SPAZIO REALE:DOTT.GIUSEPPE CIANCIMINO/FATTI INTERN

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13 LUGLIO 2014:RENZI HA PROBLEMI DI COMMISARIAMENTO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

PRIMO PIANO

L’INTERVISTA
Renzi: l’agenda dei mille giorni
‘Italia commissariata? Non esiste’

*Fitto a Berlusconi: ‘Sbagliamo, ipnotizzati da Renzi’

-APPENDICE:RENZI HA PROBLEMI DI POLIZIA

-SU LA STAMPA:Economia,14/06/2014

Salta la “fusione” delle Polizie

Addio questure e comandi provinciali

francesco grignetti
roma

Una rivoluzione è in arrivo, un’altra invece è rinviata a tempi migliori. Nonostante nella bozza della vigilia fosse previsto un riordino delle forze di polizia e l’accorpamento di Forestale e Penitenziaria con altri corpi, nulla di tutto ciò ha superato il vaglio del consiglio dei ministri. «Accorpamento? No», ha detto Matteo Renzi in conferenza stampa, visibilmente corrucciato.

Nel corso delle ore, in effetti, si erano moltiplicati i rumors. Un provvedimento così tranciante, messo a punto dalla Funzione pubblica, sia pure nel solco delle proposte avanzate a suo tempo dal commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, avrebbe incontrato le perplessità, per usare un eufemismo, degli altri ministri interessati. Da Alfano, Orlando e Martina insomma non è arrivato il via libera. E così la parte relativa alle polizie è stata stralciata dal decreto. «Comunque dovranno accorpare molte procedure per semplificare l’organizzazione e ridurre i costi», annuncia il ministro Marianna Madia.

Migliore fortuna, invece, ha avuto l’ipotesi di ridisegnare le prefetture. Cambieranno di nome. Diventeranno Uffici regionali di governo. E già in questa definizione c’è la nuova configurazione e la nuova mission: ce ne sarà una per capoluogo di regione, non più per capoluogo di provincia. Con il che si passerebbe da 103 a 20 sedi.

Sono però previste deroghe per le zone ad alta densità criminale. «Ci rendiamo conto che in alcune aree del Paese occorre essere più presenti», spiega il premier in conferenza stampa. E quindi ecco arrivare al tetto di circa 40 nuove prefetture di cui Renzi ha parlato spesso. Questo è l’obiettivo del governo. Ci si arriverà con una legge-delega che dovrà passare per il Parlamento.

Attenzione, però, alla portata del provvedimento. Con l’istituzione degli Uffici regionali di governo non sarebbero tanto 60 o 70 sedi di prefettura a scomparire, ma una miriade di uffici periferici dello Stato. «Deve essere chiaro che tutta l’articolazione periferica dello Stato seguirà la nuova geografia», ha scandito Renzi. Significa che dalle città «declassate» scomparirebbero questure, comandi dei vigili del fuoco, dei Carabinieri, della Finanza, le direzioni provinciali della amministrazione finanziaria dello Stato, provveditorati agli studi, provveditorati alle opere pubbliche, e così via. Un immenso scrollone all’impalcatura dello Stato come la conosciamo dal 1870 a oggi.

Nel mondo della sicurezza sono già atterriti dallo tsunami in arrivo. «Il governo – scrivono con nota congiunta i sindacati di polizia Siulp, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Consap e Uil-polizia – sta per annientare ogni possibilità di difendere i cittadini e le Istituzioni dall’aggressione criminale». I sindacati annunciano battaglia e cominciano ritirando la firma dagli accordi sindacali che permettevano i doppi turni di servizio, «a cominciare dalle tutele ai politici». Deluso anche Gianni Tonelli, del Sap, che sperava almeno nell’accorpamento di Forestale e Penitenziaria: «I cittadini non possono più sopportare il carrozzone di sette forze di polizia».

http://www.lastampa.it/2014/06/14/economia/salta-la-fusione-delle-polizie-addio-questure-e-comandi-provinciali-UqulRMWfaeChwaED4M36aM/pagina.html

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14 LUGLIO 2014(FESTA DELLA LIBERTA,CADUTA DELLA BASTIGLIA):

EUROPA CAMPIONE DEL MONDO IN AMERICA

-TITOLARE LE MONDE:

Coupe du monde : quatrième sacre pour l’Allemagne

Les Allemands ont remporté un quatrième sacre mondial dimanche en finale face à l'Argentine. Première équipe européenne à soulever une Coupe du monde sur le sol américain, l’Allemagne s’est adjugé son quatrième titre en battant l’Argentine en finale (1-0, a.p.).*L’Allemagne est de retour*Quiz : êtes-vous incollables sur les finales Argentine-Allemagne ?*La finale Allemagne-Argentine… vue par les supporters Portfolio*Messi meilleur joueur, Pogba meilleur jeune
Mario Götze, le 13 juillet.
Mario Götze, ce héros
Argentina's coach Diego Maradona (L) looks dejected in front of Argentina's striker Lionel Messi after they lost the 2010 World Cup quarter-final football match Argentina vs. Germany on July 3, 2010 at Green Point stadium in Cape Town. Germany qualified for the semi-finals.  NO PUSH TO MOBILE / MOBILE USE SOLELY WITHIN EDITORIAL ARTICLE -    AFP PHOTO / DANIEL GARCIA
Seulement finaliste, Messi échoue à égaler Maradona Portfolio
L'Allemagne a remporté une quatrième Coupe du monde dimanche face à l'Argentine.
La recette gagnante de la Mannschaft
L’Argentine pleure son Mondial
Berlin explose de joie après le sacre de l’Allemagne
Philipp Lahm : « Nous avons eu une incroyable cohésion »
REAZIONE:HA FINITO IL MONDIALE DI CALCIO,UNA GRANDE FESTA CHE NON HA LASCIATO INDIFFERENTE A NESSUNO;DAI GOVERNANATI AI GOVERNATI,DA INTELLETUALI ALLA GENTE COMUNE,DALLE UOMINI ALLE DONNE,DAI BAMBINI AGLI ADULTI MAGGIORI,E NATURALMENTE NE MENO A ME CHE MI SONO RESISITITO FINO ALL’ULTIMO INUTILMENTE.UNA GRANDE FESTA CHE HANNO SEGUITO MILIONI E MILIONI DI ESSERI UMANI IN TUTTO IL MONDO,PERFINO IN QUELLI PAESI DOVE IL CALCIO NON E’ UNO SPORT POPOLARE COME GLI STATI UNITI.

UNA GRANDE FESTA DA QUI DOBBIAMO CONGRATULARCI PERCHE QUANDO NON CI SONO MONDIALI DI CALCIO C’E’ GUERRA MONDIALE.UNA FESTA DELLA PACE E LA CONFRATERNITA..

E DOBBIAMO LODARE IN PRIMO POSTO IL BRASILE PERCHE MALGRADO LE INNEFICENZE E I DUBBI INIZIALI HA DIMOSTRATO ESSERE IN GRADO  DI ORGANIZZARE UNA FESTA DI MASSA DI QUESTA PORTATA.

E DOBBIAMO LODARE LA FIFA PERCHE E’ STATO IN GRADO DI MOBILITARE,INCLUDERE SEMPRE DI PIU PAESI E ORGANIZZARE UNA MEGA FESTA COSI ESTESA.

E FINALMENTE DOBBIAMO LODARE LA GERMANIA CHE OGGI NELLA FINALE CON ARGENTINA CI HA RAPRESENTATO A TUTTI GLI EUROPEE, CHE PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DI QUESTA DISPUTA SONO STATI IN GRADO DI VINCERE IN TERRE AMERICANE.

A CHI HA SEGUITO QUESTE PUBBLICAZIONI SIN DALL’INIZIO DEVO DIRLI:OBIETTIVO RAGGIUNTO,EUROPA CAMPIONE IN AMERICA PER LA PRIMA  VOLTA NELLA STORIA.FACENDO COSI PROVARE A DOMICILIO DELLA PROPIA MEDICINA AL BRASILE,L’UNICO PAESE AMERICANO A VINCERE UN MONDIALE IN EUROPA(SVEZIA 1958).CI VOLEVA.

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14 LUGLIO 2014:PAPA “SBUGGIARDATO”

“CHI FA DEL MALE A UNO DI QUESTI BIMBI  A ME LO FA,PIU LI VALDREBBE APPENDERSI UNA PIETRA AL COLLO E BUTTARSI AL FIUME”,DICE GESU

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Preti pedofili, la Chiesa con Francesco Ma dagli Usa la richiesta: "Ora i fatti"   Colloquio con il Papa : "Come Gesù userò il bastone contro i colpevoli degli abusi"
Preti pedofili, la Chiesa con Francesco
Ma dagli Usa la richiesta: “Ora i fatti”
Colloquio con il Papa: “Come Gesù userò il bastone contro i colpevoli degli abusi”
“Debole denuncia pubblica contro la mafia”
La precisazione di padre Lombardi,di EUGENIO SCALFARI e PAOLO RODARI
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REAZIONE:I FATTI NON CI SONO MAI STATI E NON CI SARANNO MAI.IL SANTO PADRE LO SA E GIOCA CON FUOCO.

SE LUI PENSA CHE STA SVOLGENDO IL SUO PONTIFICATO NELLE PERIFERIE DEL MONDO CIVILIZZATO DOVE NON VIENE RISPETTATO  L’ESSERCIZIO PIENO DELLA DIGNITA UMANA E DOVE NON C’E’ IL CONTROLLO EFFICACE DELL’OPINIONE PUBBLICA ASSOGETTATA DAL SETTARISMO MONOPOLICO MEDIATICO ALLA VOLONTA ONNIPOTENTE DELLE OLIGARCHIE LOCALI STA SBAGLIANDO,L’EUROPA NON E’ IL CONO SUD.NON PUO DIRE CIO CHE LI PARE SENZA CONSEGUENZE.

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14 LUGLIO 2014:14 JULLIET

-2 TITOLARI SU LE FIGARO:

-TITOLARE 1: 14 juillet : où le fêter à Paris ?

Feu d’artifice, défilé militaire, concert, bals des pompiers: le programme des célébrations autour de la fête nationale dans la capitale.

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-TITOLARE 2: 14 Juillet

14 Juillet : les temps forts du défilé

INFOGRAPHIE – 80 nations, 3752 hommes, 54 avions, 36 hélicoptères, 285 véhicules motorisés et 241 chevaux, retrouvez tous les détails du défilé du 14 Juillet qui aura lieu ce lundi de 10 h 15 à 11 h 40 sur les Champs-Élysées.

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14 LUGLIO 2014:E’ ARRIVATA L’ORA DI MARONI

-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Expo, avviso di garanzia a Maroni:  "Presunte irregolarità nei contratti"
Expo, avviso di garanzia a Maroni: “Presunte irregolarità nei contratti”
Avrebbe sollecitato due assunzioni
Il Governatore: “Tutto regolare, sono sereno”
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- LA NOTA COMPLETA:
Repubblica.it
Expo, indagato Maroni. I pm: “Fece pressioni per far assumere due conoscenti”
Contratti a termine in Expo2015 spa e in Eupolis. Una era sua collaboratrice al Viminale. La Procura di Busto Arsizio indaga anche il capo di gabinetto. Il governatore: “Sereno, ma sorpreso”
14 luglio 2014
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, è indagato dalla Procura di Busto Arsizio per presunte irregolarità legate alla firma di due contratti a termine. Secondo i pm, avrebbe esercitato “pressioni” per far ottenere il posto a due persone a lui vicine: Mara Carluccio (sua ex collaboratrice al Viminale) in Eupolis – l’ente di Regione Lombardia per la ricerca, la statistica e la formazione – e Maria Grazia Paturzo in Expo2015 spa. Insieme al presidente, è indagato anche il capo di gabinetto, Giacomo Ciriello.”Sono assolutamente sereno – ha dichiarato Maroni – e, allo stesso tempo, molto sorpreso. Per quanto a mia conoscenza, è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo”. La Procura, invece, lo accusa di aver richiesto e ottenuto, tramite Ciriello, un contratto di consulenza da 29.500 euro in Eupolis per la Carluccio e uno di due anni in Expo da 5.417 euro al mese per la Paturzo anche tramite la ‘Obiettivo Lavoro Temporary srl’. Nel decreto di perquisizione, firmato dal procuratore di Busto Arsizio, Eugenio Fusco, e dal pm Pasquale Addesso, si ipotizza che queste due assunzioni sarebbero arrivate in alternativa a un incarico in seno alla Regione, Dato che – è l’ipotesi – Maroni non è “riuscito a collocare le due donne nello staff del Presidente, perché la loro assunzione sarebbe stata soggetta ai controlli della Corte dei Conti”.Il governatore precisa ancora che si tratta “di due contratti a termine per persone che svolgono, con mansioni diverse, attività quotidiana di supporto della Regione dalla sede di Roma. La loro attività è finalizzata all’ottimizzazione e all’efficienza della macchina organizzativa in vista dell’evento Expo. In particolare, una figura professionale ha un preciso scopo di raccordo tra Regione e società Expo, mentre l’altra, di provata esperienza professionale, ha un ruolo di consulenza delle diverse tematiche organizzative legate a Expo. Sono, ribadisco, sereno e fiducioso che le cose verranno al più presto chiarite”.L’avviso di garanzia, notificato nel corso a Palazzo Lombardia dai carabinieri del Noe, riporta come ipotesi di reato, “l’induzione indebita a dare o promettere utilità”. Il presunto reato, che si sarebbe consumato appena dieci giorni fa, cioé il 4 luglio in territorio varesino, sarebbe emerso nelle indagini legate all’inchiesta della procura bustocca su Finmeccanica.Dopo che è esplosa la notizia della nuova inchiesta sull’Esposizione universale che si terrà a Milano nel 2015, la società Expo conferma che “l’assunzione di Paturzo è stata fatta su indicazione del gabinetto del presidente della Regione”. E precisa: “Poichè le attività connesse alla gestione delle relazioni con le istituzioni hanno per loro natura intrinseca carattere fiduciario, Expo 2015 ha accolto la segnalazione di Regione Lombardia che ha indicato in Mariagrazia Paturzo il profilo idoneo al ruolo da ricoprire”.E mentre la giunta e i capigruppo della maggioranza di centrodestra in Regione, “esprimono ampia solidarietà al presidente, Idv e M5S chiedono al governatore di far chiarezza. “Sono certo che saprà chiarire rapidamente la propria posizione, tuttavia – dichiara Carmelo Tindiglia, segretario regionale Idv – le dimissioni sarebbero un atto dovuto”. E Giampietro Maccabiani, portavocedei 5 Stelle: “Aspettiamo Maroni in consiglio. Se dovesse arrivare un rinvio a giudizio – continua – ci aspettiamo le dimissioni immediate”. In serata l’annuncio del presidene del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo che il governatore riferità domani in aula sulla vicenda.
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http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/07/14/news/expo_avviso_di_garanzia_maroni_presunte_irregolarit_nei_contratti-91544213/?ref=HREC1-2
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REAZIONE:3 COMMENTI
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1-E’ ARRIVATA L’ORA DI CONSEGNARE ANCHE LA REGIONE LOMBARDA ALLA SUA PROPIETARIA NATURALE,LA SOVRANITA POPOLARE.
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2-E ARRIVATA L’ORA DI ACCELLERARE LA DISOLUZIONE DELLA LEGA
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3-E’ COSI CHE LE LARGHE INTESE DI RENZI HANNO PROVEDUTO A SANEARE LA CORRUZIONE DELLA  EXPO,MOSE E SANITA?ANCHE PER LORO L’ORA SI AVVICINA.NIENTE ASSEGNI IN BIANCO
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-14 LUGLIO 2014:L’ETERNO RITORNO DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Gaza, raid di Israele: 172 morti   video
Gaza, raid di Israele: 172 morti video
Tre esplosioni presso Tel Aviv  foto – videoAppello Unrwa: “Così potete aiutare i rifugiati”Video “Lasciate la casa, a minuti attacchiamo”Foto Gli israeliani guardano i bombardamentiRNews Scuto: “Gerusalemme, impossibile normalità”Articoli correlati
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REAZIONE:NO COMMENT

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LUGLIO 2014:NO,QUESTA QUI NON HA IN REGOLA LA FEDE DEMOCRATICA
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-TITOLARE LA REUBBLICA:
-Ue, ultimo scontro sulle nomine
Ue, ultimo scontro sulle nomineMerkel: “Forse decisione domani”. Pse chiede presidenza e la Mogherini agli Esteri. Alfano al Ppe: “No a veti sulla scelta italiana”
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REAZIONE:UN GOVERNO GOLPISTA COME QUELLO DI RENZI NON HA NESSUN DIRITTO A PIAZZARE NESSUNA NOMINA.E NE ALFANO(MINISTRO DI PALAZZO) NE LA MERCKEL(SOPRAFATTA DALLA NUOVA GROSSE KOALITION),NE NATURALMENTE RENZI UN PREMIER NON ELETTO DAL VOTO, HANNO AUTOREVOLEZZA DEMOCATICA PER IMPORRERELA.LA NOMINA DI JUNKER E’ STATO UN TOUR DI FORCE FRA FEDERALISTI(CUPOLARI)COME CAMERON E GLI AVANZI DEMOCRATICI,ESPRESSIONE DELLE RESISTENZE DELLA VECCHIA UE:NON SI TORNI INDIETRO,MI RACCOMANDO.
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*16 LUGLIO 2014:”L’ORA DI MARONI”,AGGIORNAMENTI
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-QUALCUNE DELLE NOTE STAMPA:
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-SU LA REPUBBLICA:
Il cerchio magico di Maroni: ecco come il Governatore sistemava tutte le sue pedine
Dal Pirellone a Infrastrutture, il giro nelle nomine del segretario leghista alla guida della Regione Lombardia. In gioco pure quelle a Ferrovie Nord, Finlombarda e Ersafe,di ALBERTO STATERA
15 luglio 2014
Il cerchio magico di Maroni: ecco come il Governatore sistemava tutte le sue pedine
Roberto Maroni
Sono “indaghizzato”: viene su spontaneo ironizzare, a causa dell’effetto Crozza, dinanzi alla notizia del presidente della regione Lombardia Roberto Ernesto Maroni, detto universalmente Bobo, indagato a Busto Arsizio per “induzione indebita a dare o promettere utilità”. Ex impiegato dell’azienda di cosmetici Avon, fan di Bruce Springsteen e lui stesso musicista tuttora praticante, il governatore è stato sempre afflitto da una patologica timidezza, colta dal suo perfido imitatore e già raccontata da Guido Passalacqua nel suo libro sugli esordi della Lega. Ma l’antico dato caratteriale, dopo venticinque anni di politica anche in alti vertici come il ministero dell’Interno, non ha impedito che diventasse anche lui un campione del modello clientela&parentela o, se volete, dell’italico familismo amorale.Il cerchio magico delinquenziale del suo ex duce Umberto Bossi ha oscurato tutti gli altri cerchietti magici padani, ma anche Bobo ne ha da anni uno ben collaudato, diventato sempre più famelico dopo la sua assunzione al vertice della prima regione d’Italia. Per questo, con tutto il rispetto per i pm di Busto Arsizio e per lo stesso Maroni, che spesso ha lamentato che “quando bisogna immolarsi per la Lega tocca sempre a me”, leggere il decreto di perquisizione dei magistrati, da una parte sembra fornire nuovi spunti satirici, dall’altra fa riflettere sulle piccole frazioni di realtà che la magistratura riesce – quando riesce – a perseguire. Insomma, Maroni in questo caso è accusato di aver esercitato pressioni per fare ottenere un contratto a tempo determinato a due persone a lui vicine: Mara Carluccio, sua ex collaboratrice al Viminale, in Eupolis, l’ente della regione per la ricerca e la formazione, e Maria Grazia Paturzo in Expo 2015. Ma come ? È dal 18 marzo 2013, quando fu eletto presidente del Pirellone, che è aperto l’”ufficio di collocamento Bobo” per consanguinei, amanti, chitarristi, amici e amici degli amici, e adesso il governatore viene “indaghizzato” per un paio di segretarie o poco più ? Per carità, l’azione penale  -  vivaddio  -  è obbligatoria e i pm di Busto, che indagano sul più corposo scandalo Finmeccanica, fanno il loro mestiere. Ma è ormai da più di un anno che il governatore padano, ammaestrato dal suo immarcescibile predecessore Roberto Formigoni, calca le strade del maestro affetto dal contrario disturbo della personalità: l’arroganza.Tra i primi atti ci fu la nomina di Anna Maria Tavano da Catanzaro ai vertici delle infrastrutture della Lombardia, con uno stipendio di 186 mila euro più bonus. Questa signora sarà bravissima, ma è la moglie di Domenico Aiello, avvocato calabrese, una specie di Ghedini di Maroni, il quale tentò subito dopo di collocarla al vertice di Infrastrutture Lombarde, la società che gestisce i cinque miliardi d’investimenti per l’Expo, il cui direttore generale Antonio Rognoni è finito in manette per il noto scandalo degli appalti. Tavano e Aiello, vecchi amici di Isabella Votino, detta “la badante di Bobo” a perpetua memoria di Rosy Mauro, che ai bei tempi badava a Bossi, sono capisaldi del cerchietto magico. Come Maria Cristina Cantù, assessore regionale al Welfare, che ha appena assunto Giulia Martinelli, compagna del neo-segretario della Lega Matteo Salvini. L’assunzione deve essere stata complessa perché si trascina addirittura dallo scorso gennaio tra epiche liti anche all’interno della Lega, forse perché nel cerchietto magico di Bobo la Cantù sembra sfiorata dal cono d’ombra.Stupende le dichiarazioni del roccioso segretario Salvini a difesa della sua family: “Che male c’è ? Ha fatto una scelta di vita: lavorare nel pubblico avendo a che fare con malati di mente, autistici e quant’altro”. Poi il colpaccio: “La moglie di Renzi fa l’insegnante ? La mia fa la dipendente Asl… poi guadagnasse diecimila euro al mese…”. Magnifico materiale per la prossima stagione di Crozza.Tralasceremo Giovanni Daverio, in arte Johnny, e Giuseppe Rossi, in arte Gegè, musicisti del Distretto 51, la band di Bobo, approdati a tutt’altro che irrilevanti incarichi nella sanità regionale. O la vocalist Simona Paudice, “coadiutore amministrativo esperto” all’ospedale di Treviglio. La carriera di alcuni famigli padani, maroniani e non, era del resto cominciata già alla grande con il Celeste, che delle quote Cencelli dei soci di governo leghisti, da vecchio stra-democristiano, aveva sacro rispetto.Il cerchietto magico, come sempre, non è mai contento. Ora è in subbuglio per le nomine pesanti, come quelle alle Ferrovie Nord Milano, a Finlombarda, all’Ersaf. I famigli premono, mentre il blitz di Busto Arsizio rischia di mettere vieppiù in ansia Maroni, che peraltro Giuliano Pisapia, il quale di mestiere fa l’avvocato, aveva avvertito: “Ti consiglio di stare attento”.E Infrastrutture Lombarde ? Forse, dopo lo scandalo degli scandali, meglio proprio abolirla. Così magari si riesce persino a passare per moralizzatori. Tanto c’è sempre la sanità, dove per sbrogliare le clientele incrostate tra Forza Italia e Lega ci vorranno decenni. Del resto, la verità è uscita dalla bocca di Mariastella Gelmini: “Il modello lombardo non va stravolto”. Per carità, ci sono voluti vent’anni per perfezionare il modello appaltopoli-parentopoli.
a.statera@repubblica.it
http://www.repubblica.it/politica/2014/07/15/news/maroni_cerchio_magico-91593162/?ref=HREC1-5
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-2:SU CORRIERE DELLA SERA:
Corriere della Sera ,milano,cronaca
L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI BUSTO ARSIZIO
Maroni, «Pressioni nelle telefonate del suo collaboratore»,di Redazione Milano online
Roberto Maroni (Ansa)
Roberto Maroni
Tra le presunte prove che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Busto Arsizio di Roberto Maroni con l’accusa di induzione indebita ci sarebbero numerose telefonate, fatte dal capo della sua segreteria Giacomo Ciriello, con presunte pressioni esercitate su funzionari di Expo 2015 Spa e di Eupolis, in relazione a due contratti e su mandato, secondo l’accusa, del governatore lombardo. Da quanto si è saputo, sono in corso anche verifiche sulla presunta natura fittizia dei contratti. Nell’inchiesta, condotta dai carabinieri del Noe e coordinata dai pm Eugenio Fusco e Pasquale Addesso, ci sarebbe una serie di conversazioni intercettate tra Ciriello e alcuni funzionari delle due società nelle quali lo stretto collaboratore di Maroni avrebbe pressato gli interlocutori per far assegnare i due contratti, agendo, secondo l’accusa, per conto e su mandato del governatore.

Verifiche sui contratti

Da quanto si è appreso, inoltre, il contratto di collaborazione con Expo assegnato a Maria Grazia Paturzo riporta come data di inizio il 21 novembre del 2013 (durata due anni). Più o meno nello stesso periodo un’altra ex collaboratrice di Maroni, Mara Carluccio, avrebbe ottenuto un contratto da parte di Eupolis. In relazione a quest’ultimo contratto, gli inquirenti avrebbero accertato anche un accordo tra più soggetti. Verifiche sono in corso da parte degli investigatori per capire se le due persone assunte effettivamente esercitassero le prestazioni indicate nei contratti. Gli inquirenti, dopo aver accertato lo scorso 4 luglio il presunto reato e aver iscritto Maroni e Ciriello nel registro degli indagati, hanno disposto due giorni fa perquisizioni a Roma e Milano e stanno procedendo alla convocazione di indagati e testimoni. Poi gli atti dell’inchiesta, nella quale si stanno valutando anche altri ipotesi di reato, potrebbero essere trasferiti per competenza territoriale una parte a Milano e una parte a Roma.

Convocazioni

Per il pomeriggio di mercoledì è stata convocata una delle due donne, Maria Grazia Paturzo, che , stando agli atti dell’indagine, avrebbe ottenuto indebitamente un contratto di collaborazione per 2 anni con Expo per un compenso di oltre 5mila euro al mese. Martedì, è stata sentita l’altra donna, Mara Carluccio, che ha ottenuto un contratto da Eupolis, ente di Regione Lombardia, per 1 anno e per un totale di 29.500 euro. Gi inquirenti hanno anche intenzione di convocare per l’interrogatorio Roberto Maroni, il quale, tramite il legale Domenico Aiello, ha depositato un’istanza per il trasferimento degli atti dell’indagine da Busto Arsizio per incompetenza territoriale. Giacomo Ciriello, capo della segreteria di Maroni, «non è atteso dai pm per mercoledì 16 luglio», comunica l’avvocato Aiello. Il legale ha spiegato che Ciriello «concorderà» con la Procura una possibile data nei prossimi giorni per l’interrogatorio. I pm Eugenio Fusco e Pasquale Addesso hanno mandato un invito a comparire a Ciriello, colui che secondo l’accusa avrebbe fatto pressioni su funzionari di Expo 2015 Spa e Eupolis per conto di Maroni.
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luglio 2014 | 15:51,© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_luglio_16/maroni-pressioni-telefonate-suo-collaboratore-6b86c1a8-0ced-11e4-b4c9-656e12985e4f.shtml

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2-SU LA STAMPA:C’E ANCHE FINMECCANICA

Cronache,16/07/2014 - il caso
Quel filo tra Expo e Finmeccanica
Così i pm sono arrivati a Maroni
La vicenda delle “raccomandazioni” scoperta dai verbali dell’inchiesta sulle tangenti ai militari indiani. Il governatore: chiarirò ai magistrati

Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni

paolo colonnello
milano

Sarà presto lo stesso Roberto Maroni ad andare alla Procura di Busto Arsizio per chiarire la storia delle due signore fatte assumere, «esercitando pressioni», all’Expo Spa e alla Eupolis, società interamente controllata dalla Regione Lombardia. Vicenda che gli è costata un’iscrizione sul registro degli indagati in un’inchiesta che in realtà parte da lontano e contempla perfino una tangente di 10 milioni di euro finita proprio alla Lega.

E’ indagando su questi fatti, scaturiti dai verbali di alcuni personaggi finiti nel gorgo dell’inchiesta Finmeccanica per le bustarelle pagate a militari indiani per la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland, che a un certo punto i pm di Busto avrebbero “monitorato” in diretta l’intervento del presidente della Lombardia e del suo capo della segreteria, Giacomo Cirello per far assumere le due donne, ex collaboratrici di Maroni quando era ministro degli Interni, nelle società partecipate dalla Regione. Con dei bandi di gara che i pm Eugenio Fusco e Pasquale Addesso, ritengono truccati e fanno contestare anche il reato di turbativa. In particolare nella procedura pubblica che fissò il costo per la consulenza a 29.500 euro, cioè esattamente la cifra che «per motivi fiscali», la signora Mara Carluccio aveva richiesto su suggerimento del suo commercialista. Un bando di gara cui parteciparono altri tre candidati, uno dei quali laureato, scelti tra i consulenti iscritti a un albo della Regione e che vennero quindi “trombati” per far posto a una chiamata “fiduciaria”. La signora Carluccio è stata ascoltata ieri pomeriggio come persona informata sui fatti, mentre in mattinata davanti ai pm, nello stesso ruolo di testimone, è comparso anche l’Ad di Expo Spa, Giuseppe Sala, ascoltato per circa due ore. Nei prossimi giorni potrebbe toccare a Maria Grazia Paturzo, ex collaboratrice al Viminale della portavoce “storica” di Maroni, Isabella Votino, già sentita l’altro ieri.

L’episodio potrebbe rimanere circoscritto a questa vicenda di “raccomandazioni” pesanti se non fosse che per arrivare all’iscrizione di Maroni sul registro degli indagati, i magistrati hanno anche dovuto sentire l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito e scavato nella vicenda dei presunti finanziamenti alla Lega. Contenuti in particolare nel provvedimento restrittivo che nel febbraio scorso è stato emesso nei confronti di Michel Christian James, “mediatore” inglese per Finmeccanica allo stato latitante attraverso il quale, ritiene l’accusa, sarebbero passati i soldi destinati alla Lega, tramite la retrocessione di 10 milioni di euro su un pagamento complessivo di 42 milioni di euro come bustarella per l’affare degli elicotteri Agusta Westland.

A parlarne in un verbale è l’ex capo delle relazioni esterne del gruppo Lorenzo Borgogni, già querelato dallo stesso Maroni per aver sostenuto in pratica che quei soldi finirono al Carroccio come ringraziamento da parte dell’ex presidente Giuseppe Orsi per la sua nomina ai vertici di Finmeccanica che sarebbe stato voluto da «Maroni, Giorgetti, Calderoli e Letta». Verbale riportato, insieme a diverse intercettazioni, nell’ordine di cattura firmato dal gip Luca Labianca per l’arresto del mediatore inglese, ritenuto, scrive il gip, «consulente imposto da Orsi nella vicenda per affiancare Hasche e Gerosa», gli altri due mediatori coinvolti nell’affare elicotteri.

Racconta Borgogni davanti ai pm di Napoli nel novembre 2011: «(I soldi) vanno ad Hasche e vanno a Michel e da Michel vanno a Orsi. E da Orsi ai partiti, in particolare la Lega…. Christian Michel era quello che Orsi ha messo lì per garantirgli…». Lo stesso “mediatore” Guido Hasche racconta di aver «raggiunto un accordo con Christian Michel nel corso di un incontro tenutosi a Dubai per una riduzione delle somme già concordate con Agusta, nel senso che quest’ultimo – scrive il gip – accettò di diminuire il suo compenso a 30 milioni di euro rispetto ai 42 inizialmente pattuiti con la Agusta Westland» per la vendita, con tangente ad alti ufficiali indiani, degli elicotteri militari. Un accordo di cui gli inquirenti hanno trovato riscontro anche in alcuni documenti sequestrati presso l’abitazione della madre di Hasche, in un appunto in particolare intitolato «A colui che può interessare». Eccolo: «…C’erano due accordi nel luogo con AW, (Agusta Westland) dove è sorta l’incomprensione. Un accordo era per euro 42 milioni con il team/la squadra (Christian Michel) e l’altro per 28 milioni di euro (non meno del 5% del valore del contratto) con la famiglia (Hasche). Il team ha concordato di ridurre i suoi 42 milioni a 30 milioni, riconoscendo nel frattempo il bisogno di rispettare pienamente l’accordo dei 28 milioni di euro con la famiglia». L’indagine non è ancora conclusa.

http://www.lastampa.it/2014/07/16/italia/cronache/quel-filo-tra-expo-e-finmeccanica-cos-i-pm-sono-arrivati-a-maroni-3fU23liIyysitP7SIQjWpI/pagina.html

-CONTINUA NEL PROSSIMO POST 133

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 131 »

12 luglio 2014
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10 LUGLIO 2014:SUD E CENTROAMERICA,L’ALTRA IMMIGRAZIONE IN USA:

-SU THE WASHINGTON TIMES:

EDITORIALE:Che cosa nasconde Obama nei campi illegali-alieni di “rifugiati”?
E ‘l’ennesimo esempio della sua mancanza di trasparenza
SU THE WASHINGTON TIMES

Il senatore John McCain, R-Ariz., Legge le restrizioni per i visitatori di centri per immigrati nel corso di un'audizione al Senato Homeland Security e Affari Governativi commissione per Capitol Hill a Washington, Mercoledì, 9 luglio 2014. Funzionari dell'amministrazione Top Obama ha detto senatori sono lottando per tenere il passo con l'aumento degli immigrati alla frontiera meridionale. McCain era sconvolto dal fatto che le restrizioni impedito membri del Congresso di incontrare con i detenuti o portare nei telefoni cellulari. (AP Photo / Susan Walsh)

Mercoledì 9 Luglio 2014

“Il senatore John McCain, R-Ariz., Legge le restrizioni per i visitatori di centri per immigrati nel corso di un’audizione al Senato Homeland Security e Affari Governativi commissione di Capitol Hill a Washington, Mercoledì, 9 luglio 2014. Top funzionari dell’amministrazione Obama hanno detto che i senatori sono lottando di tenere il passo con l’aumento degli immigrati alla frontiera meridionale. McCain era sconvolto dal fatto che le restrizioni hanno impedito ai membri del Congresso di incontrare i detenuti o portarli dei telefoni cellulari. (AP Photo / Susan Walsh)”

La debolezza finale del presidente Obama può essere che egli ritiene il suo propio compiacimento Un anno fa, Obama si è vantato in un “caminetto” Web chat che la sua “è l’amministrazione più trasparente nella storia.” Non c’era la minima traccia di ironia. Si può effettivamente credere.Ma tre dozzine di organizzazioni che rappresentano i giornali e gli altri giornalisti, per lo più liberali, permettono di dissentire. In una lettera irritabile al presidente il Martedì, il gruppo ha denigrato le sue “chiazze non-risposte” e le spalle fredde che stanno ricevendo da parte dei rappresentanti di Obama, che hanno limitato l’accesso a ogni informazione che ritengono imbarazzante per l’amministrazione.”Il soffocamento della libertà di espressione”, hanno detto i firmatari, “sta accadendo, nonostante il suo impegno il primo giorno in ufficio per portare ‘una nuova era di apertura’ al governo federale – e per i successivi ordini esecutivi e direttive che avrebbero dovuto portare tale trasparenza in merito. “Il tentativo del governo di controllare quello che il pubblico è consentito di vedere e sentire non è mai stato più ham-handed – o più indifendibile – che nei primi tentativi di sbarrare la stampa ed i membri del Congresso dalle visite conoscitive ai servizi in Texas, Arizona, New Mexico e Oklahoma, che sono i campi profughi per le centinaia di migliaia di immigrati clandestini che sono stati brulicanti in  tutto il Rio Grande.Un osservatore distratto potrebbe pensare che il signor Obama, come un avvocato per le frontiere aperte e l’ amnistia  apprezzerebbe la copertura che sua amministrazione sta sopprimendo. Le fotografie e le scene video dei bambini denutriti e malvestiti dovrebbero tirare le corde del cuore di Ebenezer Scrooge. “Dobbiamo aiutare questi poveri ragazzi,” il presidente potrebbe dire. “Non possiamo rimandarli a casa.”

Sotto forti pressioni da legislatori, l’amministrazione malincuore ha detto che consentirebbe la stampa e le visite del Congresso, ma non ci sono fotografie o video permessi, nemmeno le macchine fotografiche del cellulare. Interviste con i clandestini, custodi o medici curanti ai nuovi arrivati ​​sono vietati.

Questo non piace al senatore John McCain, un sostenitore di amnistia. Nel corso di una audizione al Senato commissione Homeland Security e Affari Governativi Mercoledì, il repubblicano dell’Arizona ha aspramente criticato Gil Kerlikowske, il capo della US Customs and Border Protection, chiedendo che le restrizioni siano revocate. “Io voglio fare oggi”, ha abbaiato. “Capisci?”

Rep. Henry Cuellar del Texas, un democratico che in precedenza ha chiamato la crisi umanitaria uno tsunami di immigrazione che potrebbe diventare per Obama “momento Katrina”, ha detto che queste osservazioni hanno arrabbiato la Casa Bianca più trasparente della storia. Mr. Cuellar ha chiesto perché Obama non ha potuto risparmiare “30 minuti” per visitare il confine, ma ha trovato il tempo per andare in piscina e bere birra con Colorado Gov John Hickenlooper per le telecamere.

I giornalisti stufi con l’atteggiamento che stanno ottenendo dalla Casa Bianca possono solo sperare per il cambiamento, una persona con influenza per ascoltare le loro lamentele. “Questo andrà un lungo cammino”, hanno scritto, “per dissipare la frustrazione e il cinismo agli americani prima che questo avvelenila nostra democrazia ulteriormente.”

http://www.washingtontimes.com/news/2014/jul/9/editorial-through-obamas-glass-darkly/

REAZIONE:COOME IN ITALIA QUESTA IMMIGRAZIONE RESTA AVVOLTA NEL SILENZIO.
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10 LUGLIO 2014:VIVENDO IN UNA “BUBBLE”

TITOLARE BBC:

SULLA FUTURA POPOLAZIONE UMANA  IN ALTRE PIANETI
Future
Why Mars needs a bill of rights

Why Mars needs a bill of rightsThe right to life, liberty… and oxygen

*The strangest form of pain*Should we trust wisdom of crowds?TRADUZIONE:Perché Marte ha bisogno di un disegno di legge del diritto alla vita, alla libertà … e ossigeno* La forma più strana del dolore* Dovremmo fidarci ella saggezza delle folle?-

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10 LUGLIO 2014:SUAREZ,FALSO PENTIMENTO

-SU LA REPUBBLICA:

Uruguay, niente sconti per Suarez: Fifa conferma squalifica

La Commissione d’appello ha respito il ricorso presentato dall’accante e dalla federcalcio del paese sudamericani:restano quind “nella sua interezza” lo stop per 9 gare e la sospensione per 4 mesi per il morso a Chiellini

Uruguay, niente sconti per Suarez: Fifa conferma squalifica

ZURIGO -Suarez,niente sconti.La Fifa ha respinto i ricorsi presentati dall’attaccante e dalla federcalcio uruguayana: è stata confermata quindi la squalifica di 9 gare e lo stop di 4 mesi per il ‘Pistolero’, sanzionato per il morso rifilato all’azzurro Giorgio Chiellini nel match Italia-Uruguay, valido per la terza giornata del Gruppo D dei Mondiali. La Commissione d’appello ha confermato “nella sua interezza” la squalifica. “I termini della decisione presa dal Comitato Fifa sono stati comunicati oggi al giocatore e alla Federcalcio uruguaiana”, si legge in una nota.

Suarez e la Federazione del suo Paese possono adesso presentare un ulteriore ricorso al Tribunale Arbitrale dello sport (Tas) di Losanna. La sanzione, così come è stata formulata dalla Commissione disciplinare, impedisce al centravanti di svolgere qualsiasi attività legata al calcio per i prossimi 4 mesi. Il giocatore, in sostanza, deve allenarsi da solo. La squalifica non ha però conseguenze sul mercato: Suarez è nel mirino del Barcellona ed è destinato a lasciare il Liverpool per una cifra superiore agli 80 milioni di euro.
http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/brasile2014/uruguay/2014/07/10/news/fifa_respinge_ricorso_suarez-91216924/?ref=HRER3-1

-E COSI SU BBC:

Calcio
10 luglio 2014 Ultimo aggiornamento alle 15:01 GMT

Mondiali 2014: Uruguay in avanti Luis Suarez

L’appello di Luis Suarez contro il divieto morso respinto dalla Fifa

Fifa ha respinto l’Uruguay e l’appello dell’attaccante del Liverpool Luis Suarez contro il divieto di quattro mesi da ogni attività legata al calcio per mordere  Giorgio Chiellini dell’Italia.

Suarez è stato anche squalificato per nove partite internazionali dopo l’ incidente alla Coppa del Mondo in Brasile.

L’Uruguaiana FA(ndr:FOOTBOLLERS ASSOCIATI”,SINDACATO) aveva descritto la sentenza di Fifa come una “decisione eccessiva” per la quale “non vi erano prove sufficienti”.

