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27 NOVEMBRE 2014:CAPITALISMO SELVAGGIO IN BRUXELLES 2

-SU GOOGLE NEWS:

Che cosa prevede il piano Juncker. Panacea o bluff?

6 – 11 – 2014Margherita Tacceri
Che cosa prevede il piano Juncker. Panacea o bluff?
Numeri, dettagli, obiettivi, sfide e incognite
Si chiariscono i contorni del piano Juncker che fa già discutere politici e addetti ai lavori.
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L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE
Questa mattina il piano è stato presentato dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker agli eurodeputati, riuniti in sessione plenaria a Strasburgo. Nell’intervento il neo Presidente della commissione ha fornito qualche dettaglio in più rispetto alla frase spot che ripeteva da mesi:  “Il bilancio europeo mobiliterà fino a 300 miliardi di investimenti pubblici e privati in tre anni”.
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LE ATTESE
Il tam tam mediatico aveva creato illusioni e soprattutto nei Paesi in difficoltà si erano create tante aspettative. In molti avevano creduto che sarebbe presto arrivata una pioggia di investimenti, nell’immaginario collettivo l’Europa sarebbe diventata uno sportello bancomat pronta ad elargire finanziamenti.
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I VERI NUMERI
Oggi il chiarimento: in realtà i miliardi sono “solo” ventuno che dovrebbero diventare 315 grazie a un “fantomatico effetto moltiplicatore”. In altri termini le risorse comunitarie ammontano a 21 miliardi di cui 5 stanziati dalla BEI e i 16 restanti provengono da garanzie del bilancio europeo.
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LA SPERANZA DI JUNCKERLa speranza del presidente della Commissione di Bruxelles è che per ogni euro investito, si produca un effetto moltiplicatore (da 1 a 15) grazie al contributo di risorse pubbliche e private. Quindi chiarito che i miliardi iniziali non saranno 300, la vera e unica novità positiva del piano di investimenti è rappresentata dal fatto che ”I contributi degli Stati saranno fuori dal deficit e dal debito”, quindi non verranno conteggiati nei parametri fissati dal Patto di Stabilità.LE PAROLE DI KATAINENChiarito il bilancio, adesso rimane da spiegare ai cittadini che il falco Katainen (Vice Presidente responsabile del pacchetto economico) ha dichiarato che il piano di investimenti europeo “è rivolto a progetti ad alto rischio”, che altrimenti difficilmente potrebbero venire finanziati.

LE INCOGNITE

Gli addetti ai lavori immaginano bandi per accedere ai finanziamenti specifici e contorti, e  successiva valutazione affidata a rigidi comitati da esperti. Secondo Juncker, “il Piano sugli investimenti si può riassumere in un messaggio unico: l’Europa ora può offrire speranza al mondo su crescita e lavoro”, i maligni invece aspettano di vedere in che direzione andranno i finanziamenti. Direzione Berlino? Tra gli italiani, fra Strasburgo e Bruxelles, si spera di no.

http://www.formiche.net/2014/11/26/che-cosa-prevede-il-piano-juncker-panacea-o-bluff/

- CAPITALISMO SELVAGGIO IN BRUXELLES 3

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Ecco come funzionerà il piano Juncker

6 – 11 – 2014MPS CAPITAL SERVICES Market Strategy
Ecco come funzionerà il piano Juncker

Numeri, dettagli e obiettivi

In area Euro la speculazione secondo cui la BCE si appresterebbe a comprare altri asset tra cui titoli governativi continua a sostenere gli acquisti di bond, portando così i tassi di mercato a registrare nuovi minimi.

LE POSIZIONI NELLA BCE

Su questo tema si è espresso il vicepresidente della BCE Constancio, secondo il quale l’ipotesi rientra in quelle prese in considerazione dall’Istituto e sarebbe attuata nel caso distribuendo gli acquisti in proporzione alla quota di ciascuna banca centrale nazionale nel capitale della BCE.

IL TACCUINO DELLO SPREAD

Sui minimi da inizio ottobre lo spread Italia-Germania sceso fino a 138 pb. Unica eccezione il decennale greco (che resta poco sotto l’8%) su cui pesano le attese di un accordo della Troika con il governo.

IL PIANO JUNCKER

Oggi il presidente della Commissione europea, Juncker, ha presentato il piano di investimenti da 300 Mld€ al Parlamento europeo. Il piano sarà finanziato tramite il fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) che avrà un capitale iniziale di 21 Mld€, di cui 5 a carico della BEI ed i rimanenti 16 Mld€ di garanzie europee.

GLI OBIETTIVI

L’obiettivo sarà di generare tra il 2015 e 2017 prestiti ed investimenti per almeno 315 Mld€, grazie ad un effetto leva di 15 volte. Al piano potranno partecipare sia investitori privati sia gli Stati dell’area. In quest’ultimo caso Juncker ha assicurato che i contributi degli stati al fondo saranno scomputati dal deficit.

http://www.formiche.net/2014/11/26/ecco-funzionera-forse-il-piano-juncker/

- CAPITALISMO SELVAGGIO IN BRUXELLES 4

-SU GOOGLE NEWS:

Intese alla Juncker, doppio irlandese, panino olandese. Tutti i trucchetti fiscali sparsi per il mondo

1 – 11 – 2014Patrizia Licata
Intese alla Juncker, doppio irlandese, panino olandese. Tutti i trucchetti fiscali sparsi per il mondo

Numeri, fatti, ricostruzioni

Aziende globali dell’economia digitale: dove risiedono e dove devono pagare le tasse? Questo è il grande dilemma (per gli Stati sovrani) creato dalla Internet economy e il portentoso escamotage concesso a colossi che vanno da Apple ad Amazon (ma il settore hitech non è l’unico coinvolto) che riescono, con creative strutture corporate, ad aggirare il pagamento delle tasse nei Paesi in cui generano introiti.

La questione è diventata “imbarazzante” in questi giorni perché tra i Paesi europei che favoriscono gli escamotage fiscali c’è il Lussemburgo, dove molte aziende hanno potuto ottenere importanti agevolazioni in cambio dei loro investimenti negli scorsi anni – anni in cui alla guida del Paese come premier c’era il neo-eletto presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. A mettere Junker sulle braci ardenti c’è l’intesa che il Lussemburgo avrebbe concordato con 340 multinazionali per garantire loro una fiscalità vantaggiosa in cambio dell’installazione di una sede entro i confini del granducato.

GOOGLE & CO.: 25% DI TASSE IN MENO IN 8 ANNI 

La questione però ha dimensioni più grandi e non coinvolge solo il Lussemburgo. Pochi mesi fa il Financial Times calcolava che grandi aziende hitech americane e alcuni colossi farmaceutici – AppleMicrosoftGooglePfizer, Cisco SystemsOracleQualcommJohnson & JohnsonMerckAmgenEmceBayEli Lilly e Medtronic - erano riusciti a ridurre il loro carico fiscale medio del 25% negli ultimi otto anni “parcheggiando” il loro contante all’estero. Lo hanno fatto così sistematicamente che il cash che questi gruppi conservano fuori dagli Stati Uniti (quasi 500 miliardi di dollari) è più del cash di tutte le altre aziende Usa messe insieme. Queste aziende godono di un livello di corporate tax che è in media di appena il 10% nel 2013, dice il sondaggio del Ft, e il carico fiscale a cui sono soggette è sceso di 7,7 punti tra il 2004-06 e tra il 2011-13; per contro, le tasse corporate nei Paesi Osce sono scese di 3,4 punti e ammontano in media al 25,15%.

Sono cifre che disegnano una “migrazione” dei profitti generati da alcune grandi compagnie americane verso Paesi con regimi fiscali molto favorevoli quali Irlanda, Singapore e Bermuda. La montagna di contante che queste aziende hanno fuori dagli Stati Uniti è destinata a crescere perché non solo il regime fiscale degli Usa non è altrettanto favorevole sugli utili aziendali, ma è molto pesante per chi fa tornare in patria soldi che prima teneva all’estero (con tassazione fino al 35%). Molti gruppi hanno addirittura chiesto al governo Usa una “tax holiday“, una sorta di moratoria, che permetta di riportare il cash in patria sotto un regime un po’ più favorevole – moratoria che però non è molto probabile, visto che la Us Joint committee of Taxation ha fatto presente al Congresso che tale misura costerebbe al governo a stelle e strisce 96 miliardi di dollari di introiti in dieci anni.

DAL DOPPIO IRLANDESE AL PANINO OLANDESE

In Europa ad essere nel mirino delle autorità è soprattutto l’Irlanda, visto che l’escamotage più usato dalle tech companies è il cosiddetto Double Irish, che sfrutta la possibilità concessa dalla legge irlandese di incanalare i pagamenti delle royalties per la proprietà intellettuale da una filiale registrata in Irlanda a un’altra che risiede per motivi fiscali in un Paese dove non si pagano tasse sugli utili. Il Double Irish permette alle aziende di trasferire legalmente ogni anno miliardi di euro di profitti in paradisi fiscali; è usato da aziende come Google, Facebook o VMware e da molte altre tech companies americane. VMware, per esempio, ha una sussidiaria registrata in Irlanda col nome di VMware Bermuda Ltd che l’anno scorso ha incassato 1,43 miliardi di euro di licensing fees dalla divisione irlandese che vende software e servizi VMware, ma senza pagare tasse sui profitti.

Il sistema del Double Irish è spesso appaiato a un’altra struttura molto sfruttata dalle multinazionali e che chiama in ballo un altro Paese ancora: il Dutch Sandwich, che usa un sistema di più società, di cui una con sede nei Paesi Bassi, per evitare alcune tasse. Double Irish in primis e a seguire tutti gli altri stratagemmi sono diventati il centro di una campagna per la revisione del sistema di corporate tax: l’Ocse ha detto che uno degli obiettivi delle sue raccomandazioni per le modifiche ai regimi fiscali è proprio quello di porre fine ai sistemi che permettono alle aziende di trasferire i profitti verso i paradisi fiscali.

APPLE E AMAZON NEL MIRINO

Il Doble Irish è stato attaccato di recente dall’Ue per gli accordi con cui l’Irlanda avrebbe permesso ad Apple di ottenere un regime fiscale molto favorevole (accordo negato tanto dall’Irlanda quanto da Apple). La Commissione europea ha pubblicato a settembre la lettera inviata a Dublino con cui ricostruisce le relative vicende degli accordi fiscali tra la Mela e il governo Irlandese tra il 1990 e il 2007 e parla di illeciti “aiuti di Stato”. Le autorità irlandesi avrebbero accettato di considerare come base imponibile della società Usa, in relazione alle filiali irlandesi, dei valori non allineati a quanto sarebbe avvenuto normalmente sul mercato, un beneficio che Apple avrebbe ottenuto mettendo sul piatto della “trattativa” pesi quali l’opportunità di creare occupazione.

Una vicenda simile ha visto coinvolta Amazon e ci riporta in Lussemburgo: la Commissione europea ha aperto un’indagine a tutto campo sul regime fiscale che il Lussemburgo applica al colosso americano delle vendite, che sottovaluterebbe il volume degli utili di Amazon e le concederebbe un vantaggio sleale sulla concorrenza. La Commissione ha spiegato che la delibera fiscale emanata nel 2003 dal Lussemburgo per la filale locale di Amazon, Amazon Eu Sarl, ha permesso all’azienda di pagare una royalty alla casa madre che ha ridotto la quota tassabile ad appena l’1% dell’utile prodotto in Europa. Ciò, indica l’Ue, potrebbe non essere in linea con le condizioni di mercato.

“E’ giusto che le filiali delle multinazionali paghino la loro parte di tasse e non beneficino di un trattamento preferenziale che equivarrebbe a sovvenzioni mascherate”, ha dichiarato il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia.

IRLANDA, UN PASSO AVANTI E UNO INDIETRO

L’assedio di Ocse e Ue agli escamotage fiscali è stato tale che a metà ottobre il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan aveva annunciato che dal 1° gennaio 2015 il Double Irish non sarebbe stato più utilizzabile per le società che si stabiliscono ex novo nel Paese. Le altre avrebbero avuto il tempo di rivedere la loro organizzazione fino al 2020.

Pochi giorni dopo, però, il governo irlandese ha fatto marcia indietro preannunciando per il 2015 un provvedimento, il Knowledge Development Box, che consentirà alle aziende tecnologiche, farmaceutiche e ad altre che traggono i loro ricavi da prodotti e servizi coperti da brevetto, di pagare meno tasse.

Si tratta di un tipo di provvedimento che esiste già in Gran Bretagna, dove è chiamato “patent box”, e in Olanda, dove è conosciuto con il nome di “innovation box” e che consente alle aziende di separare le entrate provenienti dalla proprietà intellettuale, per le quali è previsto un carico fiscale ridotto. In Olanda, per esempio, la quota da versare in base all’innovation box è soltanto il 5%. In Irlanda la corporate tax è già piuttosto bassa (12,5%); quella garantita ai prodotti coperti da brevetto sarà presumibilmente molto inferiore.

SCHAUBLE: SERVE UN SISTEMA FISCALE GLOBALE

“Il modo di funzionare dell’economia mondiale sta profondamente cambiando: come effetto della globalizzazione e della digitalizzazione, un numero crescente di processi economici ha assunto scala internazionale”, ha scritto nei giorni scorsi Wolfgang Schäuble, ministro tedesco delle Finanze. “Il progresso tecnologico nella digital economy fa sì che le aziende possano servire i mercati senza esservi fisicamente presenti e anche le fonti di reddito sono diventate mobili: c’è un crescente interesse verso asset intangibili e investimenti mobili che possono essere facilmente ‘ottimizzati’ da un punto di vista fiscale e trasferiti all’estero. Le normative fiscali non hanno tenuto il passo con queste evoluzioni, non sono più adatte all’integrazione internazionale, alle strutture delle aziende di oggi e alla realtà economica dei servizi digitali. Senza norme adeguate, gli Stati perdono entrate di cui avrebbero enorme bisogno per rimpinguare le loro casse”.

“La tensione che ne deriva tra sovranità fiscale degli Stati e le dimensioni senza confine delle attività economiche moderne può essere risolta solo tramite un dialogo internazionale e standard globali uniformi”, secondo Schäuble. “Nell’Unione europea, gli Stati si devono unire per proporre una soluzione congiunta. Nei giorni scorsi si è tenuto a Berlino il settimo meeting del Global Forum on trasparancy and exchange of information for tax purposes, che ha riunito i rappresentanti di 122 Paesi e giurisdizioni, Ue compresa, ed è stato firmato un accordo sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari a fini fiscali: in futuro, virtualmente tutte le informazioni connesse con un conto bancario saranno riportate alle autorità fiscali del Paese di appartenenza del proprietario del conto. Abbiamo bisogno di standard internazionali uniformi per raggiungere una concorrenza fiscale internazionale equa e i progressi fatti con l’accordo di Berlino sullo scambio automatico delle informazioni per il fisco dimostra che, lavorando tutti insieme, raggiungere questo obiettivo è possibile”.

GLI ESCAMOTAGE CONVENGONO DAVVERO?

Di fronte a tante pressioni quanto dureranno gli escamotage fiscali? Sicuramente gli Stati sovrani, defraudati di miliardi di entrate, cominciano ad attrezzarsi per reagire. Il gruppo del G20 si prepara a varare norme più severe contro le scappatoie come il famigerato Double Irish. La Commissione europea, come abbiamo visto, esamina i casi di alcuni colossi come Apple. Negli Usa, la Us Joint committee of Taxation ha fatto notare che gli escamotage fiscali alla lunga potrebbero rivelarsi non così convenienti come sembrano: le aziende americane si stanno ritrovando oberate da costi extra legati proprio al fatto che conservano i soldi dei profitti fuori dagli Usa e in patria sono costrette a prendere il denaro in prestito perché non possono usare il contante che hanno all’estero.

Gli investitori poi si preoccupano che l’effetto positivo dei regimi fiscali molto favorevoli sugli utili aziendali non tenga nel lungo termine: Luca Paolini, chief strategist di Pictet Asset Management, ha messo in dubbio in una nota che un’azienda che migliora i suoi margini netti solo grazie al fatto che paga meno tasse sia un’azienda dal business in perfetta salute.

I regolatori americani, infine, spingono perché le compagnie con tanto contante all’estero siano più trasparenti e diano dettagli su quanto contante conservano fuori dagli Usa e come lo utilizzano: Google di recente ha dovuto illustrare alla Securities and Exchange Commission il suo programma con cui intende spendere “fino a 30 miliardi di dollari su acquisizioni estere”. La stessa Sec ha chiesto ad alcune aziende di spiegare perché gli utili prodotti all’estero sono “sproporzionati” rispetto al fatturato estero: le multinazionali del sondaggio del Ft hanno riferito che due terzi dei loro profitti sono prodotti fuori dagli Usa, contro solo la metà delle loro vendite

http://www.formiche.net/2014/11/11/trucchi-fiscali-juncker-lussemburg/

REAZIONE:ECCO COME SI STA CONSUMANDO IL SACHEGGIO NEOLIBERALE DELLA NUOVA ERA.

-COMMENTO FINALE:IL MIO COMMENTO A QUESTE TRE NOTE DELLE FORMICHE L’HO GIA ESPRESSO ALL’INIZIO E A BEN CAPIRE,A LETTORE INTELLIGENTI QUI VIENE MEGLIO SPIEGATO CIO CHE HO RIASSUNTO BREVEMENTE E IN CONCRETO NELLA REAZIONE DELLA NOTA SU LA STAMPA NEL POST ANTERIORE.

AH….MENO MALE CHE GOOGLE NEWS C’E'(E ANCHE MARGHERITA,PATRIZIA E …..LE FORMICHE)

MA ASPETTA CHE ANCORA NE VEDRAI DELLE BELLE.

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- CAPITALISMO SELVAGGIO IN BRUXELLES 5

UK  affronta disegno di legge per buco nero di £ 34bn nel bilancio UE

UE  accusata di cattiva gestione finanziaria, dopo che i revisori trovano enorme buco nero nel bilancio di Bruxelles

Bandiera Euro con crepe gelo in

Bruno Waterfield a Bruxelles e Peter Dominiczak

13:53 GMT 26 Nov 2014

I Sindaci hanno individuato un buco nero nel bilancio dell’Unione europea, che potrebbe portare a richieste extra per la cassa dal contribuente britannico fino a £ 34000000000 nel corso dei prossimi sei anni.

David Cameron sarà giuridicamente obbligato a costituire una quota di un deficit di £ 259.000.000.000 per il 2020 con le passività per il Tesoro stimate a £ 33,7, calcolati al tasso usuale di contributi della Gran Bretagna all’UE.

Il buco nella spesa dell’UE è stato identificato dalla Corte dei conti europea e rappresenta un disastro politico per il Primo Ministro che ha fatto promesse ripetute per abbattere la quantità che la Gran Bretagna paga nei bilanci di Bruxelles.

“La capacità dell’Unione europea di prendere solo i soldi dei contribuenti ogni volta che vuole è un oltraggio. Sottolinea ciò che è strutturalmente sbagliato del nostro rapporto con i trattati esistenti “, ha dichiarato Bernard Jenkin MP, il presidente della commisione ristretta della Camera dei Comuni per la pubblica amministrazione.

“Il parlamento britannico dovrebbe decidere quanto vogliamo pagare all’UE non i burocrati di Bruxelles.”

In una relazione speciale all’inizio di questa settimana,la Corte dei Conti dell’UE ha individuato la somma in fatture in sospeso per gli impegni di spesa assunti dalla Commissione europea nel corso degli ultimi quattro anni giuridicamente vincolante.

“Supponendo che gli impegni non saranno disimpegnati, e non vedendosi come la maggior parte di loro si ricaveranno, potrebbe essere problematico ottenere questi soldi dagli stati membri per finanziare le spese previste,” Igor Ludboržs, un revisore deella Corte dei Conti europea, ha detto il sito EurActiv .

“Noi non vediamo un lieto fine. Gli importi sono sempre più grandi e più grandi. ”

I Parlamentari conservatori euroscettici “sputano di rabbia” di fronte alla prospettiva di un aumento dei contributi UE e un mancato controllo della spesa di Bruxelles ‘in un momento in cui la Gran Bretagna sta facendo tagli per equilibrare il bilancio.

“La commissione è fuori controllo e deve essere riportata sotto controllo. Questo è un problema di avere alcun reale controllo democratico per l’Unione europea. La commissione scrive controlli senza equilibri “, ha dichiarato Jacob Rees Mogg, Tory MP per il Nord Est Somerset e membro del comitato di controllo europeo della Commons.

John Redwood, il deputato conservatore per Wokingham, ha detto: “Non possiamo andare avanti così, con l’Unione europea in costante invio di nuovi progetti di legge più grandi nel Regno Unito quando stiamo disperatamente cercando di controllare la spesa pubblica e mettere il nostro deficit giù. Per la maggior parte dei contribuenti britannici vorremmo iniziare i nostre tagli dei programmi europei piuttosto che proteggerli. La commissione ha bisogno di imparare a gestire il bilancio. ”

Matthew Elliott, capo del business per la Gran Bretagna,un gruppo di pressione, ha descritto ulteriori richieste dall’UE come “inaccettabili”.

“E ‘tempo di porre fine all’era del assegno in bianco a Bruxelles, quando il denaro è promesso e gli Stati membri sono tenuti semplicemente a sborsare in più,” ha detto.

La struttura del bilancio UE significa che la Commissione possa assumere impegni per i programmi di spesa a lungo termine al di là i pagamenti annuali effettuati dai Tesori nazionali nel bilancio di Bruxelles.

I Conti dell’UE sono preoccupati che un soffitto di tappatura nei pagamenti ad un massimo di £ 718.000.000.000 tra il 2014 e il 2020 non sarà sufficiente a pagare le bollette esistenti e si traducono in contributi aggiuntivi da parte dei contribuenti di tutta Europa.

“Si tratta di un numero grande, ma se ci aspettiamo che in futuro i pagamenti,siano meno drammatici,” ha detto un portavoce della Commissione.

Il deficit è conosciuto nel gergo di Bruxelles come “reste à liquider”, o “consistenze” e, mentre la Gran Bretagna ha un diritto di veto in corso al di sopra del limite massimo di pagamento, i contributi nazionali stanno ancora  raggiungendo livelli record.

Colpire il soffitto avrebbe spinto i contributi britannica all’UE al di sopra di £ 13billion l’anno per i prossimi sei anni, più alti che il record precedente massimo di £ 11.3bn versato nelle casse di Bruxelles lo scorso anno.

“Se l’Unione europea spende fino al soffitto di pagamento, come ora sembra probabile, questo significa che i contributi nazionali saliranno”, ha detto un funzionario.

Implicitamente ammettendo che i contributi potrebbero aumentare, i funzionari britannici hanno detto che la “bottom line” sarebbe garantire che la spesa non sia andato sopra il soffitto di pagamento, negoziato ad un livello storicamente basso dal signor Cameron lo scorso anno.

“Stiamo facendo in modo che l’Unione europea si attacca al limite di budget che il primo ministro ha negoziato con successo l’anno scorso, e che è fondamentale per il controllo del costo della UE per la Gran Bretagna”, ha detto un diplomatico.

“La figura della Corte dei conti europea non pregiudica il soffitto corrente a lungo termine nel bilancio dell’Unione europea.”

Il buco nero della spesa è dietro in fase di stallo nei colloqui del bilancio UE per il 2015 e una richiesta alla Commissione per un 3.7billion sterline in più in spesa per quest’anno.

I deputati stanno spingendo un aumento dell’otto per cento a Bruxelles per la spesa del prossimo anno, del valore di £ 5.4billion per coprire impegni di spesa non pagati ad un costo aggiuntivo di £ 680.000.000. per il contribuente britannico.

Le richieste extra di soldi si aggiungono a polemiche su un supplemento UE di £ 1.7billion nel mese scorso mentre i contributi della Gran Bretagna aumentano a causa di una migliore performance economica dall’economia britannica rispetto alla zona euro.

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Papa: ‘la burocrazia sta schiacciando l’Europa’,25 Nov 2014

Owen Paterson invita David Cameron a dire che avrebbe lasciato l’UE,24 Nov 2014

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/11255493/UK-faces-34bn-bill-for-blackhole-in-EU-budget.html

(TRADUZIONE AUTOMATICA)

REAZIONE:ASSEGNI IN BIANCO ORA,DOMANI E DOPODOMANI PER ALIMENTARE IL BUROCRATA INSAZIABILE DI BRUXELLES?E COSA ASPETTA CAMERON PER ANDARSENE DELL’UE?E DOVE E’ ANDATO A FINIRE IL NUOVO ORDINE FISCALE INTERNAZIONALE DA LUI E HOLLANDE PROMESSO ANCHE PRESENTATO AL G8 E PROPIZIATO PER L’ONU?

QUESTO SI CHIAMA IPOCRESIA,QUELLA STESSA IPOCRESIA CHE ESPRIME LA VISITA DEL CATTOLICO  TONY BLAIR,L’AMICO PERSONALE DI  CAMERON E DEI PAPI,PROPIO IN QUESTO MOMENTO.A FARE COSA CON RENZI?VEDI LE DUE PROSSIME NOTE.

BENE CORTE DI CONTI.

PD:IL PAPA CONTRO LA BUROCRAZIA?E PERCHE NON CONTRO GLI ASSEGNI IN BIANCO CHE GLI EUROPEI TUTTI DOBBIAMO  TOGLIERE DI TASCA NOSTRA?NON SONO COSE DI DIVERSO COLORE.

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25 NOVEMBRE 2014:VIAGGIO PAPALE

A-IL PAPA NON EUROPEO A STRASSBURGO

-SU GOOGLE NEWS.

Affari europei,news +
Il primo papa non-europeo al Parlamento europeo. Papa Franceso chiederà un’economia piu’ solidale

24/11 19:34 CET

-VIDEO CANCELLATO

E’ una visita politica al cuore dell’Europa. Papa Francesco pronuncerà un discorso al Parlamento europeo martedi’, cinque mesi dopo le elezioni europee.

A Strasburgo il Pontefice incontrerà tutte le autorità europee, e pronuncerà un secondo discorso anche il Consiglio d’Europa, organizzazione per la difesa dei diritti umani, di cui fanno parte anche Russia ed Ucraina.

E’ una visita lampo di sole 3 ore e 50, prettamente europea, esclusa ogni dimensione pastorale, Francesco non andrà nemmeno alla Cattedrale di Strasburgo, che festeggia 1000 anni l’anno prossimo.

E’ la seconda volta che un Pontefice si rivolge all’assemblea plenaria del Parlamento europeo.

Nel 1988 fu Giovanni Paolo II a rivolgersi agli eurodeputati. Ma allora l’Europa era molto diversa, contava 12 stati, e non 28, il muro di Berlino non era ancora caduto e Woitjwa lancio’ un appello a guardare ad Est.
Sedici anni dopo ci sarebbe stato l’allargamento ai paesi ex -comunisti.

Ora a parlare all’Europa è il primo papa non -europeo. Per la sua prima visita fuori Roma, Francesco è andato a Lampedusa, per rendere omaggio alle vittime del mare. Un viaggio simbolico alle porte d’Europa.

Selfie in volo #papafrancesco pic.twitter.com/Ge5mTlbZif— franca giansoldati (@francagiansol) 24 Maggio 2014

Quale sarà il messaggio di Papa Francesco al Parlamento europeo?
Ne parliamo in collegamento da Roma con Franca Giansoldati, E’ la vaticanista del quotidiano Il Messaggero, una delle pochissime giornaliste ad aver ottenuto un’intervista in esclusiva con il Pontefice.

Margherita Sforza, Euronews:
Papa Francesco è il primo Papa non-europeo, perché questa visita ora a Strasburgo, dopo il rinnovo del Parlamento e dopo il rinnovo delle cariche istituzionali europee?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
“Innanzi tutto questo è un Papa non europeo che fino ad esso, non ha mai parlato d’Europa. Lui stesso lo ha detto in diverse occasioni. Si c’erano stati alcuni accenni quando è andato a Lampedusa, quando ha visitato alcuni parlamentari pero’ in realtà non ha mai affrontato la questione della Casa comune, cosa che invece vuole fare adesso.

Margherita Sforza, Euronews: Il primo viaggio di Francesco è stato a Lampedusa nel 2013, in che modo questa visita lo ha cambiato?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
Sapere che il Mediterraneo e rendersi conto perché andato in mare aperto con il barcone della Guardia di Finanza in Mare aperto a vedere il piu’ grosso cimitero che c‘è che è il Mediterraneo, lo ha profondamente toccato..

Margherita Sforza, Euronews: Quando è stato a Lampedusa ha avuto parole molto dure…

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
Si… che hanno rimandato al cuore delle istituzioni. Non è possibile che ai confini europei muoiano cosi’ tante persone e nel cuore dell’Europa delle istituzioni si rimanga sostanzialmente indifferenti.

Margherita Sforza, Euronews:
Immigrazione ma anche attenzione al mondo del lavoro. Quale sarà il suo messaggio?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
Il secondo tema che toccherà e’ l’economia, l’economia sul fronte sociale, non c‘è speranza se non c‘è lavoro, non c‘è lavoro se non c‘è un’economia che guarda all’uomo, che guarda alle famiglie. Difficilmente invece secondo me parlerà di questioni bioetiche.

Margherita Sforza, Euronews: Altra questione che divide l’Europa è quella dei matrimoni gay. Qual è la posizione di questo Papa?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
Una posizione non giudicante. Chiaramente la sua idea è che i matrimoni gay non fanno parte della sua creazione divina, difende quindi i principi morali. La cosa che lui invita a fare ai cattolici è di rendersi conto che il tessuto sociale è cambiato e che magari ci possono essere anche delle situazioni irregolari che non vanno giudicate, ma in qualche modo accolte, il suo pensiero va soprattutto ai bambini delle coppie omosessuali.

Margherita Sforza, Euronews:
Papa Francesco è considerato un papa del popolo, quasi di sinistra. In che modo sta cambiando la Chiesa Cattolica?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
La Chiesa Cattolica sta prendendo consapevolezza che è sempre piu’ in minoranza in tutt’Europa. Le chiese sono vuote, i giovani si sposano sempre di meno. Ecco perché lui insiste nell’andare nelle periferie, non sono solo periferie geografiche, ma culturali, esistenziali.

Margherita Sforza, Euronews:
Siamo difronte ad un Papa politico, come lo era Giovanni Paolo II?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
A lui interessano soprattutto le politiche sociali. Ma è un altra cosa rispetto al fare politica. Mentre c’era un Papa giovanni Paolo II che aveva un obiettivo, c’era anche un mondo spaccato in due, diviso, e la Chiesa rientrava in un percorso politico, la Chiesa di Papa Francesco invece rimane ai margini, preferisce occuparsi delle persone.

Margherita Sforza, Euronews:
Posso chiederle un ricordo personale della sua intervista con Papa Francesco?
Cosa l’ha colpita?

Franca Giansoldati, Il Messaggero:
Il suo senso dell’umorismo, la sua spontaneità. Mi ha confessato che non conosce bene Roma e che non è mai stato ai Musei Vaticani….

Copyright © 2014 euronews

http://it.euronews.com/2014/11/24/il-primo-papa-non-europeo-al-parlamento-europeo-papa-franceso-chiedera-un-/

REAZIONE.

1-PAPA NON EUROPEO

2-VISITA NON PASTORALE

3-NIENTE CASA COMUNE:IL PAPA QUANDO HA VISITATO LAMPEDUSA LETTA HA ANNUNCIATO CHE AVREBBERO FATTO FUNERALI DI STATO AI MARTIRI DI LAMPEDUSA,PUTROPPO “QUALCOSA E’ ACCADUTO” E QUELLI FUNERALI SONO STATI RIMANDATI:FORSE QUEL MARTIRIOLOGIO RENDEVA OMAGGIO A QUALCUNO NON VOLUTO?

4-COME METTIAMO INSIEME LA SUA APERTURA ALLE UNIONI CIVILI DI FATTO E LE SUE PREOCUPAZIONI PER IL LAICISSIMO SEGNO DELLA CRESCENTE MANCANZA DI MATRIMONI?SECONDO ME,E’ UN ACCURATO PIANO DI INGENIERIA SOCIALE PER INTRODURRERE I  SINCRETISMI TERZOMONDISTI NEL MONDO CIVILIZZATO. DA UNA PARTE SI APRE AI GAY E DALL’ALTRA SI PRETENDE INTEGRARE AL MATRIMONIO GENTE DI ABITUDINI RILLASSATI CHE NON SI ADEMPISCONO ALL’ORTODOSSIA RELIGIOSA,CON GLI EUROPEI AUTOTTONI.E IL LAICISMO CRESCENTE  SEMPRE PIU LI E’ PROPIZIO.TROPPO.

-B):CAPITALISMO SELVAGGIO A STRASSBURGO

-SU GOOGLE NEWS:

25 Nov 2014

Ecco come Renzi vuole renzeggiare con Papa Francesco a Strasburgo

24 – 11 – 2014,Margherita Tacceri

Ecco come Renzi vuole renzeggiare con Papa Francesco a Strasburgo

Martedì 25 novembre Strasburgo si prepara ad accogliere Sua Santità Papa Francesco che si recherà in visita ufficiale all’Europarlamento dove pronuncerà il suo discorso di fronte ai 751 Eurodeputati provenienti da 28 Paesi, riuniti in seduta solenne.

L’ultima visita al Parlamento europeo di un Pontefice è stata quella di Giovanni Paolo II 25 anni fa; era stato più volte invitato Benedetto XVI dall’ex Presidente Hans-Gert Pottering (espressione della famiglia politica dei popolari, tradizionalmente cattolici) ma alla fine la visita del Pontefice arriva sotto la presidenza socialista di Martin Schulz.

Imponenti misure di sicurezza, funzionari in fibrillazione, giornalisti in cerca di accrediti per entrare, e a tutto questo si è aggiunta la conferma che il Premier Matteo Renzi sarà a Strasburgo. Il cardinale Reinhard Marx, Presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), “spera che il Papa dica qualcosa sulla responsabilità dell’Europa per le questioni sociali, che dica qualcosa per i poveri. È chiaro, dal Papa ci si attende che parli dei poveri, dei poveri che vivono in Europa e ai confini europei. Ma non voglio dire altro. Si vedrà”.

Ma proprio dopo aver letto l’intervista completa del cardinale Marx qualche eurocrate che si occupa di dialogo interreligioso fa notare che vista l’abilità mediatica del presidente del Consiglio, riuscirà sicuramente a trarre vantaggio e a lanciare qualche slogan anche in una occasione solenne come la visita del Papa all’Europarlamento, arrivando magari a dire che la linea della flessibilità in Europa (da lui proposta) è sostenuta anche dal Papa.

Come previsto dal rigido protocollo del Parlamento europeo, il premier Renzi vedrà il Papa, insieme al Presidente dell’Europarlamento Schulz, al Presidente della Commissione europea Juncker, e al Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, solo per 10 minuti (dalle 11.50 a 12.00) immediatamente dopo la seduta solenne. Il Papa alle 12.00 lascerà il Parlamento europeo per recarsi al Consiglio d’Europa.

http://www.formiche.net/2014/11/24/cosi-il-parlamento-europeo-si-prepara-papa-francesco/

REAZIONE:LA NUOVA ERA CONDANNA L’ACCOGLIENZA DEL PRIMO PAPA NON EUROPEO A STRASSBURGO.UNA VISITA PIU CHE ALTRO POLITICA(NON PASTORALE) PROPIZIATA DAL SOCIALISTA TEDESCO MARTIN SHULTZ,UN CONFESSO SOSTENITORE DELLA LEGA NORD PER I SUOI LEGAMI STORICI CON IL BARBAROSSA GERMANICO,DOVE  FIANCHEGGERA RENZI E LA SUA FLESSIBILIZAZIONE,UNA POLITICA CHE INSIEME AI SUOI SINCRETISMI MALEFICI STA IMPORTANDO DAL TERZO MONDO IN EUROPA.ALTRO CHE DI SINISTRA,IPOCRESIA NEOLIBERALE PATTISTA E’.RESTO EUROPEISTA PIU DI PRIMA,EUROSCETTICO SEMPRE DI PIU.

