered delays as a result of the testing of new border systems, “…a decision nobody was given prior notice of.”

The MEP said he had already received a large number of complaints about long delays from tourists, local residents and cross border workers.

“The height of summer is simply not the time to start testing new systems but not informing anybody just proves that these delays are unwarranted, unjust and politically motivated,” Mr Fox said.

”The irony is that it is not just inconveniencing Gibraltarians and their local economy it is also causing huge problems for the thousands of Spanish who work in Gibraltar and have to pass through the border twice a day.”

“Border problems like this are fast becoming an annual event and enough is enough.”

“I want as many Gibraltarians, Spanish citizens and holiday makers as possible to contact me with their experiences. I will then hand every single one to the EU Commission in Brussels.”

“It is time the Commission shows leadership and proves to Gibraltarians they are not second class citizens of Europe.”

http://en.mercopress.com/2015/08/10/spain-acting-as-an-aggressor-and-not-a-european-partner-with-gibraltar

 TRADUZIONE:
en.mercopress.com
“La Spagna in qualità di un aggressore e non un partner europeo”, con Gibilterra
Gibilterra,il deputato conservatore Ashley Fox sta compilando un dossier di denunce e le esperienze di attraversare la frontiera dentro e fuori di Gibilterra. Mr Fox consegnerà il dossier alla Commissione europea e dice che mostrerà che la Spagna agisce “come un aggressore e non un partner europeo”, secondo una relazione della Cronaca su Gibilterra.
L’Eurodeputato Ashley Fox ha detto sul confine che “problemi come questo stanno rapidamente diventando un appuntamento annuale e basta “.
L’ironia è che non è solo e’ scomodo per Gibilterra ma anche sta causando enormi problemi per le migliaia di spagnoli che lavorano a Gibilterra.
Il Il dossier utilizzerà esperienze di vita reale di persone che hanno sofferto ritardi a seguito della sperimentazione di nuovi sistemi di controlo di frontiera, “… una decisione che nessuno è stato ci ha dato preavviso”.
Il deputato ha detto di aver già ricevuto un gran numero di denunce su lunghi ritardi da turisti, residenti e lavoratori transfrontalieri.
“Il culmine della stagione estiva non è semplicemente il momento di iniziare a testare nuovi sistemi, ma non informarndo a nessuno dimostra solo che questi ritardi sono ingiustificate, ingiusta e politicamente motivate, “Mr Fox ha detto.
” L’ironia è che non è solo scomoda Gibilterra e la loro economia locale, ma è anche causa di enormi problemi per le migliaia di spagnoli che lavorano a Gibilterra e devono passare attraverso il confine,con due volte problemi di giorno. ”
” Problemi di frontiera come questo stanno rapidamente diventando un appuntamento annuale e basta. ”
” Voglio il maggior numero di Gibilterrini,cittadini spagnoli e turisti il ​​più possibile in contatto con me e con le loro esperienze. Io poi consegno ognuno alla Commissione Europea a Bruxelles. ”
” E ‘tempo che la Commissione dimostri leadership e dimostra che in Gibilterra non sono cittadini di seconda classe d’Europa “.
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-NOTA 3.

en.mercopress.com

UK calls ‘outrageous’ and ‘unlawful’, Spanish incursions in Gibraltar waters

Spain has been accused of an “outrageous” and “unlawful” violation of British sovereignty after boats entered UK waters in Gibraltar on Sunday. La Spagna è stato accusato di una violazione di “oltraggioso” e “illegale” di sovranità britannica dopo le barche iscritte acque del Regno Unito a Gibilterra Domenica. Helicopters were also flown over a beach on the British territory as Spanish police chased criminals on the water, a move branded extremely dangerous by the Government of Gibraltar. Elicotteri sono stati anche sorvolato una spiaggia sul territorio britannico, come la polizia spagnola inseguito criminali in acqua, una mossa di marca estremamente pericoloso da parte del governo di Gibilterra.

 

Foreign Office Minister Hugo Swire said the “completely unacceptable” incursion was a clear violation of UK sovereignty. Ministro degli Affari Esteri Hugo Swire ha detto l’incursione “del tutto inaccettabile” è stato una chiara violazione della sovranità del Regno Unito. The Gibraltarian Government said they were astonished and appalled after Spanish police made several incursions into British waters. Il governo di Gibilterra ha detto che erano stupiti e inorriditi dopo che la polizia spagnola fatto diverse incursioni in acque britanniche.

The Royal Navy helped escort the Servicio de Vigilancia Aduanera (SVA) – the Spanish police’s drugs and money laundering squad – out of the waters following the international row La Royal Navy ha contribuito a scortare il Servicio de Vigilancia Aduanera (SVA) – farmaci della polizia spagnola e squadra il riciclaggio di denaro – dalle acque in seguito alla riga internazionale

Spanish vessels have once again entered British Gibraltar Territorial Waters in a clear violation of the international law of the sea. Navi spagnole hanno ancora una volta entrati britannica Gibilterra acque territoriali in una chiara violazione del diritto internazionale del mare.

Foreign minister Swire said that “On 9 August Spanish state vessels repeatedly entered British Gibraltar Territorial Waters without notifying Gibraltarian authorities. Il ministro degli Esteri Swire ha detto che “il 9 agosto le navi di Stato spagnolo ripetutamente entrato britannica Gibilterra acque territoriali senza avvisare le autorità di Gibilterra. We understand that the Spanish were in pursuit of vessels who may have been committing crimes. Sappiamo che gli spagnoli erano all’inseguimento di navi che possono essere stati commettere crimini. However it is completely unacceptable and unlawful under the international law of the sea to enter our waters without notifying us. Tuttavia è del tutto inaccettabile e illegale in base al diritto internazionale del mare per entrare nelle nostre acque senza di noi notifica.

”These repeated incursions into British Gibraltar Territorial Waters are a clear violation of UK Sovereignty by another EU country and we will be raising this as a matter of urgency with the Spanish authorities“. “Queste ripetute incursioni in inglese di Gibilterra acque territoriali sono una chiara violazione della sovranità del Regno Unito da un altro paese dell’UE e saremo alzando questo come una questione di urgenza con le autorità spagnole”.

In one incident, the Spanish were understood to have been chasing smugglers who were dumping suspected bales of drugs off the side of a fast-speed inflatable boat. In un incidente, gli spagnoli furono capito di essere stato a caccia di contrabbandieri che scaricavano balle sospetti di droga fuori il lato di un gommone veloce velocità. They also allegedly flew a helicopter over the Sandy Bay beach area of the territory. Hanno anche presumibilmente volato un elicottero sopra la zona della spiaggia Sandy Bay del territorio.

In another incident the Spanish allegedly boarded a boat and questioned crew. In un altro incidente gli spagnoli presumibilmente a bordo di un battello e interrogato l’equipaggio.

The Chief Minister of Gibraltar, Fabian Picardo, said: ”We consider this has been a serious and unnecessary failure on the part of the Spanish SVA which has had outrageous consequences in respect of the violation of our sovereignty.“ Il ministro di Gibilterra, Fabian Picardo, ha dichiarato: “Consideriamo questa è stata una grave mancanza e inutile da parte del SVA spagnola che ha avuto conseguenze scandalose per quanto riguarda la violazione della nostra sovranità”.

CM Picardo said police in Gibraltar should have been asked to assist in catching the criminals once the chase looked like it would go into British-controlled waters and blamed the failure to do so for the escape of one suspected smuggler. CM Picardo ha detto la polizia in Gibilterra avrebbero dovuto essere chiesto di aiutare a prendere i criminali una volta che la caccia sembrava che sarebbe andato in acque britanniche controllate e ha accusato la mancanza di farlo per la fuga di uno sospetto trafficante.

He said: ”It beggars belief that the SVA have acted in this way that, in effect, has allowed a criminal who should be behind bars to get away. Egli ha detto: “E ‘incredibile che la SVA hanno agito in questo modo che, in effetti, ha permesso un criminale che dovrebbe essere dietro le sbarre per allontanarsi.

http://en.mercopress.com/2015/08/10/uk-calls-outrageous-and-unlawful-spanish-incursions-in-gibraltar-waters

 TRADUZIONE:
en.mercopress.com UK chiama ‘oltraggiose’ e ‘illegali’, incursioni di spagnolo in acque di Gibilterra La Spagna è stato accusato di una violazione di “oltraggioso” e “illegale” di sovranità britannica dopo le barche iscritte acque del Regno Unito a Gibilterra Domenica. Elicotteri sono stati anche sorvolato una spiaggia sul territorio britannico, come la polizia spagnola inseguito criminali in acqua, una mossa di marca estremamente pericoloso da parte del governo di Gibilterra. “E ‘del tutto inaccettabile e illegale in base al diritto internazionale del mare per entrare nelle nostre acque senza averci informato”, ha detto il ministro Swire. “E ‘del tutto inaccettabile e illegale in base al diritto internazionale del mare per entrare nelle nostre acque senza averci informato”, ha detto il ministro Swire. Picardo ha detto la polizia di Gibilterra avrebbero dovuto essere chiesto di aiutare a prendere i criminali una volta che la caccia sembrava che sarebbe andato in acque britanniche controllato Picardo ha detto la polizia a Gibilterra avrebbe dovuto essere chiesto di aiutare a prendere i criminali una volta che la caccia sembrava che sarebbe andare in acque britanniche controllate Navi spagnole hanno ancora una volta entrati britannica Gibilterra acque territoriali in una chiara violazione del diritto internazionale del mare. Navi spagnole hanno ancora una volta entrati britannica Gibilterra acque territoriali in una chiara violazione del diritto internazionale del mare.  Ministro degli Affari Esteri Hugo Swire ha detto l’incursione “del tutto inaccettabile” è stato una chiara violazione della sovranità del Regno Unito. Il governo di Gibilterra ha detto che erano stupiti e inorriditi dopo che la polizia spagnola fatto diverse incursioni in acque britanniche. La Royal Navy ha contribuito a scortare il Servicio de Vigilancia Aduanera (SVA) – farmaci della polizia spagnola e squadra il riciclaggio di denaro – dalle acque in seguito alla riga internazionale Navi spagnole hanno ancora una volta entrati britannica Gibilterra acque territoriali in una chiara violazione del diritto internazionale del mare. Il ministro degli Esteri Swire ha detto che “il 9 agosto le navi di Stato spagnolo ripetutamente entrato britannica Gibilterra acque territoriali senza avvisare le autorità di Gibilterra. Sappiamo che gli spagnoli erano all’inseguimento di navi che possono essere stati commettere crimini. Tuttavia è del tutto inaccettabile e illegale in base al diritto internazionale del mare per entrare nelle nostre acque senza di noi notifica. “Queste ripetute incursioni in inglese di Gibilterra acque territoriali sono una chiara violazione della sovranità del Regno Unito da un altro paese dell’UE e saremo alzando questo come una questione di urgenza con le autorità spagnole”. In un incidente, gli spagnoli furono capito di essere stato a caccia di contrabbandieri che scaricavano balle sospetti di droga fuori il lato di un gommone veloce velocità. Hanno anche presumibilmente volato un elicottero sopra la zona della spiaggia Sandy Bay del territorio. In un altro incidente gli spagnoli presumibilmente a bordo di un battello e interrogato l’equipaggio. Il ministro di Gibilterra, Fabian Picardo, ha dichiarato: “Consideriamo questa è stata una grave mancanza e inutile da parte del SVA spagnola che ha avuto conseguenze scandalose per quanto riguarda la violazione della nostra sovranità”. CM Picardo ha detto la polizia in Gibilterra avrebbero dovuto essere chiesto di aiutare a prendere i criminali una volta che la caccia sembrava che sarebbe andato in acque britanniche controllate e ha accusato la mancanza di farlo per la fuga di uno sospetto trafficante. Egli ha detto: “E ‘incredibile che la SVA hanno agito in questo modo che, in effetti, ha permesso un criminale che dovrebbe essere dietro le sbarre per allontanarsi.
AGOSTO 2015:LA MAGNA GRECIA SI SVEGLIA
-SU IL MATTINO
De Magistris, nuovo affondo al premier su Fb: «Napoli comune derenzizzato»

«Assistiamo con il Governo Renzi ad una consolidata e preoccupante involuzione antidemocratica, un’accelerazione fortemente autoritaria dell’assetto istituzionale, tutta di stampo liberista». È l’inizio di un post pubblicato su Facebook dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris: nel mirino c’è ancora il premier Matteo Renzi.

«Contro le autonomie ed a favore di un centralismo anti libertario – si legge ancora – Premier non eletto, nominato dalla casta. Uso bulimico ed abnorme – in violazione della Costituzione – dei decreti legge e del ricorso alla fiducia. Ribaltamento eversivo della Costituzione con l’utilizzo della legislazione ordinaria, a colpi di maggioranza. Attacco al diritto al lavoro con il jobs act, riduzione di diritti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Smantellamento della scuola pubblica. Lottizzazione dei servizi pubblici e di interesse pubblico».

Marted? 11 Agosto 2015, 12:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/de_magistris_nuovo_affondo_al_premier_su_fb_amp_laquo_napoli_comune_derenzizzato_amp_raquo/notizie/1511133.shtml

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REAZIONE:MAGNA GRECIA,NON UNA VOCE NE DESERTO
-”DI STAMPO LIBERISTA” VUOL DIRE NEOLIBERALE
-”ANTILIBERTARIO” VUOL DIRE LIBERTICIDA
QUESTE SONO DUE MIEI CONCETTI DELLA PREDICA DELLA NUOVA ERA CONTRO IL NEOLIBERALISMO DI RENZI,E DE MAGISTRIS ALTRO NON FA CHE PRENDERE LE MIE IDEE:BENVENUTO AL PARTENOPEO.PRIMA E’  STATO DI LUCA ORA DE MAGISTRIS:LA MAGNA GRECIA AVANZA.E LA MIA PREDICA NON E’ STATA UNA VOCE NEL DESERTO.
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*14 AGOSTO 2015:IL COLPO NAPOLITANO-BERLUSCONI(RENZI)NON PASSERA
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-SU LA STAMPA:
lastampa.it
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Renzi: la riforma del Senato si farà con o senza Forza Italia

«La riforma naturalmente andrà avanti, vediamo se riusciamo a coinvolgere più partiti possibili». Matteo Renzi tiene la barra dritta: la riforma del Senato si farà. Arrivato a sorpresa alla Festa dell’Unità di Castelgrande, in provincia di Reggio Emilia, il premier manda un messaggio di fermezza e gela le aspettative di Berlusconi: «Forza Italia ?- ricorda – ha votato questa riforma in prima lettura al Senato con Romani poi è arrivato Brunetta e ha cambiato idea. Se ci staranno bene se non ci staranno faremo senza di loro».

Ma il cammino del disegno di legge che rivoluziona il sistema parlamentare italiano resta accidentato. Nel Pd la tensione tra maggioranza renziana e minoranza di sinistra resta alta. Lo spettro di una scissione nel Pd continua a tenere banco nel dibattito per la riforma del Senato. Nel frattempo un nuovo tassello si potrebbe dover incastrare nel puzzle della ricerca dei voti per far passare il ddl a Palazzo Madama: si chiama riforma della Giustizia e si declina con la riforma del processo penale che riparte a settembre. Indiscrezioni rilanciate dal Corriere della Sera parlano di un Cavaliere intenzionato a mettere sul tavolo di un accordo con il Pd per la riforma del Senato una revisione delle questioni che più stanno a cuore agli azzurri, a partire dalle intercettazioni.

Sono indiscrezioni, ma che la tentazione sia aperta lo conferma una dichiarazione del senatore azzurro Lucio Malan che precisa: «Niente scambi ma buone riforme: sulla giustizia e sul Senato». «Serve un sistema che funzioni, che non penalizzi gli innocenti e che non consenta che le intercettazioni vadano a finire sui giornali», spiega. Ma che la partita possa essere riaperta e che addirittura possa essere merce di scambio per far passare la riforma del Senato è un’opportunità decisamente smentita dal responsabile giustizia del Pd, Davide Ermini. «Per il ruolo che ho – chiarisce – posso assicurare che non ci sono sentori di trattative sulla giustizia di nessun genere», neppure in prospettiva: «Non c’è materia per alcuna trattativa e tanto meno di una trattativa che sia legata alle riforme» ribadisce.

Se mai dovesse aprirsi questa strada, non cambia il piano A degli azzurri: il pressing per ottenere una revisione della legge elettorale con l’obiettivo di introdurre il premio alla coalizione. E ovviamente, il Senato elettivo. «La maggioranza non può ignorare che su questo punto ci sono notevoli convergenze. La pausa ferragostana sia occasione di riflessione» esorta Maurizio Gasparri che avverte: «Il Senato, o va abolito del tutto, o, se deve rimanere sia pure con funzioni limitate, deve mantenere un suo radicamento popolare e democratico». È lo spettro di un fronte che pur di non darla vinta a Renzi sarebbe disposto ad abolire del tutto la seconda Camera.

Il premier è invece pronto ad andare avanti dritto per la sua strada: non filtrano aperture verso la minoranza del partito e la direzione al momento è tracciata. Il Pd va avanti con la proposta senza mettere nel conto modifiche all’articolo 2 della riforma. Ma il partito del dialogo cerca ancora di evitare lo scontro diretto. «Lasciamo da parte eccessi e protagonismi e alcune rigidità: un accordo è possibile» si augura il ministro Maurizio Martina, già promotore della proposta sul listino per l’elezione dei senatori. «Dire che non si può ricominciare da capo a un metro dal traguardo non è mancanza di volontà è capire che sarebbe rischioso per il Pd di fronte al Paese» precisa però il Ministro che, dalle colonne de l’Unità avverte: «Questo clima mi preoccupa, la scissione sarebbe un fallimento». Gli risponde il senatore della minoranza Pd, Federico Fornaro: «È con lo stesso spirito costruttivo che abbiamo presentato il documento dei 25 senatori, anche se invece del confronto siamo stati oggetto di accuse più o meno velate di voler far cadere il Governo e di fare accordi sottobanco con FI».

In questo clima il M5s continua a stare sul piede di guerra. «Renzi e Berlusconi fanno solo finta di lasciarsi e riprendersi. Il patto del Nazareno è più vivo che mai» taglia corto il capogruppo alla Camera, Giorgio Sorial.

http://www.lastampa.it/2015/08/13/italia/politica/renzi-la-riforma-del-senato-si-far-con-o-senza-forza-italia-7uLqFgG8ltCgwm1yFxpEkP/pagina.html
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REAZIONE:CERTO CHE FANNO FINTA DI LASCIARSI E RIPRENDERSI,TUTTI LO CAPIAMO E IL CARATTERE DI COMICITA CONFERITALI DA GRILLO SOLO FARA ANNEBIARE L’INTENDIMENTO DI QUESTA VERITA DA TUTTI PERCEPITA.
E IL PATTO NON SOLO COINVOLGE LA RIFORMA DEL SENATO E LA LEGGE ELETTORALE MA ANCHE TUTTE LE ALTRE RIFORME COME QUELLA DELLA GIUSTIZIA,IL LAVORO,LA SCUOLA,ECC,ECC.
SONO RIFORME NEOLIBERALI CHE SOLO SI POTREBBERO FARE TRAMITE UN GOLPE DI STATO.GOLPE E PATTO CHE COMPRENDE ANCHE LA LEGA E L SUA INSISTENZA PER IL FEDERALISMO,IL RITABILIMENTO DEL MANICHEO BIPOLARE,E TANTE ALTRE COSE.PER DIRLA CHIARA SI TRATTA DI RIPORPORRERE “IN CHIAVE PATTISTA”  CON TNTO DI VENDETTA TUTTE I FALLIMENTI DEL CENTRO-DESTRA DURANTE TUTTI QUESTI ANNI DI GOVERNI BERLUSCONI-PRODI-LEGA.
NON PASSERANNO:UN MAGNACCIO E UN POPOLISTA DI DUE SOLDI NON DEVONO PORTARE IL PAESE VERSO IL MEDIEVALE ANACRONISMO NEOLIBERALE.
PER FORTUNA LE DUE RIFORME PRINCIPALI COME SONO QUELLA DEL SENATO E L’ITALIACUM SARANNO SOTTOMESSI A REFERENDUM,IL POPOLO NON PERMETTERA AFFONDARE L’ITALIA.
RENZI?UN BURATTINO DI NAPOLITANO-BERLUSCONI,DUE NOTI GOLPISTI,STALINISTA IL PRIMO,”CAUDILLISTA” L’ALTRO,CHE SOLO HA FATTO PERDERE TANTO TEMPO ALLA RIPRESA.
SI RICONSEGNI IL PAESE ALLE FORZE DEMOCRATICHE E SI RISPETTI LA VITTORIA DELLA NUOVA ERA NELL’ULTIMA ELEZIONE:SI DISSOLVANO LE CAMERE,SI CHIAMI AL VOTO E SI RINOMINI UN PARLAMENTO CON LEGGITTIMITA DEMOCRATICA,UN PREMIER CON L’AUTOREVOLEZZA DELLA RAPRESENTATIVITA  ELETTORALE(NON UN SINDACO SENZA VOTI),UN PRESIDENTE RISPETTUOSO DEL SUO RUOLO COSTITUZIONALE.INSOMMA,LA NUOVA ERA HA VINTO E RESTERA VITTORIOSA,IL SOLO MODO DI RITROVARE APOGGIO ECONOMICO(FIDUCIA  DEI MERCATI E OPERATORI FINANZIARI) E POLITICO SIA A LIVELLO NAZIONALE CHE INTERNAZIONALE.
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*14 AGOSTO 2015:IMMIGRAZIONE,CATTOLICI E CRISTIANI AL DI LA DELLE IPOCRESIE 2
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-SU LA REPUBBLICA:
Galantino attacca il governo: “Assente sul tema dell’immigrazione”
Nuovo affondo del segretario generale Cei: “Non bastano i salvataggi in mare per mettere a posto la coscienza nazionale”. E replica a Salvini e Grillo: “La Chiesa guadagna sui migranti? Banalità spaventose”. Il leader leghista non ci sta e attacca il prelato: “Ha rotto le scatole”. Il leader M5S: “Basta alla retorica dell’accoglienza”. Serracchiani: “Giudizi ingenerosi, governo c’è”. Famiglia Cristiana: “Dichiarazioni riportate in modo esagerato”
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Galantino attacca il governo: "Assente sul tema dell'immigrazione"

Nunzio Galantino 

ROMA - “È il governo che è del tutto assente sul tema immigrazione”. Lo dice il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, a Famiglia Cristiana, spiegando che “non basta salvare i migranti in mare per mettere a posto la coscienza nazionale”. Galantino contesta le leggi “che in buona sostanza respingono gli immigrati e non prevedono integrazione positiva”.