Suarez può ora fare un ulteriore appello alla Corte Arbitrale dello Sport.

L’organo di governo mondiale del calcio anche ha inflitto una multa di 100.000 franchi svizzeri (65.000 £) su Suarez, che ha chiesto scusa per il suo comportamento.

Secondo i termini della sospensione, Suarez non può allenarsi con il suo club ed è vietato entrare nei confini di qualsiasi stadio, anche se il sindacato di giocatori FIFPro discute che i dettagli hanno “mancanza di chiarezza”.

In caso di Suarez e l’uruguaiano FA decide di ulteriore appello, ordinariamente la Corte di Arbitrato per lo Sport (CAS) si sedeva e sentire la materia, mentre il giocatore aderisce ai termini del suo divieto.

Tuttavia, come la Coppa del Mondo è ancora in corso, potrebbero applicare la divisione Cas ‘ad-hoc’, che esiste per tutta la durata del torneo e permette ascoltare questioni come questa.

La divisione ad hoc potrebbe sospendere le sanzioni in attesa di un’udienza completa nel corso dell’anno, permettendo Suarez di giocare e prendere parte ad “attività calcistiche legate” nel frattempo.
Luis Suarez sembra mordere Giorgio Chiellini

Compresa questa ultima punizione, Suarez avrà perso 32 partite in quattro divieti separati da quando è arrivato al Liverpool nel 2011

Dal momento che Suarez è stato sospeso, nel Liverpool ci sono stati  trattative di trasferimento con i giganti spagnoli di Barcellona, ​​che hanno deti al club di Anfield che sono disposto a incontrare una clausola di buy-out di £ 75m a firmare il 27enne.

L’uruguaiano è stato ora riconosciuto colpevole di mordere tre avversari nella sua carriera.

Suarez è stato squalificato per 10 partite per mordere il giocatore del Chelsea Branislav Ivanovic durante una partita di Premier League nel 2013 ed è stato anche sospeso per sette giochi per mordeil giocatore  del PSV Eindhoven Otman Bakkal mentre giocava per l’Ajax nel 2010.

Compresa questa ultima punizione, Suarez avrà perso 32 partite in quattro divieti separati da quando è arrivato al Liverpool nel 2011.

Questo divieto è il più grande nella storia della Coppa del Mondo, battendo le otto partite indicate per l’Italia di Mauro Tassotti per la gomitata al giocatore della Spagna Luis Enrique nel 1994.

Anche in relazione a questa storia

*Confusione Suarez divieto di calcio 9 lug 2014 Liverpool

*’Fair’, ‘spot-on’, ‘eccessivi’ – reazione al divieto Suarez 26 giugno 2014 Coppa del Mondo 2014

*Perché il divieto di Suarez potrebbe essere l’ultima goccia per il Liverpool 26 giugno 2014 Liverpool

*Get Inspired: CALCIO 19 luglio 2013 Get Inspired

REAZIONE:SUAREZ DOPO CHE HA MENTITO SU CHE NON AVEVA MORSO,E DOPO DI RETTIFICARE QUESTO A RICHIESTA DEL BARCELLONA CHE PRETENDE SALVARLO DELLA SCOMUNICA TENTANDO UN FANTOMATICO AQUISTO,HA CONTINUATO A “SASSOLARE I TETTI” CON DICHIARAZIONI CONTRO LA FIFA,CONTRO L’INGLITERRA,CONTRO L’ITALIA E COSI VIA:QUELLO DEL TITOLO.
INOLTRE ORMAI LA VICENDA SPORTIVA DI SUAREZ E’ DIVENTATA SOLO L’ICBERG DI UNA IRRAZZIONALE ED ESSALTATA REAZIONE NAZIONALE DI MASSA.E’ DIVENTATO IL SIMBOLO DELLA LOTTA CONTRO LO STRANIERO,L’EUROPEO E L’INVASIONE INGLESE DELLE FAULKLAND.SI INVOCA PERSINO IL SUO DIRITTO AL LAVORO VISTO CHE LA SANZIONE GLIELO IMPEDISCE PER 4 MESI COMPRESO L’AQUISTO PER UN ALTRO CLUB:INSOMMA,UN “GAUCHO RIVERO” ARGENTINO PERO ALL’URUGUAYANA.
NON E’ PSICOLOGICA NE CULTURALMENTE DOTATO PER TANTA RESPONSABILITA MA…….CORAGGIO,AL FATTO PETTO.
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*11 LUGLIO 2014:QUOTE LATTE,UE A RENZI,”TROPPE GRAZIE DON MATTEO”
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-CORRIERE DELLA SERA:
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l’ingiunzione è la seconda tappa della procedura d’infrazione aperta un anno fa
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Quote latte: la Ue chiede all’Italia di recuperare multe per 1,39 miliardi
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Le sanzioni dovute al superamento delle quote di produzione assegnate agli allevatori italiani tra il 1995 e il 2009.
Il ministro Martina: questione gestita male,di Redazione Online

L’annosa questione delle quote latte fa segnare una nuova svolta. La Commissione europea ingiunge formalmente all’Italia – con l’invio di un parere motivato – di recuperare presso i produttori di latte multe per 1,395 miliardi di euro dovute al superamento delle quote di produzione loro assegnate tra il 1995 e il 2009. Occorre ricordare che a lungo gli allevatori italiani non avevano rispettato il meccanismo delle quote (che in realtà è stato creato per tutelare gli allevatori mantenendo alto il prezzo del latte), ma che i vari governi succedutisi avevano fatto poco o nulla per far pagare le multe decise dall’Unione Europea.

La procedura

Quello odierno è il nuovo passo in avanti della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia che la Commissione europea aveva aperto un anno fa, il 20 giugno 2013, con l’invio a Roma di una lettera di «messa in mora». Il parere motivato rappresenta la seconda tappa della procedura d’infrazione al trattato Ue, priva di un eventuale ricorso alla Corte di giustizia europea. Bruxelles giustifica l’iniziativa ricordando che rispetto ad «un ammontare globale di 2,265 miliardi di euro di multe accumulate tra il 1995 e il 2009 da produttori italiani, devono essere recuperati ancora 1,395 miliardi di euro. Questo dimostra – scrivono – «che le autorità italiane non hanno preso, o non hanno messo in opera, le misure sufficienti per assicurare il pagamento delle somme dovute».

Il ministro

«La questione delle quote latte è nota e vecchia e negli anni è stata gestita molto male. Nelle prossime settimane ci saranno passaggi organizzativi e procedure molto chiari — ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina commentando la multa Ue all’Italia —.Vogliamo fare rispettare la legge, e dare conto della massima tenuta sul versante delle regole».

Le distorsioni

La Commissione europea punta il dito poi sulle conseguenze del mancato recupero sia a livello europeo che sul bilancio nazionale. «L’incapacità dell’Italia – afferma la Commissione Ue – ad assicurare il recupero effettivo di queste multe compromette gli sforzi europei per stabilizzare il mercato dei prodotti lattieri, provocando distorsioni di concorrenza con gli altri produttori europei ed italiani, che hanno rispettato le quote di produzione o che hanno pagato le loro multe». Quanto alle conseguenze nazionali, «queste somme – dice con forza la Commissione – dovrebbero essere versate al bilancio dell’Italia affinché i contribuenti italiani non ne escano perdenti».

0 luglio 2014 | 12:58,© RIPRODUZIONE RISERVATA
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http://www.corriere.it/economia/14_luglio_10/quote-latte-ue-chiede-all-italia-recuperare-multe-139-miliardi-2aba7d9e-081b-11e4-9d3c-e15131ae88f3.shtml
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REAZIONE:BASTA MUNGERE PIU MUCCHE LOW COST.E LA LEGA SE NE STIA BUONA.
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Al termine dell’incontro Maroni si è messo a disposizione delle domande dei giornalisti. Sulle perquisizioni della guardia di finanza nelle sedi del Carroccio a Milano e Torino – effettuate nell’ambito di un’inchiesta sulle quote latte partita dopo il fallimento di una cooperativa in cui si ipotizzano reati di corruzione e bancarotta fraudolenta – Maroni si è detto tranquillo e ha tenuto a precisare che “la Lega Nord non c’entra nulla”. Ha anche precisato che per quanto lo riguarda non si tratta affatto “di un complotto”: “Io non ho mai parlato e non parlerò mai di complotto”.

ARTICOLO COMPLETO CUA:

http://www.quicomo.it/01/16/maroni-cernobbio-candidati-indagati.html

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*11 LUGLIO 2014:GIAN CARLO GALAN,TINTINEO DI MANETTE
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Mose, sì all'arresto di Galan da Giunta autorizzazioni
Mose, sì all’arresto di Galan da Giunta autorizzazioni
La palla all’Aula della Camera seduta fissata per il 15 luglio
E lui si appella ai deputati
Articoli correlati
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*12 LUGLIO 2014:FENOMENOLOGIA DI UNA TIRANNIDE,DI NAPOLIANO.
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COME SI SALTA DELLA LIBERTA ALLA TIRANNIDE?NOTA DI NAPOLITANO
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NAPOLITANO: Saltando dalla libertà alla tirannide
Il disprezzo della NSA per la Costituzione minaccia americani innocenti

Di Andrew P. Napolitano

Mercoledì 9 Luglio 2014

Illustrazione su attacchi NSA sulla libertà individuali di Alexander Hunter / The Washington Times

Illustrazione su attacchi della NSA sulle libertà individuali di Alexander Hunter / The Washington Times di più>

In quello che sembra essere una delle rivelazioni finali di Edward Snowden, l’ex agente CIA e NSA ha dimostrato definitivamente che la National Security Agency ha raccolto e analizzato i contenuti di e-mail, messaggi di testo e chiamate di telefonia mobile e fissa di nove americani per ogni persona straniera che ha preso di mira.Questo smentisce le affermazioni del governo che ha raccolto solo i metadati,identificare i marcatori quali numeri di telefono e indirizzi e-mail ,e non il contenuto da ignari e insospettabili americani. E smentisce le affermazioni del governo che ha accuratamente evitato indiscrezioni nella vita privata degli americani in cui essa non ha alcun interesse di intelligence relative o legale. Questo mette sotto luce anche la menzogna a quanto sostiene il governo e le opinioni dei giudici del segreto Foreign Intelligence Surveillance Court,su che lo spionaggio della NSA è in qualche modo lecito, costituzionale e disponibile.Ora sappiamo che il governo non è riuscito efficacemente a confutare la quanto sostiene Snowden su che essa ha raccolto e mantenuto per l’accesso futuro enormi quantità di materiali personali su quasi tutte le persone in America dal 2009. Ciò include i metadati e il contenuto di quasi ogni telefonata, email e messaggio di testo fatto, inviati o ricevuti negli Stati Uniti, così come quasi ogni carta di credito,fattura, bolletta ed estratto di conto mensile di quasi ogni persona nella nazione.Ciò è stato realizzato mediante l’emissione di mandato di perquisizione generali da parte del tribunale dei giudici FISA.I mandati di perquisizioni  generali non particolarmente descrivono il luogo da perquisire o la persona o la cosa da cogliere come la Costituzione richiede.I mandati di perquisizioni generali autorizzano al portatore di utilizzare il potere del governo per cercare dove vuole. L’utilizzo da parte delle truppe britanniche dei mandati di perquisizioni  generale era una motivazione principale durante la rivoluzione americana, e la scopo della formulazione letterale del quarto emendamento è stato quello di vietare e proibire loro.Ciononostante la loro brama di apparire costituzionalmente  muscolari nella nostra triste “Era post 11 di Settembre”, i politici di entrambi i maggiori partiti politici hanno sfidato il significato letterale e la storia universalmente accettata del diritto alla privacy e tornato a questi strumenti odiosi così condannati dai fondatori della nazione e autori della Costituzione.Le recenti rivelazioni di Snowden hanno mostrato che circa 900.000 innocenti americani – tra cui lo stesso presidente Obama – sono stati sottoposti a pesanti controllo dalla NSA. Ciò è stato fatto da agenti che sapevano che i soggetti del loro controllo non erano gli obiettivi della loro indagine.Come è potuto accadere? E ‘successo perché il tribunale FISA si riunisce in segreto, dove la NSA non ha alcuna opposizione e il giudice non ha alcuna trasparenza. Questo mix di volatilità ha portato tali giudici a concedere ben oltre il 99 per cento dellw applicazioni NSA, tra cui la regola “di salto” implicata nel controllo degli americani innocenti. Nel linguaggio della  NSA, un salto è un salto da una conversazione telefonica ad un altra utilizzando un telefono comune.In un ambiente assettico, isolato e segreto del tribunale FISA ,dove anche i giudici non possono tenere un registro delle loro decisioni,gli agenti della NSA e gli avvocati hanno convinto i giudici di consentire spiare le persone che sono a sei salti da un bersaglio. Così, a titolo di esempio, se A è un obiettivo e parla con B, la NSA può ascoltare tutte le conversazioni B ,anche quelli che non sono con A. Il passaggio da A a B è un salto, e la NSA ne ottiene sei, così si può ascoltare qualsiasi C che ha parlato con B, ogni D che ha parlato a qualsiasi C, qualunque E che ha parlato a qualsiasi D, ogni F che ha parlato a qualsiasi E e qualsiasi G che ha parlato a qualsiasi F.I 900.000 americani innocenti le cui vite private e personali sono stati sottoposti al controllo della NSA,compreso l’esame delle loro fotografie, intimo comportamento personale, le esigenze mediche e finanziarie,costituite da coloro che sono entro sei salti da un obiettivo; nella figura qui sopra sarebbe ogni B, C, D, E, F e G che la NSA riesce a trovare. Secondo il signor Snowden , non c’è sforzo fatto dalla NSA per ridurre al minimo il controllo di coloro che sono nella categoria B-G,anche se le probabilità che qualcuno di loro sono in combinazione con la A sono estremamente remote, soprattutto una volta che la NSA ottiene là B.Questa remota probabilita  non turba la NSA però, e neppure la Costituzione. Questa remota probabilita  è un grave problema costituzionale e pratico. Essa viola i diritti di innocenti conosciute perche  la NSA non ha alcuna autorità costituzionale o legale per spiare qualsiasi persona non retenuta un bersaglio(non-target), e la corte di giudic FISA non hanno alcun potere di autorizzare tale spionaggio. Si consuma anche il tempo e le risorse degli agenti della NSA, il cui compito è quello di trovare trame di terrorismo.C’è da meravigliarsi che gli attentatori della Boston Marathon hanno discusso i loro piani con gli amici utilizzando i loro telefoni cellulari e la NSA si lo ha perso? C’è da meravigliarsi se quando il generale Keith Alexander, che gestiva la NSA per cinque anni,li è stato chiesto sotto giuramento quanti appezzamenti suoi agenti avevano scoperto con il loro spiare tutti gli americani, ha risposto 57, e poi il giorno dopo ha cambiato tale risposta per solo tre e poi non ha potuto o voluto identificare i presunti tre? C’è da meravigliarsi che i due giudici della corte FISA non federali che scrutavano tutto questo abbiano scoperto che non hanno scoperto nessun complotti?Quando il governo vede o sente tutto, sa tutto. Quando il popolo tollera un governo che sa tutto, essi avranno ad avere paura di essere se stessi. La gioia di essere e di esprimersi è il motivo per cui abbiamo una Costituzione destinata a trattenere un governo.James Madison ha avvertito che la perdita della libertà raramente accade in un grande evento, ma piuttosto avviene gradualmente, nel corso del tempo, derivante dalle azioni di funzionari governativi che sostengono di volere fortificare la sicurezza. Ha praticamente predetto gli eventi di oggi. Le violazioni dei nostri diritti sono evidenti,innegabile. Ma cosa Madison probabilmente temeva di più, non la ha articolato: una volta persa  la libertà, è perduta per sempre.Andrew P. Napolitano, un ex giudice della Corte Superiore del New Jersey, è un analista per Fox News Channel. Ha scritto sette libri sulla Costituzione degli Stati Uniti.

http://www.washingtontimes.com/news/2014/jul/9/napolitano-hopping-from-liberty-to-tyranny/
REAZIONE:DUNQUE,IL SALTO DELLA LIBERTA ALLA TIRANNIDE SUCCEDE GRADUALMENTE NEL TEMPO ED E’ “I-RRE-VER.SI-BI-LE”,VITALIZIA.
SECONDO NAPOLITANO,SI CAPISCE.
PD: NAPOLITANO E’ CATTOLICO APOSTOLICO ROMANO OSSERVANTE E PRATTICANTE.
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APPENDICE:SPIA USA ESPULSO DALLA GERMANIA

DAL MONDO

Espulso capo della Cia a Berlino. Merkel: spiare alleati spreco di energie

Alta tensione Germania-Usa

-E COSI SULLA BBC:Germany ‘right’ to expel CIA officia

TRADUZIONE:Germania ‘diritto’ di espellere ufficiale della CIA
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REAZIONE:”TIRA E MOLLA”,KERRY VUOLE INCONTRARE LA MERCKEL
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2 LUGLIO 2014:CONCHITA IN PASSERELLA
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-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

SPETTACOLI

Vai alla sezione

PARIGI
Conchita Wurst in passerella Foto
E Gaultier è quasi in estasi Video
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12 LUGLIO 2014:NAPOLITANO E L’OFFENSIVA ISRAELI SU GAZZA

-TITOLARE LA STAMPA:
Intervista – L’allarme di Napolitano:
“Attenti ai focolai che ci circondano
Stop ai razzi su Israele, ma invadere avrebbe conseguenze imprevedibili”
Mario Calabresi

12 LUGLIO 2014:2 PAPI PRETENDONO UNA COPPA

-TITOLARE BBC:

2014 Fifa World Cup

“World Cup meme-ories”

Meme World Cup

World Cup meme-oriesMore people than ever are using social media to share World Cup memes and images. But which one is your favourite? BBC Trending takes a look.

TRADUZIONE:Coppa del Mondo FIFA 2014
FOTO
Memo(teorie) della  Coppa del Mondo
Più persone che mai stanno utilizzando i social media per condividere memi e immagini della Coppa del Mondo. Ma quale è il vostro preferito? BBC Trending dà un’occhiata.

REAZIONE:LA GENTE NON HA QUESTI GENERE DI ABITI PURTROPPO.

12 LUGLIO 2014:RIUNIONE PER LA PACE

-TITOLARE LA STAMPA:

Bagno di sangue a Gaza, uccisi tre bambini Domani vertice Usa-Gb-Francia-Germania
Retroscena – Israele prepara il blitz di terra
Foto – Tra le macerie della Striscia / Le truppe sul confine

maurizio molinari, corrispondente da gerusalemme
Le vittime sono già 127. Razzo sulla folla.
L’ex premier Haniyeh: 2 miei nipoti morti.
Fonti locali: colpito anche un orfanotrofio.
Domani il summit a quattro per una tregua
PREMIUM  Hamas, il movimento è diventato regime caridi
il forum a vatican insider   “Diplomazia e armi” galeazzi
commento  Le due mosse incomprensibili roberto toscano

liveblog  Il diario da Gerusalemme  /  timeline  L’escalation

REAZIONE:EGITTO AVVERTE ISRAELE SULLA SCALATION.

-APPENDICE:TITOLARE BBC

Top News story

UN calls for Israel-Gaza ceasefire
The UN Security Council calls for a ceasefire between Israel and the Palestinians in the Gaza Strip, as Palestinian deaths continue to mount.

TRADUZIONE:Onu chiede il cessate il fuoco tra Israele e Gaza
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu chiede un cessate il fuoco tra Israele e i palestinesi nella Striscia di Gaza, dopo che i morti palestinesi continuano a montare.

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13 LUGLIO 2014:NON SONO CREDIBILI

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Il Papa: “Come Gesù userò il bastone contro i preti pedofili”
Il Papa: "Come Gesù userò il bastone contro i preti pedofili"

Colloquio con il Pontefice: “La pedofilia è una lebbra che c’è nella Chiesa e colpisce anche i vescovi e i cardinali”

di EUGENIO SCALFARI

13 luglio 2014

La pedofilia è una vera e propria “lebbra” da debellare perché “la corruzione del fanciullo è quanto di più terribile e immondo si possa immaginare”. Ma “come Gesù userò il bastone contro i preti pedofili, tra cui ci sono anche vescovi e cardinali”. E poi sulla mafia: “Certi sacerdoti sono ancora troppo tiepidi nel denunciare il fenomeno mafioso”. Sono solo alcune delle parole pronunciate da papa Francesco durante il colloquio con il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari che si è svolto, ancora una volta, a Santa Marta, residenza del papa.
L’integrale dell’articolo si può leggere su Repubblica oggi in edicola.

http://www.repubblica.it/cultura/2014/07/13/news/il_papa_come_ges_user_il_bastone_contro_i_preti_pedofili-91416624/?ref=HREA-1

REAZIONE:PECCATO CHE LA REPUBBLICA NON CI FACCIA LEGGERE AGLI ITALIANI ALL’ESTERO LA NOTA COMPLETA(FRA QUI IO,OGGI MOMENTANEAMENTE NEL CONO SUD AMERICANO),PERO NE SCALFARI NE IL PAPA SONO CREDIBILI:LO HA ANCHE MESSO DI RILIEVO L’ONU LA SUA MANCANZA DI COLLABORAZIONE NELL LOTTA ALLA PEDOFILIA CLERICALE.E LO MOSTRA LA SUA CONDOTTA STESSA QUANDO NEL PRIMO ATTO DI GOVERNO NEL VATICANO HA NOMINATO UN DEGENERATO COME RICCA(BENE CONOSCIUTO DA QUESTE PARTI)ALLA GUIDA DELLO IOR.

-APPENDICE:ODESSA

Esteri,05/05/2014
A Odessa, cosmopolita ed europea lo scontro più feroce fra Kiev e i filorussi
La città delle arti nuovo fronte della crisi. Yatseniuk: c’è un piano di Mosca per distruggerci
Un separatista filorusso festeggia dopo essere stato liberato da un comando di polizia a Odessa
anna zafesova

A Odessa comincia «l’attacco mortale contro l’Ucraina». Dopo la tragedia di venerdì che ha fatto 46 morti nel rogo della Casa dei sindacati, il premier Arseny Yatseniuk si precipita nella città sul Mar Nero a licenziare tutti i vertici della polizia e supplicare la popolazione di «salvare la pace e la sicurezza». Ma sembra troppo tardi: poche ore dopo una folla di filo-russi ha sfondato i cancelli del comando di polizia liberando una settantina di loro compagni fermati due giorni fa. Tra le migliaia di persone che scandivano «No ai fascisti!» e «Viva gli eroi!» c’erano anche numerosi militanti armati, e ci sono diversi feriti sia colpiti da proiettili sia picchiati selvaggiamente perché sospettati di essere filo-ucraini. Mentre Kiev e Mosca si affrontano a colpi di filmati che dovrebbero dimostrare come il fuoco nella Casa dei sindacati si propaga dall’interno – e quindi dalle molotov lanciate dai filo-russi asserragliati dentro – piuttosto che dalla piazza – e quindi dagli ultras filo-ucraini, l’unica cosa chiara della tragedia è la totale assenza della polizia, che prima non ha fermato l’assalto dei fan di Mosca al corteo ucraino e poi ha ignorato lo scontro che ha scatenato il rogo.

Il ministro dell’Interno di Kiev Avakov chiama gli arrestati «provocatori», i servizi segreti Sbu li accusano di essere infiltrati dai russi, ma intanto la magistratura e la polizia locale li rimettono in libertà, e Odessa torna a vivere uno dei suoi incubi storici, quello del pogrom. Che, come termine e fenomeno, sono stati brevettati proprio qui, dal primo massacro degli ebrei nel 1821. Il secondo fronte della guerra civile ucraina si apre lontano dalla operaia Donetsk, nella città più cosmopolita dell’ex impero, il porto franco degli zar fiero dei suoi commerci, della sua università, del teatro dell’opera, e di aver dato i natali a metà della letteratura russa del ’900. È la Marsiglia del Mar Nero, e le sue radici sono più mediterranee che russe, a cominciare dallo spagnolo-napoletano Jose de Ribas che la fondò sul sito di un’antica colonia greca su ordine di quel Potiomkin entrato nella storia per villaggi di cartapesta, ma che nella realtà aveva edificato decine di città in pietra e marmo. I locali hanno continuato caparbiamente a chiamare la via centrale Deribasovskaya anche quando i comunisti le imposero il nome di Lenin. Ma Odessa ha i propri eroi, e le vie eleganti portano i nomi dei padri fondatori, il duca di Richelieu, il conte di Langeron, l’architetto italiano Boffo. Pushkin, esiliato qui nel 1824, scriveva che «nell’aria si respira l’Europa, tutti parlano in francese e ci sono i giornali europei».

Oggi si parla un russo venato di ironia yiddish, e non ci si sente parte della Russia né dell’Ucraina, ma un mondo a parte, un porto di commerci, arti e idee, dove convivevano greci, armeni, tedeschi, moldavi, italiani, russi, francesi, ucraini e soprattutto ebrei. Il quartiere degli emigrati dall’Urss a New York porta il nome di Little Odessa, e l’eroe popolare è il bandito Benya Krik dei racconti di Isaak Babel, figlio francofono della borghesia commerciale ebrea. Odessa ha prodotto quasi tutta la comicità e la satira degli ultimi 100 anni, e il jazz made in Urss, ed è qui che si può scendere verso il mare per la scalinata della «Corazzata Potiomkin» di Eisenstein. È anche la patria storica della mafia, e al famoso mercato Privoz, dicevano fieramente i locali, si poteva comprare anche una bomba atomica di contrabbando. Con il suo senso di superiorità Odessa ha snobbato l’ingenuità del Maidan di Kiev, e le rivolte proletarie di Donetsk, lasciando poche migliaia di manifestanti sfilare ogni domenica con il vessillo giallo-azzurro ucraino e scherzando sulle poche centinaia di filo-russi che nella loro tendopoli ascoltavano via Skype da Mosca il «presidente» autoproclamato Kaurov. Fino a che una tragedia assurda non ha spinto gli odessiti in strada, a gridare «Morte ai fascisti» o a formare milizie di autodifesa contro i separatisti, pronti a scontrarsi lungo i boulevard.

http://www.lastampa.it/2014/05/05/esteri/a-odessa-cosmopolita-ed-europea-lo-scontro-pi-feroce-fra-kiev-e-i-filorussi-LlGo4aKgdE6w8vmiusHyxO/pagina.html

+  È battaglia a Donetsk Il Cremlino: milizie fuori controllo Michela A. G. Iaccarino

+  Ucraina, i ribelli: “Vittime tra i civili” Mosca: rischio catastrofe umanitaria

 REAZIONE:QUESTO SUCCEDE A ODESSA,E TUTTO QUESTO E’ ODESSA,MA E’ ANCHE IL NOME E IL POSTO DI PARTENZA DI QUELLA OPERAZIONE SEGRETA DELLA COMPAGNIA DI GESU CHE COPRI LE SPALLE E PORTO IN AMERICA,PARTICOLARMENTE NEL CONO SUD LATINOAMERICANO,E PIU PRECISAMENTE IN ARGENTINA ,CENTINNAIA DI CRIMINALI DI GUERRA NAZI CHE OGGI SOTTO LA VESTE DI NUOVI SINCRETISMI SEMPRE PIU PRESENTI ANCHE IN ITALIA COSTITUISCONO LA NUOVA FRONTIERA AUSTRALE DELLA BARBARIE.
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-APPENDICE II:EBREI UKRAINI,VATICANO E PUTIN
-SU LA STAMPA:
 Vatican Insider,10/03/2014
Ucraina, il “J’accuse” ebraico a Putin
Una lettera aperta firmata da personalità e intellettuali ebrei punta il dito contro le “bugie” del presidente russo e le sue mire egemoniche

Lisa palmieri-billig (vatican insider)

“Signor Presidente! Siamo cittadini ebrei dell’Ucraina: uomini d’affari, dirigenti, figure pubbliche, scienziati e studiosi, artisti e musicisti”. Comincia così la “Lettera Aperta al Presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovich Putin”.“Le scriviamo a nome del popolo dell’Ucraina, delle minoranze nazionali ucraine e a nome della comunita’ ebraica.”

La lettera, firmata da importanti personalità ebraiche ucraine e che sta ancora accumulando ulteriori firme, accusa Putin di “scegliere coscientemente le bugie e le calunnie dell’informazione sull’Ucraina” allo scopo di “delegittimare il nuovo governo ucraino, diffamare il movimento rivoluzionario per la  democrazia di Piazza Maidan e dividere il paese”.

Nella missiva si sostiene che i media russi pubblicano menzogne a proposito di presunte violazioni dei diritti civili dei cittadini ucraini russofoni, e di “divieti sull’utilizzo della lingua russa”, divieti che esisterebbero solo “nella mente di coloro che li hanno inventati”. La lettera fa notare inoltre che “storicamente, la maggioranza degli ebrei ucraini sono russofoni”.

Putin viene accusato inoltre di calunniare Kiev con accuse di “fascismo” e antisemitismo. “La Sua certezza della crescita dell’antisemitismo in Ucraina non corrisponde ai fatti. Forse Lei ha confuso l’Ucraina con la Russia”, afferma la lettera, “dove le organizzazioni ebraiche hanno notato una crescita di tendenze antisemite l’anno scorso”.

La lettera attacca duramente l’ipocrisia della Russia nell’attribuire l’estremismo a Kiev, mentre lo coltiva a casa propria. Vi si afferma che se è vero che i gruppi nazionalisti “fanno parte della opposizione politica e delle forze di protesta che hanno assicurato cambiamenti per il meglio… nemmeno i più marginali tra i gruppi nazionalistici osano mostrare comportamenti antisemiti o xenofobi. E noi siamo sicuri che i nostri pochi nazionalisti sono ben controllati dalla società civile e dal nuovo governo ucraino, il che è più di quanto si possa dire per i neonazisti russi, che sono incoraggiati dai Suoi servizi di sicurezza”.

Inoltre, “ci sono vari rappresentanti delle minoranze nazionali nel Consiglio dei Ministri: il Ministro degli Interni è armeno, il vice primo ministro è ebreo, due dei ministri sono russi. I nuovi governatori della regione Ucraina non sono esclusivamente ucraini”.

“Il pericolo alla stabilità del Paese viene dal governo russo, e in particolare proprio da Lei, Vladimir Vladimirovich”, scrivono i firmatari. “E’ la Sua politica di incitamento al separatismo e la Sua pressione sull’Ucraina, che minaccia noi e gli ucraini tutti, compresi quelli che vivono in Crimea e nel Sud-Est. Gli ucraini del sud-est se ne accorgeranno presto”, ammonisce la missiva.

La lettera conclude con ironia e con richieste chiare. “Vladimir Vladimirovich, apprezziamo molto la Sua preoccupazione per la sicurezza e i diritti delle minoranze ucraine. Ma noi non vogliamo essere ‘protetti’ tramite lo sconfinamento in Ucraina e l’annessione del suo territorio. Le chiediamo di non intervenire negli affari interni del Paese, di riportare le truppe russe ai loro alloggiamenti normali, e di smetterla di incoraggiare il separatismo pro-russo”.

Si stima che la popolazione ebraica in Ucraina si aggiri oggi tra le 70.000 e le 300.000 persone. Secondo Josef Zissels, Presidente dell’Associazione delle Comunità e Organizzazioni ebraiche di Ucraina (Vaad), che è il primo firmatario di questo documento, è la cifra più alta quella più credibile. A causa della loro esperienza storica di pogrom e massacri durante e tra le guerre, gli ebrei ucraini hanno paura di esternare la loro identità etnica e religiosa, per timore che questo possa portare a successive violenze. La popolazione stimata comprende sia gli ebrei religiosi che i laici ben integrati nella vita pubblica.

“La popolazione ebraica in Ucraina è di circa lo 0,7% del totale e almeno il 10% dei membri del parlamento ucraino hanno radici ebraiche – cioè fanno parte del totale dei 300.000 che contiamo nella comunità ebraica, anche se non pubblicizzano il loro ebraismo”, afferma Zissels.

Gli ebrei ucraini partecipano alle proteste secondo coscienza, non sono né incoraggiati né dissuasi dalla Comunità. “Ma io credo”, dice il presidente Vaad, “in primo luogo, che la gioventù ebraica partecipi più spesso rispetto ai più anziani, e, in secondo luogo, che, come in altre azioni volte a democratizzare la società, la partecipazione degli ebrei sia sproporzionatamente alta”. E conferma che lui stesso e alcuni tra i suoi familiari, amici e conoscenti ebrei si sono uniti alla protesta pubblica.

Tuttavia, in quanto persone che vivono in una democrazia, gli ebrei ucraini sono divisi politicamente: non tutti sostengono la rivoluzione. La piccola minoranza di ebrei in Crimea (che, per inciso, ospitò in passato aziende agricole collettiviste ebraiche, e che fu temporaneamente designata dalla Russia comunista a diventare una futura ‘patria ebraica’) mantiene un profilo più basso, circondati come sono da una maggioranza di nazionalisti russi e soggetti ora all’invasione degli uomini di Putin.

Un ulteriore sostegno a Piazza Maidan proviene da giovani ebrei israeliani di origine ucraina che sono ritornati al paese di origine in cerca delle proprie radici, e che ora hanno aderito al movimento di protesta.

Il 28 febbraio il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato un’intervista della JTA con un ex-soldato israeliano noto come “Delta”, nato in Ucraina, immigrato in Israele nel 1990, che si è trasferito di nuovo in Ucraina diversi anni fa e che ha comandato, nella ancora incompiuta rivoluzione, i cosiddetti “Caschi Blu” – un manipolo di 35 uomini e donne non ebrei oltre a “vari colleghi israeliani veterani della IDF”.

Delta è un ebreo ortodosso ultra–trentenne “che partecipa regolarmente alle funzioni religiose della Sinagoga Brodsky del Rabbino Moshe Azman”. Anche se Svodoba, – il movimento politico di estrema destra – è parte del movimento di protesta, Delta sostiene di non aver “mai visto alcuna espressione di antisemitismo durante le proteste, e le affermazioni contrarie fanno parte delle motivazioni per cui ho aderito al movimento. Stiamo cercando di dimostrare che gli ebrei hanno a cuore la situazione”, ha detto. Delta afferma che il Cremlino sta giocando la carta fasulla dell’antisemitismo per delegittimare la rivoluzione ucraina, che allontanerebbe l’Ucraina dalla sfera di influenza della Russia”. Assieme al Rabbino Azman “stanno organizzando l’evacuazione aerea di alcuni manifestanti gravemente feriti – nessuno dei quali ebrei – per essere operati di urgenza in Israele”.

Tutti sperano che questa volta, a differenza del passato, gli ebrei ucraini non verranno cinicamente sacrificati in questo conflitto come capro espiatorio per le strategie politiche volte all’egemonia – da entrambe le parti.

Diverse sinagoghe sono state oggetto di attacchi incendiari nel sud-est del paese, creando uno stato di ansia per quanto riguarda gli sviluppi futuri.

http://www.lastampa.it/2014/03/10/esteri/vatican-insider/it/ucraina-il-jaccuse-ebraico-a-putin-1ZV9KMnRCYY8fysevBIkKM/pagina.html
REAZIONE:IN QUESTE TRE SCRITTI LA GRANDE ASSENTE E’ LA DEMOCRAZIA.
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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 130 »

7 luglio 2014
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7 LUGLIO 2014:PAPA,NON BASTA

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Pedofilia, mea culpa del Papa  "Dolore per abusi e suicidi   video   sono sulla coscienza della Chiesa"

Pedofilia, mea culpa del Papa

“Dolore per abusi e suicidi video

sono sulla coscienza della Chiesa”

Francesco accoglie vittime di abusi sessuali

Udienza privata: “Chiedo umilmente perdono”

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LUGLIO 2014:NAPOLITANO TIRANNO IMPOSTORE
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FAITS INTERNES 1:CONTINUATION 129 »

3 luglio 2014
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3 LUGLIO 2014:RENZI,CLAUDIO ALTRO CHE TELEMACO

-SU THE HUFFINGON POST:

Alessandro De Angelis
Diventa fan alessandro.de.angelis@huffingtonpost.it
Riforme, Berlusconi dà il via libera a Renzi. E dentro Forza Italia crescono i sospetti: “Ci ha venduti per tutelare Mediaset”
Pubblicato: 03/07/2014 16:04 CEST Aggiornato: 2 ore fa

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BERLUSCONI

È “resa” la parola che rimbalza nei capannelli della Camera, al termine dell’incontro tra Berlusconi e Renzi. Quando si capisce che l’ex premier è andato a palazzo Chigi per dare il via libera a un accordo che non contiene neanche una bandierina per Forza Italia. Non solo non c’è il presidenzialismo, o il semi, ma al posto dell’elezione diretta c’è una specie di “elezione di terzo grado”, come la chiamano i deputati azzurri che hanno dimestichezza con la materia: i cittadini scelgono i consiglieri regionali e i sindaci, i quali a loro volta indicano i senatori, che poi eleggono il capo dello Stato. E poi l’intero impianto del nuovo Senato risulta un rospo indigeribile per un partito come Forza Italia, considerata l’attuale geografia elettorale.

Ecco perché in parecchi accompagnano al sostantivo “resa” altre due paroline che rendono l’idea: “senza condizioni”. Ed è magra la consolazione che, di fronte a un caffè negli appartamenti presidenziali (nel senso di Renzi) il Cavaliere, accompagnato da Gianni Letta e Verdini sia riuscito a ottenere quale tecnicalità sulla cosiddetta proporzionalità del Senato. Ovvero, detta in modo grezzo, riuscendo a strappare qualche senatore in più in Lombardia e nel Nord (dove Forza Italia ancora non sparisce) e meno in Valle D’Aosta. O che sia riuscito a ottenere la rassicurazione che si farà la legge entro l’estate, già sapendo che il calendario del Senato è ingolfato.

Sempre di “resa” si tratta. Su cui è già nata una fronda. Oltre al direttorissimo Minzolini, al Senato è nell’ombra che cova l’insofferenza. I pugliesi promettono battaglia e lo stesso i cosentini ani. Un terzo del gruppo cioè è fuori controllo in vista del voto d’Aula. Un frondista, a microfoni spenti la mette così: “Se Forza Italia diventa una corrente di Renzi, come sta accadendo, allora liberi tutti”. Perché è questo il sospetto sul perché della resa che allarma il corpaccione di Forza Italia. Che Berlusconi abbia negoziato più in termini personali che politici. “Ci ha venduto a Renzi per tutelare se stesso e le aziende”: è questa la frase ripetuta a microfoni spenti da truppe mai tanto sconfortate.

Una vendita che ha certo a che fare con i guai giudiziari del Capo, convinto che l’Appello su Ruby confermerà il primo grado e che il regalo di Natale della Cassazione sia la perdita della libertà. Ma che ha a che fare soprattutto col quel partito Mediaset, diventato un grande supporter di Renzi. I telegiornali, per chi ricorda come venivano usati su Prodi, D’Alema, Fini, trattano il premier come se fosse un alleato. I talk non mordono. Gli house organ come il Giornale esaltano le virtù del Renzi anti-tedesco. Ma soprattutto sono i dirigenti dell’azienda ad essersi esposti con dichiarazioni pesantissime verso il governo “amico”. Piersilvio è stato solo l’ultimo. Poche settimane fa Ennio Doris, presentando il suo libro aveva già detto “io voto per Silvio ma tifo per Renzi”. Così come erano arrivate lodi da Confalonieri e da Dell’Utri (finché non è finito al gabbio). In fondo, dice chi sa davvero le cose, l’unico settore dove Renzi non ha asfaltato un bel niente è quello delle concessioni tv. E anche sulla Rai ha annunciato tagli più che riforme che possano stimolare Mediaset in un’ottica di concorrenza. Un business che vale un Senato, un po’ come una messa per Parigi.

http://www.huffingtonpost.it/2014/07/03/berlusconi-renzi-riforme_n_5554853.html?1404396957

REAZIONE:PATTO O NO PATTO PER MEDIASET CON BERLUSCONI NON SUCCEDERA NIENTE:

PRIMO: OGGI IL PROTAGONISMO MEDIATICO DELLA SCENA POLITICA LO HANNO I NUOVI MEZZI E NON MEDIASET.BERLUSCONI E LE SUE TV  SONO IL PASSATO.E NON PROPIO I NUOVI MEZZI CON L’USO CHE NE FA GRILLO:PROVA E’ CHE ANCHE LUI HA VISTO DIMEZZATA LA SUA INFLUENZA ELETTORALE E ANCHE LUI HA DECISO PARTECIPARE A QUESTO PATTO TENTANDO DI SALVARE RENZI E COSI SALVARSI LUI.