-C )-:IL VATICANO NON HA IL DONO DELL’UBICUITA

-SU LA STAMPA:

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Esteri

Articolo tratto dall’edizione in edicola il giorno 25/11/2014.

Da Strasburgo alla sfida islamica in Turchia: il Papa in cerca delle radici del Continente

Da oggi le visite di Francesco alla Ue e ad Ankara
Da Strasburgo ad Ankara. Papa Francesco passerà dal centro delle istituzioni europee al paese che confina l’autoproclamato Califfato dei fondamentalisti islamici. È una settimana che va al cuore dei problemi dell’Europa e del Medio Oriente quella che il Pontefice argentino inizia oggi con un viaggio di poche ore a Strasburgo. Un viaggio che ha un unico precedente: la visita di Giovanni Paolo II alle istituzioni europee l’11 ottobre 1988. In cinque lustri tutto è cambiato: è caduto il Muro di Ber…continua
andrea tornielli

(LA STAMPA,NOTO GIORNALE CENSURISTA CHE HA OSCURATO IL MIO BLOG NEL SUO SITO,OFFRE SOLO QUESTO INIZIO DI NOTA AL WEB.PER LEGERE IL RESTO O SEI IN TERRITORIO ITALIANO O DEVI PAGARE.IO NE SONO IN TERRITORIO IN QUESTO MOMENTO,NE HO NESSUNISSIMA INTENZIONI DI ABBONARMI A QUESTO GIORNALE)

http://www.lastampa.it/2014/11/25/esteri/da-strasburgo-alla-sfida-islamica-in-turchia-il-papa-in-cerca-delle-radici-del-continente-GHIyJtDuE6aksPZIJylRcK/premium.html

-REAZIONE:COME MAI IL PAPA SI RECA IN TURCHIA PROPIO SUBITO CHE QUESTO PAESE E’ STATO ESCLUSO DEL SUO RICHIESTO INGRESSO COME MEMBRO TEMPORANEO DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONE UNITE PER LA SUA NON AFFIDIBILITA NELLA LOTTA ALLLO STATO ISLAMICO?

COME MAI IL PAPA UNISCE IN UN SOLO VIAGGIO L’UNIONE EUROPEA E LA TURCHIA?QUALE INTENZIONE?LA TURCHIA NON E’ MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA E INVECE SI LO E’ DELLA NATO,ANCHE SE L’ESCLUSSIONE DELL’INGRESO ALL’ONU LO INDEBOLISCE NELLA SUA FIDUCIA AGLI OCCHI OCCIDENTALI.

RISULTA OVVIO CHE IL PAPA PRETENDE INCLUDERE A TURCHIA IN ENTRAMBE LE COSE:UNIONE EUROPEA E NATO.MA LE COSE NON STANNO BENE IN TURCHIA:LO STATO ISLAMICO CON LA SUA PROPAGANDA PRETENDE DARE LA PARVENZA DI LOTTA INTERNAZIONALE LEGGITIMATA DALL’ARRIVO DELLE “BRIGATE INTERNAZIONALI” CON RENEGATI PROVENIENTE DELL’EUROPA E OCCIDENTE.QUALCOSA DI SIMILE A QUELLE BRIGATE CHE ARRIVAVANO NELLA SPAGNA REPUBBLICANA DURANTE LA GUERRA CIVILE CHE E’ STATO PRELUDIO E TEATRO DI SPERIMENTI CHE DIERONO PASSO ALLA SECONDA GUERRA.COSI CONTRASTA LA PRIMAVERA ARABA”INTERNAZIONALE”.E LA TURCHIA E’ PRECISAMENTE QUESTO DISEGNO QUELLO CHE HA PROPIZIATO DICENDO CHE NON TOCAVA  A LORO IMPEDIRE IL PASSO PER LE SUE FRONTIERE DI QUELLI BRIGATISTI ARRIVATI DI TUTTO OCCIDENTE PER POI ANDARE IN IRAK E SIRIA PRINCIPALMENTE,MA A OCCIDENTE BLOCCARLI NELL’USCITA.ECCO PERCHE LA TURCHIA NON E’ AFFIDABILE AGLI OCCHI DELL’ONU.ED ECCO CHE SECONDO ME CON QUESTA VISITA IL PAPA FAVORISCE LA CAUSA DELLO STATO ISLAMICO.

VEDI,TUTTO HA UN TEMPO,E QUESTO NON E’ MOMENTO PER ANDARE IN TURCHIA.SIMILE ERRORE AVEVA FATTO BENDETTO XVI QUANDO SI HA RECATO NEL LIBANO PROPIO NEL MOMENTO CHE DIVAMPAVA LA PROTESTA ISLAMICA IN TUTTO L’ORIENTE DOPO L’ATTENTATO DI BENGAZHI.

ANCORA,UN’ALTRA CONSEGUENZA IN QUESTA VISITA:SCHIAFEGGIA L’ONU,REA DI ACCUSARE ACCANITAMENTE IL VATICANO DI PEDOFILIA STRUTTURALE.

COMUNQUE SIA,IL VATICANO DOVRA CONCEDERE CHE IL DONO DELL’UBICUITA NON LI E’ STATO CONCESSO DALLO SPIRITO SANTO:

L’ECLESSIASTES E’ CHIARO,”TUTTO HA UN TEMPO” PERO SI VEDE CHE I TEMPI DEL VATICANO NON SONO PROPIO QUELLI ADEGUATI PER LA PACE E LA CONCORDIA.QUESTA GITA NON ANDAVA FATTA COSI NE ADESSO.

-D):MA QUALE MINACCIA?

-SU LA REPUBBLICA:

Papa Francesco: preghiera a S. Maria Maggiore prima del viaggio. Strasburgo blindata in attesa

(reuters)

Alla vigilia del viaggio che porterà il Pontefice, per appena quattro ore, al Parlamento Europeo e al Consiglio d’Europa, in città messe in atto misure di sicurezza eccezionali: oltre mille agenti, autostrada chiusa, 5 chilometri di transenne lungo le strade e posti di blocco. La Polizia francese teme la minaccia dei fanatici dello Stato Islamico. Per il Santo Padre giornata intensa per i lavori alla riforma della Curia

CITTA’ VATICANO – In preghiera prima del viaggio apostolico a Strasburgo al Parlamento Europeo e successivamente anche al Consiglio d’Europa. Per il suo buon esito. Questo pomeriggio papa Francesco, verso le 17.30, si è recato alla Basilica di Santa Maria Maggiore e si è fermato davanti all’immagine della Vergine “Salus Populi Romani”. “Il Papa – ha precisato il portavoce vaticano padre Lombardi – si è trattenuto in preghiera silenziosa dinanzi alla Vergine per circa mezz’ora e ha offerto un omaggio floreale con i colori europei, di rose gialle e azzurre”.

La città lo attende ed è blindata. Oltre mille agenti, molti di loro dei corpi speciali, posti di blocco, tutta la zona del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa off limits, sorvolata da due elicotteri, autostrada chiusa, 5 chilometri di transenne lungo le strade. Misure di sicurezza eccezionali, per la visita lampo di Francesco: appena quattro ore, dalle 10 di mattina alle 14, durante le quali ci sarà anche la deviazione del traffico cittadino di auto, bus e tram, oltre a controlli aggiuntivi su tutti i passeggeri e i loro bagagli in partenza e in arrivo nell’aeroporto della città. Controlli a tappeto lungo i 19 chilometri, dall’aeroporto alla città, che il Papa percorrerà a bordo di una Peugeot 407, con un seguito di 25 macchine.

La vigilia è stata turbata appena dalla protesta delle ‘Femen’, una di loro si è spogliata nella Cattedrale della città per protestare contro la visita, è corsa all’altare e dopo esserci salita ha sventolato una bandiera dell’Unione europea e una corona di fiori a torso nudo. Sulla schiena aveva la scritta “il Papa non è un politico”, la stessa mostrata di recente a Piazza San Pietro. Ma è durata appena qualche secondo. La Polizia francese è più concentrata a difendere il Papa dalla minaccia sempre incombente dei fanatici dello Stato Islamico. Proprio lo scorso maggio sono stati arrestati nella capitale alsaziana sette giovani tra i 23 e i 25 anni appena tornati dalla Siria. Inoltre, nel 2012 sempre a Strasburgo è stata smantellata una cellula terroristica ritenuta molto pericolosa: durante l’operazione uno dei membri fu ucciso e altri 12 arrestati. Dati che non possono che allarmare, tenuto conto dei continui attacchi dei leader Isis al Pontefice e la loro minaccia reiterata negli ultimi mesi di voler colpire il vescovo di Roma.

Papa Francesco: preghiera a S. Maria Maggiore prima del viaggio. Strasburgo blindata in attesa

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Giornata intensa per i lavori alla riforma della Curia. La riunione del Papa con i capidicastero, che aveva all’ordine del giorno la discussione di alcune proposte del Consiglio dei cardinali (C9), è durata tre ore. Erano presenti, ha informato padre Lombardi, tutti gli aventi diritto (prefetti e presidenti di Congregazioni o Pontifici consigli, ndr), tranne i cardinali Atnoio Vegliò e Zenon Grocholewski, l’uno in viaggio e l’altro per un’altra difficoltà. Incontri di questo tipo si tengono in genere ogni sei mesi, oggi il segretario del C9, mons. Marcello Semeraro, ha fatto una breve presentazione degli argomenti del C9 e poi tutti i presenti hanno detto le loro impressioni e i loro pareri. Della riflessione di questa mattina potrà tenere conto il prossimo C9, che come noto è in agenda per i prossimi 9, 10 e 11 dicembre. Nessun ulteriore particolare ufficiale, al momento, sulla bozza di riforma della Costituzione “Pastor Bonus” sulla Curia: cui il C9 ha deciso, con il Papa, non un semplice aggiustamento ma una Costituzione completamente nuova, in sostituzione di quella firmata da Giovanni Paolo II.

Papa Francesco: preghiera a S. Maria Maggiore prima del viaggio. Strasburgo blindata in attesa
Il cardinale Robert Sarah

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Nominato il cardinale Robert Sarah a nuovo prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Dopo il ritorno del cardinale Antonio Cañizares in Spagna, era una nomina attesa. La risposta è arrivata a mezzogiorno di oggi, quando Francesco ha designato alla guida del dicastero che si occupa di liturgia il cardinale Robert Sarah, attuale presidente del pontificio consiglio Cor Unum, uno degli organismi curiali destinati a essere accorpati nella futura riforma della Curia. La nomina è stata annunciata oggi, ma porta la data di ieri, 23 novembre, festa di Cristo Re. Smentendo i boatos della vigilia, non ci sono state altre nomine di rilievo né che possano essere collocate nella griglia di un disegno di riforma della Curia.

http://www.repubblica.it/esteri/2014/11/24/news/papa_francesco_strasburgo-101320706/

REAZIONE:NON SONO UN IDONEO IN SICUREZZA MA SECONDO ME QUESTO GIORNALE PATTISTA DELLE LARGHE INTESE ESSAGERA IL TRATTAMENTO DELLA NOTIZIA DELLE MINACCIE PER L’INTEGRITA DEL PAPA PROVENIENTE DELLO STATO ISLAMICO.VEDI,DOPO UNA RIUNIONE DEL PAPA CON CRISTINA FERNANDEZ DI KITCHNER LA PRESIDENTA ARGENTINA DOVE ACCORDARONO IL SOSTEGNO DEL PAPA ALLE RIVINDICAZIONI SULLE FAULKLAND E  SUL PAGAMENTO A QUELLI CHE LEI CHIAMA “FONDI AVVOLTOI” CHE PORTARONO ALL’ATTTUALE DEFAULT DI QUEL PAESE,HA DETTO CHE ENTRAMBI(PAPA E LEI) ERANO PREOCCUPATI PER MINACCIE DELLO STATO ISLAMICO.PURTROPPO ALL’INDOMANI IN UN COMIZIO A BUENOS AIRES HA AMMESSO CHE AVEVA SBAGLIATO E CHE SE SUCCEDEVA  QUALCOSA A LEI SI DOVEVA GUARDARE AL PAESE DEL NORD IN CHIARO RIFERIMENTO AGLI STATI UNITI.

INSOMMA…NON SI SA MAI…..ATTENTI ALL’IPOCRESIE,DOPO TUTTO ANCHE CFK E’ UNA GESUITA.

COMMENTO FINALE:SECONDO ME,PER TUTTO QUANTO ESPOSTO SOPRA SU QUESTO VIAGGIO PAPALE,NE MENO IL 50 PER CENTO DELLE SUE PREGHIERE A SANTA MARIA MAGGIORE ARRIVERANNO IN CIELO.

E VIAGGIA CHE TI VIAGGIA TRANNE IL BRASILE DOVE E’ DI CASA SUA,ANCORA NON ABBIAMO VISTO NE MENO UN BAGNO DI FOLLA CATTOLICA DI QUESTO PAPA VENUTO DAL FINE DEL MONDO.AH SE FOSSE POPOLARE………

-EPILOGO :QUALCHE ORE DOPO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Papa, prima volta a Strasburgo   foto    "Bisogna ridare dignità al lavoro"   video
Papa, prima volta a Strasburgo foto
“Bisogna ridare dignità al lavoro” video
“L’Europa sembra una nonna opulenta video
Superi le sue paure e si ricordi dei deboli”
Sull’aereo: “Dialogo con Is? Non chiudo le porte”
REAZIONE:NO COMMENT
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26 NOVEMBRE 2014:AMERINDIANI E BIANCHI INSIEME NELLA GRANDE GUERRA
-SU LE MONDE,Idées:
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LE MONDE | 14.11.2014 à 18h51,Mis à jour le 17.11.2014 à 12h43 | Propos recueillis par Marc-Olivier Bherer
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Les Amérindiens ont été nombreux à prendre part à la première guerre mondiale. Environ 12 000 soldats ont servi sous les drapeaux, ce qui représente 13 % à 15 % des hommes amérindiens en âge de combattre, une proportion bien supérieure à celle de la population générale. Pas plus de 5 % des Américains ont pris part à la guerre.

Une telle volonté d’aller combattre peut surprendre, car à l’époque les Amérindiens n’étaient pas citoyens américains. Les « étrangers » étaient même exclus des rangs de l’armée, mais aucun Amérindien ne s’est saisi de ce prétexte pour échapper à la conscription. Du moins, aucune preuve d’un tel comportement n’a été trouvée.

L’ambiguïté du statut des Amérindiens posait néanmoins une difficulté. Washington a refusé de se saisir du dossier et s’est contenté de demander au Bureau des affaires indiennes de leur accorder la pleine citoyenneté. Le Bureau n’avait ni les moyens ni la volonté de le faire. Le bébé a donc été refilé aux services locaux de recrutement. Les autorités locales se sont donc souvent contentées de conduire le recrutement sans porter attention aux origines amérindiennes de certains conscrits.

Lobby très puissant

Une autre question se posait : ces soldats devaient-ils servir dans les mêmes unités que les Blancs ? Des membres du Congrès ont tenté de faire adopter une loi pour instaurer la ségrégation dans l’armée à l’encontre des Amérindiens, sans y parvenir. Certains législateurs voulaient créer dix divisions de cavaliers amérindiens, car les membres des Premières Nations étaient considérés, selon le cliché, comme d’excellents combattants à cheval. Ces efforts ont rencontré la résistance d’un lobby amérindien très puissant qui a été entendu par le Congrès et par l’armée, et aucune de ces mesures n’a été adoptée.

Les soldats amérindiens ont donc combattu dans les mêmes unités que les Blancs. Il y a bien eu des unités militaires qui rassemblaient des Amérindiens pour tirer avantage de leurs spécificités culturelles. Je pense ici aux code talkers amérindiens dont la langue, inconnue en Europe, permettait à l’armée américaine de communiquer sans être compris par l’ennemi. On connaît davantage les code talkers pour leur participation à la seconde guerre mondiale, mais l’idée de tirer parti de leur spécificité culturelle est née pendant la première guerre mondiale. Les Amér­indiens étaient aussi souvent choisis pour mener des missions dangereuses, notamment en tant qu’éclaireurs, parce qu’on considérait qu’ils étaient doués pour ces opérations furtives.

L’un de mes aïeux, le caporal Lawrence Vizenor, a servi dans un régiment d’infanterie chargé de mener des missions de reconnaissance. Lors de l’une de ces opérations conduites au Bois-de-Fays dans la forêt d’Argonne, sa patrouille fit face au feu soutenu d’une mitrailleuse. Son supérieur fut blessé. L’attaque se poursuivit néanmoins et la mitrailleuse fut détruite. Lawrence porta ensuite l’officier au dispensaire médical, où il mourut. La bravoure de mon aïeul fut remarquée et on lui décerna la croix pour service distingué. Le jour même où il était décoré, son frère Ignatius, également soldat, était tué à Montbrehain lors d’une offensive périlleuse. De nombreux Amérindiens ont fait face à des circonstances analogues. Pour cette raison, ces soldats furent proportionnellement plus nombreux à tomber au front que la moyenne. Mais y avait-il une intention malveillante à leur égard ? C’est difficile à dire.

Le racisme existait sans aucun doute, mais en apporter la preuve est très compliqué. Et il ne faut pas exclure que certains Amérindiens aient pu se montrer véritablement doués pour ce type de mission ou qu’ils aient pu se porter volontaires. Pour les jeunes hommes, la guerre permettait de partir et d’échapper à la vie dans les réserves. Cela n’est pas facile, mais il faut admettre que différentes rationalités coexistent. Evitons d’assigner aux Amérindiens un rôle précis. On a souvent voulu les présenter comme les victimes, mais la réalité est plus complexe. Le monde amérindien a sa complexité qui dépasse les clichés.

La relation des Amérindiens avec l’armée repose sur deux récits bien différents. L’un porte sur les centaines de massacres de masse commis par l’armée au XIXe siècle, l’autre sur la profonde admiration de certains militaires pour les Amérindiens. Ce respect a pu alimenter la fierté du guerrier qui ne relevait plus que de la nostalgie au moment de la première guerre mondiale, il faut bien le dire.

La volonté de s’engager a également pu venir de l’amitié nouée avec des Français aux temps de la Nouvelle France et avec les Canadiens francophones qui continuèrent à entretenir des relations de commerce et d’amitié avec les Amérindiens. Ces relations n’étaient pas entachées par le colonialisme. Les Anglais établirent davantage de forts en territoire amérindien et avaient de réelles ambitions coloniales. Lors de la guerre de Sept Ans (1756-1763), qui vit Londres conquérir la Nouvelle France, les Amérindiens prirent fait et cause pour les Français.

Impatient de combattre en France

Le commerce de la fourrure avait permis de nombreux mariages mixtes. Encore aujourd’hui, de nombreux Amérindiens portent des noms de famille d’origine française. C’est mon cas. Au moment de la première guerre mondiale, certains se sont donc dit « allons en France ». Il y a même un soldat de White Earth, la réserve dont je suis originaire, William Hole-In-The-Day, qui avait déjà pris part à la guerre hispano-américaine (1898) et qui était tellement impatient de combattre en France qu’il est parti au Canada pour s’y enrôler début 1917, avant que les Etats-Unis n’entrent en guerre. D’autres considérations ont pu entrer en jeu au moment de rejoindre l’armée, telles que la gêne à l’idée de se retrouver seul avec les femmes et les enfants si l’on n’allait pas se battre…

Nombre de soldats amérindiens sont revenus de la guerre bardés de décorations. Au cours de mes recherches, je n’ai trouvé aucune pièce d’archive montrant qu’un soldat amérindien avait été sanctionné pour son manque d’engagement, avoir voulu déserter, etc. Une camaraderie avec les Blancs aux côtés desquels ils avaient combattu s’est aussi nouée, faisant naître un véritable sentiment d’égalité entre les races.

Le retour a néanmoins été embarrassant pour les autorités américaines. Car ces soldats rentraient dans une réserve fédérale, un territoire occupé par un pays qui ne les reconnaissait pas en tant que citoyens. Et donc, en 1919, le Congrès a adopté une loi qui accordait les pleins droits civiques aux vétérans amérindiens qui en faisaient la demande.

Aucun ne l’a fait, car chacun estimait sans doute ne pas avoir à quémander. Il a donc fallu attendre 1924 avant que la pleine citoyenneté ne soit accordée à tous, sans aucune formalité administrative. Ce délai s’explique sans doute par le fait que le lobbying mené à Washington visait d’abord à améliorer les conditions de vie dans les réserves, augmenter les rations, combattre la corruption, arrêter le détournement de fonds.

Aujourd’hui, les Amérindiens et leurs institutions entretiennent la mémoire des vétérans. La réserve de White Earth a construit un mémorial pour les soldats morts au combat. Les Américains dans leur ensemble portent peu d’attention à la première guerre mondiale, et a fortiori à la participation amérindienne dans ce conflit, mais cela pourrait changer au cours des prochaines années, lorsque, en 2017, débuteront les commémorations de l’entrée en guerre des Etats-Unis.

Gerald Vizenor, est né en 1934 à Minneapolis puis élevé dans la réserve de White Earth (Minnesota), Gerald Vizenor est un poète et écrivain amérindien anishinaabe. Il est professeur émérite à l’université de Californie, Berkeley. Son plus récent roman, Blue Ravens (“Corbeaux bleus”, Wesleyan University Press, 300 pages, 18 euros, non traduit), raconte la vie de soldats de deux frères, également originaires de White Earth, qui découvrent la France à la faveur de la Grande Guerre. En France, il a fait paraître le roman Crâneurs (Editions du Rocher, 2007)

 Marc-Olivier Bherer

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http://www.lemonde.fr/idees/article/2014/11/14/les-amerindiens-dans-la-grande-guerre_4523992_3232.html

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27 NOVEMBRE 2014:CAPITALISMO SELVAGGIO IN BRUXELLES,NO AL BLUFF DI JUNCKER

,economia

Juncker presenta il piano: “L’Ue volta pagina”. Solo fondi già stanziati, niente soldi freschi

Il presidente della Commissione europea: bisogna offrire speranza su crescita e lavoro. Ma la manovra “europea” prevede solo fondi già stanziati. Italia sorvegliata speciale
Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker

6/11/2014
marco zatterin
corrispondente da bruxelles

È la fiera dell’ingegneria finanziaria, non la svolta anti-crisi in cui speravano in tanti, né l’inizio d’un nuovo modo di pensare l’Europa. Stamane Jean-Claude Juncker ha presentato all’Europarlamento il Piano per gli Investimenti che la Commissione Ue ha approvato ieri. «L’Europa sta girando pagina dopo anni di sforzi per promuovere la credibilità fiscale e le riforme», ha affermato il presidente aprendo il discorso alla plenaria. «Il Piano sugli investimenti si può riassumere in un messaggio unico: l’Europa ora può offrire speranza al mondo su crescita e lavoro». E ancora: «Prometto che non considereremo i contributi degli stati al Fondo Investimento nei calcoli Patto stabilità». Una novità, quest’ultima. Sino a ieri i tecnici lo avevano negato. Nottetempo il lussemburghese deve aver cambiato idea.

IL PIANO DA 315 MILIARDI

La strategia si propone di agevolare l’iniezione di 315 miliardi nelle reti continentali, stimolare la crescita e creare un milione di posti in tre anni. Tutto si gioca però sulla sponda coi privati, i soldi veri sono 13 miliardi, non c’è un cent che non fosse già nei forzieri Ue. Gli Stati non partecipano, per ora, ed è difficile che accada: nonostante le voci della vigilia, non è previsto alcuno sconto per le capitali che decidessero di farlo. Giorni fa il francese Pierre Moscovici, che nel «Team Juncker» ha il portafoglio economico, ha confessato all’Afp che il Piano Juncker «senza denari freschi sarebbe parso all’opinione pubblica un gioco di prestigio e, pertanto, sarebbe stato un flop». Lasciata da sola dai leader di un club che non vuole (o non può, a seconda delle circostanze) versare altri denari nazionali nella cassa comune, la Commissione si è stretta alla Banca per gli Investimenti (Bei) e ha cercato di fare il fuoco con la legna che aveva, sfruttando un bilancio che neanche un anno fa i Ventotto hanno ridotto. E questo è il risultato.

Padoan: “Il governo non ha ancora esaminato la partecipazione”

-VIDEO CANCELLATO

21 MILIARDI PER IL FONDO DI INVESTIMENTI

Il Piano si fonda sulla creazione di un nuovo veicolo da 21 miliardi pilotato dalla Bei. Si chiama Efsi, Fondo europeo per gli investimenti strategici, e deve aggredire il rischio recessione dalla parte della domanda, stimolando gli impieghi che sono in media il 15% sotto il livello ante-crisi. La Commissione verserà 8 miliardi presi dal Bilancio Ue (oltre che alla voce Infrastrutture e Ricerca). Con questi garantirà l’erogazione successiva di altri 8, totale 16 miliardi. La Bei ne metterà 5. Si arriva a 21, cifra che rappresenterà il capitale dell’Efsi.

SOSTEGNO ALLE PICCOLE MEDIE IMPRESE

Il tesoro così composto servirà da garanzia e pronto intervento per circa 240 miliardi di investimenti a lungo termine e 65 per azioni a sostegno delle piccole e medie imprese. Le grandezze sono ottenute contando su un cospicuo effetto moltiplicatore, la stima definita «prudente» considera che ogni euro pubblico messo a contatto col mercato diventi 15 euro da mettere nel motore dell’economia. Con la tutela dell’Efsi, la Bei potrà emettere bond per raccogliere sino a 60 miliardi e partecipare ai progetti selezionati in misura del 20% (il resto sarà privato). «C’è molta liquidità che non gira – spiega una fonte -. In questo modo possiamo aiutare programmi un poco più rischiosi e redditizi, per coinvolgere nuovi investitori, soprattutto istituzionali».

1800 PROGETTI PROPOSTI

A Bruxelles sono arrivati 1800 progetti per 1100 miliardi. «Selezioneremo i migliori, senza quote nazionali, per metà 2015», assicurano le fonti, consapevoli dei rischi connessi all’operazione. Risulta che il vicepresidente della Commissione, Jyrki Katainen, voglia andare nelle capitali per invitarle a contribuire, se non per interesse, per dare un segnale di fiducia. Il Piano dice che la Commissione osserverà «favorevolmente» chi investisse pur avendo problemi di contabilità. «Non previste modifiche ai Trattati», si assicura. Dunque è solo una questione di interpretazione.

ITALIA SORVEGLIATA SPECIALE

Proprio l’attenzione politica è intanto servita a evitare all’Italia una riscrittura della Legge di Stabilità. Ieri l’esecutivo ha confermato che l’impegno per le riforme del governo Renzi basta a rinviare a marzo ogni valutazione. Durante l’inverno Roma sarà una sorvegliata speciale. Deve tener duro sugli interventi strutturali e sul controllo dei conti. In caso contrario rischia due procedure, una per il debito e una per il disequilibrio macroeconomico.

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Marco Zatterin @straneuropaSegui

The Juncker Plan – 300 @JunckerEU @SpiegelPeter @la_stampa @jameskanter

9:45 – 26 Nov 2014
http://www.lastampa.it/2014/11/26/economia/juncker-presenta-il-piano-lue-volta-pagina-solo-fondi-gi-stanziati-niente-soldi-freschi-QHqxedBVHLGhDBxqJMJCFK/pagina.html
REAZIONE:NESUNO DEVE CONFONDERE L’IMPEGNO DEMOCRATICO DELLA NUOVA ERA PER L’UE CON L’APPOGGIO AL NEOLIBERALE JUNCKER.QUESTO PIANO DI INVESTIMENTI E’ IN RELATA UN PIANO DI “STIMOLO AGLI INVESTIMENTI”,CIO’E’ UN BLUFF.MI SPIEGO QUELLI 315 MILLIARDI ANNUNCIATI PER GLI INVESTIMENTI NON ESSISTONO,SOLO METTE SUL PIATTO 21 MILLIONI.21 MILLIONI CHE JUNKER “STIMA” SERVIRANNO DI STIMOLO PER GLI INVESTIMENTI PRIVATI E PUBBICI CHE SECONDO I SUOI DISSENNATI CALCOLI AMMONTERANNO A 315 MILLIARDI.FIN QUI BLUFF MA TUTTO SEMBRA “REGOLARE”,PERO INDOVINATE DA DOVE DEVONO PROVENIRE QUELLI INVESTIMENTI?SI,AVETE INDOVINATO,PROPIO DALLA NUOVA ERA.CIO’E’ DALLA COMPRA DI BOND,CIO’E’ LA VECCHIA IDEA DI BERLUSCONI DI VENDITA DEI TITOLI DI STATO A QUI DRAGHI(CHI ALTRO CHE QUESTO BULLISTA LEGHISTA ANTIEUROPEO POTEVA ESSERE?) SI HA GIA ANNUNCIATO DISPOSTO,E PRINCIPALMENTE DI INVESTIMENTI PRIVATI DELLA NUOVA ERA GLOBALE,CIO’E’ DAI BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI.
BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI CHE IN TANTI,NON TUTTI,SFRUTTANDO LA MIA NUOVA ERA HANNO STRUMENTATO UN PIANO GLOBALE DI EVASIONE DELLE TASSE FRA  DOVE JUNCKER,CHE HA OTTENUTTO PER BRUXELLES PRIMA DELL’ASSUNZIONE COME PRESIDENTE DELL’UE UNO STATUS DI EVASIONE FISCALE SIMILARE A QUELLO DELL’IRLANDA IN CAMBIO DI INVESTIMENTI,E’ DIVENTATO ORA ANCHE UN ANELLO IMPORTANTE.E QUESTO SCHEMA DI “LAVORO”,E  CON QUESTO PIANO-STIMOLO DI INVESTIMENTI PRETENDE TRASLOCCARLO A TUTTA EUROPA:UN BLUFF,UNA PRESA IN GIRO.
IN QUANTO AI TITOLO DI STATO,RIPETO,NON VALGONO UN BEL NIENTE.
SIGNOR JUNCKER “NON FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO”:LA NUOVA ERA INVITA I SUOI OPERATORI A BOICOTTEARE QUESTE MEFISTOFELICHE INTENZIONI E NON INVESTIRE IN QUESTO PIANO NE UN SOLO SOLDO.
NON CI STO ALLO SFRUTTAMENTO ECONOMICO  NEOLIBERALE DELLA MIA OPERA,NE SCIENTIFICAMENTE,NE ECONOMICAMENTE.RESTO EUROPEISTA MEGLIO DI SEMPRE,EUROSCETTICO MEGLIO DI MAI.
NELLE PROSSIME NOTE VEDRAI PIU CHIARO QUESTE INTENZIONI SELVAGGI DI CAPITALISMO SELVAGGIO,DOVE RENZI E IL PAPA SEMBRANO “SOCI”.E ANCHE LA FRANCIA DI HOLLANDE SE BENEFICIEREBBE.
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-CONTINUA NEL PROSSIMO POST  “170 BIS”

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22 novembre 2014
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22 NOVEMBRE 2014:BERGOGLIO IL “RIFORMATORE”

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

LA VISITA A SORPRESA IN VATICANO – IL RETROSCENA

Napolitano e l’amico Papa: l’incontro chiesto dal Quirinale

Più di un’ora con l’amico Francesco in vista dell’addio al Colle. «Un colloquio privato e riservatissimo» di Marzio Breda
Il Papa alla Chiesa: «Basta chiedere soldi per benedizioni e messe»

REAZIONE:

1-VITTORIA SU NAPOLITANO,POTEVA ESSERE

2-IL PROPIO PRESIDE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA,CARDINALE ANGELO BAGNASCO LO HA SMENTITO DICENDO CHE LE DONAZIONI SONO LIBERI E VOLONTARIE.

E OVVIO ORMAI CHE CI SONO DUE CHIESE E UNA SERRATA LOTTA ALL’INTERNO POICHE L’ORDINE DELLA COMPAGNIA DI GESU VUOLE “RIFORMARE” LA CHIESA IMPONENDO SINCRETISMI TERZOMONDISTI IN ITALIA E L’EUROPA.

A BERGOGLIO SOLO LI MANCA INCHIODARE  ALLE PORTE DI SAN PIETRO LA “JOBS ACT” DI RENZI.

3-CHIARIMENTO:L’ESSENZIONE DELL’IMU ALLA CHIESA E’ STATA UNA CONCESSIONE DELL’UNIONE EUROPEA.ED E’ UNA GIUSTA CONCESSIONE CHE POI BENEFICIA NON SOLO ALLA CHIESA MA ANCHE A TUTTE QUELLE EDIFICI DESTINATI A  ATTIVITA SENZA FINI DI  LUCRO.E’ PAZZESCO OPPORSI COME HA FATTO BERLUSCONI E LA LEGA PER ESSEMPIO.

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22 NOVEMBRE 2014:ISOLARE IL NEOLIBERALISMO DI GOOGLE

-TITOLARE SU LE FIGARO:

Bruxelles voudrait obliger Google à se scinder en deux

Selon le Financial Times, le Parlement européen chercherait à obliger le géant américain à séparer ses activités de recherche de ses autres activités, pour limiter sa domination.

REAZIONE:MI SEMBRA UNA OTTIMA AZIONE PER ISOLARE IL SISTEMA NEOLIBERALE DI RICAVO.QUESTA SEPARAZIONE PERO L’HA GIA FATTA IL PROPIO GOOGLE QUANDO HA ESTROMESSO ERIC SCHMIDT A UNA CARICA SIMBOLICA,ALLONTANANDOLO COSI  DELLE DEICISIONI “SCIENTIFICI-TECNICI”.

22 NOVEMBRE 2014:CREDETICI E NON CORRETE

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Padoan, documento alla Ue: “Credete nelle nostre riforme” pdf

Tagli ai Comuni, validi i risparmi su investimenti

Bonus bebè, tetto scende

5 condivisioni

REAZIONE:NON CI CREDO.NON CREDO A RIFORME TERZOMONDISTE.NON SI DEVE FARE NESSUNA DI QUELLE RIFORME AUTORITARIE E IN DETRIMENTO DELLA DIGNITA DI CHI VIVE DEL SUO STIPENDIO.NO AL NEOLIBERALISMO.

-

23 NOVEMBRE 2014:SORPASO DEL NEGRO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Hamilton ad Abu Dhabi vince gara e  mondiale         Le immagini del trionfo

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Hamilton ad Abu Dhabi vince gara e mondiale
Le immagini del trionfo,di VINCENZO BORGOMEO e MARCO MENSURATI
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 168 »

21 novembre 2014
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21 NOVEMBRE 2014:LA COREA NORD

-SU LE MONDE,Asie-Pacifique:

Pyongyang brandit la menace nucléaire après un vote à l’ONU

Le Monde.fr | 20.11.2014 à 06h11 , Mis à jour le 20.11.2014 à 08h05

 A la frontière entre les deux Corée.
La Corée du Nord a condamné, jeudi 20 novembre, le vote aux Nations unies d’une résolution visant à traîner ses dirigeants devant la justice internationale pour crimes contre l’humanité.