E rilancia la polemica con Matteo Salvini e Beppe Grillo: “Hanno criticato pesantemente il Papa, ma hanno visto che può essere controproducente per il loro consenso perché papa Francesco è molto popolare”. Parole che non sono piaciute al leader leghista che su Facebook attacca: “Chiedo a voi, amici cattolici: questo Galantino ha rotto le scatole?”. Mentre Beppe Grillo, sul blog, ha attaccato il governo che “preferisce la retorica dell’accoglienza senza accollarsi alcuna colpa”.

LA BOCCIATURA DELLA ‘BOSSI-FINI’. Secondo il numero due dei vescovi, “potremmo imparare dalla Germania e copiare le sue leggi. Invece noi abbiamo sempre scritto leggi che in buona sostanza respingono gli immigrati e non prevedono integrazione positiva. Prima la Turco-Napolitano e adesso la Bossi-Fini”. Secondo Galantino, “le pratiche per la richiesta di asilo sono lunghissime, un calvario la richiesta di permesso di soggiorno. Parcheggiamo gli immigrati qui e là in Italia. Se invece ci fosse almeno uno stracco di permesso di soggiorno provvisorio potrebbero lavorare e la gente non li vedrebbe più bighellonare in giro e non direbbe che mangiano a spese degli italiani già in crisi. Ma nessuno spiega che è la legge che impone la non integrazione”.

IL NUOVO AFFONDO CONTRO SALVINI, ZAIA E GRILLO. A pochi giorni dalle polemiche suscitate tra Lega e Movimento 5 stelle, dalle sue parole sui “piazzisti da 4 soldi” che “speculano sul tema dei migranti”, il segretario generale della Cei risponde anche a Matteo Salvini, al presidente del Veneto Luca Zaia e a Beppe Grillo. dall’accoglienza dei migranti. “Smettiamo una volta per tutte con quella richiesta al Papa di portare gli immigrati in  Vaticano e ai vescovi di ospitali nelle chiese e nei seminari”, afferma. “È un mantra che non si può più ascoltare.

In Vaticano papa Wojtyla ha aperto una delle prime mense per i poveri. Ci sono vescovi che ospitano immigrati a casa propria e non si sono mai riempiti le tasche di soldi, anzi. Lo fanno anche Salvini, Zaia e Grillo? per questo una visita ai campi profughi e alle nostre Caritas aiuterebbe a capire. Non dico che cambierebbero opinione, ma li aiuterebbe a capire. Noi qualche titolo in più per parlare di queste cose lo abbiamo perché siamo sulla strada in prima linea e conosciamo la realtà e alle male parole di salvini rispondiamo con i fatti. Noi conosciamo i nomi degli immigrati, per loro invece sono solo numeri e anche sbagliati”.

Galantino boccia poi come “banalità spaventose” le affermazioni secondo le quali la Cei guadagnerebbe con gli immigrati: “Perché non vengono a vedere? Nelle nostre strutture, quelle accreditate, la polizia ci porta gli immigrati e poi chi si è visto si è visto. Ogni tanto vengono a dare un’occhiata, appare magari un impiegato della asl per controllare e basta. Noi ci arrangiamo, tiriamo fuori soldi di tasca nostra e nessuno ci guadagna. Noto che anche in questo caso parlano piazzisti di parole che incendiano ed esasperano gli animi”.

Le reazioni alle parole di Galantino. A stretto giro arriva la replica di Matteo Salvini affidata a Facebook in cui non risparmia aspre critiche al segretario Cei: “Il signor Galantino, portavoce dei vescovi, pensa che gli italiani debbano accogliere tutti gli immigrati sempre e comunque. E i leghisti che non la pensano come lui, sono ‘fanfaroni da osteria’. L’immigrazione senza limiti e senza regole è solo caos. Per i 4 milioni di disoccupati e i 9 milioni di poveri, niente alberghi? Ma l’Italia è ancora una Repubblica o dipende dal Vaticano? Chiedo a voi amici cattolici ma questo Galantino ha rotto le scatole?”. Un post seguito da decine di commenti tutt’altro che teneri nei confronti del segretario Cei.

Anche Beppe Grillo, sul blog, torna sul tema dell’immigrazione: “L’emergenza profughi sembra sbucata fuori dal nulla, ma al di là della questione umanitaria, che va affrontata, nessuno ne denuncia apertamente le cause che risalgono alla destabilizzazione del Nord Africa e del Medio Oriente da parte delle potenze occidentali” sottolinea il leader M5S che elenca tutte le guerre che, a suo giudizio, hanno destabilizzato la situazione portando all’esodo di questi giorni. Secondo Grillo, al governo preferiscono “la retorica dell’accoglienza senza accollarsi alcuna colpa per l’esodo biblico che è in atto e che nessuno sa dove ci porterà”.

Ai microfoni del Tg1, il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani ha difeso l’operato del governo: “A tutti quelli che dispensano soluzioni, a chi dà giudizi ingenerosi, a chi la fa facile, rispondiamo che questo governo sta affrontando con razionalità una soluzione difficile e lo sta facendo molto meglio che in altre parti”.Attacca Galantino anche l’azzurro Maurizio Gasparri: “Galantino non si è ancora ripreso dalla sconfessione del popolo delle famiglie che ha gremito a giugno piazza San Giovanni nonostante il suo fallito boicottaggio. Continua a inserirsi nella polemica politica con parole  non consone a un ruolo cui è giunto impreparato e per il quale è giudicato inadeguato dal novanta per cento dei vescovi italiani”.

Si schiera con il segretario Cei e con il Papa l’esponente della minoranza dem Roberto Speranza con un messaggio su Twitter: “Tra l’umanità di Papa Francesco e la propaganda di Salvini sull’immigrazione tutta la vita con Papa Francesco. Siamo tutti essere umani”.

La direzione di Famiglia Cristiana è intervenuta nel dibattito precisando che, dopo aver parlato con Monsignor Galatino,  “le dichiarazioni a lui attribuite sono state riportate in modo esagerato nei toni all’interno di un colloquio confidenziale con il nostro giornalista”. “Sua Eccellenza – prosegue la direzione del settimanale – è stato strumentalizzato in quanto l’intervista doveva vertere solo sul progetto della Chiesa italiana per consentire a 1.400 ragazzi iracheni profughi di tornare sui banchi di scuola. Monsignor Galantino ribadisce che il suo unico e vero interesse è e resta quello di difendere l’operato del Papa. Siamo dispiaciuti per l’incidente e, ribadendo stima e affetto a monsignor Galantino, gli porgiamo le nostre più sincere scuse”.

http://www.repubblica.it/vaticano/2015/08/12/news/immigrati_galantino_attacca_il_governo_assente_-120861358/?ref=HREC1-4

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REAZIONE:BENE,HA RAGIONE GALANTINO.NON CI SONO DIFFERENZE FRA LA CEI E IL PAPATO?CI SONO MA….CHE DEVE DIRE GALANTINO?
L’EMERGENZA PROFUGHI NEL NORD AFRICA E IL MEDIO ORIENTE NON E’ LA CONSEGUENZA DELLA DISTABILIZAZIONE DELLE POTENZE OCCIDENTALI MA DELLA AGRESSIVA ESPANZIONE ITALIANA -TEDESCA-SPAGNOLA VERSO IL MARE NOSTRUM RAPRESENTATA IN ITALIA DALLA POLITICA DEL CLAN BERLUSCONI-LEGA NORD E I GOVERNI PRODI OGGI ADOPERATI NEL CONTINUISMO DEL PATTISMO RENZIANO DI NAPOLITANO-BERLUSCONI,IN GERMANIA DALLA POLITICA “AQUISTI” DELLA MERCKEL(LA TURCHIA,IL CIPRO,IL SUD ITALIANO ECC.,E NELLA SPGNA CON I TENTATIVI BORBONICI DI RIPRENDERSI GIBILTERRA E RICUPERARE LE SUE ANTICHE COLONIE IN AFRICA E ALTROVE.
IN ITALIA COME AI TEMPI DI MUSSOLINI QUESTA ESPANZIONE COMMINCIO “DENTRO” SOTTOMETTENDO MANUS MILITARIS SIA LA SICILIA CHE IL PARTENOPEO PER DOPO ESTENDERSI IN ALTRI POSTI DEL MEDITERRANEO LIBIA,GRECIA(TSIPRAS E IL RENZI GRECO),ECC.
CASO MAI LE POTENZE OCCIDENTALI CERCARONO,IN MODO SBAGLIATO SECONDO ME,DI METTERE UNA DIGA A TALE SMISURATO DESIDERIO.
LA MAGNA GRECIA SI SVEGLI E PRENDA IN MANO IL SUO DESTINO.LA NUOVA ERA C’E.
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 224 »

1 agosto 2015
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31 LUGLIO 2015:TITOLARI DEL GIORNO

1-SU LA REPUBBLICA:

Rai, lo schiaffo a Renzi dei ribelli Pd

Governo battuto sul canone, 19 contrari

In aula riprende l’esame della riforma live tv

Zavoli: “Riforma possibile se i partiti arretrano”

di ANNALISA CUZZOCREA

Lotti: “Pugnalata”. Boschi: “Parte Pd ancorata a passato” vd

BLOG Colpa mia, colpa tua di MARCO BRACCONI

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-TITOLARE 3:SU LA REPUBBLICA:.

CALCIO#RepMercato: Milano è orientale
Vd Top 5 / Bidone / Morata geloso
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-EPILOGO:TITOLARE SU THE WASHINGTON TIMES

Papà abbatte drone volando sopra cortile – dove figlie stavano prendendo il sole

WDRB 41 Louisville News

1 AGOSTO 2015:MA QUALE VACANZE……!!!!!

-TITOLARE SU GOOGLE NEWS:

Inflazione stabile, su i prezzi delle vacanze

Il Sole 24 Ore  - ‎31 minuti fa‎
A luglio l’inflazione misurata dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) scende dello 0,1% su base mensile e aumenta dello 0,2% nei dodici mesi, mantenendo la stessa velocità tendenziale del mese di giugno. Anche a livello di Eurozona, del
Inflazione, a luglio stabile allo 0,2%
Inflazione »
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REAZIONE:QUELLO DI SOPRA E’ UN DATO CHE RISPECCHIA LA LEGGE DELL’OFFERTA E LA DOMANDA DEL MERCATO:MENO VACANZIERI PREZZI PIU ALTI.E STA BENE CHE SIA COSI,MALGRADO LA PREDICA DELLA GRANDE  STAMPA COME LA REPUBBLICA IL CORRIERE E LA STAMPA  IL POPOLO ITALIANO SI COMPORTA IN MODO RISPONSABILE.
DALLE MIE PARTE IN LOMBARDIA LA GENTE NON STA ANDANDO  IN VACANZA,ALCUNI SI PRENDONO 15 GIORNI E A VOLTE I DIVERSI PROVEDORI DI SERVIZZI SI TURNANO.CI SI LIMITA A FARE IL BAGNO ALLA SPIAGGIA IN LAGO DOPO L’USCITA DEL LAVORO.SI E’ RISPONSABILE,SI HA COSCIENZA DI SACRIFICIO COLLETTIVO:C’E’ L’AUSTERITY DA FARE.
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2 AGOSTO 2015:ACCORDO NUCLEARE DA DIFENDERE
-SU LA STAMPA:esteri

Obama adesso mobilita gli attivisti: “Difendete l’intesa nucleare con l’Iran”
paolo mastrolilli
REAZIONE:ANCHE L’EGITTO SI AVVIA A L’ACCORDO CON USA.

2 AGOSTO 2015:SI SPEZZA L’UNITA NAZIONALE ANTICOLONIALISTA ARGENTINA
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Mercopress - South Atlantic News Agency
Lunedi, Luglio 27 2015 – 06:08 UTC

Dichiarazioni passate su Malvinas ‘, aperto nuovo fianco a Buenos Aires dal sindaco Macri

“E ‘pericoloso dimenticare ciò che (Mauricio) Macri ha detto circa le Malvinas su che rappresenterebbero un deficit per l’Argentina”, Alicia Castro, ambasciatore argentino in Gran Bretagna è stato citato dai media di Buenos Aires, a seguito di dichiarazioni del sindaco della capitale argentina e candidato alla presidenza in riferimento alle isole Falkland.

"Non molto tempo fa Macri ha anticipato che le Isole Malvinas rappresenterebbe un deficit significativo per l'Argentina", ha ricordato l'ambasciatore Castro

"Non ho mai capito le richieste di sovranità di come grande paese come il nostro. Non abbiamo un problema di spazio come Israele, ad esempio ", Macrì è stato citato.

Il suo candidato sindaco Rodriguez Larreta, appena riuscito a racimolare attraverso il 19 luglio, contrariamente alle aspettative di una vittoria di polverizzazione

Due domeniche fa il candidato sindaco di Macri per la Città di Buenos Aires, Horacio Rodriguez Larreta appena riuscito a cavarsela nel ballottaggio dopo aver sopraffatto il suo secondo posto nel primo turno e fiducioso di un ampio vittoria secondo i sondaggi d’opinione liberati portati la domenica 19 luglio.

Da allora Macri, il pro-business, economia ortodossa, politicamente candidato conservatore ha perso il suo fascino che la spinta iniziale ha innescato quando ha annunciato che era candidato alla presidenza nelle elezioni di prossimo ottobre.

Da allora anche il presidente Cristina Fernandez, ministri, e anche suo figlio e legislatore speranza Maximo Kirchner hanno preso a turno per colpire Macri per la sua brutta figura e il fatto che in seguito alla vittoria molto sottile nella sua città del candidato sindaco, ha annunciato alcuni dei le cose che farebbe’ se eletto presidente e questi includono rispettando molte delle politiche dell’amministrazione attuale.

Così arriva la volta dell’ambasciatore Castro.

“Non molto tempo fa Macri ha anticipato che le Isole Malvinas rappresenterebbero un deficit significativo per l’Argentina”, ha ricordato Castro e ora “cambia il suo discorso e politici annunci in base a ciò che i sondaggi mostrano, questo è molto grave e di più preoccupazione”.

“Penso che sia più preoccupante che Macri voglia minimizzare il valore della sovranità di un paese, che è ciò che consente a un paese di avere la sovranità economica e stabilire alleanze strategiche. È preoccupante ascoltare quello che ha da dire sulle relazioni internazionali ”

“Pretesa sovranità argentina sulle Isole Malvinas è una delle pochissime questioni su cui l’establishment politico, con sfumature diverse, quasi impercettibili e’ d’accordo. Ma i record possono essere sorprendenti e possono complicare la gente, e questa volta è stato il turno di Macri “, ha sottolineato l’ambasciatore Castro.

L’ambasciatore a Londra ha ricordato che nel 1997, Macri è stato intervistato sulla questione e la sua risposta ha sorpreso tutti. Ha minimizzato il reclamo e ha dichiarato: “Non ho mai capito le richieste di sovranità di un grande paese come il nostro. Non abbiamo un problema di spazio come Israele, ad esempio “.

Ma a quanto pare non si è fermato lì: in effetti come un uomo pro-business e fedele all’economia ortodossa, l’erede di un conglomerato industriale ha aggiunto: “per quanto ne so che costa un bel po ‘al Tesoro inglese per mantenere le Isole Malvinas “, così sara se sono recuperati per l’Argentina,” Malvinas diventerà un disavanzo aggiuntivo per i conti del paese “.

http://en.mercopress.com/2015/07/27/malvinas-past-statements-open-new-flank-for-buenos-aires-mayor-macri

REAZIONE:IL FRONTE ANTICOLONIALISTA REGIONALE DEL MERCOSUR E ANCHE QUELLO LATINOAMERICANO DELLA UNASUR AL DI LA DELLA RETORICA DELLE DICHIARAZIONI FORMALI SI HA SPEZZATO GIA(QUASI TUTTI COMMERCIANO CON GB)E DOPO LE LEZIONI FORSE ANCHE QUELLO INTERNO: A OTTOBRE SI VOTA E IL KITSCHNERISMO POTREBBE PERDERE.LA NUOVA ERA E LA SUAIMPORTANZA HA AVUTO RAGIONE,MALGRADO UN PAPA ARGENTINO.

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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO

-TITOLARE GOOGLE NEWS:

Papa Francesco: «Meno importanza alle preoccupazioni materiali, testimoniamo la solidarietà»

Il Messaggero  - ‎20 ore fa‎
«Gesù invita ad aprirsi ad una prospettiva che non è soltanto quella delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, del successo, della carriera». Così papa Francesco all’Angelus, in piazza San Pietro, commenta il Vangelo di Giovanni, «Voi
Papa: la fede non toglie la fame, ma è cecità spirituale preoccuparsi solo dei bisogni materiali
Papa Francesco » Gesù »

REAZIONE:FIDEL CASTRO NON LA PENSA COSI:APRE ALL’ODIATO NEMICO YANKEE,CLAMA CONTRO L’EMBARGO E PROSSIMAMENTE LO ATTENDE A LUI NELLA VISITA ALL’ISOLA

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-APPENDICE 2:IN VACANZA PER LA TERRA DEL PAPA FRANCISCO,E DI PIU….GUARDA

-SU LE MONDE:

Voyagez avec La Vie

Argentine, le pays du pape François

Créé le 30/01/2015 / modifié le 30/01/2015 à 16h34

Réactions 1     S’abonner
Argentine, le pays du pape François
Du 3 au 14 (ou 17) novembre 2015 : soit 12 jours à la découverte de l’Argentine, soit ce circuit avec une prolongation en Patagonie (15 jours).

Un pays à la conquête de son destin

Si l’Argentine fut profondément marquée par la colonisation espagnole puis les vagues migratoires du XIXe siècle, elle doit une partie importante de sa fierté aux Indiens calchaquis. Son peuple dynamique, hospitalier et inventif, après les longues années d’une terrible dictature et les plaies économiques du début de ce siècle, en a fait aujourd’hui la troisième puissance de l’Amérique latine. Son Église a donné un pape au monde.

Le pays des gauchos et du tango s’étend sur un immense territoire de la frontière brésilienne à la Patagonie, de la cordillère à la Pampa et à l’Atlantique. Venez découvrir ses habitants et la nature en majesté, des chutes du rio Iguazu, dues à « la colère d’un dieu », aux localités indiennes des « quebradas » de la région andine de Salta. À Buenos Aires, la plus européenne des capitales latino-américaines, vous rencontrerez des témoins du lourd passé de la dictature et du riche espoir d’aujourd’hui.

Ne manquez surtout pas, si vous le pouvez, l’escapade que nous vous proposons dans le parc national des Glaciers au coeur de la Patagonie. Les sommets enneigés de la cordillère, les glaciers, les lacs où glissent les icebergs en font un paysage inoubliable. On le dit un des plus beaux du monde.

Je vous souhaite une belle découverte.

Jean-Pierre Denis,directeur de la rédaction

P.S. : À l’occasion de son 70e anniversaire,
La Vie vous propose une série de voyages exceptionnels tout au long de l’année 2015. Nous vous attendons nombreux!

En compagnie de Jean-Claude Sauzet

Prêtre du diocèse de Saint-Denis, il a beaucoup parcouru les chemins de l’Amérique Latine du nord au sud, pour sa mission dans l’Église et par goût personnel. Il a vécu durant 9 ans dans le nord du Mexique. Il est actuellement aumônier national du CCFD Terre solidaire.
VOTRE VOYAGE

deux possibilités au choix, de Paris à Paris :

* le circuit seul,12 jours
LES CHUTES D’IGUAZU au Brésil et en Argentine – BUENOS AIRES et la Pampa SALTA : la Quebrada de Humahuaca, Purmamarca, le salar de Salinas Grandes, la Quebrada de Cafayate
* le circuit et une prolongation en Patagonie,15 jours
EL CALAFATE : croisière sur le lago Argentino, le glacier Perito Moreno
VOYAGER SOLIDAIRE
 À l’heure de la mondialisation, il s’agit de voyager autrement qu’en touristes pressés ou spectateurs et de prendre en compte la réalité de la vie quotidienne des hommes et des femmes du pays que nous visitons. Pour leur exprimer sa solidarité,La Vie verse 1 % du prix du voyage aux associations que nous rencontrons.
LESEXCLUSIVITÉS
DES RENCONTRES EXCEPTIONNELLES
Le centre Nueva Tierra
Le centre de la Nouvelle Terre travaille depuis 1989 avec des organismes de services et des groupes sociaux populaires à travers toute l’Argentine. Il anime un réseau de plus de 4 000 intervenants communautaires, favorise des projets d’accompagnement et la promotion d’actions à travers tout le pays. Il aborde tout à la fois l’éducation, la politique de formation, la pédagogie, les politiques publiques, le renforcement de la citoyenneté… Rencontre avec des responsables.
www.nuevatierra.org.ar
Les « Mères de la place de Mai »
Chaque semaine pendant neuf ans, de 1977 à 2006, les
Madres de la Plaza de Mayo ,ces mères dont les enfants ont disparu pendant la dictature, ont manifesté sur la place de Mai, pour tenter d’obtenir des nouvelles de leurs enfants. Les historiens et les intéressées évaluent à 30 000 le nombre de disparus. Plusieurs des fondatrices du mouvement ont été assassinées dès 1977 avec les religieuses françaises Léonie Duquet et Alice Domon.Nombre d’opposantes enceintes furent arrêtées et emprisonnées dans des centres clandestins.  À la naissance, les bébés étaient confisqués et donnés à des partisans du régime. Rencontre avec des responsables de l’association.
www.madres.org.ar
L’association Curas en la Opción por los Pobres
Dans la lignée de Saint François d’Assise, le pape François est un homme qui a voué sa vie à la défense des plus pauvres. En tant qu’archevêque de Buenos Aires, il a de nombreuses fois soutenu les Curas en la Opción por los Pobres les prêtres qui, animés pas la théologie de la libération, se consacrent à la pastorale des quartiers populaires et des bidonvilles. Rencontre à Buenos Aires avec une association qui les regroupe.
La Pachamama
Étroitement liée à la fertilité dans la cosmogonie andine, c’est la déesse-terre présente encore aujourd’hui dans certains endroits de l’ancien empire inca. La Terre-Mère est considérée comme un être vivant. Elle est à la base de tout : être vivants, végétaux, minéraux, textile, technologie…
 Avec l’arrivée du christianisme, la Pachamama a été remplacée par la Vierge Marie. Aujourd’hui, la tradition de l’offrande se pratique toujours. Dans les villages de la région de Salta en  Argentine, les habitants continuent leur dévotion à la Terre-Mère. Rencontre à Purmamarca.