SECONDO:VISTO CHE RENZI PRETENDE CONTROBILANCIARE IL POPOLISMO DI BERLUSCONI,IL SUO SOCIO DI “CAINATO”(DOPO CAPIRETE)ESSIBENDO UNA RETORICA  COLTA CHE ATTINGE AL DRAMMA OMERICO DELL’ODISEA O ALLA SCOLASTICA,DEVE SAPERE CHE LUI E I SUOI NON SONO TELEMACO(1) MA CLAUDIO.PREFERISCO LA TRAGEDIA MODERNA,RIFORMISTA POST-MEDIEVALE AL DRAMMA CON LIETO FINE PER DIPINGERE QUESTO IMPOSTORE.SI COME IL CLAUDIO IMPOSTORE MACCHIATO DI SANGUE FRATERNA NELL’AMLETTO DI WILLIAM SHAKESPEARE,HA UCCISO COI SUOI VELENI POLITICI (HO MEGLIO TENTATO DI UCCIDERE VISTO CHE ANCORA VIVE)IL SUO “FRATELLO” DI PARTITO(BERSANI)E USURPANDO LA CORONA SI HA PROCLAMATO RE.MA AMLETTO VIVE,LO SPETTRO DEL VERO RE TORNA E RITORNA IRRIQUETO ED E’ VICINO IL TEMPO DELLA GIUSTIZIA:CI PENSERA IL PROPIO BERSANI E LA SUA OPOSIZIONE INTERNA DELLA MAL CHIAMATA MINORANZA,CI PENSERA L’EUROPA CHE NON LO MOLLA ESSIGENDOLI RESPONSABILITA(NDR:PARITA DEL BILANCIO E OLTRE),CI PENSERANNO I MERCATI,E SOPRATUTTO CI PENSERA LA NUOVA ERA E IL POPOLO ITALIANO CHE VUOLE VENGA RISPETTATA LA SUA OPINIONE ELETTORALE DEMOCRATICA E LIBERAMENTE ESPRESA.LA FINE DI RENZI E’ VICINA.E COME LETTA NON DURERA.SARA TRAGEDIA.

—————

-AMLETTO:   http://it.wikipedia.org/wiki/Amleto

-(1)TELEMACO.

-SU THE HUFFINGTON POST;

Matteo Renzi parla della generazione Telemaco: lo psicoanalista Massimo Recalcati ci spiega cos’è in un suo libro

L’Huffington Post

Pubblicato: 02/07/2014 16:18 CEST Aggiornato: 02/07/2014 16:20 CEST

MATTEO RENZI

“Qui non c’è un’Italia che chiede scorciatoie, ma un’Italia che con coraggio e orgoglio chiede di fare la propria parte. E c’è anche una generazione nuova. Una generazione Telemaco”. Sono queste le parole del premier Matteo Renzi nell’illustrare, davanti al Parlamento europeo, le linee guida del semestre presieduto dall’Italia. “La nostra generazione – ha aggiunto il primo ministro – ha il dovere di riscoprirsi Telemaco, ha il dovere di meritare l’eredità”.

La citazione di Renzi, oltre a ricordare il figlio di Ulisse e il poema di Omero, riporta anche a un recente libro pubblicato dallo psicoanalista Massimo Recalcati dal titolo “Il complesso di Telemaco”. Di cosa si tratta? Secondo Recalcati, Telemaco attende il ritorno del padre; prega affinché sia ristabilita nella sua casa invasa dai Proci la Legge della parola. In primo piano non è qui il conflitto tra le generazioni (Edipo), né l’affermazione edonista e sterile di sé (Narciso), ma una domanda inedita di padre, una invocazione, una richiesta di testimonianza che mostri come si possa vivere con slancio e vitalità su questa terra.

Nel nostro tempo, si spiega nel saggio di Recalcati, nessuno sembra più tornare dal mare per riportare la Legge sull’isola devastata dal godimento mortale dei Proci. Il processo dell’ereditare, della filiazione simbolica, sembra venire meno e senza di esso non si dà possibilità di trasmissione del desiderio da una generazione all’altra e la vita umana appare priva di senso. Eppure è ancora possibile, nell’epoca della evaporazione del padre, un’eredità autenticamente generativa: Telemaco ci indica la nuova direzione verso cui guardare, perché Telemaco è la figura del giusto erede

http://www.huffingtonpost.it/2014/07/02/matteo-renzi-cita-generazione-telemaco_n_5551227.html?1404310710&utm_hp_ref=italy

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- 4 LUGLIO 2014:GERMANIA VS ITALIA

-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Scontro tra Italia e Germania  su rigore e crescita nella Ue
Scontro tra Italia e Germania su rigore e crescita nella Ue
Bundesbank contro Renzi: “Ci dice che fare”
La replica del governo: “Non ci fanno paura”

Napolitano: non temiamo paragoni Bonafè: Juncker dica come la pensa

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1 luglio 2014
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1 LUGLIO 2014:SUD E CENTROAMERICA,L’ALTRA IMMIGRAZIONE

-VEDIAMO ALCUNE NOTIZIE:

-1-SU LA REPUBBLICA:

1 luglio 2014

Milano, la violenza dei latinos nella stazione del metrò

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Pestaggi di rivali, accoltellamenti e tentati omicidi. Sono alcune delle accuse mosse ai componenti della banda di latinos arrestati dagli uomini della squadra mobile di Milano. In manette sono finiti 12 dominicani e un salvadoregno (due sono minorenni) accusati di appartenere alla gang dei Trinitario, banda che si era dotata di una struttura, codici e riti di affiliazione. Alcune delle aggressioni sono state filmate dalle telecamere delle stazioni della metropolitana, come questa del 7 gennaio 2014 (erano le 23.30) alla fermata di Sesto Rondò: mentre il primo aggredito riesce a rifugiarsi gettandosi sui binari, gli altri due (peruviani vicini alla gang dei Commando) vengono pestati. Uno viene scaraventato giù, l’altro accoltellato all’addome (Massimo Pisa)

LEGGI SU REPUBBLICA IT

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FOTO Le armi sequestrate

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http://video.repubblica.it/edizione/milano/milano-la-violenza-dei-latinos-nella-stazione-del-metro/171024/169547

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LA NOTA COMPLETA:

Milano, blitz all’alba contro gang di latinos: pestaggi, spaccio e due tentati omicidi

Nel mirino della squadra mobile 11 domenicani e un salvadoregno, tra i quali due minorenni, finiti in carcere con l’accusa di appartenere alla banda dei Trinitario. La banda è molto violenta e gerarchizzata

Milano, blitz all'alba contro gang di latinos: pestaggi, spaccio e due tentati omicidi

Alcune delle armi sequestrate (fotogramma)

Blitz della squadra mobile di Milano nei confronti di 11 domenicani e un salvadoregno, di cui due minorenni, finiti in carcere con l’accusa di appartenere alla banda dei Trinitario. Gli arrestati sono tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere, due tentati omicidi, lesioni personali, rapina aggravata, porto abusivo d’armi e spaccio di sostanze stupefacenti (quest’ultima è stata contestata a una donna arrestata in flagranza di reato durante il blitz perché trovata in possesso di 80 grammi di cocaina). Le misure sono state emesse dai gip Vincenzo Tutinelli per il tribunale ordinario e Marilena Chessa per il tribunale dei minori.

IL VIDEO

Gli arrestati sono accusati anche del pestaggio di due rivali avvenuto lo scorso 7 gennaio nella metropolitana di Sesto Rondò e dell’accoltellamento di altri due sudamericani avvenuto il 13 febbraio successivo nella metropolitana di piazza De Angelis, a Milano, oltre che del tentato omicidio di un marocchino per debiti di droga avvenuto a Pavia il 16 settembre di due anni fa. Una banda latinoamericana molto violenta e molto gerarchizzata di cui si è parlato una prima volta sui giornali nel gennaio 2011, quando in viale Fulvio Testi a Cinisello Balsamo un ragazzo di 22 anni riconducibile a questo gruppo era stato ucciso a accoltellate da decina di sudamericani.

Coltelli, mazze e scacciacani: le armi dei Trinitario

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L’inchiesta della squadra mobile, partita da questa vicenda e dalla denuncia di un sudamericano vicino al gruppo rivale dei Kommando pestato da tre componenti dei Trinitario, ha poi fatto luce sulla pandilla, composta a Milano da una trentina di persone per lo più della Repubblica Dominicana, facente capo fino al 2012 a Jonatahn La Rosa Paniagua e poi da Ogando Ramirez, detto Flaco, ancora oggi ‘prima suprema di Italia’, come gli indagati chiamano la guida suprema nazionale.

I componenti della pandilla erano soliti ritrovarsi e fare i loro incontri lungo corso Lodi e nel parco di Lampugnano. Qui gli investigatori hanno ricostruito che tra affiliati e simpatizzanti (alcuni residenti nell’hinterland del capoluogo lombardo e nelle provincie di Lecco e Pavia) la gang poteva contare su oltre una trentina di giovani e giovanissimi. Se i comando erano gli avversari più odiati, in questi anni di indagini gli investigatori non hanno registrato alleanze con altre bande di latinos. Nell’organigramma dei Trinitario, dopo la ‘prima suprema’ e la ‘seconda suprema’ c’erano la ‘terza suprema’ – Gabriel Hernandez, detto ‘Bolanta’ – e la ‘bandiera d’onore’ Ggonzalez Calderon. Sotto di loro erano definiti altri 18 ruoli, che andavano dal tesoriere all’armiere.

Un aiuto importante per gli investigatori per capire l’organizzazione è arrivato dal sequestro del codice di condotta fondato sull’obbedienza, la fedeltà e il silenzio, a cui ogni affiliato si deve scrupolosamente attenere. Si tratta del cosiddetto ‘norme’, che contiene i simboli, i colori, il giuramento e il dizionario dei codici numerici utilizzati dalla gang, trovato nello zainetto di un giovane dominicano residente in Spagna che era a Milano per partecipare a una riunione in qualità del suo ruolo di ‘prima suprema d’Europa’.

Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, gli agenti hanno sequestrato un machete, una spada giapponese, una mazza da baseball, un tirapugni, una scacciacani priva del tappo rosso e le collane e i braccialetti che a seconda dei colori e della composizione indicavano il ruolo gerarchico nell’organizzazione e che venivano indossate solo in occasioni delle riunioni. Come per altre pandilla, anche per entrare a far parte dei Trinitario gli aspiranti dovevano resistere per alcuni minuti a un violentissimo pestaggio da parte di diversi componenti della gang. A ogni affiliato veniva chiesto di versare periodicamente una quota in denaro per sostenere i  compagni incarcerati: denaro che veniva ottenuto anche attraverso lo spaccio e piccoli furti e rapine.

2-ALCUNI VIDEO SU YOU TUBE:

A-“Le gang latine che spaventano Milano” di mario caprara

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Pubblicato il 14/ott/2013

inchiesta sulle bande latino americane andata in onda su radio capital il 14 ottobre 2013

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B-Milano – Arrestati 26 ‘baby latinos’ specializzati in rapine

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INFORMAZIONI

Caricato il 28/apr/2011

http://www.pupia.tv

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- Milano – Arrestati 26 ‘baby latinos’ specializzati in rapine. Si erano specializzati in rapine soprattutto nella metropolitana milanese.

Due “gang” composte da 26 persone, tutte di origine sudamericana, tra cui 20 minorenni sono stati individuati ed arrestati, questa mattina, dagli uomini del commissariato Mecenate della questura di Milano.

Secondo quanto accertato dalle indagini della polizia i giovani appartengono alle bande dei Latin Dangerz e dei Los Brothers e si sarebbero resi responsabili di rapine eseguite con brutalità verso le vittime. Le due bande sono risultate essere collegate con le “storiche” bande “pandillas” note alla cronaca di qualche anno fa per una serie di omicidi, rapine e stupri. Una novità rispetto alle più note “pandillas” è la forte percentuale femminile riscontrata tra gli arrestati.

L’indagine della Polizia ha preso inizio dopo una violenta rapina, avvenuta lo scorso anno, ai danni di un giovane che si trovava sulla pensilina della metropolitana.

Indagini anche su Youtube

Gli investigatori hanno scavato anche nei social network e nei video di Youtube per cercare di ricostruire l’organigramma e i colpi della banda; entrambe le “gang”, infatti, avevano un proprio sito Internet dove inserivano i numerosi filmati relativi alle iniziazioni e alla propria appartenenza al gruppo.

La documentazione con video e immagini delle loro azioni permetteva, ai singoli componenti, di acquisire consensi tra i componenti “anziani” delle “pandillas”. (26.04.11)

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C-GANGS DE LATINOS EN MILANO CITY

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Pubblicato il 23/giu/2012

maxiblitz della polizia contro le gangs di milano city 25 arresti per tentato omicidio e risse ecc ecc

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D-Prostitute violentate e rapinate: arrestati 6 sudamericani

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REAZIONE:SAREBBE UTILE SAPERE LA NAZIONALITA DI QUESTE 6

E-Gang sudamericane a Piacenza, risse tra bande

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F-Baby Gang e Bande Giovanili a Milano e Lombardia : 24 Arresta

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Pubblicato il 09/ott/2013

Operazione della Polizia di Stato di Milano contro bande giovanili o baby gang, nelle province di Milano, Brescia, Cremona, Novara, Pavia e Monza, ha eseguito 24 provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, rapina, lesioni personali aggravate e porto illegale di armi da taglio.
Le indagini, avviate nel 2010, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico dei componenti – prevalentemente giovani di origine latino-americana, 7 dei quali minorenni – di una “banda giovanile”, attiva nel capoluogo meneghino, che dovranno rispondere di reati di tipo predatorio ed aggressioni contro esponenti di bande rivali.
Video e comunicato della Polizia di Stato.

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G-Latin Kings_eng.mov

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Caricato il 15/feb/2011
Le mani incrociate, cantando simboli liturgici di riconoscere ed identificarsi e farsi rispettare. Battaglia delle bande, la beffa di un simbolo, un apprezzamento della ragazza sbagliata, una mano rovesciata in segno di sfida sono un reato di tradimento, colpa da lavare – se necessario – anche con il sangue e il prezzo della vita. Questi sono i “Latin Kings”.
LLa “nazione dei re” o “Latin Kings” è arrivato in Italia nel 2001. Sul fatto di bambini sudamericani immigrati, se nati qui o arrivati ​​attraverso riunioni di famiglia e sradicato dalla sua infanzia. Sono cresciuti in un ambiente nuovo, frustrato dalla burocrazia dei permessi di soggiorno che non arrivano mai, delusi e arrabbiati con i media per la loro rappresentazione è stato fatto finora, discriminati rispetto ai loro pari età italiani, hanno lottato dcon le difficoltà economiche di i genitori spesso sottopagati:. è ai margini della società che solo il gruppo può ripristinare la loro identità perduta
Questo documentario è uno squarcio aperto nel buio di un mondo ancora troppo segreto che spaventa e intimidisce la società italiana
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H-Latin King Italia A.L.K.Q.N.3gp

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Caricato il 05/mag/2011

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Caricato il 19/gen/2012

LATIN KINGS GENOVA

J-Da Papa Francesco il Presidente della Repubblica Dominicana

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Pubblicato il 13/giu/2014

venerdì Papa Francesco ha ricevuto il Presidente della

Repubblica Dominicana, Danilo Medina Sánchez. E’ stato espresso compiacimento per le buone relazioni tra la Repubblica Dominicana e la Santa Sede, evidenziando il prezioso contributo sociale che la Chiesa offre al Paese, specialmente nei settori dell’educazione, della sanità e della carità.

Si sono passate in rassegna alcune questioni di interesse nazionale e regionale, soffermandosi in particolare sui recenti provvedimenti che facilitano l’iter di naturalizzazione degli immigrati nel Paese

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REAZIONE:QUESTA E’ L’ALTRA IMMIGRAZIONE,QUELLA SU CHI LA LEGA,CHE HA SEMINATO L’ODIO SUI ROM,NE LA CHIESA PARLANO.

PD:REPUBBLICA DOMINICA E’ IN UN ISOLA CENTROAMERICANA CHE CONDIVIDE CON HAITI L’EX COLONIA FRANCESE OGGI IN MANO AGLI AMERICANI E CASCHI BLU DELL’ONU,E NOTA PER IL RECENTE TERREMOTO.

-VI LO RICORDATE QUESTO FILM DI STANLEY KUBRIK?

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REAZIONE.UN INCUBO CHE CONTINUA, OGGI IN ITALIA.

SONO SEMPRE LI STESSI MA CON ALTRI SINCRETISMI,ALTRO CONO DI OMBRA,ALTRI VESTI……

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3-SCORAGGIANDO LE ONDATE MIGRATORIE

Mercopress - South Atlantic News Agency

Sabato, Giugno 28 2014 – 10:43 UTC

Swire su una visita di cinque giorni di Costa Rica, Guatemala e Colombia

MINISTRO DEGLI ESTERI Ufficio Hugo Swire era su una visita di cinque giorni in Costa Rica, Guatemala e Colombia questa settimana, a seguito delle recenti elezioni in entrambi i paesi e con lo scopo di espandere le relazioni politiche e commerciali.

Ministro Hugo Swire

Ministro Hugo Swire

Swire ha incontrato la nuova amministrazione in Costa Rica e rinnovati legami con il governo rieletto presidente Juan Manuel Santos ‘in Colombia. Egli ha anche visitato il Guatemala, dove ha avuto colloqui con il presidente Otto Perez Molina.

Il Ministro ha incontrato i rappresentanti delle imprese britanniche in ogni paese, per sostenere i loro sforzi di investimento e di esportazione e di promuovere l’occupazione e la crescita di nuovo nel Regno Unito. Ha promosso esperienza britannica in settori dall’energia alla tecnologia agricola, e pressioni su importanti questioni di accesso al mercato. Ha inoltre discusso importanti sfide per la sicurezza condivisi, non da ultimo la nostra cooperazione con la Colombia nella lotta contro il traffico di droga illegale.

A seguito di hosting del Ministro degli Esteri del ‘Ending violenza sessuale nei conflitti’ di questo mese Summit, Mr. Swire ha visto in prima persona il progetto Ambasciata sostenuto “Never Again” in Guatemala, che lavora soprattutto con le comunità indigene per capire le cause e le conseguenze della violenza sessuale.

Ha visitato un popolo traffico di progetto in Costa Rica, e discusso i progressi della Colombia, sia sui diritti umani e il processo di pace.

“La mia visita in Costa Rica, Guatemala e Colombia fa parte di un più ampio sforzo del Regno Unito per ampliare e approfondire le nostre relazioni in tutto il Sud e Centro America”, ha detto il ministro Swire.

“Questi sono tutti i paesi con cui condividiamo ricchi legami storici. Ma abbiamo anche importanti interessi condivisi oggi – nello sviluppare il nostro commercio bilaterale, lavorando insieme sulla lotta contro stupefacenti illegali, e affrontare l’instabilità regionale.

“E ‘particolarmente importante per il Regno Unito che tanti paesi in tutto regione condividono il nostro impegno per la democrazia. Le recenti elezioni hanno evidenziato questo: mi ha fatto piacere incontrare il nuovo governo in Costa Rica, così come l’amministrazione neo rieletto in Colombia “.

E ci sono reali opportunità per il Regno Unito di rafforzare ulteriormente i legami commerciali. Nel 2013, Costa Rica è cresciuto del 3,5%, del 3,5% Guatemala e Colombia del 4,3%.

“Sono rimasto impressionato dal numero e la gamma di imprese del Regno Unito già nel mercato che mi ha parlato del potenziale della regione. Sono stato felice anche per promuovere le opportunità commerciali per le imprese latino-americana nelle Falklands “aggiunti Swire che è stato raggiunto per breve tempo Falklands MLA Dr. Barry Elsby.

Vi è ugualmente portata di espandere la nostra legami culturali, che è il motivo per cui ero particolarmente contento di incontrare nuovi studiosi Chevening in Costa Rica e Colombia, che verranno avviati gli studi nel Regno Unito entro la fine dell’anno. Il programma di borse di studio Chevening, che compie trent’anni quest’anno, è unico nella sua capacità di costruire amicizie durature tra il Regno Unito e futuri leader in tutto il mondo e spero di vedere la sua influenza crescere ancora di più nei prossimi anni.

Oltre a discutere le questioni regionali, tra cui la sicurezza, la difesa, la povertà ei diritti umani, il ministro Swire ha inoltre sollevato in Colombia la gamma di sfide internazionali affrontate oggi, compreso l’Iraq e la Siria.

REAZIONE:E’ COSI CHE SI SCORAGGIANO GLI “SBARCHI” E LE ONDATE MIGRATORIE.COSI DOVREBE FARE L’ITALIA CON LE SUE EX-COLONIE IN AFRICA E NON SOLO.NON E’ COSI CHE VUOLE SALVINI?SI PERO PECCATO CHE LE SUE PAROLE SIANO UN FACCIATOSTISMO SENZA LIMITI:LA LEGA CON MARONI HA AVUTO PER ANNI E ANNI LA LOTTA AGLI SBARCHI E LA SOLA COSA CHE HA FATTO SONO STRAGGI DI IMMIGRANTI,SVENDITA DELLA NOSTRA SOVRANITA CON KADAFFY E RICATTI ALL’EUROPA.E COSA DIRE DELL’IPOCRISIA DEL PAPA E LETTA?DOVE SONO ANDATI  A FINIRE I FUNERALI DI STATO?CUI CI VUOLE CRESPI.

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3 LUGLIO 2014:L’INDIPENDECE DAY DI NAPOLITANO,PRESIDENTE TIRANNO

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SU THE WASHINGTON TIMES:

NAPOLITANO: Da un tiranno ereditato a uno eletto

Celebrando il Giorno dell’Indipendenza nel modo in cui il presidente Obama dovrebbe

Con Andrew P. Napolitano,Mercoledì 2 luglio 201

Illustrazione su di Obama di mira opposizione politica di Linas Garsys / The Washington Times

llustrazione su di Obama visto dall’opposizione politica di Linas Garsys / The Washington Times

di più

Dopo una breve vacanza la settimana scorsa sono tornato a qualche lettura pesante, per gentile concessione del governo federale. Alcuni dei materiali che ho letto sono stati gratificante, e uno di loro era terrificante.In una settimana, la Corte Suprema ha detto alla polizia che se vogliono esaminare il contenuto dei nostri cellulari, sia a traffico si fermo o gravi scene del crimine, hanno bisogno di ottenere un mandato. Il giudice ha detto che i proprietari di piccole imprese non hanno bisogno di pagare le polizze assicurative della pubblica amministrazione che prevedono aborti per i propri dipendenti, perché il governo è senza facoltà di comandare loro di farlo. E ha detto al presidente che non può aspettare fino a Sabato mattina, quando il Senato non è in sessione, per nominare funzionari di alto livello le cui mansioni richiedono la conferma del Senato, e poi sostengono che non richiedono la conferma del Senato perché il Senato era in pausa. Essa ha anche detto ai genitori altruisti che rimangono a casa per prendersi cura dei loro figli disabili che il governo non può costringerli ad aderire alla sanità fei sindacati e pagare le quote sindacali contro la loro volontà.


FOTO: Obama il più grande fallo della Casa Bianca


Sepolto in questi pareri c’è stato un memorandum legale inviato al presidente il 16 luglio 2010, quasi quattro anni fa, e pubblicato la scorsa settimana, dopo due anni di contenzioso volto ad ottenerlo.

L’amministrazione Obama aveva resistito con successo gli sforzi di The New York Times e altri per indurre un giudice di ordinare il rilascio della nota, sostenendo che conteneva segreti di Stato. Il giudice che ha esaminato la nota ha concluso che era solo un parere giuridico, e tuttavia si riferiva a se stessa come “Alice in Wonderland”: Le leggi sono pubblici, nonché i pareri giudiziari che li interpretano sono pubblici, così come potrebbe un parere legale essere segreto? Nonostante il suo dilemma, ha accettato pretese assurde del governo, e The New York Times fece appello.

Poi il governo si zappa sui propie piedi quando surrettiziamente ha rilasciato una porzione del suo memorandum segreto alla NBC News. Questo fece infuriare il pannello di giudici d’appello federali udienza di appello The Times ‘, e ha ordinato l’intera nota rilasciata. O è segreto o non lo è, il giudice ha tuonato – e il governo, che è vincolato dalla trasparenza comandato dal Primo Emendamento, non può scegliere quali parti del suo lavoro rivelare ai suoi giornalisti preferiti e quali nascondere al resto di noi.

La scorsa settimana, l’amministrazione ha pubblicato il memo. Si compone di 40 pagine altamente oscurati, la cui conclusione è che il presidente può ordinare la CIA di uccidere americani che sono presenti in paesi stranieri e che, a giudizio di funzionari governativi di alto livello, rappresentano una minaccia per gli americani e può essere difficile da arrestare.

Il memorandum riconosce che non ha precedenti nella sua portata e questo romanzo nella sua conclusione, e richiede prevedere cosa deve fare il tribunali se vuole rivedere esso. Gli avvocati spesso prevedono per i loro clienti ciò che il tribunali farà, e quindi dalla loro previsioni, estrapolano consigli per i loro clienti. Tuttavia, la storia ha registrato alcuna nota prima di questo che ha consigliato un presidente per iscritto che egli è libero di uccidere un americano che non è impegnato nella violenza.

La logica del memorandum afferma che gli americani all’estero che si uniscono a organizzazioni che promuovono gli atti di terrorismo sono l’equivalente di soldati nemici in divisa in tempo di guerra. Ne consegue, la nota sostiene che, poiché il Congresso ha autorizzato il presidente di uccidere terroristi stranieri quando sono in terre straniere, può uccidere gli americani lì, pure.


VEDI ANCHE: Obama Giù le mani è il peggior presidente dalla seconda guerra mondiale: sondaggio


Opportunamente, la nota non menziona mai il famoso Quinto Emendamento della Costituzione, che comanda che se il governo vuole la vita, la libertà o la proprietà di qualsiasi persona, può farlo solo attraverso un giusto processo. Due processi richiede,un processo con giuria, con le sue protezioni costituzionali guardiani. Le eccezioni solo riconosciuti a tale obbligo sonoi lui, ei il diritto individuale e collettivo alla immediata autodifesa. Poiché briscola di diritti naturali tutto il diritto positivo, un poliziotto può uccidere un rapinatore di banche che sta girando su di lui e i soldati possono uccidere i soldati nemici che stanno per sparare contro di loro. Alla radice delle deroghe riconosciute alla richiesta del giusto processo è la violenza attiva del colpevole, così che il giusto processo è impossibile e tale che la minaccia alla vita è chiara, presente e immediato.

Le persone uccise a norma del presente memorandum segreto erano tutti americani. Uno, Anwar al-Awlaki, l’obiettivo dichiarato della nota, non è stato impegnato in combattimento o armato o su un campo di battaglia quando è stato ucciso. Egli non indossava l’uniforme di un esercito nemico, e non era impegnato nella violenza attiva al momento della sua uccisione. Era in macchina nel deserto in Yemen guidando per incontrare il suo 16enne  figlio americano. Era stato sotto sorveglianza continua da 12 americani e quattro agenti dell’intelligence yemenita per le 48 ore precedenti la sua uccisione da parte di un drone della CIA. Il drone che l’ha ucciso è stato presto seguito da altri droni che hanno ucciso suo figlio e altri due americani.

Questa settimana segna l’anniversario della nascita dell’America come nazione libera, quando abbiamo combattuto una guerra contro un tiranno e ci si separò dal suo regno. Pensavamo di aver bandito la tirannia dalle nostre coste. Pensavamo di aver ratificato una costituzione che costringe il governo a rispettare i nostri diritti naturali. Abbiamo pensato che avevamo stabilito una società basata sullo Stato di diritto.

Abbiamo sbagliato. Siamo passati da un tiranno ereditato in un0 eletto. Non ho mai sentito il presidente Obama dirlo, ma sembra logico che se lui pensa di poter legittimamente uccidere gli americani all’estero, pensa anche che ci può uccidere qui.

Buon quarto di luglio.

Andrew P. Napolitano, un ex giudice della Corte Superiore del New Jersey, è un analista per Fox News Channel. Ha scritto sette libri sulla Costituzione degli Stati Uniti.

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=en&rurl=translate.google.com&tl=it&u=http://www.washingtontimes.com/news/2014/jul/2/napolitano-from-an-inherited-tyrant-to-an-elected-/&usg=ALkJrhiqWPiNZ9IpsGYcPocL6PQXDZ_Isg
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26 giugno 2014
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27 GIUNIO 2014:SUMMIT UNIONE EUROPEA

-SU LA STAMPA:Politica
27/06/2014 - retroscena
Renzi sfida la Merkel:“Non faremo come voi”

“Nel 2003 avete sforato, noi staremo nei parametri
LAPRESSE
Foto di gruppo I leader dell’Ue schierati sulla piazza principale di Ypres
fabio martini
inviato a ypres

Tra le stradine di Ypres, cittadina delle Fiandre rasa al suolo durante la prima guerra mondiale e da allora simbolo dell’ Europa fratricida, si è appena conclusa una struggente cerimonia con i leader dei ventotto Paesi dell’Unione che camminano tra due ali di folla, uno a fianco dell’altro. E’ con questa suggestione, poco dopo, i ventotto si mettono a tavola in una saletta del Museo della Grande Guerra, per parlare nella “nuova” Europa. Lo fanno tutti senza asprezze, anche Matteo Renzi, che però non rinuncia alla consueta franchezza.

Per accreditare la sua mission, quella di una Europa che rispettando le regole, allenti il rigore soffocante, ad un certo il capo del governo italiano dice: «L’ultima volta che l’Italia guidò il semestre di Presidenza europea, era il 2003 e allora due Paesi chiesero di sforare il 3 per cento e furono autorizzati: erano la Germania e la Francia…».

Angela Merkel e Francois Hollande, con la forchetta in mano, guardano Renzi e ascoltano con un filo d’ansia e non è difficile immaginare che pensino: dove vuole arrivare? Il presidente del Consiglio prosegue così: «Si può discutere sul tipo di riforme che abbiano fatto e certo la straordinaria stagione di riforme inaugurata in Germania, le ha consentito di affrontare la crisi, ma noi oggi, a differenza della Germania, noi non chiediamo di violare la regola del 3 per cento, ma chiediamo» una interpretazione più flessibile dei Trattati.

Certo, un numero giocato con garbo, ma la vocazione al protagonismo è innata in Matteo Renzi e anche ieri, nella prima giornata del Consiglio europeo, in trasferta a Ypres ma con conclusione oggi a Bruxelles, il presidente del Consiglio si è ritrovato al centro del “traffico” comunitario. La prima tappa alla riunione del Pse, che come il summit gemello del Ppe, anticipa sempre di qualche ora il Consiglio dei 28.

Nel corso della riunione il presidente del Consiglio italiano è stato incaricato in modo informale, assieme al Presidente francese Francois Hollande, di svolgere il ruolo di “front runner”, di trattare con la Merkel e con il Ppe, sia sulla questione del documento vincolante per il nuovo presidente della Commissione, sia sulla questione delle nomine. In altre parole, a pochi mesi dall’ingresso del Pd nel Pse, Renzi (che in vita sua non è mai stato né socialista né comunista) è stato subito riconosciuto come un “peso massimo” da partiti storici del socialismo europeo, dalla Spd tedesca al Psoe spagnolo, fino ai laburisti inglesi.

Al vertice europeo Matteo Renzi si è presentato con una doppia mission: impegnare il prossimo presidente della Commissione europea con un programma scritto, lessicalmente e indiscutibilmente indirizzato verso la crescita, ma anche provare a chiudere il pacchetto di nomine ai vertici delle istituzioni europee, evitando di trascinarselo ancora per qualche settimana, col rischio di “ingolfare” l’incipit semestre a presidenza italiana. Su questo punto, il meno signficativo, Renzi ha trovato il muro della Merkel, mentre sulla prima questione l’Italia è ad un passo dal successo.

Nelle settimane scorse Renzi si era impegnato a fondo, nei colloqui bilaterali, in particolare con la Merkel, per fare passare il suo metodo, mentre il lavoro politico-diplomatico sul testo era stato svolto con discrezione dal sottosegreterio Sandro Gozi, in missione nelle principali capitali europee. Su gran parte delle questioni (premi alle riforme, consolidamento dei bilanci da proseguire secondo modalità differenziate e che favoriscano la crescita) l’Italia ha avuto soddisfazione, mentre a fine cena restava fuori una questione che stava a cuore a palazzo Chigi: il co-finanziamento dei fondi Ue fuori dai vincoli di bilancio. A quel punto Renzi si è avvicinato alla Merkel, che continua ad avere una simpatia per lui, e le ha chiesto: «Stanotte potremmo convocare uno sherpa meeting per discutere della questione?». Angela ha annuito.

http://lastampa.it/2014/06/27/italia/politica/e-renzi-sfida-la-merkel-non-faremo-come-voi-pY7obK9OqlttQQzXv5Qe7O/pagina.html

ARTICOLI CORELATI.

+  Flessibilità e riforme, l’intesa è quasi fatta marco zatterin

REAZIONE:

1-GLI IMPEGNI ASSUNTI VANNO ONORATI,I DEBITI SI PAGANO.DIRE NO ALL’IRESPONSABILITA E’ QUESTIONE DI VITA O MORTE.I MERCATI VIGILANO.

LA GERMANIA PAGHI:QUESTA UNIONE EUROPEA RIUNITASI A YPRES HA MARCATO IL CAMMINO DA SEGUIRE:LA GERMANIA HA FINITO DI PAGARE ALLA FRANCIA GLI ONERI ASSUNTI ALLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE SOLO UN ANNO FA.PERO GLI HA PAGATO TUTTI,CENTIMO A CENTIMO.

2-LE CARICHE DEVONO ESSERE FATTE NEL RISPETTO DELLE REGOLE DEMOCRATICHE:NO ALLL’IMMOBILISMO CUPOLARE “ALLA CAMERON”.NO A PROTAGONISMI SENZA LEGITTIMITA DEMOCRATICA.MIGLIORARE LA DEMOCRAZIA,ORA PIU CHE MAI.QUESTO VALE TANTO PER BERSANI IN ITALIA COME PER JUNKER IN EUROPA,DUE CHENON SONO SANTI DELLA MIA DEVOZIONE.MA NON SI DEVE ESSERE CON LA DEMOCRAZIA QUANDO SI VINCE E “MANIPOLARLA” QUANDO SI PERDE.

3-QUESTA E’ PAROLA DELLA NUOVA ERA,PAROLA DELLA NUOVA EUROPA POST-VOTO CHE SI DEVE ATTUARE NON SOLO ALL’ESTERNO(NEGOZIATI FRA KIEV E MOSCA)MA ANCHE ALL’INTERNO.

-APPENDICE:

1-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

Saviano: Sarajevo i ragazzi che scatenarono la Grande Guerra

di ROBERTO SAVIANO
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19 giugno 2014
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19 GIUNIO 2014:LA PUNTATA DEL MONDIALE

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-2 TITOLARI CORRIERE DELLA SERA:VERSO ITALIA-COSTA RICA

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-TITOLARE 1:L’Olanda agli ottavi, Australia travolta. Paura per Martins Indi Foto

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REAZIONE:L’AUSTRALIA SAPEVA DI NON AVERE CHANCE PERO CI HA PROVATO.
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-TITOLARE 2:

Italia-Costarica, siamo tutti Prandelli
Fai la formazione-Vota

REAZIONE:Immagine anteprima YouTube

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19 GIUNIO 2014:IN MNEMORIA DEL LEGITTIMO IMPEDIMETO

-TITOLARE LA STAMPA:

cronache

Berlusconi testimone attacca i giudici: irresponsabili
Stampa Tv – Rischiata l’incriminazione per oltraggio

guido ruotolo

ANSA

A Napoli processo a Lavitola per le tangenti
di Panama. L’ex premier ha rifiutato le tv e ha sbottato: «La Corte gode di immunità»

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REAZIONE:LA VERA NOTIZIA E’ CHE GLI ITALIANI ABBIAMO PORTATO BERLUSCONI IN AULA,L’ALTRA PRETENDE FARLA LUI:CHI SE NE RICORDA PIU DEL “LEGGITIMO IMPEDIMENTO”?

QUESTA E’ LA PRIMA VOLTA CHE LO SI VEDE PUBBLICAMENTE IN AULA:QUESTO UOMO CHE NON HA ANCORA UNA DEMENZIA SENILE,E’ DEPRESSO.QUESTO UOMO HA UNA DEPRESSIONE CHE SI PRESENTA MASCHERATA  DI AGRESIVITA CONTRO TUTTO E TUTTI.LO VEDANO I TECNICI DEL TEAM SANITARIO  DEL SERVIZIO SOCIALE.

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20 GIUNIO 2014:LA PUNTATA DEL MONDIALE
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
‘Italia irriconoscibile va ko/fotofilm
Costarica agli ottavi, eliminata l’Inghilterra
Contro l’Uruguay serve un’altra squadra
Video: tensione nell’intervallo
Le pagelle del match: firma i tuoi voti ai 22 in campo
Dove guardi la partita? Invia le foto/Gallerie 1
Homepalla, i racconti con Chef Rubio
La vendetta
A.SORRENTINO
El Pistolero,di F. BOCCA, Suarez ritrovato
di E. GAMBA
Calendario Mondiali – Classifiche – Dirette –
Sondaggio
Speciale dagli inviati ENRICO CURRO’, EMANUELA AUDISIO, EMANUELE GAMBA, ENRICO SISTI, FRANCESCO FASIOLO, F.SAVERIO INTORCIA
di ANDREA SORRENTINO; video di FRANCESCO GILIOLI e LEONARDO SORREGOTTI

REAZIONE:

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I MEZZI IMPAZZANO L’ETER ED E’ IMPOSSIBELE SOSTRARSI AL MONDIALE:MINUTI FA LA COSTA RICA,VENUTA IN BRASILE DA CENERETOLA  HA AVUTO RAGIONE SULL’ITALIA ED E’ PASSATA VERSO LA PROSSIMA FASE CON IL MIGLIORE POSTO DELLA CLASSE IN UNA SERIE DI 4 SQUADRE DELLE PIU POTENTI DEL MONDO CALSCISTICO:
L’ITALIA,L’INGLITERRA E L’URUGUAY,TUTTI CON CAMPEONATI MONDIALE VINTI IN PASSATO.L’INGLITERRA COSI E’ RIMASTA FUORI E L’ITALIA DOVRA CONTENDERE CON L’URUGUAY L’ALTRO POSTO DI PROMOSSIONE,IL SECONDO.TUTTI DUE ARRIVANO CON LI STESSI NUMERI IN PUNTEGGIO MA L’ITALIA HA GOL-AVERAGE FAVOREVOLE PER QUI UN PAREGGIO LA PORTEREBBE AGLI OTTAVI DI FINALE.MA L’ITALIA DEVE RINNOVARSI,IN QUESTO CAMPEONATO DISPUTATO IN SUDAMERICA LA LOGICA ANTERIORE NON CONTA TANTO PERCHE LA LOCALIA AMERICANA PESA.IL CAMPEONATO E’ SULL’INIZIO.

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21 GIUNIO 2014:UE,LA BATTAGLIA DEGLI  SCONFITTI DELLA DEMOCRAZIA

Blogs

Ce blog a pour ambition de décrypter les jeux de pouvoirs dans les institutions européennes pendant les mois qui précèdent et qui suivront les élections de mai 2014. Le nouveau rapport des forces au sein du Parlement européen, la mise en place d’une nouvelle Commission, la nomination de nouveaux responsables font l’objet de tractations bien en amont. Sur fond de montée des populismes, le nouveau visage de l’Europe est déjà en préparation.

20 juin 2014
Le mini sommet sur Seine de Hollande, Renzi, et Gabriel
François Hollande, le 27 mai à Bruxelles. Geert Vanden Wijngaert/AP

François Hollande, le 27 mai à Bruxelles. Geert Vanden Wijngaert/AP

François Hollande, et Matteo Renzi tiennent leur contre-sommet. Le chef de l’Etat français et le président du Conseil italien vont se retrouver samedi 21 juin à l’Elysée en compagnie d’une poignée de dirigeants de gauche, comme le vice-chancelier allemand Sigmar Gabriel, et le président sortant du Parlement européen, Martin Schulz. Le premier ministre belge Elio Di Rupo, le chancelier autrichien Werner Faymann, ou la chef du gouvernement danois Helle Thorning-Schmidt seront aussi de la partie.

Mark Rutte, Fredrik Reinfeldt et Angela Merkel et David Cameron, le 9 juin à Stockholm. Jonathan Nackstrand/AFP

Mark Rutte, Fredrik Reinfeldt et Angela Merkel et David Cameron, le 9 juin en Suède. Jonathan Nackstrand/AFP

Officiellement, il s’agit de discuter des priorités du prochain président de la Commission européenne, Jean-Claude Juncker, candidat de la droite que la gauche européenne entend soutenir à condition de peser sur son programme. Officieusement, la rencontre est surtout une réponse au mini-sommet des « pays compétitifs » organisé le 10 juin en Suède autour d’Angela Merkel, et de David Cameron. La chancelière allemande avait alors été photographiée sur une barque en compagnie des opposants à M. Juncker. La photo avait été largement commentée, et détournée sur internet. « A Paris, personne ne se fera mener en bateau », ironise-t-on dans l’entourage d’un des participants. « Un tour en bateau-mouche n’est même pas prévu », assure l’Elysée.