Lire aussi le compte-rendu : L’ONU appelle à traduire la Corée du Nord devant la justice internationale

Le texte, qui émane de la commission des droits humains de l’Assemblée générale de l’ONU, demande au Conseil de sécurité de saisir la Cour pénale internationale (CPI) au sujet d’exactions reprochées au régime de Kim Jong-un. Une démarche qui a peu de chances d’aboutir, la Chine, principal allié de Pyongyang, siégeant au conseil.

Pour le ministère des affaires étrangères nord-coréen, cette résolution est une « escroquerie » encouragée par Washington afin d’humilier Pyongyang devant la communauté internationale. En réaction, le pays a brandi la menace nucléaire.

« Cette agression de la part des Etats-Unis ne nous permet pas de nous retenir plus longtemps de mener un nouvel essai nucléaire. »

LANCEMENT DE L’ACTIVITÉ

La résolution, non contraignante, est largement fondée sur un rapport de l’ONU de 400 pages, publié en février, qui concluait après une longue enquête à des violations des droits humains par la Corée du Nord « sans égal dans le monde contemporain ». Elle doit être étudiée en décembre par l’ensemble de l’Assemblée générale.

Parallèlement, les chercheurs américains de l’Institut « US-Korea » de l’Université John Hopkins de Washington ont évoqué jeudi la possibilité que la Corée du Nord soit en train de lancer l’exploitation d’une usine de retraitement de combustible aux fins d’en extraire du plutonium de qualité militaire, sur son complexe nucléaire de Yongbyon.

Des images satellites montrent de la vapeur en train de s’échapper de cette usine, ce qui pourrait signifier que le pays est en train de procéder à des opérations de maintenance et à des essais avant de lancer l’activité. L’usine retraite le combustible émanant d’un réacteur de 5 megawatts (MW) qui produit l’essentiel du plutonium pouvant entrer dans la composition d’une bombe atomique de la Corée du Nord.

ILLUSTRAZIONE

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Kim Kwang-il, un Nord-Coréen de 48 ans, a passé plus de deux ans dans un camp de prisonniers pour avoir tenté de passer la frontière chinoise. En 2009, il a publié un récit de sa détention, illustré par un dessinateur. Huit de ces dessins figurent dans le rapport de la commission d’enquête de l’ONU sur les violations des droits de l’homme en Corée du Nord, rendu public lundi 17 février.

Crédits : DR/ONU facebook twitter google + linkedin pinterest

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Le rapport met en évidence la mécanique d’un régime construit comme une « une forteresse inexpugnable ». Le fonctionnement de la République populaire et démocratique de Corée, créée en 1948 et dirigée par le Parti du travail, est le fruit d’une histoire marquée par les pressions extérieures et la revendication obsessionnelle d’indépendance de ses dirigeants, qui estiment le pays perpétuellement menacé par les Etats-Unis.

Crédits : DR/ONU facebook twitter google + linkedin pinterest

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La population est maintenue sous un contrôle absolu. Le régime interdit tout contact avec l’extérieur et s’appuie sur un système répressif extrêmement dur. Il repose sur le « songbun », un principe qui veut que chaque Nord-Coréen appartient à l’une de ces trois catégories : fidèle, incertain ou hostile.

Crédits : DR/ONU facebook twitter google + linkedin pinterest

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Lire le diaporama Accédez au portfolio
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Vidéo suggérée sur le même sujet

Première marche en public pour Kim Jong-Un en Corée du Nord

Les chaînes de télévision du régime de Pyongyang ont montré quelques minutes du dictateur nord-coréen s’appuyant sur un bâton pour se déplacer à pied. Des images diffusées, mais dont on ne connaît pas la date, mais qui sont destinées à mettre fin aux spéculations sur l’état de santé du numéro 1 de la Corée du Nord après des semaines d’absence.

0:52

(VIDEO CANCELLATO)

http://www.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2014/11/20/pyongyang-brandit-la-menace-nucleaire-apres-un-vote-a-l-onu_4526153_3216.html

REAZIONE:L’ONU VOTERA PER PORTARE COREA DEL NORD SULLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE,NORDCOREA CON PYONYOUNG MINACCIA USARE ARMA MUCLEARE(?).ALLA CORTE NON ANDRA PERCHE RUSSIA E CINA METTERANNO IL VETO.

GLI EQUILIBRI SONO CAMBIATI IN USA E IL NUOVO SENATO REPUBBLICANO NON ACETTA L’ACCORDO DI OBAMA CON IRAN E VUOLE TORNARE ALLE SANZIONI E RIPULIRE ORA DI NUOVO IL CONTROLLO SUL SUO NUCLEARE.

IN UNA RECENTE VISITA A COREA DEL NORD SALVINI E ALTRI POLITICI ITALIANI HANNO ELOGIATO NORDCOREA COME UN PAESE PULITO E SICURO.

-21 NOVEMBRE 2014:LEGA NORD NELLE ZONE ROSSE

Salvini canta “Romagna mia” con Casadei Video

Siparietto durante il tour elettorale del leader della Lega in Emilia Romagna

REAZIONE:CI SONO ELEZIONI REGIONALI IN EMILIA ROMAGNA E CALABRIA,LA PRIMA E UNA REGIONE “ROSSA”,NELL’ALTRA OPERA UN FEUDO DELLA N’DRANGHETA(E LEGA UNITI)E I RAGAZZI SONO DI COMIZIO:NE COLLETTIVISMO NE POPOLISMO(VEDE ILLUSTRAZIONE MUSICALE)SIGNIFICA ESSERE POPOLARE.VOTATE ITALIANO,NON VOTATE ROSSE NE LEGHISTI(NORDISTI?)

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21 NOVEMBRE 2014:NOTIZIE DELLA FINE DEL MONDO

MercoPress - South Atlantic News Agency

MercoPress. en Español
Montevideo, November 21st 2014 – 03:55 UTC

IL PIU GRANDE PORTA CONTINER FABRICATO NELLA COREA DEL NORD

World largest containership (19.000 TEU) belongs to China and was built in Korea

World largest containership (19.000 TEU) belongs to China and was built in Korea

The world’s largest containership was named at a ceremony held by builder Hyundai Heavy Industries Co., Ltd. (HHI) this week. Named CSCL Globe, it is the first of five 19,000 TEU containerships for China Shipping Container Lines (CSCL), and takes the title of world’s largest containership from Maersk Line’s 18,000 teu Triple E class vessels.

TRDUZIONE:Il più grande portacontainer al mondo(19.000 TEU) appartiene alla Cina ed è stato costruito in Corea
Il più grande portacontainer del mondo è stato nominato durante una cerimonia tenutasi dal costruttore di Hyundai Heavy Industries Co., Ltd. (HHI) questa settimana. Nominato CSCL Globe, è la prima di cinque portacontainer 19.000 teu per la Cina Shipping Container Lines (CSCL), e prende il titolo di più grande portacontainer del mondo da 18.000 teu navi della classe Triple E di Maersk Line.

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21 NOVEMBRE 2014:SOS TERRORISMO DOPPIO ATACCO

SE QUALCUNO PENSA CHE SI SONO FERMATI GLI ATTACHI E’ IN ERRORE:DURANTE TUTTO QUESTO TEMPO HANNO CONTINUATO E FRA IERI E OGGI SI SONO INTENSIFICATI PER PARTITA DOPPIA.IERI HO SUBITO UN ATTACO HACKER AL MIO COMPIUTER CHE L’HANNO PARALIZZATO PER L’INTERA GIORNATA:PER PRIMO E’ STATO BLOCCATO IL SERVER DI “OVER-BLOG”,UN SITO  CANADIESE DEL QUEBEC DOVE PORTO AVANTI UN BLOG DEI MIEI “FATTI INTERNI”,NEL MOMENTO CHE PUBBLICAVO IL MIO SCRITTO SULLA SCONFITTA DI NOKIA..E ALLO STESSO TEMPO “MOZILA FIREFOX” HA INSISTITO CON ISTALLARE DELLE ATTUALIZAZIONI CHE FACEVANO FUORI IL MIO BROWSER “AURORA” CANCELLANDOLI LA CRONOLOGIA.

INACETTABILE ATTUALIZAZIONE CHE TRANSFORMAVA IL MIO AURORA IN “FIREFOX DEVELOPER EDITION”,UN MOTORE “SENZA MEMORIA”.HO DECISO TRANSFERIRME CON TUTTA LA CRONOLOGIA E GLI ALTRI DATI SU “GOOGLE CHROME”, E SEMBRA CHE SI SIA RISOLTO IL PROBLEMA DOPO CHE MICROSOFT WINDOW MI HA ISTALLATO DELLE ATTUALIZAZIONI DI SICUREZZA.

E INOLTRE OGGI HO SUBITO UN ATTACO PER PARTE DI DUE RAGAZZINI NASCOSTI NELL’OSCURITA DELLA PIAZZA DI FRONTE A CASA MIA CON DEI SASSI.PROIETTILE NON DI POCO E CHE AVREBBE POTUTO FARMI GRAVE DANNO DI CADERMI IN TESTA.SONO SCAPPATI DI CORSA.

21 NOVEMBRE 2014:DEMAGOGIA ELETTORALE

-SU THE WASHINGTON TIMES:Top News

Obama offers amnesty to 5 million illegal immigrants, defies GOP

In a prime-time address from the White House, President Obama said his action on immigration is "lawful," and he dared Republican critics in Congress to counter him by passing a comprehensive legislation, which he said would be a permanent fix. (Associated Press)
By Dave Boyer – The Washington Times 695 Shares

Brushing aside warnings from Republicans, President Obama announced Thursday night that he is granting temporary legal status and work permits to nearly 5 million illegal immigrants, igniting a constitutional furor that amounted to a declaration of war against the incoming Republican majorities in Congress.

TRADUZIONE:Top News
Obama offre l’amnistia a 5 milioni di immigrati clandestini, sfidando il GOP
In un discorso in prima serata dalla Casa Bianca, il presidente Obama ha detto che la sua azione in materia di immigrazione è “legale”, e ha avuto il coraggio di di criticare i repubblicani in Congresso per contrastarlo durante una legislazione completa, che a suo dire sarebbe una correzione permanente. (Associated Press)
da Dave Boyer – Il Washington Times 6

In azioni scostando avvertimenti da repubblicani, il presidente Obama ha annunciato Giovedi notte che concede lo status giuridico temporaneo e permessi di lavoro per quasi 5 milioni di immigrati clandestini, accendendo un furore costituzionale che è pari a una dichiarazione di guerra contro le maggioranze repubblicane in arrivo al Congresso.

LA NOTA COMPLETA:
Con Dave Boyer – The Washington Times – Giovedi, November 20, 2014

Scostando avvertimenti da repubblicani, il presidente Obama ha annunciato Giovedi notte che egli concede di stato e di permessi di lavoro temporanei legali di quasi 5 milioni di immigrati clandestini, accendendo un furore costituzionale che è pari a una dichiarazione di guerra contro le maggioranze repubblicane in arrivo in Congresso .

In un discorso di 15 minuti in prima serata dalla Casa Bianca , Obama ha detto che la sua azione è “legale”, e ha detto che ha offerto un nuovo contratto per gli immigrati clandestini che era stato negli Stati Uniti per almeno cinque anni: Vieni avanti e registrare, passare un controllo dei precedenti, e formare oggetto di un soggiorno di espulsione e di un permesso di lavoro un bene per almeno tre anni.

“So che alcuni dei critici di questa azione chiamano amnistia. Beh, non è “, ha detto Obama. “Amnesty è il sistema di immigrazione che abbiamo oggi – milioni di persone che vivono qui senza pagare le tasse o le regole del gioco, mentre i politici usano la questione per spaventare la gente e montare voti al momento delle elezioni.”


VEDERE ANCHE: tattiche ‘Monarch’ a perseguitare Democratici, Repubblicani avvisate


Il presidente ha anche osato suoi critici repubblicani in Congresso per contrastare lui facendo passare un disegno di legge sull’immigrazione globale concessione di pieni diritti di cittadinanza agli immigrati illegali, che Obama ha detto che avrebbe firmato, cancellando così via la propria azione esecutiva.

Mentre il presidente ritratta la sua azione, se necessario, per far fronte a lungo in piedi problemi di immigrazione, democratici allegri, che ha tenuto i partiti annuncio in tutta la nazione, credono che anche l’azione di Obama sarà cementare il legame del partito con la rapida crescita della popolazione di elettori ispanici e fornire ai candidati liberali con una base per il successo permanente.

Mentre parlava Obama, gli attivisti di immigrazione al di fuori della Casa Bianca degli Stati Uniti recinzione sventolavano bandiere e tenuto cartelli che proclamavano, “Gracias, Presidente Obama.”

Legislatori GOP hanno cercato leva per cercare di forzare il presidente a fare marcia indietro, o di trovare modi di legge a lui fermare nelle prossime settimane prima del suo programma ha la possibilità di prendere pieno effetto.

Un certo numero di repubblicani della Camera hanno detto che dovrebbero utilizzare il processo di spesa annuale di negare il finanziamento presidente a realizzare i suoi piani.

Ma il Giovedi il Comitato della Camera sulla Stanziamenti ha detto che non è una soluzione praticabile perché l’agenzia che amministra il programma – US Citizenship and Immigration Services – è a pagamento e non ha bisogno Congresso soldi s ‘ad operare.

Il senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas, ha detto che quando il suo partito prende il controllo del Senato il prossimo anno, dovrebbe rifiutarsi di tenere voti confermando tutti, ma il più critico di nomine esecutivo di Obama. Ha sfidato il leader della maggioranza eletto Mitch McConnell di impegnarsi a tale piano.

Nel piano osserva Giovedi, signor McConnell non ha detto che cosa farà il suo partito, ma ha promesso che farà qualcosa.

“Quando i rappresentanti neo-eletti del popolo prendono i loro posti, agiranno,” ha detto.

Dopo il discorso di Giovedi presidente della Camera John A. Boehner ha detto che il presidente stava abusando del processo democratico e aveva mostrato che era “più interessato alla politica di parte che lavorare con i rappresentanti eletti dal popolo.”

“Ignorando la volontà del popolo americano, il presidente Obama ha cementato la sua eredità di illegalità e sperperato quale credibilità poco che aveva lasciato”, ha detto il repubblicano dell’Ohio.

Obama metterà in evidenza le differenze tra democratici e repubblicani in materia di immigrazione Venerdì in un comizio elettorale in stile in una scuola superiore di Las Vegas, dove gli ispanici sono un influente blocco di voti.

Il presidente ha detto che ha raggiunto la sua decisione in quanto legislatori repubblicani si rifiutano di passare un disegno di legge sull’immigrazione che favorisce.

Il Senato democratico guidato ha approvato una legge l’anno scorso che avrebbe garantito un percorso a lungo termine per la cittadinanza per un periodo da 7 milioni e 8 milioni di immigrati clandestini su una popolazione stimata di 12 milioni ora negli Stati Uniti

Ma repubblicani non hanno proposto un disegno di legge sull’immigrazione al pavimento della loro camera, e invece approvato leggi cercando di tenere a freno precedenti politiche nondeportation di Obama.

I passi Mr. Obama ha annunciato Giovedi sarà:

⦁ Creare un nuovo programma di deportazione differita per i genitori di cittadini degli Stati Uniti e dei figli legittimi residenti permanenti, se sono stati nel paese per più di cinque anni. Essi non sarebbero ammissibili per Obamacare, ma in quasi tutti gli stati sarebbero in grado di ottenere la patente di guida o in stato di insegnamento presso scuole pubbliche.

⦁ Espandere la protezione dalla deportazione in più “sognatori”, o persone che sono venute negli Stati Uniti illegalmente da bambini, e garantiscono più permessi di lavoro per i lavoratori altamente qualificati.

⦁ Stabilire un nuovo sistema di priorità per l’espulsione di immigrati clandestini, che richiede il Department of Homeland Security di concentrarsi sulle persone che servono il carcere per reati penali.

⦁ Aggiungere più giudici di immigrazione verso la regione di confine immigrati clandestini in modo che si ritiene a bassa priorità possono essere rilasciati più rapidamente, ei recenti frontalieri e quelli con gravi precedenti penali può essere deportati.

Obama ha detto che il suo piano renderà più difficile per gli immigrati clandestini ad attraversare la frontiera in futuro – anche se non aveva ancora messo le eventuali specifiche, dicendo invece che Segretario alla Sicurezza Nazionale Jeh Johnson annuncerà nuove politiche.

Mr. Johnson ha un viaggio programmato in Texas il Venerdì per parlare con i dipendenti di reparto.

David Bernstein, un professore di diritto costituzionale presso la George Mason University, ha detto che le azioni di Obama sono “senza dubbio legale ma altamente impropria.”

“Le parti della legge sull’immigrazione che gli permettono di rinviare l’azione e concedere permessi di lavoro a quelli differita erano destinate ad applicarsi alle situazioni di emergenza”, ha detto Bernstein. “Qui il presidente è apertamente sfidando il Congresso , che ha rifiutato di passare la riforma dell’immigrazione, in una situazione non di emergenza. Sta disciplina unilateralmente al di fuori della normale separazione dei poteri. ”

Obama ha affermato che la sua azione è simile a “il tipo di azioni intraprese da ogni presidente repubblicano singolo e ogni presidente democratico per il passato mezzo secolo.”

Obama aveva resistito questo tipo di azione esecutiva per anni, e aveva più volte detto attivisti per i diritti degli immigrati non aveva l’autorità di emettere una così ampia esenzione dalle deportazioni.

La Casa Bianca ha lottato questa settimana per spiegare il motivo per cui il presidente ha cambiato idea, anche se i funzionari hanno assicurato ai giornalisti che Homeland Security e del Dipartimento di Giustizia gli avvocati hanno approvato le sue mosse.

Il presidente ha detto la sua rinuncia in materia di espulsioni non si applicherebbe ai recenti frontalieri o ai futuri immigrati clandestini.

Ma ha anche detto che non è pratico di indirizzare la maggior parte degli immigrati clandestini, in particolare quelli senza più gravi precedenti penali.

“Cerchiamo di essere onesti: Rintracciare, arrotondando per eccesso, e la deportazione di milioni di persone non è realistico”, ha detto Obama. “Chi suggerisce il contrario non è essere sincero con te. Non è anche ciò che siamo come gli americani. Dopo tutto, la maggior parte di questi immigrati sono stati qui da molto tempo. Lavorano duro, spesso, lavori a bassa retribuzione difficili “.

Il lavoro organizzato ha elogiato la decisione, con il presidente AFL-CIO Richard Trumka definendola “un passo importante verso l’applicazione razionale e umano di legge sull’immigrazione.”

“Estendendo sollievo e autorizzazione al lavoro per una stima di 4 milioni di persone, l’amministrazione Obama aiuterà a prevenire i datori di lavoro senza scrupoli di utilizzare i lavoratori non protetti per abbassare i salari e le condizioni di tutti i lavoratori nel nostro paese”, ha dichiarato Trumka.

La reazione da parte delle imprese è stata mista. Un funzionario con la Business Roundtable ha detto l’azione esecutiva “non risolve il nostro sistema di immigrazione rotto.”

“Bisogni dell’America possono essere raggiunti solo attraverso la riforma di tutto il nostro sistema di immigrazione”, ha dichiarato Greg Brown, presidente e CEO di Motorola Solutions e presidente della Tavola Rotonda Comitato sull’immigrazione business. “I dirigenti delle imprese sono uniti nella convinzione che il Congresso e il presidente devono lavorare insieme ora per produrre una soluzione permanente che protegge i nostri confini, fa rispettare le nostre leggi e aiuta a crescere la nostra economia. ”

Il lobbista top per i Costruttori associati e Contractors ha espresso la preoccupazione che l’azione del presidente vi delizierà ogni possibilità di una soluzione a lungo termine ai problemi di immigrazione.

“La corsa del presidente di unilateralmente temporaneamente ampliare alcuni programmi mette a repentaglio una soluzione a lungo termine che è realizzabile per la nostra economia e la sicurezza nazionale”, ha detto ABC vice presidente degli affari di governo Geoff Burr. “An, azione esecutiva temporanea brusca fa in ultima analisi, più male che bene nel fissare il nostro sistema di immigrazione rotto.”

http://www.washingtontimes.com/news/2014/nov/20/obama-offers-amnesty-to-millions-of-illegal-immigr/

(TRADUZIONE AUTOMATICA)
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-APPENDICE:-SU LE MONDE,Amériques:
Barack Obama expulse-t-il plus que George W. Bush ?

Le Monde.fr | 20.11.2014 à 20h29 ,Mis à jour le 20.11.2014 à 20h52|Par Marine Messina et Romain Geoffroy

Depuis 2009, plus de deux millions de procédures d'expulsion ont abouti.

« Expulseur en chef » : c’est ainsi qu’est surnommé Barack Obama par ses détracteurs démocrates, alors que le président doit présenter jeudi 20 novembre son plan sur l’immigration. Selon le site américain Vox, certains n’hésiteraient pas à accuser M. Obama d’avoir « expulsé plus d’immigrants qu’aucun autre président dans l’histoire ».

En face, dans le camp républicain, le président américain est critiqué avec la même virulence, mais pour des raisons opposées : « Obama n’est définitivement pas le leader des expulsions dans l’histoire. En fait, le total des expulsions d’immigrés en 2012 est le plus bas qui existe depuis 1973 », martèle le site The Federalist, plutôt conservateur.

11,7 millions

Dans un pays qui compte 11,7 millions de sans-papiers, républicains et démocrates arrivent ainsi à des conclusions différentes concernant la politique d’immigration depuis 2009 et chaque camp s’estime lésé.

En réalité, pour saisir l’impact de la politique migratoire de Barack Obama, il faut s’intéresser à la méthodologie utilisée pour comptabiliser les individus expulsés du territoire américain.

Deux types d’expulsions

Une distinction essentielle s’effectue entre deux catégories d’expulsés, appelées « removal » et « return ».

Le « removal ». Les expulsions de ce type concernent les personnes qui font l’objet d’un arrêté d’expulsion. Ce sont des expulsions formelles qui se déroulent devant une cour d’immigration ; les empreintes digitales des immigrants sont relevées et leur identité est fichée.

Détail important : les immigrés en situation irrégulière faisant l’objet d’une expulsion formelle ne peuvent plus demander d’autorisation pour entrer légalement aux Etats-Unis pendant plusieurs années. Cette sanction a donc tendance à freiner les mouvements migratoires et à restreindre le nombre de candidats à l’immigration clandestine.

Le « return ». L’autre forme d’expulsion est qualifiée de « return ». Elle est moins formelle : la police reconduit à la frontière les immigrés, avec leur accord, en leur garantissant que leur identité ne sera pas fichée. La plupart du temps, ce type d’expulsion concerne les immigrés mexicains et canadiens appréhendés au passage de la frontière et directement reconduits de l’autre côté. Leur nom n’étant pas inscrit dans la base de données, ils peuvent, s’ils le désirent, retenter leur chance d’entrer sur le territoire américain.

Obama expulse-t-il plus que Bush ?

Barack Obama, au pouvoir depuis février 2009, a augmenté les expulsions formelles (« removals ») contre les personnes résidant illégalement sur le territoire américain. Ainsi, ces cinq dernières années, il a exclu plus de deux millions de personnes, un chiffre qui avait nécessité deux mandats – huit ans – à son prédécesseur, Georges W. Bush.

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Expulsions de sans-papiers depuis 2001
Sous George W. Bush puis Barack Obama
ExpulsionsReconduites à la frontière “informelles”
GRAFICO CANCELLATO
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Cependant, si Bush expulsait moins d’immigrés de manière formelle, les expulsions informelles (« returns ») étaient extrêmement élevées, bien plus que celles pratiquées sous les mandats de Barack Obama. En huit ans, le président républicain avait effectué plus de huit millions de reconduites « volontaires » à la frontière. De son côté, Obama n’a toujours pas dépassé les deux millions.

Ainsi, on constate que si les expulsions formelles sont plus élevées sous l’administration Obama que sous l’administration Bush, le total des expulsions formelles et informelles, lui, était plus élevé avant l’arrivée du président actuel.

Comment Obama durcit-il la loi ?

Pour autant, si Barack Obama ne semble pas être « l’expulseur en chef » décrié par une partie de la presse américaine, sa politique d’immigration s’est particulièrement durcie ces dernières années. Comme le détaille le site Vox, avant toute expulsion formelle, les immigrants illégaux, une fois arrêtés, doivent théoriquement être conduits devant une cour d’immigration, où un juge vérifiera si leur présence est bien illégale sur le territoire. Ce processus peut prendre plusieurs années et l’immigrant n’a pas le droit à un avocat.

Toutefois, depuis quelques années, le passage devant les tribunaux est de moins en moins fréquent. Vox estime qu’un tiers d’entre eux font les frais d’une « procédure expéditive », arrêtés, avec identité fichée mais directement renvoyés dans leur pays quand ils sont retrouvés à moins de 100 miles (160 kilomètres) de la frontière américano-mexicaine, sans être entendus par la cour d’immigration.

En somme, l’administration Obama multiplie les expulsions, en fichant l’identité de chaque immigrant – ce qui entrave un potentiel retour – mais les procédures juridiques de cette expulsion formelle sont de moins en moins respectées.

Que prévoit la nouvelle réforme ?

Le président américain s’apprête à proposer une réforme qui pourrait offrir une régularisation provisoire pour trois à cinq millions de clandestins. Parmi les pistes évoquées, les parents d’enfants ayant la citoyenneté américaine ou un permis de séjour permanent pourraient se voir offrir, pour une durée déterminée, des papiers leur permettant de travailler légalement et d’être protégés d’une expulsion.

Lire : Barack Obama prépare un plan pour régulariser jusqu’à 5 millions d’immigrés

Ce n’est pas la première fois que le président américain exprime sa volonté de régulariser une partie de la population. En janvier 2013, il déclarait vouloir s’« occuper des 11 millions de personnes qui sont ici illégalement ». La réforme a cependant échoué au Congrès et semble encore plus compromise depuis le passage du Sénat sous contrôle républicain, en novembre 2014.

Toutefois, depuis quelques années, le passage devant les tribunaux est de moins en moins fréquent. Vox estime qu’un tiers d’entre eux font les frais d’une « procédure expéditive », arrêtés, avec identité fichée mais directement renvoyés dans leur pays quand ils sont retrouvés à moins de 100 miles (160 kilomètres) de la frontière américano-mexicaine, sans être entendus par la cour d’immigration.

En somme, l’administration Obama multiplie les expulsions, en fichant l’identité de chaque immigrant – ce qui entrave un potentiel retour – mais les procédures juridiques de cette expulsion formelle sont de moins en moins respectées.

Que prévoit la nouvelle réforme ?

Le président américain s’apprête à proposer une réforme qui pourrait offrir une régularisation provisoire pour trois à cinq millions de clandestins. Parmi les pistes évoquées, les parents d’enfants ayant la citoyenneté américaine ou un permis de séjour permanent pourraient se voir offrir, pour une durée déterminée, des papiers leur permettant de travailler légalement et d’être protégés d’une expulsion.

Lire : Barack Obama prépare un plan pour régulariser jusqu’à 5 millions d’immigrés

Ce n’est pas la première fois que le président américain exprime sa volonté de régulariser une partie de la population. En janvier 2013, il déclarait vouloir s’« occuper des 11 millions de personnes qui sont ici illégalement ». La réforme a cependant échoué au Congrès et semble encore plus compromise depuis le passage du Sénat sous contrôle républicain, en novembre 2014.

Marine Messina ,Journaliste au Monde

Romain Geoffroy ,Journaliste au Monde

http://www.lemonde.fr/ameriques/article/2014/11/20/barack-obama-expulse-t-il-plus-que-george-w-bush_4526914_3222.html

(PER MOTIVI TECNICI MANCANO TRE GRAFICI CHE POTRETE VEDERE VISITANDO LA PAGINA SU LE MONDE INCOLLANDO SUL VOSTRO  MOTORE IL LINK-URL DI SOPRA)

REAZIONE:NON E’ DIFFICILE CONCLUDERE CHE DOPO LA BATOSTA NELLE ELEZIONI DI MEZZO TERMINE VUOLE CONGRAZIARSI CON GLI ELETTORI ISPANI.

LA DEMAGOGIA DELLA MISURA RISULTA DEL FATTO CHE QUESTI 5 MILIONI FANNO PARTE DI QUELLI 11 MILIONI(UN NUMERO ESSIGUO SE SI TIENE CONTO DI TUTTI QUANTI PRETENDONO ESSERE LEGALIZZATI) CHE SONO GIA LARGAMENTE INSERITI IN USA E LA SUA REGOLARIZAZIONE POCO AGGIUNGE PERCHE REGOLARI LO SONO GIA DI FATTO.

-APPENDICE:IL GIORNO DOPO

-CAUSA LEGALE PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

-TITOLARE SU LA STAMPA:

esteri
Sanità Usa, la sfida dei repubblicani
Scatta la causa legale contro Obama
Immigrazione, 5 milioni saranno regolarizzati
paolo mastrolilli, francesco semprini
LAPRESSE
L’opposizione accusa il presidente
di abuso di potere. Ieri Barack ha presentato la nuova riforma che
sana la posizione dei clandestini.
scheda  Immigrazione, ecco tutti i pilastri della riforma

VIDEO  Obama attacca: “Siamo stati stranieri anche noi”

LA NOTA COMPLETA1:

Usa, 5 milioni di clandestini presto in regola. Obama: è buon senso, non amnistia di massa

Il presidente svela il piano sull’immigrazione: «Una deportazione di massa impossibile e contraria al nostro spirito». Per chi vive nel Paese da 5 anni previsti permessi di lavoro

AP

Il presidente Usa Barack Obama

1/11/2014,paolo mastrolilli,dall’inviato a new york

«Noi non siamo così, non cacciamo le persone che vengono nel nostro paese per lavorare duro e assicurare un futuro migliore ai loro figli». Barack Obama si è appellato ai valori più alti degli Stati Uniti, e ai sentimenti più nobili degli americani, per spiegare i motivi profondi che lo hanno spinto a cambiare le regole dell’immigrazione per decreto. Quindi, citando le Sacre scritture, ha aggiunto: «Noi non opprimeremo lo straniero, perché conosciamo il suo cuore. Anche noi, un tempo, siamo stati stranieri».

Obama ha parlato al paese ieri sera alle 20 dalla Casa Bianca, anche se le principali televisioni commerciali non hanno trasmesso il suo discorso per non interrompere i programmi della fascia prime time. Negli Usa vivono circa 12 milioni di immigrati illegali. La grande maggioranza sono brave persone venute a lavorare, che hanno creato famiglie. Molti però rischiano di essere deportati e divisi dai loro affetti, perché non hanno i documenti in regola. Obama aveva promesso di sanare questa situazione nel 2008 e nel 2012, e aveva adottato il programma DACA che evita l’espulsione dei figli degli illegali portati negli Usa quando erano bambini. Nei mesi scorsi il Senato aveva approvato una legge di riforma bipartisan, ma la Camera dominata dalla corrente più conservatrice del Partito repubblicano l’ha bloccata. Ieri sera quindi il presidente ha rotto gli indugi, annunciando una serie di ordini esecutivi che cambiano le regole.

Quattro milioni di illegali otterranno il permesso di vivere e lavorare negli Usa, se hanno figli nati in America, sono nel paese da almeno 5 anni e non hanno avuto problemi con la legge. Un altro milione verranno protetti dalla deportazione, alzando l’età entro cui dovevano essere entrati da bambini per non incorrere nell’espulsione. Nessuno però riceverà la sanità pubblica o altri benefici statali, per evitare l’accusa che Obama ha aperto le porte per sostenere la sua riforma. Questo ha provocato critiche nella comunità ispanica, ma la Casa Bianca non vuole correre il rischio di compierre atti che potrebbero risultare poi illegali. Il ministro della Giustizia del Texas, infatti, ha già annunciato che farà causa al presidente per violazione della Costituzione. Nello stesso tempo il governo aumenterà il numero dei visti concessi agli studenti stranieri che vogliono fermarsi negli Usa a lavorare, rispondendo così ad una richiesta venuta in particolare dalle aziende della Silicon Valley, per tenere i talenti sviluppati dai centri di istruzione americani.

Obama ha giustificato la sua iniziativa dicendo che è corretta verso le persone beneficiate, conviene al paese che è basato sull’immigrazione, e rispetta i suoi principi fondanti: «Noi vogliamo espellere i criminali, non le madri che faticano per allevare al meglio i loro figli». Quindi ha annunciato che aumenterà le risorse degli agenti impegnati nel controllo delle frontiere, dove comunque gli ingressi illegali sono già scesi al livello più basso dagli anni Settanta. Secondo lui i suoi decreti non rappresentano un’amnistia, perché gli illegali dovranno assumersi la responsabilità di aver violato la legge, e non riceveranno la cittadinanza. Quindi ai parlamentari repubblicani che lo accusano di violare la Costituzione con la sua iniziativa, ha risposto con un atto di sfida: «Ho l’autorità legale per emettere questi ordini, ma la soluzione migliore per me resta sempre quella di una legge approvata dal Congresso. Votate una riforma dell’immigrazione, e io abolirò subito i miei provvedimenti».

I suoi avversari del Gran Old Party, come gli americani chiamano il partito che era stato di Lincoln, hanno risposto con durezza, dandogli dell’imperatore: «Il fatto che il presidente abbia cambiato idea – ha detto lo Speaker della Camera Boehner – non significa che anche la Costituzione sia cambiata». Prima ancora del suo discorso, il nuovo leader del Senato, McConnell, lo aveva avvertito: «Se sfiderà la volontà del popolo, il Congresso agirà». Il suo collega Coburn aveva aggiunto che «ci saranno casi di anarchia, e forse violenza». Le ipotesi considerate dai repubblicani vanno dallo “shutdown” del governo, cioè il blocco delle attività dello stato negandogli i fondi, fino all’impeachment del presidente. La Casa Bianca risponde che il presidente ha l’autorità legale per agire su questa materia, perché tocca a lui stabilire le regole per le deportazioni, e ha ricevuto per due volte il mandato politico per affrontarla, vincendo le elezioni del 2008 e quelle del 2012 con la promessa di fare la riforma dell’immigrazione.

Di sicuro il passo compiuto ieri segna una rottura netta con il Congresso, e apre una fase di scontro fra democratici e repubblicani che durerà fino alle presidenziali del 2016. Dopo la sconfitta nelle elezioni midterm del 4 novembre scorso, Obama ha deciso subito che doveva reagire dimostrando di non accettare il ruolo dell’anatra zoppa. L’immigrazione per lui era il terreno giusto perché da una parte gli consente di mantenere una vecchia promessa elettorale, che servirà a ricompattare gli ispanici con il Partito democratico, nella coalizione già vittoriosa nel 2008 e nel 2012. Dall’altra, gli ordini esecutivi uccideranno sul nascere quasi ogni possibilità di collaborare con il nuovo Congresso dominato dai repubblicani, sperando che questo scontro faccia emergere l’ala più estremista del Grand Old Party, impopolare tra i moderati, in vista delle presidenziali del 2016.