Les rencontres et entretiens en préparation sont susceptibles de modification en fonction des impératifs de dernière minute des intéressé

-GAUCHO,ALLIEVAMENTO DI BESTIAME

-MATES,TANTI

Traditionnels bols matés

TROIS LIVRES À LIRE
* Bruno SUSANI,
Le Péronisme de Perón à Kirchner, Une passion argentine
, Éditions l’Harmattan, Paris, 2014
* Victoria DONDA,
Moi, Victoria, enfant volée de la dictature argentine,Robert Laffont, Paris, 2010
* Arnaud BEDAT,François l’Argentin, Le pape intime, raconté par ses proches

Pygmalion Histoire secrète, Paris, 2014

-BUENOS AIRES:LE QUARTIER DE LA BOCA

ARGENTINE
LE PAYS DU PAPE FRANÇOIS
VOTRE VOYAGE JOUR PAR JOUR
JOUR 1 – Mardi 3 novembre
PARIS – FOZ DE IGUAZU
Dans la soirée, envol de Paris à destination de Foz de Iguazu via Sao Paulo. Nuit en vol.
JOUR 2 – Mercredi 4 novembre
LES CHUTES D’IGUAZU
 Arrivée en début de matinée à Sao Paulo et envol à destination de Foz de Iguazu à la frontière du Brésil, de l’Argentine et du Paraguay (1 h 40 de vol). Le paisible rio Iguazu serpente dans la forêt tropicale, s’engage dans des chutes saisissantes avant de se jeter dans le rio Parana. Au terme d’un sentier, découverte des chutes du côté brésilien là où la vision est la plus spectaculaire.
JOUR 3 – Jeudi 5 novembre
LES CHUTES D’IGUAZU
Découverte des chutes du coté argentin, toutes proches de Puerto Iguazu. Un système de sentiers, d’escaliers et de balcons permet d’approcher au plus près des cascades. Un circuit supérieur passe au-dessus des chutes, un circuit inférieur permet de profiter de la vue latérale et de la partie inférieure. Parcours d’une partie des sentiers et passerelles. Vue depuis un belvédère de la Garganta del Diablo, la Gorge du Diable, une dépression impressionnante de 80 m de haut et 150 m de large, où s’écoulent avec fracas des milliers de litres d’eau au milieu de nuages de vapeurs irisés par des arcs-en-ciel. Observation de l’île San Martin rendue célèbre par le film Mission, palme d’or du festival de Cannes en 1986.
L’exubérance du rio Iguazu
Les chutes d’Iguazu, inscrites au patrimoine mondial de l’Unesco depuis 1984, comptent parmi les plus impressionnantes au monde. Leur puissance, leur taille et leur grondement sont uniques. Elles mesurent jusqu’à 73 m de hauteur et leur débit moyen est de 1750 m
à la seconde. Selon la légende, un guerrier guarani s’échappa en canoë avec une  jeune fille dont un dieu de la forêt était amoureux ; cela provoqua aussitôt la colère du dieu qui fou de rage ordonna l’effondrement du lit du rio. Les premiers Européens qui contemplèrent les chutes furent l’espagnol Alvar Nunez Cabeza de Vaca et son équipage en 1542, lors de la conquête de la région par les Conquistadors.La faune et la flore qui entourent les chutes sont exceptionnelles.
JOUR 4 – Vendredi 6 novembre
PUERTO IGUAZU – BUENOS AIRES

Dans la matinée, envol à destination de Buenos Aires, la troisième plus grande ville d’Amérique latine et aussi la plus européenne (2 h de vol). En 1516, le navigateur espagnol Juan Diaz de Solis découvre le Rio de la Plata avant d’être massacré par les Indiens. En 1536, Pedro Mendoza navigue de nouveau vers la région et bâtit Nuestra Senora De Santa Maria del Buen Aire. La ville sera refondée en 1580 per

Juan de Garay. En 1776, devenue la capitale d’un vice-royaume qui englobe Bolivie, Uruguay, Paraguay et Argentine, elle connaît une remarquable expansion. Les habitants descendent pour la plupart d’immigrés européens du XIXe siècle. Dans les années 1950, sous la houlette de Juan Perón, Buenos Aires est devenue l’une des plus riches métropoles de l’Amérique latine. Visite. Les quartiers centraux sont traversés d’immenses avenues, en particulier celle du 9 de Julio d’où surgit l’obélisque, puis l’avenida de Mayo. Les principaux événements marquants de la cité se déroulent sur la plaza de Mayo où trône la Casa de Gobierno, plus connue en raison de sa couleur rose vif, sous le nom de Casa rosada. Le quartier populaire et attachant de la Boca dont la rue Caminito est célèbre pour ses maisons aux couleurs vives. Dîner avec spectacle de tango dans un cabaret de la ville.
Les Gauchos, les hommes libres de la Pampa
Figures légendaires de l’Argentine, symboles de rébellion, de courage et de liberté face aux colonisateurs espagnols, les cowboys argentins appelés « Gauchos » sont inséparables de leurs chevaux. Désignant un peuple nomade, les gauchos étaient des créoles Indien-Espagnol, solitaires, vivants en marge de la société. Ils refusèrent longtemps de se sédentariser et de travailler avec les propriétaires occidentaux. En 1856, le gouvernement décida de vendre une partie des terres, et des propriétaires privés dépossédèrent les Gauchos de leur territoire. Forcés à se sédentariser, ils créèrent les premières estancias
. Ils se chargent du gardiennage des troupeaux.
JOUR 5 – Samedi 7 novembre
BUENOS AIRES – LA PAMPA – BUENOS AIRES
Route vers la pampa, cette immense plaine fertile essentiellement dédiée à l’élevage. Découverte du charmant village de San Antonio de  Areco. Fondé au début du XVIII esiècle, il est le berceau de la culture «  gaucha ». Nombre d’ateliers et de galeries mettent en exergue un artisanat raffiné du cuir et de l’argent. Visite du musée de Ricardo Guiraldes, le célèbre poète du monde gaucho. Découverte d’une estancia : dégustation du traditionnel « asado », le barbecue argentin, et visite du domaine.Retour à Buenos Aires. Continuation des visites. De belles demeures coloniales subsistent dans le quartier de San Telmo qui fut au XIXe siècle un quartier aristocratique. Considéré encore aujourd’hui comme le berceau du tango argentin, les rues pittoresques ont été la source d’inspiration pour beaucoup d’artistes.
Rencontre avec l’association des Curas en la opción por los pobres.
h 30 de route environ dans la journée.
JOUR 6 – Dimanche 8 novembre
BUENOS AIRES
Célébration dominicale à l’église Santa Cruz, une petite église du quartier de San Cristobal où se réunissaient les premières « Mères de la place de Mai », en compagnie des deux religieuses françaises  Alice Domon et Léonie Duquet. Les obsèques de ces deux dernières, assassinées par la junte, ont eu lieu dans la paroisse en 2005.
Journée d’échange et de rencontres, organisée avec le centre Nueva Tierra en compagnie d’associations et d’amis partenaires du CCFD Terre solidaire. Thèmes abordés : les droits de l’homme, l’éducation populaire, l’histoire du pape François…
Continuation des visites. Dans le quartier de la Recoleta, le foyer culturel et artistique de la ville, de somptueux caveaux, propriétés des plus puissantes familles argentines, émaillent le cimetière ouvert en 1822. Découverte de Nuestra Señora del Pilar, une église coloniale du XVIIIe siècle
Des années noires qui continuent à hanter l’Argentine
 Alors que plusieurs pays d’Amérique latine sont déjà gouvernés par les militaires, l’Argentine sombre à son tour dans la dictature. Le 24 mars 1976, une junte dirigée par le général Videla prend le pouvoir à Isabel Peron, et met en place une répression féroce. Les « Mères de la place de Mai » manifestent chaque semaine pour retrouver les « personnes disparues » et les « bébés volés » des mères prisonnières. Le nombre de morts et disparus pendant les sept années où les généraux ont dirigé le pays est estimé à 30 000 pour une population de 26 millions.
JOUR 7 – Lundi 9 novembre
BUENOS AIRES – SALTA
Envol à destination de Salta, dans le Nord-Ouest argentin au pied oriental de la cordillère des Andes (2 h 20 de vol). À quelque 1 200 m d’altitude, la ville semble vivre paisiblement dans un printemps éternel. La région était vers l’an 1 000 le domaine des Indiens calchaqui, puis plus tard demeura un temps dans l’orbite de l’empire inca. Fondée en 1582 par l’espagnol Hernando de Lerma dans un bassin entouré de pics verdoyants, la ville conserve une belle architecture coloniale. La population y parle encore le quechua. Visites : l’imposante cathé-drale néo-gothique du XIXe siècle face à la place centrale, l’église San-Francisco reconnaissable à sa couleur rouge…
JOUR 8 – Mardi 10 novembre
SALTA – LA QUEBRADA DE HUMAHUACA – PURMAMARCA
Départ matinal de Salta pour la Quebrada de Humahuaca ; classée au Patrimoine Mondial de l’Humanité par l’Unesco cette vallée longue et étroite creusée à 3 000 m d’altitude par le Río Grande est habitée par les indiens Coyas. Le canyon est spectaculaire avec ses roches multicolores. Les villages typiquement andins aux maisons en adobe semblent hors du temps. Arrivée à Purmamarca : le marché, l’église du XVIIe siècle au toit en bois de cactus et ses peintures de l’école de Cuzco… Arrêt à Tilcara : visite du musée archéologique et des vestiges précolombiens remarquablement restaurés de la forteresse. Découverte de la petite église d’Uquia et de ses chefs-d’œuvre coloniaux. Retour à Purmamarca.
Rencontre autour de « la Pachamama »
, la religion syncrétique de la région.
h 30 de route environ dans la journée
JOUR 9 – Mercredi 11 novembre
PURMAMARCA – SALINAS GRANDES – SALTA
Départ vers Salinas Grandes où l’on croise lamas et vigognes. Traversée d’une immense étendue de marais salants à 3 350 m d’altitude sur fond de Cordillère des Andes. La croute de sel de 525 km² s’est constituée il y a près de 10 millions d’année à partir d’un lac salé ; elle mesure jusqu’à 50 cm d’épaisseur. Le contraste entre le bleu du ciel et le blanc craquelé du sol est envoûtant. Retour à Salta dans un magnifique paysage, variant au gré de l’altitude.
h de route environ dans la journée.
JOUR 10 – Jeudi 12 novembre
SALTA – LA QUEBRADA DE CAFAYATE – TUCUMÁN – BUENOS AIRES
Route vers la Quebrada de Cafayate, un massif de grès et de schiste aux formations surréalistes ; le rio de la Conchas s’y est frayé un chemin dans les roches, sculptant l’un des sites naturels les plus spectaculaires du Nord-Ouest argentin ; les cactus candélabres y sont nombreux. Arrivée à Cafayate, une localité fondée en 1840. Les vignes les plus prestigieuses de l’Argentine y sont cultivées au pied des montagnes.Continuation vers le site historique des Indiens quilmès. Les ruines d’un village labyrinthique entouré de cactus racontent l’histoire de cette ethnie qui, venue du Chili pour échapper aux Incas, résista durant plus d’un siècle aux tentatives de conquête des Espagnols. Continuation pour Tucumán et envol en fin d’après-midi à destination de Buenos Aires (2 h de vol, arrivée tardive).

h de route environ dans la journée.

JOUR 11 – Vendredi 13 novembre
BUENOS AIRES – PARIS
Fin des visites, temps libre. Dans l’après-midi, envol à destination de Sao Paulo, puis continuation pour Paris. Nuit en vol.
JOUR 12 – Samedi 14 novembre
PARIS
Arrivée à Paris dans l’après-midi.
Prix par personne :
320€ TTC
Salinas Grandes La Quebrada de Cafayate (di seguito)

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VIRGOLETTE:
N’oublions jamais que le vrai pouvoir est le service, le pape doit (…) accueillir avec affection et tendresse l’humanité tout entière, spécialement les plus pauvres, les plus faibles, les plus petits.
Pape François
Dans l’homélie de l’inauguration de son pontificat, le 19 mars 2013
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JORGE MARIO BERGOGLIO
Né dans une famille d’émigrants piémontais de la capitale en 1936, Jorge Mario entre à 22 ans au noviciat de la Compagnie de Jésus.  Après des études de lettres au Chili et une maîtrise en philosophie, il enseigne la littérature et la psychologie. Ordonné prêtre en 1969 après de longues études de théologie, il fait profession perpétuelle chez les jésuites. Maître des novices, professeur de théologie, il est nommé provincial de la Compagnie. Après une thèse de doctorat en Allemagne, il se retrouve dans la ville argentine de Cordoba. En 1992, le pape Jean Paul II le nomme évêque auxiliaire de Buenos Aires. Six ans plus tard, il en est l’archevêque, primat d’Argentine. Devenu une référence de par ses prises de position lors de la crise économique qui a bouleversé son pays en 2001, il vise à réévangéliser la capitale. Élu pape en mars 2013 par ses pairs, Jorge Mario Bergoglio prend le nom de François.
CRISTINA FERNANDEZ DE KIRCHNER
Née en 1953 à La Plata dans la province de Buenos Aires, Cristina Fernández étudie à l’École des sciences sociales de l’université de la ville et milite dans la Jeunesse péroniste. En 1979, elle obtient le diplôme d’avocate et s’installe avec son mari à El Calafate en Patagonie afin d’échapper à la répression qui suit le coup d’État. En 1989, Cristina Fernández de Kirchner est élue députée de l’assemblée de Santa Cruz. En 1995, elle est élue sénatrice fédérale. En 2003, son époux remporte l’élection présidentielle. En 2007, elle lui succède dès le premier tour ; elle sera réélue en 2011 également au premier tour.
JORGE RAFAEL VIDELA
Né en 1925, Jorge Rafael est le troisième des cinq fils d’un colonel. Après avoir obtenu un diplôme du Collège militaire en 1944, il prend la direction en 1962 de l’Académie militaire. Général en 1971, il est nommé deux années plus tard chef d’État-major, puis en 1975, sous la présidence d’Isabel Perón, commandant en chef. En mars 1976, Videla s’empare du pouvoir. La junte restera en place  jusqu’en décembre 1983. Les militaires s’attaquèrent à tous les oppo-sants : 30 000 personnes disparurent, 500 centres de détention et de tortures furent créés, quelque 500 000 personnes s’exilèrent. Placé en résidence surveillée au retour de la démocratie, condamné à la prison à perpétuité en 1985, amnistié en 1989, Videla est de nouveau condamné à la prison à vie en 2010 ; il y meurt en 2013.
JUAN DOMINGO PERÓN
Né en 1895 dans la province de Buenos Aires, fils de fermier, Juan Domingo se forme dans les écoles militaires avant de progresser dans la hiérarchie. Admirateur de l’Italie fasciste des années 30, il en intègre les conceptions dans son idéologie marquée d’antilibéralisme et de nationalisme. Fondateur du justicialisme, une forme de populisme autoritaire, Juan Perón est « l’homme providentiel » de l’Argentine. Élu à la présidence de la République en 1946, il met en œuvre l’expérience justicialiste, dont les acquis sociaux sont entérinés par la Constitution de 1949. Proclamé « libérateur de la République » en 1951 au début de son second mandat, il dénonce les « marchands de la religion et l’oligarchie ensoutanée ». Excommunié en 1955, lâché par l’armée, il s’exile en Espagne. De Madrid, il continue à diriger ses partisans. Rentré en héros en Argentine en 1973, il est triomphalement réélu à la présidence.Il meurt en 1974.
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http://www.lavie.fr/famille/voyages/argentine-le-pays-du-pape-francois-30-01-2015-60034_420.php

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REAZIONE:QUESTO PAESE IO LO CONOSCO BENE.HO VISSUTO IN BUENOS AIRES PER UN ANNO.LI HO FATTO IL PSICHIATRA IN MOLTE DELLE SUE CLINICHE PRIVATE PIU IMPORTANTI ED ESCLUSIVE(SOLO PER RICCHI MILIARDARI DI TUTTA LATINOAMERICA),E IN UNA DI LORO HO FATTO IL DIRETTORE TECNICO.E’ UN GRANDE PAESE “EMERGENTE” MA RICCO IN PETROLEO,MATERIE PRIME E RISORSE NATURALI IN GENERE.

-LA MIA CANZONE ARGENTINA PREFERITA:

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*4 AGOSTO 2015:RENZI CADRA SENZA PENA NE GLORIA

-TITOLARE GOOGLE NEWS:

Renzi ce litalia che ci prova e quella che si lamenta solamente

Palermomania.it  - ‎3 ore fa‎
«Ci sono due Italia: una che ci prova e una che si lamenta solo». A dirlo è il premier Matteo Renzi che, dal Giappone, torna a parlare dell’Italia e risponde ancora a Saviano e a chi lo accusa di non aver fatto nulla per il Sud. «Certo c’è tanto da
Matteo Renzi »

REAZIONE:IL “GOVERNO” GOLPISTA DI RENZI(PIU NCD,FI E LEGA,LE COSI DETTE LARGHE INTESE ) NON HA ANCORA DECOLLATO.LE POCHE COSE FATTE HANNO FALLITO ED E’ BOCCIATO DENTRO E FUORI(EUROPA,MERCATI,CENTRI FINANIERI,ECC).

PER DECOLLARE DOVREBBERO PASSARE LA RIFORMA COSTITUZIONALE E LA LEGGE ELETTORALE ITALICUM,COSA IMPOSSIBILE PERCHE SI VOTERANNO.E I VOTANTI DI RENZI SONO SPARITI COME DIMOSTRANO GLI ULTIMI TEST ELETTORLI,ALTRO CHE 40 PER CENTO.

INSOMMA RNZI NON HA PIU APOGGI NE DENTRO NE FUORI.

QUANDO CADA TUTTO QUANTO FATTO DA RENZI SE NON HA GIA FALLITO COME LA RIFORMA DEL LAVORO(JOBS ACT) E LA CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO, SARA ABOLITO,E QUELLO CHE FARA IN FUTURO LO STESSO.

L’ITALIA,COME CON LETTA,SOLTANO HA PERSO UN ANNO DI TEMPO.E QUANTO PRIMA CI DECIDIAMO DI SFRATTARLO MEGLIO SARA PER TUTTI GLI ITALIANI VERI.

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-ANCHE TU NON CI CREDA

-SU LA STAMPA:

Contro le leggi della fisica cavalca le onde in moto

7 AGOSTO 2015:PUNTUALIZAZZIONI SUL WINDOWS 10

NON OSTANTE HO ANNUNCIATO PUBBLICAMENTE CHE NON AVREBBE ADOTTATO IL SISTEMA OPERATIVO WINDOWS 10 FINALMENTE HO FATTO OPZIONE PER INSERIRLO NEL MIO NETBOOK.PERO VORREI FARE ALCUNE PUNTUALIZAZIONI.

1-PRESTO PER DARE UNA MIA OPINIONE COMPLESSIVA.

SEMBRA AVERE DELLE NOVITA INTERESSANTI COME IL SUO NUOVO MOTORE DI RICERCA EDGE CHE HA VENUTO A SOSTITOIRE IL VECCHIO(E VOLUTO)INTERNET EXPLORER.

2-UNA CRITICA IMPORTANTE E GRAVE:AVEVO IN FUNZIONE IL SISTEMA OPERTIVO WINDOWS 7 MODALITA STARTER.QUESTO SISTEMA OPERATIVO E’ POSSIBILE ATTIVARLO SOLO IN SUDAMERICA E,OVVIAMENTE,IL SUO LINGUAGGIO DA MOSTRARE E’ LO SPAGNOLO.DOPO ATTIVATO LO PUOI USARE OVUNQUE COMPRESA L’ITALIA,FERMO RESTANDO LA SUA LINGUA DA MOSTRARE.PENSAVO CHE CON WINDOWS 10 QUESTA DIFICOLTA VERREBBE SUPERATA E INVECE NO,PURE IL WINDOWS 10 SE LO CAMBI PER IL WINDOWS 7 STARTER PUOI ATTIVARLO SOLO IN SUDAMERICA E LA SUA LINGUA DA MOSTRARE RESTA LO SPAGNOLO.QUESTA E’ UNA GRAVISSIMA DIFFICOLTA.VEDI,IO ATTUALMENTE E MOMENTANEAMENTE SONO IN SUDAMERICA PER UN BREVE PERIODO DI TEMPO,”IN TRANSITO”(METTIAMOLA COSI)PRIMA DI TORNARE,E HO POTUTO SCARICARE,CIO’E’ ATTIVARE WINDOWS 10 DIRETTAMENTE,MA SE FOSSE STATO IN ITALIA NON AVREBBE POTUTO PASSARE DA WINDOWS STARTER A WINDOWS 10 DIRETTAMENTE DAL SITO DI MICOROSOFT COME STA SUCCEDENDO IN TUTTO IL MONDO.

AVREI DOVUTO A-QUIS-TAR-LO APPARTE NEL COMMERCIO,O VIAGGIARE IN SUDAMERICA PER ATTIVARLO DIRETTAMENTE.

QUINDI NON E’ DEL TUTTO VERO CHE WINDOWS 10 VIENE OFFERTO IN MODO GRATUITO E UNIVERSALE.QUESTA E’ UNA GRAVE MANCANZA E DISCRIMINZIONE CHE FAVORISCE LA LINGUA SPAGNOLA.

3-MALGRADO QUESTO,E IL SUO APOGIO AL “DIGITAL VENEZIA” DEL GOLPISTA RENZI,MICROSOFT OGGI RESTA IL PRINCIPALE INTERPRETE DEI MIEI CONCETTI DELLA NUOVA ERA A QUI SI HA CONVERTITO COMPLETAMENTE RIPARANDO QUEL INIZIALE RIFIUTO DELLE MIE TESI PRESENTATE NEL CONCORSO DI MICROSOFT PER INNOVATORI A MONDEVIDEO NEL LONTANO FINE ANNI NOVANTA DEL SECOLO SCORSO.E LI SONO RICONOSCENTE.

4-LE CRITICHE DI MOZZILA FIREFOX SU CHE WINDOWS 10 DIFFICOLTA L’IMPOSTAZIONE PREDEFINITA DI QUESTO BROWSER SU WINDOWS 10 SONO PRIVE DI FONDAMENTO.

INVECE SI E’ VERO CHE MOZILLA HA SPIAZZATO VIA IL MIO BROWSER PREFERITO “AURORA” PRETENDENDO RIMPIAZZARLO PER UNA VERSIONE DI FIREFOX SENZA “MEMORIA” COSA CHE NON HO ACETTATO PERCHE ALLA MEMORIA LE MIE PUBBLICAZIONI NON RINUNCIANO,E LA RIVINDICO ADESSO.ALLO STESSO MODO CHE  NON ADERISCO AL “DIRITTO ALL’OBLIO” ACETTATO DA GOOGLE.IL DIRITTO ALL’OBLIO E DIRITTO AL HACKERAGGIO E ALLA VIOLAZIONE DELLA PROPIETA INTELLETUALE NON CHE ALLA VIOLAZIONE DELLA LIBERTA DI ESPRESSIONE.