D’ailleurs, la désignation de Jean-Claude Juncker devrait être actée lors du Conseil européen des 26 et 27 juin, en dépit de l’opposition persistante de David Cameron. Les dirigeants sociaux-démocrates espèrent que l’ancien premier ministre luxembourgeois reprendra à son compte certaines de leurs demandes, en faveur d’une lecture « intelligente » du pacte de stabilité, et d’un plan d’investissements européen. François Hollande et ses invités devraient aussi parler des autres postes à pourvoir cette année à la tête des principales institutions européennes, histoire de contrebalancer la nomination de M. Juncker.

Sigmar Gabriel, le 16 juin à Toulouse. Caroline Blumberg/Reuters

Sigmar Gabriel, le 16 juin à Toulouse. Caroline Blumberg/Reuters

A ce stade, Herman Van Rompuy, le président du Conseil européen, ne prévoit pas de régler la succession de José Manuel Barroso dans le cadre d’un « paquet » de positions libérées dans les prochains mois : la présidence du Conseil européen, le poste de haut représentant pour les affaires extérieures, voire la présidence permanente de l’Eurogroupe. Mais il n’est pas exclu que chefs d’Etat et de gouvernement fassent, lors du sommet la semaine prochaine, un autre choix.

Du coup, les spéculations vont bon train sur les candidats officieux. Helle Thorning-Schmidt a longtemps fait figure de favorite pour remplacer Herman Van Rompuy en décembre prochain. En réalité, certains chefs d’Etat, François Hollande en tête, ne veulent pas en entendre parler, car le Danemark ne fait pas partie de la zone euro. « Aucune règle n’existe » pour réserver la fonction à un pays de la zone euro, a observé Angela Merkel, à l’issue d’un entretien avec l’intéressée, jeudi 19 juin à Berlin.

Helle Thorning-Schmidt, le 25 mai à Copenhague. Jens Dresling/AP

Helle Thorning-Schmidt, le 25 mai à Copenhague. Jens Dresling/A

La désignation de Mme Thorning-Schmidt, considérée comme très proche du Royaume-Uni, pourrait au contraire permettre, aux yeux de ses partisans, d’atténuer les tensions apparues ces dernières semaines entre David Cameron et ses homologues au sujet de M. Juncker. Dans cette hypothèse aussi, l’actuel ministre des affaires étrangères polonais, Radek Sikorski, aurait eu quelques chances de remplacer Catherine Ashton au poste de haut représentant.

Faute de compromis possible avec M. Cameron, un autre tandem semblait être privilégié ces derniers jours : le socialiste italien Enrico Letta pour la présidence du Conseil européen, et la Bulgare Kristalina Georgieva, pour la diplomatie européenne. Cette dernière est actuellement commissaire européenne en charge de l’aide humanitaire d’urgence. Elle est membre du Parti populaire européen.

Kristalina Georgieva, le 5 juin à Manille. Bullit Marquez/AP

Kristalina Georgieva, le 5 juin à Manille. Bullit Marquez/AP

Rien n’est joué, comme le montrent les dernières spéculations autour de Jean-Marc Ayrault : l’ancien premier ministre de François Hollande n’est officiellement pas candidat, mais il ne cache pas son intérêt pour le poste occupé jusque fin novembre prochain par Herman Van Rompuy : « Je ne suis pas candidat, mais je regarde tout. Evidemment que l’Europe me passionne », a-t-il indiqué vendredi 20 juin à RTL. De quoi mettre un peu de sable dans les rouages du tandem que François Hollande tente de constituer avec Matteo Renzi.

Philippe Ricard

http://unioneuropeenne.blog.lemonde.fr/

REAZIONE:DOVE PRETENDONO PORTARE L’UNIONE EUROPEA DA UNA PARTE HOLLANDE,RENZI E GABRIEL E DALL’ALTRA CAMERON E MERCKEL?

IL COMPITO PRINCIPALE DI QUESTA UNIONE EUROPEA POST-VOTO DOVREBBE ESSERE PROFONDIZZARE NELLA DEMOCRAZIA,QUESTI NON LO STANNO FACENDO.

RENZI E’ UN PRIMO MINISTRO CHE IN ITALIA NON E’ STATO ELETTO DAL VOTO DEMOCRATICO MA DA UNA MANOVRA DI PALAZZO GOLPISTA ALLA SUDAMERICANA.POI HA PRETESO LEGITTIMARSI CON ELEZIONI INTERNE AL SUO PARTITO,PERO NON E’ STATO LUI HA SCEGLIERE IL POPOLO ITALIANO MA BERSANI FORZATO DAL NEOLIBERALISMO DI BERLUSCONI E ALFANO A NON FORMARE MAGGIORANZA.

ADESSO CI RIPROVA A LEGITTIMARSI CON IL VOTO ALLE EUROPEE MA IN REALTA QUESTO VOTO NON HA PORTATO CAMBIAMENTI SOSTANZIALI AI NUMERI ELETTORALI E RESTA UN PREMIER GOLPISTA CHE IN ITALIA NON PUO FORMARE MAGGIORANZA(INOLTRE CRESCENTEMENTE CONTESTATO ALL’INTERNO DEL SUO PARTITO):LO LEGITTIMERA GABRIEL?

SI,MI RIFERISCO A GABRIEL PERCHE DEI TRE E’ IL SOLO AD AVERE CREDENZIALI DEMOCRATICHE  CONFERITALI SIA DAL VOTO POLITICO TEDESCO CHE DI QUELLO ALLE EUROPEE.

HOLLANDE HA GIA TENTATO LEGGITIMARE RENZI CON UN SUMMIT BILATERALE MA POI IL VOTO ALLE AMMINISTRATIVE FRANCESE E ALLE EUROPEE IN FRANCIA LO HA RIVALUTATO CON UNA CATEGORICA DISFATTA IN TUTTE DUE CHE HA PORTATO IL SUO PARTITO AD UN SECONDO PIANO E IL LIBERALISMO DELL’L'UMP DI SARKOZY RIDIVENTATO PRIMO PATITO DELLA FRANCIA.

INSOMMA NE RENZI NE HOLLANDE HANNO LEGITTIMAZIONE DEMOCRATICA,IL PRIMO PER GOLPISTA E IL SECONDO PERCHE SCONFITTO AL VOTO,ED E’ GABRIEL ALLORA IL REFERENTE OBLIGATO DOVE ACCOSTARSI PER PORTARE AVANTI I  SUOI PIANI CHE INSISTONO A LEGGITIMARE PURE IL NEOLIBERALISMO.

DALL’ALTRA PARTE VEDIAMO CAMERON E MERCKEL:CAMERON E’ UN PREMIER CHE E’ STATO ELETTO SUL FILO DI RASSOIO IN ELEZIONI CHE NON LI HANNO DATO LA MAGGIORANZA E HA DOVUTO ATTINGERE AD UNA ALLENAZA CON I LIBERALI DEMOCRATICI CHE ALLORA AVEVA UN DISCORSO VINCENTE COMPATIBILE CON LA NUOVA ERA CHE LO HA RIPORTATO AI PRIMI PIANI DELLA POLITICA BRITTANICA DOPPO DECENNI E DECENNI DI SCOMPARSA.SI HA PARLATO ALLORA DI UN RIMPASTO DOPO UN ANNO PERO L’OSSEQUENZA AL DISCORSO NEOLIBERALE DI CAMERON  PPER PARTE DEI LIBERALI DEMOCRATICI E’ STATO TANTO CHE CAMERON CONTINUO FINO AD OGGI.OGGI IL VOTO ALLE EUROPEE HA SPIAZZATO SIA CAMERON CHE I LIBERALI DEMOCRATICI A FAVORE DI UN ALTRO DISCORSO VINCENTE COMPATIBILE CON LA NUOVA ERA DEGLI EUROSCETTICI DI FARAGE CHE E’ DIVENTATO IL PRIMO PARTITO,E I LIBERALI DEMOCRATICI CHE HANNO MANCATO  OLTRE CHE ALLA NUOVA ERA AL SUO DISCORSO PRE-ELETTORALE COSI COME OPPORTUNAMENTE AVEVANO FATTO ANCHE SIA IL  PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO CON BERSANI CHE HOLLANDE.

SULLA MERCKEL SI POTREBBE DIRE UN ALTRO TANTO:E’ STATA SCONFITTA SIA ALLE POLITICHE TEDESCHI CHE AL VOTO EUROPEO IN GERMANIA,A FAVORE DELLA “NUOVA GROSSE KOALITION” DOVE LEI  OGGI ALTRO NON E’ CHE LA SUA PORTAVOCE(UNA SPECIE DI “SPEAKER” COME SI USA UN NORDAMERICA NEL CONGRESSO).E COMUNQUE QUESTI DUE SCONFITTI NON COMPATIBILI CON LA NUOVA ERA PRETENDONO,ALLO STESSO MODO DI RENZI E HOLLANDE PORTARE L’UNIONE EUROPEA VERSO IL NEOLIBERALISMO

INSOMMA RENZI,HOLLANDE,E I LIBERALI DEMOCRATICI INGLESI SONO DEBITORI  DELLA NUOVA ERA PERCHE UNA VOLTA ARRIVATI AL POTERE CON IL SUO DISCORSO,HANNO PATEGGIATO COL NEOLIBERALISMO.

E TUTTI QUESTI TRANNE GABRIEL PECCANO DI UN DEFICIT DI RAPRESENTATIVITA DEMOCRATICA O SONO ADIRITTURA GOLPISTI COME RENZI MA PRETENDONO PORTARE L’UNIONE EUROPEA VBERSO CARICHE DI NOTI NEOLIBERALI (O CON LORO PATTUITI)COME SONO JUNKER,LETTA L’EX PREMIER GOLPISTA ITALIANO E ORA COINVOLTO IN FATTI DI CORRUZIONE SU TANGENTI,Helle Thorning-Schmidt E Kristalina Georgieva.

“PATTI DI STABILITA”?PIANI DI INVESTIMENTI?:L’UNIONE EUROPEA PRINCIPALMETE DEVE PROFONDIZZARE LA DEMOCRAZIA E RESTARE FEDELE ALLA VINCENTE VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA(TRA L’ALTRO LEALMENTE EUROPEISTA)SE NON VUOLE SCOMPARIRE A MANO DEI SUOI CULTORI SIA “EURO-APOCALITTICI”(EUROSCETTICI)CHE “EURO-INTEGRATI”(LIBERALI,VERDI ED ALTRE).

SI ALLA NUOVA ERA,SI ALLA DEMOCRAZIA,SI ALL’EUROPA NO AL NEOLIBERALISMO.

POT DATA:

1-CAMERON EUROSCETTICO?MA VA….GLI INGLESI LO SONO TUTTI UN PO’ DA SEMPRE MA PROPIO CAMERON NO:LA SUA PROPOSTA REFERENDARIA PER USCIRE DELL’UNIONE EUROPEA E’ STATO LA CONSEGUENZA DELLA PRESSIONI ALL’INTERNO DEL SUO PARTITO,MEGLIO DAI TORY,E DEL SEPARATISMO SCOZZESE MA NON E’ MAI STATO SINCERA DAL MOMENTO  CHE QUESTO REFERENDUM E’ CONDIZIONATO ALLA SUA RIELEZIONE CHE E’ ASAI DIFFICILE SUCCEDA.

2-JUNKER,NOTO NEOLIBERALE  E’ STATO ANCHE LUI TRAVOLTO DALLA NUOVA ERA OTTENENDO IL SUO PP UNA ADESIONE MOLTO INFERIORE AL PASSATO E IN LINEA DI MASSIMA NO HA I NUMERI PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISIONE MA NON PER I VOLERE DI QUESTI DI SOPRA MA PROPIO DAGLI EUROSCETTICI.

3-MARTIN SHULTZ?COME PROMESSO PRIMA QUESTO SOCIALISTA(ANCHE MUSSOLINI LO ERA) SIMPATIZZANTE DELLA LEGA NORD ITLIANA E NEMICO DELLA NUOVA ERA E’ STATO DA LEI SPAZZATO VIA.

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23 GIONIO 2014:LA PUNTATA DEL MONDIALE

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-TITOLARE CORRIERE DELLA  SERA:

MONDIALE, L’ITALIA SI GIOCA TUTTO

Prandelli: «È la sfida della vita, giochiamo anche per la Patria»
Fai la formazione anti-Uruguay

Piove a Natal, cambia il clima sulla vigilia azzurra Cruccu
Tutti contro Cesare di Aldo Cazzullo
Il calendario: gli incroci dopo i gironi
Marcatori, ammoniti e altro: le statistiche del Mondiale

REAZIONE:COME VEDETI IN QUESTI GIORNI E’ IMPOSSIBILE SOSTRARSI AL MONDO DEL CALCIO.E IN SUDAMERICA LA PASSIONE “FUTBOLERA” E SPORTIVA IN GENERE PUO RAGGIUNGERE LIMITI VERAMENTE PAZZESCHE:POCHI ANNI FA DUE PAESI CENTROAMERICANI ARRIVARONO A PROPORRERE UN MATCH BOXISTICO ALLA FRONTIERA PER DIRIMERE LE LORO DIFFERENZE POLITICHE.ANCHE LEI NON CI CREDA.

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21 GIUNIO 2014:ITALIA,LA BATTAGLIA DEGLI SCONFITTI DELLA DEMOCRAZIA

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0 juin 2014

On se bouscule devant la porte de Matteo Renzi

Matteo Renzi, à Rome, le 18 juin.

Matteo Renzi, à Rome, le 18 juin.

La large victoire de Matteo Renzi et du Parti démocrate (PD, centre gauche) aux élections européennes du 25 mai  (40,8 %) agit comme l’aimant sur la limaille de fer. Après les ouvertures (un peu tardives) du Mouvement 5 étoiles pour participer lui aussi aux réformes institutionnelles (mode de scrutin et fin du bicamérisme), le premier ministre assiste sans déplaisir à la fragmentation du petit parti Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) de Nichi Vendola, l’atypique (catholique, communiste, homosexuel déclaré, poète et spécialiste de Pasolini) gouverneur des Pouilles.

Alliée avec le PD aux élections de février 2013 et ayant fait élire 44 parlementaires en recueillant 3,2 % des voix, cette formation – née en 2009 de l’agrégation de plusieurs partis de la gauche radicale – a pris ses distances avec Matteo Renzi, jugé trop libéral. Conséquence : SEL n’a pas voté la confiance à son gouvernement. Toutefois, la décision du premier ministre de redonner du pouvoir d’achat à une dizaine de millions d’Italiens sous forme de baisse d’impôts, a trouvé l’oreille attentive de quelques-uns des élus du parti.

Jeudi 19 septembre, quatre d’entre eux ont claqué la porte, dont le député Gennaro Migliore, que Nichi Vendola considérait “comme un fils”. En tout, une dizaine de parlementaires seraient tentés de faire de même.  Ils expliquent qu’il n’est plus possible de rester dans “une opposition stérile” et qu’ils ne veulent pas “passer pour des saboteurs” des réformes. Autre reproche : le choix de SEL de soutenir la liste Tsipras aux européennes, une stratégie qui a, selon eux, marginalisé le parti.

“Représenter une gauche de gouvernement”

Nichi Vendola regrette cette décision, expliquant qu’il souhaite “représenter une gauche de gouvernement” alors que ses anciens compagnons “veulent être une gauche dans le gouvernement”. Amateur de rhétorique et tribun de talent, il veut dire par là que les “traîtres” n’auraient d’autre ambition que de courir après des postes de ministres.

Autre bonne nouvelle pour Matteo Renzi : le centre qu’avait cru pouvoir refonder Mario Monti n’en finit pas lui aussi de perdre des éléments. Il s’est déjà scindé en deux après que plusieurs des 41 élus de Scelta Civica (9 % des voix en 2013 et … 0,7 % aux européennes) ont rejoint le Nouveau Centre droit d’Angelino Alfano. Jeudi, c’était au tour d’un sénateur centriste de quitter sa famille d’origine pour rejoindre le PD.

Reste à faire vivre ensemble désormais ces différents “renégats”. Au Parti démocrate ? Dans une formation encore à naître ? Entre les élus du Mouvement 5 étoiles mis à la porte, ceux de la gauche radicale et les centristes en rupture de ban, les différences idéologiques ne sont pas minces. Ils n’ont qu’un point commun : vouloir aider le gouvernement et obtenir peut-être “un petit quelque chose” en récompense de leur choix.

Sont-ils sincères ? C’est une autre histoire. “Désormais, s’amuse un élu devant cette transhumance de parlementaires vers Matteo Renzi, leur nouveau berger, il ne reste des places que dans le pigeonnier !”

Philippe Ridet

http://italie.blog.lemonde.fr/

REAZIONE: CONSEGUENZA DELLE ULTIME INCRIMINAZIONI GIUDIZIARI SULLA EXPO MILANO 2015(PRESTIGIATA GRAZIE ALLA  NUOVA ERA CHE LA HA FATTO GRANDE A SHANGAI),LE CORRUZIONI LEGATE ALL’ALLARMISMO ECOLOGISTA DEL PROGETTO MOSE IN VENEZIA ,NON CHE NELLA SANITA LOMBARDA E LE OPERE DELLE AUTOSTRADE CHE VEDE INCRIMINATI POLITICI DI TUTTO LE TENDENZE AMMUCHIATI NELLE LARGHE INTESE,RENZI HA PERSO IMPORTANTI COMUNI E VOTI AL BALOTAGGIO DELLE AMMINISTRATIVE CIO CHE HA FATTO SOLLIEVARE GLI ANIMI INTERNI E INIZIARE UNA RIVOLTA PER PARTE DELLA COSI DETTA “MINORANZA” CHE FA CAPO A BERSANI,CHE PERO INVECE E’ LA VERA MAGGIORANZA,QUELLA CHE HA VOTATO IL POPOLO ITALIANO ALLE ULTIME POLITICHE ANCHE SE NON SUFFICENTE PER FORMARE GOVERNO.E GIA SI ANNUNCIANO RESE DI CONTI INTERNI AL PROSSIMO COGRESSO CHE POTREBBE FARE SALTARE LA CARICA DI PALAZZO DI RENZI.

E QUESTA CHE VEDETE SOPRA ALTRO NON E’ CHE’ LA RISPOSTA:PER PRIMO GRILLO ABBANDONANDO IL SUO RUOLO ANTTI-SISTEMA  E LA PRESCINDENZA POLITICA HA FATTO SAPERE PUBBLICAMENTE LA SUA DISPONIBILITA AD APOGGIARE LA RIFORMA DEL SENATO PATTUITA CON BERLUSCONI PER COSI LEGGITIMARE LA CARICA DI RENZI,POI LA LEGA NORD HA FATTO SAPERE ANCHE QUESTA DISPONIBILITA E ORA PARTE DI SCELTA CIVICA E ALTRI CENTRISTI COME DEL SEL DEGLI ESTREMISTI DI SINITRA DI NIKI VENDOLA SI ESCINDONO E UNA MANCIATA DI PARLAMENTARI CORRONO ANCHE IN AIUTO DELLA TRABALLANTE CARICA DI RENZI.COME SI VEDE ESTREMA SINISTRA,ESTREMA DESTRA E ALTRI SCONFITTI ALLE URNE SI UNISCONO ALLARGANDO ANCORA L’INTESE PER CONVALIDARE IL GOLPE DI PALAZZO ALLA SUDAMERICANA DI RENZI.

MA NON SOLO GLI SCONFITTI POLITICI:GRILLO SI CHIEDE E CHIEDE A RENZI CON CHI VUOLE FARE LE RIFORME,SE CON I DELINQUENTI O CON GLI ONESTI ?

LA NUOVA ERA NON APOGGIA RIFORME GOLPISTE  PRESIDENZIALISTI,AUTORITARI E FEDERALISTE CHE PRETENDONO SCAVALCARE CIO CHE NON HANNO OTTENUTO BERLUSCONI IN PARLAMENTO,IL PRESIDENZIALISMO (BOCCIATO ANCHE DALLA CORTE CONSTITUZIONALE),NE LA LEGA QUANDO IL POPOLO ITALIANO HA BOCCIATO IL  REFERENDUM FEDERALISTA.

SI ALLA VOLONTA DELL’ITALIA ALLE URNE,SI ALLA DEMOCRAZIA,NO AL GOLPISMO,NO AL NEOLIBERALISMO.DISSOLVERE LE CAMERE E TORNARE AL VOTO GIA.

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24 GIUNIO 2014:VISTO CHE SIAMO IN ARGOMENTO….VEDI IL MIO URUGUAY DI OGGI

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1-AVVISO URGENTE……:

PARLA DELLA MIA OPERA E DI COME DA UN LONTANO CONCORSO ALLA MICROSOFT VERSO GLI ANNI 2000  HA FINITO PER ISTAURARE LA NUOVA ERA GLOBALE E ANCHE CONQUISTARE QUESTA AZIENDA BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI.VEDILO QUESTA MIA STORIA DEI TEMPI MODERNI CUA:

IN ITALIA(SU QUESTO STESSO SITO L’ALTRO BLOG.QUELLI DEGLI AGGIORNAMENTI DELLA MIA OPERA POST 23 :

http://dottciancimino.bloog.it/spazio-realedott-ciancimino23.html

http://dottciancimino.bloog.it/avviso-urgente-al-lettore-sindicato-medico-dell-uruguay.html

-IN BELGIO :

http://cianciminotortorici.skynetblogs.be/archive/2013/12/04/avviso-urgente-ai-lettori-sindacato-medico-dell-uruguay-8005572.html

-IN FRANCIA:

http://spaziorealedottciancimino.blogs.nouvelobs.com/archive/2013/12/04/avviso-urgente-ai-lettori-sindacato-medico-dell-uruguay-515064.html

-SU GOOGLE:

http://cianciminotortoici.blogspot.it/2013/10/avviso-urgente-ai-lettori-sindacato.html#links

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2-HERNANDARIAS,EL ASADO E PUEBLO GRECCO

HERNANDARIAS E’ FERNANDO ARIAS DE SAAVEDRA.CHI E’ FERNANDO ARIAS DE SAAVEDRA?E’ STATO UNO SPAGNOLO CHE DURANTE LA CONQUISTA  HA INTRODOTTO NELLE PRATERIE DEL SUDAMERICA IL BESTIAME “VACUNO”,CIO’E’ LE VACCHE.

LA GANADERIA,ALLEVAMENTO ESTENSIVO DI BESTIAME E’ LA PRINCIPALE  ATTIVITA ECONOMICA DELL’URUGUAY,DELL’ARGENTINA E DEL SUD DEL BRASILE.

L’ASADO E’ L’ARROSTO,IL CIBO “NAZIONALE”,CIO’E’ IL PIATTO PIU TIPICO DI QUESTE REGIONI.E CHE CENTRO IO?;BE INANZI TUTTO A ME PIACE L’ASADO E POI HO SCRITTO TEMPO FA UNA NOTA SULL’ASADO E LA FAO CHE VERSA SULLA FAME NEL MONDO E LE PROTEINE,VEDILO CLICCANDO CUA:

http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/fatti-interni-1.html

E CENTRA ANCHE PERCHE IO SONO UN CONOSCENTE DI QUELLE PAMAPAS:VEDI IO MI SONO LAUREATO A GENNAIO DELL’80 E MENTRE ASPETTAVO L’ESITO DELLA DOMANDA DI UNA BORSA DI STUDIO PER CONTINUARE LA POST-GRADUATORIA A PADOVA,HO VISTO UN AVVISO STAMPA CHE PARLAVA DI UNA MANCANZA DI MEDICO IN UN POLICLINICO RURALE,IN CAMPAGNA.MI SONO PRESENTATO AL MINISTERO DELLA SANITA E HO CHIESTO QUELLA CARICA.A 300 KILOMETRI DELL’OCEANO ATLANTICO,E DI MONTEVIDEO,A 40 DELL’AUTOSTRADA DEL POSTO E A 67 KILOMETRI DEL CENTRO URBANO PIU VICINO,(YOUNG) SI TROVAVA IN MEZZO AL DESERTO VERDE,DELLE PRATERIE DI ENORME DISTANZE SPOPOLATE UN CASOLARE DI 700 ANIME IN TEMPO DI LAVORO STAGIONALE E MENO DELLA META,300, QUANDO QUESTA FINIVA E GLI UOMINI PARTIVANO PER ALTRE POSTI DEL CAMPO RESTANDO SOLO DONNE,VECCHI E BAMBINI,CHIAMATO “PUEBLO GRECCO”.(1)MI SONO TRANSFERITO IN QUEL POSTO POVERO E ABANDONATO DELLA MANO DI DIO E CI RIMASSI 2 ANNI FINO ALLA MIA PARTENZA PER PADOVA.CON FONDI DONATI DALL’OLANDA ABBIAMO ORGANIZZATO IL SERVIZIO MEDICO PER UNA CINQUANTINA DI KILOMETRO CIRCA NELL’INTORNO DI GRANDI INSEDIAMENTI DI ALLEVAMENTI DI BESTIAMI.ABBIAMO FATTO CASE DI CEMENTO CON TETTO DI DOLMENIT PER LA POPOLAZIONE CHE PRIMA ABITAVA IN PRECARIE POSTI DI PAGLIA E FANGO, FATTO STRADE,MESO LUCE ELETTRICA,TELEFONI,AQUA POTABILE ED ALTRE OPERE COME L’AQUISIZIONE DI UNA AMBULANZA OLTRE L MIO LAVORO DI MEDICO .QUANDO SONO ARRIVATO QUELLO ERA UN CASOLARE,QUANDO SONO PARTITO POTEVA CHIAMARSI “PAESE”(PUEBLO).E OGNI TANTO SCHERZAVO CON I MIEI AMICI DICENDO CHE QUEL “PUEBLO” DOVREBBE PORTARE IL MIO NOME.NE SONO FIERO DI QUELLI DUE ANNI IN MEZZO AL DESERTO VERDE E LA SOLENNE POVERTA DI QUELLA GENTE DIMENTICATA DALLA CIVILTA.E’ STATO UN OTTIMO BATTESIMO DI FUOCO NELLA MIA PROFESSIONE.POI PADOVA E LA POST-GRADUATORIA IN SICHIATRIA IN ITALIA E’ STORIA CONOSCIUTA DA VOI.

-TRE LINK.

A-MAPPA E VIDEO DI GRECCO

http://www.solorecursos.com/pueblos/uruguay/mapa1.php?id=468

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SI VEDE POCO.IL PAESINO OGGI EVIDENTEMENTE HA MIGLIORATO.PERO NON DAL 1964 MA DAL 198O-81,E FORSE NON TANTO COME CI VUOLE FARE CAPIRE IL RELATORE DI QUESTO VIDEO.PERO SE PRIMA ERA UN POSTO DIMENTICATO OGGI,ANCHE VIDEO MEDIANTE,NO.E’ SEMPRE MEGLIO DI NIENTE(RELATORE MEDIANTE,SI CAPISCE).

FRAY BENTOS NON E’ LA CITTA PIU VICINA MA YOUNG.SUCCEDE PERO CHE FRAY BENTOS E’ IL CENTRO MEDICO AMMINISTRATIVO A CUI APPARTIENE IL POLICLINIO DI GRECO.MA QUESTA DIVISIONE TERRITORIALE DELLA SANITA NON CORRISPONDE A QUELLA AMMINISTRATIVA:RIO NEGRO E IL DEPARTAMENTO(REGIONE)A CUI APPARTIENE GRECO E YOUNG IL CAPOLUOGO,PERO IL POLICLINICO ANCHE SE RICOVERA NELL’OSPEDALE DI YOUNG DIPENDE SANIATRIAMENTE DI FRAY BENTOS ALLO STESO MODO CHE LA STRUTTURA SANITARIA DI YOUNG.E SE IL RELATORE PARLA DI FRAY BENTOS E’ PERCHE QUESTA CITTA E SEDE DI UNA FABRICA FINLANDESE DI CELLULOSA,BOTNIA(UPM),DESTINO PRODUTTIVO E RAGION DI ESSERE DELLA FORESTAZIONE DIVENTATA CELEBRE PER IL DIFFERENDO LIMITROFE CON L’ARGENTINA E PERCHE E’ PUNTO DI MIRA DELLE PROTESTE ECOLOGISTE.VEDI NEL PROSSIMO LINK.

B-CUA ALTRE MIE BOZZE SUL POSTO.

https://docs.google.com/document/d/1kTEYtyL2HmJ7aac9SvEmkZFkRKppW1bhgXO5Msowt0I/edit?pli=1

C-L’ASADO PIU GRANDE DEL MONDO

LO HA FATTO L’URUGUAY E HA VINTO IL PREMIO GUINESS DEI RECORD,VEDILO SU LA REPUBBLICA:

https://docs.google.com/document/d/1JmcifmNOJcO-lPG1QZ952kd7P7VJQkT0OfjCnftY2Cs/pub

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(1)APPENDICE:LO SPAZIO UTILE

-DI QUANTO SPAZIO HA BISOGNO L’UOMO?

IN REALTA IL POSTO SUL GIORNALE ERA “PUEBLO VALENTINES” NEL DIPARTIMENTO(REGIONE)DI SALTO NELLA FRONTIERA CON L’ARGENTINA(CITTA DI CONCORDIA) A 700 KILOMETRI DELLA CAPITALE.QUANDO MI SONO PRSENTATO AL MINISTERO PERO MI HANNO DETTO CHE C’E’ NE ERA UN’ALTRO,GRECCO NEL KILOMETRO 267 DELLA AUTOSTRADA 3 E DOPO 40 KILOMETRI DI CAMMINI NON ASFALTATI.CIO’E’ DI FANGO IN MEZZO AL CAMPO.

IN UN SOLO VIAGGIO PREVIO VISITAI TUTTE DUE PER SCEGLIERE:

VALENTINES AVEVA UN POLICLINICO MEGLIO ATREZZATO E ORGANIZZATO VISTO CHE C’ERA UNA COMMISIONE DI NOTORIE PERSONALITA(E POSSIEDENTI) DEL POSTO.POSTO INOLTRE CON MIGLIORI CONDIZIONI DI CAMMINERIA E URBANIZAZIONE.GRECCO ERA NEL BEL MEZZO DELLE ESTENSIONI VERDI NEL CUORE PROFONDO DEL PAESE,PIU POVERO E SPOPOLATO.INSOMMA MOLTO MEGLIO VALENTINES.C’ERA UN PROBLEMA PERO: LE DISTANZE.SOPRA TUTTO LE DISTANZE DA  MONTEVIDEO.IL SOLO MEZZO PER RAGGIUNGERE SALTO ERA VIA BUS E CI IMPIEGAVA 10-12 ORE CONTRO LE 6 DI GRECCO.SERVIZI AEREI REGOLARI NON CI SONO NELL’INTERNO DELL’URUGUAY.QUESTO RENDE DIFFICILE NON SOLO LO SPOSTAMENTO MA ANCHE IL FUNZIONAMENTO DEL POLICLINICO PERCHE ESSENDO UN PAESE CENTRALIZZATO NELLA CAPITALE  TUTTA L’OPERATIVA SI VEDEVA COMPLICATA:L’ATREZZAMENTO,LA FORNITURA DEI FARMACI,LO SPOSTAMENTO DEI MALATI,GLI STUDI ECC.QUINDI HO SCELTO GRECCO,PIU POVERO E ISOLATO PERO PIU VICINO.

SE QUALCHE EUROPEO MALINTENZIONATO VUOLE BLANDIRE COME UN VALORE POSITIVO ASSOLUTO LO SPAZIO SAPIA CHE HA UN HANDICAP,LA DISTANZA.QUELLO DEL TITOLO.

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25 GIUNIO 2014:MANGIAMO INSIEME?

-TITOLARE THE WASHINGTON TIMES:

World

Chinese oil expansion has Vietnam seeking American partnership

By James Borton — Special to The Washington Times

China’s decision to place a massive oil rig in a disputed area of the South China Sea is helping reshape the relationship between two former enemies — the United States of America and the Socialist Republic of Vietnam.

TRADUZIONE:

MONDO

L’espansione petrolifera cinese ha il Vietnam in cerca di partnership americano
Per James Borton – Speciale The Washington Times
La decisione della Cina da mettere una massiccia piattaforma petrolifera in una zona contesa del Mar Cinese Meridionale sta aiutando a rimodellare il rapporto tra due ex nemici – gli Stati Uniti d’America e la Repubblica socialista del Vietnam.

REAZIONE:NON SOLO USA SI AVVICINA A VIETNAM,ANCHE RENZI DI RECENTE HA VISITATO VIET-NAM.IL VIETNAM NON E’ TERRITORIO DI DIFUSSIONE DELLA NUOVA ERA,LA CINA PER IL MOMENTO SI.QUELLO DEL TITOLO(OCA ALL’ARANCIA “OF CORSE”)

PD:CON NIXON QUESTO NON AVREBBE MAI SUCCESSO.

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26 GIUNIO 2014:LA PUNTATA DEL MONDIALE

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L’ITALIA E’ FUORI DAL MONDIALE,HA PERSO CON  URUGUAY 1-0.PERO HA INFLUITO L’ARBITRO NEL RISULTATAO,PERCHE FRA L’ALTRO HA ESPULSO UN GIOCATORE ITALIANO MANCANDO TANTO TEMPO PER LA FINE.IO NON HO VISTO LA PARTITA PERO LO AVEVO DETTO IN ANTICIPO CHE LA LOCALIA AMERICANA PESA.PURTROPPO NON SI PUO SCARICARE TUTTE LE COLPE AI GIUDICI,PENSO CHE L’ITALIA HA MANCATO GRINTA(NON CONFONDERE CON AGRESSIVITA PER CARITA),ALLA NAZIONALE HA MANCATO PATRIOTISMO.ALLORA:”CHI GIOCA PER SOLDI PERDE PER OBLIGAZIONE” DICONO I TAUR ,CIO’E’ TANTO PER DIRE CHE CHI GIOCA PENSANDO AL RISULTATO PERDE DI VSTA CHE SI TRATTA DI UN GIOCO CON LE REGOLE DI UN GIOCO,E’ IN CALCIO SI DEVE PENSARE A VINCERE E NON A PAREGGIARE.CHI GIOCA AL PAREGGIO SOLTANTO DI SOLITO PERDE.O MEGLIO,PER PAREGGIARE,IL RISULTATO CHE SERVIVA,BISOGNA ANCHE PENSARE A VINCERE.E IN QUESTO GIOCO ANCHE SE HA UNA SUA LOGICA CIO CHE CONTA E’ L’ATTITUDINE.(QUALCHE VOLTA ANCHE IO SONO STATO DENTRO UN CAMPO DI GIOCO)

PUTROPPO NESSUN RIMPIANTO.PER ME:RENZI E IL SUO “GOVERNO” DI PALAZZO NON SI MERITAVANO UN COLPO PROPAGANDISTICO “LEGGITIMATORE” PER PARTE DEL CALCIO ITALIANO.E SI SA QUANTO INFLUISCE SULLO STATO D’ANIMO DELLE MASSE L’EUFORIA POPOLISTA.IMMAGINO CHE NE MENO LUI AVRA RIMPIANTI DAL MOMENTO CHE SI E’ DETTO CONTRARIO AL POPOLISMO.

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26 GIUNIO 2014:CONCRETAMENTE,LA LEGA A PROCESSO

-SU LA REPUBBLICA:

Rimborsi alla Lega, la Procura chiede il processo per Umberto Bossi e i figli Riccardo e Renzo

L’inchiesta milanese sui fondi del Carroccio: fra gli indagati c’è l’ex tesoriere Belsito. Chiesta l’archiviazione per Rosi Mauro, ex vicepresidente del Senato. Nel mirino rimborsi per 40 milioni di euro

Rimborsi alla Lega, la Procura chiede il processo per Umberto Bossi e i figli Riccardo e Renzo

Umberto Bossi con il figlio Renzo

Oltre 40 milioni di euro di rimborsi elettorali incassati illecitamente dalla Lega Nord quando a guidarla era ancora Umberto Bossi. Soldi pubblici finiti nelle casse del Carroccio presentando a Camera e Senato rendiconti irregolari, di cui poi circa mezzo milione sono serviti al Senatur e ai suoi figli, Riccardo e Renzo il ‘Trota’, per pagare una serie di spese personali: multe, lavori per la casa di Gemonio, vestiti, gioielli, fino al dentista. E ancora: un’auto nuova, l’ormai nota laurea albanese, le rate universitarie, il mantenimento dell’ex moglie e anche il veterinario per il cane.

E’ lungo l’elenco dei soldi prelevati dai conti del partito, allora usato come un bancomat, per lo shopping e le spese private dell’ex segretario della Lega e dai suoi due figli. Elenco messo nero su bianco nella richiesta di processo per i tre Bossi e altre sei persone firmata dal procuratore aggiunto milanese Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, i quali hanno invece stabilito che la posizione di Rosi Mauro, ex vicepresidente del Senato, va archiviata. Non così per l’ex tesoriere di via Bellerio, Francesco Belsito; per tre ex componenti del comitato di controllo di secondo livello – Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci – coloro che hanno firmato i rendiconti ritenuti irregolari presentati in parlamento; per l’imprenditore Stefano Bonet e il commercialista Paolo Scala. Per loro, come per l’ex numero uno del Carroccio e i suoi figli, le accuse a vario titolo sono di truffa aggravata ai danni dello Stato, appropriazione indebita e riciclaggio.

Renzo Bossi, ecco il diploma
della laurea presa in Albania

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La vicenda per cui ora la Procura chiede il processo riguarda in prima battuta quell’operazione addebitata a Bossi in qualità di legale rappresentante della Lega, complici Aldovisi, Sanavio e Turci, che sarebbe stata messa in atto attraverso i falsi rendiconto-spese presentati a Camera e Senato per far incassare illecitamente al partito circa 40 milioni di euro di rimborsi elettorali per il 2008 e il 2009. Rimborsi che per il 2010 non sono stati erogati in quanto, come si legge nel capo di imputazione, i “revisori pubblici” nell’estate di due anni fa attestarono le irregolarità.

Nella richiesta di giudizio sono riportati i conti di quelle che, codice alla mano, si chiamano appropriazioni indebite. Fra il 2009 e il 2011 il Senatur avrebbe speso, secondo i pm, oltre 208mila euro di soldi pubblici: significativo l’assegno da 20mila con la dicitura ‘Casa capo lavori’. E poi cartelle esattoriali, “lavori edilizi” per la casa di Gemonio (1.583 euro), assegni da 50mila euro, 160 euro per “acquisto regalo di nozze”, 27mila euro per “abbigliamento”, gioielli, 1.500 euro di dentista, 81mila euro per lavori in una casa a Roma. E per Renzo più di 145mila euro di spese: migliaia di euro in multe, 3mila euro di assicurazione auto, 48mila euro per acquistare una macchina e 77mila euro per la “laurea albanese”. Riccardo, invece, ha speso quasi 158mila euro per pagare “debiti personali”, “noleggi auto”, le rate dell’Università dell’Insubria, l’affitto, il “mantenimento dell’ex moglie”, l’abbonamento della pay-tv, “luce e gas” e anche il “veterinario per il cane”.

Rosi Mauro era stata accusata di essersi appropriata indebitamente di quasi 100mila euro, ma ora per lei è stata chiesta l’archiviazione. Dopo la chiusura delle indagini (avvenuta lo scorso novembre), l’ex senatrice -  peraltro espulsa dal partito nonostante si fosse sempre dichiarata innocente – si è fatta interrogare: si è difesa “su ciascuno dei tre fatti” contestati “fornendo anche documenti di supporto e prospettando spiegazioni che al pm” sono apparse “accoglibili e comunque tali da rendere assai dubbia la solidità della prospettazione accusatoria”. Anzi, per la Procura “non è irragionevole ritenere” che Belsito, “abbia utilizzato” l’ex vicepresidente del Senato e il suo bodyguard Pierangelo Moscagiuro, al quale si ipotizzava fosse stata comprata anche a lui una laurea in Albania per oltre 77 mila euro, “come pretesti per prelevare denaro per se stesso”.

Denaro ora conteggiato nei circa 2 milioni 400mila euro e che, come è emerso dagli accertamenti, l’ex tesoriere avrebbe sottratto alla Lega. Che dopo essere stata travolta dall’inchiesta nell’estate 2012, ora è parte offesa.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/06/25/news/milano_la_procura_chiede_il_processo_per_bossi_e_i_suoi_figli-89989720/?ref=HREC1-1#gallery-slider=34392735

REAZIONE:”I grandi uomini si fanno sempre ricordare per le cose fatte e le frasi dette, loro non sono da meno, hanno dato il meglio per dimostrarlo, per anni e con coerenza, senza mostrare mai il minimo pentimento anzi dichiarandosi sempre come salvatori e portatori di verità dentro nell’ampolla del dio po. li hanno sostituiti maroni e salvini che quanto a fette di salame sugli occhi sono messi bene, non sapevano niente e non vedevano niente, la poltrona del capo fa sempre gola e la colpa è sempre di quello prima, per fortuna la brava e onesta gente del nord sta facendo diventare per fortuna questi personaggi una razza in via di estinzione.”