I repubblicani invece sono convinti che le decisioni di Obama provocheranno una reazione così negativa da parte degli altri gruppi della società americana, da compromettere le prospettive politiche dei democratici. E’ una sfida appena cominciata, che durerà per i prossimi due anni, estendendosi anche ad altri temi come la protezione dell’ambiente. Una campagna elettorale già avviata, per decidere il futuro degli Stati Uniti.

http://www.lastampa.it/2014/11/21/esteri/usa-svolta-di-obama-sullimmigrazione-cittadinanza-a-milioni-di-clandestini-inI3AAjg8opZg44LJgrGfO/pagina.html

-ALTRA NOTA COMPLETA:

Riforma sanitaria, i repubblicani fanno causa a Obama

L’accusa è quella di abuso di potere da parte del presidente

LAPRESSE

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama

1/11/2014,francesco semprini,new york

All’indomani dell’avvio della battaglia sulla riforma dell’immigrazione da parte di Barack Obama, la Camera dei rappresentanti avvia un’azione legale nei confronti del presidente in merito all’Obamacare. L’accusa nei confronti dell’inquilino della Casa Bianca è di abuso di potere, e la denuncia è stata formalmente presentata al ministero della Sanità e al dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. «Il presidente ha deciso deliberatamente di ignorare la volontà dei cittadini americani e riscrivere la legge di proprio pugno senza un voto del Congresso», ha spiegato lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner.

Il ricorso presentato dal ramo più basso di Capitol Hill, controllato dal Grand Old Party, prende le mosse dal fatto che il presidente, nell’Affordable Care Act, avrebbe «illegalmente regalato» alle assicurazioni 175 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, un trasferimento di fondi coatto, secondo Boehner, privo di ogni legittimazione da parte del Congresso. Si tratta, secondo quanto descritto dal Congressional Budget Office, del contributo che l’amministrazione paga per conto delle famiglie più disagiate, ovvero con un reddito tra 11.670 dollari e i 29.175 dollari l’anno. Se Obama «può permettersi di fare di testa sua, facendo le proprie leggi, i futuri presidenti avranno facoltà di fare altrettanto – prosegue lo speaker – La Camera ha il dovere di stare dalla parte della Costituzione difenderne i principi, ed è esattamente quello che stiamo tentando di fare con questa azione».

Se il ricorso dovesse essere accolto, le famiglie interessate non perderebbero la copertura assicurativa, ma andrebbero incontro a un innalzamento delle aliquote applicate alle polizze da parte delle società. Una seconda accusa nei confronti di Obama, contenuta nella denuncia dei membri del Gop alla Camera, è di aver imposto in maniera implicitamente coercitiva alle aziende con oltre 50 dipendenti, la copertura sanitaria ai lavoratori con contratto a tempo pieno, per evitare in caso contrario di pagare pesanti multe. Questa norma è stata prima rinviata dal 2013 al 2015, poi ulteriormente posticipata al 2016 per gli imprenditori che hanno tra 50 e 99 dipendenti. Boehner ha così mantenuto fede alla promessa fatta la scorsa estate, di una resa dei conti con Obama sulla madre di tutte le riforme, quella voluta con più forza dal presidente e che ne ha caratterizzato, in termini di politica interna, il primo mandato. La denuncia così, apre un doppio fronte di scontro tra la Casa Bianca e il Congresso, destinato secondo gli osservatori, a diventare ancora più aspro con l’insediamento del nuovo Senato a maggioranza repubblicana.

http://www.lastampa.it/2014/11/21/esteri/i-repubblicani-fanno-causa-a-obama-sulla-riforma-della-sanit-o0c60lacnnnuJKic2RklfJ/pagina.html

REAZIONE:PER RIASSUMERE OBAMA HA QUATRO GROSSE GUAY:

I-CON QUELLA DI OGGI SONO DUE DENUNCIE PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE PER PARTE DELLO SPEAKER DELLA CAMERA DEI DIPUTATI  E RIGUARDA LA OBAMACARE

2-PER QUANTO RIGUARDA A QUESTO DECRETO E LA SUA ABITUDINE DI GOVERNARE PER DECRETO E’ STATA ANNUNCIATA CAUSA PER VIOLAZIONE ALLA COSTITUZIONE E FORSE L’IMPEACHMENT.PERO IL SUO VERO WATERLOO SARA BENGAZHI,VEDI SOTTO.

LA NUOVA ERA NON CONDIVIDE NE PARTECIPA ALLA SUA CITAZIONE BIBLICA GESUITICA,”PERCHE SONO STATO FORASTIERE E MI AVETE DATO RIFUGIO”:RAMMENTA LO SCHIAVISMO DELL’AMERICA PRETERITA  ALLA GUERRA CIVILE E OFFENDE TANTO GLI ISPANI COME GLI STATI UNITI.NON DEVE COMPARARE L’ATTUALE SITUAZIONE DEGLI ISPANI IN USA CON QUELLA DEGLI SCHIAVI DI ALLORA.

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-APPENDICE 2:TITOLARE WASHINGTON TIMES:

Top News

CIA acted properly in Benghazi but slow to spot terrorism: Bipartisan report

By Stephen Dinan – The Washington Times 75 Shares

The House intelligence committee cleared the CIA of wrongdoing in the run-up to the 2012 Benghazi terrorist attack and its actions during the assault, but said in a newly declassified report Friday that the way the agency wrote the controversial talking points afterwards was “flawed.”

TRADUZIONE:Top News
CIA ha agito correttamente a Bengasi, ma lento a individuare il terrorismo: rapporto bipartisan
lA Segretario di Stato Hillary Rodham testimonia a Capitol Hill a Washington, Mercoledì 23 Gennaio 2013, prima dell’udienza nella  Commissione Affari Esteri del Senato sul mortale attacco di settembre sulla missione diplomatica degli Stati Uniti a Bengasi, in Libia, che ha ucciso l’ambasciatore J. Chris Stevens e altri tre americani. (Associated Press) ** FILE **
da Stephen Dinan – Il Washington Times 75 Azioni
Il comitato intelligenza del Congresso dice che la  CIA ha cancellato delle irregolarità nel periodo che precede l’attacco terroristico di Bengasi 2012 e le sue azioni durante l’assalto, ma ha detto in un rapporto recentemente declassificato Venerdì che il modo in cui l’agenzia ha scritto i punti di discussione controversi in seguito era “imperfetto”

REAZIONE:PERO POLITICAMENTE QUANTO MENO HANNO SBAGLIATO: HILLARY CLINTON MINIMIZZO L’ATTACO COME UNA AZIONE ISOLATA E COLPEVOLEZZO HOLYWOOD PER IL FILM DI MAOMETO CATALOGATO COME BLASFEMIA,E YOUTUBE PER DIFFONDERLO,QUANDO SI HA TRATTATO DI UNA AZIONE TERRORISTICA PIANIFICATA PER COMMEMORARE GROUND ZERO.INSOMMA TRASFORMANDO I FATTI  PER UCCIDERE DUE UCCELLI DI UN SOLO COLPO:ATTACARE I SUOI NEMICI POLITICI IN CALIFORNIA PER IL REATO DI VOLERE PRESCINDERE DELLA PARTITOCRAZIA PORTANDO I NUOVI MEZZI A GESTIRE DA SOLI LA POLITICA COME AVEVA FATTO REGAN CON IL CINEMA,E ATTACARE ANCHE I NUOVI MEZZI DIGITALI CHE NON SI PIEGANO ALLE LORO RICHIESTE.HANNO COLPEVOLEZZATO A CHI COLPEVOLE NON ERA INSOMMA.GRAVE.

22 NOVEMBRE 2014:LYBIA,EGITTO E FRANCIA

-TITOLARE LE MONDE:

Le président égyptien Abdel Fattah Al-Sissi, au Caire, le 25 octobre.La Libye au cœur de la visite du président égyptien en France

Le Monde.fr | 21.11.2014 à 16h20 ,Mis à jour le 21.11.2014 à 16h22 | Par Hélène Sallon

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PER CAPIRE LA CADUTA DI NOKIA »

17 novembre 2014
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16 NOVEMBRE 2014:4 NOTE SU THE TELEGRAPH

-NOTA 1:LA CITTA PRETENDE NUOVO NOME

Città che si chiama Nokia cerca una nuova forma di essere chiamata

Perche Microsoft  indica  la fine del più conosciuto marchio della Finlandia,i suoi famosi telefoni sono ora bigiotteria 

Harry Wallop  in Nokia, Finlandia Photo: GEOFF PUGH

Harry Wallop

Da Harry Wallop , Nokia, Finlandia

21:01 GMT 15 Nov 2014

Pochi posti al mondo hanno dato vita a marchi veramente globali: Evian e Cadillac in Francia sono due. Ma forse il più famoso di tutti è Nokia in Finlandia.

Non e’ che vorresti conoscerlo visitando la città’. Il centro è costituito da una sfilata di negozi piuttosto tetri, un condominio che sarebbe casa in epoca sovietica dell’Estonia e la Bossburger “meathouse”. Questo è il tipo di città da cui gli adolescenti sognano di fuggire.

Comme la quatordicenne Iiris Majamaki,che  con il cappuccio del suo cappotto proteggendola dalla grandine, mi dice: “Si tratta di una piccola città nel mezzo del nulla. Non c’è molto da fare qui. ”

Anche Merja Vainio, 59, un impiegato delle poste che consegna le lettere sulla sua bicicletta, dice: “Se volete vedere qualche azione, si deve partire e visitare Tampare,” parlando di una città a15 minuti lungo la strada. “Tutti i miei tre figli adulti hanno lasciato qui.”

Essi non sono gli unici.

L’azienda che ha reso questa città nel sud-est della Finlandia così famoso ha fatto le valigie e si è trasferito fuori. Nokia era una volta un marchio così famoso e così immediatamente riconoscibile che in alcune parti dell’Africa un telefono cellulare è stato chiamato “un nokia”.

Ma Microsoft, che ha acquistato la divisione cellulare di Nokia per 4610000000 £ l’anno scorso, ha annunciato che il prossimi telefoni che rilasciera non avranno più il logo Nokia stampato su di essi.

Sembrerebbe che il marchio, una volta considerato più prezioso di Apple, Google e McDonald, ha morso la polvere. Da dove viene questa vogli di lasciare la città che ha dato nacitA alla società?

“Nokia è stato il primo marchio globale dei consumatori uscito di Finlandia”, spiega Kari Kankaala, il direttore dello sviluppo economico per Tampare. “La gente finlandesi erano così orgogliosi del marchio nazionale, amavano che tutti riconobbero i loro telefoni Nokia. Ha significato tanto per il sentimento pubblico che, quando il tutto svanì, quando il nostro gioiello nazionale è andato giù, ci siamo sentiti traditi. ”

Johanne Korhonen, un tassista, dice: “E ‘molto, molto triste vedere Nokia andare giù, giù, giù. Quando Nokia stava facendo bene, è stato un bene per il settore dei taxi. Molte persone venivano qui. ”

I residenti di Nokia hanno avuto un paio di anni per abituarsi all’idea che la società che portava il suo nome è molto diminuita. Prima che Microsoft ha acquistato la divisione cellulare, la società era stata scivolando gravemente.

Ma non è esagerato dire che il successo di Nokia e la Finlandia sono stati aggiogato insieme. In realtà, Nokia l’azienda e’ più vecchia della Finlandia in sé. La società è stata fondata nel 1865, mentre la Finlandia – dopo secoli di dominio svedese e 109 anni di dominio russo – è diventata indipendente nel 1917.

Quanto è cresciuto Nokia, così anche ha fatto il paese. Al suo apice nel 2003, Nokia è stato responsabile per il 23 per cento di tutte le entrate fiscali delle imprese finlandesi e il 21 per cento delle sue esportazioni. La sua quota del PIL del paese ha colpito il 4 per cento in un anno ed è impiegato uno ogni 100 persone finlandesi. E ‘stato il più grande produttore di telefonia al mondo da un migliaio di paese. Nel 2005 ha venduto il suo miliardesimo telefono – ben due anni prima che Apple ha fatto uscire il primo iPhone.

Matti Eskola, CEP di Finnmedi a Nokia, Finlandia (GEOFF PUGH)

Questa centrale elettrica di una società ha contribuito a guidare delle norme nel paese. Il suo insaziabile appetito per una forza lavoro altamente qualificata e istruita è in parte responsabile per il rapido miglioramento nelle scuole del paese, oggi tra i migliori al mondo.

Signor Kankaala, che ha ancora un telefono cellulare Nokia, dice: “Ha avuto implicazioni poliedriche per la società. Ha fatto popolo fiero di essere finlandesi all’estero. Ha reso milionari di coloro che avevano quote di Nokia – ed era la prima volta che i finlandesi sentivano vergogna di essere ricchi “.

Egli aggiunge che “lo ha cambiato il marchio della Finlandia”, un paese che un tempo sarebbero vantarsi solo di essere umili.

Questo può essere vero, ma nella città di Nokia è difficile trovare un orgoglio civico sopravvivere. Forse è l’architettura inesorabilmente triste, forse perche le slot di macchine sembrano più numerose delle persone, ma soprattutto è perché quando chiedo a tutti di nominare la cosa migliore di Nokia si dice: “E ‘vicino a Tampare.”

Ma se si cammina fuori dal centro della città grigia presto troverete i resti dei primi giorni della società. Un comignolo alto, in mattoni rossi che  erutta fumo verso il cielo. E ‘collegato ad una cartiera, un business avviato da Fredrik Idestam nel 1865, vicino al fiume Nokia che scorre veloce,il business originale Nokia.

E ‘quasi è fallita nel 1919, ma è stata salvata dai Finnish Rubber Works (lavori della gomma finlandesi), che ha assicurato che aveva ancora un alimentatore  per continuare a fare le sue galosce, tubi e pneumatici. Molto prima che i telefoni cellulari, o anche le radio sono stati sviluppati per l’esercito finlandese nel 1960, Nokia era famoso per fare stivali di gomma. L’unico paio che posso trovare è quello di un bambino in un negozio di beneficenza.


In Nokia gli adolescenti hanno  ora più probabilità di avere un Samsung o iPhone (GEOFF PUGH)

Ma c’è ancora una grande fabbrica di pneumatici ai margini della città: Pneumatici Nokian, che spiega il motivo per cui c’è un odore definito di gomma che sovrasta la città. Fu solo nei primi anni 1990 che Nokia Corporation ha venduto le divisioni di carta, gomma,televisivi e radiofonici per concentrarsi sui telefoni cellulari.

“Hanno visto un’opportunità e l’hanno afferrato con entrambe le mani”, dice Charles Arthur, uno scrittore di tecnologia.

L’ha abbracciato e ha contribuito a aprire la strada alla rete GSM che sarebbe diventato di serie su tutta l’Europa. Quando Mikhail Gorbachev è stato fotografato effettuando una chiamata su un Nokia Cityman 1320, uno dei primi telefoni “mattone”, ha cementato la reputazione della società.

Anche se verso la metà degli anni 1990 la società aveva trasferito la sua sede di Nokia a Espoo, alle porte di Helsinki, ha mantenuto ancora gran parte della sua attività di ricerca e sviluppo nella regione di Nokia, e miglia nella zona  aiutarono a sviluppare telefoni. Molti di questi lavoratori hanno perso il lavoro negli ultimi anni, anche se Nokia come azienda conta ancora con 50.000 persone che lavorano sulle sue mappe digitali e business networking. Non tutti sono scoraggiati.

Matti Eskola, l’amministratore delegato di una società di tecnologia medica che vive a Nokia, dice: “Nokia, la città, è diventato un simbolo della tecnologia. Ma è anche un simbolo di cambiamento radicale. Nokia ha iniziato molte aziende, li vendevano, e si è trasferito. I telefoni cellulari, dopo tutto, erano solo una parte della società per 20 anni “.


Ida Lehtinen, sotto un display di telefoni cellulari Nokia, a Bar Nokia (GEOFF PUGH)

Anche lui ha un telefono Nokia in tasca, ma dice: “La capacità di cambiamento nella regione è incredibile. Noi siamo un popolo forte jn Nokia “.

E ‘vero che negli ultimi anni diverse piccole aziende di tecnologia sono usciti di Finlandia, tra cui Rovio, che ha dato il gioco Angry Birds.

Ida Lehtinen, 22, una cameriera al pub Nokia, un bar un po ‘sporco, che offre alla sua clientela heavy metal di lavoratori della costruzione bocconcini di pollo in un cestino, dice: “Se dovessi dare un nome delle tre cose che la Finlandia ha dato al mondo, direi che è stato Babbo Natale, Angry Birds e hockey su ghiaccio. ”

E per quanto riguarda Nokia, chiedo? “Forse. Sì, va bene, potrebbe metterla nella lista. ”

Ha uno smartphone Samsung Galaxy in tasca (con schermo rotto). “Penso che la maggior parte dei miei amici hanno un Samsung o un iPhone. E ‘triste, ovviamente. E ‘stato qualcosa che la gente finlandesi si sono adestrati. Ma non è un grande problema ora. ”

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 167 »

14 novembre 2014
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14 NOVEMBRE 2014:Tout va tres bien Madame la Marquise

PERCHE I CONTI NON TORNANO A SONDRIO

-SU LE  MONDE:

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← L’évaluation des banques de l’Eurozone par la BCE: les limites de l’épure

29 octobre 2014, par Georges Ugeux

Banca Piccolo Credito Valtellinese et le risque systémique bancaire de l’Eurozone

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La banque du piccolo credito(petit crédit)Valtellinese se situe dans la charmante ville de Sondrio. Sa voisine, la Cassa Popolare de Sondrio et elle, figurent parmi les 130 banques qui ont fait l’objet d’une évaluation par la Banque Centrale Européenne. Charmante station au bord des montagnes suisses et du Tessin, elle ne semble pas, avec ses 21.700 habitants, devoir attirer l’attention de régulateurs pointus.

Et pourtant, Mario Draghi, le patron de la BCE et le patron de la supervision bancaire, Ignazio Angeloni, qui connaissent mieux que quiconque le panorama bancaire italien, ont trouvé normal que ces deux institutions figurent dans un échantillon où fleurissent la Banca Popolare d’Emilia-Romagna, la Banca Popolare de Vicenza, la Banca Popolare di Milano, la Veneto Banca, toutes en déficit de fonds propres pour un total de 3.36 milliards d’euros, Ce montant est inférieur à celui que devra mobiliser la Monte dei Paschi di Siena, qui a dû être renflouée l’année dernière pour sauver la face du Partito Democratico au pouvoir et de la Banca d’Italia qui n’avait pas osé s’opposer à l’acquisition de la Banca Antonveneta. C’est pour cette raison que neuf banques italiennes (sur 25) créent une image d’une faible Italie bancaire.

Au total ce sont quatre pays et 28 banques dont les actifs sont inférieurs à 10 milliards d’euros qui figurent sur la liste des 130 institutions évaluées.  Qui plus est, parmi les banques déficientes, dix ont un manque de fonds propres de moins de 400 millions d’euros, et six d’entre elles ont déjà pris des mesures pour éliminer cette insuffisance. Au total, les banques de l’Eurozone ont 2.490 milliards de fonds propres. N’est-ce pas à Rome que ce dicton prévalait : de minimis non curat pretor ? Le Préteur ne s’embarrasse pas des petites affaires.

A titre de comparaison, la Federal Reserve a examiné 30 banques pour les Etats-Unis.

L’Europe ne vise pas les risques systémiques

Il est plus que temps que l’Europe prenne au sérieux les vrais risques systémiques. Les pressions politiques décrédibilisent gravement sa capacité à renforcer la solidité de son système bancaire. Il était inutile de choisir un critère de sélection basé sur les Etats Membres. Quelle que soit la raison pour laquelle le Credito Valtellinese se retrouve dans l’échantillon des 130 banques pseudo systémiques, il n’y a que des politiciens qui ne voient pas que l’Europe a fait un exercice important mais largement futile.

Cette Europe des Etats, qui domine la Commission et la BCE, n’a aucune chance de rassurer les marchés financiers. Qui sont donc ces banques qui peuvent réellement constituer un risque systémique ?

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Source : Capital IQ, Galileo Institute

Ces vingt banques représentent plus de la moitié des actifs bancaires de l’Eurozone et dépassent son PIB.Parmi elles,huit banques figurent sur la liste des global systemically important financial institutions(G SIFI)pour lesquelles, cependant,une réglementation de vigilance est en place

La montagne accouche d’une souris

Les trois objectifs de la BCE sont réparation, transparence et confiance. En ne se focalisant pas sur la complexité des stress tests des principales banques dont la taille constitue un risque systémique, la BCE avait peu de chance de restaurer la confiance.

A-t-elle vraiment cru que les observateurs internationaux se laisseraient prendre à ce miroir aux alouettes ? Martin Wolf, l’éditorialiste bancaire du Financial Times, respecté dans le monde entier pour son sérieux et sa pondération, conclut que « les banques européennes sont trop faibles pour financer la croissance ». Il précise que la plus grande faiblesse est le refus de la BCE d’analyser la résistance des banques européennes à un défaut de la dette souveraine.

Cela ressemble de plus en plus à une belle occasion manquée. Et pourtant, un  travail considérable a été abbatu.

Tout va tres bien Madame la Marquise…Pourtant il faut que l’on vous dise, on déplore un tout petit rien: un incident, une betise…(air connu)

http://finance.blog.lemonde.fr/2014/10/29/4525/

REAZIONE:BENE L’UNIONE EUROPEA

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14 NOVEMBRE 2014:NIENTE WALFARE PER I PIGRI DELL’UNIONE

-SU LE MONDE,Europe.

La justice européenne se prononce contre le « tourisme social » dans l’Union

LE MONDE | 11.11.2014 à 11h11 , Mis à jour le 12.11.2014 à 10h42 | Par Frédéric Lemaître (Berlin, correspondant), Philippe Bernard (Londres, correspondant) et Cécile Ducourtieux (Bruxelles, bureau européen)

L’Europe dit non au « tourisme social ». Dans un arrêt, publié mardi 11 novembre, la Cour de justice européenne établit un lien direct entre droit de séjour et droit à bénéficier des prestations sociales dans un pays. Elle énonce clairement le fait qu’un ressortissant d’un pays de l’Union ne respectant pas toutes les conditions ouvrant à un droit de séjour dans un autre pays européen peut s’y voir refuser des prestations sociales.

Cet arrêt peut être lu comme un veto au « tourisme social ». Une décision qui « apporte de la clarté » parce qu’elle signifie que « la liberté fondamentale de circulation ne signifie pas liberté totale d’accès à l’aide sociale », a réagi la Commission européenne.

La Cour de Luxembourg avait été saisie en 2013 par le tribunal social de Leipzig, en Allemagne, à propos d’un litige opposant à deux ressortissants roumains, Elisabeta Dano et son fils, Florin, à l’agence pour l’emploi de Leipzig. Celle-ci refusait de leur octroyer des prestations sociales.

S’appuyant sur une directive relative au droit des citoyens de l’Union européenne (UE) de circuler et de séjourner librement sur le territoire des Etats membres, la Cour a établi que Mme Dano séjournait en Allemagne depuis plus de trois mois et moins de cinq ans et devait donc, à ce titre, disposer d’un titre de séjour. Or, « elle ne cherchait pas de travail au moment des faits » et n’avait pas les moyens de subvenir seule à ses besoins et à ceux de sa famille. Elle ne pouvait donc prétendre à ce droit de séjour ni, partant, « à une égalité de traitement avec les ressortissants de l’Etat membre d’accueil ».

« Message clair envoyé à Londres »

L’un des objectifs de la législation en vigueur, rappelle la Cour, est d’« éviter que les citoyens de l’Union ressortissant à d’autres Etats membres deviennent une charge déraisonnable pour le système d’assistance sociale de l’Etat membre d’accueil ».

A en croire Bruxelles, l’arrêt est de nature à faire taire ceux qui accusent l’UE de laxisme. « La décision de la Cour du Luxembourg ne remet pas du tout en question le principe de circulation des personnes, assurait, mardi, une porte-parole de la Commission. Au contraire, elle conforte les traités, en montrant qu’ils comportent des flexibilités dont les Etats membres peuvent faire usage. »

En Allemagne, la plupart des partis politiques se sont félicités d’une décision censée mettre fin aux abus. Mais les grands partis se sont gardés d’attaquer le principe fondamental de la libre circulation. Aydan Özoguz (SPD), ministre d’Etat chargée de l’intégration, a estimé « bon que les agences pour l’emploi aient clairement les moyens d’agir ». Pour Gerda Hasselfeldt, chef de la CSU bavaroise au Bundestag, ce jugement va accroître l’acceptation par les citoyens de la libre circulation en Europe.

« La décision de la Cour est la preuve que les Etats membres peuvent lutter contre le tourisme social sans remettre en cause la liberté de circulation des citoyens. (…) C’est un message clair envoyé aux Etats membres, et au premier ministre britannique en particulier », a appuyé Manfred Weber, le chef du groupe des conservateurs (PPE) au Parlement européen.

La Cour de Luxembourg n’a pourtant pas clos le débat. Au Royaume-Uni, où celui sur les aides sociales accordées aux immigrés fait rage, suscitant des tensions entre le premier ministre, David Cameron, et la chancelière allemande, Angela Merkel, on se félicitait. « Les touristes sociaux de l’UE menacés d’être renvoyés chez eux », titrait le Daily Telegraph, mercredi. « Cette décision souligne ce que nous disons depuis déjà un certain temps : la liberté de circulation n’est pas un droit absolu », commentait, la veille, Iain Duncan Smith, secrétaire d’Etat au travail et à la retraite. Et d’insister : « L’Union européenne a besoin d’un cadre réglementaire plus clair, permettant aux pays membres de restreindre davantage l’accès à leur système de protection sociale. »

*Lemaître (Berlin, correspondant)

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* Philippe Bernard (Londres, correspondant)

Correspondant au Royaume-Uni Suivre Aller sur la page de ce journaliste Suivre ce journaliste sur twitter

*Ducourtieux (Bruxelles, bureau européen)

Correspondante à Bruxelles

http://www.lemonde.fr/europe/article/2014/11/11/la-justice-europeenne-se-prononce-contre-le-tourisme-social_4521754_3214.html

REAZIONE:PIU CHIARO DI COSI………

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14 NOVEMBRE 2014:MERCANTI DI TAPPETTI

-SU LE MONDE:

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13 novembre 2014
Renzi et Berlusconi sont d’accord, mais sur quoi?

Au terme de la huitième rencontre, mercredi 12 novembre, entre le premier ministre Matteo Renzi et son opposant-partenaire, Silvio Berlusconi, les deux hommes sont tombés d’accord pour dire qu’ils étaient d’accord. Le communiqué de cette réunion consacrée à la nouvelle loi électorale qui doit garantir la gouvernabilité de l’Italie en cas d’élections législatives est un bel exemple d’optimisme forcé: “Nos divergences n’empêcheront pas de conclure les travaux sur l’Italicum [le nom de cette nouvelle loi électorale] en décembre au Sénat”, peut-on lire.

Divergences? Le mot est faible. Voici ce que nous écrivions sur le blog, en mars à l’issue du vote de cet Italicum en première lecture à la chambre: ” Si un parti ou une coalition atteint, au niveau national, 37 % des suffrages, il est déclaré vainqueur et empoche une prime de 15 %, qui lui permettra de contrôler 52 % des sièges à la Chambre. En revanche, si ce seuil n’est pas atteint, un second tour, deux semaines plus tard, mettra aux prises les deux partis ou coalitions arrivés en tête. Mais pour obtenir un ou plusieurs élus, une coalition devra dépasser 12 % des voix ; un parti seul devra atteindre la barre des 8 %”.

Depuis beaucoup de choses ont changé. Fort de la victoire du Parti Démocrate (PD, gauche) aux Européennes (41% des suffrages), Renzi s’est rendu compte qu’il pouvait obtenir tout seul ce qu’il était prêt à conquérir avec d’autres formations. D’où sa nouvelle proposition d’accorder la prime majoritaire au parti, et non plus à la coalition, ayant obtenu plus 40% des voix. Les petites formations (en italien partitini) du centre, tel que le Nouveau centre droit (branche dissidente de Forza Italia), qui sont alliées avec Renzi au gouvernement ont compris alors qu’elles étaient condamnées à disparaître ou à retourner au bercail, la queue basse. Après moult tractations, elles ont obtenu de placer  le curseur du seuil de représentation au parlement à 3% pour sauver leur peau.

Du coup c’est Berlusconi, principal partenaire de ce pacte, qui allait se retrouver comme le dindon de la farce. Crédité de 15% des suffrages, Forza Italia n’est pas assuré de figurer au second tour, étant pour l’instant devancé (du moins dans les sondages) par le Mouvement 5 Etoiles. La nouvelle mouture de la loi électorale ne convaincra pas les dissidents du berlusconisme à faire allégeance. Claquer la porte des négociations avec la gauche comme il l’a déjà fait à deux reprises? Il y a songé sous l’influence des plus remontés de ses partisans. Négocier des contreparties en échange de son approbation? Telle semble être la voie suivie par l’ex-Cavaliere.

Pour l’instant il en a déjà obtenu deux : les têtes de listes de chaque circonscription (une centaine), seront désignées par les partis. Cela lui permettra au moins d’obtenir un groupe consistant de fidèles à la Chambre. Il a également obtenu la promesse (purement théorique) que Renzi ne provoquera pas d’élections anticipées une fois la loi adoptée au printemps 2015 . La droite a besoin de temps pour se ressouder, et Berlusconi pour la convaincre qu’il est toujours son leader.

Y aura-t-il d’autres monnaies d’échange? Tout est ouvert comme au souk. Berlusconi pourrait, selon la presse italienne, espérer une réforme de la justice (actuellement en cours d’élaboration) plus compatible avec ses intérêts. Ou bien, autre hypothèse: être associé au choix du nom du prochain Président de la république afin que ce dernier  ne lui soit pas totalement hostile et accorde au justiciable Silvio Berlusconi – condamné pour fraude fiscale, exclu du Parlement et inéligible pour six ans – la grâce que Giorgio Napolitano, le futur sortant, ne lui a pas accordée.

Si, à la lecture de ce post, vous avez  l’impression persistante et un peu nauséeuse d’une négociation de marchands de tapis, ne vous reprochez pas d’avoir trop mangé et trop bu la veille…

Philippe Ridet

http://italie.blog.lemonde.fr/2014/11/13/renzi-et-berlusconi-sont-daccord-mais-sur-quoi/

REAZIONE:SEMBRA CHE SI SONO RIUNITI PER METTERE A PUNTO LE MISURE DELLA COPERTA CORTA VERO?NO,SAREBBE GIUSTO QUESTO RAGIONAMENTO SE NON FOSSE PARTE DI UNA PREMISA FALSA:DICONO CHE I NUMERI NON MENTONO MA SI MENTONO QUELLI CHE FANNO I NUMERI,O PER DIRLA RAMMENTANDO A MALBA TAN L’ARABO ISPIRATORE DI QUESTO AFORISMO,C’E’ CHI FA MENTIRE PURE I NUMERI.E QUESTO SAREBBE IL CASO DI RENZI,BERLUSCONI E IL RIASSETTO POLITICO ATTUALE PERCHE I NUMERI NON CI SONO,NESSUNO HA VINTO LE ELEZIONI ED E’ PER QUESTO CHE LA COPERTA E’ TROPPO CORTA.

E PERCHE NESUNO HA VINTO?PERCHE LE ELEZIONI EUROPEE E QUELLE DELL’INTERNA PD DA DOVE SI PRENDONO QUESTI NUMERI NON SONO LO STESSO CHE ELEZIONI NAZIONALI.QUELLE ELEZIONI CHE SI  AVREBBERO DOVUTO FARE SUBITO DOPO QUANDO BERSANI NON HA RAGGIUNTO LA MAGGIORANZA O QUANDO HA CADUTO BERLUSCONI E ASSUNTO MONTI.MA HANNO PREFERITO “LA STABILITA”,BELLO EUFEMISMO PER DIRE CHE HANNO PREFERITO FARE UN COLPO DI PALAZZO.QUINDI I NUMERI NON CI SONO E NON E’ SCRITTO DA NESSUNA PARTE CHE RENZI PRENDERA IL 40 E CHE BERLUSCONI COSTRINGERA NCD E LEGA A COALIZIONARSI CON UNA SUA PRETESA PREMINENZA ELETTORALE A DESTRA OLTRE IL 15.

E INOLTRE VI RICORDO RAGAZZI CHE NESSUNO HA VINTO PERCHE HA VINTO LA NUOVA ERA.E HA VINTO LA NUOVA ERA PERCHE NELL’ULTIMA ELEZIONE SI HA SPEZZATO DEFINITIVAMENTE IL MANICHEISTA SISTEMA BIPOLARE,QUELLO CHE ORA RENZI E L’EX CAVALIERE VOGLIONO RISUSCITARE CON L’ITALICUM.HA VINTO LA NUOVA ERA PERCHE BERSANI CHE HA OTTENUTO LA MAGGIORNZA RELATIVA(E COSI DOVEVA SUCCEDRE PERCHE SI RISTABILISCA IL PARLAMENTARISMO)HA FATTO CAMPAGNA CONTRO IL NEOLIBERALSIMO IMPERSONATO PER IL CASO IN BERLUSCONI.E HA VINTO LA NUOVA ERA PERCHE I NUOVI MEZZI HANNO AVUTO IL PROTAGONISMO E BERLUSCONI CON LA SUA TV SONO STATI ANNIENTATI E RILEGATI AL PASSATO,QUEL PASSATO DEL BANALISMO TELEGENICO CHE IL TELEMACO RENZI E IL PATTO DEL NAZARENO VOGLIONO REIMPOSTARE MEDIASET MEDIANTE.

E ANCORA,HA VINTO LA NUOVA ERA PERCHE NAPOLITANO SE NE VA:IN POLITICA NULLA SUCCEDE PER CASUALITA E NULLA VIENE RAGALATO.BERLUSCONI PRETENDE AGIUDICARSI PER SE L’USCITA DI NAPOLITANO IN MODO DI ASSICURARSI UNA GRAZIA CHE NON VUOLE DARLI.PERO….. CHI HA DETO CHE NON VORREBE DARGLIELA?ANDREBBE FORSE ALL’INCONTRO DI UN DESTINO SIMILE A QUELLO DI BERLUSCONI,LO HA DECISO LA GIUSTIZIA. E LO HA DECISO LA NUOVA ERA.E SUA LA VITTORIA DEL SUO RETIRO E NON UNA IMPOSIZIONE DI BERLUSCONI. NUOVA ERA E NEOLIBERALISMO APPARTENGONO  A FAMIGLIE IDEOLOGICHE DIVERSE E DIVISI.

RAGAZZI:NON VI MANGIATE E BEVETE TUTTO CHE MI VIENE LA NAUSEA.

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15 NOVEMBRE 2014:2 ARGOMENTI PSICHIATRICI

-SU LE MONDE,Sciences

Psychiatrie : DSM-5, le manuel qui rend fou

LE MONDE SCIENCE ET TECHNO | 13.05.2013 à 17h35 ,Mis à jour le 17.05.2013 à 15h01 | Sandrine Cabut

PESSIN

Pétitions, appels au boycott, déclarations et livres chocs de spécialistes dénonçant un ouvrage “dangereux” qui fabrique des maladies mentales sans fondement scientifique et pousse le monde entier à la consommation de psychotropes… Aux Etats-Unis et dans de nombreux autres pays dont la France, la tension monte dans les milieux psy, à quelques jours de la présentation officielle de la nouvelle édition du DSM (Manuel diagnostique et statistique des troubles mentaux), prévue au congrès annuel de l’Association de psychiatrie américaine (APA) qui se tient du 18 au 22 mai à San Francisco.