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8 AGOSTO 2015:E CHI VUOLE CAMBIARE QUESTA COSTITUZIONE’?

-TITOLARE DEL CORRIERE DELLA SERA:

DDL RIFORME, GLI EMENDAMENTI SONO 513.450

Fronte per tornare al Senato elettivo

Ribelli Pd-opposizione, sì oltre quota 160 Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi

Dalla minoranza dem presentati
17 emendamenti.
Sì al Senato elettivo anche da M5S, FI e Lega. Calderoli: pronte 6,5 mln di modifiche

Ma il premier Renzi assicura: «La maggioranza non è mai mancata
e mai mancherà»

Napolitano e le riforme: «Sul Senato non si torni indietro»

REZIONE:VI VOGLIO FARE PRESENTE ANCORA UNA VOLTA CHE IN MATERIA DI SISTEMA ELETTORALE E DI CARTA MAGNA LA NUOVA ERA “COMMANDA”:PER DECISIONE DELLA GIUSTIZIA IL SISTEMA ELETTORALE LEGALE ATTUALE E’ UNO PROPORZIONALE.

E VI FACCIO PRESENTE ANCHE CHE LA COSTITUZIONE ATTUALE,NATURALMENTE,INCLUDE IL SENATO ELETTIVO.

MA GUARDANDO QUESTA  BOSCHI E IL SUO FRONTE OPPOSITORE SI CAPISCE PERCHE C’E’ CHI LA VUOLE CAMBIARE.MA SARA COSA IMPOSSIBILE PERCHE IL POPOLO ITALIANO NON VOTERA MAI QUESTA RIFORMA FEDERALISTA,TERRORIFICA ED EVERSIVA,VIVONO DI SPALLE ALLA REALTA,IN UNA “NUVOLA”.

-OFF THE RECORD:AH…!DALLA BOSCHI IN QUESTA FOTO CIO CHE MI HA COLPITO  SONO GLI OCCHIALI.SONO ALLA’ANTICA, ALLA BETTY DAVIS COME QUELLI CHE USO IO…….IO E KIM KARNES,VEDI VIDEO DI SEGUITO.

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(LA BOSCHI E COMPAGNIA BELLA LA SMETTANO DI INTROMETTERSI FRA DI NOI)

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9 AGOSTO 2015:GIORNATA INTERNAZIONALE DEL GATTO

lemonde.f
Chat, plomberie ou résistance : comment se décide une « Journée de »

Le Monde.fr | 07.08.2015 à 11h06, Mis à jour le 08.08.2015 à 11h11 | Par Pierre Breteau

Un chaton mis en scène sur un terrain de baseball, à New York.
Un chaton mis en scène sur un terrain de baseball, à New York. Marc Lemoine / AP

Samedi 8 août, nous célébrons – nous et tout le peuple d’Internet – la Journée internationale du chat. Née en 2002 – mais pas du fait du Fonds international pour la protection des animaux (International Fund for Animal Welfare, IFAW) comme on peut le lire ça et là –, elle a tout de même une concurrente strictement états-unienne le 29 octobre – sponsorisée, elle, par une marque de litière.

Cette journée internationale consacrée à l’animal préféré des Décodeurs est aussi une des nombreuses journées « non-officielles » célébrées chaque année, à l’instar de celle de la bière, des contes, des gauchers ou de la plomberie.

S’il est possible d’en recenser des centaines, toutes ces « journées de…» n’ont pas la même valeur. Ainsi, les Nations unies en décrètent ou en soutiennent un certain nombre, comme la Journée internationale dédiée à la mémoire des victimes de l’Holocauste le 27 janvier, la Journée du climat, le 23 mars, ou celle des toilettes, le 19 novembre.

Des femmes indiennes  participent au Festival International des toilettes, à New Delhi le 18 novembre 2014, la veille de la Journée mondiale des toilettes dont  l'objectif est de sensibiliser le grand public aux questions d'hygiène.
Des femmes indiennes participent au Festival International des toilettes, à New Delhi le 18 novembre 2014, la veille de la Journée mondiale des toilettes dont l’objectif est de sensibiliser le grand public aux questions d’hygiène. ROBERTO SCHMIDT / AFP

Comment se décrète une journée thématique ?

Au sommet de la liste des journées les plus « célébrées », il y a donc celles proclamées par l’Organisation des Nations unies (ONU). Dans ce cas précis, elles sont déterminées très officiellement par l’Assemblée générale de l’ONU, comme cela a été le cas pour la Journée internationale du bonheur proclamée par la résolution 66/281 du 28 juin 2012, qui en fixe la célébration au 20 mars de chaque année.

Pour une journée nationale, en France, le fonctionnement est semblable : il faut passer par une loi ou un décret. Ainsi, la dernière créée, la Journée nationale de la résistance, le 27 mai, a été votée le 19 juillet 2013.

A l’échelle européenne, elles sont par exemple déterminées par les chefs de gouvernement réunis – comme cela fut le cas pour la Journée de l’Europe, célébrée le 9 mai depuis 1985. Certaines, comme la Journée européenne du souvenir (auparavant appelée Journée européenne de commémoration des victimes du stalinisme et du nazisme) ou celle du consommateur, ont été créées à l’initiative du Parlement européen ou de la Commission.

Le Conseil de l’Europe – à ne pas confondre avec l’Union européenne (UE) – en prescrit certaines également, comme la Journée européenne des langues, dont la promotion va jusqu’à l’Oural ou la Turquie, ou celle de la protection des données dont l’initiative a été relayée par l’UE.

Le pape aussi décrète ses journées mondiales. Ainsi, le quatrième dimanche de Pâques (le 26 avril en 2015) est la Journée mondiale de prière pour les vocations, le 11 février est celle des malades – créée par Jean-Paul II. La Journée mondiale des veuves est, elle, une initiative de l’ONU.

Le pape François au Vatican, le 4 août. La Journée mondiale de prière pour les vocations a été proposée par l'Eglise catholique en 1964.  Elle est célébrée le quatrième dimanche de Pâques.
Le pape François au Vatican, le 4 août. La Journée mondiale de prière pour les vocations a été proposée par l’Eglise catholique en 1964. Elle est célébrée le quatrième dimanche de Pâques. FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Il existe aussi certaines journées décrétées par des associations ou des personnes physiques, comme la journée anti-Tafta (Transatlantic Free Trade agreement, le grand marché transatlantique), proposée par le collectif Stop Tafta le 18 avril.

Comment s’impose-t-elle ?

Lorsqu’une journée est promue par un Etat, la loi qui l’accompagne prévoit des événements voire un budget pour favoriser la promotion de la journée de commémoration. C’est le cas par exemple pour la Journée nationale commémorative de l’appel historique du général de Gaulle à refuser la défaite et à poursuivre le combat contre l’ennemi, le 18 juin dont le décret précise que « chaque année, des cérémonies officielles sont organisées aux niveaux national et départemental ». Il n’en est pas de même de l’appel du 18 Joint du Circ qui, le même jour, demande la légalisation du cannabis.

Lorsqu’elle fait son chemin sur Internet, son succès est darwinien, comme pour la Journée internationale de la bière qui permet aux internautes de placer gifs animés, bons mots et anecdotes éthyliques.

Parfois, comme dans les pays totalitaires, elle est obligatoire ; la Corée du Nord fête chaque 16 février la « journée de l’étoile brillante », qui célèbre la naissance de l’ancien dirigeant Kim Jong-il mort en 2011.

Combien y a-t-il de journées ?

La République française reconnaît officiellement 13 journées nationales consacrées pêle-mêle « à la mémoire de l’esclavage », « à la réflexion sur le don d’organe et la greffe et de reconnaissance envers les donneurs » ou « à la mémoire des victimes des crimes racistes et antisémites de l’Etat français et d’hommage aux Justes de France ».

Côté ONU, on en dénombre 127, allant de la Journée des gens de mer à celle de la vie sauvage, en passant par celle de la terre nourricière ou de la langue russe. En marge de celles-ci, proclamées par résolution, les agences internationales comme l’Unesco en décrètent aussi : la journée internationale de la fin de l’impunité pour les crimes commis contre des journalistes, celle de l’alphabétisation ou celle de l’océan. Il existe des ponts entre institutions internationales ; ainsi la journée mondiale de lutte contre le Sida a-t-elle été instituée par l’Unesco, soutenue par l’OMS puis reconnue par les Nations unies.

Le site participatif journée-mondiale.com dénombre 402 journées thématiques. Autant dire qu’il y a du chevauchement certains jours entre célébrations, d’autant qu’il est très probable que cette recension en « oublie » certaines.

Peut-on supprimer une journée ?

Lorsqu’une journée a été décrétée par un Etat ou une institution, c’est aussi « simple » que d’en créer une : un décret ou une loi le permettent. Si nous n’en avons trouvé aucun exemple, en revanche, l’Assemblée ou le Sénat ont déjà utilisé la loi pour modifier des dispositions concernant des journées commémoratives.

Lorsqu’une journée est née d’une initiative associative ou citoyenne, son existence dépend plus simplement du suivi de ses créateurs. Pour la Journée de la bière, il peut suffire d’oublier de renouveler l’hébergement de son site : www.internationalbeerday.com, dont la 8e édition devait se tenir le vendredi 7 août 2015, est inerte depuis un an après avoir été active cinq années durant, de 2009 à 2014.

La mort d’une journée internationale peut aussi être le fait d’un « ayant droit ». Ainsi en 2013, Ferrero a enjoint les organisatrices italiennes de la Journée mondiale du Nutella à fermer leur site consacré à l’événement. La marque n’a manifestement pas goûté l’initiative.

 http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2015/08/07/journee-du-chat-de-la-plomberie-ou-de-la-resistance-comment-ca-marche_4715665_4355770.html
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26 luglio 2015
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26 LUGLIO 2015:LA NUOVA ERA DOMINA

-NOTA 1:

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-SU LE MONDE:

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Le référendum sur le « Brexit » pourrait avoir lieu en juin 2016
David Cameron, le 20 juillet à Birmingham.

David Cameron, le 20 juillet à Birmingham. PAUL ELLIS / AFP

Le premier ministre britannique David Cameron a l’intention de fixer à juin 2016 le référendum qu’il s’est engagé à convoquer sur l’appartenance de la Grande-Bretagne à l’Union européenne, affirme le journal Independent on Sunday.

Lire aussi : David Cameron contre le reste de l’Europe

Une porte-parole de Downing Street, les services du premier ministre, a refusé de commenter l’article de l’Independent. Le journal assure que le chef du gouvernement compte annoncer la date du référendum pendant la conférence annuelle de son Parti conservateur en octobre. Il n’a pas été possible d’obtenir immédiatement une réaction du Parti conservateur.

Le ministre des finances à Paris

M. Cameron a promis aux Britanniques de renégocier les termes de l’appartenance de la Grande-Bretagne à l’UE avant de convoquer un référendum sur le sujet d’ici à la fin de 2017. Le ministre britannique des finances George Osborne commence une visite à Paris pour tenter d’obtenir un soutien français aux propositions de réformes de l’UE avancées par Londres.

Lire aussi : « Brexit » : les arrière-pensées de la France

Le gouvernement conservateur de M. Cameron a annoncé qu’il ferait campagne pour la poursuite de l’appartenance de la Grande-Bretagne à l’Union européenne, mais il réclame des réformes portant notamment sur la capacité des citoyens d’autres pays de l’UE à obtenir des aides sociales en Grande-Bretagne, sur des pouvoirs accrus de Londres et sur la possibilité de s’exempter d’une plus grande intégration politique éventuelle.

Une « opportunité » pour « l’ensemble de l’UE »

« Le référendum en Grande-Bretagne est une opportunité pour la cause des réformes dans l’ensemble de l’UE », doit déclarer M. Osborne dans un discours prévu à cette occasion, dont des extraits ont été diffusés à l’avance. M. Osborne souhaite que l’UE devienne « plus compétitive et plus dynamique afin de faire en sorte qu’elle fournisse prospérité et sécurité à tous ».

Selon l’Independent on Sunday, l’actuelle crise grecque et la possibilité que la Grèce quitte la zone euro ont joué un rôle dans la décision de M. Cameron de convoquer le référendum britannique plus tôt que prévu. Les premières dispositions législatives préalables à la convocation du référendum ont été prises en juin, mais elles doivent encore être approuvées par la Chambre des lords.

 http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/07/26/le-referendum-sur-le-brexit-pourrait-avoir-lieu-en-juin-2016_4698979_3214.html
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REAZIONE:LA NUOVA ERA C’ENTRA(E ANCHE LA MAGNA GRECIA)
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-NOTA 2:

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-SU LE MONDE:

lemonde.fr
Berceau de Nokia en Finlande, la ville de Salo sinistrée par les licenciements

Le Monde.fr | 23.07.2015 à 14h36 , Mis à jour le 23.07.2015 à 17h26 | Par Romain Geoffroy (Salo, envoyé spécial)

L’ancien centre de développement de Nokia à Salo, racheté il y a un an par Microsoft, va fermer. 1 100 postes d’ingénieurs sont ainsi menacés.
L’ancien centre de développement de Nokia à Salo, racheté il y a un an par Microsoft, va fermer. 1 100 postes d’ingénieurs sont ainsi menacés. Le Monde.fr

La zone industrielle de Salo semble presque abandonnée. Le vaste parking qui fait face à l’ancienne usine Nokia est quasiment vide. Quelques vélos sortent bien de temps à autre du bâtiment réinvesti par Microsoft, mais pour combien de temps ? Les 1 100 ingénieurs qui travaillent ici savent qu’ils vivent leurs derniers mois sur le site, qui était auparavant l’ancien centre de développement de Nokia.

Le logo de la marque finlandaise n’apparaît même plus sur la façade, remplacé par un logo américain après le rachat en avril 2014 de la branche mobile par Microsoft. Il y a encore huit ans, près de 5 800 personnes travaillaient pour Nokia dans cette ville de 54 000 habitants. Le contexte a radicalement changé, alors que Microsoft (qui vient d’annoncer la plus importante perte trimestrielle de son histoire) a révélé début juillet vouloir restructurer ses activités dans le mobile, passant par la suppression de près de 7 800 postes dans le monde.

Lire aussi : Microsoft prend acte de son échec dans le mobile et licencie 7 800 personnes

Hausse spectaculaire du chômage

Dans la petite ville du sud-ouest finlandais, le chômage a considérablement augmenté, passant en huit ans de 6 % à 15 %
Dans la petite ville du sud-ouest finlandais, le chômage a considérablement augmenté, passant en huit ans de 6 % à 15 % Le Monde.fr

De son côté, l’économie finlandaise a déjà beaucoup payé les frais de la chute de Nokia dans le marché du mobile depuis l’apparition de l’iPhone d’Apple en 2007. Longtemps, la Finlande et ses 5,4 millions d’habitants ont été dépendants du fleuron national. Au début des années 2000, la société a représenté jusqu’à 4 % du produit intérieur brut (PIB) et réalisait à elle seule plus de 25 % des exportations nationales.

Salo, ex-laboratoire miniature de Nokia, connaît mieux que personne les dangers d’une telle dépendance. C’est dans cette ville du sud-ouest de la Finlande que le premier modèle de téléphone mobile de la marque a été conçu à la fin des années 1980. Le site de Salo était alors l’un des poumons de l’économie locale. En 2015, l’entreprise a complètement déserté la ville. Seuls les habitants défient la tendance mondiale du marché des mobiles en arborant fièrement leur Nokia.

Antti Rantakokko, maire depuis 2009 de cet ancien « Nokialand », évoque difficilement les chiffres tant ils sont dramatiques. Depuis le départ de Nokia, en 2012, le chômage a considérablement augmenté dans la ville, passant en huit ans de 6 % à 15 %, contre 10 % dans tout le pays. Les finances municipales ont elles-mêmes subi de grosses pertes : avant le départ de Nokia, les recettes fiscales prélevées sur les entreprises atteignaient les 60 millions d’euros, elles sont aujourd’hui en dessous de 10 millions. « Pour palier cette baisse de revenus, on a dû fermer des écoles et d’autres services publics, regrette le maire. Des congés sans solde ont été imposés et on a surtout diminué le personnel par des départs à la retraite non remplacés dans les services municipaux. »

Solidarité entre les habitants

Maija Lehtinen est préoccupée par le sort de son mari. Licencié par Nokia il y a trois ans, il avait finalement été réembauché par Microsoft.
Maija Lehtinen est préoccupée par le sort de son mari. Licencié par Nokia il y a trois ans, il avait finalement été réembauché par Microsoft. Le Monde.fr

Maija Lehtinen ne cache pas son inquiétude face à ces nouveaux licenciements. La restauratrice de 31 ans est particulièrement préoccupée par le sort de son mari. Licencié par Nokia il y a trois ans, il avait finalement été réembauché par Microsoft. Aujourd’hui, l’histoire se répète. Son restaurant, lui, survivra. Elle pense avoir passé le pire. Avant le départ de Nokia, les cadres de l’entreprise affectionnaient particulièrement le décor moderne de son établissement, le Ravintola Salon Seurahuone, et n’hésitaient pas à y organiser des dîners d’affaires. « On a vite compris qu’il faudrait se diversifier après la fermeture de l’usine, explique la jeune femme, l’une des rares dans la ville à utiliser… un iPhone. Alors on est également devenus traiteurs et on essaye de se tourner vers les fêtes familiales en remplacement des dîners d’affaires. »

Les habitants ont rapidement pesé les conséquences gravissimes qu’aurait le départ du champion déchu des télécoms, alors ils se sont serré les coudes. Preuve de solidarité pour Maija Lehtinen, « ils ont plus tendance à se tourner vers les commerces de proximité qu’avant ».

Sur la place du marché à Salo, une quinzaine d’étals doivent se serrer autour de la piste cyclable centrale.
Sur la place du marché à Salo, une quinzaine d’étals doivent se serrer autour de la piste cyclable centrale. Le Monde.fr

A quelques encablures de la mairie, une quinzaine d’étals se serrent autour de la piste cyclable qui traverse la place du marché. Certains marchands semblent peu affectés par la situation actuelle. « On parle toujours de Salo quand Nokia, ou maintenant Microsoft, licencie », s’insurge Lida Laine derrière son stand de fruits et légumes. La jeune fille de 25 ans a grandi à Salo, elle travaille aujourd’hui dans un supermarché, en attendant de reprendre ses études :

« Il y a plein d’autres chômeurs dont on ne parle jamais ici, je vois bien au magasin par exemple, il y a de plus en plus de clients qui viennent faire les courses munis d’une calculatrice. »

Avant d’être réembauché par la firme Microsoft, Timo Rouvali, représentant syndical (Pro) et ingénieur, avait travaillé plus de vingt ans chez Nokia. Comme la plupart de ses collègues, il savait bien que ça ne durerait pas, le déclin des mobiles au logo bleu était déjà bien entamé. Le quadragénaire ne cache pas son amertume : « On est d’autant plus déçu par l’annonce de ces licenciements qu’au moment du rachat de Nokia, la direction de Microsoft avait assuré qu’elle laisserait jusqu’à fin 2016 pour voir les résultats. Là, mi-2015, on nous abandonne sans même nous avoir laissé une chance. »

« On savait qu’il y aurait de la casse »

Timo Rouvali a travaillé plus de 20 ans chez Nokia à Salo avant le départ de la firme finlandaise, il est aujourd'hui ingénieur et représentant syndical sur ce même site, détenu par Microsoft.
Timo Rouvali a travaillé plus de 20 ans chez Nokia à Salo avant le départ de la firme finlandaise, il est aujourd’hui ingénieur et représentant syndical sur ce même site, détenu par Microsoft.

Aujourd’hui, la mairie cherche activement une entreprise qui voudrait réinvestir les lieux. Toute l’équipe municipale a d’ailleurs interrompu ses vacances pour trouver un remplaçant à Microsoft. Après l’annonce des licenciements, le premier ministre s’est rendu sur place pour assurer que le gouvernement ferait tout ce qui est en son possible pour faire revenir les entreprises dans la ville, alors le maire feint d’être confiant.

Pour M. Rantakokko, la situation est en tout cas moins dramatique qu’il y a trois ans, quand les ouvriers peu qualifiés de l’usine avaient perdu leur emploi. « Aujourd’hui, ce sont des ingénieurs qui risquent d’être licenciés, c’est tragique mais ils sont qualifiés et je ne doute pas qu’ils puissent retrouver un emploi », confie l’édile. Ces annonces faites par Microsoft début juillet, il s’y attendait un peu. « On savait qu’il y aurait de la casse, on voyait bien que la part de marché de Microsoft dans les smartphones n’allait pas en s’améliorant, regrette-t-il. On s’attendait à des licenciements, mais pas à ce que tout le site ferme. »

Les négociations entre les syndicats et la direction ne font que commencer. Mais le fait que Microsoft plie bagage ne fait plus de doute. Contactée par Le Monde, la firme américaine n’a pas souhaité faire de commentaire à ce stade des discussions. Selon le syndicat Pro, près de 200 personnes sur les 1 100 employés pourraient être mutées sur le site d’Espoo, en banlieue d’Helsinki, où l’entreprise d’informatique est toujours présente. « Il s’agit d’ingénieurs très qualifiés qu’on ne trouve pas ailleurs », signale Timo Rouvali. Natif de Salo, il craint pour sa part de devoir quitter la ville : « Ceux qui se retrouveront sans emploi devront sûrement partir, le chômage est trop important ici. » Déménager, cela signifierait vendre sa maison. Mais le marché immobilier ne se porte pas à merveille. « Je me demande qui voudra encore acheter ici. »

Lire aussi : Nokia, de retour (ou presque) dans les smartphones

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http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/07/23/berceau-de-nokia-en-finlande-la-ville-de-salo-sinistree-par-les-licenciements_4695593_3234.html
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-REAZIONE:LA CADUTA  DI NOKIA,IL GRANDE MARCHIO FINLANDESE,E’ OPERA DELLA NUOVA ERA.
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-NOTA 3:
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-SU LA REPUBBLICA:
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Microsoft conferma: taglierà altri 7.800 posti lavoro

Sarà coinvolta anche la divisione telefonia che lo scorso anno era stata acquistata per 7,2 miliardi da Nokia. Il mese scorso si era già dimesso l’ex ad del gruppo finlandese
08 luglio 2015

Microsoft conferma: taglierà altri 7.800 posti lavoro
(afp)

MILANO – Microsoft annuncia la riduzione di 7.800 posti lavoro, la maggior parte nella sua divisione di telefonia: sarà quindi coinvolto anche il comparto smartphone rilevato lo scorso anno per 7,2 miliardi da Nokia. Redmond ha dunque confermato le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni secondo cui la società sarebbe stata pronta ad annunciare una nuova ondata di licenziamenti. I tagli confermati oggi, infatti, sono in aggiunta ai 18mila esuberi pianificati l’anno scorso. La compagnia al momento impiega oltre 118 mila persone a livello mondiale.