QUESTE NON SONO PAROLE MIE MA IL COMMENTO DI UN UTENTE DEL GIORNALE CHE SCRIVE CON IL PSEUDONOMO “gianfranco”30.LI SOTTOSCRIVO E AGGIUNGO CHE LA LEGA E’ BOSSI,E SENZA BOSSI NON ESSISTE IL LEGHISMO.CONDANNARE IL SUO CAPO MASSIMO SIGNIFICA L’INIZIO DEL FINE.E GLI ULTIMI FATTI SIA IN MATERIA GIUDIZIARIA(MARONI SFIORATO DALLA TANGENTOPOLI)E PERDITA ELETTORALE DEL PIEMONTE,IL TRENTINO ALTO ADIGE,FRIULI VENEZIA GIULIA E TANTI COMUNI COSI LO TESTIMONIANO.PREMIO CONSOLAZIONE:IL COMUNE DI PADOVA. NEL VENETO C’E’ ANCORA LAVORO DA FARE.

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26 GIUNIO 2014:EUROESCETTICISMO

-3 NOTE LA STAMPA:

-NOTA 1:NIENTE GRUPPO PER LA LEGA E L’ULTRADESTRA EUROPEA

Esteri,23/06/2014
Le Pen flop, niente gruppo euroscettico
La leader del Front National non è riuscita a convincere i partiti di 7 diversi paesi

La leader del Front National Marine Le Pen

Marine Le Pen non ce l’ha fatta. Fallisce il tentativo di creare il secondo gruppo euroscettico al Parlamento europeo con la Lega nord, quello della `Alleanza´ della destra anti-euro e anti-immigrazione.

I 23 eurodeputati del Front National che ha trionfato in Francia, i 5 della Lega – compreso il segretario Matteo Salvini – ma anche i 4 del Pvv Geert Wilders seconda forza in Olanda, i 5 austriaci del Fpo di Strache, primo in Austria, ed i belgi del Vlaams Belang saranno costretti a cominciare la legislatura tra i `non iscritti´, condizione che al Parlamento europeo equivale a quella di parlamentari di serie B: esclusi dalla distribuzione proporzionale delle cariche e dei dossier, contributi solo a titolo personale non per l’attività politica di gruppo, tempo di parola limitatissimo, necessità di 40 controfirme anche semplicemente per presentare un emendamento. Senza contare che tra i “non iscritti” ci saranno i neonazisti greci di Alba Dorata e quelli tedeschi dello Npd nonché gli antisemiti ungheresi di Jobbik.

L’ultimo assalto ad un bulgaro è fallito nel week end. Un polacco revisionista del Knp, accettato sub iudice per aver detto che Hitler non era al corrente dell’Olocausto, avrebbe rappresentato il sesto paese. Ma per formare un gruppo all’Europarlamento si devono associare partiti in rappresentanza di almeno sette diversi paesi. Ed il settimo paese non è spuntato fuori nonostante un’ultima febbrile giornata di consultazioni. A vuoto anche il tentativo di convincere alla «abiura» un ungherese di Jobbik.

Il fallimento è ancora più bruciante pensando che mercoledì scorso l’arcirivale della Le Pen, Nigel Farage, è riuscito a chiudere il cerchio delle 7 diverse nazionalità – e a formare il gruppo con il Movimento 5 Stelle – proprio grazie ad una «dissidente» del Front National.

Secondo le regole del Parlamento europeo i gruppi possono formarsi in qualsiasi momento, ma la rilevazione di inizio legislatura influisce per due anni e mezzo, fino al rinnovo di mid-term delle cariche parlamentari. Wilders annuncia di pensare che il gruppo si costituirà più avanti nell’anno. Ma tante certezze sono andate in fumo. E nella notte già volano le accuse alla Le Pen per la gestione della trattativa. Domani probabilmente alcuni cercheranno di mostrare buon viso a cattivo gioco, ma la sconfitta è bruciante ad un mese dal trionfo elettorale.

 http://www.lastampa.it/2014/06/23/esteri/fallisce-il-progetto-di-le-pen-salta-il-secondo-gruppo-euroscettico-bNJdRIykcUBXBXdHRcnDkI/pagina.html
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-NOTA 2:
Politica,25/06/2014 - europa. la nuova legislatura

Lega e Le Pen restano senza gruppo

Fallite le trattative per creare una coalizione euroscettica. Salvini: “La vera opposizione siamo noi, non Grillo-Farage”
Matteo Salvini cn i leghisti porterà in Cassazione le firme per i referendum
roma

«Il gruppo ci sarà e sarà più omogeneo di quello di Grillo». Il segretario della Lega, Matteo Salvini, continua a crederci. Anche se il gruppo euroscettico in Parlamento europeo, insieme al Front National di Marine Le Pen, non è riuscito a formarsi entro la scadenza del 23 giugno, anche se non si è ancora riusciti a rispettare la regola di almeno 25 deputati di sette Paesi diversi per cui, al momento, gli eletti del Carroccio devono accontentarsi di rimanere tra i «non iscritti», lui non si mostra preoccupato, anzi, «saremo ancora più determinati, non ci arrendiamo».

Un gruppo di euroscettici già c’è, quello di cui fanno parte l’Ukip di Nigel Farage e il Movimento cinque stelle, che infatti ieri hanno fatto la prima riunione e, annuncia Grillo, «su proposta del M5S il nome cambia da Efd a Efdd, dove “DD” sta per “Direct Democracy”: Democrazia Diretta». Ma obiettivo della trionfatrice alle elezioni francesi e dei leghisti era riuscire a formarne un altro, con gli olandesi del Pvv,gli austriaci del Fpo e i belgi del Vlaams Belang: quello che Salvini definisce un gruppo «di opposizione seria, non come quella del M5S», ma non sono stati raggiunti i numeri sufficienti per creare un gruppo. «Siamo il gruppo del Parlamento europeo più ostacolato della storia, il che ci fa capire che siamo nel giusto» dice il leader leghista, e attacca i colleghi-rivali euroscettici, con cui si sono contesi alcune adesioni, «diciamo un bel “grazie” al duo Grillo-Farage. Al primo basta sparare qualche castroneria irrealizzabile, a Farage fare gli interessi della City finanziaria londinese. E dell’euro chi se ne frega. A Beppe piace, mentre Nick ha la sterlina e se la tiene stretta».

Nessun rimprovero alla Le Pen che ha condotto le trattative, «lei non sbaglia mai», anche se «abbiamo detto parecchi no, siamo stati molto selettivi, io sarei stato più aperto. Ma vuol dire solo che ci metteremo un po’ di tempo in più, meglio far le cose bene che raffazzonate»: tra i criteri per dire qualche no, spiega, ad esempio il fatto che «noi siamo contro l’immigrazione clandestina ma non contro l’immigrato tout court: non si possono distinguere le persone in base al colore della pelle». Nonostante la delusione, il leader leghista – oggi atteso in Cassazione per consegnare tre milioni di firme su cinque referendum, con autografi raccolti, con grande soddisfazione padana, fino a Palermo – non si perde d’animo e si mostra certo che il gruppo si farà: «Nonostante la controindicazione di perdere qualche poltrona, siamo sicuri che ci saranno altre fuoriuscite come ci sono state in questi primi 15 giorni, ci sono tante tensioni nei gruppi. Entro breve il gruppo ci sarà». E da lì promette battaglia: a cominciare dall’ipotesi di Juncker presidente della Commissione. «È uno dei principali colpevoli del disastro economico e occupazionale», per cui «faremo di tutto per fermare questo inciucio tra destra e sinistra». E se dovesse spuntarla, «vuol dire che ci vogliono far diventare matti e allora faremo i matti anche noi».

http://www.lastampa.it/2014/06/25/italia/politica/lega-e-le-pen-restano-senza-gruppo-deKK7cOHLU3mayOYH7J15O/pagina.html

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9/05/2014

La deputata M5S Giulia Sarti: “Con l’Ukip nulla in comune Beppe dovrà consultarci”

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-NOTA 3:Editoriali,26/06/2014
Lega e Le Pen, troppo comodo dire sempre no
cesare martinetti

È un vero peccato che Marine Le Pen e Matteo Salvini non riescano a fare gruppo al parlamento europeo. Sarebbe stata l’occasione per passare dalle chiacchiere alla realtà, dalla propaganda alla politica, dall’irresponsabilità alla responsabilità. Certo potranno intervenire nelle commissioni e nell’aula di Strasburgo, dire le peggio cose contro l’euro, invadere l’asettico quartiere europeo di Bruxelles con vacche e allevatori del Limousin o della bergamasca e rovesciare il latte all’ingresso del palazzo di Justus Lipsius dove si riunisce il Consiglio europeo. Potranno cioè continuare a fare quello che hanno fatto finora. Tuttavia l’involucro di un «gruppo» parlamentare avrebbe conferito loro un’etichetta istituzionale consentendogli di uscire dalla marginalità: dal folklore alla rappresentanza. Avrebbe dato un altro peso alle loro proposte, per quanto surreali e persino eversive rispetto ai pilastri dell’Ue.

Ed è un peccato che questo non accada perché queste forze della cosiddetta anti-politica crescono e prosperano in quella terra di nessuno dove le parole possono anche non incontrarsi mai con i fatti ma galleggiare in una realtà virtuale dove tutto è possibile: uscire dall’euro, chiudere le frontiere, sparare sui barconi degli immigrati… Per ogni grande e drammatico problema hanno una soluzione semplice costruita sul senso comune, buona per talk show e comizi, ma che non arriva mai alla verifica con i fatti nel difficile mestiere di confrontarsi con gli altri per governare la realtà attraverso il gioco democratico.

Matteo Salvini ha resuscitato un partito che sembrava in agonia dopo il tramonto di Bossi e della sua famiglia (ieri la procura di Milano ha chiesto il processo per truffa del vecchio capo del Carroccio e dei figli) con una linea tutta d’attacco e di opposizione, come se la Lega non fosse mai stata al governo, non avesse mai avuto un sindaco di Milano, non fosse tuttora alla guida della Lombardia, del Veneto e di importanti città del Nord.

Il Front National, invece, solo da questa primavera è al potere in qualche città della provincia francese. Il sistema elettorale maggioritario a doppio turno aveva creato intorno al partito di Jean-Marie Le Pen un cordone sanitario invalicabile. Soltanto François Mitterrand aveva sfidato questo tabù della Quinta repubblica aprendo al proporzionale nelle elezioni parlamentari del 1986. Il risultato fu che una rumorosa pattuglia di 35 parlamentari frontisti sbarcò all’Assemblée nationale con esiti grotteschi ed irrilevanti che alle successive elezioni anticipate – richiuso il varco proporzionale dal machiavellico presidente, non solo per questo soprannominato «florentin» – si tradussero in un solo parlamentare rieletto. Oggi sono due.

Il fenomeno Front è cresciuto e si è dilatato dentro questa esclusione e grazie ad essa. Il sistema elettorale aveva costruito una dittatura bipolare destra-sinistra, gollisti e socialisti che si alternavano al potere e il partito di Le Pen è così diventato un’alternativa di sistema, l’unica. Dopo l’exploit di Jean-Marie arrivato nel 2002 al ballottaggio con Chirac avendo superato al primo turno il socialista Jospin, la figlia Marine ha compiuto il miracolo di trasformare la greve eredità paterna di un’estrema destra eversiva e nostalgica in un partito apparentemente post-ideologico arraffando molti consensi popolari un tempo di sinistra.

Il retaggio tuttavia rimane. Se Salvini dichiara – ieri a Repubblica – che pur di fare gruppo a Strasburgo avrebbe anche imbarcato i neonazisti greci di Alba Dorata, Madame Le Pen non se lo può permettere, dal momento che nell’aneddotica paterna è rimasta scolpita l’indimenticabile sentenza secondo cui le camere a gas naziste sono «un dettaglio della storia». Il parricidio era dunque d’obbligo e apparentemente si è consumato dopo le mirabolanti elezioni europee, quando il Front con il 25 per cento è diventato il primo partito di Francia.

Non è bastato. Il cordone sanitario resiste. L’inglese Nigel Farage alleato di Grillo riesce a comporre il suo gruppo ma non vuol sentire parlare di alleanze con il Front. E non pesa solo il passato. La simpatia per Vladimir Putin espressa da Marine Le Pen persino con una visita al Cremlino nei giorni caldi della crisi ucraina, non ha aiutato la signora a trovare alleati tra i baltici o negli ex paesi satelliti di Mosca, pur non avari di euroscettici.

Quel sentimento antisistema che ha dominato la campagna elettorale europea rischia dunque di rimanere uno stato d’animo o un rancore sordo che si stempera nell’indistinto politico del gruppo dei non iscritti, da dove le voci di Matteo Salvini e di Marine Le Pen – quando presenti, che non capita sempre – conserveranno forse il carisma di oppositori radicali, godranno dei vantaggi di questa posizione di rendita, produrranno slogan e colore. Ma – per fortuna – non potranno mantenere la promessa di far fallire l’euro e l’Unione europea.

http://www.lastampa.it/2014/06/26/cultura/opinioni/editoriali/lega-e-le-pen-troppo-comodo-dire-sempre-no-yLdQohqBKrnCdVVscJ44AN/pagina.html

REAZIONE:QUESTA SARA UNA NUOVA UNIONE EUROPEA,TUTTA COMPATIBILE CON LA NUOVA ERA.

E ATTENTI NON CONFONDERE ELEZIONI EUROPEE CON QUELE NAZIONALI:NON DARE COME “UNIVERSALE” LA PERCENTUALE DELLA LEGA NE DIRE CHE IL FRONT NAZIONALE E’ IL PRIMO PARTITO DELLA FRANCIA.LA LEGA IN ITALIA E’ ELETTORALMENTE IN VIA DI SCOMPARSA E IN FRANCIA ANCORA SONO GOVERNO I SOCIALISTI E VINCITORI ALLE ELEZIONI DI MEZZO TERMINE L’UMP DI SARKOZY CON QUI POTREBBE FORMARE COALIZZIONE.CASO MAI ALLORA ANCHE LO E’ L’UKIP LO E’ IN GRAN BRETAGNA SPIAZZANDO I CONSERVATORI DI CAMERON,I LIBERALI DEMOCRATICI NON CHE GLI PRO-EURO LABOURISTI.E INVECE VEDIAMO CAMERON CHE LE CREDENZIALI DI  EUROSCETTICO DEVE LEGITTIMARLI CON IL SUO PROPIO PARTITO,LITIGARE PER IMPORRERE LE SUE SCELTE ALL’UNIONE EUROPEA.

PD:VISTTO L’ATACCO,CON CONDANNA ALLA GIUSTIZIA PER LA MINISTRA NEGRA,COME  SARANNO GLI IMMIGRATI LEGALI “DI PELLE NON COLORATA” CHE ALLA  LEGA PIACIONO?FORSE LE “VACCHE E ALLEVATORI DI BESTIAME”?

aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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16 giugno 2014
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16 GIUNIO 2014:DALLA TERZA MEDIA AL CUORE DELL’IMPERO

-TORNIAMO “ALL’ALLARMISMO ECOLOGICO NOSTRANO”

ALCUNE ALTRE NOTE SU LA STAMPA RIGUARDO AL SISTEMA TANGIANZIARIO MOSE-EXPO-SANITA-AUTOSTRADE E COSI VIA.

-NOTA 1:Cronache
14/05/2014 - grandi opere. gli sviluppi finanziari
I pm scoprono altri appalti truccati
L’imprenditore Maltauro: versato un milione di euro di mazzette. Rogatoria sui soldi portati in Svizzera

paolo colonello

MILANO

Non è finita. «Mi sentivo come un pesce in uno stagno in cui mi dovevo dimenare…», ha raccontato Enrico Maltauro l’imprenditore vicentino, quando è stato arrestato dalla Guardia di Finanza. Evidentemente ha imparato a “dimenarsi” talmente bene da aver vinto, in successione, una serie di appalti. In cambio, Maltauro, alla “cupola” ha versato una somma ben più consistente di quella circolata ieri: quasi un milione di euro in poco meno di due anni. Versati a chi? Formalmente a Giuseppe Cattozzo, l’ex segretario dell’Udc ligure e factotum di Gianstefano Frigerio. Il quale, secondo la tabellina scritta sui post-it ritrovati tra le sue mutande al momento dell’arresto, avrebbe ricevuto in questo modo: 600 mila euro in contanti, 300 mila euro lordi con presentazione di fatture per operazioni che i pm considerano “inesistenti”, più un’Audi 5 da 60 mila euro comprata da Maltauro negli ultimi mesi. Totale: 960 mila euro. Gli inquirenti sospettano che i 600 mila euro in contanti siano finiti in realtà direttamente a Frigerio e all’ex senatore Luigi Grillo che finora hanno negato su tutta la linea. Ma l’evidenza dei versamenti è documentata dai filmati e dalle intercettazioni della Gdf.La domanda a questo punto è: ma se Maltauro per un paio di appalti (Expo e Sogin) aveva versato quasi un milione e promessi, in contanti, altri 600 mila, gli altri imprenditori per gli appalti sulla Sanità lombarda, che rappresentano oltre il 90 per cento di questa inchiesta, quanto hanno pagato? Si direbbe parecchio, al punto che una rogatoria con la Svizzera è già stata avviata per andare a vedere nel “caveau” di Frigerio e Grillo quanti soldi sono stati nascosti o passati. E l’elenco di imprenditori implicati sarebbe talmente lungo e documentato dalle indagini della Dda e della Gdf, che inevitabilmente scatterà presto una fase “due” delle indagini. Ovvero, un nuovo “terremoto”. Come per “Tangentopoli”, racconta qualche vecchio investigatore, quando in Procura si formarono file di imprenditori per “confessare” corruzioni e tangenti. «Il compito che abbiamo affrontato – dice a un certo punto Frigerio – è quello di gestirci la Città della Salute», ovvero appalti per 500 milioni discussi con Antonio Rognoni, l’ex capo di Infrastrutture Lombarde che ieri, interrogato, ha sostenuto che si limitava solo «ad assistere e ascoltare».

Solo che se allora i soldi finivano ai partiti oggi il dubbio è che i danè si siano fermati nelle tasche dei “mediatori” e alla politica siano arrivate “altre utilità”: come il controllo sui direttori sanitari degli ospedali o sul sostegno delle imprese per le elezioni. “Mediatori” che a quanto pare pullulano attorno alla pubblica amministrazione, perché se è vero che Frigerio, Grillo e Greganti sono indicati come “la cupola” dei servizi e degli appalti negli ospedali lombardi, non bisogna dimenticarsi che, per esempio, per i rimborsi agli ospedali su interventi e ricoveri, funzionava egregiamente il “sistema Daccò-Formigoni”, per altro inviso agli attuali eroi della tangente («fanno la bella vita con i soldi pubblici») i quali si vantavano di prendere denaro solo dai privati. Peccato che il costo delle tangenti come al solito ricada poi sulle spalle dei contribuenti.

Spiegano gli inquirenti che avere a che fare con i mediatori, come insegna la vicenda di Angelo Paris, il numero due di Expo che passava in anticipo i bandi di gara, era talmente conveniente che alla fine il costo della tangente versata veniva ampiamente ripagato dall’assenza di controlli sui prezzi praticati da chi vinceva gli appalti. Ciò che gli inquirenti intendono però chiarire è come mai il trio che oggi tutti dichiarano dedito alla millanteria, riuscisse poi a farsi ricevere ai piani alti del potere. Come mai cioè, se Frigerio mandava i suoi pizzini ad Arcore, dopo qualche giorno Silvio Berlusconi invitava a cena il buon Paris. E come mai, ancora, Primo Greganti poteva farsi ricevere in Senato e ricevere ogni mercoledì parlamentari e pezzi grossi del Pd nel caffè di galleria Alberto Sordi, a due passi dal Parlamento, utilizzando alla bisogna un telefono satellitare di tipo militare. Tra le carte dell’archivio di Frigerio, oltre a una quantità impressionante di raccomandazioni, gli investigatori hanno trovato un oggettino illuminante. Un libretto scritto dal “professore” nel 2012. Titolo: «Nel cuore dell’Impero. L’America di Barak Obama». Prefazione firmata da Silvio Berlusconi che il libro ci tenne a presentarlo a Roma. Inizia così: «Dopo l’Italia il paese che amo di più è l’America…». Si direbbe, non proprio ricambiato.

http://www.lastampa.it/2014/05/14/italia/cronache/i-pm-scoprono-altri-appalti-truccati-Z3a8djROkXqhcCDLzK2V8I/pagina.html

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REAZIONE:QUI BISOGNA PUNTARE I RIFLETTORI SU QUESTA PERSONA NOMINATA COME “FACTOTUM” DELL “CUPOLA” LEGATO ALLA GESTIONE DI  TUTTE QUESTE TANGENTI.SERGIO CATOZZO,LUOGOTENENTE DI STEFANO FRIGERIO,”L’INTELLETUALE SCRITTORE DI LIBRI………..” E,NON DIREI PROPIAMENTE  RACOMANDATO MA “VICARIO” DELL’ONNIPOTENTE GRILLO “.NELLE PROSSIME NOTE VEDREMMO COME QUESTO GRIGGIO PERSONAGGIO CHE CON SOLO LA TERZA MEDIA,DALLA SEGRETERIA DELL’UDC LIGURE ERA IL VERO E CONCRETO GESTORE DEI SOLDI DELLA TANGENTOPOLI. QUELLO DEL TITOLO.

BELLA STORIA VERO?ALTRO CHE “RAZZA PADRONA……..,RIVOLUZIONE E’.

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-NOTA 2:Cronache,15/06/2014

Sull’Expo non tornano i conti: spariti nel nulla molti dei soldi delle tangenti

Il sospetto è che ci siano altri destinatari rimasti nascosti

Enrico Maltauro, da ieri ai domiciliari

paolo colonnello
milano

C’è una cosa che non torna nei conteggi fatti dagli investigatori sui soldi versati per le tangenti Expo e sulla Sanità. Intanto le somme sarebbero di gran lunga superiori a quelle ricapitolate finora e confessate nei vari interrogatori (circa due milioni e mezzo) e, soprattutto, il “bottino” non corrisponde alle tangenti versate. Insomma: mancando dei soldi. A chi sono andati a finire?

Un po’ banda dell’Ortica, un po’ eredi di Tangentopoli, quelli della “cupola” degli appalti in Lombardia, con la concessione degli arresti domiciliari ieri ad Enrico Maltauro, loro principale finanziatore, sono ormai con le spalle al muro. Nel senso che, dopo la prima tornata d’interrogatori e in attesa che il tribunale del riesame decida a fine mese sui nuovi arresti chiesti dalla Procura, Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti devono decidere se aprire la diga sul “terzo livello”, quello dei referenti politici, oppure tacere e andare a giudizio immediato. La spartizione dei ruoli, leggendo le carte dell’inchiesta, appare infatti abbastanza chiara: da una parte Maltauro che rivendica la “necessità” di dover pagare tangenti nel “sistema” «che non è cambiato, anzi è peggiorato, dal ’92 ad oggi», e l’ex numero due di Expo Angelo Paris, che ammette «di essere stato un cretino» e di essere finito nelle braccia del gatto e la volpe per paura di rimanere schiacciato dalle responsabilità del ruolo e dalla potenza di Antonio Rognoni, il quale nega ogni responsabilità: «Sono caduto in una trappola,non ho mai corrotto nessuno e non sono mai stato corrotto».

Dall’altra i “mediatori” veri e propri che gestivano la distribuzione di appalti e poltrone tra “gli amici degli amici”: destra, sinistra e centro. Con alcune differenze. Mentre infatti l’ex democristiano di Forza Italia Gianstefano Frigerio la butta sulle «sponsorizzazioni per i miei libri e i convegni», negando di aver mai chiesto tangenti, il “compagno G”, ovvero Primo Greganti, non si smentisce: respinge le accuse, si dichiara «un utopista», si straccia le vesti e si dice «scandalizzato». Proprio così: «Sono scandalizzato che nelle intercettazioni dei soggetti parlino di me. Forse millantavano di conoscermi. Non so perché Cattozzo e Frigerio nel riparto della tangente da 600 mila euro dicevano che ero coinvolto anch’io…». Peccato per il dettaglio di un’intercettazione dove, quando Cattozzo fa presente al gruppo che se oltre a Maltauro non pagherà anche la Celfa, e dunque la somma da spartire per l’appalto Expo scenderà drasticamente alla metà, lo stesso Greganti se ne esca con una frase eloquente: «Ma porca puttana vacca!». Esclamazione un po’ greve che ha impegnato buona parte del suo interrogatorio davanti al gip. Per altro, in una diversa intercettazione, più che di percentuali Cattozzo e Frigerio sembrano parlare proprio di euro: «Allora, duecentomila a me, duecento a te e duecento a Primo». Non a caso, rimane in carcere.

Diversa la posizione di Cattozzo, ex segretario Udc in Liguria, diploma di terza media, e assurto a «consulente» della Maltauro. «Nel senso che – chiarisce lo stesso Maltauro – in questo modo le cose sporche le faceva lui». Cattozzo ha una contabilità delle tangenti (ritrovata nei pantaloni del suo pigiama al momento dell’arresto) abbastanza precisa e soprattutto si capisce che quando ritira i contanti che Maltauro fa arrivare dalla Svizzera, ai suoi compari porta sempre qualche centomila euro in meno del dovuto per poi spartire in parti uguali. Per dire, sull’appalto con la Sogin da 98 milioni di euro, ottiene da Maltauro un milione e mezzo di euro: «Ma da questa somma ho detratto 300 mila euro che ritenevo di mia competenza…residuavano per tanto un milione e 200 mila, di cui 200 mila a Grillo, 200 mila a Sergio e altri 200 mila per Frigerio…». Altri 600 mila che dovevano arrivare, Maltauro non li ha pagati ma, chiarisce Cattozzo, in quel caso «300 mila dovevano andare a Grillo e 300 mila a me». Dunque, si capisce che alla fine, il personaggio più importante del gruppo era proprio l’ex senatore Grillo, ovvero il politico che “presenta” Cattozzo a Maltauro e che a Natale telefona per i ringraziamenti sulle stecche. E il resto dei soldi? Omissis. Il che fa capire che c’era anche qualche altro destinatario. La nuova puntata dell’inchiesta Expo.

http://www.lastampa.it/2014/06/15/italia/cronache/sullexpo-non-tornano-i-conti-spariti-nel-nulla-molti-dei-soldi-delle-tangenti-kn4Nvag35jwykFYvuv3RlJ/pagina.html

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-NOTA 3:GRILLO ONNIPOTENTE?,NO RIVOLUZIONE
CRONACHE

0/05/2014

Expo, ora si cerca il tesoro a Lugano

Frigerio “il professore”: “Io ho una cassetta,
ma voi apritene un’altra sennò si mischiano le cose”

Il cantiere per l’Expo 2015 a Milano

paolo colonnello
milano

Quando l’altra mattina li hanno arrestati, mentre uscivano da un albergo romano per la consueta «riunione del mercoledì» con i vari referenti politici, l’ex segretario dell’Udc ligure e factotum Sergio Cattozzo e il suo capo e compare, «il professor» Gianstefano Frigerio, avevano in tasca pochi spiccioli, che sono stati sequestrati. Per la precisione: 12 mila euro Cattozzo e 2500 euro Frigerio. Una miseria, se si pensa che solo per i 4 appalti Expo truccati, le commesse del 3% ammontavano a qualche milione di euro. Per non parlare delle costanti tangenti sulla sanità.

Eppure, anche durante le perquisizioni, i finanzieri milanesi, non hanno trovato altro. Come si spiega, visto che ci sono filmati delle consegne di denaro e nelle intercettazioni ambientali si parla tranquillamente di tangenti a colpi di 600 mila euro ciascuna? Se si segue il flusso di denaro, versato quasi sempre in contanti, si arriva poco lontano da Milano, precisamente a Lugano, nel caveau di Frigerio da cui avrebbe attinto anche l’ex senatore Luigi Grillo. Così nel silenzio del circolo culturale intitolato a Tommaso Moro, quello dove i direttori generali degli ospedali lombardi facevano la fila per ottenere raccomandazioni e dare in cambio appalti, Cattozzo e Frigerio, contano i danè. Cattozzo: «Tre, quattro, cinque, sei, sette (si sente il fruscio delle banconote, annotano gli inquirenti)… undici, dodici, tredici… ventinove, trenta, trentuno… e sessantacinque». Frigerio: «Bene, gli altri me li sistemi tu così». Cattozzo: «Sì, senti io gli ho detto la questione di Lugano, noi siamo in grado di averne una? Lui a Lugano fa quello che vuole, andiamo insieme e ce li mettiamo in una cassetta di sicurezza e poi ce li andiamo a prendere noi». «Lugano eh… è la soluzione ideale anche per me perché io la cassetta ce l’ho, non è un problema». «Allora, se ce l’hai tu non l’apriamo nemmeno..». Frigerio: «Sì vabbè… ma non è meglio che ne faccia aprire una anche a te? Perché sennò si mescolano le robe mie con quelle degli altri, capisci? È un casino, cioè, ragazzi…». «Allora, dove l’hai tu ne facciamo aprire un’altra e poi con Gigi (Grillo, ndr) ci si arrangia, viene a prenderseli nel caveau, io vi posso fare arrivare quello che voglio, non è un problema..».

Il «lui» di cui parlano è l’imprenditore Enrico Maltauro, che durante una consegna di soldi, viene fermato proprio alla frontiera svizzera e arriva in ritardo all’appuntamento per l’inconveniente. Gli indagati, che verranno tutti interrogati lunedì, si apprestavano dunque a ricevere enormi quantità di denaro e una buona parte l’avevano già trasferita. D’altronde solo gli appalti truccati per Expo la dicono lunga sul giro di affari. Quello di «architetture per i servizi» ammontava a 68 milioni; quello per i parcheggi prevede un investimento 13 milioni dell’imprenditore Lodetti della Final con un ritorno di almeno il doppio. Poi c’è la gara sui padiglioni destinati ai Paesi partecipanti. Una mezza truffa che Frigerio, Paris e compagni architettano approfittando degli enormi ritardi nei cantieri. In pratica avevano deciso di stilare una lista di aziende «di scuderia», ovvero Maltauro e Cooperative, da proporre ai Paesi partecipanti per velocizzare fondamenta e costruzioni sulla «piastra» appaltata al solito Maltauro. Infine c’è l’appalto per le Vie d’Acqua che, dopo il «rilancio» della Regione, si faranno con delle varianti che costeranno, calcolano i nostri eroi, 13 milioni più del dovuto. Una pacchia. E Greganti? Il «compagno G», anche questa volta ha stupito gli inquirenti per il rigore e la serietà, rimanendo sempre con pochi soldi per sé e grandi affari per le cooperative del partito che pure protestano la loro innocenza. Greganti si occupa del padiglione della Cina e chiede che «almeno 10 padiglioni vengano fatti in legno» perché ha una società di Pescara, la Area Legno, «da far lavorare».

Ma nel mirino, oltre a quelli della Città della Salute di Sesto San Giovanni (500 milioni) ci sono gli appalti della Sogin, la società controllata dal ministero delle Finanze ma gestita da quello per lo Sviluppo economico e che, per legge, tratta tutte le scorie nucleari e i rifiuti tossici degli ospedali, finanziandosi con le bollette per l’elettricità. Per aver veicolato i lavori della Sogin a Maltauro, pari a 98 milioni di euro, Frigerio e soci prendono 600 mila euro. Chiedendo, per Frigerio e Greganti, anche la sistemazione dei figli. Spiega Cattozzo: «Nucci mi ha detto: mio figlio a Genova. A Milano ci mettiamo tuo figlio. A Torino ci mettiamo la figlia di Greganti in modo che i ragazzi li abbian messi a posto ed entrano come quadri, dopo 6-10 mesi li mettono come dirigenti e… li mettiamo a 3/4 mila euro al mese netti…». E tanti saluti alla disoccupazione.

http://www.lastampa.it/2014/05/10/italia/cronache/expo-ora-si-cerca-il-tesoro-a-lugano-nhnBmZb8dNQHOE4luqht4O/pagina.html

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REAZIONE:E…BELLISSIMI DIRETTORI GENERALI DEGLI OSPEDALI LOMBARDI.PER LORO LA RISPONSABILITA E’ DOPPIA,HANNO A CHE FARE CON LA VITA E LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE.

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-NOTA 4:QUELLI DELLA  TERZA MEDIA E ANGELO PARIS

Cronache,20/05/2014
- le inchieste. gli sviluppi
Paris, prime ammissioni: così sono caduto nella rete della cupola dell’Expo
Nelle intercettazioni prima degli arresti “collegamenti romani”. E Greganti su Pisapia: “Debole, non c’è più la nostra etica”
Angelo Paris in tribunale per l’interrogatorio
paolo colonnello
milano

«Son due anni che ci lavoriamo dentro, ragazzi: abbiam fatto pranzi, cene, abbiamo la gente, abbiamo fatto i consorzi, li abbiamo messi d’accordo…cavolo, buttar via due anni di lavoro mi sembra…». «All’ultimo minuto ci si inventava qualche collegamento romano, adesso non c’è più, adesso l’unica linea seria da seguire è due passaggi: primo portar dentro Paris, secondo passaggio è che Enrico (Maltauro, ndr) si coltivi il suo Tosi e io mi coltivo il mio Maroni, bene come ho fatto». Ultimi giorni prima della retata. Nella «cupoletta», Gianstefano Frigerio e Giuseppe Cattozzo, commentano questo scorcio di fine impero. Antonio Rognoni sta per essere arrestato per i finti contratti su Expo e loro hanno puntato sul nuovo cavallo di razza: Angelo Paris.

Il direttore dei contratti di Expo, è un uomo ambizioso ma con poche conoscenze «politiche». E nella «squadra» gli hanno fatto balenare la possibilità di prendere il posto di Rognoni a Infrastrutture Lombarde, la potente società della Regione che controlla in pratica il mercato degli appalti pubblici in Lombardia: dall’Expo alla Sanità, passando per le discariche all’edilizia. Lo hanno fatto andare da Berlusconi attraverso il fido Fabrizio Sala, sottosegretario con delega all’Expo della Lombardia e adesso che «i collegamenti romani non ci sono più», bisogna stringere. Perché, come dice in un’altra intercettazione Greganti, «Expo dura due anni, ma Infrastrutture Lombarde va avanti almeno 20».

Ieri pomeriggio sul punto, Paris è stato interrogato a lungo dai pm Gittardi e D’Alessio che si occupano dell’inchiesta e hanno deciso di secretare il verbale. L’ex manager, assistito dall’avvocato Luca Troyer ha risposto a lungo cercando di ridimensionare il suo ruolo ma ammettendo «di aver turbato» alcuni appalti, quelli che gli vengono. In sostanza, avrebbe detto, «mi sentivo il fiato sul collo di Rognoni» e del suo giro ciellino. Quindi, catapultato da Torino all’Expo, avrebbe spiegato di volersi «coprire le spalle». Ed evidentemente per chi frequenta certi ambienti, non doveva essere difficile. Finisce perciò nelle mani del «gatto e la volpe», ovvero Frigerio e Greganti. Ciascuno per il suo «mondo»: Forza Italia, Luigi Grillo, Letta e Previti, passando per Berlusconi, il primo; il Pd e il potente mondo delle cooperative il secondo. Per fare certe carriere, bisogna avere spalle coperte: Cielle e Coop uniti nella lotta. Così avrebbe raccontato Paris ai pm la sua risibile ascesa nel mondo degli appalti. Spiegando perfino che sì, da Berlusconi effettivamente ci andò una sera a cena, ma non gli avrebbe quasi rivolto la parola: «Era una cena elettorale, c’erano i circoli e un sacco di gente».

Al telefono poi se la rivendette come un grande successo personale. Insomma, un ingenuo carrierista. Per non sbagliare comunque, il suo legale nei giorni scorsi, dopo che la procura aveva dato parere sfavorevole, ha ritirato la richiesta per agli arresti domiciliari, ieri puntualmente negata dal Gip a Frigerio che la chiedeva per motivi di salute e si era presentato in carrozzella agli interrogatori. Paris comunque dovrà essere ascoltato una seconda volta.

Cattozzo lo dice chiaro a Frigerio, durante una cena nel ristorante preferito a due passi dalla Stazione Centrale: «Perché non sostituiamo Rognoni con Paris?» «Si – risponde il “professore” – perché lì c’è un manager bravo…». E dove Paris tentenna, interviene il «compagno G», alias Primo Greganti, per quella che gli investigatori ribattezzano «operazione Ecatonchiri»: «Se decidi ad aiutare quella cooperativa lì, anche al di là dell’allestimento…» Paris: «Certo, do incarichi spot, cosette libere..» Greganti: «Stamattina ho parlato con Pittella…Gianni Pittella…è il presidente del Consiglio Europeo, grande potere, enorme, quindi nel Pd è considerato potente, ecco, io l’ho incontrato…sul piano casa abbiam parlato parecchio…Tu, quando hai bisogno chiami, non ci sono problemi, io passo a trovarti…».

I due parlano di tutto, Greganti gli spiega il bel mondo della politica, da Palazzo Marino al Governo. «Pisapia praticamente…è debole…Non c’è più l’etica nostra…ha illuso tutti…La riforma del Senato non si fa quindi…adesso parte col piano casa e se passa va confezionato…per l’Expo…se fossi al posto di Renzi…».

Spunta perfino il nome di Bisignani, il grande tessitore romano arrestato e scarcerato per altre vicende, riciclatosi come scrittore di segrete cose. «Bisignani – dice Greganti – settimana prossima…Terna…io sono del parere che ci siano un bel po’ di personaggi insomma, eh…». Chiacchiere, tante chiacchiere in libertà. Qualche rara certezza: «Una decina di padiglioni per l’Expo» e i rapporti «con i cinesi». «Loro pensano di poter risolvere come un mosaico, un pezzo a uno un pezzo a quell’altro…pezzi in parte fatti dai cinesi in parte da aziende italiani…non ne escono fuori perché io ho provato a spiegargli in tutti i modi con la CmC».

http://www.lastampa.it/2014/05/20/italia/cronache/paris-prime-ammissioni-cos-sono-caduto-nella-rete-della-cupola-dellexpo-88MNhUMDKYHgyFyDpRnDSL/pagina.html

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REAZIONE:INFATTI,E’ CATOZZO CHI COMMANDAVA ALTRO CHE LAVORO SPORCO.E CI SONO ANCHE MARONI,BERLUSCONI,PREVITI,LETTA E COSI VIA.CHE TE NE PARE?CON LA TERZA  MEDIA…..

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-NOTA 5:VEDIAMO LA SANITA,GALAN E TOSSI:ANDIAMO A PADOVA

Cronache,16/06/2014 - il caso
Mose, c’è un nuovo filone sulla Sanità veneta
E nei verbali spunta Tosi
Fari puntati sugli appalti per l’ospedale di Padova
Il primo cittadino di Verona: “Soltanto spazzatura”
LAPRESSE

Si allarga l’inchiesta veneziana del Mose: nella foto un cantiere

gianluca paolucci eleonora vallin
venezia

Il 29 novembre del 2010, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, incontra l’ex segretario generale della sanità veneta, Giancarlo Ruscitti. Oggetto dell’incontro: il via libera di Tosi alla costruzione del nuovo ospedale di Padova, un affare che sulla carta valeva fino a 1,7 miliardi di euro, la seconda grande opera della regione dopo il Mose. Quello che si dicono i due assume rilevanza in un filone d’indagine formalmente separato dall’inchiesta Mose, ma con questo strettamente legato. Un legame fatto di nomi, indagati in comune, circostanze e soldi. E spunta un ulteriore filone di indagine sul «sistema veneto» e la gestione degli appalti, sul quale sono in corso approfondimenti in Regione e nella stessa città di Verona, anche da parte della locale procura. Tosi, interpellato, fa sapere di non voler rilasciare dichiarazioni. Il suo portavoce bolla il tutto come «spazzatura».

Romano, classe 1958, una lunga esperienza nel settore sanitario con un passaggio nel comitato organizzatore del Giubileo del 2001, Ruscitti arriva alla sanità veneta durante la presidenza di Giancarlo Galan e con Tosi assessore regionale. Lasciato l’incarico nel 2010, Ruscitti quel novembre è da poco diventato «consulente» del Coveco, una delle coop associate al Consorzio Venezia Nuova (Cvn). In realtà, secondo quanto ricostruiscono i finanzieri che stanno indagando sull’inchiesta Mose, nella quale lo stesso Ruscitti è tra gli indagati, quell’incarico da 200 mila euro all’anno serve ad altro: favorire l’ingresso del Cvn nell’appalto per la costruzione del nuovo ospedale di Padova. Contratto miliardario, come detto, con almeno 200 milioni di denaro pubblico, da realizzare col rodato sistema del «project financing» e sul quale ci sono molti pretendenti. A scatenare l’interesse del Cvn sono sostanzialmente due elementi: i soldi, tanti. E la possibilità di replicare il «modello Venezia» in altre grandi opere. Cosa c’entra Tosi con l’ospedale di Padova? Ex assessore proprio alla Sanità regionale con Galan, Tosi è ritenuto ancora il «dominus» del settore nella Regione. La moglie Stefania Villanova è capo della segreteria organizzativa dell’assessorato dal 2005, con lo stesso Tosi, e per tutti i suoi successori. Tutti di provata fede «tosiana». E tutti veronesi.