Sur le fond, il ne devrait guère y avoir de révélations. L’essentiel du contenu de cette cinquième édition de la “bible” de la psychiatrie a déjà été annoncé par l’éditeur et sponsor de l’ouvrage, l’APA. Une version préliminaire du DSM-5 avait d’ailleurs été mise en ligne sur Internet, en 2010, pour accueillir suggestions et critiques et permettre des aménagements.

CONTROVERSES

Si les précédentes révisions – les deux dernières ont eu lieu en 1980 et en 1994 – ont déclenché des controverses, jamais elles n’ont, semble-t-il, été aussi vives que pour cette nouvelle mouture. Comme le souligne avec humour un article paru le 25 avril dans Nature, l’une des seules suggestions qui n’a pas soulevé de hurlements de protestation pendant le processus de révision a été… le changement de nom, de DSM-V en DSM-5.

Aux Etats-Unis, où le mouvement anti-DSM a débuté, son fer de lance est aujourd’hui Allen Frances, le psychiatre qui avait dirigé la précédente édition (le DSM-IV), parue en 1994. Des instances professionnelles, dont une branche de l’Association américaine de psychologie, sont aussi montées au créneau. Et le 4 mai, c’est le prestigieux Institut américain de la santé mentale (National Institute of Mental Health, NIMH), le plus gros financeur de la recherche en santé mentale à l’échelle mondiale, qui s’est à son tour désolidarisé du DSM-5. “Les patients atteints de maladies mentales valent mieux que cela”, a justifié son directeur, Thomas Insel, dans un communiqué, en expliquant que le NIMH “réorientait ses recherches en dehors des catégories du DSM”, du fait de la faiblesse de celui-ci sur le plan scientifique.

En France, le combat est porté depuis trois ans par un collectif intitulé Stop DSM, constitué de professionnels proches du milieu psychanalytique. Ils s’insurgent contre la “pensée unique” du manuel, bien au-delà de sa dernière édition.

CRITIQUES VIRULENTES

Mais pourquoi un ouvrage avant tout destiné aux spécialistes et aux chercheurs suscite-t-il autant d’inquiétudes et de critiques virulentes ? Et d’abord, de quoi s’agit-il ?

Publié pour la première fois en 1952, avec une liste de moins de cent pathologies (d’inspiration freudienne, tout comme la deuxième édition en 1968), ce manuel diagnostique et statistique a évolué vers une approche de plus en plus catégorielle des maladies mentales depuis 1980. Ce faisant, il est devenu une sorte de manuel de conversation entre spécialistes, et un outil incontournable dans le monde de la santé mentale. Le langage DSM est même passé dans le grand public avec la banalisation de termes comme “TOC” (troubles obsessionnels compulsifs) ou encore “phobie sociale”…

L’édition actuelle, le DSM-IV, recense 297 pathologies, classées par grandes catégories. C’est cette classification qui fait référence pour les recherches sur les pathologies mentales, qu’il s’agisse d’études épidémiologiques ou de celles menées par les laboratoires pour évaluer leurs molécules (antidépresseurs, anxiolytiques ou autres neuroleptiques).

INSTRUMENT CLINIQUE

“Aux Etats-Unis et en Australie, le DSM a en quelque sorte force de loi, pour les remboursements par les compagnies d’assurances ou dans un contexte judiciaire. Et c’est ce qui est enseigné, y compris en France, dans les facultés de médecine, de psychologie. Aujourd’hui, c’est un passage obligatoire pour faire carrière”, assure Patrick Landman, psychiatre et psychanalyste, à l’origine du mouvement Stop DSM et auteur du récent Tristesse business. Le scandale du DSM 5 (Max Milo, 128 p., 12 euros).

Initié au DSM-IV pendant ses études, Richard Delorme, jeune pédopsychiatre à l’hôpital Robert-Debré (Paris), voit, lui, ce manuel comme un instrument clinique. “Le DSM est un modèle athéorique, non idéologique. Pour moi, c’est la porte d’entrée d’une maison, cela aide à hiérarchiser un raisonnement intellectuel, mais ce n’est pas une finalité.”

Commencé il y a une dizaine d’années, le processus qui vient d’aboutir au DSM-5 a mobilisé des centaines de professionnels de tous les pays, répartis en 13 groupes de travail. “L’ambition de départ des responsables de la révision était d’intégrer des données de neurosciences. Cette mission n’a pas pu être pleinement réalisée car les critères biologiques ne sont pas encore assez solides, souligne le docteur Delorme. Le DSM-5 est tout de même plus dimensionnel que le DSM-IV et rend compte des études génétiques et d’imageries qui montrent que les limites nosographiques habituellement considérées sont perméables.”

MAINMISE DE L’INDUSTRIE PHARMACEUTIQUE

Cette nouvelle édition, qui a coûté à l’Association américaine de psychiatrie 25 millions de dollars (19 millions d’euros), laisse cependant beaucoup à désirer sur le plan de la qualité scientifique, accusent les détracteurs du DSM-5. L’une des principales critiques, déjà ancienne, concerne la mainmise de l’industrie pharmaceutique sur les experts participant à l’élaboration du DSM. Ces collusions ont été notamment décortiquées par l’historien américain Christopher Lane, dans son ouvrage Comment la psychiatrie et l’industrie pharmaceutique ont médicalisé nos émotions (Flammarion, 2009), et plus récemment par le philosophe québécois Jean-Claude St-Onge, dans Tous fous ? (Ecosociété, 236 p., 19 euros).

Allen Frances, professeur émérite à l’université de Duke (Caroline du Nord), qui avait coordonné le DSM-IV, note plutôt “les conflits d’intérêts intellectuels” des spécialistes des groupes de travail, “qui leur font voir les bénéfices possibles mais ignorer certains risques”. Surtout, déplore-t-il, “le processus a été secret, fermé et incapable de s’autocorriger ou d’incorporer des réponses provenant de l’extérieur. Ainsi, les experts ont rejeté l’appel de 57 associations de santé mentale qui proposaient un examen scientifique indépendant”.

“TROUBLES COGNITIFS MINEURS”

C’est il y a quatre ans, en rencontrant un confrère et ami à une soirée, qu’Allen Frances a, raconte-t-il, pris conscience de l’ampleur des dangers et qu’il est parti en croisade. “Ce médecin était très excité à l’idée d’intégrer au DSM-5 une nouvelle entité, le “syndrome de risque psychotique”, visant à identifier plus précocement des troubles psychotiques. Le but était noble, aider les jeunes à éviter le fardeau d’une maladie psychiatrique sévère. Mais j’ai appris en travaillant sur les trois précédentes éditions du DSM que l’enfer est pavé de bonnes intentions. Je ne pouvais pas rester silencieux.”

Cet item de risque psychotique n’a finalement pas été retenu dans la dernière version du DSM-5. Mais Allen Frances et les autres “anti” s’inquiètent aujourd’hui d’autres entités qui font leur entrée dans le nouveau manuel. Ainsi des “troubles cognitifs mineurs”. “La perte de mémoire physiologique avec l’âge va devenir une pathologie au nom de la prévention de la maladie d’Alzheimer, prévoit le collectif Stop DSM. De nombreux sujets vont se voir prescrire des tests inutiles et coûteux avec des médicaments dont l’efficacité n’est pas validée et dont les effets à terme sont inconnus.”

“PATHOLOGISATION DU DEUIL”

Patrick Landman et ses collègues sont aussi vent debout contre ce qu’ils nomment une “pathologisation du deuil”. “Au bout de deux semaines, l’apparence dépressive de l’endeuillé sera passible du diagnostic d’épisode dépressif majeur et donc d’antidépresseurs”, craignent-ils.

Troisième exemple : le disruptive mood dysregulation disorder, qui risque, selon eux, de faire entrer dans le DSM de banales colères infantiles. “C’est une interprétation erronée, estime le docteur Viviane Kovess, psychiatre épidémiologiste, professeur à l’Ecole des hautes études en santé publique (EHESP). Le disruptive mood dysregulation disorder correspond à une irritabilité très importante et constante, et à des colères violentes et fréquentes. Le critère (irritabilité plus trois grosses colères par semaine pendant plus d’un an) n’est pas si banal, et cela est destiné à ne pas mettre ces enfants dans la catégorie des troubles bipolaires.” Par ailleurs, selon elle, le DSM ne dit pas que tout deuil de plus de quinze jours est une dépression. “Au contraire, il différencie mieux qu’avant le phénomène de deuil du trouble dépressif majeur.”

RISQUES DE SURDIAGNOSTIC

Pour Allen Frances, les risques de surdiagnostic et donc de surmédicalisation sont cependant bien réels, surtout chez les enfants. “Quand nous avons introduit dans le DSM-IV le syndrome d’Asperger, forme moins sévère d’autisme, nous avions estimé que cela multiplierait le nombre de cas par trois. En fait, ils ont été multipliés par quarante, principalement parce que ce diagnostic permet d’avoir accès à des services particuliers à l’école et en dehors. Il a donc été porté chez des enfants qui n’avaient pas tous les critères.”

Face à ces périls, le psychiatre américain invite les médecins à boycotter le DSM, et les patients à devenir des consommateurs informés. “Posez des questions et attendez des réponses claires. N’acceptez pas de médicaments prescrits nonchalamment pour des symptômes légers et transitoires qui vont probablement se résoudre d’eux-mêmes”, préconise-t-il. Des conseils de bon sens qui peuvent s’appliquer bien au-delà des maladies mentales.

> CONTRE : Un entretien avec Roland Gori, psychanalyste et professeur émérite de psychopathologie clinique à l’université d’Aix-Marseille : “On assiste à une médicalisation de l’existence”

> POUR : Un entretien avec Viviane Kovess-Masfety, psychiatre épidémiologiste, directrice d’une équipe de recherche de l’université Paris-Descartes : “Une certaine mauvaise foi dans les critiques”

> Lire aussi : “Petit tour du monde du normal et du pathologique”

http://www.lemonde.fr/sciences/article/2013/05/13/dsm-5-le-manuel-qui-rend-fou_3176452_1650684.html

REAZIONE.IO IN QUESTE PAGINE NON PARLO MAI DI MEDICINA E TANTO MENO DI PSICHIATRIA CHE E’ LA MIA SPECIALITA.PENSO CHE QUESTI ARGOMENTI NON DEVONO ESSERE OGETTO DI DIFFUSIONE PERCHE RISCHIANO DI INFONDERE NEL LETTORE SPROVEDUTO INTERPRETAZIONI ERRONEE CON PAURE INGIUSTIFICATE E REAZIONE A VOLTE PEGGIO DI QUELLE CHE SI VOGLIONO EVITARE.INOLTRE IO MI SONO RETIRATO  10 ANNI FA  E NON ESSERCITO LA MIA PROFESSIONE.HO ANCHE RINUNCIATO AL MIO TITOLO DI PSICHIATRA NELLE CIRCOSTANZE DA VOI CONOSCIUTE.

MA OGGI ALLA VISTA DI QUESTA PUBBLICAZIONE VOGLIO RIFERIRME A DUE ARGOMENTI PSICHIATRICI.

PER PRIMO AL DSM.IO APPARTENGO ALLA GENERAZIONE DEL HENRI EY,IL TESTO DI PSICHIATRIA ISPIRATO ALLA PSICHIATRIA FRANCESE CHE HA GUIDATO I MIEI STUDI E QUELLE DI TANTE GENERAZIONI.HO PRESO PERO CONTATTO CON QUESTO TESTO ALLA FINE DEII MIEI STUDI PSICHIATRICI QUANDO E’ STATO INTRODOTTO QUESTO TESTO.L’HO STUDIATO E UTILIZATO A LUNGO,IMPOSSIBILE APPROVARE LA CARRIERA SENZA DI LUI.NON SONO  STATO MAI “FANATICO” DI QUESTO LIBRO:SE HENRY EY POTEVA ESSERE ACCUSATO DI ECCESIVO ORGANICISISMO QUESTO CUI,OLTRE ALLE CRITICHE RIVOLTE QUI SOPRA PUO ESSERLO DI ECCESIVA QUANTIFICAZIONE.CIO CHE IN ULTIMA ISTANZA PRESCINDENDO DI UNA VALUTAZIONE CLINICA SOSTENUTA NELLA SPERIENZA PORTA A UNA PSICHIATRIZAZIONE DELL’ESSISTENZA.COME VEDETI PREDICO CON L’ESSEMPIO.MI CONGRATULO ANCHE CHE LE MIE CRITICHE NON HANNO CADUTO IN SACCO ROTTO E ADERISCO A QUESTO  MOVIMENTO ANTI DSM 5.RESTO ANCORATO ALLA MIA FORMAZIONE FRANCESE CLASSICA:DOPO TUTTO LA PSICHIATRIA MODERNA,O MEGLIO LA PSICHIATRIA TOUT COURT COSI COME LA CONOSCIAMO OGGI E” NATA NELL’ERA NAPOLEONICA IN FRANCIA. PERO BISOGNA DIRE CHE HENRI EY NELLE SUCCESIVE RIEDIZIONI HA INCORPORATO SEMPRE DI PIU CONCETTI INERENTI ALLA PSICOANALISI FREUDIANA E ANCHE QUELLI SONO PARTE DELLA MIA FORMAZIONE PURE SE IO NON SONO UN PSICOTERAPEUTA,TANTO MENO PSICOANALISTA ALLA CUI CORRENTE NON ADERISCO:QUESTO METODO OLTRE AL NON SUFFICENTE RIGORE SCIENTIFICO ATRIBUISCE TROPPO PROTAGONISMO ALLA SESSUALITA NELLA GENESI DELLE PATOLOGIE MENTALI E LA SUA GNOSOGRAFIA.

GIA LA SESSUALITA E LA PSICHI:ALL’ARRIVO ALLA CATEDRA DI PSCHIATRIA DELL’UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA FRA LA COMPAGINE ACCADEMICA CI SI PONEVA IL QUESITO DI UNA PSICOLOGIA CATTOLICA DELLA SESSUALITA E CI SI LAMENTAVA,ERANO OVVIAMENTE TUTTI CATTOLICI,LA MANCANZA DI STUDI AL RIGURADO.QUESTO MI SPINSE A OCCUPARMI DI QUESTA COSA E COSI INDIRIZZAI LE MIE RICERCHE A LACAN.JAQUES LACAN SEGUITORE DI FREUD IN SVIZZERA HA FATTO UN APROCCIO CATTOLICO DELLA PSICOANALISI.NON SONO UN SUO SOSTENITORE,COME NON LO SONO DI NESSUN PSICOANALISTA MALGRADO ANCHE IO ADOPERO CONCETTI FREUDIANI QUANDO SONO UTILI ALLA MIGLIORE COMPRENSIONE DELLA PATOGENIA MENTALE.

ORA SI,TORNO A RIFUGIARMI NEL MIO SILENZIO.

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20 NOVEMBRE 2014:MOGHERINI SFIDUCIATA IN EUROPA

-SU LE MONDE,Europe:

Premier conseil pour la nouvelle chef de la diplomatie européenne, les Européens toujours divisés sur l’Ukraine

Le Monde.fr | 17.11.2014 à 23h28 , Mis à jour le 18.11.2014 à 01h12 |Par Jean-Pierre Stroobants (Bruxelles, bureau européen)

Federica Mogherini en conférence de presse à l'issue de son premier conseil européen le 17 novembre à Bruxelles.

Federica Mogherini, la nouvelle Haute représentante pour la diplomatieeuropéenne, a subi, lundi 17 novembre, son baptême du feu en présidant son premier conseil des ministres des affaires étrangères de l’Union. L’ex-ministre italienne des affaires étrangères voulait, pour l’occasion, expérimenter une nouvelle méthode de travail : une discussion approfondie sur un sujet stratégique – l’Ukraine et l’attitude à adopter à l’égard de la Russie, en l’occurrence – afin d’éviter les débats interminables sur des conclusions prérédigées et sur des points de détail.

Nouvelle méthode

La prochaine discussion devrait, dans un mois, être consacrée à la situation au Moyen-Orient ou à l’expansion de Daech, le prétendu Etat islamique. A l’évidence, la méthode destinée à éviter « le ronron », selon la formule d’un diplomate, n’a pas introduit de réel bouleversement. Oscillant « entre dialogue et fermeté », selon la formule convenue en vigueur à Bruxelles, les Vingt-Huit ont à nouveau étalé leurs divisions à propos de l’Ukraine et se sont mis d’accord sur des conclusions minimales. Malgré l’évidente détérioration sur le terrain dans l’est de l’Ukraine, ils réitèrent leur attachement au protocole de Minsk, conclu entre Kiev et Moscou. Ils appellent au retrait des « forces étrangères illégales » et demandent au Service d’action extérieure et à la Commission de préparer une liste de « mesures ciblées » contre des responsables des forces séparatistes – et non contre de nouveaux membres de l’entourage de M. Poutine, comme le réclamaient certaines capitales.Federica Mogherini s'entretient avec le ministre lituanien des affaires étrangères Linas Linkevicius lundi 17 novembre à Bruxelles.

Le régime ukrainien est, lui, invité, à procéder à des réformes de fond, destinées notamment à lutter contre la corruption, à protéger les minorités ou à assurer l’approvisionnement énergétique du pays. « Le rôle de l’Union européenne est d’éviter la détérioration de l’évolution sur le terrain », a expliqué Mme Mogherini. Elle évoque, par ailleurs, la relance du dialogue avec Moscou, mais les conclusions du Conseil restent évasives sur ce point. Plusieurs ministres l’auraient invitée à se rendre en Russie, mais elle indique qu’elle ne le fera que si les conditions sont réunies pour évoquer les « préoccupations majeures » des Européens. Cela suppose évidemment que leur position soit clarifiée et unifiée.

Difficile entrée en matière

Or, lundi, les clivages habituels se sont reproduits. Les pays baltes et la Pologne, appuyés par le Grande-Bretagne demandaient une dénonciation sévère des« mensonges » de Moscou et affirmaient ne plus croire dans les accords de Minsk. L’Allemagne mettait en garde contre une politique de sanctions supplémentaires qui ne seraient qu’une « fuite en avant », alors que les mesures de rétorsion économique portent leurs fruits, souligne Berlin. La France, laFinlande et les pays du Benelux estiment, quant à eux, que le processus de Minsk reste le seul outil possible pour une éventuelle solution politique.

Après cette difficile entrée en matière, Mme Mogherini a évoqué son autre priorité : la reprise, sans délai, d’un dialogue au Proche-Orient. « Sans “wait and see”, pourengager un processus positif entre Israéliens et Palestiniens, dans un cadre régional incluant aussi des pays arabes clés », a-t-elle indiqué. L’Union « s’oppose fermement » à la politique de colonisation des territoires palestiniens et aux récentes expropriations à proximité de Jérusalem. Mais n’envisage pas de sanctions et ne détaille pas davantage les initiatives précises qu’elle compteprendre pour réaliser cet autre défi.

 Jean-Pierre Stroobants (Bruxelles, bureau européen)

Journaliste au Monde

http://www.lemonde.fr/europe/article/2014/11/17/premier-conseil-pour-la-nouvelle-chef-de-la-diplomatie-europeenne-les-europeens-toujours-divises-sur-l-ukraine_4524950_3214.html

REAZIONE:COME HO GIA COMMENTATO IN QUESTE PAGINE NON LI SARA FACILE PORTARE AVANTI NESsUN PUNTO DELLA SUA AMBIZIOSA AGENDA:LA PACE SLAVA TIENE,L’UNIONE EUROPEA RESTA aL PATTO DI MINSK E LA SUA PRETEsA LINEA DURA NON PASSA,SFIDUCIATA:MA PERCHE NON SI  RECA A MOSCA ORA?SECONDO LEI LO FA PER GLI EUROPEI,”NON VI PREOCUPATI”.
COMUNQUE SIA INVITARLA AD ANDARE IN RUSSIA SAPENDO COME LA PENSA SEMBRA UN INVITO QUANTO MENO UN PO’ STRANNO,PERFINO IRONICO NON VI PARE?E PROPIO NEL GIORNO DEL SUO “BATTESIMO DI FUOCO”.INSOMMA NON SI SA MAI……QUELLO DEL TITOLO.
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20 NOVEMBRE 2014:MOSTRA DI FIAMMIFERI
-TITOLARE LA REPUBBLICA
Un secolo di fiammiferi in mostra la collezione
LE IMMAGINI / MILANO
Un secolo di fiammiferi in mostra la collezione
-APPENDICE:LA TECNOLOGIA E I FIAMMIFERI
John Elkann, sorpresa shopping  Montenapoleone
LA CURIOSITA’ / LE IMMAGINI
John Elkann, sorpresa shopping  Montenapoleone
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REAZIONE:QUALCUNO A DETTO CHE QUALUNCHE UOMO MODERNO E PIU FORTUNATO DI NAPOLEONE PERCHE PUO ADOPERARE DEGLI ULTIMI OGETTI TECNOLOGICI E NAPOLEONE NON POTEVA NE MENO ACCENDERE UN FIAMMIFERO.NO SO COSA AVRA COMPRATO ELKMANN  MA LI CERTAMENTE NON TROVERA NE MENO UN ACCENDINO.
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20 NOVEMBRE 2014:IL PAPA CON LE MANI IN TASCA
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Papa alla Fao: Affamati chiedono dignità, non elemosina
Papa alla Fao: “Affamati chiedono dignità, non elemosina”
REAZIONE:FACCIA PIU CHI HA PIU
(E CONTINUA A OCCUPARSI DELLE NOSTRE TASCHE E NON DELLE NOSTRE ANIME:LA POVERTA NON E’ MAI STATA UNA VIRTU TRANNE CHE PER IL MATERIALISMO COMUNISTA.PER L’UOMO DI FEDE E’ PIU TOSTO IL CONTRARIO,SI TRATTA DI UNA CONDANNA DI DIO PER CHI PORTA UNA VITA SREGOLATA)
-MA COSI SU LE MONDE:
Des familles avec des enfants souffrant de malnutrition attendent de recevoir des traitements, au Soudan du Sud en juillet 2014.
La FAO et l’OMS exhortent les Etats à combattre la malnutrition
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20 NOVEMBRE 2014:MISERABILI-TECH
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-TITOLARE BBC:Poorest of poor’ test talking tech
TRADUZIONE:PIU POVERE DEI POVERI TENTANO A PARLARE DI TECNOLOGIA
Immagine anteprima YouTube
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20 NOVEMBRE 2014:RENZI E I TELEMACI CONTRO LA NUOVA ERA
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-TITOLARE LA STAMPA:economia
Jobs Act, la rivolta dei call center “Cancellati i nostri contratti”
Giuseppe Bottero
La riforma rischia di rendere inutile l’intesa del 2013, che dava più garanzie. “Stanchi di licenziamenti e delle gare al ribasso su di noi”

video  Il cortometreggio contro il precariato nei call center

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REAZIONE:FATTI NON PAROLE,ECCO LA PROVA CHE RENZI,LA FLESSIBILIZAZIONE E IL NEOLIBERALISMO SONO CONTRO LA NUOVA ERA.
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 166 »

12 novembre 2014
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12 NOVEMBRE 2014:LETTURE RAPIDE

1-NOTA SU THE TELEGRAPH:

Turisti beneficiati alla UE di fronte ad essere mandati a casa dopo che la corte ha emesso una sentenza pietra miliare.

Il governo tedesco ha vinto un caso di alto profilo che ha stabilito il diritto dei paesi europei di negare i benefici ai migranti dell’UE che si rifiutano di lavorare e non hanno soldi

I migranti che credono che non stanno ottenendo l'accesso al lavoro o gli stessi vantaggi sociali come i britannici sarà dare
Per Steven Swinford , Bruno Waterfield

10:00 GMT 11 Nov 2014

Migranti dell’Unione europea che nonsi  possono sostenere finanziariamente potrebbero essere arrestati da entrare in Gran Bretagna dopo una sentenza del tribunale,punto di riferimento in grado di mettere fuori legge il turismo beneficiario.

Il governo tedesco ha vinto un caso di alto profilo che ha stabilito il diritto dei paesi europei di negare i benefici ai migranti dell’UE che si rifiutano di lavorare e non hanno soldi.

La decisione della Corte di giustizia europea rappresenta un significativo impulso a David Cameron, che ha accolto la sentenza come un “buon passo nella giusta direzione” e “semplice buon senso”.

David Cameron ha promesso di introdurre i “propri” cordoli di immigrazione e tenere duro contro il turismo sociale in vista di un progetto di referendum sull’adesione della Gran Bretagna all’Unione europea.

Open Europe, un think tank euroscettico, ha detto che il governo potrebbe utilizzare la sentenza per costringere i turisti a benefici a lasciare la Gran Bretagna.

La sentenza ha confermato che i migranti che vogliono usufruire delle prestazioni devono dimostrare che essi sono o nel lavoro, hanno la possibilità di trovare un lavoro o disporre di mezzi sufficienti per sostenere se stessi e le loro famiglie.

Belgio manda già le lettere ai migranti europei senza lavoro che hanno fallito la prova chiedendo che se ne vanno perché sono l’imposizione di un “onere eccessivo”.

In base alle leggi comunitarie, coloro che rifiutano di perseguire le opportunità di lavoro non può che rimanere in un paese se hanno “risorse sufficienti” – di solito sufficiente a coprire gli affitti e costo della vita di base. In caso contrario, viene loro negato il “diritto di soggiorno”.

Stephen Booth, direttore della ricerca presso Open Europe, ha dichiarato: “I paesi come il Belgio già utilizzano le norme UE in materia di residenza per chiedere alle persone che non sono autosufficienti o in lavoro a lasciare il paese.

“La logica di questa sentenza conferma che i governi nazionali hanno il diritto di chiedere alla gente di andarsene se non hanno i soldi per finanziare se stessi, un lavoro, o una vera e propria possibilità di trovare un lavoro.”

La decisione è stata presa dopo che una donna rumena che viveva con suo figlio in Germania è stato detto che non poteva pretendere benefici. La corte ha stabilito che era legale per bloccare il suo accesso ai “benefici a carattere non contributivo”, i ricorrenti di cui non hanno pagato nel sistema fiscale prima.

Parlando durante una visita a Rochester, David Cameron ha detto: “E ‘significativo ed è il benvenuto. Si tratta di una sentenza di buon senso. Si tratta di un buon passo nella giusta direzione, perché, come ho detto, il diritto di andare a lavorare in un altro paese europeo non dovrebbe essere un diritto incondizionato. Non ci dovrebbero essere regole per limitare i benefici e questa è una buona notizia “.

La Corte di giustizia europea ha detto che i parlamenti nazionali hanno avuto la “competenza per definire l’estensione della copertura sociale”. Ha dichiarato: “La direttiva mira quindi a prevenire economicamente inattive i cittadini dell’Unione europea di utilizzare il sistema sociale dello Stato membro ospitante per finanziare i loro mezzi di sussistenza.

“Uno Stato membro deve, quindi, avere la possibilità di rifiutare di concedere benefici sociali ai economicamente inattive cittadini dell’Unione europea che esercitano il loro diritto alla libertà di circolazione al solo fine di ottenere l’assistenza sociale di un altro Stato membro.”

Iain Duncan Smith, il Lavoro e Segretario pensioni, accolto con favore la sentenza come “eccellente”. Egli ha detto: “Questo sostiene la nostra opinione che le persone che vengono nel Regno Unito che non dispongono di risorse sufficienti per mantenere se stessi e sarebbe diventato un onere eccessivo non dovrebbero essere in grado di accedere ai sistemi di welfare nazionali.”

In base alle norme attuali, i migranti dell’UE sono esclusi da rivendicare indennità di disoccupazione fino a quando non sono stati nel Regno Unito per tre mesi.

Mr Duncan Smith ha già messo in chiaro che chi cerca lavoro migranti dell’UE dovrebbero essere esclusi da rivendicare alcun beneficio in nessun modo nei flagship regime di credito universale del governo.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/11224615/EU-benefit-tourists-face-being-sent-home-after-landmark-court-ruling.html

REAZIONE:LA NUOVA ERA ESSULTA PER QUESTA SENTENZA.NON E’ REGALO DI NESSUNO,NE MENO DI CAMERON, MA IL  RISULTATO DELLA VITTORIA EUROSCETTICA ALLE ULTIMI ELEZIONI.

2-TITOLARI SU THE TELEGRAPH:

A-PRIMA GUERRA MONDIALE

Guarda: commemorazioni dell’Armistice Day

Watch Live

In diretta

Mentre eventi di Remembrance si svolgono in Gran Bretagna e nel resto d’Europa per celebrare il giorno dell’armistizio, i leader di Francia, Gran Bretagna e Germania si riuniscono al nuovo Anello internazionale della Memoria memoriale in Ablain Sain Nazaire, Francia settentrionale

B-LOTTA ALLO STATO ISLAMICO

Polizia Italiana arresta uomini del Nord Africa dopo la ricerca della bandiera dell’Isil e pistole

La bandiera islamista nero

Bandiera nera di Isil – che ha promesso la “conquista” di Roma – trovata a casa di due uomini nord africani arrestati vicino a Roma

C-PROTESTA

Sir Elton John condanna la rimozione di un memoriale di Steve Jobs in Russia

Steve Jobs memoriale presso il Parco Techno in St Petersburg 

Il cantante esprime incredulità ai fan al concerto St Petersburg dopo che il memoriale di Steve Jobs è stato rimosso dopo l’annuncio che il capo di Apple Tim Cook era gay

REAZIONE:LA NUOVA ERA NON LO RIMPIANGE:QUESTA APPLE NON E’ LA STESSA DI QUELLA QUANDO ERA IN VITA JOBS.JOBS DEVE LA SUA OPERA ALLA NUOVA ERA E NON LO HA MAI RICONOSCIUTO.A LUI SOLO LI SI DEVE LA MATERIALIZAZIONE DELLE MIE IDEE E LA SUA DIFUSsIONE.JOBS HA RUBATO IL MARCHIO AI BEATLES.I MONUMENTI SI FANNO 50 ANNI DOPO LA MORTE,JOBS DEVE RESISTERE LA PROVA DEL TEMPO,E NON LO FARA ,C’E’ POCO DA IMMORTALARE.UN MONUMENTO E’ ESSAGERATO E IMMERITATO SIA PER LUI CHE PER APPLE.

D-SCOPRI ALTRI TELEGRAPH.CO.UK

a-Guida per gli amanti del caffè ‘
Mappa cenato molto bene e mondo fatto di fagioli

Introduzione alle principali regioni mondiali di caffè

b-Vincitrice della piccola e mediana impresa
PMI dell’anno
Annie Brooking, direttore generale di Bactest

Myleene Klass e’ il degno vincitore del premio di anno del Festival di business per le PMI

c- Vita Viaggi

Mariella Frostrup rievoca su viaggi di famiglia preferiti

d-REGNO DISUNITO

Caterina d’Aragona,lettera di supplica per salvare il suo matrimonio va in vendita

Enrico VIII e la sua prima moglie Caterina d'Aragona 

Lettera datata ad ottobre 1529 dalla moglie divorziata di Enrico VIII ad un cardinale spagnolo andrà sotto il martello a Parigi

3-NOTIZIE DALLA FINE DEL MONDO

Mercopress - South Atlantic News Agency

A-SOSTEGNO USA PER GIBILTERRA:

Lunedi, Novembre 10 2014 – 07:28 UTC

Membri del Congresso degli Stati Uniti danno ​​supporto per l’autodeterminazione di Gibilterra

Il Governo britannico sta lavorando con il Congresso degli Stati Uniti al fine di rafforzare il sostegno al diritto di Gibilterra di rimanere sotto la sovranità britannica.

“Sono grato per il sostegno che i membri del Congresso degli Stati Uniti hanno dimostrato per Gibilterra”, ha detto il ministro Lidington
In risposta ad una interrogazione parlamentare alla Camera dei Comuni, il ministro per l’Europa David Lidington ha detto: “Sono grato per il sostegno che i membri del Congresso degli Stati Uniti hanno mostrato per Gibilterra e stiamo lavorando con loro per costruire il sostegno per il diritto di Gibilterra di scegliere di rimanere sotto la sovranità britannica. “Il Ministro ha anche ri-promesso “fermo impegno” del Regno Unito di non stipulare accordi con i quali gli abitanti di Gibilterra sarebbero passati sotto la sovranità di un altro Stato contro la loro volontà.E ha aggiunto: “La volontà del popolo di Gibilterra a rimanere britannico deve essere rispettata.”Sig. Lidington ha detto che la  posizione del Regno Unito sulla sovranità è stata ribadita da ultimo nella quarta commissione delle Nazioni Unite.Questo è stato in risposta al Tory MP Andrew Rosindell che ha chiesto quali misure sono state prese per incoraggiare il sostegno da parte dei legislatori negli Stati Uniti per la sovranità britannica su Gibilterra.
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http://en.mercopress.com/2014/11/10/us-congress-members-support-for-gibraltar-s-self-determination
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B-TITOLARI SULLO STESSO SITO ONLINE
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B1-NON INVADERE IL COMMONWEALTH
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I documenti resi pubblici: le scuse di Reagan alla Thatcher dopo l’invasione di Grenada
Soldati americani sono stati inviati a Grenada nel 1983 per rovesciare il regime marxista. Mentre le forze americane erano ancora in azione, Reagan ha telefonato Thatcher per spiegare l'azione che aveva preso.

Una conversazione registrata tra una scusa DI Ronald Reagan e Margaret Thatcher sopra l’invasione di Grenada è stata pubblicata per la prima volta. La Baronessa Thatcher è stata fatto arrabbiare perche non è stata consultata prima che gli Stati Uniti hanno invaso uno stato del Commonwealth.

B2-PAGA

Promozioni aggressive e leadership solida paga per le isole Falkland! (82)

B3-HONG KONG E SHANGAI COLLEGATI

Economia
La cravatta up è visto come una pietra miliare nella liberalizzazione del mercato dei capitali della Cina - seconda economia più grande del mondo
Le borse di Hong Kong-Shanghai collegati per permettere gli scambi attraverso il confine
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12 NOVEMBRE 2014:LA LETTERA VA PUBBLICATA E BASTA
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Juncker: "Quegli accordi  col fisco sono regolari nessun conflitto d'interessi in commissione Ue"
Juncker: “Quegli accordi col fisco sono regolari
nessun conflitto d’interessi in commissione Ue”
Presidente e caso Lussemburgo
REAZIONE:NESSUN REATO SU QUEL ACCORDI.RISPETTARE AVANZI DEMOCRATICI UE.
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-APPENDICE:
 Blogs

0 novembre 2014
Pierre Moscovici au secours de Jean-Claude Juncker

Il n’est pas du même bord politique que lui, mais il reste « son » président. Lors d’une conférence de presse à Paris, lundi 10 novembre, Pierre Moscovici, nouveau commissaire européen aux affaires économiques et à la fiscalité a pris la défense de Jean-Claude Juncker, malmené par l’affaire « LuxLeaks ». Cet arrangement conclu entre le Luxembourg, lorsque le président de la Commission en était le premier ministre, et des multinationales pour leur permettre de ne payer aucun impôt. « Le président, comme nous tous, précise M. Moscovici, est conscient qu’on est entré dans un autre monde.  Un monde où des pratiques comme le secret bancaire n’auront plus court. »

L’ancien ministre des finances français le dit et le répète depuis que le scandale a éclaté : initialement, son portefeuille ne contenait que les affaires économiques. Si la fiscalité y a été ajoutée, c’est sur la volonté de M. Juncker. A dessein. Attribuer ce poste à un Français, qui se veut en lutte contre la fraude et la concurrence fiscale déloyale est « un signe ». « Je ne me sens pas retenu, mais mandaté », affirme-t-il.