I licenziamenti arrivano alla vigilia del lancio, il 29 luglio, di Windows 10, il primo sistema operativo multipiattaforma per computer, smartphone e tablet con cui Microsoft punta ad attrarre gli sviluppatori di app e a rilanciarsi nel mercato ‘mobile’, dove la casa di Redmond continua a perdere quote di mercato a vantaggio delle piattaforme iOS di Apple e Android di Google. Il mese scorso Stephen Elop, ex Ceo di Nokia diventato top manager di Microsoft nella divisione mobile dopo l’acquisizione, ha annunciato l’abbandono della compagnia.

Sempre il mese scorso Microsoft ha reso nota la cessione ad Aol delle attività pubblicitarie online, e la vendita a Uber di parte delle sue attività nelle mappe. La mossa è l’ennesima con cui l’amministratore delegato Satya Nadella mostra la sua volontà di ritirarsi dalle attività con performance deboli per rendere Microsoft più concentrata su quelle strategiche.

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http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/07/08/news/microsoft_conferma_tagliera_altri_7_800_posti_lavoro-118632486/
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-REAZIONE:IL DOMINIO DELLA NUOVA ERA,E LA VERITA SCIENTIFICA,SI ESTENDE ALL’ITALIA MALGRADO CERTI ACCORDI DI MICROSOFT CON RENZI.MA LUI E’ LA COSIDETTA GENERAZIONE TELEMACO(BUFFONATA)SARA  SCONFITTA.VEDI NOTA DI SEGUITO.
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-NOTA 4:
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-SU LA REPUBBLICA.
Educazione digitale nelle scuole, è polemica sul patto tra Miur e Microsoft
Educazione digitale nelle scuole, è polemica sul patto tra Miur e Microsoft

Un accordo siglato tra il Ministero dell’istruzione e della ricerca e l’azienda Usa prevede dei corsi di formazione gratuiti organizzati dal colosso hi-tech a dirigenti scolastici, docenti e alunni. Ma la partnership non piace al mondo italiano del software libero. Ecco perché

di ROSITA RIJTANO

29 maggio 2015

UN accordo per promuovere l’educazione digitale tra i banchi di scuola. A firmarlo, da un lato, c’è il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca che si impegna a recepire le priorità dettate dal documento La Buona Scuola, cioè “il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’innovazione”; dall’altro c’è Microsoft, il colosso hi-tech statunitense tra le cui mani dovrebbe passare l’istruzione informatica di alunni e docenti. Una partnership che però non piace (“Si tratta solo di una strategia commerciale”) al mondo italiano del software libero. Spiega Italo Vignoli, presidente della Document Foundation, l’organizzazione no-profit fondata per lo sviluppo di sistemi operativi open source: “La colpa non è di Microsoft, che fa il suo lavoro e porta avanti i suoi interessi, ma del Ministero. Per correttezza, avrebbe dovuto fare un’informazione trasversale su questi temi, dove esistono più voci, meritevoli di un identico spazio. E non firmare un’intesa con un’unica azienda”.Più nel dettaglio, il testo pubblicato lo scorso 15 maggio definisce alcuni impegni reciproci. Il Miur deve sponsorizzare ogni attività organizzata nell’ambito del programma attraverso Protocolli in Rete: il portale online dedicato ai patti stipulati tra le scuole e le fondazioni private. Con l’obiettivo di migliorare la dotazione tecnologica dei nostri istituti. In cambio, la multinazionale fondata da Bill Gates ha il compito di preparare dei corsi di formazione per dirigenti scolastici, insegnanti e studenti. Certo, tutti gratis. E senza prevedere alcun tipo di esclusività (“la clausola di adesione prevista dal Protocollo consente ad altri operatori di aderirvi con le stesse finalità”) né vincolo formale nell’adozione successiva di determinati software. “Però”, prosegue Vignoli, “ascoltare un’unica campana, significa creare nei ragazzi la convinzione che esiste un solo prodotto in grado di lavorare in una certa maniera, un solo standard per i documenti e un solo modo di fare information technology. Quando, invece, non è assolutamente vero”.Per non parlare del fatto che durante i corsi, molto probabilmente, gli allievi dovranno usare dei prodotti di Microsoft. A scuola come a casa. Con le relative spese famigliari e il rischio assuefazione. Aggiunge Stefano Sabatini, membro di Wikimedia Italia e tra gli autori del blog Marco’s Box: “Una persona che cresce imparando una determinata piattaforma, difficilmente ne adotterà un’altra in seguito”. Ma il problema non è solo l’educazione. “Ci si potrebbe chiedere: qual è l’utilità del progetto per la società di Redmond?”, suggerisce l’avvocato Francesco Paolo Micozzi. “E diventa chiaro se si ha ben presente l’articolo 68 del codice dell’amministrazione digitale che detta alla Pubblica Amministrazione le regole da seguire per l’acquisizione di software”. La prima scelta deve ricadere d’obbligo sui sistemi operativi open source, o sulle soluzioni di riuso. A meno che non venga motivata l’impossibilità di adottarli, il tutto stimando una serie di spese tra cui: costo delle licenze, aggiornamento e formazione dei dipendenti. “Se facciamo un passo indietro e pensiamo al protocollo siglato tra il Miur e Microsoft, è vero: l’educazione digitale a dirigenti, insegnanti e alunni sarebbe gratuita. Ma quando la Pubblica amministrazione dovrà decidere l’acquisto di un nuovo prodotto, quello di Microsoft risulterà avere delle spese di formazione sostanzialmente azzerate. Un vantaggio non di poco conto in sede di valutazione comparativa”. E pensare che l’open garantirebbe agli uffici statali un bel risparmio. Lo dimostra la cronaca. Saranno sei i milioni che il comune di Torino salverà dicendo, semplicemente: “Bye, bye Windows”.Abbiamo chiesto al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca di spiegare questo accordo. Ci ha risposto con una nota ufficiale. Eccola:
“Il Protocollo con Microsoft è uno dei 7 protocolli d’intesa/accordi operativi che il Miur ha stipulato con associazioni, aziende, enti e fondazioni per sostenere il processo d’innovazione digitale nel mondo della scuola. Accordi che non prevedono alcun onere per il Ministero e  lo Stato, essendo le attività e le forniture previste completamente a carico dei partner privati. La novità è che con la piattaforma protocolli in rete, il Ministero si è dotato di un meccanismo di controlli sul modo in cui viene data attuazione agli obiettivi contenuti negli accordi. L’amministrazione riceve numerose richieste di sottoscrizione di protocolli da parte di imprese e fondazioni, perseguendo così un duplice obiettivo: da un lato, attrarre investimenti aggiuntivi verso la scuola; dall’altro, rendere trasparente il rapporto tra scuola e impresa. Il numero dei protocolli attivati è dunque in crescita e la varietà degli interlocutori dimostra che il mondo della scuola è aperto a ogni tipo di soluzione. Nello specifico, infatti, il Protocollo con Microsoft prevede di destinare, a titolo gratuito, percorsi formativi rivolti a dirigenti scolastici, docenti e studenti su tematiche relative all’ICT nella didattica, management delle risorse e all’educazione ai media. L’accordo non prevede, tuttavia, alcun vincolo di esclusività in favore della stessa Microsoft e permette quindi, attraverso la clausola di adesione prevista

 dal Protocollo stesso, ad altri operatori del settore di aderirvi con le stesse finalità. L’accordo è, inoltre, un rinnovo di un precedente accordo che si è reso necessario per poter procedere alla sua pubblicazione sulla piattaforma dei protocolli in rete.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/05/29/news/accordo_miur_microsoft-115578889/
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REAZIONE:QUESTA E’ L’INIZIO DELLA SCONFITTA DI RENZI,LA TELEMACO E GLI ACCORDI CON RENZI IN ITALIA.LA DIGITAL VENEZIA CADRA.
PD:IN PROTESTA A QUESTI ACCORDI NEL MIO COMPUTER NON ADOTTERO IL WINDOWS 10,L’ULTIMA VERSIONE DEL SISTEMA OPERATIVO WINDOWS.
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-NOTA 5:
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-SU LE MONDE:
Les ruines du monde grec. Récit multimédia Les ruines du monde grec
-NOTA 6:
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-SU CORRIERE DELLA SERA:
corrieredelmezzogiorno.corriere.it
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Valle dei Templi blindata per una notte: arriva il colosso Google
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agrigento
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Mezzogiorno, 25 luglio 2015 – 15:42

AGRIGENTO – La Valle dei Templi apre le porte al colosso del web Google. L’area archeologica, patrimonio dell’Umanita, è stata affittata per una notte al costo di centomila euro. Si svolgerà qui, lunedì 27 luglio, l’esclusivo meeting delle star della rete. Porte chiuse dunque per i turisti a partire dalle 18 per dare spazio ai preparativi dell’esclusivo gala. La Sicilia dev’essere particolarmente amata da Sergey Brin e Larry Page, fondatori del motore di ricerca per eccellenza. Scelgono infatti l’isola per la seconda volta. Già l’anno scorso il “Google Camp” aveva fatto tappa a Sciacca. E di nuovo quest’anno, fino al 30 luglio, i vertici del colosso di Cupertino saranno al “Verdura golf resort” della cittaddina agrigentina. Con una novità in più: la Valle dei Templi blindata per una notte, appunto. La lista degli ospiti è segretissima ma rumors danno tra gli invitati: Bill Gates, Giorgio Armani, Arianna Huffington, Alicia Keys e David Beckham.

shadow carousel

La Valle dei Templi
Misure di sicurezza
I fondatori di Google

Misure di sicurezza straordinare sono state comunicate dalla Capitaneria di Porto per l’occasione: all’interno dell’area demaniale marittima lungo il tratto di litorale compreso tra la foce del fiume Verdura e località Torre Verdura (Comune di Sciacca), e nell’antistante specchio acqueo fino ad una distanza di 500 metri dalla linea di costa, a persone, veicoli, unità navali e velivoli estranei alla manifestazione «è fatto divieto di transito, sosta, navigazione, ancoraggio, pesca, balneazione, sorvolo (a una quota inferiore a 200 metri), atterraggio ed ogni altra attività di superficie e subacquea».

25 luglio 2015 | 15:42

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 http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/arte_e_cultura/15_luglio_25/valle-templi-blindata-una-notte-arriva-colosso-google-61c62822-32ce-11e5-b678-cba043437fc9.shtml

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REAZIONE:GOOGLE,L’AVANGUARDIA DELLA NUOVA ERA,E L’ALTRO GIGANTE DELLE TELECOMUNICAZIONI CONVERTITO ALLA NUOVA ERA NELLA MAGNA GRECIA.NON SI PUO CHIEDERE DI PIU.

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-NOTA 7(SCRITTO PRESO DAL POST ANTERIORE):

-APPENDICE:IL GIORNO DOPO
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-E DALL’EUROPA ARRIVA LA CONFERMA,NON C’E’ FIDUCIA IN RENZI
lastampa.it
“L’Italia ha già avuto lo sconto”. Bruxelles fredda sul piano Renzi

«Un giudizio sul piano fiscale è molto prematuro», taglia corto Pierre Moscovici. In effetti, quando gli pongono il quesito, il commissario Ue per l’Economia ammette di non aver ricevuto comunicazioni da Roma sul nuovo pacchetto di tagli alle imposte, di non averne parlato col governo, e di non aver neanche letto l’intervista in cui il ministro Padoan rivela di puntare sulla clausola europea della flessibilità, e sui maggiori margini fiscali che essa consente, per finanziare la fine di Tasi & Co. «L’Italia ne ha già chiesto l’attivazione e, non a caso, l’ha ottenuta», dice il francese, con la frase che contiene la domanda del giorno: se abbiamo già avuto lo sconto 2016, di quale sconto si sta parlando?

Ma la riforma non pensa ai più giovani di Massimo Russo

«C’è un quadro intellettuale e politico in cui formeremo il nostro giudizio», filosofeggia Moscovici, per dire che la porta è aperta e la corsa lunga. Sabato Matteo Renzi ha annunciato un programma di forte riduzione delle tasse che vale 45 miliardi nel 2016-18. I tecnici della Commissione rivelano di aver scoperto l’intenzione dai giornali, anche «con qualche sorpresa», perché il percorso di risanamento su cui l’Italia ha camminato sinora con successo appare virtuoso ma povero di margini per deviazioni. Roma ha fruito della clausola flessibilità di Bruxelles nel 2015, causa cattiva congiuntura. Il lieto evento si è riprodotto nel 2016, stavolta grazie al sostanziale processo di riforme avviato dal governo: è stata consentita una correzione del deficit strutturale da 0,1 punti di Pil, invece dello 0,5 canonico, il che ha liberato 6 miliardi. «Quando parlano di flessibilità – ragionava ieri una fonte europea – non è chiaro a cosa si riferiscano. La clausola per il 2016 è già stata usata». Il «quadro intellettuale», e non solo, si basa su tre pilastri. Moscovici, elaborando sul dossier Italia, ha ripercorso le regole fissate dalla Commissione in gennaio. «Un Paese che investe (e ha il deficit sotto il 3% del Pil) va incoraggiato», uno che fa le riforme «può guadagnare del tempo», mentre si può tenere conto del ciclo sfavorevole «perché se l’economia è in difficoltà lo sforzo di bilancio non può essere lo stesso» di un Paese che cresce bene. Il francese ritiene che il caso italiano sia il secondo. «Lo valuteremo in funzione di ciò che propone l’Italia», ribadisce

Passaggio stretto. Ricordano le fonti europee, la Commissione ha rinviato all’autunno la definizione o meno di «rapporto secondo l’art.126.3 del Trattato», una prima messa sotto accusa del debito che, sebbene al picco, resta sopra il 130% del Pil. E’ una mano legata. La seconda è vincolata dalla volontà del governo di disinnescare le clausole di salvaguardia per il rispetto degli obiettivi europei, già computate nella tabella di marcia concertata con Bruxelles. Sono 16,2 miliardi da trovare per non aumentare Iva (al 24%) e accise. Scendono a 10 se si valuta che 6 sono coperti dalla clausola di flessibilità avuta in maggio. E il resto? Le parole di Padoan fanno supporre che il rapporto fra deficit e Pil, previsto all’1,8% nel 2016 potrebbe slittare verso il 2,5%. Chi legge i giornali, nelle istituzioni, ritiene che il secondo sconto auspicato sia questo: i circa 5 miliardi necessari per Tasi e Imu agricola l’anno venturo. «Nessun pregiudizio, siamo pronti ad aiutare, ma vogliamo essere convinti», assicurano ai piani alti della Commissione. Può funzionare se tutto va, le riforme, le briglie al debito, la crescita sempre magra da noi.

 http://www.lastampa.it/2015/07/23/economia/litalia-ha-gi-avuto-lo-sconto-bruxelles-fredda-sul-piano-renzi-VoZlaoyzfZmtKhqtesD6aK/pagina.html
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COMMENTO:LA CONFERMA DELLA MANCANZA DI FIDUCIA IN RENZI E,IN QUESTO CASO, IL SUO PIANO PER RIDURRERE LE TASSE FRA CUI QUELLA DELL’IMU CHE NUOCE I COMUNI,ARRIVA NIENTE DI MENO CHE PER BOCCA DEL COMMISARIO PER L’UE PER L’ECONOMIA,IL SOCIALISTA FRANCESE MOSCOVICI,PIERRE.
COME CONSEGUENZA RENZI SI LA PRENDE CON L’UE(BRUTTA SEGNALE PER IL SUO FUTURO POLITICO):”L’EUROPA NON FACCIA SOLO LA MAESTRINA,COLLABORI”.VEDI TITOLARE SU LA STAMPA:

Renzi: “L’Europa aiuti chi vuole ripartire, non sia solo maestrina con la matita rossa e blu”
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-APPENDICE:
-A):*26 LUGLIO 2015:HILLARY,BENGAZI
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-TITOLARE SU THE WASHINGTON TIMES:
Top News
Hillary Clinton agrees to testify before Benghazi panel in October
By Associated Press 291 Shares

Hillary Rodham Clinton’s presidential campaign says the former secretary of state will testify Oct. 22 before the House committee investigating the deaths of four Americans in the attacks in Benghazi, Libya, in 2012.

TRADUZIONE:
Top News
Hillary Clinton accetta di testimoniare davanti al pannello Bengasi nel mese di ottobre
Questo 23 Gennaio 2013, archvio di foto mostra il Segretario di Stato Hillary Rodham mentre testimonia a Capitol Hill a Washington prima dell’udienza della  Commissione Affari Esteri del Senato sulla attacco mortale sulla missione diplomatica degli Stati Uniti a Bengasi, in Libia. (AP Photo / Pablo Martinez Monsivais) ** FILE **
da Associated Press
La campagna presidenziale di Hillary Rodham Clinton dice che l’ex segretario di Stato testimonierà il 22 ottobre davanti alla Commissione Parlamentare che sta indagando la morte di quattro americani negli attacchi a Bengasi, in Libia, nel 2012.
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-B):TITOLARI SU LA REPUBBLICA:
Obama in Kenya tra lotta a jihadisti e difesa diritti gay: “L’Africa corre, è in crescita”

La Repubblica‎ – 1 giorno fa
Barack Obama, in primo piano, con affianco il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta …
L’arrivo di Obama in Kenya. Per la prima volta da presidente Usa
La Repubblica‎ – 2 giorni fa
Kenya, Obama balla la Lipala Dance
La Repubblica‎ – 2 ore fa
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Altre notizie su la repubblica,obama in kenya


Alle “radici” di Obama. In Kenya per la prima volta da …

www.repubblica.it/esteri/2015/07/…/usa_obama_in_kenya-119758832/

giorni fa – In Kenya per la prima volta da presidente Usa All’arrivo a Nairobi, Obama abbraccia la sorellastra Auma sotto lo sguardo del presidente del …

L’arrivo di Obama in Kenya. Per la prima volta da presidente …

www.repubblica.it/esteri/2015/07/24/foto/l…di_obama_in_kenya…/1/

2 giorni fa – In sequenza, i primi momenti del viaggio che riporta Barack Obama nel Kenya che diede i natali a suo padre. Prima tappa di una “missione

EPILOGO:NEL PRESENTE LA NUOVA ERA DOMINA.E LA MAGNA GRECIA ANCHE,”OF COURSE”.

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-ANESSO 1(28 LUGLIO 2015):SU BBC

UK Politica

 Referendum UE: George Osborne ha speranza in un accordo ‘win-win’
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*27 luglio 2015,Media caption(VIDEO NON RIPORTATO)
George Osborne ha detto che e’ fiducioso  che “saremo in grado di ottenere un  buon accordo per la Gran Bretagna”

George Osborne ha detto che è fiducioso di un accordo “win-win” tra il Regno Unito e il resto dell’Unione europea nei colloqui sulla sua futura adesione.

Parlando a Parigi in un incontrò con omologhi francesi il cancelliere ha detto che c’era “buona volontà di impegnarsi” con gli argomenti britannici.

Ma non sarebbero stati disegnati  in relazione di un referendum che  potrebbe essere portato avanti nel 2016, se i negoziati saranno conclusi rapidamente.

Osborne ha in programma di visitare altre capitali europee nei prossimi mesi.

La sua visita è avenuto mentre le università del Regno Unito hanno lanciato la loro campagna per un “sì” in un futuro referendum sull’uscita dell’UE, che si terrà entro la fine del 2017.

Osborne, che sta tenendo incontri con il ministro dell’Economia francese Emmanuel Macron, il suo ministro delle Finanze Michel Sapin e il ministro degli Esteri Laurent Fabius, ha detto che tutte le parti “hanno voluto andare avanti e parlare”.

Analisi, dalla orrisspondete della BBC a Parigi Lucy Williamson

George Osborne

Dopo tutto il parlare di posti di blocco e delle differenze, l’incontro di oggi ha un’atmosfera piuttosto diversa. Sia l’onorevole Osborne che il sig Macron hanno parlato di “un approccio win-win” a proposte di riforma della Gran Bretagna per la UE.

Vogliamo un’Europa che funziona per tutti i suoi cittadini, ha detto il cancelliere, aggiungendo che la Francia ha accettato gli interessi dei paesi della zona euro e non come la Gran Bretagna dovrebbe essere protetto.

Il suo ospite francese ha tenuto a sottolineare la necessità di una riforma. Gli avvertimenti contro un Europa “a la carte” non c’erano più.”Penso che abbiamo la base di un accordo comune”, ha detto Macron. “La Francia vuole riforme che rafforzino l’Europa, non riforma che l’indebolisce. Ma oggi non ho sentito nulla di incompatibile con quello.”

Il dialogo, naturalmente, sarà sul dettaglio di tali riforme. Alla domanda su un calendario per il referendum britannico, il signor Osborne non ha escluso di stare tenendolo presto. Ma un ampio consenso sulla necessità di una riforma è una cosa che 28 paesi dovranno firmare a specifiche misure di un’altra.

Ha detto alla BBC: “Io non conosco nessuno che rivendicano che i negoziati saranno semplice, ma si sente un sacco di buona volontà qui e la volontà di impegnarsi perché tutti noi vogliamo vedere l’Europa lavorare meglio per i cittadini di tutta l’Unione europea.

«E ora si sente politici francesi riconoscendo che ci deve essere un trattamento equo per i paesi che non sono nell’euro come per la integra zona euro e vi è la possibilità di un accordo win-win”.

La visita del signor Osborne segna una nuova fase nel processo negoziale in cui il dettaglio tecnico delle richieste del Regno Unito sono allo studio.

David Cameron, che ha visitato Parigi, Berlino e altre capitali europee sulla scia della vittoria elettorale di maggio per definire grandi obiettivi del suo governo, ha detto che le discussioni sono state “procedendo abbastanza bene, ma ci saranno un sacco di difficoltà e problemi e blocchi stradali avanti per ottenere il tipo di accordo che credo sia necessario “.

Parlando in Indonesia, dove si trova per un viaggio commerciale, David Cameron ha detto che non ha avuto una data per il referendum in mente, dopo le notizie che i ministri hanno favorito il prossimo giugno: “Quando la negoziazione è completa quindi imposteremo la data per il referendum, “lui ha detto.

Che cosa significa la rinegoziazione?