L’aspetto più interessante è però quello che i due, Tosi e Ruscitti, si raccontano il 29 novembre. Secondo quanto riferisce lo stesso Ruscitti a Mazzacurati qualche giorno dopo, l’11 dicembre del 2010, nella sede del Cvn, Tosi (fino ad allora poco convinto della necessità dell’opera) avrebbe dato il suo via libera al progetto, ponendo però una serie di condizioni. Condizioni riportate negli atti dell’inchiesta Mose grazie ad una intercettazione ambientale ordinata dai pm veneziani. Tosi, dice Ruscitti, chiede innanzitutto che dia il suo assenso anche il sindaco di Padova – allora era Flavio Zanonato, Pd -. Che chi realizzerà il nuovo si occupi della dismissione del vecchio, che arrivino anche fondi internazionali. E pone delle condizioni su chi dovrà eseguire i lavori: no a Piergiorgio Baita – e quindi no alla Mantovani -, no a Gemmo, no a Carron. Sì invece a Sacaim (società veneziana poi finita in concordato, ndr.), a Sodexo, alle coop, a Mazzi (indagato per il Mose) e ad Astaldi.

A quel punto, Mazzacurati si attiva per ottenere il via libera di Zanonato, che incontrerà nel febbraio del 2011.

Mentre Ruscitti attiva i suoi contatti nel centrodestra per garantire il via libera all’operazione. Così in quegli stessi giorni scambia varie conversazioni e sms con Giancarlo Galan, – indicato negli atti come «nota personalità politica locale e nazionale» – colui che da presidente della giunta regionale ormai a fine mandato aveva dato, pochi mesi prima, il via libera al nuovo ospedale al quale chiede una dichiarazione favorevole alla costruzione del nuovo ospedale da parte dell’allora ministro della Sanità, Ferruccio Fazio. Il nuovo governatore, Luca Zaia, ha infatti già detto che i soldi per fare l’ospedale non ci sono e sarebbe meglio rinnovare quello già esistente. Così il 6 dicembre Galan fissa una colazione con lo stesso Fazio, della quale informa lo stesso Ruscitti. Il 13 dicembre successivo poi i due si parlano al telefono e, intercettati, si danno appuntamento per parlare di persona dell’interesse di Mazzacurati all’affare del fatto che Tosi, questa volta, «non avrebbe detto no». E in quei giorni l’attenzione è concentrata sulla fiducia all’esecutivo Berlusconi dopo l’addio di Fini e Ruscitti cerca una sponda con il fratello dell’allora presidente della Camera. Tanto movimento fa però scattare l’attenzione dei finanzieri che stanno monitorando l’attività di Mazzacurati. Tutto questo gran parlare di soldi e di appalti, di politici e di affaristi, rende necessari «ulteriori approfondimenti» per valutare nuove ipotesi di reato.

In attesa che le indagini facciano il proprio corso, non si può non rilevare un’altra circostanza che mischia ancora di più le due storie, Mose e ospedale. A presentare il project financing padovano – valore finale 600 milioni e posti letto dimezzati – sarà poi una joint venture tra l’australiana Bovis Lend & Lease e i vicentini della Palladio di Roberto Meneguzzo, altro indagato eccellente dell’inchiesta veneziana. Intanto, il neo sindaco della città del Santo, Massimo Bitonci, tra i suoi primi atti ha bloccato l’iter della costruzione della struttura.

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http://www.lastampa.it/2014/06/16/italia/cronache/mose-c-un-nuovo-filone-sulla-sanit-veneta-e-nei-verbali-spunta-tosi-1uIxYucR5CSo6UKHlscGLL/pagina.html

REAZIONE:MA VA…..!”GHE L’E’ UN BEL TOSETTO.

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NOTA FINALE:INSOMMA,E’ IL SISTEMA TANGENTOPOLI DELLE LARGHE INTESE

cronache.09/05/2014 - Le carte
Le larghe intese degli affari
I contatti tra la “squadra” e i politici
Il passaggio di denaro tra l’imprenditore Enrico Maltauro e l’intermediario Sergio Cattozzo
paolo colonnello
milano

«Visti i rapporti che hai con Paris… digli: guarda è un amico e in più ti ripeto, ci sono dentro le cooperative… c’è quella cooperativa importante… ti incontri con il mondo di Primo e con il mondo del professore…». Lo spiega bene il faccendiere Sergio Cattozzo, ex segretario dell’Udc in Liguria, mentre parla con il “professore” Gianstefano Frigerio come si fanno certi affari «nella squadra».

Ci sono «mondi» che s’incontrano in questa storia nuova eppure vecchissima di tangenti e appalti, potere e favori. «Il mondo di Primo», ovvero quello delle Coop rosse emiliane «di area Pd». E «il mondo del professore», cioè quello che arriva alle società care ad Arcore oppure alla Compagnia delle Opere passando magari per l’ex senatore Luigi Grillo, o per l’attuale ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi cui Frigerio sostiene di aver mandato «un biglietto» per suggerire il nome di Antonio Rognoni, poi arrestato per Infrastrutture Lombarde un mese fa, «come presidente Anas».

Anche perché Lupi, sempre secondo «il professore» «è amico di quelli di Manutencoop» e questi, «insieme ai ciellini sarebbero già intervenuti per fargli fare da capo cordata nel progetto della Città della Salute» che dovrebbe sorgere a Sesto San Giovanni. Ma c’è anche un «terzo mondo», quello che, passando per l’imprenditore vicentino Enrico Maltauro, arriva fino agli ambienti della Lega Nord. Così mentre a un certo punto Frigerio manda un imprenditore «dal mio capo» ad Arcore, «così lo faccio benedire politicamente» prima di introdurlo «negli appalti anche a Pavia», «per assicurarsi l’adesione della Lega, gli indagati decidono di far leva anche sul legame più volte ribadito da Maltauro con Flavio Tosi, sindaco di Verona». E, già che ci siamo, Frigerio, che amava mandare «pizzini» ai suoi interlocutori politici per non essere intercettato, dice di aver spedito un biglietto anche al presidente della Lombardia Roberto Maroni «per scatenarlo sulle Vie D’Acqua» di Expo.

Si può perdere la testa leggendo l’ordinanza del gip Antezza con cui ieri sono state arrestate sette persone per associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta. Tanto è ramificato il mondo dei «contatti» e dei «referenti» politici cui, dalle intercettazioni, sembrano rivolgersi i vecchi arnesi della tangente. «La squadra», come loro stessi si definivano, si riunisce e riceve pletore di manager e imprenditori nella sede milanese del circolo culturale intitolato a Tommaso Moro, filosofo dell’Utopia, loro che della scaltrezza hanno fatto una religione. Qui si decidono destini e carriere, si distribuiscono appalti. Si telefona. Dice per esempio Figerio: «Quindi, sei stato bravissimo, cautissimo, serio… Però quel mondo lì è pericoloso. Ad esempio sento a Roma che ci sono in giro dei chiacchieroni… uno come Pizzarotti va già a dire che ha vinto la Città della Salute… però è un mondo pieno di chiacchiere… La Lombardia, senza il paese non si salva… Dobbiamo fare uno sforzo per cambiare la classe dirigente romana…».

E in che modo? Magari rivolgendosi, ancora nel gennaio scorso, a un personaggio come Cesare Previti, condannato a 11 anni per aver tenuto a libro paga dei giudici, chiedendogli aiuto per ricollocare un manager come Giuseppe Nucci che da Saipem punta addirittura a Terna. Visto che, come scrive il gip, «emerge l’assoluta necessità di garantire a Nucci la massima copertura politica per futuri incarichi». E per contrastare, come informa il solito Cattozzo, la cordata «di Verdini e Matteoli che starebbero indicando Scaglia». Previti riferisce a Grillo di avere parlato del problema a Gianni Letta, mentre Guzzetti avrebbe garantito «il placet» della Cassa Depositi e Prestiti. Greganti spara l’asso e dice che anche Pierluigi Bersani si è detto «d’accordissimo». Giochi di potere che ora i politici chiamati in causa, e non indagati, smentiscono sdegnosamente. Eppure Paris, l’uomo che fino a ieri decideva in Expo i contratti per le forniture, ora si sente nelle «mani giuste».

Il 27 gennaio scorso racconta al “professore” di aver trascorso un’intera serata con l’ex Cavaliere, «parlando per ore di fila, dalle 9 a mezzanotte». Frigerio dice: «Teniamone conto per Infrastrutture. Io poi ho parlato con la Gelmini e poi con Fedele… A me interessa sappiano che tu ci sia…». Ma poi arriva anche “la ciccia”, ovvero i soldi che si fanno dove ci sono, cioè a Milano, nella sanità, su Expo. Perfino sulle scorie nucleari come racconta la vicenda della Sogin, società interamente controllata dal ministero delle Finanze che appalta la costruzione dei depositi per le scorie a Maltauro e alla Saipem per 98 milioni di euro. In cambio si parla di una tangente da 600 mila euro. Che Maltauro inizia a versare «a Natale e poi tutti i mesi». Sì, perché «Maltauro – spiega Frigerio – ha vinto un lavoro grossissimo con la Sogin». «Quindi allora, noi abbiamo il 3 per cento?» chiede ansioso il suo collaboratore Iaccaccia. «Sì, ora sono 140 mila euro…». E sia chiaro, in nero. Oltre alla promessa di far assumere i figli di Frigerio e Primo Greganti in Sogin. «Fammi sapere – dice Frigerio – se devo intervenire su Letta… Perché Gigi (inteso come Grillo, ndr) ne ha già parlato con Passera…». «Va bene… dei miei 50 lei vuole qualcosa professore?». «No, avevamo detto 50 per ognuno…».

http://www.lastampa.it/2014/05/09/italia/cronache/le-larghe-intese-degli-affari-i-contatti-tra-la-squadra-e-i-politici-xnrX4iK36uUX61Fnpeib2J/pagina.html?exp=1

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-NOTA POST DATATA:E “IL MAGGIORE” TREMA

Politica,08/06/2014
- Forza Italia
Lo stato maggiore preoccupato che si allarghi l’inchiesta sull’Expo
Fibrillazioni per il ruolo svolto dalla ditta Maltauro
Silvio Berlusconi più che dalle inchieste per le tangenti è preoccupato dai
seguiti del caso Ruby
ugo magri
roma

Stupiti, quasi increduli, Berlusconi e i suoi si domandano che cosa stia aspettando Renzi. Non sanno spiegarsi come mai il premier voglia trascinare la legislatura per altri 4 anni fino al 2018, anziché cogliere l’occasione di salire al Colle e mettere Napolitano con le spalle al muro: «Caro Presidente, così non si può andare avanti, contro la corruzione bisogna fare piazza pulita, dobbiamo subito liberare il Parlamento dalla vecchia classe politica». Al posto del leader Pd, l’ex Cavaliere non avrebbe ombra di dubbio. Con il «killer instinct» tipico del Caimano, lui tornerebbe di corsa alle urne, chiederebbe agli italiani carta bianca per spingere la rottamazione alle conseguenze estreme.

«Lo diciamo contro i nostri interessi», sussurra uno dei berlusconiani più titolati a parlare, «ma se Matteo dovesse tergiversare, rinunciando a darci il colpo di grazia proprio ora che noi siamo in ginocchio, commetterebbe l’errore più spettacolare della sua vita…».

Per la verità, votare subito non è fattibile. Dopo l’estate scatta il semestre italiano di presidenza europea, dunque il Capo dello Stato mai scioglierebbe le Camere. Ma nella primavera prossima (così si ragiona dalle parti di Arcore) non ci sarebbero scuse per rinviare la resa dei conti. Tanto più che gli italiani verranno chiamati al voto per le Regionali. Dunque il premier, se fosse spregiudicato quanto Berlusconi lo vorrebbe, dovrebbe profittarne per celebrare un grande «election day» che rivolti la politica come un calzino. «Se ha davvero il coraggio di liberarci da tutto il marcio che c’è, il premier lo dimostri», provoca impavida la Santanché. E se invece Renzi preferisse tirare avanti? «Sarebbe la prima vittima dello stillicidio che nessuno risparmia», scuotono il capo nel quartier generale «azzurro», dove il dubbio è se la politica saprà reggere lo stress di uno scandalo via l’altro, con lo stesso Pd incapace di chiamarsi fuori (sebbene agli occhi del Cav il sindaco veneziano Orsoni risulti una persona integerrima, almeno così gliel’ha raccontato l’avvocato Ghedini, pronto a mettere la mano sul fuoco sul conto dell’avversario politico).

Circolano in queste ore le voci le più allarmistiche. Nello stato maggiore forzista si danno per imminenti nuovi drammatici sviluppi delle inchieste su Expo 2015, facenti perno sul ruolo della ditta vicentina Maltauro. L’ex Cavaliere si sente relativamente al riparo. L’unico in grado di inguaiarlo sarebbe. forse, l’ex parlamentare azzurro Frigerio, ben noto alle cronache, il quale però da ultimo si limitava a sottoporre al leader appunti di politica estera regolarmente messi in archivio. Il merito di averlo tenuto alla larga non è tanto di Berlusconi quanto del molto vituperato «cerchio magico»: Frigerio era nella lista degli «indesiderati». Lo stesso Galan da tempo risultava in disgrazia agli occhi delle cosiddette «badanti» berlusconiane (la fidanzata Francesca e l’amministratrice del partito Mariarosaria Rossi) che, se fossero entrate in azione con un paio d’anni in anticipo, avrebbero forse evitato a Silvio ben altri guai. Il 20 giugno comincia a Milano l’appello per Ruby. Tempo tre settimane, massimo un mese, si arriverà a sentenza. Berlusconi teme il peggio. Qualcuno è andato a terrorizzarlo, tanto che lui si sfoga in privato: «E’ tutto già scritto, mi confermeranno la condanna. E subito dopo mi leveranno pure l’affidamento in prova ai servizi sociali. Anzi, con la scusa che io potrei fuggire all’estero come Dell’Utri, mi seppelliranno vivo…».

 http://www.lastampa.it/2014/06/08/italia/politica/lo-stato-maggiore-preoccupato-che-si-allarghi-linchiesta-sullexpo-aYxDO36zZlKYBeXR8dvbJK/pagina.html
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REAZIONE:PERCHE TREMA?VEDI LA NOTA 1 E  2.I “CONTI”,TORNERANNO O NO?
PD,NOBLESSE OBLIGHE:PARIS HA DECISO COLLABORARE CON L’INQUIRENTE E LI E’ STATO FINALMENTE CONCESSO IL DOMICILIARE.STAREMMO A VEDERE.
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17 GIUNIO 2014:ATTUALIZAZZIONE VANDALISMO,”AUDIENCIA”

L’UDIENZA(AUDIENCIA) SOSPESA IL 13 MAGGIO 2014 (VEDI CUA:

http://spaziorealedottciancimino.over-blog.com/m7-miscelanea-3/continuazione-e

SI TERRA DOMANI 18 GIUNIO 2014 ALE ORE 09:30 AM,NEL “JUZGADO DI FAMIGLIA ESPECIALIZADO DE TERCER TURNO “(SALA GIUDIZIARIA DI FAMIGLIA SPECIALIZZATO DI TERZO TURNO) INDIRIZZATO IN  “RONDEAU 1726″, ANGOLO CON LA STRADA “VALPARAISO”,NELLA CITTA DI MONTEVIDEO-URUGUAY-SUDAMERICA.IL GIUDICE E’ SIGNOR BENITEZ E LA CAUSA E’ VIOLENZA DOMESTICA.IO RITENGO ESSERE STATO VITTIMA DI TALE VIOLENZA E A DIMOSTRAZIONE PRESENTERO LA DOCUMENTAZIONE PERTINENTE .VI TERRO INFORMATI DOMANI.

19 GIUNIO 2014:ATTUALIZAZZIONE VANDALISMO,”AUDIENCIA”

PER SECONDA VOLTA NON SI HA PRESENTATO LA CONTROPARTE.NON CI SARA ALTRA “AUDIENCIA”

LA POLIZIA DELLA SEZIONALE 22 PRENDERA IN DOMICILIO TESTIMONIO DI MIA MADRE,CHE NON E’ DENUNCIANTE E CHE L’ALTRA VOLTA SIMILARE A QUESTA SIMULAZIONE PER PARTE DI VICINI SI AVEVA NEGATO A PRESENTARSI IN SEDE GIUDIZIARIA.SECONDO L’OPINIONE DEI MIEI LEGALI QUESTA AZIONE GIUDIZIARIA QUANTO MENO DOVEVA FINIRE GIA.CI SONO ANTECEDENTI GIUDIZIARIE DI “SIMULAZIONE DI DELITTO” E “PRIVAZIONE DI LIBERTA”" OLTRE A PROVE DI VIOLENZA FISICA ATTUALE.

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18 GIUNIO 2014:SOTTOMARINO RUSSIA

-TITLARE SU THE WASHINGTON TIMES:

Happening Now

Putin’s nuclear navy gets an upgrade: Russia christens new top-secret submarine

TRADUZIONE: SUCCEDE ORA:
** FOTO ** Il sottomarino nucleare russo Yury Dolgoruky. (Associated Press)
L’Armata Navale nucleare di Putin riceve un aggiornamento: Russia battezza nuovo sottomarino top-secret

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18 GIUNIO 2014:DI PROPOSITO DEL SESSISMO MADE IN USA

-3 TITOLARI THE WASHINGTON TIMES:A CASA MIA COMMANDO IO
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Happening Now
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1-

Senate panel clears bill to build Keystone XL pipeline
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2-

The ‘Dream’ dies: Hillary says illegal immigrant children must be sent home
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3-

Cheney rips Obama’s foreign policy, blames him for mess in Iraq

TRADUZIONE:

SUCCEDE ORA

1-** FOTO **LEGGENDA: I lavori sono iniziati al ​​Keystone XL Pipeline vicino a Winona, Texas, ma se sarnno mai portate le sabbie bituminose dal Canada centrale alle raffinerie della costa del Golfo attende una decisione del presidente Obama. (Tyler [Texas] Morning Telegraph via Associated Press)

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TITOLARE-Pannello del Senato cancella il disegno di legge per la costruzione di Keystone XL pipeline.

2-FOTO.LEGGENDA:l’ex Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton ascolta un cliente che firma copie del suo nuovo libro “Scelte difficili”, ad Harvard Book Store, Lunedi, 16 June 2014, a Cambridge, Mass. (AP Photo / Steven Senne)

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TITOLARE:Il ‘Dream’ dies: Hillary dice che i bambini immigrati clandestini devono essere mandati a casa.

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3-** FOTO **,LEGGENDA:L’ ex vice presidente USA,Dick Cheney. (AP Photo / Olivia Harris, Piscina, File)

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-TITOLARE:Cheney strappa la politica estera di Obama, lo accusa di disastro in Iraq

REAZIONE.SI MA QUANDO MIA MOGLIE NON C’E.QUELLO DI SOPRA…

(E COME ABBIAMO VISTO IN QUESTI GIORNI,NON VALE SOLO PER I CLINTON)’

SENZA SCHERZI:

1-DEPLORO LA DECISIONE DI OBAMA MA L’ULTIMA PAROLA NON E’ DETTA:I DEMOCRATICI SOLO CONTROLLANO IL SENATO E NON HANNO LA MAGGIORANZA DEL PARLAMENTO IN MANO AI REPUBBLICANI.E DI ULTIMA SE LA DECISIONE LA DOVESSI PRENDERE OBAMA…………MOGLIE C’E'?E’ ESTREMAMENTE IMPORTANTE QUESTO DUTTO CHE PORTERA IL PETROLEO DAL CANADA A TUTTA LA COSTA EST USA.SERVIREBBE A DIMINUIRE DRASTICAMENTE LA DIPENDENZA USA DELLE FONTE ARABI E QUINDI SCENDEREBBE ANCHE I FATTORI DI CONFLITTUALITA CON I MUSSULMANI.UN PACIFISTA COME LUI DOVREBBE PENSARCI BENE.IO CREDO CHE ALLA FINE PREVALRA IL BUON SENSO.E SE NO…. CI PENSI LA PADRONA DI CASA.NON E’ DETTA L’ULTIMA PAROLA…..

2-CONDIVIDO L’OPINIONE DI HILLARY CLINTON,E’ UNA —”AMERICAN SCETTICA”.E A CHI NON PIACE RESTI SENZA LIBRO……..(SOLO E’ PER CHI SA FARE “SCELTE DIFFICILI”)

3-CHENEY?FINIRONO I TEMPI DELLA NUOVA DESTRA RELIGIOSA E DEI SIGNORI DELLA GUERRA(ANCHE IL CAVALLIERE C’ERA)

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18 GIUNIO 2014:QUANTO ERA BELLA MONICA VITTI

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

 

 

La bellezza italiana per Samugheo Le foto

di Balzarotti e Miccolupi

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19 GIUNIO 2014:SEZA FINE DI LUCRO

-TITOLARE THE TELEGRAPH:

Does the free art end here?

ArtWhy is the National Gallery charging people to see paintings that are usually on show for free?

TRDUZIONE:Il fine dell’arte qui e’ gratuito?
Arte
Perché la National Gallery sta caricando la gente per vedere quadri che di solito sono in mostra gratuitamente?
REAZIONE:ABONARSI PER VEDERE COSE GRATUITE?
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9 GIUNIO 2014:RENZI FARA LA STESSA FINE DI LETTA?
-TITOLARE LA STAMPA:economia

Debiti P.a, l’Ue apre una procedura contro l’Italia
Domande e risposte – Davvero siamo maglia nera?

a cura di giuseppe bottero
Nel mirino i tempi del pagamento. Il commissario Tajani attacca:
«Noi i peggiori pagatori d’Europa». Padoan:«È incomprensibile».
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REAZIONE:ATTENTI,L’TALIA INIZIERA A METTERSI DA VERO MALE CON EUROPA?
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9 GIUNIO 2014:NIENTE PAN-SLAVISMO?
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Le mosse di Poroshenko  firma accordo Ucraina-Ue  e piano di pace in 10 giorni
Le mosse di Poroshenko firma accordo Ucraina-Ue e piano di pace in 10 giorni
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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 124 »

12 giugno 2014
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12 GIUNIO 2014:RIPERCUSSIONE POLITICA DELLE INCHIESTE MOSE E EXPO

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1-LA LEGA:PER CAPIRE DOBBIAMO PARTIRE DELL’ERA BOSSI.

-2 NOTE SU LA STAMPA:

-NOTA 1:”LA VECHIA LEGA E LA N’DRANGHETA

Politica,22/09/2013

- genova, l’inchiesta sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel ponente

Il superpentito della mafia:

“Belsito lavorava per i clan”

Tirato in ballo l’ex tesoriere della Lega: era il referente per la Liguria
Il 22 febbraio del 2010 Belsito è nominato tesoriere della Lega. Il 12 aprile 2012 viene espulso dal Carroccio
Il 24 aprile 2013 l’arresto per associazione a delinquere
e truffa
alessandra pieracci
genova

Un superpentito di mafia tira in ballo, riferendo confidenze di un compare, l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, come contatto in Liguria del clan De Stefano di Reggio Calabria.

Lo fa a Genova, davanti al pm Giovanni Arena, della Direzione Distrettuale Antimafia, titolare dell’inchiesta «La Svolta», che riguarda il Ponente Ligure (il 30 settembre c’è l’udienza preliminare) ma dichiara anche di aver parlato dei rapporti tra il partito di Bossi e la ’ndrangheta già «durante i 180 giorni», il periodo in cui il pentito deve rivelare tutto quello che sa per ottenere lo status di collaboratore di giustizia. Dichiarazioni che probabilmente non sono state ignorate nell’inchiesta sui fondi del Carroccio che vede Belsito accusato di associazione a delinquere e truffa aggravata.

«Sono distrutto, prostrato, non so più di che cosa vogliono accusarmi – dice Belsito – ma alla fine si dimostrerà che sono tutte menzogne». «Sono perplesso di fronte al peso e all’attendibilità che si dà a questi personaggi», aggiunge il suo avvocato Paolo Scovazzi.

Francesco Oliverio, 43 anni, condannato per associazione di stampo mafioso e fino al 2011 capo di una locale in provincia di Crotone, imprenditore edile del movimento terra, socio occulto di parecchie ditte di costruzioni, a gennaio del 2012 ha deciso di collaborare per una crisi di coscienza e «per il bene dei miei quattro figli». Ora è affidato al servizio di protezione. E’ arrivato a Genova alle fine di luglio e poi ad agosto. Il 21 agosto dichiara: «Parlando con il compare di Reggio venni a sapere che i De Stefano operavano tranquillamente in Liguria riciclando soldi e facendo investimenti». I soldi provengono da «narcotraffico, usure, estorsioni» e vengono riciclati «tramite un professionista legato all’ambiente ligure e lombardo». «Nel discorso – dichiara Oliverio -, quale contatto, il compare aveva accennato all’ex tesoriere della Lega Belsito nonchè al precedente tesoriere dello stesso partito da tempo deceduto il quale, oltre a favorirli nel riciclaggio, gli custodiva anche le armi». Si riferisce a Maurizio Balocchi, con cui Belsito aveva cominciato a collaborare, sostituendolo progressivamente con l’avanzare della malattia.

Ma Oliverio fa di più che rispondere alle domande. La sera del 30 luglio, quando l’audizione viene sospesa perché è tardi, il superpentito avverte il magistrato: «Prima di chiudere vorrei precisare che lei, dottor Arena, è a rischio. La ’ndrangheta quando vi saranno delle sentenze o delle confische di beni gliela farà pagare. Non aspettate che succeda perché poi sarà tardi. Non necessariamente agiscono con criminali ma il più delle volte tramite persone insospettabili che vengono definite “corpo riservato” e di cui parlerò in seguito. Da non sottovalutare poi i collegamenti con i servizi segreti e la massoneria. Di tali collegamenti ho avuto notizie da mio cugino attivo nel locale di Belvedere Spinello con la carica di “Santa’’ appartenente a una loggia massonica di Vibo Valentia. Non ho avuto notizie concrete nei suoi confronti, parlo per esperienza. Ho fatto quel mestiere per 30 anni, so come ragionano».

http://www.lastampa.it/2013/09/22/italia/politica/il-superpentito-della-mafia-belsito-lavorava-per-i-clan-VdvxrrNjYxgnWpeUK9tCjJ/pagina.html

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0/04/2013

La Finanza perquisisce la casa di Riccardo Bossi

-NOTA 2:LA “NUOVA LEGA” E LA N’DRANGHETA

Politica,13/12/2013
Le accuse di Belsito scuotono la Lega
Salvini: “Solo balle, pronti a querela”
L’ex tesoriere del Carroccio: soldi a tutti i big. Cota: «Macchina del fango»

Il neo segretario della Lega Matteo Salvini, dietro Roberto Calderoli

Belsito? «Fango, fango e ancora fango». Le dichiarazioni messe a verbale da Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega arrestato alla fine di aprile per l’inchiesta sulla gestione dei rimborsi elettorali di via Bellerio, riemergono a poche ore dal congresso straordinario che domenica, a Torino, eleggerà Matteo Salvini segretario federale e scatenano un terremoto nel Carroccio.

LE ACCUSE

Il quadro tratteggiato da Belsito negli interrogatori, resi tra il maggio e il luglio scorso ai pm della procura milanese che indagavano sui finanziamenti al Carroccio, svelano la contabilità “parallela” del Carroccio. I soldi sono finiti a tutti, non solo al “cerchio magico”, è l’accusa dell’ex tesoriere. Belsito impallina personaggi tutt’ora in vista della Lega, da Tosi, il sindaco di Verona, a Cota, attuale presidente della Regione Piemonte («Mi indicava i fornitori, gli ho pagato anche un’auto»), dal neo segretario Matteo Salvini al sempiterno Roberto Calderoli.

IL PARTITO FA QUADRATO

I nuovi particolari sui presunti giri di denaro ai piani alti del movimento, non più solo a quelli di antica osservanza bossiana, sono stati bollati come «fango» e «palle», ovvero falsità, sia da Salvini sia dal segretario uscente, Roberto Maroni. «Fango, fango, fango! Non ho parole – ha detto Salvini a Radio Padania, subito dopo la lettura dei quotidiani -: sono palle, del resto i magistrati hanno già archiviato…». Anzi, è questa la convinzione diffusa che il nuovo segretario sposa in toto, la Lega viene colpita perché «dà fastidio» e, dunque, «da qui a maggio (quando ci saranno le europee, ndr), prepariamoci a sentirne di tutti i colori. Che siamo brutti, cattivi, ladri, pedofili, naturalmente razzisti e quant’altro».

LA BASE ARRABBIATA

La vicenda Belsito (espulso a suo tempo dal partito) però non passa inosservata in casa Lega. Bastava ascoltare le telefonate in diretta degli ascoltatori della radio padana per coglierlo. Sostenitori stufi di sentirne parlare ma anche arrabbiati con la stampa che se ne occupa. E Maroni, che si prepara a passare il testimone raccolto un anno e mezzo fa proprio sull’onda dei primi scandali giudiziari costati la leadership a Umberto Bossi, ha colto bene questi umori. «I nostri sono incazzati», ha detto, sostenendo però che in quello che è emerso in queste ore «non c’entra la magistratura, ma sono i giornali che prendono verbali di maggio» e «raccontano la versione di un personaggio che non merita neanche di citarne il nome (Belsito appunto, ndr), che dice le cose che dice, che inventa perché essendo indagato può dire quello che vuole e non si può agire legalmente nei suoi confronti».

TEGOLA SUL CONGRESSO

Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, ha parlato di «macchina del fango» in moto contro il suo movimento. E se per il vicecapogruppo alla Camera, Gianluca Pini, Belsito è «un bugiardo» di cui «la Lega è vittima e non complice», per i veneti Flavio Tosi e Luca Zaia tirati in ballo davanti ai pm l’ex tesoriere è meritevole solo di essere «querelato per le sue calunnie». Insomma, l’ombra delle inchieste continua a inseguire il Carroccio nella sua lunga transizione politica, con o senza Bossi, finché non si sarà raggiunta una verità giudiziaria. Da domenica, dal congresso al Lingotto, ci sarà Salvini al timone, tocca ai giovani lasciare queste cose «al passato». «Domani è il mio ultimo giorno da segretario – ha commentato con l’Ansa Maroni -. E diciamo che sono un caso più unico che raro, essendo il primo nella politica italiana, che mi risulti, che si dimette dalla segreteria per favorire il ricambio generazionale».

http://www.lastampa.it/2013/12/13/italia/politica/belsito-accusa-la-lega-va-allattacco-salvini-sono-soltanto-fango-e-palle-SOW4Bgu3UCzrLJXvHWlUvI/pagina.html

-E ARRIVIAMO A QUESTO PRESENTE:LITE FRA I SOCI DELLE LARGHE INTESE DI PISAPIA SULL’EXPO MILANO

-NOTA SU LA STAMPA:Cronache,10/06/2014

Expo, Maroni: rischiamo di non farcela

Renzi: “Basta pessimisti di professione

Pensi a responsabilità della Lombardia”

Il governatore attacca: “I lavori sono bloccati, il governo deve darsi una mossa”. Il premier lo gela: polemiche sterili. L’esecutivo: venerdì pieni poteri a Cantone
Il governatore della Lombardia Roberto Maroni

È scontro aperto sull’Expo fra il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, che ha lanciato l’allarme sui ritardi per l’esposizione universale, e il premier Matteo Renzi.

Secondo il governatore, infatti, i lavori di Expo rischiano di non essere finiti per l’inaugurazione del primo maggio 2015. «Rischiamo di andare oltre il 30 aprile senza avere completato le opere» ha detto chiedendo al governo di «darsi una mossa, altrimenti Expo è bloccata, i lavori sono bloccati e francamente non trovo motivo». «Piuttosto che sollevare polemiche sterili Maroni rifletta sulle responsabilità della Lombardia» gli la risposto Renzi da Shanghai, criticando «i professionisti del pessimismo».

Non è la prima volta che il governatore, dopo l’inchiesta della Procura di Milano sugli appalti per la manifestazione, chiede di approvare il decreto su Expo, che affida poteri di controllo al presidente dell’authority anticorruzione Raffaele Cantone. Era atteso per la settimana scorsa in Consiglio dei Ministri, ma è slittato. Il governatore non è, però, l’unico a preoccuparsi per i tempi. A 40 giorni dagli arresti dell’inchiesta Expo, ha osservato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, «sarebbe bene passare dalle parole ai fatti».

Maroni si è detto fiducioso ma «andando avanti così – ha avvertito – se passano questa settimana e la prossima» il rischio è di non fare in tempo. «Polemiche inutili» secondo il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, che ha le deleghe ad Expo.

Il decreto, ha assicurato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, andrà in Consiglio dei Ministri venerdì prossimo. «Credo che Maroni debba star tranquillo – ha commentato -, magari se si fosse agitato prima forse più occhi avrebbero potuto evitare di mandare Cantone dopo». Nessuno intende fare una brutta figura internazionale. Secondo Renzi l’esposizione è «un’opportunità per mostrare un Paese migliore di come spesso lo si racconta». «Non possiamo essere il Paese che realizza il «grandioso» risultato di consegnare opere incompiute o connotate dalla corruzione» ha sintetizzato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

Intanto, sul fronte dell’inchiesta i pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio hanno dato parere negativo alle istanze di scarcerazione presentate dalle difese dell’ex manager Expo Angelo Paris e dell’imprenditore Enrico Maltauro, arrestati più di un mese fa assieme ai presunti «organizzatori» della «cupola», l’ex funzionario Pci Primo Greganti, l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio e l’ex senatore Pdl Luigi Grillo. I due hanno reso ampie confessioni e fornito riscontri all’ipotesi accusatoria ma, da quanto si è saputo, gli inquirenti hanno detto no alla scarcerazione perché ci sono ancora aspetti da chiarire e alcune risposte non li hanno convinti, in particolare in relazione alla presunta gara truccata per le `architetture di servizi´ dell’Expo. Il gip Fabio Antezza dovrebbe pronunciarsi sulle istanze domani.

http://www.lastampa.it/2014/06/10/italia/cronache/expo-maroni-rischiamo-di-non-finire-le-opere-il-governo-si-dia-una-mossa-Eu0tL9JbX8SRmo86Ic4yfL/pagina.html

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14/05/2014
I pm scoprono altri appalti truccati
REAZIONE:OGGI L’ERA BOSSI NON ESSISTE PIU,MARONI COINVOLTO NELLA TANGENTOPOLI DELL’EXPO CON LA CUPOLA ,COTA FATTO FUORI E IL PIEMONTE PERSO,UN MAGRO BOTTINO ELETTORALE ALLE EUROPEE DI UN 6 PER CENTO E SOLO PADOVA ALLE AMMINISTRATIVE IN UN BALOTAGGIO.

INSOMMA LA LEGA E’ IN VIA DI SCOMPOSIZIONE.ANCHE QUELLA PSOT-BOSSI TARGATA 2.0.

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2-FORZA ITALIA

UN MAGRO 16 PER CENTO ALLE EUROPEE,2 O 3 COMUNI AL BALOTTAGIO E BASTA.BERLUSCONI E FORZA ITALIA ORMAI SONO SCOMPARSI DELLO SCENARIO POLITICO COME OPZIONE DI POTERE

-TESTIMONIO GRAFICO:SU LA REPUBBLICA:

Poco sopra il 16%, per Berlusconi inizia il tramonto

Numeri pessimi per Forza Italia. Nel partito volti scuri e poca voglia di parlare: “Abbiamo pagato l’assenza del nostro leader”. Toti: “Risultato non soddisfacente”. Bergamini: “Anno orribile”. E torna la carta “Marina”Poco sopra il 16%, per Berlusconi inizia il tramontoSilvio Berlusconi
ROMA -Tra il quindici e il sedici per cento. Numeri da viale del tramonto. Sarà anche vero che per Forza Italia “è stata una campagna elettorale difficile”, come dice la Maria Stella Gelmini, la prima a commentare una sconfitta che è andata oltre le peggiori previsioni (qui tutti i risultati). “E’ evidente che è un risultato che non possiamo considerare soddisfacente”, ha dichiarato il coordinatore di Forza Italia, Giovanni Toti. “Ma, tenuto conto dell’ insieme dei partiti che faceva parte del Pdl poco più di un anno fa, la percentuale resta più o meno inalterata se FI si attesta al 17% e Alfano al 4%”. E Daniela Santanchè, una delle fedelissime berlusconiane, non ha preso affatto bene lo straordinario risultato del Partito Democratico: “Il Pd è la nuova Dc”.

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Daniela Santanchè @DSantanche Segui

Da domani il PD dovrebbe chiamarsi DC

:35 AM – 26 Maggio 2014
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Berlusconi ad Arcore. L’ex Cavaliere attende i risultati ad Arcore. Per via delle restrizioni dovute alla sentenza Mediaset non potrà lasciare la sua residenza in Brianza per tutta la notte. Ma è in collegamento telefonico costante con i vertici del partito riuniti a Roma, da dove i dati che arrivano sono sconsolanti. L’obiettivo minimo, quel 20% che già non sarebbe stato esaltante, è lontano. Le prospettive, inevitabilmente, si chiudono. Anche la forza contrattuale sulle riforme diminuisce esponenzialmente.

LO SPECIALE SULLE ELEZIONI EUROPEE 2014

Bergamini: “Anno orribile”. Nella sede di Forza Italia volti scuri e poca voglia di rilasciare commenti. Ci sarà tempo per fare una riflessione più approfondita, ma i primi commenti a caldo che arrivano dai big del partito vanno in un’unica direzione: “Abbiamo pagato l’assenza di Berlusconi che ha combattuto come un leone ma ha dovuto fare una campagna elettorale senza poter fare comizi in tutte le Regioni. Ci aspetta un grande lavoro di rilancio del partito”, dice Maria Stella Gelmini a cui fa eco anche Deborah Bergamini che non esita a parlare di “anno orribile” per Forza Italia che paga per una “condanna ingiusta” subita dall’ex capo del governo impossibilitato a fare una campagna elettorale in prima persona. Questo, secondo la responsabile comunicazione di Fi, ha portato gli elettori azzurri, “che non sono militarizzati”, lontano dalle urne.

“Riforme non a rischio”. L’esito del voto, stando almeno alle prime prese di posizione ufficiali, non porterà ad un atteggiamento diverso di Fi nei confronti del governo. Lo aveva ribadito l’ex premier e lo mettono in chiaro anche i big azzurri con particolare riferimento alle riforme: “Se sono buone i nostri voti non mancheranno” è il leit motiv. Da Arcore, insomma, si guarda già oltre. Mercoledì Berlusconi farà il punto con lo stato maggiore del partito, ma certo con i più fedelissimi ci sarà tempo già nelle prossime ore per fare una prima analisi del voto e delle contromosse da mettere in campo.

L’ipotesi Marina. Il Cavaliere aveva parlato già di “rinnovamento” profondo del partito ed il tracollo elettorale potrebbe essere l’occasione buona per dare una scossa magari con una mossa a sorpresa come l’annuncio di far scendere in campo sua figlia Marina.

La sponda Ncd.
Altro punto all’ordine del giorno è quello della riunificazione del centrodestra con uno sguardo particolare ad Angelino Alfano: “Devono riflettere e tornare nel centrodestra se non vogliono stare in bilico sul 4%” è il monito del vice presidente del Senato Maurizio Gasparri. Più esplicito Paolo Romani, capogruppo di Fi al Senato che ipotizza l’apertura di “un cantiere del centrodestra”.

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni-europee2014/2014/05/26/news/poco_sopra_il_15_per_berlusconi_inizia_il_tramonto-87206833/

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3-IL PD:DOPO IL RELATIVO SUCCESSO ALLE EUROPEE CHE COME HO SPIEGATO NON MUTEREBBERO NULLA SE VOLESSIMO TRARRERE CONCLUSIONI PER LE POLITICHE PERCHE CON QUESTA VOTAZIONE IL PD NON FAREBBE COMUNQUE MAGGIORANZA DA SOLA,E’ ARRIVATA LA SECONDA PARTE DELL’INCHIESTA MOSE CON LA BUFERA SUL SINDACO DI VENEZIA E TANTI POLITICI PD COINVOLTI  COMPRESI I LETTA ZIO E NIPOTE EX-PREMIER..IL RISULTATO E’ STATO CHE AL BALOTAGGIO IL PD DI RENZI HA COMMINCIATO A PERDERE FORZA LASCIANDO IMPORTANTI COMUNI COME QUELLO DI LIVORNO,E PARALELLAMENTE LA DISSIDENZA INTERNA CHE FA CAPO A BERSANI ,CONTESTATARIA A RENZI STA DANDO FILO DA TORCERE:LE LARGHE INTESE SONO ANCHE ORMAI AL TRAMONTO,DISSOLVERE LE CAMERE SI TORNI AL VOTO.HA VINTO LA NUOVA ERA,HA VINTO L’ITALIA.