Pierre Moscovici pèche-t-il par optimisme? M. Juncker est rattrapé par son passé. Au-delà de l’affaire LuxLeaks, personne n’a oublié son ardeur à défendre, des années durant, les intérêts de la place financière luxembourgeoise. En tant que premier ministre ou ministre des finances du Grand-Duché, il n’hésita pas à brandir son veto dans les instances européennes pour bloquer une décision gênante pour des banques, qu’il dit pourtant détester, et des entreprises étrangères, ravies de s’installer dans le pays parfois qualifié d’« île Caïman sans le soleil » .

« Quand on intègre la Commission, on arrive avec son passé », reconnaît l’ancien ministre des finances de François Hollande, qui a lui-même subi des attaques sur sa gestion des finances françaises. Mais ajoute avec emphase, « on devient ce que l’on est. M.Juncker est un grand Européen. A la Commission, il est plus qu’à sa place ».

Pour M. Moscovici, il ne fait aucun doute que le successeur de José Manuel Barroso a la volonté sincère d’avancer dans la mise au pas des pratiques fiscales de l’Union. « Sa volonté politique est que le monde bascule vers ce nouveau monde sans secret bancaire. » Mutique depuis quelques jours, le Luxembourgeois n’a pas confirmé auprès du public ce nouvel agenda. « Il s’exprimera quand il le jugera utile. J’ai toute confiance en lui », insiste M. Moscovici.

Claire Gatinois et Alain Salles.

http://unioneuropeenne.blog.lemonde.fr/2014/11/10/moscovici-au-secours-de-juncker/

Ce blog a pour ambition de décrypter les jeux de pouvoirs dans les institutions européennes pendant les mois qui précèdent et qui suivront les élections de mai 2014. Le nouveau rapport des forces au sein du Parlement européen, la mise en place d’une nouvelle Commission, la nomination de nouveaux responsables font l’objet de tractations bien en amont. Sur fond de montée des populismes, le nouveau visage de l’Europe est déjà en préparation.
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13 NOVEMBRE 2014:RUBY,NIENTE UBDEDIENZA DOVUTA

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

PALAZZO DI GIUSTIZIA

Ruby bis: Mora, Fede e Minetti condannati ma pene ridotte

in appello Foto|Video

Sei anni e un mese all’ex agente dei vip, 4 anni e dieci mesi
al giornalista e tre all’ex consigliera regionale La lettura
della sentenzaLele Mora: «Io non mi pento mai» di N. Luca

REAIONE:SE NON HANNO CONDANNATO IL CAPITANO DEL COSTA CONCORDIA PERCHE DOVREBBERO CONDANNARE BERLUSCONI?SE QUANDO AFFONDA LA NAVE A SCAPARE PER PRIMO NON SONO I TOPI COSA SUCCEDE?IL NEOLIBERALISMO NESSUNEA GLI ITALIANI. ANCHE I SUOI,E LI STA BENE.

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13 NOVEMBRE 2014:ROMA CITTA APERTA

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA

 

Papa Francesco sorprende la Curia e chiama Patti Smith al suo concerto – Le immagini

La rockstar canterà con suor Cristina in Vaticano. Un comitato aveva protestat
REAZONE:VATICANO ON THE ROCK

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 165 »

10 novembre 2014
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10 NOVEMBRE 2014:L’INVENZIONE DELLO SMARTPHONE

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

Ibm Simon, 20 anni fa il primo smartphone

L’Ibm Simon Communicator è nato il 16 agosto 1994 ed è universalmente conosciuto come il primo smartphone.

Venduto in 50 mila unità, è stato il primo cellulare a includere in un unico device le caratteristiche di un telefono e quelle di un Pda.

Per festeggiare i 20 anni di questo telefono con touchscreen, un esemplare originale è stato fotografato all’interno del Museo della Scienza di Londra.

Il Simon a confronto con un iPhone.

Altre immagini del Simon prese dalla Rete.

http://www.corriere.it/foto-gallery/tecnologia/mobile/14_agosto_15/ibm-simon-20-anni-fa-primo-smartphone-593b7c5c-249c-11e4-a121-b5affdf40fda.shtml

 REAZIONE:LA STORIA DELL’INVENZIONE DELLO SMARTPHONE TORNA A RIPETRSI,E LA MIA RISPOSTA E’ LA STESSA,VEDI:

http://spaziorealedottciancimino.over-blog.com/le-buggie-del-consenso-italien

E C’E’ LA FRANCIA CHE MI DA RAGIONE:

- SU LE MONDE;Vidéos:
En 1947, certains prédisaient déjà le développement des smartphones

Le Monde.fr | 10.09.2014 à 16h35

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Durée : 04:07  |  Images : INA

Tourné il y a près de soixante-dix ans, ce reportage d’anticipation imaginait déjà l’omniprésence des écrans dans notre société. Des utilisateurs les yeux rivés sur leur appareil mobile, des voitures équipées d’un écran, des journaux sur tablette… les faits évoqués au siècle dernier ne sont pas sans faire penser à une certaine réalité, à l’heure de la sortie des nouveaux iPhone d’Apple.

http://www.lemonde.fr/revue-du-web/video/2014/09/10/en-1947-certains-predisaient-deja-le-developpement-des-smartphones_4485305_3164287.html

VEDI ANCHE QUESTO:

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*10 NOVEMBRE 2014:IL GOLPE DEL PATTO DELLE LARGHE INTESE A PROCESSO

-SU LA STAMPA:

Patto del Nazareno, la procura apre un’indagine dopo la denuncia del Movimento Cinque Stelle

Esposto del deputato Colletti, aperto un fascicolo ma senza ipotesi di reato né indagati. Oggi vertice Renzi-Alfano sulle riforme. Berlusconi convoca i suoi per domani. Squinzi: «Napolitano fattore di stabilità». Giachetti (Pd): «Per il successore aprire anche al M5S».

ANSA

L’arrivo di Silvio Berlusconi nella sede del PD a largo del Nazareno, Roma, il 18 gennaio 2014 per discutere il “patto” sulle riforme costituzionale e sulla nuova legge elettorale con il premier Renzi

10/11/2014

Andare avanti con le riforme, con l’orizzonte del governo al 2018. Matteo Renzi vuole spingere sull’acceleratore, ma dopo il confronto a distanza con Berlusconi, la legge elettorale sembra destinata al rinvio. Stasera dopo il consiglio dei ministri è previsto il vertice di maggioranza sulle riforme. Per farle il governo è pronto ad aprire a chi ci sta, M5S compreso. Alla finestra ci sono Berlusconi e Ncd che, soprattutto sull’Italicum, non è disposta a fare concessioni.

ESPOSTO M5S SUL PATTO DEL NAZARENO

Domani pomeriggio è stato convocato il comitato di presidenza di Forza Italia a Palazzo Grazioli alla presenza di Silvio Berlusconi per esaminare il percorso delle riforme. Intanto la procura di Roma ha aperto un’inchiesta – per ora senza ipotesi di reato e senza indagati – a seguito della denuncia presentata dal deputato M5S Andrea Colletti sul Patto del Nazareno.

A presentare l’esposto è stato il deputato grillino Andrea Colletti «per accertare esistenza e contenuto del Patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi. Ho chiesto di verificare se il Patto sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle».

Colletti annuncia l’esposto in procura sia sul suo profilo twitter sia su quello Facebook scrivendo: «facciamo scricchiolare ancor di più il patto del Nazareno!», accusato di «pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Quirinale, trasformando la nostra Repubblica democratica in una dittatura mascherata».

LA PARTITA DEL QUIRINALE

Poi c’è la partita che riguarda il Quirinale con le voci sulle dimissioni di Napolitano entro fine. Oggi a parlare è il presidente di Confindustria Squinzi: «Considero il presidente un grande e importante fattore di stabilizzazione del nostro Paese, soprattutto in una situazione di alta volatilità» spiega.

Intanto c’è già chi, come Roberto Giachetti del Pd avanza nomi per la successione di Napolitano: «Per l’elezione del Presidente della Repubblica spero si segua la stessa strada utilizzata per i giudizi costituzionali, sarebbe una cosa buona se si trovasse un accordo che coinvolgesse i 5 stelle – spiega intervenendo questa mattina a Omnibus su La7 -. Questo potrebbe portare uno scombussolamento anche all’interno di quel partito. Io sono a favore di un accordo che includa anche i 5 Stelle. La figura di Emma Bonino – conclude – potrebbe essere condivisa visto che era nella rosa la scorsa volta».

Pronta la replica di Ncd che attraverso Nunzia De Girolamo fa sapere che se il Pd cerca l’accordo con i 5 Stelle con loro «non ci saranno altre forze politiche». «Esiste uno spazio oltre Renzi e Grillo, gli italiani devono poter decidere un alternativa politica a questi due partiti. In una scelta tra Prodi e Draghi non avrei alcun dubbio a sostenere il secondo. Renzi – ha concluso la De Girolamo – difficilmente sosterrà un candidato forte politicamente».

http://www.lastampa.it/2014/11/10/italia/politica/riforme-oggi-c-il-vertice-di-maggioranza-squinzi-napolitano-fattore-di-stabilizzazione-jtKDodYiXVcxor239luOxJ/pagina.html

REAZIONE:HO AVUTO RAGIONE,FINALMENTE LA GIUSTIZIA SE NE FA ECO:IL PATTO DEL NAZARENO DELLE LARGHE INTESE SCHRICCIOLA E IN VISTA DELLA SUA PRIMA VITTIMA(VITTIMA ECCELENTE)NELLA FIGURA DI UNO DEI SUOI GARANTI, NAPOLITANO,LA GIUSTIZIA VUOLE SAPERNE.NON MI ASPETTAVO ALTRO DELLA GIUSTIZIA:NON AL GOLPE MASCHERATO.

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-APPENDICE:IO HO UN SUCCESORE,MI LO HA SUGERITO THE HUFFINGTON POST:

Vittorino Andreoli: “Nel manicomio Italia, meglio Bergoglio al Quirinale” (FOTO)

L’Huffington Post  | Di Andrea Purgatori

Pubblicato: 09/11/2014 18:29 CET Aggiornato: 09/11/2014 20:14 CE

Un anno fa ci eravamo lasciati con la sua analisi spietata: questo è un paese di malati di mente. Adesso il paese dei malati di mente deve trovare un nuovo presidente. E lo psichiatra Vittorino Andreoli rimette idealmente l’Italia sul lettino, ma non vede sintomi di miglioramento: “Sembra la storia di Peter Pan, che fugge dal mondo che c’è per cercare quello che non c’è. Napolitano se ne va e noi andiamo a cercare il presidente che non c’è. Ricordiamoci che nell’isola Peter Pan ha trovato Capitan Uncino, gli indiani e i ragazzi abbandonati… ma è proprio sicuro che vada via?”.

Così sembra, professore.
“E’ un bel dramma. In questo paese malato, dove tutti fanno sciopero. Ma contro chi? Guardi che non penso al sindacato. Penso alla realtà delle cose. C’è un governo che sembra l’unico che può tentare, ma tutti gli danno contro…”.

L’ultima spiagga?
(ride) “Ma no, qui c’è sempre la speranza del miracolo, di qualcosa o qualcuno che venga a risolvere tutti i problemi. E’ proprio la visone adulta di Peter Pan. Si è scontenti del mondo e si va a cercare l’isola che non c’è. Va benissimo, allora fantastichiamo. Facciamo venire giù il Padreterno, l’angelo salvatore… i santi ci sono”.

Forse un po’ troppi.
“Guardi, in un paese serio uno prima dovrebbe cercare quali potrebbero essere i possibili successori. Invece, no. Noi prima lo mandiamo via, poi vediamo cosa fare. E’ un po’ come è stato con i manicomi. Li abbiamo chiusi, ed era giusto chiuderli, ma non ci siamo preoccupati di quello che sarebbe successo dopo e di cosa avevamo bisogno. Insomma, diciamocelo, ormai viviamo in un manicomio. E il presidente della Repubblica è il direttore”.

Così non ne usciamo, professore. Se la qualità politica è sottozero, è inutile cercare il sostituto di Napolitano.
“Cosa vuole che le dica? Questo paese è diviso in due. Da una parte c’è il potere, che è completamente idiota. E dall’altra ci sono i Nessuno, con la N maiuscola. Persone che valgono, e in Italia ce ne sono tante, ma sono appunto dei Nessuno. Come se non ci fossero. Nella Prima, Seconda e Terza Repubblica si è selezionata solo la stupidità. Allora, se permette, mi tengo Napolitano con tutti i suoi difetti”.

Non possiamo chiedergli di rimanere altri vent’anni.
“E allora cambiamolo e finiamo come con i manicomi”.

Proprio sicuro che non ci sia un’alternativa?
“Ma sì, qualcuno c’è di sicuro”.

Dove lo andrebbe a cercare?
“Io tra i Nessuno. Ma come si fa? Non riusciamo nemmeno a trovare chi deve andare al Consiglio superiore della magistratura… Io quello non lo voglio. Ma lo conosci? No, ma non lo voglio. Così a forza di escludere, finisce che scegliamo persino chi non è all’altezza del compito. Figuriamoci quando si dovranno mettere d’accordo per eleggere un presidente della Repubblica. Facciamo scendere il Padreterno. Oppure, diamo un doppio incarico a Papa Francesco”.

Papa Francesco presidente della Repubblica è una bella provocazione.
“Beh, è una brava persona. Diamogli un incarico ad interim fino alla fine del mandato di Napolitano. Ah, poi c’è anche un Papa emerito che non ha niente da fare…”.

Sta scherzando?
“Drammaticamente, sì. Ma è un’ironia malinconica. Però è lei che mi ha dato una cattiva notizia. Perché se è vero che il capo dello Stato se ne va, il problema è irrisolvibile. Ma capisco. Il suo desiderio era di dare un assetto più tranquillo a questo Paese. E non c’è riuscito”.

Quindi, bisogna convincere Napolitano a restare un altro paio d’anni?
“Io spero che facciano così. Perché non siamo nemmeno in democrazia. Non c’è la possibilità di un’elezione democratica. La costituzione prevedeva un’elezione con una maggioranza di due terzi del parlamento perché si immaginava che di fronte a certe decisioni si dimenticasse la logica dei partiti e l’unica attenzione fosse rivolta al problema del Paese. Invece si è dimostrato che tutto questo non esiste. Esistono i partiti e dentro i partiti esistono gli ominetti…”.

Ha detto “ominetti”?
“Il termine corretto sarebbe omuncoli, ma è già stato usato dagli antropologi. Ominetti mi sembra più appropriato” (ride).

Posto che questo presidente se ne vada?
“Verremo commissariati da un segretario della Merkel”.

Allora meglio Papa Bergoglio, lei dice. Non come capo spirituale ma come uomo di buona volontà.
“Io mi occupo solo di uomini e sono affascinato da un uomo straordinario che si chiamava Gesù di Nazareth. E devo dire che Bergoglio gli somiglia abbastanza. E’ uno che non ama il potere, i cortei con le auto, non è come questi che tagliano tutto del dieci per cento a occhi chiusi. Insomma, mi piacerebbe un uomo che non risponda ai partiti ma all’umanesimo, al fatto che siamo in una situazione di grande pericolo e salvi il Paese. Mi accontenterei di una persona saggia. Ma purtroppo questa parola è stata cancellata anche dallo Zingarelli”.

Lei ci andreebbe a fare il presidente, professore?
“Ma io sono Nessuno. E per cortesia lo scriva con la N maiuscola”.

Appunto.
“Beh, senta, bisogna anche avere un po’ di autostima. Sì, forse sarei un po’ meglio di tutti questi che verranno candidati dai vari gruppi. Se non altro saprei distinguere i matti e li curerei per dovere costituzionale”.

La candido?
“No, perché non ho l’età, visto che sta passando il principio che sopra i 45 anni l’unica alternativa sia il suicidio. E’ che fanno l’errore di scambiare il prodotto della testa con quello dei testicoli, e secondo loro sopra una certa soglia non si è più utili. Però sia chiaro: io amo l’Italia che non si vede. Quella che si vede non la sopporto più. E nell’Italia che non si vede molto di buono esiste. Non andrei a cercare l’isola che non c’è e il presidente che non c’è. Cercherei dentro la realtà, tra i Nessuno, con buona pace di Peter Pan. Che è una bellissima storia, ma con un finale che non mi piace”.

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/09/vittorino-andreoli-dimissioni-napolitano_n_6129106.html?1415554185&utm_hp_ref=italy

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*10 NOVEMBRE 2014:CEI,GAY VI AVVISO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

FAMIGLIE E DIRITTI CIVILI

Nozze gay, l’avviso dei vescovi:
«Sono come un cavallo di Troia»

Il monito del presidente della Cei Bagnasco: «Irresponsabile creare nuove figure per indebolire la famiglia»
Coppie gay, solo 9 Stati Ue non prevedono nessun tipo di tutela
Estonia, primo Paese ex Urss a dire sì alle unioni civili gay

REAZIONE:AVVISO ALLA STAMPA.ALLA CEI E A BAGNASCO:LE CONDOTTE SESSUALI CONTRO NATURA NON SONO PATRIMONIO NE DI RUSSIA NE DI OCCIDENTE,NON DEMONIZZARE IL PRIMO E CONSACRARE L’ALTRO.IL TANGO SI BALLA IN DUE:

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 11 NOVEMBRE 2014:VITTORIA DELLA SCIENZA,GIUSTIZIA FATTA
-TITOLARE LA STAMPA:
cronache
Terremoto a L’Aquila, scienziati assolti Urla in tribunale: “Vergogna” (Video)
Stampa Tv -L’unica sentenza possibile
Il commento di Mario Tozzi
I sette tecnici della Commissione Grandi Rischi erano già stati condannati a 6 anni. L’Appello ribalta il verdetto

VIDEO  La lettura della sentenza  /  timeline  Terremoto e processi

REAZIONE:QUESTE PERSONE NON SONO SANTI DELLA MIA DEVOZIONE, ERANO MALE ACOMPAGNATI E FACEVANO PARTE DI UN RIASETTO POLITICO MALANDATO,PERO IN QUANTO SCIENTIFICI LA SUA CONDANNA E’ STATA CAPRICCIOSA ED ESSAGERATA PER MOTIVI CHE LA SCIENZA NON PUO PREVEDERE:NON SI PUO ASSICURARE LE COSTRUZIONI CONTRO LE CADUTE DEI METEORITI,E’ UNA COSA ASSURDA PER TUTTI TRANNE CHE PER L’INQUISIZIONE.BENE COSI,SI FA GIUSTIZIA CON LA SCIENZA.

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*11 NOVEMBRE 2014:FANNO SCHIFO

-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:

 
LA POLEMICA

La tv dei vescovi invita Luxuria
Ma poi ci ripensa: «Rinviamo»

L’attivista: «La mia presenza in contemporanea con l’assemblea della Cei, ci sono rimasta male»
*La cena ad Arcore con Berlusconi, la Pascale e Dudù LE IMMAGINI

*11 NOVEMBRE 2014:NO AL TRANSGENICO

-TITOLARE SU GOOGLE NEWS:

Ogm: da Usa ok a patata transgenica Ue: ogni Paese libero su stop

Corriere della Sera  - ‎26 minuti fa‎
Venerdì scorso negli Stati Uniti il dipartimento dell’Agricoltura (Usda) ha dato il via libera alla coltivazione della patata transgenica chiamata Innate. Martedì 11 novembre la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato la nuova normativa …

REAZIONE:FANNO SCHIFO,NON AL TRANSGENICO.USA E UE DOVREBBERO VERGOGNARSI!!!!

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*11 NOVEMBRE 2014:LA COPERTA CORTA DEL NAZARENO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

LEGGE ELETTORALE

Riforme, alta tensione FI-Pd
Renzi: finito tavolo dei rinvii,
Berlusconi: no ai diktat Video

Renzi: «Riforma in Aula entro il 2014»Asse di governo
con Ncd di F. Verderami Brunetta: «Renzi ha buttato via
il patto»Alfano: «Non si usi l’accordo contro di noi»

REAZIONE:MA CHE SBANDATI QUESTE CUI,TRISTE SPETTACOLO DELLA POLITICA ITALIANA,TUTTI CONTRO TUTTI:ALFANO NON CI STAVA ALL’ITALICUM,RISCHIAVA DI SCOMPARIRE.HA FATTO ACCORDO CON RENZI,SOGLIA AL DI SOTTO DEL 3 PER CENTO.COSI SALVI ALLORA NCD E ANCHE LA LEGA.

BERLUSCONI,SI LAMENTA(MA NON TROPPO PERO)DEI VOTI PERSI CON ALFANO PASSATO ALLA MAGGIORANZA E VUOLE UNIRE IL CENTRODESTRA(ANCHE PERCHE I NUMERI SONO QUELLI CHE SONO),QUINDI PREMIO DI MAGGIORANZA NON ALLA LISTA CON IL 40 PER CENTO MA ALLA COALIZIONE VINCENTE.COALIZIONE VUOLE?:RENZI ACCORDA CON GRILLO.E INOLTRE ABASSANDO LA SOGLIA VA A FINIRE CHE LA COALIZIONE LA FARA LUI CON NCD,LEGA E GRILLO.

E BERLUSCONI COME VA A FINIRE?OLTRE FARE FUORI BERSANI,VOLEVA RICATTARE,SEMPRE IL SOLITO BULLISTA,ALFANO E RENZI. E PER IL COLLE NON SI METTA IN ANSIA,CI VA BERGOGLIO.

INSOMMA LA COSA NON LO RIGUARDA PIU,LA COPERTA E’ TROPPO CORTA.(E SE A QUALCUNO VIENE IN MENTE LA SINDONE CONSERVATA A TORINO,E’ SOLTANTO COINCIDENZA)

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PD:MA RAGAZZI NON VI AFFANATI.NON CI SARA NE ITALICUM NE RIFORMA COSTITUZIONALE DEL BICAMERALISMO,NE RIFORMA DEL LAVORO E L’ECONOMIA IN CHIAVE FLESIBILIZANTE,IL POPOLO NON LO PERMETTERA,LA GIUSTIZIA E’ GIA AL LAVORO.

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 164 »

7 novembre 2014
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7 NOVEMBRE 2014:ALITALIA SI RIFARA
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-TTITOLARE LA STAMPA:
economia
Montezemolo designato alla presidenza di Alitalia
Hogan (Etihad) sarà vice
GIUSEPPE BOTTERO
La decisione del cda della compagnia aerea. La nomina
arriverà dopo la luce verde alla fusione da parte dell’Ue
+  Ed Etihad assume 40 piloti fra gli esuberi di Alitalia luigi grassia
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REAZIONE:NON C’E’ MIGLIORE DIFESA CHE UN BUON ATTACCO:L’ACCORDO CON ETHIAD NON REGGE,ALITALIA SI RIFARA SENZA GLI ARABI.SI RIFARA CON UN PIANO INDUSTRIALE, L’UNIONE EUROPEA NON DARA MAI “LUCE VERDE” A QUESTO PASTICCIO NEOLIBERALE.
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7 NOVEMBRE 2014:RENZI HA PERSO IL MATCH
-SU THE HUFFINGTON POST:
L’Huffington Post  | Di Redazione
Pubblicato: 06/11/2014 22:00 CET Aggiornato: 06/11/2014 22:00 CET
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PIERRE MOSCOVICI

“Bisogna rispettare le regole, non possiamo esagerare con la creatività, ma usare la flessibilità nel Patto”. Così il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici risponde a chi gli chiede un’opinione sulla proposta di Renzi di scorporare gli investimenti dal calcolo del deficit. Una netta chiusura a cui si aggiunge quella del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem: “Non possiamo cambiare le regole durante il gioco, possiamo solo usare la flessibilità esistente nel Patto, il suo rispetto è cruciale per l’Eurozona”. Insomma, una porta chiusa in faccia senza tanti infingimenti per il premier italiano che aveva appena rilanciato uno dei suoi cavalli di battaglia.

Ma le ostilità da Bruxelles per il capo del governo italiano non finiscono qui. La Commissione infatti s’è presa più tempo per valutare le leggi di stabilità dei singoli paesi, ricordando che il fatto che nessuna bozza di bilancio sia stata respinta al primo esame della Commissione “non vuol dire che tutti i Paesi rispettino le indicazioni del Consiglio Ue”. Un messaggio che sembra diretto soprattutto a Italia e Francia. In particolare, “la Commissione europea dovrà presentare i propri esami entro la fine di novembre, mentre un Eurogruppo dedicato alle bozze di bilancio si terrà entro la fine dell’anno”. Lo ha detto Dijsselbloem, al termine della riunione dei ministri delle Finanze dei Paesi dell’eurozona.

Al momento un Eurogruppo straordinario era fissato il 21 novembre e l’esecutivo Ue avrebbe dovuto presentare le proprie valutazioni il 12 di questo mese. L’Eurogruppo, ha continuato Dijsselbloem, “si terrà più tardi quest’anno” e per la Commissione “ci sarà un rinvio per consentirle di finalizzare i propri pareri”.

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/06/patto-stabilita_n_6116998.html?1415307665&utm_hp_ref=italy
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REAZIONE:BENE LA NUOVA UNIONE EUROPEA,ERA ORA CHE HOLLANDE CHE PROPIO ORA E’ DI VISITA IN CANADA CON QUI L’UE HA SIGLATO UN ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO,IN CHIARO SEGNALE CHE AL FRAUDE “DIGITAL VENEZIA”–MICROSOFT-OBAMA NON CI STIAMO,METTESSI LE COSE IN CHIARO CON MISTER TELEVIZIO,”MACHO DE CORAZON”:LA MELA DELLA “CREATIVITA”8E L’INNOVAZIONE) NON LA VENDONO NE MENO A BRUXELLES.
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7 NOVEMBRE 2014:MOGHERINI,VOGLIO E NON POSSO…….
-NOTA SUL CORRIERE DELLA SERA:
Timori anche per le tensioni in Medio Oriente. Gentiloni: «A Gerusalemme situazione allarmante»
Ucraina, Mogherini: «Mosca punta a dividere la Ue, dobbiamo stare uniti»
Prima missione a Varsavia per l’ex ministro nella nuova veste di Alto rappresentante della politica estera europea. «La crisi libica sarà tra i principali temi dei prossimi mesi»,di Redazione Online
L’Alto rappresentante della politica estera europea, Federica Mogherini, con il ministro degli Esteri polacco, Grzegorz Schetyna
L’Alto rappresentante della politica estera europea, Federica Mogherini, con il ministro degli Esteri polacco, Grzegorz Schetyna

«La strategia della Russia è quella di dividerci, e il più grave errore e di farci prendere in questa trappola». Lo ha detto l’Alto Rappresentante Ue Federica Mogherini in una replica ai parlamentari europei riuniti in Senato, a Roma. L’ex numero uno della Farnesina ha affrontato vari temi all’ordine del giorno della politica internazionale e ha parlato in particolare della situazione in Ucraina su cui Mosca esercita un ruolo attivo. «Dobbiamo rimanere uniti non solo sul piano formale ma anche sostanziale, condividendo la visione di quello che viene fatto». L’Ucraina, per Mogherini, deve «restare unita» ma riallacciare i rapporti con la Russia costituirà «la sfida più importante per i prossimi cinque anni». La questione delle sanzioni alla Russia, ha poi aggiunto, «è sempre sul tavolo» e nuove misure dei 28 contro Mosca sono «possibili». «La situazione sul terreno è estremamente negativa», ha ammesso Mogherini, ribadendo che le elezioni di domenica scorsa organizzate dai filo-russi nelle regioni separatiste sud-orientali ucraine «sono state illegali» e creano un serio ostacolo «alla via del dialogo».

 La crisi libica

Un altro fronte che preoccupa Mogherini è quello libico. «Temo che possa essere il principale problema da affrontare nei prossimi mesi – ha dichiarato sottolineando come gli sviluppi di oggi, con la Corte suprema che ha disposto lo scioglimento Parlamento non sono positivi -. Penso che lo sforzo dell’Onu di aprire un dialogo fra le varie parti della società libica debba essere al centro della nostra iniziativa politica. Inoltre, ha aggiunto, occorre «spingere verso la riconciliazione in Libia come unico modo per evitare lo scoppio di una grossa guerra civile che potrebbe rappresentare una focolaio di instabilità» ed «esercitare il massimo della pressione politica perché le parti trovino il modo di convivere e di costruire istituzioni».

Timori per il Medio Oriente

C’è poi la preoccupazione per la situazione di perenne tensione in Medio Oriente. «La guerra a Gaza – ha sottolineato l’ex ministro degli Esteri, che in mattinata è stata anche in missione a Varsavia – è stato un insuccesso clamoroso sul piano diplomatico. È giunto il momento per l’Ue di usare tutto il suo peso politico per riportare al tavolo negoziate le autorità israeliane e quelle palestinesi». Mogherini ha in agenda per le prossime ore una visita a Tel Avi, Gaza e Ramallah. «A Gaza – ha spiegato – incontrerò il primo ministro e altri ministri palestinesi». Su Israele ha preso posizione anche il successore di Mogherini alla Farnesina, il ministro Paolo Gentiloni: «La situazione nella Spianata delle Moschee, aggravata dalla persistente chiusura dei luoghi di preghiera, è ormai allarmante». L’esponente del governo ha espresso una ferma condanna per gli atti di violenza che nei giorni scorsi hanno colpito esponenti religiosi, forze di sicurezza e civili inermi in alcune aree di Gerusalemme. «Sono azioni ingiustificabili – ha puntualizzato – che contraddicono la storia e la vocazione della Città Santa alla tolleranza ed alla convivenza civile e religiosa. Tutte le Parti devono dare prova di responsabilità ed evitare atti o dichiarazioni che rischiano di esacerbare un quadro di per sé già fragile».

6 novembre 2014 | 21:56

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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http://www.corriere.it/esteri/14_novembre_06/ucraina-mogherini-mosca-punta-dividere-ue-dobbiamo-stare-uniti-9bfc75ac-65ef-11e4-b6fa-49c6569d98de.shtml
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REAZIONE:BELLA FOTO,ACCATTIVANTE SORRISO COL POLACCO,MA LA POLONIA DIFFICILMENTE ASSECONDERA LE SUE INTENZIONI.PERO……NON C’E’ PEGGIORE CECITA DI CHI NON VUOLE VEDERE.
BELLE IDEE,AMBIZIOSI PROGETTI HA LA MOGHERINI MA NON PORTERA A BUON PORTO NE MENO UNO.VEDIAMO:
NON E’ VERO CHE LA RUSSIA VUOLE DIVIDERE L’EUROPA:DONESTK E LUGHANS SONO REGIONI INDIPENDENTI E LIBERI ANCHE DALLA RUSSIA,MALGARDO SIA VERO CHE PUTIN ESSERCITA UN “RUOLO ATTIVO”(O PASSIVO CHE SIA,NON SI SA MAI)SOLO HA AVUTO UN RUOLO UMANITARIO E DIPLOMATICO,CARA MOGHERINI.NIENTE FORZE MILITARI IN CAMPO.SUCCEDE GARA MOGHERINI CHE NELLA GALASSIA EUROPA TUTTE LE POSIZIONI SONO INTERDEPENDENTI,TUTTI HANNO I SUOI INTERESSI E TIRANO AQUA VERSO IL SUO MOLINO.UKRANIA UNITA?NON CON UN GOVERNO NEOLIBERALE  GOLPISTA A KIEV,COME GOLPISTA E’ IL SUO INCARICO RENZIANO.PERO,NATURALMENTE, UNITA O MENO LA PACE SLAVA IN UKRANIA E’ CONSOLIDATA.IMPORTANTE CAPIRLO E ASSUMERLO.
NO,LA RUSSIA NON PUO DIVIDERCI AGLI OCCIDENTALI ANCHE LO VOLESSI,E’ LEI CHE PRETENDE RICREARE UNA NUOVA GUERRA FREDDA PER AGLUTTINARE FRA DI NOI A TUTTO IL NEOLIBERALISMO OVEST,MANO D’OPERA DISOCCUPATA DOPO LA CADUTA DEL MURO(ANCHE OBAMA CI PROVA E GRIDA ALLA SPIA QUANDO NON CI RIESCE),PERO DIFFICILMENTE I SUOI PIANI GUERRAFONDAI AVRANNO LA MEGLIO:OBAMA NON METTERA NE ANCHE FORZE MILITARI IN CAMPO E LE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA SONO PARTITI MORTI,NON CONVENGONO A TANTI:LA FRANCIA  E GRAN BRETAGNA NON CI STANNO,FRANCIA VENDE MISTRAL A PUTIN E CAMERON NON VUOLE VEDERE TOCCATI LE INVERSIONI NELLA CITY LONDINESE CHE STANNO PORTANDO L’ECONOMIA DELLA GB ALL’AVANGUARDIA IN MEZZO AD UNA EUROPA IN RECESSIONE,NE PER COLPA DELLE SANZIONI A RUSSIA NE PER LE DISPOSIZIONE DELL’UE A BRUXELLES.E NON LI VUOLE NE MENO LA GERMANIA CHE MAI HA STACCATO LA SPINA A PUTIN, NE,NATURALMENTE,LA POLONIA MALGRADO CERTA RETORICA  DI OCCASIONE.
LIBIA?:NON SI TORNA IN DIETRO AL MEDIOEVO.LA ODIERNA BOCCIATURA DEL PARLAMENTO A MANO DELLA CORTE COTITUZIONALE NON CAMBIA LA SITUZIONE DI FONDO:SONO SOLO IL GIOCO DELLE REGOLE DEMOCRATICHE MA BENGASI E’ STATA RIPRESA.CIO CHE OCCORRE’ ORA E’ DISRMARE TUTTE QUELLE MILIZIE CHE RISPONDONO AGLI INTERESSI DELLA COMPLICATA MATASSA DEI CLAN LIBICI CHE SONO RIMASTI BELIGERANTI DOPO LA CADUTA DEL REGIME KADAFY,E COSI SCONGIURARE ANCHE LA PROPAGANDA DELLO STATO ISLAMICO.SOLO QUESTIONE DI TEMPO,E ‘ QUALCOSA COME RISTABILIRE LA LEGGE E L’ORDINE NEL FAR WEST DOPO LA FINE DELLA GUERRA CIVILE AMERICANA.
MEDIO ORIENTE?E’ SCARSA L’INFLUENZA CHE LUI E L’UE EUROPEA POSSANO ESSERCITARE MALGRADO ALCUNE CLAMOROSE RICONOSCIMENTI ALLO STATO PALESTINO.E LA VITTORIA REPUBBLICANA AL CONGRESSO USA CON I SUOI FALCHI  RIPORTA LE COSE AL PUNTO ZERO.E’ ANCHE UNA VITTORIA DI NETANYAU.
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8 NOVEMBRE 2014:A SENO NUDO
-SU LA REPUBBLICA: Scandalo Tale e Quale Show, Veronica Maya a seno nudo

REAZIONE:BHE NON COMINCIAMO EH?,NON SCANDALIZIAMO.NIENTE DRAMMATISMI.

(NOTA PARZIALE,LA PUBBLICAZIONE NON E’ FINITA.DOPO VI FARO VEDERE COME E’ ANDATA LA COSA VERAMENTE)

8 NOVEMBRE 2014:NOTIZIE DAL C…DEL MONDO,CHIEDONO MISURE PIU DRAMATICI

MercoPress - South Atlantic News Agency

Montevideo, November 8th 2014 – 05:00 UTC
-TITOLARE:

ECB ready to give the Euro zone further economic stimulus

The ECB's attempt to kick some life into the sluggish Euro zone economy is to buy covered bonds and other assets for two years.