French Economy and Industry Minister Emmanuel Macron (L) and British counterpart, British Chancellor of the Exchequer George Osborne (R)

Ministro dell’Economia francese Emmanuel Macron, a sinistra, con il signor Osborne

Il primo ministro non ha illustrato in dettaglio ciò che vuole, ma le sue richieste principali sono:

*Una uscita per nucleo  UE con l’obiettivo di “unione sempre più stretta”

*La sovranità dei parlamenti nazionali potenziati in modo che gruppi di essi siano in grado di bloccare le proposte legislative dell’UE

*Salvaguardare la City di Londra e altri centri finanziari al di fuori della zona euro

*Frenare  l’immigrazione dell’UE tagliando benefici

*Rendere l’UE più snella e competitiva

Per ottenere ciò che vuole il Regno Unito ritiene che sarà necessario riscrivere i trattati concordate tra tutti i 28 Stati membri dell’UE.

Q & A: previsto il referendum del Regno Unito sull’UE

Nel frattempo, il gruppo Universities UK – di cui fanno parte 133 capi esecutivi delle istituzioni universitarie del Regno Unito – hanno detto che sostiene l’adesione della Gran Bretagna all’Unione europea. Rettori hanno lanciato un “sì” alla campagna accanto al segretario ombra per gli affari Chuka Umunna e il pro-europeo Tory MP Damian Green.

Dame Julia Goodfellow, presidente di Universities UK, ha detto alla manifestazione di Londra che devono “alzarsi in piedi ed essere prese in conto”.

“E ‘chiaro che l’adesione del Regno Unito dell’Unione europea ha un impatto estremamente positivo sulla ledearship della nostra università a livello mondiale, rafforzando la ricerca universitaria e l’insegnamento”, ha detto.

“Il caso per stare in Europa è di assicurare la futura prosperità del Regno Unito, si tratta di massimizzare le possibilità di nuove scoperte che migliorano la società in cui viviamo, si tratta della posizione del Regno Unito nel mondo.”

UKIP, che sta conducendo una campagna per un voto “No” al referendum, ha criticato le Universities UK per entrare nel dibattito.

Capo vice Paul Nuttall, un docente universitario ed ex deputato europeo, ha dichiarato: “Dato che le università dovrebbero essere i bastioni di apprendimento di mentalità aperta, mi sembra sbagliato che un’istituzione che disciplinano gli interessi dell’istruzione britannica dovrebbe coinvolgere se stesso in un dibattito politico che ha visto persone che hanno negato qualsiasi approccio democratico basato su come la Gran Bretagna dovrebbe essere governata per 40 anni. ”

E il conservatore euroscettico John Redwood ha detto che i tentativi di presentare un voto Sì, come lo “status quo friendly” erano fuorvianti.

“Lo scopo è di eseguire una campagna sostenendo che … Sì,è l’opzione priva di rischi, e che NO comporterebbe tutta una serie di futuri terribili con bugie e storie di spavento”, ha scritto sul suo blog.

http://www.bbc.com/news/uk-politics-33671359

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ANESSO 2:MERCATI E IL FARO EST DELLA NUOVA ERA

-BBC:

UK Politica

Analisi: Perché David Cameron sta girando per il Sud Est Asiatico?

Da Ben Wright corrispondente politico, BBC News
*27 luglio 2015
 David Cameron

Si sarebbe potuto pensare che David Cameron avrebbe segnato l’inizio della stagione delle vacanze politici con una birra e granchio fredda panino accanto il surf in Cornovaglia.

Dopo tutto, l’elezione sgobbare della primavera ha consegnato una maggioranza conservatrice a sorpresa e il primo ministro si ha raramente visto così sicuro o fiducioso nel lavoro.

Ma invece di chillaxing di una settimana, David Cameron sta salendo su  un aereo con i leader aziendali per dirigersi verso gli angoli più nascosti del Sud Est asiatico.

Al di là della UE

Il suo itinerario stipato prenderà Indonesia,Malesia,Vietnam e Singapore su una missione commerciale whistle-stop, il primo di questo Parlamento. Così che cosa il primo ministro spera di ottenere dal viaggio?

La scorsa settimana, David Cameron ha detto che la Gran Bretagna aveva bisogno di andare “fino agli estremi confini della terra” per vendere la sua merce.

Mentre l’UE rimane il principale partner commerciale della Gran Bretagna, David Cameron è stato chiaro su che il Regno Unito ha bisogno di guardare al di là dell’Europa, un’ambizione che rispecchia la frustrazione a livello di competitività e di regolamentazione dell’UE.

Queste sono le priorità nella rinegoziazione di David Cameron sull’adesione della Gran Bretagna con l’UE. E come tale va avanti, il ministro principale sta inviando un chiaro segnale su che Gran Bretagna deve anche guardare ad est.

Non solo per l’India e la Cina; ma per il potenziale in gran parte inutilizzato del Sud-Est Asia. Entro il 2030, la regione dovrebbe essere il quarto più grande mercato unico del mondo.

Offensivo Charm

Come ha detto David Cameron la scorsa settimana, la Gran Bretagna sta ancora vendendo più in Ungheria che in Indonesia, anche se l’Indonesia è 25 volte più grande.

La Gran Bretagna fa più scambi con il Belgio di quanto non faccia con l’Indonesia, Malesia, Vietnam e Singapore combinati.

Indonesian President Joko Widodo

Nuovo presidente indonesiano Joko Widodo è appassionato di commercio estero

Il governo ha l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni britanniche verso 1000000000000 £ entro il 2020 e vede le economie in espansione ad est come i mercati prugnare di beni e servizi britannici, nonché fonte di investimenti diretti nel Regno Unito.

Ad esempio, l’Indonesia è il quarto paese più popoloso del mondo, con un’economia più o meno con le stesse dimensioni della Gran Bretagna. La classe media è in rapida crescita e il nuovo Presidente Joko Widodo è molto appassionato di attrarre investimenti esteri.

Estremismo

E’ una storia simile in Vietnam e David Cameron sarà il primo premier britannico a visitare il paese, che ha la classe media in più rapida crescita nel Sud Est Asiatico.

E’ già in un’offensiva di fascino sul commercio in Malesia, di nuovo nel 2012.

Difesa e l’istruzione sono le aree d’affari britannico che sta spingendo duro.

Ma è a doppio senso, e una delegazione che rappresenta il “Powerhouse Nord” sarà anche in questo viaggio, nella speranza di tentare investitori di rigenerazione e di infrastruttura opportunità.

Ma, così come gli affari, altri problemi sono suscettibili di caratterizzare questo viaggio. Sia l’Indonesia che la Malesia stanno cercando di affrontare l’estremismo islamico.

Indonesia, la più grande democrazia a maggioranza musulmana nel mondo, ha visto tra 200 e 500 dei suoi cittadini aderire al cosidetto Stato islamico (IS) in Siria e in Iraq.

Tensioni diplomatiche

Tra 60 e 150 malesi si stima di aver fatto lo stesso e, all’inizio di quest’anno un video di reclutamento in lingua Malay ha emerso con ragazzi impegnati nella formazione delle armi tenuto in territorio.

Il paese ha recentemente introdotto nuovi poteri anti-terrorismo e il premier rischia di parlare con i leader di entrambi i paesi di quello che può fare di più per affrontare IS e il movimento di combattenti stranieri.

Ci potrebbe anche essere tensioni diplomatiche in Indonesia quando – o se – Cameron solleva il caso di Lindsay Sandiford, un 58tenne da Cheltenham che è stato nel braccio della morte nel paese dal 2013 dopo essere arrivati ​​a Bali dalla Thailandia trasportando cocaina con un valore di mercato di £ 1,6 milioni.

Lindsay Sandiford

Lindsay Sandiford, da Cheltenham, è nel braccio della morte in Indonesia

Chiamate del governo britannico contro la sentenza sono stati finora ignorati e la signora Sandiford è dovuto essere giustiziato tramite fucilazione.

Nel mese di aprile, sette cittadini stranieri sono stati giustiziati per reati di traffico di droga e decine di altri sono nel braccio della morte.

Il presidente Widodo ha detto di recente che l’Indonesia era in una “emergenza droga”.

Mentre accordi commerciali reciprocamente vantaggiosi sarà la zavorra del viaggio, questi nuovi mercati presentano i propri ostacoli.

http://www.bbc.com/news/uk-politics-33670116

REAZIONE:QUALCUNO DUBBITA CHE QUESTO VIAGGIO C’ENTRA CON LA BANCA DELLA NUOVA ERA,LA BANCA CINESE DI SVILUPPO ASIATICA  E QUELLO SPAZIO DI AFFARI IN ASIA INESPLORATO DALLE ISTITUZIONI DI CREDITO COME FMI,BANCA MONDIALE E BANCA DI SVILUPPO ASSIATICO?

QULCUNO DUBITA CHE LA NUOVA ERA DOMINA?QUELLO DEL TITOLO.

PD:LA NAZIONE INDONESIANA E’ AMICA AL “QUARTIERE DELLA NUOVA ERA”,IN BOCCA AL LUPO.

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aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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16 luglio 2015
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16 LUGLIO 2015:CRISI GRECA,GERMANIA E MEDITERRANEO,COMPRATE USA NON KENYA

-SULLA BBC:

Chi sta invitando la gente al ‘Boicottaggio della Germania’?

BBC Trending cosa popolare e perché
*15 lug 2015

Marchi e prodotti tedeschi sono l’ultima destinazione di attivisti politici arrabbiato per il salvataggio della Grecia.

#BoycottGermany Stata la prima volta su Twitter in connessione con la crisi greca durante il fine settimana, ma ha iniziato raccogliendo il Lunedi. L’hashtag è stato poi usato più di 30.000 volte, guidato le classifiche trend in tutta Europa da voci di sinistra e anarchici.

Alcuni sono invitando la gente a evitare i prodotti con i codici a barre che iniziano con una sequenza di numeri che indica origine tedesca:

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Tuttavia, i codici si riferiscono solo alla posizione della casa madre, non il luogo di fabbricazione . Un elemento con un codice a barre che inizia 401 potrebbe essere stato fatto in Francia, Gran Bretagna – o anche la Grecia.

Uno dei messaggi più retweeted viene da David Graeber, un anarchico attivista e professore di antropologia americana presso la London School of Economics. Si fa riferimento alla cancellazione della seconda guerra post-mondiale di debiti accumulati da parte del regime nazista:

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Altri chiedono specifico orientamento dei beni di lusso tedeschi. “Non comprare che Volkswagen o Miele,” un utente dice . Manifesti di propaganda anti-nazista sono ampiamente diffusi:

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Ma l’hashtag è anche ampiamente utilizzato in Germania, e molti sono stati rispondendo di nuovo alle richieste di un boicottaggio.

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Giornalista tedesco Thomas Walde tweets sarcastico: “Ha la richiesta greca per l’introduzione della moneta #BoycottGermany aiuto tedesco n Bene che va bene, allora?».

Anche se il primo ministro greco Alexis Tsipras ha definito l’accordo di salvataggio “irrazionale”, egli sta spingendo per il parlamento del paese di ratificare l’accordo entro la fine del Mercoledì. Tra le condizioni per il salvataggio sono tasse più alte e l’aumento dell’età pensionabile . La BBC è in funzione una pagina dal vivo che contiene tutti gli ultimi sviluppi, che potete trovare qui .

VIDEO CANCELLATO
-
Media caption #ThisIsACoup trended worldwide – it started with a movement of left-wing activists in Spain

All’inizio della settimana il #ThisIsACoup hashtag è tendenzialmente in tutta Europa come una reazione contro l’accordo di salvataggio, e uno degli attivisti spagnoli dietro quel hashtag – è stato ampiamente utilizzato dalla sinistra spagnola – è stato anche uno dei primi a twittare a sostegno della un boicottaggio.

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Da parte loro, le imprese tedesche non sembrano essere troppo preoccupati per l’appello al boicottaggio . “Stiamo prendendo questo sul serio, ma non c’è motivo di panico,” Volker Treier, a capo del Commercio Estero della Camera di Commercio tedesca, ha detto a Reuters il Martedì. “Ci sono stati tali telefonate, di tempo e di nuovo a partire dall’inizio della crisi greca. Sono in gran parte esaurirsi senza alcun effetto.”

E alcuni stanno reagendo alla hashtag con umorismo, e strambate sulla Grecia:

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Blog by Joty Chopra, Mukul Devichand e Mike Wendling

Storia seguente: Che cosa è successo quando due uomini attraversarono Mosca … mano nella mano?

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Un ancora da un video di YouTube dal gruppo burlone ChebuRussiaTV che è stato visto più di 3 milioni di volte

L’ultimo video “esperimento sociale” per decollare a livello mondiale mostra una coppia apparentemente gay mano nella mano nel centro di Mosca -. E la ricezione di duro abusi omofobici LEGGI TUTTO

Puoi seguire BBC Trending su Twitter BBCtrending , e ci trovate anche su Facebook . Tutte le nostre storie sono a bbc.com/trending .

http://www.bbc.com/news/blogs-trending-33538098

REAZIONE:CHIARIMENTO SUBITO

LA NUOVA ERA NON INVITA A BOICOTEARE I PRODOTTI TEDESCHI.CERTO OPPORTUNISTI POLITICI CI SONO SEMPRE E NE POTREBBERO APROFFITARE PER TIRARE AQUA SUL SUO MOLINO……….:QUELLO DEL TITOLO.

PERO IO PRENDEREI SUL SERIO LA POLITICA ECONOMICA E  LE “AQUISIZIONI AGRESIVI” RIGUARDANTE I PAESI DEL MEDITERRANEO PER PARTE DELLA GERMANIA.DOPO TUTTO CHI PER PRIMO HA DETTO PUBBLICAMENTE CHE LA GERMANIA STA PORTANDO AVANTI LA TERZA GUERRA MONDIALE COI SOLDI E NON CON LE ARME E’ STATO QUALCUNO INSOSPETTATO DI ANARCHISMO:MARTINO MARTINI,IL MINISTRO DI DIFESA ITALIANO DEL GOVERNO MONTI, NELL’ANNO 2012……E LA GERMANIA COMPRO IL RADAR  TURCO,VOLEVA AQUISTARE IL CIPRO,LA GRECIA E L SICILIA(MARTIN SHULTZ FECE CAMPAGNA ELETTORALE ITALIANA A PALERMO LODANDO LE RADICI STORICI TEDESCHI DELLA LEGA)

PER QUANTO RIGUARDA LA VICENDA RADAR LA NUOVA ERA NON INVITA BOICOTTERARE I PRODOTTI USA PER QUELLI DEL KENYA O DEL MESSICO,E HA CONDANNATO I NO-MOUS.(E NE MENO INVITA GLI UTENTI CONSUMIRE LA YERBA MATE DELLE PAMPE E FARE IL “TEA PARTY” ANZI CHE IL “TEA DELLE FIVE O’CLOCK” NEL CONFLITTO DELLE FAULKALND)

PERO LA NUOVA ERA SI INVITA BOICOTTEARE LA MERCKEL:I SUOI NUMERI ELETTORALI NO LA ABILITANO A  OCCUPARE DEMOCRATICAMENTE QUEL PROTAGONISMO.

E PER FINIRE RICORDARE ORA CHE I BENEFICI DEL MERCATO RIGURDANTE LA NUOVA ERA(CHE NON FURONO PENSATE PER USO MILITARE) SONO FONDAMENTALMENTE PROPIETA “MADE IN NUOVA ERA” E NON DELLA MERCKEL,LI USI BENE.

PD:DAVID CAMERON ASSECONDA LA PREDICA DELLA NUOVA ERA IN QUESTO SENSO APOGGIANDO IL RUOLO DELLA SICILIA AUTONOMA NELLA LOTTA AGLI SBARCHI DEL MEDITERRANEO CON NAVI E SOLDI,DIRETTAMENTE ALL’ISOLA.DAVID CAMERON COMPRA LA MAGNA GRECIA.

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-

16 LUGLIO 2015:BBC NEI GUAI

-SU LA REPUBBLICA:

Gran Bretagna, scrittori e artisti a Cameron: “Non toccare la Bbc”

Tra i firmatari della lettera aperta al premier britannico Daniel Craig, Judy Dench, J. K. Rowling, Rachel Weisz. L’iniziativa dopo una serie di provvedimenti del governo contro l’emittente pubblica,dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Gran Bretagna, scrittori e artisti a Cameron: "Non toccare la Bbc"
(ansa)

LONDRA -  “Una Bbc dimezzata significherebbe una Gran Bretagna dimezzata”. E’ il monito e il grido di protesta di decine di stelle del cinema, dello spettacolo e della cultura d’Inghilterra, davanti alle misure prese o minacciate dal governo di David Cameron nei confronti della mitica radiotelevisione britannica. Con una lettera aperta al premier britannico, un folto gruppo di attori, scrittori, registi e intellettuali del Regno Unito chiedono a Downing street di astenersi da iniziative e richieste che diminuirebbero il valore di “una grande istituzione britannica”, la cui autorevolezza e il cui prestigio rappresentano un bene nazionale da proteggere. I firmatari includono Daniel Craig, l’attore che interpreta l’agente 007 sul grande schermo, l’attrice Rachel Weisz, sua moglie, un’altra grande attrice inglese quale Judi Dench, la scrittrice J. K. Rowling, autrice dei romanzi su Harry Potter, lo sceneggiatore e regista Richard Curtis, il regista Stephen Fry, lo storico Simon Schama, lo scienziato Brian Cox, il celebre documentarista David Attenborough, lo chef Jamie Oliver, oltre a numerosi presentatori e giornalisti radiotelevisivi.

“La Bbc è un’istituzione preziosa, che ha i suoi difetti ma rimane un’immensa forza creativa che tende al bene, amata e considerata affidabile dal popolo britannico così come ci viene invidiata dal resto del mondo”, afferma la lettera, pubblicata ieri dai maggiori giornali del regno. “L’indebolimento della Bbc si tradurrebbe semplicemente in una Gran Bretagna più debole, è augurabile che non venga fatto niente per limitarla o trasformarla in un media più piccolo”, osserva il documento, concludendosi con l’esortazione al governo a “non toccare” il servizio radiotelevisivo pubblico diventato così familiare ai cittadini britannici da guadagnarsi l’affettuoso nomignolo di “zietta”.

L’allarme dato dalle stelle dello show-business e del mondo culturale arriva dopo svariati segnali inviati alla British Broadcasting Corporation dal governo. Prima è venuto un avvertimento politico pronunciato dal primo ministro Cameron durante la campagna elettorale di questa primavera, in cui il partito conservatore si era lamentato di presunte simpatie per la sinistra da parte dei servizi giornalistici: “Se vinceremo le elezioni, dopo il voto le staccherò la spina”, si sarebbe lasciato scappar detto il premier, secondo quanto riportato da Nick Robinson, uno dei più noti cronisti dell’emittente. Quindi il ministro del Tesoro George Osborne ha annunciato che la Bbc dovrà rinunciare a 650 milioni di sterline di canone tivù finora pagato dal ministero del Lavoro per gli abbonati al di sopra dei 75 anni.

Allo stesso tempo il governo ha esortato la Bbc a ridurre la sua presenza sul web, un servizio di informazione gratuito di cui si è spesso lamentato Rupert Murdoch, l’editore del Times, del Sun e di Sky, schierato da anni con i Tories. I tagli al finanziamento pubblico hanno già indotto la direzione dell’azienda a prevedere una drastica riduzione del personale, licenziando circa 1000 dei suoi 18 mila dipendenti. E Downing street minaccia pure di abolire completamente il canone quando verrà il momento di ridiscutere la Charter, il contratto di servizio che regola le attività della Bbc. Non tutti condividono la protesta dei divi: un rapporto nota che i salari delle stelle della tivù sono aumentati del 20 per cento in un anno. “Con la loro lettera di protesta”, scriveva ieri il Daily Telegraph, “le stelle del video in pratica difendono se stesse”. Ma per la maggior parte degli inglesi la Bbc rappresenta ancora un’icona nazionale da proteggere. E il resto del mondo, quando vuole una notizia di cui fidarsi, si sintonizza su quelle magiche parolette: “This is the Bbc”.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/15/news/gran_bretagna_scrittori_e_artisti_a_cameron_non_toccare_la_bbc_-119098128/?ref=search

REAZIONE:A VOLTE LA BBC ABRACCIA “CAUSE PERDUTE”:HA MONTATO UNA INDEGNA CAMPAGNA PROPAGANDISTICA A FAVORE DI LUIS SUAREZ IL CALCISTA URUGUAYANO CONDANNATO PER RAZZISMO DALLA GIUSTIZIA INGLESE OGGI NELLE FILE DEL BARCELLONA.GIOCATORE CHE DOPO,PARADOSSALMENTE E’ RISULTATO IL BOIA CHE HA FATTO FUORI PRESTO LA SELEZIONE INGLESE NEL MONDIALE DI BRASILE RECENTEMENTE GIOCATO.E SUAREZ….”HO SOGNATO QUESTO MOMENTO”.

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16 LUGLIO 2015:PIANO DELIRANTE,LA GRECIA

lemonde.fr
« Délirant », « irréaliste »… Des économistes jugent le plan d’aide grec

LE MONDE ECONOMIE | 15.07.2015 à 09h43 , Mis à jour le 15.07.2015 à 17h21 | Par Marie Charrel

Au total, les hausses de taxes et baisses de dépenses publiques prévues dans les contreparties au plan d'aide à la Grèce représentent une contraction budgétaire de plus de 6 milliards d’euros en 2015 et 2016, soit 3,4 % du produit intérieur brut (PIB).

Au total, les hausses de taxes et baisses de dépenses publiques prévues dans les contreparties au plan d’aide à la Grèce représentent une contraction budgétaire de plus de 6 milliards d’euros en 2015 et 2016, soit 3,4 % du produit intérieur brut (PIB). Petros Giannakouris / AP

Punitif, bancal, risqué. Alors que sa version finale n’est pas encore adoptée, les économistes sont nombreux à s’interroger sur les chances de succès du compromis conclu entre Athènes et ses partenaires européens lundi 13 juillet. Et, en particulier, sur sa capacité à relancer vraiment la croissance grecque. « Certains volets sont prometteurs, mais je suis très pessimiste quant à l’impact réel qu’il aura sur l’économie grecque », analyse Gabriel Sterne, économiste chez Oxford Economics et ancien du Fonds monétaire international (FMI).

En échange d’un troisième plan d’aide de 86 milliards d’euros, Athènes s’est engagée à adopter, mercredi 15 juillet, un ensemble de mesures draconiennes : réforme des retraites, hausse de la TVA, privatisations… Sous réserve que l’accord soit adopté par les autres pays membres de la zone euro, la Grèce devra également instaurer un mécanisme de coupes automatiques dans les dépenses publiques si les objectifs budgétaires ne sont pas tenus.

Suivez les évènements de la journée en direct sur notre live

Enfin, les institutions partenaires (l’ex-« troïka », FMI, Banque centrale européenne, Commission européenne) auront un droit de regard sur les législations-clés votées par le pays. Une ingérence qu’une partie de Syriza et de la gauche européenne qualifie d’une intolérable « mise sous tutelle ».