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-TESTIMONIO GRAFICO:

-NOTA 1:SU LA STAMPA:

Cronache,09/06/2014
Mose, bagarre in Comune a Venezia
“Orsoni dimettiti”, consiglio sospeso
Il vicesindaco Simionato: ore difficilissime. La contestazione del pubblico
Il sindaco di VenezIa Giorgio Orsoni esce dall’aula bunker di Mestre, al termine dell’interrogatorio di garanzia a Mestre, 6 giugno 2014

Lo scandalo del Mose approda in consiglio comunale a Venezia e arroventa il dibattito tra opposizione e maggioranza sul futuro politico della città. La prima assemblea municipale senza il sindaco Giorgio Orsoni, ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della magistratura, ha vissuto momenti di forte tensione questo pomeriggio quando il pubblico ha contestato le parole del sindaco reggente Sandro Simionato, costringendo il presidente Roberto Turetta a sospendere i lavori.

È bastato che il vice di Orsoni affermasse che si stanno vivendo «ore difficilissime» per far partire dalla parte della sala aperta al pubblico, di cui erano parte anche simpatizzanti di forze d’opposizione, una bordata di fischi e frasi come «avete appoggiato un bandito», «siete complici», «ci avete fatto vergognare, andate via», «Manca Ali Babà, lì in mezzo». Il coro unanime è venuto poi alla parola «vergogna». In una situazione che si è fatta sempre più incandescente, Simionato ha tentato una difesa del primo cittadino ai domiciliari («noi tutti abbiamo conosciuto in questi quattro anni una persona che nella sua attività di sindaco ha agito e ci ha chiesto di agire in nome della trasparenza e della correttezza amministrativa»), ma quando ha pronunciato il suo nome è partita una `mitragliata´ di fischi. Ben più dura la “sentenza” del pubblico («lei sta offendendo la magistratura») quando il sindaco reggente ha detto che Orsoni «potrà dimostrare la totale estraneità ai fatti».Di fronte ad una mozione firmata da 11 consiglieri di opposizione sui 24 in aula che chiedevano le dimissioni del sindaco-avvocato, la maggioranza ha cercato di imporre la linea dell’approvazione di una serie di atti già istruiti «per dare un respiro di speranza e fiducia – le parole di Simionato – alla città». A partire dall’approvazione del bilancio di previsione per finire con quella del consuntivo 2013 entro giugno, pena lo sforamento del patto di stabilità 2014. Passando per la delibera di costituzione della newco per l’acquisizione delle aree di proprietà Syndial funzionali alla riconversione industriale e senza tralasciare il tema delle Grandi Navi, con la possibile convocazione di un Comitatone sulla questione.

«L’amministrazione Orsoni appartiene al passato – ha ribadito il consigliere Jacopo Molina del Pd – e la sua esperienza politica si è conclusa il 4 giugno, Auspico che il rassegni le dimissioni». Una richiesta ripetuta anche da Gian Luigi Placella a nome del M5s. «Orsoni è oggettivamente responsabile – ha affermato – del disastro morale in cui ha trascinato il nome di Venezia».

http://lastampa.it/2014/06/09/italia/cronache/mose-bagarre-in-comune-a-venezia-orsoni-dimettiti-consiglio-sospeso-OJEwZ1IBykeVADPWW7LygK/pagina.html

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-NOTA 2: SUL CORRIERE DELLA SERA:

retroscena Uno parla di «spine», l’altro chiede una «riflessione profonda»

Le critiche di Bersani e Letta

Il voto riapre le ferite nel Pd

E l’ala sinistra vuole una «rigorosa analisi» dei risultati,di Monica Guerzoni

Speciale Elezioni Europee
ROMA – Se la vittoria storica del 25 maggio aveva pacificato il partito e silenziato i capicorrente, il risultato in chiaroscuro dei ballottaggi riapre antiche ferite e rianima la minoranza. Il tentativo di alcuni renziani di spaccare il Pd tra nuova guardia che vince e vecchia guardia che perde ha colpito nell’orgoglio l’ala sinistra del partito, che ora chiede a Matteo Renzi una riflessione profonda sulla natura del partito e sulla gestione delle realtà locali. All’ultima direzione il silenzio dei «big» rottamati era stato assordante, ieri invece si sono fatti sentire uno dopo l’altro, per rimarcare quanto dolorosa sia stata la perdita di storiche roccaforti e sottolineare, più o meno esplicitamente, che il Pd ha un problema a sinistra. «Ci sono delle spine – chiede di studiare “a fondo” la situazione Pier Luigi Bersani – e Livorno è una di queste». Dove il non detto, per i bersaniani, è che dove la sinistra non va a votare il Pd perde.Persino Enrico Letta, che non era mai intervenuto nel dibattito politico nazionale dalla traumatica staffetta con Renzi, a margine di un seminario a Pisa ha commentato il dato meno felice dei ballottaggi: «La sconfitta del Pd a Livorno merita una riflessione profonda, perché del tutto inattesa». E Perugia, Padova, Potenza? L’ex premier non entra nel merito delle sconfitte incassate dal suo partito, ma da toscano insiste su Livorno: «È la sconfitta più clamorosa e non solo per il suo valore simbolico, per questo credo che necessiti di una riflessione nazionale».
Parole che suonano molto distanti dalla posizione di Renzi, che dal Vietnam ha definito «straordinario» il risultato. Anche questa volta il premier tira dritto sulla via della rottamazione e non si volta indietro. «Dove non abbiamo creato cambiamento abbiamo perso – è il ragionamento che ha condiviso con i suoi -. Paghiamo un prezzo dove siamo stati individuati come un partito strutturalmente al potere». Per lui non esistono città «rosse» e non esistono roccaforti: il voto di domenica dimostra che le rendite di posizione non valgono più e che il Pd i voti deve andarseli a cercare di volta in volta, anche a destra e senza puzza sotto il naso. Una strategia molto distante da quella che la minoranza ex diessina ha portato avanti per anni.L’ala sinistra chiede di affrontare già nell’assemblea di sabato una rigorosa analisi del voto e contesta l’approccio dei renziani, i quali insistono nel buttare la croce sulle spalle della vecchia guardia. Dario Nardella, sindaco di Firenze, la mette così: «Il risultato negativo si è verificato nelle città dove il Pd non si è rinnovato». Giudizi che Gianni Cuperlo contesta con forza. In un post accorato su Facebook scrive che «alcune ferite pesano e bendarsi gli occhi è ingiusto» e si dice colpito da alcuni commenti dei renziani: «Davvero c’è chi pensa si possa dire che si vince dove il corso renziano si è fatto strada e si perde altrove? E quale sarebbe la vecchia guardia da rottamare?». Marco Ruggeri, il «dem» sconfitto a Livorno, «ha l’età di Renzi» ricorda l’ex sfidante delle primarie, Wladimiro Boccali (Perugia) ne ha poco più di 40 e quando si perde «la prima cosa da fare non è preoccuparsi di dire che ha perso “uno degli altri”».Al Nazareno assicurano che le reazioni a catena innescate dai ballottaggi non avranno ripercussioni sulla nuova segreteria a gestione unitaria, la cui composizione Renzi annuncerà entro sabato. Eppure i nomi ballano. Prima di indicare le sue scelte Cuperlo aspetta un incontro con Renzi. Uno dei nodi è che il leader non vuole in squadra chi ha fatto parte della segreteria di Bersani, come Nico Stumpo o Matteo Orfini. Anche la questione della presidenza si è riaperta. La lettiana Paola De Micheli, partita favorita, sa che niente è ancora deciso: «Sono una donna di partito, il resto lo vedremo…». E anche l’ipotesi che il successore di Cuperlo possa essere una figura forte della sinistra ex ds come Nicola Zingaretti, appare adesso più lontana.

*10 giugno 2014 | 07:28,© RIPRODUZIONE RISERVATA
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http://www.corriere.it/politica/speciali/2014/elezioni-europee/notizie/critiche-bersani-letta-voto-riapre-ferite-pd-f4fa6198-f05e-11e3-9b46-42b86b424ff1.shtml
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-APPENDICE(13 GIUNIO 2014):SI DIMETTE SINDACO DI VENEZIA
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-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Scandalo Mose, il Pd scarica Orsoni  e lui si dimette da sindaco di Venezia
Scandalo Mose, il Pd scarica Orsoni e lui si dimette da sindaco di Venezia
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Repubblica.it
Agrigento, si è dimesso il sindaco. Zambuto lascia dopo la condanna per le nomine al teatro Pirandello
Rischiava la sospensione a causa della legge Severino,di FABIO RUSSELLOAgrigento, si è dimesso il sindaco. Zambuto lascia dopo la condanna per le nomine al teatro PirandelloAGRIGENTO – Colpo di scena al Comune di Agrigento. Il sindaco Marco Zambuto del Pd ha annunciato nel corso di una conferenza stampa le sue dimissioni dalla carica. La decisione è giunta all’indomani della condanna a due mesi e 20 giorni di reclusione inflittagli dal gup del Tribunale di Agrigento per abuso d’ufficio nell’ambito di una inchiesta su alcuni spazi acquistati da un’agenzia pubblicitaria con i soldi della Fondazione teatro Pirandello e pubblicati su un quotidiano regionale. Secondo l’accusa, anziché promuovere le attività della Fondazione Zambuto avrebbe fatto propaganda alla sua attività politica. “Accetto la sentenza  -  ha detto il sindaco Marco Zambuto  -  ma siccome mi sento innocente farò appello. Ho agito per la città e do le dimissioni per evitare che qualunque ombra e qualunque macchia possa ricadere sul Comune”.Il sindaco comunque sarebbe stato certamente sospeso nelle prossime ore dal prefetto, come prevede la legge Severino. La procedura ora prevede il passaggio della barra di comando al vice sindaco Piero Luparello, in attesa che la Regione nomini un commissario che rimarrà in carica fino alle prossime elezioni amministrative previste per la prossima primavera.Zambuto era in carica dal 2007: era stato eletto sindaco dopo avere battuto al ballottaggio il candidato del centrodestra Enzo Camilleri. Nel 2008 aveva aderito al Pdl, per scegliere nel 2010 l’Udc. Rieletto sindaco nel 2012, l’annodopo ha lasciato l’Udc per avvicinarsi all’area renziana del Pd, del quale nel marzo 2014 è stato eletto presidente dell’assemblea regionale. Zambuto si era candidato alle Elezioni europee del 2014 ma con poco più di 65 mila preferenze non è stato elettohttp://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/13/news/agrigento_si_dimesso_il_sindaco_zambuto_lascia_dopo_la_condanna_per_le_nomine_al_teatro_pirandello-88836128/?ref=HREC1-5-APPENDICE 3:RIPERCUSSIONE DEL MOSSE NEL NAPOLITANO?Corruzione Gdf, Bardi si difende: “Totalmente estraneo a fatti contestati”
Le prime parole del vicecomandante della finanza, indagato nell’inchiesta di Napoli che ha portato all’arresto di un colonnello e al coinvolgimento del generale Spaziante: “In 47 anni di servizio mai venuto meno a doveri di legalità, trasparenza e correttezza”. Padoan incontra Capolupo: “Fiducia assoluta al Corpo”
Corruzione Gdf, Bardi si difende: "Totalmente estraneo a fatti contestati"
Vito Bardi, generale di corpo d’armata, comandante generale in seconda della Guardia di finanza (corbis)
ROMA – “Totalmente estraneo alle ipotesi di reato che sono state formulate nei miei confronti”. Sono le prime parole pronunciate a sua difesa dal generale Vito Bardi, comandante in seconda della Guardia di Finanza, indagato per corruzione nell’inchiesta aperta dalla procura di Napoli sulla denuncia di due imprenditori campani. L’indagine è culminata tre giorni fa in un blitz che ha portato in carcere il colonnello della Finaza Fabio Massimo Mendella e il commercialista napoletano Pietro De Riu (il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili sottolinea oggi che “De Riu non risulta essere iscritto all’Albo della categoria dottori commercialisti”).Nell’amnbito della stessa inchiesta è stato iscritto tra gli indagati, oltre Bardi, anche Emilio Spaziante, generale in congedo ed ex numero due della Gdf, già arrestato per l’inchiesta sul Mose di Venezia.
LEGGI Il gen. Capolupo: “Toglieremo la divisa a chi ruba” di C. BONINI

“A seguito della vicenda giudiziaria che mi vede raggiunto da ipotesi di reato a cui gli organi di informazione hanno dato vistosa e comprensibile evidenza – afferma Vito Bardi – avverto il dovere verso l’opinione pubblica, l’Istituzione di cui faccio parte e per la mia famiglia di proclamare la mia totale estraneità alle ipotesi che sono state formulate”.
Tempesta sulla Gdf, indagato il generale Bardi
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“Nei miei 47 anni di servizio – spiega il generale – che rappresentano un’intera vita trascorsa a presidio della legalità, non sono mai venuto meno ai più saldi principi di lealtà, trasparenza e rettitudine. Sono consapevole che le superiori esigenze della Giustizia richiedono rispetto assoluto e a questo principio mi attengo fermamente con una ‘sofferta serenità’ in attesa che l’accertamento della verità abbia il proprio corso, con fiducia nell’attività degli inquirenti”. Il comandante in seconda delle Fiamme Gialle, assicura: “In questo spirito rinnovo la mia totale disponibilità a offrire ogni elemento utile al riconoscimento della verità, anche a mezzo dei miei legali. Auspico la più celere definizione della mia posizione, sicuro che al termine del mio mandato lascerò il Corpo con l’onore che la mia storia integerrima di servitore dello Stato mi impone di salvaguardare”.E stamattina il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha ricevuto il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Saverio Capolupo, e ha espresso “fiducia assoluta” al Corpo. Padoan ha sottolineato che i recenti accadimenti “nulla tolgono al valore e alla dedizione della Guardia di Finanza che si è sempre distinta per efficienza, trasparenza e impegno quotidiano nella lotta all’evasione e alla corruzione”.
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Dalla finanza ai servizi segreti, i personaggi
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NICOLO POLLARI(71 ANNI)GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANAZA,CAPO DI STATO MAGGIORE E DIRETTORE Sismi(2001-2006)

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/06/13/news/corruzione_in_gdf_bardi_si_difende_totale_estraneit_ad_accuse-88827072/?ref=HREC1-11#gallery-slider=88713160

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REAZIONE:HA RISULTATO ESSERE UN TRUFFATORE CHE HA TRADITO LA FIDUCIA CHE LI HA DATO IL POPOLO ITALIANO.NON PIU DA QUESTO E’.
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-BUONA MUSICA:
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13 GIUNIO 2014:IO HO UN TIM
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-TITOLARE LA STAMPA:economia

Wind va in tilt per ore, reti internet e mobile ferme

Sul Web e i social network la rabbia degli utenti: «Una vergogna».
Le associazioni di consumatori pronte a chiedere risarcimenti
-12 GIUNIO 2014:SODISFATTO
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-TITOLARE LA STAMPA:sanità

Aumentano i bambini malati di morbillo
“Colpa di campagne anti-vaccino in Rete”

marco accossato
Oltre mille casi da inizio d’anno. I pediatri: «Stop alla falsa
credenza che la vaccinazione possa essere causa di autismo»
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REAZIONE:HO SVILUPPATO IN QUESTA PAGINA UNA BATTAGLIA CONTRO L’ANTIVACCINO SUL SITO COMILVA E SI VEDONO I RISULTATI:QUELLO DEL TITOLO.
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3 GIUNIO 2014:HILLARY,MULTICULTURALISMO NON PIU “POLITICAMENTE CORRETTO”?
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TITOLARE THE WASHNGTON TIMES:

New book, same Hillary: Clinton gets testy with NPR over gay marriage

By Cheryl K. Chumley – The Washington Times

Former Secretary of State Hillary Clinton said in a rather testy interview with NPR: I did not hold back endorsement of gay marriage as a political

TRADUZIONE:Nuovo libro, la stessa Hillary: Clinton diventa irascibile con NPR sul matrimonio gay
By Cheryl K. Chumley – The Washington Times
ex Segretario di Stato Hillary Clinton ha detto in un’intervista piuttosto irascibile con NPR: Non mi trattenere con l’approvazione del matrimonio gay come un caso politico.
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-APPENDICE:ALLERTA SU THE WASHINGTON TIMES:
Get Daily Alert
Commentary
BRUCE: Iraq, the Taliban 5 and Hillary Clinton
By Tammy Bruce
The danger of miscalculating the enemy

TRADUZIONE:DAGLI ALLERTI GIORNALIERI

COMMENTARIO

PER TAMMY BRUCE

IL PERICOLO DI CALCOLARE IN FORMA ERRONEA IL NEMICO

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3 GIUNIO 2014:MENTRE OBAMA STUDIA….
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TITOLARE LE MONDE:
Des chefs tribaux chiites rassemblés contre les djihadistes de l'EIIL le 13 juin à Bagdad.
Irak : Obama étudie « d’autres options » que l’envoi de soldats
Après avoir conquis plusieurs villes irakiennes importantes, et face à la débandade des forces armées, les djihadistes de l’EIIL progressent vers la capitale Bagdad.
REAZIONE:MENTRE OBAMA STUDIA BAGDAG E’ SULL’ORLO DI CADERE IN MANI AI DJIHADISTI.
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4 GIUNIO 2014:ANCHE QUESTA
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-TITOLARE GOOGLE NEWS:

Copertura live

Olanda-show, la Spagna crolla

Corriere della Sera  - ‎2 minuti fa‎
All’Arena Fonte Nova abbiamo visto cose che non avremmo mai saputo immaginare neanche sotto l’effetto del peyote. La Spagna non solo sconfitta, ma travolta, percossa, incapace di rialzarsi, umiliata, forse finita. Certo, anche quattro anni fa perse …
Spagna-Olanda 1-5: tonfo delle Furie Rosse, Van Persie e Robben
Campionati mondiali di calcio » Nazionale di calcio della Spagna »
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4 GIUNIO 2014:VIAGGI INTORNO AL MONDO
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From BBC Travel
World view
Mother and child.
This selection of breathtaking images from around the globe features a glimpse of life for working mothers in Ladakh, India.
TRADUZIONE:Dalla BBC Viaggi
Vista del Mondo
Questa selezione di immagini mozzafiato da tutto il mondo offre uno scorcio di vita per le madri che lavorano in Ladakh, India.
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15 GIUNIO 2014:LE MONDE SA COME
Pixels
La Coupe du monde 2014 a déjà généré plus de tweets que celle de 2010 en Afrique du Sud.
Comment échapper au Mondial sur Internet ?

Quelques techniques de survie pour éviter que le Mondial de football n’envahisse votre vie en ligne.

-Guide de survie anti-Mondial sur Internet

Le Monde.fr | 13.06.2014 à 13h58 , Mis à jour le 13.06.2014 à 17h05 | Par Lucie Soullier et Martin Untersinger
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http://www.lemonde.fr/pixels/article/2014/06/13/guide-de-survie-anti-mondial-sur-internet_4437719_4408996.html
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REAZIONE:ANCHE IO FARO UN CONTRIBUTO:SE NON CI RIESCI RICORDA CHE PUOI VEDERE LE DIRETTE DI TUTTI I PARTITI IN STREAMING GRATIS,SI ASSOLUTAMENTE GRATIS SENZA PAGARE ALCUN CHE DI ABONAMENTO.INCOLLA SUL TUO MOTORE QUESTO INDIRIZZO       http://gofirstrow.eu/
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TI POSSO ASSICURARE CHE SI VEDE IN ALTA QUALITA,VELOCE A SCHERMO INTERO E SENZA INTERRUZIONE PUBBLICITARIA IN UN SERVIZIO CON LA PARTECIPAZIONE DELLA BBC.
INSOMMA,SE NON RIESCI A TOGLIERTI DI ADOSSO LA CALCIOMANIA,UNA ADIZIONE PERICOLOSA,AL MENO COSI RIDURRERAI I DANNI COLATERALI COME QUELLI DELLE TUE TASCHE.
COSI HO VISTO QUESTA PARTITA DOVE ITALIA HA AVUTO BUON INIZIO DI FRONTE ALLA SEMPRE  DIFFICILE “PERFIDA ALBION” MADRE DEL CALCIO, NEL MONDIALE DEL BRASILE,VEDI TITOLARE SU GOOGLE:
Sport »
*1-Mondiali, Italia-Inghilterra 2-1. Ottima la prima uscita degli Azzurri
La Voce del Popolo- ‎33 minuti fa
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2-
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Ottimo esordio dell’Italia di Cesare Prandelli in questo Mondiale di Brasile 2014. Vince 2-1 la formazione azzurra grazie agli splendidi goal di Claudio Marchisio al 35′ e di Mario Balotelli al 50′ e nonostante le non poche disavventure ancora prima di……
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-POST DATA.:VEDI EDITTTO NEOLIBERALE AL RIGUARDO

Migliori Siti per Vedere le Partite di Calcio in Streaming

L’unico modo per guardare le partite in qualità HD sul PC è quello di possedere un abbonamento Mediaset Premium o meglio ancora un abbonamento Sky che hanno un costo importante ma sono soldi che se si è veri tifosi vale la pena di spendere. Esistono altri modi per vedere le partite ed è lo streaming che nella gran parte dei casi non sono autorizzati (non dico tutti perché alcuni nel loro paese o in certe circostanze pagano i diritti) e sono i molteplici siti che sono difficilmente reperibili in rete perché in lingua straniera ma che una volta utilizzati, nonostante la qualità non sia nemmeno la metà di quella che offre Sky, viene difficile staccarsi. Dato che non sono nemmeno tanto veloci a causa dell’alto numero di banner pubblicitari con timer di cui dispongono vi conviene collegarvi almeno 5 minuti prima del fischio iniziale.

Avvertenza: Questi siti contengono pubblicità in modo invasivo per cui con installato Adblock non funzionano, in questo caso potrebbe tornarvi utile la mia guida su come disattivare Adblock. Ci tengo a precisare che nessuno di questi siti è gestito dal sottoscritto per cui non me ne assumo la responsabilità se violano regolamenti, se i loro banner risultano volgari e se non dovessero funzionare nel tempo.

1) Rojadirecta.org = E’ il migliore sito di streaming, non c’è evento sportivo che Rojadirecta non trasmetta e quindi non solo calcio ma anche formula uno, basket, rugby, moto gp e tennis. Le partite sono ordinate in base all’orario, potete cercarle tramite la casella di ricerca inserendo il nome della squadra che cercate. Capita spesso di trovare partite con telecronaca italiana (IT), se non c’è potete optare per quella spagnola (ESP) che è facile da capire oppure se la partita è sincronizzata potete sfruttare la telecronaca di Radio 1. Di solito le partite con velocità superiore ai 1500 kbps si bloccano o non funzionano proprio, quelli più affidabili vanno dai 250 ai 900 kbps. Per la cronaca l’altro Rojadirecta (.me) è oscurato dall’Italia.

2) Livetv.ru = è un sito in inglese che dispone di una versione parzialmente italiana. Offre la possibilità di vedere numerosi eventi sportivi in diretta, tra cui partite di calcio della UEFA Champions League, Premier League inglese, Bundesliga tedesca, Ligue 1 francese, Primera Division spagnola e la Serie A italiana, e altri grandi eventi sportivi come ad esempio l’hockey su ghiaccio con la NHL o il basket con la NBA. Di solito le partite di calcio più importanti le mettono in evidenza nella homepage ma cercarle non è affatto difficile dato che basta semplicemente utilizzare la casella di ricerca presente sotto al logo e una volta beccata la partita cliccare sul bottone Play per aprirla su una nuova finestra. Se volete rivedere solamente i gol o partite già trasmesse cliccate sulla voce del menù Video Archive e poi su Goal selezionando quelli in lista o su Full Match Record e scegliere se vedere il primo o il secondo tempo.

3) Wizing = è diventato un vero punto di riferimento a partire dalla chiusura di MyP2P. Per cercare le partite cliccate nel menù in alto su Live Sport, dopodiché selezionate la sottosezione Football. Da qui ricercate per  campionato la partita di vostro interesse e cliccate su Live, nella nuova pagina che aprirà ci sarà l’elenco dei canali dove è possibile vedere la partita, scegliete uno di questi cliccando su Play now!.

4) Calcio.me = non è ben fatto, la partita non è facilmente visibile perché è posizionata nella zona inferiore della pagina. Lo streaming è comunque coperto da banner di calcio e non è espandibile, rimane comunque buono come alternativa anche perché solitamente inseriscono più di un link come prevenzione in caso di blocchi.

5) Justin.tv = un tempo era uno dei più utilizzati perché trasmetteva le partite seppure con blocchi costanti ad un certo tot di minuti, adesso però raramente contiene streaming di partite ma vale la pena di sfogliarlo come ultima risorsa.

6) Atdee.net = sin dalla pagina iniziale è presente l’elenco delle partite ordinate per fascia oraria, cliccate sul titolo della partita (es. Milan vs Juventus) e si aprirà su una nuova scheda; se cliccate invece su Link1, Link2, Watch now appariranno altri siti che non hanno nulla a che vedere con la partita.

7) FirstRowNow = possiede la classica prima pagina con l’elenco delle partite ordinato in base all’orario, per vederle dovete prima ricercarle, poi cliccare sul titolo del match ed in questo modo si allargherà la sezione della partita cliccata e qui dovete cliccare sui diversi link messovi a disposizione.

8) Neolive.eu = presenta il solito listone di partite tutte nella pagina iniziale con orario sulla sinistra. I link alternativi sono posizionati subito dopo e non in altre pagine

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http://www.scuolissima.com/2013/11/siti-vedere-partite-calcio-streaming.html

REAZIONE:SKY E’ LA TV DEL GRUPPO AUSTRALIANO  MURDOCH CON PRESENZA OLTRE CHE NEL SUO PAESE IN USA,EUROPA E….BRASILE IN QUANTO AUSTRALIA FORMA PARTE DEL MERCOSUR.NATURALMENTE IO NON CI HO CREDUTO.

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16 GIUNIO 2014:TONY BLAIR,STRANNA COINCIDENZA
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-3 TITOLARI SU  THE TELEGRAPH
TITOLARE 1:

Humiliated and executed by the jihadist firing squads

The shocking pictures show ISIS herding purported army deserters and members of Shia groups together in Tikrit before being shot

*Baghdad’s army draws new front line to defend Shia

+Kurds seize chance to build foundations of a new state

*New evidence of atrocities as Iraqi forces halt Islamist advance

*Thousands of Iraqis return to Mosul

*Why Iraq is close to becoming a failed state

-TITOLARE 2:

Anger at Tony Blair over Iraq blame game

The former Labour Prime Minister is heavily criticised for putting blame on the current generation of British political leaders for the renewed conflict in Iraq

*Blair’s Iraq invasion was a tragic error, and he’s mad to deny it

*Blair compares Trojan Horse with Boko Haram

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-TITOLARE 3:

Link to Matt cartoon Link to Alex cartoon
Damian Thompson »

ISIS invades Iraq: this is a war of religion

TRADUZIONE:

-TITOLARE 1:

Umiliato ed giustiziato dai plotoni di esecuzione jihadisti
Militanti dello Stato islamico di al-Qaida ispirato dell’Iraq e del Levante (ISIL) prendono di mira soldati iracheni catturati
Le immagini scioccanti mostrano pastori ISIS disertori dell’esercito e membri di gruppi sciiti insieme a Tikrit, prima di essere colpiti

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*L’esercito di Baghdad dispiega nuova linea del fronte per difendere sciiti
*I curdi coglieno l’opportunita di costruire le basi di un nuovo Stato

*Nuova prove delle atrocità quando forze irachene anticipano l’avanzo islamista
*Migliaia di iracheni tornano a Mosul
*Perché l’Iraq è vicino a diventare uno stato fallito

-TITOLARE 2
Rabbia di Tony Blair sull’Iraq colpa gioco
L’ex primo ministro laburista e’ fortemente criticato per mettere colpa alla attuale generazione di leader politici britannici per il rinnovato conflitto in Iraq

*Ll’invasione dell’Iraq di Blair è stato un tragico errore, e lui è pazzo a negarlo
*Blair confronta Cavallo di Troia con Boko Haram

.TITOLARE 3:ISIS invade Iraq;questo e’ una guerra di religione.

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REAZIONE:STRANNA COINCIDENZA,IL NEOLIBERALE CATTOLICO E AMICO DI CAMERON,TONY BLAIR ACCUSA A POLITICI BRITTANICI DELLA NUOVA GENERAZIONE E PIU IN GENERE ALLL’OCCIDENTE DI ABBANDONARE A SE STESSI L’IRAQ E LA SIRIA,E LA STESSA ACCUSA RIVOLGE A OBAMA IN UKRANIA E EGITTO JHON MC CAIN,IL SUCCESORE DI BUSH ALLA NOMINAZIONE PRESIDENZIALE REPUBBLICANA,POI SCONFITTO DALL’ATTUALE PRESIDENTE USA.

PD:A PROPOSITO DI GUERRE DI RELIGIONE:MC CAIN AVEVA TENTATO DISCOSTARSI DELLA VECCHIA IDEOLOGIA  REPUBBLICANA DELLA COSI DETTA “NUOVA DESTRA RELIGIOSA” MA DOPO LA SUA FALLITA CANDIDATURA LO SI HA VISTO APPOGGIARE QUESTE POSIZIONI RAPRESENTATI NEL MINISTERO DELLA DIFESA DELLA PRIMA AMMINSTRAZIONE OBAMA(ROBERT GATE) INSIEME A HILLARY CLINTON

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16 GIUNIO 2014:FUTURO RE BRITTANICO

-TITOLARE THE TELEGRAPH

By George, he’s got it: prince walks with Kate

The future king shuffles along with the support of the Duchess of Cambridge, who beams with pride at her son’s efforts

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TRADUZIONE:

Per George, lui ce l’ha: il principe cammina con Kate
Prince George prosegue il suo primo bagno di folla pubblica a Cirencester Park Polo Club, Gloucestershire
Il futuroRe si trascina a stento con il supporto della duchessa di Cambridge, che sostiene con orgoglio gli sforzi di suo figlio

REAZIONE:SARA UN RE NUOVA ERA

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aggiunto a Senza Categoria da dottgiuseppeciancimino

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 123 »

10 giugno 2014
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10 GIUNIO 2014:A DIFESA DEL CARBONIO II,IL GIORNO DOPO

-SU THE WASHINGTON TIMES:

Industria nucleare vede ripresa con il carbonio come obiettivo

VIDEO

Piano storico dell’amministrazione Obama per ridurre le emissioni di carbonio dalle centrali elettriche esistenti, ha presentato Lunedi, potrebbe accelerare spostamento della nazione dal carbone verso il gas naturale, l’efficienza energetica e fonti rinnovabil

Per Patrice HillThe Washington Times,Domenica 8 giugno 2014

La centrale nucleare di impianto Vogtle è mostrato in costruzione a Augusta, in Georgia nel 2012. Uno dei reattori esistenti è mostrato in background. (Associated Press)

La centrale nucleare di impianto Vogtle è mostrata in costruzione a Augusta,

L’ amministrazione Obama ha proposto nuove norme per le centrali che darebbe una grande spinta al nucleare quando l’industria affronta un futuro incerto con l’aumento dei pensionamenti e le prospettive in calo per le decine di reattori in invecchiamento.

I funzionari delle centrali nucleari si sono affrettati a notare che la Environmental Protection Agency , che ha annunciato le norme proposte la settimana scorsa, non poteva realisticamente raggiungere il suo obiettivo di un 30 per cento di riduzione delle emissioni di biossido di carbonio entro il 2030 senza il nucleare, che ora fornisce circa un quinto del carico di base delle esigenze di alimentazione negli Stati Uniti senza emissioni di carbonio.

“Con l’energia nucleare, è fattibile soddisfare gli obiettivi della somministrazione. E senza di essa, non vi è alcuna possibilità”, ha detto Richard Myers, vice presidente presso l’Istituto per l’energia nucleare. “Per più della metà degli stati in America,le centrali nucleari sono la loro principale fonte di energia elettrica senza emissioni di carbonio. Per molti, è la loro principale fonte di energia a zero emissioni di carbonio “.

La Casa Bianca non ha il nucleare come un modo per gli Stati membri di raggiungere gli obiettivi di riduzione del carbonio e invece ha cercato di incoraggiarli ad adottare misure di efficienza energetica e fonti rinnovabili come l’eolico e il solare, ma l’amministratore EPA Gina McCarthy ha riconosciuto che l’energia nucleare ” farà parte del mix energetico “necessario per raggiungere l’ambizioso obiettivo del presidente della riduzione di un terzo dei gas serra.

“Non si può negare che [nucleare] è carbon free”, ha detto in uno scambio con manifesti sulla Reddit.com. Ha aggiunto che le domande relative a stoccaggio a lungo termine delle scorie nucleari devono ancora essere risolti.

Altri funzionari di amministrazione presso il Dipartimento dell’Energia hanno avvertito che il ritiro “prematuro” dei diversi reattori nucleari potrebbe minare gli EPA obiettivi e mantenere gli Stati a soddisfare i loro obiettivi di riduzione del carbonio.

“Ogni sforzo serio per ridurre le emissioni di carbonio deve riconoscere la necessità di mantenere ed espandere l’uso di energia nucleare”, ha detto Myers. “Siamo lieti di vedere che la norma proposta riconosce gli attributi della energia nucleare”.

L’analista della Standard & Poor Jeffrey M. Panger ha anche osservato che l’industria nucleare è uno dei grandi vincitori in virtù della normativa che entrerebbe in vigore nel 2016 se le regole sopravviveranno ciò che è sicuro di essere una gara vigorosa in tribunale dal settore energetico e conservatori gruppi politici.

“I beneficiari evidenti saranno le utilities con uscita a basse emissioni di CO2″, ha detto. “Utilità con generazione di emissioni zero, come ad esempio l’energia idroelettrica o nucleare, sono suscettibili di trovare la loro maggiore competitività rispetto ad altri generatori.”

Per i sostenitori dell’energia nucleare, le norme proposte non potevano venire in un momento troppo presto. Alcuni analisti energetici prevedono un graduale declino del settore, più economico e piu versatile e’ il gas naturale che sta incontrando sempre piu crescente domanda della nazione..

Lungamente ottimista è stato il discorso circa un rinascimento nucleare, un decennio fa, quando l’amministrazione di George W. Bush ha incoraggiato l’industria nucleare di prepararsi a costruire un paio di dozzine di reattori.

L’ amministrazione Obama nel 2012 ha approvato la costruzione di cinque reattori in Georgia, Tennessee e Carolina del Sud, con concessione di licenze per costruire centrali nucleari per la prima volta in oltre tre decenni.

Ma il presidente Obama non ha sostenuto l’energia nucleare tanto entusiasticamente come il signor Bush, e l’amministrazione ha bloccato i tentativi di risolvere i problemi di stoccaggio dei rifiuti nucleari a lungo termine – uno dei principali fattori che frenano l’espansione del settore. Inoltre, i piani di molte nuove centrali nucleari si sono bloccato mentre l’industria è alle prese con una moltitudine di disposizioni emanate dalla amministrazione Obama negli ultimi cinque anni.

Ancora leader a livello mondiale

Anche se l’industria nucleare non si ha ampliato significativamente per decenni, gli Stati Uniti continuano ad avere il più grande complemento delle centrali nucleari nel mondo. Le 62 centrali nucleari che operano in una maggioranza di membri producono quasi il doppio di potere del concorrente più vicino, la Francia. Ma emergenti giganti economici come la Cina e l’India hanno abbracciato l’energia nucleare e potrebbero superare gli Stati Uniti con la costruzione di decine di centrali nucleari per soddisfare le esigenze energetiche in rapida crescita delle nazioni e tenere premuto il carbonio e di altre sostanze tossiche associati all’energia del carbone.

Il numero formidabile di reattori nucleari degli Stati Uniti sta invecchiando rapidamente. Quasi tutti sono stati costruiti negli anni 1970 e 1980.

Le centrali elettriche devono ottenere rinnovo delle licenze della Nuclear Regulatory Commission, dopo 40 anni, e molti facciono una crescente pressione per la pensione o la sostituzione. Quattro reattori nucleari sono stati ritirati lo scorso anno, e un quinto è destinato a chiudere definitivamente quest’anno.

Mentre i sondaggi suggeriscono che il pubblico americano accetta in linea di massima l’energia nucleare, alcuni locali e gruppi ambientalisti si oppongono.

Emissioni senza emissioni di carbonio hanno contribuito a illustrare l’immagine del settore nucleare negli ultimi per le preoccupazioni circa il cambiamento climatico in aumento, ma il disastro di Fukushima in Giappone nel 2011 ha portato a grandi movimenti per vietare il nucleare in Giappone e Germania.

Un concorrente costoso

Eppure, il più grande ostacolo al nucleare recentemente non e ‘stato politico o relativo alla sicurezza ma la forte concorrenza di generatori di gas naturale, che sono meno costosi e più rapidi da costruire che l’esecuzione di una centrale nucleare.Il gas ha un basso tenore, anche se le emissioni non sono non le libere di carbonio.

Gli analisti dicono che il significativo vantaggio deila regolamentazione di carbonio propostia che danno al nucleare sul gas e carbone dovrebbe aumentare il valore del nucleare nel mercato.

“Molte delle persone veodono il business utility del regolamento del carbonio come inevitabile,” ha detto Mike McGough, direttore commerciale presso NuScale, una società elettrica che sta sviluppando il design di un piccolo reattore nucleare che spera un giorno porrà una seria concorrenza per gli impianti di gas in costruzione oggi.

“Le persone con una parte significativa della produzione di carbonio nel loro portafoglio sono alla ricerca di modi di copertura con i benefici del nucleare”, ha detto Platts Energy TV.

Molti programmi di utilità non vogliono impegnarsi per il lungo, costoso processo di costruzione di grandi reattori nucleari, ma vorrebbero la possibilità di costruire centrali nucleari più piccoli, meno costosi al posto di impianti a gas, ha detto.

Prima che l’energia nucleare può decollare in grande stile, tuttavia, piccoli progetti modulari dovranno dimostrare che sono tecnicamente valide nei prossimi anni e che i loro prezzi possono competere con il gas naturale.

I prezzi del gas di bassa gamma sono $ 4 a $ 5 per milione di unità termiche britanniche, ha detto, ma è probabile che andranno fino a $ 6 o $ 7.