The president of the European Central Bank (ECB), Mario Draghi, says the bank stands ready to give the Euro zone further economic stimulus “should it become necessary”. The comments boosted shares in Europe. It also prompted a fall for the euro, with analysts increasingly braced for more dramatic stimulus measures.

TRADUZIONE:BCE pronta a dare alla zona euro un ulteriore stimolo economico
Il presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, dice che la banca è pronta a dare alla zona euro ulteriore stimolI economicI “in caso di necessità”. I commenti hanno potenziato azioni in Europa. E ‘inoltre ha richiesto un calo per l’euro, con gli analisti sempre più rinforzati per misure di stimolo più drammatici

IL tentativo della BCE a calci in vita nella economia della zona euro lenta è quella di acquistare obbligazioni garantite e altre attività per due anni.

REAZIONE:NON SONO DI ACCORDO,NON CREDO SIA NECESSARIO.CI VUOLE RISPONSABILITA NON DRAMMATISMI.DRAGHI CADRA.

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8 NOVEMBRE 2014:LA LEGA NO ATERRA PIU NE AL NORD,NE AL SUD,NE AL CENTRO.

-SU LA REPUBBLICA:

Salvini assalito da antagonisti a campo nomadi

L’aggressione e la fuga video

La Lega: via Alfano, prefetto e questore,di A. CORI e A. ANANASSO

Investiti due manifestanti – Foto Auto danneggiata -Foto Cori e insulti

2mila condivisioni

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REAZIONE:E’ LA SECONDA VOLTA CHE LA LEGA VIENE CACCIATA PER LA FORZA,QUESTA VOLTA NEL CENTRO DEL PAESE,NELLE ZONE ROSSE DELL’EMILIA ROMAGNA,L’ALTRA VOLTA IN PUGLIA NEL SUD.

SUCCEDE CHE LA LEGA VISTO CHE NON TROVA CONSENSI DOVE DOVREBBE PRENDERLI,NEL SUO POSTO NATURALE DEL NORD,DOVE E’ ANNIENTATA NELLE URNE,DISTRUTTA DALLA  GIUSTIZIA,OSTEGGIATA PER LE FORZE DELL’ORDINE(SI PENSI IL TANK VENETO E I SUOI TERRORISTI IMPRIGIONATI),CAMBIA STRATEGIA E APOGGIANDOSI ALLA PROPAGANDA DEI SUOI MEZZI(RADIO PADANIA,IL GIORNALE PADANO,I MEZZI DI BERLUSCONI E PERSINO LA REPUBBLICA)CERCA DI TROVARE SPAZIO NEL RESTO DEL PAESE.PERO LE COSE NON VANNO MEGLIO LI E COSI E’ STATO CACCIATA DA PER TUTTO:LA NUOVA ERA HA CACCIATO PER IL VOTO POPOLARE  A MARONI IN SICILIA E LAMPEDUSA QUANDO ERA MINISTRO DELL’INTERNO SOTTO BERLUSCONI;IL SUD,GIA DETTO,L’HA CACCIATA PER LA FORZA IN PUGLIA,E ORA ANCHE NEL CENTRO,NELLE ZONE ROSSE DELL’EMILIA.PERO,LO SAPPIAMO TUTTI,PRESENTARSI PROPIO A BOLOGNA E NEL SUD ALTRO NON E’ CHE PROVOCAZIONE:SE NON LI VOGLIONO AL NORD PERCHE DOVREBBERO VOLERLI AL SUD E AL CENTRO?NELLE ZONE BIANCHE DC E QUELLE ROSSE?E CHI E’ CHE ARRIVA?

LI STA RESTANDO POCO SPAZIO DOVE ANDARE A PROVOCARE:FORSE VORRANO INFILARE VERSO IL MARE?NON GLIELO CONSIGLIO.MEGLIO SI DISSOLVANO,ACETTINO LA RESA.VIA DELL’ITALIA.

DIMMETERSI IL MINISTRO DELL’INTERNO?NON SAREBBE PRUDENTE ADESSO CHE LA POLIZIA STA FACENDO UN OTTIMO LAVORO CONTRO LA PRESENZA DEI TERRORISTI DELLO STATO ISLAMICO IN ITALIA(GENOVA,VENETO,ECC).LA SUA SCONFITTA E’ PRIORITA,EMERGENZA PER TUTTO L’OCCIDENTE,E NON SOLO.

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8 NOVEMBRE 2014:STALLO,SI TIRA A CAMPARE

-SU LA STMPA:

Se salta il patto del Nazareno si va al voto

08/11/2014
giovanni orsina

La rottura eventuale del cosiddetto patto del Nazareno – che, secondo quanto diceva l’altroieri il presidente del Consiglio, al momento scricchiola pericolosamente –, non sarebbe cosa da nulla per l’attuale situazione politica italiana. Al contrario: non è affatto improbabile che, se si verificasse, quella rottura sia in grado di avviare una slavina destinata a concludersi in primavera con le elezioni anticipate.

L’accordo con Berlusconi non è un elemento accessorio del governo Renzi, ma ne ha rappresentato finora una condizione fondamentale. Si rammenti fra l’altro che il primo incontro fra i due, il 18 gennaio scorso, non ha seguito ma preceduto di qualche settimana l’ascesa del segretario democratico a Palazzo Chigi. Il senso che il patto ha per Renzi va cercato sul terreno aritmetico prima ancora che su quello politico. Impegnato a scalare il vuoto della politica italiana, e perciò appoggiato sul nulla; guardato in cagnesco da molti parlamentari del suo stesso partito; impossibilitato a fare forza sui grillini; dotato di una maggioranza risicata in Senato: dove altro avrebbe potuto trovarli Renzi i voti alle Camere per sperare almeno di realizzare il suo ambiziosissimo programma, dopo il fallimento di tutti i suoi predecessori?

Dell’utilità che il patto ha avuto per Berlusconi si è detto tante volte: dopo essere stato condannato, dopo esser decaduto da senatore ed essere stato sospeso dalla vita pubblica, dopo essersi auto-emarginato passando all’opposizione del governo Letta, nel rapporto con Renzi Berlusconi ha ritrovato la ribalta e si è visto restituire la possibilità, se non di decidere, quanto meno di partecipare alle decisioni. Se però per l’uomo di Pontassieve il bilancio dell’accordo è stato quasi interamente positivo – fatte salve le critiche, aspre ma modeste nell’impatto concreto, dei settori più antiberlusconiani del Pd e della cultura di sinistra –, quello di Arcore ne ha pagati cari i vantaggi: si è «scoperto» a destra, cedendo terreno alla Lega di Salvini; e al contempo ha regalato spazio al centro allo stesso Renzi. Da qui le incertezze.

Da qui le insurrezioni interne a Forza Italia – la più importante, da ultimo, quella di Raffaele Fitto –, e le difficoltà di Berlusconi nel governare i suoi parlamentari. Da qui il desiderio di far pagare a Renzi un prezzo più alto, in particolare sulla legge elettorale. E da qui infine la risposta politicamente assai abile del presidente del Consiglio: eleggere insieme al M5s un membro del Consiglio superiore della magistratura e uno della Corte Costituzionale. Minaccia implicita ma quanto mai chiara di sostituire al patto del Nazareno un accordo coi grillini.

Se la prospettiva di Renzi è quella di continuare a governare, tuttavia, e non di andare alle urne appena possibile, questa minaccia rimane assai debole. Con un Movimento che decida infine di mettersi a fare politica sarà possibile magari convergere su un nome o un provvedimento, ma come potrebbe il presidente del Consiglio appoggiarvi continuativamente le proprie ambizioni riformistiche, non esattamente modeste? Come potrebbe tenere insieme il sostegno dei grillini e la presenza nella maggioranza del Nuovo centrodestra, che già ha cominciato a protestare? Che cosa ne farebbe della riforma del Senato, approvata in prima lettura coi voti di Forza Italia e con l’opposizione dura del M5s? E se, nel momento in cui Giorgio Napolitano decidesse di fare un passo indietro, dovesse sceglierne il successore d’accordo con Grillo, come potrebbe poi conquistare quel centro elettorale al quale ha parlato in questi mesi, e che sembra ben disposto ad ascoltarlo? Sarebbe troppo perfino per Renzi.

Per queste ragioni, come si diceva in apertura, la fine eventuale del patto del Nazareno non sembra il preludio di una nuova e diversa fase di stabilizzazione del nostro sistema politico, ma d’una corsa al voto. Con un sistema elettorale riformato, se si riuscirà a riformarlo. Ma perfino con le attuali regole proporzionali, se il processo riformistico dovesse fallire. Un’eventualità, quest’ultima, tutt’altro che impensabile.

Certo: la politica italiana è tale che magari il patto del Nazareno smetterà ben presto di scricchiolare, tutto tornerà come prima, e le molte pagine che in questi giorni sono state dedicate ai suoi gemiti – comprese quelle su cui è stampato quest’articolo – troveranno un giusto destino nell’avvolgere dentici e branzini. Dall’incarto del pesce, però, non manca di emergere un messaggio un po’ meno effimero e tutt’altro che confortante: Nazareno o non Nazareno, finché questa è la situazione politica e istituzionale del Paese, leggi ambiziose e riforme incisive possiamo pure scordarcele.

http://www.lastampa.it/2014/11/08/cultura/opinioni/editoriali/se-salta-il-patto-del-nazareno-si-va-al-voto-YhFUYpYFuqlz5O1CFn0vTL/pagina.html

REAZIONE:LA SOLA SOLUZIONE E’ ELEZIONI ANTICIPATE,TORNARE AL DOPO VOTO NAZIONALE ULTIMO.NIENTE MALSANA STABILITA GOLPISTA.

NIENTE RIFORME,NESSUNA:NE QUELLA DEL BICAMERALE,NE L’ITALICUM NE QUELLA DEL LAVORO.NO ALLA RIVINCITA DI BERLUSCONI CONTRO IL SENATO-SEVERINO,NO AL PRESIDENZIALISMO-AUTORITARISMO,NESSUN PREMIO DI  MAGGIORANZA IN NOME DELLA GOVERNABILITA,PIU PARLAMENTARISMO.NO ALLA FLESSIBILIZAZIONE-BANCARIZAZZIONE NEOLIBERALE ALLA SUDAMERICANA,RISPETTO PER L’INTELLIGENZA DEGLI ITALIANI.SI VADA AL VOTO COL PROPORZIONALE GIA,ORA:RENZI NON AVRA IL SUO 40 PER CENTO DI CUI SI DICE SICURO(NE LE INTERNE NE LE EUROPEE SONO LE NAZIONALI ITALIANI),BERLUSCONI SARA ELETTORALMENTE DEFINITIVAMENTE ARCHIVIATO,GRILLO,LEGA E NCD SCOMPARIRANNO.QUESTO LO SANNO,IO VI LO PROMETTO.NESSUNO DIMENTICHI CHE OGGI PER OGGI LA NUOVA ERA RESTA VINCENTE E COMMANDA L’ECONOMIA  E L’IMPOSTAZIONE SOCIO-CULTURALE DELL’ITALIA FUTURA.LE RIFORME NON SI FARANNO MAI.IL RENZISMO NON HA ANCORA DECOLLATO E NON LO FARA:NIENTE SUCCEDRA,LO SANNO E PER QUESTO TIRANO A CAMPARE.

-APPENDICE:NE PESTE NE COLERA,VIA SUBITO

07 novembre 2014
Berlusconi ou Grillo : la peste ou le choléra pour Matteo Renzi ?

Matteo Renzi, le 14 octobre à Rome. Gabriel Bouys/AFP

Matteo Renzi, le 14 octobre à Rome. Gabriel Bouys/AFP

Matteo Renzi l’a reconnu lui-même, jeudi 6 novembre. Entre Silvio Berlusconi et lui, ça « grince ». Les deux hommes, quoique officiellement adversaires politiques, sont liés par un pacte pour faire aboutir les réformes institutionnelles (mode de scrutin, fin du bicamérisme parfait). Pourtant, ils ne sont pas parvenus, au cours d’un déjeuner mercredi, à trouver un accord sur la règle du jeu en cas de nouvelles élections. Votée en première lecture à la Chambre en mars, la nouvelle loi électorale baptisée Italicum prévoit un scrutin à deux tours, avec une prime majoritaire pour la coalition arrivée en tête.

Mais depuis, les choses ont changé. La formation de Renzi, le Parti démocrate (PD, centre gauche), grand vainqueur des européennes de mai (41 %), caracole en tête des sondages − et celui de Berlusconi, Forza Italia, est à la peine. Le président du conseil propose désormais que la prime majoritaire récompense le parti ayant dépassé 40 % des suffrages, un score que le PD peut théoriquement atteindre, et un seuil couperet à 5 %. L’avantage pour lui est évident : cette modification lui permettrait de mettre définitivement au pas ses « frondeurs », dont certains seraient tentés de créer leur propre formation.

Un instant séduit par cette solution, l’ex-Cavaliere freine désormais des quatre fers. Il soupçonne son partenaire de vouloir provoquer des élections anticipées sitôt voté le nouveau mode de scrutin. Avec 15 % des intentions de vote, Forza Italia n’est même pas assuré de se qualifier pour un éventuel second tour. Avec une prime majoritaire accordée à la coalition, en revanche, Berlusconi peut caresser l’espoir, même ténu, de faire à nouveau venir vers lui  la Ligue du Nord, la droite nationaliste et ce qu’il reste des centristes. Cela a si bien fonctionné dans le passé…

Mais Renzi est pressé. Même si les Italiens ont de la patience et de la confiance envers leur président du Conseil, ce dernier veut engranger définitivement au moins une réforme (promise au rythme d’une par mois…) avant la fin de l’année. Du coup, le voilà qui se tourne vers le Mouvement 5 étoiles, qui bénéficie toujours de 20% d’intentions de vote. Jeudi, les deux formations ont noué une alliance pour faire élire deux membres, désignés par le Parlement, au Conseil constitutionnel et au Conseil supérieur de la magistrature. C’est la première fois que les parlementaires du parti de Beppe Grillo se prêtent à un tel accord avec le PD.

Cela augure-t-il une autre entente ponctuelle sur le futur mode de scrutin ? C’est encore un peu tôt pour le dire. Mais pour le chef du gouvernement, l’avantage comparatif de l’un ou de l’autre est assez mince : entre un adversaire (Berlusconi) qui n’a jamais respecté un pacte et un autre (Grillo) totalement imprévisible, Renzi a simplement le choix entre la peste et le choléra.

Philippe Ridet

http://italie.blog.lemonde.fr/2014/11/07/berlusconi-ou-grillo-la-peste-ou-le-cholera-pour-renzi/

APPENDICE:SULLO STESSO BLOG

09 novembre 2014

Giorgio Napolitano prépare ses valises

Fatigué sûrement, désabusé peut-être… Selon le quotidien La Repubblica du 8 novembre, le Président de la République Giorgio Napolitano, 90 ans au mois de juin prochain, s’apprêterait à donner sa démission. Elle pourrait être annoncée fin décembre lors de son traditionnel discours de fin d’année. Il s’agit d’un demi-scoop.  M. Napolitano, qui avait accepté de “rempiler” pour un second mandat de sept ans afin d’aider le pays à sortir de la crise politique consécutive aux élections sans vainqueur du mois de février 2013, n’avait pas fait mystère de s’engager pour un CDD. Il souhaitait lâcher son poste une fois votées les réformes institutionnelles (mode de scrutin, fin du bicamarisme).

Même si elles sont à prendre au conditionnel, les informations de La Repubblica attestent d’une accélération de son calendrier – et d’une forme de résignation. Les réformes espérées sont loin d’être adoptées. Celle du mode de scrutin a été l’objet de multiples changements et se heurte à l’indécision de Silvio Berlusconi – elle ne devrait être définitivement adoptée qu’au printemps 2015 ; celle du Sénat nécessite encore trois passages devant les chambres et un référendum pour entrer en vigueur.

Selon la presse italienne, Giorgio Napolitano est usé. Au mois d’octobre, il aurait été victime d’un coup de fatigue qui l’aurait convaincu de ne plus avoir les forces nécessaires pour conduire sa tâche. D’autres sources indiquent qu’il aurait mal supporté d’être appelé à témoigner, au mois d’octobre, dans le procès sur les négociations supposées entre l’Etat et la mafia au début des années 90. Enfin, certains commentateurs pointent une forme de désillusion du chef de l’état face à une classe politique qui, malgré ses appels répétés à la responsabilité, se démontre incapable de se réformer aussi rapidement que la crise institutionnelle le requiert.

Si elle était confirmée, l’hypothèse du départ du “Roi Giorgio” comme le surnomment les médias ouvrirait une nouvelle période d’incertitude en Italie. Parlementaire depuis 1953, d’abord dans les rangs du Parti communiste, plusieurs fois ministre, M. Napolitano a représenté le meilleur de la politique italienne souvent discréditée par des figures médiocres. Même si on peut lui reprocher d’avoir préféré, en 2011, nommer Mario Monti en remplacement de Silvio Berlusconi démissionnaire, plutôt que d’appeler les Italiens aux urnes, nul ne peut lui contester une stature d’homme d’Etat et d’européen convaincu, qui a tout fait pour sauvegarder l’image et la réputation de son pays.

Un successeur de son envergure ne sera pas facile à trouver. Les médias citent les noms d’Emma Bonino, ancienne ministre des affaires étrangères, de la sénatrice Anna Finocchiaro, et de deux anciens présidents du Conseil, Romano Prodi et Giuliano Amato. Mais l’élection  - à bulletin secret – du Président de la république est une alchimie complexe riche en surprises et chausse-trappes. L’élu doit recueillir les deux tiers des suffrages du Parlement et des représentants des régions, lors des trois premiers tours de scrutin. 50% des voix suffit ensuite.

Or aucun parti ne dispose à lui seul d’une majorité. Les tractations qui s’ouvriront revêtiront probablement des allures de marchandage entre la gauche, la droite et le Mouvement 5 Etoiles. En 2013, ni Romano Prodi et ni Franco Marini, les deux candidats choisis par le Parti Démocrate (gauche) –  le mieux représenté au Parlement – n’avaient pu être élus. C’est alors que Giorgio Napolitano, en avril, avait accepté de mettre tout le monde d’accord et de se “sacrifier” pour un nouveau mandat théoriquement de sept ans. Le Quirinal, dans un communiqué diffusé dimanche, “ne confirme ni ne dément” ces rumeurs et ajoute que lorsque Giorgio Napolitano aura pris une décision, il s’en expliquera lui-même.

Philippe Ridet

http://italie.blog.lemonde.fr/2014/11/09/giorgio-napolitano-prepare-ses-valises/

REAZIONE:POICHE HA VINTO LA NUOVA ERA NON CI SARA NE ITALICUM NE FINE DEL BICAMERALISMO.E PERCHE NON CI SARA RIF0RMA DELLA COSTITUZIONE CON LA FINE DEL BICAMERALISMO NE RIFORMA ELETTORALE AUTORITARISTA  NON CI SARA UN UOMO FORTE ALLA GUIDA DELLO STATO:SI CHIAMI PRESIDENZIALISMO,SI CHIAMI GOVERNABILITA,SI CHIAMI PREMIO DI MAGGIORANZA,SI CHIAMI GOVERNO DEL PRESIDENTE,ECC.SI CHIAMI COME SI CHIAMI L’ITALIA RESTA UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA PARLAMENTARISTA,E PER TANTO “RE GIORGIO” SE NE VA.LO HA  DECISO LA NUOVA ERA.NOMINARNE ALTRO NON E’ PROBLEMA NE URGENTE PRIORITA,IN ITALIA IL PRESIDENTE  E’ SOLTANTO UNA CARICA SIMBOLICA E CON QUESTO MANDATO COSTITUZIONALE SI DOVRA INSEDIARE IL PROSSIMO.NON PUO ESERE CHIUNCHE,MA NE MENO DOVRA ESSERE “ATTIVO” E DICISIVO,NON “SUPER-PARTES” MA IMPARZIALE.

8 NOVEMBRE 2014:IMPOSSIBILE RIVINCITA

-SU LE FIGARO:Entre Hollande et Sarkozy, le combat perpétuel

Le chef de l’État et son prédécesseur sont sûrs qu’ils se retrouveront en 2017.
ÉDITION ABONNÉS – Sarkozy-Hollande : l’impossible revanche

8 NOVEMBRE 2014:MULTINAZIONALE SINO-CANADIESE IN FRANCIA VOLA

-SU LE FIGARO:Les Chinois bien placés pour l’aéroport de Toulouse

Selon nos informations, c’est un groupement sino-canadien qui a proposé le 31 octobre le prix le plus élevé pour racheter les parts de l’État dans l’aéroport.

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9 NOVEMBRE 2014:GRAZIE ANGELA PER QUESTE PAROLE

Merkel: «Le désir de liberté des hommes ne pourra jamais être détruit»

VIDÉO – Berlin a commémoré ce dimanche 9 novembre le 25e anniversaire de la chute du mur. Des milliers de ballons installés le long de la ligne de séparation se sont envolés en symbole de la réunification.

REAZIONE:ERANO TEMPI DIFFICILI,IO ERO,E RIMASSI,DA QUESTA PARTE DEL MURO,NEL FRONTE EST,VICINO AI MISSILI DI VICENZA PUNTANDO AD ORIENTE.C’ERA PAURA,ERA IL BOOM DELLE COSTRUZIONI CON RIFUGIO ANTINUCLEARE SOTERRANEO.IL TEMPO HA PASSATO E OGGI POSSIAMO LEGGERE CON SODISFAZIONE QUESTE PAROLE DELLA MERCKEL CHE NON NASCONDONO UN PIZZICO DI….NON VORREI DIRE RAMMARICO,MA NOSTALGIA.LEI NON LO DICE MA NON IMPORTA,TRANNE QUALCHE SCHERMAGE DI QUELLE ESTREMISTE CHE VORREBERO VERLO CADUTO DA QUESTA O DALL’ALTRA PARTE(O MAGARI FARNE UN’ALTRO INSIEME),ORA NON SUCCEDE NIENTE SIMILE AD ALLORA,QUELLO DEL TITOLO.

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9 NOVEMBRE 2014:DONNE SENZA DESIDERIO DI DONNA
-SU LE FIGARO:

Anti-girly, le nouveau sex-appeal

DÉCRYPTAGE - Une nouvelle génération de filles atypiques, affranchies des diktats du star-système, affirme sa liberté à l’écran comme à la ville. Ces femmes fatales affichent des manières de garçon manqué sans attenter à leur féminité.
EN IMAGES – Adèle, Scarlett, Kristen : les héroïnes viriles et sexy du cinéma

REAZIONE:PECCATO

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9 NOVEMBRE 2014:UNITI CONTRO LO STATO ISLAMICO(E NON SOLO)
-TITOLARE SU LE MONDE:

Nouvelles d’Iran Etat islamique : lettre secrète d’Obama au Guide suprême iranien

REAZIONE:OBAMA E IRAN UNITI CONTRO LA OFFENSIVA DELLO STATO ISLAMICO
aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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1 novembre 2014
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1 NOVEMBRE 2014:SALVINI?,CUI CI VUOLE UMBERTO

-SU LA REPUBBLICA:

“Secessione addio, difendiamo i confini”. La carica della Lega di Salvini l’identitario

Nei sondaggi supera ormai in popolarità Beppe Grillo. Sepolto il vecchio Carroccio di Bossi, ora si muove tra social network e tv,di FRANCESCO MERLO"Secessione addio, difendiamo i confini". La carica della Lega di Salvini l’identitario
Matteo Salvini (corbis)
LA RABBIA torna a casa. Gli italiani hanno più fiducia in Matteo Salvini che in Beppe Grillo. E va bene che i sondaggi sono gli oroscopi della democrazia, ma tutti, anche quest’ultimo commissionato per la trasmissione Agorà di Raitre, confermano che a destra retrocede il vaffa e risale il dito medio. E torna sorprendentemente a crescere, sino al nove per cento dei voti, la Lega che pareva morta e sepolta sotto gli scandali del familismo sgangherato del Bossi vecchio e malato, decaduta insieme al corpo dello sciamano che era stato duro e puro ma poi, politicamente imbalsamato, aveva trasformato tutto il partito in una banda di terroni padani, avidi, corrotti e soprattutto ridicoli.
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Ma poi è entrato in scena, come risorsa disperata e marginale, Matteo Salvini, nuovo gabbamondo di talento, milanese di 41 anni, ex studente fuoricorso com’era Bossi, ex cameriere in un Burgy, con la barba l’orecchino e i capelli sempre scomposti, neodivo della televisione, rustico e ruvido in perenne opposizione estetica, com’era ai tempi il Senatur. Ebbene adesso quest’uomo nuovo del nativismo sta per ribattezzare “Lega dei Popoli” la carcassa resuscitata di quella gagliofferia con il corno celtico e l’ampolla del dio Po.
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La nuova idea vincente? Puntando sullo stesso Salvini sindaco di Milano e su Giorgia Meloni sindaco di Roma questa Lega ha sostituito lo scissionismo con il “sovranismo”, che è il neologismo sciamannato della nuova “destra di popolo”. Definitivamente rottamando gli implosi del berlusconismo, da La Russa a Fitto, da Storace ad Alemanno, Salvini sta dunque confusamente riorganizzando in tutta Italia, da Milano a Palermo, la protesta plebea del popolo piccolo piccolo non più attorno all’ideale “nobile” di non pagare le tasse a Roma ladrona, ma allo slogan “difendiamo i confini”. Si sono radicati così nella Lega, a riprova che il populismo è fondato sugli spasmi del più volubile cattivo umore e mai sulla politica, l’odiatissima Patria e quell’inno di Mameli al quale tutta la nomenklaura, Salvini compreso, reagiva con il gesto dell’ombrello. Ma ora contro la Germania e contro l’invasione dei clandestini quella disprezzatissima Patria è valsa a Salvini un tasso di fiducia del venti per cento: più di Grillo, più di quanto Bossi avesse mai avuto.Di sé Salvini dice: “Se Renzi in camicia bianca è il Gastone della nuova Italia io sono il Paperino in barba e cappuccio”. Lo definiscono invece “il leader indiscusso degli identitari” i fedelissimi del “talebano. com” che sarebbero i divulgatori del “salvinismo”, un po’ mostruosità e un po’ filosofia, l’ultima alchimia italiana di dottrina e di rutti plebei, come “castriamo gli stupratori e i pedofili” o “riserviamo sui tram i posti a sedere ai milanesi”, o ancora “ci vuole l’esercito per liberare le case popolari occupate a Milano”. E però – ecco l’alchimia – ci sono sempre, dietro alle parole d’ordine più rozze, gli echi di dottrine varie, una qualche legittimazione sapiente delle corbellerie. Salvini si aggrappa, per esempio, alle teorie anti euro del titolatissimo novantenne Giuseppe Guarino, che fu pure professore di Napolitano e Draghi. Questo ex ministro democristiano non si concede, ma di sicuro si lascia amare dai salviniani che lo mettono in cima alla nuova élite leghista, quella che ancora festeggia il successo dello “StopInvasione- Day” del 18 ottobre a Milano. Ed è, questa élite salviniana, una via di mezzo tra l’Accademia dei Pugni di Pietro Verri e i Goliardi Milanesi del Supremus Ordo Spadogia nis, quelli che festeggiavano il Pigreco-Day. Il sociologo di riferimento è Fabrizio Fratus, ex segretario di Daniela Santanché, un anti evoluzionista e anti darwiniano che viene dal mondo dei neofascisti milanesi ancora in cerca, secondo lui, di un nuovo Dux. Molte lodi riceve il giornalista Massimo Fini che nella Matricola Nobilium è titolato “Antisistema”. E poi “sulla nostra Radio Padania dice Salvini – parla un filosofo come Diego Fusaro che non è certo di destra”, ma è anzi un neomarxista allegro, allievo trentunenne di Gianni Vattimo e ideologo no Tav che Salvini ama sia perché “anche io alla sua età ero un fervente comunista, a capo dei comunisti padani” e sia perché “suona leghista sovranista” la seguente tiritera: “La vera violenza che ci viene perpetrata quotidianamente è quella dell’economia sugli uomini, delle agenzie di rating, del Fondo monetario internazionale, dell’Europa. Oggi la democrazia non esiste. Oggi lo Stato italiano e quindi il suo popolo non sono sovrani sul proprio territorio”.
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E però non bisogna credere che il Salvinipensiero esista davvero e che sia un’ideolo- estremista ma coerente come quella per esempio di Giulietto Chiesa “che non è leghista ma è un amico della Lega” dice il leader degli identitari sovranisti. E Salvini è ovviamente un movimentista ma solo nel senso che si muove molto. Si sposta infatti dovunque ci sia una bizzarria, un botto, qualcuno che la spara grossa. Dunque andò in Corea del Nord, il Paese della dittatura più sanguinaria del mondo, e scoprì che “è come la Svizzera”, perché ovviamente non ci trovò né Rom né clandestini. Poi ha raccolto nella Cgil le firme per il referendum contro la legge Fornero e dialoga, come abbiamo visto, con i neomarxisti. Ed è pure No Tav, anche se elogia i saluti romani di Casa Pound “che manifestano senza lasciare sull’asfalto neppure una cartaccia come fanno invece quei sudicioni dei centri sociali”.
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E va a trovare i forconi del Sud che sono, ora e sempre, plebe in cerca d’autore. E a Strasburgo Marine Le Pen lo battezza leader del nazionalismo internazionale, non più cozza padana tagliata fuori dalla modernità, non più folclore locale, ma uno dei capi della reazione vera, del populismo che dall’Olanda di Geert Wilder all’Austria di Heinz-Christian Strache cerca di fermare la storia, “contro i negher che portano l’ebola ” dice Salvini. E contro la Germania pigliatutto. La Croce certificata con il dop del gorgonzola e della polenta contro la Mezzaluna del kebab e del cuscus, la minigonna contro il velo, non più la Brianza ma Milano, il padano metropolitano al posto del contadino di Guareschi che non poteva fare a meno della Bassa. Proprio Salvini che fu ripreso in video mentre cantava in birreria “senti che puzza / scappano anche i cani / stanno arrivando i napoletani” adesso cerca il Sud, non solo quello della Poli Bortone e del sindaco di Maletto, ma anche quello emancipato dal folclore borbonico e dagli indipendentismi pittoreschi alla Pino Aprile, il sud della “Buttanissima Sicilia” di Pietrangelo Buttafuoco, che Salvini inutilmente corteggia e pubblicamente celebra come il meridionalismo dell’antiretorica, il nuovo Franchetti- Sonnino.
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Ebbene, nonostante tanta cultura, è diventato un cult del grottesco l’invito ufficiale (chi l’ha scritto?)  ai militanti leghisti di ritrovarsi in Scozia nei giorni del referendum: “ad Am-burgo, no scusate Stras-burgo, anzi volevo dire Edim-burgo”. E va bene che racconta di avere “mancato per soli 5 esami la laurea in Storia ” e non in geografia, ma poteva farsi aiutare dalla sua compagna che lavora all’assessorato al Welfare in Regione, ovviamente con Maroni. La verità è che il leghismo di Salvini, odiato dal perdente Tosi confinato nella sua Verona, è fumo negli occhi, la raccolta di tutti i rifiuti d’Italia, una specie di scapigliatura razzista disorientata per disorientare. Salvini si getta in qualsiasi protesta che possa alimentare il suo strampalato movimento. E infatti è andato in Russia e ha incontrato Putin non perché gli piaccia davvero quell’autocrazia cesarista della quale sa meno di quanto sapeva della Scozia, ma perché si è messo alla testa dei piccoli imprenditori italiani che non possono più esportare scarpe, parmigiano e radicchio a causa dell’embargo dell’odiata Unione europea che l’Italia dovrebbe abbandonare, secondo l’economista Alberto Bagnai, un altro professore – insegna a Pescara – che è stato lanciato dalla Padania: “L’Italia può farcela con la nuova lira”. Salvini li trova tutti questi ideologi della tracimazione rancorosa, proprio come faceva Bossi. Evidentemente in qualche angolo della Padania ci deve essere lo stampo dell’arruffapopolo di successo, del razzista creativo, dell’intelligenza istintiva al servizio delle ossessioni, che sa usare la tv, facebook e twitter, dove riesce a vendersi come autentico e simpatico. Anche senza la conferma dell’Osservatorio di Pavia, tutti capiscono che le presenze in tv di Salvini si avvicinano per numero ed efficacia a quelle di Matteo Renzi. I razzisti sono una banalità di cui è purtroppo pieno il mondo, ma solo la cosiddetta Padania ne produce ad ogni generazione uno capace di organizzare, con sincera passione e delirio creativo, la lotta contro i poveri, i disgraziati, i vagabondi, e l’Islam, e i gay, i miserabili, i clochard, i Rom e tutti quelli che mettono in pericolo la ricchezza e l’identità della piazza di Vigevano.
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http://www.repubblica.it/politica/2014/11/01/news/secessione_addio_difendiamo_i_confini_la_carica_della_lega_di_salvini_lidentitario-99490205/?ref=HREC1-23
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REAZIONE:PRESTO LA LEGA GRAZIE A MATEO SALVINI E NOTE COME QUESTE SMETTERA DI ESSERE UN  MOVIMENTO O UN PARTITO POLITICO PRE TRANSFORMARSI IN UN FUMETTO.PERO PER DECIFRARE QUESTO VERO GALIMATIA FACENDOCI UN BEL ANALISI SEMIOTICO CI VUOLE UMBERTO ECO.POTREBBE FARE LA CONTINUAZIONE DEL SUO APOCALITTICI E INTEGRATI E  SENZA DUBBIO UN SUCCESSO EDITORIALE PER CONSUMO DI  SMARRITI IDEOLOGI E INTELLETUALI DELLO SCONFITTO SOCIALISMO REALE (TANTO QUANTO QUESTI POST-MODERNISTI)CONVERTITI ATTUALMENTE AL REALISMO MAGICO O  SURREALISTI ALLA DALI(SALVADOR NON SALVINI E!!), COME QUESTI DI LA REPUBBLICA.UNICO GIORNALE CHE DESTINA TANTA,PERO TANTA PROPAGANDA ALLA LEGA E CHE IO MI COMPIACIO NEL DIFFONDERE NELLE MIE PAGINE PER AVVICINARE I TEMPI DELLA SUA DISSOLUZIONE.PRESTO VI FARO ARRIVARE ANCHE IL  FUMETTO.MA CERTO ANZI CHE UN SONDAGGIO O IL CONTEGGIO NELLE URNE CI VORRA,OLTRE A HUMBERTO PER L’ESSEGESI, UNA MISURAZIONE DI RATING E UNO STUDIO DI MARKETING PER VALUTARLO.Immagine anteprima YouTubePD:PERO ATTENTI,NON ABBASARE LA GUARDIA,NIENTE SNOBISMI INTELLETUALI: “QUESTI CUI SAREBBERO BANALI E COMICI SE NON FOSSERO TRAGICI”-APPENDICE;QUALCHE ORE DOPO TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:

Ecco il libro inedito di Scialoja, il pittore amato
da Italo Calvino Foto

Arriva in libreria “Tre per un topo” nel centenario della nascita dell’artista di P. Fallai

REAZIONE:SALVADOR DALI

-APPENDICE 2,TITOLARE SULLO STESSO GIORNALE:

CULTURA & SPETTACOLI

Vai alla sezione

FILOSOFIA
Rassegniamoci Sarà la tecnica a guidare il mondo

Qualsiasi governo è destinato ad essere superato dal potere dell’innovazione
di Emanuele Severino

REAZIONE:NON SIGNORE NON SARA LA TECNICA A GUIDARE IL MONDO,SARA LA SCIENZA PERCHE LA PRECEDE E LA CREA.LA TECNOLOGIA E’ ALLA SCIENZA COME LA PAROLA AL PENSIERO.