Un point de vue partagé par nombre d’experts. Pourtant, ce programme présente au moins deux avantages, jugent-ils. D’abord, il a écarté la menace imminente du « Grexit ». « Il comporte également nombre de réformes structurelles susceptibles de renforcer positivement l’économie grecque », ajoute Diego Iscaro, économiste chez IHS Global Insight. A l’exemple de l’ouverture des professions protégées ou de la lutte contre la corruption.

Lire aussi : Grèce : les raisons derrière l’ultimatum du FMI sur la dette

Des effets positifs, mais à long terme

L’ennui, c’est que l’effet positif sur la croissance de telles réformes ne se ferait pas ressentir avant des années. Or, le plan comporte également des mesures qui, à court terme, auront un effet très négatif sur l’activité. Au total, les hausses de taxes et baisses de dépenses publiques représentent en effet une contraction budgétaire de plus de 6 milliards d’euros en 2015 et 2016, soit 3,4 % du produit intérieur brut (PIB). « Un objectif délirant, d’autant que la Grèce est retombée en récession fin 2014 », commente Eric Dor, économiste à l’Iéseg.

Paradoxalement, ces mesures de rigueur contribueront donc, dans un premier temps, à augmenter le poids de la dette publique dans le PIB (177 % aujourd’hui), puisque ce dernier continue de se contracter. « Ce plan reproduit les mêmes erreurs que les précédents, avec une austérité très mal dosée : la troïka n’a rien appris », regrette M. Iscaro. En 2013, le FMI avait pourtant lui-même reconnu avoir sous-estimé l’impact récessif des mesures de rigueur demandées. « Mon angoisse est que ce plan prolonge l’agonie de l’économie grecque au lieu de l’écourter », assène M. Sterne.

D’autant que celui-ci s’applique dans un contexte plus délicat encore qu’en 2010 ou 2012. « Les banques sont fermées et au bord de l’asphyxie, les PME n’ont plus accès à aucun financement, la méfiance des investisseurs envers la Grèce n’a jamais été aussi élevée », explique Ludovic Subran, chez Euler Hermes. Et le risque du « Grexit » occupe de nouveau tous les esprits.

Lire aussi : En attendant le plan de sauvetage, la Grèce cherche d’urgence une bouée

Un objectif « irréaliste » pour les privatisations

Le doute des économistes porte également sur la création d’un fonds de privatisation. Selon l’Eurogroupe, son objectif sera d’engranger 50 milliards d’euros : 25 milliards serviront à restructurer les banques, tandis que les 25 autres iront au service de la dette et aux investissements. « Cette cible de 50 milliards d’euros est irréaliste et inatteignable, car les prix des actifs privatisables ont beaucoup chuté avec la récession », commente M. Iscaro. Une analyse partagée par le FMI lui-même. « Sans parler de la lenteur du système judiciaire et des fortes résistances, notamment des syndicats, qui freineront chaque projet de privatisation », ajoute M. Iscaro.

Lenteur, résistances, opposition… L’application des réformes demandées par les institutions européennes se heurtera au même genre d’obstacles. Leur adoption par le Parlement grec ne suffira en effet pas à garantir leur mise en œuvre sur le terrain. « C’est l’un des problèmes les plus complexes à résoudre auquel est confrontée la Grèce », explique M. Sterne. Surtout : après six ans de douloureux sacrifices, la tolérance du peuple grec à accepter de nouveaux efforts est très affaiblie.

Reste une question-clé : l’accord permettra-t-il, à terme, de restaurer la soutenabilité de la dette publique hellène ? L’Eurogroupe s’est engagé à envisager, si nécessaire, d’allonger la maturité des obligations détenues par les créanciers publics. Mais pas à réduire son montant. « Pas sûr que cela suffise », redoutent les analystes de RBS.

Le FMI lui-même ne dit pas autre chose. Dans un document transmis samedi 11 juillet aux dirigeants européens, qui a fuité mardi 14 juillet dans la presse, le Fonds estime que la dette est « totalement non viable » et devrait frôler les 200 % du PIB d’ici deux ans. Dans tous les cas, une chose est sûre : l’économie grecque, exsangue, ne se relèvera pas avant de longs mois.

Lire aussi : Trois futurs sujets de tension entre Athènes et ses créanciers

 http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/07/15/les-economistes-doutent-de-la-pertinence-du-nouveau-plan-d-aide-a-la-grece_4683645_3234.html
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REAZIONE:E L’FMI RICONOSCE CHE IL DEBITO GRECO E’ IMPAGABILE PREMENDO PER TOGLIERNE UNA PARTE.
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*16 LUGLIO 2015:SUD
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2 TITOLARI GOOGLE NEWS:
Prima pagina

“Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre”, è giallo sulla

TGCOM  - ‎26 minuti fa‎
Secondo L’Espresso, la frase è stata detta dal primario Tutino ma il medico del governatore nega e la procura di Palermo smentisce: “Intercettazione non agli atti”. Il settimanale: “La telefonata c’è, è secretata”. Crocetta si è autosospeso. google. 0
Caso Crocetta-Borsellino, il presidente: “Mi hanno ammazzato”
Il medico a Crocetta: Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre. E
Rosario Crocetta » Paolo Borsellino » Sicilia »

 

REAZIONE:CROCCIETTA COME TUTTI.E’ CAPACE DI FARE FUORI LA MADRE A BASTONATE ANCHE.DEVE DIMMETERSI.
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TITOLARE 2:RIFIUTI IN CAMPANIA
Rifiuti in Campania, la Corte Ue condanna l’Italia: multa da 20 milioni
Il Sole 24 Ore  - ‎4 ore fa‎

La Corte di giustizia Ue ha condannato oggi l’Italia al pagamento di una multa di 20 milioni di euro per il mancato adeguamento alle regole Ue del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Campania. La multa sarà inoltre maggiorata di 120.000 euro ..

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REAZIONE:VOGLIA DI MARE?MA SALVINI A NAPOLI QUESTA VOLTA NON E’ VENUTO
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*17 LUGLIO 2015:TERRA  DI CAMPIONI
-SU GOAL
CASUALMENTE DOPO AVERVI PARLATO DI CALCIO SOPRA,NEL TARDO POMERIGGIO SFOGLIANDO LE GOOGLE NEWS MI TROVO CON QUESTA NOTIZIA:

16/lug/2015 23.50.31

Il calcio perde uno degli ultimi fuoriclasse degli anni ’50, in Uruguay si è spento Ghiggia. Clamorosamente scompare 65 anni esatti dopo aver zittito il Maracanà.

Cosa si può dire? Come lo si può spiegare? Il destino, il fato, la grande mano a volte è veramente assurda. In poche ore, dal ricordo al ricordo. In Uruguay si festeggiava l’anniversario del Maracanazo, quando la nazionale celeste schiantò il Brasile padrone di casa vincendo i Mondiali. Si è passati a piangere il simbolo di quel torneo, Alcides Ghiggia .

A 88 anni Ghiggia si è spento in Uruguay a causa di un attacco cardiaco. Veramente clamorosa la data della sua morte, avvenuta proprio 65 anni dopo la partita più importante della sua carriera: in quel 1950, nella finale del Maracanà tra il Brasile e la sua nazionale segnò il goal vittoria, dopo aver inoltre propiziato il pareggio di Schiaffino.

“Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracanã: Frank Sinatra , papa Giovanni Paolo II e io” dirà Ghiggia in seguito. Rappresenta un paese intero, ha ispirato, e continua ad ispirare, film, canzoni, libri. Per l’Uruguay la sua storia è come una favola, troppo bella e particolare per essere vera. Troppo brutta, dall’altra parte. Creò il Maracanazo, spezzò i sogni dei 200.000 del leggendario stadio brasiliano, ammutolì un popolo incredulo. Un popolo che non riusciva a crederci, tanto da lasciarsi andare a gesti estremi come rivolte e suicidi.

Ghiggia venne addirittura aggredito da parte di alcuni teppisti brasiliano: rientrò in Uruguay da eroe, ma zoppo. Fu costretto alle stampelle e con la gamba sinistra malconcia; rimase inattivo per quasi tutto l’anno. Anche lui però non era proprio il più santo dei santi: venne squalificato otto per mesi per aver aggredito un arbitro, dopo che questi aveva deciso di annullargli una rete.

Lasciato il Peñarol sbarcò in Italia, per divenire leggenda della Roma: in giallorosso giocherà tra il 1953 e il 1961, vincendo la Coppa delle Fiere nell’ultimo anno capitolino. In città non potè far altro che farsi trascinare dalla Dolce Vita, dalla vecchia fantastica capitale. Meno impegno in campo, più attenzione in completo elegante. Per Ghiggia ci sarà ancora posto però in Serie A: quattro presenze con il Milan nel 1961/1962 e Scudetto in tasca.

Nel frattempo Ghiggia aveva sposato anche la causa italiana , sulla base delle regole dell’epoca: dopo l’Uruguay e il Mondiale 1950 vinto la maglia azzurra, che vestì tra il 1957 e il 1959: cinque presenze e un goal, con tanto di qualificazioni al mondiale 1958 giocate. Ai più giovani non dirà niente, ma è stato tra i più grandi di sempre, un simbolo, un eroe, l’uomo più amato e odiato. Tanti calciatori hanno lasciato il segno negli ultimi novanta anni. Lui ha lasciato un cratere.

Il Brasile, qualche anno fa decise che Ghiggia meritava un posto nella Walk of Fame dello stesso Maracanà , nonostante quella gara, quell’evento. Quegli eventi, quel disastro. Ala destra rapida, fulminea, un piccolo razzo sulla corsia esterna, uomo assist, fantasia al potere, tocco magico, prolunga dell’istinto killer dei suoi compagni uruguagi e italiani. Se ne va lo stesso anno di Eduardo Galeano, cantore del calcio, connazionale. Quella cosa chiamata destino.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, dopo aver allenato, dopo aver intrapeso il mestiere di croupier, ha vissuto con estrema umiltà a Las Piedras, dipartimento di Canelones, venti minuti dal centro di Montevideo. Una pensione minima, interviste a pagamento per sopravvivere. Nel 2006 è stato premiato con il Golden Foot ed ha immediatamente venduto il premio: all’asta ha guadagnato 26.000 dollari, con i quali ha comprato un terreno per moglie e figli.

Nel 2014 il Brasile ha nuovamente, come noto, organizzato un mondiale. E’ andato in scena il Mineirazo, tra lacrime e angoscia. I verdeoro hanno concluso la competizione quarti, senza mai convincere. Un torneo che non ha mai visto Ghiggia in tribuna: “Nessuno è riuscito a trovarmi un biglietto o un accredito. Il problema, forse, è stato la pessima organizzazione. O più semplicemente c’è rancore nei miei confronti” evidenziava dal Brasile, da San Paolo.

Con la morte di Juvenal nel 2009, Ghiggia era l’unico sopravvisuto di quei 22 uruguagi, di quel gruppo dell’anno domini 1950. Lui, il fantasma del Maracanà. Lui, metà Clark Gable, metà Garrincha. Baffetto, veloce, amante della bella vita, del rum, delle donne, del calcio, della vita. Delle leggende e di eccezionali storie da raccontare. Mai come la sua, non trovate?
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http://www.goal.com/it/news/7078/cronaca/2015/07/16/13651762/lutto-nel-mondo-del-calcio-%C3%A8-morto-ghiggia-esattamente-65
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REAZIONE:NON MI OCCUPO DI CALCIO MA IL SUO DESTINO DI CAMPIONE IN QUESTO CASO E ANCHE UN DESTINO ITALIANO.HO LETTO LA NOTIZIA PERCHE MI COLPI LA STRANEZZA DELLA SUA MORTE:LO STESSO GIORNO DEL MARACANAZO.”MORIRE E’ UNA ABITUDINE CHE DI SOLITO HA LA GENTE” DICE UN POETA ARGENTINO MA MORIRE COSI NON HA NULLA DI ABITUALE,LA DATA CI DICE CHE E’ UN ARTIFICIO DELLA GLORIA.CHE E’ ABITUDINE CALCISTICA IN QUEL PAESE ASPRO E LONTANO.”VOCE NAO ACHA”?:QUELLO DEL TITOLO.
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*19 LUGLIO 2015:SOS GATTINI,RINGRAZIAMENTI PUBBLICI
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RINGRAZIAMENTI A “ANIMALESSINHOGAR” PER DARCI UNO SPAZIO DOVE RIVOLGERSI PUBBLICAMENTE PER TROVARE ANIMALI DOMESTICI PERDUTI.IN QUESTO CASO PER TROVARE IL MIO GATTINO NON C’E’ STATO BISOGNO PERO E’ UNA GARANZIA RASSICURANTE POTERE PUBBLICARE LO SMARRIMENTO.
http://www.animalessinhogar.net/servlet/ficha?URUGUAY,54689
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“BENIAMICCIA”(ALIAS “PIOJITA”)LA MIA ATIGRATA GATTINA DI 6 MESI L’HO RIPORTATA A CASA DOPO SOPRAVIVIVERE AD UNO SCHIACCIAMENTO PER PARTE DELLA MOTOCICLETTA DI UN VICINO,E ALLO SMARRIMENTO(POSTERIORE ALLA FUGA DELLA TRASPORTATRICE DOVE ERA INGABBIATA CAMMINO AL VETERINARIO)CHE L’HA FATTO STARE TUTTA UNA GELIDA NOTTATA D’INVERNO ALLO SCOPERTO.VISTA DAL VETERINARIO HA ACCERTATO BUONE CONDIZIONI DI SALUTE.INCREDIBILE PERO NON MORIRA,SI HA SALVATO.SOLO ZOPPICA DELLA ZAMPA POSTERIORE DESTRA MA SI RIMETTERA.
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*19 LUGLIO 2015:RENZI E BERLUSCONI E IMU,STESSO SCONTRO STESSA SOLUZIONE

1-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Renzi: “Via la tassa sulla prima casa”fotovideo

Manovra da 45 miliardi, un rebus le coperture

Il premier, all’assemblea Pd, promette la ‘rivoluzione copernicana’ del fisco

di ROBERTO PETRINI

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2-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

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Scalfarotto interrompe il digiuno

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REAZIONE:RENZI,IL BURATTINO DI BERLUSCONI,TORNA SUI SUOI STESSI CAPRICCI,IN QUESTO CASO SI TRATTA DELL’IMU,VI LO RICORDATI?

E SI LANCIA,COME ALLORA BERLUSCONI,CONTRO LA CEI COME SI VEDE SOPRA.IMMAGINATE COME ANDRA A FINIRE ADESSO.

NATURALMENTE,RENZI FINIRA COME BERLUSCONI.

IO VI RICORDO ORA CHE BERLUSCONI,CON QUESTA INIZIATIVA CONTRASTAVA QUELLE ISTITUZIONI SENZA FINE DI LUCRO FAVVOREGGIATI DALL’ESSENZIONE DI QUELLA IMPOSTA PROPIZIATI DALL’UE,FRA QUI LA CHIESA.E,NATURALMENTE ANCHE LA NUOVA ERA IN QUANTO QUESTE PUBBLICAZIONI E I SUOI CONCETTI SCIENTIFICI VENGONO FATTE SENZA FINE DI LUCRO APPUNTO.

PROPONEVA INOLTRE PRENDERE I SOLDI PER FINANZIARE L’ABOLIZIONE DELL’IMU CON DIVERSE INIZIATIVE INDIRIZZATI  A TASSARE DEI VIZI SPECIFICI:GIOCO D’AZZARDO,ALCOL E CIGARETTE.

VI PARE BENE?NO,NIENTE AFATTO,BERLUSCONI NULLA DICEVA SU FINANZIARE L’IMU ANCHE CON IL RICAVATO DELLA PROSTITUZIONE,IL PIU ANTICO DEI VIZI.E COSI,DOPO,SONO “APPARSI” DIVERSE INIZIATIVE AL RIGUARDO E BERLUSCONI FINI PROCESSATO PER PROSTITUZIONE.RENZI VORRA FARE LA STESA FINE?

LA CONSIGLIO,ANCORA UNA VOLTA,PREGARE AI SANTI  CHE DEVE PREGARE.

(E I MIEI GATTINI POTRANNO CONTINUARE A GIOCARE NEL GIARDINO DELLA CHIESA PARROCHIALE DI CREBBIO(1),SANT’ANTONIO)

(1)NEL GIARDINO E NON SUL PRATO:PER CHI CONOSCE IL POSTO NEL CUORE DELLA LOMBARDIA SA CHE ACCANTO ALLA PARROCHIA,SITUATA NELLA PENDINE A 45 GRADI DI UNA MONTAGNA ALTA PIU DI 700 METRI E FITTA DI UN BOSCO CON POSTI DOVE L’UOMO ANCORA NON HA MESO PIEDE,C’E’ UN PRATO CON TANTO DI SELVAGGIUME.L’HO PORTATO A GIOCARE LI MA IL SIGNOR PARROCO MI HA AVVERTITO CHE LA GENTE SI FASTIDIA E MI HA AMABILMENTE OFFERTO IL GIARDINO DELLA CHIESA.

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*22 LUGLIO 2015:INSISTO,PROCESSO E NON SOLO!!!!!,SI VOTA LA LOMBARDIA

-LA REPUBBLICA:

Inchiesta Maroni, la richiesta della Procura: “Il governatore sia processato”

Il pm Eugenio Fusco chiede il rinvio a giudizio anche per altri 5 soggetti, tra cui la società Expo. L’accusa è di indebite pressioni per far assumere due sue ex collaboratrici. Lui: “Accuse ridicole, è una buffonata”
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21 luglio 2015
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Inchiesta Maroni, la richiesta della Procura: "Il governatore sia processato"
Roberto Maroni 

Spetterà ad un giudice decidere se il governatore lombardo, Roberto Maroni, debba finire ‘alla sbarra’ per le presunte pressioni esercitate per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici. Il pm di Milano Eugenio Fusco, infatti, ha inoltrato al gup Chiara Valori la richiesta di rinvio a giudizio per l’esponente della Lega e altri cinque indagati, tra cui la società Expo 2015 spa e il suo dg Christian Malangone. E l’udienza preliminare è fissata per il prossimo 30 settembre.

LE TELEFONATE DEL SUO BRACCIO DESTRO

“Me l’aspettavo e sono tranquillissimo”, ha commentato Maroni, aggiungendo che “si tratta di accuse ridicole (la promessa di un viaggio mai fatto, costo per la Regione: zero euro) destituite di ogni fondamento o rilevanza, formulate da un magistrato mosso da un evidente pregiudizio politico e incattivito dal clamoroso flop delle sue precedenti inchieste su Lega e Finmeccanica”. Nei giorni scorsi, il legale del governatore, l’avvocato Domenico Aiello, aveva depositato al pm Fusco un’istanza di archiviazione, accompagnata anche da un regalo: la copia di un libro scritto da Piero Tony, ex procuratore generale di Firenze, e intitolato ‘Io non posso tacere. Confessioni di un giudice di sinistra. Un magistrato contro la gogna giudiziaria’.

Il pm Fusco, in ogni caso, dopo aver chiuso le indagini lo scorso giugno, ha valutato che sussistono gli elementi per andare a dibattimento e ha chiesto il processo anche per Andrea Gibelli, segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano, per Mara Carluccio, ex collaboratrice al Viminale di Maroni, e per il capo della segreteria del Governatore, Giacomo Ciriello.

L’inchiesta era scattata la scorsa estate a Busto Arsizio (Varese) dall’analisi di alcune intercettazioni nell’indagine su Finmeccanica e poi era stata trasmessa per competenza a Milano. Sotto la lente degli inquirenti era finita, in prima battuta, una presunta raccomandazione che avrebbe portato Maria Grazia Paturzo (non è indagata), altra collaboratrice di Maroni quando era ministro dell’Interno, ad ottenere un contratto come ‘temporary manager’ in Expo. I due, tra l’altro, come scrive il pm negli atti e come emergerebbe, secondo l’accusa, da alcuni sms, sarebbero stati “legati da una relazione affettiva”. L’indagine, partita dai sospetti sul contratto (vicenda ora non più contestata nell’imputazione), è virata sul capitolo di un viaggio a Tokyo (30 maggio-2 giugno 2014) nell’ambito del ‘World Expo Tour’.

Secondo gli inquirenti, Maroni avrebbe voluto che Paturzo fosse inserita nella delegazione della Regione per il viaggio e che fosse spesata da Expo. Da qui le sue presunte ‘pressioni’ su Malangone, attraverso Ciriello, e l’accusa di induzione indebita. “Christian – aveva scritto Ciriello in un sms a Malangone – il Pres ci tiene acché la delegazione per Tokyo comprenda anche la società Expo (attraverso la dottoressa Paturzo). Puoi parlarne con Sala o autorizzare la missione?”.

Nel secondo filone dell’inchiesta, invece, Maroni è accusato di aver turbato la gara per favorire l’assegnazione di un contratto di collaborazione con Eupolis, ente di ricerca della Regione, a Mara Carluccio, altra ex collaboratrice. Per l’avvocato Aiello, però, “più che un processo alle intenzioni sembra la consolidata e irriducibile intenzione di mandare comunque Maroni a processo”. L’esponente leghista, tra l’altro, in caso di condanna, anche solo di primo grado, rischierebbe di dover lasciare la carica di Governatore in applicazione della sospensione prevista dalla legge Severino. Intanto, per il gruppo Pd al Pirellone il caso “mette ancora una volta in cattiva luce la Regione Lombardia dopo anni di scandali”, mentre per il M5S in caso di rinvio a giudizio Maroni dovrebbe rassegnare “immediate dimissioni”. Per il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, invece, “la vicenda è circoscritta e sono certo che il presidente Maroni saprà spiegare le proprie ragioni”
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http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/07/21/news/inchiesta_maroni_la_richiesta_della_procura_processate_il_governatore_-119520898/?ref=HREC1-19

REAZIONE:NO,NON E’ UNA BUFFONATA.ANZI, E’ LA NUOVA OPPORTUNITA ABORTITA NEL 2012(1)DI RIPULIRE LA POLITICA LOMBARDA .E ANCHE LA SEVERINO C’E',E NON E’ GIOCO,ESSISTE LARGA INTESA PER APPLICARLA,ALTRO CHE…..

(1)QUESTA REGIONE DOVEVA STARE FUORI DEL DOMINIO DEL DUETO LEGA-BERLUSCONI GIA NEL 2012 QUANDO SCOPPIO IL PROCESSO A FORMIGONI.PERO COSTUI CON UNA AZZARDATA MANOVRA POLITICA IN QUI PUR DICENDO CHIAMARE A ELEZIONE ANTICIPATE ALLUNGO IL MANDATO FINO ALL’ORLO DELLA SCADENZA NATURALE E RIUSCI,CON APOGGIO SORPRESIVO DI ULTIMO MOMENTO AL PROPIO MARONI,RITENERLA PER UNA MANCIATA DI VOTI.