“I nostri clienti vogliono avere piccole nucleare come opzione nel caso in cui i prezzi del gas salgono,” ha detto.

http://www.washingtontimes.com/news/2014/jun/8/nuclear-industry-sees-revival-with-carbon-goals/
REAZIONE:OBAMA STA PERDENDO LA CORSA VERSO LA SUA AGENDA VERDE:PER RAGGIUNGERE I SUOI OBIETTIVI DEVE ATTINGERE AL NUCLEARI,NON E’ UNA MOSSA VINCENTE PERCHE DOPO TUTTO I RISCHI DEL NUCLEARI POTEBBERO ESSERE SUPERIORI A QUELLI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE.
E POI RISULTA OVVIO CHE QUESTA SCELTA VIENE FATTA SPINTA DI FRONTE AL REALISMO:LA FRANCIA E FORSE DOPO L’INDIA E LA CINA SVILUPPERANNO ANCORA IL NUCLEARE,USA STA RIMANENDO DIETRO.SI E’ VERO CHE USA RESTA IL PRIMO COSTRUTTORE DI CENTRALI NUCLEARI AL MONDO E ANCHE RIGUARDO ALLA FRANCIA,PERO C’E UNA DIFFERENZA CONCETTUALE QUALITATIVA FRA LA FRANCIA E L’ATTUALE SCELTA DI OBAMA:LA FRANCIA HA AFFIDATO SIN DALL’INIZIO E  SENZA I CONPLESSI DEGLI ABITI ANTI-SCIENTIFICI DELL’OSCURANTISMO NEMICO DEL PROGRESSO,LA SUA SOMMINISTRAZIONE DI ENERGIA PRINCIPALMENTE AL NUCLEARE.E NON COME METODO PER RIDURRERE GLI EMISSIONI DERIVATI DEL CARBONIO,NON DI MENO FARANNO LA CINA E L’INDIA.
FORSE OBAMA DOVREBBE LASCIARE IL SUO ROMANTICISMO HIPPIE DELL’ORTO ECOLOGICO E  TENENDO CONTO DELLE NUOVE RISORSE SCIENTIFICI PER CATTURARE IL CARBOBIO E NEUTRALIZZARE LE EMISSIONI DI CO2 OLTRE CHE SCARTANDO  L’ALLARMISMO DI FALSI PREVISIONI ADOTTARE UNA STRATEGIA PIU REALISTA E MENO “ROMANTICA” DI FRONTE AL CARBONO.IO NON SONO UN FANATICO DEL PETROLEO CHE DOPO TUTTO NON E’ INESSAURIBILE PERO LE FONTE DI GENERAZIONE ELETTRICA A BASE DI CARBONIO COMPRESO IL PETROLEO ORA POSSONO COESSISTERE CON LE ALTRE DI INFERIORE EMISSIONE DI CO2 ,ANCHE NON SEMPRE UGUALMENTE PRIVI DI RISCHI.OBAMA NON SE NE E’ ANCORA ACCORTO?
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-APPENDICE:TORNIAMO ALL’ALLARMISMO ECOLOGICO NOSTRANO

L’INCHIESTA MOSE SI ALLARGA,COINVOLTO TREMONTI E LA CUPOLA ROMANA

1-TREMONTI

-SU LA REPUBBLICA:

Inchiesta Mose. “Era destinata a Tremonti la mazzetta di Milanese”. I pm chiamano l’ex ministro

L’ex titolare dell’Economia non è indagato ma l’ex segretaria di Galan lo accusa. “Così il suo dicastero sbloccò i fondi”,di FABIO TONACCI e FRANCESCO VIVIANO
Inchiesta Mose. "Era destinata a Tremonti la mazzetta di Milanese". I pm chiamano l'ex ministro
Giulio Tremonti e Marco Milanese
VENEZIA – Cosa sapeva l’ex ministro Giulio Tremonti delle manovre del suo braccio destro Marco Milanese, affaccendato – scoprono i pm veneziani – per far arrivare 400 milioni di euro al Mose? Come faceva Milanese a garantire al presidente del Consorzio Venezia Nuova, “in cambio di 500mila euro”, che il parere positivo del dicastero dell’Economia, necessario per sbloccare i fondi del Cipe, sarebbe arrivato?Sono domande a cui manca ancora una risposta, e i pm veneti stanno pensando di ascoltare Tremonti come persona informata dei fatti. Potrebbe essere chiamato già nelle prossime settimane. Lui, e solo lui, può spiegare.
LA VERITÀ DELLA DOGESSA
C’è in particolare una dichiarazione, messa a verbale nell’interrogatorio del 14 luglio 2013 da Claudia Minutillo, la “Dogessa”, l’ex segretaria di Giancarlo Galan, che ha bisogno di un qualche approfondimento. “Tra i destinatari delle somme raccolte da Mazzacurati (Giovanni, il presidente del Consorzio Venezia Nuova che costruisce il Mose, ndr) vi erano… omissis… e Marco Milanese, uomo di fiducia di Tremonti. A quest’ultimo era destinata la somma di 500mila euro che l’ingegner Neri (stretto collaboratore di Mazzacurati, ndr) conservava nel suo ufficio al momento dell’ispezione della Guardia di Finanza”.
La Minutillo, dunque, il testimone chiave dell’inchiesta ritenuta attendibile dai pm, è sicura. Quei bigliettoni, dice, erano per Tremonti. A scanso di equivoci lo ripete anche in un altro passaggio: “Neri li aveva nel cassetto, da consegnare a Marco Milanese per Tremonti, e li buttò dietro l’armadio. La Finanza sigillò l’armadio ma la sera andarono a recuperarli e furono poi consegnati a Milanese il 7 giugno del 2010″. Non c’è traccia né prova, nelle 700 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, di un successivo approdo della somma nelle mani dell’ex ministro, che non è indagato.
Milanese, “il nostro amico”, come lo definiscono gli uomini della cupola del Mose, “l’uomo con le mani in pasta in questa storia”, come lo presenta Mazzacurati ai magistrati, ha la bocca chiusa, non parla. Il suo nome è nell’elenco dei cento indagati dell’inchiesta sulle tangenti veneziane ma una ventina di giorni fa, pochi giorni prima che scattassero gli arresti, la procura ne ha revocato la richiesta di custodia cautelare, non si sa se in carcere o ai domiciliari.
L’INCONTRO DELLA SVOLTA
Tremonti viene tirato in ballo anche da Piergiorgio Baita, l’ex presidente della Mantovani, quando gli viene chiesto di raccontare come avessero fatto a ottenere lo sblocco nel 2010 dei soldi del Comitato interministeriale per la programmazione economica. Gianni Letta aveva consigliato a Mazzacurati di “trovare una strada” per rivolgersi a Tremonti. Quella strada si chiama Roberto Meneguzzo, è il direttore dell’azienda vicentina Palladio. Costui fissa a Milano un appuntamento tra Tremonti e il presidente del Consorzio. “Quando ritorna a Venezia – spiega Baita in un verbale – Mazzacurati fa una convocazione d’emergenza dei soci e dice: “Se volete sbloccare il Cipe ci sono 500 mila euro da consegnare all’onorevole Milanese, almeno una settimana prima della delibera”".
La “pratica Milanese”, quindi, pare avviarsi subito dopo l’incontro faccia a faccia con Tremonti. Cosa si sono detti in quell’appuntamento? Perché tanta fretta, da parte di Mazzacurati, nel convocare i sodali che siedono nel Consorzio? Sarà poi Mazzacurati stesso ad ammettere di avere consegnato “in una scatola” il denaro al consigliere politico di Tremonti nella sede della Palladio Finanziaria, a Milano. Quell’incontro, di pochi minuti, lo lascia perplesso. “Mi dice che si adopererà e che pensa di riuscire… poi mi ha detto solo grazie, mi ha sorpreso questa cosa, perché è un po’ imbarazzante anche, ma insomma, non importa… lui mi ha detto grazie”.
IL VIA LIBERA DA ROMA
L’impegno porta i frutti sperati. Il 13 maggio 2010 il Cipe approva la delibera n. 31 per la “continuità funzionale di opere di difesa idraulica”. Tradotto, significa che dopo molti mesi di stallo per le ditte del Mose stanno arrivando 400 milioni di euro dal governo Berlusconi. Scrive il gip veneziano nell’ordinanza di custodia cautelare: “L’intervento di Milanese è stato determinante per l’introduzione di una norma ad hoc”, l’ex finanziere è riuscito a contattare e a parlare “con Ercole Incalza e con Claudio Iafolla”. Sono persone che contano, sono il capo della struttura tecnica e il capo di gabinetto del ministero delle Infrastrutture. E però – annota il gip – Milanese è stato “efficace” anche sul “fronte interno”, su chi cioè reggeva in quel momento il dicastero dell’Economia, Giulio Tremonti, il quale – secondo gli imprenditori veneziani arrestati – non era mai stato troppo favorevole allo sblocco.
Quello stesso 13 maggio, alle 16.15, Paolo Emilio Signorini, il capo dipartimento delle Politiche Economiche della presidenza del Consiglio, chiama Mazzacurati al telefono: “Non abbiamo potuto già oggi dare la destinazione di 400 miloni al Mose, ma il ministero dell’Economia sta predisponendo una norma che dà direttamente l’assegnazione…”. E poi, rassicura il presidente del Consorzio: “Mi sentirei abbastanza tranquillo perché l’Economia mi è sembrata decisissima su questo, ora fanno la norma… sarà molto rapido, li ho visti veramente molto molto decisi”.
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http://www.repubblica.it/politica/2014/06/08/news/mose_tremonti_milanese-88359705/?ref=HRER1-1
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2-ROMANTICISMO ECOLOGICO
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-SU LA STAMPA:cronache,09/06/2014

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- politica e giustizia. l’inchiesta veneziana
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Tangenti, i dubbi sul “livello romano”
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Nelle carte i nomi di molti big della politica nazionale. I pm cercano i soldi spariti delle mazzette
Operai al lavoro sul cantiere del Mose nella laguna di Venezia
fabio poletti,dall’inviato a venezia

L’inchiesta sul Mose fa correre tutti. Corrono gli avvocati che entro la settimana devono depositare le istanze davanti al Tribunale della libertà. Corre Giancarlo Galan che mercoledì capirà l’aria che tira in parlamento dove si deve decidere del suo arresto. Corrono i magistrati che cercano di capire dove siano finiti i soldi delle mazzette milionarie. Il magistrato delle Acque Patrizio Cuccioletta che si prende quasi 3 milioni di euro si fa pagare pure la festa all’Harry’s bar per la moglie. Renatino Chisso detto «nove zeri», ex assessore vicino al Governatore, accusato di avere incassato tangenti da 2-300 milioni di euro l’anno, nega e sul conto corrente ha 1500 euro. E allora dove sono finiti i soldi?

Giancarlo Galan parla di «nefandezze altrui», insinuando il sospetto che gli imprenditori i soldi se li siano intascati loro. I magistrati non mollano e al commercialista dell’ex Doge berlusconiano di Venezia prendono una montagna di carte ora sotto ai raggi X della Guardia di Finanza e gli sequestrano la villa sui Colli Euganei e in Croazia, una tenuta agricola e le barche. Si parlerebbe di affari per 50 milioni in mezzo mondo. Così tanti soldi che il commercialista Paolo Venuti, in auto con la moglie, intercettato dalle Fiamme Gialle, si chiedeva un po’ ingenuamente: «Ma poi vanno alle Bahamas?».

Dove vada davvero questa inchiesta sul Mose rimasta a bagnomaria tre anni e poi esplosa fino a far affondare il «sistema Veneto» non lo sa nessuno. Certo fa specie che Ettore Incalza, funzionario del ministero delle Infrastrutture, chieda a Giovanni Mazzacurati, il dominus di Cvn, se la nomina del magistrato delle Acque Signorini vada bene. Come se il controllore chiedesse al controllato se la nomina è di gradimento. Di politici nazionali finiti nelle carte ce n’è poi più di uno. La segretaria di Giancarlo Galan Claudia Minutillo parla di 500 mila euro finiti a Marco Milanese, stretto collaboratore di Giulio Tremonti, ipotizzando che il destinatario finale della mazzetta possa essere proprio l’ex ministro. Marco Milanese è indagato a piede libero.

Giulio Tremonti nemmeno quello. I magistrati potrebbero decidere di sentirlo ma solo come persona informata dei fatti. Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Cvn racconta di essere andato più volte a Palazzo Chigi dal più stretto collaboratore di Silvio Berlusconi, Gianni Letta: «Letta era un riferimento molto importante». Il verbale è coperto da omissis. Il giudice postilla: «I contatti sono del tutto privi di rilievo penale». Ad essere sicuramente indagato per ora c’è solo l’ex ministro Altero Matteoli. Il fascicolo che lo riguarda è al Tribunale dei ministri. Ma lui nega di aver intascato tangenti per oliare la realizzazione della conca di navigazione del Mose, uno spigolo appena della Grande Opera.

http://lastampa.it/2014/06/09/italia/cronache/tangenti-i-dubbi-sul-livello-romano-IZadmeqFWiquQxj64QK7NI/pagina.html

REAZIONE:I GHIACCI ARTICI ANCORA NON SI SONO SCIOLTI,E IL MARE ADRIATIO NON E’ SALITO, MA  HANNO ANNEGATO VENEZIA DI SOLDI MALE AVUTI:LA LAGUNA CONTINUA PUZZOLENTA .QUELLO DEL TITOLO

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11 GIUNIO 2014:ALITALIA

-2 NOTE SU LA STAMPA:

-NOTA 1:Economia

9/03/2014 - il traffico nei nostri cieli scende dell’1,7%
Alitalia è ancora la numero uno
Ma Ryanair incalza
Aerei Alitalia e Ryanair a Fiumicino
roma

Alitalia si conferma il primo vettore in Italia. Ma si assottiglia la distanza con Ryanair, che da anni cerca di scalfire il primato dell’ex compagnia di bandiera. La classifica dei primi 50 vettori nel 2013 stilata dall’Enac evidenzia infatti che Alitalia ha trasportato lo scorso anno 23.993.486 passeggeri, in calo dai 25,33 milioni del 2012; mentre la low cost irlandese passa a 23.041.752 (dai 22.797.829 del 2012): il gap si assottiglia così ad appena 951 mila passeggeri mentre l’anno precedente erano 2,5 milioni.

«Oggi Alitalia non è un carrozzone, non lo è più almeno», commenta l’a.d. Gabriele Del Torchio, ribadendo che «Ryanair sono tre anni che dice che ci sorpassa ma siamo ancora al primo posto in Italia e faremo di tutto per rimanerci». Il tema caldo del suo intervento a 2Next è stato, ovviamente, l’operazione Etihad. «Se non c’è Don Rodrigo, questo matrimonio s’ha da fare e lo faremo», spiega Del Torchio, citando Manzoni e ricordando che «non si può pensare di rimanere da soli, un partner industriale è indispensabile» e l’opzione migliore rimane appunto quella araba, con la linea aerea di Abu Dhabi che «avrà una quota qualificata di minoranza. Non potrà avere quote di maggioranza o entrare a scaglioni».

Più in generale, dai «Dati di traffico 2013», in cui l’Enac fotografa lo stato attuale del trasporto aereo nazionale, emerge una riduzione dei passeggeri transitati negli aeroporti italiani: sono stati 143.510.334, in calo dell’1,7% rispetto al 2012. Il primo scalo per numero di passeggeri si conferma Fiumicino, che assorbe il 25% del traffico globale nazionale. La seconda posizione è di Milano Malpensa; terza Linate. Anche nel 2013, inoltre, prosegue il calo dei movimenti aerei (-5,6%): conseguenza – spiega l’Enac – della razionalizzazione del sistema da parte delle compagnie aeree. Per quanto riguarda le tratte più frequentate, tra le rotte nazionali primeggia la Catania-Roma Fiumicino; per le internazionali con Paesi Ue la Fiumicino-Parigi Charles De Gaulle seguita a ruota dalla Fiumicino-Madrid Barajas; per internazionali extra Ue guida la classifica la Fiumicino-New York JFK.

http://www.lastampa.it/2014/03/19/economia/alitalia-ancora-la-numero-uno-ma-ryanair-incalza-GyMEq7ooaWVI9MBNbYqqMK/pagina.html

 -NOTA 2:Economia,09/06/2014
Del Torchio e l’accordo Alitalia-Ethiad
“Previsti 2200 esuberi di personale”
L’ad sulla ristrutturazione aziendale: «Un percorso doloroso, ma necessario».
Dalla compagnia pronti investimenti per 560 milioni. La Filt Cigl: «Si sbaglia»
LAPRESSE

Oltre duemila dipendenti Alitalia a casa. È questo il sacrificio che domani Alitalia chiederà ai sindacati. Un sacrificio doloroso, ma necessario, perché possano restare gli altri oltre 11 mila lavoratori della compagnia. A fare chiarezza sul destino dell’Alitalia targata Etihad è l’ad del gruppo Gabriele Del Torchio, che indica la strada necessaria di una «ristrutturazione dolorosa» e si dice fiducioso sull’accordo con la compagnia emiratina, che investirà 560 milioni: per chiudere ci vuole ormai «solo qualche settimana».

«Questa alleanza complessa cui lavoriamo da tempo è un progetto molto importante», ha detto Del Torchio sfruttando la presentazione del rapporto dell’Enac per fare il punto per la prima volta davanti ad una platea sulla delicata trattativa con Etihad. «Non stiamo vendendo la compagnia ai potenziali partner di Abu Dhabi», ha messo in chiaro l’ad, assicurando che la maggioranza dell’azionariato resterà in mani europee. «Ci alleiamo con loro per mettere a fattor comune le sinergie: l’accordo ci permetterà di affrontare con maggior serenità il futuro», ha aggiunto il manager varesino, spiegando che, indipendentemente da Etihad, la situazione attuale del settore impone per Alitalia e le altre compagnie importanti sacrifici: «C’è l’assoluta necessità di passare attraverso un complesso, doloroso e faticoso processo di ristrutturazione. Non ci sono tante altre vie d’uscita». E sacrifici pesanti verranno chiesti ai dipendenti. Gli esuberi saranno 2.200 e saranno «strutturali», non quindi gestiti con cig a rotazione o solidarietà, ma veri esuberi, vere uscite. «Queste persone purtroppo devono uscire – ha detto Del Torchio – si dovranno trovare però opportuni meccanismi e forme di tutela sociale». Resta ora da capire se i sindacati saranno disposti ad ingoiare questo boccone amaro: il giorno della verità è domani, quando le parti torneranno a riunirsi intorno al tavolo. Ma i primi commenti sono già critici: «Si sbaglia di grosso nel merito e nel metodo – replica il segretario nazionale della Filt Cgil – Mentre sono ancora in corso le interminabili trattative con le banche, Del Torchio dà per inevitabili oltre duemila licenziamenti. Non mi viene in mente un aggettivo diverso da “scorretto”».

L’altro fronte ancora aperto è quello del debito. Ma «con le banche siamo molto avanti», assicura Del Torchio. La soluzione su cui si starebbe convergendo sarebbe quella di cancellare un terzo del 560 milioni di debito che Etihad vuole rinegoziare e di convertire in azioni i restanti due terzi. E intanto Intesa SanPaolo, primo azionista (20,59%) di Alitalia e maggior creditore (280 milioni di esposizione) precisa i tempi della sua uscita. «Alitalia è un grande progetto industriale che, se come previsto, tornerà a generare utili al 2017, sarà un’opportunità per tutti gli azionisti attuali e futuri: a partire da un arco temporale in cui genererà utili, c’è la possibilità per noi di uscire dall’azionariato», afferma l’amministratore delegato Carlo Messina, spiegando che il disimpegno sarà quindi «non prima del 2017». In attesa che la partita con Etihad si chiuda, l’Enac resta vigile sulla situazione finanziaria di Alitalia: «Siamo confidenti che questo accordo si realizzi. Manteniamo la nostra vigilanza sulla liquidità», ha detto il presidente dell’Ente Vito Riggio.

http://www.lastampa.it/2014/06/09/economia/alitalia-del-torchio-previsti-esuberi-di-personale-CvIx86hds2ZLHxdsWiUTyI/pagina.html

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REAZIONE:

HO VIAGGIATO CON ALITALIA IN UN VOLO INTERCONTINENETALE TRANSATLANTICO DI 13 ORE SENZA SCALA FRA BUENOS AIRES E MALPENSA AD APRILE DEL 2012,C’ERA MAL TEMPO.INIZIO DELLA STAGIONE FREDDANELL’ATLANTICO SUD.MAL TEMPO DURATO  FINO ALL’INCROCIO DELL’OCEANO ALL’ALTEZZA DI DAKAR DOPO SORVOLARE LA COSTA SUDAMERICANA.IL PERSONALE A CARICO DELL’AEREO CI HA PORTATO A CASA CON SICUREZZA E PERIZIA.

SONO DEGLI EROI QUOTIDIANI,ANONIMI,INVIDIABILI.

2 SETIMANE DOPO HO VIAGGIATO CON UNA LOW COST RYANAIR DA BERGAMO A PALERMO ANDATA E RITORNO IN GIORNATA.C’ERA BUON TEEMPO,IL VIAGGIO HA DURATO 2 ORE CIRCA ED E’ STATO UNA VERA AVVENTURA,UN CROCEVIA PIENO DI ANSIA CON UN SENSO DI SALVEFICO SOLLIEVO  ARRIVARE A CASA:DI RITORNO L’AEREO CHE SI MESE IN MOTO IN RITARDO,SULL’ORLO DEL DECOLLO SPENSI I MOTORI,TORNO IN DIETRO,CAMBIO DI PISTA E TORNO A DECOLLARE 30 MINUTI DOPO SENZA CHE NESSUNO CI ABBIA DATO UNA SPIEGAZIONE.IL PERSONALE DI BORDO SI LIMITA A SISTEMARE I BAGAGLI E DOPO SI RITIRA NON ESSENDO DISPONIBILE DURANTE TUTTA LA DURATA DEL VIAGGIO DOVE I PASSAGERI TRANSITANO IN ASSOLUTO DISSORDINE SU E GIU.NON CI VIENE OFFERTO NE MENO UN CAFE O UN BICCHIERE DI AQUA,IL PERSONALE E STRANIERO(SPAGNOLI CHE PARLANO INGLESE IN UNA COMPAGNIA IRLANDESE),COME STRANIERI SONO GLI AEREI(A ME TOCCO IL “CUMUNA DE……”UNA REGIONE SPAGNOLA CHE NO  RICORDO) E SI  CAPISCE,DI BASSA QUALITA,COSI COME GLI AEREI.IL VOLO E’ STATO INTERNO IN TERRITORIO ITALIANO.

BASTEREBBERO QUESTI PARTICOLARI SENZA TENERE CONTO DELLE INFRAZIONI CHE SPESSO FANNO QUESTI LOW COST NEL RISPARMIO DI CARBURANTI E ALTRI CHE A VOLTE METTONO IN PERICOLO I PASSAGGIERI PER CAPIRE CHE PER ME E’ INAMMISIBILE CHE RAYNAIR POSSA NE MENO FARE CONCORRENZA CON LA NOSTRA COMPAGNIA DI BANDIERA.

SI CAPISCE INOLTRE CHE IO CONSIDERO CHE COSI COME E’ ALITALIA STA BENE E DEVE RESTARCI,E SE FUSSIONI CI DEVONO ESSERE SI DEVONO FARE SULLA BASE DI RISTRUTTURAZIONI RAZIONALI,INDUSTRIALI E NON FINANZIERI.BENE MANDAR VIA GLI ESSUBERI SE C”E  BISOGNO(IL SINDACATO NON COMMANDI),BENE LE RISTRUTTURAZIONI SE C’E BISOGNO MA DICO NON AD ACCORDI SULLA BASE DI SPECULAZIONI FINANZIARIE:NO AL NEOLIBERALISMO NELLA COMPAGNIA DI BANDIERA,NO AI CAPITALI ETIHAD DI ABU DABI,ALITALIA DEVE RESTARE TUTTA DI RADICE ITALIANA.NON E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA E’ LA NOSTRA CONNETTIVITA AEREA STATALE.

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11 GIUNIO 2014:ANCORA MOSE

TORNIAMO ANCORA UNA VOLTA ALL’ALLARMISMO ECOLOGICO NOSTRANO

-ALCUNE NOTE SU LA STAMPA:

-NOTA 1:DOPO TREMONTI,BRUNETTA,TOSI,GIANNI LETTA E L’INCHIESTA  SI ALLARGA ANCORA
Cronache,10/06/2014
Mose, spuntano altri nomi di politici
Baita: “A Brunetta dati 50 mila euro”
Vertice in Procura. Il corruttore interrogato ora accusa l’esponente di Fi:
«Alle Comunali il Consorzio aiutò Orsoni, ma accontentammo anche lui».
La replica: un normale contributo elettorale, regolarmente contabilizzato
ANSA
Renato Brunetta in una foto d’archivio
venezia

A “parlare” nell’inchiesta Mose adesso sono le carte. Migliaia e migliaia di atti e trascrizioni di interrogatori raccolti in una quindicina di faldoni su cui adesso dovranno lavorare gli avvocati della difesa. Pagine da cui spuntano decine di nomi, anche di politici o amministratori locali, che non risultano indagati e che affidano a smentite ogni possibile accostamento del loro nome alle indagini in corso.

L’ultimo nome eccellente tirato in ballo è quello di Renato Brunetta. A lui per le comunali 2010 a Venezia sarebbero stati dati 50 mila euro dalla Mantovani. «Il Consorzio – spiega l’ex ad Piergiorgio Baita in un interrogatorio – sosteneva Orsoni. Brunetta era molto risentito. Credo abbiamo accontentato anche lui, in misura minore. L’abbiamo fatto come Adria Infrastrutture,saranno stati 50mila euro, una cosa così..» e «non in contanti».

«Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunché, sono in attesa di essere sentito dai magistrati di Venezia, per illustrare la mia posizione e fornire ogni chiarimento richiesto» si difende intanto l’ex ministro Altero Matteoli, la cui posizione è stata inviata al tribunale dei ministri. Sono pronte una raffica di querele in risposta alle affermazioni messe a verbale nell’inchiesta: anche Gianni Letta e Brunetta stesso, non indagati, hanno dato mandato agli avvocati di presentare una denuncia. «A sostegno della mia campagna elettorale per le comunali veneziane del 2010 – dice in un passo Brunetta – è stato deliberato un contributo elettorale, e per di più non dal Consorzio Venezia Nuova, regolarmente contabilizzato e dichiarato secondo la legge, e nient’altro».

Nelle carte, Piergiorgio Baita, l’ex ad di Mantovani, cita anche Flavio Tosi in relazione a un rimborso dato a Luigi Dal Borgo per un finanziamento regolare che questi avrebbe fatto al sindaco di Verona per 15 mila euro. Tosi ha replicato dicendosi tranquillo e di aver depositato « l’elenco dei finanziatori presso la Procura della Repubblica di Verona per garantirne comunque un autorevole controllo». Inutile cercare eventuali conferme, smentite o precisazioni in Procura. La linea è quella del “silenzio” dopo quella che dagli interessati viene definita una «sovraesposizione mediatica degli uffici».Il Procuratore capo Luigi Delpino – stamani ha avuto un colloquio a `porte chiuse´ con l’aggiunto Carlo Nordio e altri Pm – ha dato severe disposizioni affinché gli uffici siano aperti ai soli `addetti ai lavori´. La stampa è stata rigorosamente e garbatamente messa alla porta. In procura si può accedere solo con il pass del personale. Anche le porte tagliafuoco sono state chiuse.

Intanto, la “macchina” dell’inchiesta sul malaffare legato ai lavori del Mose non conosce sosta. Si scava sulla rete dei rapporti per creare fondi neri tra le imprese coinvolte, grandi o piccole e tutte facenti parte della galassia manovrata da Giovanni Mazzacurati; si cercano ulteriori riscontri per supportare il troncone `politico-affaristico´, quello che chiama in causa ad esempio Giancarlo Galan. La posizione del parlamentare, su cui pende una richiesta di arresto, dovrebbe essere da domani all’esame della Commissione per le autorizzazioni della Camera, ma in procura c’è si respira un clima di attesa. I magistrati devono decidere se accogliere o meno la richiesta di poter rilasciare dichiarazioni spontanee avanzate dall’ex governatore veneto, attraverso i suoi legali Niccolò Ghedini e Antonio Franchini.

Pesa intanto come un macigno su Venezia il risvolto “amministrativo” causato dall’arresto ai domiciliari del sindaco Giorgio Orsoni. L’accusa è finanziamento illecito: soldi che sarebbero stati dati dal Consorzio in campagna elettorale una volta visto che era il `cavallo vincente´. Ieri, un infuocato consiglio comunale ha dato il segno dell’incertezza politica. A tenere salda la maggioranza c’è la necessità di approvare il bilancio e chiudere altre partite considerate decisive per il futuro di Venezia. Molti dei `dossier´ caldi erano in mano allo stesso sindaco e per questo il

http://www.lastampa.it/2014/06/10/italia/cronache/mose-baita-adesso-accusa-brunetta-mila-euro-per-la-corsa-a-sindaco-K1StEF6tWwf3nKOH9tHTgJ/pagina.html

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-NOTA 2:MOSE E EXPO,TANGENTI A REGGIA UNICA,”LA CUPOLA”

ORMAI LA STESSA CUPOLA GESTIVA IL SISTEMA TANGENTOPOLI SIA PER MOSE(APPALTO ALLA DITTA MANTOVANI)CHE PER LA EXPO(INFRSTRUTTURE LOMBARDE).

Cronache,11/06/2014 - appalti. la svolta nelle indagini
Expo, le inchieste portano al Mose
Aperto un terzo filone: la Mantovani ottenne commesse
in Lombardia e Veneto con lo stesso sistema
Antonio Rognoni, Infrastrutture Lombarde: ha ricevuto un pizzino
intimidatorio sull’esito delle gare
paolo colonnello
milano

Si è partiti da un dettaglio: la visita di un rappresentante della cordata Mantovani, quella finita nei guai per il Mose di Venezia, al gran capo di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, avvenuta il 10 luglio del 2012, cinque giorni prima che la gara per le infrastrutture di Expo venisse ufficialmente assegnata e vinta, con un clamoroso ribasso del 41%, proprio dalla Mantovani. Visita durante la quale venne consegnato a Rognoni un “pizzino”: «Sappiamo che siamo andati bene sulla parte qualitativa…», un messaggio «volto ad avvisare il direttore generale di sapere cosa stava avvenendo attorno all’appalto e quindi indurlo a rinunciare a proseguire qualsiasi iniziativa volta a danneggiarli». E a favorire il “vincitore” già designato, che era stato deciso a tavolino: la Impregilo di Massimo Ponzellini, finito però nel frattempo in carcere per lo scandalo Bpm. Insomma, il solito verminaio.

«Una palese e grave violazione del principio della segretezza dell’offerta» scrivono gli investigatori della Gdf in un rapporto di 700 pagine alla base dei provvedimenti che due mesi fa hanno scoperchiato il primo dei numerosi scandali di Expo. Ma perché, si sono chiesti, la Mantovani che era considerata “un outsider” e che stava intromettendosi nella spartizione degli appalti, ottiene udienza dal gran capo della stazione appaltante della Lombardia e vince? La risposta è in un verbale che l’ex presidente della società, Piergiorgio Baita, ha reso ai pm veneziani e che nei giorni scorsi è stato trasmesso alla procura milanese e inserito nel fascicolo di una nuova inchiesta su Expo, la terza, che lega con un filo rosso le vicende milanesi a quelle veneziane. Spiega Baita che la chiave di volta per arrivare a Rognoni fu la società romana Socostramo che venne inserita nel raggruppamento di imprese in gara per l’appalto Expo anche se non aveva i requisiti: «La ratio in base alla quale abbiamo accettato di avere Socostramo era finalizzata direttamente ad avere l’assegnazione… Socostramo, infatti, immediatamente dopo l’aggiudicazione, mi ha presentato l’amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde, col quale ho visto una grandissima familiarità, Antonio Rognoni». Ma di chi è Socostramo srl? E’ del costruttore romano Erasmo Cinque, considerato sponsor, consigliere e tra i fondatori del movimento dell’ex ministro Matteoli: «Fondazione della libertà per il bene comune». Tutto un programma.

Dunque, esiste una nuova nuova inchiesta che lega le vicende veneziane sul Mose a quelle milanesi su Expo. E’ il terzo stralcio dell’indagine sull’esposizione Universale, aperto a maggio dal procuratore aggiunto Robledo e ora coordinata direttamente dal procuratore Bruti Liberati dopo la decisione di assegnarsi tutte le indagini di questo filone. Decisione che, tra le altre cose, è finita all’attenzione del Csm nella “guerra” che divide i due magistrati. L’indagine, condotta dal pm Roberto Pellicano, nasce dall’inchiesta su Infrastratture Lombarde e collega ovviamente anche l’inchiesta su Expo e Sanità e la “cupoletta” di Frigerio. Baita, arrestato nel gennaio del 2013, ha raccontato ai pm veneziani i meccanismi per vincere gli appalti nell’Expo: «Prima si fa un bel ribasso e poi si recupera. Tutti cercano di alzare il prezzo sulle varianti». Cosa puntualmente successa per la famosa “piastra” di Expo: Mantovani sbaraglia tutti, e scompiglia le carte dei soliti noti, offrendo un ribasso del 41,80 per cento. Che tenta poi di recuperare facendo lievitare i costi grazie alle varianti con il “ricatto” dei ritardi.

Di fatto Rognoni, dopo la visita con “pizzino” di quelli della Mantovani, si arrende all’idea della loro vittoria per un appalto da 271 milioni: «Questa non è gente per bene… è inutile andare a rischiare il culo per questa gente qua…». E che Baita e compagni del raggruppamento veneziano non fossero precisamente «per bene» non lo hanno rivelato solo le indagini sul Mose. Tra le imprese della cordata figurava infatti la Ventura Spa, affiliata alla Compagnia delle Opere ed esclusa dagli appalti per presunti contatti mafiosi.

http://www.lastampa.it/2014/06/11/italia/cronache/expo-le-inchieste-portano-al-mose-S9glppFdvpCBC1XZX9FX5O/pagina.html
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.NOTA 3:ANCHE ENRICO LETTA L’EX PREMIER GOLPISTA “TANGENTATO”
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Politica,11/06/2014
Mose, lo sdegno di Letta:“Falsità sul mio conto”
L’ex premier viene chiamato in causa per un finanziamento da 150 mila euro
Ma non è indagato. La smentita su Twitter: non lascerò che mi si infanghi così

Soldi a tutti. Soldi a destra a sinistra e al centro. Nelle carte dell’inchiesta Mose spuntano i nomi dei big della politica. Soldi poi da vedere se sono veramente passati di mano, se sono reati, se c’entrano qualcosa in questa indagine che tracima da Venezia fino alla capitale senza che nessun Mose riesca a fermare il mare di fango.

Nelle carte dell’inchiesta c’è di tutto: illustri sconosciuti e nomi eccellenti. Sui politici più importanti fanno sapere dalla Procura non ci sono elementi tali da ritenere che ci siano illeciti penali. Roberto Pravatà, ex vicepresidente vicario del Cvn, in un verbale del 7 agosto 2013., tira in ballo Enrico Letta: «In merito ad altre utilità dirette ad esponenti politici posso riferire che Mazzacurati (presidente del Consorzio Venezia Nuova, Cvn, ndr.) mi convocò per dirmi che il Cvn avrebbe dovuto concorrere al sostenimento delle spese elettorali dell’onorevole Enrico Letta che si presentava come candidato per un turno elettorale attorno al 2007 con un contributo nell’ordine di 150 mila euro. Mi disse che il Letta Enrico aveva come intermediario per il Veneto, anche per tale finanziamento illecito, il dottor Arcangelo Boldrin con studio a Mestre con studio a Mestre in viale Ancona. In effetti venne predisposto un incarico fittizio per un’attività concernente l’arsenale di Venezia».La risposta dell’ex premier è sdegnata: «Leggo falsità sul mio conto legate al #Mose. Smentisco con sdegno e nel modo più categorico. Non lascerò che mi si infanghi così!», scrive Letta su Twitter. Dire che l’ex premier è stupito è poco: «Non ne so assolutamente nulla e casco completamente dalle nuvole. Non ho mai visto una lira. Esaminerò quello che esce dall’inchiesta e se ci sono gli estremi per difendere la mia onorabilità ovviamente lo farò». A domanda se conosce Boldrin, l’ex premier ha replicato: «Sì, so chi è Boldrin. È uno del Pd di Venezia».

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Leggo falsità sul mio conto legate al #Mose. Smentisco con sdegno e nel modo più categorico. Non lascerò che mi si infanghi così!

1:10 AM – 11 Giu 2014
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Gli altri politici

Letta non è l’unico politico di livello nazionale citato da Pravatà come destinatario di «dazioni». Il manager parla anche di Lunardi e dei soldi per pagare il risarcimento dovuto all’ex presidente dell’Anas per l’ingiusto licenziamento, dietro interessamento di Gianni Letta. E cita l’attivismo di Andrea Monorchio, ragioniere generale dello Stato, per assicurare la «continuità dei finanziamenti» al Mose. «Mi risulta siano stati assicurati al dottor Monorchio alcuni viaggi in Scozia e in Romania, sul Danubio. A tali escursioni partecipavano anche esponenti politici a livello nazionale, come ad esempio il dottor Valducci» (Mario, ex Fininvest, ex parlamentare di Forza Italia ed ex sottosegretario allo sviluppo economico nel governo Berlusconi dal 2001 al 2006).

http://lastampa.it/2014/06/11/italia/politica/mose-lo-sdegno-di-letta-falsit-sul-mio-conto-umezBh7ZBuysr2mcBH1QFO/pagina.html

-E COSI SU “LA REPUBBLICA”:

Mose, Enrico Letta: “Smentisco mio coinvolgimento in inchiesta”

Dai verbali degli arrestati spunta il nome di Enrico Letta nell’inchiesta di Venezia. L’ex premier avrebbe ricevuto un contributo di 150mila euro dal Consorzio Venezia Nuova. Anche l’ex sindaco di Venezia Cacciari nega ogni addebito. La Camera potrebbe votare prima della pausa estiva la richiesta di arresto di GalanMose, Enrico Letta: "Smentisco mio coinvolgimento in inchiesta"

ROMA – Dopo Gianni, ora tocca ad Enrico. Non si fa attendere la reazione dell’ex premier Enrico Letta alle accuse riportate da diversi quotidiani che lo vogliono coinvolto nello scandalo Mose. Mentre ieri era toccato allo zio Gianni Letta negare ogni addebito, oggi è Enrico Letta a replicare alle accuse in un tweet: “Leggo falsità sul mio conto legate al Mose. Smentisco con sdegno e nel modo più categorico. Non lascerò che mi si infanghi così!”.
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Leggo falsità sul mio conto legate al #Mose. Smentisco con sdegno e nel modo più categorico. Non lascerò che mi si infanghi così!

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Secondo quanto riporta il quotidiano Repubblica oggi in edicola esisterebbe un memoriale secretato del vicedirettore generale del Consorzio Venezia Nuova, Roberto Pravatà, che conterrebbe rivelazioni su numerosi esponenti politici di tutti i partiti. E tra queste carte spunta il nome di Enrico Letta. Secondo i verbali il Consorzio avrebbe dovuto sostenere le spese per la campagna elettorale di Letta nel 2007 con un contributo “nell’ordine di 150mila euro”. Anche l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari compare nelle carte. Secondo quanto avrebbe riferito l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati,  Cacciari gli avrebbe chiesto una sponsorizzazione di 300mila euro per la squadra di calcio della città e di aiutare un’impresa. L’ex sindaco, che si dice pronto a parlare con i magistrati, nega con forza richieste personali di favori e rivendica di aver chiesto solo interventi utili per la sua città.

Intanto l’ex ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha chiesto di depositare una propria memoria e di essere ascoltato dalla Giunta per le autorizzazioni della Camera che deve esaminare la richiesta di arresto nei suoi confronti in merito allo scandalo Mose. Oltre alle 800 pagine dell’ordinanza già in possesso della Giunta, nuova documentazione sulla richiesta di arresto di Galan è arrivata all’organo presieduto da Ignazio La Russa. Il voto della Camera potrà avvenire prima della pausa estiva: oggi la Giunta delle autorizzazioni ha deciso che la votazione si terrà in giunta entro 21-28 giorni, dopo di che si andrà in aula.

E Sel presenta in Parlamento una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta parlamentare volta ad approfondire le vicende legate al Mose e sulle attività del Consorzio Venezia Nuova.

http://www.repubblica.it/politica/2014/06/11/news/mose_enrico_letta_smentisco_falsit_sul_mio_conto-88646475/?ref=HREC1-12

REAZIONE:E NE HA FATTO DI “VITTIME” ECCELENTI L’ALLARMISMO ECOLOGICO NOSTRANO.

E NON E’ FINITA QUI PERCHE CI SONO ALTRE INCHIESTE SU STRADE  E LA SANITA,VEDI DI SEGUITO:

la stampa premium:Cronache
Articolo tratto dall’edizione in edicola il giorno 10/06/2014.

Anche strade e ospedali nel mirino degli inquirenti

Nell’indagine sulla Sanità spunta il nome di Tosi, sindaco di Verona
Sanità e strade. Sono i due filoni «gemelli» dell’inchiesta Mose e con questa strettamente intrecciati. Due filoni ancora allo stadio embrionale che però avrebbero già evidenziato sospetti giri di denaro per la costruzione di ospedali, la gestione delle forniture sanitarie, la realizzazione di pezzi della rete stradale della regione. Il filone della sanità Una figura chiave che fa da «ponte» tra il Mose e gli ospedali è Giancarlo Ruscitti. Ex segretario generale per la sanità e il sociale dell…continua
gianluca paolucci eleonora vallin
ARTICOLO SU LA STAMPA A PAGAMENTO:
http://www.lastampa.it/2014/06/10/italia/cronache/anche-strade-e-ospedali-nel-mirino-degli-inquirenti-ip5VBHFPaap5FaSfrutHHI/premium.html

11 GIUNIO 2014:PER CHI CI PRENDE?

-TITOLARE SU LA STAMPA:

LAPRESSE
ESTERI

Le rivelazioni di Hillary:“Berlusconi mi chiese:
perché ce l’avete con me?”

paolo mastrolilli, inviato a new york
Le memorie dell’ex First Lady americana: «Quanti imbarazzi».
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REAZIONE:COSA VA CERCANDO BERLUSCONI?E’ IL POPOLO ITALIANO CHI C’E’ L’HA CON LUI:HA PERSO TUTTE LE ELEZIONI POSSIBILI NAZIONALI,EUROPEE,POLITICHE,AMMINISTRATIVE,ECC,ECC,ECC,ECC.E OGI E’ CADAVERE POLITICO CONTESTATO ANCHE DAI SUOI FEDELISSIMI.
QUESTO UOMO CHE NON HA MAI AMATO LA DEMOCRAZIA,CHE HA CERCATO UNA E MILLE VOLTE CAPOVOLGERLA IN TUTTI I MODI,DAL PRESIDENZIALISMO ALL’ANTI PARTITO DEI COMUNI,DALLE LEGGI AD PERSONA ALLE ALLEANZE CON TUTTA LA MALAVITA CHE VI IMMAGINATI(MAFIA,LEGA,LA MALA DEL CALCIO,ECC,ECC,ECC.),E ORA CON LE LARGHE INTESE DEL COLPO DI PALAZZO.
QUESTO UOMO CHE NON SOLO NON E’ AMATO DAGLI ITALIANI MA NE MENO DAGLI EUROPEE (C’E’ L’HA CON LA FRANCIA,CON LA GERMANIA,CON L’INGLITERRA,CON L’UE,E COSI VIA)OLTRE AGLI RUSSSI:PUTIN E’ STATO L’ULTIMO A SCARICARLO A FAVORE DEL PRIMO CAPITATO IN QUANTO SCOMODO BULLISTA,A CHI VA CHIEDERE QUESTE COSE?
LO VEDA IL SERVIZIO SOCIALE,ESSERCITI LE SUE RESPONSABILITA ANCHE SANITARIE E NON SOLO PENALI.
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