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2 NOVEMBRE 2014:TORNA LADY GAGA DA PISAPIA A MILANO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Lady Gaga a Milano parte il tour di Antonacci  di RAFFAELLA MERCOLELLA

CONCERTI
Lady Gaga a Milano parte il tour di Antonacci,di RAFFAELLA MERCOLELLA
13 condivision

REAZIONE:ICONA NUOVA ERA,A MILANO ORMAI E’ COME IN FAMIGLIA

Immagine anteprima YouTube

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2 NOVEMBRE 2014:TIARA,SIMBOLO DI RICHEZZA

-TITOLARE BBC:

how to buy it

Debutante ball

A historic status symbol, revisited

Once reserved for fairy tales and dress-up, the modern tiara is an accessory of wealth for the nouveau riche, with diamond-bedecked

TRADUZIONE:come acquistare questo
uno status symbol storico, rivisitato

Una volta riservati per le fiabe e l’abigliamento, la tiara moderna è un accessorio di ricchezza per i nuovi ricchi,decorata  con un diamante.

REAZIONE:ANCHE TORO SEDUTO  LA PENSAVA COSI

Toro seduto

Rendizione di Toro Seduto

Toro Seduto e Búfalo Bill
1-Toro Seduto,Condottiero
2-Toro Seduto è stato un condottiero nativo americano dei Sioux Hunkpapa. In realtà, il suo nome tradotto correttamente è “Bisonte Seduto”. Wikipedia
3-Data di nascita: 1831, Grand River, Stati Uniti
4-Data di morte: 15 dicembre 1890, Grand River, Stati Uniti
5-Figli: Piede di Corvo, Many Horses
6-Genitori: Jumping Bull, Her-Holy-Door
7-Fratelli: Piede Grosso
3 NOVEMBRE 2014:LA VITA

1-TITOLARE SUL CORIERE DELLA SERA:


LA CONFESSIONE
India, invita a cena e tortura a morte l’uomo che aveva stuprato la figlia

Scoperto che la 14enne, vittima di una violenza sessuale due mesi fa, era incinta, si è fatto giustizia da solo F. Tortora

2-NOTA SUL CORRIERE DELLA SERA

Dubbi di mamma & papà
di Corriere – @Corriereit
Vaccinazioni e autismo, quale legame?

3 NOVEMBRE 2014|di Nicola Principi

Morbillo


È questo un tipico esempio di come una notizia falsa, riguardante potenziali effetti negativi di un vaccino, possa avere effetti drammatici sulle coperture vaccinali, riducendo in modo sensibile i vantaggi della somministrazione di massa del vaccino stesso.

Ormai diversi anni fa la rivista “The Lancet“, una delle più prestigiose pubblicazioni scientifiche internazionali, ha diffuso i risultati di una ricerca inglese nella quale veniva dimostrata una apparente correlazione tra somministrazione della vaccinazione MPR e lo sviluppo di autismo, una malattia psichiatrica estremamente importante e con poche possibilità di cura totale.

Spaventati da quella segnalazione i genitori di molti bambini inglesi hanno rifiutato di sottoporre alla vaccinazione i loro figli, con il risultato che nel Regno Unito la copertura vaccinale è drammaticamente caduta e, negli anni successivi, il morbillo, in precedenza divenuto una malattia rara, ha nuovamente fatto la sua consistente comparsa.

Il problema si è ripetuto in altre nazioni così che l’effetto della pubblicazione è stato ovunque deleterio per la vaccinazione e i casi di morbillo sono aumentati in ogni Paese. Naturalmente, mentre la popolazione non esperta continuava a dibattere il problema se fosse giusto o meno vaccinare i propri figli, molti ricercatori hanno nuovamente affrontato il problema sul piano scientifico con numerose ulteriori ricerche. Fortunatamente, nessuna di queste ha mai messo in evidenza alcun possibile rapporto tra vaccini e autismo, negando in modo assoluto che vaccinare i bambini potesse portare a danni psichiatrici di quel tipo. A rendere ancora più certo che il vaccino MPR fosse privo di qualsiasi rischio di produrre autismo sono venuti alla luce alcuni fatti che hanno portato a distruggere il lavoro originario e a far cancellare dall’albo dei medici inglesi l’autore principale di questo.

Si è, cioè, scoperto che tutti i dati pubblicati erano falsi e che erano stati volutamente inventati dall’autore principale dello studio per interessi economici.

In pratica questi, che aveva un forte interesse in una azienda che produceva un vaccino MMR, aveva letteralmente inventato i dati pubblicati, includendo tra i malati soggetti sani e facendo anomale diagnosi di autismo. Il tutto per dimostrare che quel vaccino era molto pericoloso così da poter poi commercializzare il proprio come del tutto sicuro. Tutto questo ha notevolmente rassicurato chi i vaccini studia e somministra ma è stato recepito con relativa lentezza dal grosso pubblico tanto che ancor oggi i tassi di copertura vaccinale contro il morbillo sono, in molti Paesi, inferiori all’ottimale e le autorità sanitarie sono obbligate a fare veri e propri piani nazionali per ottimizzare la vaccinazione.

In Italia, con il recente Piano Nazionale Morbillo che il Ministero della Salute e le singole regioni hanno implementato alcuni anni fa si stanno ora raggiungendo livelli di copertura quasi ovunque vicini a quel 95% che è considerato adeguato a impedire la circolazione del virus e a la conseguente comparsa di epidemie. Fino all’anno scorso, tuttavia, la situazione non poteva essere considerata ideale, essendoci stati, praticamente ogni anno e in regioni diverse, non pochi casi di morbillo.

Quando la situazione sembrava avviarsi a una soluzione definitiva, è arrivata una recente sentenza di un tribunale italiano che ha condannato il Ministero della Salute a risarcire una famiglia che ha un figlio diventato autistico dopo aver ricevuto il vaccino MMR: la sentenza ha nuovamente riaperto il problema e le polemiche relative.

Purtroppo, la sentenza è quanto di meno scientifico possibile perché si basa su di una perizia che riporta solo i dati del famoso studio del “The Lancet” senza tenere conto degli altri pubblicati in seguito e di tutto quello che era stato dimostrato essere alla base dello studio stesso. Il collegio dei periti di cui si sono avvalsi i giudici era, purtroppo, formato da medici senza alcuna cultura specifica che hanno, evidentemente, tenuto buoni i dati di un lavoro che la stessa rivista che lo aveva pubblicato ha ritirato e che era basato su una vera e proprio manovra delinquenziale.

È questa, una volta di più, la dimostrazione che l’ignoranza non paga e può fare gravi danni. Si può stare certi che l’Avvocatura dello Stato nel suo ricorso riuscirà a dimostrare l’infondatezza della sentenza e a ottenete giustizia.

Purtroppo, però, sulla opinione pubblica rimarrà per un certo tempo qualche dubbio e un vaccino efficace e sicuro capace di prevenire senza rischio alcuno malattie che possono essere gravi se non mortali troverà qualche difficoltà ad essere accettato da tutti. Non si dimentichi, infatti, che il morbillo può dare encefalite in un caso su 1000-2000, polmonite in un 5% e otite in circa il 10% dei casi, che la parotite dà meningite nel 2-3% dei bambini e che la rosolia congenita è malattia che comporta la morte del feto o la nascita di soggetti con gravissime malformazioni. Basterebbe pensare a questi numeri per capire che il vaccino è una benedizione, non un problema come false notizie possono portare a credere.

http://bambini.corriere.it/2014/11/03/vaccinazioni-e-autismo-quale-legame/

-3 GOOGLEANDO:MORTA IN VITA

Taj Mahal

Mausoleo di Agra, India
  1. Il Taj Mahal, situato ad Agra, nell’India settentrionale, è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie preferita Arjumand Banu Begum. Wikipedia
  2. Indirizzo: Agra, Uttar Pradesh 282001, India
  3. Data di apertura: 1648
  4. Altezza: 73 m
  5. Stile architettonico: Architettura moghul
  6. Tombe: Mumtaz Mahal, Shah Jahan, Ustad Ahmad Lahauri
  7. Architetti: Ustad Ahmad Lahauri, Ustad Isa
  8. Destinazione: Monumento, Mausoleo
    ——–

    “”È da sempre considerata una delle più notevoli bellezze architettoniche dell’India e del mondo a tal punto che il complesso è tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 9 dicembre 1983.[3]

    È stato inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno.[4]“

    —-
    “Arjumand Banu Begum, conosciuta anche con il nome di Mumtaz Mahal, che in persiano significa “la luce del palazzo”, morì nel 1631 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore. L’imperatore ordinò la costruzione del mausoleo per mantenere una delle quattro promesse che aveva fatto alla moglie quando ella era ancora in vita,[5][6] inizialmente fece seppellire la moglie nel luogo della sua morte,[7] ma, quando si rese conto che trasferire tutto il marmo necessario alla costruzione fin lì sarebbe stata una impresa proibitiva, decise di spostare i lavori ad Agra.[5]
    REAZIONE:UN CANTO ALLA VITA
    ILLUSTRAZIONE MUSICALE:
    Immagine anteprima YouTube
    APPENDICE:QUALCHE ORE DOPO SULLA BBC
    .
    QUALCHE ORE DOPO SULLA BBC APPARE UNA NOTA SU UN VIAGGIO IN INDIA  DI MARIELLE WARD INTITOLATA “Come ho lasciato il mio lavoro per viaggiare: Lo scrittore finanziario”(3 Novembre 2014)DOVE C’E’ UNA FOTO DEL TAJ MAHAL CHE VOGLIO FARVI VEDERE
    Taj Mahal, India
    The author visits the Taj Mahal.
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    SOTTO L’AUTRICE NELL’INIZIO DEL VIAGGIO PRESENTE A FORT JAIPUR IN UNA PRESA FOTOGRFICA DA DOVE SI DOMINA UNA IMPRESSIONANTE VALLATA,E CHE A ME PIACE PERCHE SOMIGLIA ALLA VISIONE DI DIVERSI PAESI DELLA VALLE DALLA PERSPETTIVA DEL MIO PAESE DI RESIDENZA,CREBBIO  A 340 METRI DI ALTEZZA.
    Fort Jaipur, India
    L’autore a Fort Jaipur
    Viaggiare in India è ancora una delle migliori cose che l’autore ha mai fatto
    LA NOTA COMPLETA POTRTE LEGGERLA CUA:
    http://www.bbc.com/travel/feature/20140925-how-i-quit-my-job-to-travel-the-financial-writer
    Immagine anteprima YouTube

    4 NOVEMBRE 2014:RENZI CIALTRONE E FANFARRONE MEGALOMANE

    -SUL CORRIERE DELLA SERA:
    bruxelles
    Juncker-Renzi, scontro a distanza
    Il presidente Ue: «Non sono a capo di una banda di burocrati». Il premier italiano:

    «Non vado in Europa con il cappello in mano»,di Redazione Online

    Jean Claude Juncker (Epa)Jean Claude Juncker (Epa)

    Il premier italiano rispetti la Commissione europea che non è una “banda di burocrati” ma una istituzione legittima come i governi dei singoli Stati membri.È la secca replica che il neo presidente dell’esecutivo europeo, Jean Claude Juncker, riserva a Matteo Renzi rispondendo a chi gli chiedeva di commentare alcune recenti affermazioni del capo di governo italiano. Renzi, al termine del Consiglio Ue di ottobre, aveva dichiarato che non si farà dettare la linea dei “tecnocrati di Bruxelles”. «Devo dire al mio caro amico Matteo Renzi che non sono il presidente di una banda di burocrati. Io sono il presidente della Commissione europea che è una istituzione europea così come voi, quindi invito i primi ministri a rispettare la mia istituzione perché non siamo meno legittimati rispetto ad altri», ha detto Juncker parlando al Parlamento europeo a Bruxelles.
    Tranchant la replica di Renzi, che parla dai microfoni di Ballarò: «In Europa ce la stiamo giocando, non l’abbiamo vinta nè persa ma stiamo facendo dei gol. È cambiato il clima per l’Italia, in Europa non vado a dire “per favore ascoltateci”, non vado con il cappello in mano. Non vado a Bruxelles a farmi spiegare cosa fare e l’ho spiegato anche a Barroso e Juncker».

     Le repliche di Gozi

    «Se il presidente [uscente della Commissione, Josè Manuel] Barroso avesse ascoltato soltanto burocrati l’atteggiamento della Commissione nei confronti del bilancio italiano sarebbe stato completamente diverso, quindi non accetto queste critiche superficiali che sono rivolte alla Commissione europea. La Commissione europea merita di meglio rispetto a questo», ha aggiunto l’ex premier lussemburghese.
    La replica del governo italiano è toccata prima al sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, che ha ribadito la volontà dell’Italia di andare oltre le politiche di austerità: «Nessuno dice che Juncker sia un tecnocrate, ma è bene per l’Italia e l’Europa che non dia troppo ascolto ai tanti tecnocrati che lo circondano», si legge in una nota. «L’Europa, non solo l’Italia, paga le scelte passate dell’Unione, segnate da una fede cieca in automatismi di bilancio che hanno prodotto danni per tutti. Non si esce dalla crisi con l’austerity. Prima i tecnocrati se ne rendono conto e meglio è per tutti: italiani, tedeschi o belgi che siano. E’ comunque da salutare con favore un po’ di sano confronto. È il segno della riscoperta della politica in Europa», precisa Gozi.

     I tecnocrati di Bruxelles

    Tutto è cominciato con una domanda: «Vorrei sapere da lei, presidente Juncker, cosa pensa del premier italiano che non vuole farsi dettare la linea dai tecnocrati di Bruxelles», ha chiesto Weber parlando di posizione «inaccettabile».
    Parole che avevano fatto scattare, ancor prima della risposta di Juncker, scintille nel corso dell’incontro tra l’ex presidente del Consiglio Van Rompuy e il nuovo presidente della Commissione Juncker con la conferenza dei presidenti al Parlamento europeo. «Quello che valgono sono le decisioni finali, non le espressioni che si usano. Il governo italiano – aveva replicato duro Gianni Pittella, presidente del gruppo dei socialisti e democratici – ha avuto un comportamento irreprensibile. E non accetto che si mettano in discussione le posizioni assunte dal governo Renzi in Europa, sempre leali, chiare e costruttive».

    Critiche anche a Cameron

    Juncker ha criticato anche il premier britannico David Cameron per il modo in cui ha presentato al pubblico inglese l’obbligo di aumentare il contributo della Gran Bretagna al bilancio Ue di 2,1 miliardi di euro per l’aumento del Pil nel Regno Unito. «Questo non è un problema britannico – ha detto Juncker – ma un problema per l’intera Unione europea a cui dobbiamo trovare una risposta generale. L’impatto è maggiore per il bilancio di alcuni Stati rispetto a quello del Regno Unito».4 novembre 2014|16:1

    http://www.corriere.it/politica/14_novembre_04/juncker-renzi-non-sono-capo-una-banda-burocr

    -REAZIONE:MI DISPIACE PARALRE DI QUESTO PERSONAGGIO NELLE MIE PUBBLICAZIONI CHE MERITANO BEN ALTRO MA NON RESISTO DIRE CHE RENZI DA QUANDO HA ASSUNTO AL SUO INCARICO DI PALAZZO HA AVUTO UN ATTEGIAMENTO DI MACHO ALLA SUDAMERICANA,IL TIPICO CIALTRONE FANFARRONE MEGALOMANE RIDICOLO CHE HA ESTEREOTIPATO L’IDIOSINCRAZIA DELL’ITALIANO MEDIO ALL’ESTERO E TANTO MALE CI HA FATTO AL PAESE. DALL’AUSTERITY E LA CRISI SI ESCI SI,CHI A DETTO DI NO,MA SOLO INIZIANDO A DIMOSTRARE UNA CONDOTTA SERIA,ADULTA E RISPONSABILE.E L’INCARCICO DI RENZI NON HA NESSUNA DI QUESTE COSE PERCHE NON HA LEGGITIMITA DEMOCRATICA,LUI NON E’ STATO ELETTO DAL VOTO POPOLARE.E PER TANTO NON HA NE MENO LEGGITIMITA PER ANDARE IN EUROPA A VOLERSI PORTARE IL MONDO PER DAVANTI.FARA LA STESSA FINE DI LETTA,BERLUSCONI E TANTI ALTRI,PASSERA FUGACEMENTE SENZA PENA NE GLORIA.

    GIUSTO TANTO PER LUI COME PER CAMERON PAGARE PER I RICAVI FATTI SULLE ATTVITA DEI MALAVITOSI,IMMORALE VOLERLO RITENERE.
    -
    5 NOVEMBRE 2014:IL ROTORNO DEL GOP( ndr:GRAN OLD PARTY) SALUTATO COME CON EROICITA DAGLI AMERICANI
    .
    -SU THE WASHINGTON TIMES:
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    Frana! Repubblicani prendono il Senato e governatorati pregiati

    GOP ritiene il Congresso(The House),ed e’ pronta per guadagnare altri governatorati

    Con Stephen Dinan – The Washington Times – Martedì 4 Novembre 2014

    I Repubblicani hanno ritenuto tutti i loro posti e raccolsero più dei sei seggi necessari per prendere il controllo del Senato Martedì sera,quabdo  elettori in tutto il paese offrirono un rimprovero cocente al mandato del presidente Obama.

    Vincitori in South Dakota, Montana, West Virginia, Arkansas, Colorado, Iowa e North Carolina i repubblicani hanno guadagnato la maggior parte con un sedile di ricambio, ed sono già il favorito per vincere il ballottaggio in Louisiana nel mese di dicembre, che darebbe loro 53 seggi.

    I repubblicani hanno ripreso la sede democratica tenuta in Alaska e messo in scena una sorprendentemente finitura in Virginia,dove il senatore democratico Mark Warner che sembrava essere aggrappato ad un sottile cavo rasoio ha dichiarato vittoria prima frl repubblicano Ed Gillespie ha ammesso la sconfitta.


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    Gli elettori, che fremevano in una economia ancora lottando per riprendersi sei anni dopo che hanno assunto Obama per quel lavoro,hanno indirizato la loro rabbia per i suoi alleati in Congresso e nelle statehouses, anche se l’elezione non era un mandato affermativa per i repubblicani secondo i sondaggi.

    Eppure, il GOP ha evitato passi falsi che li costarono nel 2010 e nel 2012, ha superato i timori che il suo gioco a terra per l’affluenza alle urne sarebbe stata sommersa dai democratici e cavalcato il malcontento degli elettori alle vittorie su tutta la linea.

    I repubblicani sono stati fissati per espandere la loro maggioranza alla Camera, con forti proiezioni in quartieri periferici che erano stati problematici per loro nelle ultime elezioni.


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    Il senatore Mitch McConnell , che ha facilmente difeso il suo posto in Kentucky, è ora pronta a essere il prossimo leader della maggioranza in Senato , mentre il presidente della Camera John A. Boehner e il suo gruppo dirigente rischiano di rimanere intatto lì.

    “Per troppo tempo, questa amministrazione ha cercato di dire al popolo americano ciò che è bene per loro e poi dare la colpa a qualcun altro quando le loro politiche non hanno funzionato. Questa sera, Kentucky ha respinto tale approccio, ” Mr. McConnell ha detto alla sua festa di vittoria.

    Ancora da vedere è il destino di Sen. Harry Reid , il democratico di Nevada che è stato leader della maggioranza per gli ultimi otto anni,dove l’orchestrazione a sinistra dei democratici del Senato strettamente legato al presidente Obama,ha aavuto poche possibilità di dimostrare l’indipendenza.

    Il signor Reid ha rilasciato una dichiarazione congratulandosi con Mr. McConnell e ha dato tutte le indicazioni aspettando che le sue truppe mantengano lui come il loro leader in minoranza.

    “Il messaggio degli elettori è chiaro: vogliono che lavoriamo insieme. Non vedo l’ora di lavorare con il senatore McConnell per fare le cose per la classe media, ” Mr. Reid ha detto.

    Una Casa Bianca castigata ha annunciato in tardo Martedì sera che il signor Obama aveva invitato i leader del Congresso alla Casa Bianca il Venerdì per cercare di tracciare un percorso in avanti, sperando di trovare almeno alcune questioni in cui le due parti potrebbero cooperare.

    Ribolle di malcontento, gli elettori hanno preso la loro rabbia su Democratici su e giù per il voto. Mentre il governatore repubblicano Tom Corbett che è stato il solo punto luminoso dei democratici,è stato schiacciato nella sua rielezione in Pennsylvania.

    I repubblicani hanno vinto governatorati di Democratici in Illinois e Arkansas, e sono stati di primo piano nel ritorno in Maryland. Hanno anche difeso le proprie governatorati che hanno sostenuto nel 2010 negli stati blu come il Nuovo Messico e Stati viola, come Ohio e Wisconsin. Hanno anche ritenuto stati rossi, come Oklahoma, Georgia e South Carolina.

    Gli elettori hanno detto ai sondaggisti in uscita a Washington che avevano perso fiducia nel governo di fare ciò che è giusto, e non hanno espresso molto ottimismo che i repubblicani avrebbero cambiato le cose. Eppure, con il signor Obama dicendo che le elezione politiche erano  sulla agenda elettorale, gli elettori hanno inviato il segnale più chiaro di insoddisfazione per lui, solo sei anni dopo che lui per primo presidente nero del paese mandatato per cambiare le cose gli aveva dato una “speranza e cambiamento”.

    I Repubblicani hanno promesso di cercare di trovare aree di accordo, ma hanno detto che i maggiori cambiamenti saranno procedurali, con il Senato liberato per discutere le grandi questioni e prendere importanti voti.”Gli americani hanno supportato i repubblicani oggi perché vogliono che Washington ponga fine alla situazione di stallo e inizi a risolvere i problemi “, ha detto il senatore John Barrasso, Wyoming repubblicano e membro del GOP leadership nella camera. “Dopo anni di ritardo, l’ostruzione e acrobazie politiche di parte, il Senato sta per funzionare finalmente di nuovo. Questa elezione è stata un bene per il nostro paese e buono per il popolo americano. “Per quanto i democratici hanno cercato di minimizzare le implicazioni nazionali, gli elettori hanno detto che sono andati alle urne perche intendono inviare un messaggio a Obama e la sua squadra su e giù .”Tutto ciò che si può pensare che Obama ha fatto, io sono contro”, ha detto Joanne Theon, un 72-year-old voto infermiera in pensione nella Virginia del Nord. “Non solo solo Obama, ma [ Senato leader della maggioranza] Harry Reid . Voglio che nel peggiore dei modi abbassare Harry Reid . “I repubblicani erano pronti per raggiungere alcune novità assolute.Tim Scott della Carolina del Sud è diventato il primo nero repubblicano eletto al Senato dal Sud. E ‘stato nominato al Senato per coprire un posto vacante, ma un giro in bici nella sua rielezione, così come vicino di posto il senatore Lindsey Graham.i Repubblicani hanno segnato una doppia vittoria in Oklahoma e hanno  ritenuto i seggi del Senato in Tennessee, Alabama, Mississippi e Maine – con Susan M. Collins, l’unico senatore repubblicano in corsa per la rielezione in uno stato dove Obama avev vinto nel 2012.Il GOP e le sue vittorie ha segnato una inversione di tendenza a partire dal 2012, quando i repubblicani dovrebbero fare guadagni, ma ha finito per perdere due seggi al Senato e una mezza dozzina di seggi alla Camera, sempre sconfitto nel reclutamento dei candidati e nelle operazioni di affluenza alle urne.Questa volta, i candidati repubblicani sono riusciti a evitare gaffes, come i commenti su borto affondate almeno due Senatori candidati nel 2012. Invece,sonoo i Democratici le cui gaffes costarono a  loro vincere gare.”C’è un riconoscimento del nostro gruppo che avremmo avuto un bel po ‘più senatori oggi se non avessimo presentato candidati in ’10 e ’12, che hanno finito per essere i nostri peggiori nemici”, ha detto Haley Barbour, un ex Presidente del Partito Repubblicano e ex governatore del Mississippi. “Non credo che ci sia qualche funzionario di partito che si impone-. Penso che la media di repubblicani si resero conto che abbiamo bisogno di nominare persone che possono vincere, che la purezza è il nemico della vittoria”In un’intervista radiofonica Martedì, Obama ha detto che la mappa era male per i democratici a causa dei sedili in su per la rielezione. Il Segretario Stampa della Casa Bianca Josh Earnest ha cercato di prendere le distanze del presidente della cattiva notizia dicendo che il suo ordine del giorno non era in gioco.”La stragrande maggioranza degli elettori stanno facendo una decisione il giorno delle elezioni sulla base dei meriti connessi con i candidati nella parte superiore della scheda elettorale”, ha detto Earnest.Ma la maggior parte dei senatori democratici avevano poco più che l’agenda di Obama a prendere agli elettori, data la situazione di stallo in Washington negli ultimi anni e l’orchestrazione s ‘del signor Reid della camera, il che significava che i senatori avevano altra scelta che votare verso l’alto o verso il basso sulle politiche del presidente.Gli elettori hanno detto gli exit poll che Obama aveva sulle loro menti,costarono  voti democratici.Mary Harper è emerso da un seggio elettorale a Harpers Ferry, West Virginia, dopo aver rotto con la lunga tradizione della sua famiglia di voto democratico esprimendo il suo voto per il repubblicano Shelley Moore Capito per il Senato degli Stati Uniti.

    “Da quando siamo cresciuti, abbiamo imparato che a volte si va con i repubblicani”, ha detto la signora Harper, 62 anni, un democratico registrato.Democratici in carica sono sopravvissuti in Minnesota e Illinois, e dei Democratici tenuto su per un posto in Michigan, dove uno dei loro operatori storici di lunga data va in pensione.Alla Camera, i democratici hanno lottato per difendere i propri posti, e tanto meno trovare obiettivi repubblicani per attaccare.Il Leader della minoranza Nancy Pelosi della California, parlando poco prima che i primi chiusura dei seggi, ha definito “una notte difficile.”

    Elezioni in North Carolina, Colorado e Iowa hanno inondato il precedente record per la maggior parte della spesa di una gara per il  Senato, per un totale di quasi 200 milioni di euro tra di loro, secondo un conteggio Lunedi dal Centro Brennan per la Giustizia.Ancora da vedere è se il Congresso sarà più governabile nei prossimi due anni, di quello che è stato negli ultimi quattro, quando i repubblicani hanno controllato la Cas(camera dei deputati)a e dei Democratici hanno avuto la maggioranza nel Senato , e regolarmente un punto morto sulle rispettive priorità.La Normativa sull’immigrazione, che ha spianato il Senato non ha mai ricevuto un voto alla Camera, mentre le regolamenti repubblicani a ridimensionare normative ambientali di Obama e aumentare la produzione di energia è passato alla Camera, ma non ha visto l’azione in Senato .Paul Ryan, il candidato repubblicano alla vicepresidenza nel 2012, ha detto che i GOP guadagni di elezione di Martedì sono state alimentate dagli elettori, infine, sperimentando l’incapacità di un grande governo federale di mantenere le promesse di Obama.”E ‘l’incompetenza del grande governo che gli elettori stanno rispondendo a,” Mr. Ryan ha detto Martedì notte dalla sua sede elettorale in Wisconsin.Ma i repubblicani hanno avuto un momento difficile per raggiungere un accordo tra di loro alla Camera su una serie di questioni, e il problema diventa ora per Mr. McConnell pure.Joni Ernst, che è stato proiettato il GOP leader nel Iowa, ha segnalato alcune delle fervori che i nuovi arrivati ​​porteranno al Congresso .”Siamo diretti a Washington , e ci accingiamo a fare ‘em squeal “, ha detto alla sua festa di vittoria.David Sherfinski, Jacqueline Klimas e Valerie Richardson contribuito a questo rapporto.

    http://www.washingtontimes.com/news/2014/nov/4/republicans-gain-control-senate-obama-relegated-la/
    (TRADUZIONE AUTOMATICA)
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    REAZIONE:IL TRIONFO DEL REPUBBLICANISMO E’ VISTO DAGLI ANALISTI COME UN RIEQUILIBRIO NATURALE.
    LA NUOVA ERA GLOBALE NON FA POLITICA E NON ESPRIME APOGGI PARTITISTICI IN AMERICA,BASTA PENSARE CHE IL POST-MODERNISMO,IL SUO CONTENDENTE PIU ACCANITO POLITICAMENTE ESPRESSO E VOLUTO DA FUKUYAMA,MILITVA PRIMO NEL PARTITO REPUBBLICANO E DOPO IL TRIONFO DI OBAMA SI HA PASSATO AL PARTITO DEMOCRATICO.
    LA NUOVA ERA TROVA LA SUA BASE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA NELL’ATTIVITA PRIVATA PERO BASTA PENSARE CHE E’ STATA L’AMMINISTRAZIONE OBAMA E PRINCIPALMENTE IL DIPARTIMENTO DI STATO ANCHE SE CON “DEVIAZIONI”,DIREI “MITICI-RELIGIOSI”,CHI L’HA PORTATO A “COSA DI STATO”,BASTA PENSARE ANCHE CHE GOOGLE TROVA I SUOI MIGLIORI ALLEATI IN CANADA E LA FRANCIA,E CHE MICROSOFTI LI TROVA IN OBAMA;PERO IL REPUBBLICANISMO:ANCHE CON TUTTE LE SUE CONTRADIZIONE CHE HA NEL MONDO ANGLOSASSONE DOVE LA DESTRA RELIGIOSA LI E’ “CON-NATURALE”,FA PER LA NUOVA ERA:ANCORA,BASTA PENSARE CHE E’ STATO IL PARTITO REPUBBLICANO A VOLERLA SGANCIARE(SENZA SUCCESSO)DELLE DETTATURE PARTITOCRATICHE PER GOVERNARE IN PRIMA PERSONA LA CALIFORNIA,LO STATO CULLA DELLA MITICA ERA INFORMATICA.
    E DOPO TANTO TEMPO DI UN’OFFENSIVA ANTIREPUBBLICANA IN TUTTO IL MONDO(SI PENSI ALL’ITALIA DI BERLUSCONI-MONTI-LETTA E RENZI,ALLA RUSSIA “NUOVA FEDERAZIONE” DI PUTIN,ALLA FRANCIA DI HOLLANDE,ALLA SPAGNA DI RAJOY E ALL’ULTIMA DELLUSIONE DEL  REFERENDUM SCOZZESE  PER NOMINARE SOLO ALCUNI ESSMPI,SENZA DIMENTICARE NATURALMENTE L’AMMINISTRAZIONE OBAMA)QUESTO TRIONFO DEL GOP AMERICANO DA UN  SOFFIO DI ARIA FRESCA ALLA CAUSA DEL REPUBBLICANISMO.E ALLA NUOVA ERA.
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    5 NOVEMBRE 2014:MANIFESTO GATTOFILO:NO AL IMU ALLA CHIESA,
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    -TITOLARE LA REPUBBLICA:
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    Imu alla Chiesa, la Ue riapre il caso
    Corte di giustizia ammette ricorso
    Somme non pagate stimate in 4 miliardi,di ALBERTO D’ARGENIO
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    REAZIONE:LE COSTRUZIONI FINE DI LUCRO NON PAGHINO LA CONTRIBUZIONE IMMOBILIARE:NO ALLA LEGA E BERLUSCONI.LA CHIESA,IN QUANTO NON PERSEGUA FINE DI LUCRO, NON PAGHI L’IMU.
    UNA STORIA SEMPLICE MA VERA:ERA L’ESTATE DEL 2012,RADIO PADANIA DELLA LEGA NORD,INFURIAVA LA PREDICA PERCHE IL NORD NON PAGASSI L’IMU ALLA PRIMA CASA.NEL CORTILE DEL CASTELLO CINQUECENTESCO DOVE IO AFITTAVO UN MONOLOCALE ALLORA(E HO IL MIO RECAPITO POSTALE ANCORA OGGI)CI SI RIUNIVA OGNI TARDO POMERIGGIO A CHIACHERARE IN GESTO DI BUONA VICINANZA FRA GLI ABITANTI DELL’DIFICIO(MOLTI TURISTI).A CHI LO VOLESSI SENTIRE ANDAVO DICENDO CHE ERA GIUSTO PAGHARE L’IMU TRANNE CHE PER I LOCALI SENZA FINI DI LUCRO.RISULTATO:IL MIO GATTINO NON TROVAVA POSTO DOVE GIOCARE.L’HO PORTATO COL GUINZAGLIO AL PRATO DELLA CHIESA PARROCHIALE SANT”ANTONIO E IL SIGNOR PARROCO MOLTO GENTILMENTE MI HA CHIESTO DI FARLO ENTRARE ANCHE IN GIARDINO.
    POCO TEMPO DOPO MI INFORMO CHE L’UNIONE EUROPEA AVEVA ESSENTO DI PAGARE L’IMU ALLA CHIESA.QUESTO FECE INFURIARE LA LEGA E ANCHE BERLUSCONI CHE INIZIARONO QUANTO VOI SAPETE CONTRO L’IMU ALLA PRIMA CASA,CON LA CONSEGUENTE RISPOSTA DELLA CEI SFIDUCIANDO BERLUSCONI E APOGGIANDO MONTI.QUELLE RICHIESTE ORA LE HA ACCOLTO ANCHE RENZI E SI PRETENDE TORNARE INDIETRO IN ATTITUDINE DI RIVINCITA CONRO LA CHIESA.NON LO PERMETTIAMO:GATTINI DEL MONDO UNITEVI.
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    6 NOVEMBRE 2014:NO AL TELE-VIZIO
    -TITOARE LA REPUBBLICA:
    Video  - Renzi all'Alcatel, contestato  nella "Silicon Valley" italiana
    Video – Renzi all’Alcatel, contestato nella “Silicon Valley” italiana
    Il premier sfida la Ue: “Liberate i fondi” video
    Le immagini Lanci di uova sulle auto dello staff
    E lui ironizza: “Adoro le crepes”
    -E ANCHE COSI:
    Renzi: «Non sono un coniglio, tiratemi pure le uova, non scappo»
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    REAZIONE:EVIDENTEMENTE IL POPOLO DELLE TELECOMUNICAZIONI E LE NUOVE TECNOLOGIE NON AMA RENZI L’USURPATORE E I SUOI PASTICCI(CREPES VUOL FARE?) ALLA TELEVIZIO.E CI VUOLE BEN ALTRO CHE UOVA PER FARLI:LA MELA CHE COLPI NEWTON IN TESTA NON LA VENDONO NE MENO AD ALCATEL.
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    TALIA
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    6 NOVEMBRE 2014:BASTA SETTARISMI
    -TITOLARE CORRIERE DELLA SERA
    VATICANO

    Bergoglio: «Condannare gli altri
    è facile ma non è cristiano»

    Nell’omelia del mattino a Santa Marta, papa Francesco ribadisce a sua idea di Chiesa come «ospedale da campo» di Gian Guido Vecchi

    REAZIONE:BASTA SETTARISMI.E POI PONTIFICARE SUL CRISTIANESIMO A LUI E I SUOI SINCRETISMI NON DOVREBBE ESSERLI FACILE:IO SO LEGGERE.

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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