QUINDI NON SI TRATTA MICA DI UNA PERSECUZIONE A MARONI MA DI SOSTRARRE LA POLITICA DALLA CORRUZIONE,DI QUELLA DI ALLORA,DI OGGI E DI SEMPRE IN QUESTO CLAN LOMBARDO.IL BRACCIO DELLA GIUSTIZIA E LUNGO E…..PRESENTE TUTT’ORA.

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22 LUGLIO 2015:HA VINTO LA DEMOCRAZIA,HA VINTO LA GIUSTIZIA

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Il tribunale dà di nuovo ragione a De Luca  "Può fare il governatore"

Il tribunale dà di nuovo ragione a De Luca

“Può fare il governatore”

Sospesa la sospensione che già era stata congelata

REAZIONE:IMPORTANTISSIMA VITTORIA PER LA DEMOCRAZIA:DE LUCA E’ UN RAPRESENTANTE DELLA “MINORANZA” DEL PD,MA CHE E’ QUELLA MAGGIORANZA CHE GLI ITALIANI HANNO VOLUTO IN ELEZIONI DMOCRATICHE LIBERRIME.

E NON DANDO LUOGO ALLA SEVERINO HA  VINTO ANCHE LA GISUTIZIA IN QUELLA LOTTA CONTRO BERLUSONI E QUELLI POLITICI CHE HANNO VOLUTO CONTRAPORRERLA ALLA POLITICA:LA GIUSTIZIA NON HA BISOGNO DI NESSUNO CHE LI EMMENDI LA PAGINA.
E HA PERSO RENZI.E HA PERSO PIU VOLTE:
-HA PERSO PERCHE HA FATTO OSTRUZZIONISMO PERCHE DE LUCA NON SI PRESENTASSI.
-HA PERSO PERCHE LA VITTORIA ELETTORALE DI DE LUCA SIA NELLE INTERNI PD CHE NELLE REGIONALI HANNO SMENTITO QUELLE BRAVUCONATE DI RENZI DOPO LE EUROPEE.
-HA PERSO PERCHE ORA OLTRE A NON PIU POTERE FARE OSTENTAZIONE DEL SUO 40 PER CENTO ALL EUROPEE DOVRA CONVINCERE TUTTO IL SUO PARTITO CHE L’ITALICUM NON FAVORIRA IL CENTRODESTRA:COL CAVOLO 40 PER CENTO AL PD.SI DOVRA RIFARLA O SEMPLICEMENTE LASCIARE CHE IL REFERENDUM L’ABOLISCA?
-E,FINALMENTE,HA VINTO LA MAGNA GRECIA E LA SUA LEADERSHIP DEI VALORI DEMOCRATICI DELL’ANTICHITA GRECA NEL PRESENTE.CON IL TRADITORE PATTISTA TSIPRAS,LA GRECIA ODIERNA COME L’ITALIA DI RENZI NON E’ NE DEMOCRATICA NE MODERNA.
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-APPENDICE:I 4O.OOO DI RENZI,”COL CAVOLO”
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-SU BBC
translate.googleusercontent.com
EU decide al ribasso sulla redistribuzione dei migranti
- BBC News
Migranti sbarcano dal traghetto da isola di Lesbo in porto del Pireo nei pressi di Atene. 11 Luglio 2015
 Grecia sta lottando per far fronte con il numero di migranti che arrivano sulle sue coste

I ministri dell’UE hanno deciso al di sotto dell’obiettivo dei 40.ooo al concordare la redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia e in Grecia.

In un incontro a Bruxelles hanno deciso di avviare il trasferimento di poco più di 32.000 nfino al mese di ottobre.

L’assegnazione del resto sarà deciso entro la fine dell’anno, hanno detto i funzionari.

Circa 150.000 i migranti in fuga da guerre e povertà, si stima che abbiano raggiunto l’Europa finora quest’anno.

La maggior parte sono arrivati ​​in Grecia e in Italia dove vengono allogiati in traboccante campi.

Entrambi i paesi hanno invitato altri Stati dell’Unione europea a condividere il fardello.

La cifra di 40.000 è stato proposto dalla Commissione europea a seguito di un naufragio nel Mediterraneo nel mese di aprile che ha lasciato quasi 800 morti.

*Aumento del 149% dal 2014

*63.000 immigrati hanno raggiunto la Grecia via mare

* 62.000 migranti hanno raggiunto l’Italia via mare

*10.000 al confine Ungheria / Serbia maggio

Ma mentre gli Stati dell’UE hanno deciso di aiutare , sono stati aspramente divisi sui dettagli di qualsiasi redistribuzione.

Lussemburgo, che detiene attualmente semestre di presidenza dell’Unione europea, ha detto che i ministri degli affari interni avevano concordato di trasferire 32.256 siriani, eritrei, iracheni e somali.

Il commisario degli affari interni dell’UE Dimitris Avramopoulos ha detto ai giornalisti: “Siamo quasi arrivati e ​​il ​​restante di 8.000 sarà assegnato entro la fine di quest’anno, entro dicembre..

“Sono deluso che questo non è accaduto oggi, ma è stato un passo avanti molto importante.”

Spanish home affairs minister Jorge Fernandez Diaz said Spain was critical of the relocation plan “because it will create a pull factor” attracting more migrants to Europe. Il ministro Spagnolo degli affari interni Jorge Fernandez Diaz ha detto che la Spagna ha criticato il piano di delocalizzazione “perché crea un fattore di attrazione”,attrarre più immigrati in Europa.

La Germania ha offerto il maggior numero di posti – 10.500 per i richiedenti asilo e 1.600 per i migranti, seguita dalla Francia con 6.752 posti per i richiedenti asilo e 2.375 per i migranti.

Il Regno Unito, la Danimarca e l’Irlanda sono stati autorizzati a rinunciare al programma in virtù trattati dell’UE, ma l’Irlanda ha accettato di prendere 600 richiedenti asilo e rifugiati 520 mentre la Danimarca e la Gran Bretagna hanno deciso di accettare 1.000 e 2.200 rifugiati, rispettivamente.

Graph of migrant arrivals in Europe

 Nel frattempoil gruppo di aiuti Medici Senza Frontiere (MSF) ha avvertito che migliaia di migranti e richiedenti asilo sono bloccati in cattive condizioni in diverse isole greche.

Ha detto che circa 5.000 persone, per lo più provenienti da Siria, Afghanistan e Iraq, erano arrivati ​​sull’isola di Lesbo in questi ultimi giorni e che il centro di accoglienza era “sull’orlo del collasso”.

Ha detto che sull’isola di Kos, circa 700 persone sono state stipate in un edificio fatiscente, con una capacità massima di circa 200.

“Lasciando la gente a badare a se stessi in un edificio abbandonato o un campo pieno di immondizia dove non c’è quasi nessuna acqua o latrine è semplicemente inaccettabile”, ha detto Elisabetta Faga, MSF emergenza coordinatore in Lesbo.

MSF ha chiesto all’Unione europea di fare di più per aiutare la Grecia.

http://www.bbc.com/news/world-europe-33602021

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REAZIONE:FORSE NEL VIA VAI DI NOTIZIE AL RIGUARDO DELL’IMMIGRAZIONE DEI PROFUGHI SUL MEDITERRANEO,E ALL’INFLUENZIA DELLA GRANDE STAMPA,SI POTRA NON ACCORGERSI DELLA PORTATA DI QUESTO DATO:QUESTO DATO SIGNIFICA CHE RENZI,CHE DOPO LE EUROPEE AVEVA PARTITO ALL CONQUISTA DELL’EUROPA,NON E’ STATO SODISFATTO SEMPLICEMENTE E’ STATO “DELUSO”.IN CAMBIO LA SICILIA E LA MAGNA GRECIA HANNO AVUTO QUALCHE APOGGIO PER LA GESTIONE DEI MIGRANTI.QUESTO SIGNIFICA CHE LE’EUROPA COME L’ITALIA IN RENZI,COME ALLORA PER BERLUSCONI,NON HA FIDUCIA.MA LORO FANNO FINTA DI NON ESSERSI ACCORTI,VIVONO IN UNA NUVOLA.RENZI,COME ALLORA BERLUSCONI,PER QUESTO CADRA.
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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO
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-E DALL’EUROPA ARRIVA LA CONFERMA,NON C’E’ FIDUCIA IN RENZI
lastampa.it
“L’Italia ha già avuto lo sconto”. Bruxelles fredda sul piano Renzi

«Un giudizio sul piano fiscale è molto prematuro», taglia corto Pierre Moscovici. In effetti, quando gli pongono il quesito, il commissario Ue per l’Economia ammette di non aver ricevuto comunicazioni da Roma sul nuovo pacchetto di tagli alle imposte, di non averne parlato col governo, e di non aver neanche letto l’intervista in cui il ministro Padoan rivela di puntare sulla clausola europea della flessibilità, e sui maggiori margini fiscali che essa consente, per finanziare la fine di Tasi & Co. «L’Italia ne ha già chiesto l’attivazione e, non a caso, l’ha ottenuta», dice il francese, con la frase che contiene la domanda del giorno: se abbiamo già avuto lo sconto 2016, di quale sconto si sta parlando?

Ma la riforma non pensa ai più giovani di Massimo Russo

«C’è un quadro intellettuale e politico in cui formeremo il nostro giudizio», filosofeggia Moscovici, per dire che la porta è aperta e la corsa lunga. Sabato Matteo Renzi ha annunciato un programma di forte riduzione delle tasse che vale 45 miliardi nel 2016-18. I tecnici della Commissione rivelano di aver scoperto l’intenzione dai giornali, anche «con qualche sorpresa», perché il percorso di risanamento su cui l’Italia ha camminato sinora con successo appare virtuoso ma povero di margini per deviazioni. Roma ha fruito della clausola flessibilità di Bruxelles nel 2015, causa cattiva congiuntura. Il lieto evento si è riprodotto nel 2016, stavolta grazie al sostanziale processo di riforme avviato dal governo: è stata consentita una correzione del deficit strutturale da 0,1 punti di Pil, invece dello 0,5 canonico, il che ha liberato 6 miliardi. «Quando parlano di flessibilità – ragionava ieri una fonte europea – non è chiaro a cosa si riferiscano. La clausola per il 2016 è già stata usata». Il «quadro intellettuale», e non solo, si basa su tre pilastri. Moscovici, elaborando sul dossier Italia, ha ripercorso le regole fissate dalla Commissione in gennaio. «Un Paese che investe (e ha il deficit sotto il 3% del Pil) va incoraggiato», uno che fa le riforme «può guadagnare del tempo», mentre si può tenere conto del ciclo sfavorevole «perché se l’economia è in difficoltà lo sforzo di bilancio non può essere lo stesso» di un Paese che cresce bene. Il francese ritiene che il caso italiano sia il secondo. «Lo valuteremo in funzione di ciò che propone l’Italia», ribadisce

Passaggio stretto. Ricordano le fonti europee, la Commissione ha rinviato all’autunno la definizione o meno di «rapporto secondo l’art.126.3 del Trattato», una prima messa sotto accusa del debito che, sebbene al picco, resta sopra il 130% del Pil. E’ una mano legata. La seconda è vincolata dalla volontà del governo di disinnescare le clausole di salvaguardia per il rispetto degli obiettivi europei, già computate nella tabella di marcia concertata con Bruxelles. Sono 16,2 miliardi da trovare per non aumentare Iva (al 24%) e accise. Scendono a 10 se si valuta che 6 sono coperti dalla clausola di flessibilità avuta in maggio. E il resto? Le parole di Padoan fanno supporre che il rapporto fra deficit e Pil, previsto all’1,8% nel 2016 potrebbe slittare verso il 2,5%. Chi legge i giornali, nelle istituzioni, ritiene che il secondo sconto auspicato sia questo: i circa 5 miliardi necessari per Tasi e Imu agricola l’anno venturo. «Nessun pregiudizio, siamo pronti ad aiutare, ma vogliamo essere convinti», assicurano ai piani alti della Commissione. Può funzionare se tutto va, le riforme, le briglie al debito, la crescita sempre magra da noi.

 http://www.lastampa.it/2015/07/23/economia/litalia-ha-gi-avuto-lo-sconto-bruxelles-fredda-sul-piano-renzi-VoZlaoyzfZmtKhqtesD6aK/pagina.html
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COMMENTO:LA CONFERMA DELLA MANCANZA DI FIDUCIA IN RENZI E,IN QUESTO CASO, IL SUO PIANO PER RIDURRERE LE TASSE FRA CUI QUELLA DELL’IMU CHE NUOCE I COMUNI,ARRIVA NIENTE DI MENO CHE PER BOCCA DEL COMMISARIO PER L’UE PER L’ECONOMIA,IL SOCIALISTA FRANCESE MOSCOVICI,PIERRE.
COME CONSEGUENZA RENZI SI LA PRENDE CON L’UE(BRUTTA SEGNALE PER IL SUO FUTURO POLITICO):”L’EUROPA NON FACCIA SOLO LA MAESTRINA,COLLABORI”.VEDI TITOLARE SU LA STAMPA:

Renzi: “L’Europa aiuti chi vuole ripartire, non sia solo maestrina con la matita rossa e blu”
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E SUBITO PARTE LA REPUBBLICA E I SUOI SONDAGISTI AL RISCATTO DI RENZI:”MICA E’ L’EUROPA CHE DEVE AVERE FIDUCIA IN RENZI,SIAMO NOI CHE NON L’ABBIAMO SULL’EUROPA”.VEDI TITOLARE LA REPUBBLICA DI SEGUITO:
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Sondaggio Cgil: cala fiducia italiani nella Ue. Ma pochi lascerebbero l’Euro
Per il 55% degli intervistati evoca immagine negativa
E per il 49,6% le istituzioni europee hanno troppo potere,di GIOVANNI CEDRONE
REAZIONE:BUFFONATA.IL SOLO SONDAGGIO VALIDO E’ QUELLO DELLE URNE.MA RENZI I NUMERI NON C’E’ L’HA,E’ UN GOLPISTA CHE FA IL PREMIER CON I VOTI DI SINDACO DI FIRENZE,I VOTI DELLE INTERNE PD E LE EUROPEE COME E’ STATO DIMOSTRATO,NON C’ENTRANO.
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EPILOGO:MAGNA GRECIA VERSUS ATENE
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COME DERIVA COLATERALE  DELL’ALLINEAMENTO DI MOSCOVICI CONTRO RENZI,VAROUFAKIS IL MINISTRO DIMISSIONARIO DELL’ECONOMIA GRECO CHE AVEVA VINTO IL REFERNDUM POI TRADITO DA TSIPRAS,E CHE SI AVEVA MANIFESTATO CONTRO L’ACETTAZIONE DELL’AUSTERITY PER PARTE DI QUELLO,CAMBIA IDEA E DICHIARA ESSERE A FAVORE DEL PIANO DI AIUTI DELL’UE ALLA GRECIA.PER DIRLA CON ALTRE PAROLE,SI METTE ACCANTO A TIPRAS E  IL SUO OMOLOGO ITALIANO RENZI.LA GRECIA ATTUALE E’ FUORI DELL’EREDITA STORICA,INSOMMA.E LA MAGNA GRECIA AVANZA NELLA SUA AUTONOMIA IN ITALIA E SARA REFERENTE NEOCLASICO DELLA DEMOCRAZIA:CROCIETTA SI STA DIMETTENDO A PRESTO,LO HA DETTO LUI.

LUGLIO 2015:MAGNACCIO 3,ATTUALIZAZIONE
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-MAGNACCIO PINOCCHIO,FARA LA FINE DI BILL CLINTON
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SU LA REPUBBLICA:
Ruby ter, Berlusconi verso il processo. Ma il pm: “Per Ghedini e Longo archiviazione”
Oltre ai due storici legali dell’ex cavaliere, i pm chiedono di archiviare la posizione di una decina di altre persone: tra loro l’europarlamentare Licia Ronzulli, il caposcorta e il padre di Karima

Ruby ter, Berlusconi verso il processo. Ma il pm: "Per Ghedini e Longo archiviazione"

Karima El Mahroug 

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per 13 persone indagate nell’inchiesta cosiddetta Ruby ter, tra cui gli storici legali di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Per altre 32 posizioni, invece, tra cui quella del leader di Forza Italia, accusato di corruzione in atti giudiziari, si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. Sull’archiviazione deciderà il gup Stefania Donadeo. L’accusa per i due legali di Berlusconi era concorso in corruzione in atti giudiziari.

La riunione ad Arcore. Il fatto contestato era la riunione del 15 gennaio 2011, giorno in cui l’ex presidente del Consiglio e i suoi due avvocati convocarono ad Arcore tutte le ragazze che erano state oggetto il giorno prima di una perquisizione negli appartamenti di via Olgettina a Milano. “In seguito a questa riunione – scrivevano i giudici nelle motivazioni della sentenza Ruby bis – tutte le ragazze, testimoni del nostro processo, iniziavano a percepire almeno la somma di 2.500 euro al mese ciascuna”.

Soldi, foto e minacce: così Berlusconi si è scoperto ricattabile di P. Colaprico

Ruby Ter, 34 indagati: i protagonisti dell’inchiesta

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Le accuse a Berlusconi. L’ex Cavaliere è accusato di corruzione giudiziaria, per aver stipendiato una ventina di ospiti del Bunga Bunga per dire il falso al processo sulle “cene eleganti” di Arcore. La tesi della generosità non regge. E per lui si prospetta un nuovo processo. “Un altro tentativo della Procura di Milano di costruire contro di me delle accuse basate sul nulla – aveva commentato Berlusconi a suo tempo – confido nell’imparzialità e nel buon senso dei magistrati giudicanti, che già mi hanno assolto per le stesse vicende con formula piena.

Richiesta di archiviazione per 13. Oltre ai due avvocati, i pm chiedono l’archiviazione anche per l’ex viceministro degli Esteri Bruno Archi, l’ex deputato Valentino Valentini, il capo scorta di berlusconi Giuseppe Estorelli. E ancora: il padre di Ruby, Mohammed El Marough, l’ex fidanzata di Luca Risso, Serena Facchineri, la colombiana Diana Iriarte Osorio, la modella Cinzia Molena, l’amico di Ruby Antonio Passaro e il marito di Licia Ronzulli, Renato Cerioli.

Cambio di direzione per Ronzulli. Gli inquirenti hanno cambiato idea sul destino giudiziario dell’europarlamentare di Forza Italia che avrebbe partecipato ad almeno due serate organizzate dall’ex premier nella sua residenza di Villa San Martino: non appena chiuse le indagini, l’orientamento era quello di chiedere l’autorizzazione a procedere all’europarlamento, passaggio obbligato in vista di una richiesta di rinvio a giudizio. Dopo aver vagliato con attenzione la sua posizione, si è invece deciso di chiedere l’archiviazione anche per lei.

Per 32 si va verso il processo. Scende così a 32 il numero degli indagati che rischiano di finire sotto processo. Oltre che per Berlusconi (che secondo l’accusa avrebbe corrotto con 10 milioni di euro le cosiddette ‘olgettine’ per ‘comprare’ il loro silenzio e spingerle a rendere falsa testimonianza nei processi Ruby, dove il premier è stato assolto,e Ruby bis) i magistrati milanesi sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio anche per una ventina di ragazze, per la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, per il cantante Mariano Apicella, per il giornalista Carlo Rossella e e per il funzionario di polizia Giorgia Iafrate.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/07/24/news/ruby_ter_verso_il_processo_ma_il_pm_archiazione_per_ghedini_e_longo_-119741300/?ref=HREC1-21
REAZIONE:BERLUSCONI RICATTABILE?MA VA….CHI HA PRESSIONATO LA POLIZIA PER RITENERE RUBY?
SAPEVO CHE LA GIUSTIZIA NON POTEVA PERDONARE BERLUSCONI SIN DALL’INIZIO QUANDO QUELLA SENTENZA ASSOLUTORIA.ORA SI PARTE DA ZERO E LA PARABOLA BERLUSCONI SI AVVIA VERSO IL DECLINO FINALE:BILL CLINTON NON FU CONDANNATO PER ADULTERIO MA PER BUGGIARDO,BERLUSCONI FARA LA STESSA FINE.SI SPARA A ZERO.
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*25 LUGLIO 2015:IMU IL GIORNO DOPO,SI APPROFONDISCE LO SCONTRO CEI-RENZI
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-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
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IL CASO SOLLEVATO A I LIVORNO
Ici per le scuole religiose, la Cei: «Sentenza pericolosa» Vota
Il governo: «Presto chiarimento»

La denuncia di monsignor Galantino: «Basta con l’ideologizzazione esasperata». Il ministro Giannini: «Sull’Ici alle paritarie c’è da riflettere»
*Livorno, la Cassazione: anche scuole religiose paghino l’Ici

-E COSI SU LA  STAMPA:

cronache

Le scuole cattoliche devono pagare l’Ici

Ira dei vescovi: “Così si limita la libertà”
Vota- Chi ha ragione: i giudici o la Cei?

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REAZIONE:ICI-IMU,STESSO CANE CON DIVERSO GUINZAGLIO:

NON POTENDO BERLUSCONI,RENZI E LE LARGHE INTESE ABOLIRE L’IMU COME VANTAVANO INVENTARONO UN IMPOSTA CON UN NOME NUOVO FATTA SULL’AMUCCHIAMENTO DI PIU TASSE PER “METTERE A TACERE” IL FALLIMENTO IMU.

IL GIORNO DOPO LO SCRITTO CHE VEDETE SOPRA SULL’IMU(IO SONO TESTARDO,ALL’ANTICA”,CONTINUO A CHIAMARLO IMU)LA  CASSAZIONE HA SENTENZIATO A PAGARE L’IMU DELLE SCUOLE RELIGIOSE PRIVATI E QUESTO HA RIACCESO DI BRUTTO LO SCONTRO CON LA CEI.OCCHIO.

PD.LA DOMANDA DELLA STAMPA
E’ UNA DOMANDA CON TRABOCCHI:LO SCONTRO NON E’ CON LA GIUSTIZIA MA CON BERLUSCONI-RENZI E LE LARGHE INTESE.CERTO C’E’ QUESTA SENTENZ PUNTUALE DELLA GIUSTIZIA IN UN POSTO SOLO DELL’ITALIA.CERTO LE SCUOLE CATTOLICI  A VOLTE HANNO FINE DI LUCRO MA PRETENDERE GENERALIZZARE A TUTTA LA CHIESA E’ UNO SPROPOSITO.IO RISPONDEREI CON ALTRA DOMANDA:GLI ALBERGHI CATTOLICI PER DONNE STUDENTE SOLE,DOVREBBERO PAGARE L’IMU?
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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